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Original subtitles

La Spiaggia

Al marciapiede numero 6 � in arrivo il treno direttissimo

proveniente da Domodossola.

- � in orario. - S�, Madre.

- Facchino? - No, grazie.

- Grazie. - Prego.

Caterina!

Scusi, Sorella, � un anno che non la vedo.

Comprendiamo.

Questo � per il mese e questo � per la chiesa.

Pregheremo per la bambina e anche per lei.

Grazie.

Fra 15 giorni la bambina deve essere in collegio.

Mi raccomando la puntualit�.

Non si preoccupi, Sorella.

E questa � la roba di Caterina.

- Grazie. - Arrivederci.

- Dove sei stata? - Lontano.

- Dove andiamo? - Al mare.

A Terrazzi, vedrai... una bellissima spiaggia.

Hai sete? Vuoi un gelato?

Delle caramelle?

Tieni, guarda che cosa ti ho comprato.

- Ti piace? - S�.

Non sei contenta di essere con la mamma?

- S�. - Brava, andiamo.

Ecco.

� sua questa roba?

No, no.

- Grazie. - Prego.

- Dov'� il mare? - Oh, � ancora lontano!

Domani lo vedrai.

- Come �? - Grande, immenso!

� come un cielo rovesciato e pieno di acqua.

E al posto degli uccelli ci sono i pesci.

Anche questo � per te.

Guarda, carino eh?

L�.

Aspetta.

- Una sigaretta, signora? - Grazie, non fumo.

- E la nicotina l� sul dito? - Non fumo pi�.

Ho fatto un voto.

- Scusi, � libero? - Yes.

- Come ti chiami? - Io Silvio e tu?

Io, io Caterina.

Sta buona, Caterina. Scusi, sa.

Ma non possono smettere di fumare almeno un minuto?

Ha ragione, signora, ma questa � l'ultima sigaretta della nostra vita.

L'ultima?

S�, abbiamo deciso di non fumare pi�.

Andiamo al mare per disintossicarci.

Siamo avvelenati.

Bravi! La civilt� moderna � tutto un veleno!

Alcol, tabacco, il cinema, e la politica...

- Perch� non dormi? - Non lo so.

Via tutti i veleni!

Via anche questi!

- Fra 10 minuti siamo a Terrazzi. - Siamo quasi arrivate!

Anche lei va a Terrazzi?

S�, � la prima volta. Loro ci sono gi� stati?

No, no, anche noi � la prima volta.

Per questo siete cos� ottimisti, eh?

Perch�, non � chic?

Beh, non � una questione di chic.

Se devo dire la verit�, � un po' un disastro.

Ma, dico, l'aria almeno sar� buona?

- Era buona. - Come?

S�, adesso sfociano i canali delle concerie,

non si respira pi�.

Di notte poi c'� una umidit� che fa spavento.

E una spiaggia trascurata, sporca.

- Oh, s�? - Ullall�! Mi sembra che esageri un poco.

Excuse me, please, at Terrazzi have mullets, fisch, I mean?

Ah s�, domanda se ci sono cefali e se si pu� pescare.

Cefali? A Terrazzi?

Deve sapere che, a Terrazzi,

sbarcano quasi tutto il petrolio d'Italia.

E il mare...puzza.

E i pesci hanno tagliato la corda, tutti.

- Capisco. - Capisce?

No, non ha... I pesci... via! Sono andati via!!

- Dove? - A Pontorno.

- Pontorno, s�. - Pontorno.

- � lontano Pontorno? - � alla prima fermata.

E scusi, l� l'aria � buona?

Se le dico che ci abita Chiastrino.

Chiastrino...il miliardario?

Chi, quello della seta artificiale?

S�, s�, proprio lui,. Vive a Pontorno estate e inverno.

Hello, here Pontorno non c'�.

Sfido io, � una guida vecchia!

Dovete sapere che Pontorno ha avuto la fortuna

di avere un sindaco formidabile che ha cambiato tutto nel giro di 2 anni.

Strade, alberghi, giardini, corrente industriale,

tutto, ha fatto miracoli!

Ha portato le palme da Sanremo per fare la passeggiata!

Ha perfino allungato la spiaggia.

Ma, dico, chi ci obbliga ad andare a Terrazzi?

Dai, prendiamo le valigie e scendiamo, va!

Pontorno.

Facchino!

Che aria buona, ossigeno, iodio!

Si sente la salsedine nell'aria, grazie!

- Mi sento gi� meglio. - Bravo.

Tenga.

- Arrivederci. - Arrivederla, signora.

- Ciao. - Ciao.

� andato bene il viaggio, signor Sindaco?

Benone, il Prefetto � stato gentilissimo.

- Ha firmato tutto. - Ah bravo, magnifico!

Poi in treno ho portato via quattro clienti a Terrazzi.

Ma lei � una cannonata!

Ancora due anni di lavoro,

poi a Pontorno si star� bene quasi come a Terrazzi.

Eh, s�, s�.

- E lei? - I go to Terrazzi.

Andiamo.

- C'� una camera libera? - No, tutto esaurito.

- C'� una camera libera? - Niente, sono occupati anche i bagni.

Ma questo � un albergo di lusso.

Non c'� altro, cara signora. Siamo sotto ferragosto.

Lasci, lasci, signora, mettiamo in conto. Vieni, piccina.

- L�! - Scusi. - Prego. - Io vorrei una cameretta.

� stata fortunata, signora, c'� ancora una camera libera. Si accomodi, prego.

Prego, madame.

Caro ragazzo, quando sono le cinque non ci sono santi,

io salto dal letto.

Queste non sono vacanze, signor Generale.

Trent'anni di caserma non passano invano.

Sono caricato come un orologio, anche qui sento la tromba.

- La tromba? - S�, la tromba della sveglia.

Ecco, ci siamo.

Permette?

- Prosciutto e fichi, per favore. - S�, signora.

Si accomodi, prego.

- � di suo gusto? - Bella.

- Ma � formidabile! - Deliziosa, permette.

Ah, � la contessa Azzurra con il suo segretario.

- La contessa Azzurra? -Gi�.

Quella che risponde alle lettere sui giornali?

- Precisamente. - Oh, mi piacerebbe tanto vederla!

La vedr� sicuramente perch� � una cliente come lei.

- Le da fastidio il rumore? - No, anzi mi fa compagnia.

Beh, allora con permesso.

- Ti piace? - S�.

- Sei contenta? - S�.

- Andiamo al mare. - S�, ti piace?

Prima sistemiamo i vestiti e poi andiamo in riva al mare, va bene?

Se le ragazze che ti scrivono

sapessero che la contessa Azzurra sei tu!

Zitta, lo sai che, se mi riconoscono, perdo il posto.

Ma guardati allo specchio! Non vedi come sei ridotto?

Un mostro, fisicamente e moralmente.

La mia esperienza di donna, di moglie, di madre e di sorella

mi dice che l'uomo per il quale hai sofferto

un giorno ritorner�. Tua contessa Azzurra.

Invece di insultarmi, faresti meglio a leggermi le lettere.

Oh, mi fa schifo il tuo lavoro.

Prendi la macchina e vai a scrivere in terrazza!

E fatti la barba!

Guardala l�, la contessa Azzurra, pagata per non fare niente!

Cara cerbiatta smarrita, io da giovane ho amato un uomo bugiardo.

Un giorno il destino ha voluto...

- � preoccupato, signor Generale? - No, perch�?

Crede che ci sar� la guerra?

Stamattina non ho ancora letto il giornale.

- Chi sar�? - Non lo so, non l'ho vista arrivare.

- Mamma, cosa fai? - Niente, adesso vengo l�.

Guarda, che belle signore!

E che signori eleganti!

Sono gente di mondo, gente perbene,

che si pu� comprare tutto quello che vuole.

- Vestiti, gioielli... - E cioccolatini?

Quando sarai grande,

dovrai diventare una signora come quelle.

Le vedi l�...che passeggiano e tutti le salutano.

Mammina, io voglio diventare come te!

- Disturbo? - Per carit�, anzi mi fa compagnia.

- Senta. - Dica.

Mi piacerebbe tanto conoscere la contessa Azzurra.

Vorrei chiederle un consiglio.

La contessa Azzurra riposa, non si pu� disturbare.

Non � una stupidaggine, sa...

vorrei chiederle consiglio su una cosa molto seria.

Mi spiace ma la contessa Azzurra non pu� dare consigli in privato,

� proibito dal direttore del giornale.

- Allora scusi, buonanotte. - Buonanotte.

- Buongiorno, signora. - Buongiorno.

- Il men�. - Antipasto? - No.

- E da bere? - Acqua minerale.

Minerale.

- � quella la contessa Azzurra? - S�, � la contessa Azzurra.

Prego.

Senti! Prosciutto e fichi.

Perch� non to togli anche il reggiseno?

Sai bene che � proibito.

- Ti va? - Non mi va.

- Vuoi la zampa? - Non mi va.

Vuoi cominciare con un brodino caldo?

Gelato.

Cameriere, gelato con biscotti.

- Va bene, signore. - Senza biscotti. - Bene.

E senza biscotti.

- Come ti senti? - Benissimo. E tu?

Oh, io magnificamente. Non sono affatto nervoso.

- Chi � quella signora? - Una nuova arrivata.

Vedova con la bambina.

I fiammiferi...dammi i fiammiferi, presto.

- Ma li hai tu! - Li hai tu nella borsetta, presto!

- Fiammiferi. - Subito.

- Tenga. - D� che glieli offro io.

Va bene.

Sono del signor Albertocchi, quello dei frigoriferi.

Ridaglieli indietro.

Il signor Albertocchi la prega di accettarli.

Oggi giornata nera.

- Quanto? - Cento lire.

- Ecco. - Grazie.

- Tenga. - Grazie. - Prego.

- Ecco, mamma. - Ecco, signora. - Grazie.

La trovi carina?

Pu� dir molto anche il vestito nero.

- Deve essere in lutto. - Mi hanno detto che � vedova.

- Ah si? - S�.

- Tenga, signora. - Molte grazie. - Prego.

Grazie.

Cameriere.

- Questo bicchiere � sporco. - Ma veramente...

Ho detto che � sporco!

- Secondo me � drogata. - Il guaio � che non paga.

Oh bene, me ne serva due...

- quattro porzioni. - Senz'altro. - Grazie.

Quattro porzioni.

La giovent� di oggi non mi ispira nessuna fiducia.

Mi dai?

- Questo � il momento ideale. - Ma non vedi che dorme?

Ho saputo che non dorme mai. Sei tu che dormi.

Ti dico che � prematuro.

- Confessa almeno che hai paura. - Paura? Tanto.

Che fai, disgraziato! Che fai?

- Mi serve la bottiglia! - Vieni qui.

Lo sai che hai buttato 15 lire di birra?

- Uffa, posso andare? - Fila!

Non andare lontano e stai attento ad attraversare la strada!

Perch� cammini con la fronte alta?

Mio padre mi ha detto che non ho nulla da nascondere.

- Cosa fa tuo padre? - Ghiacciaie Albertocchi.

- Dove vai con quella bottiglia? - Dagli inglesi, li conosci?

- No. - Vieni, che te li presento.

- E quel pidocchio? - � con me.

- Ciao. - Oh, come va?

Cos�, cos�, mi � andato male l'affare degli stracci.

- Quanto? - 200 lire.

Ecco qua.

Io li segno sul tuo conto. Fanno 4.500 lire a tuo credito.

Io ho cominciato con meno.

Pi� gli interessi al 5%

- Non � molto il 5% - � un affare ottimo.

Quando avrai un grosso capitale,

ti insegner� come prestare i soldi a un interesse pi� alto.

Mi hanno detto che non mi devo fidare di te.

Ma noi siamo soci met� e met�.

Ma i tuoi soci sono tutti andati a finire male.

Ma guarda con chi va a perdere il tempo quello?

Oh, sei buono a niente!

Ma cosa aspetti per proporgli il tuo affare colossale?

Aspetto l'occasione giusta, non posso permettermi di fare una gaffe.

- Buongiorno, Sorelle. - Buongiorno.

Grazie, che Dio la benedica.

Oh, ci ha gi� benedetto.

Abbiamo quattrini, salute e tutto, tutto.

- Buongiorno. - Buongiorno, Madre.

- Che nuovi affari hai in vista? - Una combinazione con gli inglesi.

Ah...quelli son gatte da pelare. E che cosa �?

Una partita di bottiglie vuote.

- Inglesi e bottiglie vuote. - Ciao. -Ciao.

Ecco l'inglese.

Voltati.

Sono come noi.

Siete tutti? Qua avanti, come-on, marsh!

Tutti in fila!

Alt, siamo arrivati.

Avanti uno alla volta.

Bottiglie alla mano.

E tu? La tua bottiglia?

- Te la porto domani io. - Va bene, avanti.

Due...tre...

Maso, ecco qua.

Sono 30 bottiglie di birra e aranciata.

Pi� quelle di ieri fanno 60.

- Tutte buone? - S�, s�, tutte buone.

A 10 lire la bottiglia fanno...600, s� 600.

Senti il rumore del mare?

- S�. - Tienila, te la regalo.

Cos�, quando torni in citt�, puoi sentire il mare.

Tiens, une �toile! (tieni una stella)

Oh. lucky, it's a star!

Una stella, una stella!

Per di qua, c'� un'altra grotta!

Forza, dai, andiamo!

Guarda il treno come fuma!

Caterina!

Caterina!

- Caterina! - Ciao, Silvio.

Che fai qui?

Niente, vado a spasso.

Brava...e hai fatto il bagno vestita, eh!

Caterina!

Caterina!

� qua Caterina, � qua!

Adesso arriva la mamma...

Caterina!

Caterina!

Ma cosa hai fatto? Sei tutta bagnata!

Che spavento mi hai fatto prendere!

Non � niente. Qui al fuoco si asciuga subito.

Grazie.

Ma perch� sei scappata, eh? Perch� sei scappata?

Perch� le suore volevano portarmi in collegio.

- E tu sei scappata, eh? - S�.

Stupidina, nessuno ti vuole portare in collegio.

Lo sa che, se non incontravo lei sul treno,

non mi sarei fermata in questo paese?

Perch�, non le piace?

Oh s�, stiamo bene.

Certo, se l'albergo non fosse cos� caro...

In vacanza ci si diverte e si paga.

Se non pagano i signori, chi deve pagare?

Eh, s�.

Ci sono i mariti per mandare gli assegni.

- Mio marito � morto. - Oh, mi scusi.

� suo il cantiere?

A Pontorno tutto appartiene al miliardario.

L'ha gi� conosciuto?

Il vecchio signore vestito di bianco che abita al suo albergo.

Ah, l'ho visto da lontano.

Ladro, brutto ladro!

Ma va!

Ridammi le 100 lire, non continuare a scappare.

- Fermati! - Ehi, vieni un po' qua.

Cosa hai combinato?

Guarda qua, me ne ha messe 10 rotte in mezzo a quelle buone.

Se le hai pagate, vuol dire che erano buone.

- Ladro. - Chi ti insegna queste belle cose?

Chiastrino, eh?

Chiastrino mi insegna soltanto a fare gli affari.

E a rubare e lo sai perch�? Perch� � un ladro.

Guarda che glielo dico a Chiastrino.

Diglielo, diglielo. Tanto lo sa gi� quello che penso di lui.

Buongiorno, signor Sindaco.

Perch� non lo fai arrestare?

Io arresterei te che ti fai imbrogliare, capito?

- To�, tieni. - Grazie, signor Sindaco.

Senti, senti, il signor Sindaco.

S�...il sindaco formidabile, quello che ha cambiato tutto,

sono proprio io.

Ma ingiustizie ce ne sono sempre.

Piccole e grandi.

Incominci a punire i piccoli ladri intanto.

Io comincerei piuttosto dai grandi.

Scusi, di che partito � lei?

E lei?

Oh io, io non credo pi� a niente.

Ma forse perch� ha tutto quello che desidera.

Credo che nella vita conti solo il denaro.

No, lei non pensa quello che dice.

Non � sincera.

Devo andare.

- Vuole che l'accompagni? - S�.

No, grazie. Preferisco andare sola.

- Arrivederla. - Buongiorno.

- Ciao, Caterina. - Ciao.

Tesoro, tesoruccio bello!

Oh, povera creatura!

L'abbiamo ritrovata finalmente!

Angelo, cara.

L'abbiamo cercata per mari e per monti.

Siamo anche noi mamme, sai?

Solo una mamma pu� capire!

What lovely hair!

- Siete troppo gentili. - Prenda un cognac, signora.

Dio che meraviglia, che occhi, che testolina!

Si sieda, prenda il t� con noi.

Forse le fa meglio un marsala.

Cameriere, un marsala.

- Ma noi non ci conosciamo ancora. - No.

- Mentorsi, piacere. - Piacere. - Piacere.

- Permette, Marini. - Molto lieta.

Piacere, Albertocchi, non so se ha presente: frigoriferi Albertocchi.

Con permesso.

Permettete?

Comune di Pontorno

� invitata a presentarsi con sollecitudine a questo ufficio

per comunicazioni personali.

- Qualcosa che no va? - No, no, niente.

- Ciao. - Andiamo tutti a Sanremo.

- Facciamo carovana di macchine. - Oh s�, che bello!

- Viene anche lei, signora? - Ho la bambina, non posso.

Gughi, vieni anche tu?

Deve essere un po' pazza.

Io direi che � una gran villana.

- Non ci abbandoni, signora. - No, grazie.

Abbiamo appena il tempo di cambiarci, permetta.

Quando sono finite le vacanze, dove vai?

Vorrei trovare la maniera di non lasciarti mai.

Ti voglio ogni giorno pi� bene.

E al pensiero di doverti lasciare...

- Vieni anche tu in collegio? - Beh, questo � un po' difficile.

Sei troppo piccola per capire.

Tutti gli altri bambini stanno sempre con la mamma.

Senti, Caterina, non pensarci.

Ti faccio una promessa: non ci lasceremo pi�.

Palazzo di Citt�

Mentorsi Annamaria, nata a Riva il 26 gennaio 1925,

abitante a Milano, via Della Rosa 23.

Schedata alla Questura di Milano...

prostituta.

Siediti.

Perch� non fai le valige e non torni a Milano?

Sono qui con mia figlia, ha bisogno dell'aria di mare.

Ah!

- Hai soldi? - Sono in vacanza, le ho detto.

E quanto ti fermi?

Quindici giorni, se posso, anche di pi�.

E finite le vacanze?

Stai attenta, sei in un albergo di prim'ordine.

E non combinare dei guai.

Al primo pasticcio...

Hai capito?

Per conto mio, non so chi sei e non ti conosco.

Grazie.

- Badi che la pratica � urgente. - Va bene.

- Molte grazie, signor Sindaco - E che grazie, avevi ragione tu.

Permette, signor Sindaco.

- Novit�? - N.N.

Arrivederci.

Sei bella, sei una ragazza meravigliosa.

Non sono una ragazza, ho un marito e dei figli.

Per me sei una ragazza.

Claudio!

- Senti, e dopo le vacanze? - Uffa, non parliamone.

Mamma, mi lasci andare a giocare con Bruno?

S�, poi ti insegner� anche a nuotare.

Ahi, ahi, scotta!

- Carina. - Si vede che � una vera signora, eh?

Tutto sta a sganciarla dalla bambina.

- Gli da un'occhiata lei dopo? - S�.

Villana!

Io non mi diverto, non riesco a divertirmi.

Mi da fastidio tutto.

Credo di odiare tutti su questa spiaggia.

Ma c'� della gente simpatica, mi sembra.

Oh, sono noiosi.

Lei � l'unica che ha lo sguardo buono,

gli altri sono delle bestie.

Ah, a me piace il mare, il sole il cielo.

Mi sembra che sia un posto molto bello, o sbaglio?

A me non dice niente.

Io starei qui tutta la vita, se potessi.

Che glielo impedisce?

E sa...devo mandare avanti tutto io.

- Vuol venire sotto il mio ombrellone? -S�.

Ecco.

A proposito, non ho potuto incassare un assegno.

Non potrebbe prestarmi un po' di liquido?

Vuole dei soldi, due o tremila lire?

Mi servirebbero 50.000 lire.

- Domani cambio l'assegno. - Non ho niente qui.

Non pu�?

Mi dispiace molto ma non so come...

- Credo che... - Che?

Non so pi� cosa volevo dire.

Non le avr� mica prestato dei soldi?

- Non li avevo qua. - Meno male perch� non li vedeva pi�.

- Ma non � ricca? - � piena di debiti fin qua.

- Si � mangiata decine di milioni. - Milioni?

Ester! Signora Anna Maria!

Andiamo tutti alle Sirene, venite!

� tardi, un'altra volta. Vai, vai.

E va beh.

- Ci sta attento? - S�.

Mi sento cos� sola, cos� annoiata, senza mio marito.

Si pu� dire che passa la sua vita in clinica.

- � malato? - No, � un chirurgo.

� direttore di una clinica a Milano.

Non lo vedo mai, � come se non esistesse.

Chiss� quante infermiere avr�?

Eh, s�.

Allora potrebbe fare l'infermiera, cos� gli starebbe vicino.

Per carit� non resisterei neanche per un giorno.

A me piacerebbe fare l'infermiera, aiutare quelli che soffrono.

- Pagano bene? - Che strane idee.

Ho una sorella che vorrebbe lavorare.

Ci vogliono due anni di corso.

Carissime!

Signore belle, ma venite qua, � un secolo che vi aspettiamo, venite!

Oh Dio, quel Albertocchi! Ora non ce ne liberiamo pi�.

Perch� ha quattro soldi, crede di essere il padrone della spiaggia.

Mi hanno detto che durante la guerra

ha pugnalato un uomo per un camion di marmellata.

- Possibile! - Esagerano, � soltanto un imbroglione.

- Buongiorno. - Buongiorno, signore, come va?

Bella giornata, eh?

- Avete preso il bagno? - S�.

Sto facendo il chiromante.

- Mi dia la mano. - Sa leggere il futuro?

No, leggo il passato, il futuro non pu� leggerlo nessuno.

Il passato lo so gi�, � il futuro che vorrei sapere.

Per leggere il futuro, bisognerebbe credere nel destino.

E lui non ci crede.

Ah no, nego decisamente che esista il destino.

� tutta questione di volont�.

Prenda per esempio il mio caso.

- Durante la guerra io e il mio babbo... - Carletto, per carit�!

Lascia perdere la guerra!

E va bene, a prescindere dalla guerra,

in un momento x della mia vita, mi sono domandato:

quali esigenze ha il mondo oggi?

Che cosa mi chiede, che cosa chiede a me, Carlo Albertocchi.

Ogni giorno il mondo chiede un prodotto nuovo.

Basta intuirlo.

Oggi spremuta di pomodoro, domani chiusura lampo.

Un'altra volta il nylon e crolla la seta.

Quando la guerra stava per finire...

Carletto, lascia perdere la guerra!

Ho intuito che la civilt� mediterranea,

che il cittadino mediterraneo

voleva il frigorifero in casa e io gliel'ho dato!

E ho messo su una fabbrica con 150 operai.

- Anche operaie? - No, per carit�, niente donne!

La donna � fatta per la casa, per i sentimenti,

e diciamolo pure...per l'amore.

Ma una donna pu� anche aver bisogno di lavorare, pu� essere sola.

Lasciamo perdere, una donna nella vita se la cava sempre.

Specialmente...se � sola.

Oh, ma guarda che piedino delizioso, permette?

Si legge meglio che una mano.

Calma, signore, calma! Una alla volta, una alla volta.

Uffa, ci siamo anche oggi, sempre con questo cannocchiale.

E siete belle e... cerca di essere disinvolta.

Cosa mi combina, signora?

� un'ora che ci sta guardando col binocolo!

E va bene, ma cos� lei mi rovina tutto.

Che cosa le rovino?

Ma cosa crede, che io stia qui in spiaggia per divertirmi?

A me delle vacanze non importa niente, sa!

- Io sono qui per lui. - Per lui?

Signora cerchi di capirmi. Vede, una sua parola

pu� cambiare la mia vita da cos� a cos�.

Certo, � difficilissimo avvicinarlo,

ma io aspetto paziente. Eh, in queste cose sono un mulo.

- Mia moglie lo pu� dire. - Ah, certo.

Perch� io voglio andare a colpo sicuro.

Vede, signora, gli affari sono come le donne:

la parola giusta al momento giusto.

- Mi sbaglio o piove? - Guardate, guardate quei due!

Oh Dio, come sono bianchi!

Ma che tipi, che tipi!

Cosa hanno da ridere?

Facciamo schifo, non vedi? Siamo due vermi.

Tu cosa dici?

Io andrei a fare un pokerino.

Tanto non perdiamo niente oggi, piove.

Dai, deciso!

- Lasciami entrare che piove! - Vattene!

Chi l'avrebbe detto che oggi pioveva.

Sono le macchie solari.

Lo sai che la pioggia non mi piace.

Non hai che da parlare, cara. Se vuoi, partiamo subito.

Potete andare sulla luna.

- Come va? - Bene... come il tempo.

Tra poco torna il sole. Lo diceva anche il maresciallo.

E se sorride, torna subito.

Sono abituata a sorridere anche quando non ne ho voglia.

Allora c'� veramente qualcosa che non va.

- Posso aiutarla? - � un momento di cattivo umore.

- Non � niente, mi scusi. - Non deve scusarsi.

Se lei � scesa a Pontorno, in fondo sono un po' io il responsabile, no?

No, non � questo. Mi piace Pontorno, ma...

Caterina, va a prenderti un gelato.

- Ma non allontanarti troppo, capito? - S�, mamma.

- Dammi un gelato, limone e cioccolato. - Subito.

- Vogliamo sederci un momento? - S�.

Guardi come � felice.

S�, l'ho portata qui perch� ha bisogno dell'aria di mare.

Voglio stare qui per sempre, se ci riesco.

- Qui a Pontorno? - S�.

Non posso, non voglio pi� tornare in citt�.

Ecco perch� sono cos�...preoccupata.

Sa, dopo la guerra sono rimasta sola.

- Desidera? - Una birra. - Niente, grazie.

Ho avuto da fare con gli avvocati e poi ho fatto una causa.

Oggi mi hanno scritto che ho perso tutto.

Non ho pi� un soldo.

Non mi crede? Non mi guardi cos�.

Devo trovare un lavoro.

Ma non vuole pensarci qualche giorno

prima di prendere una decisione cos� importante?

E poi...trovare lavoro non � facile.

Oh s�, lo so bene.

Lei � l'unica persona che pu� fare qualcosa per me.

S�, spesso hanno bisogno di me e allora sono tutti molto gentili.

Per� non so fino a che punto io possa contare sugli altri.

Posso lavorare in un albergo.

Fare la guardarobiera, la cameriera, qualunque cosa,

perch� devo ricominciare da capo.

- Anche se sar� molto difficile. - Ma ci ha pensato bene?

S�.

Lavorare qui per le stesse persone fra le quali lei ha vissuto fino ad oggi?

Ehi, Caterina, ti piace stare a Pontorno?

Lo sai che la mamma forse ti tiene sempre qui con lei?

Far� quello che posso, signora.

- Grazie. - E di che?

Che razza di Sindaco sarei

se non mi occupassi un poco dei nostri ospiti.

- Questa sera va alla passeggiata? - S�, forse.

Se ho qualche notizia, glielo far� sapere.

Arrivederla, signora.

- Ciao. - Ciao.

Aveva ragione lei, signor Generale, il tempo si � rimesso.

- Gi�. - Buonasera. - Sera.

- Ciao. - Ciao.

S�, s�, una bella macchina, ma...

Ho capito, ho capito, grazie. Provvederemo subito.

- Ma cosa voleva dire? - Non lo so.

- Stupido. - Perch� non glielo ha chiesto?

Stupido, taci!

E cos�?

Alle 9 entra in camera con la bambina e resta l�.

Hai guardato nella valigia, nei cassetti, nella corrispondenza?

Oh no, signore!

Male, non conosci il tuo mestiere.

Cerca, guarda e poi sappimi riferire, eh?

Se tutto � desolazione e tormenti intorno a te,

se le notti ti sono angosciose, ricordati che l'eterno vagabondo

si aggira alla ricerca dei tuoi brividi.

Se qualcuno bussa alla tua porta, aprila: � l'amore.

- E poi dici che non so scrivere. - Non dire buffonate!

L'hai copiata di sana pianta.

Vedi...qualche volta sono felice.

Ci vuol poco: la mia macchina da scrivere, un po' di tranquillit�,

il mio amore qui vicino e sapere che tutti stanno bene: mangiano!

Avanti, avanti!

Grazie.

Arrivo domani mattina con bambini mamma nonna stop.

Mio cugino desiderando conoscerti arriva con noi stop Baci.

Fissa camera e cabina stop Luigina.

- Hai sentito? - In fondo tua moglie mi � simpatica.

E poi, sai, andiamo d'accordo.

- Non venite a ballare? - S�, dopo, dopo.

Buonasera.

- Buonasera. - Buonasera.

Ma sei impazzito?

Lasciami stare, questa � la serata decisiva.

No, aspetta.

- Adesso sei tu che dici di aspettare. - Lo sai che ho il sesto senso.

Macch�.

Io faccio un salto nel buio.

Vai avanti.

Sono Albertocchi, permette una parola?

No!

- Buonasera. - Buonasera.

Continua tu la passeggiata, io ho un po' di nausea.

- Stupido! - Che hai mangiato, pap�?

- Buonasera. - Buonasera.

- Venite anche voi a ballare? - No, adesso no.

- Su, su, venite. - No, pi� tardi.

- Beh, a pi� tardi allora, arrivederci. - Buonasera, signora.

- Facciamo quattro passi? - S�, signora, buonasera.

Che gaffe!

Che gaffe!

Buonasera.

- Dove vai? - Ho da fare, ciao. - Ciao.

Buonasera, signora.

Buonasera.

Tesoro!

- Cosa dice? - Tesoro ho detto.

E poi ancora tesoro, ecco.

Lei mi ha frainteso.

Io voglio solo parlare... mi lasci parlare.

Mi sento...solo.

Non era cos�, sa, quando ho incominciato da zero.

Ora che siamo ricchi, mia moglie non pensa che ai vestiti e ai gioielli.

Non mi capisce pi�.

Ma cosa dice signor Albertocchi? Perch� si lamenta?

- Sua moglie � cos� simpatica. - � una vipera!

Forse questa sera lei � un po' nervoso.

- Non parli cos�. - Perch�?

Sono calmissimo!

Non mi manca niente!

Mi manca solo un po' di poesia.

Perch� non creda che gli affari mi abbiano reso sterile, sa?

Io...io sono ricco dentro.

Ho sentimento da buttar via.

Scoppio!

Signora Anna Maria...

Guardi, faccia una doccia fredda!

- Whisky. - Un doppio whisky, per favore.

Acqua minerale, please.

- Parole. - 300.000.

Chiss� se le stelle sono abitate?

Mah!

S�, ma non prendiamoci anche di queste preoccupazioni, eh!

Forse anche lass� c'� qualche essere che ha un'anima, come noi.

S�, cara.

Quanti pensieri!

My husband.

Mio marito.

Casablanca, Roma, Parigi, Stoccolma.

- Gli vuoi bene? - Molto.

Spiritual love, amore spirituale.

Intellettuale.

Allora questa donna era completamente nuda.

Gi�.

Era bionda o bruna?

Onestamente, i capelli non li ho visti.

Ma insomma, era lei o non era lei?

Mah!

Beh, falla entrare.

Si accomodi.

Che cosa vuole ancora?

Vorrei sapere se il mare questa notte non era troppo freddo.

Non capisco.

Ieri a mezzanotte una signora ha fatto il bagno nuda.

- Sei tu. - � falso.

Ci sono i testimoni, ti hanno riconosciuta.

Non sono nemmeno uscita dall'albergo ieri sera.

- E gi�, si capisce. - Ma � facile verificarlo, no?

Se non sei tu, chi pu� essere stata?

- Cosa ne so io. - Tu sei l'unica schedata.

Eh gi�, perch� le altre sono tutte...signore.

E va bene.

Ma tu potresti farmi un piacere, potresti dirmi chi � stato.

Le ho gi� detto che sono in vacanza.

E non faccio di questi piaceri.

Come vuoi, per� al tuo posto non farei tanto la scontrosa.

Vai pure.

Allora, visto che la strada � troppo stretta,

fai mettere un divieto di sosta l� e un altro l�.

Va bene.

Signor Sindaco, ecco qua l'esposto della Cooperativa Pescatori.

Gli dia un'occhiata, per favore. Poi ne parliamo.

Va bene, vedremo di metterli d'accordo, eh!

Ah, senta.

Ha fatto chiamare lei la signora Mentorsi?

Gi�, per lo scandalo di questa notte.

- E proprio lei va a cercare? - In confidenza glielo posso dire.

� l'unica schedata.

Ma � una brava figliola. Buongiorno.

Pap�, Marco mi ha detto che � il treno dei mariti e le corna.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che non devi frequentare i mascalzoni!

Ah, Bruno!

Pontorno.

Come sei nera! Ti trovo un po' pi� magra.

Ah, voglio farmi una mangiata di polipi da crepare!

Tieni, una carrozza, eh!

- Teresa, guarda chi c'�? - Signora Albertocchi, come va?

Ciao!

- Sei invecchiato. - Non � vero.

- S�, s�, s�. - Signora, ha visto mia moglie?

S�, era in albergo fino a poco fa.

Beh, andiamo?

Andiamo, ti devo raccontare un sacco di cose.

Roberto! Roberto!

Roberto! Su, chiamate anche voi.

Pap�, pap�, pap�!

Ma non c'�!

- Ciao. - Come on, darling.

It's so nice to see you again.

Non ti ho mai dimenticato, sai caro?

Vorrei crederci davvero.

- Ma mi piaci cos�. - Ti presento Riccardo.

- How do you do? - Piacere.

Come on, Gloria.

- Prego, signora. - Su, piccolo, monta, monta.

Mettila avanti la cosa l�.

E cos� sei riuscito ad agganciare il vecchio?

- No. - No?

E cosa pensi che dir� della nostra idea

di consorziare caloriferi e frigoriferi?

Beh, io credo che... Vuoi proprio che ti dica la verit�?

- Sentiamo. - Non lo so.

- Ma io sono venuto apposta! - Hotel Palace.

- Come � un mese che sei qui! - Non � mica una cosa facile.

Ti giuro che...

State buoni un momento!

Avr� ricevuto il telegramma?

Lo conosco bene, � cos� distratto!

Andiamo, su!

Sparisci!

Caro, mi sono addormentata, scusami. Vieni, ti ordino un bel t�.

Signora, ma lo sa che la trovo ringiovanita?

- Davvero, lei ha un... - Un bicchiere di latte, prego.

Uh, vergogna, signorina, ancora il latte alla sua et�!

- S�, non fumo neanche. - Perch�? - Cos�.

Per�, mica male la ragazza, eh?

Scusi, signora, scusi tanto, sa.

Cosa vuole, io, quando vedo il bello, mi entusiasmo.

- Sempre il solito. - No, no, tu no.

- Due Carpano. - Tu stai zitto perch� hai moglie.

- No, tre. - Buongiorno, signora, prende qualcosa con noi? - S�.

Lei non prende mai niente, ma dopo il bagno ci vuole un aperitivo!

- Gi�. - Cara signora, voglio presentarle il mio amico Luigi.

Un altro romano, industriale anche lui.

E poi dicono che noi romani, eh?

- Alla Fiera di Milano... - Piacere.

- ...abbiamo sbalordito tutti. - Piacere.

Mica solo i milanesi, sa?

Lui � il re dei caloriferi... siamo vecchi amici, s�.

Lui fa il caldo e io faccio il freddo.

- Buona, eh? - Beh, o Dio...

Ci conosciamo da pochissimi giorni ma gi� fa parte del nostro piccolo giro.

- Scusate, devo andare. - Prego.

Buongiorno.

Carluccio, vado a cambiarmi. Permesso.

A pi� tardi, signora, a pi� tardi.

- D�, dove l'hai conosciuta? - Qui in spiaggia.

- Simpatica no? - Molto.

D�, ma ti avverto che non c'� niente da fare.

- Ma...ci hai provato? - Io no, per carit�.

A me non interessa.

Sai � vedova da poco tempo... ha una bambina.

E poi � davvero molto seria.

La seriet� ha sempre un limite, specie in spiaggia.

No, per me si pu� andare a colpo sicuro.

Beh, in generale s�, ma in questo caso ti sbagli di grosso.

In questo caso, dato che � vedova

e ha una bambina che far� perdere un po' di tempo,

- ci vorr� qualche giorno. - Senti, Luigino, mi fai piet�.

- Sei vanitoso, sei quasi volgare. - Ah, s�? - S�.

E allora io, per cominciare, stasera cener� da solo con lei, eh?

Bene, ecco qua la mia mano e 50, dico 50.000 lire di scommessa.

- Intesi, 50.000 lire. - D'accordo? -S�.

Oh, dopo mi permetti di ridere, vero?

- Ma s�, dopo ridi. - Rido.

- Dopo ridi, s�, s�. - Ciao.

Non � venuta ieri sera alla passeggiata.

Non sono uscita.

Ho pensato che era meglio cos�.

- Perch�? - Dopo quello che le ho detto ieri,

non mi sentivo di scendere in mezzo a tanta gente fortunata.

Ho cercato di aiutarla, ma � meno facile di quanto credevo.

Lo so, ogni volta che ho cercato lavoro mi � andata male.

Ma c'� una possibilit�.

Un mio amico, direttore di un albergo, mi sembra ben disposto.

Ma sa com'�, con i clienti sono di manica larga,

con il personale... non � la stessa cosa.

Io non ho referenze.

Per averle, dovrei avere lavorato altre volte.

Gi�.

E poi cominciare a lavorare non � tanto facile.

Per Caterina farei qualunque cosa.

E si dice sempre cos�.

Ad ogni modo il direttore mi dar� la risposta domani.

Allora posso contarci? E per le referenze?

Garantir� io stesso che lei � una persona onesta e raccomandabile.

Lei non mi conosce abbastanza per prendersi questa responsabilit�.

Sono venuto appunto per dirle che lo far�.

No, non voglio.

- Perch�? - Le assicuro che non posso accettare.

La vita mi ha insegnato a giudicare la gente

dalla mia impressione personale.

Io ho fiducia in lei e voglio aiutarla per quello che posso.

Domani avr� la risposta e verr� a dirgliela.

Sono molto contenta, soprattutto per la bambina.

� importante anche per lei.

Adesso si comincia a ragionare. Cameriere!

Paprika, pepe, mostarda inglese, inglese, forte.

- E ora vedrai. - � squisito.

Comincio a sentirmi meglio. Salute!

Questa � la terapia, altroch�!

- Commendatore, che ne dice? - Oh, bella! Vero? Bellissima.

50.000 lire, sei pazzo! Mi sento che le vai a perdere.

Se non c'� un trucco, vinco io.

C'� il trucco, c'� il trucco, lo sai che � un imbroglione!

E io cosa sono? Un fesso?

State buoni, scusate signori, avanti!

Roberto � un egoista, io lo conosco bene.

Lo lasci dire a me che sono la moglie.

- Le signore comandano? - Prosciutto e fichi per tutti.

- Va bene anche per voi, vero? - S�, va bene.

- Benone, mettila l�. - S�, signore.

Oh, mi raccomando, non mi far restare senza ghiaccio, per carit�!

Senz'altro, signore.

- C'� n'�? - S�, signore. - Bravo.

- Buonasera. - Buonasera.

Senti, Anna Maria, stasera ti invito al mio tavolo, eh?

Non posso, mi conoscono tutti. Ci hanno presentato due minuti fa.

Ma noi ci conosciamo da un pezzo, perch� fai delle storie?

Ormai ho fatto preparare il tavolo per due, che male c'�?

- Porta anche la bambina. - Te lo spiegher� dopo.

Ti prego, lasciami in pace, non rovinarmi.

Se � proprio cos�. Ma non capisco perch� non vuoi accettare.

Intendiamoci, io sono un gentiluomo, lo sai, no?

Ci stanno osservando, scusami.

- La signora desidera antipasto? - S�.

- Il signore mangia solo? - S�.

- Che ti avevo detto? - 50.000 cocuzze!

- Portami una Bismarck. - S�, signore.

Tutto bene?

- Tutto bene, madame? - S�, s�, tutto bene.

Sono venuta a chiederle un favore.

Da cinquant'anni non faccio favori.

Ho pagato il conto dell'albergo con un assegno a vuoto.

E se domani non ho 100.000 lire, mi mettono in prigione.

Ci sei mai stata?

No.

Io s�. Ti assicuro che � il posto ideale per te.

Non spedi niente, la minestra � ottima.

Non ci trovi n� whisky, n� roulette.

E, quando esci, lo puoi raccontare ai tuoi amici esistenzialisti.

Le cliniche per disintossicarsi costano troppo care.

- Perch� non mi vuole aiutare? - Tieni le mani a posto.

Questi argomenti non mi interessano da molto tempo.

Lei conosceva bene mio padre, ha fatto molti affari con lui.

Tuo padre mi era antipatico.

Lei � una bestia, non � un uomo!

E chi ha mai detto il contrario?

Beh, io non ho perduto la scommessa.

Ho rinunciato perch� ci sono dei motivi.

Beh, guarda non � per le 50.000 lire perch� tu sai che a me...per carit�.

- No... - Ma quali sono questi motivi?

Senti, Carletto, lascia perdere, sono cose delicate.

E allora facciamo una cosa:

tu fai il delicato, mi dai le 50.000 lire e siamo a posto.

Ma non posso dartele, eh!

E no, arrivati a questo punto, io ho il diritto di sapere, eh?

Mi giuri di non dire niente, neanche a tua moglie?

E va bene, non dir� niente neanche a mia moglie.

Non farla lunga, dai!

- No! - E come no? Parola!

In che mondo viviamo!

Allora, perch� fa tutta questa commedia?

Beh, � per la bambina.

Sono i suoi giorni di vacanza, poveraccia.

Per� io mi ero accorto che sotto c'era qualche cosa, eh.

- S�, s�. - Ma va, va!

Le dispiace portarmi a Nizza?

- Nice, Cannes, Paris. Montez. - Grazie.

Uffa, queste domeniche non finiscono mai.

Che barba!

Oh, ecco qua, sabbia, conchiglie, tutto.

- Mamma, chi � che d� il premio? - Il signor Chiastrino.

Credi che vincer�?

Oh, se non � oggi, sar� un'altra volta.

Cerchiamo di non perdere questa occasione, eh?

Bisognerebbe vincere il premio per agganciarlo.

Fidati di me, vedrai che vinciamo.

Ho una carta da giocare, io!

E allora perch� non la tiri fuori subito?

Bravo, cos� gli altri ce la fregano.

Signor Chiastrino, ecco tutto quello che ho trovato.

E stai fermo!

- Ecco la mia trovata: l'Italia! - Sar�...

Su, la testa alta, ecco.

- L'hai fatto tu? - S�, s�, l'ho fatto io.

Allora hai vinto!

Bella trovata.

- Stai zitto tu! - No...lascialo stare.

Ma...forse non � molto giusto.

Eppure, nella sua modestia, ha qualcosa di poetico.

- S�, s�... - Forse, per�...

No, no. � il meno bello!

Ma i bambini devono abituarsi all'ingiustizia.

E, il pi� presto possibile.

Vieni, piccola.

Il signor Chiastrino � un originale.

Ecco il premio.

Questa � un'offesa alla bandiera italiana!

Ma, signora, � solo un gioco di bambini.

Per vincere dei premi, bisogna essere delle...sgualdrine!

- Ma ha vinto la signora Anna Maria. - S�, se volete saperlo...

Cosa?

Teresa, stai zitta, eh?

Se nasco un'altra volta, faccio anche io la...

Bel lavoro mi hai combinato!

Mi ha giurato che non avrebbe detto niente a nessuno!

- Oh, darling, come on! - Andiamo!

Mamma!

Mamma, mamma!

Cosa c'�, perch� ti hanno lasciata sola?

Non lo so.

Cosa c'�, cosa ha fatto la mia bambina?

Cosa � successo?

Che ha fatto Caterina, che non ci lasciano pi� giocare insieme?

- Io lo so. - Se lo sai, dillo. - Avanti, dillo!

- Che ne sai tu? - Che � una sgualdrina!

- Che cosa vuol dire? - Non lo so.

Avanti, andiamo a giocare. Tu torna a casa.

- Perch�? - Perch� sei un chiacchierone!

Torna a casa. Via a casa, tu!

Ma no, ma no, capisco. Va bene, un po' di comprensione, signore.

Ci avete messo accanto a quella donna proprio porta a porta!

- Per caso, signora. - Io sono di idee liberali,

- ma qui ci sono dei bambini! - Dei bambini...

Oh, per fortuna i miei non capiscono l'italiano.

- E gi�. - � un albergo declassato.

Ma vi assicuro che sta facendo le valigie.

Se ne va tra pochi minuti.

Non mi facciano questo torto, stiano calme.

Un po' di pazienza, ecco s�...

Comunque siamo decise. O via lei o via noi.

S�, signora.

- Ha saputo dello scandalo? - S� e poi?

Siamo giusti, signor Sindaco,

lei crede noi che possiamo vivere nello stesso albergo

- dove vive quella donna? - Io credo di s�.

Ma noi pensiamo soprattutto ai nostri bambini.

Uh, non abbiate paura.

Niente potr� impedire ai vostri bambini di diventare come voi.

Incredibile!

- Calma... - Ma chi crede di essere questo?

- � un buffone! - Calmatevi, signore.

Vi prego, vi prego tanto. Si calmi, si calmi.

Scherzava. Signor Sindaco...

La signora Albertocchi!

- Perch� va via? - Quando ha saputo la verit�?

Non importa.

Lei non deve partire.

Avrei preferito non incontrarla pi�, dopo quello che � accaduto.

Venga con me.

Facchino.

Tenga questi bagagli.

Vieni Caterina.

Non � la prima volta che cerco di cambiare vita.

Tutti mi fanno delle promesse,

ma, quando scoprono la verit�, non c'� pi� niente da fare.

- Io ho ancora un po' di credito. - Guarda!

E lo metto a sua disposizione.

Gli altri saranno pi� forti,

e lei perder� anche il suo credito cercando di aiutarmi.

� quello che vedremo.

Fingono di non vedermi.

Eppure sento tutti gli sguardi su di me.

Mi vergogno.

� la pi� bella occasione della sua vita per non aver vergogna.

- � ancora lontano? - Siamo arrivati.

Carlo, ho accompagnato qua la signora di cui ti ho parlato.

La signora Anna Maria Mentorsi.

- Buonasera. - Buonasera.

Sai, vorrei pensarci ancora un momento prima di darti una risposta.

Ma mi avevi detto che era sicuro.

Ora te lo chiedo come un piacere da amico.

La stagione ormai � avanzata, ho gi� troppo personale,

ho paura che non potr� far niente.

Perch�?

Vorrei dirti due parole a quattr'occhi nel mio ufficio.

Scusi, eh?

Non sederti.

Quest'albergo non mi piace, mi piace di pi� quell'altro.

Dobbiamo accontentarci, tesoro, magari potessimo starci.

Ci darebbero una stanzetta in alto sotto i tetti,

ma per tutta l'estate.

- Ma i mare non si vede? - Credo di no.

Per� potremo stare insieme, la sera almeno.

- E non di giorno? - La domenica.

Mamma, perch� hai cambiato albergo?

Fammi questo piacere, me l'avevi promesso.

Mi spiace proprio, non � possibile. Lo scandalo � troppo forte.

Scusami, Silvio, mi ritrovo in una situazione particolare.

Ma se ti raccontassi tutto!

No, guarda, non � il caso. Ho deciso, non posso farlo.

- Ah! Dove va? - Devo partire.

Perch� non sono degna di lavorare in uno dei suoi alberghi.

Il direttore dell'albergo ha ragione.

Non � abbastanza ricco

per disprezzare l'opinione della sua clientela.

E allora che deve fare una donna come me?

Con delle mani come le sue, non si fa n� la cuoca n� la cameriera.

E che devo fare per stare con mia figlia?

- Vuole un consiglio? - Facile dare consigli.

Beh, prenda il mio braccio.

Il mondo � fatto in una certa maniera e non saremo noi a cambiarlo.

Nessuno la rimprovera di essere quella che �,

ma di non aver avuto successo.

Coraggio!

Prenda il mio braccio. Creda alla mia esperienza.

Il mio braccio � l'ultima chance che le resta.

Brava, non � una stupida.

Ha visto?

� il pi� bel colpo della stagione.

Gi�.

Sai, io credo che...

Buonasera! Buona...

Ma...

Beh, in fondo eravate amiche.

Si pu� ricominciare tutto agganciando lei, eh!

- Buonasera. - Buonasera.

Buonasera.

Avete visto?

Buonasera.

Good evening.

- Buonasera, signora. - Buonasera. -Buonasera.

Non creda che salutino noi.

Non salutano n� me, n� lei, salutano il miliardo.

Impari a giudicarli per quello che sono.

Questi uomini avrebbero voluto diventare dei grandi ladri,

ma in genere non ci sono riusciti.

� difficile anche rubare.

Le loro donne sono delle povere creature

che si sono vendute ai mariti.

E l'unica forma di ribellione si riduce a qualche tradimento.

� una povera soddisfazione.

Lo so perch� piange, ha ragione.

Lui � un bravo ragazzo, voleva trasformare la sua vita,

ma questo non � possibile senza cambiare tutto il resto.

E lui questo lo sa. � troppo giovane e impulsivo.

Lui vorrebbe fare tante cose,

mettere i ladri in prigione, redimere le prostitute...

e forse ridurre un un pochino il mio patrimonio.

Ma � ancora troppo presto.

Per il momento...sono io quello che ha in mano la situazione

e che pu� fare qualche cosa per lei senza chiederle nulla.

Domani sar� libera di scegliere la vita che vuole.

Se vorr� essere onesta, lavorare, amare un uomo e soffrire,

non sar� certo io ad impedirglielo.

� tutto previsto.

Mi raccomando. Che si faccia tutto con precisione, con attenzione.

Stia tranquillo.

Saluti, saluti!

Buonasera, madame.

- La chiave del 38, presto! - Subito.

- Buonasera, signora. - Buonasera.

- La chiave. - Ecco.

Tenga, signora.

Vada a riposare adesso e domani parleremo del suo avvenire.

Ecco...ecco.

Ecco, buonasera, signora.

D'ora in poi, mi saluteranno tutti!

FINE

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