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A volte,
all'imbocco...
di una strada,
qualcuno
volgeva al cielo
un profilo del volto,
con un occhio spaventato e lucente,
e restava in ascolto del rombo dello spazio.
Signore e Signori!
Qual è la vostra offerta...
Quanto offrite per i resti di uova di quaglia gemelle...
di dimensioni soprannaturali...
deposte durante l'Eclissi Solare...
del 12 maggio 1706?
C'è un'offerta per queste?
O per le tre costole pietrificate di una Sirena...
insieme alle sue mani,
ritrovate nel Serraglio Reale di Fredensborg...
il giorno 27 settembre 1674.
O per un Arpione di Ferro... colpito dal fulmine!
O per il Sangue Caldo delle Api!
O per l'Ora della vostra Morte!
Non c'è motivo di esitare!
Chi offre?
Spazzacamino! Spazzacamino!
Spazzacamino!... Pulizia!... Pulizia!
Ho venduto all'asta "Stagioni Morte"!
Un falso di "Stagioni Morte"!
Ho piazzato lotti nelle 'Regioni della Grande Eresia'
E ho infilato Apocrifi tra le pagine.
Perfino un tredicesimo mese falso!
Sono il vostro "rivenditore" – il vostro "battitore",
il vostro "ambulante"
e... il vostro "Banditore"!
Lotto 47...
In vendita all'asta pubblica!
Un oggetto straordinariamente raro che sembrerebbe,
a quanto mi dicono,
"dare frutti" proprio in quest'ora.
Chiamato sinistramente
"Plastico per il Sepolcro di una Retina Morta",
è una scatola di legno singolarmente decrepita ma ornata,
che ha l'aspetto di un mobile funerario in miniatura,
con un cassetto segreto abilmente nascosto
che conterrebbe la retina defunta del suo proprietario originale.
A penetrare il rivestimento esterno della scatola
vi sono sette lenti posizionate a caso,
con minuscole viti regolabili.
Ogni lente cattura un frammento
di una delle sette immagini finali
che quell'occhio contemplò.
E se posizionate correttamente, una volta all'anno,
il 19 di novembre,
i raggi del sole si allineano fino a colpire la retina morta,
così da liquefarla,
ungendo ciascuna delle sette immagini
e mettendole in movimento.
Ah! Che colpo di fortuna!
Signore e Signori!
Ha qualcosa da dirci, questo oggetto?
Questa sottilissima sezione trasversale è forse una tempesta meteorologica
di qualche mese sconosciuto...
...che circonda un qualche evento fittizio?
O è solo un miraggio malato proiettato attraverso una distesa di radiazioni?
Un centro che non può mai essere raggiunto?
Un labirinto di porte che sbattono?
Il viaggio è stato lungo.
Il treno, che viaggiava solo una volta a settimana su quella linea dimenticata,
non trasportava più di pochi passeggeri.
Mai prima d'ora avevo visto carrozze così arcaiche;
ritirate dalle altre linee molto tempo prima,
erano ampie come soggiorni, buie e piene di nicchie.
I corridoi attraversavano scompartimenti vuoti con varie angolazioni;
labirintici e freddi,
emanavano un'aria di qualcosa di strano...
...quasi terrificante.
Vagai di carrozza in carrozza...
...di carrozza in carrozza...
Vagai di carrozza in carrozza...
Padre!
Sei tu?
Siamo quasi arrivati, signore.
Gentiluomini! Credo che abbiamo dimenticato di mandare una carrozza alla stazione.
Sì... per accogliere il nostro ospite.
Chi di voi se n'è dimenticato?
Ora guardate questo!
OGGI A ME – DOMANI A TE
Ho fatto molta strada...
Ho prenotato una camera qui tramite telegramma...
Ho prenotato tramite telegramma...
Con chi... devo parlare... per questo?
Con chi devo parlare?
UFFICIO DEL DOTTOR GOTTARD
Gessetto usato a noleggio.
Ho fatto molta strada.
Ho prenotato una camera... con chi dovrei parlare?
Aspetti nel ristorante... ora dormono tutti.
Quando il Dottore si alzerà, la annuncerò.
Dormono tutti ora? Ma è giorno, non notte.
Qui tutti dormono continuamente.
Inoltre, qui è sempre notte.
J... O... Z... E... F...!!!
J... O... Z... E... F...!!!
J... O... Z... E... F...!!!
J... O... Z... E... F...!!!
Mi hanno mandato a cercarti!
UFFICIO DEL DOTTOR GOTTARD
Abbiamo ricevuto il vostro telegramma ieri.
Abbiamo mandato la nostra carrozza alla stazione,
ma dovete essere arrivato con un altro treno.
Purtroppo i collegamenti ferroviari non sono molto buoni.
State bene?
Mio padre è ancora vivo?
Sì, certamente...
...cioè, entro i limiti imposti dalla situazione.
Sì...
Sapete bene quanto me che, dal punto di vista della vostra casa,
dalla prospettiva del vostro paese,
vostro padre è morto. Non si può rimediare.
Quella morte getta una certa ombra.
Ma mio padre lo sa?
Non preoccupatevi.
Nessuno dei nostri pazienti lo sa o può immaginarlo.
Il segreto è che abbiamo portato indietro l'orologio.
Qui siamo sempre in ritardo...
di un certo intervallo.
Intervallo?
Sì. Di un certo intervallo di tempo di cui non possiamo definire la durata.
L'intera faccenda è una questione di semplice relatività.
Qui la morte di vostro padre,
la morte che lo ha già colto nel vostro paese,
non è ancora avvenuta.
Ma probabilmente volete vedere vostro padre?
Vi mostrerò la strada.
Vostro padre è qui dentro.
- Qui? - Intervallo.
Intervallo.
Andate! Andate!
Una città di legno prefabbricata
acquistata da un commerciante ebreo,
completa di teatro funzionante e un solo posto a sedere.
Con visuale limitata.
Vostro padre è qui dentro.
Vostro padre è qui dentro.
Vostro padre è qui dentro.
Padre?
Sei tu, Padre?
- Sta sognando? - Evidentemente.
Ora...
… tu sei Papageno!
Notte all'Opera.
Preso qualcosa?
Ma ora probabilmente volete vedere vostro padre.
Vi ci accompagnerò io.
Padre!
Phylloscopus borealis... Scansores... Pluvialis dominica...
Aegypius monachus... Parus cyanus... Limosa lapponica...
Aquila adalberti...
Gallinula martinica...
Puffinus mauretanicus...
Sapete da dove cominciare.
Sì... Sì... Palazzi in Fiamme!
Sveglia! Alzatevi!
Sveglia! Alzatevi!
Forza, in piedi! Muoversi!
Sveglia! Alzatevi!
J... O... Z... E... F...!!!
Una processione?
DI CHI?
NOSTRA?
VOSTRA?
MIA?
Guarda! Tuo padre è diventato un Santo!
Guarda!
Così è,
così è accaduto,
senza preparazione e incompiuto,
in un punto accidentale del tempo e dello spazio,
senza un saldo dei conti,
senza giungere ad alcun traguardo,
come a metà di una frase,
senza un punto fermo o un punto esclamativo,
senza giudizio... o l'ira di Dio,
la terra doveva incontrare la sua fine, semplicemente e irrevocabilmente.
Nessun bisogno di esitare!
Ecco il tuo momento! L'ora della tua morte!
Sta arrivando... aprite la porta!
Palco 7a... 7a...
Sei tu, Padre?
Padre?
Ancora una volta.
Ancora una volta.
Ancora una volta.
Appena oltre i caselli, la mappa della regione diventa anonima e cosmica.
Sopra quel lembo di terra sottile e sperduto,
si apriva un cielo più profondo e vasto che altrove,
pieno di affreschi incompiuti e violente ascensioni.
Dove altre città si trasformavano in economie e statistiche,
la nostra città regrediva verso l'essenza.
Nulla accade qui per caso,
nulla avviene senza un motivo profondo e premeditazione.
Qui gli eventi non sono effimeri fantasmi di superficie;
hanno radici affondate nel profondo dell'essenza delle cose.
Qui si prendono decisioni in ogni momento,
stabilendo dei precedenti una volta per tutte.
Tutto ciò che accade qui accade una sola volta ed è irrevocabile.
Attraverso la finestra, la grande valle colma di scure foreste fruscianti,
su cui le mura del Sanatorio si stagliavano bianche,
si mosse e ruotò lentamente ancora una volta.
Da allora viaggio ininterrottamente.
Ho fatto di quel treno la mia casa.
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