All language subtitles for I due Sanculotti

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Original subtitles

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica] เฮ

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

เฮ [musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

Parigi vive i suoi ultimi giorni.

della catastrofe. La città è divenuta

ormai la culla di quelle nuove idee che

squarceranno le tenebre

dell'oscurantismo e segneranno il

trionfo dei lumi dell'intelletto.

In tutta Europa è giunta l'eco di questi

aneliti di rinnovamento che serpeggiano

nella capitale francese e da tutta

Europa vi affluisce la parte più

qualificata dell'umanità.

Artisti impareggiabili,

[musica]

luminari della scienza e della

letteratura,

maestri della strategia,

geni della diplomazia,

insomma il fiorfiore dell'intelligenza e

della cultura internazionale.

Ehi, me segui de Thor? Il mio cesto.

Pardon,

Mon Ceston. Ah, tu

eh

fragil fragil. Eh, ma

piam

piam. Ma che schif de mania paron.

[musica]

Oh!

Oh! Siamo arrivati. Esci. Ah,

esci.

Viene fuori.

Siamo a Parigi. A forza di viaggiare in

quella cesta, mi è venuta la cistita.

Ah! Caltanissetta, Parigi, 21 giorni di

viaggio e tre fermati solamente.

E che è colpa mia se aveva i soldi per

un solo biglietto?

Però tu hai viaggiato comodo.

E che è colpa mia se sono più alto e non

andavo dentro la cesta? Allora la colpa

non è mai tua.

No,

allora è la mia.

Senti, dobbiamo trovare questo

indirizzo. Come facciamo?

E che ne so io?

Domandiamo a qualcuno.

A chi?

Là quello.

Prendi la valigia.

Ah, non mi posso abbassare. Ah ah ah ah.

Nonare l'appic.

Ah,

scus

stranier cerchri

nois.

Eh, scusa sua.

E parla francais. Oh,

oh. Noi cerchiamo questo indirizzone.

Una nostra zia lavorava qualche anno fa

a questo indirizzo e lei ci ha dato

questo letterone da consegnare al

proprio Ron del negozion. Capitò nostra

zia.

Zia,

eh, la sorella de nost madre. Ah tant

non tante, una sola. Noi siamo due

nipoti e una zia. E le scusam le leggè.

Occhio occhio scus.

Ah ha detto dice che bisogna andare a

coso.

Ma allora è lontano. Piedon. Piedon.

A fa compr

Ah, significa

madì.

Messì

cosa paesana.

Quante fece le anime?

Eh, scusa, cos di qua

parl

abbiamo parlato troppo.

Ma hai veramente capito dov'è questa

strada?

Ah, e lascia fare a me che ho capito

tutto. Adue paste e siamo arrivati. Eh,

[musica]

ma non è possibile.

[musica]

Francoismoier

presente.

Atelier de Corsetes

presente.

Presente. Cornisseur della Maion

Royalet.

Presente qui.

Eh,

è incredibile, avevi proprio ragione, è

veramente incredibile.

[musica]

Jacqueline, vieni un momento. Guarda un

po' qui. Ci penso io.

Je

sì,

ma insomma.

Venga, adorabile. Mar,

avete abbandonata?

Ma caro, mi lasciate così? Momentino

vengo subitier.

[musica]

Allora Michelle, hai finito? Vieni,

guarda come mi sta. È un amore.

[musica]

Ma non così piano, stringete più forte,

più forte.

Faccio l'impossibile, adorabile

marchesa. Così va bene?

Così? Sì, così.

Hai capito dove lavorava nostra zia qui

a Parigi?

Sta svergognata.

Oh! No, ti prego, mi vuoi soffocare?

[musica]

Che vuoi fare?

Ah!

Ehi, voi! Qua ci vuole qualcuno forte!

Venite a aiutarmi. Su, avanti.

Di qua?

Sì, sì, di qua.

Bisogna tirare con forza queste

stringhe.

Eh, tirare?

Sì.

Guarda come si fa bellezza. Io ero

abituato con la mula.

Ma cosa [risate] fate?

Eh? E tiamolo.

Andate via. Fuori fuori.

Un po' brutale questo nuovo inserviente.

Sì, maestà.

Ehi, voi due, chi siete? Cosa fate qui?

Fuori, fuori di qui. Uscite, ho detto,

calme, calmit. Ma voi chi siete? Sono il

padrone, vi farò arrestare, seò ve ne

andrete immediatamente. Molestare le mie

nobili clienti.

Hai capito chi è? È il signor Francois,

quello che ci darà il lavoro.

Oh, signor Franirro e scusa sua, voi non

avete capito chi siamo noi.

Ma chi siete?

Noi siamo quelli che voi ansiosamente

state aspettando.

E precisamente i nipoti di Santuzza la

capra in carrozza

che quando era signorina e cioè solo la

capra non ancora in carrozza, lavorava

qui dentro e vi scrisse di darci un

posticino e voi rispondeste che potevamo

venire. Eccoci qua.

Ah, ma io aspettavo due nipoti femmine.

Nel mio atelier non c'è lavoro per

uomini.

Signor Franzoarro, qui ce ne sarebbe

lavoro per uomini.

Insomma, sono dolente, ma dovete

tornarvene a casa.

A casa? Ma che dici?

Ma noi non possiamo, signor Francois,

per comperarci questi vestiti e pagarci

i viaggi sino a Parigi, abbiamo venduto

tutto. Siamo in mezzo a una rugla.

Signor Franzuirro,

noi siamo esoli e ramenghi sedotti

abbandonati, fiduosi anche sfrattati.

Ma come? Vostra ci ha detto che avete un

cuore d'oro. Signor Francois, dov'è

questo cuore d'oro?

Dov'è questo cuore d'or? Sì, sì, sì, va

bene, va bene.

Non mi sento il coraggio di mettervi in

mezzo ad una strada, menoale.

Però dovete scolpirvi bene in mente una

cosa.

Le signore che frequentano il mio

atelier sono dame dall'aristocrazia e i

loro mariti sono le più temibili lame di

Francia. Sì, sì.

Quindi, attenti a quello che fate. Alla

prima imprudenza finiamo tutte e tre

infilza. Ah, se volete rimanere qui,

dovrete abituarvi a non avere né occhi,

né orecchie, né il resto.

State tranquillo, qui non ci saranno né

offese né duelli e soprattutto né occhi,

né orecchie

e neanche il resto.

Difendetevi,

preparatevi a morire. Il cimitero tr

Perdonateci, signori nobili, ci

comportiamo bambinescamente. Una merda

fu. Se permettete nobili, signori,

vorrei avere io per primo il piacere di

infilarli.

Che vuole? Mia moglie fu la prima a

subire offesa da questi pili marrani.

Scusate, ma se siamo in tre, perché le

guantate aspettano sempre a me?

Fatti i fatti tuoi.

Io glielo dico.

Perché osasti posare gli occhi sul

decolté di mia moglie?

Perché in quel momento le mie mani erano

posate in un altro posto.

Difenditi, Fellone. Marrane.

A me?

Sì,

Marrane e Mellone. Non ti temo. Ingaria.

Vai! [risate]

Sono loro.

Guardate, scappa!

Signor Franz, dove ne andate?

Inseguitelo,

inseguitelo!

E gli altri due [musica]

[musica]

di qua.

[musica]

Vai, vai piano piano.

Non c'è neanche una scala. Da dove

scendiamo?

Di qua, di qua.

Forza.

Eh,

dammi la mia spada.

Vieni, vieni. Eh, siamo salvi.

Non vi sarà male. Salite, ci portano.

[musica]

[musica]

E così li avete portati qua tutti e due.

È stato impossibile separarli.

Monsignore

Devilma, siete

il porto per vostra grazia.

Mi va bene? Mettete lì, servirete più

tardi.

Andate, andate.

Dicevo, ma siete proprio sicuro che

questo vostro bizzarro piano funzionerà?

Ne sono convinto, monsignore.

La rivoluzione può scoppiare da un

momento all'altro, perciò voi dovete

raggiungere immediatamente Vienna e

persuadere l'imperatore a intervenire in

nostro aiuto.

Sua maestà il re vostro fratello, esita

a compiere questo passo, quindi è

necessario che siate voi a farlo. Io

intanto mi sono permesso di confermare

il solito ricevimento settimanale in

vostro onore. Ricevimento al quale

sarete ugualmente presente.

Io,

voi, cioè il vostro sosia.

Ma mi somiglia dunque tanto quel

marrano.

Se vi somiglia. Due gocce d'acqua.

Due gocce d'acqua.

Allora, per l'ennesima volta, tu chi

sei? Ugonte la capra.

No, la capra e il conte.

No,

insomma io chi sono?

Tu sei il conte d'arttois, cretino.

E d'Artà per te, per te, insomma. Io

sono il fratello di sua maestà il re.

Oh oh. Lo dico io.

E vabbè. E tu chi sei? suo cugino.

No, questo mi è suggesto.

Chi sei tu? Io sono il barone Fon Cebur,

gentiluomo della corte di Vienna e

ospite di sua grazia, il conte d'ortois

che che poi sarebbe lui.

Bravo, bravissimo. Tu sei la mia

[risate] vera consolazione. Bravo.

Dunque tu fingerai di capire pochissimo

la nostra lingua e con un sorriso

smagliante sorridi. Dovrei dire soltanto

Dunkin, Bitan, Gen Morgan.

Ripeti. Danke scemo, bitter scemo, Gutte

Morgan, Gutte Nati.

No, non è così.

Ma io ho studiato solo l'inglese. La

sostituzione di persona per la quale

indegnamente vi trovate qui durerà

pochissimo tempo, il tempo di un

ricevimento. Ma ciò non toglie che io

debba ugualmente di rozzarvi.

A chi?

A voi.

Come ci vuole strozzare? Perché che

abbiamo fatto?

Ho detto di rozzare.

Stai zitto, compatitelo. Mio cugino e

dei bassifondi.

Bene, bene, basta così. Ricominciamo col

minu

signori. Attenzione. Mano dietro la

schiena. Una mano dietro la schiena. Una

sola. Pronti? Via. Un.

State attenti. Un faccio indietro.

Ma è lui che deve stare attento.

Pronti? Via. 1 2 girare 4 1 Ma cosa?

E che ne so?

Ma cosa fai?

C' ho lasciati.

Radrizzalo

da capo. Mano dietro la schiena. Una

mano dietro la schiena. Pronti via. 1 2

Come stai? Fa

Ma cosa?

Siamo cugini. Ci salutiamo.

A posto. Subito. Pronti per la

promenade.

Prome che?

Per la promenade.

Promenade.

Di che si tratta? Parla inglese.

Proverà passeggiata. Piede destro.

Avanti.

L'altro piede.

Cosa fa? Ma cosa fai? Ma che mi fate

mettere tutti e due pied davanti?

Scusate.

Chi l'ha detto?

Voi.

Come? Non sai qual è il piede destro?

Non so.

Il sinistro?

Neanche. Vedete? Sono coetanie, ma non

si conoscono.

Come non cai nemmeno queste cose.

Non arrabbiatevi, vi prego.

Mentre io sono un intellettuale e mio

cugino, purtroppo, è nato in una zona

depressa e quindi è sottosviluppato.

Ma se permettete un rimedio ci sarebbe,

ci sarebbe [risate]

un trifoglio, un triedo.

Colla. [musica]

Stai beni attento, eh? Questa è la

destra

e questa è la sinistra.

Ma che cosa hai capito? Questa è la

destra. Avete tutto questo mezzolato? È

tutto destro, guarda. Guarda. Fianco

destro, ginocchio destro. Ah, gamba

destra.

Signori, a posto. Ricominciamo.

La mano, prego.

Dammi la mano.

Quale? La destra o la sinistra?

La destra. Mh, esatto.

Pronti, via. Sinistra, destra, sinistra,

destra, sinistra, destra. Riverenza.

Uh, che sbadato.

Rimedio subito.

Ma cosa fai? Eh, sto annettando.

Lascia stare. Andiamo. Muoviti, muoviti,

muoviti. Devi ballare.

Melto. Su, non perdiamo tempo.

Signori, presto, ricominciamo. Prego,

prego. La mano.

Sinistra, destra, sinistra, destra,

sinistra, destra. Riverenza. Eh,

senza la mano.

Si lascia. Lasciam.

È lui che non me la lascia. Lasci questa

mano, per cortesia. Ma m ma dico

questa

è roba mia.

E ora che succede? Anche tu, bruto.

La mia mano. Lasciatemela,

lasciatemi

aiuto. Arredatemi la mano.

Assassini,

imparerete le belle maniere per stare a

tavola. Ricordatevi che chi non sa

mangiare non può governare un paese, gli

antipasti.

[musica]

Signori, il vero gentiluomo non è mai

abito. Non mangia, assaggia

una cipollina,

un'olivetta,

un carciofino.

Basta con gli antipasti,

passiamo agli arrosti. porta il pollo.

[musica]

[musica]

[musica]

Petto o coscia?

Coscia.

Ah ah ah! [risate]

Gentiluomo non ha preferenze.

Allora il gentiluomo non ha pollo.

Mi avviso che anche in materia di tavola

siete digiuni.

Digiunissime siamo.

Fate attenzione.

Contrariamente a quanto si dice, un

gentiluomo può mangiare il pollo con le

mani a patto che i suoi gesti siano

aristocratici.

Ora osservate bene i miei movimenti.

distaccata,

bocconi misurati

alternati

con calici

di questo squisito vinello.

Su, eseguite.

Ma come senza il pollo? È opportuno per

ora che facciate soltanto della teoria.

Su, fatemi vedere se avete capito.

distaccata,

bocconi misurati,

alternati con calici di vinello.

Piano col vino può darvi alla testa.

Bene, per oggi basta. Come basta,

signori, è già tardi e io devo andare a

mangiare. Orvoar,

pardon, la permission.

Avevate dimenticato il dolce. [risate]

Nessuno meglio del maggiordomo del conte

d'Artuis può rispondere alla nostra

domanda. Pierre, sei proprio sicuro che

il conte ancora nella sua villa? Me l'ho

lasciato poco fa, ma si comportava

stranamente. Doveva essere ubriaco. Mi

ha detto che a un maggiordomo avrebbe

preferito una maggior donna.

Strano, nella sua villa, eh?

Informatori degni di fiducia ci

assicurano che il conteggio verso Vienna

per mettersi in contatto con gli

austriaci e convincerli a scendere in

campo contro di noi.

Calma amici, calma. Vi assicuro che si

trova nei suoi appartamenti.

Meglio così. Bisogna impedire che metta

in atto il piano dei monarchici prima

che la rivoluzione sia un fatto

compiuto. A te il compito di fermarlo.

C'è un solo modo per fermarlo.

Lo so che è un grave rischio, ma sapremo

ricompensarti.

Uccidere il fratello del re è un piacere

così grande che non occorre altra

ricompensa. Durante il ricevimento di

domani troverò io il modo di metterlo a

tacere e per sempre.

In nome della libertà.

Inella libertà. In nome della libertà.

in nome di sua maestà.

Sua grazia il conte d'arttois, principe

reale, fratello di sua maestà Luigi

accompagnato dal barone von Chicburg,

inviato straordinario della Corte

Imperiale d'Austria.

[musica]

[musica]

Vostra grazia caduto scal

che schifo fa vostra grazia.

Bella, merita un'onorificenza.

Accettatela, Madameiga, il fratello di

mia grazia fa il rezista di questa roba.

Chi è quella bionda?

Aspetta che guardo le istruzioni e mi

raccomando, non combinare altre

fesserie.

E la baronessa bomba ha 38 anni e dice

di averne 25. Suo marito è un

beccaccione bidate del volo.

Ci penso io.

Baronessa Bonvan che avete 38 anni e

dite sempre di averne 25. Come sta quel

beccaccione di vostro marito?

[risate]

Tu sta esagerando. Oggi è più ubriaco

del solito. Cara, cara.

Madamigella, siete impegnata per il

prossimo ballo?

No, vostra grazia.

E allora reggetemi questo. [risate]

Bitter, mi dispiace interrompere vostra

grazia, ma diplomazia non potere

aspettare.

Porco calmina.

[musica]

Incosciente, disgraziato.

La testa ammazzo.

Butti.

Ma lo vuoi capire che se qui vengono a

sapere che tu non sei quello che sei? Io

non sono quello che sono. Qui finirà

male.

[musica]

Quando Maometto non va dalla montagna, è

la montagna che va da Maometto.

Vostra grazia,

vostra grazia, tu fai essere deficiente.

Nostra grazia e mia disgrazia. Dove ti

sei cacciato?

Chi è? Chi è?

Cicci, non mi dire niente. Una certa

signora Maometto prima di partere per la

montagna mi baciò.

Zitto a me.

Ma dico io, quando uno ha delle

necessità, educatamente avverte, chiede

permesso, alza magari due dita e non va

per le siete. Il conte d'arttuis per le

siete efficiente. Mamma, ma che t' ha

detto che io ho voglia di fare la pep?

Ma ma ma che ho fatto? ha detto il

signor Deil.

Ci sono otto bagni, 16 gabinetti, 14

toilette e tu te ne vai per le see. Ma

con quale mentalità? E speriamo che non

succeda più. E ricordati che

mi hanno detto tutto, sai? Tu mi

tradisci con Virginia la Flash, ma se ne

avrò le prove ti giuro che mi

vendicherò. Non esiterò a tradirti col

primo venuto.

Baciami

[musica]

tortua

ancora per sieiepi. Ma che ti sente

male. Cammina cammina.

Vostra grazia.

Dicevo che l'ambasciatore austriaco di

Santa Fe mi riferiva nel nostro ultimo

colloquio.

Suave creatura, eccomi a voi.

Vostra grazie. Mamma mia!

E siete ancora libera e rileggetevi il

bastone. Ciccio,

ciccio,

sgraziato

[musica]

Cico, guarda, stanno giocando.

E dimmi chi è quella con la benda.

Aspetta che guardo il catalogo.

E la baronessa Virginia la Flash.

La che

la Fles? Ah.

E si dice in giro che è la tua amante.

La mia amante,

cioè è l'amante del conte d'an

Si avvicina. Attento. Si avvicina.

Con il permesso di vostra grazia.

Io vo E io che fo?

Reggiti un po'.

Vostra grazie,

mi stai trascurando da troppo tempo.

Ma che ti trascura? Ma che dici?

Ti offro l'occasione per dimostrarmi che

mi ami ancora. Fingi di inseguirmi. Ti

guiderò alla villa nel nostro salettino

rosso.

Va bene, ti seguo. [risate]

Sei verginuzza, verginuzza.

Ah no, eh, stavo cadendo. Dov'è il

moscone? Datemi questo moscone.

Dove sei? Se t' acchiappo, zanzerone.

Ah!

Ah!

Ma dove andate, barone? È un gioco

privato quello. Noi siamo esclusi.

Capisco.

Virgenuzza, [musica]

dove sei?

Cucu!

Eh,

deve essere di Vediamo di qua. Ah,

scusa, non l'avevo notata.

Peruzza.

[musica]

Fa come ti ho detto. Vai.

Sì.

[musica]

Angolina

cucu.

Vengo

cucu.

Ma dove s'è cacciata,

amore?

Cucu

cucu.

Ma dove cucu sei?

Cucu?

Eh? [musica]

Donna mirabol,

dove sei?

Mi chiami sempre col cucù. Vengo subito,

mi svendo.

Ah, capisco dove sei, Virginia.

Già qui

Virginia la fleche, ecco di sua grazia.

E vedrai che dopo avermi provato dirai

troppa grazia e siediti nel divanò.

Mi tuffo.

[musica]

Virginia, sei l'unica donna al mondo per

me le altre donne non esistono. Oh!

[musica]

Ce lo sia, eh, spiare nostra grazia da

bella e affascinante, alta come foi, di

essere celosa di piccolo uomo racchio,

brutto e anche pochettino infalitico.

Qualsiasi cavaliere alto, bello, con

Paffi essere disposto consolare foi.

Voi mi stupite, barone von Chichenburg.

Chiamatemi solo Fon.

Vogliamo accomodarci nel salottino?

Certo, madamous friola. Dire mio paese

ogni lasciata è per tutta.

Andiamo allora. Barone,

chi è? Entrate, entrate, c'è ingresso

libero.

[risate]

Mi sento un cavallo di razza vicino a

te. [risate]

Eh, che

il neo? Il mio neo.

Quale neo?

È lì sul naso.

Ah! Ah, pure nei finti c'hai.

Eh, è quello. Ma ne ho degli altri veri

e tu lo sai.

Controlliamo. Non me fido.

Ma tu sei più appassionato di un

francese, Sheri. E poi parlano di

freddezza teutonica. Io sono tettonico,

ma di madre messinesa di padre siculo.

[risate]

Mi fai iletico. Cascoo!

Cascato. Sua clazia sta brindando. Ha

stulato una bottiglia.

[musica]

Ah, che puzza di bruciato. Il barone

Foncinburg

stura le bottiglie, si inebbria. Ma io

non ho bisogno di sturare le bottiglie

per inebriarmi.

Ah!

A me basta solo la tua presenza per

incretenirmi. Guardami e stupisci.

Vergineza.

Ah, hai paura? Ti senti come la

colombella smarrita che sta per essere

germita dal falco. Guarda il falcaccio

tuo. Ah, Ciccio, smettila. Non vedi che

sto facendo il falco rapace?

Ah! E togli questa cosa che eh

che che che c'è che che succede?

Fermi tutti!

Eh! Che si muove!

[musica]

Vieni fuori, Conte d'Artua.

Oh!

Ha colpito la testa.

Viva la rivoluzione. Vogliamo la vita.

Uguaglianza.

Basta con la chirurgia.

Forza gli oppressori.

Forte al re.

Forte al fratello del re.

Pier cittadino Pierre, la Bastiglia è

nostra. Parigi è ormai in mano dei

rivoluzionari. Noi tutti ti vogliamo a

capo del nostro distretto la libertà.

Viva Pier e morti ricchi. E morte sia.

Ma come si permette?

fatti i fatti tuoi.

Grazie, grazie amici. Quanto mi dite mi

riempie di gioia e di orgoglio.

Accetterei con molto piacere di essere

il capo del nostro distretto, ma il mio

fiuto mi dice che ho in pugno

l'occasione per salire molto più in

alto.

Lui non ci crede.

Un'occasione unica che non voglio

lasciarmi sfuggire. [risate]

È inutile che fingiate di non sapere. Vi

costringerò a confessare il vostro

ignobile tradimento. Vi scioglierò la

lingua. Maledetti, parlate cani.

Cittadino Robespier.

Allora, sentiamo che cosa c'è di tanta

urgente?

Non ti pentirai di essere venuto.

Apprenderai cose di grande importanza

per la sicurezza del paese. Nel

riferirle ai capi rivoluzionari. Ricorda

che l'idea di impadronirci di questi due

messeri è stata mia.

E chi sarebbero questi due messeri?

Il conte d'Arto e il barone von

Chicchenburg, un nobile austriaco. Bel

colpo, eh.

Ma no,

ma sì, li sto interrogando da 3 ore.

Parlate, maledetti.

Tu, Conte d'Arto, confessa che la

presenza del tuo complice è legata alle

tue cospirazioni con Maria Teresa e con

la corte austriaca. Parla, parlaci dei

tuoi maneggi con Maria Teresa.

Maria Teresa, ma che dice?

Ah, ho capito.

Parla di Maria Teresa, la figlia

dell'oncologo Capraro, quello di

Caltanissetta.

Come volano le notizie?

Eh, hanno saputo che l'hai compromessa,

quindi ti conviene confessare tutto. Va,

allora ci vuoi parlare dei tuoi maneggi

con Maria Teresa?

Nel pagliaio.

Nel pagliaio.

Sì.

Lascialo fare.

Ti insegnerò io a fare lo spiritoso,

signor Conte d'Artuaro.

C'ha pure il dito nervoso oggi.

Ma io Ma

vuoi forse negare che questo nobile

austriaco si trova presso di te con uno

scopo ben preciso?

Interprete? Traduci la domanda

all'austriaco.

Paris um zu spionieren, nicht wahr?

scemo.

Allora, confessate le vostre ignobili

tresche con ottone di Baviera. So che

avete rinsaldato i rapporti col suo

governo e vi accuso di aver fatto nel

gabinetto di Baviera una saldatura con

ozzone. Ma qui si rasenta la calunnia.

Ma vi pare che se me serviva il

gabinetto me ne andavo fino in Baviera?

E chissà chissà che non siate andati voi

stessi a Mosca da Nicola, a Firenze da

Leopoldo e a Napoli da Ferdinando.

Ma chi è tutta questa gente? Saranno

padrone dei ristoranti.

Ah, mi dispiace contraddirvi, ma noi

siamo andati sempre da Peppino a Mare.

Fa una zuppa di pesce che è mondiale.

Basta,

fingete di essere stupidi. Eh,

noi non pingiamo.

Ma non vi servirà a niente fare la

commedia.

del popolo. Interprete traduci.

Deriser von Österreich wollte unsere

Revolution sabotieren. Herr Baron von

Chicburg, sie sind ein Spion, ein

Volksverräter.

Tankemo bitte gut.

Ma che gli hai detto? fatti suoi.

Ah, ora vi sistemo io.

Mammuzza mia, ma che fa? Lascialo fare,

interprete. Traduci.

Beh, lascia parlare il signore.

Ma ma questo traduce male. Ma che

Eh, lascialo fare, lascialo fare.

Siete due idioti. Due maledetti figli.

Sono due idioti come te, cittadino

Pierre.

Eh, siamo in tre.

C'è anche lui.

Proprio come te che ti credi tanto

furbo. La tua ambizione ti ha reso

talmente stupido da farti scambiare

questi due deficienti per il conte

d'Arto e per un diplomatico straniero.

Ma quale diplomatico? Io nemmeno un big

sono. Ma città

ti interesserà sapere che il conte

d'Arto è a Vienna da tre giorni.

Guardia,

perché non sei il conte d'artua,

carogna?

Eh, perché sono

Perché non sei il conteo?

Ti farò nella prigione del tempio?

Sono un altro io. Sono un altro. Sono un

altro io. Solo un altro. Solo un altro.

Un altro. Solo io. Solo un altro.

Ah! Ah!

Ah! Ciccio, tu che dici? Ci dovremmo

restare molto in questo tempio?

Eh, forse sino a Pasqua.

A Pasqua,

Natale, a Capodanno,

Ciccio, tutte le feste al tempio.

Però pensandoci non mi dispiace di

essere venuto in galera.

Ah, no,

no, mi dispiace restarci.

[musica]

[risate]

Per voi due niente pago fresco.

Eh, ce l'avete con noi? Andiamo a

sentire.

Non è più tempo di parrucca, insolente.

Metti un berretto frigio.

[risate]

Un berretto friggido.

Ma seè quasi caldo.

Oh!

Eh,

guarda, sono spariti tutti. Che è

successo?

Miracolo nel tempio.

Tuttavia. [musica]

Ma

eh Ciccio, un biglietto nel mio

frigidero. Fammi vedere.

Ma a me pare una poesia.

Leggila.

Quando nel prato appare la primula,

torna la primavera e un manto di colori

al vento spiega.

E a noi che ce ne frega? Mmm, c'è

dell'altro qui. Dove il suolo appar più

cupo, troverete un grosso buco.

Eh, in un vaso poco cupo, poco pepecape.

È uno scioglilingua. Ma

non capisci?

Eh,

dove il suolo appar più cupo? Il suolo,

il suolo a par cupo.

Troverete un grosso buco.

Suolo.

Che fai? Faccio il cane

dove il cubo appar

dove il sole non c'è neanche un albero.

Chi è?

Sono io.

Entra e chiudi.

Ma che chiudi? Vieni qui.

Che c'è? Qui il suolo è cupo. Vediamo

cosa c'è.

Aspetta che ti do una mano. Aiutami. Ah!

Eh eh il buco?

Eh sì, è chiaro.

No, no, è scuro.

No, no, no. Dico, è chiaro il mio

discorso. Lo zoppo, i biglietti vestiti.

Hai capito?

No, lo sapevo. Noi con questo biglietto

taglieremo la corda. Presto, cambiamoci.

Sì, cambiamoci. Andiamoci. [musica]

[musica]

Eh eh ho leza rotte.

Che facciamo? Non ti preoccupare, con

questa carta non possiamo sbagliare.

Se una grata avrai trovato, vorrà dire

che hai sbagliato.

Cornuto è desonorato.

Dovè vuoto il che c'è? Doveè vuoto?

Ci sono.

Dove è vuoto il mur di cinta, basterà

dare una spinta.

Ciccio care. Chi aspettiamo? Questa

spinta presto diamo.

E come la diamo?

Eh? E come la diamo? Eh, ci penso io.

Permesso, permesso.

Se salite i tre gradini siete solo due

cretini.

Se spingete in alto il muro si rivela un

buco scuro. Alto il muro.

Ecco,

lasciami andare. Entra.

[musica]

Aspetta che mi schiacci.

Se una luce apparirà, gli sarà la

libertà. Vieni,

comandante. Tutti i prigionieri sono

fuggiti. Quei maledetti. Avvertite il

cittadino Pierre e voi seguitemi.

Bravi! Almeno voi due non avete tentato

di evadere. In questo siete stati leali.

Ma anche se vi siete camuffati da Son

Culotti, vi servirà a poco. Sarete

giustiziati ugualmente.

Signor cittadino Piedino, siate buono.

Ormai è acqua passata. Sarai tu a dare

l'ordine al boia?

Sì, cittadin.

Ma ma quello ma tu non sei Francois?

Sì, è lui.

Mai visti. [risate]

Fran orso smarrito. Ma come ti sei

combinato? Che gli è successo?

Io non conosco questi due individui.

Sarete impeccati, amici.

E questa sera stessa alle 11.

Se io dovesse tardare incominciate pure

senza di me.

Impiccativi,

impiccativi, impiccati. No,

[risate]

èccato.

Brutto traditore disgraziato. Non

gridate, siamo fregati tutti.

Ma non capite che se continuate a dire

di conoscermi rovinate anche me?

Ma tu che ci fai con quella gente

vestito così?

Eh, ma non avete capito? Sono un

sanculotto.

Chi l'avrebbe mai detto? E io che

credevo che fosse un uomo normale.

Imbecilli! Io sono un rivoluzionario.

Non vi ricordate quando per colpa vostra

stavamo per essere infilzati e fummo

costretti a scappare? E

be e

be l'ho detto io.

No, dico beè al duello.

Ah, al triello perché c'ero pure io.

Giusto.

E beh, io scappai con quella canea

dietro per tutto il giorno. Poi ai miei

inseguitori se ne sostituirono altri.

Correvano tutti con me, una folla che

urlava, che cantava e così, senza

volerlo mi sono trovato tra i primi con

la spada in pugno a prendere la

pastiglia. Un eroe.

Ah, se per diventare eroi basta prendere

una pastiglia, perché non ci dai una

pastiglia pure a noi due?

Eh, insomma, oggi, grazie a

quell'equivoco, io sono considerato un

rivoluzionario della prima ora.

François, lo sai che ti dico?

Che gli dici? che se non ci aiuterai a

uscire da questa prigione grideremo a

tutti che sei un rivoluzionario fasullo.

Te l'ha detto.

Va bene, va bene. Conosco chi vi può

aiutare. Aspettatemi qua.

Noi aspettiamo. Se è tardi noi

aspettiamo lo stesso, tanto non possiamo

uscire.

Ma cosa dici?

Dove si fa?

Oh, che dici? Ce la faremo? Sì, ce la

faremo addosso.

Vieni. Eccoli qui.

Quanto sono brutti.

È bella lei. Ma chi è?

È lei che vi aiuterà.

E come? Non fate domande, vi darò un

filtro, voi lo berrete e al resto ci

penserò io. Si tratta di un liquido che

provoca uno stato di morte apparente.

Ah,

un parente.

Apparente.

Sembreremo morti, invece saremo vivi.

Ah, magnifico. Franco Arro, anche se sei

un sanculotto, sei un vero uomo.

[risate]

Ecco qua il filtro miracoloso. L'ho

preparato con le mie mani.

Quale filtro?

Questo

questo il liquido ha un effetto

immediato. Ora voi lo berrete e cadrete

in casa.

Ah, che voce angelica. Questa sì che non

ha preso la pastiglia. Zitto! E poi

e poi il giorno

[risate]

Franis chiederà i vostri cadaveri e vi

porterà via di qui. Tra qualche ora

sarete tornati in vita e potrete

tagliare la corda.

Stupente.

Ecco qui. [risate]

Prendete

a me. A me

a te. Ah! E ora bevete presto.

Alla tua! E anche la tua.

[musica]

Ah, rinfrescante!

Ah!

Guardie!

Guardie! I prigionieri sono morti!

Bene, dottore, d'accordo come sempre.

Visto che questi due hanno voluto

anticipare l'esecuzione, ve li potete

prendere subito.

Qua, qua, qua, dottore. Qua dove

guardate,

cittadino, vuoi dare udienza anche a me?

Parla.

Sono venuto a chiederti di farmi portar

via questi due cadaveri. I parenti

vorrebbero provvedere alla loro

sepoltura.

Impossibile. Li ho già venduti. Volevo

dire concessi nell'interesse della

scienza al dottore qui presente. A lui

servono per studiare il sistema di

giustiziare la gente senza farla

soffrire. Dico bene, dottore? Penso che

ne avrai sentito parlare, cittadino. È

il celebre dottor Ghiot.

Anchante.

Dottore,

eh, scusa cittadino, vorrei per

curiosità vorrei capir bene che cosa ne

farà il dottore.

Lui ci fa certi studi di

anatomia,

insomma, li squarta,

appunto, le

Perché hai qualche cosa in contrario?

No, io io no. Fatene pure quello che

volete con con permesso.

[musica] Scusate, ma

Oh. [musica]

M.

[musica]

M.

M.

[musica]

Anime sante, se siete venute qui per

chiedermi ragione del mio operato, io vi

dirò tutto. Io faccio tutto questo a fin

di bene. Sì, a fin di bene. Io devo

studiare i cadaveri, li devo sezionare,

li devo squartare. Sì, per perfezionare

la mia macchina che serve a non far

soffrire i condannati a morte.

E ce lo volete raccontare a noi?

Ma noi già c'abbiamo i guai nostri.

Scusate.

Allora, non siete anime, siete morti

[risate] che parlano.

Sentite, mettiamo le cose bene in

chiaro. Qui se c'è un 47 siete proprio

voi.

Allora, non venite da dall'al di là.

No, no, noi veniamo dall'al di qua e poi

noi per sembrare morti abbiamo bevuto un

aperitivo.

Un aperitivo?

Un aperitivo con filtro e ci volevano

impiccare. Proprio così.

impiccare con il cacchio. Ho capito.

Siete due condannati a morte che sono

fuggiti dalla prigione. Siete due vasi e

con la mia complicità No, no, complice

di due vasi, io non lo sarò mai, mai,

mai.

No, no, no, no, no, no, no. Mi dispiace

per voi, ma il dottor Gotin non intende

cacciarsi nei pasticci, capito? Scusate,

dottore, ma conete

dottore,

dottor Gliotte,

dottore,

dottor Gigliotte, noi siamo qua,

devo consegnarvi al carnefice.

No, noi siamo innocenti.

Sì, noi siamo due poveri delitti umani.

Noi siamo due tappini.

Teneteci con voi. Foremo i vostri

infermieri, i vostri servi,

i vostri schiavi, i vostri c da guardia.

Sì, sì.

Avete visto come fa bene il cane? Eh,

rifallo, rifallo, disgraziato il cane.

No, è inutile continuare ad implorarmi.

Non mi impietosite.

Beh, va bene. Vuol dire che mi darete

una mano a perfezionare il parto del mio

ingego.

Ah, ha avuto un parto con l'ingegnere,

la mia creatura, la mia macchina

meravigliosa, stupenda, grandiosa. Un

giorno se ne parlerà. Volete Volete

vederla, figlioli?

Sì, padre.

Piano dottore, piano, piano,

piano. Attenta al cane.

Eccolo. È qui sotto.

È il risultato di 10 anni di studi.

Vi piace?

Il condannato mette la testa qui

e poi

Ah, visto?

Per provarla mi servo di questi

manichini.

Vorrei trovare un nome a questa mia

creatura.

Tagliatrice? No, no, no, no. Forse

decapitatrice. No, no, no. Ma che troppo

lugubre. Scaccia pensieri non suona

molto bene.

Scapocchiatrice. Non mi piace. Eh, eh,

eh. Ho trovato Sucvatura bassa. [risate]

Ma scusate, perché non lo chiamate con

il vostro nome? Eh, ghigliott.

Ghigliottina.

Magnifico. Ghotè. Ghigliotina,

mi piace, ragazzi, voi mi siete

simpatici.

Oh, che onore!

[risate]

Sì, sì, vi terrò con me.

Eh, grazie, l'ho detto. Tu zac zac

e

zac.

In questa casa ci sono tutte le

comodità. È veramente una bacchia.

Queste microghigliottine sono veramente

comode.

Sì, specialmente ora che abbiamo

imparato ad usarle. Salame, broccolo.

E come ti permette di darmi del

broccolo?

E come ti permette di darmi del salame?

efficiente. Io volevo dire vai a

prendere il salame

e io ti ho detto vai a prendere il

broccoli.

Ma spiegati meglio. No,

dopo di te, brocco. Grazie. Salame.

Niente salame, niente broccolo.

Eh, va bene. Andiamo a vedere di lati.

Quale onore, cittadino Pierre. Aspettavo

con ansia la tua visita.

Presto, c'è gente, nascondiamoci.

Nascondiamci.

Accomodati, accomodati. Pure

ti ho sempre sentito descrivere come un

essere solitario. Non sapevo che avessi

un cittadino servitore.

Beh, questa mia invenzione mi ha dato

tanto da fare. Ho dovuto prendermi un

aiuto. Che ne dici? Ti piace la mia

creatura?

Bella. Sosterrò agli Stati Generali la

necessità di adottare ufficialmente

questa tua creatura. Te ne sono grato,

cittadino Pier, proprio tanto grado.

L'ho chiamata ghigliottina.

Ah, bene.

E ora gradirei assistere di persona al

suo funzionamento.

Ah, con sommo piacere. Taglieremo la

testa, anzi ghigliottineremo

in tuo onore uno dei miei manichini. Eh,

questo qui. E e no. Eh no, dottore, c

sbaglio, sono il cittadino servitore.

Eh, scusate, i manichini stanno di là e

ah

eh no, un momento, un momento, dottore.

Eh, non questo. Prendiamo quell'altro.

Sì.

No, questo non va bene. Un altro. Più

sembra una persona viva e più è grande

l'impressione di chi guarda.

Beh, ma ma e che che ne dite? Eh, eh,

allora non ci siamo capiti. Io sono il

vostro cittadino servitore, vi do dei

consigli. Eh, eh, eh, acchiappiamo,

l'acchiappiamo. Eh, no, no.

Dottore, dottore, questo è il collo

tenero. Eh, metto sotto questo. Eh, eh,

quello. Ghigliottinate quel manichino

lì.

Sì, ma ma questa è una donna e poi la

capigliatura può ingombrare.

Perché questa ghigliottina non funziona

anche per le donne? No, chi? Lui

funziona benissimo. Facciamoglielo

vedere.

E ora assisteremo all'esecuzione di

questa nobile dama.

Sarai finalmente giustiziato in nome del

popolo Franco la capra.

L'esperimento

è fallito.

Maledetti, vi farò pezzi.

Uh!

Fermi, marrani! Una sola mossa e vi

spedisco al creatore.

Chi? Chi è? [risate]

Ma chi è sta cosa?

Ciccio, tagliamo la lama.

Vuoi dire la corda? Eh già.

Eh ehi ehi, ci sono pure io.

Maledetti, ma non andrete lontano.

Sico, ma dove mi porti?

nel negozio di François.

Le stete così

seguimi.

[musica]

Ah, non so più che

Vieni qua, rammollito.

E muoviti, principessa. Ma insomma, qui

non viene nessuno. Uffa!

Coraggio, ramollito. E tira questa

stringa. Non vedi che mi va lento?

Porcaccia miseria, ma che eri abituato a

mangiare lingue di pappagalla e va

l'inferno. Sai, sto mettendo in ordine

in salotto perché voglio dare dei

ricevimenti adesso che mio marito è

ministro.

E che ministero gli hanno dato?

Il ministero della Marina.

E chi meglio di lui faceva il

pescivendolo?

[risate]

Tutta invidia. Ehi! Mai puncicato, mai

puncicato.

Pardonoli, madame pardon, vi siete

mossa, signora.

Ihi, che male, che male! Un male. Ma ora

mi sento al sicuro.

Ma ma è possibile che proprio tu non sei

diventato un sangolotto?

Sono loro, i nostri cari.

Luisa [risate]

Verginuzza, che ci fai qua? Oh, è stato

terribile, Monamor, se sapessi, ci siamo

nascoste qui in attesa di espatriare.

Ma i sangolotti lo sanno.

Lo sanno le mogli, ma non lo dicono

perché hanno bisogno dei nostri consigli

per fare le raffinate.

Dimmi una cosa, dov'è Franirro?

Beh, ora è occupato in quel separgù e ha

le prese con due nobil donne.

E calmatevi, gentili dame, vi manderò

subito letrine. Intanto posso farvi

portare un tè, un rosolio,

una birra. È mezzo litro rosso.

Sì, gentile cittadine, subito.

Franor,

zio,

zio, come ti amo.

Zo, come ti amo. Voi siete due spetri,

non siete vivi. Voi dovevate essere

morti, squartati.

Squartati. No, ma stavamo per morire

sotto la mannaia. Mannaia, la mannaia.

Franis, tu ci devi aiutare, siamo

inseguiti.

No, no, no, no, no. Io ho già fatto

troppa per voi.

Per favore, Messi Franis,

non potete lasciarle nei guai propri

adesso, sono in pericolo.

Vi prego, Messi Franis, aiutateli.

Le guardie,

le guardie. I carabinieri, nascondet

presto.

Quei due siciliani che lavoravano con te

sono qui? No, io non lo so. No, non ho

visto nessuno. Ma tu sai cittadino, che

io sono un eroe.

Vedremo. Cercatevi.

Vai. Ale,

pardon.

Va a guardare tua sorella.

Cosa fate qui? Via, chiudete.

Ehi, tu,

dove vai? Chi sei?

Non mi conosci?

Bene, bene. Sei l'unico in tutto il

quartiere. Sono della lavanderia e vengo

a ritirare una biancheria sporca. Ehi,

cittadino, ce l'hai un goccetto?

Vai via, brutto, via, fiduo.

Fermati.

Ok. Vuoi inguaiare? Sono la moglie e la

figlia del nuovo ministro della

giustizia.

Vengo a ritirare la biancheria,

cittadine.

Va via.

Eh, voi due.

Esci subito. Ma schiaccio.

Chi è?

Chi? Sono un amico.

Noi non abbiamo amici. Smettetela di

fare i buffoni. Non c'è tempo da

perdere. Prendete questi abiti.

Ma che roba è?

Roba da predi? Ma insomma, chi sei?

Quando nel prato appare la privula,

torna la primavera.

Candelora, candelora, dall'inverno siamo

fora, ma se piovo tira vento. Tu sei

sempre un deficiente. Zitto, che ne

dobbiamo fare?

Indossate quegli abiti e scappate subito

dalla finestra.

di qua non esce nessuno. M.

[musica]

Hai visto

degli abati? Che tempi!

[musica]

Coraggio, coraggio, cittadini, venite.

La patria rinnovata ha bisogno di essere

difesa dal nemico. Venite

volontariamente a difenderla. Offrite il

vostro braccio per Diana. Perché le

guerre fanno i generali.

[musica]

[musica]

[musica]

Cittadini, il nemico insidia le

frontiere del vostro paese. Avanti,

figli di cani. Volevo dire avanti

cittadini, coraggio. Venite a difendere

la vostra patria.

Arruolatevi.

Coraggio, cittadini.

Ecco i primi volontari.

Un è viva a queste gloriose reclute.

Guardate, guardate, cittadini, ecco il

sintomo dei tempi nuovi.

Anche due abati si offrono volontari per

la causa della Francia popolare.

Benvenuti, cittadini abatti. Voi siete

gente colta e l'esercito ha bisogno di

ufficiali. Benvenuti Perfiladest avanti.

Sottenente Ciccio, questa dura vita

militare è veramente estenuante.

Sottotenente Franco, comandare un

distaccamento significa non avere

tregua, non dormire mai, né di giorno e

né di notte, è questo per anni.

Però io in tutto questo tempo non sono

riuscito a capire se questi nostri

soldati ci temono o ci amano.

Prova a ordinare la dunata.

Adunata

ci adorano.

Di questo basso non si aduneranno mai.

Eh, non te la prendere. Sono 4 anni che

non si adunano.

Sta sta arrivando sta arrivando una

pattuglia dei nostri a

cavallo. La comanda un ufficiale.

E chi è? Chi è? che che ne so io? è un

sottotenente, un tipo magro, rimzito.

Digli che non ci siamo in casa.

Digli che non ci siamo in casa.

Mh.

Ah, a chi?

A quello che sta arrivando. Ma chi chi

sta arrivando?

Sta arrivando un sottotenente

streminzito, magro, a cavallo. Digli che

non ci siamo.

Ah,

come si chiama questo cuciniere?

Lingua veloce.

Non una sentinella,

non un allarme al nostro apparire.

Oh, chi comanda qui?

Quei due.

Anche se siamo colleghi, gradirei che

dovendo parlare di cose di servizio vi

alzaste in piedi.

E perché non ti sdrai pure tu? Si fatica

meno

in piedi, colleghi.

Eh, va bene, va bene.

Che schifo di reparto.

Oh, oh, oh.

Chi è?

Sentiamo.

Beh, almeno il rancio è buono. Che

cos'è?

Le mimi mie mutande.

Questo reparto domani dovrà compiere

un'azione molto importante. Il comando

ha saputo che un gruppo di nobili

accaniti reazionari tenterà di rientrare

in Francia attraversando il confine in

questo settore presso il ponte di

Senzer.

Capito?

Capito.

Quei nobili saranno travestiti da

contadini. Il loro scopo è quello di

riportare al potere la monarchia e

catturare il delfino.

Sono subacquei.

Ma no, alluda al delfino, il figlio del

re di Francia.

La buonanima.

Noi dovremo impedire la loro

infiltrazione.

Agiremo secondo un piano ben preciso, un

piano che io ho già preparato. Sergente,

disponete il piano d'attacco sul tavolo

della tenda comando. Dov'è la tenda

comando?

Là. Seguitemi. Non tanti ari, eh.

Ricordati che qui siamo tutti e tre a

parigo.

Certo, ha ragione lui. E non gritare

tanto. Chi ti credi di essere? Io vorrei

proprio sapere chi ha avuto il coraggio

di farti ufficiale e che ti ha nominato

sottotente d'artiglieria. Ma ti sei

guardato allo specchio? Sei piccolo,

ragitico.

Senti, lo vuoi un consiglio? Cambia

mestiere. La vita militare non è per te.

Non farai mai carriera. Cittadino.

Eh, cittadino. Come ti chiami?

Napoleone Bonaparte.

Napoleone, ma certi tipi.

Ehi, Teresina, dove va?

E lasciami stare.

E resta un po' con noi.

Giù le zampe.

E allora,

signori,

vi esporrò il mio piano.

Oh, insomma, basta con le chiacchiere.

Allora, tenenti la capra quando devo

servire il rancio.

M

chi è questa ragazza che osa

interrompermi senza neanche annunciarsi?

È la nostra rivandiera.

Vi presento Napoleone Bonaparte,

Teresina bona tutta.

Battare.

Vi mostrerò il tipo di manovra che ho

escogitato per catturare le carrette con

i nobili.

Ma scusa collega, secondo me non c'è

bisogno di manovre. li fermiamo e gli

chiediamo i documenti e se risultano

nobili, allora li arrestiamo.

Non ho speso tanti anni a studiare

strategia per comportarmi poi così

semplicisticamente.

Io sono uscito dalla scuola militare di

Brina a soli 18 anni con il grado di

sottotenente.

E io sono uscito dalle scuole elementari

di Galanietta a 23 anni con il grado

diripetente

ed è stato dimesso per limite di età.

Diglielo, diglielo.

Sono convinto che le carrette che

dobbiamo catturare sono soltanto

un'esca, una trappola.

Conoscete la storia del cavallo di

[ __ ]

Eh,

deve essere una barzelletta sporca.

Ah, no, collega, non la conosciamo.

Però io ne conosco una, quella del

marito che rientra a casa e trova la

moglie.

Signori,

signori, sceglieremo la tattica adottata

da Annibale a canne. Ecco qua. Questo

era il suo schieramento. Io sarò

Annibale. Tu Marco Terenzio Barrone. Tu

Lucio Emilio Paolo

e di cognome

Annibale.

E Annibale.

Mandò avanti i fanti celtici e iberici,

tenendo fermi ai lati i libici.

Eh,

libici,

i libici,

i baltici, quelli dei cani. Non siate

polemici. I due consoli romani

attaccarono al centro. Celtici e iberici

ripiegarono attirando i nemici in una

sacca. Così i libici, nel frattempo,

accerchiano i vostri. Contemporaneamente

ecco i cavalli numidi

e gli abbaccia arrosto.

E comincia l'annientamento. Così, così,

così. E per voi canne è finita. Hai

capito? Niente più canne,

né canne né pesce.

Ma guarda quante aree che si dà.

Credi, sei per giocare solo lui. Lui non

sa che all'istituto dei Subormale tu eri

un campione di questo gioco.

Gioco?

Ma non hai capito che sono pedine?

Ah, signor Napoleone, ti dispiace

ricominciare da capo?

[musica]

[musica]

Dama

Ciccio, ho vinto la battaglia della

ciccia. Della ciccia

di canne.

Eh, è sempre ciccia.

[risate]

[musica]

[musica]

Ah, eccole là. Le carrette dei nemici

del popolo travestiti da contadini.

Vogliono attraversare il confine al

ponte di Sannazer. Sai che ti dico?

Spariamogli una cannonata che tutto

finisce.

Ma quale cannonata? Li dobbiamo

catturare e non cannoneggiare.

Mi fosse mai capitata l'occasione di

sparare un colpo di cannone anche per

sfizio. Niente.

Andiamolo ad aspettare al di là del

ponte. Vieni.

Avanti.

Alltacco.

Uh.

Merda!

Oh!

Oh! Oh! Dove va?

È all'attacco.

Ma l'attacco è di là?

Ah già! È stata una distrazione.

Aspettateci truppe, arriviamo noi.

Amoninio! Cammina! Amonin!

[musica]

เฮ

[musica]

Largo, largo. È permesso giù le armi,

senò a Schefeo finisce. [risate]

Fermaotte e che nessuno si muova.

Ma cosa volete, cittadini soldati? Noi

siamo dei poveri cittadini contadini.

[risate]

E ce lo venite a raccontare proprio a

noi. Ma voi lo sapete che noi siamo

stati falsi conti tertà, falsi preti,

falsi cadaveri e ora anche falsi

ufficiali? Eh beh, basta poche

chiacchiere, siete circondati.

Documenti,

documenti.

Ehi, signori ufficiali, siamo qui.

Oh, guarda chi si vede.

Franco, ciccio,

[risate]

aspetta che scendo da cavallo.

Luisa, lasciam [risate] passare.

Verginuzza, ora arrivasti col carro bot.

Tesoro.

È la prima rossa.

La provola rossa. Ma

[musica]

come avevo previsto.

Truppe da quella parte. Ehi, voi

cannonateli.

Ma no, voi dovete aiutarli. Non

ucciderli. È la primula rossa. È lui che

vi ha salvato la vita tante volte.

A noi?

Ma certo, se siete vivi, lo dovete a

lui.

Quando è così si può anche tergiversare.

Tergi che

e cambiare le carte in tavola. Ah, ci

sto. Anche perché a fare un dispetto a

quel Napoleone Bonaparte ci provo un

gusto da matto. Ehi, i cannoni,

voltateli dall'altra parte. Il nemico è

quello lì.

[musica]

[musica]

Signor tenente, hanno buttato i cannoni

contro di noi.

Carogne delinquenti, ho sentito subito

puzza di tradimento.

[musica]

Ei, rammolliti, avanzi di galera.

Bisogna fermare il nemico che avanza

inasorabilmente. Resto, preparate le

bocche da fuoco sta avanzando.

Preparatevi, sbrigatevi. Io vi mando

alla ghigliottina.

Eh che un piccione,

una calza,

le tue mutande,

assassini, caricate.

Presto, scendete. Venite con noi.

[musica]

Palla in canna. Palleton nel cannon.

Fatto. Fatto. Fatto. Caricare. Carica.

Fatto, fatto, fatto. Puntare,

punter,

fatto, fatto. Releva blu. Che dice?

Fuoco!

Fuoco!

Grazie amici. A buon rendere. Mi

ricorderò di voi. [musica]

Mi ricorderò di voi. Non dubitate. Vi

trascinerò davanti al Tribunale

Rivoluzionario per alto tradimento.

Silenzio.

Traditori nemici del

guarito.

Siete accusati di sostituzione di

persona ai danni della causa

rivoluzionaria,

di alto tradimento, di cospirazione e di

intelligenza col nemico.

Cittadino presidente, intelligenza noi

noi fommo vittime della calamita.

Voleva dire calamitati,

eh? Noi non siamo stati mai contro la

rivoluzione, anzi sanculotti siamo con

Decenza parlando. San culotti. Cittadino

presidente, vi consiglierei di essere

Clemente,

ascoltate il consiglio. Osate parlare di

clemenza a me? Io sono il terrore.

Anch'io sono un [ __ ] da Caltarissetta

e quindi siamo trencrici.

Sarete ghigliottinati. Domani al sorgere

del sole vostre teste cadranno nel

paniere.

E se è nuvolo.

E fatevi i fatti vostri. A morte, a

morte, a morte, a morte, a morte, a

morte, a morte, a morte,

[musica]

[musica]

[musica]

เ

là sono io il boia. Non mi riconosci?

[musica]

Che bello!

Da quando la prigione è piena di nobili

se ne trovano un sacco di questi

oggettini di valore. Vedete amici, è

tutta questione di fronzoli. Con un

anello così anche la mano del boia può

sembrare quella di un aristocratico.

[risate]

Eh, andiamo a fare il solito

prelevamento di teste.

Cittadino Filippasier.

No, no, non voglio morire, non voglio.

Lasciatemi, siete degli assassini.

Lasciatemi, lasciatemi.

Cittadina Luise Darmagnac. Pover

cittadini Ciccio e Franco la capra.

Assenti

cittadini Ciccio e Franco la capra.

Ho detto che non ci siamo.

Ma ma un un momento. Ma ma ma allora

siete proprio diffidenti?

Dove ci portate? Un momento, eh, non

spingete qui ci sarà un errore di

stampa, eh. Calmatevi,

mettete giù le mani. Non siamo noi. Ma

voi non sapete chi siamo noi.

Eh, non lo sa. Eh, Cizio, hai visto?

E l'anello, il nostro benefattore, si

guarda. Siamo salvi.

Allora, cittadini Ciccio e Franco La

Capra

a disposizione. Siamo noi. Sì, sì, sì,

sì.

Signori in carretta.

Eccoli traditori del popolo. La loro,

gli occhi maledetti traditori,

figli di canali.

A volte,

a volte.

Finalmente vedremo crepare. Aligliotino,

nemici della patria, al motivo a morte.

Grazie dell'accoglienza.

Oh, com'è piccolo il mondo, guarda chi

si vede.

Oh! Ah! Il cettareno Pierino.

Per quattro lunghi anni ho vissuto

sognando questo momento. Per colpa

vostra sono stato retrocesso.

Retro che cesso? Sono tornato ad essere

un gregario, grazie a voi.

Prego.

Ma oggi

finalmente,

[risate]

avanti. Guardatela. È l'invenzione del

vostro amico dottor Ghiglioten, ma con

una variante creata apposta per questa

occasione.

Ho capito, è una ghigliottina

matrimoniale.

Ma non ce n'erano due singole.

Oh, avanti, basta così. Tra poco le

vostre teste rotoleranno nel paniere.

Avremo meno pensieri. Orisak.

Cittadino Pierino, guarda come sanno

morire i nipoti di Sanduzza la capra in

carrozza. Non facciamo scherzi, eh. Dove

metto questa testa?

Ma quando si scappa?

Muovetevi.

Come recita bene la provola rossa.

Mettete il vostro lurido collo in queste

lunette.

Provio la mia misura. 17:30.

Quando nel prato appare la primula è

primavera.

Candelora, candelora, dall'inverno siamo

fora.

Dovete star zitti, io non capisco quello

che dite.

Come non capite?

Ma scusate, voi non siete il nostro

amico, la provola rossa.

Eh, voi siete ubriach o pazzi? Io sono

il boia di Parigi.

Eh, il boia

di Parigi.

Arrivano i nostri.

Siamo qui.

Salvateci,

salvateci.

Ah!

Ah, finalmente!

Ah! Ah!

Ma guarda dov'era andato a finire il mio

am

A chi lo dice?

Saltate sulla carretta.

Mani in otto.

Obbedisci

carogne. Ma non sperate di cavallar.

Dammi qua. Eh, fermo. Eh, eh, mani in

basso.

Mannia. Vieni, vieni.

Salta.

I vostri sangulni. Aspettateci. Io noi

siamo noi.

Vi ritroverò. Scriverò il mio nome sulla

vostra pelle col mio pugne.

Con le corna, cittadino Pierino. Con le

corna. Con le corna.

เฮ

[musica]

[musica]

Eccoli.

Virginia Luisainuzza.

Ah! Ah! Anima dell'anima mia!

Finalmente liberi. [risate]

Ah, era ora. È tutto per colpa di questo

crostacce.

Mia,

tua tua.

E perché?

Perché se non somigliava a quel conte

d'Ar tua non passavamo tutti questi

guai.

È la colpa che era mia. Scusa.

Stai zitto, deficiente. Prendi esempio

da me. Somiglio forse a qualcuno io?

Dinosauro.

Guarda che miei cari amici,

vi domanderete perché io mi sia dato

tanto da fare per liberarvi, nonostante

voi non siate dei nobili.

Appunto.

Ecco la risposta. Prima o poi io cadrò

sotto il piombo nemico, ma anche se

l'uomo morirà, il mito della primula

rossa dovrà sopravvivere. E c'è chi tra

voi, per un incredibile caso, sembra

prescelto dal destino a continuare

questo mito, a combattere al mio posto.

Mica Dio

una volta mi fottiste, ora mi fotte

cholenna d'oro.

Aspetta.

[musica]

เฮ

[musica]

[musica]

[musica]

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