Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bihari
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Corsican
Danish
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hmong
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Polish
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
- Che succede? - Una dimostrazione, studenti.
Poi � arrivata la polizia. Meno male.
Vai piano, mi strappi il vestito.
Puoi essere un po' pi� delicato?
Dai, Angela.
Fai piano.
Dai, facciamolo stavolta.
Sei pazzo? Non voglio mica rimanere incinta.
Ti piace cos�?
Questa storia non si conclude mai.
Ti piacerebbe, eh? Non ci provare, brutto bastardo.
Finalmente sei qui! Era ora.
Mamma!
Sa che il dottore ha detto che non deve affaticarsi, no?
Non c'� mai nessuno in casa.
Mi sentivo male, avevo bisogno di aria.
- Che succede l� fuori? - Niente, sono studenti.
Come, studenti?
Non Io so, credo sia una manifestazione.
Per Trieste?
Non Io so. Sa che non mi sono mai interessata di queste cose.
Gi�, lei non s'interessa di queste cose.
� tornata finalmente la serva. Ce l'ha fatta.
Le lasciate troppa libert�. Fanno quello che vogliono.
- Serve! - Mamma!
Le do una mano?
No, grazie. Ce la faccio da sola.
Fate piano!
- Angela, vada pure a mangiare. - Grazie, signore.
La serva... Ai miei tempi aspettavano
che i padroni avessero terminato per andare a mangiare.
Mamma, te l'ho detto tante volte che non mi piace quella parola.
Gi�, democrazia!
- Tesoro, com'� andata oggi? - Bene.
Niente di speciale.
Ho ancora sete.
- Non dovrebbe bere tanto. - Sst! Non mi fate capire niente.
L'ha annunciato il Primo Ministro in un appello all'Ungheria e al mondo.
Dopo averripreso questi carri, mi reco all'Hotel Duna
dov'erano alloggiati i giornalisti esteri.
II tradimento dei russi ci aveva colto alla sprovvista,
non sapevamo cosa fare e cosa sarebbe successo
di questo popolo coraggioso e infelice.
Riuscimmo a raggiungere la legazione italiana
poco prima che i patrioti aprissero il fuoco.
- Volevo il vino. - Lo sa che non le fa bene.
S�, per� mi piace.
Vogliono rifare l'impero austro-ungarico?
Non Io so.
Tutta Budapest si era trasformata in un campo di battaglia,
a ogni finestra c'era un patriota, a ogni angolo di strada
una mitragliatrice o un cannone puntati.
- - Grazie. - Dei MiG 15 sorvolavano la citt�
contribuendo ad accrescere l'atmosfera di terrore che in poche ore
aveva sostituito le manifestazioni di entusiasmo della folla.
- - Grazie. - In via Dohany dei carri russi
avevano immobilizzato una colonna di automezzi.
La popolazione, uscita dalle cantine, cercava di circoscrivere l'incendio.
- Esci anche stasera? - Ho una riunione al consiglio comunale,
far� un po' tardi. - Buonanotte.
- Non mi aspettare in piedi, vai a riposare. - D'accordo.
A un crocicchio un gruppo di studenti ha resistito pertre giorni...
- � uscito anche stasera? - � andato a una riunione.
Cosa ne sai tu? Se fossi stata capace di dargli un figlio,
non uscirebbe tutte le sere con quei comunisti senza Dio.
Sterile...
Dovunque eroi sconosciuti hanno, con tutte le forze,
fino all'ultimo, contrastato il passo dei carri russi.
Non esistevano fronti di combattimento,
da un momento all'altro ogni via poteva diventare un campo di battaglia.
Mi hai fatto paura.
C'� qualche problema? La mamma?
No.
- � solo che volevo ringraziarla per... - Non importa, lascia stare.
- Pernon aver detto niente a suo marito. Preferisco non parlarne.
Lei � molto buona con me.
- Che stai facendo? - Voglio aiutarla.
Mi piace spazzolare i capelli.
Mi fa ricordare quando ero piccola e mia madre Io faceva con me per ore.
Poi, io l'ho fatto ai miei fratellini.
Ne ho tirati su otto.
Da noi non c'erano le vasche come qua.
Facevamo il bagno in una tinozza di legno.
Mi piaceva tanto stare nell'acqua calda,
mi faceva sentire cos� bella.
Solo che non Io potevo fare tanto spesso.
Eravamo tanti in casa,
dovevo aspettare che toccasse a me.
- Ha freddo? - No.
Non ho freddo.
Ecco, cos�.
Si volti, adesso.
Ecco, signora, abbondante.
Guardi, signora, che bella verdura.
Ho comprato questi fiori, le piacciono? Sono di campo.
- Ho fatto male? - Li metteremo in sala da pranzo.
- Forse preferiva altri fiori. - No, mi piacciono, sono cos� semplici.
- Allora le piacerebbe la mia campagna. - � proprio tua?
� come se fosse mia, ci sono cresciuta.
- Ne senti la mancanza? - Un po'.
Non sto male con voi, ma la campagna � un'altra cosa.
- Non so come dire. - Non preoccuparti.
Facciamo cos�, la prossima volta che torno dai miei, viene con me.
- Cosa dici? Non posso. - Perch� no?
Ti dimentichi che mia suocera non pu� essere lasciata sola.
Poi, c'� Giacomo. No, non ci penso nemmeno.
Alla signora non devono fare quelle cose... Come si chiamano?
- Le lastre? - Pu� venire quando sua suocera � in ospedale.
- No, non posso. - S� che pu�.
Non le fa bene stare sempre chiusa in casa.
- Ciao, Angela. - Ciao.
Fratello!
- - Marco! - Angela!
Ciao, Angela!
- Ciao, Angela. - Ciao.
Ciao, zia.
- - La mamma � dentro. - - Mamma, � tornata Angela!
Lasciami andare!
- Voglio giocare anch'io! - - Perfavore! Fermati!
Avanti, ragazzi, in cortile a giocare. Fuori! Andate!
Li deve scusare, signora. Ma cosa vuole, non la conoscono.
Non l'hanno mai vista.
Sono curiosi, ecco. Cara!
Li lasci stare, non danno fastidio.
- - Le castagne sono pronte. - Evviva! Buone!
Piano! Attenti che scottano, ci sono pertutti.
Ecco, cos�. Adesso via, presto!
- Non beve, signora? - � molto buono, Io facciamo noi qui.
- Perch� non beve? - Sto bevendo.
� buonissimo. Ma non dovrei bere tanto.
- - Insistono perch� gli � simpatica. - E bella.
S�, sei proprio fortunata. � una gran bella signora.
- Bella, vero? - Eh!
Ragazzi, via, in cortile. Basta!
- - Come ti chiami? - Rispondi alla signora.
Le piacciono i bambini? Quanti ne ha?
- Mi dispiace perprima. - Non � niente.
Non deve prendersela. Ha sentito che ha detto mia madre?
Avr� dei bellissimi bambini. Si vede che non � arrivato il momento.
Tu credi a ci� che ha detto tua madre?
Come no? � bravissima. Tanta gente le chiede consiglio.
Vengono anche da fuori.
- Questo talismano far� effetto? - Certo.
Tutte le notti deve tenerlo stretto al cuore.
Da piccoli ci nascondevamo qui.
Non riuscivano mai a trovarci. Stavamo qui per ore.
Poi, quando faceva buio, avevamo paura a scendere.
- Paura di cosa? - Delle botte.
Senta che buono.
Ha mai bevuto il latte appena munto?
L'assaggi, � buonissimo.
Bevi prima tu.
Che bello.
Sembra un posto senza vita, vero?
Invece no, � solo addormentato.
Angela, credo di averbevuto troppo vino.
Quello non fa male, � cos� leggero.
- Venga nell'acqua. - No.
- Andiamo! - Smettila, mi bagni tutta!
Su, entri anche lei.
Venivo sempre qui da piccola.
Mi piaceva guardarmi riflessa nell'acqua.
Non c'erano tanti specchi a casa. Il mio corpo l'ho conosciuto qui.
Ti sei mai guardata tra le gambe?
No. Non credo di essermi mai guardata.
Sono andata a una scuola di suore.
Ci facevano fare il bagno con vesti lunghe fino ai piedi.
Era proibito guardarci nude anche tra di noi.
Guardami.
Guardati.
Cosa vedi?
Niente.
Togliti le mutandine.
Apri le gambe.
Toccati.
Non � bello?
I dolorosi fatti d'Ungheria non sono stati provocati affatto
da correnti reazionarie.
Tutto il popolo magiaro si � ribellato all'oppressione
con il solo scopo di riconquistare la libert�.
Come il popolo di Berlino Est
e di Poznan.
� giusto che anche la nostra citt� partecipi al dolore
del generoso popolo ungherese.
Perch� Vicenza, avendo lottato nel 1948 perun sogno di libert�...
- � assurdo! - � una vergogna!
Vicenza � qualificata per apprezzare e ammirare
tutti coloro che perloro diritto lottano e soffrono.
- Menzogne! - Chiedo la parola.
Silenzio! La parola al consigliere Anselmi.
II nostro partito, pur ammettendo che il popolo ungherese
abbia attraversato un periodo di duro disagio economico,
ritiene che si debba affermare con chiarezza
che la responsabilit� di questa situazione
� da addossarsi unicamente... - Lasciatelo parlare!
...all'inettitudine dei governanti
e non al sistema della societ� socialista!
Fatemi parlare!
Non riconosciamo il diritto alla protesta
contro quanto � avvenuto in Ungheria
e giustifichiamo il duro, ma necessario, intervento armato
da parte del Governo e del popolo sovietico.
Piano! Attenta a non bagnarmi. Come sono?
- Come sono cosa? - Molto gialle?
Mi date troppe vitamine. Dovete smetterla di darmele. Puzzano!
- Ha bisogno di altro? - Vai, vai!
Sono in ritardo.
Tesoro, poco fa stavo prendendo una camicia dal cassetto.
Mancano dei soldi. Tu ne sai niente?
Ricordo bene, li ho messi l� l'altro giorno. Erano 50.000 lire.
I soldi? S�, li ho presi io.
Volevo comprare un regalo peril compleanno di mia sorella.
Mi scusi tanto.
- Avresti potuto dirmelo. - S�, scusa. Mi � passato di mente.
- Ciao, mamma. - Ciao. Riguardati.
- Ciao, cara. - Ciao, tesoro.
Se sei venuta a ringraziarmi per stamattina, non ce n'� bisogno.
Non voglio sapere cos'hai fatto con quei soldi.
Comunque, questa � l'ultima volta che ti proteggo.
Non volevo parlarle di questo.
Ha ricevuto ieri il mandato di comparizione.
� una causa delicata, va condotta con intelligenza.
Vorrei che fosse lei difenderlo.
Perch� proprio io? Sono anni che militiamo in campi avversi.
Cosa c'entra? Qui si tratta di difendere un ragazzo
che ha l'unico difetto di essere un po' esuberante.
Se si rivolgesse a uno dei miei colleghi...
Lei � il miglior avvocato della citt�.
- E mio figlio... Suo figlio ha resistito all'arresto.
Ha picchiato un poliziotto e aveva un coltello addosso.
Tutte accuse infondate. Non ci sono testimoni.
Non serve che lei sia convinto.
Le chiedo solo di fare il suo lavoro, di difenderlo.
Non si faccia pregare. In fondo, � una causa come un'altra,
e io di lei ho la massima fiducia.
Se accetta, posso dormire tranquillo.
Vorrei del tempo perrifletterci.
Andiamo? - S�, certo.
- Buonanotte, Angela. - - Buonanotte, signore.
- Anna! - - S�, eccomi.
- Buonanotte. - Buonanotte, signora.
Hai pi� telefonato per quella casa?
A dire la verit�, no. Sono stato molto occupato.
� cos� terribile? La odi cos� tanto?
Non � questo. Non la odio affatto.
- � perla mamma? - No. � che quella era la vostra casa
e io ne vorrei una solo pernoi.
- Una casa da mettere su insieme. - � la prima cosa che far� domani.
- Te Io prometto, d'accordo? - D'accordo.
Ti trovi a tuo agio con Angela in casa?
Pensi che sia la persona adatta pernoi?
Perch� me Io chiedi? � successo qualcosa?
No. Dicevo cos�. Non ne abbiamo mai parlato
e volevo chiederti cosa ne pensavi.
Sei certa di non nascondermi niente?
Se � successo qualcosa, meglio saperlo ora che dopo.
Si tratta di qualcosa tra te e lei o con la mamma?
Non � successo niente, davvero.
Era solo per sapere cosa ne pensavi tu.
Io trovo che sia una brava ragazza.
Ha molta pazienza con mia madre... Che vuoi che ti dica?
- Mi versi del vino, perfavore? Certo.
Mi scusi il ritardo.
Non mi sono resa conto dell'ora.
Non dire niente.
Le chiavi.
Anna.
Anna!
- Allora c'� qualcuno in casa. - Cosa vuole?
� finita l'acqua. Ho sete. Si pu� avere un po' d'acqua?
Che c'�? Qualcosa non va?
Lo sa che non deve bere tanto. Le fa male.
� l'ora della medicina.
Chi �? Non vai ad aprire?
- C'� Angela. - E allora?
Andiamo, non faccia cos�. Lo sa che deve prenderla.
Non ci penso neanche. Ho letto le indicazioni.
Sono perl'arteriosclerosi.
- Perfavore. Non ho bisogno di quelle porcherie!
Ai miei tempi non c'erano tutte quelle cose
e la gente stava meglio. - Va bene. Faccia come crede!
- Se ha bisogno di qualcosa, chiami. - Ma...
Allora? Che succede qui?
- Signora... - Sono di suo marito.
Le ho messe da parte. Carlo le apre e fa le sigarette nuove.
Cercate di farpresto.
- Te ne devi andare. - Ancora un attimo.
- Mi licenziano. Te ne devi andare. - Vieni qui.
Perfavore, Carlo.
Se mi mandi via, non torno pi�.
- Chi era? - Un cugino di Angela.
Ora le cameriere si permettono di fare anche gli inviti.
� solo un parente. Se ne andr� subito.
- L'ha presa la medicina? - S�, l'ho presa.
Allora questo cos'�?
Lo vuole capire che � peril suo bene?
Mi leggi il giornale?
S�, mamma.
Ora per� vattene.
Scusa, non posso andarmene adesso.
Ti prego, Carlo, no!
Quella mi caccia via.
Sei matto?
Mi licenziano, ti prego.
Comincio con l'Ungheria o con le notizie di cronaca?
Non mi frega niente dell'Ungheria.
M'interessano solo gli annunci funebri.
Va bene.
Carlo, ti prego. Adesso no.
Non posso, devo andare. Vattene via.
Su, fammi entrare. Solo un momento. Forza.
Quando usciamo sabato faccio tutto quello che vuoi.
Non posso aspettare, divento matto. Ti prego, fammi entrare.
Annamaria e Antonio ricordano con dolore
la dipartita del loro amato padre Emilio
nel primo anniversario della sua morte.
Questi s� che sono dei bravi figlioli. Vai avanti.
Adesso non puoi farmi niente.
Ti posso guardare.
Va bene, guarda pure. Ma non si tocca.
Poi prometti che te ne vai.
Te Io prometto.
Ho capito, ma quando � nato? - Cosa?
Ah, non Io dicono. C'� scritto solo che � morto.
Lo so che � morto. Mica sono rimbambita!
Tanto non m'interessa, non Io conoscevo.
Di pi�.
- Di pi�? Di pi�!
Un po' di pi�.
- Ti piaccio? - S�, sei bellissima.
Ora voglio guardare te.
Me?
Fammelo vedere.
Di pi�.
S�...
Di pi�.
Vieni pi� vicino.
- - Ciao, Stella. - - Ehi!
Sta' fermo con quelle manacce.
Dai, raccontane un'altra.
Conosco solo quelle sporche.
Magari alla signora non piacciono, le danno fastidio.
Piuttosto dobbiamo ringraziare la padrona di Angela
per averci onorato della sua presenza.
� stata gentile a venire con noi.
- Le va di ballare? - S�, vada a ballare.
Non sto scherzando, venga a ballare.
- Dammi un bacio. - Mi lasci in pace!
Signora?
Posso accompagnarla in macchina a fare un giro?
No.
Ha visto che bella macchina?
Perch� non si ferma?
Le sto solo offrendo un giro in macchina.
Mi lasci in pace!
Signora. Guardi che...
Signora!
Senta, signora.
- Mi scusi. La prego, signora. - Perfavore, se ne vada!
Mi scusi. Non � come crede lei.
- Ha visto che macchina? - Chiamo una guardia!
- Sua moglie. - Mia moglie? - S�. - Grazie.
Anna.
Pronto? Ma dove sei? Stai bene?
Sono in centro.
Sono in un caff�. Ho fatto un giro.
No, avevo solo voglia di sentirti.
No.
Come?
Non � successo niente. Ti ho detto di no.
Non � successo niente.
Non potresti raggiungermi?
- Ho il consiglio comunale. - Giacomo! Che fai?
Stanno cominciando a votare. Sbrigati!
Come dici? Senti, devo scappare. Ti trovo a casa pi� tardi?
Va bene. Arrivederci, tesoro.
Un bacio. A pi� tardi.
Hanno una maggioranza risicata.
Molti consiglieri socialdemocratici sono assenti.
Come ti � venuto in mente di difendere il figlio di Bertini?
Non ci volevo credere. Proprio tu.
Come sarebbe? � un caso come un altro.
Dopo tutto, faccio l'avvocato.
- Ho lasciato la cartella vicino al telefono. - Sbrigati!
Vengo subito.
Ecco.
No. � troppo scomodo.
Dai, s�.
Ecco, cos�. Brava.
� inutile che ti chiudi a chiave.
Apri la porta, senn� la butto gi�.
Mi hai sentito?
Non scherzo. Avanti, apri!
Apri!
Eccola, la signora.
Le fanno schifo i miei amici, perch� non sono signori come lei.
Io, invece, ci tengo a loro. Queste figure non me le devi farfare.
Hai capito o no, signora? E io che ti ho portato come un'amica.
Pensavo di farti piacere.
E tu?
Scappi senza salutare nessuno
e mi lasci l� a fare la figura dell'imbecille.
Certo! Che te ne frega a te?
Tu sei la signora e sola non ci resterai mai.
Ma non mi devi trattare cos�.
Hai capito?
Hai capito? Stronza!
Perch� non mi lasci in pace? Cosa vuoi da me?
Non voglio niente da te! Ti ho mai chiesto qualcosa?
Non voglio niente!
Forse ce la facciamo per domattina.
Ma dobbiamo far andare le macchine tutta la notte.
No. Costa troppo. Digli che aspettino. Potete andare, grazie.
Bene.
- Giovanna! - Anna!
Allora ti ricordi di avere una sorella ogni tanto.
- Non ti sei pi� fatta viva. - Lo so.
- Da un'eternit�. - Lo so, scusami.
Come sono contenta di vederti! Non eri mai venuta a trovarmi qua.
- No. - Che te ne pare?
- � molto... - Come sta Giacomo?
- Bene. - La vecchia? La solita rompiscatole?
- Qualche risata te la far� fare, eh? - S�.
Scusami, sei venuta per dirmi qualcosa.
- S�. - Ti conosco tropo bene.
Di che si tratta?
- � che... - C'� troppo chiasso qui. Vieni.
Come sono contenta di vederti.
� difficile da spiegare. � tutto cos�...
- Angela... - Angela?
- Chi �? - La mia domestica.
La tua domestica? Io ho 30 operai alle mie dipendenze, tutti uomini,
e tu hai problemi con la tua domestica?
Devi essere decisa con lei. Guarda me.
Quando parlo, mi stanno a sentire. � questione di imporsi. Continua, tu!
Attenta ai gradini. Qui si scivola.
Certo, c'� il problema della mamma, ma ci sono abituata.
La casa la stiamo ancora cercando.
Prima o poi... Ma non � solo questo. Giacomo � cos�...
Giacomo � Giacomo. � tuo marito e ti ama.
Devi avere pazienza con lui.
Tu hai una casa, un marito...
Non sai cosa significa essere completamente sole.
Ieri notte mi sono svegliata all'improvviso
con delle terribili fitte allo stomaco.
Ero terrorizzata, non sapevo che fare.
Sentivo il bisogno di qualcuno vicino a me,
qualcuno con cui parlare.
Forse � solo colpa mia.
Ti giuro, non riesco pi� a controllarmi.
Lo vieni a dire a me?
Sono stanca. Sono stanca.
Stanca di questa vita, del mulino, della polvere
che respiro tutto il giorno.
Ma non ho altro.
Beh, hai un sacco di responsabilit�, ma anche tante soddisfazioni.
Pu� darsi, ma...
Ne vale la pena? Lo chiedo a te.
- Signorina... - - S�?
Ci sono i signori del pastificio di sotto.
S�, � tutto pronto. Prepara la nota di consegna.
Vogliono parlare con lei.
Possibile che devo sempre fare tutto io?
Scusa un momento. Torno subito.
- Invece no, gli dica di aspettare. - S�.
Di' un po', ti ricordi le lunghe litigate
che mi facevo con pap�? Pace all'anima sua.
Diceva che ero una testarda.
Se mi potesse vedere ora!
Purtroppo, ci somigliamo cos� tanto.
II partito ha sottovalutato la spinta verso un bisogno di benessere
e, ammettiamolo, di libert�.
Cerca di non fare confusione, non hanno cominciato gli operai.
Lo so. Erano agenti provocatori di destra, collaboratori dei nazisti...
Le solite cose. Nostalgici dell'Ammiraglio Horty.
Ammiraglio di che, poi! Non c'� il mare in Ungheria.
Mario, ne ho fin sopra i capelli di questi machiavellismi.
Guardo solo ci� che � successo. I carri armati perle strade.
Io non capisco pi� da che parte stai!
Volete mettervi in testa che la gente vuole comprarsi la 600,
vuole far studiare i figli?
L'Italia oggi � un Paese che d� questa possibilit�.
- - Ancora vino, Mario? - - No, grazie.
� buono, ma credo di aver gi� esagerato.
Certo che la gente vuole comprarsi l'auto,
ma non si pu� addormentare la coscienza della classe operaia
col sogno della 600. - Vuole del vino? - S�, grazie.
La coscienza della classe operaia
non pu� restare la stessa, la tensione ideale � diminuita.
La guerra � finita da pi� di 10 anni
e io non ci credo pi�. E ora questo.
Questo � solo un alibi per chi si sta abituando a vivere bene.
Come? Cosa dici? Da quando vivere bene � un delitto?
Ah, benissimo!
- Stiamo tornando... - Stiamo tornando agli interessi privati,
alla serva in casa, per esempio. - Non abbiamo mai usato quella parola.
- Intanto ce l'hai. - Posso servire il caff�, signora?
Quando sar� ora penser� io a chiamarti,
e ti prego di non interrompere quando la gente parla.
Sono stata chiara? - Certo, signora.
Mi scusi, signora. Ero distratta.
- Gradite qualcos'altro? - No, grazie.
Sei cambiato, Giacomo. Sul serio.
- Sei proprio cambiato. - Non � vero.
- Sono solo pi� assorbito dalla professione. - Dal fare soldi.
Hai voglia di litigare?
Posso capire un sacco di cose, ma non difendere un fascista
e magari votare per aiutare quelli di Budapest.
- Non ho votato perloro! - Sei scappato!
Mi scusi!
- Angela, che hai combinato? - Non � niente.
Quanto mi dispiace. Tu torna in cucina.
Sono mortificato. Non so cosa dire.
Se sei stanca, puoi andare a letto.
Finirai domattina.
- - Che fai, sei impazzita? - Che succede?
- Mio Dio! Anna! - Non � niente!
Si � rotto un piatto. Ti raggiungo subito!
- Aiuto un momento Angela. Hai bisogno di una mano?
No, grazie. Ci sbrighiamo in un attimo.
Dammi una mano a raccogliere questa roba. Prendi un secchio.
93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100!
Angela, dove sei?
Angela! Qua non mi piace, � troppo buio!
Dove sei?
Ho paura.
Ho paura, Angela!
Ang... (GRIDA)
Lasciami!
Mi fai male...
- Quante dita sono? - Come faccio a saperlo?
- E queste quante sono? - Dodici.
No, mi fai cadere cos�! Angela!
Anna!
Anna!
Mi gira la testa. Dove sei?
Anna!
No!
Ti prendo! Ah!
Anna!
Anna!
Anna!
Basta! Ora basta!
Se non vuoi pi� giocare, devi solo toglierti la benda.
Oh, mio Dio! � morta!
No... Non � colpa mia.
No... Non � colpa mia. Non Io sapevo.
(piangendo) Non � colpa mia. Tu Io sai che non � colpa mia.
Non sapevo. Non � colpa mia.
- Non vuoi che venga anch'io? - Ti prego, � un viaggio lungo.
� meglio che vada da solo. Ti chiamo stasera, va bene?
- Mi raccomando. - Sta' tranquilla.
Signora, si fermi. Non si ricorda di me?
- Perch� fai finta di niente? - Io non la conosco!
- Mi lasci in pace! - No, guarda che...
Angela!
Angela!
Sst!
Pronto? Giacomo! Come ti senti?
Va tutto bene? Cosa? No, io sto bene.
Mi ero addormentata davanti alla TV.
Sei stanco?
Come? D'accordo.
Cerca di tirarti su, tesoro.
D'accordo. Sta' tranquillo.
Buonanotte, amore. Buonanotte.
- Angela, ma... - Zitta! Sta' zitta!
Zitta, perDio!
Sta' calma, non fare cos�.
Ti prego. Ah!
Stai ferma. Perch� non vuoi starbuona?
Perch� fai cos�?
Spegni la luce, cretina!
Dai. Vieni qua, dammi una mano.
Calmati, tesoro.
Vieni qua.
- Cos'�? - Prova.
Non preoccuparti. Io sono farmacista, non fa male.
Provala. Ti piacer�.
Con lei cosa facciamo?
La sleghiamo.
Sei sicura che non ricomincia a strillare?
Star� calma, non ti preoccupare.
Non vuoi che tuo marito sappia com'� morta sua madre, vero?
Sollevale la sottoveste.
Tira pi� su, voglio vedere meglio.
Bene, cos�. Ecco, adesso basta.
E tu, girati.
Spogliati.
Toccati.
Cos�, brava.
Su.
- � bello, dai. - No.
Avanti...
Pronto?
Chi?
No, ha sbagliato numero.
Prego.
Pronto?
No. Ero ancora a letto.
No, mi sento bene.
Certo.
Cosa? Alle 11:00? D'accordo.
Ci vediamo alla stazione.
A pi� tardi, tesoro.
Va bene. Ciao.
Sdraiati, perfavore.
Adesso basta. Voglio scopare.
- No. - Apri le gambe.
- No. - Non fare la cretina, non succede niente.
Non sarai mica vergine? - No!
Ora tocca a te. Hai cominciato tu questo gioco, puttana!
No!
Ti piace?
Non � cos� terribile.
Non venire dentro, ti prego!
No!
L'hai voluto tu.
L'hai voluto tu.
Psst!
Non era la domestica dell'avvocato Menegatti?
- Gi�. Perch�, non Io sapete? - Cosa?
- L'hanno cacciata via. - Perch�? Rubava?
- No, � rimasta incinta. - Ma no!
Tutte cos� queste contadine.
E poi ci dicono che dobbiamo aiutarle.
- Donnacce, cara signora. - Eh, s�.
- Devo scappare. Arrivederci. - Arrivederci e buon pranzo.
Grazie, altrettanto.
Anna, non voglio che ti affatichi. Siediti.
Lo sai che non riesco a stare tutto il giorno seduta.
Mi devo tenere occupata.
Io non sento niente.
Che sciocco! Cosa vuoi sentire? Sono solo di due mesi.
La mamma sarebbe stata cos� felice.
Lo so.
Vado io.
S�?
Buongiorno, signora. Mi manda l'agenzia.
Mi chiamo Isabella. Mi hanno detto di darle questo.
- Chi �? - - � la nuova cameriera.
Entra pure. Ti faccio vedere la tua camera.
Sottotitoli a cura di Studio ASCI - Crema
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.