All language subtitles for Professore.S03E12.Maturita.it

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Original subtitles

Nella confusione

miliardi di persone.

>> Regà, pare che il presidente della

commissione sia veramente cattivo. Sì,

l'ho cercato su internet, si chiama tipo

Taliercio, fa il matematico, è un

professore universitario

>> e anch'io ho guardato. Gli studenti di

Milano lo chiamano il cerbero di Brera.

Oh, mamma mia! Cerbero.

>> Andiamo bene il anche una foto.

Guarda che faccio.

>> Mamma mia!

>> Mamma mia! Fermate. Te

>> dai

becchiato.

>> Sono invecchiato.

>> Simone,

>> sì.

>> Hai avuto notizie dal Royal College di

Londra? Eh no, non ancora.

>> Che strano, avrebbero già dovuto

risponderti, insomma, la scuola è

finita.

>> Eh, piuttosto lei sa chi saranno i

commissari esterni quest'anno?

>> Per le materie scientifiche ci sarà il

professore di fisica, mentre invece per

quelle umanistiche tuo padre e Lombardi.

>> Ok,

>> grazie. Arrivederci.

>> Di nulla. Ciao,

>> eccoci qua

per questa ultima lezione. Io non ho in

realtà un filosofo di cui parlarvi.

Vorrei semplicemente fare un bilancio di

questi anni che che abbiamo passato

insieme perché insomma sono passati

anni, eh. Mh. Quindi vorrei, non so,

dirvi io delle cose e poi mi piacerebbe

che anche voi mi diceste delle cose a

me, se vi va. Se vi va.

>> Sei meglio se comincia lei, prof. Eh, ma

parlo sempre io. Vabbè, allora, quel

primo giorno in cui vi parlai di

Socrate, forse qualcuno di voi se lo

ricorda, non eravate tutti presenti,

però almeno tu, figliuolo mio, te lo

devi ricordare per forza. Tu anche,

immagino, Laura, è inutile parlarne.

E io

e vedevo in voi come degli esploratori

di un luogo segreto, misterioso, no? E

quel luogo si chiama sapere.

Il mio primo obiettivo era far nascere

in voi la curiosità di esplorare questo

questo luogo, però facendolo nell'unico

modo che conosco, cioè parlandovi di

tutte le altre culture. Ed è per questo

che noi in classe spesso abbiamo parlato

di cinema, di teatro, di arte, di di

natura, no? Ed è per questo che spesso,

forse troppe volte, siamo usciti da

questa classe, abbiamo visto musei e

alcune delle meravigliose bellezze che

questa città fantastica ci regala in

continuazione.

Per me fare lezione

è proprio come avere un faccia a faccia

con ognuno di voi. M

il verbo insegnare deriva dal latino

signum ed è questo quello che mi sono

proposto, cioè di lasciare un piccolo

segno

in quelle che saranno le vostre future

vite grande almeno quanto quello che voi

avete

lasciato in me.

Grazie di cuore a tutti voi.

Sveglio di nuovo sul la luce che spacca

la finestra, un timbro sbedito sulla mia

e un cerchio intorno alla testa. Lei è

già sveglia.

>> Sì, beh, secondo me è un po' troppo, eh.

Io andrei lì con loro.

>> Ragazzi, fermi, fermi un attimo, un

attimo, un secondo solo. Allora, allora,

allora, voglio ricordare a tutti che

questa sera c'è il saggio finale del

corso di teatro. Quindi voglio vedervi

tutti. Va bene?

>> Sì, sì.

>> Ok.

>> Noi siamo due pezzi di venerdì. Restiamo

ancora un po' nascosti dentro i jeans.

Noi siamo due pezzi di benetti. Restiamo

ancora qui nascosti dentro jeans.

Oh,

>> grazie. Oh, io scappo. Ci sentiamo dopo.

>> Beh, già.

>> Sì, devo incontrarmi con un tizio che

forse mi dà la volett. Dai, ciao.

Certo che sarà strano, eh. Che 5 anni

qui dentro da domani non si vede più. Io

non vedo l'ora.

Senti,

mi è arrivata questa

>> che è.

>> È la lettera del college di Londra. Mi

prenderebbero dopo la maturità. Ah,

buono. Bravo.

Te ne frega qualcosa almeno?

>> Ah, bravo, bravo, bravo.

>> Non l'ho ancora detto Thomas.

Perché? Come si fa? Eh, a fa che andare

a Londra in università. Che fa? Viene

con me e studia pure lui. No, ma che ti

si mette a fare lavapiatti, fa carriera?

È pure bravo, che ne sa. Ah,

ma perché parlo con te io?

Perché sei buono e soprattutto perché

puntualmente fai sempre come cazzo te

pare.

Eccolo.

Oh oh.

È chiaro.

>> Eh dai, basta.

>> Guardi però. E la ginecologa mi aspetta.

Eh,

>> basta. Eh, dai. 10 minuti in macchina

siamo lì. Su.

>> Ah, non vuoi rimanere qua a fare

secchiate? Mi sembra che ti era piaciuto

tanto.

>> E che mi sono cambiato a fare? Dammi il

bacetto. Su, andiamo.

>> Guido io.

>> No, che guidi tu. Vai di là, vai.

Attenta, vai di là. Ahia!

>> Eh, non c'entro. Dante,

>> tieniato.

>> Viola, tutto bene?

>> I risultati del test a missione

>> e allora

>> negativo.

>> Non ci credo. No, ma questi sono pazzi.

Cioè, se non prendono una come te, chi

prendono? Io penso che dovreste

>> Non mi va di parlarne, scusami.

>> Che è successo con Viola?

>> E il tes che ha fatto? È andato male.

>> E tu?

>> Io cosa?

>> Eh, che gli hai detto?

>> No, niente, non mi ha fatto parlare. Ha

detto che voleva restare sola.

>> Zeno, bello mio, fattelo di'. Quando

Viola dice che vuole sta da sola, vuol

dire che vuole l'esatto opposto. Lo sai?

>> Dico, vai. No, fagli capire che se non

ce sta l'America ce sei te. Detto, è

possibile. Ti devo di' tutto io.

>> Hai ragione. Vado. Vai, Zeno, vai. Vai.

Zio Carlo, ciao.

Papà, è tornato a casa. Ma è una

bellissima notizia. Scusa, perché non

m'ha chiamato lui?

Come male?

Cioè, quanto sto male?

E scusa, non possiamo sentire altri

medici chiedere un consulto?

Scusa un attimo,

dicevo, cioè, perché non sentivo il

parere di qualcun altro?

Viola,

senti, io io lo so che non ti va di

parlare, però tanto non c'è bisogno che

parli. Parlo io e parlo io per dirti che

molto egoisticamente, ma io sono

contento che non andrai con l'università

perché questo avrebbe significato

mettere un oceano tra di noi e a me

l'idea di avere un oceano fra di noi

sono mesi che mi fa stare male e non mi

fa dormire la notte.

>> Che sta cercando di dirmi? Zeno, mi

prendi per il culo? Devo far credere che

mi pensi tutte le notti, mattai? Sì, sì,

è quello che ti sto dicendo.

>> Dire cavolate, dai.

>> Ma è la verità, Viola. Pare pure strano

che tu non te ne sia accorta. L'ha

capito perfino tuo fratello.

>> Ma di cosa?

>> Che

ti voglio bene.

>> Vabbè, ma che c'entra? Anch'io ti voglio

bene.

>> Sì, però

io ti amo. La capisci questa parola?

Devo gridare, se vuoi la urlo. Ti amo.

>> Ok. Ok.

Non non ne sono molto sicura, però

>> forse ti amo anch'io.

>> Come? Non ho sentito bene.

>> Hai sentito bene? Vieni che ci dobbiamo

asciugare.

Vieni, vieni.

Allora, tu ti devi cambiare. Forse ho

qualcosa di Manuel. Aspetta,

>> però pure tu ti devi cambiare.

>> Sì, ora mi cambio. Servirebbe una doccia

calda.

Anzi, sai che c'è? Mi dai una mano a

togliere la maglietta che mi si è

appiccicata che sono tutta zuppa qua

dietro.

>> Sei sicura?

>> Sì. Vieni, avvicinati. Vieni qua.

Mi è arrivata la lettera del college,

ehm,

e al 99% mi hanno preso.

E beh, è una è una bella notizia, no?

>> Sì, sì, è molto bella. Sono sono molto

contento.

Però non vorrei che per questa cosa ci

ci allontanassimo.

E allora stavo pensando che magari

potremmo

andarci insieme

>> dove? Io io e te a Londra.

>> Sì,

non lo so. Se non vuoi studiare, magari

puoi trovare un lavoro, ci ci dividiamo

le spese.

>> No, sarebbe bello, sarebbe sarebbe figo,

anche perché il giorno d'oggi se non fai

almeno un anno a Londra sei tipo

nessuno. Non so. Eh, Buon caffè intanto?

>> Eh, sì, grazie.

>> Che ne dici? Allora,

>> sì, sì.

Tutto procede bene, però c'è il rischio

che nasca prima dei 9 mesi, molto basso,

>> cioè,

>> oddio,

>> no, non c'è da preoccuparsi, si vede che

ha molta voglia di nascere.

>> Ah,

la stessa cosa che ha detto Manuel.

>> Eh, certo, perché ormai è pratico anche

di ginecologia.

>> Dai, sai come ho fatto la fattura?

>> Eh, che non lo so.

>> In ogni caso, io sarò qui per tutto il

mese. Mh. Appena dovessi avere un

segnale, ti ricovero al volo. Ok. E

rimani sempre del parere di non voler

sapere il sesso.

>> No, io veramente lo vorrei sapere.

>> Parlavo con la mamma.

>> Ah!

>> La mamma non lo vuole sapere perché la

mamma lo sa.

>> M come hai capito, è una famiglia un po'

strana. Il figlio è convinto di essere

ginecologo e lei di essere una maga. E

che vuol dire? Che già lo sai.

>> Dante, una mamma lo sente,

>> lo sente.

>> È femmina.

>> Eh, va

>> scommetti.

>> Dai,

>> senti cos

>> lo dico. Eh,

>> è una bambina,

>> è femmina.

Oddio, come sono contento.

>> Anche le per me è una novità.

>> E perché? Per me no.

>> E no. E certo. Parlo.

>> Oh, sappi che da adesso io la chiamerò

per nome, eh.

>> Eh, certo. Eh, che nome?

>> Poi te lo dico.

>> Io non conto niente.

>> No, non è così. È vivo.

>> Che bello. Emmina. Emmina.

E questa

>> è di mio padre. Ti piace?

>> Insomma,

>> dai, sali.

Te che ci fai qua?

>> Io in realtà mi dovevo vedere con Laura.

>> Anch'io.

È un po' strano.

>> Sì.

A Laura scrive che non può più veni'.

>> Anche a me.

>> Vabbè.

E poi ci spiegherà

che che facciamo adesso.

Non lo so,

aspettiamo un po' e poi andiamo a scuola

per lo spettacolo.

>> Va bene.

>> A me comunque l'idea di iniziare

all'università non è che m'ha attira

tanto, eh. Cioè, io vorrei fare

l'attore.

>> Che c'entra questo discorso adesso?

>> No, c'entra niente. Giusto per dire

qualcosa.

Io giusto per dire qualcosa,

mi piace quando in scena mi baci davvero

quando tutti pensano che sia per finta.

>> Io per finta non ce la faccio.

Tu?

No,

neanch'io.

Ciao mamma, come stai? Tutto bene?

Tesoro. Sì, sì, sì. Ciao Anita.

>> Ciao. Come va? Possiamo dare una mano?

>> No, no, no. Tu, Anita adesso trovi un

posto a sedere qui in platea e ti

riposi.

>> Beh, in effetti no. Sì, vai.

>> Io sto bene, scusate. Sto bene. Dai,

voglio fare qualcosa. Eh, lo so, però.

>> Buonasera.

>> Ciao Manuel.

>> Vado a mettere a posto le luci, le cose.

>> Buonasera.

>> Ciao.

>> Ciao ragazzi.

>> Ciao. A proposito, guarda, mi è venuto

in mente, se vuoi fare qualcosa,

>> ah,

>> fai ripassare la parte agli attori.

>> Ah. Bello, eh? Grazie.

>> Sì. Tate gredini lì.

>> La gravidanza è uno stato di salute, non

di malattia. Ah,

>> in festa

>> è buio dietro, eh. Vai, vai, vai, vai.

>> Concetto semplice. Un po' preoccupato.

>> Ah, insomma, un po' Sì, dai.

>> A proposito, che ore sono?

>> Sono le 910.

>> Come?

>> Cioè,

>> cioè le 910

>> e Romeo e Giulietta non sono ancora qui?

No, dico sono i protagonisti, ancora non

si vedono. Ma secondo te è il modo di

comportarsi? Eh beh, guarda, io non ho

parole e vogliono fare i professionisti.

>> Ma brave!

>> Ma che cazzo

>> è?È tua la macchina

>> è di mio padre.

>> E fammi vedere i documenti. Ma prima

datti una sistemata. Ragazzi,

>> io a lei non gli do proprio niente.

>> Su, forza, dammi i documenti. Non

abbiamo tutta la serata. Ma guardi che

non ci sta nessuno qua, non stamo a fa

niente,

>> non alzare la voce. Stavate facendo una

cosa che non si può fare in un luogo

pubblico.

>> Ma che sta a di Ma qua non ci sta

nessuno? Ho detto di non esagerare che

va a [ __ ] tutte.

Stai benissimo.

>> Anche i capelli non sono troppo stretto.

Va bene, grazie.

>> Eh, ci sto a prova. Sì, lo devi

districare, senò è inutile.

>> Virginia Luna. Ma dico, ma ti sembra

l'ora di arrivare? Siamo stati in Asia

fino a 2 secondi fa.

>> Lo so, lo so. È successo un casino.

>> Cosa? Hanno arrestato Matteo.

>> Cosa? Sì, mo è una storia lunga, non ve

la posso raccontare, però hanno

arrestato Matteo.

>> Oddio, adesso basta, basta. Lo

spettacolo, va in fumo. Niente, ore e

ore di lavoro.

>> Ma adesso non drammatizziamo, no? E in

teatro si risolve tutto, me lo insegni

tu. Molliere è morto in scena, ci sono

attori che vanno in scena con 40 di

febbre. Sai cosa facciamo, mamma? Diamo

il ruolo a uno di loro e lo facciamo

recitare col copione in mano e abbiamo

risolto, dai.

>> Vabbè, ma non è mica la stessa cosa.

Dai, vado su.

>> Lo posso faare io, Romeo, comunque.

>> Chi?

>> Io.

>> Tu, Manuel. Eh,

>> ma veramente te la sentiresti?

>> Ha voglia, eh? Ho pure visto tutte le

prove, non c'è bisogno che leggo il

copione, le so le battute.

>> Bravo.

>> Daje

>> e daje forte.

E vai. Ti do una mano a ripassare.

Andata. Io chiamo il Pantera e cerco di

risolvere questa situazione.

>> Grazie Dado.

>> Oh, tutto bene?

>> Sì. Senti, ti devo dire una cosa. Bene,

dai.

Dimmi.

Qualche mese fa io e Matteo siamo andati

a letto

e chiaramente non ho mai avuto il

coraggio di dirtelo.

È che ci piacciamo tantissimo.

Ti avevo già capito tutto da un pezzo.

>> Tutto cosa?

Oggi avevo organizzato io tutto. Speravo

che succedesse questo. Questo cosa? Ci

sareste messi insieme.

Scusa, ma non ti dispiace per te,

Matteo?

>> No,

ho capito la situazione ed è giusto che

mi metta da parte.

Poi sai cosa?

Sto bene anche da sola.

E quindi avete saputo del nostro piccolo

inconveniente, quindi vi chiedo di

essere magnanimi con i nostri giovani

attori, ma soprattutto con il giovane

protagonista involontario, se così

vogliamo definirlo. Quindi vi auguro

buona serata, ma soprattutto buon

divertimento.

>> Matteo.

>> Sì. Che succede? Che mi fate?

>> Niente, adesso vi la collega mia firm in

verbale e te a casa.

>> Grazie signor.

>> Quant'era per te? Salutiamo il professor

Balestro.

Vieni morte, sarai la benvenuta.

Giulietta vuole così.

È ancora notte, non è giorno.

>> È giorno, invece è giorno.

Va via, vattene, corri, ma presto,

subito. È la lodola che canta. Va via,

c'è sempre più luce.

>> Sempre più luce fuori, sempre più buio

per noi.

>> Dammi notizie. Sempre un'ora senza te è

lunga giorni e giorni. Ti scriverò, ti

scriverò

e poi ci rivedremo e tutta la pena di

ora ricorderemo con nostalgia nel tempo

che sarà solo nostro.

Addio.

Addio.

Bravi.

>> Bellissimo. Leone di

giro con scisoro.

Stanotte stanotte. E tu di che sei?

C la solita lontana tanto uscire anche

stasera salvarmi dal divano dalla verso

età. Voglio cerco unaltra scusa la vita

al mal di schiena. Con il traffico di

Roma ci servono smart ma tu non si

arrendi mai.

Nella stessa nuvola un giorno rasserenò.

Dammi il bacio.

Non lo so più di non lo so. A volte

vorrei dirtelo. Non ti basta. Basta una

vita normale a me basta, basta che mi

viene a salvare. Non lo so bey, non lo

so. A volte vorrei dirtelo. Non ti

basta, basta il mio respiro sul cuore a

me basta, basta che mi viene a

svegliare.

>> Ciao.

>> Ciao.

>> Com'è?

>> Quanto roba hai preso?

>> Eh, e vabbè, siamo tanti, no?

Come va con i ragazzi?

>> Bene, molto bene. Non ne possono più dei

libri, però è stata molto buona l'idea

di Viola di farli venire a studiare qua.

>> Ma loro gliel'hai detto che non vogliamo

più stare qua, che vorremmo avere un

posto nostro. Sì, ci ha parlato. Tanto

anche per loro cambia tutto perché

Manuel vuole andare a stare un po' dal

padre che tra un mesetto viene in Europa

e Fola non ha ancora deciso, però io

credo proprio che voglia riallacciare i

rapporti con la madre e allora quando è

finito l'esame va a stare un po' da lei,

>> eh. Cè Ma anche giusto. Vabbè dai.

>> No, lascia lascia stare. Su, dai, su.

Faccio io ste cose, no?

>> Sì.

>> Eh, invece il povero Zeno.

>> Zeno, nel frattempo si fa 6 mesi di

volontariato in Africa.

in Africa.

>> Eh

>> ah beh, bravo Zeno.

Amorca il corgentiratto s'apprenda.

Prese costui alla bella persona che mi

fu tolta nel modo in cui mi offende.

Quindi questo triangolo è iscritto in

una semicirconferenza, no? Che vuol dire

che la base del triangolo ABD è il

diametro di questa semicirconferenza.

No, non ho capito.

Regà, qualcuno ha visto Greta?

>> No, no.

>> Che stai a fa' qua?

>> Dicono che dalle stanze delle persone si

capisca la loro personalità.

Ma qua è tutto ordinato?

È

>> tutto ordinato perché io faccio casino e

mia madre mette a posto. Sarà forse la

gravidanza.

>> Mi pareva.

Mi avevi detto che mi avresti portato

nel tuo posto preferito.

>> Sì.

E ci stai dentro al posto preferito mio?

>> Questa stanza?

>> Sì, questa stanza.

>> Perché?

>> Perché?

Perché è l'unico posto in cui mi sento

davvero tranquillo, è il mondo mio.

Ti va di raccontarmi qualcosa di te?

Non so niente.

>> Va bene.

>> Allora,

>> allora il lavoro è sempre uguale al

prodotto dello spostamento per la

proiezione della forza sullo

spostamento.

>> Sì. No, no, aspetta, no, mi mi devi

lasciare finire il disegnino. No, no,

secondo me se lui se tu capisci prima la

formula, poi ti viene automatico.

>> Ma sì, ma lo devo vedere. Se non lo vedo

non capisco.

>> Però va bene, però prima partiamo.

Allora, forza e spostamento. Ci siamo,

no?

>> Allora, la frequenza è legata al periodo

dalla seguente frazione, ok? E noi da

questa possiamo anche dedurre, dato che

il periodo sta qua sotto, che ehm

>> che è inverso la frequenza che noi

abbiamo calcolato prima con questa qua.

>> Ok?

>> E perché questo è un decimo? Perché un

decimo non ho capito.

>> Perché è un decimo di giro al secondo.

Cioè se eh se lo fa in 10 secondi.

Diciamo che era un periodo in cui non

ero tanto tranquillo.

>> Perché? Che facevi?

>> Che facevo?

Ero finita a spacci' a fa qualche

furtarello, mi son pure fatto bocciare

>> e poi

>> e poi ne so uscita

>> come

>> nell'unico modo possibile per uscire da

una situazione del genere con l'aiuto

delle persone

e per me quelle persone sono state

Simone

e Dante.

M'hanno salvato.

Hanno salvato anche me.

>> M

vedi, c'abbiamo già una cosa in comune.

Dici che è l'unica?

Aspetta,

scusa.

Non credo sia la cosa giusta per me

adesso.

Se io adesso ti bacio, faccio quello che

ho fatto per tutta la mia vita,

appoggiarmi a qualcuno.

E invece dopo quello che è successo,

io credo che sia meglio che io trovi il

mio equilibrio prima.

Ma proprio con me la dovevi raggiungere

sta maturità da maestro Jedy.

>> Hai visto?

>> M

>> Tommy, Tommy, scusa, che vuol dire che

non puoi venire a Londra?

>> Devo tornare a Treviso, Simo.

>> Ma perché?

È stato scarcerato mio padre perché non

sta tanto bene.

Sta morendo, Simo,

sta morendo.

Mi spiace dirtelo così, l'ho scoperto

giorni fa. Io

>> Tommy, mi spiace, ma perché non mi hai

detto prima?

>> Ero confuso, Simo, ero confuso. Però lo

capisci perché non posso venire a

Londra?

Quindi è finita.

Mi dispiace Sim,

mi dispiace.

Però io ti vengo a trovare per favore mi

ascolta un attimo.

>> Lasciami andare per favore, eh.

>> Che succede? Perché Simone è andato via

con la mia moto? Quim abbiamo discusso

>> e quindi siamo lasciati.

>> Che vuol dire che vi siete lasciati? Che

vi lasciate il giorno prima degli esami?

Che siete due ragazzini?

Lo vado a cerchia'.

Scusate,

eh,

la strada era un miraggio di luce

fuoribonda

per i tuoi occhi stanchi neanche un filo

d'ombra.

Io sono il mendicante

che bussa alla tua porta. Tu la moneta

nella mia mano sporca.

Manuel che c'è?

>> Come che c'è? Ma si può sapere dove

stai?

>> Non lo so, credo dalle parti del porto

di Ostia.

>> A Ostia? Ma che Ma che stai a fa' Ostia?

Simò.

>> Niente frateè, non ti ci mettere pure

tu. Va bene, lasciami stare. Ma

>> che sei umbriaco?

>> No, un po'.

>> Vabbè, non te v da là. Arrivo.

>> Ma che arrivi? Senti, lasciami stare.

Veramente non mi serve niente.

>> No, no, arrivo, arrivo. Ciao.

>> Tutti i giorni a te.

Le distanze,

tutti i sogni spesi

navigando a piedi notti bianche. Il

tempo come vedi soffia via

troppo grande. Polvere

di ieri e nessun posto mai così distante

se ho te dalla mia parte.

>> Eh,

>> novità

>> nessuno.

>> Se vero che ogni casa raccoglie le

parole, i gesti di silenzi che hanno le

persone.

>> Io vedo quello che pensi. dici dove

cercare. È bellissimo.

Appena so farla bastare.

E poi sorridi mentre ti sfioro.

E ogni stella in accoggiatore

sulla faccia sodata del cielo

tutto sembra ancora intero.

>> Oh, come stai a sentire un attimo.

>> No, non mi va di parlare. Va bene, non

mi va. Anzi, basta parole perché sono la

rovina di sto mondo.

>> Oh, guarda che lo so pure io come ci si

sente quando te lasci, eh. Però

scappando così non risolvi un cazzo.

Almeno io sono andato dall'altra parte

del mondo. No, a Ostia. E poi ti ricordo

che fra qualche ora c'abbiamo gli esami

di maturità. Te lo ricordi o no?

>> Appunto. Lo sai che c'è? Che non me ne

frega un cazzo dell'esame di maturità.

Va bene?

>> No, è un anno che ci rompono le palle

con l'esame di maturità come se fosse

l'obiettivo della vita. Invece non è

così. Non è tutto in discesa. Dopo è più

difficile. Ci sono altri esami. Io c'ho

18 anni, oh, non sono pronto. Non so che

voglio fare. Non so se voglio andare a

Londra.

>> Va bene. Abbiamo la vittima di oggi,

Simone Balestra. Abbiamo la vittima.

>> Sì, sì, sono la vittima. Povero Simone

Balestra. Va bene, voglio fare la testa

di cazzo oggi. Parli in terza persona.

Sì, comunque sei una testa di cazzo. Te

lo dice uno che se ne intende. Sei una

grandissima testa di cazzo. Mo sei

contento che te l'ho detto?

>> Sì.

>> E poi mi rode perché mi ero promesso di

non innamorarmi più.

>> Che vuol dire? Te l' promesso. Non te le

puoi promettere ste cose. Se ti hai

innamorato, ti sei lasciato, capita. È

la vita. Va bene.

>> È la vita. È la vita per te. È sempre la

vita. E allora non ne vale la pena.

>> Ne vale sempre la pena. Sempre. No,

perché si sta male e poi si fanno

cazzate. Su questo siamo d'accordo. Si

fanno le cazzate. Ad esempio, la cazzata

che sto a faare io è segui te che te sei

imbriacato la notte prima degli esami.

>> Isanna,

>> grazie.

>> Prego.

>> Novità?

>> No, purtroppo no.

>> Ma tu non hai dormito?

>> Eh, no, no. Vado a svegliare Viola che

tra poco dobbiamo andare. Eh,

>> senti dove l'hai lasciata la moto di tuo

padre?

>> Mi ricordo da ste parti.

>> Vabbè, tanto non potresti guidare. Te

porto io

>> ancora. Tanto non vengo.

>> Che vuol dire? Che non vieni?

>> Che non vengo a fare l'esame.

>> Non vieni a fare l'esame?

Allora, non lo faccio manco io.

>> Ma che stai a di

>> quello che ho detto? Non faccio neanche

io l'esame.

>> Dai, Manuel, smetti di cazzate, per

favore.

>> Ma non so cazzate, però se dobbiamo

prendere una decisione di merda,

prendiamola insieme. No,

>> questo è un colpo basso.

>> Non lo so, chiamalo come te pare. Non lo

so.

>> Mamma mia, mi sembri Lombardi. Mi sembri

>> che vuol dire che te sembrano Lombardi,

scusa.

>> Simul Stab, simul cadent.

Questa è pi per culo. Non c'ho mai avuto

più quattro in latino. Traduci.

>> Te vuoi fare la maturità? Vuoi fa?

>> Beh, vorrei vorrei fare la maturità

visto che è una certora. Sì.

>> Comunque Lombardi diceva: "Così come

stavano insieme così cadono insieme."

>> La Manuel e Simone associati

>> cric e croc. Ricordi

>> Simo, te lo dico già da adesso. Se mi

fai rifare il quinto lice io te lo

faccio pesa tutti i giorni. Eh,

ma tutti

festivi inclusi,

capito? Eh,

>> Manuel.

>> Oh, prof Simone sta qua con me. Sta

bene, stiamo arrivando.

>> Ma dove siete?

>> Eh, sulla strada tra Ossi e Roma.

>> Ma come sulla strada?

>> Ma come sulla strada? Guarda che qua

sotto, Git, ho già aperto il portone. Eh

>> eh.

>> Eh, prof, se inventi qualcosa, perché io

e Simone stamo nelle mani sue.

>> Dove? Eh,

>> che c'è? Attaccato.

>> Sì, attaccato. Sì.

>> Che cosa t' ha detto?

>> Ha detto che sono per strada, quindi

hanno bisogno di tempo.

>> Ma non c'è tempo, ce lo inventiamo il

tempo.

>> No, vabbè, cerco di cerco di ritardare

l'esame scritto. Aspetta un attimo,

aspetta un attimo.

>> Ma come fa a ritardare l'esame? Dai,

>> può venire un attimo, per favore?

>> Eh, adesso dai, stai calma. Un attimo,

Egilio venga qua. Veng allora abbiamo un

problema. Ci sono due ragazzi in forte

ritardo che rischiano di perdere

l'esame. Lei capisce la gravità della

cosa. Quindi io blocco i docenti. Eh,

lei quando arriva il presidente il

presidente da mo che è arrivato.

>> Ecco qua. E quello all'alba è matto, che

ne so.

>> E vabbè, si inventi qualche cosa e gir

>> e m'ha aperto mo il portone, che faccio?

Lo richiudo.

>> Faccia una delle sue cose e capisce a

cosa alludo. Vada, vada. Senti, io mando

un messaggio ai ragazzi che mi è venuta

un'idea.

Si può sapere che non hanno fatto i

membri interni della commissione?

>> Stanno arrivando.

>> Sì, ma dove sono?

>> Stanno a fare colazione.

>> Colazione?

>> Sì,

>> a quest'ora.

>> Noi a quest'ora avremmo già dovuto

cominciare. Io spero davvero che lei

stia scherzando.

>> Vado a chiamare.

>> Ma certo, subito e comunichi loro tutta

la mia irritazione. Il tempo è sacro.

>> Giusto. Troppo giusto. Giusto, giusto.

Che poi quando una cosa è giusta è

giusta.

>> Ecco, visto che è giusto, corra.

>> E magari potessi tuttù. Io c'ho la

malattia, c'ho tutto un femore posato.

Lasciamo perdere, va'. Vado.

Ci voleva proprio. Eh,

>> lasciacci.

Dai, sofferenza.

Vabbè, colleghi, io direi di cominciare

con l'apertura della busta. Eh,

eh, presidente, vede, c'è una mano

alzata.

>> Che c'è? Signorina,

>> dovrei andare in bagno

>> ora,

>> eh? che devo andarci spesso. Sì,

>> la ragazza è il carrozzino

>> e lo vedo.

>> Tocco.

>> Prego. Vada, vada.

>> Grazie.

>> La aspettiamo.

>> Vabbè, comunque noi procediamo con

l'apertura, eh, perché guardi, vedo

un'altra manozzata lì. Mi scusi

veramente tanto, presidente, avrei

bisogno anche io di una pillola perché

mi è scoppiato un mal di testa da ansia

terribile.

>> Purtroppo succede.

Qualcuno di voi ha un analgesico?

>> Eh

ah beh, forse forse eh, cioè ci siamo

fortunati, ma no, questo no, scusi. Eh,

no, purtroppo no. Forse Leone. Forse

>> Sì, perché ogni tanto ne porto di testa

>> ne porto qualcuno dietro arappolo. Sì,

purtroppo.

>> Eh, forse ehm qui in borsa.

>> Ecco, verifica bene.

>> Eh, allora ok. Questo è noto?

>> Mh, mi sa che

>> No, no, non credo che vada bene, eh. No,

ma non va assolutamente.

>> Ah, qui eh però più più mal di denti,

vero?

>> Esatto. Per mal di testa. No, secondo me

non è Forse è Lombardi.

>> Lombardi?

>> Sì, sì, forse io potrei avere un un

blister. Sì, sì,

>> abbiamo risolto. Bene. Eh, ma lo prenda?

No,

>> però ce l'ho nell'armadietto.

>> E vada nell'armadietto.

>> Vado a prenderlo. Sì, sì, c'è.

>> Quindi lei lo autorizza ad andare al

suo?

>> Certo, lo autorizza.

>> Ah, eh, però ora mi ricordo che per

aprire l'armadietto io devo usare una

chiavetta. che però non ho qui con me,

ma ho nella borsa, per cui

>> per cui lo prende.

>> Sì, perché grazie per ogni armadetto

abbiamo una chiave,

>> un luchetto e quindi la chiave

>> eh Esatto.

Eh

no, beh, questo no.

>> Sì, che poi sono delle chiavette molto

piccole.

>> Eh, infatti si nascondono proprio tante

tasche, no?

>> Ah ah ah ah. Vediamo.

>> Ecco, querite etinvenietis,

>> che vuol dire? Non lo so, e non mi

interessa. Ah,

>> eh, cercate e troverete.

>> Cercate e troverete.

>> Chi cerca trova, insomma.

>> Eh, ma vada. No,

>> dov'è?

>> È l'armadietto.

>> Ah, certo, certo. Sì, sì, vado a ad

aprire. Allora, dopo

>> sì, vado, apro appunto con la chiavetta

e poi ci vediamo.

>> Quindi noi aspettiamo il professor

Lombardi prima di

>> e viola che è in bagno, purtroppo. E

quest il tuo mal di testa?

>> Peggiora, prof, grazie. Ah, ma adesso

vedrai che risolviato.

>> Come va?

>> M ansia.

>> Sì, a chi lo dici? Un'ansia terribile.

>> Sono arrivati.

>> Marche.

>> Stiamo cercando di prendere più tempo

possibile.

Eh, ma è dura. No.

Mh. Vuoi?

>> Sì, sì.

>> Ah,

>> bene, apriamo la busta.

Presidente, possiamo aspettare ancora

qualche minuto?

>> Ancora. E perché?

>> E perché? Perché? Perché ci sono due

ragazzi che ancora non sono arrivati.

>> Peggio per loro.

>> E ma hanno avuto un inconveniente grave.

Cuisque fortune sue faerest. Ognuno è

giudice del proprio destino. Dico bene,

Lombardi?

>> Eh, Quisque, non Cuisque. È un

nominativo, non so se mi posso

permettere. Beccate questa.

>> Eccoli, eccoli, eccoli.

>> Avanti, coraggio.

>> Ma insomma, ragazzi, che figura.

>> Ben alzati, cari. Avete presente che ore

sono?

>> Sì, eh, infatti. Chiediamo scusa a

tutti.

>> Ma cosa vi è successo? Il rev è finito

troppo tardi.

>> No, è che oggi purtroppo c'era sciopero

dei mezzi.

>> Ah, sciopero della metro.

>> Sciopero della metro. Ecco. E secondo

voi io come ho fatto a arrivare fin qui?

Ecco,

>> in metro, immagino.

>> Bravo. Risposta esatta, signor

>> Manuel.

>> Manuel. Ma in questa scuola vi chiamate

tutti per nome? Eh,

>> ma che siamo le elementari? Io voglio

sapere il cognome.

>> Ferro. Manuel Ferro.

>> Oh, risposta esatta, signor Ferro. Spero

che non sia l'unica risposta esatta di

tutta la sua maturità.

>> Eh, me creda, prof, spero pure io.

>> Accomodatevi.

>> Ah, i primi

>> e là lì, vedi là?

>> E quelli sono rimasti.

>> Vai,

>> procediamo pure all'apertura.

Non ce l'ho.

>> E allora procediamo con le tracce.

>> Grazie.

Non, già sono nervoso.

Allora, eh

una risposta a quesito. Il triangolo è

isoscele perché l'altezza relativa

all'ipotenusa è congruente a metà

ipotenusa.

>> Mh.

>> E quindi

qui e qui no. Io allora sta roba non la

so fa', però se vuole ho preparato una

tesina sulla filosofia della scienza che

è molto interessante. Come

>> filosofia della scienza?

>> Sì, confermo. Molto interessante.

>> Ma non ha qualcosa di più allegro?

>> Allegro tipo una barzelletta. Vuole

sentire? Magari una barzelletta.

>> Allora, cosa deve dire un romano quando

scatta il semaforo verde, però quello

davanti a lui non si muove.

>> Ma che mi importa? Ma che mi importa? Mi

parli della tesina?

>> Chiedo scusa. Vado, torno subito. Torno

subito.

>> Allora, vado a leggere l'introduzione.

>> Ma che succede?

>> Ma come niente strilla questo? Ma ma sta

andando straordinariamente bene.

>> Ma non è vero, Dante

>> ci sta mettendo tutto l'impegno. Secondo

me ce la può fare. Stai tranquilla. Devo

toccare, devo tornare.

>> È una riflessione sulla natura della

conoscenza scientifica. E fino qua,

perfetto, ci siamo.

>> Brava.

Come dicevo, il libro Gentleman

preferentili uomini preferiscono le

bionde, scritto da Anita nel 1925.

>> Quindi, in pratica tutto partì dalle

grandi intuizioni del grandissimo fisico

Isaac Newton nel Rinascimento.

>> Nel Rinascimento.

Ma perché lei è in un liceo?

E che ci facciamo noi professori nella

scuola se questi sono risultati?

Oh, stipendio,

>> prof, ci deve aiutare lei. Il cerbero di

Brera è troppo cattivo.

>> Ragazzi, qualche risposta si può

sbagliare. Siamo umani, sbagliamo.

Quello che conta è l'insieme, capito?

>> Il problema è proprio quello, prof, è

l'insieme.

>> Scusate, sta entrando Alba, devo andare.

Scusatemi.

Andiamo pure noi, va.

>> Entriamo

>> per cui, secondo la funzione richiesta.

>> Brava.

>> Grazie.

Il grafico è questo.

>> Brava.

Sta fello magone questo.

>> Direi anche un po' biscido.

>> Eh, io sono molto ammirato del suo

coraggio, volere la maturità, la sua

età, anche se lei sembra una splendida

ragazzina. Beh, comunque una bella

sfida, no?

>> Grazie.

>> Grazie Alba, grazie mille.

>> Grazie.

>> Brava. Eh, è rimasto molto colpito.

>> Sì. Eh,

>> Ripnizol

che Edgar dice al padre ormai cieco

durante la tempesta è una frase

simbolica che significa

accettazione della morte come condizione

necessaria per proseguire con la vita.

>> Va bene, grazie. Può andare.

>> Grazie.

>> Raga, non so com'è andata. Ero molto

agitata.

Però è andata. Vi voglio bene.

>> Posso? Posso anch'io.

Bravissima.

>> Il suo compito di matematica è perfetto.

Io le auguro un grande futuro.

Grazie.

E come disse Omero, non fu il padre, eh,

eternamente grazie.

>> Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel

1867

Insomma, Seneca è una mente un autore di

spicco di quel periodo storico e

caratterizza la sua scrittura con frasi

brevi. Giovanni Keplero fu un

importantissimo astrofisico e matematico

tedesco.

Allora, questo Thomas Valeri, vabbèma

scritti tra il 4 e il 5, orali, orali

davvero molto molto scarsi. Beh,

>> no, io però mi permetto di ricordarle,

presidente, che Thomas ha una situazione

familiare molto drammatica. Il padre in

carcere.

>> Sì, sì, lo so, lo so, me l'ha detto, lo

so, però

>> noi non possiamo lasciarlo indietro.

>> Perché no?

>> Eh, perché è la vita che l'ha fatto

maturare. Se noi bocciamo uno come

Thomas, sarebbe un fallimento non

soltanto per lui, eh, ma per la scuola

tutta. Secondo me no, eh.

>> Lombardi,

che ne pensa?

>> Ma il ragazzo è capra in varie materie,

però è molto intelligente, studia e

lavora per mantenersi. Io promuoverei.

>> Mh. M

>> E va bene, allora promuoviamo anche

Valeri. Mh. Allora, avanti con il

prossimo genio.

>> So 10 ore che stanno là dentro.

Non pensavo durassero così tanto sti

scrutini. Non hai idea, Dante ieri sera.

Ah, agitatissimo. Perché ha paura che ci

sia qualcuno a rischio bocciatura, sai?

Credo anche di conoscerlo questo

qualcuno. No, no, non è Manuel, ce ne

sono anche altri.

>> M

Tu come stai in questi giorni? Come ti

senti?

>> Bene.

C'è questo caldo che mi uccide. Anche

lei non ne può più. Sento che protesta,

eh.

>> Sarai una madre meravigliosa, Anita.

>> Non lo so mica. Eh, è tutto così

confuso, eh.

Non c'abbiamo manco una casa. Virginia.

>> Sì che ce l'avete. Sono venuta qui

apposta per dirtelo. D'ora in avanti, se

vi va potete andare a vivere a casa mia.

Io naturalmente non ci sarò.

Ma perché? Dove andrai? Ah, così pensavo

di andare a vivere da Atilio. È da tanto

tempo che me lo chiede. Gli ho sempre

detto di no. Ma sai m

>> Ma chi è Attilio?

>> Lombardi.

>> Lombardi?

>> Sì.

>> Ma lui lo sa?

>> Beh,

>> non lo sa.

>> No. Stupendo. Non gliel'ho ancora.

Ecco, io ho assistito a qualcosa a cui

davvero credevo di non dover mai

assistere, la difesa di Matteo Castelli,

uno che secondo me dovrebbe essere

radiato da tutte le scuole della

Repubblica e che lei invece, professore,

ha ha difeso con grinta, come Leonida

fece con gli squartani alle termobili.

>> Però, insomma, arrivati a questo punto

siamo un bivio. Mh

>> che bivio! Eh, io almeno uno almeno uno

tra appunto Matteo Castell e quell'altro

campione di cultura Manuel Ferro, almeno

uno io lo devo bocciare. Ne va del

rispetto per me come insegnante e come

presidente di questa commissione.

>> Presidente, mi scusi se mi permetto di

eccepire, ma lei farebbe torto a se

stesso e al ruolo che ricopre se

bocciasse anche uno solo di questi

ragazzi. Professore, io mi sono perso.

>> Allora, è il mondo è semplice, cioè la

grammatica, no? Io, tu, lui, noi, voi,

loro, i ragazzi che sono qui fuori in

attesa di sapere che cosa succederà

delle loro vite e noi che siamo qui per

decidere se noi abbiamo il potere di

salvare anche uno solo di questi

ragazzi, dobbiamo farlo. Ricordiamoci

che loro arrivano nelle scuole

superiori, presidente, no? impauriti,

sì, è vero, anche un po' svogliati, no?

Però poi grazie al lavoro di professori

sottopagati e proprio per questo motivo

un po' incazzati, eh, e su questo credo

che siamo tutti quanti d'accordo,

cominciano a nascere loro delle

fiammelle, no? Delle fiammelle di

sapere, no? Che in alcuni sì restano

delle fiammelle, ma in altri invece

divappano proprio come come degli

incendi, no? E noi dobbiamo considerarci

i fuochisti che alimentano questo

incendio del sapere. Va bene, va bene.

Eh, bocciamo solo Manuel Ferro, eh, così

ce ne andiamo a casa, anche perché sono

delle ore che siamo qui e questo eh non

è un conclave, quindi

>> no, certamente. Lei però non è neanche

minimamente interessato a sapere cosa

Manuel Ferro voresse dirle quando lei

l'ha zittito all'orale, cioè non vuole

sapere cosa Manuel direbbe a uno che

quando scatta il verde non si muove. Non

non è interessato a questo.

>> Che direbbe? Eh, lui probabilmente

aprirebbe il finestrino e direbbe nel

suo dialetto romanesco, che è quello che

utilizza, direbbe "Ah, ce stanno tre

colori, uscito il verde, che volemo

fa'?" Eh, eh, cioè lei capisce di cosa

sto parlando?

>> No, no, non lo capisco. No,

>> noi qui stiamo parlando di un genio.

>> Ah, no. Eh, vabbè. No, professore, ma

pietà per me, per noi tutti, proprio un

genio. No,

>> no. invece, mi permetto di insistere, è

un genio perché Manuel non ha bisogno

della maturità, è maturo perché conosce

il mondo, ha viaggiato e non soltanto

nei paesi che ha visitato, ma

soprattutto dentro se stesso, dentro il

proprio io. Noi non possiamo lasciarlo

indietro, lo dico a tutti, non possiamo

farlo.

>> E noi lo salviamo, eh? Lo salviamo,

>> eh. E bocciamo Matteo Castelli.

>> Lei perché, scusi, li mette su due

piatti della Bilancia?

>> Perché ci sono già sui due piatti. Hanno

fatto tutti e due un esame orrendo.

>> Sì, ma non sarà colpa loro, sarà

probabilmente colpa dei genitori o o

delle esperienze che hanno avuto nella

loro vita.

>> Chi gliel'ha detto?

>> Me l'hanno detto loro. Gli oltre 1000

allievi che ho avuto la fortuna di

incontrare in questi ormai lunghi anni

di insegnamento.

Presidente, mi mi scusi.

Lei sa cosa faceva la madre di Manuel

quando lui era bambino?

Che faceva?

pretendeva che fosse felice.

Ha già scelto il nome della bambina?

>> No, perché voglio fare come le mamme

africane, voglio vederla prima di darle

un nome.

>> Ah,

>> che oggi pesa tantissimo la pancia.

>> Vuoi che ti accompagni a casa?

>> No, ma dove vado? Ma io c'ho un'ansia.

Perché secondo me lo bocciano. Ma sì, mi

sento sta cosa.

>> Stai tranquill tranquillante. Dai,

figuraci. Oh, ecco

fatto,

>> presidente. Grazie ancora. Grazie.

Arrivederci. Scusi ancora. Arrivederci.

>> Ciao tante.

Mi dispiace. Ste cose non si scherza

però. No, no, no.

Sch.

>> Aspettavo proprio te, quindi

>> No, no, no, non posso dire No, non posso

dire nulla. Lo scrutinio è segreto. Non

posso dire niente.

>> Prof, una cosa la dica una cosa.

>> Cos? Ma dicci almeno sì o no. Ma sì o

no? Cosa?

>> Ci sono promossi?

>> Beh, vorrei vedere che non ci fossero

promossi. Certo che ci sono promossi. Ci

sono bocciati, ragazzi. Non lo posso dai

da

>> Vabbè da non urlate. Allora,

no!

>> Bravi

>> prof!

>> Eh,

>> grazie. Io lo so che mi ha salvata lei.

>> No, io non ti ho sal Tu. Allora,

partiamo dal principio che vi siete

salvati tutti quanti da soli. Io ho

fatto, diciamo, da notaio, se vogliamo

usare questo termine, e devo dire c'è

qualcuno di voi che si addirittura

superato. Cioè, allora Luna, Luna,

tu hai preso 80?

>> Ammazza!

>> Non ci credo.

>> Vergogna!

>> No, non ci credo.

>> Prof, ma veramente sono stato cromosso?

>> Eh, sembrerà incredibile a dirti, ma

anche te sei stato graziato.

>> Dio esiste. Dio esiste. Scusi, a me

perché non m'hanno seccato? A te non

t'hanno seccato, per usare questa tua

terminologia così evoluta, perché ti

hanno, malgrado tutto, ritenuto maturo.

Sì. Oh no, attenzione, però sei passato

col minimo dei minimi. Una cosa

vergognosa. Invece questo genio di suo

figlio,

>> beh, il sangue del mio sangue è passato

col massimo dei massimi.

>> Hai raccomandato.

>> Bravo, amore mio.

>> Raccomandato. Quindi anche Thomas,

>> Certo, anche Thomas è stato promosso.

Sì, ma dov'è Thomas che non lo vedo? è

partito per Treviso. Gli gli mando un

messaggio dopo. No, senti, c'è Alba in

libreria. Glielo dici tu?

>> No, penso che gliel'abbia già detto il

professore di fisica.

>> Ah,

>> no, non fate questi gesti volgici. Io io

non sento, non parlo, non vedo, non non

vi ho detto nulla. Eh,

>> però non è serio, non è professionale.

Noi non possiamo dire niente. Noi siamo

vincolati fino ai quadri.

>> Ma sì, ho capito, Attilio, ma è uno

scrutinio, un po' di leggerezza ogni

tanto, no?

>> Ah, che c'hai? Oddio,

>> eh, mi sa che sta per nascere.

>> Oddio, no, ma come mancavano quattro

second.

>> E che ti posso fa'?

>> Oddio, dado,

>> dado

mamma, che c'è? Perché trilli?

>> Sta nascendo, sta nascendo,

>> sta nascendo.

>> Simone, Manuel, venite, portatela devo

fare che devo fare aprire le portiere.

A destra. Piano che son due piano.

Qua qua qua veloce però. Eh,

dai. Quanto ci battete? Forzaì

e non parte.

>> Basta, basta, basta. È andato, è andato,

è andato. Olè!

Caro Thomas, ti scrivo perché tra poco

sarò lontano e non so quando torneremo a

parlarci di persona. Anita il giorno

degli scrutini ha messo al mondo Barbara

che tutti in casa chiamiamo Biba.

L'altro giorno l'ho presa in braccio, ci

siamo guardati, lei m'ha sorriso e mi

sono innamorato per sempre.

Tra me e te è andata com'è andata, ma so

che in un modo o nell'altro noi due non

ci perderemo mai.

Anche se lontani vivremo come abbiamo

sempre sognato di vivere, capaci di

amare come se nessuno ci avesse mai

fatto soffrire.

In fondo, se ci pensi, non ci vuole

molto altro per essere felice.

Mr.

Yes, me. Pure lei venire Londra m

>> a rompere le scatole a me. Rompere le

sch. Ma te do me? C'hai ragione da

nessuna parte, amico mio.

>> Ecco, bravo.

>> E poi così

tu sei qui Natale un qualsiasi lunedì

udini

che toglie le catene al mondo in fondo.

inganno non è

è solo una pollia,

un salto nel vento,

un'ora nello spazio, un punto nel tempo

è un giorno che va via, un appuntamento,

un battito perpetto

che dura un Momento.

W.

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