All language subtitles for Un Professore - S1E8 - Guy Debord - Video - RaiPlay

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Original subtitles

- Ciao, buongiorno. - Ciao, tesoro.

- Che fai ? Che bello ! - Così, ero allegra.

Ho detto: "Preparo qualcosa di buono."

- Com'è andata a teatro ? - Bene, è stata una serata stupenda.

- Lo spettacolo impeccabile. - Bello ?

Sì ! Ti sei perso un capolavoro.

- E poi il tuo collega, Lombardi... - Sì ?

Beh, devo dire veramente che è una persona... adorabile.

Lombardi ? Adorabile ?

Guarda ! E' elegante, ha bei modi.

Ha una cortesia d'altri tempi.

- Certo, è uscito dal 1800. - Smettila di prenderlo in giro.

- E' una persona molto colta. - Mmm.

Mi ha dichiarato che è da sempre un mio fervente ammiratore.

- Sì, già te l'avevo detto. - Questo mi ha toccato il cuore.

- Senti, Simone dov'è ? - Eh ? E' uscito. - Così presto ?

Non lo so, non ha detto niente.

Manuel !

- Oh. - Oh. - Come va ?

- Stai lavorando da tutta la notte ? - No, sto qua da un po'.

- Ti do una mano. Che faccio ? - Aiutami con il cofano, va' !

- Alza. - Oggi è il giorno della visita al museo. Lo sai ?

Abbiamo due ore, per cui vediamoci direttamente lì.

Invece di parlare, lavora.

- Qua fisso ? - Alza quello. Avvitali, dài.

- Ciao, Monica. - Oh ! Mi fai venire un colpo.

- Vieni qui. - Sto andando a scuola. - Oggi puoi pure non andarci.

No, ci devo andare. Sono pure in ritardo.

- Con chi ti vedi, Monica ? - Con nessuno.

- Non sono affari tuoi. - Non fare la santarellina. - Mi fai male.

- Mi fai male. Mi fai male ! - Sei tu che mi fai male.

- Ti penso troppo. - Non mi importa.

- Quante volte devo dirti che è finita ? - Voglio parlarti.

- Ho un regalo. - Non lo voglio, basta ! - Non farmi incazzare !

- Ti devo parlare ! - Se non mi lasci stare, strillo.

Neanche per sogno ! Ti ho detto che ti devo parlare.

- Hai quasi finito, no ?

- Quasi.

Appena la finisco, la consegno a Sbarra.

Io sono troppo orgoglioso per darla vinta agli altri.

Però tuo padre ha ragione.

- Con quelli non finisco da nessuna parte. - E come diventerai ricco ?

Un modo lo trovo.

Mi vado a fare la doccia.

- Ci vediamo al museo. - Sì.

- Dammela ! - Stai buona.

Te ne vuoi fare una ragione che è finita ? Dimenticati di me !

- Dimmi il codice. - No, non sono affari tuoi ! - Oh !

Ti ho detto di dirmi il codice. Dimmelo. Dimmi il codice !

Dimmelo adesso. Dimmi il codice.

- E' 3348. - Brava.

- Monica ! - Tu chi cazzo sei ? Che fai ?

- Che le hai fatto ?

- Ferma là ! - Chiamo la polizia.

Laura !

Monica !

Meno male che sei arrivata ora.

Mi spieghi che succede, Manuel ? Dove sei stato stanotte ?

- Non vai a scuola ? - Ci vado, dovevo finire un lavoretto giù.

- Un lavoretto ? Per chi ? - Non cominciare con il terzo grado.

Hai fatto la spesa ? Siamo diventati ricchi di botto ?

Da un po' non ti vedo con Chicca. Avete litigato ?

Niente roba sentimentale ora.

Ti ho chiesto come va con la tua fidanzata !

Non è la mia fidanzata. Ci si fidanzava cento anni fa.

- Io mi fidanzavo. - Forse pure troppo.

Che guardi là ?

- Un sito di annunci. Mi sono licenziata. - Perché ?

Non te lo dico. Quando mi racconti i traffici tuoi, ti racconto i miei.

- Perfetto. - Comunque quei siti sono una sòla. - Mmm.

- Non ci trovi niente. - Presentami tu qualcuno, no ?

Una bella personcina di quelle che frequenti tu.

- Facciamo così. - Non mi va di litigare stamattina.

Manuel, non devi sbuffare ! Hai solo torto !

Vai a scuola e non rompere le palle. Va bene ?

Non mi va che mi riconvocano.

"Suo figlio..." Che coglioni ! Eh, Manuel ?

Quelli così pensano di fare quello che vogliono con le ragazze.

- Devi denunciarlo. - Ma non ho neanche un graffio.

- Un'aggressione è un reato. - Le ha rubato il cellulare.

- Vuole vedere se mi sento con qualcun altro. - Ragazzi, dài !

- Chicca, ma io e te... - "Io e te" che cosa ?

- Io e te stiamo insieme ? - No. - Ti sei rimessa con Manuel ?

-No, voglio stare da sola. -Perché ? -Perché sì ! Che ti devo dire ?

- Che cos'è ? - Boh. - E' un posacenere ? - 200 euro ?

[IMITA IL VERSO DELLA SCIMMIA]

Cerchi lavoro ?

No, lo mando a mia madre. E' disoccupata.

Mi dispiace.

- Tua madre non è disoccupata, vero ? - No.

Fa la ricercatrice a Glasgow.

- Beato te che ce l'hai fuori dalle palle. - Ho l'altro.

Venite ! Non ci facciamo riconoscere.

Non toccate niente, sennò il signore si arrabbia.

Mi raccomando. Venite, venite ! Dài, dài !

Quanti di voi hanno sentito parlare

del grande filosofo e scienziato Darwin ?

Io ho letto che lavorò per 17 anni

a un libro chiamato "L'origine delle specie". - Esatto.

Bravo ! Nel libro sviluppava una teoria scientifica rivoluzionaria

e soprattutto rispondeva a una domanda filosofica fondamentale.

"Noi da dove veniamo ?"

- Dal Quadraro. - Dal Quadraro ?

Dopo avere fatto un giro intorno al mondo e sviluppato varie teorie

arrivò alla conclusione che tutte le specie viventi lottano

per la loro sopravvivenza e questa lotta porta all'evoluzione.

Questa evoluzione comprendeva anche l'essere umano

e quindi decadeva tutta la teoria di Adamo ed Eva, ad esempio.

All'epoca la teoria dell'evoluzione delle specie scatenò uno scandalo

perché crollavano di colpo castelli di certezze secolari. No ?

Qui potete vedere l'evoluzione della vita sulla Terra.

- Sono 600 milioni di anni di evoluzione. - Ti interessa ?

In meno di 300 rischiamo di mandare tutto elegantemente in vacca.

Vedi la spugna ? Ti assomiglia.

[RISATE]

-Mi annoio nei musei. Sono una rottura di palle. -Io pure.

Senti, i soldi che ti ho prestato non me li ridare.

- Perché ? - Sarà il fondo cassa per la società.

- Quale ? - La Manuel e Simone Associati.

- Ah. - Tu decidi se investire i soldi in fumo, erba, moto...

- Poi dividiamo i profitti. - Si può fare. - Ci stai ?

- Sì. - Bene ! Facciamoci una foto.

- Perché ? - Per celebrare la fondazione della società.

Vieni.

Che cazzo fai ? Sei scemo ?

Mi dispiace, veramente... Lasciami spiegare.

Che spieghi ? Rifallo e ti butto dalle scale !

- Non pensare che... - Zitto, lasciami in pace.

Che cacchio ti baci ?

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

[NOTIFICHE DAL CELLULARE] Mi è arrivato un messaggio.

[MUSICA DAL CELLULARE] Ma che è ?

[MUSICA DAL CELLULARE]

- Vi pare che Monica manda queste cose ? - Guarda. - Basta.

- E' arrivato a tutti ? - Levalo. - No ! - Che roba è ? - Ragazzi !

- L'ha mandato... - E' nuda, oh ! - Sì.

[BRUSI'O]

Che cos'è 'sta roba ?

- L'avete tutti ? - Però è una gran fica, eh ?

- Matteo ! - Sei fuori luogo.

E' arrivato anche a voi ? Sì, è arrivato a tutti.

Che è successo ?

- Che guardate ? - E' meglio se non lo vedi.

Perché ?

Monica, ci sei tu nel video.

Fammi vedere. [MUSICA DAL CELLULARE]

E' arrivato a tutti.

Monica, aspetta !

- Aspetta ! - Monica ! - Noi lo cancelliamo.

Che è successo ? Ho visto Monica che piangeva.

- Perché avete il telefono in mano ? - Guardi anche lei. - Che cosa ?

[MUSICA DAL CELLULARE]

- Chi l'ha mandato ? (insieme) Monica. - Non può essere.

- L'ex le ha rubato il telefono. - Assurdo ! - Bastardo ! - Le parlo.

- Cancellate tutti il video ! - Sì. - Monica ! - Cancella !

[VOCIARE INDISTINTO]

Andrà tutto bene.

Monica, sono qui.

Ehi ! Ho detto a tutti di cancellare quel video. Hai capito ?

Ormai l'hanno visto. Se l'ha mandato pure ai miei, mi ammazzo.

- No. - Non ce la faccio. - Non dire queste cose.

- Dove sono adesso i tuoi ? - Al lavoro. Tornano stasera.

- Non è meglio se li chiami per avvisarli ? - No.

Come faccio a chiamarli ? Mi vergogno troppo, non...

Va bene. Te la senti di restare con noi o vuoi tornare a casa ?

No, torno a casa.

Sì.

- Non riesco a tornare dagli altri dopo quello che hanno visto. - Bene.

- La accompagni tu giù ? - Sì, certo. Andiamo. - Ciao.

Va tutto bene, okay ?

Rilassati. Torni a casa, ti riposi e andrà tutto bene.

Te lo prometto, andrà tutto bene.

- Avrei reagito come lei, forse anche peggio. - Dove sono i bagni ?

Di là, a sinistra.

Non vorrei mai trovarmi nella sua situazione. Povera Monica !

- Non dovevamo aprire quel video. - Vabbè ! Noi non siamo santi.

- Sei geloso ? - Ma no, dài. - Ragazzi, statemi a sentire.

Non c'è il clima per continuare la lezione.

Quindi finiamo qua. Andiamo via.

Voi cominciate ad andare, io vado a salutare la direttrice.

- Andiamo. - Dài.

- Questo deve passare i guai. - Le ha rubato il telefono !

E' un infame ! Non si può fare una cosa simile !

- Mamma mia... - Quello è un deficiente.

- La ragazza sta veramente giù. I compagni sono già fuori. - Okay.

Aspetta.

Lo so che è una follia e ti conosco da poco, ma mi manchi.

[CAMPANELLA]

Non solo è una grande attrice.

- E' anche una persona squisita. - Sì ?

Non si spiega come possa essere la madre di quello sciamannato...

Andate avanti, io vi raggiungo.

- E' così intensa... - Scusate, parlavate di me ?

- In realtà cerco Marina. - E' lì. - Parlavo bene di tua madre.

Potevi dirlo che eri figlio della grande Virginia Villa.

Mi saresti cresciuto di parecchi punti.

Scusate.

Senti, devo dirti una cosa. Hai presente Monica ?

Il suo ex fidanzato ha spedito a tutta la classe

un video dove Monica... è nuda. - Come ?

Sì, sai i video che chissà perché i ragazzi fanno quando stanno insieme ?

Poi quando si lasciano, li mettono sui social.

- Lui ha fatto così. - Che vigliacco ! - Eh.

Qui tu hai finito adesso ?

- Sì, stavo andando via. - Mi fai un favore ?

Monica è molto scossa.

Potresti andare a casa sua e parlarle ? Perché ne ha bisogno.

- Sì. - Poi ti raggiungo. - Vado subito.

- Questi sono miei ? - Sì, li ho trovati sul tavolo.

Li perdo sempre. Grazie.

Quello che è successo a Monica è molto brutto.

Questo succede quotidianamente a molte donne

perché alcuni uomini ritengono di essere padroni delle loro vite

e fanno gesti di questo tipo. - Ma perché lo fanno ?

Secondo me perché a partire dal secolo scorso, dal Novecento

le donne hanno finalmente preso possesso delle loro vite.

Quindi decidono con chi stare

come portare avanti un rapporto, come chiuderlo

e per molti uomini questo è insopportabile.

- La Filosofia su questo che dice ? - Tocchi un tasto abbastanza...

Sulle donne la Filosofia ha dato il peggio di sé.

Infatti alcuni filosofi considerati geniali

sono profondamente maschilisti.

Vi cito Aristotele, il primo che abbiamo affrontato.

Aristotele riteneva che la donna fosse un maschio mancato

e la sua sottomissione fosse una cosa naturale.

- Lo sapevo ! Aristotele non mi ha mai convinto. - Lo vedi ?

Diceva che se avessimo dato totale libertà alle donne

sarebbero diventate pericolose e avrebbero vissuto nella lussuria.

- Non è vero.

- Sì, sì.

Un altro che potrei citare potrebbe essere Schopenhauer.

Lui riteneva che le donne fossero adatte a occuparsi degli uomini

e a educarli nella fase infantile perché puerili esse stesse.

- Nemmeno lui mi è mai piaciuto. - Poi c'è l'inglese John Locke.

Diceva che moglie e marito hanno capacità intellettive diverse

ma che all'uomo spettano le decisioni più importanti.

Però il peggiore è Rousseau.

Secondo lui le donne devono vivere per l'uomo

essere belle per lui, cucinargli, amarlo, curarlo, le cose che sapete.

- Sono sempre stato rousseauiano.

- No, le botte ! La violenza mai.

- Sono uno peggio dell'altro. E' roba assurda. - Superata.

No, perché viviamo in una società ancora profondamente maschilista.

Il gesto che Monica ha subìto dal suo ex ne è una dimostrazione.

[CAMPANELLA]

Ragazzi, ci vediamo domani.

- Arrivederci, prof. - Arrivederci.

- Se vuoi, oggi ti aiuto con la macchina. - Non mi serve niente.

Mi dispiace per stamattina. Scherzavo.

Ti ho detto di lasciarmi stare. E poi non stavi scherzando, no ?

Senti, io non sono gay. Non mi piacciono i maschi.

Non ho niente contro di loro, però non lo sono.

- Io non sono gay. - Mmm.

Sono confuso, non so bene che cosa sono.

- Ah, sei confuso ? - Sì. - E me lo dici adesso ?

Facciamo che è una cosa che rimane tra me e te

però stammi alla larga.

- Ricevuto. - Sei veramente il contrario di tuo padre.

Quello è pieno di donne, pure oggi al museo.

Di che stai parlando ?

- L'ho visto con la mamma di Aureliano. - Ma che dici ?

Si baciavano nell'ufficio di lei.

- Sei sicuro ?

- Al 100%.

Lui mi seguiva... per strada.

Dappertutto.

- E' per lui che ho cambiato scuola. - E' assurdo.

[CAMPANELLO]

Vediamo chi è.

- Eccomi qua. - Dante, eccoci. - Ciao. - Ciao.

- Dov'è ? - Eccola.

- Professore. - Ciao, Monica.

Ciao.

- Non vi dovevate disturbare per me. - Non ti preoccupare. Come stai ?

Eh ?

Uno schifo, prof.

Mi sembra...

di essere diventata all'improvviso un oggetto.

E' una sensazione orribile.

Senta, per caso lei ha parlato di me ?

- Cioè... di questa cosa in classe ? - No, no.

Però volevo chiederti il permesso di farlo quando tornerai tra noi.

- No. - Perché ?

Non può chiedermi una cosa simile, non so neanche se torno.

Non ce la farei proprio a sentirmi guardata da tutti.

- Ma ci sono io ad aiutarti, c'è Marina. - Sì.

Guarda che è importante tornare a scuola.

No... è che già mi immagino gli sguardi, le risatine.

Non lo potrei sopportare.

Qual è l'alternativa, scappare da tutto ? Rimanere qui isolata ?

Non lo so, prof.

Non lo so.

- Mi dài l'indirizzo del tuo ex ? - Perché ?

Voglio farmi ridare il tuo cellulare.

Sì, di solito lui passa i pomeriggi in un bar del centro.

Vabbè, poi mi dài l'indirizzo.

Senti ! Invece qui fuori ci sono Laura, Luna, Chicca...

Vorrebbero farti compagnia finché non tornano i tuoi. Che gli dico ?

Carine ! Certo, le faccia entrare.

Le faccio entrare, così liberiamo anche Marina.

Grazie.

Oh. Eh ?

- Questo è il cellulare tuo o di Monica ? - E' il mio.

- E' il tuo ? - Ma che fa ? - Stai buono ! Fai il bravo.

- Oh ! - Senti, adesso tu mi dài il cellulare di Monica

perché non mi va di frugarti addosso

e se ti porto in Questura, sono cazzi tuoi.

Io dovrei dire che hai fatto violenza sulla ragazza, no ?

Quindi ora mi dài il suo cellulare e la storia finisce qua.

Eh ? Dammi 'sto cellulare.

Oh ! Un'altra cosa. Hai postato il video in rete ?

- No, l'ho mandato solo ai compagni. - Perché ?

- Mi volevo vendicare. - Di che cosa ?

Perché mi ha lasciato.

Vabbè ! L'ultimissima cosa.

Se vai avanti così, entri di diritto nella categoria delle merde.

E' una brutta cosa. Pensaci ! Hai capito ?

Mi dispiace per il cellulare. Asciugalo subito, si riprende. Ciao.

Ahò !

Ooh !

Allora ? Mancano due giorni, Sbarra vuole notizie.

Digli che ho quasi finito.

- Gli mando un messaggio, così domani la prendi. - Tu vieni con me.

- Va bene. - Torna a lavorare.

[RUMORE DI PASSI]

-Come ti è venuto in mente ? -Cosa ? -Di scoparti la madre di Aureliano !

Con tutte le donne che ci sono !

Da quando ti interessi dei rapporti sentimentali

delle madri degli altri ? -Da quando mio padre se le porta a letto !

- Ti sei fatto beccare da Manuel ! - E perché Manuel te l'ha detto ?

- Perché è uno stronzo. - Appunto. - Ma io parlo di te, non di Manuel.

No, parli delle mie relazioni che non ti dovrebbero riguardare.

Ma ti senti ? Sei ridicolo !

-Tu non conosci il significato di "ridicolo". -Ecco il professore !

Vuoi che non faccia il professore ? Scendo al tuo livello.

Io ti parlo delle mie relazioni se tu mi parli delle tue.

Le tue relazioni ? Tu non sai niente dell'amore, tu vai a caccia !

- Metti le donne nel mirino ! - Tu sei frutto del mirino

di tua madre e del mirino mio. Ci siamo mirati. - Basta !

Che mi hai detto l'altro giorno ?

- Non mi ricordo. - "Devi essere chiaro con chi ami." L'ho fatto.

-Bene. -Male ! -Male ? -Ho fatto la cazzata della mia vita.

Non voglio mai più sentirti !

L'avrei dovuto sapere che Matteo non era quello giusto per me.

Che stupida. Come potevo sperare che si accorgesse della povera Luna ?

Nessuno si innamorerà mai di noi, Romeo.

Pesciolino o girella ?

- Pesciolino. Sono i miei preferiti. - Anche i miei.

- Quando li finisco passo alle girelle. Posso ? - Sì.

Grazie.

- Lui come si chiama ? - E' una lei, Giulietta.

Il mio si chiama Romeo. Devono fare amicizia ! Hanno un futuro !

- Vieni spesso qui ? - Ogni giorno. - Non ti ho mai visto.

Neanch'io.

- Io sono Luna. - Angelo.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Pronto, Cecilia ? - Ciao.

Scusa il disturbo, ma devo dirti

che uno dei miei studenti ci ha visti.

- "Visti" come ? - Ci ha visti mentre ci baciavamo.

L'ha detto ad Aureliano ?

Non lo so, però mio figlio l'ha saputo

e mi ha fatto adesso una cazziata terribile.

Se la voce dovesse girare tra i miei studenti

questo ti creerebbe problemi ?

Sì, Aureliano non è ancora pronto

all'idea che dopo la separazione io possa avere un'altra persona.

Però magari se viene a sapere che sono io è anche contento.

Sono il suo professore preferito.

No ! Ti ammira così tanto che proprio per questo mi odierebbe.

- Conosco mio figlio. - Mmm. Va bene.

Mi dispiace di averti dato questa notizia.

Ti richiamo.

Stai bene. Ciao.

Okay.

- Ciao, mamma. - Ciao ! Ho mandato il curriculum al museo.

- Grazie, eh ? - Dài, speriamo bene. - Sì.

- Com'era questo museo ? - Era bello, divertente.

- Pieno di animali morti, scheletri... - Mmm.

Ma la cosa più divertente era il professore

che si baciava con la direttrice del museo.

- Come "si baciava" ? - Eh !

- E' la madre di Aureliano. Stavano appiccicati... - Davvero ?

Sì. Che è quella faccia ?

Che faccia ho ? Quale faccia ?

- Non è che fai pensieri anche tu sul professore ? - Sei impazzito ?

- Ma quali pensieri ? I pensieri... - Vabbè ! Piace a un sacco di donne.

Sì, ma non è che deve piacere pure a me per forza.

- Per forza, no. - Appunto.

- Vabbè, sotto sotto ti piace. - La fai finita ? La smetti ?

Non ridere ! Piuttosto mi dici chi era quello là ?

- Il gentiluomo con cui parlavi. - Quello pelato ?

- Sì. - E' un senzatetto. Gli regalo i pezzi della moto.

- Così li vende e fa qualche soldo.

- Ma tu senti le cazzate...

Quando finisci di dirmi tutte queste bugie, Manuel ? Eh ?

- Non sono bugie. - No ? E che sono ? - No.

- Te lo presenterò. - Grazie. - Così smetti di assillarmi.

- Sì, non vedo l'ora. - Eh. - Vatti a fare una doccia.

(Ho ricevuto la tua e-mail. Non credevo che mi avresti scritto.)

(Invece l'hai fatto.)

(Ora sono qui a risponderti...)

(con le dita che un po' mi tremano.)

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Manuel ? - Sono qua a casa tua. - Sei matto ? - Perché ?

- Che ci fai qui ? Devi andare via. - Vorrei parlarti. - Non puoi.

C'è una festa con bambini e genitori.

- E' il compleanno di mio figlio. - Io voglio parlarti.

Non puoi. Per favore, vai via !

- Aspetto qua. - No, non aspetti qua. Devi andare via.

Qui andrà per le lunghe.

Ciao.

- Batti ! - Mani !

Buono ! Vai, Simone !

[FISCHIO]

[SOSPIRO DI ALICE]

Per favore, vai a casa. Ti prendi una polmonite qui fuori.

- Si è divertito il piccoletto ? - Sì, si è divertito.

E' crollato senza favola della buonanotte.

- La potresti leggere a me. - Mi sembri grande per le favole.

Questo non è vero.

- Io ci credo ancora nelle favole. - Manuel...

Io non ti posso fare entrare, capisci ?

E io non sono venuto per entrare. Volevo semplicemente dirti

che non sarei mai come tutti quelli che hai incontrato fino ad ora.

Non ti tradirei mai e poi mai.

Tu sei pazzo.

Ti prego, vai a casa adesso.

Vado.

- Quando ci rivediamo ? - Non lo so.

Me lo prometti che ci vediamo ?

[CAMPANELLA]

- Buongiorno ! (insieme) Buongiorno.

Ciao a tutti.

- Ciao, Luna. - Buongiorno.

Notizie di Monica ?

- Ieri sera ha detto che non se la sentiva di venire. - No ?

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti !

- Buongiorno, prof. - Ciao, Monica. - E' venuta.

- Mi fa molto piacere vederti. - Anche a me.

- Ti vuoi accomodare ? - Sì.

- Ciao. - Ciao, Monica. - Ciao, Monica. - Ciao.

Ragazzi, che cosa avete da fissare Monica ?

E' sempre la stessa, non è cambiata. E' la stessa di ieri.

O magari invece della Monica reale state vedendo la Monica del video ?

Posso andare avanti, Monica ?

Okay ! Oggi io vi vorrei parlare di un filosofo francese.

E' un filosofo francese che si chiama Guy Debord.

De-bord.

- E' il più feroce analista... - Oh. - Della società mediatica di oggi

che chiama "società dello spettacolo".

E' un luogo dove mostrarsi e mostrare gli altri senza regole né limiti.

Purtroppo è quello che è successo a Monica.

Matteo, che cosa c'è da ridere ?

Ehm...

Niente, scusi.

Infatti no. Che stavi dicendo a Luna ?

Ehm... Preferirei non dirlo.

- Ah. - Ha detto che Monica poteva stare attenta. - Come ?

- Che significa ? - "Attenta" come ?

Vabbè ! Poteva non farsi riprendere.

- Che dici ? - Ti rendi conto di quello che dici ? - Aspetta.

Quindi da vittima Monica diventa colpevole ?

- No ! Non sto dicendo questo, però... - No.

Comunque essendo una ragazza...

- Che vuol dire ? - Ti senti quando parli ? - "Essendo una ragazza" ?

Essendo una ragazza, se fai quel tipo di cose lì

come spogliarti davanti al tuo ragazzo e farti filmare...

-Doveva essere un gioco ! -Però non ha fatto una bella figura.

Tu non stai facendo una bella figura a parlare così.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

- Buongiorno. - Eugenio, dica. - Mi chiamo Egidio. - Egidio, dica.

Nei prossimi giorni la scuola potrebbe essere chiusa

perché c'è l'allerta meteo. (insieme) Oh !

- Meglio ! Dài ! - Grazie. Buoni !

Buoni, buoni !

Torniamo a Guy Debord.

Guy Debord sostiene che nella società di oggi

le vite vengono trasformate in spettacoli.

No ? Siamo tutti visibili.

Infatti che facciamo sui social ?

Postiamo pensieri, foto, video...

Siete persone pubbliche, siete pubblici.

Ma noi possiamo accettare che qualcuno filmi un'altra persona

e poi posti quel video contro la volontà della persona stessa ?

Commenti ? Qualche commento ?

No...

- Aureliano. - Posso dire una cosa ? - Certo.

Quel video non l'ho voluto vedere.

Perché no ? Spiegalo a tutti.

Perché sapevo che Monica ci sarebbe rimasta male.

Bravo, bravo.

Anzi, noi maschi dovremmo fare qualcosa per mostrarle solidarietà.

Tipo ?

- Qualunque cosa. - Nessun altro ha proposte ?

Io ho una proposta.

Io propongo che tutti i maschi... si spoglino.

[BRUSI'O] No, vabbè !

- Perché no ? - Sì, sono d'accordo ! - Come "spogliarsi" ? - Eh.

- Qui ? - Sì. In maniera simbolica, ma qui.

- Per una volta lo fate voi. - Prof ?

Aspetta ! Fatemi sentire che dice.

Non so se voglio spogliarmi davanti a tutti.

Anche Monica non voleva spogliarsi davanti a tutti.

Quello è un gioco che lei faceva per la persona che amava.

Davanti a chi ami ti spoglieresti o terresti la giacca ?

- Mi spoglierei. - Ti spoglieresti.

- Okay, io lo faccio. - Bravo ! - Lo sta facendo !

-Chiamate la Neuro ! -Vedi il coraggio ? -Sei impazzito.

- No, secondo me tutti i maschi dovrebbero spogliarsi. - No, vabbè !

-Lo faccio anch'io. -Oh ! Vedi che sta prendendo corpo ? -Pure te ?

- Oddio ! Non ci credo ! - Vai ! (insieme) Uuh !

Anch'io mi metto nelle vostre stesse condizioni.

- Oh ! - No, aspetta ! Manuel, abbiamo detto in maniera simbolica.

- Fermati. - Posso dire una cosa ? - Certo.

- E' una sensazione orribile. - Direi di sì.

Rivestitevi, sennò mi cacciano da tutte le scuole di Italia.

Devo dire che questa classe mi piace sempre di più.

Vorrei proporvi di continuare la nostra chiacchierata informale

stasera a casa mia. - Come "a casa mia" ?

-Professo' ! -Eh ? -Però a casa sua ci fa cucinare, lavare i piatti...

- Non ha nemmeno la lavastoviglie ! - Facciamo un po' per uno.

-Ognuno porta qualcosa. -Anche poco, ma ognuno porta qualcosa. -Brava.

Bravi ! Rivestitevi.

[CAMPANELLA] Bentornata, Monica !

Qualche giorno fa ho parlato con il misterioso The Pen.

- Che hai scritto ? - Gli ho parlato di me.

Gli ho chiesto di parlarmi di lui

di com'è fatto, che età ha, dove vive, cose del genere.

Speriamo bene ! Questo non mi piace.

- Dài, Chicca ! - Lasciala perdere.

- Grazie per quello che hai fatto. - Era per tirarti su di morale.

- Allora ti perdono di non avere letto "Il giovane Holden". - Eh !

Aureliano ! Tutto bene ?

-Sì. -Ti vedo fisso, catatonico. Che succede ? -Monica mi ha baciato.

Oh ! Vedi ? Se tu ti metti in gioco, la vita ti premia.

- Grazie. - Arrivederci. - Arrivederci.

- Che ti ha detto ? - Che ha detto ? Che vai male, cretino.

Che ridi ? Anche i professori dicono che sei intelligente.

Perché non studi ? Basta un minimo di sforzo, io non capisco.

- Alice ? Ciao ! - Ciao !

- Che fai qua ? - Lavoro al cantiere della scuola.

- Ah, ma pensa ! Lui è Manuel, mio figlio. Fa il Terzo. - Ciao.

Piacere.

- Scusate, io devo andare. Però ci risentiamo. - Ma certo !

- Ciao. - Ciao.

- La ricordavo più espansiva. - Chi è ? - Veniva in palestra.

- E' piena di problemi. - Che problemi ? - I soliti.

- Il marito la tradiva e lei stava molto male. Ora vai a casa. - Sì.

- "Sì" ! Vai, io devo parlare con Dante. - Che vuoi che ti dica ?

Fatti gli affari tuoi ! Vai a casa.

- Ciao. ! - Posso parlarti un attimo ? - Sì.

- La preside ti ha convocata. - Non voglio parlare di Manuel.

- Ah ! - Ma del fatto che potevi essere più sincero.

Non ho capito.

Potevi dirmi di Cecilia, no ?

"Cecilia" che cosa ?

Scusa, so che le tue relazioni non sono fatti miei

ma potevi evitare di dirmi che sei in crisi, non vuoi storie...

- Cecilia non c'entra con quello che ho detto. - No ?

- Non è questo. Siediti, dài. - Sto bene così, grazie.

- Allora... - Mmm.

L'ultima volta che ci siamo visti mi hai detto

che se dopo quella notte in ospedale ci fossimo frequentati

tra noi sarebbe potuto nascere qualcosa di importante.

Ecco, invece io ho passato tutti questi anni

a cercare di dimenticare quella notte.

Quello che mi succede è che ogni volta che ti vedo

mi torna in mente...

e mi fa stare male.

Tutto qua.

Non c'è altro da dire.

Ti ho fatto venire ora perché avevo da fare con i cani.

Nessun problema.

- La macchina ? - E' pronta. - Dopo Zucca la viene a prendere.

- Sto a posto con questo ? - In che senso ?

- Nel senso che non ti devo più niente. - Sì, sei stato bravo

però se vuoi, ho un altro lavoretto per te.

- Se ti può interessare, ci tiri su un bel po' di soldi. - Quanti ?

- Tanti. - Beh... non lo so, dipende.

- Che ci devo fare ? - Ne parliamo quando abbiamo chiuso con l'auto.

- Che c'è dentro ? - Apri.

[VOCIARE INDISTINTO]

[MUSICA ROCK]

E' bella 'sta casa, eh ?

Manuel dov'è ?

- Lascialo perdere, non ne vale la pena. - Cioè ?

Se non è qui, ha di meglio da fare.

- Apri gli occhi. - Devo aprire gli occhi su che cosa ?

Oh !

- Ha un'altra. - Che significa ? - E' da un pezzo che ha un'altra.

Chi è ?

Ti ho chiesto chi è !

- Dove l'ha conosciuta ? Chi è ? - Non lo so.

Mi ha mandato lui la foto la sera della tua festa, perciò non c'era.

Lascialo perdere.

- Che guardate ? - Una foto.

[SQUILLI DI CELLULARE] - Scusate. - Fa' vedere.

-Anita, che succede ? -Sono nel box. Ricordi l'auto sfasciata ?

- Adesso è come nuova. - Mmm. - Che volevi dire l'altro giorno ?

- Che dovrà farci ? - Solo Manuel può rispondere.

Lui viene qui, ma ci sono gli altri. Posso provare a parlarci domani.

Per favore, cerchi di capire che ha per la testa ?

- Sono molto preoccupata. - Va bene, ma stai tranquilla. Eh ?

- Sei un ipocrita. - Che c'è ? - Vieni.

Fai il geloso e ti scopi un'altra ? Almeno io ti ho detto di Matteo !

- Chi te l'ha detto ? - Intanto dimmi se è vero.

- Sì, è vero. - Da quanto ci stai insieme ?

- Non so se ci sto insieme. - Che risposta è ? Mi prendi in giro ?

- Vieni qua, ti spiego... - Lasciami ! La conosco ?

- No. Adesso mi dici chi cazzo te l'ha detto ? - Simone.

Dice che sei egoista. Non potevo crederci, invece ha ragione lui !

Egoista e stronzo !

Manuel ! Manuel !

- Oh ! - Dici i cazzi miei a Chicca ? - Non prenderla in giro.

Hai rosicato perché non ci sono stato ?

Sono scemo io che non ho detto che sei frocio.

E' questo che sei, un frocio.

- Vaffanculo. - Oh ! Oh !

- Ragazzi, oh ! - Basta, ragazzi ! Simone !

Ma Dante, fa' qualcosa !

So che è difficile capirlo, ma stanno comunicando, parlano.

- Che cosa dici ? - Non avvicinarti. - Aiutateli !

[TUONO]

(insieme) Oh !

E' un lampo !

Ha colpito un ramo ! E' caduto un ramo ! Va tutto bene, tranquilli.

- Va a fuoco la casa ! - Tranquilla ! Io riaccendo la luce.

-Io spengo il fuoco. -In garage c'è un estintore. -Toglietevi di lì.

Ma che fa ? Manuel !

[GRIDA DI ESULTANZA]

Bravo, Manuel !

Bravo !

-E' tornata la luce ! -Mamma, sei più tranquilla adesso ? -Grazie.

- Bravi, ragazzi. - Bravo, Manuel. - Ho fatto tutto io !

Bravo tu ! Avete visto Simone ? Non riesco a trovarlo.

- Dado, non c'è più la Vespa di Simone. - Come "non c'è" ?

- No. - Nessuno sa dove andava ?

- Non l'ha detto. - Prof, io vado. - Sì.

- Ah. - Se sento Simone glielo dico, ma non penso che chiamerà me.

- Vuoi dirmi perché avete litigato ? - E' meglio di no. - No ?

- Buonanotte. - Buonanotte.

[VOCI NON UDIBILI]

Scusami per Matteo, sono stata perfida.

No, sei stata una stronza, non perfida.

Non so che mi è preso, ero triste per Manuel

ma sapevo che ci saresti rimasta male. - Non ne parliamo più.

- Almeno mi hai fatto passare la fissa per quel coglione. - Sì ?

- Ti giuro, non penso più a Matteo. - L'ho fatto per ferire Manuel.

Lo sentivo che aveva un'altra, infatti me l'ha confessato.

Che bastardo !

Tanto sono tutti bastardi.

Tranne uno, forse.

- Chi ? - Uno che non è di scuola.

L'ho incontrato al parco, non lo conosci. Si chiama Angelo.

Però ora devi raccontarmi tutto.

- Mmm ? - Vabbè, non c'è tanto da raccontare.

- Dante ? - Floriana, ciao.

- Ti chiamo per Simone. - Simone... è sparito.

Non so dove sia, non risponde nemmeno alle mie telefonate.

- Sta venendo da me. - Come ? Che vuoi dire ?

Mi ha chiamato dall'aeroporto.

- Ha preso un biglietto e viene qui. - Ah.

Che è successo ? Avete litigato di nuovo ?

No, nessuna lite, lo giuro.

Stavolta non dipende da me.

Ho passato tutti questi anni a cercare di dimenticare quella notte.

[# UN BATTITO PERPETUO]

[# CHE DURA UN MOMENTO. #]

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