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E' partita anche lei.
Vi aspetto davanti all 'hotel, subito.
Chi poteva prevederlo, dottore?
Quando lui è sceso in strada era ancora buio.
Poi il portone si è riaperto ed è uscita anche lei. Ho pensato, sarà venuta giù
per salutarlo.
Invece apre lo sportello, fa salire il cane, sale anche lei e via.
Non ascoltate, dottore?
Sì, sì.
Una fregatura che non ci voleva. Vado, io per me mi sono tenuto alle
Sei proprio deciso allora.
Ma che ti aspetti dal matrimonio?
Devi l 'impressione della normalità.
La normalità?
Sì, la stabilità, la sicurezza. La mattina mentre mi resto, mi guardo nello
specchio e mi sembra che la mia immagine sia diversa da quella di tutti gli
altri. Ma che ti piace in Giulia? Non so.
Forse il suo corpo, la sensualità. Sì, e lei?
Tutte le volte che ci troviamo soli subito mi salta addosso. E poi?
Finiamo sempre sul tappeto a rotolarci.
E la servetta con le tettone? Fa parte del corredo.
Così tutti i sposi io perdo il mio migliore amico, ma sono... contento.
Sei sicuro che verrà? Il colonnello? Ma sì, verrà, vedrai che verrà.
Me l 'ha promesso, è molto interessato.
Ma cerca di stare calmo.
È strano però, sai, tutti vorrebbero sembrare diversi dagli altri e tu invece
vuoi somigliare a tutti.
Una diecina d 'anni fa mio padre era a Monaco.
Mi ha raccontato che spesso la sera dopo il teatro andava con gli amici in una
birreria.
E c 'era uno squilibrato, un po' buffo, che parlava di politica.
Era diventato un 'attrazione.
Li pagavano da bere, le citavano.
E lui saliva su un tavolo e faceva dei discorsi da pazzo furioso.
Era Hitler.
Abbiamo trasmesso Chi è più felice di me, di Cesare Andrea Bixio.
È terminato il programma di musica leggera con l 'orchestra Arcangeli.
cantato Silvana Fioresi, Oscar Carboni, Lina Termini e il trio Le Rondinelle.
Mistica di un 'alleanza.
Conversazione di Italo Montanari.
Italia e Germania.
Capisaldi di due civiltà, nella vicenda dei secoli ogni loro incontro imprime
una svolta al corso della storia. Oggi che per virtù dei capi i due
popoli ritrovano in sé le virtù profonde, ecco che in questo
riscoprono altresì le dimenticate e reciproche simiglianze. Quello che
chiama l 'aspetto prussiano di Benito Mussolini E quello che secondo noi è l
'aspetto latino di Hitler.
Italia e Germania, portatrici di due grandi rivoluzioni antiparlamentari e
antidemocratiche.
Prego.
Caro Clerici.
Ci sono novità per me?
Le vostre note personali sono molto buone.
Sarò assunto?
Sono decisioni che vanno ben meditate.
Sì, capisco.
Funzionari di Stato, buona cultura classica, prospettive di carriera.
Con una raccomandazione del camerata Montanari.
Una mattina vi presentate al Ministero.
Arrivate nel mio ufficio con la vostra faccia di bravo ragazzo e mi fate una
proposta precisa.
Ufficio del Capo Gabinetto.
Vi siete mai domandato, Clerici,
Perché la gente chiede di collaborare con noi?
Per paura qualcuno.
Per soldi, quasi tutti.
Per fede fascista pochissimo.
Voi no.
Voi non siete spinto da nessuno di questi motivi.
Tra quanto potrò avere una risposta?
Presto, spero.
E mi domando qual è il vostro obiettivo.
Sono pronto a partire appena avrete deciso.
Beh.
Vi presenterò almeno.
Levici!
Agli ordini. Faccio avvertire il segretario, il ministro ci sta
È la prima volta che venite introdotto dal ministro? Sì.
Quando gli ho esposto il vostro piano ha detto subito superbo.
Avvicinare il quadri, ispirargli fiducia, entrare nell 'organizzazione e
di scoprire i suoi corrispondenti qui in Italia.
Sì, sì, sì, superbo. È quel che più conta spontaneo.
Anzi, volontario. Opera volontaria.
Repressione antifascismo.
Va un po' a capirle, le donne.
Aveva deciso di restare a Parigi. Restaci, no?
Scusate, dottore, non ho capito. Niente, è latino.
Allo bisogno dei tuoi fiori, sai?
Da qua.
Per te.
Ah, sai che ho pensato? Devo andare da un achiromante. Voglio sapere tutto di
te.
Che c 'è di male?
Sai che mi ha portato mio zio dall 'America?
degli invitati, vuoi vederla? No, mi fido, mi fido.
Sai che ha detto Don Lattanzi?
Se vuoi sposarti devi comunicarti e se vuoi comunicarti devi confessarti, se no
lui non ci sposa.
Ma io non sono credente.
Ah? E chi lo è?
Il 90 % della gente che va in chiesa mica è credente.
E i preti stessi?
Eh va bene, se ti fa piacere mi vado a confessare.
Ti amo.
Sei tu.
Volessi.
Se volessi. Anche subito.
Qui per terra, sul tappeto.
Vuoi?
Pensiamo prima al prete.
E se lui poi non mi assolve?
Assolvono tutti, sempre.
In fondo manca così poco.
Al viaggio di nozze.
Certo.
Ma non posso ancora dire niente.
È una sorpresa.
Una sorpresa?
Una sorpresa? Oh, sì, sì.
Adoro le sorprese.
Giulia, va di là.
Marcello. Qualcuno ci vuol male. E in tavola!
Una lettera anonima.
Una lettera anonima?
Però, che schifo la gente.
Peggia di una pugnalata nella schiena. Ma che c 'è scritto?
È arrivata stamattina, c 'è il timbro di Roma.
Ma insomma, si può sapere che c 'è scritto?
Leggila forte, poi la bruciamo.
Sono cose troppo brutte.
Signora, permettendo che vostra figlia sposi il dottor Clerici, voi commettete
peggio che un errore, commettete un delitto.
Il padre del dottor Clerici è ricoverato da anni in manicomio perché ha affetto
da pazia di origine sifilitica. Come sapete questa malattia è ereditaria,
ancora in tempo a impedire il matrimonio?
Un amico.
Sono pronto a sottopormi a tutte le analisi. Ma no, cosa dite? Sì, sì, sì,
assolutamente. In Germania la visita prematrimoniale è obbligatoria, almeno
mi hanno detto.
Oh mio caro, voi non siete un uomo, siete veramente un angelo.
Grazie.
La malattia di mio padre non è di origine eruetica, i medici possono
confermarlo. A proposito, la mia bambina ha avuto gli orecchioni, la scarlatina,
il morbillo e la rosolia.
Malattie profondamente morali. Ah sì?
Insomma, chi siete?
Perché mi seguite? Pura coincidenza.
Non seguivo voi.
Evidentemente andiamo tutti e due allo stesso posto.
Permettete una domanda.
Mi chiamate per caso Clerici?
Sì, sono il dottor Clerici. E voi chi siete?
Agente servizio speciale Mancaniello.
Mi manda il colonnello.
Dentro.
Grazie. Alberi!
Che disordine.
Questa casa sembra un etamaio.
Eh sì, ho beccato.
Alberi!
Forza, Manganiello, così non le raggiungiamo più.
Più di così non posso, dottore. La strada è scivolosa.
Hanno solo metola di vantaggio. Parlate meno, sbrigatevi.
Ostia, come si slitta. Lo so, lo so, me ne frego. Adesso dobbiamo solo pensare a
salvarla. Io vi capisco. Ma se poi ci rompiamo il cranio, cosa abbiamo
Eh, dottore?
Camerata! Il colonnello mi ha incaricato di dirvi che... Dopo, dopo, aspettate
qui.
Mamma, per piacere copriti.
Non mi va di vederti mezza nuda.
Che figlio moralista mi ritrovo.
Sai, ho fatto un sogno.
Entravi da quella porta, ti sedevi sul mio letto e mi davi un bacio.
Beh, non ti vesti?
Che ora è?
È tardi, non andiamo a trovare papà?
Perché non muore?
Risparmieremmo i soldi della clinica.
Ne ho così pochi. Vendi la macchina.
No, no, la macchina non la vendo.
Significherebbe licenziare Alberi. E a me non va di mandarlo via.
Mi sento così sola in questa casa.
E poi voglio vederlo quando mi pare, oh!
Posso fregarti di non parlarmi dei tuoi amanti? I miei amanti?
Ne ho uno solo.
E dà più charme di quella gallina della tua fidanzata.
Che ruffiano che sei.
Ah, no, no.
La macchina non la vendo.
Vendo la casa.
Voglio girare l 'Europa.
Alberi è nato per viaggiare.
E Roma è diventata così provinciale. I figli dei parioli che si sposano a viale
delle milizie. Ma che vaga in striccia da via il chat.
Agente in servizio speciale Manganiello.
Presente.
Vi sembra una casa normale questa?
Per dell 'agente normale?
Il colonnello mi ha incaricato di dirvi che il... Per un 'infanzia normale?
Questa decadenza mi dà la nausea.
Manganiello. Sì, dottore. Camerata.
La vedete questa?
È morfina.
Ah. Che vuole il colonnello?
C 'è un piccolo cambiamento di programma.
Andando a Parigi, prima di passare la frontiera, vi fermerete a 20 miglia via
dei Glicini, numero 3.
E cosa c 'è al numero 3 di via dei Glicini?
Vi presenterete al fiduciario Raoul.
Lui vi darà le ultime istruzioni.
Da quanto tempo siete nei ranghi?
Dal 1923.
Turchia, Francia, Africa... Sempre sulla breccia?
Mai fermo, dottore. Tutto per la famiglia e per la patria. La patria è
alla famiglia.
Signor sì, dottore. Camerata!
Manganiello, vedete quell 'individuo?
Si chiama... Chi?
Lui. Chi vuol dire alberi in giapponese.
Ma non è mica normale chiamarsi alberi. È un magnaccia.
Non potrebbe essere mio fratello, ma mia madre potrebbe essere sua madre.
L 'ho detto io che non è mica normale.
Le procura un po' di morfina e la sfrutta come vuole.
L 'alberi? Sì.
Capite perché vi racconto questa storia?
Cinque minuti, dottore.
Non avrà il tempo di fare la valigia.
quello che conti su di me.
Alberi!
Alberi!
Alberi! Dove sei cacciato?
Non gli hai mica fatto qualche cortesia?
Alberi!
Alberi!
Alberi!
Ma l 'hai cercato in camera sua?
L 'ho cercato dappertutto, anche sotto il tuo letto.
Siamo stati molto male. Ah, molto male.
Abbiamo dovuto indossare la camicia di foco. E oggi? Oggi meglio. Il vento
alimenta l 'ispirazione.
Io non mi stancherò mai di ripetere. Se lo Stato non si modella sull 'immagine
dell 'individuo, come potrà l 'individuo modellarsi sull 'immagine dello Stato?
Eccetera, eccetera.
Strage e malinconia.
Strage e malinconia.
Antonio, tuo figlio ha deciso di sposarsi.
Marcello si sposa.
Stragi e malinconia.
Guarda.
La partecipazione di nozze. Smettila, Marcello, è tuo padre.
Mi piace, metti la firma.
Leggi, è meno pazzo di quello che sembra.
Potrei restare un momento solo con mio padre?
Quando ero piccolo, mi raccontavi le tue spedizioni punitive.
Non lo so, non ricordo niente.
Perché te ne vergogni? È importante per me.
Quando eri sano, tu usavi il manganello. Sì.
E davi l 'olio di ricino.
Sì.
E non hai torturato? Sì. Non hai ucciso?
Hai anche ucciso?
No, scusami.
Franz! Franz!
Ci credete alla fatalità, dottore?
Beh, due anni fa in Africa, dopo una missione così, torno in sede e mi
Hai ricevuto?
Ehi, qua il controordine.
Beh, a Roma non l 'ho deciso di sospendere perché non serviva più.
Matto.
Accelerate.
Dottore, anche se arriviamo in tempo per la donna, non c 'è più niente da fare.
Lo sapete bene?
Non possiamo lasciare testimoni.
Fermate.
Voglio scendere.
Per vendere, andate voi.
Dottor Marcello.
Ma noi dobbiamo esserci. Abbiamo delle responsabilità, ma guardate.
Ferma.
Ferma.
Eh, e se no il verbale chi lo fa?
Raffira, raffira, vai.
I carabinieri! I carabinieri!
Come ti chiamo?
Marcello Clerici, e lei?
Pasqualino Semirano. Ma chiamami Lino.
Da quanto tempo non ti confessi? Da quando ho fatto la prima comunione. Male
figlio, molto male.
Quanti anni hai?
Trentaquattro. Ed hai vissuto tutto questo tempo come una bestia.
Dimmi.
il bisogno di confessarti.
Come? Non hai sentito il bisogno di correre a confessarti?
Avevo 13 anni.
Sono degli stupidi. A che vuoi dare?
Niente.
Ah,
sì?
Che regala?
Un revolver.
Affulminante? No, uno vero.
Ne tengono pure.
E una mausa.
A voi?
Sia votato.
E dove?
Sta in camera mia.
Vieni.
Tengo pure una pelle chimona orientale.
Assegge, madame Butterfly.
Era proprio come una donna. Una donna?
Lo sentivo tremare.
Insomma che c 'è stato dei baci, dei toccamenti.
Ma sei sicuro che stai dicendo la verità?
Sì.
E c 'è stato tra di voi un rapporto carnale?
Spara, caspita, spara, ammazza la bella butterfly.
lo hai vissuto sempre nel peccato normale vuol dire matrimonio avere una
una famiglia è quello che voglio bravo bravo bravo sto per
costruirmi una vita normale sposo una piccola borghese allora devi essere una
brava
Tradizioni meschine.
Sì, tutta letta e cucina.
Non devi usare queste espressioni. La normalità.
Voglio costruire la mia normalità.
Faticosamente. Ma nella religione. Fuori dalla religione.
Dio è così buono. La Vergine è così materna.
Cristo è così misericordioso.
Il prete è pieno di comprensione.
Avete provato alcun orrore per il mio crimine?
Solamente un po' di stupore perché non sono venuto subito a confessarmi.
Devi pentirti, figuolo, devi implorare il perdono. Mi sono già pentito.
Voglio che il perdono me lo dia la società.
Sì.
Mi confesso oggi per la colpa che commetterò domani.
È il sangue che lava il sangue.
Il prezzo che mi chiede la società, io lo pagherò.
Parte di qualche setta, di qualche gruppo sovversivo.
No.
No.
Faccio parte dell 'organismo che dà la caccia ai sovversivi.
Musica.
Viva lo sposo. Viva lo sposo.
A quando le notte? Domenica prossima. La sposa, perché non ha portato anche la
sposa? E come si chiama la sposa? E ora i brindisi.
Brindiamo lo scapolo.
Anche i pasticcini.
Anche i salatini.
Poco, poco, poco.
Sono proprio commosso di questa festa.
Hanno voluto conoscerti.
Niente, niente, è caduto un vassoio.
Forza bene, felicità, felicità.
Sai, sono così persensibili.
E quando c 'è un vedente in mezzo a noi, la comunità è in agitazione. Bisogna
scusarli.
Sto per partire in missione.
La tua presentazione è stata preziosa. Ti sono grato. Non mi dicono mai di no.
Musica, dai, su, dai, suoniamo musica.
Oh, gente, aspettano di poter parlare col duce. All 'improvviso si sente...
Hai ricominciato, eh?
La lezione dell 'altra volta non ti è bastata.
Smettila di piangere.
Eseguirò per voi l 'ultimo faustron del maestro Deleuze.
Che effetto ti fa lavorare per l 'opera?
Mi dà la sensazione di essere finalmente rientrato in quella normalità di cui ti
parlavo.
Com 'è un uomo normale, secondo te?
Un uomo normale?
Per me l 'uomo normale è quello che si volta per la strada per guardare il
sedere di una bella donna che passa e scopre che non è il solo ad essersi
voltato e ce ne sono almeno cinque o sei.
Ed è contento se scopre gente uguale a lui, i suoi simili.
Perciò gli piacciono le spiagge affollate, le partite di football, i bar
centro. E le adunate oceaniche a Piazza Venezia.
Ama quelli che sono come noi.
E diffida di quelli che sente diversi.
Per questo l 'uomo normale è un vero fratello, un vero cittadino, un vero
patriota, un vero... Vero fascista.
Ti sei mai chiesto come che siamo amici?
Perché noi due siamo diversi dagli altri.
Siamo animali della stessa razza.
Marcello.
Marcello.
Sei qui?
Ma che c 'è, non sei d 'accordo?
Ma lo so che sei d 'accordo.
Io non mi sbaglio mai.
Ascolta. Piove dalle nuvole sparse.
Piove sulle tamarici salmastre ed azze.
Piove sui pini scagliosi ed ilti, piove sui mirti divini,
piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggeri, sui freschi
pensieri che l 'anima schiude novella, sulla favola bella che ieri ti illuse,
che oggi mi illude o ermione.
Marcello, sono indegna di te.
Sì, sì, sono indegna di te.
Se parli così sembri tua madre.
Devo dirti una cosa, ma devi voltarti se mi guardi mi vergogno.
Forse dopo non mi amerai più, ma io devo dir... Sai, io...
Io non sono come credi tu.
Non sono... Non sono vergine.
Cosa pensi di me ora?
T 'ho sposata perché ti amavo, non perché eri vergine. Caro, io lo so che
una mentalità moderna, ma io ho voluto dirtelo lo stesso.
Ho dimenticato di avvertirti che a 20 miglia scendiamo a un appuntamento.
Ma io devo dirti tutto.
Ti sei arrabbiato?
Hai amato un altro prima di me, poco male.
Chi era?
Un uomo di 60 anni, un vecchio disgusto.
Era un amico di famiglia.
Chi è?
L 'avvocato Perpuzio.
Perpuzio?
Ma era uno dei testimoni.
Ha insistito tanto.
Come faceva a dire di no?
Sei anni è durato.
Sei anni.
Sei anni.
Andrei? Pardon, monsieur. Dans quelques instants nous serons en vingt -et
-mille. Merci.
E via dei glicini nuovamente. Numero tre.
Questo non è un museo.
Dentro, dentro.
Ora mando giù le altre, scendono subito.
pazza.
Ancora, dillo ancora, il dottor è un amico del signor Raul.
Sono pazza, completamente pazza.
In che senso? Ma sì, l 'attività del professor Quadri in Francia è diventata
invadente e provocatoria. Si impone una punizione esemplare.
Voi avreste dovuto entrare in contatto con lui, ispirargli fiducia, raccogliere
informazioni.
Invece... Invece?
C 'è un controordine da Roma, dovete solo eliminarlo.
Chiaro? Bene.
L 'operazione non avverrà a Parigi, a voi la scelta, del luogo e del momento.
A voi.
Non abbiamo altro da dirci.
Bene, questo vuol dire che non ho alternative.
Camerata Clerici, l 'azione dovrà essere pronta e decisa. Camerata!
Il treno per Parigi parte tra un 'ora.
E il cappello? Ho perduto il cappello.
Dove è?
E lui entrò, pianissimo.
Viene dietro di me e mi chiese, che fai?
Vieni a sederti qui.
Il tema d 'italiano, dissi.
Ma lui mi prese per i capelli.
Pensa che lo chiamavo zio.
E mi ha sbotonato la camicetta.
Ero molto sviluppata a 15 anni.
E lui ha stretto, mi ha preso e ha stretto da farmi svenire.
L 'ho distesa sul letto.
Ma lui mi stava sopra.
Allora ho capito tutto.
Non mi è andata via la forza.
Non ti piaceva?
Ero passiva.
E poi?
Mi ha fatto tutto quello che ha voluto.
Ma come ho pianto!
E lui per consolarmi mi disse che era pazzo, completamente pazzo di me!
Ci vedremo di sesso.
Lunghezza 9, larghezza... A chi telefoni?
A un gobetto.
A portafortuna.
5, 6... 6 per 9, 54.
54 metri quadri. Quadri, sì.
Un mio vecchio professore d 'università.
Lo chiamavamo Smerdiakov.
Eppure era l 'unica lezione con l 'aula sempre affollata.
Le ragazze del primo anno erano tutte innamorate di lui.
L 'anno
che dovevo laurearmi, gli ho detto l 'alloggio di Ricino.
Nove anni fa, chissà se mi ricorda.
Andai da lui per chiedergli la mia tesi.
Prima cosa mi domanda se ero fascista. E tu?
Non gli risposi niente.
E lui mi disse che non poteva continuare a insegnare filosofia in un paese
fascista. Pronto?
Clerici, ero vostro studente a Roma.
Avrei il piacere di incontrarvi.
Ma sì, professore. Veni a domandarvi la tesi di laurea.
Era l 'anno che poi avete lasciato l 'insegnamento.
Non ricordo questo nome, è passato tanto tempo.
Clary ci ha detto.
Sì, e voi?
Lei mi disse, ricordo benissimo, mi disse... Per me il tempo della
finito, ora comincia il tempo dell 'azione.
E vuole vedermi?
Sì. Perché?
Non c 'è un motivo preciso.
Si parla sempre molto di lei a Roma e avrei piacere di incontrarla, così...
Certo.
Quando? Anche oggi, dopo pranzo. Venga a prendere un caffè.
Senta, mi trovo a Parigi in viaggio di nozze. Le dispiace se vengo con mia
moglie? Senza altro. 17 ore 6, Jacques. A più tardi, allora.
Grazie.
Ha una bella voce. Non da gobbo.
Come mi metto? Da passeggio a vie.
Per quanto?
Era il tipico intellettuale, negativo e impotente.
Che ne sei tu?
Io niente, lo diceva sempre mio zio.
Lo zio Perpuzio.
Ridi, ridi.
Tanto la lettera anonima l 'ha mandata lui, sai?
Rispondi tutti che non ci sono.
Parlano in francese?
No, parlano in italiano.
Rispondi!
Pronto?
No, non c 'è.
Va bene, riferirò.
Dice che si chiamerà nel pomeriggio.
Che nome buffo, Manganiello.
Cosa c 'è lì?
Mi chiamo Clerici. Vuoi rompere due porte? No, non ho sbagliato, porta.
L 'italiano? Sì. Il professore li aspetta, avvertilo.
Penso io.
Cos 'è?
Non deve aver
paura. Ma io non ho mica paura, sa?
Venga, a miei amici non fa niente.
Strano, di solito i cani mi leccano.
È la prima volta, vero, che vieni a Parigi? Ti piace?
Oh, sì. Molto bella la stazione, l 'albergo.
E anche qui.
Prego. Grazie.
Se vuoi, più tardi posso accompagnarti un po' in giro.
Oh, sì.
Così poi quando vieni in Italia ti faccio visitare Roma e con le sue
piazze e chiese musee.
Sì.
Che cosa fanno? Il caffè si raffredda.
Venite, ragazzi, il caffè diventa freddo.
Chissà poi perché ha un 'aria così ostile.
Ti sembra ostile? Ma è gentilissima.
Mi tratta come se ci conoscessimo da anni e anni.
Sembra che si arrabbia con me.
Non l 'ho mai vista, non so nemmeno chi sia.
Ma si, è la moglie del professor Quadri. Ma che? Potrebbe essere sua figlia.
Ma come non l 'ha sentito quando ha detto chiamo mio marito?
Ha detto mio marito?
ma con ciclo stile non arriveremo mai ma non ti puoi
fidare e poi i pressi tanto vuole allora comprarla una stampatrice almeno tre o
quattro mesi
Messie clerici, mio marito si scusa, è ancora occupato ma la riceve fra pochi
minuti, stava?
Prego, non ho fretta. Ha detto che si può cenare insieme stasera.
Volentieri. E poi si va a ballare a Joinville.
D 'accordo? Ah, io per ballare ci sto sempre.
E ancora permesso ballare in Italia.
Ah, ora che ci penso.
Non è possibile.
Perché?
Non ho niente da ammettermi. Sai cosa facciamo?
Ti accompagno al Fabou a comprare un abito. Ah sì, andiamo subito.
Subito no, non posso.
Ho una lezione a scuola alle tre e mezza. Ma posso passare all 'hotel se
alle cinque.
A che hotel è il Fabou? All 'hotel d 'Orsay.
L 'aspettiamo alle cinque.
No. L 'uomo deve pagare.
Davvero mi lasci andare, non ti dispiace?
No.
Accompagnalo del professore.
Crerici, ve l 'hanno dato il caffè? Sì, grazie, professore. Grazie, professore.
Arrivederci. Arrivederci. Giulio. Sì? Sono curiosa.
Prima di sposarlo, ci andavi già a letto? Sono proprio curioso, Crerici.
Lei viene fin qui per vedermi.
Ricorda, professore, appena lei entrava in aula, dovevamo chiudere i finestroni.
Lei non sopportava tutta quella luce, quel rumore.
L 'ho capito dopo perché faceva così.
In tutti questi anni, vuol sapere la cosa che mi è rimasta più impressa nella
memoria?
La sua voce.
Immagina un grande sotterraneo a forma di caverna.
All 'interno, degli uomini che vi abitano fin dall 'infanzia.
Tutti incatenati e obbligati a guardare il fondo della caverna.
Alle loro spalle, lontano, brilla la luce di un fuoco.
Tra il fuoco e i prigionieri, immagina un muro, basso, simile a quella piccola
ribalta sulla quale il burattinaio fa apparire i suoi burattini.
Era il novembre del 28.
Eh, ricordo.
E ora cerca di immaginare degli uomini che passano dietro quel muretto,
portando... Delle statue di legno e di pietra.
Le statue sono più alte di quel muro. Non poteva portarmi da Roma un regalo
migliore di questi ricordi clerici.
I prigionieri incatenati di Platone. E come ci somigliano.
Che cosa vedono?
Che cosa vedono?
Lei che viene dall 'Italia dovrebbe saperlo per esperienza.
Vedono solo le ombre che il fuoco proietta sul fondo della caverna che è
a loro.
Ombre. I riflessi delle cose, come accade a voi altri oggi in Italia.
Se quei prigionieri fossero liberi di parlare, non chiamerebbero forse realtà
quelle loro visioni? Sì, sì, bravo.
Scambierebbero per realtà le ombre della realtà.
Il mito della caverna.
Era questa la tesi di laurea che lei venne a propormi. L 'ha finita poi?
No, partito lei ne ha fatto un 'altra.
Mi dispiace davvero, Clerici.
Io avevo molta fiducia in lei.
In tutti voi.
No, non ci credo. Se fosse vero, non sarebbe mai partito.
Brava.
Avanti.
Ancora. Più forte.
Più forte.
Più forte.
Più forte. Più forte. Al punto in cui eravamo, non restava che una scelta.
Non restava che emigrare. Volevamo che tutti potessero sentire nel nostro
sdegno, nella nostra ribellione di esuli, il senso della nostra lotta, il
storico. Belle parole, lei se n 'è andato e io sono diventato un fascista.
Mi scusi, clerici, ma un fascista convinto non parla così.
Un amante,
uno solo.
Davvero me ne presti queste volpi? Ma sì, puoi tenerle quanto vuoi.
Grazie.
Aspettami, torno subito.
E come se avessi baciato voi.
E poi, com 'è finita? Niente.
Ci siamo baciati e basta.
E mi è rimasta una gran voglia di ritrovarla.
Perché così ostile?
Perché sono sincera.
Aveva una cicatrice lì.
Ciò che serve.
Però non è dorata come me l 'immaginavo. Vi sta da lontano quasi più piccola di
quella che ho sul comodino.
Dici che almeno una volta al mese c 'è qualche innamorato che si butta di
Che scemi.
Ti piacerebbe sarerci su?
Eh sì.
Tassi! Sì, sì, mi piace, mi piace. Saliamo sulla Torre Eiffel. Che bello.
Presta, dritto, sulla tua riflessa. Ciao.
E tu?
Forza!
Attenti.
Insouplesse. All 'esì! Hop!
E l 'è il mentone?
Là?
Le ginocchia, Denise.
Respirazione.
Sta cominciando a andare, no?
Vai.
La testa.
I piedi ben uniti, bambino.
Le punte.
Guarda, Margot.
Non hai paura.
Lì. Bravo.
Cinque minuti di riposo.
Ho degli amici in Brasile.
Pianto tutto se tu vieni con me.
Io invece ho degli amici in Italia.
Ho ricevuto una lettera.
Leggila.
Se riceverai questa lettera, malgrado la censura del carcere, non puoi avere i
gesti di questo tipo.
Perché ti fermi?
Avanti.
Arrivano di notte all 'improvviso e prendono a calci la porta della cella
non farmi dormire.
Perché? Perché mi fai leggere questa lettera?
Te la dico dopo.
E poi ci sono le finte esecuzioni.
Mi hanno mandato il prete già tre volte e io ho rifiutato l 'estrema unzione.
Mi hanno ridato ancora l 'olio di ricino eppure dovrebbero aver capito che dopo
quasi vent 'anni...
Mi si sono abituato, non mi fa più niente.
Perché devo leggere questa lettera?
Vuoi proprio che te lo dica?
Perché sei un fascista, una spia.
Lo sai come vi chiamano qui?
De Mouchard.
Tuo marito lo sa.
Perché pensi che ti ha ricevuto?
Sei un verme.
Mi fai schifo, mi fai schifo.
Vado a prendere Giulia Lottelli.
Ripartiamo col primo treno per Roma.
Non lo fareste mai, sei troppo vigliacco.
L 'ho paura.
Marcello, non facci del male.
Giuralo.
Giuralo, ti prego.
Non lo so.
Giulia, vieni qua!
Anna! Lui!
Sorpresa!
Sai qual è il colore?
Che sogno!
Giulia, vieni vedere qui!
Vieni!
Perché cos 'è di bello, ma guarda!
Giulia, vieni!
È
molto
grande, tutta di legno, con dei letti imensi. Era di mio nonno.
Prima con Luca ci andavamo spesso.
Roby, ici!
Ma adesso, con quello che succede in Spagna, non ci muoviamo più da Parigi.
La Savoia è bellissima, non vedo l 'ora di tornare.
Dottore!
Dottore,
dai, lo so che siete lì dietro.
Perché non mi volete vedere?
È tutto il giorno che mi coro appresso.
Col freddo che fa, porca voglia.
Venite, facciamo quattro chiacchiere, no?
Cos 'è, qualcosa che non va?
Avete dei pensieri?
Parliamole.
Anch 'io ho le mie responsabilità.
Ma il tempo passa.
Che altro aspettiamo?
Un piano ce l 'avrete ormai.
Non vi siete fermati un momento?
Ma dico, è lui che dovete pelinare, non la moglie.
C 'è pas la peine de crier comme ça aux oiseaux, voyons.
Il compagne pas l 'italien.
Merde. Il croit qu 'il y a des oiseaux italiens à Paris.
Merde.
Dottore?
Io vi capisco, ma l 'azione deve essere pronta e decisa.
Le donne non ci vogliono più bene, perché portiamo la camicia nera.
Non ti dispiace se stiamo un po' così?
No. Ma che sciocca che sei.
In fondo l 'hai riconosciuto tu stessa poco fa.
Se non fossi sposata, hai detto?
Sì, l 'avrò anche detto.
Però sono sposata. Non vuol dire niente.
Bisogna vedere sposata con chi.
Piace a me.
Non mi provo il vestito? No, no, no. Non muoverti.
Voglio vestirti io.
Ma sai che sei strana?
Vuoi farmi anche da cameriera adesso?
Che te ne importa?
Piace a me.
Ti prego, non guardarmi.
Mi vergogno. Che c 'è di male?
Sono una donna come te.
Sì, ma mi guardi in un modo.
Voltati.
Oh, che bello.
Oh, quanto mi piace fare indietro.
Chissà quando Marcello lo vedrà.
Le violette, le violette, monsieur.
Vous voulez des violettes?
Ce sont de vraies violettes de Parme.
Elles sont vraiment de Parme. Vraiment?
Vraiment, bouquet.
Merci.
Debout, les damnes de la terre.
Debout, les damnes de la terre.
Debout.
la luce finale
Buon nuvole domani.
Non sono per me.
Sì, sono per te.
Non potevi sapere che ero all 'hotel?
Sono per Giulia.
E invece sono per te.
E' bellissima stasera, ha avuto il mio all 'hotel.
Sai che sono triste?
Da quando siamo a Parigi non abbiamo ancora fatto l 'amore.
Marcello, hai le ginocchia che pungono.
E' gentile, no?
Mi ha detto che nella villa ci sono dei letti enormi che fanno un rumore
terribile.
E intorno dice che ci sono boschi immensi dove non passa mai nessuno.
Anna dice... Anna ha detto che si può fare l 'amore anche sulla neve.
Il bosco è tutto lungo.
Clerici, mi ero convinto che lei fosse il tipo dell 'italiano nuovo.
È un tipo che non esiste ancora, ma lo stiamo creando. Con la repressione?
No, con l 'esempio.
Dando l 'olio di ricino?
Buttando la gente in prigione?
Torturandola, recatandola? Anna, basta.
Cantua.
Clerici è un fascista e io sono un antifascista.
Lo sapevamo già prima.
E abbiamo deciso lo stesso di cenare insieme. E ubriacare le mogli. Il
professore e il suo ex allievo... Giulia, chi sei? ...si ritrovano dopo
anni in un ristorante cinese.
Eppure sono pronto a scommettere... Io quanto ho bevuto. ...che lei cambierà
idea.
Impossibile, professore.
Mio marito è un ingenuo e la sua è civeteria.
Io non posso dimenticare che lui è stato uno dei miei migliori allievi. Ah, sì?
Mi dica, com 'era Marcello da ragazzo?
Serio, troppo serio.
Perché non bisogna essere seri? Le persone veramente serie non sono mai
Bravo!
Giulia, l 'hai mai visto ridere il suo marito? No, beh sì, una o due volte, ma
il suo carattere. Che male c 'è? Non è affatto il mio carattere. Una proposta,
Clerici. Rimanga con sua moglie a Parigi, vivendo tra noi potrà capire
cose. È un 'occasione per lei molto importante.
Cosa ne sa lei, professore?
Ha ragione, scusa, è a Parigi solo per divertirsi con sua moglie.
A proposito, Giulia le ha parlato del mio progetto. Abbiamo una bellissima
camera per gli ospiti. Con un letto enorme.
E dalla Savoia poi rientrate in Italia.
Grazie, ma ho promesso a Giulia di parlare di visitare Parigi. Sono mezza
stronza. Magnifico, mio marito parte domani. Voi visitate Parigi e poi lo
raggiungiamo.
Marcello, di la verità, ti fa piacere che andiamo?
Ma certo che mi fa piacere. Sono così gentili.
Se vuoi tu.
Forse è a Giulia che non fa piacere.
Oh, no. Se ti sono antipatica, me lo puoi anche dire.
Non diventare imbarazzante.
Sì, verremo senza te. Vero, Giulia? Sì.
Per molta plaga.
Marcello, mi lia almeno una prova della sua amicizia.
Dobbiamo mandare una lettera a uno dei nostri a Roma.
Lei solo può aiutarmi.
Occorre che sia consegnata personalmente. Non c 'è fretta al
Savoia.
Rischio di finire in prigione.
Uno dei miei rischierebbe molto di più.
Professore, si direbbe che lei lo faccia apposta per mettermi nei guai.
Tutto sommato, clerici.
Forse un po' di prigione fascista le farebbe bene.
Scusate.
Che
c
'è?
State male?
Ehi, dottore, attento.
Ti voglio proteggere e tu mi vuoi ammazzare?
Io non voglio ammazzare nessuno, non voglio più tenerla, tenetela voi.
Che vuol dire questo?
Eh? Vuoi mollare?
No, è che mi impaccia, è così pesante, poi non mi serve niente, non la so
neanche ad operare.
Dottore, camerata, guardiamoci bene negli occhi.
Questa è una guerra.
E chi molle è un disertore.
Ma chi non ha pensato di disertare almeno una volta in vita sua?
Io non pensavo a questo. Io stesso.
Sì, sì, sì.
Ma poi mi sono detto, poi Manganiello, ma cosa fai?
Non è mica la patria.
Non è mica l 'onore che stai per tradire.
È tentato.
E allora... Mi hanno dato una pacca sulle spalle.
Ho ucciso un toscano e mi sono detto, tu,
coraggio, camerata Manganiello,
chi non fotte è fottuto.
Vieni.
Grazie. Se lei fosse quello che dice di essere, avrebbe accettato di portare la
lettera. E l 'avrebbe usata contro i nostri compagni di Roma.
Ma, vede, non c 'è scritto niente.
Un piccolo trucco per metterla alla prova.
Ma le faccia smettere.
Perché?
Sono così belle?
E beh, che c 'è da guardare?
Sa se pari?
Je suis en femme à la page, n 'est pas?
C 'è completamente un foglio.
Un momento, anche la moglie? No.
Meglio così.
Ci vediamo a Roma.
E buon proseguimento.
Lei cosa pensa di me, professore?
Sono veramente ubriaca.
Va bene ogni tanto ubriacarsi, ma a proposito... Lei non ci crederà. Eppure
giuro che lei mi mette in soggezione.
Com 'è un esame? Se è preparata non abbia paura.
Senti.
Parto anch 'io domattina con mio marito.
Non devi partire.
Fallo per me, rimani, ti supplico.
Avevi deciso di partire con me, Giulia?
Non esiste che tua moglie non mi sopporte.
Ma Giulia è una stupida e non vedi che sbronda?
Abbiamo tutti perduto un po' la testa stasera.
E poi non è affatto vero che non ti sopporta.
Anzi, mi ha detto che ti ammira.
E chi altro ha detto?
Che ti trova seducente.
Ho cambiato idea.
Resto a Parigi.
Resto con voi, contenta.
Manganiello. Sì, dottore.
Che strano sogno ho fatto.
Ah, sì?
Ero cieco.
E voi mi portavate in Svizzera, in una clinica per farmi operare.
Bello la Svizzera.
Ed era il professor Quadri che mi operava. L 'intervento riusciva.
Riacquistavo la vista.
E partivo con la moglie del professore. Se ne è innamorata.
La Svizzera.
Ricordo che a Milano da bambini si cantava una canzone. Aspetta un po'. La
Svizzera, la Svizzera, la Svizzera. E si cantava un po'. La
Svizzera, la Svizzera.
Ma in Africa, dopo tante fatiche e quattro morti, si scopre che non era più
necessario.
I miei superiori, ma avete rovinato, clava, siete delle bestie.
Questo no, eh, gli ho detto. Siamo uomini, non bestie.
Ma perché la donna non se ne è tornata a letto?
Porca troia!
Certo che l 'amore... Cosa volete dire?
No,
niente, dottore.
No, dicevo che l 'amore, alle volte, può fare anche di miracolo.
Ecco.
Ci siamo?
Sono loro, sicuro?
Teniamoci a una ventina di metri.
C 'è una macchina dietro di noi.
Beh? Ci sta seguendo. Ma che vai a pensare? Perché sei così nervosa?
Ma che... Ma
quello
lì sta male.
No, no, sta bene, sta bene.
Ma perché?
Non lo so, ho paura.
Non possiamo restare così.
Sta calma.
Aspetta.
Luca.
Credevo che si sentisse male.
Ma che c 'è? Che vuole da me?
Sono tutti una razza.
Forse per me li metterei al muro tutti insieme.
Anzi, bisognerebbe eliminarli subito.
Penalati.
Attenzione!
Attenzione!
Sua maestà il re imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di capo del
governo, primo ministro segretario di stato, presentate da sua eccellenza il
cavaliere Benito Mussolini.
E ha nominato capo del governo e primo ministro segretario di stato, sua
eccellenza il cavaliere maresciallo d 'Italia Pietro Badoglio.
Che brava, come sei elegante con il cappello della mamma.
Attenzione.
Questa è la volpe che mamma ha portato a Parigi, brava Marta. Sua maestà, il re
imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di capo del governo, primo
ministro, segretario di stato, presentate da sua eccellenza il
Mussolini.
E ha nominato capo del governo e primo ministro, segretario di stato, sua
eccellenza il cavaliere maresciallo d 'Italia, Pietro Badoglio.
Ave Maria piena di grazia. Il Signore è teco. Tu sei benedetta
fra le donne.
E benedetto è il frutto del ventre tuo Gesù.
Santa Maria madre di Dio.
Prega per noi peccatori.
Adesso. E nell 'ora della nostra morte... E nell 'ora... Era Italo. Era
nostra mamma. E così sia.
E così sia.
E ora si dorme. Mamma. Avanti, giù. E fa la mamma, eh?
Italo.
Sì, Italo.
E cosa voleva? Ti aspetta al solito posto.
Si ubriacano perché il re ha buttato giù Mussolini, ma se fino a ieri lo
applaudivano... Non vi do l 'ora di cacciarli via.
Perché ci vai da Italo? A chi ti serve?
Se ha chiamato vuol dire che ha bisogno di me.
E ci vedo.
Ero sempre io ad accompagnarlo.
Lo portavo dappertutto.
E diceva che quando io gli descrivevo le cose, era come se le vedesse con i suoi
occhi.
Va a dormire.
Marcello, devi stare attento. Perché?
Che vuoi dire?
Niente.
Aspetta, senti. Ma che farai adesso?
Quello che faranno quelli che la pensavano come me.
Sua maestà, il re imperatore... Quando si è in tanti non si corrono rischi.
Lo so, ma volevo dire la faccenda di quadri.
A Parigi.
Anna.
Forse perché voleva attaccarmi da te.
E disse che tu lavoravi per la polizia politica.
E tu? Cos 'hai risposto tu?
Che non me ne importava.
Che ero tua moglie e ti amavo.
E che se lo facevi voleva dire che era bene così.
Però quando... quando lei e il marito...
Sono stati ammazzati.
Io... ho avuto paura.
E cosa ne pensi adesso?
Penso che... che forse... era molto importante per la tua
carriera.
È vero.
Marcello, non uscire.
Possono farti del male.
No, non c 'è pericolo.
In fondo che cosa ho fatto? Il mio dovere.
Ma perché vuoi andare?
Voglio vedere come cade una fittatura.
Marcello.
Marcello. Ti è rimasta attaccata qualcosa addosso.
E dove?
Qui.
E per mangiare?
Beh, finché trovo questo dato mi arrangio.
Dicono che la carne cattiva ha il sapore di un 'iglia.
Peccato che non ci siamo incontrati ieri.
Pensa, te ne vai a casa e non va a vacca la crema.
Crema, crema bella. Sì, perché?
E ci vogliono l 'uovo. Tengo un amico che abita in campagna.
Mi manda pure il pane.
L 'uovo fresco, il pane.
Mi manda tutto da fuori. A casa mia non ci manca mai niente. O burro, o
formaggio fresco. E vota in un pollo. Con le patate, le patate al forno. Anche
le patate.
Senti, se vieni a casa mia ci possiamo fare un omelette.
La frittata. La marmellata.
Se siete stancati, mangiate sempre le gatte.
Troppo non mangiate. E poi non è facile trovarle.
E come fai ora?
Mi restano le sorche. C 'è sorco e topo, si mancano le gatte. Sì, ma sono troppo
sicche, pelle e osso.
Senti, in un abito lontano, perché non te ne vieni a mangiare a me?
Ando a dormire.
Se vuoi.
Che belli scarpi che hai.
Morbida. Un regalo.
Pure te ne ho un regalo, una gatta sia messa.
Era buono.
Non può godersi.
Tengono un paio di scarpe camose. E può?
E anche un bel kimono orientale, come quello della Butterfly.
Ah, sai chi è Madame Butterfly?
Lino!
Vi chiamate Lino, voi?
Io? Sì, perché?
Non facevate l 'autista?
No? Sì, ma tanti anni fa.
Già.
Avevate una pistola, vero?
Io? Ma che volete dire?
Sei ancora vivo?
Ma io non vi conosco, voi che volete da me?
E cos 'è quella cicatrice?
È stato un incidente? Che incidente? Ma insomma, chi vi conosce? Lasciatemi!
Doveri! Che facevi il 25 marzo 1917?
Io? Eh?
Ma voi chi siete? Siete basti! Cosa facevi il 25 marzo 1917?
Ma lasciatemi stare!
Il 15 ottobre 1938,
Doveri! Che facevi?
Cosa facevi alle 4 del pomeriggio il 15 ottobre 1938?
Lasciatemi! Ma che cosa facevi? Basta! Lo devo sapere! Lasciatemi!
Assassino!
Assassino!
Ha assassinato un uomo!
Un esiliato politico!
Il 15 ottobre 1938!
Il professor Quadri! Luca Quadri!
È sua moglie, Anna Quadri.
È un pederasta, fascista.
Il suo nome è Pasqualino... Marcello.
Semirama.
Pasqualino Semirama.
Marcello, Marcello. Te ne prego, sta zitto.
Marcello, dove sei?
Fascista!
Marcello, anche lui è fascista.
Marcello, questo qui. Ma che vuoi fare?
Questo qui era un fascista. Marcello, Marcello, no.
No, Marcello, ti supplico. No, no, no, Marcello, ma perché fai questo?
Marcello, Marcello.
Italo Montanari, fascista!
Ma sei pazzo, sei pazzo.
Marcello, Marcello, dove sei?
Dove sei? Vieni qui.
Vieni.
Marcello.
Marcello.
Marcello.
Marcello.
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