All language subtitles for Piove (2022) FullH

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Original subtitles

[temporale]

[pioggia]

[suona "Aria di Neve" di Sergio Endrigo]

[piange]

[colpi di frusta]

[tonfo]

[sparo]

[tonfo]

[musica reggaeton dal cellulare]

[ansima]

[porta si apre]

Ci hanno chiamato. Ti aspetto giù tra dieci minuti.

[porta si chiude]

[respira affannosamente]

[spazzolino che sfrega]

[trillo di cellulare]

[trillo di cellulare]

[trilli di cellulare ripetuti]

[versi di sforzo]

[tombino si sposta]

[uomo in romanesco] Dai, scendi!

[ronzio, sgocciolio]

[tonfo]

[rumore sinistro]

[sfrigolio]

[uomo] Giacomo!

Oh, e rispondi!

Ma che c'è, quella merda pure lì?

[acqua che ribolle]

[colpi di tosse]

[uomo] Giacomo!

Giacomo!

Imbecille!

[bisbiglia]

[tonfo]

[continua a bisbigliare]

[donna] Manca molto all'hotel?

Pochi minuti.

[sottovoce] Perché va così lento?

[versi di sforzo]

Basta, mi fa troppo male.

[voci dalla TV]

[bambina] Che fai oggi a scuola?

- Compito in classe, bimba. - Pure io ho un compito in classe.

Difficile, eh?

- [bambina] Che cretino. - [ragazzo] Che cretino?

[sospira]

[oggetti che cadono]

[donna] Vaffanculo!

- II buongiorno a modo loro. - [sorride]

[rumori e urla distanti]

[sveglia cellulare]

Io e Barbara siamo in ritardo.

- Passi tu da Ferrini? - No.

- Perché? - Sono in ritardo anch'io.

- Ciao, bimba bella. - Ciao.

[voci dalla TV]

È il compito in classe.

[bambina] Ieri la maestra ha messo una nota a Carlotta.

[uomo] Perché?

Perché stava spiegando i babilonesi

e Carlotta ha iniziato ad utilizzare il cellulare.

- [ragazzo] Te ne devi andare! - Fermo! Chiamo la polizia!

Che cazzo fai?

Mandalo via!

- Vattene! - Oh!

Papà, che vuole da Helver?

- [ragazza] Levati! - [ragazzo] Mandalo via!

- Levati! Ma che ti ha fatto? - Non può stare qui, punto.

Vattene affanculo a Termini a puzzare con i tuoi amici.

Non ti vergogni?

Brutta testa di cazzo, lascialo in pace!

[respira affannosamente]

- Come mi hai chiamato, ragazzina? - Calmo.

- Come la fai parlare questa mongoloide? - Vattene.

E non rompergli le scatole, non ti ha fatto niente.

Provaci. Lo sai quello che ti faccio.

Zecche di merda, vedete che fine fate.

[uomo] Abbiamo fisio dopo scuola.

[bambina sbuffa]

[bambina] Tanto andiamo lì e non succede mai niente.

[uomo] Oggi andiamo a fisioterapia e non voglio sentir volare una mosca.

[bambina] Ok.

- Guarda che non mi fai un favore. - [donna] Thomas!

Ciao, Marinella.

Accompagno io la principessa in classe.

No, figurati.

Ma no, tu hai sempre tanto da fare, non ti preoccupare.

- Bambine! Aspettatemi, eh! - Ciao, amore.

- [bambina] Ciao! - A proposito!

Ci tenevo a fartelo vedere.

[ridendo] È online da ieri.

Che ne pensi?

È venuto bene.

Pensa che abbiamo prenotazioni pure per Pasqua, è incredibile!

Comunque ora vado che è tardi.

Siete nostri ospiti uno di questi weekend. Che dici?

- Eh? - È un'idea.

[musica trap]

Ragazzino! Se la rimetti subito a posto, faccio finta di non aver visto.

Dove andremo a finire?

Affanculo, signora.

Come ci devi andare tu. Questa vecchia di merda, a rompere il cazzo a me.

[sottovoce] Questa vecchia di merda, deve rompere il cazzo a me.

Vecchia di merda, mannaggia...

[Thomas] Signora, le sto chiedendo un favore.

Ho due cose in croce.

[donna] Mi dispiace, ho fretta anch'io.

Ho solo queste da pagare.

- Non mi interessa. - Sono in ritardo.

Mi aspettano per un'esigenza medica, ma va bene.

Va bene!

[voci dall'altoparlante]

[colpi di tosse]

[uomo] Pensavo non saresti più venuto.

Qualche volta la invidio.

Da qua dentro non si accorge di quello che è diventata la gente fuori.

Mi invidi?

[porta si apre]

Oh! È arrivato il francese!

Ora sì che sei contento, eh, papà?

Devi vedere come strilla quando gliela cambio io la flebo.

Tu fai prima, mi ammazzi.

Così vendi la baracca e butti tutti i soldi.

L'iniezione gli fa dire un sacco di cazzate.

Curalo te.

La cosa peggiore di non potermi muovere

è vedermelo là tutto il giorno che aspetta che stiro.

Che hai tu, eh?

Pensieri.

- Pensieri sparsi. - Brutti?

Quasi tutti.

Con l'annata che hai avuto, stai un fiore, fidati.

Hai la salute, un lavoro, due figli.

- Era meglio prima. - Eh?

Era meglio prima?

Ma nella vita è sempre meglio prima.

[sveglia cellulare]

- Ci dai un taglio con questa sveglia? - E come faccio?

- Sono le mie giornate. - E che dice la tua giornata?

- Pulizie. - Ah.

Sai una cosa?

Ti vorrei proprio come moglie.

[sorride] Non ti conviene.

Non mi ricordo più come si fa l'amore.

[ridacchia]

[colpi di tosse]

[inspira profondamente]

[colpo alla porta]

[musica trap dal cellulare]

[ragazzo 1] Palla!

- Palla! - [ragazzo 2] Oh, sveglio!

Palla, grazie!

- Ma che è sordo? - Secco, palla, dai.

Ecco, bravo.

[in romanesco] Dai, però, sbrigati!

Oh, ma che cazzo fai?

[ragazzo 2] Perché tutti a noi i rincoglioniti?

- Ma che fa col telefono? - Posa quel coso.

- Posalo. Ma che cazzo fai? - Leva il telefono...

Vai a prendere la palla prima che ti gonfiamo di botte!

[volume della musica aumenta]

Dai, che cazzo!

[voci accavallate]

- Stronzo! - Vieni qua!

[suona "Thoiry" di Achille Lauro]

Ssh!

[esplosione]

[sospira]

E adesso andatevene tutti affanculo.

[uomo] Scusa, che stai facendo?

Oh, guarda che se non te ne vai sono costretto a chiamare la polizia.

[in romanesco] E 'sti cazzi.

Senti, fammi una cortesia, vai via. Te lo chiedo per piacere.

Fammi capire. Tu fai la guardia giurata dentro una piscina abbandonata.

- Mi pagano. - Ti pagano. E quanto ti pagano?

È carica?

Che?

Non ci credo che sai sparare. Te?

Spari? Spari te?

Spara. Anzi, perché non spari a me? Spara a me.

- Io non ti voglio sparare. - E certo che non vuoi.

Non ce la fai. Sei un coglione.

Sai qual è il fatto?

Che vi credete tanto supereroi con questa bella divisa, la pistola,

il walkie-talkie, la cintura.

Con questo bel faccione da cazzo che hai, eh?

[ride]

E invece non sei niente.

Sei messo male, fratellino.

Ciao.

Oh, controlla, non vorrei che...

[bottiglia si rompe]

[segnale di libero]

Ehi, ciao. Come stai?

[voce indistinta dal cellulare]

Senti, che dici, passo?

Sì, ora.

Dai, dai.

[Calcio]

Dai, ti prego, che sta anche per piovere, mi sbrigo.

[sospira] Ok, ok. Arrivo, arrivo.

[ansimano]

[donna] Rilassati.

[versi di piacere]

[versi di piacere si intensificano]

[donna] Che hai fatto oggi?

[voci indistinte dal cellulare]

Tu finirai per farti ammazzare di botte.

Tanto...

Ma tuo padre non ti dice niente?

Un tempo si sarebbe incazzato.

E adesso?

Che deve dirmi uno che ha sfondato una famiglia?

A me non frega un cazzo di nessuno.

Mi importa solo di Barbara. E di te.

Ti piace il mare?

Certo che mi piace.

- Allora ti compro una casa al mare. - Dove?

- A Santa Marinella? - Dove ti pare.

- E dove Ii prendi i soldi? - Non lo so, in qualche modo faccio.

Mm.

Perché non mi sposi?

Dai. Su.

Dammi questi 50 euro che sta arrivando un altro.

Sì.

Sono nel giubbotto, prenditeli.

Io piscio e vado. Così ti lascio al tuo altro.

Perché il volume della televisione in casa era troppo alto.

Mara Pannone in diretta. Guardate cosa è successo.

Mara} Il volume della televisione troppo alto,

la scintilla che avrebbe fatto scattare una lite finita in modo drammatico

nella tarda mattinata di ieri in via degli Ausoni,

quartiere San Lorenzo, Roma.

[sveglia cellulare]

Un uomo di 75 anni ha accoltellato i figli, di 25 e 26 anni.

Li ha feriti uno al petto e uno all'addome con un coltello da cucina.

[urla]

Secondo una prima ricostruzione, il settantacinquenne...

[sveglia cellulare]

[urla dei vicini]

Mara} Rapporti burrascosi. Tensioni frequenti.

Erano a tavola.

Lui avrebbe acceso la TV a volume alto,

il figlio gli avrebbe chiesto di spegnerla...

[donna piange]

[rumori, urla]

Sì' che c'è?

Vi rendete conto che urlate dalla mattina alla sera?

- Ci scusi tanto, veramente. - Io chiamo i vigili se non la smettete.

Sono mortificato, ci scusi.

[donna geme]

Mia moglie è malata, soffre di una depressione violenta.

- Posso fare qualcosa? - No, purtroppo.

No, non entri! Non entri, la prego.

[donna piange, si lamenta]

[Thomas] Signora...

[donna urla]

[uomo] Via! Venga via!

Non la disturberemo più, ma adesso ci lasci in pace!

[tossisce]

[Sgocciolio]

[sfrigolio]

E tu che cazzo sei?

[colpi di tosse]

[colpi alla porta]

Ma sei caduto nel cesso? Muoviti.

[tira su col naso]

Tranquilla, Barbara.

[donna] I progressi sono più lenti di quello che pensavamo.

Barbara ha una grande forza di volontà, ma serve qualcosa in più.

A me sembra che non le importi niente.

Mi sembra che lo faccia solo per me.

È normale. I bambini reagiscono così.

A quell'età le pressioni tendono a farli chiudere in sé stessi.

Voglio rivederla camminare.

[con voce modificata] La verità è che non si guida col mal di testa.

C'è il rischio di farsi male.

Come ha detto?

Che possiamo essere fiduciosi.

Poi mamma mi ha dato un po' di questo, ma non so che cos'è.

Pollo. Ti piace?

[ragazza parla indistintamente]

[tonfo]

[uomo] Fermati! Bastardo, fermati!

[porta si chiude]

[ansima]

[colpi di cucchiaio sul piatto]

Se non ti piace, la prossima volta cucini tu.

Mica ho detto niente.

È buonissima.

[Thomas sospira]

[porta si chiude]

Perché tu ed Enrico fate così?

Sai, siamo due maschi sotto lo stesso tetto.

Devi avere una bella pazienza tu, eh?

Però mamma non è felice se voi litigate.

Non è facile, Barbie.

[Barbara] Vuoi bene a Enrico?

Certo che gli voglio bene.

- Allora perché non vi parlate più? - Non è vero.

[sospira]

Faccio quello che posso, amore.

Ma Enrico non ragiona.

Fa solo scemenze.

Non conosce il senso del limite.

Non conosco il senso del limite, pa'?

- Chiudi subito che esce il calore! - No, ripeti. "Enrico non ragiona,

fa scemenze..." Ripeti.

- Prova ancora a spaventare tua sorella... - E che fai? Mi meni? Eh?

Meglio se mi meni invece di fare questa faccia da cazzo tutti i giorni.

- Vai in camera tua. - Vai in camera tua.

Solo questo sai dire?

Lo sai che mi fai pena? Con queste sveglie del cazzo, mi fai proprio pena.

Hai mandato tutto a puttane quando mamma...

Non te lo ripeto più, Enri'.

Tanto è sempre colpa mia. Sarà sempre colpa mia.

Se fai un lavoro di merda è colpa mia, se cucini di merda è colpa mia,

se sei un fallito di merda è colpa mia.

Tu di colpa ne hai solo una.

[rumore di oggetti che cadono]

[colpo]

Pezzo di merda.

Fanculo. Magari muori.

Pezzo di merda.

Grazie.

E ricordati i soldi, che ieri non Ii hai presi.

Sono troppi.

Lascia stare l'orgoglio, che alla fine ci rimetti sempre.

Dai.

[campanello suonato ripetutamente]

- Ma che cazzo... - Ma che cazzo tu! Sto lavorando.

- Ma posso entrare? - No!

- Vabbè, mi fai entrare? - No, non puoi.

- Dai, fammi entrare. Ti prego. - No.

[uomo] Ma che cazzo fai? Ti muovi?

Enrico, io non so che cosa stai cercando.

Ma non sono io.

[piange]

[pioggia che cade]

[segnale di messaggio vocale]

Carissima, come stai?

Non vorrei disturbarti...

[segnale di elimina messaggio]

Carissima, scusa l'orario, non vorrei disturbarti, ma ti volevo...

[segnale di elimina messaggio]

Carissima, spero tu stia bene. Volevo raccontarti...

[segnale di elimina messaggio]

Carissima, posso disturbarti? Volevo raccontarti una cosa,

ma dato l'orario...

[segnale di elimina messaggio]

Cara, volevo raccontarti del concerto, posso chiamarti?

[donna] Ma come guida?

[donna piagnucola]

Sei sospeso fino a data da destinarsi.

Dobbiamo rispondere della denuncia di una passeggera.

Ma mi hanno tagliato la strada.

Stavamo per fare un incidente pazzesco, ho frenato in tempo.

L'hai presa la targa? No. E non ci sono testimoni, che io sappia.

Non mi puoi sospendere. Non è il momento.

Senti, Thomas, io lo so che tu non sei del mestiere,

che hai passato un anno difficile,

e sono il primo ad essere rammaricato.

Ti rammarichi?

Stai un po' a casa. Stai coi ragazzi, riposati un po'.

Guarda, riposo tutto domani.

Eh?

- Ma non posso... - Thomas, per cortesia.

- Non posso non lavorare. - Basta.

- Ho due figli. - Per favore.

Ti prego.

- Ti prego. - Basta.

Cazzo!

[sveglia]

Papà.“

[Barbara] Scusa se ieri ero triste.

Ho fatto un sogno bellissimo, ora sto molto meglio.

E tu stai meglio?

- Possiamo fare colazione prima? - No, amore.

Papà, che fai?

Papà!

Papà, ho paura!

Sembra che ti piaccia.

[Barbara si lamenta]

Sembra che ti sia abituata a quella sedia.

Ora basta.

Basta farti andare bene tutto. Basta sorridere.

Non c'è niente da sorridere. Devi tenere quelle gambe dritte!

[lamentandosi] Papà...

Non ce la faccio più a vederti così.

Mi fa impazzire.

- Papà... - Mi fa impazzire.

- Per favore... - Mi viene voglia di ammazzarlo!

Papà!

Amore?

Scusami. Scusami.

Io voglio camminare, papà.

Lo so, amore.

Possiamo fa re colazione?

Certo, amore. Certo.

E puoi fare pace con Enrico?

[Piagnucola]

- [Barbara] Ciao. - [Enrico] Buongiorno, bimba.

[Barbara] Ti puzza l'alito.

Secondo me è il tuo che ti ritorna nel naso.

- Smettila. - Forse sono i piedi.

Ti puzzano i piedi.

Senti che puzza di piedi.

Ti puzzano i piedi.

Ti sei lavata stamattina, eh?

Faccio colazione davanti a scuola.

Ma è buonissimo.

[Barbara] Papà? Accompagniamo a scuola Enrico oggi?

Donna radio} Ore di sangue a Roma, dopo gli scontri violenti che questa notte

hanno portato alla morte di ben otto persone.

Intorno alle 06:00, un camion dell'ama ha travolto un motociclista sull'Appia.

Questo si va ad aggiungere ad altri episodi dello stesso tenore

che hanno sconvolto la capitale negli ultimi giorni.

Poco distante, in via Ruggero Bonghi, si è consumata una tragedia

in un salone di bellezza, dove la titolare ha colpito il socio

con 17 coltellate al torace.

L'uomo è morto dissanguato ancor prima...

[Barbara] Papà, puoi spegnere?

- Sul posto sono in corso... - Papà, ti prego, puoi spegnere?

Papà, per favore!

La follia che si è impossessata della città...

Papà!

[sottovoce] Grazie. Mi faceva paura.

[clacson]

[uomo] Oh, ti muovi? È verde!

[sveglia cellulare]

[voci indistinte di ragazzi]

[Campanella]

Fra'!

Sei vivo!

Ciao, Gianlu'.

[Gianluca] Quanto cazzo mi sei mancato, fra'.

Dai che quando ti vedono gli altri succede un casino, entriamo!

Non entro, Gianlu'.

Sto qua solo per fare contenta mia sorella.

Fa' contento pure me, no?

Vabbè.

Almeno rispondi ai messaggi così mi dici che cazzo fai tutto il giorno.

Se vuoi te lo dico adesso.

[ridono]

Gianlu', vieni qua!

[verso di sforzo]

[urla]

Ah!

[Gianluca] Ma qual è il senso?

- [Enrico] Ce lo deve avere per forza? - E certo.

[Enrìco] E allora vedila come la filosofia.

- [Gianluca] Cioè? - Cioè...

- {Gìanluca} Sei Socrate? - Fammi parlare!

Io penso che a nessuno frega un cazzo di nessuno, ecco.

Però siamo tutti costretti a stare insieme. Ti pare giusto?

[Gianluca] Mmm... boh. No?

[Enrico] No, fidati. Non è così.

Lo so, è brutto da dire. Però a me sinceramente...

A me non va di sorridere alla cassiera,

di lasciare il posto ai vecchi sull'autobus,

di fare le file, i compiti a casa, di essere gentile e carino,

perché io non sono gentile e carino.

Voglio fare quello che cazzo mi pare. Tanto alla fine moriamo tutti.

- E quindi rubi i manichini ai cinesi. - Esatto.

Dici che non te ne frega un cazzo di niente

e poi cerchi gli applausi su quel gruppo?

Non cerco applausi da nessuno.

- E che cerchi? - Niente.

[tira su col naso]

Vuoi?

No, non la voglio.

[oggetti che cadono]

- Tua sorella? - Cresce.

Tuo padre fa ancora il cuoco a domicilio?

Che figura di merda quando gli chiesi se fosse McDonald's e...

Senti, fammi un video.

- Che video? - Fammi un video.

[segnale avvio videocamera]

[conati di vomito]

Ma che stai facendo?

[ride]

- E ride. - Fallo pure tu, Gianlu'! Tieni.

- No. - Dai, fallo, Gianlu'!

Non vomito in mezzo alla piscina!

- Dai, fallo! - Non vomito...

Prima facevamo tutto insieme.

- Che cazzo facevamo insieme? - Tutto!

- Tutto che cazzo è? - Tutto.

Le canne al parchetto? Giocare alla PlayStation a casa tua?

- Che cazzo è? Dimmi. Spiegami. - Vai a rincoglionirti con la Play.

Non ti fare più sentire, m'hai rotto il cazzo!

Non mettermi le mani addosso. Sembri uno psicopatico.

- Devi stare zitto, Gianlu'! - Ma non mi dire di stare zitto!

Devi stare zitto, Gianlu'!

- Vaffanculo. - Vattene affanculo te! Testa di cazzo.

- Pensi troppo con questo cervello. - E tu non pensi a un cazzo!

- Vieni qua! - Sei messo male, Gianlu'.

Senti, vieni qua.

Oh! Vieni qua!

Fermati! Vuoi parlare?

Sto qua, parliamo. Basta che non fai il cazzo di matto.

Non vomito nella piscina, però se vuoi fare qualcosa la facciamo,

non ci vediamo da un casino.

Che cazzo.

- Aspettiamo qui un'altra ora. - A fare che?

Hai detto che ti stavi zitto?

Ecco, sta' zitto.

Non so se posso. Poi non c'è nessuno che può darmi il cambio.

Non ci metterò molto. Mi serve.

[Thomas] Erano le 03:30, 03:35.

- Posso? - Sì, prego.

Ma lei è sicuro che qualcuno le ha tagliato la strada?

Certo.

Non sarebbe il primo a vedere le cose in questi giorni.

- Cioè? - Ma no, niente.

Cazzate da complottisti.

II fumo che esce dai tombini quando piove.

C'è uno che l'ha respirato e ha fatto un post enorme su Facebook

dove dice che ha iniziato a vedere delle cose strane.

Lo stanno condividendo tutti.

Ma sono stronzate, tipo le scie chimiche, queste cose qua.

[Campanello]

Cazzo. Vado a vedere chi è.

[clic del mouse]

[donna] Vai con un secondo passo.

[tonfo]

[ticchettio orologio]

[voci indistinte]

Papà, che succede?

[tira su il freno]

Non lo so. Arrivo subito.

[voci indistinte]

Per cortesia, state indietro. Un attimo, signora. Un attimo solo.

[uomo] Lo conosceva?

[donna in romanesco] Povero.

Helver.

È stato quell'animale. Sono sicura.

E nessuno farà niente. Anzi.

Papà?

Parcheggiamo in garage.

[Barbara urlando] Papà!

Qui

[Thomas] Non lo so.

Papà, anche qui!

[Thomas] Non respirare questa roba. Io vado da Ferrini.

- No, papà... - Tu resta in camera!

[rumore di passi svelti]

[porta si apre e si chiude]

Signor Ferrini?

[uomo] È morto.

La vuoi sapere qual è l'ultima cosa che ha detto prima di morire?

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Il nome tuo.

Io lo attiro, tu gli vai da dietro e gli prendi la pistola.

- Col cazzo. - Hai paura?

- No, è da stronzi. Gli viene un infarto. - Ho capito, hai paura.

- Oh, non ho paura! - E allora sei un coglione.

Il walkie-talkie al massimo.

- Che cazzo ci facciamo? - Il walkie-talkie o niente.

- Vabbè. Fai il giro della piscina. - Ok.

Non ti cacare sotto.

Che dici, fratelli'? Ti sei ripreso, eh?

Ti va di diventare famoso?

Oh, abba... Abbassa la pistola.

Fermo, Gianlu'!

[gemiti]

[Piagnucola]

[geme]

[Enrico piangendo] Era solo uno scherzo.

Era uno scherzo.

Gianlu'...

Gianlu'?

[piange]

[segnale di libero]

[cellulare squilla]

[voce di Thomas] Dimmi.

Papà.

Ho fatto una cazzata, papà.

[cellulare squilla]

[Enrico] Ho bisogno di te.

[piangendo] Ho bisogno di te, papà.

[voce di Thomas] Non è più un mio problema.

[cellulare cade]

[temporale]

[pioggia che cade]

[vetri che si rompono, clacson]

[clacson assordante]

[geme]

[clacson si interrompe]

[trillo del cellulare]

[colpi alla porta]

[colpi alla porta]

[colpi alla porta]

[rumore di passi]

Marta.

Marta!

Ci sei?

Marta?

[lampadina esplode]

Marta?

[donna] Qui.

[donna] Siediti qui, amore.

Mamma.

Qui. Amore.

Mi sei mancata, mamma.

Anche tu mi sei mancato.

Ti ricordi cosa ti dicevo sempre?

Hai dato colore alla mia vita.

Tu sei il bambino più buono del mondo.

Eri dolce.

Vivo.

Il più bello del mondo.

Che cucinava per me con amore.

Che aveva un sogno.

Come sei finito qui? Come ti sei ridotto così?

Di chi è questo letto?

Mi dispiace, ma'.

[donna] Questa barba.

Questi occhi.

Guarda come sei sporco.

Sei diverso.

Tu non sei mio figlio.

Non sei mio marito.

Chi sei?

Sono io, ma'.

Sono io.

Eri il bambino più buono del mondo.

II più bello.

Il più dolce.

Ora sei un fallito.

Sei il vuoto.

Amore mio.

[sibilo]

È stato lui.

Ti ha lasciato solo.

E ti ha dato la colpa.

[sibilo]

Ma è tutta colpa sua.

Eravamo una bella famiglia.

E lui ha rovinato tutto.

[sibilo]

Sai cosa fa re.

Lo hai sempre saputo.

No.

[geme]

Liberati.

Come?

Come?

Non voglio.

Sì che lo vuoi, amore mio.

Fallo per te.

Per Barbara.

Non è troppo tardi.

[geme]

[sveglia]

Tocca a me.

Dai, papà, che sei una "pippa ar sugo".

- Ma io e te ci dobbiamo ammazzare? - Sì. Esatto.

- Hai capito tutto. - Dai. Siamo noi due contro gli zombie.

[spari dal videogioco]

- Oddio. - Occhio.

Però ricarica la pistola, che mi fai morire.

E come devo fare?

- Quadrato. Questo qua. - Ah.

Mamma mia. Sei peggio della Francia nel 2006.

- Ma come parli? Non ti capisco. - Eh sì, Fabio Grosso...

- Sai chi mi ricorda? - Chi?

- Franco. II salumiere sotto casa a Roma. - Lo racconta sempre.

Ma chi è Franco?

Lo chiamavano "il Trilussa della Prenestina".

Non ci capivo un'acca. "A pischelle', damme 'na mezza piotta, 'nnamo."

- Lo dici sempre a tutti poi, oh! - Vabbè, ci sta.

- Basta, fai giocare me. - No, perché? No, no.

Sta' buono! No, no, no!

No, dai!

[ridono]

Dammelo! Dov'è?

- Fermo! - Prima resisti a questo, coattone!

Fermo! Non mi fai il solletico, mi fai solo male!

- Ciao, bambini. - Fermo!

- Buonasera. - Ciao, ma'.

[Enrico] Corri, sennò muori.

Mm.

[voci, suoni dal videogioco]

Stanca?

Mm. Morta.

La cliente è una marchesa, o almeno così dice.

La figlia si vuole sposare al mare, lei invece è fissata col St. Regis.

L'agenzia è entrata in un tritacarne

e hanno chiesto a me di sbrigarmi con la sposa.

- E com'è andata? - Mi ha sbattuto il telefono in faccia.

- Tre volte. - Gentile.

Troia.

[Enrico e Gianluca parlano indistintamente]

Però la mamma è molto più simpatica.

Si sono aperti un super ristorante al centro, sai?

Cercano uno chef.

Gli ho parlato di te.

E Perché?

Così. Non dovevo?

Non capisco cosa c'entro io.

[donna] Ma niente, stavo parlando, così...

È uscito fuori l'argomento, tu lo fai di mestiere...

[Thomas] Io un lavoro ce l'ho già.

E presto ne avrò due.

LO SO.

[trilli di cellulare]

[sospira]

Oh, bisogna andare a prendere Barbara.

Ma non era alle nove?

Sì, ma mi ha appena scritto Marinella.

La figlia sta vomitando davanti a tutti.

No, non esiste. Devo chiudere il bando per l'agriturismo.

Ho un mal di testa pazzesco...

Scade a mezzanotte.

Sono contributi a fondo perduto.

[sospira] Va bene, vado io.

Stoppa, stoppa. Vengo con te, ma'.

Non ti preoccupare, resta con Gianluca.

- [Enrico] Tanto... - No, io stavo andando.

- [Enrico] Hai tutto? - [Gianluca] Sì. Buonasera, grazie!

[Enrico] Non ho studiato un cazzo per domani.

- [Gianluca] Perché, io so qualcosa? - Hai tutti nove.

- [Gianluca] Ma di che? - Sì, vabbè. Ciao, Gianlu'.

[parla in francese] T'es vexé?

On va y arriver.

Pourquoi t'y crois pas?

Évidemment que j 'y crois.

- Vuoi che guido io? - Sì, ti piacerebbe.

Potevi dirgli di no.

Ti fa male fumare.

[sorride]

Sei seria?

[ride]

Ti vengono i denti gialli, le rughe, la tosse...

Ah! Adesso capisco perché sei così brutta.

[risatina]

Una mamma più bella di me non ti poteva capitare.

Sì.

Dovresti sentire come mi chiamano gli amici tuoi quando non ci sei.

- Perché, come ti chiamano? - Mah...

In certi modi.

- [risatina] - Beh, cosa? Che modi?

- Ma niente. - No, ora me lo dici come ti chiamano.

- Perché? - No, dimmelo!

- Ti chiamano... - Sei piccolino...

- Piccolino? - Meglio che non lo sai.

- Cresci ancora un po'. - Vabbè.

[risatina]

Piccolino... Adesso ci penso io.

Sei proprio come tuo padre.

- [donna] Marinella? - Oh, Cristina!

Influenza.

Sta così da stamattina, ma figurati se rinunciava alla festa.

- Ottimo modo per creare un focolaio. - Certo.

Sempre meglio il focolaio che i capricci tutta la notte.

- Ma tu come stai? Hai una faccia! - Una meraviglia, guarda.

- Posso avere un po' d'aranciata? - Certo, vieni.

- Ma scusa, facevi venire Thomas! - Sta lavorando.

Da quando abbiamo preso quel posto fuori Viterbo...

Ah già, l'agriturismo!

Che bella idea avete avuto. Quando l'ho detto a mio marito è impazzito.

- [Barbara] Mamma? - Tesoro.

Posso portarli a casa?

Che ci devi fare con tutti quei palloncini, Barbie?

Li attacco al letto, così quando dormo sembra che volo.

- Maledetta Disney. - [risatina]

Sono di Carlotta. Te ne compro altri.

Ma io voglio questi.

Ma come si fa a resistere a quegli occhioni?

Va bene. Ma non tutti, che non entrano nemmeno in macchina.

[sorride]

Non vicino a tua sorella.

- [scoppio] ' Ah!

[Enrico] Mamma!

[clacson bloccato]

[suona "Piel" di Arca]

[porta si chiude]

[urla]

[pianto, urla]

Papà?

[scoppio]

Ti va di parlare?

È tanto che non parliamo, papà.

[scoppio]

[urla]

[urla, ansima]

[geme]

[Cristina] Un padre deve punire suo figlio.

Un padre deve punire suo figlio quando sbaglia.

Vaffanculo! Mi senti?

Vaffanculo!

[piange]

[Cristina] Un padre deve punire suo figlio sempre.

[sparo]

[gemiti]

Papà?

Enrico?

[versi di sforzo]

[urla, geme]

[Enrico] Pezzo di merda!

Pezzo di merda!

[piange]

Ci dovevi essere tu in quella macchina di merda!

Dovevi morire tu! Tu!

Aprite!

Per favore!

Puniscilo.

Per favore, apritemi!

[ansima]

Puniscilo.

[sveglia]

[porta si apre]

Papà?

Enrico?

Papà?

[ragazzo con voce modificata] Papà...

Papà non c'è.

E ora sono cazzi tuoi.

- Aiuto! - Vuoi sapere che ti faccio adesso?

Ti taglio le dita così vediamo se fai ancora la voce grossa.

Vaffanculo!

Ah, sì?

[tonfo]

[colpi ripetuti]

[Pianto]

[allarme auto]

[clacson, allarme]

[versi di scontro]

[gemiti]

Papà! Che fai?

Basta!

[gemiti]

Smettetela!

[colpo di tosse]

Che cazzo aspetti?

- [Barbara] Per favore, basta! Vi prego! - [Enrico] Spara!

- Spara! ' Papà!

Basta!

[urlando] Basta! Basta!

[Barbara respira affannosamente]

[versi di sforzo]

[Barbara] Vi odio.

Vi odio!

Vi odio!

Vi odio!

Vi odio! Vi odio! Vi odio!

Vi odio.

[rumori sinistri]

[versi diabolici]

[versi, gemiti]

[versi diabolici]

[urla]

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