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Nella confusione
miliardi di persone,
solo un'occasione quaggiù.
Tra l'azzurro e il buco nell'ozono
eh
>> c'è che Simone dice che Dante è in
crisi.
>> C
>> pare abbia iniziato a farsi delle
domande esistenziali. È angosciato da
delle vecchie storie. Ha deciso di non
veni' più a scuola. Oddio,
mi dispiace.
>> Eh, proprio perché ti dispiace. Ce
dovresti parlare.
>> Io
>> sì, sei l'unica che ascolta. Ma quindi
>> Ma non è vero. Poi fa quello che gli
pare, comunque. Quindi
>> provaci che te costa, anche perché non è
l'unica cosa che gli dovresti di'.
Sbaglio,
>> Manuel? Eh, allora queste sono cose mie
e te non ti preoccupa. Va bene, ciao.
Vado che
>> devo una libreria. Ciao. Oddio.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Ciao. Scusa se sono passato di domenica,
ma insomma devo parlarti.
>> Sì, sì, sì. Bene, accomodati.
>> Ok.
>> Posso offrirti un caffè, qualcosa? No,
grazie.
>> Eccoci.
>> Allora, come stai? Hai preso dei giorni
di malattia?
>> Eh, io volevo parlarti di questo
proprio. Eh, allora io avrei bisogno di
un periodo distacco dall'insegnamento,
forse qualche settimana, qualche mese,
forse un anno, non lo so. un anno.
>> Io non riesco a superare
una cosa che è successa a un mio
studente tanti anni fa. Pensavo che
fosse morto per un incidente,
un'overdose non voluta
e invece ora so che è stato un suicidio
e non riesco a non sentirmi colpevole
per questo.
>> Mi dispiace tanto, cioè mi dispiace
davvero per te.
Però la scuola che cosa c'entra? è che
in questo momento io non penso di poter
essere d'aiuto per nessuno, per i miei
ragazzi, per nessuno.
E per quello che riguarda noi, io non
riesco a dare un nome a quello che c'è
stato tra di noi, che è stato
bellissimo,
però penso che sia arrivato il momento
di
chiuderla qui.
Greta, come sta
>> Greta?
mh sta
e fa quello che le dicono i medici e si
fa aiutare. È brava. Sì.
E però ha sempre questa ferita dentro
legata al padre, al fatto che lui che
lui se ne sia andato.
>> Lui sa quello che le è successo? L'ha
informato.
>> No, no,
>> no, no. Ma io non lo sento da anni, non
so neanche dove sia.
Io penso che tu debba mandargli un
messaggio.
>> Dai, ci penserò.
>> Ok, io
io vado.
>> Sì, ti accompagno.
>> No, no.
>> Ciao Irena.
Ciao Dante. Так.
Francesco, è tanto tempo. che non ci
sentiamo.
Ti scrivo per dirti di tua figlia.
Credo sia giusto che tu sappia che Greta
non sta bene.
Ciao amore mio. Ehi, come va oggi?
Valuta tu. È mezz'ora che sto guardando
uno scarafaggio che si è rivoltato sul
dorso e cerca di rigirarsi.
C'è qualcuno che vorrebbe salutarti?
>> Ti andrebbe?
>> Chi?
Ciao Greta.
>> Ciao.
>> Come mai qui?
Avete fatto una gita e vi siete persi?
>> No, in realtà è da un po' che pensavamo
di venire.
>> Sentivamo di dover venire per
>> scusarci
>> di cosa?
per non averci capito niente.
>> Poi diciamocelo, dai, siamo stati due
stronzi.
>> Non vi dovete scusare.
Il problema sono io, non siete voi.
Ragazzi,
vi vedo belli.
Forse è colpa mia delle pasticche che mi
danno qui dentro.
Mamma mia, come siete impalati. Un
abbraccio.
Allora,
come vanno le cose tra di voi? Ok,
dovrei capirlo da come vi guardate.
>> In che senso?
>> Nel senso che non so se ve ne rendete
conto, ma tra tutti e due con queste
facce mi state facendo salire la
glicemia.
Sì, le cose tra di noi vanno bene. No,
>> vanno molto bene.
>> Sono felice per voi. Vuol dire che forse
non ho rovinato tutto.
>> Perché hai rovinato? No, non hai
rovinato niente. Greta, ti prego, ste
cose non ne devi neanche pensare, vero?
>> Poi Gre, per favore, torno a scuola. Ma
palla senza di te, dai.
>> Con calma. C'è il medico che mi ha detto
di non accelerare i tempi.
>> Mh. E tu lo stai a sentire?
>> Assolutamente.
>> Dante, ma davvero tu vuoi lasciare
l'insegnamento?
>> Sì, io ne ho già parlato ad Irene. Lei
sostiene che non sia poi così facile
ottenere un'aspettativa, ma io ho
deciso.
>> Ma perché? Perché in questo momento
della mia vita io non me la sento di
insegnare nulla a nessuno. Ecco perché.
>> Ma è l'anno della maturità, non li puoi
lasciare così. Dante, credi che non ci
abbia pensato? Ci ho pensato.
A me piacerebbe tornare indietro e
ricominciare ad imparare più che a
insegnare.
>> Ma imparare cosa?
>> Ma tutto come si sta al mondo. Intanto,
anche perché la mia età ancora non l'ho
capito.
>> Tu ti stai infliggendo una punizione?
>> No, io voglio sparire.
>> Ah, sì,
>> sparire. Allora, se si tratta di questo,
spariamo insieme.
Ce ne andiamo io e te qualche giorno da
soli, da qualche parte. Scappiamo.
>> Magari, magari,
>> magari.
Non è che poi vuoi scappare anche da me?
Io da te non sono mai scappato
e non scapperei per nessun motivo.
Ti devo dire una cosa.
Non mi devo preoccupare.
Ti amo tanto.
Ti amo tantissimo. Tanto tanto, tanto
tanto tanto tanto. Ok, io ti amor tutto.
>> Poi ci siete andati da Greta in clinica?
>> Sì, ci siamo stati.
>> Come sta?
>> Bene. Penso.
>> So finiti i sensi di colpa? Sì.
>> Sì e no. Vabbè, già passa avanti.
>> Io mi sento troppo in colpa con Laura.
>> Ma chi lo dici?
>> Che poi non ho capito. Tu sei innamorato
di tutte e due?
>> Non lo so. Io stavo bene con Laura, poi
sei arrivata tu e siè incasinato tutto.
>> Allora forse è meglio se torniamo
com'era prima.
>> Va bene.
>> Ok. Lo vado a dire a lei.
>> Quindi rubarlo. Ha detto che ha fatto
tutto il capitolo che non sono che ti
prego.
>> Laura, ti posso parlare un attimo?
>> Certo.
>> Quindi che che stai facendo?
>> Dimmi. Sì, la la situazione è diventata
troppo complicata.
Cioè,
cioè è meglio se se torna tutto come
prima, tu insieme a Matteo e io amica di
tutti e due.
Sei sicura?
>> Sì.
>> Ok. Ma Matteo lo sa?
>> Sì, gliel'ho appena detto.
>> Ok.
Ok.
Pietas.
Matteo,
puoi ricordare ai tuoi compagni di
sventura qui il significato che il mondo
latino attribuiva al termine pietas?
Sì, ecco,
>> riferito soprattutto a quanto abbiamo
studiato nelle.
>> Certo. Nell'eneide
>> il cui protagonista è
>> Il cui protagonista si chiama Enea.
>> No, no, dicevo il cui protagonista è
l'emblema stesso della Pietas.
>> E infatti.
>> E infatti perché?
>> Beh, perché per Enea la pietas è la
pietà che lui prova per
>> No, no, no, no, no. Lui non prova pietà
in quel senso lì. Quella è la pietà del
mondo cristiano, ma con Enea siamo prima
del cristianesimo, no?
>> La pietas di Enea non va tradotta con
pietà, quello è un errore grave, un
errore blu.
Ah, per favore, qualcuno di voi alzi la
mano e mi dica cos'è la pieta sperenea
prima che perda definitivamente fiducia
nella vostra generazione che è proprio
Oh, eccola qua. Solo lei, sempre lei,
Laura, la mia ancora di salvezza. Vai,
dimmi.
>> Buongiorno. Buongiorno, signora Preside.
Scusi, le rubo solo un momento.
Professore figore
>> e sono qui per comunicarvi che il
professor Balestra ha deciso di
prendersi un'aspettativa e ritirarsi
temporaneamente dall'insegnamento.
>> Perché
>> non so cosa dirvi, purtroppo è così.
>> Te Simo, sai qualcosa?
>> Sì, l'ha detto anche a me.
>> Ma scusa, detto che cosa?
>> Che non vuole più venire a scuola.
>> E il motivo quale sarebbe? Ma eh
questioni personali.
>> Ah
eh questo è è sicuramente colpa loro. È
colpa loro, no? Perché questi ci
lograno, ci fanno a pezzi. Ma fino a
quando? Ehquetandem,
fino a quando continuerete ad abusare
della nostra pazienza?
>> Va bene, professore, non non facciamo
così.
>> No, no, no. Voi dovete fare qualche
cosa, non potete restare lì con le mani
in mano.
>> Ma cosa possiamo fare, prof?
>> Ma non lo so, non ne ho la minima idea,
però lui vi ha sempre aiutati, no?
quando eravate in difficoltà e quindi
voi per una volta dovreste smetterla di
farvi le vostre seghe mentali, dovreste
agire, attivare quei vostri neuroni da
strapazzo e che cacchio
o no?
>> Sì, sì, cioè il concetto è chiaro.
>> Ehi, Alba
>> Leone, ciao. Hai bisogno di qualcosa?
Cercavi di qualcuno?
>> Eh, sto cercando la segreteria.
>> Da quella parte lì. Ti accompagno io. Eh
sì, grazie. Ok.
>> Devo consegnare
>> Sì. i moduli per l'esame da privatista.
>> Esatto.
>> Come sta andando lo studio? Riesci a
trovare il tempo?
>> Eh, insomma, è un po' faticoso, però è
anche bello può tornare indietro nel
tempo.
>> Sono terrorizzata dalla seconda prova
scritta.
>> Eh, ma tutti lo sono. Però vedrai, è più
semplice di quanto immagini.
Insomma, io sono abbastanza indietro.
>> No, io non so. Posso provare a darti una
mano se vuoi. Nelle materie scientifiche
ovviamente.
>> Oddio, sarebbe generosissimo da parte
tua.
>> No, è che pensavo che potrebbe essere
bello anche per me fare un salto
indietro nel tempo. M
>> non devi sentirti in dovere di fare
questa cosa.
>> No, no, non mi sento in dovere. E che
ripensavo
a quando avevamo scelto di trascorrere
l'ultimo mese insieme per preparare gli
esami. No.
Sì, certo. Eh, dico, potrebbe essere un
po' come riprendere un discorso
interrotto,
>> ok?
>> Che che un po' è quello che dovrei fare
anche con Dante, in realtà, sai, non è
un buon momento per lui, non so se hai
sentito.
>> Sì, lo so.
>> Beh, questa sua scelta di lasciare
l'insegnamento mi ha molto
destabilizzato,
sai, io ce l'ho sempre avuta con lui,
no?
Però non volevo questo.
No.
>> Beh, Leone, forse dovresti dirglielo.
>> Mh,
forse.
La segreteria è qui, qui dietro.
>> Ok, grazie.
>> Grazie a te. Eh, ci sentiamo allora.
>> Sì.
>> Ok. Ciao.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Ciao.
Eh, ho citofonato. Tua madre mi ha detto
che stavi per tornare, quindi ti ho
aspettato.
>> Ah, immagino ti abbia invitato ad
entrare per te.
>> Sì, sì, l'ho fatto, però ho preferito
aspettarti.
>> Sì, lo fa con tutti. È fatta così.
>> Beh, meno male, è una fortuna. La vorrei
anch'io una mamma così.
Ehm,
>> ma vuoi dirmi qualcosa?
>> Sì, sì, volevo parlarti, ti ho cercato a
scuola, però insomma non ti facevi vivo,
quindi spero di non disturbare.
>> No, no, no. Eh, dunque eh ci siamo detti
tante cose in questo periodo, tante,
pure troppe, forse, però sento di non
aver detto le cose veramente necessarie,
>> ok?
E cioè io penso di aver finalmente
capito il motivo per cui in tutti questi
anni ti ho considerato responsabile per
la morte di Gabriele.
Ecco, io avevo bisogno di dare un senso
a quella morte.
Avevo bisogno di trovare qualcuno su cui
riversare tutto il dolore per la perdita
di un amico che non era semplicemente
un'amica, era un fratello, una persona
con la quale ho condiviso no tutto fin
da bambino.
>> Lo so, lo so.
>> E quel qualcuno eri tu
ora? Sì, forse hai sbagliato nei suoi
confronti, ma non più di quanto abbia
sbagliato io o Alba, tutti.
Tutti hanno sbagliato con Gabriele
e quindi sono qui per chiederti scusa
perché ti ho portato rancore in tutti
questi anni, ma non te lo meritavi.
Non sai quanto mi facciano piacere le
parole che ho appena detto.
Grazie.
Ok,
allora ci vediamo presto.
>> Io spero. Eh
>> sì.
Ok.
Vai. Ellers
particolare con
>> è buona, è buona.
Bella è più buona la grossata, eh? Bella
>> boni. No, non avete capito.
>> Direte se vi piacamorosi,
>> eh.
>> 18 anni.
>> Dallo, tesoro, hai visto che sorpresa ci
hanno fatto i ragazzi? Sì, prof.
>> Ciao Ma che che
succede?
>> Prof, siamo venuti a protestare.
>> Ma protestare per cosa? per abbandono
scolastico.
>> Ma ragazzi, ma abbiamo portati fino al
quinto. Non può essere considerato
abbandono scolastico.
>> No, però scusi prof Matteo c'hai
ragione.
>> Vabbè, ma adesso non esageriamo. Io sono
semplicemente un professore ormai un po'
in làcco l'età perché vaha detto mamma,
eh che in questo momento della sua vita
non se la sente di continuare a ripetere
sempre le stesse cose.
>> No, prof, lei non si ripete mai.
>> Sì, ma prof, lei ci deve fare da membro
interno perché sennò non abbiamo nessuno
che ci difende.
>> Ma difendevi da cosa, scusa, non è non è
una guerra, è un esame.
>> Eh, lo dice lei. Questa è una guerra
vera e propria.
>> Dicono che quest'anno non faranno
prigionieri.
>> Dicono, dicono. Ogni anno si crea questo
momento in cui c'è qualcuno dice dicono,
si sente, si mormora, non un poi alla
fine non succede mai niente, state
tranquilli.
>> Prof non può fare così. Se ci bocciano
poi,
>> ma tu mi dici questa cosa, tu e Laura
sei delle migliori della classe, tu me
lo dici.
>> Eh, però non ci sono solo quelli bravi,
proprio. C'è anche una serie B. Me
povero Matteo.
>> Sì, in effetti.
>> Grazie, sei un amico, eh.
>> Sì. Tra l'altro Fley era il primo che
diceva che non lasciava indietro
nessuno, così sta tradendo i suoi
ideali. No, scusami, non usare la
retorica come tu puoi proprio non puoi.
Anzi, alzati che mi voglio sedere, dai.
>> Ma io ho messo la sedia ecce te voglio
mettere qua.
>> Ah, ragazzi, io sono tanto contento di
vedervi qui, insomma, mi fa veramente
piacere, però vi chiedo solo una
cortesia. Mi date solo un po' di tempo
per riflettere? Eh, vi chiedo solo
questo, si può fare?
>> E lei ci promette che questo tempo
durerà poco?
Ve lo prometto.
>> Però vi faccio una domanda io. Chi ha
avuto l'idea di questa sorpresa?
>> È professor Lombardi. Prof, ce l'ha
detto che da giovane ha spesso guidato
azioni rivoluzionarie come questa.
>> Ma Lombardi
>> così dice?
>> Sì, dice pure che si è inventato la
frase "Riprendiamoci la vita". Eh vabbè
dai, l'ho sempre detto che Lombardi è un
genio. Ragazzi, allora, vogliamo
buttarci su questi dolci? No, sennò me
li porto dietro fino a capellata
quello. No,
>> ecco questi.
Assaggia, assaggia.
>> Senti, prendi un po' di torta.
Oh, Greta!
>> Ciao Manuel!
>> Che sorpresa!
>> Sì, ti ho chiamato perché mi è venuto in
mente che non non ti avevo ancora
ringraziato.
>> Per cosa? Se quel giorno sono riusciti a
salvarmi è soltanto perché eri l'unico a
sapere del mio luogo preferito.
>> Vabbè, mo non ci pensa più a quel
giorno. Pensa rimetterti in fretta,
poi quando stai bene ti porto a vedere
il posto preferito mio.
>> Sì.
Qual è?
>> Non te lo posso dire. È una sorpresa.
>> Ok.
>> Senti, piuttosto te l'ha detto Simone
che Dante non vuole più venire a scuola?
>> Sì, me l'ha detto.
>> Tu lo senti il prof?
No,
>> ma magari ci potresti parlare per
provare a convincerlo.
>> Io non ho mai convinto nessuno di
niente.
>> Vabbè, c'è sempre una prima volta. Non
ti sottovaluta.
>> Forse quello è il problema.
Praticamente non faccio altro.
>> E magari è arrivato il momento di
smettere. No.
Ciao Greta. Ciao.
Prof, sono Greta. Lo so che è tardi, ma
non riesco a dormire e forse neanche lei
da quello che mi ha detto Manuel.
C'ho parlato poco fa. È pazzo, prof. Io
adoro i pazzi. E niente, avrei tanta
voglia di di parlare un po' con lei,
devo dirle un sacco di cose, quindi se
avesse un'ora di tempo da buttare io
sono abbastanza facile da trovare in
questo periodo.
Buonanotte, prof.
Non c'ho parlato, non ci sono riuscita.
Era giù per questa cosa che lo tiene
lontano dalla scuola. Abbiamo parlato
solo di quello. Va bene.
>> Ma che vuol dire'? Che non ci sei
riuscita. È il padre c'avrà diritto a
saperlo o no?
>> Per favore, mi dai tregua Manuel?
Grazie.
Oh!
Buongiorno.
>> Buongiorno.
Ti hanno mai detto che non sia un bello
spettacolo la mattina presto?
>> Sì, me l'hanno detto.
Scusa, so stonato stamattina.
>> Che è successo?
>> Litigato con mia madre.
>> Ah, che novità.
>> Non so che fa.
>> Potresti iniziare col metterti un paio
di pantaloni? Sicuramente
>> perché non te piacciono.
>> Effettivamente c'è un bel culo.
>> Me lo dicono tutte.
>> Si può,
>> prof,
>> questi sono per te.
>> Grazie, troppo gentile.
>> Tutto ok?
>> Sì, diciamo diciamo di sì.
Allora,
come mi trova?
>> Cambiata,
>> prof. Cambiata. Non basta cambiata.
>> Che ti faccio l'elenco dei cambiamenti.
>> Sì.
>> Ok. Allora,
intanto hai uno sguardo diverso. Non so,
oserei dire allegro,
e poi in generale hai proprio una luce
diversa. Si vede che ti fanno bene
queste passeggiate in giardino.
Insomma, riassumendo,
se possibile sei ancora più carina.
Le va di fare due passi, prof?
>> Due. Sì, certo.
La terapia d'urto è finita.
Adesso devo soltanto prendere dei
farmaci di mantenimento
e decidermi a lasciare questo posto.
Però non si sta male qua,
mi fa sentire al sicuro.
Ma lei questo già li sa.
Anche lei non si sente pronta ad
affrontare la vita di tutti i giorni,
gli studenti, lezioni.
>> Io non sono venuto a parlare di me, ma
di te, eh, per ricordarti che hai tutta
la vita davanti, che quando deciderai di
uscire da questo posto, eh, la scuola
sarà lì ad accoglierti.
>> Non è facile.
>> A noi le cose facili non piacciono.
>> No, direi di no.
Tu devi cercare di dimenticare il
passato.
>> Anche lei dovrebbe farlo.
>> Guardare il futuro.
>> Lei lo fa.
>> Vabbè, mi arrendo.
>> Oh!
>> Eh,
>> allora ho detto io le condizioni di
resa.
>> Sentiamo.
>> Io torno a scuola solo se lei torna a
scuola.
Anzi,
io torno a scuola solo dopo che lei sarà
tornata a scuola.
>> No,
>> la faccia per me, prof.
>> Non te lo posso promettere
>> io. Sì.
Se lei torna io torno.
Ciao. Ciao. Studi?
>> Sì.
>> Che cosa? Foscolo.
Tra l'altro sto leggendo una cosa che ha
scritto per il fratello.
Senti,
unì,
se io non andrò sempre fuggendo di gente
in gente, mi vedrai seduto sulla tua
pietra, o fratel mio, gemendo il fior
dei tuoi gentili anni caduto.
È bello, eh?
Ma sei bellissimo.
>> Mi fanno pensare a Jacopo.
>> Ci pensi
tutti i giorni sempre qui con me.
>> Secondo me te ne direbbe quattro
vedendoti così.
Magari mi avrebbe già mandato a quel
paese.
>> Beh, questa è una cosa sulla quale
potremmo essere d'accordo.
Magari la smetti di torturarti
e che tutto quello che mi è successo in
quest'ultimo periodo
mi ha messo davanti a uno specchio. Mi
sono visto.
>> E cosa hai visto?
>> Un fallimento.
Un professore di mezza età che ancora
vive a casa con la mamma.
che non ha una casa sua,
che non ha due lire in banca,
che non ha una compagna, una moglie,
programmi per il futuro, progetti per il
futuro,
che ha un matrimonio fallito alle
spalle,
che ha perso un figlio,
è così.
Sono stanco.
Ehi! Ciao,
>> buongiorno.
>> Cerchi Simone?
>> No, cerco lei.
>> Sì, certo. Eccomi.
>> Come glielo dico?
Allora,
mia madre è incinta.
Indovini chi è il padre?
>> È incinta.
>> Sì, sta al terzo mese.
>> Scusate, scusami.
>> Vabbè, è una cosa bella, no?
>> È una bellissima cosa.
>> Ah,
>> ma perché me lo dici te? Non me l'ha
detto Anita. Questo glielo deve chiedere
a mia madre, anche se io una mezza idea
ce l'ho.
>> C'ha troppo rispetto per lei, c'ha
troppo rispetto per sta crisi che sta a
vive.
Prof, mia madre si è fatta il culo per
tutta la vita per qualsiasi cosa. Un po'
di felicità se la meriterebbe, no?
>> Eh, certo che se la merita. Se la
merita. Sì.
>> E non è neanche giusto che la felicità
d'un figlio venga rovinata dal padre che
se sta a fare le domande da filosofo.
>> Sì, diciamo che la cosa è un po' più
complessa di come la esponi.
>> Eh, certo, perché io sono un ragazzino
che non sa un cazzo della vita, quindi
un po' di Ma invece non ho detto questo.
Non ho detto questo. Vabbè. Eh,
>> è come se l'avesse detto.
>> Buongiorno.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Che ci fai qua?
>> Che ci faccio qua? Chiediglielo a lui.
>> No, chiedela a lui.
>> No, chiediglielo a lui. Che succede?
Allora, succede che tra qualche mese,
>> agosto
>> ad ad agosto
>> ad agosto
>> tu e a questo punto anche Manuel avrete
una nuova
una nuova sorellina, un nuovo
fratellino.
Ma veramente? Cioè, tu
è è una cosa bellissima.
>> Sì, sì. No, è una cosa bellissima, però
non era programmata, cioè è è successo.
Perché lui lo sa? Io no.
>> Perché io lo so. Perché io parlo con mia
madre, a differenza tua che qua non vi
comunicate. Ho capito, ma sei tornato
tre giorni fa. Non mi sembra, scusate,
non mi sembra questo il centro della
discussione. Il problema qui è che io mi
trovo in un momento difficile per me e
non so se sono pronto a essere
nuovamente padre,
non so se lo ero neanche la prima volta.
Comunque, ecco, sono in un periodo
complesso, difficile.
>> Difficile.
>> Eh,
papà,
>> eh, scusami. Anita è una donna
meravigliosa.
>> Sì, certo.
>> Sarete una grande coppia di genitori. È
una cosa bella, ma tanto bella. Non non
è il momento di avere paura, avere ansie
o dubbi. È una cosa magnifica, no?
Va bene, vado a scuola e e ci parlo. Ci
parlo. Vado a prendere le mie cose.
Beh, beh, siamo una famiglia.
Andamo a scuola. Arrivo.
Greta
>> Manuel,
>> ciao, mi fa piacere sentirti, dimmi.
>> Scusa, lo so che è da pazzi, ma
ho bisogno di parlare con qualcuno che
mi capisca.
>> Ok, stai tranquilla. Senti, dove stai?
Stai in clinica?
>> Sì.
>> Ti va se vengo là?
>> Dopo scuola? Magari.
>> Che me frega a me di scuola? Non ti
preoccupare, arriva subito.
>> Grazie. Ciao
>> Gidio. Gidio, hai visto Anita per caso?
>> Anita,
>> la professoressa Ferro.
>> Ah no, stamattina non ho vista. capace
che è il giorno libero.
>> Vabbè, controllo un attimo qui.
>> Allora, mi spiace che mio fratello non
sia qui, non so perché non sia venuto,
però dato che sapeva che c'era lei a
fare supplenza, voleva chiederle m per
quale motivo non ci fossero
approfondimenti nel programma sulle
filosofie orientali.
>> Beh, nel programma non c'è, questo è
vero, ma credo che la commissione
d'esame apprezzerebbe molto un
approfondimento, una tesina sul tema.
>> Eh, niente, non c'è. Vado a vedere in
classe.
>> Certo, questo dovreste concordarlo con
il vostro professore di filosofia.
>> Eh, ma il professore non c'è, quindi
>> anche questo è vero. Insomma, adesso
vedrò di
>> permesso, permesso.
>> Ma che bello rivederlo. Bentornato.
>> Sì, sì. No, ma non non
>> No, perché io stavo coprendo una suovra
di buco e i ragazzi mi chiedevano
qualcosa sulle filosofie orientali,
quindi lei è arrivata proprio al momento
giusto.
>> Sì, ma io sono venuto per un altro
motivo.
>> No, no, professore, mo che è venuto una
lezione ce la deve.
>> Sennò come ci arriviamo alla maturità?
parlarci di Buddha, di Confucio, non
c'è.
>> Ragazzi, io in realtà sono venuto perché
cercavo la professoressa Ferro. Tutto
qui.
>> La Ferro arriva nel pomeriggio per il
laboratorio teatrale.
>> Sì, stiamo sistemando con lei dei
dialoghi che abbiamo tradotto da
Shakespeare.
>> Vabbè, vorrà dire che passerò a cercarla
più tardi.
>> No, no, vorrà dire che lei si riprenda
al suo posto. Prego, sono felicissima
davvero. Buon proseguimento. Prego,
prego.
>> Grazie, grazie.
>> Arrivederci.
>> Arrivederci.
Eh,
eccoci qua.
Filosofie orientali.
Matteo, cosa fai?
Zna,
>> mi sei mancato.
>> Va tutto molto bene.
>> M
stamattina sono stata malissimo.
Ultimamente vomito un giorno sì e uno
no. Ci vuole un po' di pazienza, però la
gravidanza procede senza problemi. Il
feto cresce bene.
>> Questa è la cosa importante.
>> Per il momento non è ancora possibile
sapere il sesso.
>> No, tanto di questo non mi interessa.
>> Grazie.
Guarda, veramente mi sono già pentita di
averti chiamato e di averti fatto
saltare un giorno di scuola.
>> Vabbè, quello meno non è che mi
dispiaccia così tanto, però
>> è che praticamente quando tu stavi in
giro per il mondo Simone mi ha detto che
tu sei cresciuto senza padre. No,
>> giusto. Quindi,
>> quindi è successo anche a me.
>> Mio padre, quando ero molto piccola,
se n'è andato, è sparito dalla mia vita
da un giorno all'altro e non si è più
fatto sentire.
>> Mi dispiace,
>> fino a un'ora fa in cui mi manda questa
mail in cui mi chiede di vederci. M
>> non lo so, ma talmente scommuscolata che
sapevo per certo di non poterne parlare
con Simone, sapevo di non poterne
parlare con Thomas e allora ho chiamato
te.
>> Hai fatto bene? Sono qua apposta.
Sidarta Gautama, meglio conosciuto come
Buddha,
visse in India 5 secoli prima di Cristo
ed è all'origine di un importante
movimento di pensiero, ma ancora di più
di una delle più grandi religioni al
mondo. All'età di 29 anni decise di
abbandonare la sua famiglia molto ricca
e di condurre una vita ascetica e di
iniziare un percorso di introspezione
che durò, pensate, 6 anni. Dopo questi 6
anni seguirono 7 settimane di
raccoglimento finché a un certo punto,
in una notte di luna piena, mentre era
seduto nella posizione del loto sotto un
grande albero, raggiunse
l'illuminazione,
il nirvana. Ma è vero che Buddha credeva
nella reincarnazione?
>> Sì, ma questo è peraltro un discorso che
andrebbe abbinato al discorso sulla
metsicosi di cui parlano anche Platone e
Pitagora. Met psich psicosi. Ah,
>> praticamente è l'idea che dopo la morte
l'anima possa trasmigrare in un altro
corpo espiando le colpe commesse. Faccio
un esempio. Se toccasse a me,
probabilmente mi toccherebbe, non so, de
incannarmi in un pesce condannato al
mutismo eterno. Eh, però però non vi
preoccupate perché ci si può reincarnare
anche in anime migliori se si sono
condotte vite migliori fino a un certo
punto a raggiungere una condizione di
assenza della materia di
puro spirito.
>> Vabbè, ma questa è relione il cerchio
della vita.
>> Ecco, io questa cosa faccio finta di non
averla sentito.
>> Non è male immaginare di poter vivere
una vita, poi un'altra meglio della
prima e poi una terza meglio della
seconda.
>> Eh sì, fino a non desiderare più nessuna
vita o non desiderare più nulla. No,
perché se ci pensiamo eh sono i desideri
a farci soffrire, no? Noi desideriamo
infatti ciò che non abbiamo, desideriamo
ciò che vorremmo ed è questo renderci
infelici. Quindi riassumendo, è solo con
l'assenza di desideri che può esistere
l'assenza di dolore.
>> Eh, grazie. E che ci voleva Buddha per
capire sta cosa?
>> No, ragazzi, no, scusa, ragazzi,
scusate. Simone, dammi una mano. Io
vorrei fare una foto con tutti voi,
magari la facciamo qua da mandare a
Greta. Mi mi fate questo favore?
>> Certo, certo, prof.
>> Vai.
I piccoli davanti.
Ci siamo. Dite si darta.
>> Sidarta.
Per anni ho detto che mio padre era
morto.
>> Mi vergognavo del fatto che non ci fosse
e mi ero anche convinta che fosse colpa
di mia madre se se n'era andato.
Prima a casa negli armadi c'erano dei
suoi vestiti, delle foto,
poi lei li ha fatti sparire.
Adesso lo sogno spesso.
Se andato senza neanche salutarmi.
Non contavo niente per lui
e così mi sono convinta di non contare
niente veramente.
>> E pensi ancora questo?
No,
ma meglio
scusa.
>> Ha fatto il passo.
>> Ma chi?
>> Il prof.
>> Che passo? Niente, una sfida tra me e
lui.
Se io firmo per uscire da questo posto,
tu me lo dai un passaggio?
>> Sì, certo. Dove?
>> Chiamo mia madre.
>> Ciao Greta.
>> Ciao. Arrivederci.
L'indirizzo lo sai? Me l'ha dato lui.
>> Pensi di farcela?
>> Lo spero. Mamma,
allora
io ti aspetto a casa.
Posso chiederti una cosa?
>> Dimmi.
>> Perché ti fai accompagnare da lui?
>> È il figlio della professoressa Ferro.
>> Sì. No, lo so bene chi è, ma non mi ha
neanche mai parlato di lui. Eppure ti
fidi così tanto? Sì,
è inspiegabile anche per me, ma
sono veramente più tranquilla quando ci
sta anche lui.
È magico.
Eh, no, allora se è magico.
Non farmi stare in pensiero.
>> Vado, vai, vado, vai.
Dove ti devo portare?
>> Mio padre.
>> Tua madre lo sa?
>> Mia madre lo sa, lo sa anche il mio
terapeuta, quindi tutto a posto,
tranquilli.
>> Tuo padre?
>> Mio padre no. A mio padre faccio una
sorpresa.
Abita quel vicino poco distante. Lo
voglio guardare negli occhi e gli voglio
dire quello che penso.
>> Faccio bene, no?
>> Sì. Non lo so. Me lo devi di te.
Facci bene.
>> Signi, dai che corro
>> per forza. A chi serve una moto se non
corre?
>> Bravo.
Arrivati.
>> È questa?
>> Sì.
Li vedi quei giochi?
>> Sono dei suoi figli.
un maschio
e una femmina.
Nella mail mi anche scritto come si
chiamano
Adelmo e Sabina.
>> Vabbè, andiamo. No,
>> no,
>> perché no? Avevi detto che c
>> Lo so che cosa ho detto. Non ho bisogno
di parlarci.
>> Sicura al 100%.
>> Sì,
ha sua vita.
Io non c'entro.
Allora, facciamo così,
entriamo. Tu distrai i bambini e io
picchio tuo padre.
>> Che cazzate?
>> No,
>> no.
>> Andiamo se a fa in giro, va.
Manuel
>> m
>> grazie
Lo sapevo che saresti tornato
perché non riesco a stare lontano da te.
>> M
che bugiardo.
>> Certo.
>> Che c'hai?
>> Niente, sono un po' stanca.
Ho camminato tutta la mattina, sono
stanca.
Eh! Oh! Eh!
Eh!
Che succede? Eh
>> niente.
>> Eh niente. Piangi.
>> Piango, Dante. Piango. Sì, piango perché
c'è un sacco di motivi per piangere.
Piango per la vita mia. Piango per la
vita. Fai un soffari tuoi. Dai.
Sai che ieri ho pianto anch'io? Non mi
succedeva da tanti anni, non so. Sarà
sarà l'età.
>> Sì, sicuramente all'età.
>> Grazie.
>> Pre
>> veramente.
Comunque
tuo figlio, tanto per cambiare, ti ha
rubato la scena.
Cioè,
>> eh, cioè, allora questa mattina è venuto
da me con l'intenzione di menarmi,
immagino, poi si è calmato
e mi ha detto quello che tu non so
perché ancora non mi hai detto.
Mh.
>> No, che cosa? M Di cosa parli?
Ma
ti sembra giusto il fatto che
che io e te aspettiamo un bambino, ma lo
venga a dire tuo figlio? Ti sembra
normale? Ti sembra giusto questo?
Eh,
>> però io non te l'ho detto perché
io non volevo aggiungere problemi a
quelli che già hai e poi io mi sento
pronta a crescerlo da sola. L'ho fatto
con mano e lo posso fare anche adesso.
So come fare. Insomma, io Dante, io non
ti voglio costringere, non voglio
proprio.
>> Posso, Posso dire una cosa io adesso? Me
posso dire? Certo. Allora, io arrivo da
giorni
difficili dove mi si sono affastellate
un po' di cose nel cervello e l'idea di
avere un figlio chiaramente mi crea
delle paure
>> anche a me.
>> Ecco, paura per un passato ormai lungo,
diciamo, un presente piuttosto confuso,
un futuro, insomma, meglio anche non
parlarne, diciamo. Però però però
tutte queste paure non hanno a che fare
con te.
E non ho paura di immaginare la mia vita
con te.
Questo bambino, bambina, insomma, quello
che sarà
questo qui
non lo crescerai da sola.
>> Ci riusciamo ad essere felici io a te?
Ci proviamo
nella confusione
miliardi di persone.
Solo un'occasione quaggiù
tra l'azzurro e il buco nell'ozono
tra giollendo un po' le io cono
e poi così
tu sei qui Natale un qualsiasi lunedì
udini
che toglie le catene.
Il mondo in fondo un inganno non è.
È solo una follia,
un salto nel vento,
un'ora nello spazio, un punto nel tempo
è un giorno che va via, un appuntamento,
un battito perfetto
che dura un momento.
W
เ
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