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Eh, io, caro signor loiato, non sono come voi.
A tutto rinuncerei, tranne che una tazzina di caffè presa tranquillamente
dal balcone.
Eh, ma un caffè come lo faccio io, si intende.
Con questa macchinetta, eh, se ne possono fare due tazze. Però se ne
ricavare pure tre, nel caso ci sarà terza persona.
Eh, io il caffè me lo tosto da me, pure voi? Eh, fate bene, perché...
La cosa più difficile è indovinare il punto giusto di cottura, il colore a
di monaco. L 'acqua poi deve bollire per lo meno quattro minuti. È un piccolo
segreto, piccolo ma importante.
Poi prima di colarla nella parte interna della capsula boccarellata, bisogna
cospargere il fondo con mezzo cucchiaino di polvere fresca appena macinata, in
modo che nel momento della colata l 'acqua bollente già si aromatizza per
suo.
Ancora un altro consiglio.
Mentre sta passando, questo copetillo di carta, perché il fumo denso del primo
caffè che scorre, che poi è il più carico, non si disperda.
Questo copetillo pare niente, eppure c 'ha la sua funzione, perché io lo metto
sul becco, ecco. E?
E sul beccuccio, chiaro?
Signori, sono scapolo e posizionato, modestamente...
Alla figlia dell 'amore. Si canto, tenore al San Carlo di Napoli, sia pure
coro naturalmente. Salario fisso, salute ottima, denti sani, tengo 37 anni e
sentimenti eletti. La presenza, la vedete.
Signori, mi volete sposare?
A voi?
Eh, a me.
Beh, è così.
Ecco, dodici per uno.
Dodici pastiglie per uno.
Maria, scusami.
Le mie sono tredici.
Non è perché una di più, ma per il numero, hai capito?
Tredici.
Pasca, peggio di così.
Come si pigliano?
Con l 'aranciata.
Mari, Mari, che hai fatto?
Mi tocca a
te.
Tieni, amore.
Sei sicura che non fanno male?
Allo stomaco, dico.
Adormenti. E non ti svegli più.
Io se non bevo non riesco a mandare giù niente. Dio.
Adesso bevo.
Adio Maria.
Oddio, Vasca.
Oddio.
Oddio, Maria.
Oddio, non ti vedo più.
Ma com 'è possibile, Vasca? Apri gli occhi.
Ci vorrà almeno una mezz 'ora.
Sì, una mezz 'ora.
Una mezz 'ora, Maria. L 'ultima mezz 'ora nostra.
L 'ultima mezz 'ora e poi tutto finito, pensa.
L 'amore mio, il tuo, il nostro. Non parla così.
Non parla così.
Com 'eri bella, Maria.
Com 'eri bella.
Maria, vieni.
Dove? Andiamo. Dove? Abbiamo solo mezz 'ora per fare l 'amore, per l 'ultima,
per l 'ultima volta, l 'ultima mezz 'ora.
Sì, andiamo. Vieni, so io un posto.
Ecco qui, ci troverà un bigliettaio anonimo domattina.
No, no, no, no.
Il 17, no.
Di qua.
Qui, vieni, vieni.
Ecco.
Pasqua.
Pasqua. Maria, amore mio. Non c 'è tempo. Vieni, vieni.
Presto.
Amore, amore, amore.
Amore mio, moriremo assieme. Moriremo, sì, assieme.
Abbracciati. Sì, avvinti, abbracciati. Per l 'ultima volta, sì. L 'ultimo
abbraccio. Morire.
Oddio, vai qua. Ma che succede qua?
Sediamoci qua.
Vuoi girare la testa?
Oh, madonna.
Sto...
Biglietti!
Il biglietto.
Biglietti! Due, due, due.
Per dove?
Capolinea.
E mo che facciamo?
Scendiamo. Eh, sì, ma scendiamo dove?
E che moriamo in Pullman.
Io mi vergogno.
Io pure.
Scendiamo, Pasqua. Suona il campanello, facciamo presto. Sì, certo. Facciamo
presto, per carità.
Dio, Maria.
Sì, addio.
Ma pure in piedi con i cavalli.
Pasqua. Eh?
Manca... Manca un posto per morire, ma è stato tutto qua.
Sono stato sempre sfortunato.
Sempre, fino in fondo.
Sto male.
E io pure, Maria.
Oddio. Oddio, sto male.
Sto male, Pasqua. Maria, Maria.
Signora, signora.
Signora,
signora.
che vergogna Pasquale che vergogna fate in brescia
la mia signora sta morendo
Coraggio, siamo arrivati.
Siamo arrivati.
Che vergogna passare. Sì, Maria, sì, Maria. Che vergogna. Maria.
Gente, aiuto, ci stanno due suicidi. E l 'altro dov 'è?
Io?
Presto.
Due.
Due lavande castriche, due.
Facilmente presto.
Baronna mia.
Baronna.
Scusate, la portineria. Da quella parte.
Scusate, sorella.
Domattina la mia signora e io lasciamo l 'ospedale. E allora siccome vorrei
preparare un po' l 'appartamento per accoglierla dopo quello che è successo,
posso uscire un paio d 'ore? E come vi chiamate?
Lo Iacono Pasquale.
Ecco, grazie. Però non dite niente a mia moglie perché vuole essere un
'improvvisata. Grazie.
Sorella, domani mattina ci dimettono a me e a mio marito.
E dove andiamo?
Posso... posso uscire per un paio d 'ore?
Tengo una speranza, giusto una speranza. Come ti chiami? Maria Gennari Loiacono.
Oh, ma per carità non dite niente a mio marito. No, no, no, no.
Grazie.
Va bene.
Buongiorno, Don Pasquale. Buongiorno, buongiorno. No, Salvatore, quella
cameretta, quel basso che vedevi, ce l 'hai sempre, perché mi sentirei.
E come no? Se sei disposto a spartirla con mia suocera, mio cognato e lo zio
è arrivato dall 'America, considerala pure a tua disposizione. No, no, non mi
sembra il caso.
Grazie lo stesso, arrivederci.
Arrivederci, arrivederci.
Salute, caro maestro, buongiorno.
Quella tosca a Salerno si fa? Niente, è crollato il finanziamento. Crollato?
Crollato. Bene, grazie.
Ti ha lodato Gesù Cristo? Sempre ti ha lodato.
Sono Maria, non mi riconoscete. Come no?
Sì, Maria, ho letto qualcosa di te sui giornali, di te e di tuo marito.
Vorrei parlare col signor Alfredo. Ah, non mi rincresce, è fuori.
Ma se l 'ho vista entrare un momento fa.
Ah, sì, è che io sono venuta proprio adesso. Vieni, chiamiamo sua Revelina,
vieni. Sua Revelina!
Ma se c 'è sarà occupatissimo. Sì, sorella. Maria, lo sai chi è? Vuol
con il nostro professore Alfredo. Senza appuntamento.
Sorella, ci vogliono altri cinque orfarelli per il funerale del
Esposito. La vedo, ha pagato per quindici. Tutti dietro di me per il
In fila e in silenzio.
Buongiorno, suo Benedetto. Buongiorno.
Qui ormai è tutto cambiato, con lui la casa del purgatorio è rifiorita e adesso
si potrebbe chiamare la casa del paradiso. Qui a destra c 'è la
lavorano 30 ragazzi.
Maria?
E questo è il laboratorio Santi.
È tutto merito della sua iniziativa, se oggi siamo i più grossi produttori di
Santi del Meridione.
Pensate che li esportiamo anche in America, là ne hanno tanto bisogno.
Voi che siete stata qui da piccolina, lo sapete benissimo che cos 'era questo
misero istituto prima dell 'opera del professor Alfredo.
Un momento, prego.
Anime sante del purgatorio, buonasera.
Sì, subito.
Su eccellenza per il professore.
Vedete? Anche il prefetto gli telefona. Per favore, lo dica subito al signor
Alfredo, al professore.
Che gli devo parlare?
Aspettate qui, aspettate qui.
Vedrà.
Ecco, fermi così.
Perfetto, perfetto.
Maria.
Oddio, oddio. Oh, Maria, ti sei fatta male. Maria, Maria, anima mia.
Sorella. Proprio come pensavo, figliola. Non è possibile, è troppo occupato.
Chissà, forse domani, forse un altro giorno, quando sarà meno occupato.
Ho capito.
Da quanto tempo, Maria?
Signor Alfredo.
Signor Alfredo. Mi avevano detto che non c 'eravate. Ma io per te ci sono, per
te ci sono sempre.
Lo sapevo che sarei divenuta.
E lui, tuo marito, lo sa? Ce lo so come te, solo sapesse che voi esistete.
Ancora gli vuoi bene?
Sì.
No.
Non lo so.
Ditemi, si può voler bene e non voler bene nello stesso tempo?
Maria!
Ma fate male!
Scusa! E' così sfortunato!
Sfortunato? Uno che ha sposato te è sfortunato?
Ma come fai a dire questo?
Ma dice lui come se qualcuno lo perseguitasse.
Qualcuno invece?
Lo ha aiutato.
Voi? Eh.
Quando lo cacciarono via dal San Carlo, io intervenni subito. Inutile, è stonato
come una campana.
No, no, stonato no. No, non è. Fino dal giorno che tu hai voluto lasciare questo
istituto, io ti ho seguito giorno per giorno, anche dopo sposata.
Soprattutto dopo sposata.
E l 'ho aiutato per amor tuo.
Pronto, malconcediti.
Vieni.
Credimi, non saprei proprio più come aiutare.
Voi per me avete fatto anche troppo. No, niente.
Non ho fatto niente.
Però io farei tutto.
Questa casa dove sono entrato Orfanello e che per merito mio è rifiorita, per te
la lascerei in un 'ora. Io lascerei tutto questo, tutto, per te.
Tutta l 'opera mia, soltanto che tu, perché anche tu hai diritto alla vita.
Marina, io ti devo vedere, ma non qui.
Alfredi, oggi ho fatto male a venire qua.
Ti aspetto domani, alla stazione Vesuviana, alle dieci.
E poi?
Andremo a Pompei, ci incinocchieremo insieme nel santuario.
Alfredi.
Noi ci fidiamo il Signore. Ma che dici?
Io ti rispetto.
Per me sei sempre la Madonna.
Sì, con le lampadine che pigliano fuoco.
Ti prometto che domani, che domani se vieni, cercherò di fare, farò ancora
qualcosa per lui. Ne parliamo domani quando vieni.
Verrai.
No, domani.
Dopodomani.
Ma se vengo non voglio niente.
Se vengo al freddo.
Se vengo vuol dire che... Vuol dire che ho deciso.
Tiene il becco felice. E come no, è infallibile. Bravo, Beppino.
Grazie, signori.
Siete un uomo fortunatissimo.
Se avete avuto una lunga sequela di disgrazie è perché non avete saputo
guardarvi intorno. La fortuna sta proprio alle vostre spalle.
Mi
interessa?
Permettete, sono Raffaello Marani, il guardaporta. Abito nel palazzo lì di
fronte. Mi interessa? Mi volete spiegare che significa con beneficio?
Con beneficio di chi se l 'affitta perché non si paga. Che cosa?
L 'affitto, è gratis. È uno scherzo. No, quale scherzo? Volete venire a vedere?
Accomodatevi. Almeno venite a vedere, non gettate via la buona fortuna.
Accomodatevi.
Entrate, entrate.
Avanti, avanti.
Preside, entrate.
Beh, questo è il grande cortile d 'onore dove un tempo le carrozze sostavano al
fresco delle fondane.
Mentre le nobile dame ascendevano per il grande e sonduoso scalone, oggi un poco
sgarropato, che qui potete ammirare.
Bello.
Però c 'è una cosa che mi risulta oscura. Che sta a significare questa
entrata? Gesù, è esattamente il contrario di buona uscita. Cioè? Che il
proprietario, se voi affittate tutto il piano, vi dà qualche cosa per le spese
di inviando.
Più l 'affitto gratis. Sì, signore, però il contratto lo dovete fare per cinque
anni.
Dove andate? Io non vi dico così. È tutto vero quando è vera la madonna.
Avanti. Piano, piano.
Stilo settecentesco.
Lo vedo.
Qua entriamo nella vasta anticamera di rappresentanza con il camino del
diciassettesimo secolo.
Tutto in marma priggiata colore rosso sangue.
Ah, buongiorno. Buongiorno, professore.
State mostrando l 'appartamento?
Sì, sì, signore.
Si affitta?
Speriamo. Oh, di chi ti tratta?
È il professore Sandante, conservatore dell 'archivio di Prondel. Ah, l
'archivio comunale.
È vedovo.
Perdetto una sorella sotto il terremoto di Mezzina.
Tiene una piccola proprietà dalla parte di Salerno.
Tiene il diabete.
Io seguito a farvi visitare l 'appartamento.
Accomodatevi da questa parte.
Signore, signore!
A che fate? Vi lasciate solo a me? Che maniera, stiamo vicini.
Adesso apriamo così facciamo entrare un po' di luce all 'ambiente che ne ha
bisogno. Voi sareste il nuovo inquilino?
Pasquale Loiacono, per servirvi. Sì, sì, appunto.
Onorato e lieto, fa piacere rivedere la casa abitata.
L 'ultimo, Don Vincenzino Stella, quello che la terza sera gli pigliò un colpo,
se non sbaglio ormai è cosa di sette anni fa. Ah, professore, noi vi
statevi bene.
Riberisco.
Questo... Scusate, chi sarebbe questo Vincenzino Stella?
Uno che morì sette anni fa la terza notte che abitava in questo
Dunque vi devo dire subito che il proprietario, affittando gratis in buone
condizioni, che io devo far rispettare. Troppo giusto. Sì, signore. Un 'ora alla
mattina e un 'ora alla sera voi vi dovete affacciare a tutti i balconi e
finestre dell 'appartamento per far vedere che la casa è abitata. Ah, e
sono fra balconi e finestre?
34. Oh!
Sì, però vi dovete affacciare come una persona viva.
È che sono morto. No, dovete... dovete far rumore, dovete cantare, spattare...
Ah, cantare? Beh, questo è facile per me.
Tenore al San Carlo.
Della figlia dell 'amore.
Scusate, mi pare che siano condizioni strane assai. Ehi, che ragione tiene
questo sbattere i tappeti, questo cantare?
Voi non siete di questo quartiere?
No.
Non ci sono ragioni.
Tanto più che io tengo l 'ordine di non parlare.
Ecco, adesso io vi dovrebbo far vedere il resto dell 'appartamento che si
prolunga in altre stanze piccole e scure.
Vediamole.
Dieci stanze.
Oscure.
Vediamola.
Perché il palazzo è antico del Seicento, di quando a Napoli c 'erano i spagnoli
e fu costruito appunto da un certo duca di Bermeco che... L 'avete mai sentito
nominare? No.
È morto.
Pace all 'anima, signore.
Sei imbiccato.
In una di queste tante stanze.
Invaghitosi alla follia di una santa e bellissima monaca... Ah, era una monaca?
Gnossi, la rapì portandola qua dentro per costringerla a fare con lui l
'archifezze e ci riuscì. Ma le monaco adorarono il fieto del miccio.
la foglia? Gnossi. Perciò lui l 'ha uccisa? E si imbiccò.
Ed ecco che da queste morte violente nasce la leggenda delle
apparizioni.
Quali apparizioni?
Io sono pagato per non parlare e non parlo.
Ma secondo voi perché il proprietario vi affitta gratis tutto un piano come
questo, per la vostra bella faccia?
Perché abitando qua dentro, voi sfatate la leggenda che vi alleggio.
Ah, perché di leggenda si tratta?
Certamente.
Dicitemi una cosa.
Sì? Quel Vincenzino Stella.
A terza notte.
Come muretta.
Una sincope.
E adesso se volete vedere il resto delle camere, accomodatevi da questa parte
che vi faccio strada.
Sì? Sì, sì.
Leggenda è certamente leggenda e anzi io tengo l 'ordine di minimizzare.
Ma se vi facessi induire che nelle notti oscure di luna il fantasma del
duca è stato visto molto spesso, che passiggiava sopra al terrazzo con il
mandello, il ciniera, una faccia bianca, bambina, bambina, bambina, bambina,
bambina, bambina, bambina, bambina, bambina, bambina.
Una faccia che ti guarda come se ti volesse parlare, ma la voce non gli esce
bambino. Ti guarda, ti guarda...
Siete
lontani! Chi dovrebbe essere?
Gli spiriti, sono tutte fesserie che dicono la gente, no?
Maria!
Maria!
Benvenuta!
Benvenuta! Benvenuta!
Signora Duchessa nella vostra casa.
Gesù, ma quanto è grande!
Che ti avevo detto?
Un palazzo.
Ma non ci posso pensare. Tuo marito ce l 'ha messo del tempo per darti una casa,
ma quando te l 'ha data però... Che bello! Tu già cominciavi a perdere la
fiducia. Ma no, Pasquale.
Tutto il piano nobile, tutto per noi.
Ti piace?
Gesù, ma quanto è grande! Non ci posso pensare!
È proprio bello!
E quante fontane.
Fontane che vengono dalle profonde cisterne scavate qua sotto al palazzo.
Vasca d 'acqua misteriosa che non vengono a fondo.
Eh, ma voi ci siete.
Il guardaporto però abita nel palazzo di Rimberto. Ah, beh.
E in un palazzo così.
Ci danno tutto un piano.
Gratis.
Eh, ma che un padrone scemo. No.
No, che non è scemo. No, no, perché è scemo? Si tratta di una eredità
contestata. Il proprietario, ritornando in America, ci lascia come occupanti di
fiducia, non è ovvero? Eh sì, però ci sono delle clausole che vanno
Sì, certo.
Perché vedete, signor, il palazzo è antico, del 600.
Eh, marito, dobbiamo fare in fretta a scaricare. Sì, sì. E il camion deve
ripartire. Vabbè, è quello che sta facendo, no? Va bene!
Figlio di un fagotto, eh, vado là.
E' buono!
Allora, vogliamo andare? Signori, vi dovete spiegare che sta oscurando notte.
Voi lo sapete che la luce elettrica ve l 'attaccano solamente domani.
Ma insomma, la volete finire? Ma che ho detto? E tutte le volte che parlate di
questa casa, fate una musica, che parete Dracula.
Maria cara, noi ti precediamo, ti aspettiamo sopra.
Va bene, va bene.
Scusateci, è stato un incidente. È un po' di delicatezza, figlio mio.
Che volete fare? Quello pesa.
Ah, chiudiamo.
Qui ci sta più polvere che a Pompei.
Eh?
Ti avevo detto, no? Ti avevo detto di fare le pulizie. Eh, non è facile.
Come non è facile? Non è facile.
Ah, non ci sta una scopa, uno straccio? Una scopa, ma c 'è una scopa, una scopa.
Ma non finisce mai questa casa, però.
Ti avevo portato 3 .000 lire.
Io sì. E li ho pulito come uno spettacolo.
Soltanto che dopo 10 minuti... La polvere. Ma questa scopa dove sta? Sì,
vado io, signore.
No, no, bravi, mettetela qua.
A voi, portate l 'altra roba. Presto, presto, davanti.
Ma qua, ma quante istanti sono?
18. 18?
Eh, 18.
Là, là, posate là.
No, i di sotto stanno.
Non... Non abbiamo bisogno, è vero? Eh, direi. Ecco, allora avrei pensato
questo. Tre le teniamo per noi, quindici le affittiamo e mettiamo su una
bellissima pensione per artisti lirici, figurati, con tutte le conoscenze che
tengo io, tenori, baritoni.
Le mi amo, le mi amo.
Ecco, avrei pensato questo.
E dove li pigli i mobili?
Ci hai pensato?
Signora!
Eccovi al servizio, qui c 'è la scopa. E che è questa?
La scopa di Sargino. Questa è una scopa, ma questa è più spennacchiata di voi.
Vado a comprare io una vera scopa.
Vedete tutto qua sul tavolo.
Cercavi. I letti, nell 'altra stanza. C 'era Giunta nervosa. Una schifezza.
Qua c 'è un bullo morto.
E allora?
Lo mettiamo fuori dal balcone, così domani sarà più tenero.
Speriamo.
Allora, che vogliamo fare? Dopo a scuola andate a dare una mano da quella parte
che ti faccio penso io.
Siete pronti? Allora, pronti. Attenzione.
Forza. Forza.
L 'armadio sta bene qua.
Prendilo lui. Mi faccio questa parte. Dai, urgine.
Piano, piano, piano.
Poggia,
poggia. State piano.
E' fatica.
La roba è stata portata tutta su. Noi ce ne possiamo andare. Andate,
andate, andate in grazia di Dio. Bene, bene.
Va bene.
Allora, Don Pasquale, felice notte e tranquilla permanenza. E che fate? Vi
portate via la luce adesso? Eh, sì. Ah, già, tengo un pacco di candeli.
Cioè, ci dovrebbero essere.
L 'avete trovato, eh? È strano, era un pacco nuovo, nuovo.
E allora, Don Pasquale, datemi 600 lire e io ve ne vado a comprare un pacco
ancora più nuovo.
Tenete, ecco.
Eppure vi sta.
Ah, Don Pasquale, vi devo avvertire una cosa.
Guardate che qua ogni tanto sparisce qualche oggetto, anche oggetti di
E non vi permettete di denunziare i furti che debbono avvenire in questa
se no, quello sono fantasma.
Non scherzare, schiaffo, pugni ammazzati in testa.
Vado a comprare le candele con permesso per masquare.
Disgraziata.
Scende per fare una commissione e niente, ci sta tre ore.
Glielo vado a dire.
Non c 'è nessuno?
Scusate, ho fatto un poco tardi perché il negozio qua sotto stava chiuso.
Signore, che maniera d 'entrata è questa? Che maniera a me, meno male.
Buonanotte, signore. Buonanotte. Riposate in pace.
Grazie.
Spogliamoci. Amma mia.
Ma dove è il sito questo?
Maria. Gesù.
Gesù, e che fate voi qua?
Perché? Perché non sei venuta? Ti ho aspettato due ore alla stazione.
Andate, andate via.
Maria.
Perché? Perché?
Perché non sei venuta?
Perché?
Perché?
Ma perché non è giusto?
Proprio adesso ha trovato questa casa.
Alfredo, è un segno del destino.
Io gli devo dare fiducia ancora una volta. Ti ho portato... Il manto della
Madonna l 'hai conservato. E la corona.
Maria, per poterti rivedere mi hai costretto a pagare i facchini e a
dentro l 'armadio.
Sì.
Ho preso due fiori qua sotto e un pollo. Maria.
Tu sei, tu sei, tu sei denutrita.
Sì, sì, sì, sì. L 'altro giorno ti guardavo.
Sì, perché sei, sei denutrita. Ti guardavo qui, perfetto. Ma che faccio?
collo, tu sei denutrita, dimagrita. Ma lasciatemi, lasciatemi. Non posso
sopportare questa carne così denutrita.
Oddio! Cosa c 'è? La scuola, mio marito, lasciatemi. Mio marito! E io così in
vestaglio? Oddio! E tu così in vestaglio?
Oddio! Genoso com 'è? A presto! L 'armadio! Genoso com 'è?
Marie. Eh?
Che fai lì così fissa?
Fissa?
Eh, come... come... incantata.
Era uscita, era uscita per comprare le candele.
Il padre.
Le candele.
E la candela l 'ha portata il portiere?
No.
Stava acceso.
L 'ho trovata.
E i fiori?
Li ho trovati.
E sto pollo?
L 'ho trovato.
Bollo arrosto.
Alla diavola.
Madonna mia, sono triste.
Ma... Ma... Ma... Ma... Ma... Ma... Ma... Ma...
Ma... Ma...
Anche la cucina.
È il momento della paura. San Gennaro, ma sicuro. San Gennaro,
ma sicuro.
è volato via
Pasqua. Che è successo?
Che è successo? Niente, niente. Che doveva succedere?
No. Mi pareva di averti sentito parlare con qualcuno.
No, perché?
Perché?
Non... Hai visto qualcosa?
Dico...
Prima tu hai... Hai visto qualche cosa?
Io? No!
Allora... Pasqua... Io ti vedo così, tra... No, è un... No, è
un 'impressione tua.
Allora è meglio così.
Ecco. Vieni a dormire.
Sì, sì, sì.
Questa casa, non lo so... Mi fa paura restare solo, vieni.
Fa paura?
E di che?
Buonasera. Buonasera.
Se non sbaglio, poc 'anzi ho visto nell 'altanza certe fiammelle.
Ah, forse i fiammiferi. Eh, bravo. È così che vanno prese queste cose. Con
calma. Eh, già, voi mi capite. Sono esseri suscettibili, irritabili. E solo
quando trovano un tipo come voi, calmo, comprensivo, solo a lui, e a lui
soltanto si manifestano volentieri. Magari gli fanno anche dei regali. A
eccezionalmente.
Buonanotte. Buonanotte, professor.
Che va?
Prima rata.
Allora ce ne staranno delle altre.
Che bella cosa è una giornata in sole.
Un 'aria serena dopo una tempesta.
Canta, Maria.
Canta, canta.
Pensa, pensa. Segui da cantare, Maria. Tu vieni con me. Che bella cosa è una
giornata in sole. Ecco, prendi quei soprammobili. Andrò liberato di io.
su quel tavolo, attenta a non romperli. Vai, vai, vai.
Don Pasquale, qua è tutto rotto, bisogna cambiare il tubo. Cambia, cambia,
questa qua deve essere una pensione sontuosa. Salate!
Salate!
Anche voi, eh, mi raccomando, abbondante l 'arricciatura.
Va bene, sarete serviti.
Questa pensione per raggiungere... Brava, canora ti voglio,
così canora.
Don Pasquale, io ho finito. Ah, bravo, bravo. Fammi vedere.
L 'apparecchio va bene così? Ecco, lì sta proprio bene. Ah, la fattura, ve la
lascio, Don Pasquale.
Ecco, dai, lascia qua. Buongiorno, Don Pasquale. Buongiorno.
Don Pasquale, che vi lascio? Pure questa mia. Naturale, dai qui, a mucchio.
Buongiorno, dottore. Buongiorno, buongiorno. Vi do anche questa.
Sì, dai qua, dai qua. E di al principale che poi passo io. E quando?
E quando? I balconi sono troppo, Pasquale.
Vediamo.
Oggi che cos 'è? Fine ottobre.
Il giorno dei morti, quando cade?
Il 2 novembre.
Il 3. Va bene, buongiorno.
Pasqua, ma tutte queste spese come paghi?
Pago, Maria, non ti preoccupare.
Pago, pago, te l 'ho già detto. Tengo un finanziatore.
Ma chi è questo finanziatore? Si può sapere chi è? Beh, è un nobile.
Pasqua, io ti vedo così strano, mi pare spiritato.
Sì, no.
Tu pensa a cantare. Vai, vai Maria.
Ma io non tengo più voce.
Ma è importante Maria, perché capisci la gente che fa, passa, vede, sente e dice
che casa simpatica, che bella signora che sbatte i tappeti e come canta bene
e che belle pulizie che ci fanno.
Andiamoci a pensione. Hai capito Maria?
La Pasquale?
La Pasquale questa signorina vorrebbe una camera a pensione.
Lo vedi? Che ti dice?
Prego, si accomodi, signorina. Mi permette Pasquale Loiagono, tenore
al San Carlo.
Sia pure nel coro.
Signorina?
Sayonara.
Prego.
Avete visto l 'occhio?
Orientale, per questo mi chiamano Sayonara.
Le stanze sono comodissime, acqua corrente in cucina.
Pasquale? Amore.
Vieni di là, ti devo dire una cosa.
Eh? Che cosa?
Ma una cosa, una cosa.
Scusate, signorina.
Scusate.
Accomodatevi, signorina Sabonara.
Pasqua. Marie.
Ma tu l 'hai guardata bene, quella ragazza. Marie, io tengo occhi solo per
Signora, buongiorno. Guarda, fa tutte le finestre come uno spirito. Vieni qua.
Quella fa il mestiere.
Quale mestiere?
Oh, quella è mignotta andata e ritorno dai piedi alla testa e dalla testa ai
piedi.
Dice ovvero.
Ma tiene pure il nome Sayonara.
E' certo che il nome lascia perplessi, però rimandare così la nostra prima
ospite porta disgrazia.
E quante volte l 'apparenza inganna, Maria.
Pasqua, io te l 'ho detto.
Sayonara.
Ecco, questa è come si può vedere, è la grande stanza di soggiorno dove la sera
si vede anche la tavelesione.
Io la sera lavoro.
Che bella cucina!
Comoda. Tutta nuova.
Ah, la parete indinta lavabile.
Anche il soffitto, eh?
Il soffitto che poi sarebbe il pavimento per chi abita di sopra.
E chi abita sopra? E io che ne so, signor. Io la camera l 'ho affittata.
Un bravo giovane.
Molto distinto con la barba.
Interessato a voi, mi è parso.
Misterioso.
Con la barba bionda.
Voi lo conoscete?
Io non conosco proprio a nessuno.
Come pensavo io.
I miei rispetti, signore.
Cucina a gas e frigorifero indesita. Lire
centotrentamila.
Ottolettini di ferro. Lire
centodiciotto mila.
Mila!
Guarda un poco questo, mi fa parlare solo a me.
Signora, prima di uscire vi ho riportato la tazzina.
Ah, grazie.
No, no, non mi disturbate, grazie. Ma io lo faccio volentieri.
Ma... Oh,
come mi dispiace.
Non si potrà smacchiare?
Eh, penso di no.
Signora, io non voglio ingannare la vostra fiducia. Per questo vi devo dire
cosa che magari non si vede.
Io non sono onesta come sembro.
Figlia mia.
Onestà.
L 'onestà.
Scusatemi tanto, mi rincresce. Mi chiamavo per dirvi che ho rintracciato
la storia.
Di lui?
Sì, nell 'archivio. Di lui.
Il nome.
Si chiamava Juan Augusto Manuel Bermejo, duca di Rioca Sibardietos. La monaca si
chiamava Esmeralda.
Esmeralda, storia del reame di Napoli. Ma lui non l 'uccise, la facette murare
viva dentro il palazzo.
A questo?
Ehi, il vostro!
Allora le altre monache ricorsero al tribunale dell 'inquisizione e al
di Benevento.
Ma che c 'entra a Napoli questo vescovo di Berenice? Non si sa, qua il foglio è
strappato.
Allora il duca per sfuggire al terribile processo si impiccò e l 'anima sua
restò dentro al palazzo stesso.
Dint 'allarmati! Contasi dalle monache! E' per questo che vi dai denari, per
comprare il vostro silenzio, perché non lo diciate alle monache!
Maia, queste monache non le ho mai viste! Ma quelle sono monache di
Banco morte escono, è chiaro!
Lui vi paga perché non parliate. Lui paga Dobloni, Ducati, Scudidoro.
No, no, soldi moderni, tutti... Tutte 10 .000, no. Si vede che oggi i fantasmi
si adeguano ai tempi, i tempi moderni. Allora, anche il telefono che mi ha
lasciato.
Scusate, prego, prego.
Pasquale? Che c 'è?
Ci sta il giornale?
Venite. Sì.
La signorina voleva il giornale. La signorina vuole il giornale, sì.
Il giornale.
Qua, qua.
No, qua ci stanno solo le riviste. Il giornale. Il giornale?
Ecco, sta qua.
Ecco. Ah, forse lo vuole per l 'oroscopo. Siete vergine voi?
Eh? Ma no, la signorina voleva il bollettino. C 'è il tempo, per sapere se
portare l 'impermeabile. Sì, sì, il tempo, sì, sì, sì, sì.
Eh?
Eh?
Sereno, dice, serenissimo.
Ah, meno male, allora lo lascio.
Questo l 'ha attaccato. Sì, brava.
Io esco, signora. Andà, la madonna va a contare.
Scusa.
Io tengo la capa pesante. Pure io.
Quasi me ne esco un minuto.
Va, va, tanto io vado a letto presto. Eh sì, vado a prendere una boccata d
'aria.
Tu vai?
Vado, vado.
Ecco.
Tu non vai?
Sto andando, sto andando.
Vado.
Maria. Voi qua siete venuti. Qua.
Qua siete venuti.
Allora era vero.
Qua succedevate voi.
Vi siete messo proprio nella nostra casa. Pagando il portiere che... Che ci
che cosa deve fare.
Ci devo spiegare. Andate, andate via.
Che il mio marito torna da un momento all 'altro. L 'altra volta
non vi ha perduto. Ma no.
Tuo marito l 'altra volta... Ma ha visto.
Tu ca per me.
Signor Duca?
Signor Duca di Bermejo?
Ci siete?
Io lo so che ci siete.
State tranquillo.
Conosco il vostro segreto, ma non lo dirò a nessuno.
Però oggi ho fatto tante spese e voi siete sparito.
Signor Duca, fatevi vedere almeno.
Discutiamo la cosa fra uomini, perché altrimenti...
altrimenti, signor Duca...
È come dico io.
Ma non è vero.
Non ci posso credere. Allora, dove ha pigliato tutti i soldi, i mobili, le
tende, la televisione? Chi paga tutto questo? E chi è che paga?
Dici che tiene un finanziatore?
Che sono io!
Guarda!
E lo dica. Lo dica pure a chi vuole. Che io, Alfredo Marigliano, insidio una
donna sposata. Perché io, io mi sento pulito.
Mentre lui, lui non è un uomo degno di Dio.
Conosci il mio sentimento e lo sfrutto.
Sfruttatevi.
Alfredo!
È a precisore.
Da voi.
Lo so che siete lì.
Spero che mi sentite.
Io non vi darò disturbo. Non dirò niente.
Ma voi...
L 'avete letta la cifra che sta scritta sul muro?
Io le cambiali, le ho firmate sulla fiducia! E adesso scatolo! E quelli lì
possono fermare e io soldi non ne tengo!
Scatolo! Lasciami!
Eh? Eh?
Sarai mia adesso!
No! Che fate?
Che fate?
Maria! Maria mia!
Maria mia!
Fermo! Poesia! No, qui! Folia!
Armonia! No!
Pazzia, Maria!
No!
Non ora!
Dopo! Più tardi! Sì!
In casa sua! Sì, sì! Deve essere in casa sua! È giusto! No! L 'ultima stanza in
fondo al corredore!
Ma lo giuri? Ma lo giuri?
Alloggio! L 'ultima stanza in fondo. L 'ultima stanza in fondo al corredorio.
Sì, l 'ultima.
Adesso voi questi denari non me li potete negare. Io non mi muovo di qui,
sapete.
Grazie.
Grazie.
Fuck.
Ah, denari.
Mazzate.
Signor Du... Luca, voi siete... siete uno spirito bizzarro assai.
Comunque, se vi fa piacere, fate pure.
Sono io, sono tutta bagnata. Il giornale era quello di ieri.
Arturo mio mi ha purimenato, dice che spaglio sempre col tempo.
Mimene, io li voglio bene.
Noi donne siamo proprio stupide, signore.
Eh sì, proprio stupide.
Signore, è successo qualche cosa? No, niente, niente.
No, niente, no. Voi non ci state con la testa?
Con la testa io vorrei stare sotto terra.
No, signore, non dovete dire... Venite, venite. Vi potessi aiutare.
agamma
Maria!
Abro, Figaro, bravo, bravissimo, abro, Figaro, bravo, bravissimo,
fortunatissimo, fortunatissimo, fortunatissimo, per veri cento, sono il
della duecento, sono il facotum duecentotam della città, della città,
duecentottam, è a calcolare le scadenze più immediate, della
grazie città.
Maria, che fai? Dormi?
Eh? Tengo buone notizie, Maria.
Il finanziatore ti è fatto vivo con un discreto acconto.
Maria, che fai? Dormi?
Eh? Che fai?
Maledetta! Maledetta!
Ho spercato con una prostituta!
Con una prostituta!
la mia anima con una prostituta!
Mangiatevel! Via!
Via! Via!
Anche l 'altro occhio nero!
Fare questo inganno a me!
A me che l 'amavo più della vita mia!
Maledetta!
Maledetta! Distruggerle tutte, donne!
Distruggerle! E Maria!
Maria!
Maria, io che t 'amavo come una santa!
Maledetta! Ti odio, Maria!
Che tu sia maledetta! E anche tu! Signor Duda!
Tu, Maria!
Esmeralda! Maria!
Esmeralda! Maria! Maria!
Esmeralda! Maria, Esmeralda!
Ci mancava solo sta confusione!
Maria.
Senti, Maria.
Ma in questa pensione il bagno è sempre occupato.
Signor. Maria, stammi a sentire.
Eh, cavaliere, lo vedete?
Non parla, non parla. Più di dieci giorni che non parla.
Maria. Maria, sta a sentire. Proprio ora che la pensione funzionava abbiamo già
sei clienti. Uè, ti piace?
Benvenuti in Santa Mila lì, ti fate un affare?
Uè, Maria, Maria, Maria!
Ma come con tutto lo spazio che teniamo proprio a quest 'armadio vai a riempire?
E poi Maria tu non canti più, non sbatti più i tappeti, qua bisogna sbattere i
tappeti! Qua non c 'è più nessuno che sbatte in questa casa!
E' ancora occupato!
Scusate tanto.
Professo, comincio a pensare che avevate proprio ragione.
Naturalmente che avevo ragione.
Da dieci giorni mia moglie non parla e lui, mi capite di chi intendo, è sparito
dicendo che non ritorna. Ma è naturale.
Vedendo vostra moglie, l 'ha presa per la monaca Esmeralda e ne è rimasto
violentemente sciocchizzato.
Sciocchizzato? Ma sì, colpito. Per me è molto chiaro. Lui, il duca, voglio dire
il fantasma, innamorato pazzo di una monaca, all 'improvviso si trova per la
casa un 'altra donna. Vostra moglie, che monaca non è, è già che non è monaca. E
allora? Non mi avete detto che vostra moglie è tutta austera, non parla, si
di capelli? Quella è suggestionata dal fantasma che la vuole monaca. Fategli
trovare una monaca e lui ritorna. È una parola.
Convincetela a trasformarsi, magari a vestirsi da monaca.
Signora, vi posso aiutare?
Signora, sono dieci giorni che non mi parlate. Così mi fate pensare che ce l
'avete pure con me.
Non ce l 'ho con te, figlia mia.
Ce l 'ho con me stessa.
Perché lui è un fetente, una fetenzia, una spazzatura.
Ma più spazzatura sono io. Io che lo so come non tengo manco coraggio di ci
mettere il corno.
Perché li volete bene.
Sì.
Come una stupida.
Chi vuol bene non è mai stupido, signor.
Casomai è scemo.
Come a me con quello pappone d 'alturi che mi continua a rubare l '85 % e io
seguo tavolelli beni.
Ma il marito vostro proprio pappone, pappone non è. Si arrangia un po'. Forse
mette in ansia, ma solo perché è sicuro di voi.
Credetemi, signore, il marito vostro pappone, pappone non è.
Esmeralda.
Esmeralda.
È calda.
Calda ma buona.
Maria, io so che tu ti senti strana. Anche tu, si capisce, sei rimasta un po'
sciocchizzata.
Ma che sciocchizzata, Pasqua?
Io tengo dentro l 'inferno.
Maria, hai parlato.
Finalmente, almeno hai parlato. È già una cosa.
Maria... Guardiamoci in faccia.
Diciamoci la verità.
Guardiamoci.
Marie, sto nei guai.
Guai grossi, guai enormi.
E te, capisci, per farti campare bene.
E me?
E tu non sai quanta paura ho avuto. E la fatica per fare fronte a tutti questi
pagamenti. Ma fino ad oggi, è vero, io devo dire di anche grazie a... Grazie a
un 'anima buona. Ho mai detto?
Quel tuo finanziatore, là.
Ah, sì, è proprio un 'anima buona.
Maria, io ti voglio dire, tralasciando tutti i dettagli, vero?
Tralasciamoli. Che la cosa, fino adesso, insomma, è andata a regolare, nel senso
che lui, al dunque, i denari li ha sempre tirati fuori. E anche nei miei
riguardi, vero? In fondo a me... A me personalmente, dico, non mi ha mai
niente. Ah, fortunatamente.
Ecco, bastava, è vero che io lo lasciassi tranquillo, stando bene
chiudendo un occhio.
Magari tutti e due.
Eh, ma adesso, adesso proprio, quando mi trovo impegnato fino a qua, non mi
viene a mancare.
Ah, è morta?
Sì. No, è sparita, hai capito?
Si è dileguata.
Come una fantasma.
Ah, ma io... ha già chiesto consiglio a un esperto.
Ah. Sì. E sai cos 'è venuto fuori? Che la causa principale di questa improvvisa
sparizione è... Saresti tu.
Dici davvero? Sì.
Maria, io non posso parlare apertamente. Mi hanno detto... Parlate poco, siate
reticente, perché sennò la cosa finisce.
E invece la cosa non deve finire, Marie. La cosa non può finire.
Noi non possiamo ricominciare con una vita di stenti, di privazioni. Io voglio
campare bene, Marie. Voglio mangiare bene, voglio bevere bene.
Vestire bene.
Si capisce.
Le sigarette non le vuoi contare? Non le voglio contare. La domenica magari vuoi
il dolce. Ah, sì, certo. Insomma, la cosa non può finire, non deve finire.
no. Anzi, potresti pure allargare il giro.
Eh, magari, Marie, magari. E passiamo alla voce.
Se quest 'anima buona tiene degli amici.
Beh, vedremo.
Magari... Magari in un secondo tempo.
Pasqua. Sì?
Tu puoi contare su di me che io il fisico lo tengo buono.
Grazie, Maria.
Grazie. Io lo sapevo che al momento buono non ti saresti tirata indietro. Io
vuoi, quello che potevo fare l 'ho fatto. Adesso dipende da te.
Fai un piccolo sforzo, sai?
In fondo, istintivamente, inconsciamente, hai già fatto qualche
adeguarti al suo ideale di modestia, vero, di candore. Sì, quei capelli così
tirati, quell 'aspetto quasi monacale, è proprio ciò che lui vuole. Non dico
addirittura vestirti da monaca, ma insomma, sii più accogliente, Maria.
Così, così lo posso chiamare. Ah, sì, per questo lo posso chiamare pure io.
no, lui non deve sapere che tu sai che io so.
È uno all 'antica, lui.
Una cosa così a tre, ufficiale, non gli andrebbe bene.
Io ci starei, per me, figurati per me, ma lui non... Eh?
Mari? Allora?
Acqua. Sì? Mi hai chiarito le idee.
Grazie. No!
E pappone, pappone, e pure stronzo!
Buongiorno, buongiorno.
Professore, un 'angelo, comprensiva. E sono lieto.
Professore, io gli... Eh, ma adesso glielo diciamo.
Ah, ecco, Don Bosco, Don Bosco, scusate, vi dispiace se proviamo il complesso in
camera nostra? No, no, provate, fate pure, ragazzi.
Professore, io, io gli telefono.
Vi dia un giattono per piacere.
Pronto? Pronto, vorrei parlare col professore Alfredo per cortesia.
Lo Iacon.
Sì, sì, Maria Gennari.
No,
mi rincresce. Non è possibile.
No, il professore non c 'è. No, non c 'è.
Sì?
Chi è?
Non è possibile.
Il professore è in ritiro.
No, no, sta facendo gli esercizi spirituali.
È Maria.
Maria?
Sono suor Gertrude.
Il professore è in ritiro per i suoi esercizi di penitenza e di contrizione e
lo sai perché.
No, no, non gli puoi parlare. Né oggi, né domani, né mai.
Non insistere.
Non è qui.
Maria!
Sì, Maria.
Il professore è occupato.
Usate i sistemi antichi.
Evocatelo questa notte.
con la magia nera.
Siamo arrivati.
Come sono due apparizioni? Sono apparse due
monache!
M 'è caduta sul fuoco la polvere che mi avete dato!
Questo è bravo! L 'avevo raccomandato!
Quella polvere!
Mamma! Mamma! Mamma! Mamma! Mamma!
Mamma! Mamma!
Mamma! Mamma!
È tutto il monastero, professore! Lasciatemi!
No! No! Non tornerò mai!
Monache, monache!
No! No! No! La mia anima è cambiata!
Sì, rinasco! Da oggi inizio una seconda vita!
Per le nostre anime, docetti, che senza di te rimarrebbero abbandonate, ti
supplichiamo! No!
Vada per quella donna a tutti i danni!
Tante monache, tante, tante!
L 'hanno intrappolato, gli fanno il processo.
Sì, meglio è mandato che questo inferno. La fondatrice.
La reverenda madre fondatrice.
Giudicami tu in questo evento.
Ci sta pure il vescovo di Benevento. Figlio, scappatene via da queste
indemoniate. Goditi la vita e l 'amore finché sei giovane. Sì, sì, anima santo.
Sì, paola mia.
Con la mia donna, con la mia, parto, parto, me ne vado.
Che abbiamo fatto, professore?
Quello parte, l 'hanno assolto, se ne vuole via e mi lascia inguaiato.
Parto, me ne vado.
Per la vostra vieta condotta, la casa del purgatorio crolerà. Finita l
'esplosione dei santi. Ma anche per te è finita. Lui parte, sono finiti i
danari. Cadrai sempre in bando.
Maria, bisogna che te lo dica.
Questa casa purtroppo è...
Maria, non te l 'ho mai detta, ma... Io tengo una forza medianica, un potere
inconscio, soprannaturale.
Pasquale, è finita, io me ne vado.
Maria? Maria, sei pronta? Hai altre robe?
Professore, il tassista sta aspettando al basso al palazzo, piglia le balisce.
Sì.
No, no, Maria, ma come?
Ma tu allora... Maria, vieni qua. Ma come lo vedevi allora?
Ma come lui... Alfredo, ma che... So io come sistemarlo.
Allora la... Professore, io vi scendo pure questa.
Sì.
Pasquale. Lui è Maria.
Pasquale. Maria.
Il duca, il bermeco.
Era lui, era lui che pagava.
Perché era il... Tuo amante, è certo, pagava... No, bili tutto, le terre,
tutta quanta pagava.
Guardate, guardatelo qua, un cretino.
Tu, Maria, ne hai approfittato, guarda.
Guardalo bene, guarda questo cretino. Ma che fare?
Che ha l 'età mia, che ha l 'età mia, crede ancora ai fantasmi.
Stupido, stupido, cretino, imbecillo. Lo t 'assido, lo t 'assido.
Mangiali, denari!
Prevedetevi, sono il Cavaliere Mel. Ma che vuoi?
Mi ricordo.
Dove credi di... Fermate, Pasquale! Ma che è questo scandalo? Ma non vedete, c
'è tutta la popolazione, tutto il quartiere affacciato alle finestre.
Guardate! Ma allora lo sapevi pure tu?
Pure loro lo sapevano? Eh, lo conoscevo!
Chi altro lo conosceva?
Anche la signorina lo conosceva. La signorina?
Tutti, tutti, tutti lo conoscevano. Era di condominio pubblico. Pure voi.
Signor Pasquale. Ma di un 'ara, la gente di Rimpetto.
Tutto il quartiere lo sapeva che Pasquale lo Iacono teneva e corna.
Amico mio, io l 'avevo sempre sospettato.
Dov 'è?
Dov 'è?
Tu stai di bordo, meco!
Ma trovo t 'ammazzo a te e a lei!
Hai da diventare un fantasma, vero?
Un assassino, la giustizia è stata giusta.
Amici delle spettatori, amici delle spettatori, in questo momento ci
negli scantinati accanto alla cisterna del delitto che pare comunichi con la
grande cloaca romana.
Attenzione, attenzione, ecco che riemerge uno dei sommontatori che
coraggiosamente stanno cercando il cadavere della povera Maria Gennari.
L 'assassino infatti si è prostituito dopo aver affogato la moglie per motivi
'onore nel grande deposito d 'acqua situato sotto il palazzo.
Hai trovato qualche cosa questa volta?
Matte, lassù c 'è un labirinto, gallerie, funicole e una corrente che ti
via. Mi scusi, che notizie ci può dare del cadavere?
Chissà dove è a quest 'ora, per poco ci rimaneva il mio. Ma accettate che era
ancora vivo dentro le cisterne. No, madonna!
Per cortesia, mi fate la stessa faccia di quanto avete visto l 'assassino, eh?
Mi pare inutile continuare, sottendiamo le ricerche.
Forse è meglio.
È venuto il tempo delle fiori.
Ci sono già le fiori.
Maria.
I fiori dell 'altro giorno sono tutti secchi.
E polvere, polvere dappertutto.
E la lampada?
Non ci sta più olio. Ma dove va a finire?
Don Alfre, quello che pensate non lo dovete pensare.
Olio purissimo di Lucca, olio vergine, benedetto.
Prequia materna, professore mio, per quanto riguarda la sporcizia è vero,
probabile. Ma l 'olio, professore?
Mi offendete, ma come rubare l 'olio a un morto? E sarebbe un sacrilegio,
sarebbe un affronto per quell 'anima santa, un affronto.
Peggio di quello che vuole fare il tribunale, assolvendo per delizio d
questo fetente del marito.
Guardate, guardate, si preva dell 'assoluzione.
Delitto d 'onore, d 'onore ricco.
Io gli darei la pena di morte a vita.
Bendornato, bravo, bendornato!
Evviva la giustizia! La giustizia è stata giusta, Don Pasquale, bendornato!
Quando mi devo? Per carità! Ma tu sai che senti che io...
Andiamo a casa, venite. È giusto, tutta Napoli ha vinto con i vostri numeri
all 'otto. Io pure, Don Pasquale.
Via, andate via.
Venite, sfuggiamo questa pubblicità in appartamento. Ancora una, fatela uscire.
Un 'altra volta, su un 'altra sola. Abbiate rispetto di un vedo.
Oh,
bentornato.
Bentornato, Don Pasquale.
Devo andare in orchestra e temere di non fare in tempo per dirvi bentornato.
Sono il Cavaliere Melfi, l 'unico pensionante rimasto.
Vi devo sette mesi di pigione.
Con comodo. Sono contento che siate ritornati.
La casa è così grande, strana. Perché strana?
Strana, pulita, come viva.
Ma strana.
cronormanto di monaco
Esci fuori.
Andiamo, esci fuori.
Uno? Uno.
Non dovevi sparire per sempre?
Sì. Due?
Due.
Non l 'avevi giurato solennemente?
Sepolta viva da tua zia in Abruzzo, come d 'accordo?
Tre? Pasqua, io sono una spergiura, non ce l 'ho fatta. Tre? Tre, tre.
Ma no, lo sai che lo bevo amaro.
E allora lo bevo io. A me mi piace dolce.
Tenevo una voglia di caffè.
E tenevo pure voglia di rivederti.
E pure una tavoglia tenevo.
Da tanto tempo.
Sette mesi qua dentro aspettandoti.
Uscendo solo la notte.
rubando in cucina la roba al cavalier Melfi.
Povero mio.
La roba gli spariva da sotto al naso e lui non se ne capacitava.
Ma sai, è vecchio.
Comprava una fettinelle carne, una fettinelle pane, un formaggino mio.
Io che avevo la famma che mi metteva l 'emozione del processo.
Mamma mia.
Che sbattata, ci ho messo lo zucchero.
Ma niente, va.
Stavolta lo bevo dolce pure io.
Che bella impressione sentirsi di nuovo a casa sua.
Eh, ma tu che fai lì in piedi?
Siediti. Stai lì in piedi come se te ne dovessi andare via.
Io no, tu.
Io?
Ah, sì.
Dopo quello che è stato.
Dopo l 'ergastolo che ho rischiato per salvare il mio onore.
I giornali, la confusione.
I numeri dell 'otto che sono usciti, la demolizione.
Maria, tu lo sai che qua sotto ci sta un monumento alla tua memoria.
Ma quello è un monumento vuoto, non ci sta nessuno.
Appunto. Dopo tutto questo io dico, scusate, ho già scherzato, qua ci sta la
morta che cammina.
Maria, non ti fare illusioni, tu sei morta.
Pure per te.
Pasqua, quanto danno già sotto?
Che vita sarebbe la mia?
Ammazzami e facciamola finita.
Te lo vado a fare? No, no.
Ho capito.
Tu non mi vuoi più vedere.
Adesso so quello che devo fare.
Sparisci. Bravo.
Sparisco per sempre, per davvero.
La roba mia, quelle poche cose stanno di sopra, distruggile, che di me non
restino tracce.
E domani, finalmente, troveranno il cadavere nella cisterna.
E tutto sarà finito.
Tu non me la puoi impedire!
Ma prima ti devo dire una cosa, Pasqua.
Posso?
Io ti avevo sempre giudicato un incapace, un povero illuso, un
distossato.
Eppure non ho poco fesso.
Sola.
In tutti questi mesi ci ho già pensato sopra.
E sai che cosa ho capito?
Che io avevo ragione, Pasquale.
Ma pure una cosa ho capito. Anzi, ho scoperto.
Che proprio perché sto mi è rinnamorata di te.
Perché sei un sognatore.
Sempre che ha capito il nuvole.
Uno che nemmeno a fabbricarselo apposta ci si riuscirebbe.
Uno che per amor mio alla sua età crede ancora ai vantaggi.
Come una creatura.
Come un ufficio.
Sì, un ufficio onesto.
Pulito, non tanto, non può essere.
Perché ti voglio bene, Mascà.
Questo ti volevo dire.
E te l 'ho detto.
E adesso?
E adesso?
E adesso?
Adesso dove vai? Che fai?
Ah, si, ah.
Ti vai a gettare nella cisterna.
Adesso, di giorno.
Col cortile pieno di gente.
Allora aspetto la notte.
Che fai?
Aspetto la notte.
Ah, così aspetti. Lì accanto alla porta che uno entra e ti vede.
E dove allora?
Beh, qui, di là che so.
Eh, sì, ma vi lascio sulla camera da letto.
E donne, e donne, non so la merda, vogliono
essere ammazzate, no. Vogliono pure, vogliono pure avere ragione, vogliono
essere perdonate, ammazzate. Vogliono essere ammazzate.
Fortunato! Donna le donne!
Sei contenta? Sei contenta?
Simulazione di reato.
Autoaccusa e calunnia contro me medesimo.
Occultazione di cadavere vivo.
Quattro o cinque anni di galera non me li leva nessuno.
Non ci pensare, Pasquale, non ci pensare.
Fossimo milionari, sarebbe facile pagarsi un passaporto. Brasile,
ci conosce?
Facile, resterò.
Mi sistemerò di sopra in una stanzurella.
Ho fatto la morte per sette mesi.
La posso fare per tutta la vita.
Non ci pensare, Maria, non ci pensare. Vasca.
Maria, Maria.
Non ci pensare, Vasca, non ci pensare.
No, volevo dire tengo fame, Maria.
Lo credo.
E' giorno.
Sai di chi è? Di Sayonara.
Gliel 'ho fatto a speri prima che se ne andasse.
Senti, il cavalier Melfi tiene due uova. Te le faccio? Io te le faccio.
Vado a comprare l 'olio, eh?
Che vai a comprare?
Vado a comprare l 'olio.
Oddio. Maria.
Anima santa.
Maria. Io, io ti ho uccisa, io.
È colpa mia.
È solo colpa mia che tu sei morta.
E tu mi appari in spirito.
Mi appari bella, santa, luminosa, vestita, vestita.
Come le animo beate. A me che ti ho perseguitata, che ti ho infidiata con
mezzo, in ogni maniera, nella tua stessa casa.
Ma adesso voglio pagare. Voglio espiare.
Pagare.
Sì, voglio pagare.
Eh, magari.
Pregherò. Eh, non basta.
Farò peritenza e metterò il cilicio. Non basta.
E allora io voglio pagare. Eh sì, pagare.
Perché io per ritrovare la mia pace devo compiere un lungo viaggio.
Volare sotto un altro cielo.
Beneficenza! A chi la devo dare?
A Maria.
A Maria addolorata.
No, a Maria rigonzolata. Lasciali qua.
Sì.
Ecco. E adesso sarò perdonato. E chi lo sa?
Chi lo sa?
Mietà, mietà.
E adesso chiudi bene gli occhi.
E lentamente recita tre glorie, anzi quattro. Faccia a terra.
Faccia a terra.
Gloria, è tutto mio.
Sveglia, sveglia, sveglia.
Gloria, sveglia, sveglia.
Maria!
Oh, anima santa, dammi i numeri. 6, 47 e 50.
Su quale ruota? Vare, sì.
Pasquale, svegliati.
Pasquale, guarda, guarda, guarda.
Vieni avanti, vieni.
Vieni arrivati in Scozia.
Voi siete italiani, vero?
No, no, di Napoli. Potrete parlare italiano.
Io ho conquistato Italia.
Conquisto la madre.
Vi offrite come cuoca e cameriera. Beh, cameriere non... Cuoca e
cameriere. Referenziati. Bene, qui vita normale, servizio normale, orario
normale. Insomma, in cartello tutto perfettamente normale.
Oh, ecco Johnny arrivato.
E' mio antico antenato.
Quello suo retrato.
Con testa, naturalmente.
E già, sono quattro e venti. Ora è data
che sua testa fu tagliata.
Molto comodo per controllo orologio.
Maria, quello ti guarda con troppo interesse.
Non ricominceremo pure con questo, eh?
Eh, no, eh.
vent 'anni di fede, vent 'anni d 'amore, parlare con gli occhi, pensare col
cuore, per ogni donna che mi guarderà, nel mio
cuore un fiore ti ancorcerà.
Tu vieni e mi porti il vento d 'estate che passa e cella le tracce passate,
fai letto e non potrò...
Non pensare mai cosa ci accadrà se la vita quella vera ci
dividerà.
Vent 'anni di fede, vent 'anni d 'amore, la voglia di avere, la voglia di dare.
Il tempo molte cose cambierà, ma il mio
fiore non farò morire mai.
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