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Zulu
Grazie a tutti
Vefue un tempo nell 'oreame de Pompinia, chi vi regnava una stai triste regina,
sicché allo fine di trovarle uno sposo, fu indetto uno certame de novelle, a
teatrarla a riso.
Sem qui reuniti nobili, cattellane e cavalieri, per allegrare la nostra amata
regina e procurarle un re.
Ore duopo presentare li vari concorrenti che prenderanno parte allo certame.
Dalla nobile Fiorenza giunse lo prode Guidarino. Gran regina, ai vostri
Dalla gentile Lucca lo nobile Arnaldo.
Mia regina.
Dalla ricca Tiena giunse lo giovine Oliviero.
Servo vostro, regina.
Ed infine dalla colta Rezzo messer Melotto.
Regina.
Bene, si di inizio lo certame.
Chi vuole iniziare? Io, potrei iniziare io, mia regina.
La storia che io voglio narrarvi si riferisce a un giovane e baldo marinaio
stai focuso e bravo amante.
Ordunque, cotesto marinaio, da poco tempo era sbarcato e delle femmine aveva
gran fama. Già.
Lo giovine ero io e aveva in lacrime l 'assato fior d 'amanti ad ogni porto,
ma... Con anni una donna volea da me saverne e allora, disperato per tanta
malforte, al fin dello stallì a menarmelo su e giù da solo, me decisi e,
qualche scudo in tasca, andai a puttane fuori di porta.
Buongiorno.
Se non sbaglio, voi siete una puttana.
Eh già.
Quanti scudi volete per una fottuta?
Cinque. Va bene, ve ne darò cinque.
Suggiti l 'omicchione.
Dai, suggi.
Oh, sì, brava così, sì.
Suggi da gran troia.
Ti piace il mio piccolo, eh?
Altro che... Suggilo tutto, dai.
Come ho giuletto che d 'amor se bagni, va lo pincone mio fra le tue labbra
impure. Suggilo tutto finché lui te bagni le sborre le labbra, lo viso e le
cuppe pure.
Suggilo tutto.
Porca troia, succhi bene lo mio cazzo.
Lo mio cazzo non si tiene.
Anzi, continua a farmi spola. Mi depiscia nella gola.
Le campagne ai camioni, che sono duri come ottoni. Sì, così, così.
Oh,
brava.
Sei brava, mia puttana.
Oh,
il mio cazzo la tua bocca voglia.
Dimmi un po'. Sei di Bologna?
Oh, sì.
Bene, bravo figlio, dove vuoi che te lo piglio? Tra le chiappe scudorate o nell
'altro delle entrate, oh?
Oh, cosa mai vecchio, madonna!
Nasconde un bel culo, madonna! Oh, sì, mettimelo ben nel culo!
Guardalo, mio pertuso, come frene! Fagli sentire la testa dello pene, dai!
Mettilo dentro, forza! Nel buco del culo, totizione e sborda!
Lo mio cazzo a tanta vista sta già urlando, pisto, pisto.
Spignelo tutto dentro con questo tuo cazzone. Sì, sì, mo, sì.
Spignelo tutto.
A te, a te, godi. Che bello lo pincone.
Godi, baldracca.
Oh, mo, aprimi il Bernardone.
Oh, teni, baldracca, lo cazzo mio già nota nella cacca.
Se lo succe, lui va dentro e non te fugge.
Tieni, godi, puttanella. Ho qua solo i budella.
Tieni, godi, grande vacca. Porta i piscioli nella cacca.
Tutto fanno uscire fuori lo strutto.
Così com 'è bello.
Fino a cocca. Forza, sbocca la bocca.
Così non te fermare. Ho gran voglia di sboccare.
Questo cazzo non è un legno. Non è troia. Non è legno.
Senti, perché continui così a ondeggiare? Perché io sono un marinaio,
su una nave.
Beh, ma cosa c 'entra? La nave ondeggia, no?
Ondeggia di qua e di là. Beh, io allora che sono puttana dovrei far così.
E per fortuna lui si adatta.
Ogni pertuso al volo acchiappa. Almeno ondulando così era difficile che alcuni
si inculassero.
Vi narrerò un 'istoria molto istruttiva e divertente.
Viveva una volta in quel di Lucca una fanciulla che era di gran bellezza. Solo
un difetto ella aveva.
Se in una donna questo si possa chiamare difetto.
Sì, la bagnuna dalla bocca ne uscìa.
Venite. Caro dottore, dovete aiutar mia figlia. Mia figlia è bella, è alta, è
formosa. Maime.
Voi, voi dovete aiutarla. So che avete le mani d 'oro. Voi solo riuscirete a
farla parlare. Non v 'è problema, Messerio. Non v 'è problema. Niente
Che credete che io sia? Non sono mica un cerusico della mutua. Ah, già. Voi
siete l 'ultima speranza.
E' lo cielo che va mandato.
Vediamo se ora è pronta.
Beatrice!
Beatrice, bello dottore, è un grande illuminare. Lui te farà parlare. Ecco.
Avanti, signor mio.
Avanti? Adeguati. Si entra.
Venite, dottore.
Venite, accomodatevi.
Ecco, ecco mia figlia, guardate che pezzo di figliola. Eh, vedo, vedo. Saria
perfetta se non fosse per cotare l 'inconveniente. È un caso clinico, è
interessante. Ma non disperato. Ah, sì?
Cosa credete? Io sono celosico primario dell 'Ebrosario, caro Messere. Mi
guarirò e parlerà. Ora lasciatemi lavorare. Magari.
Accomodatevi. Vieni, che ero lì. Lasciatemi lavorare in pace.
Ehi, sa quel che si fa? Chi mettere?
Oh,
mia cara pulsella, insegneròvi a dire ah, la onde per me.
Via.
Tirate su.
Ciò che io vedo io lo conosco, non è un caso più tosto.
Ho parlato!
Ho parlato!
Ho parlato! Ho parlato!
Sì, continua così, ragionchiglia, or io te certifico che vai a meraviglia.
Ah!
Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Continua così.
Così vengono in gola. Il mio pincona ti darà la parola.
ma che fessi
L 'ho sentita con le mie orecchie, l 'ho sentita, ho detto eh!
bravo bravo bravo bravo bravo bravo
Grazie a tutti.
Sono contento, dottore, abbiamo risolto qualsivoglia problema.
Oh, dicevo, cara, se diciamo or cosa impara.
Oh, oh,
oh, i, i, i, i, i, i, i, i, i, i,
i, i, i, i, i, i, fra gli...
Dottore, grazie.
Tranquillo, contento? Sì, è stato mirato. Oggi hai imparato le vocali e
tocca alle cose. Sì, grazie, dottore, grazie. Che le dicevo?
Questo è un dottore bravo, meglio del scolato. Più volte allora me li
Mi tici, si di, le insegnai.
Così la prese a parlare più di ogni altra. E par che a parlare giammai si
stanca. E ora parla come serio, giovanotti, a destra e a manca.
E questo è tutto.
Sì, divertente.
A voi.
C 'è stato un tempo che per la mia sfiga e per la mia moglie vecchia e gelosa
non battevo un chiodo.
Passavo tutte le terapie all 'osseria.
Quando un giorno, tornando a casa, mi battei in due panciulla a dir poco,
meraviglioso.
Buongiorno. Buongiorno. Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno. Oh, tirate fuori quello scatenato!
Oh, datene lo potesto pincone! Oh, Nettuno!
Oh, Nettuno!
Lo pincone vostro è stato... Lo avete convinto, Nettuno! Oh, Nettuno!
Oh, Nettuno! Oh, Nettuno! Oh,
Nettuno!
Venite, madonna.
Ero forse io un schino titubante per impotenzia?
No, non era per questo. Né per nient 'altro che il mio non riguardasse.
Ciascun uomo aveva un motivo solo agli suoi timori.
Ma quale di grazia?
L 'unico impedimento vero è la mia sposa.
Vecchia, racchia e puranco manisca.
venite, venite, venite, venite, venite, venite,
venite, venite,
venite,
Ecco a testa.
Ma perché non me la toccate?
Non avete paura che l 'avevate letta le sere?
Eccove le coppe.
Toccatele, spuggetele su.
O che l 'oceano mi sia testimone, ma io sono uomo, non sono un coglione, sono
uomo io.
Oh, bene lo culo.
Aspetta, è dallo buco dell 'oppura.
Avanti lì.
Aspetta, giovane.
Eccolo perciò che ti scorrette nello viso.
Senti la buona droga. Senti la
buona
droga.
Che lengua, che lengua madonna, di
cagar a venire voi.
Questa è la munizione, eh?
E tu le chiami il coglione?
Mi te l 'ho raddato.
Mi te l 'ho raddato. Mi te l 'ho raddato. Mi te l 'ho
raddato.
Mi te l 'ho raddato.
balla, balla come un cazzo
Dai, gira.
Mostra il culo a lei e le pompe a lei, venga.
Bene, avanti, coraggio, vieni sul cazzo. Così.
Eccotelo, piccolo.
Larga, prendere il tuo labbrone.
Silenzio, come lo sento. Lo sento grosso per te.
Che mi scudella lo ventre.
Rompi, meraviglia.
Sono bello, ventra mi dica, è un bello uccello.
Lo faccio come tu, sgorghi e scorra.
Rientri, mi dica, con la tua canza sborra.
Che bello, che bello, che bello, che bello, che bello, che
bello.
Grazie mille.
Qua con il tuo perdone, in questo bel perdone, mi
ha preso, mi ha preso.
Mi ha preso la donna. Mi ha preso la donna.
Mi ha preso la donna. Mi ha preso la donna.
Mi ha preso la donna. Mi ha preso la donna. Mi ha preso la donna. Mi ha preso
donna. Mi ha preso la donna.
Mi ha preso la donna.
Mi ha preso la donna.
Aspettate un attimo.
Aspettate un attimo.
Aspettate un attimo.
Aspettate un attimo.
Aspettate un attimo.
Che bel muso! Che bel vincone me l 'ho pergiunto!
Lo
tengo,
la macchina è davanti, che te la metto nel culo fuori.
Sì, mi stai mettendo dentro.
Sì.
Così dentro tutto bene.
Continua.
Continua.
Aspetta. Aspetta che provo. Tra un secondo.
te l 'ho rimesso nella palla. Mi dà tanto l 'ottimo mio amore.
Già mi doni tanto il cazzo dentro, ancora buono.
Dai, dai, dai.
Partigilo tozzo col tuo strale.
Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì, sì, sì, sì, sì, sì,
sì.
Legate, le ghiacce, orlo piccone mio per far rimpazzire.
Più non lo tengo, o poi purtroppo non io me ne vengo.
Allora, vedi ecco, ecco.
Però se non fosse per quell 'artia di mia moglie che mi è malmena, me ne
scopare con voi mattina, mattina e sera.
A proposito, non avrete per caso un po' di vino, eh?
Sì, certo.
Va.
Potessi io passare tutta la notte con voi?
Oh, perché non lo fate? Fino a cacardia blossa.
Fatelo.
Eccolo vino.
Guardate qua, sapete? Questo vino sarà la mia salvezza.
Alla salute.
Buono, eh?
Ma cosa fate?
Perché? Oh, lo so io perché questo vino serve per raggirare la mia sposa.
Come al solito faccio le ore piccole, ma quando ve ne avrò grandi legnate.
Mi sentirei.
Parlerà lo mazzarello.
Oh, bentornato, cosa è presto?
Dove sei stato?
Vuoi capire che devi stare in casa?
Stufa di te, stufa, masnadiero.
È tutta la sera che ti aspetto qui fuori.
Avanti, quale scusa ti inventi? Veramente, devo chiedermi le mie cose
Ma accadde una cosa davvero incredibile. Io stavo tornando a casa.
Quando mi trovai di fronte, due bellissime donzelle che bollero che
loro. Io non volea che certe cose non le faccio, ma elle insistette tanto che io
non potei sottrarmi al sacrificio pietale. Fammi tendere l 'alita, avanti,
Bisogna fare di tutto, no? E la faccio con gli angali.
Senti, ma ora lo racconto di Sermelotto da Arezzo.
L 'opaco accadde durante una trottata, che rivolirlo sangue mi sentia. Già che
aveva uno pensiero sempre in mente, che mi ferì allo cuore.
E sapete perché?
Io aveva lasciato a casa una bella sposa al par di voi, che aveva capelli biondi
e fluenti.
Sicché quando dalla lunga guerra feci ritorno e vivi la mia sposa, mi fui
da sì potente voglia che quasi la ingroppai sopra la soglia.
E a togliermelo dubbio che aveva me tanto tormentato, mi feci domanda alla
cassa sposa.
Oh, gentile mia sposa, togli dallo mio cor lo dubbio che mi tormenta. Vieni,
signorina.
Durante la mia lunga assenza sempre mi fusti fedele? Sempre, signorina.
Già mai con ognuno mi tradisti?
Già mai.
Né con sguardo, né con pensier, né con cotesto corpo fatto da calda carne?
Allo pensier che altromo potesse averte face a me lo sangue rimondi.
Orbene, io allora che già tolto ma via lo gran cimiero, affrettommi a levarlo
letto.
Aiutami.
Oh, Benille, sì.
Bene, voglio la carnefica. Tu soggi lo cazzo.
Così.
Seggite sul mio cazzo.
Bene.
Bene.
Bene. Bene.
Bene. Bene. Bene. Bene.
Amore.
Grazie mille.
Bello premio per le tue notti sole, per le lunghe anni d 'astinenza, del
fuorivar fino alla panza.
Un 'astità, un telonio, fin con assaggiatene.
Il mio cazzo riempie la fica e dà sollievo alla sua voglia antica.
Dentro.
Ma ritengo diretto. Mi sembra un secolo che non sento dentro tant 'ero tempo che
non il pio.
Tant 'ero tempo che non l 'hai in grembo.
Mi
faccia
sentire tutto.
dentro la pancia te lo spingo
vieni
a
te
godite dentro
Piano, piano.
Al momento orai nell 'ano.
Armi la prima volta ad aver l 'uccello in culo.
Oh, mamma mia, com 'è grosso.
sull 'arco del tumulo che è forte, resistente e pure sonso.
Pepe, figliano il sullo Gladio, urla,
fissa, scorreggia e fanno i grandi gaudi.
Culla lo destriero.
Forza. Così, forza, galoppa.
Non ti voglio che tu mi ingroppa.
Tene. La mia sposina. Ora te mando la mia sborra giù per la china.
Tene, per tutto bello. E' stranazzo, visto che è tanto tempo che non vedi un
cazzo.
Finalmente, visto che da tre anni non prendevi niente.
Mi cago sotto.
Sì, caca, non aspettarlo. Cazzo mio, nella merda vuole stare.
dentro
Senti l 'omazzo.
Senti l 'omazzo.
Senti l 'omazzo. Senti l
'omazzo.
Che bacio!
Che bacio! Che bacio! Che
bacio!
Che bacio!
Che bacio! Che bacio!
Che bacio!
Ma che bella stinculata!
Metteteli dentro.
Stringilo. Stringilo.
Stringilo con lo culo.
Sì, continua così.
Sì, è bello.
Oh, che culo. Oh,
che culo. Che culo, che sbunello.
Oh, che culo.
Bella, eh? Cornuto e spernacchiato.
Mi è piaciuta.
Così.
Bene.
Appropinquatevi, avanti.
Lo preferito è Guidetto da Forenca.
Messer Guidarino, a voi l 'onore.
Io dichiaro vincitore dello nostro certame, Messer Guidarino, allo quale
lo meritato premio, tutti gli altri fora.
Procediamo.
C 'è il popolo.
Mamma donna.
Su, girati.
Bene, ingoglialo, Pinconi.
Grazie a
tutti.
Sì, preparateli per me, mie fidancelle.
Fategli indurire finanzo le palle.
Così, pulselle belle.
Prendilo più incolore.
Riccina. È ancora presto, Messina.
Venite, Riccina.
Vi voglio, vi voglio.
Venite anche voi, ve lo prego.
attendete l 'opacino sarà più grande
Via, lordunque.
Mia regina.
Reina.
Curate la vostra signora, Uther.
Preparatela.
La vostra bella pita.
Chiapetunde sode.
Guarda che le faccio.
Guarda! Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda! Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda! Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda! Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda!
Aspetta, guarda!
tu sei da brava sotto le mie gran palle state
vieni
carino sul mio cazzo state questo è tutto un gran sollaccio
gustatevi tutto il mio cazzo
oh oh oh oh oh oh
oh oh oh oh
Adesso giratevi.
Voglio le putte vostre sulla mia faccia.
Sottotitoli fatti dalla comunità Amara
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Su, su, su e giù, Reina bella. Questo non dà le budella.
Sì, sì,
sì, sì.
No, no,
no. No, no, no.
No, no, no.
Senti, senti.
Giù.
Corvienelo meglio.
Sì.
Tenetevi pronte che ve ne è per tutti.
Giù.
Portulotrona, come è giusto che sia.
Avanti madonna, giù.
Or venite tu, regina.
Venite a suggerlo Pincone.
Mantenete la promessa.
Date a lui lo viderdone.
Dai, ti piace l 'ora di tutto.
E darà a bere la tua sborra in bocca.
Buona la mia sborra.
Traina il cazzo vostro.
Succhiatevel tosta.
Spompinate la cappella.
Sentirete quanto sborra bella.
Così.
Reina, sei delicata.
Con quel cazzo d 'estate, entra nel culo nero.
Se mi regali orificio,
voglio prendermi l 'ospizio.
Qui nel cul della regina, non so fatti una sveltina.
Tiene per il tuo sabbello, ingogliate con testa, uccello.
È un bel botto. Ora scendete dallo trono, su Reina.
State giù.
Perché rotto t 'ho anche l 'ano.
Or darò ve anch 'io del tuo.
Sulle piatte. E largo l 'ano. Porta il spondolo deletano.
Dai, Troia, sta pronta.
Troia regina. Lo cazzo, pannellatina.
Su colo duro.
Bacca. Troia. Lo piccone nello tortuso.
ora ingoia ah bella bella tu Rivaldo metti
dentro non sbagliare dai fa centro porta spingilo nel culo
voglio sentirlo dentro grosso e duro dai fa presso gran briccone
spingilo nel culo
Con il culo. Con il culo largo e bello.
Dice piccolo il mio budello.
Orgioida mia reina.
Venite qua. Qua si caccia.
Che troia.
Ecco.
Lo cazzo mio pieno di merda voglio.
Cagarvi sotto.
Voglio sentirvi dallo piacere.
Dai, ti porti. Sì, così.
Questo trio di culi rotti. Io gli faccio fare i botti. Sì.
Che goduria.
Guiderino, che portento.
No. No.
No.
No.
No.
Ti risento la gran bocca?
Che palmiere!
Il partuso bello.
Tutto si apre al mio randello.
Forza.
Forza, Guidorino.
Dai, tutta la porra. Dammi la tua sbora nella gola.
In culo.
Avrete quella boccutta bella.
Guarda, traiette.
Sì, meno lo fincone, sì che sputi la sbarra profusione.
Ecco la sbarra. Brava, traiette, bevendo la fonte di tutte le gioie.
e in dello mio gran cazzo.
La corona.
Bene.
Ora finalmente anche qui.
Bello, bello. E allora fatemi seder sull 'otrona.
Bene, regina.
E voi due, ancelle, in ginocchio davanti a Lore.
Sosti. Bene. E la regina con le sue ancelle vispera a lungo felice e
con lo loro cazzatore.
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