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Svegliati.
NEGLI EPISODI PRECEDENTI
Siete mattoni grezzi,
e con voi getteremo le basi della Casa di Ashur!
Coloro che mi stanno davanti cadranno.
Che entrino... i Fratelli Ferox!
Quel rospo è il giocattolino di quel maledetto di Marco Crasso!
Scusa, Gabinio. Non pensavamo che...
Raddoppierò gli sforzi per scovare nuovi spettacoli
e reclamare un giorno la rivincita.
Guardiamo al glorioso futuro.
Giura fedeltà! Chiamami Dominus e combatti nell'arena!
Guadagnati la libertà sulla sabbia.
Achillia.
Dominus.
Tarchon!
Abbassa lo scudo prima di colpire.
Alzalo e il tuo cervello finirà sulla sabbia dell'arena.
Sì, Doctore!
Combatti con vigore.
Beh, questo ludus ora non ha un campione.
Ma è un ruolo che voglio fare mio.
Beh, per diventare campione, devi prima sconfiggere il celebre padre.
Un'impresa ancora irraggiungibile.
Per ora, cadavere rinsecchito.
Maledetto pazzo!
Hai abbassato la guardia.
Per una buona ragione, dannazione.
Abbiamo assaporato l'amarezza della sconfitta,
visto il valoroso campione cadere sulle sabbie dell'arena,
vittima dei miseri sciacalli di Proculo.
Eppure, come il sole sorge all'alba,
così anche la Casa di Ashur dissiperà la notte più oscura dell'umiliazione.
Non saremo più legati dalle catene della storia
o della tradizione, maledizione!
Varcheremo nuove frontiere
per appagare la sete di novità della folla con spettacoli più esotici.
E come soddisfare questa brama inarrestabile?
Solo una sarà capace di saziare una folla così vorace!
Ammirate... Achillia.
La Dea della Morte.
Zittite le vostre dannate lingue e ascoltate il vostro Dominus!
Tornate all'addestramento, stupidi idioti.
Doctore.
Addestra Achilia.
Daco! Spada e scudo nello stile del mirmillone.
Sì, Doctore.
Quella donna somiglia a mia madre.
Una dannata meretrice carica di rancore!
Questo spiega molte cose, stolto sciocco.
Una dannata donna, padre.
Non ci pensare.
E alza la guardia!
Erato! In coppia con Achillia.
Il mio fallo dovrebbe scontrarsi con un avversario più degno.
Obbedisci agli ordini, imbecille!
-Ehi! -Tarchon!
In coppia con Achillia.
Sì, Doctore.
Devo trattarla come un'avversaria o come una delicata creatura?
Una domanda che avevo in mente di farti io.
Che le parole inutili lascino spazio al clamore delle spade.
Cominciate!
È capace, non è vero?
Sì, Dominus.
Hai già combattuto in passato, ma non contro quelli come me.
Quel dannato scudo rallenta la mira.
Ti rivolgerai a me come Doctore.
Riprendi lo scudo.
Non è a mio vantaggio, Doctore.
Fai come ti è stato ordinato!
Achillia!
Mantieni la posizione e accetta la correzione.
Dominus.
Basta così.
Riprendete l'addestramento.
Iniziate!
Non concede il rispetto che il titolo di Doctore merita.
Il rispetto non si concede, si conquista.
Insegna ad Achillia le regole,
e i denti scoperti lasceranno spazio a uno sguardo timoroso.
Una lezione che un cane rabbioso non comprende facilmente.
Usa la frusta finché la lingua non lambisce il tallone.
E se la bestia non si potesse domare?
Spartaco una volta era selvaggio,
ma fu domato grazie alla volontà e agli insegnamenti di Enomao
e divenne il campione della maledetta Capua.
Un risultato che vorrei rivedere.
Io vedo invece solo una promessa di delusione.
-Ti consideri un vero Dominus? -No, non lo sono.
Eppure ti lagni come se un titolo altisonante ti circondasse di gloria.
Guardo con occhio esperto.
Non è altro che argilla da modellare nelle tue mani.
Tempra il suo spirito nel fuoco del ludus, che sia pronta a colpire.
Pronta a colpire? Ha appena iniziato l'addestramento.
Un dettaglio insignificante.
La vorrei vedere pronta per i giochi dei Ludi Apollinares.
Ti sei assicurato il posto?
Mi muovo in quella direzione.
Quindi ci aggrappiamo a sogni fantasiosi.
Sicuro come il sole che sorge, compirò il mio destino
e tornerò a misurarmi con i Fratelli Ferox.
Sei così sicuro che la folla non ci si rivolterà contro?
Perché presentiamo una novità?
Perché infrangiamo la tradizione con una donna nell'arena.
Tradizione è una parola venerata da chi persegue la mediocrità.
La Casa di Ashur forgerà il proprio destino
e annienterà chiunque oserà intralciarla.
Dominus! È arrivato un messaggio da Roma.
Finalmente.
Il potente Crasso si degna di rispondere.
Perdonami. Non è di Crasso.
E allora di chi è?
Giulio Cesare, quel maledetto.
Un uomo privo di merito, che deve tutto al nome della madre.
È un questore, vero? Un ruolo di un certo rilievo?
Sia maledetta la carica. Cesare scaglia il suo fango e lo chiama manna dal cielo.
Le sue parole pungono come veleno?
In qualche modo.
Ci manda con i nostri uomini sulla Via Appia, per una missione spiacevole.
Non sei un uomo libero, come Cesare?
E dunque sollevato da tali obblighi?
Sono libero agli occhi della Repubblica, ma schiavo delle finanze.
Crasso è il patrono onorato e Cesare la sua volontà indomita.
Dobbiamo chiudere la bocca e ingoiare l'onta.
È un triste spettacolo
vedere tanti cuori che non battono più nel petto.
L'esercito ribelle che ha scosso la potente Repubblica,
ridotto a carne marcia sotto un sole crudele.
Maledizione!
Siamo gladiatori, non schiavi qualunque.
Voi fate quello che vi ordino, maledizione!
Cretico pensa come un fanciullo confuso, ma dice la verità.
Il posto di un gladiatore è nell'arena.
È il dovere di un questore occuparsi della Via Appia.
La lingua di Cesare s'insinua nelle grazie di Crasso.
Sopportiamo uno per trarre vantaggi da...
Fermatevi!
Quel segno.
Quest'uomo era il campione della Casa di Batiato.
Gannico.
Gannico! Forza! Gannico!
Ho avuto modo di incontrarlo una volta,
dopo che conquistò la libertà nell'arena,
prima di cadere tra Spartaco e i suoi ribelli.
Uno sgradevole ubriacone.
Proprio come piace a me.
Ha accettato il suo destino come ogni uomo è chiamato a fare.
La sua morte è un sollievo per chi è tormentato dal peso del passato.
Mettetelo sul carro.
Dominus.
Quest'uomo era un dio dell'arena.
Il suo talento superato soltanto dal Portatore di Pioggia stesso.
Due leggende nate dal nostro ludus,
e ora restiamo fuori, senza nemmeno il posto più basso nei giochi.
Quanto è caduto in basso questo ludus.
Vieni, andiamo.
Profani queste mura?
Le miglioro soltanto.
Questa bestia...
È della tua Terra?
Apedemak, dio della guerra e della conquista.
Lo preghi?
Non mi ascolta.
E perché rappresenti la sua immagine?
-Come promemoria. -Di cosa?
Di ciò che ho perduto.
Interrompi il lavoro e bevi.
-Grazie. -Non serve.
Le tue cicatrici.
Come te le sei fatte?
Non è un racconto per chi è tanto fragile d'aspetto.
In battaglia?
Quando sei stata catturata dai Romani?
Non sono stata sconfitta da quella feccia.
Te le ha fatte il Dominus precedente? Per insegnarti le buone maniere?
Non sono mai stata una schiava.
Ma in questa casa, è tutto ciò che sei.
Metti di nuovo le mani sul Dominus
e farò in modo che ti venga tolta la vita.
Il topolino squittisce e dovrei tremare di paura?
Prova, e vedrai l'artiglio staccare la testa dal corpo.
Una fine certa, se agissi contro di te apertamente.
Eppure, un topo astuto può far cadere a terra il falco più feroce.
Avveleni l'acqua, maledetta?
Non l'ho fatto.
Ma in qualunque istante potrei toglierti il respiro senza destare sospetti.
Ti lascio al tuo dio che ignora le tue preghiere.
Riprendi il controllo della tua mente!
Doctore!
Salvio!
Ben ti sta, miserabile!
Basta così!
Maledizione!
Non sapete fare altro che scannarvi!
Il sangue vi ribolle nelle orecchie
impedendo alla voce del vostro Dominus di entrare nelle vostre teste dure!
Guardate i vostri fratelli.
Hanno sfidato il loro padrone e ora marciscono su una dannata croce!
Continuate così
e finirete a far loro compagnia.
Stai perdendo il controllo.
Il sole infiamma gli animi già turbati da Achillia.
Che Giove si morda la lingua!
Riempie il cuore vedere i tuoi uomini usati come meritano.
In questo giorno, servo la Repubblica, secondo il volere dell'illustre Cesare.
Ma in un altro giorno, presenterò la nuova recluta nell'arena,
per una rivincita contro quei miseri nani.
Almeno noi sapevamo chi fosse nostra madre, bastardo!
Scendi dal tuo piedistallo, e prova ancora a parlare di lignaggio.
Aspettate!
Siamo diretti a Pompei per combattere nell'arena.
Lasciamo la Casa di Ashur a faticare... nel fango.
Al vostro posto!
Temi forse la rivincita nei prossimi giochi di Capua?
Accolgo con favore un simile intrattenimento.
Il ruolo di scegliere chi scende nell'arena e chi marcisce nella vergogna
non è mio, ma del valoroso Gabinio.
Gabinio?
È lui che organizza i Ludi Apollinares?
Siamo così onorati.
Magari potresti supplicare lui per la tua causa
o la sua amata moglie.
Il sangue piove da un cielo arrabbiato!
Il mio uccello è infuriato!
Il mio uccello è infuriato!
Finché la morte non troverò La mia spada infuocata scaglierò...
Gli dei in cui non credi ci sputano ancora addosso.
Presentano solo un nuovo ostacolo.
Cossuzia ha architettato l'umiliazione e la caduta del nostro campione, Logas.
Avvelenerà il marito pur di assicurarsi una posizione.
-Uvido potrebbe ancora dominare. -L'Edile?
Teme Crasso e potrebbe dare la spinta decisiva.
Non si tradurrebbe forse in paura verso Pompeo,
favorito di Gabinio?
Concentra l'impegno sull'allenamento di Achillia
e affida le macchinazioni a menti più acute.
Puzzi ancora della carne putrefatta della Via Appia.
Puzzo solo di uomo.
Un uomo di urina ed escrementi.
Doctore!
Forse la "Dea della Morte" andrebbe sfidata in un vero confronto.
Gradirei un simile diversivo.
Vi pentirete di averlo chiesto.
Prendete posizione.
Draco! Lancia!
Caccerò via dalla tua bocca quelle parole avvelenate.
Prenderai in prestito le palle per farlo?
Tarchon.
Combatti accanto a Cretico.
Devo affrontarne due?
Se gli dei ti sorridono nell'arena, ti misurerai con tre sfidanti.
I Fratelli Ferox.
Mezzi uomini feroci, bastardi del lanista nemico.
Mezzi uomini?
Se pisciassi, ringrazierebbero gli dei per la pioggia.
Non ha bisogno di spada e scudo, Doctore.
Li taglierà con quella maledetta lingua.
Nessuno deride il nostro onore, maledizione!
Neanche i Fratelli Ferox.
La natura li ha piegati in una massa contorta,
e nella rabbia e nel dolore sfidano la morte con mani furiose.
Sottovalutali e perderai la vita.
Prendete posizione.
Cominciate!
Se guardi solo un nemico, l'altro ti distruggerà.
Questo dannato scudo mi impedisce di muovermi!
Affronti degli uomini.
Lo scudo si frappone tra te e l'aldilà.
Di nuovo.
Tarchon!
Liberati di un avversario,
così potrai passare all'altro, senza distrazioni.
Non ti sei guadagnata il posto in questo dannato ludus.
Deludente.
Andate a mangiare!
Riprenderemo al calar del sole di mezzodì.
Non le manca l'abilità.
Le manca l'onore.
Colpisce Cretico sull'onore maschile.
Un colpo infelice, ma la colpa è tua.
Mia?
La tua brama di trionfo personale ha esposto un compagno fidato.
Se fosse successo nell'arena, sareste caduti entrambi.
Questa merda.
Torna a sedere.
Non sono nato dal tuo seme, né piego il capo al tuo comando.
Il guerriero mostra la lama affilata.
Il tuo ferro non troverà più bersaglio.
Perché? Non intendi combattere mai più?
I cani mangiano da terra.
Cretico!
Non combattete se non su mio ordine, maledizione.
Chiedo perdono, Doctore.
Sto solo ricordando alla donna qual è il suo posto.
Tornate all'addestramento.
Tutti!
La sua presenza incita alla disobbedienza e alla distrazione!
Non riescono nemmeno a mangiare senza scatenare una rissa.
Ti aggiri come una bestia in gabbia, turbi la calma.
Mi scuso per aver rovinato il tuo dannato bagno.
Forse la passione infuocata si calmerà con acque ristoratrici.
Preferisco fare il bagno in solitudine.
Eppure tu non sai stare in silenzio.
Bagna il tuo membro e doma la rabbia col vino.
Riempilo fino a farlo traboccare.
Il sole penetra quella dannata nube?
Ci prova.
Achillia offre una rara opportunità.
Uno spettacolo mai visto prima nell'arena!
Per una buona ragione. Non appartiene a un luogo così sacro.
Le stesse critiche rivolte ai retiari alla loro prima comparsa.
Rete e tridente.
Come ridevano.
Eppure ora sono sempre presenti ai giochi.
La tradizione è un rito nuovo, maturato col tempo.
Ecco cosa vorrei che diventasse Achillia.
Non può vincere contro i Fratelli Ferox.
No, non ancora.
Hai troppa fiducia nei miei insegnamenti.
Ho ciò che è necessario.
E gli uomini?
Devono abbracciare il futuro o sprofondare nel passato.
Non accoglieranno mai una donna come uno di loro.
Non devono accoglierla, ma devono accettarla, maledizione!
Un'erba aspra offri da mandar giù a forza.
Addolciscila allora con vino e meretrici
per alleviare il loro maledetto orgoglio ferito.
Un gesto simile aiuterebbe a placare la furia della tempesta.
Con la promessa di altro, per farli cedere alla ragione.
Chiedo scusa, Dominus.
Il Senatore Gabinio ha mandato un messaggero.
Che notizie ha?
Insiste che il messaggio sia consegnato solo a te.
-Fai entrare quel maledetto. -Sì, Dominus.
L'Edile sostiene la nostra causa con Gabinio?
Ho ancora l'opportunità di affrontare l'argomento.
Sei l'uomo mandato da Gabinio?
Questa è la mia missione.
Consegna il messaggio, allora.
Informa l'onorevole senatore che ciò che chiede è gradito.
Gabinio mi invita a pranzare nella sua villa!
A che scopo?
Sconosciuto.
Ma lo trasformerò in un vantaggio.
Il Dominus ha perso il senno!
Come te, a causa di Achillia.
È stata solo fortuna.
Speri di trovare onore in una nubiana.
Cerchi colpe dove non ne esistono.
Credi che l'errore sia stato mio?
No, è stato mio.
Mi preoccupavo della vittoria
e ti ho lasciato scoperto.
Non ho bisogno del tuo aiuto, verme!
Il tuo membro la pensa diversamente.
Se combatti al fianco di un altro, dovete restate uniti o cadrete divisi.
E quando hai combattuto l'ultima volta, vecchio?
Una vita fa, ma... sono sopravvissuto.
Un traguardo che dubito tu possa sfiorare.
Un fatto privo di urgenza.
Siamo la casa dello sterco e del disonore, privati dell'onore di una morte gloriosa.
La tua non lo sarebbe
a meno che gli avversari non siano più forti di un bambino.
Riempi l'aria di dannate risate,
come fa Capua al pensiero di questo maledetto ludus!
Siamo noi a farne ciò che è.
Sollevate i vostri animi oppressi.
Il vostro Dominus vi offre vino e meretrici.
Forse gli dei guardano ancora con favore a questo dannato ludus!
Ora andate,
così Achillia potrà lavarsi lontano da occhi curiosi.
Si pavoneggia come se non avessi mai visto un membro nudo e bagnato.
Pensa a te e ritirati nella tua cella per la notte.
Per me niente vino e meretrici?
Tali ricompense sono riservate
a coloro che portano il marchio della Fratellanza,
un onore che non ti sei ancora guadagnata.
Forse questo.
Hai un occhio acuto.
E stanotte vorrei fosse rivolto a me.
Vado alla villa di Gabinio, non nell'arena.
Cossuzia è ancora sua moglie?
Come Cerbero che sorveglia il cancello degli inferi,
rabbioso e ringhiante.
L'oggetto della mia preoccupazione.
Non ha voce in capitolo, né dominio sul marito.
E se l'ha convinto a schierarsi contro di te?
Spalancherò le natiche in attesa di un colpo più profondo.
Allora perché accettare l'invito?
Non ho scelta, maledizione!
Calma i tuoi pensieri tormentati
e renditi conto che gli uomini di alto rango e potere
fanno male a sottovalutare Ashur.
Preparati per il mio ritorno.
Anche tu.
Ti preoccupi per lui più del dovuto.
È il nostro Dominus,
i nostri destini sono legati al suo.
Ma chi si preoccupa per te?
Pensa al tuo compito,
e rinfresca le lenzuola in previsione del suo trionfante ritorno.
Il senatore Gabinio si unirà a noi a breve.
Ecco il nostro uomo.
Ti ringrazio per aver accettato l'invito con così poco preavviso.
Sono onorato da una richiesta così solenne.
Conosci la mia adorata moglie?
Ci conosciamo.
Di vista. Per strada, se ricordo bene.
Ci scusiamo per il nostro ritardo,
questa faccenda dei pirati cilici
turba chiunque sia colpito dalle loro violente incursioni.
Locuste che tormentano la nostra amata Repubblica.
Spero che li aspetti una severa punizione.
Sono d'accordo.
Presenterò una mozione al Senato,
perché la minaccia venga domata dalla mano esperta del fidato Pompeo.
Pompeo?
Lascia Roma con il suo esercito?
Una piccola parte, sufficiente al compito.
La parte rimanente combatterà gli uomini leali a Crasso.
Che gli dei guidino Pompeo alla vittoria,
come Scipione Africano contro Annibale alle porte della città.
Conosci bene la nostra storia?
Non sono che un fanciullo che avanza tra la brina del mattino.
Speriamo tu possa levarti in piedi sulle gambe della conoscenza,
e marciare deciso come tutti gli uomini nel vigore della vita.
Alcuni cadono nel tentativo, il capo fracassato sul suolo inflessibile.
Mi sforzerò di restare saldo sui piedi.
Come la capra più salda del gregge?
Meglio non spingerci verso metafore troppo dirette.
Vorrei che ogni torto, reale o presunto,
venga lasciato al passato.
Il ricordo si perde nell'oblio.
Per non tornare mai più.
Chiedo scusa.
Le voci mi hanno incuriosita.
Viridia! È bello vederti uscire dalle stanze.
Uno sforzo ormai raro.
Potresti tornare dopo che il nostro stimato ospite sarà andato via.
È lui?
Il siriano?
Non sei adeguatamente vestita per ricevere...
Sono queste le mani?
Quelle che hanno condotto Spartaco alla fine che meritava?
Queste mani...
Hanno solo aiutato nello sforzo.
Ti sono grata.
Roma sarà sempre in debito con te, come lo sono io.
Si fa tardi.
Ritirati a fare il bagno con la tua dolce madre,
così potrò parlare con l'ospite d'onore senza distrazioni.
Vieni, lasciamo gli uomini alle loro sciocchezze.
Perdona mia figlia. Non è in sé.
Quale afflizione la turba?
La più dolorosa, un cuore ferito.
Suo marito, tanto caro al suo cuore,
cadde per mano di Spartaco e dei suoi ribelli a Sinuessa en Valle,
dove trattava affari con Lauro, il commerciante.
Persino il più forte smarrisce la ragione quando è colto da un simile dolore.
Ben detto.
Ma lasciamo alle spalle le ombre del passato
-in favore di giorni più promettenti. -Sì.
Sei soddisfatto, amico mio?
Come un dio, per Giove.
Non fermarti, dannazione!
Lancia i dadi, Salvio!
Inchinatevi al campione dei dadi!
Di certo non campione nei piaceri carnali.
Privi un membro indurito del suo sfogo?
Ti priverò anche dei tuoi denti.
-Tarchon. -Lei è mia.
Offri il tuo modesto dono a un'altra.
Amo le curve generose, soprattutto quelle posteriori.
Edilo assolve il dovere.
Beh, nuoterò controcorrente.
Mi sottrai ai servizi pagati dal tuo Dominus?
Ti sottrarrei anche a Marte in persona.
Riscaldi il cuore, Elata.
Come il sole che sovrasta la terra.
Lusinghi, come tutti gli uomini con un membro duro.
So che sei costretta a giacere con degli uomini fuori da queste mura.
Ma al loro interno, non tollero altre mani su di te se non le mie.
Allora mettile su di me.
Ti era stato ordinato di restare nella tua cella.
Il sonno sfugge con tutto questo baccano e clamore d'amori selvaggi!
Cosa vedi?
Non capisco che vuoi dire.
Quando colpisci, cosa vedi?
Un maledetto uomo di legno.
Scateni un'ira che va oltre questa apparenza.
Cosa vedi... con gli occhi della mente?
Quelli che mi ritengono indegna.
In questo ludus o sulla strada che ti ha condotto a tale destino?
Non prendi parte al piacere delle meretrici a me negate?
Il mio gusto è più raffinato,
non si accontenta di chi accetta denaro in cambio d'un abbraccio d'amore.
Magari fossi così fortunata da avere scelta.
Bevi, e affoga il dolore dei giorni a venire.
Ti sei abbassata
a parlare con quel siriano.
Ho solo espresso la mia sincera gratitudine.
L'hai fatto sentire alla pari, meritevole di una lode.
Non lo è, forse, dato che ha aiutato a eliminare Spartaco?
Pensava a sé, ambiva a salire oltre il suo rango.
Non tutti gli uomini aspirano a salire così in alto.
Sì, se sono nati da buona stirpe.
Par che tu ribolla per torto subito.
L'uomo in sé conta ben poco.
È ciò che rappresenta.
Chi osa corrompere la purezza della Repubblica,
s'immagina pari a chi ha fatto la storia.
Deve servire da lezione,
per ammonire chi si illude allo stesso modo.
Mio padre appare in disaccordo.
Un marito si allontana dalla retta via, se non viene tenuto d'occhio.
Magari ne avessi ancora uno a cui dare tali consigli.
Accetta il mio... al suo posto.
Non sacrificare la tua giovinezza al dolore.
La ferita è ancora fresca.
E non guarirà mai se non si applica il giusto balsamo.
La vita non finisce quando un marito lascia questo mondo,
né il cuore resta spezzato, se cullato dalle mani di una madre amorevole.
Dimmi, siriano,
tu e la tua famiglia siete stati portati a Roma come schiavi?
Solo io.
Persi madre e sorella prima di fuggire dall'esercito di Tigrane
e di finire "ospite" della Repubblica.
E tuo padre?
Non ho alcun ricordo di lui.
Una tale assenza priva un ragazzo della retta via.
Devi davvero avere il favore dei tuoi dei,
per ritrovarti elevato da schiavo
all'attuale posizione di Dominus del tuo ludus.
Sono davvero benedetto,
ma dal lavoro delle mie mani e dai successi che solo a esse devo.
Non hai fede negli dei che vegliano sugli uomini?
Il mio Dominus aveva un motto che ripeteva spesso,
uno che ancora rispetto.
Siano maledetti gli dei.
E a che destino ha condotto un simile sentimento?
A uno molto sfortunato.
La sventura di uno è spesso l'occasione di un altro.
Che parte vergognosa hanno avuto le tue mani nell'ordire tutto questo?
Ho fatto
cose discutibili
per arrivare dove sono seduto ora.
Chi di valore potrebbe sostenere il contrario?
E ora? In questo giorno?
Percorro una strada diversa.
La tigre ha mutato le strisce.
Non sono più l'uomo di un tempo.
Né l'uomo che ancora desideri essere.
Sei solo un debole spettro,
sospeso fra due realtà a cui non appartieni.
È pesante, vero?
Essere gravati da sogni divenuti improvvisa realtà?
Sono solo un umile servitore della Repubblica.
Perché giurare fedeltà a una Repubblica che ti disprezza?
Perché sprecare parole per chi ti disprezza apertamente?
Non ti vedranno mai come un loro pari.
Condannato per sempre a essere uno strumento grezzo,
usato finché la lama non si smussi col tempo ingrato,
e poi
messo da parte.
Che valore ha un coltello
se giace inutilizzato?
Dunque, il potente Crasso continua a rafforzare la sua volontà.
Dalla sua posizione, con il suo esercito schierato alle porte di Roma?
Restiamo in contatto, comunicando spesso tramite messaggeri.
Solo uno stolto si affida alla benevolenza dei ricchi.
Si lasciano guidare da ciò che vogliono sentirsi dire.
Il denaro offerto da Crasso si assottiglia con il passare dei giorni,
e il debito aumenta.
Acqua, grano, attrezzature.
Il mio allevamento dissipa la fortuna,
insieme alla speranza di raggiungere onori più alti nell'arena,
un tema che vorrei affrontare.
Ti riferisci ai tuoi gladiatori come a bestiame?
Non hanno il titolo di uomini?
Non sono che schiavi.
Come lo eri anche tu un tempo.
Un lontano ricordo.
Eppure nessuno l'ha dimenticato.
Lascia che gli occhi vedano questa verità.
Il marchio che ti segna come schiavo della Casa di Batiato.
Vorrei vederlo.
Le voci dicono la verità.
Crasso ringhia un ordine e il cane fedele si divora da solo.
Parole pronunciate da labbra ben poco nobili.
Gaio Claudio Glabro diede l'ordine, prima d'essere mandato all'altro mondo
da Spartaco in persona, all'ombra... del Vesuvio.
Ho avuto occasione una volta di sedere a mensa con Glabro.
Uno sguardo inquietante,
fisso e senza batter ciglio, come lucertola costretta in forma d'uomo.
Un ritratto piuttosto singolare.
E come giudichi colui che ora siede di fronte a te?
Su, forza. Trattami da amico.
O per lo meno fingi che lo sia, per quel che il momento richiede.
Vedo un romano di nobile stirpe, stimato nei gesti e nelle parole.
Le lodi valgono poco per chi è carico d'oro e privilegi!
Vorrei da te ciò che altri negano!
La maledetta verità!
Scorgo un uomo avanti negli anni,
che tenta di fermare il tempo
per difendere la tradizione dell'amata Repubblica.
Ma cresce il numero di chi lo considera un disturbo anziché una risorsa,
salvo quelli più umili che cercano denaro in prestito.
Vedo un uomo dominato da una moglie dalla lingua velenosa,
che trama al di là dei suoi interessi.
Parole dette con saggezza.
Sparisci subito dalla mia vista e non farti più vedere.
Stai migliorando!
Da dissenteria a escremento solido.
L'uomo di legno oppone una debole resistenza.
Forse ti piacerebbe affrontare un avversario più spaventoso.
Preferisco una sfida degna di questo nome.
Ciò che preferisci non conta, donna!
Stai giù, maledetta venefica!
Finalmente sei al tuo posto.
Sulla schiena e con le gambe aperte.
Stai giù, maledetta venefica!
Dannata meretrice!
Medico!
-Medico! -Finalmente sei al tuo posto.
Gambe aperte, evirato!
Medico!
Medico!
Doctore!
Fate passare.
Fate passare, maledizione!
L'anima lo ha lasciato.
Una benedizione, per un uomo ridotto così.
Che succede, maledizione?
La donna!
È impazzita!
Pronuncia parole false.
-Mi allenavo quando... -Non mi importa di cos'hanno fatto loro!
Solo il Dominus nel ludus
può togliere la vita a chi appartiene alla Fratellanza.
Chiunque mi metterà le mani addosso subirà la stessa sorte,
a qualunque ludus appartenga!
-Non appartiene a questo ludus, Doctore! -Non parlare!
Credi di esser degna di questo ludus?
Non ho scelto di appartenergli eppure mi tengo pari a qualsiasi uomo!
Allora provacelo.
Daco! Spade.
Dobbiamo fermarli.
-Allerterò le guardie della villa. -Aspetta!
Fa un'affermazione audace.
Vediamo come la difenderà.
Doctore! Non dovrebbe occuparsene...
Fatti da parte, maledizione.
-Korris! -Non muovetevi!
O il Dominus saprà che vi siete ubriacati e avete abbandonato il vostro posto.
Recupera lo scudo e prendi posizione.
Difendi un uomo privo d'onore?
Difendo la Fratellanza.
Allora ringrazio gli dei di non esserne parte.
Falla soffrire, Doctore!
Colpiscila!
Codarda!
Per la Fratellanza!
Non hai imparato niente!
A parte come morire senza onore!
Doctore, uccidila!
Il fuoco non ti aiuterà, maledetta!
Muori!
Uccidila, Doctore.
-Sì! -Mandala nell'aldilà, dannazione!
Sfrutta il vantaggio, Doctore!
Finiscila, Doctore.
Per il nostro fratello!
Uccidila, maledizione.
Hai combattuto bene.
Ma non sei all'altezza della Fratellanza.
Ti ho giudicato male.
Ha tolto la vita a un fratello, ma la lasci vivere.
Sono il campione di Akragas.
Mi sono guadagnato la libertà nell'arena, con la forza della mia volontà!
Eppure questa donna, senza alcuna esperienza,
ha fatto ciò che nessuno tra voi avrebbe mai osato neppure sperare.
Ha versato del sangue!
Contro l'avversario che la supera di gran lunga in abilità ed esperienza.
Merita il mio rispetto,
anche se solo per un attimo fugace.
Chiunque metta mano su di lei contro la sua volontà,
sentirà la mia mano sul suo collo.
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