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Original subtitles

[Plastic Bertrand: "Ça plane pour moi" in sottofondo]

Ma come ti sei combinato?

Sto cercando di vestirmi un po' meno Bremer, ti piace?

È orribile. Pari un divano.

[sospira]

Oggi è la prima lezione del corso di Rossana Astri,

l'unica aperta anche agli uomini. È l'occasione perfetta per distruggerla.

Ripassiamo il piano.

- Fase uno... - Mh.

Arriviamo all'hotel Belleville.

Oh, Elena!

Elena. Tesoro.

Nando sempre in India? Hai visto c'è anche Alfonso?

Siamo belli, profumati e invincibili.

Fase due.

Sorrisi di circostanza fino all'inizio della lezione,

poi ci intrufoliamo, osserviamo e...

ascoltiamo.

Fase tre. Pubblicità.

Movimenti veloci, ma discreti come un sirtaki,

tu sai ballare il sirtaki?

Ho la faccia di uno che balla il sirtaki?

- Attacca. - [in coro] Tac!

[brusio indistinto e risatine]

Poi usciamo e aspettiamo le signore con un drink.

[sospiro]

[Giacomo] Oggi ci sarà Margherita.

Non mi fare scherzi. Tu usa il metodo.

Non vengo perché c'è Margherita,

vengo perché mi sta sulle palle Rossana.

Bravo figlio mio, bravo.

[gong]

- Andiamo, va. - [musica sfuma]

[musica di tensione in sottofondo]

[brusio indistinto e risatine]

[applausi]

[Rossana ride]

Ve lo leggo negli occhi.

Vi state chiedendo come mai abbiamo invitato

anche i vostri partner oggi, a partecipare.

Bè, è semplice.

Prima di tutto, perché devono sapere che non siete soddisfatte.

E a questo ci pensiamo noi.

E poi perché voglio fare un esperimento.

- Ma prima di questo esperimento... - Chiaro.

- Prego. - ...voglio liberarvi da una grande bugia.

Ovvero che i vostri partner sanno che cosa volete.

E quindi se non riuscite a raggiungere l'orgasmo, è colpa vostra.

Non è così!

È una bugia che hanno inventato i maschi.

Le donne non sono misteriose,

anzi, per molte cose sono assolutamente basiche.

E non guardatemi così, non fate queste facce, vi prego.

Lo sapete perfettamente, soprattutto per il piacere,

che noi siamo assolutamente semplici.

Ma che me lo dai a me? Oh, e falla finita! Daje!

Prima di iniziare il nostro esperimento, voglio che voi guardiate i vostri partner.

E che cosa gli dite?

Il piacere è tutto mio!

[in coro] Il piacere è tutto mio!

Il piacere è tutto mio!

Il piacere è tutto mio!

Oh, e mi hai sfondato un orecchio! Ma chi è?

Voi lo sapete benissimo che cosa volete.

E non c'è niente di male ad avere dei desideri

e dirli ad alta voce. Gli uomini lo fanno sempre.

- [verso] - Chi comincia?

Voglio sentirmi libera nel mio corpo

e sperimentare, senza imposizioni.

- Brava. - Quella aveva già il biglietto?

Mi eccito solo quando mi insultano, non voglio cambiare.

- Amen! - Una porca.

- [Rossana] Poi? - Io voglio...

[sospira]

Voglio...

E di', Beatrice. Dillo, dillo. Liberati. Ad alta voce.

Sì. Va bene.

Io non ho mai ricevuto del sesso orale e voglio tanto sapere cosa si prova.

- [respiro affannoso] - Bravissima.

- Un applauso a Beatrice! Ce l'ha fatta! - [applausi]

- Alfonso, presto, portagli il biglietto. - Che faccio glielo tiro?

- Eh, stai lì impalato. - Ho capito!

Io con mio marito non sono mai venuta.

[ride]

[colpo di tosse]

- Mai proprio. - [applausi]

Complimenti.

Mai!

Ammettiamolo, quando vogliamo piacere a qualcuno

indossiamo una maschera.

Quel tanto che basta per sentirci più interessanti, più brillanti,

più misteriosi, e allo stesso tempo più accomodanti.

[Eva] Perché una maschera serve proprio a questo.

A esibire il meglio che possiamo offrire.

Ciao, Eva. Ti ho portato questa.

Ah, e non te l'avevo detto, sì, sono un prete.

No, non funziona. Mannaggia.

[sbuffa]

[Eva] D'altronde, non c'è niente di male a mascherarsi un po',

ma cosa succede quando la maschera cade?

Bè, quello è il momento della verità.

[sospiro]

Ti dispiace darmi un segno?

Che devo fare?

[gracchiare]

Ah, fai così? Allora sai che ti dico?

Testa glielo dico, croce, aspetto un momento migliore.

Croce. Aspetto.

Parli da solo?

Oh. No, mica sono pazzo.

In realtà sono qui per te. L'altra volta hai dimenticato l'agenda.

Oh, Dio, grazie!

No, scusa è che qui dentro c'è praticamente tutta la mia vita.

E...

Ti va un caffè?

Ehm...

- Sì, dai. Sì. - Ah.

[gong]

Non devi fare così.

Abbiamo proprio bisogno di questo corso, vero?

Sì, però ti ricordo che viviamo nello stesso paese

in cui Marco Aurelio Coregoni scrive che sei noi donne continuiamo a ribellarci

qua, rimaniamo tutte zitelle.

Donna straordinaria Rossana, eh.

Ho sentito le vostre confessioni, bè, un coraggio encomiabile.

Il primo passo è dire, il secondo è fare.

Questo è il QR code, qui ci sono i nostri servizi e le pinte.

- Le pinte? - Il cachet.

Per la prossima volta s'intende.

Ma fa parte del corso?

Certo, se no come pensavate di realizzarli i desideri.

Giacomo Bremer. Il piacere è tutto mio.

- Mi cringi fortissimo. - Ciao.

Ma come parlano?

- Margherita. - Madonna.

Ma mi segui? Guarda che ho diritto alla mia privacy.

- La privacy. - Sì.

Posso sapere perché hai appena raccontato davanti a tutti

che non sei mai venuta in vita tua. Perché?

No. Ho detto una bugia.

- Eh. - Solo un anno che non vengo.

Ma scusa che dovevo fare? Spiegamelo tu. Che dovevo fare? Eh?

Qui davanti a tutti, tutta quella gente, lei così bella e io solo un anno?

Che sono, una poveraccia?

[verso]

Vai.

[Eva] Scrivere l'autobiografia di una donna di quello spessore,

quando mi ricapita?

Comunque ti do un consiglio. Non incontrare mai la tua idola.

Ne rimarresti profondamente deluso.

Ce l'hai un idolo?

Eh...

Sì. Una specie.

Ma non ti preoccupare, non penso di poterlo incontrare.

Però sono abbastanza sicuro che sia una brava persona.

Non mi fiderei.

Dicevo anche io la stessa cosa, eh.

Guarda, sono tutti uguali.

Anzi, quello che ho capito io è che più sono famosi, più sono stronzi.

Di che ti occupi?

Eh...

Bè, diciamo, risorse umane.

Ah. In azienda?

Più o meno, è una grande azienda con tanti, tanti dipendenti.

- Bello. - Sì.

Senti, me lo tieni un attimo che li butto.

Ah, sì.

Buongiorno, Don Luigi.

Va bene anche solo Luigi.

Scusi, padre.

Perché "padre"? Una donna sola non può fare un figlio?

Cammina per strada con un uomo e subito "padre".

Pater. Patriarcato.

No, è che è un tema delicato.

Non è un tema delicato, Luigi. È che lei è davvero una brutta persona.

- Che ho detto di male, padre? - Eh, come te lo spiego?

Luigi!

Arrivederci, Nestore. Non si butti giù.

Mannaggia alla miseria, mannaggia...

Abbiamo esplorato quanto possano essere subdoli i ruoli di genere.

Adesso passiamo al nostro esperimento.

Dividetevi a coppie, prego, sedetevi.

Prendete le lavagnette.

Allora, gli uomini scriveranno quello che pensano piaccia alle donne.

Mentre le donne scriveranno quello che invece gli piace veramente.

Vediamo che succede.

Scommetti che non mi conosci affatto?

Scommetti che ti conosco meglio di te?

Ciao, cara.

Giacomo! Che ci fai tu qui?

Clodette, mi aggiorno.

Che è 'sta roba?

È il nostro QR code.

Ma per le affezionate c'è anche uno sconticino.

Lo vedi quello? Eh.

- Eh. - È mio marito.

Ah, il mitico Umberto. Ma n'era morto?

- Ma falla finita! - Falla finita, dice.

[musica ritmata in sottofondo]

Avete scritto? Leggiamo.

Dominante.

A Umberto lo tieni sotto la sferza, eh.

Non hai capito il gioco. Io scrivo quello che vuoi tu,

tu pure scrivi quello che vuoi tu. Cioè, scriviamo solo quello che vuoi tu.

Capito? Cioè, tu vuoi quello? Ma da quando?

- Da mo! Eh. - Ah, sì?

[Rossana] Il prossimo quesito.

No.

- Morsi. - Sì.

- Vai. - [verso]

Mh!

[Rossana] Perché allora noi stiamo una vita con qualcuno

che non ci conosce affatto? - Sì.

[Rossana] Perché abbiamo paura di rimanere soli.

Ma non è una nostra paura, no.

È una paura che ci hanno insegnato quando eravamo piccole.

Noi non abbiamo bisogno di seduttori.

Rinnovo l'offerta, per l'ammucchiata c'è il prendi 3, paghi 2.

Non te lo far scappare, eh. Giacomo Bremer. Interessa l'argomento?

Grazie.

E visto che non abbiamo bisogno di uomini.

Per il prossimo esercizio, gli uomini fuori!

Ci caccia?

Fuori!

[gong]

[Eva] Oh, un cecchino, eh.

Sei riuscito a vomitarmi sulla giacca e sulla maglia.

[verso]

- Mi puoi prendere una maglia da lì? - Da lì?

Sì, sì.

Scusa, c'è un casino.

È che non ho fatto in tempo a fare il cambio stagione.

Se cerchi bene, in quegli scatoloni c'è una maglia.

[musica sensuale in sottofondo]

Non qui.

Senti, dammi il bambino.

Cerca tu che sai meglio dove sono le cose.

Ecco qua. Oppelà.

[sbuffa]

[rullante in crescendo]

Ma che bella TV che hai. Molto HD.

È di nonna.

[da televisione] Tesoro, intanto retrogrado lo dici a tua sorella, eh.

Io sono Marco Aurelio Coregone.

No...

Quello che dice l'uomo comune, la gente comune.

Vale a dire che se queste femministe incazzate

non si fanno mai una risata finiranno per rimanere zitelle.

Ah, no, dimenticavo. Voi siete orgogliose di essere zitelle.

Spegni quella merda.

Sì, scusa. Non sapevo...

Cioè, se era per quelli come Coregone,

io non avrei potuto crescere mio figlio da sola.

Immagino non sia facile gestire tutto da sola.

Le cose quotidiane, ma pure gli sguardi della gente.

E il dolore di questa solitudine inaspettata.

In che senso?

No, dico... Immagino che non sapessi che...

il bambino non avrebbe avuto un padre.

Ehm...

Penso sia stato più difficile, o no?

Cioè, fammi capire, Luigi.

Tu pensi che io sia stata sedotta e abbandonata?

- No? - No.

Ah.

Ho desiderato un figlio da sola.

E l'ho fatto da sola.

A volte le cose non sempre sono come sembrano.

- Mh. - Mh.

Ma non è il caso di quei vestiti, che sembrano quello che sono.

Vecchi e rovinati.

Se vuoi ti aiuto io con il cambio armadio.

Facciamo dei bustoni con le cose che non vuoi

e poi, io conosco un posto dove possiamo darle in beneficenza.

- Grazie. - Prego.

Ti sei vinto il cambio stagione.

[Tom Sinclair: "Only me" in sottofondo]

Ho vinto il cambio stagione.

[verso di dolore]

Oh, Dio, scusami.

Eh?

Scusami.

- No, no. - Scusa, ti ho fatto male?

Mi sa di sì.

- [Beatrice] Vuoi del ghiaccio? - Eh? No, no.

Tesoro, del ghiaccio per me

e del ghiaccio per quella grandissima testa di ca...

[musica sfuma]

Ehi.

[Alfonso] Ehi.

- Dai, non c'è bisogno. - No, ti ho fatto malissimo. Scusa.

Ma no, no, mi hai preso con lo spigolo, ma non fortissimo.

Scusami davvero. Beatrice.

Alfonso, piacere.

Perché stavi scappando?

Ah, oddio. Eh...

Perché Rossana voleva che lavorassimo su individuare il nostro...

punto più profondo, il nostro nodo...

Senza paura e... senza vestiti.

- Bè, interessante. - Sì?

- Un approccio interessante. - Interessante dici?

- Sì. - Insomma.

Io mi vergogno a spogliarmi anche in palestra, quindi figurati...

là in mezzo a tutte.

No, vabbè, quello che volevo dire è che io ho...

ho paura che questo corso non faccia per me.

Perché?

No, perché Rossana dice che gli uomini non servono,

che noi dobbiamo fare tutto da sole...

Però, io penso che...

Ecco, per risolvere il problema che ho io...

Quello di cui hai parlato quando ti sei alzata prima, no?

- Hai sentito? - Ho sentito sì.

- Che vergogna. - Perché?

- Dio mio... - Ma no.

No, eh... Dico per risolvere questo problema

io credo che a me un uomo... servirebbe.

Io te lo confermo, sì, direi che è anche propedeutico.

No, è che è sempre andata malissimo con gli uomini.

E perché?

Per mia madre.

Ah, nel senso che non approvava i tuoi fidanzati?

No, no, no, al contrario. Li approvava.

- E allora? - Sì, li ha provati proprio tutti.

Non ho capito, scusami... Tua madre ha avuto a che fare...

Li ha provati, sì.

Intimamente proprio. E io l'ho anche beccata.

- Ma non ci credo! Ma no! - Sì, e più volte.

Tutte le volte che la beccavo: "Oddio, tesoro, che brutta immagine!"

Eh, figurati per me.

[Popa: "Io Lei E Tu" in sottofondo]

Questi biglietti sono tuoi? Bremer&Sons.

È la promozione per le nuove clienti.

Sai che ci hanno provato in tanti a fregarmi in questi anni,

quasi tutti uomini.

Messi in pericolo da quello che dico,

ma soprattutto dall'idea che ormai voi siete inutili.

- Ah, inutili? - Sì.

Invece pensa che faccia tosta hai.

Vieni qui, con il tuo balsamo di Copahu...

- [annusa] - ...hai infestato tutto il bar.

Addirittura?

E i tuoi stupendi bigliettini.

È veramente tutto eccezionale, ma non basta.

Il mio collaboratore è lì fuori con una delle tue allieve, ti basta?

[musica romantica in sottofondo]

[Alfonso] Ti capisco comunque, perché mio padre...

insomma è stata... è una persona molto difficile.

Senti, ma tuo padre è... lui?

Sì.

Ok, ti posso chiedere una cosa?

Mh, mh.

Tra questi sons ci sei anche tu?

Diciamo, non proprio...

Tra l'altro la "s" non andrebbe letta perché sono solo io.

- Comunque no, non proprio. - Ah, peccato...

Perché peccato?

No, perché...

Visto che con gli uomini è sempre andata male,

magari pensavo che...

Un professionista come te potesse aiutarmi per quel problema.

Secondo me dovresti scansionare il QR code per vedere i nostri servizi.

Perché nel corso dicono sempre di scoprirsi da sole, no?

- Eh, sì. - Secondo me, ci sono alcune cose

che vanno fatte in due.

Con te.

Per esempio. Sì.

- Domani sera che fai? - Mh?

- [ride] - Domani sera?

Mh.

Eh... Sono libera.

- [Alfonso] Bene. - [Beatrice] Anche tu?

- [Alfonso] Sì. - [Beatrice] Ok.

[Beatrice] Domani... sera.

Una donna raffinata come te, con quella patacca?

È un regalo.

Ah, ti deve volere proprio bene.

Sta cafonata. È tarocco?

- Come te. - Non raccolgo.

Non c'è niente di male nelle cose false, se sono false per gioco.

Se non ci si aspetta la verità.

Vattene e non farti più vedere.

È difficile, tesoro. Questo è il mio habitat.

Con permesso.

[musica ritmata in sottofondo]

Ti sgranocchio come una nocciolina, Bremer.

- [musica ritmata in sottofondo] - [verso di dolore]

[sospira]

Signor Bremer, può entrare.

Ah, grazie.

Ninni, scusa il poco preavviso, ma è successa una cosa... E te chi sei?

- Lei dev'essere Giacomo Bremer. - Sì.

Salve, sono Michele Ravallo, sto sostituendo Ninni.

Come sostituisci Ninni? E dov'è andato?

In viaggio di nozze Ninni sta.

- Ah. - Sì, sì.

Si è fatto incastrare dalla ventenne ecuadoriana.

E quando torna?

Temo che dovrà farsi visitare da me, oggi.

Te che ne sai della mia cartella clinica?

Ma sta scherzando? Giacomo Bremer, lei qua è un mito,

è un idolo per tutti, un caso di studio.

Ho fatto la tesi della specialistica sul suo percorso. Si spogli che...

- Sì. - Facciamo subito un controllino.

- Allora... - [sospira]

- Aspetti, eh. - Non si preoccupi.

Le mutande... Un attimo.

Oh, vabbè. Eccezionale. Ma lo sa d'altronde.

Pensa che da bambino invece di Peter Pan, mi chiamavano Peter Pack.

Perché Peter... Peter, Giacomo, che c'entra?

- Eh... - Ah, bè, per via

della grandezza del pene, certo. Un gioco di parole, sì.

Scusi se prima sono stato brusco, eh,

ma per me Ninni è come un faro nella notte.

Vabbè, quando l'amore chiama d'altronde,

io anche vengo dalla luna di miele, da poco.

Ah! Mi fa piacere.

Anche te ventenne ecuadoriana?

No, nel mio caso quarantenne.

Quarantenne... sardo. Lui è di Olbia.

Ah, ecco, di Olbia.

Vabbè, ora basta, eh. Tesoro.

Allora, la situazione, immagino lei lo sappia,

che è triorchide.

- Cioè, ho... - Tre testicoli, sì.

Come Goffredo di Buglione, ma è straordinario.

Diciamo che è una notizia che va un attimo capita bene come trattarla.

- Adesso faremo qualche esame. - Perché?

Embè, per capire quando e come levarla...

Ma che sei matto?

Guardi che è una cosa solo vestigiale...

Potrebbe anche causarle nel lungo periodo l'impote...

Non dica la parola!

Ma tu hai capito che lavoro faccio?

È un optional, eh. Un gigolò triorchide.

Ma tra le signore diventa un argomento di conversazione, di curiosità.

- Certo... - Perdona il francese,

ma col cazzo che mi faccio levare la palla.

- Ciao, caro. - Arrivederci.

Ciao, ciao, ciao.

[musica ritmata in sottofondo]

[Marco Aurelio] Bremer&Sons. Ma cos'è questa roba?

Come ti salta in mente di venire qua?

Con questi fiori, ti notano!

Qui c'è la mia vita, il mio corso.

Io faccio molta attenzione a non darti fastidio,

a non entrare nella tua vita privata. Tu fai lo stesso con me.

Rossana Astri, la donna che si occupa di tutti,

ma chi si occupa di Rossana Astri?

Marco Aurelio Coregone.

Lo sposatissimo direttore del Family Wave, a quanto pare.

Esatto.

- Non mi hai risposto. - [sospira]

- Che cos'è questo? - Eh. Gigolò.

- Gigolò? - Mh.

- Mi devo preoccupare? - Dai, non fare lo stronzo.

È che sono pazzo di te.

Questo è vero?

Eh, bè.

È vero?

Bè.

Su, sbrighiamoci che ho solo mezz'ora.

Poi devo andare a riprendere Antonluca a calcetto.

[versi]

[musica malinconica in sottofondo]

È solo un cambio armadio, niente di grave, giusto?

Perché non parli?

Ecco, bravo.

È meglio se non dici niente.

Due flûte di champagne?

Sei ancora qui? Non si batte chiodo stasera.

Sono dovuto tornare perché...

Pare sia arrivata una donna abilissima, che mi ha soffiato tutte le clienti.

Un Bremer sa quali battaglie scegliere.

E io scelgo di chiederti di uscire con me.

[cameriere] Prego.

Mi sei simpatico, ma non sei il mio tipo.

Aspetta.

Vogliamo calare le maschere e raccontarci per quello che siamo?

[verso]

Ancora sveglio? Che hai i pensieri?

Diciamo che ho avuto una giornata piena di emozioni.

Sei intristito per la morte del maschio, ti capisco.

Ma dobbiamo reagire.

Senti, la vuoi sentire una cosa?

Dammi la mano.

Oh. Quella parlerà pure della morte del maschio,

ma senti qua più vivo che mai!

- Ma che sei pazzo? - No! Sono triorchide.

- Cioè? - Ho tre palle!

È scesa la noce.

Questo è il corpo che si ribella alle idiozie sentite oggi. Tocca!

Ma cosa to... Tu non mi devi toccare!

Ma andiamo! Sono cose naturali. Sono il tuo papà.

Sei andato da un medico?

Certo. Tutto a posto.

Alfonso questa palla mi ha cambiato prospettiva, come il Brunelleschi.

Quello della prospettiva era Piero della Francesca.

Se voglio recuperare clienti, devo far crollare Rossana.

Cos'hai intenzione di fare?

L'ho invitata a cena qui domani sera. Vieni, accomodati.

- Sì. - Siediti. Mettiti qui.

Vuole cancellare gli uomini, però non batte chiodo da anni.

Come Margherita tua.

Perché devi sempre mettere il dito nella piaga?

- Comunque con Margherita è finita. - Ah, bene.

Ti dirò di più. Domani ho un appuntamento.

Già una cliente?

Sì, quella ragazza che abbiamo conosciuto al corso.

E bravo, pisellò!

Dobbiamo risolvere questa cosa del contatto fisico!

Perché ti tocchi e mi tocchi e mi dà fastidio!

- Vabbè, ma ti fai pagare? - Non lo so. Non lo so.

- [sospira] - Tu torni a fare il gigolò.

Io ho tre palle.

A Rossana, ma dove cazzo vai!

[The Hives: "Early Morning Wake up Call" in sottofondo]

[Rossana] Andrà tutto secondo i piani.

Riusciremo a distruggere i Bremer.

Sei stata brava con quel sempliciotto di Alfonso.

Grazie, Rossana, conta su di me.

Ciao.

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