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[musica ritmata in sottofondo]
[Eva] Se volete sapere la mia,
io penso che sia possibile fare la rivoluzione insieme.
[campanello]
[Infermiera] Signor Alfonso Bremer? Suo padre è stato ricoverato stamattina.
- [Infermiere] Come si chiama? - Giacomo Bremer.
[ridendo] Signora, se lei continua a guardarmi così, mi uccide.
Non va d'accordo con il mio catetere.
Giacomo, mi hanno detto che eri morto.
[Giacomo] Alfonso, alla mia età, quando sei al letto con una donna
e senti formicolare le mani...
o è un orgasmo o è un infarto.
Hai avuto un infarto perché stavi scopando.
Hai una dipendenza, una malattia.
Non capisci che quelle donne non erano amanti.
- No, e che cos'erano? - Clienti.
[Don Luigi] Mi sembra evidente che tu debba risolvere
il conflitto con tuo padre. Il grande gigolò.
[Alfonso] È sicura che sia il caso di interrompere le sedute adesso?
[Costanza] La terapia di coppia finisce qui.
Amore mio, ricordati che in questo momento tua moglie sta trombando con la terapeuta.
- [Alfonso si schiarisce la gola] - Da quanto va avanti questa cosa?
- Dal seminario "Donna serena". - Che era due mesi fa!
- Tre. - [Giacomo] Devo chiederti un favore.
Adesso che mi devo fermare, rischio di perdere il parco clienti.
Potrei darti una percentuale del 70% dei ricavati.
- Sì, ma per fare cosa? - Marchette, marchette, marchette...
- [Francesca] Sei giovane. - [Alfonso] È un problema?
- Hai un profumo buonissimo. - Stavo sbucciando l'aglio.
- [Alfonso] È la mia prima volta. - Hai bisogno del Metodo Bremer.
- Giacomo, il mondo è cambiato. - Il mondo non è cambiato.
- Alfonso è un sex worker? - Sì.
- Cosa? - [frenata]
[vetri in frantumi]
Forse ti è capitato di ascoltare qualche puntata di un podcast che faccio.
Sei la voce di "Genital"?
Ci sono cose che la terapia non può risolvere, figurati.
Alfonso è l'uomo della mia vita.
- Te gusta el bafo? - Me gusta.
Per tornare a Margherita, io non me la farei scappare.
[musica sfuma]
[versi di Margherita]
[Margherita] La vuoi la mancia per il pokè?
- [Alfonso] Non si preoccupi... - [Margherita] La vuoi la mancia
- per il pokè? - [Alfonso] Va bene, la prendo la mancia.
[Alfonso] Come scusi, non capisco.
[versi di Alfonso e Margherita]
[Alfonso] Non la capisco!
[Margherita] Aspetta, aspetta...
- [Alfonso] Nelle mutande? - [Margherita] Nelle mutande.
[Alfonso] Ahia!
È freddo! E c'ero. C'ero.
- Scusa, scusa. - E c'ero quasi. C'ero.
Ho capito, scusa... Ahia.
Non sei credibile.
Ho capito, ma per forza così mi devo vestire?
- Perché? - Non lo so.
Perché piace a me. Perché sono io che l'ho deciso.
Tu lo decidi e io lo faccio. Però almeno mi posso togliere il cubo?
È che ultimamente sto leggendo un libro, sai, sulle relazioni, quelle profonde...
Ma tu non senti, scusa, che...
[verso]
...ultimamente qualcosa non va tra di noi.
[sospira] Sì, Margherita. In effetti, sì.
Infatti, lo senti.
Perché tu stai andando avanti con l'età. Io sto diventando matura, invece, dentro.
[musica malinconica in sottofondo]
E quindi...
non vorrei pentirmi di non aver fatto una cosa che avrei voluto fare.
[verso di stupore] L'ho detto!
Eh? [balbettando] Me lo puoi ripetere, che cosa hai detto?
Tu non vorresti pentirti? - Di non aver fatto una cosa
che avrei voluto fare. L'ho ridetto.
[ride]
Ascoltami, allora scongeliamoli questi ovuli.
Eh?
Adesso...
[musica sfuma]
Questo non lo dice Rossana, però.
Ma chi è Rossana, scusami?
[porta si apre]
Cos'è che non ti ha detto di fare? Degli ovuli?
[porta si chiude]
[ØZWALD: "Don't bring me down" in sottofondo]
[Eva] Cari ascoltatori di Genital, oggi parliamo di cambiamento.
Spesso mi scrivono persone, soprattutto uomini,
lamentandosi del fatto che non riconoscono più noi donne in questi tempi moderni.
La verità è che non si sono accorti del cambiamento,
finché non gli è arrivato in testa come un sacco di mattoni.
Il motivo? Semplice.
Non hanno voluto vederlo.
Eh, sì, perché bastava solo aprire gli occhi
e guardarsi un po' intorno per rendersi conto
che questa rivoluzione stava arrivando.
[ØZWALD: "Don't bring me down" continua]
[Eva] L'attesa è finita.
La rivoluzione è arrivata in città,
e per quanto ci proverete, fermarla sarà impossibile.
[Eva] In altre parole, cari uomini...
preparatevi a guardare negli occhi le vostre compagne
e a non riconoscerle più.
È finita l'era delle donne che si adattano.
Inizia quella delle donne che si scelgono.
Questa rivoluzione non ha bisogno del vostro permesso.
Ma magari, se vi va, potete scegliere di camminare al nostro fianco.
[Donna] Diamo un caloroso benvenuto a Rossana Astri.
[applausi]
Benvenute.
Margherita!
- Margherita. - [sbuffa]
Ehi.
Solo per chiarirci, tu non stavi parlando di figli?
Secondo te se volevo un figlio adesso congelavo gli ovuli?
Ma poi congelare, scongelare, ma che è una spigola?
- Ok, no. - Io voglio sentirmi libera.
Voglio sentirmi libera di sperimentare sessualmente, come hai fatto te.
- Vuoi fare la prostituta? - [verso]
Certo, se lo faccio io sono mignotta, se lo fai tu è gigolò,
- solita storia. - No, mi è uscita male.
Hai capito che voglio dire, però.
Senti, sei proprio un figlio di Giacomo Bremer.
Che c'entra? La sessualità di un uomo e di una donna è diversa.
C'è un coinvolgimento emotivo per una donna, o no?
- [ridendo] Oddio. - È così!
Io cerco di elevarmi e tu proponi la retorica del sentimento.
- Ma... - Tu hai paura.
Di cosa dovrei avere paura?
Che ne so. Chiamala paura dell'abbandono,
senso di inadeguatezza.
Paura che mi faccio una gran bella scopata!
Margherita, è un anno che vado in giro travestito come un pagliaccio.
Non ci pensi a me?
- Certo, io adesso devo pensare a te. - Un po' sì.
Perché questa è una cosa che piace a me.
Perché questo è il mio piacere. Ha ragione Rossana,
il piacere è tutto mio. Il piacere è tutto mio!
Il piacere è tutto mio!
Posso fare una domanda?
Perché non riusciamo più a comunicare io e te?
Perché una cosa che dico, ho la sensazione che sia sbagliata?
- Perché lo è. - Ah. Vabbè.
Ma non vedi com'è cambiato il mondo?
Ha ragione Rossana Astri,
gli uomini hanno paura del cambiamento.
Gli uomini hanno paura del cambiamento!
- Sì. - Gli uomini hanno paura del cambiamento.
- Rossana Astri ripete molto le cose. - Sì.
- Ma chi è Rossana Astri? - [ride]
Senti, io ho bisogno di stare del tempo da sola.
Tanto tempo da sola.
- Quando? - Da adesso. Vai.
- Ho detto vai però! Vai! - Sì, sì, sì.
Eh.
[musica ritmata in sottofondo]
Cent, deux cent, trois cents...
Maca una cinquanta. Fa la furba.
C'hai 90 anni, stai bona, no?
Muriel, mon trésor?
Eh, manca un cinquantino. Piatto piange.
Ahia.
Ci abbiamo dato sotto sta notte. Ho pure un doloretto a le palseuse.
Le palseuse, i coglioni...
[sospira]
Che fai, dormi?
Eh?
[sospira]
Muriel?
Muriel!
[respiro affannoso]
Oh, Dio, è spirata!
E ora dove la metto questa?
[telefono squilla]
Scusate.
Pronto?
[musica ritmata in sottofondo]
Arrivo. Arrivo subito.
Scusate. Via.
Bè? Che è?
Come che è? È una morta.
- Eh. - Ah.
Chiama le pompe funebri. Non aveva nessuno.
Paga tu, poi te ridò tutto.
No, scusa, Giacomo. Però avevamo un patto.
Io ti trovavo le clienti e tu mi insegnavi a fare il gigolò.
Paolé, non sei ancora pronto. Poi togliti questi occhiali.
Datti da fare con le clienti. Dammi il cappotto, va.
- [sospira] - Però non è colpa mia
se le clienti non vengono più o muoiono.
Io non so che è successo, ma lo scoprirò.
[sospira] Addio, Muriel.
Ti ho amata.
Ti ho amata tanto.
Cazzo, mi stavo scordando i soldi!
[musica ritmata in sottofondo]
[Giacomo] Ci vediamo.
[musica sfuma]
[sospira]
[sospira]
[porta si chiude]
- Ciao. - Ue, ciao.
Che fai con la vestaglia funebre?
Eh.
Muriel.
Quando il grande burattinaio chiama...
- Mi spiace. - Non so che sta succedendo.
Le clienti storiche se ne vanno, quelle nuove non arrivano.
È come se improvvisamente ci fosse una fuga collettiva.
- Mh. - Che ce fai qua?
Niente... [sospira]
- Margherita mi ha cacciato di casa. -Mh. Scopa di nuovo con la terapeuta?
No, papà. Vuole sperimentare.
Ha detto che vuole fare quello che ho fatto io l'anno scorso.
- La mignotta. Bene. - Un minimo di sensibilità, no?
- Quindi torni a vivere qua? - Qualche giorno.
Eh, bravo. Tu devi soltanto tornare a fare il mestiere.
Devi tornare alla Bremer & sons.
"Sons". Eh? Con la "s", per cui ho dei fratelli.
Ma va... Con la "s" è più chic.
No, non è più chic, è plurale. È grammatica.
Quando la smetterai con la fissazione di avere dei fratelli.
Ah.
Senti, fai una cosa. Vedi un amico, sfogati.
Fatti una sauna! Ti ho pure fatto l'abbonamento alla spa.
Ti ricordi, da bambino, dicevi sempre,
"Babbo, babbo, non si va più alle terme, a fare i bagnetti."
Per cui, ho appena scoperto di avere un fratello di Chianciano Terme.
- E basta! - E di dove? Di Arezzo?
- Di Monte San Savino? - Sì, di Poggi Bonzi.
Sto' testa di cazzo.
[musica malinconica in sottofondo]
[sospira]
[sospira]
[Wet Leg: "We Dream" in sottofondo]
[sospira]
[musica sfuma]
La cliente è arrivata?
Sì, è entrata mezz'ora fa.
Le hai detto di aspettarmi al bancone del bar?
Sì. Però andava di fretta, io non lo so se se è già salita su.
[musica di suspense in sottofondo]
Come diceva il poeta Hikmet,
"I più belli dei nostri giorni, non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello, ancora non te l'ho detto."
Giacomo Bremer.
Rossana Astri.
Giacomo. Solito Aviation?
Fanne due. Devi assolutamente provarlo, sai?
Pensa che durante la guerra i piloti inglesi lo bevevano prima di decollare.
Ne dici di stronzate te, eh.
- Tantissime. - Mh.
Quando vedo una donna bella così, non so più mentire.
Hai una camera in hotel anche tu?
[ridendo] Sì.
Vuoi mostrarmela?
Audace. Dritto al punto.
Ma tutte queste promesse che fai, poi in camera da letto le mantieni?
Bè, è il modo migliore per scoprirlo.
- Ma funziona questo approccio? - Sì.
- Sì? - C'è una piccola formalità, tesoro.
Il conticino va saldato in anticipo.
Il sont 350.
- Prego? - Prima di consumare...
comme d'habitude.
- Io dovrei pagare? - Ça va sans dire.
E allora te lo dico in francese. Ma vaffancul.
[sospira]
Ironica questa burina.
No, non mi va più.
[musica ritmata in sottofondo]
È sparita.
Che ci fai qua? Perché non stai con la cliente?
Senti, mi ricordi come si chiama? Rossana?
No, si chiama... Clara, ma starà su in camera.
- Quand'è che mi fai inizia' a lavorare? - Tu guarda e impara.
- Poi togliti questi occhiali! - Sì.
[sbuffa] E queste signore?
C'è un seminario femminista...
Hanno saputo sono tornato, si sono precipitate.
Vedi, ancora gliel'ammollo. Tu invece sei ancora un apprendista.
[Choir and Orchestra Charlie Stainmann: "Scoobidoo Love" in sottofondo]
[Don Luigi] Perché mi hai portato qua, Alfonso?
[Alfonso] Un regalo che mi ha fatto Giacomo.
Comunque, tu hai capito cosa ti ho detto?
[Don Luigi] E che ti devo dire? "Chi di spada ferisce, di spada perisce."
- L'hai fatto tu, può farlo lei. - Luigi, però lo senti che stiamo facendo
dei passi indietro? Che devo fare?
Io quando sto in difficoltà chiedo a Lui.
E Lui mi parla.
Però Lui a me non mi parla.
Per cui, che devo fare? Potrei fare testa o croce?
- Sei simpaticissimo. - Vero?
È che io sono stupito da quanto vi agitate invece di godervi quello che avete.
Luigi, io ti vorrei far notare che la mia crisi con Margherita
è cominciata quando io l'ho trovata a letto con la terapeuta.
- [Alfonso ride] - Siete fissati con questa cosa del sesso,
come se il sesso dovesse essere il centro della vita.
E intanto vi perdete tutto il bello che c'è intorno a voi.
- Parla un esperto. - Che vorresti dire, scusa?
Con tutto il rispetto, con quante donne sei stato in vita tua?
A parte Luisetta della terza C, quando siamo andati in gita a Ragusa.
Con quante?
Non è successo niente con Luisetta.
Zero?
Tu sei sempre stato prete?
Sono un prete, ma non è che vengo da Marte.
Ah, quindi lo senti anche tu il rullante.
Il che?
Quando ti piace una persona, quella cosa che ti monta dentro,
quella specie di tamburo che inizia a fare:
tu-tum tu-tum, tu-tum tu-tum, che ti galoppa. Lo senti o no?
Non so cosa sia, a naso mi disgusta.
- [ride] - Vado che ho messa.
Secondo me, non sono la persona più adatta con cui fare questo discorso.
[si schiarisce la gola]
[musica sfuma]
Secondo me Margherita ha ragione.
- Perché? - Perché da quando hai smesso
di fare il gigolò, hai messo su una coppia borghese, eteronormata.
- Eva. - E anche molto patriarcale.
Che c'è di patriarcale?
Te lo sei chiesto cosa stia passando per la testa a Margherita?
- Sì. - [campanello del negozio]
- Buongiorno! - Salve, buongiorno.
- [commessa] Buongiorno a voi. - [sospiro di Alfonso]
Tu hai percepito inconsciamente la crisi tra di voi.
E invece di pensare che lei è una donna fatta e finita,
che è stata sempre al tuo fianco e che adesso è lei che finalmente sente
il bisogno di fare esperienze nel mondo, tu che fai?
Pensi al tuo bisogno di fare un figlio. Perché adesso ti senti pronto.
Io ho bisogno di fare un figlio con Margherita.
Non ho un bisogno astratto di fare un figlio.
Se no mi sceglierei una di queste ragazzette giovani
che hanno voglia e lo farei con lei. - Come cazzo parli, Alfonso?
- Ho detto una cosa brutta? - Molto!
- Mh. - Mi sembra di sentir parlare
quel maschilista di tuo padre! - Non esagerare, ok?
Il gene Bremer scorre forte in te.
Ti sto accompagnando a comprare i vestitini per la creatura,
quale gene Bremer scorre dentro di me, scusa?
Certo. Un vero Bremer non accompagna una donna a comprare i vestitini.
Hai capito che cosa voglio dire.
Poi lo sai quanto mi è costato integrare il femminismo di mia madre
e riposizionarlo, perché parli del gene Bremer?
Molla questo lessico psicoanalitico. Non attacca.
Il problema non è tua madre.
Il problema è tuo padre.
Io non sarò mai come mio padre.
Se.
[musica ritmata in sottofondo]
[musica sfuma]
- [verso] - [commessa] È maschietto o femminuccia?
No, no, no, l'esperimento svedese.
Sì, l'esperimento svedese.
Lei lo sa quanti danni fa il condizionamento patriarcale
ai bambini già dalla tenera età?
No! Non lo sa!
Bene, in Svezia hanno fatto un esperimento sociale.
Hanno vestito un neonato di rosa, di azzurro e poi di giallo.
Salta fuori che noi adulti parliamo in maniera molto diversa ai bambini
se sappiamo che sono maschi o femmine.
Quindi, cara la mia commessa,
io il sesso di mio figlio non glielo dirò mai.
Perché magari non cambierò il mondo,
ma di sicuro non voglio regalargli il vostro condizionamento mentale.
- Chiaro? - Mi scusi tanto, veramente.
Eva. Eva, adesso...
- No. - [verso]
- Che succede? - Ho letto un articolo
di una psicoterapeuta indiana,
suggerisce durante un litigio di sdraiarsi, calma il sistema nervoso.
- Quante cose si imparano, eh? - [risata imbarazzata]
- Come va? - Si sta riducendo il cortisolo.
Sta riducendo il cortisolo. Mi sembra una cosa buona.
- [versi di Eva] - Oddio, che paura.
[versi di dolore di Giacomo]
[versi di Giacomo]
[Clara] Così non va, eh.
[Giacomo] Clara, che succede?
Succede che non ti sento. Sei qui e non sei qui.
Certo che sono qui, non c'è altro posto dove vorrei essere.
- Guarda, meglio chiuderla qui, eh. - [verso]
Ma è un peccato.
Appunto! Se pago, voglio il meglio!
- Anzi, dovresti ridarmi i soldi. - Ma che ti ridò!
Sono il numero uno sulla piazza, mica pizza e fichi.
Forse eri. Guarda che i tempi sono cambiati. Io cerco quella cosa in più.
Quale?
Non lo so.
È per questo che pago un professionista.
Se non lo sai nemmeno te, ma che te do?
[sospira] Tu non sei attrezzato.
Tu non lo sai capire quello che io voglio!
[borbotta] Se hai una fantasia, io posso diventare chi vuoi!
Attenta che caschi!
E come direbbe la mia amica,
"Il piacere è tutto mio!"
Non ho capito.
Significa che noi donne abbiamo diritto al piacere.
E sai che cosa diciamo a quelli che non ce lo danno?
- Eh. - Gli diciamo, "Fuori!".
Vabbè, ma bisogna prendere un altro appuntamento.
- Fuori! - Ma fuori de che? Questa è camera mia.
- Addio, Giacomo. - Eh, addio.
[musica ritmata in sottofondo]
[versi]
[versi]
Che stai facendo? Ti stai masturbando?
Eh? No. [ride]
Sto facendo un piccolo check.
Improvvisamente ho come una palletta che ha fatto capolino.
Quasi una noce, una nocella. Tocca con mano.
No, ma che tocco? Ma lasciami stare, ma che tocco?
- Devi andare da un medico. - Ma quale medico?
Fidati che non è normale una nocetta.
- [verso] - Piuttosto che ce fai qua te?
Sono venuto a cambiarmi.
Secondo te, è possibile che il mondo sia cambiato
senza che noi due ce ne accorgessimo?
Te lo dico perché c'è questa sessuologa...
- Non te ce mettere pure te, eh. - No, ma lo dico anche per le clienti.
Guarda che il problema che hai con Margherita... Ah!
Non c'entra niente col fatto che non abbiamo più clienti.
- [campanello] - Chi è?
Dev'essere Luigi, vagli ad aprire tu.
Gli ho chiesto un favore per il funerale di Muriel.
Vai te, che io devo finire una cosa qua.
Vai.
Una.
Due...
e tre. Sono dispari.
[sospira] Misteri della natura.
[sospira] Incredibile.
- Luigi! - Eh.
- Non dare la mano a mio padre. - Perché?
Fidati.
[Alfonso sospira]
[caffè in ebollizione]
Giacomo, no! Non farò più venire ballerine,
vedette e cantanti nella mia chiesa per celebrare un funerale.
L'ultima volta il vescovo mi ha fatto una lavata di capo
e mi ha lasciato pure il conto da pagare.
Si tratterebbe di un piccolo numero di burlesque.
- Oh, Dio il burlesque. - Ma scusa,
Muriel era una tua parrocchiana?
Luigi, francamente è il minimo che puoi fare.
Sì, mi dispiace per Muriel.
Anzi, mi auguro che non abbia sofferto. Era una persona così dolce.
Ma che sofferto. Ha goduto! Non sai come gridava.
"Giacomo, ancora! Ancora! Ancora!
Mi fai impazzire."
Ma non farlo per me, fallo per la povera Muriel.
Muriel era tra le parrocchiane più devote.
- Mh. Mh. Mh. - Quindi...
Senti, dimmi una cosa, ma sono tante le tue parrocchiane?
Con il tempo sono riuscito a riunire un gruppo piuttosto nutrito di...
Mh. Fai vedere un po' qui.
- Apri qua. - Ma che cazzo fai?
Guarda che prestanza!
- [sospira] - Che cavolo fai?
Tu sei sprecato. Hai mai pensato...
di portare gioia anche in un altro modo? Un modo più secolare.
Sei impazzito.
È un momento di crisi.
Di grande crisi.
Tu te fai le parrocchiane e facciamo fifty fifty.
- Dai, che sotto sotto te piace pure a te. - Giacomo, sono un sacerdote.
Mi vuoi dire che non senti il rullante?
Basta con questo rullante.
[finestra cigola]
[verso]
Dov'è andato? Luigi!
Pace e bene.
Non fare così, ho detto pace.
[sospira]
- [bambino piange] - Sì. Ho ritirato le bozze, sì.
Guarda, se mi dai giusto un momento perché devo sbrigare una commissione.
Ah. Capisco, non ce l'hai un momento.
Posso aiutarti?
Ti richiamo dopo.
[Don Luigi ride]
[rullante in crescendo in sottofondo]
[musica liturgica in sottofondo]
[musica sfuma]
- [bambino piange] - E...
Spero che... domani per te sarà...
- [cellulare squilla] - Che domani sarà meglio di oggi.
[ridendo] Sì.
E... Ti apro l'ascensore.
Grazie. Sì, pronto?
No, guarda, non so cosa sia successo perché sì...
Allora, guarda, questione di un'ora, va bene?
Sì.
Ti richiamo io. Grazie.
Sì.
[rullante in crescendo in sottofondo]
[sospira]
[ascensore si ferma]
[musica ritmata in sottofondo]
[Alfonso] Margherita?
[Alfonso] Margherita?
[musica sfuma]
[musica ritmata in sottofondo]
[sospira]
[musica sfuma]
[brusio indistinto del bar]
[gong]
[brusio indistinto]
[musica ritmata in sottofondo]
Ma dove vanno queste?
Clara.
Clara?
[sospira]
[musica sfuma]
[risate]
[Rossana] Che bello ritrovarvi tutte qui dopo un bel po' di tempo.
[ridendo] Prego.
Benvenute al nostro nuovo ciclo di incontri.
Oggi voglio raccontarvi una storia.
C'era una volta una principessa che si innamorò di un principe.
Si sposarono e vissero felici e contenti.
Così dice la favola.
Poi, la vita è un'altra cosa.
E voi per stare qui, non siete né felici...
"...Né contente.
Non abbiamo bisogno di principi..."
[Rossana] Non abbiamo bisogno di seduttori.
Non abbiamo bisogno di uomini. Noi siamo...
- "...Unicità..." - E abbiamo diritto...
"...diritto al piacere. E quando lo vogliamo?"
[in coro] Ora!
- [Rossana] E chi non ce lo da? - [in coro] Fuori!
- Esatto. - Fuori.
Perché per raggiungere l'orgasmo non servono persone speciali, l'amante...
"Per godere non vi serve il gigolò."
E questa cosa ve la farò scoprire a mano a mano che andremo avanti
e capirete che cosa significa essere donna.
[sospira]
"Sapete qual è il mio motto?"
[in coro] Il piacere è tutto mio!
Il piacere è tutto mio! Il piacere è tutto mio!
Ma che è? Sono invasate.
[gong]
[Plastic Bertrand: "Ça Plane Pour Moi" in sottofondo]
- Alfonso! - [sobbalza]
Siamo in guerra. Qualcuno sta cambiando la testa alle donne
e noi dobbiamo impedirlo. Avevi ragione tu.
Ma che stai dicendo?
- Sono serio. - Sei serio. Sei anche cardiopatico,
ti calmi per favore?
Poi, in guerra io e te con chi, scusami? - Con quella!
Che ci ha rubato le clienti. La stessa che ti ha rubato Margherita.
In che senso?
Sono stato al corso che tiene in hotel.
C'era pure Margherita al corso.
Quella donna sta mettendo idee assurde in testa a tutte.
Dobbiamo studiare il nemico e capire i suoi punti deboli.
Sei sicuro che c'era Margherita?
Sì, in prima fila.
- Allora è guerra. - E guerra sia.
[verso]
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