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[Louis Prima: "Just a Gigolo" in sottofondo]
- Ma... - È un'urgenza!
Qui non funziona più niente, fai qualcosa!
Ma io che posso fare adesso, Bremer?
- Come sarebbe? - Io gliel'ho detto,
non voglio fare quello che dice: "Ah, io gliel'avevo detto. Glielo..."
Però, io l'avevo detto.
Lei non si è fidato, adesso è diventato impotent...
- Non dire quella parola! - Ho capito, però così è andata.
- Operami oggi. - Io oggi non posso.
- Ma come non puoi... - Sono pieno.
Possiamo fare domani.
È impossibile! Come faccio fino a domani?
Una sera. Una sera...
Guardi cosa c'è in TV, veda se ci sta qualcosa che le piace,
comunque è una serata, eh. Impari uno strumento, trovi un hobby.
Sa che facciamo io e Mario
quando non sappiamo come passare una serata?
[Eva] Quando i romani compravano i vasi, volevano che fossero "sine cera".
Cioè, "senza la cera", che veniva usata per coprirne le impurità.
Questa è una delle origini della parola "sincera".
Ma è possibile in una coppia essere veramente sinceri?
E soprattutto, accettare le impurità dell'altro?
Ogni tanto, una piccola bugia bianca può aiutare.
[Eva] Alcune bugie, per quanto bianche siano,
rischiano di diventare delle ombre.
[Louis Prima: "Just a Gigolo" in sottofondo continua]
Giacomo.
- Un angioletto? - No.
[Louis Prima: "Just a Gigolo" in sottofondo sfuma]
Me l'ha consigliato l'urologo.
Ti devo parlare.
Ma "rallentare" che?
[si schiarisce la gola] No, la verità è che...
voglio uscire dalla Bremer&Sons.
Non dire sciocchezze.
Proprio adesso che sto per incastrare Rossana?
Poi oggi devi andare da Elsa.
Elsa? Chi è Elsa?
La cliente. Cioè il cliente, sarebbe il marito.
Anche se ha richiesto a Paolino massima riservatezza.
Non mi interessa. Non...
- Che fai? - Ti sei fatto fregare?
Molto inquietante questa cosa che stai facendo, eh.
Hai infranto la regola numero uno. Ti sei innamorato de una cliente.
Basta con queste regole! Poi Beatrice non è una cliente.
- Ah, no? - No.
Comunque ho preso la mia decisione, va bene? Basta.
[Alfonso sospira]
E va bene.
Volevo proteggerti dalla verità, ma mi costringi a essere franco.
Alfonso. I buoi sono stanchi.
- I buoi? - Il carro rischia di fermarsi
e non partire mai più. - Quale carro?
Il comandante... sta abbandonando la nave.
- Non ti capisco! - Non mi si alza più!
E pure tu sei di coccio! Mi ci vuole l'argano.
- Bislacco, no? - È spaventoso.
Non puoi andartene. Devi sostituirmi.
[in tono commosso] È il cuore di un padre che ti parla, Alfonso.
- Che è? - Io ti do una mano.
Però tu mi fai una promessa.
Ti togli la perla nera, così torni subito in campo.
Me lo devi promettere. Guardami. Me lo prometti?
[vibrazione del cellulare]
Scusa un attimo.
Tieni.
- Che c'è? - [Paolo] Rossana ha annullato la lezione.
Qui fuori c'è un'autista che la aspetta.
Forse ci siamo. Sta andando a incontrare dolce leprotto.
Mh.
[sospira]
Presumo che questa sia Elsa.
Il marito teme di avere le corna e vuole che la tentiamo.
- Lei non saprà che sono un gigolò. - Non lo deve sapere, eh.
Tu sei solo un uomo che ci prova e poi zacchete, te la calzi.
Comme d'habitude.
Incredibile, la volgarità che riesci a raggiungere in certi momenti,
è qualcosa... - Piuttosto, studia il fascicolo.
E stammi a sentire.
[Giacomo] Lei ogni mercoledì sta al bar a lavorare,
tu entri, fai la tua magia e il lavoro è fatto.
Facile e indolore.
Un lavoro da Bremer.
[rintocchi delle campane]
Senti, possiamo tornare ad avere un rapporto civile?
Mi dici qualcosa, per favore? Un segno, qualsiasi cosa.
[musica liturgica]
Don Luigi.
Mio marito continua a essermi infedele. Cosa devo fare, lo devo lasciare?
E... Un momento solo.
Sì, devi mollarlo.
[musica ritmata in sottofondo]
Vabbè, quindi, non puoi più... Cioè, nel senso, sei diventato impotent...
Non pronunciare quella parola! Poi è temporaneo.
Vorrà dire che è arrivata l'ora per me di scendere in campo.
Senti, Paolino, non è per cattiveria, è che proprio non sei adatto.
È una questione di caratura, di aplomb. Tu ce l'hai l'aplomb?
L'aplomb non ce l'ho...
Eccola, eccola.
Parti, parti.
- Sono graduati questi occhiali? - No.
Ecco.
Metti in moto.
[musica ritmata in sottofondo]
[musica sfuma]
- Posso? - [cameriere] Sì, prego.
Grazie.
[si schiarisce la gola]
[parla tra sé e sé]
Lei è un'architetta?
- Sì. - Mi sono permesso di sbirciare
il prospetto, sono molto appassionato.
Lei si ispira a Zaha Hadid, giusto?
Se.
Si vede anche che lei è molto appassionata del suo lavoro.
Sì...
- Non ci siamo già visti? - No, senta, scusi.
Però adesso sono impegnata. Davvero, devo finire questa cosa. Mh?
[parla tra sé]
Un drink?
- [sospira] - Soprattutto per quello.
- Capisco. - Mh.
Vado, buon lavoro.
[musica ritmata in sottofondo]
- Vado, eh. - A fare che?
A vedere che succede con "Leprotto".
Perché dove sta?
[vibrazione del cellulare]
Alfonso, ho da fare. Che c'è?
- Giacomo, è fedele. - Che vuol dire?
Significa che non ha voglia di passare del tempo con me. Che significa?
[Giacomo] Devi fare leva sui punti deboli, questi stanno insieme da una vita.
Dille che forse è il momento di cambiare, di provare qualcosa di nuovo.
Dille qualche fregnaccia delle tue.
Allora, tu devi capire una cosa. Io non ne ho più voglia.
C'è una donna nella mia vita adesso.
Senti, portami i soldi. Poi fai quello che ti pare con Beatrice.
Giacomo, l'hai detto. Adesso rientro dentro anche se non mi va,
- ma è l'ultima cosa che mi chiedi. - Ciao!
[Alfonso] Ciao.
[musica di suspense in sottofondo]
Ah, no, non è mio.
Glielo manda quel signore là.
Oddio santo... Che palle.
- Non ti piace il Manhattan? - Mi fa schifo il Manhattan.
- Gin tonic? - Che problemi avete?
- Chi? - Voi uomini.
Non capisco.
È che è una settimana che mi tartassate.
In palestra, supermercato, Ovunque vada c'è qualcuno che ci prova.
Non so. Vi siete messi d'accordo?
Perché sei bellissima.
Grazie, ma sono anche sposata.
Mi sembra una patacca quella.
[sospira]
- Senti. - Dimmi.
Io non ho nessuna intenzione di tradire mio marito
con uno che mi offre un Manhattan in un bar, ok?
Mh, mh. Io non ci credo.
Allora, senti, forse mi spiego un po' meglio.
Ehm...
Io non verrei al letto con te neanche se fossi bendata,
neanche se questo servisse a salvare la specie,
neanche se un meteorite stesse...
- [verso] - ...per schiantarsi sulla terra. Ok?
È morta.
Ma chi?
No, mia moglie è morta da poco. E...
il Manhattan era il suo cocktail preferito e venivamo qui a berlo e...
Non è facile, io ce la metto tutta, ma non...
[piange] È molto dura. Anzi, scusami.
È molto dura. È molto dura.
- No, sta bene. È solo un attimo... - [piangendo] No, io non sto bene!
[piange]
Scusami, scusami.
- Vuoi che usciamo un attimo? Eh? - Sì.
- A prendere una boccata d'aria? - No.
Eh, dai. Su. Andiamo fuori e prendi un po' d'aria. Eh?
- Scusate. - Prendo il cappotto.
Che coglioni...
[musica ritmata in sottofondo]
[sospira]
- Senti, mi dispiace per prima e... - No, ma scusami tu.
- Cioè, non è che volevo essere scortese. - Sono stato patetico.
[ride]
Parlami di te, invece, che mi sembra tu stia dentro
un matrimonio felice. Sembra, dal tuo aspetto. Eh?
Sì.
Diciamo che all'inizio era un matrimonio felice, poi...
Poi?
Ma... L'amore cambia, no?
Eh, certo.
Col tempo diventa qualcosa di diverso.
Scusami, a te va bene così? Non ti va di parlargliene?
Preferisco che ci raccontiamo una bella cazzata,
piuttosto che una verità che ci faccia esplodere.
E non pensi che magari non so, eh,
potrebbe essere arrivato il momento di cambiare qualcosa?
- Sono arrivata. - Ah.
Senti...
Anche se non ti faccio un Manhattan, te la bevi una cosa con me?
Tuo marito?
[ride]
Non c'è. È fuori per lavoro.
[musica ritmata in sottofondo]
- Bello! - Grazie.
[Alfonso ride]
Lui sarebbe?
Mio figlio.
Ah, non lo sapevo.
Penso che sia legittimo,
visto che ci siamo conosciuti un quarto d'ora fa.
Ovvio.
Non ti sembra strano?
- Mi sembra un bambino normalissimo. - No. Dico il nostro incontro.
- Ah, no, certo. Sì. - Eh.
- Sì, abbastanza strano. - Non lo so sembra...
- sembra quasi fatto apposta. - Vero?
- Eh. - Eh, il destino si comporta così.
- Ah, sì? - Ogni tanto, sì.
E cos'altro fa il destino?
Il destino fa quello che poi uno decide in qualche modo di...
- Tipo? - Tipo...
[telefono squilla]
- Ah, scusa un attimo. - Sì.
Ah, e se vai giù ti puoi servire qualcosa da bere.
- Ok. Grazie. Grazie. - Arrivo.
[musica di tensione in sottofondo]
Eccoti, ti stavo cercando.
Stai buono, devo trovare il modo per entrare in casa.
Si può?
Signorina, mi perdoni.
- Mi dica. - Mi perdoni,
ma lei assomiglia tremendamente a una mia vecchia fiamma.
- Ci sta provando? - In maniera indefessa.
Nessuno mi aveva mai detto che sono indefessa.
Embè, immagino.
Chérie, hai mai pensato di fare qualcosa di proibito?
Ti posso dire una cosa? Senza che ci rimani male, però.
Prego.
A me mi piace lui.
- Io? - Paolino, è la tua occasione.
Sfogati. Sfogati anche te.
Scusa la curiosità, ma la signora che è entrata con chi sta?
Qui ci abita Coregone.
Ma come, quel Marco Aurelio Coregone?
Ma è un amico mio! Ma è straordinario!
Chérie, mi daresti il doppione della chiave,
così ci vado a scambiare due parole?
Grazie, chérie.
Divertitevi.
Ehi.
Tutto bene?
- Sì, cioè... - [ride]
L'ho lasciato.
L'ho lasciato. Sì.
Sì. Io...
[ride]
L'ho lasciato.
Chi?
[musica di suspense in sottofondo]
[Rossana] Lepro, leprum, leprotto.
[ride]
[risatine]
Allora, dico, che forse, magari in tutti questi anni
ti sei abituata a una vita dove c'è spazio solo per il lavoro.
- Non c'è spazio solo per il lavoro. - Sì, invece adesso...
- Dai, Marco Aurelio... - Ci siamo noi.
Ci sono io.
- Giusto? - Mh.
Quindi dico che forse
dovresti trovare un po' di spazio anche per me nella tua vita.
[Rossana] No, Marco Aurelio, io il lavoro non lo lascio.
Tanto non cambia niente.
È un lavoro particolare, da me dipendono migliaia di donne.
Invece io voglio che da me dipenda solo una donna.
Paperottolo.
Mi prendi in giro.
Non staremo mai più lontani. Paperottolo.
- [verso] - Ma dici davvero?
Sì.
Dai. Vieni qua.
[versi]
[risatine]
[Rossana] Toglila.
[versi]
- Allora, i trucchi li ho presi. - Mh.
- Ho tutto. Ah, no, la crema solare. - Ecco.
- Quella è fondamentale perché mi ustiono. - Fondamentale. Sì.
Eccola qua.
- No, non bisogna scherzare perché... - No.
Ah! Che dici, mi porto qualche maglioncino in più?
- Ma per andare dove? - Se andiamo in Thailandia non serve.
- Dove? - No, però in Thailandia
non è la stagione adesso. Mia sorella c'è stata, ci sono gli uragani.
- Elsa. - Eh?
Elsa, io penso che tu dovresti richiamare tuo marito.
- Perché? - Perché ho la sensazione
che stiamo facendo un po' una cazzata.
È tutta la vita che sono piena di responsabilità.
E prima era l'azienda, e poi la famiglia da mantenere.
Adesso un marito che tutti i giorni si sveglia con un'idea diversa
- che devo finanziare. - Io...
Cioè, secondo te è un reato se voglio prendermi del tempo?
- No. Eh. - Ma assolutamente non è un reato.
- Eh, e allora? - Sto dicendo un'altra cosa,
che forse stiamo facendo le cose troppo in fretta.
C'è un'ellissi troppo violenta, mancano snodi narrativi.
Lo senti che c'è qualcosa di troppo rapido?
- Hai paura? - No, eh... Allora sei di coccio.
Sai, la paura a volte è vitalistica.
Un'energia che muove il mondo, le cose...
- Partiamo, poi passa tutto. - Elsa. Ascoltami.
Eh. Che?
- Io... - Mh.
Io sono un gigolò.
Io nella vita faccio il gigolò e sono stato ingaggiato da tuo marito
perché voleva sapere se lo tradivi. Perché... è geloso.
Ma che cazzo dici?
Dovevamo andare al letto, non doveva succedere tutto questo casino.
- Mi dispiace, veramente. - No, no.
- Eh, no. - No, no. Vaffanculo.
- Ma che cazzo! - Eh sì. Me lo pre... Hai ragione.
Hai ragione. Mi dispiace tantissimo.
[ride]
Vuoi un bicchiere d'acqua? Ti posso... eh...
vuoi respirare?
Ehm... Lo so, mi dispiace. Mi dispiace.
[ride]
[ride]
- Tu sei un gig... - [ride]
- Esattamente. [ride]
Siete due coglioni, siete!
- Chi? - Ma come chi? Tu e quell'altro stronzo.
- Eh? - "Oh, mia moglie prendeva sempre
il Manhattan." Patetico.
Ma che pensi? Che non avessi capito che era tutta una finta?
- Cioè, tu sapevi... - Tutto!
Sono mesi che mi accolla casi umani di ogni sorta.
Guarda, va a ondate. Una settimana sì e una settimana no.
Che figura di merda, guarda. Io ti devo chiedere scu...
- No. - Eh, sì.
- Sì. - No!
Tu adesso vai da lui e gli dici che ti ho respinto perché sono fedele.
- Assolutamente sì. - Eh.
Tanto ormai i soldi sono persi.
No, non sono persi.
[sospira]
Ascoltami. Sei un gigolò?
- Sì. - E fai il gigolò!
No?
Ehilà.
Mi può dire qual è la strada più veloce per tornare all'hotel Belleville?
Bravo, m'hai trovato. Sei contento?
Bel palazzo.
Bè, adesso capisco perché ci vieni così spesso.
Ciao, cara.
Faccio in fretta, eh.
Giusto per regolarmi, quando pensavi di dirmelo?
Luigi!
Abbiamo fatto l'amore!
E tu sei un prete! Ti sembra una cosa normale?
- Ma lei chi è? - Oh, merda.
- Prego? - Don Santino è sordo.
Stai tranquilla, tesoro.
Arrivederci.
[rullante in crescendo]
Volevi dirmi qualcosa?
- Alfonso! - Giacomo.
- Che fai, mi segui? - Ma che te seguo?
Sto qua da prima. Com'è andata con Elsa?
[colpo di tosse]
Ammazza, te sei fatto vole' bene. Bravo.
Grazie.
Questi te li fai bastare per un po', eh. Io non ti sostituisco mai più, è chiaro?
- Sono fiero di te. - Io no.
Do' vai?
Sto andando dal marito di Elsa,
la moglie m'ha detto che sta in un B&B qua dietro che si chiama...
le mangrovie? Le miaiolie? Magliole, maioliche...
- Le magnolie? - Magnolie, sì.
- Andiamo. - Dove?
Dal marito di Elsa, no? Cammina.
[Alfonso] È fedele.
Mh.
Ma neanche non so, una toccatina, uno sguardo languido?
Ma scherziamo?
Siamo dei professionisti.
L'abbiamo sedotta con tutte le armi che abbiamo e non ha battuto ciglio.
È strano, eh. Perché ero sicuro che ci sarebbe cascata.
Forse no. Sono io che sono pazzo di gelosia.
Ma non è che lei si sta organizzando
per lasciare la moglie e scappare con l'amante?
Io? Scherza?
No, no. L'amante è l'amante. La moglie è la moglie.
Io sono per la famiglia tradizionale.
- Ecco, capito? - Se mai ho paura
che sia lei a voler lasciare me.
E proprio adesso, eh, che avevo due o tre idee per una start-up.
Ah, lei è...
Fieramente mantenuto.
Sono un resistente io.
E poi, voglio dire, hanno voluto la libertà?
Eh, bè, scusate, eh. La libertà ha un prezzo.
Eh, certo.
Sa che lei è un uomo veramente elegante?
Eh, bè.
Un vero signore.
Ma poi i preti dovrebbero essere brave persone, dico io, no?
Ma che gli racconti la domenica? Cazzate?
E... Io... volevo dirtelo, però...
- Però? - Eva, io ho sbagliato tutto,
ma non sapevo come gestire le cose.
E non volevo perderti.
Cioè, non come fidanzata.
Ma che fidanzata, Luigi? Abbiamo scopato una volta!
Vabbè, per dire... ho capito.
È che comunque vorrei far parte della tua vita e quella del piccoletto.
E non vorrei aver incasinato tutto ora.
Hai incasinato tutto!
[sbuffa]
- Tutto bene? - È una cosa mia,
è per ridurre il cortisolo.
Vieni!
[sospira]
[verso]
Ho una proposta per te.
Se vuoi, possiamo comunque essere una famiglia.
Si chiama famiglia d'elezione
e chiaramente non serve andare al letto insieme per supportarsi.
Se vuoi,
potresti diventare un padre elettivo.
Ehm, ma io sono un prete.
Sono per la famiglia tradizionale: bue e asinello.
E allora mi sa che è finita.
Mi sa di sì.
Comunque è stato il peggior sesso della mia vita.
Anche il mio.
[musica ritmata in sottofondo]
[campanello della reception]
Beatrice, dove sei?
A fare quello che mi avevi detto di fare.
[Rossana] Devi venire. Dobbiamo parlare.
- Qui al Belleville. Vieni subito. - Va bene.
- [Luana] Chi era? - Era Rossana...
Ha un problema, devo andare.
Però quando ce l'ho io il problema, tu non ci sei mai.
Mamma, dai, non mi sembra il momento di fare la gelosa.
Non sono gelosa, sono soltanto preoccupata.
Le femministe non trovano mariti ricchi.
E tu sei bella, molto bella. Certo, se ti curassi un po' di più...
- Mamma, la vuoi sapere una cosa? - Mh, mh.
- Ce l'ho un uomo. - Ah.
Sì, e si chiama Alfonso. Alfonso Bremer.
Ma che bel nome. Esotico.
Facciamo così, organizziamo una cena e me lo presenti.
Ecco, non credo proprio che te lo presenterò.
Ma sono cambiata, credimi.
Sì? Sei cambiata? Come con tutti gli altri.
Ma cosa c'entrano quelli... ma quelli non ti amavano.
Non ti volevano bene. Io ti ho soltanto protetta.
Mamma, che faccia tosta che hai.
Ma non ti fai pena? Sei veramente patetica.
- Tesoro, dammi un'altra possibilità. - No.
- Beatrice. - Eh?
- Sono pur sempre tua madre. - È l'ultima volta che mi vedi, mamma.
[sospira]
Eccolo.
[vibrazione del cellulare]
- Bremer&Sons. - [Luana] Pronto?
- Parlo con Alfonso Bremer? - Aveva bisogno di lui?
Sì, sì, volevo parlare con lui. Grazie.
Ho trovato questo numero su internet, non so se è giusto.
- Domani mattina è libero. - [Luana] Bene.
- Oh, eh! - Allora, può dirgli per favore che...
Sì, se mi dà un indirizzo, io glielo mando lì domani mattina.
L'indirizzo?
- Sì, via Cassaria, 26. - Ah, ah.
Ok, grazie per averci scelto.
Ma perché?
- Dimmi. - Check in.
Ah, il check in.
[Giacomo] Ma ti rendi conto?
Rossana Astri che va al letto con Coregone.
Praticamente l'incarnazione di tutto quello che lei combatte,
- è fantastico. - A me sembra terrificante.
- Ma non sei contento? - Ma di cosa dovrei essere contento?
Mamma mia, Alfonso, sempre con questa faccia... e che è?
A me queste cose mi mettono tristezza.
Si fanno i tranelli, i sotterfugi, le prove di fedeltà,
quello è un mantenuto. Cioè, non c'è amore.
Ma che dici?
Le bugie sono fondamentali per una relazione duratura.
Stranamente, non sono d'accordo con te.
Pure te e tua moglie.
Stavate meglio quando vi raccontavate le fregnacce.
Non è vero per niente, era tutto finto...
Comunque, adesso voglio allontanarmi da questo squallore.
Voglio andare da una persona che mi fa stare bene.
Bravo.
Sai che potrei innamorarmi?
- Madonna mia, questo... - Eh.
[ride]
[Poom: "Les voiles" in sottofondo]
Rossana, anche tu qui?
Io so tutto. Mio padre mi ha raccontato tutto.
- Mh. - A questo punto però io ne approfitto
per ringraziarti, anche perché mi hai fatto incontrare l'amore.
Quella cosa che a te non è mai successa. Hai presente?
- Ma manco te, mi sa. - No?
[verso di negazione di Rossana]
Alfonso, io so tutto di te.
- Eh... - Sì.
Beatrice mi ha raccontato tutto di te.
- Ah, sì? - Sì.
Mh.
So del terrore che hai di avere un altro fratello.
Di tua madre che è scappata di casa,
e di quel tabernacolo dove tenevate nascosto il metodo.
[musica di suspense in sottofondo]
Ahia!
[verso di stupore]
Hai visto?
Per vincere le battaglie ci vogliono buone informazioni.
E per avere buone informazioni, secondo te, che ci vuole?
Spie.
Sì.
[Poom: "Les voiles" riprende]
Rossana, dimmi.
I Bremer stanno per sganciare una bomba.
Dobbiamo distruggerli. Definitivamente.
Can't find what you're looking for?
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