All language subtitles for Professore.S3E09.Hawking_Mistero_dell_Universe.it

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Original subtitles

Nella confusione

miliardi di persone,

solo un'occasione quaggiù.

Tra l'azzurro e il buco nell'ozono

tra giollendo un po' le cono.

>> Qualcosa da nascondere?

>> No.

Perché dovrai nasconderti qualcosa?

>> Non lo so.

Vado a scuola.

>> Viola,

che c'è?

Sembra che tu ce l'abbia con me.

>> Con te? No, no, no. Mica te la fai col

prof di fisica di cui sono innamorata.

No, no, no.

>> Allora, ascolta, guarda, meglio non

parlarne.

Per tua informazione, Alba non ha

dormito qui stanotte. Questa casa ha

solo misteri.

>> Non bevi il caffè?

>> M

>> agitato.

>> Eh.

>> Ciao. Ciao amore. Buongiorno.

>> Buongiorno.

>> Ciao tesoro.

>> Scusate se voi siete qua, chi c'è in

bagno?

>> Come? Chi c'è in bagno?

>> Vi spiego.

>> Buongiorno

>> Alba. Buongiorno.

>> Ciao signora.

>> Ciao. Ciao Alba.

>> Ah,

>> buongiorno signora, mi scusa per il

disturbo. Io sono Alba.

>> Buongiorno. Eh, Alba è una mia ex

allieva.

>> Sì, sì. E quindi non so se vuole

prendere un po' di caffè.

>> No, no, non la ringrazio. Le chiedo solo

un bicchiere d'acqua per prendere un

analgesico. Ah,

>> sì, guarda, prendi il mio che io non lo

uso.

>> Grazie.

>> Puoi tu.

>> Sì,

>> grazie. Vado.

>> Sì. Ok. Sì, sì.

>> Che succede?

>> Vi spiego. Alba è stata minacciata da

dei malviventi, perché li voglio

definire così e quindi ho pensato di

farla stare da noi per un po' per la sua

sicurezza, capito?

>> Ma certo, hai fatto benissimo. Bravo.

>> Eh, grazie poverina, mi dispiace.

>> Beh, non ti siedi?

>> No, no, vado su nonno oggi, non vado a

scuola.

>> Perché non vado a scuola, scusa?

>> Eh,

>> c'è un po' di febbre.

>> Francamente non hai la faccia di uno che

ha la febbre. E l'apparenza ingannano.

Papà, non ti fida,

eh.

>> Ah! Ah!

>> Eh! Beh, glielo porto su così.

>> Ah, sì, sì.

>> No, anzi rispondo. E è Anita, così le

spiego anche quello che è successo

perché

>> Ciao Anita.

>> Dante,

è il numero di Alba?

>> Sì, è il telefono di Alba.

>> Perché rispondi tu?

>> E perché Alba è qui.

>> E perché Alba è lì? E di questo volevo

parlarti, perché ha dormito qua, capito?

>> Ha dormito a casa tua?

>> Sì. Ti devo dire una cosa,

>> Dante. Dante, ascolta, ascolta, non c'è

bisogno che ti giustifichi, non c'è

bisogno perché tu sei adulto e puoi fare

quello che ti pare.

>> Sì, però se parli senza ascoltare non

riesco a parlare.

>> E comunque di quello che fai te a me non

interessa nulla, ok? Perché ti volevo

dire che in

>> Ciao. Ciao. Ciao. Sì. Ciao.

>> Ecco, attaccato.

>> Molto bene.

Dado, mi vuoi spiegare?

>> Mamma, magari un'altra volta devo

risolvere questa questa questione.

Scusami, eh, scusami. Buona buona

colazione. Scusami ancora.

È così.

L'onda

gravitazionale si muove all'interno

della dimensione spaziot-tempo e lo fa

con carattere ondulatorio.

Secondo la legge di gravitazione

universale di Newton la forza di

attrazione tra due corpi è inversamente

proporzionale alla loro distanza, cioè a

dire due corpi, per esempio, la Terra

sono vicini, si attraggono tra loro,

come quei due che forse dovremmo

separare, oppure volete seguire. No, mi

scusi.

>> Bene, grazie. Viola, sei con noi? Eh,

stai seguendo?

>> No, non mi va.

>> Ok. Eh, come mai vuoi vuoi condividere

con noi i tuoi pensieri? Magari sono più

interessanti di quello che sto

spiegando.

>> È tutto molto confuso.

>> Mh. Anche per voi è confuso.

>> Eh, insomma. Lasci provare.

>> Io non ho capito come fanno queste onde

gravitazionali a viaggiare

nell'universo.

>> Allora, è molto semplice. Tu immagina

come uno stagno, sai quando lanci un

sasso in uno stagno e ci sono le onde

che si propagano sull'acqua? Solo che lo

stagno è l'universo e le onde vanno alla

velocità della luce. Faccio vedere.

Allora, abbiamo due corpi.

>> Ho detto a Simone quello che è successo

in git.

>> Eh,

>> ho detto a Simone quello che è successo

in git. Ma perché avevamo deciso di non

dirgli niente? Sei deficiente?

>> Perché non riuscivo a più tenermelo per

me.

>> Che cosa gli hai detto esattamente?

>> Che si propagano spazio tempo.

>> Ma perché? Perché aveva il diritto di

salire

>> nella luce. Ok, direi che è abbastanza.

Sono convinto che voi abbiate delle cose

importantissime da dirvi, ma non è

questo il luogo, quindi lo farei fuori.

>> Sì, sì,

>> grazie.

>> Direta.

Adesso mi spieghi perché l'hai fatto.

>> L'avrebbe scoperto da solo, sarebbe

stato peggio.

>> Ma perché fai la ragazzina? Perché non

ne vieni a parlare con me? Perché prendi

tutte le decisioni di testa tua?

>> Perché io Simone voglio bene. Non

riuscivo a continuare a mentirgli almeno

questo lo capisci?

>> No, io non capisco niente di quello che

fai tu. Niente.

>> Volevo essere sincera.

>> Ah, brava. Volevi essere sincero. Brava,

brava. Non hai pensato però un secondo

che la tua sincerità un po' mi

coinvolgesse. Per un secondo.

>> Se lo ripeto, io Simone voglio bene.

>> Anch'io gli voglio bene a Simone. Solo

che tu pensi solo a te stessa, alla tua

morale, alle tue regoline del cazzo. Sei

a posto? Adesso

>> non parlari così.

>> Ma [ __ ] Greta.

>> Ah, Manuel, non è che puoi fa sempre

come te pare, eh. Muah.

>> Eh, gioca giò.

Oh, scusa, non t'ho visto. Che c'è? Oh,

oh,

>> oh, che c'hai?

>> Non riesco a respirare. Non riesco a

respirare.

>> Che ti senti?

>> Sento di morire.

Stacco ti panico.

>> Ok, allora guarda, non pensare a niente.

Anzi, pensa pensa alla cosa più bella

che conosci. Non lo so, il mare, le

onde. Dove vorresti essere adesso?

>> Non lo so.

>> Non ce l'hai un posto delle fragole? Eh,

>> non posso delle fragole è un film un po'

noiosetto in bianco e nero che hanno

proiettato qua a scuola. Però l'attrice

era un po' speciale, un po' tipo te.

>> Sono speciale.

>> Sì, sei speciale. Guarda, c'ho occhio

per ste cose, fidati. Eh, sei speciale

e meglio.

>> M

>> non eri in viaggio tu?

>> Sì, mi son fatto un giretto, ma so

tornato. Viaggio da 24 ore, non so come

faccio a sta in piedi.

>> A chi ti ci ha mandato?

>> A me? Chi mi ci ha mandato? M

>> non so a questo punto. Buddha,

>> Buddha,

>> Buddha.

>> Devo ringraziare Buddha, quindi

>> un po' Buddha, un po' a me.

>> Dai, accompagnami in classe così assisti

al ritorno del figlio al prodigo.

>> Vai tu, mi prendo 2 minuti.

>> Sicura?

>> Sì.

>> Va bene.

>> Comunque c'è un posto che mi piace.

Il ponte della musica.

>> Bello.

>> Buongiorno belli miei.

>> No, vabbè, non ci posso credere. Bello.

>> Ciao. Ma guarda che c'è.

>> Oh, sisteri

ti trovo bene

>> anch'io. Ciao. Come va?

>> Bene.

>> Quando sei tornato stamattina? So appena

atterrato. Prof.

>> Ammazza, manco sei passato a casa.

>> No, in realtà ce so passato, però non

c'ho trovato nessuno. Infatti. A che ora

è uscita di mia madre all'alba?

>> Presto.

>> Dai, vieni qui che ci sei mancato.

>> Eh, pure voi. Miè mancato pure sto

posto. Ste quattro mura.

>> Non era lo stesso liceo senza di te.

>> Eh, ti credo. Vorrei ved'. Senti,

Simone, non ce sta.

>> Eh, no,

>> no, no. Vabbè, gli mando un messaggio.

>> Oh, ma tu lo sapevi,

>> Anita? Cercavo proprio te.

>> Ah, peccato.

>> Eh, c'è una sorpresa in quinto B.

>> Come? C'è una sorpresa in Quinto B.

>> E davvero?

>> Sì.

>> Sorpresa.

Sorpresa.

>> Prego.

>> Lo rifarò. Eh, preparate a posto.

Sbagliai.

>> Bello. Bellissimo. Veramente è una delle

cose più belle della vita.

>> Oh.

>> Oh. Ciao. Ma

>> ma come ciao? Ma cioè, ma tu torni non

dici niente. Non so se Menatti ha datti

un bacio.

>> Vabbè, come al solito.

Ecco, se l'aspettava

>> e piano, dai. Abbi pazienza. Dai, dai,

su, dai.

>> È stata una decisione presa all'ultimo.

Comunque

>> t'ha convinto papà?

>> No, m'ha convinto Dante, come al solito.

M'ha fatto capire che perde l'anno era

da scemo.

>> Dante,

>> Dante,

>> permesso. Ciao.

>> No, perché voci di corridoio mi dicono

che è tornato il figlio approdico.

>> Ciao prof.

Ciao, bentornato.

>> Grazie.

>> Senti, quando hai finito con i

festeggiamenti, io e te dovremmo andare

dalla preside.

>> Ahia! Va bene. Eh, lo so. Eh,

>> senti, io devo dirti una cosa. Ti

dispiace se ti accompagno in libreria?

>> Eh, sì, però dopo, perché prima devo

fare?

>> Ciao. Eh,

>> tu sei bella. Muah.

>> Grazie. Allora, dicevo, ho rischiato

l'arresto delle volte.

Eh, guarda, sei rientrato appena in

tempo, eri al limite. Ovviamente da ora

in avanti non potrai permetterti più

nemmeno un giorno di assenza.

>> No, no, ma infatti non mancherò neanche

un giorno.

>> E con il programma sei allineato?

>> Quando eri fuori? Hai studiato?

>> Sì, sì. Nel senso, ti sei tenuto al

passo con i tuoi compagni?

>> Sì, sì, certo.

>> Eh, lui, peraltro, ha un padre

severissimo. Immagino che non gli abbia

lasciato scampo proprio. No.

>> Sì, proprio

>> proprio un'educazione quasi militare,

oserei dire.

>> Ah,

>> sì. Eh,

>> mamma mia!

>> E lui si è tenuto in contatto

quotidianamente con i suoi compagni

onine. L'hai fatta questa cosa?

>> Come no? Certo, scherziamo. Certo,

>> tutti i giorni.

>> Mh. Quindi, comunque, se dovesse essere

indietro in qualcosa lui recupera perché

veramente bravo.

>> Beh, ottimo. Ovviamente alle questioni

burocratiche penserò io. Tu puoi anche

tornare in classe, Manuel.

>> Vabbè, era un gioco.

>> Sì, sì. No, è molto carina.

>> Carina. Vai, dai, vai.

>> Sì. E E lei, professore, invece, può

restare un momento?

>> Sì,

>> sono

>> sono preoccupata per Greta.

>> M

>> è di nuovo scontrosa, chiusa, non mi

parla. No, non vorrei che quello che è

accaduto in gita avesse in qualche modo

>> No, ma io non darei troppo peso a quello

che è successo in gita.

>> Cè che con lei è come camminare su un

filo sottile.

Niente, vorrei che tu la tenessi

d'occhio. M

>> Eh, va bene.

>> Posso contarci?

Certo, certo.

>> Bene. Ah, eh, hanno richiamato i

genitori di Lulli,

>> di Zero Lulli, un'altra volta.

>> Sì, eh sì, un'altra volta. E questa

volta chiedono il nostro supporto per

farlo ritornare a scuola.

>> Ma come? Prima rompevano le scatole per

non farlo venire a scuola, adesso per

farlo venire a scuola.

>> Sì, lo so, però pare che il ragazzo stia

tutto il giorno per conto suo, che non

voglia studiare, insomma, sono un po'

preoccupati. Tu pensi di poter fare

qualcosa? Se ci provo, ci provo.

>> Buongiorno.

>> Ehm, Emilio, prima si bussa e e poi si

entra.

>> Egidio.

>> Egidio.

>> Egidio.

>> Sì,

>> mi chiamo Egidio. Vabbè, scusi, mi sono

sbagliato. Comunque è arrivato questo

per lei.

>> Grazie.

>> Ciao.

E lo fa, tende a fare questa cosa.

>> Bene, è arrivato. No, perché è il

compleanno di Greta. Ah,

>> sì. Beh, gli ho preso un tablet, lo

voleva tanto.

>> Allora,

>> tutto a posto. Il battito è regolare.

Stai facendo un ottimo lavoro.

>> Veramente non sto facendo niente.

>> Non è vero. Il tuo corpo lavora

intensamente e anche la tua mente è

coinvolta. Sei contenta?

>> Sì, sono contenta. Sì, credo di sì. E il

padre?

>> No, Dante non lo sa

perché non stiamo più insieme da un po'

e allora non gliel'ho ancora detto.

>> E tu sei sicura che sia suo?

>> Sì, certo. È l'unico con cui ho avuto

rapporti non protetti.

>> Tuo figlio invece come ha reagito alla

notizia?

>> No, neanche Manuel lo sa perché è

tornato oggi dal Giappone e non ho

trovato il momento per dirglielo. E

>> Va bene, dai, prenditi il tempo che ti

serve, eh. L'importante è che tu tenga

basso lo stress, non ti fa bene stare in

tensione. Qualsiasi cosa sono qui.

>> Grazie Fabo.

>> Comunque c sta un giapponese così che

argomento.

>> No, ho da fare.

>> Ascoltami viola. Allora, è evidente che

c'è qualcosa che non va. Non so cosa

sia, non lo voglio sapere, non voglio

intromettermi, avrai le tue buone

ragioni, però ti assicuro, passerà. M di

una cosa invece mi preme sapere, i test

di ammissione all'Università degli Stati

Uniti.

>> Eh, cosa vuole sapere?

>> Ti stai preparando?

>> Non mi interessa più di quel test. Poi

anche se passassi, che cosa cambierebbe?

>> Eh, come cosa cambierebbe? Cambierebbe

tutto nella tua vita.

>> Ho capito che puntare alle stelle è

bello, ma bisogna essere realisti.

>> E io ti chiedo di essere realista. Se ti

impegni puoi superare quei test. Ti sei

già impegnata moltissimo quest'anno. Te

lo meriti, eh, Viola. Te lo meriti

sempre che sia quello che desideri.

>> Allora, a questo punto non so più che

cosa merito, figuriamoci quello che

desidero. Mi scusi.

Vabbè, e Dio padre, io cacci.

>> Ho visto che in corridoio discutevi con

Viola. Cosa è successo?

>> Stai sereno, Dante. Sto usando tutta la

cautela necessaria. Sto facendo quello

che dovrebbe fare un professore, aiutare

una studentessa in difficoltà.

>> E ci stai riuscendo? Ci sto provando.

Sto provando a capire il suo malessere e

a starle a fianco.

>> Ma tu ti rendi conto che nel suo

malessere, insomma, c'entri tu? Ah,

>> ma vuoi darmi la colpa di una cotta

adolescenziale? Pensi che non sia in

grado di cavarmela da solo? Ma sono così

ingenu World? No, io sto soltanto

dicendo che forse senza accorgerene

l'hai illusa.

>> Ma tu mi parli di illudere, tu che hai

illuso intere generazioni di studenti,

che hai stordito gli allievi con le tue

chiacchiere, coi tuoi dubbi, coi tuoi

problemi, le tue domande.

>> Io insegno filosofia cosa c'è di male

nel fare le domande.

>> Non puoi fare 1ille domande alle quali

non hai le risposte.

>> Le domande aprono elementi dei ragazzi.

>> Sì, ma ci sono ragazzi e ragazzi. Non

puoi prendere un ragazzo di 18 anni

pieno di casini nella testa, pieno di

insicurezze e lasciarlo da solo coi

dubbi esistenziali che tu gli hai

insinuato? Davvero non capisco di cosa

stai parl?

>> Sto parlando di Gabriele. Te lo ricordi?

>> Certo che mi ricordo di Gabriele.

>> Ecco,

>> tutti ci ricordiamo di Gabriele. È stata

una tragedia, non soltanto per te, per

me, per la classe, per Alba. È stata una

tragedia.

>> Una tragedia perché tu non ti sei

accorto di niente. Perché tu che eri il

suo professore non sei stato attento.

Quindi non venire a dire a me di essere

attento perché tu ingaggiavi con lui

continue discussioni sull'essere, il

nulla, su Dio che forse esiste, forse

non esiste. Tu parlavi, parlavi e lui

intanto si preparava a morire.

Nell'epoca non sapevo niente della

droga.

>> Dante, non è la droga il problema.

Ciao.

>> Buongiorno.

>> Cosa sono questi geroglifici?

>> Onde gravitazionali? Le stiamo studiando

in fisica.

>> Ecco, se qualcuno mi fa il favore di

cancellarle che già mi stanno facendo il

man di testa. Oh, Luna sei stata

nominata cancellatrice ufficiale.

>> Ok. Qualcuno di voi ha sentito per caso

Zeno in questi giorni?

>> Io, prof, l'ho sentito.

>> Ah,

>> gli ho chiesto che fine avesse fatto, mi

ha detto che mi viene più a scuola.

>> Mh.

>> Chiesto infatti se fosse impazzito.

>> M e lui che t' ha risposto?

>> Ha detto sì, è attaccato.

>> Geni assoluto.

>> Io professor sono pure andato a casa

sua, però non m'ha voluto ved'.

>> Allora, qualcuno mi fai il favore di

riprendere la lezione di oggi che la

mandiamo a Zeno? Lo faccio io, prof, se

mi risponde.

>> Perfetto. Ok, allora

chi conosce Steven Hawking?

>> È quello che ha scoperto il Big Bang. E

no, non esattamente. Diciamo che ha

cercato di spiegarlo, ha cercato di dare

un senso all'origine dell'universo, ma

non c'è riuscito fino in fondo.

>> Perché?

>> Perché la fisica non ha senso.

>> Steven Hawkin è stato uno dei più grandi

scienziati del la sua tomba si trova a

West Spinster quella di Darwin e quella

di Newton. Il suo pensiero, le sue

teorie hanno cambiato il nostro modo di

vedere il mondo.

>> Scusi, prof, che cosa c'entra uno

scienziato con la filosofia?

>> Eh, c'entra,

certo. Ti segnalo peraltro che i più

grandi filosofi di oggi sono anche

scienziati.

>> Quindi fisica e filosofia sono

collegate,

>> diciamo che sono come due amanti, no?

Che litigano, ma poi non riescono a

stare separati. Infatti le teorie di

Hoking hanno risposto sia a domande

filosofiche che a domande scientifiche,

no? Le domande classiche, no? Da dove

veniamo? Che senso ha tutto questo? O

per i religiosi c'è qualcuno dietro a

tutto questo? Pensate che la voce di

Hokin è stata registrata e trasmessa

nello spazio in direzione di un buco

nero. Mkin

era

tetraplegico.

Mh.

Gli ultimi anni della sua vita muoveva

soltanto gli occhi e comunicava

attraverso un computer. Eppure quella

voce meccanica robotica era l'unico modo

che aveva per comunicare con il resto

del mondo ed è riuscito, malgrado tutto,

a cambiare il nostro modo di pensare.

Lui non si è mai fermato davanti a ciò

che non poteva fare. Lui non ha mai

detto questo, non posso farlo, quindi

smetto di tentare. Era convinto che a

definire quello che siamo non è tanto

quello che abbiamo o non abbiamo, ma

quello che facciamo o non facciamo.

È questo a definire chi siamo.

Porta, eh.

Veramente un figo, eh.

Vedete perché non si dice più così.

>> Si dice più cool. Cool.

Però lo sai che domani

>> che succede?

>> No, che succede me lo devi di te. Ho

capito benissimo che la lezione de Dante

su walking e il superamento dei limiti

era per te.

>> Che ne so io quello che gli passa per la

testa? Sinceramente manco mi interessa.

>> Mh. Da quand'è che c'ha i segreti con

me? Siamo pure da soli. Secondo me, lo

sai.

>> Ok. Avevo deciso di fare domanda per

un'università in America. Dovevo fare il

test d'ingresso, ma poi ho cambiato

idea.

>> Ma perché hai cambiato idea? Scusa, se

non c'aveva te in quell'università chi

c'eva?

>> Se stava così bene senza di te, guarda.

>> Eh, immagina.

Beh,

>> ok. C'è stato un momento in cui ho

pensato che fra me il professore di

fisica effettivamente ci fosse qualcosa.

>> Ah, tu pensavi veramente che

>> Sì, ovviamente era tutto nella mia testa

e quando

l'ho capito ci ho sofferto e quindi ho

lasciato perdere tutto.

>> Vabbè, comunque secondo me il test lo

dovresti fare.

>> M

Andiamo.

>> Sì,

anzi no, un'ultima domanda. Come procede

tra mia madre e Dante?

>> No, non lo so. Non lo so. Cioè, a volte

tua madre è veramente un enigma.

>> Un enigma?

>> Sì.

>> Mia madre,

>> sì.

>> La donna più trasparente del mondo. Mo è

diventata un enigma.

Ma

>> mi preoccupi se dici così, scusa.

Enigma. Mia madre.

Ah, ecco. Ti raggiungo dopo, eh.

Ciao Simo. Manuel

ecola.

Sei mancato.

>> Che hai fatto? Sei diventato più brutto.

>> Eh, senti, tu già eri brutto di

partenza. Sei anche peggiorato.

>> Io sono sempre stato brutto dentro,

però. Eh,

>> com'è che non stavi a scuola oggi?

>> Eh, non c'avevo voglia.

>> Non c'avevi voglia.

C'era qualcuno che non volevi ved'?

Sì,

però sono venuto qui per vederti, non

per farmi fare il terzo grado. Sì,

>> vabbè. Senti, se ne andamo a pranzo

insieme de va volentieri.

>> Eh, la Vespa

che che è successo? Cammina.

>> Non chiedere.

>> Che cosa hai fatto?

>> Non chiedere.

>> Non chiedere,

>> Alba.

Nita. Ciao.

>> Ciao.

>> Come stai? Ti hanno fatto male?

>> No, sto bene. Non mi hanno fatto niente,

però il monitor è rotto, qualche

cartolina, qualche libro rovinato. Io

sono mortificata. Anita,

>> non è colpa tua, stai tranquilla.

>> Sì, invece se non fosse stato per me non

sarebbero venuti qui.

>> Ma non hanno detto che avrebbero

aspettato un altro mese,

>> eh? Non ti ho detto che purtroppo ora

vogliono tutti i soldi entro 7 giorni.

>> 7 giorni?

>> Eh, già.

>> Ecco. Meno male che m'ha detto che

dovevo evitare lo stress. Non

>> ho capito.

>> M'ha detto che devo evitare lo stress. E

chi te l'ha detto?

>> Nessuno, me lo dico da sola perché fa

bene lo stress. E lo vedi? Allora,

mettiamo a posto.

>> No, prendo i libri di là. Eh,

>> comunque

sai che c'è? Che quando so partito stavo

a pezzi per nina, ero incazzato nero,

poi a un certo punto ho smesso. Infatti

adesso le auguro solo il meglio. Guarda

>> come mai tutta questa maturità.

>> Il karma.

>> Ah, il karma, sì, scusa, non c'ho

pensato.

>> Lo sai che è il karma?

>> Certo che lo so.

>> Il karma consiste nell'evolversi, nel

cambiare. Infatti io so cambiato tutto

là.

Basta, tutto qua.

>> No, no, te lo spiego meglio. Gli

orientali so convinti che gli incontri

tra le persone sono predestinati, ok?

Quindi il karma ti fa innamorare delle

persone che tu non avresti mai pensato

di poter amare nella tua vita, eh. E non

ne puoi scappa da sta roba.

>> Guarda, mi spiace, ma secondo me questa

è una visione un po' troppo romantica,

troppo bella.

>> Però ci stanno dei legami che resistono

pure a 13.000 km di distanza, no?

>> Sì. Tipo

>> tipo l'amicizia. A me, ad esempio, mi

capitava, quando ero un po' più giù di

morale di pensare a te. Tu pensavi a me?

>> Sì.

>> Dai, vai. E chi ci crede?

>> No, tu adesso no.

>> Eh, che fai? Non rispondi?

>> No, è Greta. Non non mi va.

>> Perché? Che t' ha fatto Greta? Scusa,

>> è andata a letto con Thomas.

>> E vabbè. Che che te frega a te? Che

c'entri?

Che c'entra? Potevo evitare

semplicemente.

>> Ma perché sei geloso di Thomas?

>> No, non sono geloso di Thomas. Non

stiamo insieme io e Thomas.

>> M Allora, ti sei innamorato di Greta?

>> Sì, come no. Domani ci sposiamo, dai.

Eh,

>> Simo, allora, scusami, eh, non stai con

Greta, non stai con Thomas, però te rode

il culo se loro due fanno roba.

Non fanno robe. È successa una volta

sola in gita perché erano ubriachi. Eh,

ma a maggior ragione Simò, dai, guarda,

lo sai benissimo che quando è un ubriaco

finisce per fa roba e chi s'è visto s'è

visto.

>> Oh, ma mi rode e poi puoi prendermi sul

serio per una volta. Ogni volta così chi

s'è visto s'è visto. Sti cazzi,

>> guarda. So serio. Mh. Ti voglio solo

dare una mano. Dimmi almeno che provi

per Thomas.

>> Non mi va di parlare di Thomas.

>> Non ti va di parlare di Thomas. È

dall'inizio della conversazione che

stamo a parlare di Thomas e poi ogni

volta che mi chiamavi quando era

all'estero, Manuel, dammi una mano con

Thomas, non so che fa, non so che di.

Dai su,

>> appunto, troppo. Quindi non parliamo di

Thomas.

>> Va bene.

>> Avevo capito che era innamorato di te,

>> oh. E basta. Va bene, scusa, scusa.

>> Dai Thomas, cazzo. Dai, rispondi,

rispondi, rispondi, rispondi.

C'è nessuno?

Eccomi.

Greta. Ciao. Dimmi.

>> Cercavo Budler.

>> Ah, sì. Che cosa?

>> Lo splin di Parigi. La cosa più triste

che ha scritto.

>> Allora, sì,

sì,

eccolo.

Sì,

decisamente il più triste.

>> A volte i libri tristi construano più di

quelli allegri.

M

lo sai che c'è un trattato sulla

tristezza dove c'è un capitolo proprio

su Bodler, ma è interessante perché

diciamo ecco elaborano il suo concetto

di tristezza attraverso una nuova

chiave.

Oh.

Tanti auguri, amore mio.

Che hai fatto oggi?

Sono stata con Laura e Luna. Nuovo

festeggiata.

>> Ah, che bello!

Questo quando è arrivato?

>> Beh, oggi.

Hai visto il biglietto?

Sì.

Ma a che serve?

A che mi serve il regalo di papà se

tanto io il papà non ce l'ho?

E su modo per dirti

che tiene a te che ti penso.

Scu. Allora,

>> senti, stavo pensando, ma se ce ne

andassimo a cena io e te?

No,

grazie.

Non c'è niente da festeggiare, poi sono

sono stanca.

>> Sei sicura? Perché magari ci farebbe

bene uscire un po' o stare insieme.

>> No, no, no. Preferisco stare a casa.

Può lasciarmela sola, per favore?

Sì, certo.

Bisogna essere sempre ubriachi.

Per non sentire l'orribile fardello del

tempo che vi spezza la schiena e vi

tiene a terra, dovete ubriacarvi.

Divino, poesia o di virtù, come vi pare,

ubriagatevi.

Ha intenzione di rimanere in silenzio

tutta la sera?

Che ti devo dire?

>> Non lo so, qualsiasi cosa. Ma parlami.

Vabbè. Perché non mi hai detto che avevi

una relazione col Leone?

>> Perché era la mia vita privata, era

anche la mia. Lo sapevi quello che

provavo per lui? Te l'avevo detto? Sì,

viola. Sì, lo sapevo. Però io non

immaginavo che per te fosse una cosa

così importante, così così grande.

E comunque, guarda, capitolo chiuso, la

storia è finita perché Leone è l'ultimo

dei miei pensieri adesso.

>> Se permetti, non ti credo.

>> Beh, sbagli, credimi.

Io ho veramente

altro per la testa. Cioè,

non l'ho detto a nessuno,

sono incinta.

>> Sei incinta?

>> Sì, sono incinta.

>> E di chi?

>> Di Dante? Come di chi?

Solo che e non so come dirglielo.

>> Ok, questo non me l'aspettavo.

>> Eccolo.

>> Sì, amore. Piola, questo segreto resta

tra noi. Ti prego, ti prego. Ok.

>> Ciao.

>> Ciao.

>> Come va? C'hai fame?

>> No, c'ho solo bisogno del letto.

>> È stanco, porello. Eh, è stanco di fa

casini.

Chissà i guai che hai fatto lontano da

me. Eh,

>> ma che guai ho fatto? Allora, ho messo

incinta una giapponese, una tedesca,

pure una osta svizzera, molto carina.

Comunque nascono tutti tra 9 mesi in

batteria.

>> Che eleganza.

>> Mh.

Te che hai fatto? Che c'hai uno sguardo

diverso?

>> Che ho fatto? Niente. Ho fatto

>> Sì, sì. C'è una luce negli occhi.

>> Ma che luce?

>> Dipende dal filosofo. Dipende dal

filosofo.

>> Te l'ho detto non lo so. Non ne ho idea.

>> Ma come te l'ho detto? Ma perché? Voi ma

fate gli affari vostri e Pette.

>> Vabbè, era solo per capire se state

insieme. State insieme o no?

>> Non stiamo insieme.

>> Non state insieme.

>> Non stiamo insieme.

>> Sicura al 100%.

>> Basta, Manuel.

>> Vabbè, posso st andare a dormire

tranquillo. Comunque te non me la

racconti giusto

>> perché

>> so io perché.

>> Perché?

>> Buonanotte.

>> E il signorino non mangia. Eh,

grazie.

Ah.

Come sei già svegliato? Jetle.

>> Ah,

>> te?

>> Ehm, niente, io c'ho un po' di pensieri.

>> Pensieri su cosa?

>> Fosse una.

>> Non me piace.

>> Senti, ma

non mi hai detto niente del fiaccio.

Come sei stato con tuo padre? Come sta

lui?

>> Pieno di soldi, ma non ride mai. È una

contraddizione vivente quell'uomo.

>> Cioè, dici che è infelice?

>> Più che altro l'ho visto solo.

>> Che poi è la stessa cosa.

>> Sai che c'è?

>> E che vive in una casa che sembra

un'astronave,

va sempre a magnare in posti stellati,

però è tutta finta quella vita.

Invece qua è tutto vero.

E te posso dire una cosa?

Siamo pure più felici noi.

>> Scusa.

Bentornato, amore mia.

>> Grazie. Ma

>> Thomas,

>> cosa c'è? Che

>> ti voglio parlare, non mi risponde

neanche al telefono. Perché?

>> Secondo te perché?

Non lo so, ma dopo quello che è successo

ne possiamo almeno parlare.

>> Ma di che cosa dobbiamo parlare? Abbiamo

fatto una cazzata. Io sono d'accordo,

però siamo siamo amici, ne possiamo

almeno discutere, no?

>> Sì, siamo amici, ma io voglio risolvere

la mia situazione con Simone. Averti in

mezzo mi crea un grande problema, lo

capisci?

>> Sì, lo capisco.

>> Brava.

Buongiorno ragazzi. Ciao a tutti.

Preparatevi che oggi vi porto fuori, eh.

Dai dai dai.

>> Dottore. Ciao. Ciao.

Quello è nuovo?

>> Sì. Regalo di mio padre.

>> È bello. Eh,

>> una follia.

Ciao Zeno.

>> Oh, bella Zeno.

>> Ciao.

>> Ciao.

>> Oh,

>> è una sorpresa. Volevo fare lezione alla

riaperta, mi è tornato in mente il tuo

posto meraviglioso e siamo qui. L'hai

vista la lezione video?

>> Sì, sì. Bella lezione.

>> Eh, bella. Però se tu fossi stato

presente, no, avresti potuto

partecipare, fare delle domande, sarebbe

stato meglio.

>> Mh.

>> Comunque io oggi vorrei tornare alle

famose domande di Hawin. Allora, lui si

chiedeva, è possibile che l'universo

nella sua perfezione, che la Terra nella

sua meraviglia, che l'essere umano nella

sua unicità? È possibile che tutte

queste cose siano nate per caso?

Hawin sosteneva di aver viaggiato con la

mente, naturalmente, fino ai confini

della galassia e di essere tornato

indietro all'inizio del tempo. Nella sua

vita lui ha avuto alti, bassi, è stato

osannato, criticato, è stato abile e poi

disabile.

In tutto questo percorso

non è mai stato solo perché l'universo

sarebbe vuoto, no? Se noi non avessimo

intorno a noi le persone che amiamo e

che ci amano,

noi, voi anzi non potrete fare a meno

gli uni degli altri per sopravvivere in

un pianeta che sarà sempre più popolato,

per sviluppare delle energie

rinnovabili, per combattere i

cambiamenti climatici, no? Oh, anche voi

come Hawkin e come Manuel. Eh, sì, con

un decalace abbastanza evidente.

>> Vabbè,

>> eh,

>> niente.

>> Sarete dei viaggiatori diretti verso il

futuro e dovrete lavorare tanto per

mantenere questo pianeta comeè, magari

anche meglio di quello che è. E per

riuscirci dovrete partecipare, dovrete

starci.

Non potete tirarvi fuori dal gioco.

>> È arrivato il messaggio, viaggiatore

Zeno.

>> Sì, prof.

>> Dai, facci vedere questo posto

meraviglioso. Ti va? Si può?

>> Sì, sì. Venite.

>> L'asino si chiama.

Insomma,

Zene, tutto questo alla fine perché ci

sei mancato, capito? Noi ti siamo

mancati.

>> Mi siete mancato. Scusa, quanto ti ha

detto che

>> Sì, no, dico a parte viola ti siamo

mancati un pochino anche.

>> Ah, un pochino.

>> Cioè, ma per chi mi

>> potresti non ignorarmi?

Lo so che ho sbagliato, ma non riesco a

sopportare che mi detesti.

>> Credi che io non ti detesto, ma c'ho

abbastanza casini per la testa che non

voglio pensare ai tuoi.

>> Che dovrei fare quindi far finta che non

esisti.

>> Sì, tipo

>> sarà difficile, però se quello che vuoi

lo farò.

>> Simo, possiamo parlare un attimo?

Veramente assurda sta situazione. Cioè,

sembriamo due stupidi quello che è

successo tra me e Greta che era per

ferirti.

È successo perché

mi sentivo perso. Greta pure tu poi mi

stavi lontano. Non è che mi voglio

giustificare, però

>> infatti non è una giustificazione

questa.

>> Ok, possiamo fare la pace, per favore?

Eh, ci andiamo a bere due birre in quel

locale, che dici?

No, mi dispiace, non è una buona idea.

Ragazze, per me va bene studiare tutti e

tre insieme, però per favore possiamo

non parlare della cosa che è successa la

scorsa volta?

>> Matte, stai tranquillo, guarda che

volevamo solo divertirci.

>> Infatti l'hai presa troppo sul serio.

>> Sì, era un gioco.

>> E lo sa che mi so sentito strano perché

non so che cosa siamo noi.

>> Ma te che cosa siamo? Dobbiamo per forza

darci un'etichetta. Siamo tutto e

niente.

>> Tutto e niente. Cioè

>> cioè che nessuno è niente per nessuno e

allo stesso tempo nessuno è escluso.

>> Capito?

>> Ok.

>> Ma che vuol dire?

E così alla fine del libro Mattia Pascal

è costretto a rinunciare al suo nome, il

nome dietro il quale si è sempre

nascosto. Quell'Adriano Me che lui in

realtà aveva rubato ascoltando sempre.

Comunque sono contenta che hai deciso di

tornare

>> davvero c non ti eri già dimenticato di

me.

>> È impossibile dimenticarsi di uno come

te.

Non mi è chiaro se mi ha detto una cosa

carina, una cosa orribile. Mai così,

>> ma sono fronti eventi

>> Sì,

>> professor, buongiorno, scusi, eh, è

rivalta attesa in presidenza.

>> Va bene,

>> ora.

>> Eh, sì, a me m'hanno detto solo da

avvisabile.

>> Sì, sì.

>> Metterei l'accento anche sulla

simbologia.

di Pirandello.

>> Manchi,

>> permesso?

>> Sì, prego.

>> Ciao

>> Tante,

>> è successo qualcosa?

>> No, no, no. Io ieri ho visto quel tablet

che ti è arrivato e Greta mi ha detto

che è regalo del padre.

>> Quindi cosa cosa vuoi dirmi? M

penso che Greta abbia bisogno di verità

più che di illusioni. No,

>> senti Dante, io ti ho chiesto di darle

uno sguardo perché mi preoccupa, è vero,

però non ti ho chiesto nient'altro. M

tantom meno di ricevere delle prediche,

no? Perché Greta è mia figlia, io so

bene come crescerla. Grazie. Sì, ma tu

la stai proteggendo da una verità che

prima o poi verrà fuori. Io penso che

dirle che il padre le fa dei regali non

è una buona idea.

>> Dante, io e te siamo andati a letto

insieme, è stato divertente, ma questo

non ti autorizza a darmi lezione.

>> Io voglio soltanto sapere perché lo fai.

Perché lo fai?

>> Lo faccio perché Greta è un padre che la

ignora, che si è fatto un'altra famiglia

non vuole saperne di lei. Ma non ti

sembrano delle ragioni sufficienti?

E adesso vai, ti sta ridando Greta.

Grazie.

Ciao Luna, che fai?

>> Cercavo qualcosa su Wing. La lezione del

prof è piaciuta un sacco.

>> Scusa, non dovevamo fare mate con Laura?

>> Sì, in teoria sì.

>> E allora siete pronte a tormentarmi con

le coazioni?

>> Non so se il tormento sarà più per te o

per me.

>> Perché?

>> Perché Laura non c'è. Ha detto che

doveva fare delle commissioni per la

madre.

>> Ah! E allora? Lo possiamo sudare qui?

>> Sì, tanto a quest'ora non c'è nessuno.

>> Senti Luna,

io

ehm io ho un po' di tempo che

ti penso.

>> Sì. M anch'io.

E ti sogno?

>> Mi sogni?

E che sogni? No, scusa, prima tu quando

mi pensi a che pensi?

>> Beh,

io penso

>> la stessa cosa che sogno io.

>> Credo proprio di sì.

>> Senti,

i miei non ci sono oggi pomeriggio.

>> Allora, che stiamo aspettando?

Noi non possiamo rischiare che quei due

tornino in libreria e magari facciano da

mela ad Alba o a Anita. No,

>> eh sì, però te lo li dico, devi

convincere a fare la denuncia.

>> Eh, lo so, lo so.

Aspetta, forse c'ho un'idea, però tu mi

devi dare una mano.

Salve

professora,

e tu che ci fai qui?

>> Sono venuto per parlare.

>> Ma di che vuoi parlare?

>> Voi dovete lasciare in pace Alba. Lei

quei soldi non ce li ha.

>> Allora non ci siamo capiti. Tu mi devi

portare €60.000.

>> Ma lei quei soldi non ce li ha. Dove

cazzo li trova? Non me ne frega un

cazzo.

>> Fermi polizia.

>> Via, dai.

>> Piano piano.

>> Forza

>> professore, tutto bene?

>> Sì, sì. Un bel gcio, ma tutto bene.

>> Abbiamo registrato tutto.

>> Ok.

>> La ringrazio, professor.

>> No, grazie a voi.

>> Amore, sei sicuro? Questa è la cosa che

conta di più. No,

>> grazie.

>> Non so che cosa dire.

>> Sei sicuro di stare bene? Ma sì, è un

pugno. Eh niente di

>> Non ti dovevo trascinare in questa

storia, non me la perdono.

>> Allora, avere i sensi di colpa non ha

mai aiutato nessuno, no? Ecco.

>> Sì,

ma io non mi sento in colpa solo per

questo.

Io mi sento in colpa per tutto.

>> Ma tutto cosa?

C'è una cosa che non ho mai detto a

nessuno.

Quella sera,

la sera in cui è morto Gabriele.

La dose gliel'avevo data io.

È colpa mia.

3 notte. Ma che stai a fa'?

>> Che sto a fa'? Non riesco a dormire.

Neanche te, Pedro.

Lascia, lascia, non mi dici che c'hai,

per favore.

Sì,

e infatti io ti

devo dire una cosa.

>> Ok,

dimmela, però. Non mi ten sulle spine

che mi preoccupo.

>> Sì,

aspetto un bambino.

Aspetti un bambino? Sì. Sì.

>> E da quando lo sai, scusa?

>> Da pochi giorni.

>> È de Dante?

>> Ma certo che è de Dante, Manuel. Ma Oh!

>> E perché non me l'hai detto subito?

>> Perché non lo sa manco lui.

>> Che vuol dire? che non lo sa manco lui.

>> Vuol dire che non lo sa manco lui,

>> perché non lo sa?

>> Perché siamo lontani.

>> Beh, mo lontani non me pare perché

>> Eh, dai, Manuel.

>> Eh, ho capito.

>> Io so disperata.

>> Ma perché disperata, scusa? È una cosa

bellissima. Anzi, proprio perché è una

cosa bellissima gliela dovresti di' pure

a Dante. No,

>> ma lui non è pronto.

>> Non è pronto.

Mo perché non è pronto? Vuoi crescere un

altro figlio da sola? Dio! Vedi che

c'avevo visto lungo

che c'avevi uno sguardo diverso.

E qua tu sei bello.

>> È solo una follia

nel vento.

Un'ora nello spazio, un punto nel tempo.

È un giorno che va via, un appuntamento,

un battito perpetto

che dura un momento.

Wowow!

เฮ

เฮ

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