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Traduzione di Maleva
Cazzo.
E le nostre valigie?
Non credo che siano arrivate.
Vado a recuperarle, tu prendi le chiavi della macchina.
Lo scarafaggio dice che ha le pantofole di velluto.
Ma è una bugia,
perché ha i piedi pelosi.
Ha i piedi pelosi
Che scarafaggio bugiardo...
Sei nervosa?
No, sono esausta.
Con così tante turbolenze ho dormito a malapena.
Avresti dovuto avvisarli.
E perdermi la faccia di Saul?
Vedrai quanto li faremo felici.
Lo scarafaggio dice
che ha sette gonne di seta fine.
Ed è una bugia, perché lo scarafaggio ne ha solo una.
Ne ha solo una.
Tutto bene?
- Che diavolo è stato? - Non lo so...
Non scendere!
Traduzione di Maleva
Non ci crederai.
- Buon Natale, mamma. - Aitana!
Hai chiamato prima quest'anno, no?
Più tardi cadrebbe la linea, è una seccatura.
Certo, molto bene. Come sta il mio piccolo João?
È un golosone, diventa ogni giorno più grande.
Oh, non vedo l'ora di abbracciarlo.
Ci piacerebbe tanto essere lì con voi.
Oh, sì, sì.
È il primo Natale di João.
Sì, sarebbe meraviglioso.
Ma ci vediamo a Capodanno, giusto?
Certo.
Porta vestiti caldi, fa freddo.
- Qui a San Paolo non si scende sotto i 30 gradi. - Oh, che invidia...
Goditi il bel tempo.
Ok, mamma. Ci vediamo tra una settimana.
Non vedo l'ora di vedervi.
- Buon Natale! - Ciao, baci.
Baci.
Riattacco, suonano il campanello.
Vedrai che faccia faranno!
Ciao!
Ciao.
Dori è in casa?
Sì, certo. Chi la vuole?
Aitana, sua figlia.
- E tu sei... - Oh, Aitana!
Ma non dovevi arrivare tra qualche giorno?
Sì, sì, ma...
volevamo fare una sorpresa.
Capisco.
Dov'è mia madre?
È dentro, sta preparando per la cena.
Dato che non ti aspettava, ha mandato me ad aprire.
Beh,
io sono Pepita, un'amica dei tuoi genitori.
Io sono Gabi, e lui è João.
Sei stanco?
E' stato un viaggio molto lungo.
Siamo tutti molto stanchi.
Che carino!
Pepita, fa molto freddo, il bambino si congelerà.
Scusatemi, non stiamo qui sulla porta.
Guarda cos'ho trovato all'ingresso!
Aitana!
Stavamo passando e abbiamo visto la luce accesa.
Aitana!
Aitana.
Ma non dovevi passare la vigilia di Natale in Brasile?
- Perché non ce l'hai detto? - Papà,
non vedi tua figlia da tre anni.
Sì, ma presentarsi così, senza avvisare...
Non fargliene una colpa. Sai che a tuo padre non piacciono le cose inaspettate.
Avresti dovuto avvisarci.
Doveva essere una sorpresa.
Aitana torna per Natale...
Gabi, finalmente ti incontriamo.
Ma la conosciamo già da Zoom.
- Come va, cognata? - Molto bene, bellezza.
Buone feste e felice anno nuovo a tutti.
Wow, molto bene!
Ciao, Gabi, benvenuta.
Scusa, cara, mi sto ancora riprendendo dalla sorpresa.
Grazie al cielo sei arrivata prima,
pensavo che sarei morto di noia questa sera.
Wow, che responsabilità.
Beh, non dormiamo da più di 20 ore,
non so se dureremo a lungo.
Vuoi prenderlo in braccio?
No, no, non pensarci nemmeno. Prima che succeda qualcosa.
Al momento non ho molta forza nelle braccia.
Non so se sia una buona idea.
Dai, lascialo a me.
Vieni con me...
Oh, mio Dio, pesa!
- Quanto tempo ha? - Sei mesi.
Dori, prendilo.
Guarda com'è carino.
È come un bonbon.
Sei un bonbon...
al cioccolato!
Vuole andare dalla mamma.
Beh, che gioia. Non c'è niente di meglio che trascorrere il Natale con la famiglia.
Vero, Dori?
Ma certo, certo.
Devo pulire il bambino.
Andiamo in bagno e poi ti mostro la mia stanza.
Mamma, hai ancora i miei giocattoli, vero? Li vorrei per João.
Aspetta, perché non ti siedi un po'?
- Non vuoi bere qualcosa di caldo? - Dopo, mamma.
- Ok, vengo con te. - Mamma, conosco la strada.
Non gliel'avete detto, vero?
I miei genitori sono un po' bacchettoni, non possono farne a meno.
Ma vedrai quando conoscerai mia zia e mio zio.
Sono persone adorabili.
Saúl era così felice quando ci ha visto.
Sì, è un tesoro.
Questo è il bagno.
Vostro nipote è bellissimo.
- E assomiglia molto al suo... - E' adottato.
Viene da un orfanotrofio.
Non lo avrei mai immaginato.
Vuoi farti una doccia?
Più tardi.
Ok,
vado a prendere dei vestiti per cambiarci.
Tutti i miei vestiti sono ancora nell'armadio. Hai preferenze?
Mi fido del tuo buon gusto.
Non lo capisco. Che botta mi ha dato, cazzo!
L'hai spaventata.
Certo, è per questo che è rimasta a letto.
Allora, chi è?
Si chiama Nadia.
È molto simpatica, ti piacerà.
E aiuta molto i tuoi genitori.
Oh, avete assunto una governante?
E perché è nella mia camera? Non c'è nessun altro posto?
Dove sono le mie cose, i miei vestiti?
- È successo qualcosa? - Non ti preoccupare, Nadia.
È Aitana, è arrivata senza avvisare.
- Cazzo, papà, era una sorpresa. - Certo, certo.
Ciao, sono Gabi. Piacere di conoscerti.
Ciao.
E tu chi sei, piccolino?
Ciao. Tu sei la figlia di Justo e Dori, no?
Cazzo, mi hai spaventato a morte.
- Ti ho fatto male? - No.
Avevo un pigiama come questo, vero, mamma?
Oh, davvero? Me l'ha regalato Dori.
Beh, noi dove dormiamo?
Senti, cambio stanza se vuoi.
No, tesoro, non è necessario.
L'abbiamo messa lì perché è la stanza più calda.
Tu non la usi da molto tempo e la poverina ha sempre freddo.
E c'è spazio solo per una persona.
Nessun problema.
Io e Gabi dormiremo nella stanza degli ospiti. Non credo che agli zii dispiacerà dormire a casa loro.
Gli zii non verranno stasera.
Perché? Passiamo sempre la vigilia di Natale insieme.
Avevano un altro impegno.
Comunque, la stanza degli ospiti è occupata.
Oriol e Pepita sono venuti da lontano per passare il Natale con noi.
Allora, che facciamo? Dormiamo nella torretta?
- La torretta è piena di cianfrusaglie. - Non importa, prendo le mie cose e arieggio la stanza.
No, non preoccuparti, Nadia.
No, figlia mia, non è necessario.
C'è un buon hotel qui vicino.
- Vi accompagno. - Un hotel?
Certo,
siete esauste. Potete riposarvi e ci vediamo domani.
Ma oggi è la vigilia di Natale.
Possiamo vedere la torretta?
Mandarci in un albergo...
Se fosse per i miei genitori, starei nell'armadio.
I tuoi genitori vogliono che siamo comode.
Lo fanno per il nostro bene.
È molto grande.
Domani ti faccio vedere.
Stai bene?
L'avevo immaginato completamente diverso.
Non lo so. Pensavo che tutti sarebbero stati felici di vederci.
Che sarebbe stata una bella vigilia come sempre. E guarda, siamo finite in questo ripostiglio.
Non è poi così male qui.
Come ti è sembrato?
È messo peggio di quanto credessi.
Dov'è la borsa da toilette di João?
Non lo so.
Devi averla lasciata in bagno.
Vado a vedere.
Beh, Nadia,
dovremmo cambiarci per la cena.
Sai che devi vestirti bene. Cosa ti metterai?
Non lo so, non ho niente di bello.
Allora dovremo fare qualcosa per risolvere il problema.
Porca puttana, è bellissimo.
Deve esserti costato una fortuna.
Grazie mille.
Sono contenta che ti piaccia.
Questo vestito significa molto per me.
Su, vai a provarlo, figlia mia.
Ok, ma prima mi faccio una doccia.
Dovremo pensare a dove far sedere Aitana e la sua amica, e risistemare la tavola.
Non so come le sia venuto in mente di presentarsi senza preavviso. Non poteva essere più inopportuna.
Avete visto la borsa da toilette di João?
Ehi, hai visto quanto è bello?
Stupendo.
Aitana, non ti riconosco.
Ti comporti come una bambina.
È troppo, il mio abito da sposa.
- Ne sei sicura? - L'hanno accorciato e hanno tagliato lo strascico, ma sì,
è il mio abito da sposa.
Il mio cazzo di abito da sposa!
Non sapevo che quel vestito fosse così importante per te.
Non l'hai mai indossato.
Non hai mai voluto sposarti!
Non è il vestito.
È come la trattano i miei genitori.
Davvero? Sei gelosa della governante?
Gabi, torno a casa e trovo una completa sconosciuta
che dorme nel mio letto, indossa il mio pigiama, profuma della mia colonia,
e come se non bastasse, riceve in regalo il mio abito da sposa.
Scommetto che indossa anche le mie mutande. Trovi che sia normale?
E noi siamo finite qui,
in questo sgabuzzino.
Non ci vogliono nemmeno qui stasera.
Cosa stai dicendo?
Guarda.
Questo posto fa schifo.
Non è la situazione per un bambino.
Ce ne andiamo.
Stai facendo uno sbaglio.
Neanche per sogno. L'errore è stato venire qui.
Hai visto la loro faccia quando siamo arrivate?
È normale, siamo arrivate senza preavviso.
Sì, è che sono molto "inopportuna."
Ce ne andiamo.
Così, senza dire niente?
Vuoi farlo di nuovo?
Aitana,
abbiamo attraversato il pianeta per passare questa serata in famiglia.
E la passeremo in famiglia.
Ai miei zii piacciono le sorprese.
Se rispondono, andiamo. Altrimenti, restiamo.
Ciao, zia Agatha, sono Aitana.
Sono appena arrivata dal Brasile. Mi hanno detto che non verrai stasera.
Sarò qui per qualche giorno, vorrei vederti.
Ti chiamo più tardi. Baci.
Segreteria telefonica.
Vedrai che si sistemerà tutto.
Tutto accade per un motivo.
Ora del biberon. Tocca a te.
Non ti piacciono a forma di cuore?
No, non sono scadenti.
Questi sono belga.
E perché dovremmo comprare i tuoi preferiti,
se non puoi più mangiarli?
No, non ce ne sono troppi.
Perché saremo in molti.
Non lo so, molti.
Saúl, che stai facendo?
Niente.
Con chi parlavi?
Con il nonno.
Con il nonno?
Il nonno è qui adesso?
No,
se ne è andato.
Il nonno voleva sapere
se i cioccolatini hanno dentro il liquore.
Saúl, lo sai che il nonno è morto qualche anno fa, vero?
Certo che lo so.
Il nonno ne aveva abbastanza di tutto
e si è ucciso.
No, il nonno è morto per un picco glicemico.
Questo è quello che pensate tutti,
ma il nonno ne aveva abbastanza, è andato alla sua pasticceria preferita,
e ha deciso di farla finita.
No, Saúl, il nonno era goloso.
Dovevamo sempre nascondergli i dolci, ricordi?
- La sua morte è stata un incidente. - No, non è vero.
Il nonno mi ha detto cos'è successo.
Neanche papà mi ha creduto all'inizio.
Mamma e papà sanno che parli con il nonno?
Certo.
E può parlare con me?
No, vuole parlare solo con me.
E tu come stai?
Bene.
Un po' stanco, ma bene.
Ora faccio riabilitazione con Nadia ogni giorno.
Nadia ti aiuta?
Beh, fa quello che può, poverina.
Mi aiuta a vestirmi,
mi dà le medicine...
E perché non me l'hai detto?
Mamma e papà mi hanno detto di non dirtelo,
che lo avresti scoperto.
Al nonno piace molto. Dice che lei va bene per me.
Nadia?
C'è qualcosa che non va?
- Sei arrabbiata? - No, no. E' solo il jet lag.
Ho bisogno di dormire, sono esausta.
Si vede.
Hai un aspetto orribile.
Vado a dare da mangiare a João.
Aitana...
Che c'è?
Sono molto felice che tu sia venuta...
e di aver conosciuto mio nipote.
Saúl, che succede?
Papà!
Papà, aiuto, per favore! Saúl!
Papà!
Papà!
Non capisco.
Era tanto che non aveva una crisi.
Avete litigato?
No, no, assolutamente.
Forse è rimasto turbato dalla tua visita a sorpresa.
- Non credo... - Sei esausta.
Dovresti dormire un po'.
Hai bisogno di un sonnifero?
Posso aiutarti?
Certo, cara.
Puoi disporre i piatti.
Come sta il bambino?
È così stanco che si è addormentato senza prendere il biberon.
Tua figlia è con lui.
João?
Nadia?
Cosa stai facendo?
Dammi il mio bambino.
Che cazzo hai da ridere?
Allontanati da lì.
Ridammi mio figlio.
Vuoi il tuo biberon? Sì?
BUON COMPLEANNO AITANA
Cosa stai facendo?
Niente. Cercavo delle foto e i miei vestiti.
Dori lo saprà. Credo che abbia messo tutte le tue cose in una scatola.
Ok.
Chiedo a lei.
Ehi, ehi, aspetta.
Ti sei dimenticata questo.
Perfetto.
Grazie.
Come sta Aitana?
Questi giorni di relax in famiglia le faranno bene.
Aveva bisogno di questa vacanza.
E' un po' strana da quando è arrivata.
Oh, sì. Nelle favelas dove lavora c'è molta violenza.
Poverina, è molto stressata.
Non avrà smesso di prendere le medicine?
Non capisco.
Le pillole.
Le prende da quando ha avuto la crisi.
Non ti ha detto della sua crisi?
Non l'avevamo mai vista così.
È stata in terapia e le ha fatto bene.
Sembrava perfino felice.
Poi è scomparsa senza preavviso.
Non lo sapevo, pensavo...
Se non te ne ha parlato, io non ti ho detto niente, ok?
Infine,
Oriol e Pepita qui con noi,
e voi vi sedete qui.
No, cara, quel posto è per Saúl.
Oh, giusto, scusa.
No, non preoccuparti.
A volte dimentico anch'io che non può più camminare.
Mi dispiace molto.
È ingiusto.
- E peggiora così velocemente... - A Houston stanno sperimentando nuove terapie.
Houston,
Monaco...
Abbiamo provato di tutto,
e speso tutti i nostri soldi.
Non ci è rimasto niente da ipotecare.
Ma questa famiglia non si arrende senza combattere.
E noi ci saremo per aiutarvi.
Come diceva mia nonna, "L'amore è ripagato con l'amore."
Sì, certo.
Buon viaggio.
Baci a tutti e due.
Beh,
è già incominciato.
Non sei contento?
Oriol...
Ci ho pensato,
e forse è meglio se annulliamo e aspettiamo qualche settimana.
Annullare a questo punto?
No, non con quello che è costato riunire tutti.
Non avevamo messo in conto Aitana. Cosa facciamo con lei?
Non preoccuparti.
- Non è adeguata. - Justo, non ti preoccupare.
Questa gente non è così conservatrice in privato.
Sono di larghe vedute e non gli importa se tua figlia è lesbica.
- Lo so, ma... - Rilassati.
Ho tutto sotto controllo.
Papà!
Posso parlarti un attimo?
Certo, Aitana.
Anch'io volevo parlarti.
Forza!
Io vado a fumarmi una sigaretta di nascosto. Pepita non me lo permette!
Come sta Saúl?
Bene.
Il Clobazam ha fatto effetto e sta riposando.
Prima l'ho sentito parlare con il nonno.
Ah, ti sembra normale?
Stava parlando con il nonno che è morto da cinque anni.
Immagino che nella sua situazione ci siano tante cose che gli passano per la testa.
Papà, Saúl è delirante.
Forse...
Non forse, è chiarissimo!
Parla con il nonno morto!
Possono essere i farmaci, può essere la malattia...
Ma chi può dire che la faccenda del nonno non sia vera?
Forse il nonno lo sta preparando per...
Che cosa stai dicendo?
Ma ti senti? Non hai mai creduto a queste cose. Stiamo diventando pazzi?
È possibile, Aitana, non lo so.
Ma Saúl mi ha detto cose del nonno che solo io sapevo.
Cazzo, papà!
Non essere così inflessibile!
Forse la governante sta sbagliando con i farmaci.
Senti, Aitana,
Nadia è affidabile,
e non sai quanto stia aiutando questa famiglia.
- Ma non la conoscete... - Tutto quello che facciamo è per il bene di tuo fratello!
E colgo l'occasione per chiederti, per favore,
di non mettermi in imbarazzo davanti ai miei ospiti, questa sera.
Non sarebbe la prima volta che lo fai.
Hai visto come è elegante Nadia?
Sei splendida.
Sembri un angelo.
O una sposa.
Che esagerazione, sembro una meringa.
E tu, cosa ti metti?
Beh, hanno perso il mio bagaglio, quindi hanno deciso per me.
Se vuoi, posso prestarti qualcosa.
No, grazie.
Preferisco cercare i miei vestiti.
E questo cos'è?
Pensavo che sarebbe stata una cena di Natale come al solito, in famiglia.
Quest'anno verranno alcuni amici di Pepi e sarà un po' più elegante.
Allora dovremo cambiarci i vestiti, no?
Dove sono i miei vestiti, mamma?
Li ho dati in beneficenza.
E cosa facciamo?
Ci presti qualcosa tu?
Anzi, no, meglio che chieda a Nadia il mio abito da sposa.
Ma non hai mai voluto indossarlo.
João non ha cenato.
E questo?
Puoi spiegarmelo?
Quand'è che avete deciso di eliminarmi da questa famiglia?
Aitana, per favore, non è il momento.
Ne parleremo domani.
Io penso che sia ora il momento.
E qualcuno dovrebbe darmi una spiegazione.
Mi chiedi una spiegazione,
tu che hai sempre fatto quello che volevi senza darne alcuna?
Dimmi,
ci hai dato qualche spiegazione quando sei sparita dal lavoro alla clinica di tuo padre?
O quando sei sparita all'improvviso tre settimane prima del matrimonio?
Per anni v ho dato segnali che non avete voluto vedere.
- Non lo so... - Davvero non ve ne siete accorti?
Aitana, avresti dovuto dircelo.
Qualsiasi cosa sarebbe stata meglio che andartene così.
Ora stai diventando drammatica.
Non abbiamo avuto tue notizie per quasi un anno, finché non hai avuto voglia di chiamarci.
Non sei venuta nemmeno quando tuo fratello si è ammalato.
E cosa avrei potuto fare?
- Pensi che il mio arrivo l'avrebbe guarito? - No,
ma per una volta
avresti affrontato i problemi invece di scappare.
E gli avresti dimostrato che ci tieni.
Saúl sa benissimo che tengo a lui.
Parliamo ogni settimana.
Inoltre, ti ho detto che c'era un'epidemia e dovevo lavorare. Stavo salvando vite.
Salvando vite...
È arrivata la radical chic idealista.
Qualunque estraneo è più importante di tuo fratello.
E qualunque estranea è più importante di tua figlia?
Non lo so, mamma.
È meglio che andiamo in un albergo. Tanto, hai già trovato con chi sostituirmi.
Cosa succede? Perché urlate?
Saúl...
Noi ce ne andiamo.
Non siamo i benvenuti qui.
Cosa stai dicendo?
- Mamma! - Tua sorella è molto testarda.
È meglio che vadano in hotel.
- Parleremo domani se dobbiamo. - Se se ne vanno, vado con loro.
- Aitana! - Saúl!
Saúl!
Aitana, per favore!
Torna subito qui!
Siediti.
Abbiamo trovato Nadia nove mesi fa.
Era davanti alla nostra porta, tremante dal freddo e affamata.
Si è offerta di occuparsi del giardino in cambio di dormire sul portico.
E tuo padre l'ha lasciata dormire nel capanno.
Dopo un mese, vedendo che era una brava ragazza, l'abbiamo accolta in casa.
Avete portato in casa una vagabonda? Voi?
Nadia non è una vagabonda, è una rifugiata.
Che cosa stai dicendo?
- Hai sempre provato repulsione per quelle persone! - Ma Nadia è diversa.
È molto brava con tuo fratello,
e ci aiuta in casa in cambio di cibo e alloggio. Qual è il problema?
Tu lavori aiutando i poveri, dovresti capire la situazione.
Proprio per questo.
Non si può portare in casa chiunque.
Potrebbe essere una delinquente.
O una serial killer.
Aitana, stai facendo la xenofoba?
È sempre stata una sospettosa.
Io sospettosa?
Dalle una possibilità!
Inoltre, un giorno, così come è venuta se ne andrà.
Mamma, sei cieca.
Ho trovato gli orecchini della nonna nella sua stanza.
Quelli di rubino che mi piacevano tanto quand'ero bambina.
Dannazione, mamma,
ci sta derubando!
Hai pensato che...?
No, no.
Nadia non è una ladra.
Glieli ha regalati tuo padre, per indossarli stasera.
Beh,
visto che sono suoi,
restituisciglieli tu.
Aitana!
Aitana, vengo con te!
Non puoi venire.
Non te ne andare.
Ci vediamo domani.
No, non tornerai.
Aitana, ti prego...
Aitana, ti prego, non andartene di nuovo.
Una mendicante?
No, non una mendicante.
Una rifugiata.
Forse anche tutto questo è un brutto sogno.
Forse sono ancora sull'aereo
e mi sveglierò con una turbolenza.
Sei sveglia, adesso.
Lo temevo.
E c'era qualcosa che non andava con João anche questa volta?
Lei era con lui e lo lasciava cadere.
Era così reale...
Succedeva anche a me da bambina.
Avevo un sacco di incubi.
Incubi?
Sì.
E un giorno...
ne parlai alla mia insegnante.
E lei mi disse di contare fino a tre,
ripetermi che era un sogno,
e affrontare il mostro.
Così quando sognai di nuovo il mostro,
contai fino a tre:
"Uno,
due,
tre",
e sparì.
Gabriellina, la guerriera.
"Il terrore dei mostri."
Sono io.
Se solo fosse così facile sconfiggere i mostri reali.
Ho una chiamata persa da mia zia.
Copertura di merda...
Ragazze,
serviamo un aperitivo.
Scendete?
Tutta la città dovrebbe partecipare
alla nostra campagna "Condividi la tua tavola con i poveri".
E per una sera, saremo tutti fratelli.
Gli indifferenti siano generosi per una sera.
Facciamo cenare i poveri per una sera.
Vi siete riposate, bellezze?
Il mio bonbon al cioccolato dorme?
Sì, siamo state molto fortunate.
Passa la maggior parte del tempo a dormire.
Nadia, bambina mia, puoi venire un attimo?
Certo, arrivo.
Venite, voi due, assaggiate il liquore alle erbe che ha preparato mia moglie.
Stuzzica l'appetito.
Certo, un po' di liquore va bene.
Grazie. Tu non bevi?
Oh, ne ho già bevuti un paio.
- Sei anche tu un dottore, Gabi? - No, sono un insegnante,
ma lavoriamo entrambe per la stessa ONG a San Paolo.
La cosa migliore di questo lavoro è che ci pagano per aiutare la gente.
Interessante.
Beh, si potrebbe dire che aiuto anch'io la gente.
Ad incrementare le loro entrate.
Oriol ha lavorato per 40 anni nel settore finanziario
e ci lavora ancora di tanto in tanto.
Mi piacerebbe andare in Brasile.
Praticate la santeria lì, Gabi?
In Brasile si chiama candomblé,
ma io non ci credo, e non ballo neanche la samba.
Oggi i giovani sono tutti atei, Pepi.
Grazie.
Io credo che siamo tutti energia.
Esattamente.
Condividiamo tutti la stessa energia che ci dà la vita.
E tu in cosa credi, Oriol?
Io?
Io credo solo in quello che vedo.
E alla mia età, ho visto di tutto!
E come avete conosciuto i miei genitori?
Siamo diventati amici circa tre anni fa.
Durante una crociera nelle isole della Grecia. Che meraviglia.
La prima sera abbiamo cenato allo stesso tavolo,
e sai com'è,
"Valenciani e catalani, cugini di primo grado."
E per fortuna ci siamo incontrati.
Se i tuoi genitori non avessero incrociato il nostro cammino,
probabilmente non sarei qui.
Ma cosa dici, Pepi.
Pepita si stava soffocando con un pezzo di carne. Quando me ne accorsi, stava diventando viola.
Non ricordarmelo, Oriol. È stato orribile.
Urlavo come un disperato e nessuno faceva niente.
E d'un tratto, arrivò tuo padre...
Come si chiama la cosa che fece?
Heimlich. Manovra di Heimlich.
Esatto!
Benedetto Heimlich!
Ogni cosa succede per una ragione.
E cosa ti è successo alla mano?
Qualcuno le ha letto le linee della mano
e a Pepita non è piaciuto quello che le ha detto,
così...
Oh, andiamo. Sul serio?
Certo!
Ho cambiato il mio destino per sempre.
Tieni, Gabi, questo non c'è nel tuo paese.
Non dirmi che sei vegetariana?
Beh, sì. Non mangio carne.
Adesso va di moda.
Non sarete animaliste? Come quelli che hanno liberato i maiali.
Ah, non avete saputo?
È stato assaltato un camion nelle vicinanze.
Un casino...
Era anche nei notiziari.
Credo che ne abbiamo investito uno sulla strada.
Davvero?
Che peccato per il prosciutto.
A proposito, Justo,
devo portarti alla Penyeta Rotja a scegliere il tuo piccolo maculato.
E che cos'è?
Non te l'ha spiegato?
Il pata blanca maculato della tenuta Penyeta Rotja, nell'Alt Empordà.
L'hanno organizzato bene.
Passi lì il weekend e scegli un maialino appena nato. Puoi anche dargli un nome.
Guarda, guarda.
Il maialino...
vive nel campo come un re.
Ti mandano delle foto ogni settimana.
Puoi andare a trovarlo quando vuoi. Tutto biologico.
Hanno le migliori ghiande,
hanno musica per il loro benessere, gli fanno persino i massaggi con l'olio d'oliva!
- Gli fanno i massaggi? - Vedessi quanto piace al maiale!
Per un anno vive da Dio, poi...
E ti mandano a casa le salsicce.
E' orribile!
Trovi che sia orribile onorare un animale che verrà sacrificato per il tuo piacere?
Oh, Oriol, a me è dispiaciuto un po' per il nostro maialino.
Sta piangendo?
No, non credo, vado a controllare.
Che cosa fai?
È molto bello.
Non dovresti lasciare la finestra aperta. Potrebbe prendere un raffreddore.
Non abbiamo aperto noi quella finestra.
A volte...
a volte vorrei tornare ad essere una neonata,
ma sapendo tutto quello che so ora.
Sarebbe bello, non è vero?
Sì, credo di sì.
Li vedi, così piccoli, così innocenti,
ignari di quello che gli succederà.
Sì, e cosa gli succederà?
La vita.
Immaginati
mio zio mi che mi faceva dondolare e io dicevo "Più forte, più forte!"
E ho pensato: "Cosa succederà se mi lascio andare?"
Così,
sono volata fin lì...
e mi sono rotta la clavicola.
Eri una bambina ribelle.
Guarda.
Ero un amore.
Che bellina!
Domani ne cerchiamo altre.
Torniamo indietro? Fa freddo.
Tu vai, arrivo dopo.
Non buttarti!
Nadia!
Nadia!
Dannazione, vieni qui!
Ehi, Nadia, hai ancora tramadolo?
Questa morfina è una figata. Ne hai ancora?
Morfina? Che cazzo è questa storia?
Tu chi cazzo sei?
- Amico, andiamo. - Andatevene!
- Cazzo, andiamo! - Aspetta!
Se tornate, chiamo la polizia e ve lo spiegheranno loro.
Porca puttana. Andiamo via di qui!
Che stronza!
Andiamo, amico! Io me ne vado!
Dì a Nadia di restituirmi i miei soldi o se ne pentirà. Nessuno mi prende in giro!
Cerchi qualcosa?
Merda... mi hai spaventato!
Niente...
Sono uscita a fumare una sigaretta.
Con tutti quei vecchi, mi sto annoiando.
In realtà sono tutti molto gentili con me, ma Pepita è assolutamente folle.
Tutto il tempo con il suo dannato liquore.
Vuoi?
- No, non fumo. - Dai, è Natale!
Ti ho detto che non fumo.
Senti, tu aiuti mio fratello.
Ti occupi delle sue medicine, vero?
Sì.
La crisi che ha avuto oggi, sai perché è successo?
Non so, forse gli stai dando troppo poco Tramadol.
Senti, ora basta. Tu ce l'hai con me.
Prego?
Sì, pensi di essere tanto figa ma sei una razzista, sai?
Non fai altro che prendermi per il culo.
Te ne sei andata e hai mandato tutto al diavolo, ora cosa vuoi?
Non so come tu abbia fatto a ingannare i miei genitori, ma non inganni me,
e la fortuna ti abbandonerà.
Ah, sei qui.
Vieni in casa, cara.
No, dicevo a Nadia, ma se vuoi venire...
Mamma.
Mamma, ho bisogno di parlarti.
È molto importante.
Ora non è il momento.
Gabi, Gabi, per favore vieni su.
Piacere di conoscerti, Justo.
- Mi hanno parlato molto bene di te. - Benvenuti. Prego, entrate.
Salve.
- È qui in giro quel mascalzone di Oriol? - Ora arriva. Si sta cambiando.
Portali nel guardaroba. Come stai?
Ciao, mia cara.
Benvenuti.
Grazie molte. Sei... splendida.
Scusatemi.
- Com'è andato il bagno, cara? - Molto bene.
E grazie per la maglia.
Hai visto Aitana?
No. E non so neanche dove sia Nadia.
Gabi!
Aiuto!
Ehi!
Aiuto!
C'è qualcuno qui?
Stai benissimo!
Anche tu.
Dov'è Aitana?
È quello che vorrei sapere.
Sarà in giro per casa, in cerca dei suoi giocattoli di quand'era bambina.
Gabi! Sono di sopra, sono chiusa dentro! Devi venire di sopra e farmi uscire!
Gabi, per favore! Andiamo! Mi senti?
Guarda, ti preparo un aperitivo.
Il liquore stuzzica l'appetito, vedrai.
- Uno per te... - Grazie.
E l'altro...
per Saúl.
Grazie.
Cin cin.
- Cin cin! - Cin cin!
Ecco.
Bene, molto bene.
- Te ne servo un altro. - Aiuto!
Aiuto!
Conosci queste persone?
No.
Che "divertente" vigilia di Natale ci aspetta, cognata.
Cosa succede?
Cosa succede?
- Che cosa fai, Aitana? - Sono rimasta chiusa nella torretta!
Cosa dici?
Chi è stato?
E non hai pensato a niente di meglio che uscire dalla finestra? Potevi ammazzarti!
Hai lasciato João con la finestra aperta?
Probabilmente hai sbattuto la porta.
No, non sono stata io.
Mi hanno chiusa dentro!
Ti giuro che prima non funzionava!
E questa?
Senti, Aitana, non so che ti succede, ma non stai bene.
Dai, prendi João e andiamo.
Ora vuoi andare? Perché?
Ma ti vedi?
Ti sembra normale quello che fai? Potevi ammazzarti!
Gabi, qui sta succedendo qualcosa di strano.
Sì, stai facendo cose molto strane da quando sei entrata in questa casa.
Forse stai avendo un'altra crisi, come quella che hai avuto tre anni fa.
Di cosa stai parlando?
Te l'ha detto mia madre, vero?
Cazzo.
- Si preoccupa per te... - No, mia madre è una manipolatrice. Tu non la conosci.
Non conosco neanche te. Perché non me l'hai detto?
Dai, andiamocene.
È quello che volevi, no?
Beh, ce l'hai fatta. Hai fatto a modo tuo.
Cosa fai?
Senti, se vuoi andare in hotel, è una tua scelta.
Ma io non sono paranoica.
Scoprirò cosa sta succedendo in questa gabbia di matti e chi mi ha chiusa dentro.
Grazie per essere rimasta.
Non me ne sono andata per rispetto della tua famiglia.
Cari invitati,
benvenuti...
nella nostra umile casa.
Spero che tutto sia di vostro gradimento.
Papà che parla in inglese...
Oriol...
voglio...
cogliere l'occasione
per ringraziarti
di tutti gli sforzi che hai fatto per riunirci qui oggi.
Ti cedo la parola.
È stato un piacere,
cari Justo e Dori.
Niente succede per caso,
e la nostra amicizia ne è la prova.
Voglio anche ringraziare voi, cari amici, di essere qui.
Alcuni di voi...
sono venuti da molto lontano per starci accanto in questa serata.
In particolare voglio esprimere la mia gratitudine
al nostro membro più anziano, Nicolàs,
o come a noi
amici
piace chiamarlo,
"vecchio Nick".
È un onore
averti qui, Padre.
Che la tua energia possa illuminarci.
Alla famiglia.
Alla famiglia!
Al "vecchio Nick".
Al "vecchio Nick".
Cos'è questa storia?
Abbiamo ancora tempo per andare in hotel e fare una festa tutta nostra, eh?
Ma adesso stiamo qui, vero, Aitana?
Per la famiglia...
Aitana, posso parlarti un attimo?
Aitana,
volevo solo chiederti di sostenere la tua famiglia stasera.
Sei una madre e spero tu non debba mai affrontare il dolore che stanno affrontando i tuoi genitori.
- Ma se... - Le persone che ho invitato
sono venute ad aiutare i tuoi genitori. Quindi ti chiedo di trattarle con rispetto.
So che sei una ragazza intelligente e capisci la situazione, ok?
Dopotutto, tu non eri invitata.
Torniamo a tavola?
Ecco qui, cara.
- Non hai mangiato niente. - Non dovevi disturbarti.
Non è un disturbo.
Siamo tutti carnivori qui, ma rispettiamo tutti.
Dimmi cosa ne pensi della salsa che ti ho preparato.
Pepita, chi sono queste persone?
Diciamo, un club di amici da una vita.
- Un club molto esclusivo, non è vero? - No, non credere.
Una volta erano chiusi, ma si sono modernizzati.
Qui ce ne sono solo alcuni, ma da qualche anno accettano persone di colore, asiatici e persino ebrei.
Quell'uomo... come si chiama, Nicolás?
- Sì. - Nicolás come?
Nicolás, solo Nicolás.
Scusatemi.
Pronto?
- Questa gente mi dà il voltastomaco. - Non parlare così,
sono ospiti dei tuoi genitori.
Fratellino, "bonbon al cioccolato" ci ha abbandonate.
Si è unita alla squadra delle mummie.
Ti sentiranno!
Sei un'idiota.
Fantastico.
Sembra ottima.
Grazie.
Ma è Pepita l'artista, io ho solo dato una mano.
Di sicuro ti si scioglie in bocca.
Padre Nicolás,
faccia gli onori.
Hai intenzione di mangiarlo?
- Non vedi che è come un bambino? - Esattamente.
Non potrebbe essere più tenero.
È delizioso.
Se non lo vuoi, dallo a me.
Non guardarmi così, non ho ucciso nessuno.
Vado a controllare João. Godetevi la cena.
Cosa ti serve, cara?
Vieni, andiamo in cucina.
Volevo solo scendere un po' con João.
No, questo non è posto per un bambino. Andiamo di sopra.
- Perché? È tranquillo, non disturberà. - Non è questo...
Ma guarda quanto è dolce...
Dori, ce lo tenevi nascosto!
- Posso prenderlo? - Anch'io, non siate egoisti!
Oh, è così paffuto. Così grassottello.
Guarda, che carino!
Meglio che lo porti con me.
Tossisce da quando è arrivato.
Non volete prendere l'influenza, vero?
Beh...
lo metto a letto.
Grazie.
Signore e signori,
chi vuole il bis?
Cara, mi passi il sale?
Che sfortuna che porta...
- Ragazze, fate la stessa cosa. - Ok. Io non credo molto a queste cose.
No? E a cosa credi?
In un bel piatto di cibo e una doccia calda.
Eccellente risposta.
Quanto possiamo imparare da queste persone!
Ricordi il nostro?
Il vostro?
Sì,
anni fa prendemmo con noi un bambino dalla strada.
Come voi.
Si chiamava Thimbo.
E cos'è successo?
È successo che un giorno è volato via,
come un uccellino.
Anche il vostro è un bambino di strada, vero?
Carissimi,
siamo qui riuniti stasera
per dare il benvenuto alla nostra grande famiglia, Dori e Justo,
e riconoscere loro
la straordinaria generosità.
Nove mesi fa hanno accolto qualcuno nella loro casa...
Buon Natale, zia Agatha.
Aitana, che gioia!
- Stai bene? Perché non sei venuta a cena? - Cena?
Tua madre mi ha detto mesi fa che non avrebbe festeggiato il Natale.
Tutto il contrario, dovresti vedere la festa che stanno tenendo.
Ah, beh... non ci hanno detto niente.
Senti,
cosa ne pensi del nuovo membro della famiglia?
Mia cara, non so di cosa tu stia parlando.
Non conosci Nadia, la mendicante che hanno adottato?
Sono mesi che non andiamo a casa dei tuoi.
Non riesco a crederci.
Sì, cara, siamo molto preoccupati.
Perché non venite a bere qualcosa?
Assolutamente no, non veniamo senza essere stati invitati.
Capisco.
Ricordi le cene di Natale che facevamo?
Certo che mi ricordo, cara.
Passa da casa domani, non vediamo l'ora di conoscere Gabi e João.
Va bene.
Ti chiamo domani.
Baci.
Baci, tesoro. Buon Natale.
Come sta il piccolino?
Dorme. Guarda.
Accidenti! Che cose si inventano, eh?
Ehi, scusa per prima.
Non volevo spaventarti.
- Che hai fatto? - Niente, non preoccuparti.
È che a volte non so bene come comportarmi, capisci?
Ho passato molto tempo per strada da sola
e a volte dimentico com'è la gente normale.
- Come sei finita in quel modo? - Le solite cose...
Mia madre mi abbandonò e sono cresciuta con i miei nonni.
Ero un po' una testa calda,
e a 16 anni mi cacciarono di casa.
Perché?
Perché vendetti la TV per comprare della droga.
Ma...
ma adesso hai smesso, vero?
Certo, tesoro.
Sono pulita.
I tuoi genitori mi hanno salvato la vita. Sono stata molto fortunata.
Oh, scusatemi, sono molto stanca.
È il liquore di Pepita.
Figlia di puttana...
Sorellina...
Hai visto papà?
O mamma?
No,
non li vedo da un po'.
Ciao.
Come va?
Mamma!
- Mamma, devo parlarti. - Scusate, torno subito.
- Cosa c'è? - Si tratta di Nadia. Ho scoperto...
Non ti sei ancora stufata? Non voglio saperne niente.
- Mamma, quella ragazza è... - Basta, Aitana!
Non voglio sentir parlare di questo. Non voglio che mi rovini la festa!
Stai bene, figliola?
Che ti è successo alla mano?
Ho rotto un bicchiere.
Continuate senza di me. Sono esausta.
Domani ti racconto di Nadia, impazzirai.
Alla famiglia!
Non credo che resisterò a lungo.
Ho bevuto troppo.
È il liquore di Pepita.
E' molto forte.
Sono ubriaco.
Guarda, guarda Nadia.
È quasi morta.
Saúl, questa stronza deve andarsene.
Ricominci?
Ci sta derubando.
Non dire sciocchezze.
Aitana, piccola Aitana...
ti sento.
- Tesoro, puoi venire un momento? - Arrivo.
No, non tu.
Nadia,
vieni con me?
Figliola cara,
non saprai mai quanta speranza
hai dato
a questa famiglia.
Nadia,
grazie per tutto quello che ci hai dato
e che ci darai.
E grazie a tutti voi, cari amici,
per aver condiviso la nostra gioia.
Grazie, Nadia.
Grazie!
Tutti quanti!
Lasciate parlare Nadia!
Coraggio, Nadia!
- Sì, fatela parlare! - Fare parlare Nadia!
Ecco...
Non so proprio cosa dire.
Poverina,
che brutto momento sta passando.
Ok, sì.
Grazie per essere la famiglia che non ho mai avuto.
Un momento! Un momento!
Aspettate!
Cari amici...
anch'io voglio ringraziarvi.
Mi capite tutti, vero?
Justo,
Dori,
grazie per avermi aperto gli occhi.
Ora so che non mi accetterete mai e che non mi perdonerete mai per avervi delusi
con quello stupido matrimonio...
e per aver abbandonato il vostro genero ideale.
- Avete già la figlia che volete. - Cosa sei, pazza?
Oh, e grazie per aver organizzato questa festa ridicola
per compiacere i vostri nuovi ospiti.
Non so come siate riusciti a riunire tanti coglioni in un posto così piccolo...
Basta così.
Sei ubriaca. Vai a dormire, Aitana.
Sì, sono ubriaca.
Ma tu sei cieco!
"Nadia,
la povera rifugiata."
Qui c'è scritto "Nicoleta Petrescu."
Chi diavolo è, se non sapete nemmeno il suo vero nome?
Come ti permetti? Quello non è tuo!
- "Rifugiata", dice. - Non ascoltarla.
Questa ragazza è una stronza che vi sta derubando.
Spaccia la morfina di Saúl!
Wow, che sfortuna avete con le vostre figlie.
Tutte le femmine vi riescono male.
Come puoi essere così spregevole?
Come osi venire a casa mia
e mancare di rispetto a tutti?
Ma mi hai ascoltata?
Questa tizia ti sta derubando!
Spaccia la morfina di Saúl!
Non un'altra parola su Nadia!
Vergognati.
- Ma... - Chiudi il becco!
E lasciaci godere la festa in pace.
Vattene.
Vattene!
Amici,
mi scuso per l'incidente...
Hai dovuto dare spettacolo, alla fine.
Mamma, perché non mi vuoi bene?
Non dire sciocchezze.
Vai a dormire e non complicare le cose.
Basta, vattene, stronza!
E impara a rispettare ciò che non è tuo!
Ti ammazzo, stronza!
Cosa state facendo? Ferme!
Smettetela!
Basta! Ferme!
Aitana, per favore! Smettila!
Sei pazza! Aitana! Cosa fai?
Separatele, per l'amor di Dio! Dorita!
Queste situazioni mi fanno venire sete.
Qualcun altro vuole del vino?
Figlia di puttana. Imbrogliona del cazzo.
Gabi!
Che diavolo stai facendo?
- Stai rubando! - No, no, no!
Stai rubando!
- No! Telefono! Polizia! - Lo sapevo!
No! Telefono!
Telefono!
Mamma!
Papà!
Ecco la vostra ladra!
- Per favore, lasciami andare... - Cazzo!
Nadia...
Vogliono uccidermi, Aitana!
Vogliono uccidermi!
Nadia.
Nadia.
Maledetta... le ho dato una dose da far dormire un cavallo.
Questo è un biberon?
Nadia, chi sono? Perché vogliono farti del male?
Andiamo!
Esci da lì! Dai!
Nadia, andiamo!
Gabi!
Gabi, svegliati, ce ne andiamo!
Gabi!
Cazzo, i cellulari!
João...
João!
João!
Gabi! Gabi! Ti prego, svegliati! Gabi!
Svegliati!
João!
João?
João.
Dov'è Nadia?
Che cazzo è questo?
Aitana.
Per favore.
Dicci dov'è.
Fallo per tuo fratello.
- Cos'avete intenzione di fare? - Lo aiuteremo.
E abbiamo bisogno di Nadia.
Cosa?
Papà, papà, basta con queste cazzate!
Perché la stai proteggendo?
Nadia non è nessuno!
Ma possiamo usarla per salvare tuo fratello, non capisci?
Siete pazzi!
- Mamma, mamma, mamma! - Aitana!
Aitana, ti prego! Aitana.
Aitana, ti prego, Aitana.
- Siete dei mostri! - No, no, no...
I tuoi genitori sono meravigliosi.
Si sono presi cura di quella sudicia scrofa
- e l'hanno amata come una figlia. - Perché?
Perché?
Perché un figlio amato
è l'unica offerta degna di un dio.
Che cazzo significa?
Se non ci dai Nadia,
dovremo cercare un'altra opzione.
João?
João, no, no! No, per favore!
- È solo un bambino! Vi prego, no! - Nadia.
No, no.
Così no.
Non piace neanche a me,
ma Baal esige un figlio.
Dobbiamo portare a termine questa cosa.
Il bambino non ha nessuna colpa.
Decide Aitana.
Giusto, Aitana?
Per favore!
Per favore!
João, il mio bambino...
- Nadia! - Per favore, è solo un bambino...
No, cosa fate? No, no, figli di puttana!
Non toccatelo...
Per favore...
Nella mia tasca.
La chiave dell'armadio.
Brava ragazza.
Non ci vorrà molto.
Tutto accade per una ragione.
Oh, grande Baal,
signore delle tenebre!
Principe di dolore e lacrime!
Oh, grande Baal!
Ricevi i tuoi servi
che vengono ad onorare e celebrare
la tua immensa gloria
e accetta questa ragazza di strada che ti offriamo nella tua notte.
Oh, grande Baal,
dio della pioggia, del tuono e della fertilità,
attraverso il suo sacrificio, concedici la salute...
concedici forza...
concedici prosperità
e amore.
E avvolgi i tuoi servitori al tuo petto.
Oh, grande Baal!
Donaci la forza e lo spirito
per poter diffondere la tua parola...
così che il tuo regno non abbia fine.
Vita eterna a Baal!
Oh, grande Baal!
Oh, grande Baal!
Oh, grande Baal!
Oh, grande Baal!
Oh, grande Baal!
Oh, grande Baal!
Papà?
È tutto un sogno e mi sveglierò...
È tutto un sogno...
Uno...
due...
tre!
E' adorabile,
e anche molto intelligente, Gabi, davvero.
Che c'è, João?
Ehi, stai benissimo vestito da Babbo Natale!
Questo porcellino è andato al mercato.
Questo porcellino a casa è restato.
Questo porcellino l'arrosto ha mangiato.
Questo maialino niente ha avuto.
Questo maialino...
ha pianto fino a casa.
Aitana, figliola, vuoi del caffè?
Dalle anche due aspirine,
non vedi che ha i postumi della sbronza?
João, sei così carino.
Cara, penso che tuo padre abbia bisogno di aiuto. Sei pronta?
Aitana, tesoro, che ne dici di dare una mano a tuo padre?
Che bello.
Forza, scansafatiche!
C'è un sacco di lavoro da fare!
Figliola, faresti la paella?
Immagino che ti ricordi come si fa, vero?
Oggi la faremo vegetariana, in modo che anche Gabi possa mangiarla.
Ma prima...
l'aperitivo!
Scusate, non mi sento bene.
Lui è lo zio Saúl...
e io sono la nonna Dori...
Hai saputo di Nadia?
Mamma!
Ieri notte, mentre tutti dormivano, ha rubato tutto quello che poteva e se n'è andata.
Molto semplice. Alla fine avevi ragione tu.
I tuoi genitori stanno morendo di vergogna.
Traduzione di Maleva
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