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Ecco qua.
I do believe it was in Memphis,
but I can't remember right now.
Era l 'alba di un caldo giorno di marzo, quando dopo circa un 'ora di cammino
nei boschi, raggiungemmo la nostra dimora con le due ragazze requisite
il ride in parete.
La marcia era stata particolarmente difficile, in quanto le prigioniere
opponevano una forte resistenza.
Il nostro quartier generale era costituito da una vecchia
casa economica, da noi requisita da alcuni contadini croati all 'inizio
guerra.
Conducemo le ragazze, come solitamente eravamo usi a fare, in una vecchia
adibita a cella.
Sarebbe un peccato farvi un buco in testa.
Le prigioniere erano disperate ed io, che non mi riconoscevo in quella stupida
guerra, cercai di alleviare le loro sofferenze slegandole e portandogli
da mangiare.
Era incredibile vedere degli esseri umani ridotti come le bestie.
privati della loro personalità e di qualsiasi forma di pudore.
Sarebbero state disposte a tutto pur di masticare qualcosa di commestibile in
una guerra dove il nemico più temibile era fame. No, ho una condizione, non
cercate di scappare. Ed io vi aiuterò, d 'accordo?
Come consuetudine, le prigioniere venivano condotte al cospetto del nostro
un uomo spietato, che sembrava combattere la guerra solo per il gusto
sovrappare la volontà di queste povere donne.
Lui abusava di loro fino a succhiargli l 'anima e diventava furioso se qualche
altro ragazzo del nostro gruppo cercava di approfittarne prima di lui.
Alcune volte pretendeva che le donne venissero bendate per timore che lo
riconoscessero. Capitava con frequenza, infatti.
che le vittime fossero sue vecchie conoscenze del periodo in cui nel nostro
paese regnava la pace.
Ex compagne di scuola, vicine di casa o colleghe di lavoro, erano diventate
soltanto delle prede.
Sì, così,
così, dai.
Continua, mi piace, dai.
Sì, così.
Sì, sei brava, ma sto... Sì,
ancora.
Mi farà sentire cosa vuole dire.
Scoparmi. Oh, dai.
Piegati. Dov 'è la bocca? Dov 'è?
No, no, no.
Dov 'è?
Dov 'è?
Dov 'è?
che cazzina di oro voglio di cazzina di cazzo
Anche se non lo vuoi, vero?
Sì, vuoi cadere. Ma io non ti faccio cadere.
ah ah ah ah ah ah
ah ah ah ah ah
Una delle due prigioniere era una magnifica ragazza di origine musulmana.
Avevo la sensazione di averla conosciuta prima della guerra.
Discutendo con lei, infatti, scoprì che eravamo iscritti alla stessa facoltà di
legge. Gli ho espresso il mio disappunto su quanto accadeva nel nostro paese e
cercai di rincuorarla, promettendole che avrei fatto il possibile per farla
ritornare in libertà.
Lei era diffidente e quando mi strinse la mano in segno di fiducia, provai una
sensazione meravigliosa.
Mi sentivo nuovamente un uomo.
Così.
Che bella mano che hai.
Davvero bella.
Stai tranquilla.
Così.
Godi. Fommi godere.
Troia. Fommi godere tutto.
Così. Apri.
Apri. Apri. La tua fica.
Così. Come calda. Come calda. Zitta.
Prego, basta.
Zitta. Fommi godere.
Così. Il tuo cazzo.
Per tutto.
Dopo te lo metterò anche in bocca.
Così.
Così.
Scopa. Scopa. Scopa il soldato. Vieni.
Noi... Così...
Senta, senta.
Come sei calda.
Come sei calda.
Muoviti, muoviti.
Puttana, muoviti. Puttana.
Avanti. Così. Dai, voglio sentirti tutta. Ecco,
ecco. Così.
Lo sai, cazzo.
Ti spacca.
Dai, allarga di più. Allarga ancora.
Dai,
fammi godere.
Puttana. Voglio godere.
Voglio godere.
Ce la faccio.
Così, così.
Dai, dai, dai.
Dai, prendi la mia sporra.
Così, vieni.
Così, vieni.
Dai, ecco.
Apri la bocca.
Capo! Per mantenere la promessa fatta a Divina, questo era il nome della mia
amica musulmana, mi ricai a parlare col capo, raccontandogli di aver scoperto
che lei aveva l 'AIDS e che sarebbe stato più sicuro per tutti noi di
da qualsiasi tipo di contatto.
In effetti il mio obiettivo era soltanto quello di recuperare del tempo ed
evitare che lei avesse potuto subire violenza.
La fortuna volle che casce.
un soldato fidelissimo al nostro capo, avesse ascoltato la conversazione tra me
e la ragazza e non esitò a raccontare che la mia dichiarazione corrispondeva
falso. In cambio della sua prova di fedeltà, egli chiese autorizzazione al
di consumare un rapporto sessuale con il dico, una combattente serba
appartenente al nostro gruppo, che lui dediverava da tempo.
La sua richiesta fu soddisfatta ed il mio destino era ormai segnato.
Dai, dai, cominciamo. Idina pagò le conseguenze di quella dichiarazione.
Stava anche lei per provare l 'infamia dello stupro etnico.
Sei stata brava, volevi salvarti. Volevi scoparti solo il tuo amichetto.
E levati quel vestito.
Dai, fammi vedere.
Levolo.
Così, bravo.
Che bella fica che hai.
Sì, hai proprio una bella fichetta.
Girati, fammi vedere il culo, avanti, forza, girati, brava.
Sì, così, brava, sei fantastica.
Levati il reggiseno, levati il reggiseno.
Brava, così.
Anche le mutandine adesso.
Su, forza, cosa aspetti?
Voglio vederti nuda.
Che troia che sei.
Ecco, così.
Togliti tutto.
Però, un corpicino niente male.
Sì.
Brava, così.
Girati, dai, mieciti tutto.
Sì, che cazzo che mi fai.
Avanti.
Vieni qui, forza, fammi un bocchino.
Così, brava, dai.
Voglio sentire la tua bocca.
Ah, sì.
Così.
Brava, brava, avanti, avanti.
Succhia.
Sì, sì, succhia.
Socchiami il cazzo, dai Ah, sì Sì, sei fantastica
Ah, sì Dai,
avanti ancora, così Ah, sì Ci sai fare con il cazzo,
vero?
Socchia, socchia Giù, in fondo, avanti Cacciatela in gola, cazzo, fallo godere.
Così, brava, bambina.
Sì. Oh, però, eh sì, avanti.
Non ti stancherei mica, vero? Oh, sì.
Avanti, brava, sei fantastica.
Sì, così.
Che bocca, sì.
Mi piace.
Mi piace, sì.
Avanti, continua, forza.
Cacciatelo in gola, il cazzo. Così, fallo godere.
Sì, che lingua che hai, tesoro.
Sì,
così brava. Sì, brava, fantastico.
Sì, dai.
Avanti, non ti fermare.
Che lingua.
Sì, dai.
Oh, sei così brava, dai.
Leccami la punta del cazzo.
Ci sai fare per essere una musulmana, lo sai?
Avanti, dai.
Lasciatelo in gola.
Così, così.
Che grandissima troia che sei.
Sei la mia troia.
Sì,
così,
sì.
Non ti fermare, dai, dai.
Ah, sì, così.
Così, bravo, sì.
Oh, sì, ah, sì.
Ok.
Ah, sì, che bello, dai, ancora.
Guardi la figa.
Che chiappe che hai, tesoro.
Sì, così mi piacciono le chiappe.
Belle tonde, belle sole.
No, no, no.
Dai,
dai, muovi. Muovi le chiappe.
Mi senti bene?
Grazie.
Guardi avanti.
Lo
sfondo
la figa, lo sai?
Sì.
No.
Cassi, non ti piace il mio cazzo?
Sì, sì.
Così, così.
Oddio, ancora muoviti.
No!
Grazie a tutti.
Guarda, ancora, ancora.
Me lo stai sfondando tutto.
Sì, lo voglio sfondare. Sì, così, bravo.
Guardi, guardi. Lo sento fino ai cogli.
Mi piace così Dai, sto per venire Eccola
la storia Eccola, sì
Dopo avermi sparato un colpo di rivoltella alla spalla, si recò a
suo rapporto con il dico.
La guerra aveva trasformato tutti loro in belve disumane, pronte a vendersi per
soddisfare i propri attinti bestiali.
Oh, vedi?
Non si vede.
Così, dai.
Così, così. Sì, sì, sì.
Ancora, ancora.
Mi piace la tua figlia.
Così ti piace.
Sì.
Sei stata fantastica, indico.
Che chiamata.
condizioni erano disperate.
Avevo un polmone forato da una scheggia di proiettili e riuscivo a respirare con
grande difficoltà.
Loro volero mantenermi in vita soltanto per godere delle mie sofferenze e per
terrorizzare e rendere masuete le ragazze prigioniere.
Quando Idina vide le condizioni in cui versavo, si rese finalmente conto che
stato dalla loro parte.
Fu allora che cominciò a prestare per me delle attenzioni che non avrei mai
immaginato.
Intanto nella vecchia casa colonica continuavano i soprusi e le violenze
praticati verso le nuove prigioniere di guerra.
Eccoci qui.
Ah, sì, così.
Non ti piace essere legata, eh? Non è vero?
Avanti, leccami il cazzo.
Forza, forza.
Così. Brava, sì, brava, così.
Ti piace?
Sì, così, bravo.
Sì, così, avanti, tu.
Tieni, tieni, tieni, tieni.
Ecco, cacciatelo in cura.
Hai il cazzo, eh?
Lo vuoi, eh? Lo vuoi il cazzo?
Ah sì, invece come ti... Non ti accontento.
Faccio aspettare il cazzo, è un po' per volo.
Vole che me la parli.
Che fai fare con la lingua, eh, troietta?
Sì, così.
Così, avanti, datemi a fare.
Fammela sentire quella lingua.
Brava. Ecco così.
Stringi quelle labbra.
Fallo godere.
Così. Così.
Sì. Sì.
Sì.
E invece tagliamo questi, eh?
Sì.
Vediamo com 'è la fichetta senza fili.
Cosa c 'è? Hai paura?
Sta calma.
Adesso ci divertiamo un po'. Vedrai, ti fa divertire.
Ehi! Ehi!
Ehi! Ehi!
Ehi!
voglio godere
Un cazzo così, vero?
Ma è enorme.
Avanti. Sai che ti piace il mio cazzo? Sì, mi piace.
Mi piace.
È grosso!
Le mie condizioni peggioravano sempre più ed il capo aveva intericato Sasha di
controllare che nessuno potesse prestarmi delle cure.
Sta morendo.
Sta morendo.
Fu in un momento di estrema disperazione che Adidina venne in mente di tentare l
'impossibile.
Il capo era intento a continuare le sue visite alle nuove prigioniere.
Cuisina!
ferma ferma ferma
Chiama Così Così
Così Così Così
Così. Brava.
Brava, brava.
Le cale.
Ancora. E sta attento a non farmi male.
Stronza. Ti spacco la testa. Ti rompo il culo.
Brava, così.
Così, piano, piano, però piano.
Grazie.
il tuo culo a te hai
la
fortuna di avere un cazzo come me faticchiatilo a me
Così Così Così No Così
Idina chiese alla sua compagna di distrarre Sasha.
Il suo piano era quello di tentare la fuga.
Non so come mi fu possibile resistere ai tormenti che il dolore della mia ferita
mi infliggeva.
La forza della disperazione mi aiutava a superare quel tremendo supplizio.
Il confine con l 'Ungheria sembrava irraggiungibile, ma era diventato la
unica speranza.
Oggi io e Didina siamo una coppia felice.
Viviamo a Budapest ed entrambi lavoriamo presso un affermato studio legale.
La guerra nel nostro paese continua e l 'odio tra gli uomini di etnie diverse è
ormai incolmabile.
La comunità mondiale guarda al nostro problema con scetticismo ed impotenze.
Oggi sono felice, ma ho paura.
Paura dell 'insensibilità di uomini come voi, che amano masturbarsi sulle
atrocità della vita.
Adorano la violenza e godono nel sottomettere un essere umano alle loro
Avete visionato questo scupido film dal titolo inequivocabile per godere della
sofferenza dei vostri figli.
A tutti voi voglio soltanto dire una cosa.
Vergognatevi di essere uomini.
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