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Nella confusione
miliardi di persone,
solo un'occasione quaggiù.
Che stai a fa'?
>> Eh?
>> Che stai a fa'?
Sto prendo un libro che sto a fa'
>> e tu prendo io. Quale ti serve?
>> Quello bianco.
>> Quello bianco. Ci stanno 500 libri
bianchi.
>> Quello bianco in mezzo a quelli neri. Me
lo poo prendere da sola, scusa in
realtà.
>> Sì, certo. Sai ved' che mo te lo prendi
da solo. Nelle condizioni tue.
>> Ma quale condizioni? Ma allora non ci
siamo. Chiariamo subito questa cosa. Non
è che per 9 mesi di gravidanza con tutta
questa ansia non la reggo, Manuel. Eh,
>> va bene.
Senti, glielo vuoi di pure te che si
deve dare una regolata? che c'ha un
altro manuolino in forno.
>> Speriamo di no. Un altro come te.
>> Un'altra?
>> Peggio mi sento una femmina con la testa
tua.
>> Ha ragione. Cioè è incinta. Mica mica
sta male. Lasciamola stare.
>> Sì, lasciamola stare. Però non è strano
che il padre ancora non lo sappia.
>> Cosa c'entra questo? Manuel
>> c'entra
>> cosa?
>> C'entra sempre?
>> Effettivamente
>> effettivamente. Cosa?
>> Sei? Un po' recidiva.
>> Brava.
>> Allora ragazzi, tranquilli perché io lo
stesso errore non lo voglio fare. Va
bene? Però di tanto io sono innamorata.
Come faccio? Gli devo parlare? Devo
chiarire con lui. Mi fate un favore?
Facciamo sì che questa cosa resti tra
noi un segreto. Si può fare?
>> Sì. Sì,
>> promesso. Sì.
>> Ah,
si può fare. Mh
>> mh.
>> Ti vedo che ridi, cretino.
>> Rido perché è malo. Eh, me lo fai un
caffè? Vi
>> ha fattelo tu.
Però cosenza aiutamo, aiutamo.
Comunque io sono disponibile una seconda
ora, eh, quindi
>> perfetto, perfetto.
>> Qui. Ciao.
>> Ciao.
>> Ma che hai fatto?
>> Mh. Ah, qui no, niente, un piccolo
incidente con la moto. Per fortuna
andavo piano.
>> Ma sicuro che non sia la giusta reazione
di qualche marito geloso.
>> Lobardi, io osservo pedisseguamente il
comandamento che dice non desiderare la
donna d' altri, quindi quasi sempre.
Vabbè, adesso a parte gli scherzi, io lo
trovo discutibile questo comandamento
perché perché implica che la donna sia
proprietà di qualcuno. Eh,
>> ecco, brava. Vallo a spiegare a Mosè che
magari lui risale sul Monte Sinai e
chiede a nostro signore un'altra
formulazione.
Ciao, buon lavoro.
>> Ciao Dante. Ciao.
>> Ciao Viola.
Ciao.
>> Oh, scusa. Ciao Zena,
>> che leggi? Ah, è per sostenere un test
per un esame per un'università in
America. Roba difficile. Ho paura che se
non lo passo poi sto uno schifo, quindi
sono veramente se non lo passi te il
test che lo deve passare?
>> In che senso?
>> Nel senso che sei così brava, così
intelligente.
>> Ah, no, no, no, continua, vai. No, non
vorrei esagerare adesso.
>> Esagera.
>> Sì, ma non vorrei essere retorico.
>> Retorico, va bene, vai.
No,
>> che sei così fantastica in tutto, cioè
così sensibile, così profonda.
>> Poi devo dire che sei anche molto bella.
>> Vabbè, dai, che c'entra con
l'università? Questo
>> no, niente, però è la verità. Ehm,
è quando ti ho visto la prima volta che
lo penso, quindi
>> grazie.
Oh,
gre.
Come va?
>> Perché lo chiedi?
>> Non mi avevi chiesto di far finta che
non esistevi.
>> Ho sbagliato, ho esagerato. Scusami.
Ho chiesto scusa anche a Thomas,
davvero. Mi dispiace.
>> Lascia stare, sono io che sbaglio
sempre.
Tutto quello che tocco l'oro.
>> Ma non dire così. Non è vero, non è
vero.
>> Simo, però
per favore.
La mia vita è un casino. È un casino con
te. È un casino con Thomas. È un casino
con mia madre.
Tu lo sapevi di Ordu?
>> Che cosa?
>> Di mia madre e di tuo padre.
Vanno letto insieme.
>> Che cosa fanno, scusa?
>> Vanno a letto insieme
o andavano? Non ho capito bene.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Ciao a tutti.
>> Che ha fatto prof?
>> Ma prof, ma che gli hanno venato?
>> No, no, piccolo incidente. Nulla, nulla
di grave, non vi preoccupate.
>> Buongiorno. Ciao.
>> Eh, no, lascia aperto che aspetto una
persona. Grazie. Vai, prendi posto.
Allora ragazzi, io oggi vorrei parlare
di un argomento
delicato. Oggi parliamo di colpa e di
perdono.
>> Posso
>> Alba? Ciao. Sì, vieni, ti aspettavo.
Guarda, c'è un banco libero per te lì.
Se Ok, benvenuta. Ciao. Ciao. Ciao.
>> Vabbè, vi siete già conosciuti, no?
Allora, stavamo dicendo
chi di noi non ha qualcosa da
rimproverarsi? No, ci rimproveriamo per
qualcosa che abbiamo fatto e non avremmo
dovuto fare o per qualcosa che non
abbiamo fatto e avremmo dovuto fare,
giusto?
>> Sì, ha voglia.
>> Eh, perdonare è difficile, è complesso,
richiede coraggio e perdonare noi stessi
ancora di più.
Di tutto questo ha parlato una delle
menti filosofiche più illuminate del
900. Il suo nome era
Anna
Arent.
ebrea tedesca
ha riflettuto sul nazismo che fece di
lei e di milioni di persone, come
immagino saprete, una esule, una
perseguitata. nella sua opera più
importante che si intitola e ce l'ho
qua,
La banalità del male,
lei descrive minuziosamente il processo
all'ufficiale nazista
Adolf Eich
che fu uno degli esecutori
dell'olocausto, lo sterminio degli
ebrei, come sapete,
lei mette in connessione il male
assoluto
con la metodicità di Aman nelle
nell'eseguirlo, come se fosse un normale
impiegato di una ditta di di rifiuti,
soltanto che in questo caso i rifiuti
erano esseri umani, milioni di esseri
umani e non soltanto ebrei, omosessuali,
insomma, sappiamo quello che è stato
l'olocausto
in un'altra sua opera che si chiama Vita
attiva, lei, pur essendo stata vittima
dell'olocausto, dell'orrore, dà
grandissimo spazio e importanza alla
parola perdono e scrive
un orecchietta. Eccola qua. Questa è una
frase fondamentale. Allora, lo scopo del
perdono è risanare le persone coinvolte.
Le colpe, finché non abbiamo perdonato,
non ci siamo perdonati, non ci rendono
liberi, ci tengono lì inchiodati,
incapaci di andare avanti,
incapaci di vivere. M
>> Leone,
>> ciao. Ciao,
>> come stai?
>> Bene. Tu?
>> Bene. Come mai qui?
>> Sto studiando da privatista per dare la
maturità.
>> Dai la maturità? Oddio, è una bellissima
notizia. E poi ho sentito che lavori
anche in libreria da Anita.
>> Sì, sì, sì. Però oggi ero qui perché
Dante mi ha invitato a una lezione.
>> M Stai bene?
>> Sì,
>> sicura?
>> Sì, sì, sì. È stato bello.
>> Di cosa parlava la lezione?
La colpa e il perdono.
>> La colpa e il perdono.
Leone,
c'è una cosa che non t'ho mai detto.
Quella sera io e Gabriella eravamo
insieme. La roba l'abbiamo presa
insieme, gliel'ho data io, capisci? Se
non l'avessi fatto, forse lui sarebbe
ancora qui.
Oddio, scusami, scusami, Leone. Scusa,
scusa. Alba,
>> dai.
>> Oh, che tutta sta scena per euro? Te lo
do io. Ti
>> No, no, non è per l'euro, eh. Perché?
Vuoi sapere l'ultima grande conquista di
mio padre?
L'ultima la preside? Sì, preside, nonché
madre di Greta, tra l'altro non ha
neanche fatto finire il trimestre che
subito subito.
>> Infatti poteva aspetta, non mi sembra
neanche il momento.
>> Che che momento è, scusa?
>> È il momento che la finisce, no? Sta
sempre in cattedra a pontific' sul bene,
sul male, sulla colpa, sul perdono. Poi
c'ha la vita sessuale più attiva della
nostra, o no?
>> Sì, mi incazzo per quello, infatti. Ma è
da sempre che è così, no?
>> Sì, però non va bene, non va bene. Simò,
eh? Dove sta?
>> Io vado. Ciao Dante.
>> Ciao. Buon lavoro.
>> Ah! Ah! Scusi, prof Manuel, bisogna che
tu lo sappia. Noi qui in tua assenza
languivamo nella pace interiore ed era
bello. Ora invece è tutto finito, lo
sento.
>> È Lombardi?
>> Sì, sì, è Lombardi.
>> Vuoi dire qualcosa?
>> Vorrei fare una chiacchiera da uomo a
uomo. Se può? Sì, certo. Non ci
mancherebbe.
>> Se può sapere che sta a combinare con
mia madre perché io ancora non l'ho
capito.
>> Allora, quello che io combino con tua
madre sono affari nostri. Eh, non è che
devo rispondere a te o a Simone. Eh, ti
do questa informazione. I genitori non
vivono per fare piacere o dispiacere a
voi, vivono semplicemente, normalmente.
>> È troppo comodo di così, prof. È troppo
comodo prendere in giro le persone, o
no? Ma non capisco cosa vuoi dire.
>> Che voglio dire? Dico che una volta
parlasse magari aiuterebbe, no? Ho
bisogna fa tutto da nascosto. Lei non
parla con mia madre, mia madre non parla
con lei. Non vi comunicate,
>> Manuel, se mi devi dire qualche cosa
dimmelo.
>> Io quello che dovevo dire l'ho detto,
>> però magari parlatevi voi due una volta.
Ce la fate una volta?
Simo,
tutto ok?
No, te lo chiedo perché tutta la mattina
mi sembri strano. Se sei ancora
arrabbiato con me, dimmelo.
>> No, no, non sono arrabbiato con te, è
mio padre che fa delle cose che Vabbè.
>> Vabbè, eh, senti, passi da me dopo
studiamo un po'.
>> Sì, sì, va bene. Sì, si può, si può
fare. Ci possiamo provare. Allora, vengo
io da te.
Ti aspetto. Va bene. Ciao. Ciao.
Senti un po' come va con amico tuo?
>> Bene. Bene. No, bene. Adesso vado da lui
a studiare pomeriggio.
>> A studiare?
>> Sì, a studiare.
>> Sì, a studiare.
>> Ridi, ridi. Ma che ti ridi poi? Eh,
ho sostato tutte le
>> Oh, ma insomma,
>> me lo volete dire che cosa avete fatto
ieri?
In che senso? Come? In che senso, scusa,
non vi siete visti per studiare?
>> Ah, sì, sì, sì.
Cioè, eh
>> sì,
la sua memoria.
>> Lo sapevoale
io no, cioè avevo unintuzione. Non sono
riuscita a studiare niente.
>> Hai dato buc luna?
>> Matte, mi avevi promesso che ti saresti
messo sotto a studiare.
>> Ma quale buca? Guarda che ci sono
andato, eh.
>> Sì, abbiamo fatto tutto,
cioè abbiamo fatto tutto quello che
c'era da fare.
>> Vabbè, insomma, sei un po' agitata che
oggi Virgini assegna i ruoli?
>> Sì, un po' sì.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Allora,
siete pronti ad abbracciare il vostro
destino?
Allora, cominciamo dai protagonisti,
naturalmente.
Matteo Sav Santrai
l'onore di interpretare Romeo.
>> Daje. Per quanto riguarda Giulietta,
invece,
beh, devo dire che sono stata molto
indecisa
tra Laura e Luna, ma alla fine ho optato
per una Giulietta forse meno pronta a
livello di dizione, ma con
un'interiorità più conturbante, con
molti segreti, misteri.
Giulietta, sai tu, Luna?
No, io non ho non ho segreti.
>> Sono contenta per te, dopo.
>> Comunque voi due non pensate di riposare
sugli allori perché dovremmo lavorare
molto sulla vostra intesa, sulla vostra
intimità proprio. E adesso passiamo alle
altre parti. Mercuzio!
Ciao
>> Dante.
>> Ma guarda te come t'hanno ridotto. Eh
>> Alba m'ha raccontato. Ma ora sei stato
un pazzo, eh.
>> Ah, pensa che io mi ero illuso di essere
stato eroico. Pensa un po'.
>> Eroico, ma pazzo. Eh, comunque se la
cerchi non c'è perché m' ha chiesto un
paio di giorni di permesso.
>> No, ma non sono venuto per Alba. No, no,
ero venuto perché Ah, sì. Hai per caso
una copia di responsabilità e giudizio
dellaAent?
>> Non lo so, controllo.
>> Ok, grazie.
Senti, ma oggi Manuel a scuola m'ha
fatto dei discorsi un po' strani.
>> Mh, che discorsi?
>> Non so, era come se alludesse al fatto
che tra me e te ci fosse qualcosa di
irrisolto, di non detto.
>> Lo sai come ha fatto? Straparla.
>> M Tu non c'hai parlato?
Ah no, non c'ha parlato.
>> No, perché proprio quando parla con te
che diventa così iper agitato, iper
gasato, anche un po' stronzo se mi passo
il termine.
>> Ah, sì, te lo passo. E comunque no, non
c'ho parlato. Ma è che lui mi protegge
senza motivo. Ma ecco.
>> E da che?
>> Eh, boh, senza motivo
non c'è. Te lo ordino.
>> Cosa? Ah, il libro dell'Airet. No, non
ti preoccupare, tanto non mi serve più
la lezione, l'ho già fatta.
>> Ah,
quindi
era una scusa per vedermi.
>> Sì.
>> Ah, e mo che mai visto?
Che cos'era questo, Dante?
>> Un bacio.
>> Sì, lo so che è un bacio. Che significa?
>> Che mi andava di dartolo e te l'ho dato.
>> Eh, non ti sei chiesto se anche a me
andasse.
>> No, perché non t' andava?
Non mi va di dirtelo.
>> Ci vediamo a scuola. Ciao. Ciao.
>> Virginia ha detto di ripassare la quinta
scena del primo atto, quella del bacio.
>> Sì, però io volevo partire da un'altra
scena, quella del balcone.
>> Sei nervosa?
>> No.
>> Ricordi
secondo te
>> avremmo dovuto dire a Laura quello che è
successo? No, no, assolutamente no. Però
non deve più succedere.
>> Va bene.
Davant pronto a uscire anche stasera.
Vuoi salvarmi dalà?
Un'altra scusa la partita al mal di
schiena. Con il traffico di Roma ci
servono Smart, ma tu non ti arrendi mai.
>> Siamo d'accordo?
>> Lampin nuvola un giorno rasserenata.
Dammi un bacio.
Non lo so bey, non lo so. A volte vorrei
dirtelo, non ti basta? Basta una vita
normale. A me basta, basta che mi vieni
a salvare.
>> Ciao Dante.
>> Ciao Leo.
>> Che è successo? Che hai fatto?
>> No, niente, piccolo incidente. Nulla di
nulla di grave.
Grazie per essere venuto. Eh,
un po' difficile quello che sto per
fare. Ho aspettato tanti anni questo
momento. Pensavo che non avrei avuto il
coraggio, invece bisogna guardare in
faccia il proprio passato a un certo
punto e io devo farlo con te.
Tu ti ricordi com'era Gabriele? No.
>> Certo.
>> Era un ragazzo intelligente, era acuto,
aveva sempre un pensiero critico sulle
cose, sul mondo e poi ragionava,
pensava, no? Era era forte.
>> No, eravate tutti e tre, tu, lui e Alba.
>> Sì, però lui di più, era più
intelligente, quindi era anche più
sensibile ed era
fragile
e ti adorava.
Ecco,
per un professore Dante essere adorati è
una responsabilità.
Bisogna saperla gestire questa
responsabilità.
Tu all'epoca non l'hai saputa gestire,
forse adesso ho imparato, eh, non lo so,
però all'epoca
non l'hai fatto.
Finisco, scusami.
Alba si è rovinata la vita pensando di
essere la sola responsabile per la morte
di Gabriele, perché era stata lei a
dargli una roba.
>> Sì, lo so, me l'ha detto.
>> Ecco, non è proprio così.
Questa qui è di Gabriele. Era
qualche mese dopo la sua morte, i suoi
genitori hanno deciso di dare via un po'
della sua roba e questa è toccata a me.
Io l'ho messa tra i tanti ricordi che
avevo di lui e solo dopo tanti anni mi
sono accorto che dentro c'era una
videocassetta.
La casetta è ancora qui dentro.
Guardala.
Qua dice che Larent aveva una storia
importante con il suo professore
dell'università.
Ci sono anche le lettere che si
scrivevano.
Senti, eh, l'amore risulta per chi ne è
coinvolto un peso così dolce perché noi
ci trasformiamo in ciò che amiamo, pur
rimanendo noi stessi.
E poi
ti amo cioè voglio che tu sia ciò che
sei.
Bello, no?
Che c'è?
che c'è che
che un po' ci sei, un po' non ci sei.
Non lo so, non non ti capisco, cioè non
capisco cosa vuoi.
>> Non lo so cosa voglio.
So solo che non voglio stare male.
Ti ricordi a 12 anni quando abbiamo
visto quell'horror da te?
Sì,
se giocavamo a fare i grandi, invece
siamo rimasti svegli tutta la notte per
paura di essere ammazzati.
>> Oddio, tu sei crollato.
Io invece sono rimasto sveglio per
proteggerti.
Ah, sì, sì,
però adesso siamo grandi.
Se non siamo più due bambini che
giocano, che cosa siamo?
Non lo so.
A occhio direi che
siamo semplicemente noi due.
Forse mi hai convinto,
detto forse.
Quest'estate ho letto un libro di uno
scrittore francese
con un Nizzen.
E iniziava così.
Avevo 20 anni e non permetterò mai a
nessuno di dire che questa è l'età più
bella della vita.
Sì, certo. Questa età è tutto più
grande. Ogni passa una scommessa.
Ti senti un Dio, ma allo stesso tempo
hai paura.
Poi il tempo scivola via veloce e ti
accorgi che le giornate pesano.
A volte quel peso è insopportabile.
Cosa resta di noi alla fine?
Delle nostre idee, dei nostri sogni,
degli errori?
Non lo so, forse niente.
Sto facendo questo video perché un
giorno si farà delle domande. Perché le
domande sono importanti.
Me l'ha insegnato il mio professore di
filosofia.
Le domande che noi ci poniamo dicono
tutto di noi. Neon, ad esempio, si
chiede quanto è grande l'universo,
come fa a continuare ad espandersi.
Io mi chiedo perché siamo così soli
nello spazio infinito.
Perché siamo condannati a inseguire una
felicità a cui non arriveremo mai?
Perché esistiamo?
Che senso ha?
Prima sono passata a cercarla, prof.
Ma lei non era a casa, chi magari stava
in biblioteca o al cinema.
Comunque è stato un caso che non ci
siamo potuti parlare
un'ultima volta.
Forse ha ragione Voltero a dire che il
caso non esiste.
È proprio vero, professore. Chi scende
troppo sotto la superficie
lo fa proprio rischio in pericolo,
perché ciò che c'è là sotto ti toglie il
fiato.
Non riesci a risalire, la corrente ti
spinge sempre più giù fino al fondo.
E la pace.
Io sono stanco,
stanco di essere.
Vorrei solo
chiudere gli occhi,
spegnere la testa
e farla finita.
Da quanto lo sai di papà,
ho sentito che ne parlavi con il
professore.
Hai detto che ha un'altra famiglia.
È vero,
Greta. Amore mio, mi dispiace tanto.
Tranquilla,
fa niente, tanto non cambia granché.
I regali li hai sempre fatti tu.
Sì.
Perché?
Perché
pensavo di
poter colmare il vuoto che aveva
lasciato tuo padre.
È stata una cosa molto stupida.
Perdonami, non ti devo perdonare nulla,
mamma.
Hai fatto quello che potevi.
Vado.
Che ci fai qui sveglio a quest'ora? Non
dormi?
>> Scusa, quella cos'è?
Questa me l'ha data
Leone. Era di Gabriele, sai quel ragazzo
che
>> Ah,
>> sì.
>> In tutto questo tempo non mi sono reso
conto di nulla, mamma.
Di nulla.
>> Ma di cosa, Dado, di cosa dovevi
renderti conto?
>> Sei l'overdose per la quale è morto.
>> Sì.
>> Non è stato un incidente, l'ha voluto
lui.
>> Come?
Ma come? Ma chi te l'ha detto?
Me l'ha detto lui in un video che sta
qua dentro e io non me ne sono reso
conto. Non me ne sono accorto.
E come potevi accorgerti, scusa? Perché
proprio tu?
>> Perché ero il suo professore. Mamma,
forse sono andato troppo avanti. Forse
gli ho parlato di cose troppo grandi per
lui.
>> È questo che fa la filosofia? No,
>> no, mamma.
La filosofia dovrebbe curare l'anima,
non distruggerla.
เ
Leone.
Ehi,
>> mi volevi parlare?
>> Sì.
Facciamo due passi.
>> Sì, scusami, sono insistito, è che avevo
bisogno di parlarti.
>> Ma perché proprio qui?
>> Perché ho bisogno di dirti una cosa
importante. Volevo farlo nel posto
preferito di Gabriele.
Ti ricordi? Avevo monopolizzato quella
panchina?
Sì, me lo ricordo. Sai quanti pomeriggi
ci abbiamo passato lì a parlare di cosa
avremmo fatto del nostro futuro?
>> Vorrei parlarti di quello che mi hai
detto ieri.
>> Sì, ascolta, se mi odi lo capisco. Va
bene, mi odio anch'io. Non faccio altro
tutti i giorni.
>> Gabriele sarebbe ancora qui.
>> Sarebbe ancora qui se non fosse per me.
>> Gabriele ha scelto di uccidersi. Se
anche tu non gli avessi dato la roba,
avrebbe trovato un altro modo. L'avrebbe
fatto comunque.
>> E tu questo come lo sai?
>> Lo so. si è ucciso.
Mi dispiace dirtelo in questo modo.
Forse è ancora più dura così per te, non
lo so, però tu non hai colpe. Se hai una
colpa è la stessa che ho io, la stessa
che abbiamo tutti. Il fatto che non
l'abbiamo capito.
Tutto qui.
>> Pronti?
3 du
Oh, ciao.
>> I candidati possono entrare. Prego.
>> Lei non entra?
No, io solo accompagnato un'amica
>> Zeno
>> Viola, meno male, pensavo di non fare in
tempo.
>> Ma non sei a scuola?
>> E no, non sono andato. Volevo farti in
bocca al lupo.
>> Grazie, ma hai fatto una corsa inutile
perché tanto non lo faccio il test.
>> Come non lo fai? Perché
>> non lo faccio. Hai fatto veramente un
viaggio a vuoto.
>> Aspetta, t'ho portato una cosa. Sì.
Corno di corallo era più comodo, però
questo.
>> Ma che
>> porta fortuna. Eh,
>> ma ci credi veramente a queste cose?
Certo, questo è indicato soprattutto per
i testi dell'università americane.
>> Viola, vai dentro, fagli vedere chi sei.
M.
Brand. Prego. Puoi entrare.
>> Senti, com'è andata ieri con
quell'altro? Avete studiato?
>> Sì, abbastanza.
>> Vo sapete che penso di tutta sta storia?
No, però so che me lo dici lo stesso,
quindi dimmi.
>> Se te nei l'opportunità di essere felice
con qualcuno per delle paranoie tue, sei
un [ __ ] Questo diciamo che il succo
>> che
il messaggio da Greta che dice:
"Avrei voluto essere un'amica migliore,
ma è troppo tardi, scusami."
Che cazzo vuol dire un messaggio così?
Non lo so, però non promette bene. Poi
troppo tardi per cosa? Scusa, provala a
chiamare.
>> L'utente da lei chiamato raggiungibile.
La premio.
>> Ha capito mo?
>> Sì, ho ricevuto un messaggio
preoccupante da Greta.
>> Che messaggio? Questo
Ma tu l'hai chiamata?
>> Sì, non risponde. Il telefono staccato.
E la madre l'avete visto?
>> No.
>> Eidio lei sa dove l'ha preside te?
>> Eh, stava nel suo ufficio. Arriva
stamattina presto.
>> Eh, ci vado io. Ci vado io.
>> Sì. Oh, riprovo.
>> No, vabbè, ma è una follia. Ma me lo
dite voi come faccio senza quei fondi?
Ma non si può continuare a tagliare su
tutto. Ma non è
>> è importante. Scusami.
>> Dante era il ministero.
>> Lo so, ma è importante. Si tratta di
Greta. Tu questa mattina l'hai vista
>> di Greta? Io stamattina no. Quando sono
uscita dormiva. Ci ho parlato ieri sera.
Perché?
>> E ieri sera come stava? Ti sembrava
normale?
>> No, non era normale. Era triste. Molto
triste. Mi dici che succede?
>> Allora, io forse sto esagerando, ma
penso sia il caso di andare a casa a
vedere come sta. Sì, certo. Andiamo,
andiamo su.
>> Sì, vieni.
>> Greta,
>> Greta,
>> Greta,
queste sono le pasticche che le prende
per dormire. La confezione è
completamente vuota. La tu hai idea di
dove potrebbe essere andata?
>> Ma no, non lo so.
>> Chiamo Simona.
>> Dio cred che hai fatto.
>> Chiamo Simona.
>> Pa, pronto,
>> Simone, siamo a casa di Greta, ma lei
non c'è. E, peraltro c'è una confezione
di sonniferi che lei usa
>> per dormire che è vuota. Voi avete idea
di dove potrebbe essere andata?
Pensateci bene perché è importante.
>> No, non non ne ho idea. No, neanch'io.
>> Ma magari un posto dove siete andati
insieme del quale lei vi ha parlato.
>> A me mi aveva parlato del ponte della
musica, quindi magari là, non lo so.
>> Ci vediamo lì, forse sanno dov'è.
>> Ok. Se loro vanno al punto della musica,
noi cosa facciamo?
>> Eh, che facciamo? Andiamo anche noi? No,
tu c'ai una moto qui fuori. Sì, ce l'ho
qua fuori.
>> Ok. Te come vieni?
>> Vabbè, vi raggiungo in qualche modo.
>> Vabbè, facciamo così. Voi andate in
moto, io resto qua. Dai, senti, ti
chiamo. Va bene. Tieni il telefono
acceso, mi raccomando. M.
È laggiù.
>> Greta,
>> Greta,
>> Greta,
>> Greta,
>> Greta.
Greta,
>> Greta,
>> Greta, amore, mi senti?
>> Greta,
>> mi dispiace.
>> Portiamolo all'ospedale, ragazzi.
Aiutatemi.
>> Sì, sì, sì.
>> Dai,
>> forza.
>> Vai,
>> Greta, amore, siamo arrivati, siamo
arrivati. Adesso ci sono i dottori.
Amore, Greta, ti prego,
>> occhio, torno subito.
>> Sbrigatevi, vi prego, vi prego, vi
prego.
>> Quanti neerite?
>> Tutta la confezione.
>> Da quanto tempo?
>> E non lo sappiamo. La parola portiera.
Ci passate, eh?
Arrivederci. Arrivederci. In bocca al
lupo. Eh,
>> grazie.
>> Allora, com'è andata?
Eh, era parecchio difficile
comunque. Però, cioè, ti devo
ringraziare perché senza di te non ci
avrei nemmeno provato. Almeno adesso una
possibilità di andare a studiare
all'estero il prossimo anno ce l'ho.
>> Beh, allora speriamo che sia andata
bene, anche se non è che faccio salti di
gioia al pensiero di te dall'altra parte
del mondo.
>> Dopo tutto quello che hai fatto, non
vuoi che passi il test? No, cioè sì,
certo, certo che voglio che passi, però
ecco l'America non è proprietolo e io te
insomma non ci rivedremo più. Questo un
po' mi dispiacerebbe molto.
>> Esistono quei macchinari che volano da
un posto all'altro che si chiamano
aerei?
>> Sì, non lo so cosa sono, anche se non ho
mai preso una. Eh, ottimo. Ottima
occasione per iniziare. Tu fai il
viaggio e io io ti ospito.
>> Ma come mi mantengo là in America?
>> Guarda l'università in Texas. Potresti
fare il cowboy. Ti ci vedo. Sì, sì.
Beh, però sono dentro da tanto perché
non ci fanno sapere niente? È normale,
stanno facendo gli esami. È normale.
>> Oh, notizie su Greta?
No, ancora niente.
La madre di Greta Rivalta.
Sì, sono io. Gli abbiamo fatto una
lavanda gastrica e ora è sotto
osservazione, ma direi che sua figlia è
fuori pericolo.
>> Oddio, grazie. Grazie. Posso vederla?
>> No, ora sta riposando, ma tra poco
potrei entrare.
>> Grazie.
Ehi! Ok,
>> è fuori pericolo, fa tutto bene. Ho
capito che fa? Proprio un crollo. Ok,
grazie, grazie, grazie.
>> Dai, andiamoci a prendere qualcosa. Dai.
Certo che tuo padre m'avrà fatto
incazza' 1ille volte, però con le
persone ce sa fa'.
>> Hai svaligiato la macchinetta?
>> No, ho semplicemente preso un po' di
zuccheri così ve ripiate. Sembra che
avete perso 10 anni di vita.
>> No, grazie. Mi si è chiuso veramente lo
stomaco. No,
>> siamo stati due [ __ ] con noi.
Pensavamo alle nostre cazzate, non ci
siamo resi conto che Greta stava male.
>> Se penso come l'ho trattata di merda
veramente.
>> Ma tu perché io che devo conoscerla pure
meglio.
>> Oh, avete finito? Ma chi ve l'ha detto
che Greta ha fatto quello che ha fatto
per colpa vostra? Magari ha scoperto
qualcosa o gli è successo qualcosa
insieme alle vostre stronzate sono
diventata una valanga.
>> Sì, che abbiamo provocato noi però.
>> Sì, magari l'avete provocata voi, però
c'avete una fortuna enorme che Greta è
ancora viva e gli potete chiedere scusa.
Ve pare poco?
Mo magnate
ste barette fatte aprire lo stomaco.
Comunque ho ho chiamato il suo
psicologo. Sì, perché magari mi può
aiutare a capire come rimettere assieme
i cocci.
Cioè che poi se non fosse stato per te
adesso non avrei neanche quelli da
rimettere insieme.
>> Non ho fatto niente.
>> No, no, tu sei stato il primo a capire
quello che voleva fare.
>> Sì. Tardi. Ma sì.
>> Prego, signora, ora può entrare. Mi
raccomando, eh, è ancora molto debole.
Sì,
>> grazie mille. Grazie.
Cazzo, sai che Manuel mi ha stupito?
Super profondo tutto quello che ha detto
su Greta. Sì, è è bravo con le parole,
però non innamorarti di lui.
>> Me lo dici perché ti è capitato?
>> Sì, un terzo.
>> No, vabbè, non posso innamorarmi di lui.
Sono innamorato di te.
>> Perché me lo dici così?
>> Sì, è così. Ho buttato via.
per non soffrire, Simo, perché adesso tu
mi dirai che c'è le tue paure, le tue
ansie, le tue cicatrici e tutte quelle
cazzate che dici.
>> Perché cazzate?
>> Cazzate perché la vita è breve, Simo, ed
è troppo breve per avere paura.
Poi basta anche questa storia che siamo
solo amici. Non siamo solo amici.
>> È vero.
>> Cosa?
Non siamo solo amici.
>> Non ho capito.
>> Hai capito? Hai capito?
>> Cioè, sono finite le paure, le paranoie
e tutto.
>> No, le paure ci sono e come però a sto
punto ho pensato [ __ ] le paure.
>> Beh, mi sembra una scelta saggia.
Senti, sali da me avere un caffè.
Caffè?
>> Caffè?
>> Sì, un caffè. Sì.
Dopo te. Star
beau star
you
beautiful star
Viola, sta arrivando l'ordine del
ristorante cinese.
>> Ok. Ma questo
>> questo è un portafortuna. Me l'ha
regalato Zeno.
>> Zeno?
>> Sì.
>> Beh, ma che bello.
Originale, no? Sì.
>> Poteva regalare un mazzetto di fiori,
invece. Vabbè, ma Zeno è Zeno, quindi
>> Ah,
sembra proprio una persona carina lui,
eh.
>> Sì,
>> sì.
>> È che se non fosse stato per lui non
avrei fatto l'esame di ammissione
all'università americana.
>> In che senso?
>> A un certo punto mi sono spaventata,
stavo per andarmene e lui si è
presentato e mi ha convinto.
>> Ti ha convinto, Zeno?
>> Sì, lo so.
>> Incredibile, eh?
È incredibile, guarda. Non più di tanto.
Vedrai, gli uomini ti stupiranno
moltissimo.
>> Vedrai. A proposito di uomini, con Dante
ci hai parlato?
>> No, non c'ho parlato.
Io vorrei mettermi sotto un piumone e
aspettare che le cose si risolvessero da
sole.
>> Atteggiamento maturo questo.
>> No, non lo è.
Ma se poi non la prende bene?
>> Se non la prende bene è pazzo e non sa
che cosa si perde.
>> Ma invece lo sa benissimo. Anzi, secondo
me è proprio questo il problema.
>> Anita,
sai che c'è? Mi hai convinto. Brava
Dante. Ciao. Senti, quando sei venuto in
libreria ieri io
dovevo dirti una cosa, però non te l'ho
detta, una cosa importante.
E allora, quando puoi,
ci prendiamo un momento. Ah, per favore.
Grazie.
Grazie.
Prego. Oddio, l'ho fatto.
Andrà tutto bene, vedrai.
Andrà tutto bene.
del cinese.
Dottore, come sta? Ci ha parlato
abbastanza bene, ma gli stessa, la sta
aspettando.
>> Grazie.
>> Arrivederci.
>> Arrivederci.
>> Ehi, amore,
come ti senti?
Ho un po' di mal di testa, però bene.
Il dottore mi ha detto che secondo lui
farei bene ad andare per un periodo in
clinica da lui dove lavora,
che mi farebbe sentire più protetta.
E tu cosa ne pensi?
Non mi piacciono le cliniche, mamma.
Mi sento sola. Mamma,
amore mia,
amore, ci sono io con te, capito? Tu non
sarai sola. Mai, mai.
Sei la cosa più preziosa che ho.
>> Buongiorno.
>> Ciao Dante.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Abbiamo saputo quello che è successo a
Greta. È terribile.
>> Anch'io sono praticamente ancora sotto
shock.
>> Sì, diciamo che ieri è stata una
giornata piuttosto pesante.
>> E come sta ora la ragazza?
>> No, sta bene. Per fortuna. Sta bene.
>> E la preside?
>> Eh, l'ho trovata un po' provata.
>> E ci credo.
>> Come stai tu?
>> Sopravvivo. Scusate.
>> Dante,
stai bene davvero?
>> No, sto bene. Sì, tutto perfetto. Sì.
Ah, peraltro ho visto che mi hai mandato
un messaggio, ma non ho fatto tempo ad
ascoltarlo. Che mi dicevi?
>> Niente, non c'è fretta.
>> Non c'è fretta.
>> Ok, io vado che che
ho lezione.
Purtroppo adesso è in ospedale, la
situazione è sotto controllo, però
Ciao ragazzi.
Immagino sappiate quello che è successo,
no? Sì, assurdo.
>> È possibile che nessuno se n'è accorto?
Effettivamente l'abbiamo vista 5 ore al
giorno tutti i giorni.
>> Eh, vabbè che Greta era strana, però
>> magari è anche colpa nostra se ha fatto
quello che ha fatto.
>> Purtroppo non si può tornare indietro,
gli errori fatti non si possono
cancellare. L'unica cosa che possiamo
fare è cercare di
conviverci, eh.
Quindi
>> ne abbiamo già parlato quando abbiamo
fatto la lezione su Arent, no?
>> Sì, il perdono. No,
una colpa non si può negare,
bisogna riconoscerla.
Soltanto così si può cercare di cambiare
strada e evitare di rifare
gli stessi errori sempre
gli stessi errore.
>> Tutto bene, prof?
No, non va tutto bene.
Ci sono delle colpe che non si possono
perdonare.
>> Ma scusi, allora tutto quello che ha
detto la scorsa lezione?
Non sempre quello che vi dico ha senso.
Ne parliamo un'altra volta, ragazzi.
Scusate,
>> ma che
>> adesso mai fa lasciare la GL.
>> Andiamo. Non la faccio io.
Egidio, hai visto mio padre?
>> Eh sì, è passato la
>> Grazie.
Che succede?
Che ci fai qua?
>> Non ho più niente da dire.
>> Che vuol dire?
Non mi sono accorto di quello che stava
succedendo a Greta.
>> Papà,
nessuno si è accorto di come stava
Greta, nemmeno io che sono il suo amico.
>> Sì, ma io sono il suo professore.
>> Appunto, sei un professore. Sei anche un
bravo professore. Non puoi farti carico
dei problemi di tutti. Non così.
>> Era già successo anni fa con un altro
studente.
>> Non lo sapevo.
Mi dispiace.
Vuoi parlarne?
Passato tanto tempo.
Torniamo in classe?
>> Ma posso?
>> Perché no?
>> Perché ho bisogno di un momento di
pausa.
>> Sì, va bene. Prenditi due giorni, tre
giorni, qu ti serve.
>> No, due giorni, tre giorni. No, e
voglio parlare con la presidio prendermi
un'aspettativa,
anche perché
un professore che non ha più niente da
dire a cosa serve.
E poi così
tu sei qui Natale qualsiasi lunedì.
Udini
che toglie le catene al mondo in fondo.
L'ingan inganno non è.
È solo una follia,
un salto nel vento,
un'ora nello spazio, un punto nel tempo.
Un giorno che va via, un appuntamento,
un battito perpetto
che dura un momento.
Wowow!
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