All language subtitles for Un Professore - S1E10 - Schopenhauer - Video - RaiPlay

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Original subtitles

- Ciao. - Ciao.

Mi fa piacere che sei venuta.

Sono contenta che me l'hai chiesto. Non me l'aspettavo.

Volevo farmi perdonare, sono stato un po' stronzo.

Sì, in effetti sì.

Dante, avevi i tuoi motivi.

Ho capito che tenersi i segreti è stupido.

Quando mi hai presentato Manuel, l'avevo appena saputo.

Se ti avessi chiesto di aiutarmi, che avresti potuto fare ?

Niente, niente di speciale.

Ti avrei abbracciato... forte.

Posso farlo ora.

Mi avevi detto "un abbraccio forte".

[VOCIARE INDISTINTO]

Ciao, ciao.

- Buongiorno, professore. - Ciao.

- Che scrivi ? - Ah...

E' una bozza per un'e-mail che vorrei mandare a un ragazzo

che non conosco. - Ah ! - Non conosco neanche il suo nome.

Si firma "The Pen".

- "The Pen" ?

- Sì.

Tu non hai idea di chi sia ?

No, non lo conosco. Però lui conosce me.

- E' stato lui il primo a scrivermi. - Ah.

- Non sai nemmeno se è della classe ? - No, non penso.

Scrive cose da più grande, quindi deve essere più grande.

Tu non sei curiosa di sapere chi è, come è fatto ? No ?

- Beh... a questo punto un po' sì. - Eh.

- Scrive cose molto belle. - Perché non fai tu il primo passo ?

- No ! Pessimismo cosmico, capisce ? - Ottimo.

[CAMPANELLA]

- Ciao, ragazzi. - Ridammelo ! (insieme) Buongiorno.

- Come va ? - Eh, si tira avanti.

Allora, oggi io avrei voluto fare una lezione su Epicuro

ma ho cambiato idea.

Invece farò un esperimento

per cercare di misurare in qualche maniera

il vostro tasso, immagino smisurato, di pessimismo.

- Vabbè... - Per questo motivo oggi ho deciso di parlarvi di...

- Un po' più lungo. - Non finisce più ! - Eh !

E' finita la lavagna, professo'.

Ecco qua.

Ricordate questo nome

perché è quello di uno spirito complesso, profondo.

- Ha avuto anche molte donne. - Ecco perché si chiamava SCOPENHAUER !

Sì, questa fa molto ridere. Stiamo zitti un attimo.

Facciamogliela ripetere in silenzio

così si rende conto di quant'è banale.

Sco-penhauer.

- Ti sei reso conto ? - L'"H" mi ha fregato.

- E' l'"H", è vero. - Scusi, ma lui non ce l'aveva con le donne ?

- Solo filosoficamente. Ce l'aveva pure con gli uomini. - Sì.

Secondo Schopenhauer

tutti gli esseri umani sono trainati da una...

Evvai.

Momento di suspense.

- Volontà di... - "Di" ?

Esistere. Senti, senti !

- Senti. - Volontà di esistere. No ? - Mamma mia !

E' quella cosa che ci spinge tutti quanti a desiderare

ad agire.

Però è una volontà cieca, insensata, che porta inevitabilmente al dolore.

Se credete che raggiungere ciò che desiderate vi renderà felici

sappiate che è un inganno perché subentra la noia.

Infatti per Schopenhauer

la vita è una sorta di pendolo che si muove tra noia e dolore.

Con l'amore è ancora peggio perché quando finisce ci porta...

alla disillusione. - Era proprio allegro Schopenhauer !

Non lo sottovalutare perché lui aveva trovato tre fughe

da questa situazione.

La prima fuga è la contemplazione della bellezza.

- Bello. - La seconda è cercare di essere compassionevoli

con il prossimo, la compassione.

La terza è cercare di avere una vita ascetica

priva di ogni forma di desiderio.

- Ha ragione. - Qualche commento ? Laura, so che sei d'accordo con lui.

Ehm... Aureliano ?

- Nessun parere. - Nessun parere di Aureliano. Chicca ?

- Io sono d'accordo con Laura. - No, dài. - Io no, prof.

- Perché ? - Non puoi stare in cima al mondo a girarti i pollici.

- Che vita è ? - Sono d'accordo.

Senza gli altri, senza l'amore, che senso ha ?

Se l'amore ti ha fatto soffrire perché riprovarci ?

-Innamorarsi è una delle cose più belle del mondo. -Che filosofo !

- Giulio ? - Eh ?

-Che pensi ? -Io non sono d'accordo con Schopenhauer. -Perché ?

Perché a volte la contemplazione della bellezza

porta al dolore.

Per te quale può essere la soluzione ?

(sottovoce) Ragazzi, basta. - Nessuna.

Bisogna abituarsi al dolore.

- Ma che è ? - Endovena, eh ?

Questo è il nostro teatrino.

E' provvisorio perché quello vero lo stanno ristrutturando.

Certo tu sei abituata a ben altri palcoscenici...

No, anzi !

Io adoro questi spazi vuoti da inventare.

Stai lì un attimo, fermo così.

Divenni meschina.

Una nullità.

Recitavo male.

Non sapevo che fare delle mani.

Non sapevo stare in scena, non controllavo la voce.

Non potete capire la condizione

di chi sente che sta recitando in modo orrendo.

Io... Io sono un gabbiano.

No, no. Non c'entra.

Ecco, questo è il teatro.

Visto come è facile ?

Basta che ci siano Cechov, un attore e lì uno spettatore... attento.

[CAMPANELLA] Ho deciso che vi boccio tutti.

- Alé ! - Ci vediamo domani.

- Oramai... - Fate i bravi.

Mi passi la giacca ?

- Poi studiamo insieme, okay ? - Ti giuro, ti scrivo. - Sì.

(Senti, The Pen)

(io so che abbiamo stabilito di sentirci solo sui social)

(ma Schopenhauer mi ha fatto cambiare idea.)

(Quindi... fatti sentire.)

Piano, professore. Piano.

- Eccoci. - Ah... Che male.

- Ciao. - Che è successo ? - Ho preso una storta.

- Speriamo che non è rotto. - Sì. - Ho pure il compito in classe.

- Egisto, dove lo porta ? - Egidio. Di sotto, ci mettiamo il ghiaccio.

- Bravo. - Dopo mi farò venire a prendere da qualcuno. - Vai, vai !

[VOCE NON UDIBILE]

Ma quella non è Virginia Villa ?

- L'attrice. - Sì, benissimo. - Mamma ! - Eh ? Oh !

- Dado, caro ! (insieme) Mamma ? - Ciao. Che ci fai qui ? - No !

Stavo per dirtelo stamattina, ma sei andato via di corsa.

Il professore mi ha proposto di tenere un corso di recitazione qui.

- Che bella cosa. - Già.

Hai sempre bocciato ogni attività extrascolastica.

- Invece per il teatro... - Faccio un'eccezione.

- Certo. - Sì.

Non vi faccio perdere altro tempo. Attilio caro, è stato un piacere.

- Attilio ?

- Signori, "au revoir".

- Ciao, mamma. - Complimenti ! - Ciao, caro. - Ciao, Attilio.

(insieme) Straordinaria !

(sottovoce) Ehi, hai problemi con Sbarra ?

-No, Alice. Si è stranita perché Chicca ha fatto la matta. -Davvero ?

Silenzio, ragazzi !

(sottovoce) Simone ! Ma domani è il tuo compleanno ?

-Sì, divento più vecchio di un anno. -Facciamo una festa ! -Sì.

- Non lo so, ora vediamo. - Ssh ! - Sì. - Lo dico agli altri.

- Che dici agli altri ? - Intanto lo dico. - Stai ferma !

[COLPI SULLA CATTEDRA] Silenzio !

- Hai tanti problemi e pensi alla mia festa ? - E' una festa.

Hai ragione.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì, avanti !

-Ciao, papà. -Angelo, ciao. -Come stai ? -Non ho ancora finito.

- Ragazzi, lui è mio figlio Angelo. (insieme) Ciao. - Facciamo così.

Terminate i compiti e li consegnate a Laura.

- Laura, raccoglili tu. - Sì, certo.

- Prendi questo. - Appoggiati a me. - Sì. Ah !

Facciamo una bella lastra. Vedrai che non è niente.

Mi raccomando i compiti.

- A domani. - Certo. (insieme) Arrivederci. - Ciao.

- Dammi il compito ! - De Angelis e il figlio sono identici.

- Sono due gocce d'acqua. - Due goccione. - Monica !

Non ho parole.

- Professo' ! - Sì ? - Scusi, dovrei chiudere.

Sì, qua io devo fare ancora un po' di cose.

Se mi lascia la chiave del portone, chiudo io.

Lo sa, la preside è contraria a fare circolare le chiavi.

Domani la riporto, non la rubo.

- Vabbè, giusto perché è lei. - Okay. Grazie, Eugenio. - Egidio.

- Egidio, lo so. - Mi chiamo Egidio. - Egidio !

- Buona serata. - A lei.

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

(registrazione) "Prof, sono Pin. Devo parlarle il prima possibile."

Tu affastelli tutto insieme e non si capisce più niente.

Dimmi con calma che è successo.

- Succede che Laura... - E' il soggetto della frase. - Sì.

- Mi ha scritto... - Oh ! - Mi vuole vedere di persona.

- Ah, bene. - No ! Questo mi ha gettato in uno stato di confusione.

Scusa, ma di solito i ragazzi vanno in uno stato di disperazione

quando le ragazze non gli parlano. -Sì, ma io non voglio uscire da qui.

Ah ! Senti, un'altra cosa.

Ma... l'altro giorno tu mi hai detto che la tua vita ti fa schifo, no ?

Non so se lo pensi ancora

ma se c'è una cosa che fa schifo, è questa stanza.

Da quanto non apri la finestra e non pulisci ?

C'è un certo odore e ci sono pure animali che girano. Eh ?

- Da un po'. - Da quanto non ti cambi ? - Forse sono due...

- Due ? - Due mesi. - Due mesi ?

- Oh ! E' meglio, no ? Eh ? - Mmm.

Guarda che meraviglia !

Allora, parliamo di Laura.

Quanto può durare un rapporto soltanto sui social ?

- Guardi che è un rapporto vero. - Quindi di che hai paura ?

E' lei che potrebbe avere paura perché tu potresti essere chiunque

un maniaco, un uomo più grande che vuole farle del male, un mostro.

Tu sei un mostro ? No. Te lo dico io, non sei un mostro.

- Eh. - Laura mi ha detto che oggi avete fatto Schopenhauer.

-Sì. -E' il mio filosofo preferito. -Mi fa piacere.

Non era lui che diceva: "Si è liberi unicamente quando si è soli" ?

Lascia stare le frasi famose buttate sulla Rete senza un motivo.

Fanno solo confusione. Tu guardati intorno.

Hai sempre pensato che questa stanza fosse la libertà.

Invece è un posto dove ti sei chiuso per nascondere una tua ferita

nella speranza che vada via da sola. Però non va via da sola. Capito ?

Sì.

Vabbè, io vado.

Ah, ti spoilerizzo Schopenhauer.

Si innamorò follemente, ma la sua misantropia rovinò tutto

e finì da solo con un cane come unico amico.

- Ah. - E' meglio il cane o Laura ?

Eh ! Ciao.

- Che hai fatto lì ? - Un orecchino.

- Sono due orecchini. - Vabbè, due orecchini.

Come ti è saltato in mente ?

A scuola ce l'hanno in tanti, non sono l'unico.

Non mi interessa che fanno quei cretini conformisti

e sai benissimo che non mi piace quella robaccia.

- Chi ti mette queste idee in testa ? - Nessuno. Penso da solo.

Non ho bisogno di farmi imboccare, è una mia decisione.

Forse c'entra il tuo professore di Filosofia ?

Lui ci insegna solo a pensare con la nostra testa.

- Non farò Legge all'Università. - Che cosa stai dicendo ?

Approderesti allo studio di famiglia

che ora è mio e che prima è stato di tuo nonno !

Lo so, ma non sono sicuro di volere fare l'avvocato.

- Schopenhauer dice... - Non mi importa quello che dice lui

il tuo professore e tutti i filosofi del mondo ! - Arnaldo.

Te lo dico con calma, hai commesso una sciocchezza e mi stai parlando

con un tono improprio. Se continui così, cambi scuola.

- Giulio, dove vai ? Giulio ! - Arnaldo...

Allora, Simone ?

Che farai domani per il tuo compleanno ?

Nonna, non lo so. Non so neanche se farò una festa.

Vuoi fare una festa qui ?

- Forse, ma vediamo domani. - Va bene.

- Grazie, era buonissimo. - Ciao. - Ciao. - Buonanotte.

E tu che cosa pensi di questa festa ?

Non lo so, farà quello che vorrà.

Lo sai, per me la giornata di domani è sempre stata difficile.

- Beh... - Mmm.

L'altro giorno con lui com'è andata ?

Bene. Siamo andati al mare, ho provato a parlarci...

- E gliel'hai detto ? - No, non ce l'ho fatta.

Com'è che il kebabbaro ancora non paga ?

Io ci sono stato dal kebabbaro...

però ho avuto paura.

- Non ti sei portato il gingillo ? - Sì, ma mi hai visto bene ?

Che c'entro con te, con Zucca, con il kebabbaro ?

- Io vorrei prendere la maturità, laurearmi. - Ah, sì ?

- In che ? - In Filosofia. Quella c'entra poco con le pistole.

Chi ti ha messo in testa 'ste stronzate ?

- Quel filosofo del tuo professore ? - No, lui non c'entra.

Io sono buono e caro, ma l'ammazzo se non smette di fare il filosofo.

- Il professore non è un problema. Zucca, lasciami ! - Zitto.

Io mi fido di te...

ma se mi volti le spalle, è finita.

Ora incartami questo lavoretto e portamelo a casa. Hai capito ?

[NOTIFICHE DAL CELLULARE] (registrazione) "Auguri. Ti adoro."

"Auguri, frate'. Pace interiore."

"Simo, tanti auguri di buon compleanno."

"Tanti auguri, ti voglio tanto bene."

"Ciao, Simo ! Tanti, tanti auguri."

Io vado. Ti serve un passaggio ?

No, oggi ho solo le ultime due ore.

Senti, cercavo un libro di Schopenhauer

che era vicino al suo odiato Hegel, ma non lo trovo. Tu sai dov'è ?

- Forse negli scatoloni che non hai ancora aperto. - Già.

Aspetta un attimo. Ehm...

- Tanti auguri. - Grazie.

- Vado. - Sì. Ciao.

[SQUILLI DEL CELLULARE]

Ciao, Cecilia. Come stai ?

Ciao. Volevo dirti che lentamente sto recuperando con Aureliano.

- Ah. - Cerco di farlo ragionare.

- Come va con te ? - Con me è un po' distante.

Non mi parla, ma penso che sia naturale.

- E con tuo figlio come va ? - Ecco, magari non parliamone, va'.

Senti, forse per un po' è meglio se non ci vediamo.

- Sei d'accordo ? - Sì.

Sì, sono d'accordo. Va bene.

Okay. Ciao.

Ciao, ciao.

[RUMORE DELL'ASCIUGACAPELLI]

Mamma, hai fatto ? Mamma !

> Oddio, Manuel, ho fatto ! Ho quasi finito !

> Mi dài il tempo ?

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

> Mamma mia !

(registrazione) "Stasera la festa si fa a scuola. Ho le chiavi." -Dài.

Ho fatto. Prego, il bagno è tuo.

- Ce l'hai fatta ! - Ho i capelli lunghi. Me li fai asciugare ?

Sì, vabbè ! Da grande mi faccio una casa con cinque bagni.

Bravo.

[MANUEL FISCHIETTA]

[FISCHI] Ma Giulio...

Sei davvero tu ?

Ti sta bene, sei proprio carino.

- Da... Davvero ? - Sì. - Grazie.

- Hai pensato di farlo così all'improvviso ? - No.

Volevo fare una cosa che decidevo io, da solo.

Ragazzi, a proposito ! Stasera la festa si fa a scuola.

- Davvero ? - A scuola ? - Sì, abbiamo rimediato le chiavi. - Dài.

- Porta il nuotatore, così lo conosciamo. - Glielo chiedo.

Non so se può.

- Laura. - Eh ? - Tu lo porti The Pen ?

Da quando gli ho chiesto di vederci è sparito.

Non sarà rischioso farla qui ? Se ci beccano, succede un macello.

- Come fanno a beccarci ? - Fate come vi pare. - Spacchiamo tutto.

"Daje" !

[VOCI NON UDIBILI]

[VOCIARE INDISTINTO]

-Non credo alla storia della volontà di Schopenhauer. -Nemmeno io.

Ho letto che lui non seguiva i suoi princìpi.

- Era un furbo, rimorchiava da dio. - Hai capito, eh ? - Che ipocrita !

Però se avere voglia di qualcosa o di qualcuno porta a soffrire

forse ha ragione lui. - Giulio... - Mamma mia !

- Sono le... - E' meglio non avere voglia di nessuno.

Fermi ! Ma che stai dicendo ? Scusa.

Anche se si soffre, perché dobbiamo chiuderci in convento ?

Le cose belle faranno anche male, ma ti lasciano dentro qualcosa.

-No ? -Certo. -Sì. -Lei che dice su questo, professo' ?

Il dolore esiste, fa parte dello stare al mondo.

- Quindi va affrontato ? - Se una persona ce la fa, sì.

E se non ce la fa ?

Ce la fanno tutti.

Quando è morto mio padre

a me e a mia sorella sembrava che ci stesse crollando il mondo addosso

però alla fine stiamo qui a ridere e a scherzare.

Sì, io penso che il dolore non si può evitare. Va affrontato.

[BRUSI'O] Oh, tutti parlano...

[RISATE]

Ragazzi, io vi ringrazio davvero.

Di che cosa, prof ?

Per le vostre idee sulla vita. Sono importanti per me.

- Continuate, vi ascolto. - Stavamo dicendo che a me Schopenhauer...

- No, no. - No. - Ma non mi convince per niente. - Guarda !

- Avanti, so che vuoi farmi la predica. - No, non le so fare.

Però devi dirmi come hai fatto.

Alice, Manuel ha perso la testa.

Si è innamorato. Le leggo le cose che ti scrive.

Ma tu ?

Tu lo ami ?

Non lo so, non...

Non lo sa.

No, è stato come...

Non so, sai quando dentro casa entra un vento che spacca tutto ?

Tu non sai che sta succedendo e poi ti ritrovi con tutti i vetri rotti.

- Mmm. - E' stata una follia.

- Non hai mai fatto una cazzata ? - Hai voglia ! Ne ho fatte tante

ma le ho sempre pagate. Le cazzate si pagano.

Ma a te questo non succederà.

Manuel fa quello grande, senza cuore, ma un cuore ce l'ha.

Non la farà pagare a te, lui capirà.

Sei tu che devi allontanarlo.

- Ci ho provato, te lo giuro. - Ci hai provato male.

- Che devo fare ? Dimmelo tu. - Ti devi fare odiare.

Starà male, soffrirà come un cane. Però poi si allontanerà.

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

- Ciao.

- Dante !

Senti, io ti volevo dire

che con te mi sento come uno di quegli animali della savana

che corrono inseguiti dai predatori. - Tutti corrono.

- Sì, in effetti... - Gli gnu ?

Ecco, mi sento come uno gnu

che però ha un motivo per scappare perché è inseguito dal ghepardo.

Invece io ho la fortuna di essere inseguito da te

che è molto più piacevole.

- Mi accompagni a casa ? - No, io volevo chiederti

se ti andava di accompagnarmi in un posto

dove da un po' di tempo non riesco ad andare da solo.

Certo.

E' stato bello.

Per me è stato molto di più.

Senti, ti volevo chiedere...

I tuoi sanno di questo posto ?

Sanno quello che fai ?

Quando ho detto ai miei genitori che non volevo continuare gli studi

e volevo fare questo, gli è preso un colpo.

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

Scusa, mi sa che è una mia amica.

(registrazione) "Alla festa ci sarà The Pen ! Sono nel panico."

"Il tuo universitario nuotatore super fico viene ?"

"O è troppo su per noi poveri liceali ?"

Sarei io il nuotatore ?

Beh, sì... ma è uno scherzo.

-Di che festa parlava la tua amica ? -Di una festa a scuola.

Perché non mi hai detto niente ?

Non lo so.

Intanto non mi sembri tanto il tipo da feste.

- Poi comunque è una cosa tra noi di scuola... - Ti vergogni di me ?

- Ma che dici ? - Che hai detto alle tue amiche ?

-Che sono alto, magro, con gli occhi azzurri ? -Occhi azzurri, no. -Ah.

Ma è uno scherzo ! E' una cosa stupida tra me e loro.

Non te la prendere.

Davvero sei così permaloso ?

[SQUILLI DI CELLULARE]

Alice !

Sì, dove sei ?

Va bene, ti raggiungo.

Oh ! Oh ! Le birre ! Ma guarda questo...

E' laggiù.

Floriana voleva che restasse lontano dai rumori della città.

Dal funerale io non ci sono più venuto.

Vieni.

Eccolo qua.

Quando ci hanno detto che sarebbero stati due...

abbiamo provato una gioia che è continuata fino a quando sono nati.

Eravamo stanchissimi, non si dormiva mai la notte.

Quando sono gemelli...

quando uno si addormenta, l'altro si sveglia, sempre.

Com'erano ?

Loro due com'erano ?

Jacopo era testardo.

Se si metteva in testa qualcosa, non potevi fargli cambiare idea.

Invece Simone rideva sempre.

Sempre.

Mi chiedo perché non sorrida più.

O comunque quando sorride, sono sempre sorrisi trattenuti.

Come mai... finora non gli hai mai detto nulla del fratello ?

Anche così piccolo Simone sembrava che aveva capito tutto.

Piangeva, chiedeva di suo fratello, non dormiva la notte...

- Poverino, certo. - Passavamo le notti a cercare di calmarlo

a raccontargli delle fiabe, a cullarlo...

Poi di colpo...

smise di chiedere di lui, come se non fosse esistito.

Allora con sua madre decidemmo di aspettare a dirglielo

fin quando non sarebbe stato grande e i tempi sarebbero stato maturi

anche per proteggerlo.

Poi non ce l'abbiamo fatta.

Anno dopo anno il matrimonio andava a pezzi.

Ci siamo fatti molto male.

Alla fine ci siamo separati.

Ecco, quel segreto tra noi e Simone...

ha creato come un muro sempre più alto, poi incomprensioni...

E' strano, perché io do... tanta importanza alle parole.

Sono convinto

che la soluzione di tutto sia parlarsi, dirsi le cose e adesso...

Sì.

Adesso non ho la forza... di dire la verità a mio figlio.

Che hai comprato a Simone per il compleanno ?

Voglio fargli una bella dedica.

Dove ?

Su un libro bellissimo. Posso darti un consiglio ?

Ciao. Mi sei mancata.

No, Manuel, c'è mio figlio.

Ti ho chiamato per dirti che questa è l'ultima volta che ci vediamo.

Questa volta sono seria.

E' stato bello, ci siamo divertiti.

Ho riso tanto, mi è sembrato di avere dieci anni di meno.

Ho giocato con te come una bambina.

Cioè ? Per me questo non è un gioco.

Per me sì.

Ho provato tante volte a dirtelo, ma tu non volevi capire.

- Questo non è vero. - Invece sì !

Venivo da un momento difficile. Avevo bisogno di dimenticare.

- Ti ho usato. - Mi hai usato ?

Sì. Come fate voi uomini con le donne, no ?

E' una cosa brutta, non andrebbe fatta

ma qualche volta è necessario e io l'ho fatto.

Vaffanculo, Alice.

Vaffanculo.

Sei una stronza.

- Grazie. - Prego, grazie a voi. - Eccolo.

Io entro, ho freddo.

Ha detto che veniva, però non mi ha più risposto.

Ormai non penso che venga, Laura.

Entriamo o ci perdiamo la festa.

Secondo me è meglio. Magari era un pazzo psicopatico.

Dài.

[GRIDA DI ESULTANZA]

[MUSICA TECHNO]

Oggi festeggeremo il compleanno di un discepolo di Roma

il nostro Simone !

[GRIDA DI ESULTANZA]

- La vogliamo iniziare questa festa, sì o no ? (insieme) Sì ! - Dài !

[VOCI NON UDIBILI]

# Eh ! Eh ! Eh ! #

Guarda chi c'è !

(insieme) Bevi ! Bevi ! Bevi !

(insieme) Bevi ! Bevi ! Bevi !

[IL KEBABBARO CANTICCHIA]

- Oh ! - Stai zitto. Adesso parlo io.

Qua dentro ci stanno cinque colpi per te, se continui a non pagare.

- Chi devo pagare ? - Il proprietario del cane

che ha fatto il culo a quello su cui avevi scommesso. - No. - Che dici ?

Che dici tu ? Io non scommetto. Non ho niente, mi ha tolto tutto.

Ho ridato quello che potevo ridare. Ora basta.

- Fai quello che devi fare, spara. - Gli devi dare i soldi.

No, tu spara, sennò domani io lo ammazzo.

Non mi frega niente, mi fai un favore se lo ammazzi.

Digli che il negozio non lo vendo. Hai capito ?

E' l'unica cosa rimasta alla mia famiglia, l'ho salvato dall'usura.

Dài, avanti, spara.

Avanti. Forza.

Eccoci qua.

(in coro) # Eh ! Eh ! Eh ! Oh ! Oh ! Oh ! Eh ! Eh ! Eh !

(in coro) # Oh ! Oh ! Oh ! Eh ! Eh ! Eh ! #

Manuel ! Dove stavi ?

- Sono già tutti ubriachi. - Vedo.

- Tutto okay ? - Sì. - Hai una faccia !

Quante domande fai ? Sei mia madre ? Che c'è ?

Scusa.

Comunque, auguri.

Divertiti, eh ?

Sono felice che mi hai chiesto di accompagnarti.

- Non sono stata molto utile, però... - Non ti buttare giù.

- Senza di te sarebbe stata una brutta giornata. - Sì ? - Sì.

- Quello che ti voglio dire è... - Ssh ! Non c'è bisogno.

- Buonanotte. - Buonanotte.

[MUSICA TECHNO]

- Possiamo parlare ? - Certo, dimmi.

Allora ?

- Ti dovrei dire una cosa. - Dimmi.

Ti ricordi "Il giovane Holden" ?

Sì. Quindi ?

Te l'ho regalato io !

Tu ?

- E la dedica ? - Era mia.

Perché non me l'hai detto prima ?

Ma una come te uno come me...

nemmeno lo guarda.

Chicca è salita sul banco e sta facendo il panico !

Non puoi perderti questa scena.

(in coro) # Eh ! Eh ! Eh ! Eh ! #

(insieme) Chicca ! Chicca ! Chicca ! Chicca !

Arrivo, arrivo, arrivo !

Ah !

- Che fai ? Fermati ! - Lasciami !

- Fermati, ti ho detto ! Mi dici che hai ? - Ho tutto !

- Ho quella puttana che mi ha lasciato... - Fermati.

- Fermati ! - Lasciami ! - No !

Non ti lascio perché ti voglio bene.

- Ragazze ? - Mmm ?

Ho detto una cazzata.

Angelo non esiste.

Cioè, non è che non esiste. Esiste, ma non è come ve l'ho descritto io.

Non è un nuotatore, non so neanche se nuota.

Ma che stai dicendo ?

- Stai bene ? - Sì, sto bene.

- Nel senso... - Dobbiamo per forza parlare di questa roba ?

- Fammi capire, non ti piacevano i ragazzi. - Eh.

Chi ti ha detto che mi piacciono ? Con te è diverso. Hai capito, no ?

- Sì, ho capito.

- E' il figlio di De Angelis.

- Aspetta. Che cosa ? - De Angelis, quello di Italiano ?

- No. - Sì. - No !

Dài, l'avete visto ieri. Pesa cento chili.

Ce ne siamo accorte.

- Però io mi sono innamorata. - No... - Mi sono innamorata, sì.

Adesso che devo fare ?

Poi ieri pomeriggio ho fatto un casino.

Ho rovinato tutto perché sono una cogliona.

-Perché "diverso" ? -Il terzo grado no, non mi va di parlarne.

- Mi vuoi fare un favore ?

- Sì.

Tienimi questa, ho mia madre addosso.

Ahò !

Grazie.

- Sta male, chiama qualcuno ! - Aiuto ! Aiuto ! - Mi senti ?

[SIRENA]

E' brutta questa cosa di Giulio, eh ?

(sottovoce) Senti, quella cosa di prima...

[SQUILLI DI CELLULARE]

Pronto, Simone ? Che succede ?

Ma quando ? Dove ?

Sto arrivando !

- Permesso ? - Buonasera. - Sono il padre del ragazzo ricoverato.

- Guardi, qui non si può entrare. - Io dovrei vederlo.

Capisco, ma dovete avere pazienza e aspettare di fuori.

- Mi scusi, buon lavoro. - Prego.

Eh ! Dobbiamo aspettare.

Giulio ? Oh, Giulio !

Professore...

Come va ? Come ti senti ?

- Uno schifo. - Eh.

- Mi sa che ho fatto una cazzata. - Hai fatto una grande cazzata !

Potevi andare in coma etilico.

Ti è andata bene, ma ci potevi restare.

Mi prometta una cosa.

Non dica niente ai miei.

Se mio padre lo scopre, mi uccide.

Lo prometto, stai tranquillo. Ora dormi, ne hai bisogno. Dài !

Buongiorno, è la mamma di Giulio Palmieri ?

Ragazzi !

Giulio sta meglio e ci ho parlato.

- Meno male. - Meno male. - "Meno male" fino a un certo punto.

C'è poco da stare allegri. Le cose potevano andare molto peggio.

Alla vostra età si fanno cazzate, le ho fatte anch'io

ma c'è un limite che stasera avete ampiamente superato.

-Scusi, non pensavamo... -E' questo il problema, il non-pensiero.

Come vi è venuto in mente di entrare a scuola di notte ?

Come avete fatto a entrare ? Eh ?

L'omertà totale.

Sono stato io.

- Cioè ?

- E' colpa mia.

Ho organizzato tutto io. Avevi le chiavi e le ho prese.

Ti rendi conto di che hai fatto ? Giulio poteva morire.

- Forse ti cacceranno dalla scuola... - Ero felice.

Per una volta ero felice ed era la mia festa. A te non importava.

- Sei sparito tutto il giorno. - Non è vero. - Ah, no ?

- No. - Finiscila, cazzo !

Non ti ascolto, tu sei lo specialista delle scuse.

Mi butteranno fuori da scuola ? 'sti cazzi, papà.

Almeno non farmi la morale.

Andate anche voi, i vostri genitori sono in pensiero. Ci vediamo.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Arrivederci. - Ciao. - Arrivederci. - Ciao.

- Beh, tu non vai ?

- Sì, ora vado.

Stavo pensando... al non-pensiero.

Cioè ?

E' vero. Pensiamo poco e quando lo facciamo lo facciamo male.

Sto nei casini, prof.

In che senso ?

- Nel senso che non riesco a uscirne fuori. - Mmm.

Mi sa che ho bisogno di aiuto.

[# MMM, MMM, MMM... #]

[# NELLA CONFUSIONE]

[# MILIARDI DI PERSONE]

[# SOLO UN'OCCASIONE QUAGGIU']

[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]

[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]

[# IL PASSATO NON DIMENTICA.]

[# IL FUTURO FA GINNASTICA.]

[# SI PREPARA TUTTI I GIORNI PER TE.]

[# CANTA UN PO' "ALBACHIARA" E UN PO' "MY WAY".]

[# SCHIACCIA IL TASTO REC E IL TASTO PLAY.]

[# E POI COSI' TU SEI QUI]

[# NATALE IN UN QUALSIASI LUNEDI']

[# HOUDINI CHE TOGLIE LE CATENE AL MONDO.]

[# IN FONDO, UN INGANNO NON E'. #]

("Un padre e un figlio viaggiano in moto.")

("Chissà, un giorno potremmo farlo anche noi. Ti voglio bene.")

("Papà.")

[# E' UN GIORNO CHE VA VIA]

[# UN APPUNTAMENTO, UN BATTITO PERPETUO]

[# CHE DURA UN MOMENTO.]

[# NEI MILLENNI, TUTTI GLI ANNI... #]

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