Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
[altoparlante] Informiamo i signori passeggeri
che stiamo atterrando all'aeroporto di Palermo.
Nell'augurarvi un buon soggiorno
speriamo di ospitarvi nuovamente a bordo della nostra compagnia.
[annuncio in inglese dall'altoparlante]
[suona "The victory march" di Citizen Cope]
[in inglese] Quanto manca all'arrivo?
- È lontano? - Venti minuti, ci siamo quasi.
[in inglese] Arriviamo tra 20 minuti.
[suona "Se telefonando" di Mina dall'altoparlante]
- Basta. - Ehi!
Oh!
- Ehi! - Vai!
[dialoghi in inglese]
- Stati Uniti. - Stati Uniti?
- Parli l'italiano? - Ho studiato un po'.
Come mai?
- La mamma di mio padre era italiana. - Ah.
Wow! È altissimo.
È alto, eh? Vuoi tuffarti con me?
- [in inglese] Salti con me? - Ehm…
Non lo so, è troppo alto.
Allora mi tuffo prima io, poi tu, va bene?
[in inglese] Prima io e poi tu, ok?
Forza, Sophie!
È troppo alto!
È facile, fidati! Conto fino a tre!
Uno, due… tre! Dai!
Non l'ho mai fatto!
Va bene, aspettami lì! Arrivo!
[fischio]
Sophie! Non ti sei tuffata!
- Mi dispiace. - Questi sono i miei amici.
- Ciao. - Ciao. - Lui è Spritz.
Stanotte è il suo compleanno.
- [in inglese] Auguri! - Lui è Samba.
- Ehi! - Ciao.
E lui è il Komandante, come Vasco.
- Sai chi è Vasco? - Vasco?
[insieme] Vasco!
♪ Respiri piano… ♪
[in coro] ♪ Per non fare rumore! ♪
♪ Ti addormenti di sera E ti risvegli con il sole! ♪
- Salta, salta con noi! - Non lo so.
- È facile, vai! salta! - Andate voi!
♪ Sei fresca come l'aria! Eh! ♪
♪ Diventi rossa se qualcuno ti guarda ♪
♪ E sei fantastica quando sei assorta ♪
Ciao!
Sono dei minchioni.
Sono i miei migliori amici.
Ci conosciamo da quando siamo così.
- Siete tutti siciliani? - Loro sì, io no.
Sono cresciuto un po' dappertutto. Ora vivo a Palermo con i miei nonni.
- Quando sei arrivata? - Quando sono arrivata?
- Eh. - Due ore fa.
- Due ore fa? - Sì.
- Non hai visto ancora niente. - No.
- Vuoi vedere la grotta dei sospiri? - Che grotta?
È qui sotto, la dovresti vedere, fidati di me.
Dove è?
- Dove è? - Ci siamo quasi!
Perché ti sto seguendo? Non ti conosco!
Quando la vedi, impazzirai, fidati di me.
È qui, è sotto questa roccia.
Ora fidati di me, andiamo insieme sotto la roccia, ok?
- È profondo? - Prendi un bel respiro.
Conto fino a tre, sei pronta?
Uno, due, tre!
[in inglese] Cazzo!
Allora? Ci credi?
Non ero mai stata in un posto così!
Lo conoscono solo quelli del posto, è un segreto.
Un segreto?
- Grazie! Grazie per avermi portato qui! - Vieni.
- Insomma? - Insomma? Che?
Americana di dove?
- Io? - Sì.
California.
- California? - Sì.
Incredibile, sai che la California è casa mia? Te l'ho detto?
- Davvero? - Sì. [in inglese] Che?
In California, se vai dritto, a un certo punto giri a sinistra…
Mi capisci? A un certo punto giri a sinistra.
In fondo c'è un albero bellissimo, gigante.
Voglio dire, quando non sono qui, io sono sempre lì.
Ah!
Mi sembra strano che non ci siamo mai visti.
- Conosco quell'albero. - Sì? - Sì.
Che fai sotto l'albero per tutto il tempo?
Aspetto te!
Mi dispiace, è davvero molto strano che non ci siamo mai incontrati.
Hai ragione.
- Che fai in California? - Che faccio in California?
Lavoro da Starbucks.
- Starbucks? - Sì.
So fare l'espresso, il Vietnamese coffee…
Vaniglia…
Io adoro la vaniglia, è la mia preferita.
Sì, è buona.
Però non lo so che cosa voglio fare in futuro nella vita.
- Ancora non lo so. - Vabbè, ma è normale.
Tutti cerchiamo di capire che vogliamo essere o fare.
Guarda me, io non ho nulla.
Le cose che non ho non possono possedere me.
No macchina, no assicurazione, no casa, no figli.
Voglio solo vivermi la vita ora, capito?
Capisco quello che stai dicendo.
Sophie, devo dirti che in realtà
il vero nome di questa grotta è la grotta dei baci.
Ok?
Vuole dire che le persone che vengono qui devono darsi un bacio
oppure porta sfortuna.
- Davvero? - Sì.
- Non lo avevi detto prima. - Me lo devo essere scordato.
Quindi mi hai portata fino a qui per un bacio.
No! Era solo per dirtelo.
- Solo per dire? - Sì.
Se tu un bacio non me lo vuoi dare, io lo capisco.
Mi hai appena conosciuto, non sai chi sono. Va bene così.
Se tu un bacio me lo vuoi dare, io me lo prendo.
Poi con la sfortuna io…
Che stai facendo? Sei matto?
Voglio tuffarmi dalla roccia.
- Adesso? - Voglio farlo! Andiamo?
[grida]
- Tu fai così con tutte le ragazze? - Così come?
I tuffi, la grotta dei baci…
- No, lo giuro! - E pensi che io ti creda?
Ma chi sei tu?
Hai anche delle belle mani.
Secondo te le persone che bevono il tuo caffè sanno
che viene fatto da mani così belle?
Che hai fatto qui?
- Che fai ora? - Ora?
- Sì. - Mah…
- Parti domani? - [in inglese] Sì.
- Perché non me lo hai detto? - No, non lo so…
Dove vai?
- Torno a casa. - In California?
Ci siamo appena conosciuti, non puoi lasciarmi così.
Palermo non era in programma.
Abbiamo deciso all'ultimo minuto.
- Quindi quando ti rivedo? - Non lo so.
In California sotto l'albero con un caffè alla vaniglia?
- Sophie! - Devi andare.
C'è un posto, si chiama The Box. Ci vediamo lì dopo cena?
- Vieni? - Ok.
- Ok? - The Box.
- The Box. - Ciao, Giulio.
Ciao, Sophie.
Ci vediamo lì!
Stasera si ficca, compare?
Quella era l'amica? Fammela vedere!
Bravo, eh? Bravo.
[musica house dalle casse]
- Bye! - Bye!
- Facci entrare! - È il mio compleanno! - Andatevene!
- Mi avete rotto i coglioni! - Dai! - Non facciamo cazzate!
Lasciate scorrere! Prego, ragazze, accomodatevi.
- Forza. - Dai, facci entrare! - È tutto ciò che abbiamo.
- Va bene, entrate. - Dai! - Due.
Sì e mi raccomando, non fate bordello.
- Io? Sono un angioletto. - Vai. Prego, ragazze.
[suona "Dark clouds" dei Teenage Mutants dalle casse]
[esultano]
Giulio!
[in inglese] Sì!
Sophie!
Che minchia succede qua?
Chi minchia sei tu?
Vai, vai, vai!
Sophie!
- Oh! - Ehi!
- Che c'è? - Ehi!
Vaffanculo! Sei un coglione!
Un coglione sei!
Lasciami! Non mi toccare!
- Oh! - Oh!
[voci concitate]
- Mollami! - Fuori!
- Non mi toccare! - Vaffanculo!
- Schifosi! - Andatevene!
Ora che facciamo? È il mio compleanno!
- Che vuoi fare? - Che ti va di fare?
Che?
Che faccio ora con mia sorella?
Sai che penso di tua sorella?
- Che? - L'ho vista due volte.
- Penso che sia una rompicoglioni. - Oh!
- È una rompicoglioni. - Oh!
Ha cercato di rovinare la tua ultima sera in Italia, ma perché?
- Perché ha 90 anni! - Ha 90 anni! - Ha detto che ha 90 anni!
- Dove andiamo? - A fare festa, americana.
Andiamo a bere e a fare festa. Andiamo!
[suona "Ciuri ciuri" dall'altoparlante]
[parla in palermitano]
Bravo, Peppino! Grazie!
Bravo!
- Grazie. - Ciao.
Facciamo vedere a Sophie Palermo by night.
C'è anche la macchina, Sophie!
Guarda qua. Giulio, le chiavi.
- Le chiavi? - Le chiavi della macchina.
- No, io non le ho. - Non le hai tu? - No.
- Samba, le chiavi. - Non le ho.
- Come no? - Non ce le ho.
- È vostra questa? - Certo, è nostra.
L'hai pure lasciata aperta. Sei un minchione.
Oh! Che minchia state facendo?
- Esci! - Ehi, calmo.
Hai una bella macchina, sei bravo.
È vero che sei bravo che hai una bella macchina?
- Andiamo. - Lo sapevo che non era vostra!
Ah, lo sapevi? Vieni qua, Sophie.
Ti fidi ad andare in giro con quattro ragazzi appena conosciuti?
- Che vuoi dire? - Che voglio dire?
Cioè, sei una bella ragazza.
Tutta sola, di notte.
Si sentono un sacco di cose brutte in giro.
- Non hai paura? - Dovrei avere paura?
Mi stai dicendo che dovrei avere paura di te, Komandante?
Dimmi.
Ha coraggio quest'americana! Brava, sei coraggiosa!
Coraggiosa o matta, non lo so ancora.
Ti sei presa quello buono.
Noi siamo così così, ma Giulio è il migliore, brava.
Non ti preoccupare, ti stava solo provocando.
Non sono preoccupata.
Pensi che sono preoccupata? Che pensi di me?
Giulio! Sophie!
- Andiamo? - Muoviti, americana!
Sì, andiamo.
Momento culturale.
Sophie, sai il nome di questa piazza?
Si chiama Piazza della Vergogna.
- [in inglese] Piazza della Vergogna. - Sì. Sai perché? - No.
Vieni! Vedi tutte queste statue?
Quando i siciliani videro per la prima volta le statue nude
sai che fecero?
- Tagliarono loro la minchia! - [in inglese] Che? - Vedi? - Dai!
- Dobbiamo festeggiare! - Basta cultura, si va a fare festa.
- Ah! - Andiamo!
- Non farmi cadere! - Ti fidi o no?
Mi fido, però non farmi cadere, Giulio!
[in coro, in napoletano] # Io sono pazzo! Io sono pazzo!
[in coro, in napoletano] # Voglio essere chi sono io, andate via! #
- Allora? Dove andiamo? - Eh, lo vedrai.
- Che c'è? - Io senza di te come faccio, eh?
Domani scappi, vai via… Mi mancherai, eh?
Io non ho mai conosciuto nessuno come te.
- Wow. - Non scherzo.
- Dici molto bene le bugie. - Non era una bugia, è la verità.
Se vogliamo parlare di bugie la verità è che le bugie sono sottovalutate.
- Sì? Perché? - Sì.
- Perché? - Eh.
Se tu una bugia la dici, poi la dici e la dici ancora
a un certo punto inizi a crederci.
Ma è sempre una bugia.
Sì, ma tu sai sempre ciò che è vero e ciò che è falso?
Il dolore è vero, non ci sono bugie per il dolore.
Hai ragione, il dolore è sempre vero.
- La felicità allora? - La felicità…
- La felicità non dura mai. - Giulio, Sophie! Il gelato, dai!
- [in inglese] Io cioccolato! - [in inglese] Va bene!
- Va bene? - Oh, vai.
Ragazzi, abbiamo il cioccolato.
- Lo svegliamo? - No, lo lasciamo dormire.
- Rubiamo il gelato? - No, è un mio amico.
Pago domani, non preoccuparti. Buonanotte, Khalid!
Buonanotte, Khalid!
Aspetta!
Mi piace la vaniglia.
[in inglese] Oh, mio Dio!
Mia sorella è sicuramente arrabbiata con me, tu non sai.
Tu non sai! Non ci credo che gli hai dato tre pugni!
- Era un coglione, Sophie. - Sì, però…
Lo avevo conosciuto oggi pomeriggio. Lui e la sua ragazza.
Era una mia idea di andare con loro al The Box.
Boom, boom, boom!
Boom, boom, boom!
- Non dovrei ridere. - Non lo sai, ma Komandante è famoso.
- Dai! - Raccontale la storia. - Lascia stare.
- Raccontami! - Nessuna storia.
- Ha rubato un camion a 13 anni. - Hai rubato un camion a 13 anni?
- Sì. - In Slovenia.
- Dove? - In Slovenia! - È finito pure in televisione.
I giornalisti ci hanno intervistati.
- Spritz, basta. - Ormai è andata.
Volevano sapere tutto sul ragazzino che aveva rubato il camion.
- Komandante è andato pure in prigione! - È tutto vero.
- In prigione? È vero? - Eh.
Ci è anche ritornato due anni fa.
- Ma… perché? - Perché, Sophie?
Ho fatto una cosa brutta a una persona.
Come è stato in prigione?
Come è la prigione, americana?
È brutta, è un posto brutto.
Però è pieno di bravi cristiani, sai?
Tu adesso mi vedi e pensi che sono una cattiva persona.
È normale, ci sta.
Non sono una cattiva persona.
La persona a cui hai fatto del male
ti aveva fatto male prima, no?
Sì.
[in inglese] Dai!
Non penso che sei una cattiva persona.
Lo so.
Sto bene adesso. Sono fuori, sto bene!
Voglio divertirmi, andiamo a fare festa adesso che sono fuori!
- Andiamo al Corazon! - Andiamo! - Questa bottiglia è finita.
[suona "Leila" degli Acid Arab dall'altoparlante]
Dopo te la sposi! Vai!
Oh!
Sì!
Oh, ragazzi, che beviamo?
- Che beviamo? - Shot di vodka!
- Sì! - Cinque! - Cinque vodka, vai! - Sì!
- Oh! - Uno!
[insieme] Due!
[insieme] Tre!
[insieme] Quattro! Cinque!
- Vai, ragazzi! - A Spritz! - Vai! - Sì!
[suona "Can't take my eyes off you" di Mina dall'altoparlante]
[cantano "Can't take my eyes off you"]
- Andiamo? - Sì.
Dove andiamo?
- In un posto speciale! - Speciale?
Americana, sei pronta? Siamo vicini.
- Al Corazon? - Sì.
- Ma è una barca? - Certo!
- Indovina qual è! - Non lo so! - Non lo sai! Guarda i nomi, no?
- Il nome, Sophie! - Non lo so!
- Sono tantissime! - Fuochino…
Fuoco!
- Fuochissimo! - Corazon!
- [esultano] - Dammi il cinque!
Vai, forza, monta.
Noi entriamo dentro?
No, tu resta qua, noi andiamo a fare festa.
- Chi sono i proprietari? - È di un amico che non se ne occupa.
- Ci pensiamo noi. - Ingresso libero!
- [in inglese] Benvenuta! - Non sono mai stata su una barca così.
- È la prima volta? - Sì. - Vieni, ti porto a prua.
- Che cos'è la prua? - È la parte davanti.
Vieni.
[suona "Capeesh" di Turi dallo stereo]
Ti immagini partire adesso
andare via…
È sempre stato il mio sogno.
Ci vogliono un sacco di soldi per una barca così.
Prima o poi.
Prima o poi avrai la tua barca.
- Più bella di questa. - Più bella di questa? - Sì.
- Lo so. - Lo sai? - Lo sento. - Addirittura te lo senti?
[squilli del cellulare]
Ehi.
Sophie!
Tutto bene?
Eh?
- Forse devo andare. - Dove?
Beh…
All'albergo, ho il volo domani mattina.
Guardami.
Non partire domani.
- Che faccio qui? - Stai con me.
Io ho una casa qui.
- Iniziamo una nuova vita io e te e basta. - Perché?
Perché mi piaci così tanto?
Ragazzi! Che state facendo? Venite dentro!
- Andiamo? - Sì, però tu non parti domani, va bene?
Ci aspettano!
Oh! Ancora qua siete? Dobbiamo festeggiare!
A noi e a quello che saremo!
- A noi e a quello che saremo! - Andiamo!
[in coro] ♪ What's up, paesà? Ah, ah! Ah, ah! ♪
[in coro] ♪ What's up, paesà? Ah, ah! Ah, ah! ♪
La cena è servita!
Vieni qua!
Oh!
Vai.
- Dai! - Non lo so.
Dai, forza!
[suona "What's up pizon" di Turi dallo stereo]
Oh!
Vieni qua!
[cantano "What's up pizon"]
Oh, ragazzi! Il gelato!
Oh, prendi le candeline!
- Dai! - Le candele!
- Dai! - Le candele, eccole!
- Eccole! - Forza! L'accendino.
L'accendino.
- Spritz! - Vai!
Allora, ci sei, Spritz?
- Vai, il gelato. - Un desiderio!
- Il desiderio ce l'ho! - [insieme] Uno! Due! Tre!
[esultano]
Dai, dai, dai!
[insieme] Discorso! Discorso! Discorso!
Che cazzo vi devo dire?
- Vai! - Vai!
Gemiti
[suona "Dancehall tiki taka" degli Shakalab dallo stereo]
[squilli del cellulare]
Eh, compare!
Ora?
Va bene, arrivo.
Era Yuri!
Giulio!
[dialoghi in palermitano]
- Ma quando? - Ora! Muoviti!
Giulio.
Che è successo?
Dobbiamo sistemare una cosa.
Non ci doveva chiamare stasera.
Che dovete sistemare?
Ascoltami, ora è meglio se torni in hotel, ok?
Perché? Che sta succedendo?
Non te lo posso dire, ma è meglio se torni in hotel. Ti fidi di me?
- Io vengo con te. - No!
- Sì! - Ho detto di no!
Giulio!
Ha chiamato il pezzo di merda, dobbiamo andare!
Vai!
Giulio, veramente, che cazzo sta succedendo?
È una cosa di cui non puoi fare parte, ok? Non puoi farne parte.
Secondo te, io voglio che te ne vai?
Voglio che te ne vai, secondo te?
Vuoi davvero che vada?
Andiamo.
[in palermitano]
Non ci sto…
[dialoghi in inglese]
[stridìo di gomme]
Fermo.
Aspettate qua, eh.
Oh!
- Dove è andato? - Non lo so.
Non lo so.
- Samba, quindi? - Che minchia ne so, Giulio?
Vieni, andiamo a fare un giro.
- Samba, chiamami, se torna. - Ti chiamo!
Giulio, dimmi che sta succedendo.
Sophie, Komandante ha un debito, ok?
- Che debito? - Un debito con della gente brutta.
Lo deve pagare stanotte, capito?
Sophie, guardami.
Va tutto bene.
Ok?
Ok?
Vieni.
Comunque se tu domani non parti
io ti porto a mangiare da un amico la pizza più buona di Palermo.
- Questo posto fa paura adesso. - Fa un po' paura, eh?
- C'è un piano. - Sì, lo possono suonare tutti.
- "Suonami gentilmente". - Ti ho detto che suono il piano?
Davvero?
Certo. Ho uno zio lontanissimo che di nome fa Mozart.
- Non so se lo conosci. - Quanta fantasia, Giulio.
- Ho la musica nel sangue, non scherzo. - Ok.
Suona qualcosa per me.
- Vuoi che suoni per te adesso? - Perché no?
Solo perché me lo hai chiesto tu. Vieni qui, chiudi gli occhi.
Allora…
Faccio del mio meglio, ma non suono da tanto, quindi non giudicare.
Sì.
Allora…
- Questo è il massimo che riesco a farti. - Wow.
Hai veramente il sangue di Mozart.
Mi piacerebbe sapere suonare.
Tu suoni?
- Io? Perché? - In che senso? Suoni o no?
Sì, suono qualcosa.
E che suoni?
- Come te. - Come me? In che senso?
Suoni il piano?
- Ma… - Suoni il piano tu?
- Lo suonavo, non suono da tanto tempo. - Adesso tocca a te.
- Forza. - No!
Non essere timida, peggio di me non puoi essere, dai.
Non ti vergognare. Eccoci qua.
Sophie, io non…
Io non ho mai sentito nulla di questo genere.
Non so nemmeno che dirti.
Perché lavori da Starbucks?
Tu dovresti fare i concerti.
- Non era niente. - Non era niente?
Tu sei dolce, ma non è così, ok? Sono andata al conservatorio.
Non potevo continuare
perché mi hanno detto che non sarei mai stata…
- la migliore. - Sono cretini?
Ho studiato per 16 anni ogni giorno.
Ogni giorno suonavo il pianoforte per sei ore.
Non potevo suonare di più.
Sei ore è il massimo per le braccia.
Era davvero difficile.
Non avevo amici, non avevo una vita vera.
Non eri amica con i ragazzi al conservatorio?
Lì non ci sono amici, c'è il contrario.
C'è competizione. Tutti hanno lo stesso sogno.
Io speravo sempre che i miei amici non passassero l'esame
così io potevo passarlo.
Ero diventata qualcuno che non mi piaceva più.
Sophie.
Non guardare mai in basso.
Tu sei unica.
Ok?
Non te lo devi scordare mai.
[vibrazione del cellulare]
È Komandante, scusa un attimo.
Pronto?
Arrivo, un attimo. Un attimo, cazzo.
Sophie, ascoltami, dobbiamo andare.
Mi dispiace, dobbiamo andare adesso.
- Perché? - Devi tornare in hotel, andiamo.
- Andiamo. - Così mi spaventi. - Perché non mi dici che succede?
C'è brutta gente, non voglio che vieni.
Sai che facciamo? Faccio la cosa e prima che parti torno a salutarti.
- Dai. - Non parto più domani.
Eh?
Sì, resto qui.
Non parti più?
Se ancora mi vuoi…
- Giulio! - Cazzo, devo andare.
- Il nome dell'hotel! - Come si chiama?
Non lo so! Aspetta…
Villa Olimpia. Ti chiamo un taxi, aspetta fuori.
- Giulio! - Arrivo!
- Aspetta fuori! - Muoviti! Dai!
Vai, in macchina!
- Ci sei? Vai! - Andiamo!
[dialoghi in palermitano]
Non mi hanno detto niente. Servono quattro persone e un'auto.
Non dire minchiate, Spritz!
Ricordati che devi guidare.
Spritz, che fai? Chiudi la porta!
Chiudi questa minchia di porta!
Porca puttana! Entra in macchina, chiudi!
Entra in macchina, compare, mi servi.
Entra in macchina.
Compare, non mi mollare così!
Non ci mollare! Spritz, rispondi! Compare, mi senti?
- Su! - Scusi!
[parla in inglese]
Devo uscire, un attimo.
- Cazzo! - Come minchia facciamo?
Non ti preoccupare, Sophie.
- Va' in hotel. - No.
- Che succede? Posso aiutare? - No, aspetta qui. - No!
- Devo andare, scusi. - Ok.
- Grazie mille. - Prego. - Komandante!
- Komandante, andiamo io e te. - Dobbiamo essere quattro.
- Tira fuori i coglioni e di' di no. - I coglioni? - Sì.
Ce li hai tu i coglioni? Diglielo tu!
- Posso aiutare! - Sophie, ascoltami.
Ora ti chiamo un taxi e torni in hotel.
- No! - Ascolta.
- No, è tutto ok. - Fidati di me. - Stai calmo!
- Sophie, devi tornare in hotel. - No.
[dialoghi in palermitano]
Sophie, dobbiamo andare in un posto.
Dobbiamo essere quattro persone.
- Tu sai guidare? - Sì, so guidare.
Ce la fai? Ci porti in questo posto e poi torniamo indietro.
- Ce la fai? È vicinissimo. - Guido io. - Sì? - No.
- Sì. - Vero? Grazie.
- Samba, vieni qua! - Komandante, ti prego.
Sophie, andiamo.
Vieni alla macchina, entra e guida.
- Vai che ci sei. - Ascoltami!
[dialoghi in inglese]
Samba, muoviti!
- Ok, Sophie, vai. - Dove vado? - Dritto, devi andare tutto dritto.
Ci accompagna e la portiamo indietro.
- Perché non mi hai ascoltato? - Va tutto bene! Sta' calmo!
Non sai nemmeno che dobbiamo fare! Perché lo hai chiesto a lei?
- Devi restare calmo! - Vai, Sophie, vai dritto.
- Ok. - Sì.
Vai, vai, vai.
- Qui gira a destra. - Qui? - A destra! - Qui?
- Sì. - Ok.
- Ma che dovete fare? - È una riunione.
- "Una riunione"? - Devi stare zitto!
Non si deve preoccupare di niente lei.
Vai, Sophie, stai andando bene, continua così.
- Ok. - Sì.
Ok, c'è un garage a cento metri.
- Non so i metri. - Vai dritto.
Sta là, eccolo, lo vedi? Sta là.
- Là? - Sì.
Ecco, vai, entra dentro.
Ok, ci siamo.
Ci siamo.
State calmi, eh.
Vai, Sophie, vai.
[parla in palermitano]
[dialoghi in inglese]
- Compare, che facciamo ora? - Voi non fate niente.
Yuri!
- Vieni qua. - Pensavi che non venivo?
Come stai?
- Sto bene. - Che fanno là? Falli uscire.
- Vedi che… - Falli uscire.
Ragazzi, venite!
Lei non viene? Che fate, ve la scopate a turno?
- Lei guida. - Esci! Vieni, non avere paura!
- Esci! - Vieni, vieni pure tu!
Che cos'è, è la prima volta?
- Non parla? È sordomuta? - È americana. Parliamo.
Sophie.
Sophie.
[parla in russo]
Prendi la pistola. Prendila!
Anche la maschera.
Anche tu.
Tu pure, prendila. Prendila!
Almeno sono cariche?
Ma chi cazzo ti sei portato dietro?
[parla in russo]
Dovete trovarvi qui tra meno di un'ora.
Poco prima delle cinque arriva il portavalori con 400.000 euro.
Li prelevano da una nave da crociera in partenza stanotte.
Portatevi via tutto.
Centomila sono per voi, il resto per me.
Yuri, questa è una cosa seria.
Loro non sono pronti, fammelo fare con altri.
Sì, dici che è una cosa seria?
Quando eri dentro, eri felice di essere mio amico, eh?
Te lo ricordi? Ti piaceva che nessuno ti toccasse.
Che fai adesso? Mi lasci così proprio tu?
Giovanni, siamo ancora amici noi due?
Siamo ancora amici o no?
[dialoghi in inglese]
- Tu sai guidare sì o no? - Sì.
Fai guidare lui. Lei resta con me finché non torni con i soldi.
- [[parla in russo]] - Aspetta.
Lo facciamo noi, diglielo!
- Devo capire. - Lo facciamo, veramente!
- Lo facciamo! - [[parla in russo]]
Venite.
Questi siete voi e questi sono loro.
Arriva il portavalori e aspettate che tirino fuori il denaro.
Voi uscite e li bloccate con la vostra auto.
Prendete tutto.
Andate via.
[parla in inglese]
Sì, ho capito.
Venite.
Vieni.
Lei è la guardia del blindato che sta trasportando dentro il denaro.
Tienitela stretta questa pistola.
Capisci?
Tu.
Ciccio bello, eh?
Tu sei l'altra guardia, quella nel retro del blindato.
Tu tieni lui sotto controllo.
Tu, handicappato
blocchi la puttanella che vi siete portati dietro
prendi i soldi e vieni via senza farti sparare dietro.
Mettetevi queste, fatemi vedere.
Mettetevi le maschere!
Bene.
Usate le pistole.
Fate una prova! Forza! Ti ho detto di venire in quattro.
Sei venuto con una troia e due handicappati!
Puntagli la cazzo di pistola alla testa!
Ti ho detto: "Puntagli la pistola alla testa."
[parla in russo] A terra! Non ti muovere!
- Ti ho detto di non muoverti! - Forza!
Ferma! Butta la pistola! Butta la pistola!
[dialoghi in inglese]
Non sparate!
Stop! Bravi, basta così.
Va bene così.
Mettete maschere e pistole nella borsa.
Oh! Dovete stare tutti più calmi, eh?
Calmi.
[parla in russo]
Avete 50 minuti. Ti cerco io più tardi.
Andate. Andate!
Giovanni.
Buona fortuna.
- Guido io. - No. - Sophie. - Entra!
[rombo del motore]
Ok.
Ora ti accompagniamo a casa.
- Mi hai capito? - In tre non potete.
- Komandante. - Giulio, devi stare calmo.
Hai capito che stiamo per fare? Lei non c'entra.
- Mi hai rotto la minchia! - Stai calmo! - Basta!
Vengo con voi, mi avete capito?
[dialoghi in inglese]
Ragazzi, non facciamo cazzate.
- [in inglese] Sophie, vai. - Ok.
Vai, gira a sinistra.
- [in inglese] Sinistra! [in inglese] Qui? - Ok.
Vai, vai, vai.
[in inglese] Oh, cazzo.
[parla in palermitano]
- Rallenta, Sophie. - Ok.
[dialoghi in inglese]
Va' indietro, la retromarcia!
- Ok. - [in inglese] Cazzo.
Ok.
- Samba, le pistole. - Eh?
- Dammi le pistole. - Ok.
Ecco.
Ok.
- Dai! - Ci sei?
Ci sei? A posto? Vai, le maschere.
[parla in palermitano]
Ci siete? Sophie.
[dialoghi in inglese]
Siamo pronti?
- Non respiro. - Samba, che hai?
- La maschera, Samba! - Non respiro!
Vieni qua! Hai un attacco di panico.
Respira bene, ricordi?
Ti ricordi di respirare?
Fai come me. Vai a tempo con me. Respira.
Andiamo a casa.
Non ti posso portare a casa, dobbiamo fare questa cosa prima.
Ce la fai a respirare? Ricordi? Dentro e fuori.
Vai.
Giù, in fondo.
Bravo, ancora.
- Va meglio? - Sì.
- Ci sei? - Sì.
- Amico mio, siamo io e te come sempre. - Sì.
- Ci sei? - Sì.
- Ce la facciamo? - Sì.
- Ci sei? - Sì.
- Vuoi mollare? - No.
- Vuoi farlo? - Sì.
Metti la maschera, vai!
Vai.
Vai.
Ok.
- [in inglese] Andate! - A terra!
Fermo! Sta' a terra! Stai giù!
Faccia a terra! Giù! Stai giù!
Ho detto di stare giù!
Ehi!
Fermo! Non ti muovere!
Vai, vai, vai!
- Che cosa? - Via, via, via!
- Vai, Sophie! - Ok!
Vai, Sophie!
- Sì! - Parti!
Ok!
[in inglese] Sto andando!
- Vai! - [spari]
- [grida] - [in inglese] Oh, cazzo!
- Ok! - Ok.
Toglietevi le maschere.
Vai, Samba, prendi.
Le pistole, le maschere, tutto lì.
- C'è tutto. - Vai.
Ok, vai, Sophie, vai.
Dritto, dritto, dritto.
Ora gira a destra.
- Questa qui la vedi? - Gira a destra!
Ok.
Vai, ora a destra.
Vai, vai, vai.
- Ok. - Siamo ricchi!
Compare, siamo ricchi!
Sono tantissimi! Mettili dentro!
- [grida] - Gira a destra, Sophie!
A destra, Sophie.
Non parto, non parto, non parto più domani!
- Ragazzi, resto qui! - 'Fanculo tutti!
Sì!
Vaffanculo!
Oh, che minchia… Ferma!
Compare, alzati.
- Andiamo. - Andiamo, sono pronto. - Entrate.
Ok.
- Che ti ha detto Yuri? - Aspettiamo.
[parla in palermitano]
[dialoghi in inglese]
Pulite tutto, ragazzi.
Su, sbrigatevi.
Vai, vai via.
- Sì. - Vai.
Di là, cammina.
- Dove minchia andiamo? - Sta' buono.
Buono.
Che minchia facciamo?
- Al locale. - Eh?
- Ce ne torniamo al locale. - Ah.
[suona "The age of love" degli Age of love dalle casse]
[dialoghi in palermitano]
- Grazie! - Per che cosa?
Perché con te la mia vita è…
Io con te sto bene, davvero.
Io ti sposo. Ti amo, Sophie.
Anche io ti amo!
Andiamo a ballare?
[suona "To the left, to the right" di Andrei Mihai ed Elena Morosanu]
[la musica si interrompe]
[voci di protesta]
E ora che facciamo?
Buoni! Forza! A casa! Si chiude!
Perché? Perché dobbiamo andare?
- Oh! - Era divertente!
- Komandante! - Lo so.
- Te l'ho detto? - Che cosa?
- Io e Giulio ci sposiamo. - Oh! - Oh! - Eh!
[parla in palermitano]
- Vuoi essere il nostro testimone? - Il testimone?
- Sono nato per farvi da testimone! - È fatta! - Oh!
Sai fare a pugni?
[dialoghi in inglese]
Un bacio o ti ammazzo!
Ah, una macchina nuova!
Wow!
Scusi, signore, dove andiamo?
Allora, possiamo fare due cose.
Numero uno, è stata una lunga giornata, andiamo a dormire.
- Qual è la numero due? - La numero due?
- Andiamo al mare. - Mare! Io voto per la numero due!
- Chi è con me? - Andiamo! - Andiamo! - Andiamo al mare!
- Andiamo al mare. - Dai. - Vai!
Andiamo a Mondello!
[esultano]
- Oh! Fermati! - [sirene]
Ferma la macchina!
[sirene]
Oh, compare, fermati!
- Ferma questa minchia di macchina! - Va' a sinistra.
Minchia, fermati!
- Che minchia è? - No! - Frena!
[musica bandistica]
Via!
Via! Spostati!
Fate largo!
[dialoghi in palermitano]
[vociare indistinto]
[vociare indistinto]
- Oh, hai visto? - Stai calmo, Nino.
Vai.
[sirene]
Vai!
[sirene]
Vai! Levati!
- Corri! - Forza!
Fermo!
- A terra! - No! - Butta la pistola!
- Giovanni! - A terra! - Giovanni!
Butta subito la pistola, testa di cazzo!
- Giovanni! - Getta la pistola!
Fermo! Getta la pistola!
A terra!
Rispondi!
Getta l'arma!
Nino!
[vociare indistinto]
Sirene
[dialoghi in inglese]
Fermo!
Facci entrare!
- No! - [in inglese] Vi prego!
[vagiti]
[in inglese] Silenzio!
[in inglese] No!
[sirene]
Giulio!
Ehi.
Ok.
Cazzo.
[sirene]
Ehi.
Ok.
Ok.
Ok.
[in inglese] Cazzo!
Ok.
Ok.
- Ok. - Ok?
- No! - [in inglese] A terra!
[in inglese] Non muoverti.
Giulio!
[in inglese] No, vi prego!
Ok.
[in inglese] Sì, vieni.
Ok.
Ok.
Signori, dove andate?
Ho due persone sulle scale. Due giovani con un neonato.
- Sono ospiti dell'hotel. - [in inglese] Basta.
Fammi una descrizione.
Lei vestito bianco, lui blu.
Dicono che il bambino è spaventato. Vogliono andare via.
Sono inglesi, che devo fare?
Falli passare.
[vociare indistinto]
Sono qui con me.
[vociare indistinto]
Ok.
- Lasciala lì, fermo un taxi. - Ok.
I due sono scappati. Li stanno cercando dappertutto.
Li ho visti passare proprio qui davanti.
Ero lì, guarda.
[vociare indistinto]
[in inglese] Forza.
A che ora parte il volo?
Perché? Hai cambiato idea?
Ma sei pazza?
Ehi.
- Stai bene? - Sì.
Tutto bene.
Vieni.
Sei bellissima.
[in inglese] Grazie.
È sicuro qui?
- Ce le hai tu le pistole? - Sì.
- Buttale in acqua. - Ok.
Ok.
[in inglese] Forza.
Vai.
Ecco.
Questo…
Oh!
Ehi! Tutto bene?
Sì, devo solo sdraiarmi un secondo.
Giulio?
Ehi!
No, no, no…
No…
Ho freddo…
No, ti prego.
- Ti prego! Ti prego, no. - Pronto?
- Ho bisogno di un'ambulanza. - No!
No! Vieni qui! Vieni.
Mi dispiace.
Ce l'avevamo quasi fatta.
Ahia…
- Ora prendi i soldi e vai a casa. - No, io sto qui.
- Io sto qui! - Sto morendo, Sophie!
Sto morendo!
Guardami.
Io mi sono innamorato di te…
Tu vivi…
Anche per me.
Sì.
Giulio, guardami!
Guardami, ok?
Giulio!
- Mamma… - No.
No, Giulio, ehi…
[in inglese] Oddio!
No, no, no…
[in inglese] Perché?
[in inglese] Perché?
[in inglese] Perché non me lo hai detto?
[in inglese] Perché?
[in inglese] Perché?
[in inglese] Perché?
[vociare indistinto]
Ok.
[in inglese] Cazzo!
A posto, arrivederla.
- Ehi! - Abbiamo appena chiuso.
No.
Sì.
Passeggero Sophie Ristuccia, è appena arrivata.
Lo so, che devo fare?
Ho capito.
Ho capito, va bene.
[in inglese] Da questa parte.
[Altoparlante] A nome del comandante vi diamo il benvenuto
a bordo di questo volo in servizio da Palermo a New York.
Ci scusiamo per il leggero ritardo subito in partenza.
Per motivi di sicurezza
vi invitiamo a mantenere la cintura di sicurezza allacciata
e a porre in posizione verticale lo schienale della poltrona.
[annuncio in inglese dall'altoparlante]
[suona "Heroes" di Moby e Mindy Jones]
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.