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Original subtitles

["Pourquoi pourquoi" di Ben Bodie, Anthony Sallis & Adele Robers]

Ieri sera, ho visto Margherita. Me la sono ritrovata sul pianerottolo.

- Mh. - Mi ha detto che vuole partire

per sempre.

Ho pensato che magari dovrei andare da lei e...

- E che? - Dirle di non affrettare i tempi.

Di pensarci bene, o no? - Ancora Alfonso?

Io sarò pure un po' rincoglionito, ma tu sei proprio scemo, eh.

Non ti seguo.

Ogni volta che ti ha, ti lascia.

E ogni volta che ha paura di perderti, ti rincorre.

Ti do atto che Margherita è una donna incostante.

Non hai ancora capito che vuole solo quello che non può avere?

- [sospira] - Più cerchi di tenerla vicina

e più scappa. - Ho capito,

è una dinamica che conosco benissimo. È sempre stato così.

Tu adesso ti devi concentrare sul presente.

- Eh. - Su quello che vuoi per davvero...

- Sì. - Eh.

Lo sai quello che vuoi per davvero, no?

Evidentemente no.

[rullante in crescendo]

Mannaggia a 'sto rullante!

[ride]

- Da quando io e Eva abbiamo... - Fatto sesso.

Zitto! Che ti urli che è un casino!

Io sono un prete, dovrò parlarne col mio padre spirituale.

Tu devi andare da Eva e dirle che sei un prete. Questo devi fare.

Alfonso, io vedo la gente nuda.

Luigi, in piscina la gente è nuda, si fa il bagno. È nuda. Eh.

Tipo quelle.

[musica sensuale in sottofondo]

Tu come le vedi?

Mh, stagionate?

Devo andare via.

[Eva] Ma quanto sono belle le nostre fantasie?

Così libere, erotiche, stimolanti, segrete.

Nella nostra mente possiamo essere chi vogliamo.

Fare ciò che vogliamo, come lo vogliamo e quando lo vogliamo.

Ma se le fantasie ci piacciono così tanto,

spesso è proprio perché restano delle fantasie.

Cosa accadrebbe se la nostra fantasia più segreta

diventasse realtà?

Perché non fai come ha detto il medico?

Ti ha detto di togliertela, toglitela.

Aridaje, Alfonso, lascia perdere i medici. Sono tutti melodrammatici.

Tu sei immaturo, Giacomo.

Mi sembra che stai peggiorando, per quello che te lo dico.

È solo un doloretto... Poi oggi ho Anna.

Tu hai una cliente oggi?

Sì. L'ho rimorchiata al corso di Rossana Astri.

Hai il problema della terza palla? Ma rimanda.

Se ci andassi tu?

- Da Anna? Io? - Eh.

Sai cos'è? La verità è che...

[sospira] ...io oggi...

forse dovrei andare da Margherita per chiarire delle cose rimaste...

- Ti va? - No, no. Non mi va, però...

Però forse sarebbe giusto andare perché...

Allora, io ti sostituisco,

però tu vai dall'urologo e fai quello che t'ha detto lui.

- Tesoro, grazie. - [urla]

Esagerato.

Che sarà mai? Mammamia.

Ahh! [sospira]

[musica sensuale in sottofondo]

[Anna] Buongiorno.

Piacere. Alfonso Bremer.

Anna. Il piacere è tutto mio.

[musica ritmata in sottofondo]

- In che senso? - Eh, dico piacere.

- Certo. Certo. - Sì. Entri?

Sì, volentieri.

- Posso? - Certo.

Grazie.

[sospira]

Posso offrirti da bere?

No, grazie.

Seguimi.

Che casa meravigliosa.

Grazie.

- [sospira] - Ti dispiace spogliarti?

Assolutamente no.

[musica ritmata in sottofondo]

[musica sfuma]

[Margherita] Ora sono consapevole.

Il piacere è mio. Mio!

È mio!

Quindi... Ciao, caro.

[sbuffa]

Ma dove cazzo vado?

[musica ritmata in sottofondo]

[gemiti e versi di Anna]

[Giulio] Amore, sono in casa.

No, ma stai tranquillo.

- Tranquillo un cazzo! - Sì, amore, ti ho sentito.

Sto scopando. - [sottovoce] Ma che dici?

- Non è vero! - [Giulio] Scusa, tesoro, non ti sentivo.

Fai pure tranquilla.

- Dove eravamo rimasti? - Io sono veramente molto confuso.

- Riguardo cosa? - Quello è tuo marito?

- Sì, Giulio. - È armato Giulio?

Ma smettila! Ma vedrai che adesso si va a fare un giro e ci lascia da soli.

- Sì? - Sì.

- Mi scusi un secondo? - Sì. Il bagno.

Sì...

- [vibrazione del cellulare] - Eh?

Giacomo, ti dico solo che è arrivato il marito mentre stavamo a letto!

Ma chi, Giulio?

- Perché lo conosci? - Certo,

è una bravissima persona. È un ottimo cuoco, sai?

- [vibrazione del cellulare] - Scusa un attimo.

Scusa, adeso non posso. Ti richiamo. Ciao.

Giacomo, Giacomo che ca... Ma...

- [vibrazione del cellulare] - Dimmi.

Il metodo, ce l'ha Rossana.

Come il metodo? Ma sei sicuro?

- L'ho appena visto, sto qua. - Vengo subito.

Ciao.

- [sottovoce] Tuo marito? - Tutto ok.

- Sì? - Sì, vieni qui.

- Sicura, eh? - Eh, sì.

Dai. Respira.

Respira.

Respira. [inspira ed espira]

Pensa al blu. Pensa al rosa.

Facciamolo tantrico.

Vieni.

[musica ritmata in sottofondo]

[versi e gemiti di Anna]

[Padre] Che hai fatto Luigi?

Ancora le canne? Eh?

[Don Luigi] No, padre, peggio.

Ho giaciuto con una donna.

E adesso...

vedo la gente nuda.

Hai mangiato il frutto di Eva.

- Ah, la conosce? - No, dico, hai mangiato la mela.

No, oggi no.

No, la mela di Eva.

No, Eva non aveva mele.

[sospira]

Hai sentito il rullante.

- Anche lei conosce il rullante? - Sì, conosco il rullante.

Ok, come faccio a farlo andare via?

Non si può.

[musica ritmata in sottofondo]

[sospira]

[verso di dolore]

[Paolo] Ah-ah. Oh. Arrivederci.

Allora, lei dov'è?

- Nella sala conferenze. - Andiamo.

Sta facendo il corso... No, no.

Giacomo, non si può. È a porte chiuse.

Ci sarà un modo per entrare, no?

Tu pensi che io sia cretino?

Rossana è stata categorica. Entrano soltanto le donne e i camerieri.

Non è che posso spiegarti tutto.

A vederti pari pure un ragazzo intelligente,

poi cadi su queste cose. Ma come devo fare con te? Cammina, dai!

- Mi spieghi che ho fatto? - E andiamo!

[Wolfgang Amadeus Mozart: "Don Giovanni, atto I, scena V"]

♪ Madamina, il catalogo è questo

♪ delle belle che amò il padron mio

♪ Un catalogo egli è che ho fatt'io

♪ Osservate, leggete con me

Non c'è niente da fare, Mozart scioglie anche gli animi più duri.

[ride]

La signora così elegante è tutta sola?

Giacomo, non mi riconosci? Sono Elvira.

Elvira!

Chi ti riconosceva? Ma sembri una ragazzina!

Ho trovato un bravo endocrinologo.

Brava! Eh, si vede. Brava, eh?

Brava. È brava, eh?

♪ Cento in Francia, in Turchia novantuna

♪ Ma in Ispagna

♪ Ma in Ispagna son già mille e tre

♪ Mille e tre

♪ Mille e tre ♪

[musica di suspense in sottofondo]

Il catalogo del Don Giovanni.

Uno spietato elenco di conquiste

di un terribile seduttore.

La verità è che sono passati secoli,

ma non è cambiato niente.

Perché vedete, sorelle, io oggi ho qui con me

un nuovo esempio di maschilismo

e di patriarcato.

Un metodo di un gigolò, che per tutta la vita,

ha catalogato le donne e i loro desideri.

E le ha catalogate come fossero automobili.

Sono pronta, sorelle, oggi

a mostrarvi una cosa che vi lascerà esterrefatte:

il metodo Bremer.

[sottovoce] L'ho letto tutto.

[versi e gemiti di Anna]

Idratatevi, mi raccomando.

No, però così no. No, no, no.

- Che l'ho spaventata? - Amore, lui è Alfonso.

- Lui è Giulio. - Presentiamoci.

- Sì. - Tanto piacere, Giulio.

Sì, piacere.

- Ti ho messo a disagio? - Un pochino sì, che dici, Giù?

Va tutto bene, stai tranquillo.

- Non mi sembra. - No, no, amore, ma che fai?

Come che fai? Ti ho rovinato la scopata. Dai, a posto.

Voi veramente funzionate così?

- [ridendo] Sì. - Sì?

Se ti fa stare più tranquillo, io vado giù.

Metto la musica, alzo il volume e non ti sento proprio.

- Facciamo una cosa. - Eh.

Giulio, tu ti prendi questi soldi e io me ne vado.

- [verso] - Aspetta, no?

Alfonso, ma perchè non ce ne andiamo giù, facciamo una bella pasta?

Tu ci pensi e mi dici se vuoi andare

oppure se vuoi continuare a scopare con mia moglie.

Pensaci, Alfonso.

[Rossana] Ho fatto stampare qualche pagina del metodo Bremer,

così potete seguire insieme a me.

"Regola numero 24: esiste solo un modo per avere tutte le donne che vuoi,

ovvero far credere loro di essere quello di cui hanno bisogno."

Perché non è bello un uomo ti dà tutto quello che vuoi?

[Rossana] Poi, "regola numero 72:

un vero Bremer non piange mai.

Le donne dicono di volere un uomo sensibile, ma mentono.

L'uomo deve dare protezione e sicurezza."

Ti piace un piagnone?

- Fai la seria... - [Rossana] "Regola numero 4:

La donna deve pensare che puoi...

...averle tutte, ma scegli lei.

Vedete, qui c'è anche un alone romantico, eh?

Ma ora veniamo alla parte peggiore.

Il catalogo delle clienti.

"La farfalla.

Donna volitiva, vuole svolazzare da un'esperienza all'altra.

Deve essere costantemente stimolata.

Segni specifici: sorriso costante,

capelli tinti di frequente, e tendenza al consumo di alcool."

Sei uno schifoso, Giacomo Bremer!

Che vuoi? Ti ho messo tra le farfalle!

Guardatelo è lui. È Giacomo Bremer!

- No... - Guardatelo, è proprio lui.

È Giacomo Bremer. Sì, sì.

Permesso. Pardon.

Permesso.

Comunque io le donne le ho sempre amate!

[verso di dolore]

[Rossana ride]

Ridicolo.

- [musica malinconica in sottofondo] - [sospira]

Perfetti.

Giulio è un ottimo cuoco.

[Giulio ride]

[Anna ride]

Diciamo che per tenere vivo un matrimonio

devi sapere come far godere tua moglie.

[ridono]

- La giacca te l'ho messa sul divano. - Grazie.

Piccante?

No, grazie, no.

Abbiamo asfaltato i Bremer!

- Eh, sì. - Asfaltati.

Bene. Mh-mh.

Sei contenta, sì?

No, no, sono contenta. Sono... contenta.

No, è che mi dispiace per Alfonso, perché non è come suo padre, ecco.

Senti, Beatrice, da quando abbiamo incominciato a pensare ai Bremer...

ti ho visto un po' distratta dal nostro percorso.

Non che ci sia niente di male, è che io dovrei saperlo però.

No, Rossana. Lo sai, io sono con te. Assolutamente.

Tu ricordi perché ti sei iscritta al mio corso, vero?

Certo! Il sesso orale.

No. Tua madre.

- Ah. - E quel vizietto che ha

con i tuoi fidanzati.

Vedi, io penso che se tu non affronti questa cosa,

è difficile che tu riesca a essere te stessa.

Va bene.

Ci vediamo dopo.

Dio, mio...

Dio mio...

[vibrazione del cellulare]

[risatine]

Alfonso, non ti imbarazzare.

- Voi siete sposati, giusto? - Sì, da 15 anni.

- E mezzo. - Amore.

Voi siete sposati da 15 anni e mezzo,

io sono un gigolò e questa per voi è una situazione normale?

Sì, perché l'amore che proviamo l'uno per l'altra

va al di là della soddisfazione sessuale.

Perché l'amore è condivisione.

Per quelli come noi, certe cose vengono naturali.

Verrà il giorno in cui magari pure tu ti innamorerai

e conoscerai una donna per la quale sarai disposto a cambiare tutto.

E vabbè. Andiamo su?

- Chi? - Io e te.

- Eh? - A fare che?

- [ride] - E vai si scopa!

- Come se. - Come "come se"?

- Come se, che? - Come se fosse successo.

[vibrazione del cellulare]

Risponde la segreteria telefonica...

[verso]

Guarda chi si vede, l'amico di Giulio.

Guarda, non ti ci mettere pure te

non sai che giornata ho avuto oggi. - Non sai che giornata ho avuto io oggi!

Rossana.

Ha rubato il metodo. E ci ha pure sputtanato!

Io ho passato il pomeriggio con due depravati, invece.

Non ti facevo così maschilista e retrogrado.

In fondo era solo una coppia non convenzionale.

E tu sei un professionista!

Devi stare molto calmo. Comunque non ci sono riuscito.

In che senso non ce sei riu...

Che non ce l'ho fatta. Non mi hanno pagato.

Eh, no!

Saranno stati pure strani, ma ci davano tre fischioni!

Tre fischioni, Giacomo? Io non ce la faccio

se sto al letto con una donna, mi si siede il marito sul letto,

mi guarda, mi fa gli spaghetti... non ce riesco! Sarò all'antica.

D'altronde te e Margherita eravate uguali.

- Ma che dici? - Eh, sì.

Insoddisfatti al letto e vi siete accaniti a cercare altro.

Non ci siamo accaniti, ci abbiamo solo provato

e non si butta via una relazione importante per una cosa sola.

Sali?

No.

No, devo andare da una parte.

[musica ritmata in sottofondo]

[sospira]

[pianto del bambino]

Che hai?

[campanello]

[sospira]

Ciao.

- Da quant'è che piange? - Non lo so, Giacomo.

Scusami, adesso provo a calmarlo in qualche modo.

Gli faranno male le gengive, sta mettendo i denti.

- Hai provato col rum? - Il rum?

Dorme come sua nonna.

[ride]

Grazie mille, Giacomo.

Non è difficile.

Devi stare calma e trasmettere serenità.

Imparerai. - [sospira]

Che bellissimo esempio di mansplaining.

Tesoro, è dall'alba dei tempi che noi uomini

spieghiamo come va il mondo.

Eh, infatti. Guarda che mondo di merda.

Senti, ma quel vostro amico, Luigi...

- Eh. - È solo stronzo

oppure nasconde qualcosa?

È un prete.

Sì, è un po' un prete.

Cioè, è chiaro che ha avuto pochissime esperienze.

- No, è proprio un prete. - [ride]

In che senso prete?

Cioè, prete... tonaca? Messa?

E Ora Pro Nobis.

Oddio, ci mancava solo il prete...

[respiro affannoso]

No, Giacomo, io sto impazzendo. Non ce la faccio più.

Non ce la faccio più.

[respiro affannoso]

Il prete, il bambino che non dorme,

le bozze del libro da consegnare...

Tu pensa che io ero così contenta quando mi hanno chiesto di fare

"la ghost writer di una vera femminista".

E invece è una grandissima stronza!

Ecco, l'ho detto.

Rossana Astri sei una grandissima stronza!

Tu conosci Rossana Astri?

Sì.

Eva, in nome di tutto ciò che mi lega a tua nonna,

dimmi tutto su Rossana Astri!

Non c'è molto da dire... Tutta teoria.

Qualche magagna sua la conoscerai, no?

Ma... No.

Non lo so. Mente sulla sua data di nascita.

Ha cinque anni in più di quelli che dichiara.

Vabbè, niente. Vabbè, è inutile...

Guarda, lascia stare, va.

Poi chi se ne frega.

Vabbè. [sospira] Io vado, va. Buonanotte.

- Grazie, eh, Giacomo. - E di che?

- [porta si chiude] - [bambino piange]

- Pronto? - [Giacomo] Paolino, eh, sono io.

- Eh, dimmi. - Senti, forse ho trovato il codice

della cassaforte di Rossana. - E qual è?

Prova con la data di nascita, ma con cinque anni di più.

Ok, data di nascita, cinque anni di più. Ok. Chiaro.

Data di nascita... ma cinque anni di più.

[musica ritmata in sottofondo]

"Incontro con dolce leprotto".

[vibrazione del cellulare]

- Eh? - L'ho aperta e ho trovato un'agenda.

Pare che domani si debba incontrare con un certo "dolce leprotto".

Vabbè. Perfetto. Ciao.

[verso di dolore]

[sospira]

[sospira]

Alzati.

Alzati.

Alzati!

[sospira]

Non si alza.

[La rappresentate di lista: "Karaoke" in sottofondo]

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