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[Vivaldi: "Inverno" in sottofondo]
[ROSSANA] I Bremer stanno cercando di portarmi via
buona parte delle mie allieve.
E questo non lo permetterò, Beatrice.
Io adesso mi vado a cucinare Giacomo
e mi raccomando, tu lavorati Alfonso.
È il più debole fra i due e quindi mi dà meno problemi.
Tu sai che ho grandi aspettative su di te.
[Rossana] Io voglio assolutamente che tu mi sostituisca.
Però prima porta indietro i loro segreti.
- [sospira] - Lo farò.
[Giacomo] Pagina 30, apri.
Cioè, tu hai preso degli appunti a penna su un calendario porno del marzo del 1985.
Non è un porno, è softcore.
"Le seducteur", marzo '85.
Meglio dell'atlante di anatomia.
Lo vedo.
Flavia Costas.
Speciale Brasile.
Ecco, vedi queste frecce?
Tu segui il percorso, fai su e giù, destra-sinistra, alto e basso.
Senti la musica?
Senti la musica come sale?
[verso]
Senti questo violino, un cesello.
Ecco tu mi fai la stessa cosa, ma con la lingua.
- Poi attacchi con la suzione. - [verso]
Non ho bisogno del metodo Bremer per fare sesso orale.
Ti sento un po' suscettibile.
Pensi non sappia come si fa?
Alfonso, io mi attengo ai fatti
e i fatti dicono che vai meglio nello scritto che nell'orale.
Senti a papà tuo, ascolta Vivaldi.
[sospira]
Vuoi fare pratica con un'ostrica cruda?
Tu sei un depravato.
- Da bambino ti piacevano tanto. - Non mi sono mai piaciute le ostriche.
Ma che dici che a Capalbio ti ho pure insegnato come aprirle.
Quello è il tuo altro figlio. Quello di Poggibonsi.
Alfonso, fai come te pare!
Eh. Basta che non mi fai fare figure di merda.
Si deve spargere la voce che i Bremer sono tornati.
Tu non avevi un altro appuntamento oggi?
- [sbuffa] - Sì, con Rossana.
Alle 18:00.
Alle 20:00 l'avrò sedotta
e convinta ad andarsene per sempre.
[Eva] Ve la ricordate la prima volta?
L'attesa, la trepidazione, l'emozione del primo bacio?
Io no.
Ma una cosa la ricordo.
La delusione.
[Eva] Tu sei lì, con le tue speranze, le tue aspettative,
e puff, niente va come avevi previsto,
ma non è questo alla fine ciò che amiamo delle prime volte?
Trovare quello stesso coraggio di investire tutti noi stessi
in qualcosa che non conosciamo ancora.
[Eva] Oggi vi do un solo compito.
Siate coraggiosi
e buone prime volte a tutti.
Ma ti sembra normale che fai così?
Che non mi parli?
Uno magnanimo e misericordioso come te.
Quindi?
Che dovrei fare?
Non dovrei parlarti nemmeno io.
[rintocchi delle campane]
[musica liturgica in sottofondo]
[rullante in crescendo]
[Ben Bodie, Anthony Sallis: "Pourquoi pourquoi" in sottofondo]
[musica sfuma]
Mh. Ecco. Bè, tutto in ordine?
No tutto in ordine, lo vede lo schermo? Lei ha tre testicoli.
- E allora? - E allora...
Se non fosse per i tre testicoli il resto andrebbe tutto in ordine.
- Allora me ne posso andare? - No. Perché uno dei tre va tolto.
No, io non faccio più niente.
Se non c'è il mio urologo. Voglio un secondo parere.
Scusi, abbi pazienza, se lei va da un altro urologo,
mostrando tre testicoli il collega cosa le potrebbe mai dire?
Una dimostrazione di entusiasmo.
Ma quando ti ricapita un trittico del genere?
Quello è vero, a parte qui e un su un paio di manuali di medicina...
E allora, perché compiere questo scempio?
Perché se non leviamo il terzo testicolo, lei mi diventa impote...
Non dire quella parola! Oh.
Facciamo un altro esame tattile.
No, ma che esame tattile, basta.
Ahia. Basta, basta. Non faccio più niente. Pare che te piace!
Pare che ti piace, che sign...
- Che vorrebbe far intendere? - Ma chi?
Che vuol di' "pare che ti piace"?
Perché la confessione che le ho detto, mi sono sposato con un uomo...
Ma ci mancherebbe... Perché sei gay?
Ma puoi fare quello che ti pare, tesoro di papà.
Ma che gay? Mo perché sono sposato con un uomo
automaticamente sono omosessuale?
Bè, me sembra un indizio, che dici?
Scusa, se ero sposato con una donna che ero?
- Eterosessuale? - Eterosessua... Proprio i cliché.
- Eh, banali, sì. - Guardi non è così.
Semplicemente io non sto con una donna perché non sono un pazzo.
Quand'è l'ultima volta che lei è stato felice
grazie a una donna di sesso femminile?
Bè, se la metti così.
Mai. Glielo dico io.
Guardi, c'è stato un periodo che avevo tutto uno sfogo alla pelle
- che me prendeva l'avambraccio. - Eh, eh, eh.
Come sono guarito? Come ne sono uscito?
- Mario. - Ah, Mario.
Io ho sposato un mio simile.
Un uomo. E adesso mi sento felice, libero, la pelle mi è tornata uno splendore...
Piuttosto a me è proprio che non me piace il coso.
Quello è un limite, lo capisco.
Io col lavoro che faccio sono avvantaggiato.
Prendendolo in mano costantemente
- allora ci ho familiarizzato. - Prendilo in mano, prendilo dove ti pare.
- Ci pensi. - Senti, caro...
- Arrivederci. - Ti ringrazio, scusa il disturbo, eh.
- Ci pensi a quella cosa. Arrivederci. - Sì, ciao.
- [porta si chiude] - [musica ritmata in sottofondo]
[citofono]
[musica sfuma]
[musica di suspense in sottofondo]
[vibrazione del cellulare]
[Paolo] La pantera è nella tana.
- Ripeto, la pantera è nella tana. - Ma che sei cretino?
[Giacomo] Ma che dici?
Senti, io sto tornando a casa, tu vai di sopra, eh?
Dai un'occhiata in giro.
Cerca di scoprire qualcosa.
[Giacomo] Insomma, renditi utile, eh? Ciao.
- [Alfonso] Permesso. - Vieni, vieni.
- Posso? - Sì.
Che bella casa.
Grazie. Vuoi un po' di vino?
- Sì, grazie. - Bianco?
Sì.
[Vivaldi: "Inverno" dal telefono]
[verso]
Ti piace la musica classica?
Mh.
È che quando ero piccola, suonavo il pianoforte e...
Tutte le volte che sento la musica classica penso alle note,
- come mettere le mani, insomma... - Ah.
- Mi viene un po' di ansia. - Spengo immediatamente.
- Ti dispiace? - Ma figurati.
Bella questa cosa... del pianoforte.
- Sì? - Mh-mh.
- Sì. - Lo suoni ancora?
- No. - Perché?
Ho smesso quando Luana... è andata al letto con l'insegnante.
- Luana chi è? - Mia madre.
- [verso di stupore] - [risatina]
Senti, i soldi...
- Adesso? Dopo? Quando... - Non c'è fretta,
non c'è nessunissima fretta.
Che ne dici se ci mettiamo un po' qua, parliamo un po'.
- Va bene. - Ti va?
- Di che cosa? - Di te.
- [ride] Il mio argomento preferito. - Sì.
[musica di suspense in sottofondo]
[campanello]
[musica sfuma]
[sobbalza] Oddio.
Un flûte di claire de lune?
Adesso capisco perché non hai più clienti.
Guarda che è un extra dry straordinario, eh.
Extra dry, solo così puoi definire le tue clienti.
- Pardon? - Le prosciughi, Giacomo.
[ridendo] Di solito funziona piuttosto bene, sai?
Le donne non sono algoritmi, sai?
E allora perché sei venuta?
- [musica ritmata in sottofondo] - [verso] Curiosità.
Io credo che la prima cosa che dovremmo fare è...
in qualche modo affrontare questa cosa del...
del blocco del sesso orale, no?
Sì. Assolutamente.
Però magari potrebbe aiutarmi un po'
se tu mi dicessi qualcosa.
- Che ti devo dire? - Un segreto?
Un segreto?
- Sì. Ne hai? - [ride]
[ride]
Allora.
- Facciamo così. - Mh.
Facciamo un patto.
Mh.
Tu mi lasci fare e io poi ti racconto tutto quello che vuoi.
- Tutto? - Tutto.
Mh?
Ok.
Tieni. Ha il sapore del mare.
Le ostriche sono degli ermafroditi sequenziali alternati.
Non hanno il maschio, lo sapevi?
Ammazza che zozzeria.
Ma che mi hanno venduto?
Ti va un rigatone?
- Come lo fai? - Col sugo.
Come faceva la povera mamma.
Mh.
[The Fieros: "One Woman" in sottofondo]
[versi]
[Giacomo] Ho finito i rigatoni, faccio le penne
- [versi] - Di più. Più veloce.
- [Alfonso] Così? - No. Così no.
Un po' più piano, per favore.
[gemiti]
Un po' più a destra.
- Un po' più a destra! - Destra?
- Sì. - Destra di chi, scusami?
Destra di chi? Dai!
Forza figlio mio, forza.
- [Rossana] Che succede? - Eh?
Eh... Niente, sesto senso.
- Dai, no, lasciamo perdere. - Scusami...
No, veramente. Lasciamo stare. No. Lasciamo...
Scusami, ti prego.
- Lasciamo perdere. - Bea.
Lasciamo perdere.
No, ma ti prego, fammi capire, non...
- Che succede? - No, è...
Non ce la faccio, non... È colpa mia.
- Non è colpa tua, non è colpa di nessuno. - No, no, no.
Sono io che ho il problema, quindi, per favore, finiamola qua. Ok?
[sospira]
- Come hai iniziato a fare questo lavoro? - Eh bè,
mi avevano mollato con un figlio piccolo da crescere...
Mi sono arrangiato.
Da solo dev'essere stata dura.
Bè, sì. Ho fatto molti sacrifici per lui.
Ma quello più grande è stato sposare una vita di solitudine.
Posso fare un'ultima proposta? Ci sarebbe un metodo.
- [verso] - Cioè?
Si chiama il metodo Bremer.
C'è un metodo col tuo nome?
Sì, è un compendio con tutte le tecniche per il piacere femminile.
Una specie di Bibbia con tutti i trucchi della Bremer&Sons, ok?
Ehm.. Chi l'ha scritta questa...
Quel mitomane di mio padre.
Una specie di codice miniato con tanto di tabernacolo.
- Ah. - È una cosa folle.
- Un tabernacolo? - Sì.
[musica di suspense in sottofondo]
E... dove lo...
- Mio padre dove tiene questo tomo? - Eh.
Lo tiene a casa, nel suo mobiletto preferito.
Una cosa di rara follia.
Comunque, io una cosa ti chiedo solo, se posso fare un ultimo tentativo
con queste tecniche che ci sono nel librone e poi basta, eh?
- Sì. - Sì?
- Sì, sì. Sì. - Ah.
- Vado un attimo in bagno. - Sì.
- Certo. - Ti dispiace?
Ti aspetto qua.
[Vivaldi: "Inverno" in sottofondo]
Tu segui il percorso. Fai su e giù. Destra-sinistra. Alto e basso.
- [ride] - [musica sfuma]
[Rossana] Perché non hai cambiato lavoro?
È impossibile.
Con il fisico che mi ritrovavo, è stata l'unica scelta sensata.
Eh, che paraculo.
Mi stavo commuovendo, pensa.
Orari più flessibili, potevo stare più tempo con Alfonsino.
È sparito l'anello.
Sì.
- Era una patacca, avevi ragione tu. - [ride]
[cellulare squilla]
[musica ritmata in sottofondo]
Dai... Rispondi.
[vibrazione del cellulare]
- Oh, allora? - Ho trovato la cassaforte, che faccio?
E come che fai? Aprila, no?
- Come la apro? - [Giacomo] Improvvisa, inventa.
Prova col numero della stanza, la data de nascita.
- [Paolo] Giusto. - E su, figlio bello, andiamo!
[Beatrice] Pare che Giacomo abbia scritto un metodo.
Il metodo Bremer si chiama. È una sorta di manuale
con tutte le tecniche, i trucchi e i segreti del mestiere.
Un manuale dei segreti?
- [Beatrice] Sì. Sì. - Ma certo!
E Alfonso dice che Giacomo lo tiene nel suo mobiletto preferito.
Ci penso io, adesso mandalo via.
Va bene.
[Rossana] Bravissima.
- [risatina] - Grazie.
[musica sfuma]
[sospira]
Eh...
Ok. Ce l'ho. Ce l'ho.
La data di nascita. La data di nascita.
Niente?
No. No, non va.
[sospira] Vabbè...
Ci penso io. Tu resta lì.
- Vabbè, me la vedo io. - Vabbè, te richiamo.
[Paolo] Ciao, ciao.
Un ammiratore?
Io non ho ammiratori.
[sospira]
- Senti, emh... - Sì.
[Beatrice si schiarisce la gola]
È meglio se... vai.
Perché?
Scusami, non mi sento...
- Ma che succede? - No, sono io, eh. Sono io.
- Sembravi interessata al metodo Bremer. - No, no.
- Che è successo? - Sono interessata,
però non adesso. Ti sto anche facendo perdere tempo.
- Perché? No... - Veramente. Sono...
Sono io, sono bloccata, è colpa mia.
Hai detto vuoi un segreto?
- Sì. - Il segreto è questo.
Io non facevo il gigolò da un anno.
Poi quando ti ho vista ieri, sei venuta a chiedermi le cose,
mi hai detto "peccato", quando hai capito che non ero io.
Mi hai fatto tornare la voglia, ho sentito un brivido.
Io non ho mai detto di voler eliminare gli uomini.
Anche perché ci pensate da soli a sabotarvi.
Io insegno alle donne a essere libere.
A godere.
E le aiuto veramente tanto.
Poi, quello che faccio nel mio tempo libero,
come esercito la mia libertà e il mio piacere,
quelli sono fatti miei.
Io sono un grande sostenitore delle coppie, invece.
Ah, certo.
Così quando la donna è in crisi...
va da Giacomo Bremer.
Anche io le aiuto davvero, sai?
Ma non a rendersi libere.
Per cui se tu non riesci a godere, non è colpa tua.
È colpa mia che non ti ascolto.
Invece vorrei sapere che cosa ti spaventa, lo vorrei veramente sapere che cosa...
che cosa cerchi, che...
che c'è.
[risatina]
Cioè...
Tu mi vuoi ascoltare?
- Sì. - Sì?
Sì, mi piacerebbe tanto, sì.
Non c'è stato mai nessuno che ti ha fatta capitolare?
No.
Ah. Beata te.
Io vivo in una casa piena di ricordi.
Ogni oggetto qui ha una storia.
[Erlend Oye & La Comitiva: "Paradiso" in sottofondo]
E allora raccontamela la storia, Giacomo.
Io adoro le storie.
[Beatrice] Non me lo aveva mai detto nessuno.
- [Alfonso] No? - No, poi mia madre dice sempre...
Shh.
Hai capito che sono qui per te io?
Guardami.
- Sì. - Hai capito?
Sì.
Mi piace.
Sì-
[versi]
- [Rossana] Aspettami in camera. - Eh?
Aspettami in camera.
Non ci sento da questo orecchio.
- Mh. Romantico. - Ma bando alle ciance.
[versi]
- Aspetta! - Sì, ti aspetto.
- Vado al bagno. - Sì.
Aspettami di là.
Ti aspetto.
[verso]
Vedi che ti arriva.
[musica ritmata in sottofondo]
[verso]
Porco.
[versi di sforzo]
Apriti.
[allarme]
[allarme]
[vibrazione del telefono]
Bè?
[Paolo] L'ho forzata.
- Che hai fatto? - Eh, l'ho forzata.
È scattato l'allarme.
Sto scappando.
Questo è proprio un deficiente!
E ora cosa vuoi fare?
[sospira]
A furia di parlare di ricordi mi è venuta una grande malinconia.
Scacciamola insieme questa malinconia.
Sì, ma non stasera.
Adesso ho bisogno solo di fare due passi.
Da sola. Mi capisci, no?
Ma sì che ti capisco, succede anche a me.
Rossana abbiamo tutto il tempo del mondo per stare insieme.
Per la prima volta nella mia vita, sento qualcosa qui nel cuore.
- Questa mi è sembrata un po' forte. - Un pochetto, ve?
Ci ho pensato pure io mentre stavo dicendo questa cazzata.
Buonanotte, Don Giovanni.
Buonanotte.
[Paul Goldsmith: "Coming Down" in sottofondo]
Bonne nuit, Roxanne.
[sospira]
[musica sfuma]
[rullante in crescendo]
Croce, entro. Testa, non entro.
[porta si apre]
[Paul Goldsmith: "Coming Down" in sottofondo]
- Luigi. - Ehi.
E... Tutto bene?
- Sì. - Entra.
Eh, permesso.
Prego.
Accomodati.
Il bimbo dorme?
Sì.
Ehm...
E tu sei da sola?
Cioè, ti disturbo?
No! No, no, no, affatto. Stavo qui...
ehm...
Che profumo è?
- [annusa] - Ehm, mi sa che è...
incenso.
- Esotico! Interessante. - [ride]
[versi di Beatrice e Alfonso]
[musica sfuma]
Alla faccia del blocco.
[ridono]
Mi sa che avevi ragione te.
Perché?
Che... bisognava essere in due per sbloccarmi.
- Eh, vedi. - [ride]
Vuoi abbandonare il corso di Rossana, questo mi stai dicendo?
Sto dicendo che mi è piaciuto molto.
- Anche a me. - Sì?
Sì.
Oh, Dio...
[sospira]
Ma com'è che hai iniziato a fare il gigolò?
Per caso, perché...
Bè, è una storia lunga e...
Mia mamma è sparita quando ero piccolissimo
e un anno fa mi sono reso conto che proprio non mi voleva.
E allora mi è rimasto mio padre
che aveva quest'azienda di famiglia.
E per solitudine anche un po', ho cominciato.
Anch'io non è che abbia proprio una famiglia normalissima.
Questa cosa mi ammalinconisce parecchio.
Mh.
È un miracolo che tu sia venuto così.
- [ride] - Così, come?
Così. Buono.
Premuroso. Sincero.
Sincero...
Cioè, secondo te sono sincero?
Mi sembri sincero.
[musica malinconica in sottofondo]
Vediamo.
- [sospira] - Eva.
Eva, senti, io devo dirti una cosa.
Mh. Io non voglio mentirti.
Io sono un prete.
Eva?
- Eva? - [sobbalza]
[respiro affannoso]
Mannaggia alla miseria.
Scusa.
Mi sono un attimo addormentata.
Con gli occhi aperti?
Ehm, sì, è una cosa di famiglia. Ho preso da mia nonna.
Mh.
Ho sognato che toglievano l'IVA dagli assorbenti.
Ah, sì?
Sì.
Mh.
Mi stavi dicendo qualcosa?
Sì, ehm...
Che... mh... emh...
Ti è piaciuto?
Sì.
- Sì, dai. - È che io...
Mh...
- Cioè, può capitare, no? - No, no, no.
- Certo, sì. - Eh.
C'è, poi... A volte, se dura troppo è anche...
- Peggio. - ...peggio.
Eh.
[sospira]
È stato bellissimo.
- È stato ok. - Sì, è stato ok. Sì.
- [risatina] - Ehm...
Senti, Eva, io devo dirti una cosa
che forse dovevo dirti prima, ma non sapevo come fare. E...
[bambino piange]
[sottovoce] Scusa, devo andare.
Fai con comodo, eh.
[musica malinconica in sottofondo]
Mannaggia alla miseria.
[respiro affannoso]
Lo so...
Lo so, ho sbagliato.
Come mi è venuto in mente che...
Tutti questi rullanti mi hanno indotto in tentazione.
[respiro affannoso]
Dai, dammi un segno, che ti costa?
Così proprio?
Silenzio stampa.
Uno sconticino ogni tanto, no? Uno solo. Piccolo.
[musica ritmata in sottofondo]
Ehi.
Ma che...
Bah...
Ma tu guarda cosa scrivono.
[Rossana] Schifoso.
Vergogna.
- Bu! - [sobbalza]
Ma quante volte ti ho detto che non devi venire qui?
L'ho lasciata, Rossana.
- Ma che dici? - Sì.
Sì, perché tu mi hai cambiato la vita e per me è questo quello che conta.
Allora rimani a dormire qui?
Proprio stanotte, stanotte... Non lo so.
È stato un duro colpo per lei, e non è stato facile.
Pensa a tutto quello che ci ha unito, no?
Si è messa pure a piangere...
Oh!
Dice che vuole... parlarne.
Capire.
Quindi mi servirà ancora un po' di tempo.
Qualche mesetto, però poi è fatta.
Eh, sì, hai ragione. Certo.
È così.
È giusto.
Vi siete lasciati lasciati?
Sì, certo.
E come l'hai detto? "Ti lascio."
Mh... Non ho usato queste esatte parole, però sì. Sì.
E che parole hai usato?
Bè... Le ho detto che...
da un po' non sono più felice.
Un momento.
Proprio con questa faccia gliel'ho detto, eh.
Ah, con questa faccia?
Embè.
Ti amo tanto, voglio stare tutta la vita con te.
[musica romantica in sottofondo]
Ah, guarda chi si vede.
Ah.
- [ride] - Ma guarda un po'.
Come sei elegante.
Sei tornato a esercitare la professione?
Non sono affari tuoi questi, Margherita.
Sì. Sono ancora tua moglie.
Allora, io sono molto stanco, quindi se hai qualcosa da dirmi, dimmela,
perché se no io vado a dormire.
Parto.
Parti? Così? All'improvviso, parti.
Sì. Per tanto tempo. Per sempre forse.
- E dove te ne vai? - Temo che non siano affari tuoi.
Se questa è una tattica per farti inseguire, non è il momento.
Hai qualcosa da dirmi?
Lo immaginavo.
Addio.
Ho detto addio.
- Alfonso. - Mh?
- Ho detto addio! - Ho capito, addio.
[musica malinconica in sottofondo]
[sospira]
[sospira]
Ah, sei già qui. Meno male.
Ah.
Com'è andata con Rossana?
L'ho irretita. L'ho sedotta.
Abbiamo fatto l'amore con gli occhi.
- Sei andato in bianco? - Oh, figlio mio,
- è possibile che pensi solo a quello? - Io?
Guarda che Rossana è una donna complessa.
Ci vuole tempo, tecnica, ma sono a un passo dal farla mia.
Tu piuttosto, com'è andata? Le hai fatto sentire Vivaldi?
- Sì. - E?
E ho fatto a modo mio.
- Mh. - L'ho ascoltata, l'ho accolta,
è una personalità piena di sfumature.
Vabbè, è venuta o no?
Diciamo che non ho perso il tocco.
La nostra Bremer&Sons è rinata.
- Adesso non... - Bravo, amore de papà, bravo!
- Fatte da un bacetto. Uno solo. - Ti prego. No, il bacetto, no!
Bravo, amore de papà, bravo. Damme un bacetto.
- Uno solo. Un bacetto a papà. - No, lasciami.
Un bacetto a papà, vieni qua.
- Vieni da papà. - Aiuto!
[Wolf Alice: "Play The Greatest Hits" in sottofondo]
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