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Paola, amore mio, non andare via.
Ti prego, ho bisogno del tuo amore.
Perché vuoi lasciarmi?
Devo farlo.
È perché ti amo che devo lasciarti.
Devo dare un taglio netto con tutto ciò che mi riporta a te, Marco.
Oh, quanto ti amo anch 'io.
Tutto qui mi è testimone.
Questo parco, questi alberi, questi prati.
Sono la stupenda cornice dei nostri incontri, del nostro amore che non ha
confini né tempo.
Questo tempo che vorrei fermare, ma che purtroppo è inesorabile, caro.
Ti farei troppo male se continuassi e sai che non lo voglio.
Come le rondini tornano ogni anno al proprio nido, io ogni attimo vorrei
a te.
Rivedo i nostri incontri.
Sento le tue mani affusolate sul mio corpo vellutato.
È così che lo chiamavi, vero?
I miei segni turgidi e vogliosi di carenze, delle tue carenze.
Non hai che da alzare la tua mano, la tua mano che scende verso le mie cosce.
Quando arriva la fica è meraviglioso.
Il tuo dito comincerà a possedermi.
Le mie cosce si allargano man mano che le tue carezze salgono.
E il piccolo slip non oppone alcuna resistenza.
Le tue dita accarezzano l 'entrata della vagina e non fanno alcuna fatica a
penetrarla.
Accarezzamela la fichina tua così come contornata da sei ricipelli rossastri.
Ti offro la mia lingua, Marco.
Mentre il mio ventre fremente, seguo i movimenti della tua mano.
È tutto un gemito piacevole.
Baciami con ardore, come tu sai fare.
Strofina la mia clitoride.
Masturbala, masturbami, caro.
Oh, quanto godo.
Metti in pratica i miei insegnamenti di donna perversa, libidinosa, vogliosa.
Sono una puttana, la tua puttana.
Dai, masturbami.
Voglio il tuo cazzo, Marco.
Fammelo toccare. Lo desidero tanto.
Oh, com 'è duro, duro.
Sei eccitato come un cavallo alla sua prima monta.
Che piacevole sensazione averlo tra le dita, poterlo stringere forte,
da farlo scoppiare di godimento.
Mille pensieri affollano la mia mente, roteando tra loro, sovrapponendosi,
dilatandosi, per convergere poi in un ricordo dei contorni precisi, netti. E i
fantasmi, via via, prendono corpo in maniera tangibile, trasformandosi in
felici, indelebili.
Marco, onore, vieni.
Ho bisogno di te.
Averti mi eccita tanto, al punto da sentire la mia fica umida, irrorata da
rugiada pregna di desiderio.
Tutto di te mi eccita, Marco, tutto.
I tuoi baci sulle mie gambe, la tua mano calda, che tienda e sicura nello stesso
tempo, si posa sulla soglia principale del piacere, per iniziarmi a quel
godimento a cui entrambi aneliamo.
Sì, sì, baciami tutta.
Scopami, Marco.
Non avere fretta, mia cara.
In amore me l 'hai detto tu. La cosa più bella è la preparazione.
È un rito magico che deve durare quasi all 'infinito.
È meraviglioso, Marco.
Alla tua mano è come se penetrasse nella mia anima.
No! No!
La tua lingua calda scioglie tutto il mio essere in attesa del supremo attimo.
La nostra è stata un 'esperienza unica, irripetibile.
Oh Marco, come posso scordarti? Come posso dimenticare il nostro amore
semifaccio e prepotente?
Grazie.
Devo assolutamente lasciare questa casa.
Il mio sesso è pervaso dai prividi del ricordo.
Tutto qui mi parla della tua bocca, del tuo cazzo, del nostro morboso amore.
E il distacco è avvenuto in maniera definitiva.
Mi accingo a prendere possesso della mia nuova dimora, nella speranza di poter
allontanare dalla mia mente quel turbinio di ricordi che mi affligge.
Ben arrivata, signora Powell. Venga, la accompagno a visitare la casa.
Vedrà, si troverà ben ora. Lo spero tanto.
Andiamo pure.
Prego, signora, le faccio strada. Grazie.
Entri, si accomodi, cominciamo da questa parte.
Ecco, questo... Prego.
Ecco, vede, questo è il salone. È molto ampio, è confortevole, con vetrate che
danno nel parco.
Quando è primavera, è un continuo cinghettino di uccelli.
Il sole rientra tutto il giorno, signora. È meraviglioso. E lei mi
dove entra il sole entra la vita e l 'amore. Ma abbandono il romanticismo da
soldi. Venga, le mostro il resto dell 'appartamento.
Sono certo che le piacerà. Venga, venga avanti.
Questa è la camera da letto.
Non bade al disordine. Sono vestiti del vecchio inquilino.
Cosa ci fanno qui?
Non si preoccupi. Verrà a prenderli al più presto.
Ci penso io a rimettere tutto in ordine. Certo, ne sono convinta.
Venga, c 'è ancora molto da vedere signora, venga.
Oggi mi sento meglio, più serena, distesa.
Forse è merito della primavera che è già nell 'aria.
Sento che sta tornando la forza di riprendermi, di lottare, di incominciare
nuovo capitolo della mia vita.
Il profumo dei fiori mi nebbia e appaga la mia psiche malata di ricordi, ancora
troppo vicini per non causarmi fitte cocenti di malinconia.
Voglio andare incontro alla vita, perché è la vita che deve riprendere a fiorire
in me.
Buongiorno, signora. Mi scusi se mi sono permesso, senza avvertirla, ma sono
venuto a riprendermi alcuni libri che avevo lasciato. Sono Sergio Dominici, le
linee. Io ho Paola Gates.
Un attimo di pazienza e tolgo il discorso. Faccia pure con comodo.
Grazie, ma non ho alcuna intenzione di fermarmi oltre in questa casa.
La ringrazio, signora.
La odia tanto, dunque.
E mi dica per quale ragione.
Beh, preferiscono parlarne.
Ma cosa c 'è di tanto tragico da non poterne parlare? Beh, lo vedremo.
Ha detto di chiamarsi Sergio, un bel nome, fa?
Vado a preparare il caffè, non se ne vada.
D 'accordo.
Dimentichi tutto per un po', vuole?
Ricordi solo che lei è un bell 'uomo ed io una donna piuttosto piacevole, non
trova, Sergio?
Certo, Paola.
Sono pochi giorni che abito in questo appartamento e devo dirle che mi trovo a
mio agio.
Ecco il caffè.
Spero che sia di suo gradimento. Quanto zucchero? Uno, grazie.
A me invece piace dolce, è già tanto amara la vita.
Non le si addice questa malinconia, Paola.
Mi piace di sentire il mio nome da una voce d 'uomo. È come mettere un punto
fermo alla discesa sfrenata dei ricordi.
Per innestare poi una nuova spinta verso la ripresa di nuove relazioni.
Siamo entrambi frustrati dalla vita.
Ha quanta amarezza nelle sue parole, Sergio, e anche nelle mie.
Abbiamo qualcosa che ci accomuna.
Lo pensa davvero, Paola? Questo è un imprevisto.
In fondo noi non ci conosciamo.
Quale migliore interlocutore?
A volte due strani possono parlarsi con maggiore sincerità.
Tra loro non ci sono interessi che possano contrastare, quindi la
è priva di quelle schermaglie dietro le quali si trincerano di solito due
persone che hanno in comune un sentimento, sia d 'amore che di
proprio vero, Sergio.
Tutto oggi immaginavo di trovare fuorché l 'opportunità di conversare con una
donna comprensiva, dolce e affabile come lei, Paola.
E questo...
Questo mi mette in condizione di esternarle quali sono i miei segreti più
intimi, che sono alla base della mia insofferenza alla vita.
Sono stato felice in questa casa. L 'amavo. L 'amavo come amavo mia moglie.
bella mulatta.
La mia esistenza scorreva limpida come l 'acqua di un torrente.
Fino al momento in cui, tornando all 'improvviso da un viaggio di lavoro, io
sono rappresentante di preziosi.
Ho scoperto una realtà diversa da quella che mi aspettavo di vedere.
Una realtà che all 'istante ha posto fine alla mia gioia di vivere.
Sotto i miei occhi increduli, Luisa era immersa in un 'orgia di sesso.
Lei, la donna che aveva posto al di sopra di ogni sospetto, Era lì che
un 'altra donna, lingua sulla lingua, mentre un giovane le accarezzava
Come hai reagito tu di fronte a quella realtà sconvolgente?
Ero impietrito.
Non ero in condizioni di muovere uno solo dei miei muscoli.
Ma superato il primo impatto con la realtà, sia pure traumatica, un 'altra
realtà forse poteva farsi strada.
Ma di quale realtà intendi parlare, Paola?
Ti prego.
La realtà che fa capo all 'istinto animalesco, che a volte può anche
sopravvento. Tu sei rimasto lì impietrito, hai detto. E sai perché?
Perché cominciavi ad eccitarti, forse.
Eccitarmi? Nel vedere mia moglie tra le braccia ad altri?
Certo. Anche questa è una realtà, caro. Ti prego, raccontami dei
particolari. E Luisa, come reagiva?
Era presa dai sensi e subiva con piacere le effusioni dell 'occasionale
amante, le cui mani si affondavano all 'interno delle sue penne, flambendo
ritmicamente la sua vagina.
E il tuo sesso era anche lui impietrito.
Mi vergogno a dirlo, ma qualcosa stava accadendo.
Poco a poco si sollevava imperioso.
Desideroso, forse, di entrare in azione.
E perché hai soffocato questo istinto?
A volte è favoloso abbandonarsi alla libidine del momento.
Che importanza ha che la scintilla sia stata provocata da qualcosa che
inizialmente ti ha turbato?
Nessuna, forse.
Infatti sentivo rimescolare il mio sangue freneticamente nelle vene.
E forse non era gelosia.
Infatti, il mio membro, ormai duro come l 'acciaio, Sentiva il bisogno di quello
sfogo animale che in noi è prepotente.
Istintivamente, senza che me ne rendessi conto, la mia mano ha spoderato quell
'enorme muscolo e lentamente ha dato inizio a una lenta ma continua
masturbazione.
Oh, Sergio, è fantastico. Ti prego, continua.
E Luisa, cosa faceva in punto?
Luisa?
Subiva la masturbazione da parte del suo amante, ma sentiva un simare e ciò si
accumunava da morire nello spasimo del piacere che lento, attimo dopo attimo,
montava dentro di me.
Ma raccontami la città, sai?
Fa caldo anche a me.
Ma ora... ora provo vergogna.
Avrei dovuto reagire.
E invece non l 'ho fatto.
E non so nemmeno il perché.
Mi sento un bigliacco all 'idea. L 'ho anche goduto, come ti ho già detto.
Ma l 'hai detto anche tu, siamo fatti di carne.
E subiamo il nostro istinto bestiale.
È davvero nauseante. Vedi, via di morti, anch 'io avrei agito come te.
Ma che cosa devo fare?
Perdonarla. E perché mai?
No, l 'affetto che vi legava esiste ancora, lo sento.
Sì. Devo riprovarci.
Non posso.
Provaci prima di decidere.
Ora come ora non è possibile.
Davvero non me la sento, Paola.
Ma tu l 'ami ancora? Forse, coraggio.
Ma è ancora troppo presto per poter prendere una
decisione.
E chi lo sa?
Chi può dirlo?
È troppo vivo in me il ricordo di ciò che ho visto.
Luisa, proprio lei, come una qualsiasi merettrice, si adoperava con passione
soddisfare i suoi compagni di letto.
Avrei potuto agire e invece continuavo a rimanere lì impalato.
Quello che più mi addolora è che come un uomo
partecipavo anch 'io all 'orgia masturbandole.
Un pianeta amore è molto complicato.
Vedi, caro Sergio, fino a poche ore fa noi non ci conoscevamo nemmeno, mentre
ora siamo disponibili a raccontarci le cose più intime della nostra vita
sentimente.
Anzi, ho dei problemi di cuore davvero importanti.
E io, per quanto... Mi devi credere, Sergio, a volte sono così sconvolta
da pensare a cose irreparabili.
Ed è soltanto con una grande forza di volontà che riesco a continuare a
sopravvivere all 'utente.
Scusami se ho interrotto il tuo racconto. Ti prego, continua.
Sì, forse mi fa bene parlarne. E come liberarsi?
Bene, come vuoi.
Continuo a bastare lì con gli occhi fissi.
Prima di Luisa.
Luisa reagiva, reagiva.
Ma già, ma se sono con lui sono con la sua amichetta.
E' uno spettacolo interessante, tutto sommato, se la cosa non ti avesse
coinvolto direttamente.
Già, se non si fosse trattato di mia moglie, me devo fare a quell 'intruso
che a me ha sempre negato.
E perché è così bello in amore concedere al proprio partner tutto quanto si
possa?
Così io concepisco l 'amore.
Evidentemente anche Luisa, che ora si lasciava penetrare concedendo nello
tempo i favori alla sua amica, peccando della tichezza.
Ero eccitato come non mai.
Il mio istinto mi suggeriva di entrare e unirmi a loro, ma qualcosa me lo
impediva.
L 'orgoglio, forse.
Grazie.
L 'orgoglio, forse, ma certo.
Che altro poteva trattenermi dall 'agire sconsideratamente?
Oppure entrare e unirmi a loro?
Questo è il dilemma che attrae il mio cuore e non mi dà pace.
Non so che cosa fare, Paola, sono disperato.
Devi reagire, devi lottare, devi superare quei momenti di sconforto che
sragionare. Poi verrà la pace, lo sento.
Si è fatto tardi, non posso fermarmi più, devo andare in città.
No, resta. Non andare via. Ti prego, resta ancora con me.
Resta a dormire qui. La casa è grande e piena di solitudini.
Non ci daremo fastidio. Come vuoi.
Ben alzato?
Ciao.
È stata una notte insomma per me, una lunga notte, un lungo esame.
Una verifica inutile della mia vita.
Ho deciso di parlarti.
Se può farti bene.
Sento che è giusto che apra il mio cuore a te, che sei stato senza indizioni di
volta.
Lui si chiama Marco e è molto più giovane di me. L 'ho conosciuto nel
un 'intervista.
Fu con una folgorettina.
Si siamo innamorati follemente l 'uno dell 'altro.
Una pittura travolgente. La sua rocca sembra fatta solo per dare senso di te.
suo corpo di animali da preda mi penetrava e mi prendeva. Mi prendeva. Mi
prendeva. Mi prendeva.
Avevo deciso di concedergli tutto il mio tempo.
Senza limite l 'ho più frenata l 'oppure.
Fu durante una telefonata che ho scoperto che Marco mi chiamava. E fu
ho deciso in modo del tutto nuovo, in modo di sentire, di fare l 'amore.
D 'accordo, ci vediamo domani alle otto.
Andrea, mi manchi molto.
Ho tanto desiderio di fare l 'amore con te.
Facciamolo subito. Per telefono?
Vuoi dire?
Allora rimani in linea.
Guardino come sarà duro il tuo membro.
Occhio al palo da parte di un uomo.
Masturbati, caro.
Come posso farmi almeno?
E se fossi male?
E vorrei che mi si dà le braccia. Fu così che io e Andrea cominciammo ad
esplorare nuovi mondi premi di piacere.
Questo piacere era maggiormente intenso perché sapevo che Marco e Maria
sentivano e vedevano tutto ciò che accadeva sul mio letto.
E Marco assisteva passivo a tutto ciò?
Lo intravedevo dallo specchio.
Era solo eccitato.
I suoi occhi mi guardavano fogli di desiderio.
Sapevo, intuivo che alla fine sarò desideriato.
E fino a lui avrei raggiunto il massimo delle sensazioni che si possono provare.
Era un modo per provocare, per stuzzicarlo, per rompere quel diaframma
ghiaccio che ancora ci divideva.
Assumevo le posizioni più invoglianti per accorciare il tempo dell 'attesa.
passiva certamente, perché al benissimo io e Andrea stavamo godendo.
Marco si decide ad entrare ed io fu felice di assacurare il suo cazzo già
dal desiderio.
Un 'emozione indescrivibile.
Quello fu la prima volta.
Sentire tra le mani quel sesso che avevo tanto desiderato. Mi mandava il sangue
alla testa. Non capivo più nulla.
Sentivo il bisogno impegnante di baciarsi, di carlo, di essere la sua
Senza alcuna riserva.
o in edizione.
Lui era smarrito, sembrava un pulcino intimidito dalla pioggia.
Anch 'io lo sarei stato.
Oh, sì.
Marco, se riusciamo a fare qualsiasi cosa, pensavo che gli piaceva da morire.
E che io ormai ero la sua donna, la sua amante sempre pronta a concederlo.
In quel filto momento lo volevo, desiderosa di fargli provare tutte le
che sono provabili.
perché per noi è stata una vera folgorazione di sentimenti avvalorati da
'attrazione fisica che è indispensabile insomma a quella comunione passata dai
sensi dello spirito che ci ha amalgamati le sue dita entravano e uscivano
prepotenti dalla mia bocca e io le succhiavo come fossero il suo mondo
Scendevano lungo il mio corpo all 'incrittimento, fino a penetrarmi
violentemente.
Lungo roterava all 'interno della mia bocca, cercando di impossessarsi della
anima e chiedere il suo.
E dalla bocca, di mecca, e andendola tutta, cercando di penetrarla,
il gusto magico del piacere, che lentamente andava gocciolando lungo le
vogliose della mia vecchia.
Abbiamo messo a modo i nostri ricordi, i nostri più intimi desideri, le nostre
frustrazioni. Ma che muove l 'ospira di questi nostri destini?
Chi ci ha fatto incontrare e perché?
È davvero misteriosa la vita. Sono davvero imprevedibili i risvolti di ogni
circostanza. Sembrano casuali, imprevisti, e invece poi convergono, si
intersecano, si fendono in un tutt 'uno.
Sembra proprio un copione più stabilito come un 'attenta regia, dirigente di
mettere insieme tutte le tessere di un mosaico che altro non fonte la nostra
vita, la nostra reazione. Ma siamo davvero noi a guidare questa nostra
oppure lo crediamo?
E recitiamo un copione. Non divaghiamo, restiamo con i piedi per terra.
Vedi, noi, solo noi... Senti.
Buono. Solo noi.
Solo noi siamo i piedi responsabili di ciò che facciamo. Io non so più a che
credere. Comunque, sì, queste nostre confessioni ci hanno un po' liberato da
quell 'offrezione di ricordi che comprimeva il cervello.
Verifichiamoci se è possibile di quanto la vita ancora si offre. E splende il
sole. È davvero meraviglioso.
Assaporiamone il profumo. Sei d 'accordo, Paola? Hai ragione.
I ricordi continuano a prendere il corpo nella mia mente e si materializzano.
Sei meravigliosa, Paola.
Vorrei essere ancora un bambino per succhiare dal tuo turgido seno la lufa
vita. Ma ormai sono adulto, anche se tu mi consideri sempre un pulcino.
I miei desideri oggi sono più contorti, più eccitanti.
Vorrei penetrarli.
Questi tuoi enormi segni. E' freddo.
Il contatto della sua carne calda, arroventato dal desiderio, sulle mie
mammelle, mi faceva impazzire.
Riempiva tutto il mio essere di strani brividi.
Vieni.
Amore.
Vieni, dai.
Tutto. Tutto.
Schizzi di sperma caldo hanno invaso il mio seno, il mio volto, le mie mani.
Avrei voluto fermare il tempo e perpetuare quell 'attimo supremo di
Sono rimasti a lungo i miei piedi.
Solo le mie dita mi aspettano. A te le chiedo.
toccavano quel giovane membro ancora eletto, carico di elettricità magnetica
si sprigionava e passava istintivamente in tutto il mio essere di bello, di
amante, di puttano.
Forse sono stata troppo severa. Avrei potuto tenere alta la mia dignità di
senza palocarti in maniera così cruda le mie vicende erotico -sentimentali.
Parlandoti con meno realismo avrei potuto guadagnarmi un maggior rispetto e
forse il tuo amore. Così invece anche se sta nascendo in te un qualche
sentimento... Non essere così rigida con te stessa, io ti rispetto. Questo
potrebbe essere oscurato da un senso di amara considerazione.
No, Paola, io ti amo.
Non essere così precipitoso.
Prima di me ha diritto un 'altra donna. Ha diritto Luisa.
Torna al tuo amore.
Cerca di perdonarlo. Cerca di scoprirlo. È ancora là. Oh, questo mai.
Solo dopo potrai tornare da me. Non posso nasconderlo. Io amo ancora Marco.
Sì, lo amo.
Marco, devi essere ragionato.
Lo sai quanto ti amo. Quanto ho bisogno di te. Del tuo calore, della tua
innocenza. Mai del tempo. La ragione, come meglio la puoi chiamare.
Un po' di che c 'è la sciacqua.
Sarà una ferita perenne nel mio cuore.
Niente mi sento, potrà mai finire.
Donami, caro, perdonami. Non piangere, non disperarti.
Sei giovane, troverai fin l 'inferno.
Voglio che mi ricordi con te.
Solo questo devo dire da te.
Lo vedi, sei un bambino, il mio bambino.
Devi crescere. E crescerai, non sono certa.
Riconosci che il marcio è stata la cosa più bella della mia vita.
Tu mi hai dato giorni estremamente felici che mai potrei avere.
Perdonami.
Con la morte nel cuore iniziai a correre, correre forte e per di fiato,
tenuta di attività e di vita.
Ero rimasta stordita, non avevo più voglia di vivere.
Niente al mondo più mi interessava.
È più che naturale.
Eppure non si muore.
È l 'istinto di conservazione che è in noi. Tu credi?
L 'istinto prevale in noi.
Lentamente si ricomincia a vivere.
Bisognerebbe giuntare dietro le spalle il passato, potendo, lo so, che è facile
parlare quando non si è direttamente interessati, ma... Ma è così che
comportarci. Vedi, Paola...
Nel tuo ragionamento c 'è del tutto, ma il cuore lo accetta. Deve farsene una
ragione, sì, deve farsene una ragione.
Riproverò con Luisa, se è questo tuo volo.
Voglio essere certa della tua scelta, non voglio più perdere un ricordo.
Oh, no.
La tua mente è tentata.
Dove sei? Con chi?
Forse non mi ami più.
Più passa il tempo, più mi avvicino a Paola.
E più mi convinco che ogni cosa che ho fatto prima d 'ora è stato solo un
espediente per la mia vita.
Mi sento tenere di essere sentito.
L 'amo.
L 'amo con tutto il cuore.
Già pregusto l 'attimo in cui potrò riabbracciarla, baciarla, farla mia.
Vorrei che questa macchina avesse le ali.
per anticipare queste sensazioni che già sento in tutto il mio essere.
Ero sicura che saresti tornato.
Ora sono finalmente sicuro che sei tu la mia donna. E tu il mio uomo. Potremo
essere felici.
Non posso vivere senza di te.
Devo lasciarti. È per il tuo bene.
Dove sei?
Non fuggire da me.
Ti sento lontana.
Perché te la dai?
Perdonami, Luisa.
Qualcosa ti è aspettata da noi.
Addio.
Sento le tue labbra sulla mia pelle, come sono caldo e caldo.
Non mi faccio più, allora.
Sarai sempre la mia donna.
Sì, sarai sempre la mia donna.
Redicresci.
Oh!
Grazie.
Anche se la sua macchina difficilmente riuscirà a toglierla dalla mente, ci
vuole del tempo.
Il tempo è l 'unica medicina che riesce a guarire il mio.
Ti amo, Paola.
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