All language subtitles for Le.Indagini.Di.Lolita.Lobosco.3x03.Terrarossa.iTALiAN.DSNP.WEBRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

[Lolita] Ci sono pensieri,

paure che ti seguono anche nel sonno.

[Lolita] È inutile cercare di mandarli a dormire.

[Lolita] Le paure restano lì, sveglie.

[Lolita] L'unica cosa che puoi fare è ascoltarle.

[vocale Domenico] Angelo, mi dispiace metterti in un guaio.

[vocale Domenico] Ho provato a scappare, ma non ci sono riuscito.

[vocale Domenico] Comunque io sto bene, ma per favore, fai quello che ti dicono,

sennò faccio la fine di Salvo il cantante.

Oh, Anto'. Che fai sveglio a quest'ora?

E… Io mi sveglio sempre presto.

Già al liceo, ti ricordi? Suonavo io la campanella.

Sì, lo so, però sono le quattro e mezza.

Hai i pensieri?

Mhm? Pensi a Porzia?

Da cinque giorni non la vedo.

Non era mai successo da quando siamo fidanzati.

E poi… I ragazzi mi mancano.

E tu?

Come mai sveglia a quest'ora? Che pensieri hai?

Io ho un tarlo fisso nella testa che non mi molla.

Penso a Domenico, a come lo trattano, se sta bene, se sta male.

Sì, Lolita, però devi cercare di riposare.

Devi essere lucida se vuoi trovarlo.

Non è facile.

Ehò!

Ce la faremo anche stavolta.

- Hai capito? - Speriamo.

- Sai che questo caffè è buono? - È un'arabica special.

C'era l'offerta 3 x 2. Ho preso sei pacchi.

Hai fatto bene. Perché non ne dai un paio a Esposito?

Magari ci fa un caffè come si deve!

È vero.

[Scivittaro fischietta]

[Scivittaro canta] ♪ Di notte è molto strano ♪

♪ Ma il fuoco di un cerino ♪

♪ Ti sembra il sole che non hai ♪

"Perdono", 1966.

Parole Mogol, musica Piero Soffici, canta Casco D'Oro,

- la grandissima Caterina Caselli. - Caselli!

- Che bellezza! - Nata a Modena.

Sempre di nord Italia si tratta. Stamattina ho la vena malinconica.

- A chi lo dici. - Non ci pensare, Anto', restiamo lucidi.

[insieme] ♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Il male l'ho fatto più a me ♪

Espo', mi hai preparato il caffè con l'arabica special?

- [Lello] Certo, dottore'. - Eh!

- Si sente? - No.

Mamma mia… Parliamo di cose belle.

- Come sta Caterina? - Bene, dottore'.

- Mi sembra bene. - Ah, sono contenta.

- Ho preso questo. - Per i bambini?

No, è per Caterina. Sono creme, cose di bellezza.

- La ringrazio, ma non dovevate. - No, dovevo.

Bisogna prendersi cura delle mamme quando partoriscono.

- Hanno lo scossone emotivo, capito? - Certo.

Hai fatto il regalo a tua moglie?

Ehm… ancora no, però adesso…

- Devi farlo subito, è un ordine. - Sì.

- I bambini come stanno? - Bene, dottore'.

- Domani li dimettono. - Bene.

- Eh… Sì, a proposito… - [Calopresti] Buongiorno.

- Buongiorno. - Pensavo…

Ehm… di prendere qualche giorno, se lei è d'accordo.

No.

Proprio… no?

No, no, in questo momento mi servi qua per Domenico, eh.

Se è per quello, io mi sono portato avanti.

La Scientifica ha analizzato il messaggio audio di Domenico,

- ma non è risultato nulla. - Ah.

- C'è altro? - Stiamo continuando le ricerche.

Abbiamo coinvolto i cinofili

e abbiamo setacciato tutte le chiamate del telefono di Domenico.

Ho capito.

Secondo te questo cantante Salvo c'entra qualcosa?

Ho chiesto alla madre e agli amici del cantiere,

però di questo cantante non…

- Non c'è traccia. - No. Mi dispiace, dottore'.

Vabbè, vai.

- Espo'! - Sì, dottore'.

Hai fatto il tuo lavoro, prenditi i giorni.

- Veramente? - Sì.

- Grazie, dottore'! - Espo'!

Sì.

- Fai il regalo a tua moglie, è un ordine. - Ricevuto.

Loli', hanno chiamato dall'azienda agricola Terrarossa.

[Lolita] Eh.

Il custode ha trovato la proprietaria impiccata,

Suni Digioia, trent'anni.

[sirena]

- Buongiorno. - Buongiorno.

[Antonio] "Entrate, sono morta."

Camus, "La peste".

Nel primo capitolo il signor Cottard, prima di impiccarsi,

lascia un messaggio simile.

Wikipi', non è strano che una prima di suicidarsi

scriva con il rossetto una citazione di Camus?

Quando si tratta di suicidio, tutto è possibile.

Anche questo è vero.

"Entrate, sono morta."

- Buongiorno. - La dottoressa Lobosco, giusto?

- Sì. Ci conosciamo? - Lei no, ma io sì.

- Sostituisco il dottor Introna. - Perché, dov'è?

Al torneo di pesca al tonno. Rientra tra qualche giorno.

Sono Mario Massimi, ma lei può chiamarmi Mario.

Dottor Massimi, ha notato qualcosa di strano?

Solo quel livido. L'ho già fotografato e schedato.

- Si è fatto un'idea? - La Digioia lavorava in campagna.

- È facile farsi lividi lavorando. - Mhm.

Sa dirmi qualcosa sull'orario della morte?

Dal rigor mortis sicuramente più di sei ore.

Con l'autopsia potrà essere più preciso.

Dottoressa, "sine ullo dubio" è un suicidio. L'autopsia non serve.

Invece noi la facciamo lo stesso. Parlo io con il Pm.

- Come desidera. Arrivederci, Lolita. - Lolita?

- Chi ti conosce? Dottoressa Lobosco. - Dottoressa Lobosco.

- Che dici? - È troppo giovane come medico.

- Anche un po' scemo. - "Sine ullo dubio", un provolone.

Andiamo a parlare con il custode.

- È lei il custode? - Sì.

- Conosceva la vittima? - Sono trent'anni

che faccio il custode a Terrarossa.

Prima lavoravo con il padre.

Suni… l'ho vista nascere.

Stamattina… mentre facevo il giro di controllo,

come al solito, sono andato nella rimessa e…

Era appesa alla trave, rigida rigida.

Ho provato a metterla giù, ma non ce l'ho fatta.

Volevo avvertire la madre, poi ho pensato che era più giusto chiamare voi.

- Ha fatto bene. - Avvisiamo noi la madre.

- Ci sono altri parenti da avvisare? - Lo zio paterno,

l'avvocato Umberto Digioia che è anche l'amministratore dell'azienda.

Povera Suni! Povera Suni…

- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

- [squilli di cellulare] - Carme'?

- Carmela! - [Carmela] Eh?

Per piacere, rispondi tu, sono impicciata!

- Lo strofinaccio è qui, tieni. - Se è Trifone, non gli parlo.

- Trifo'! - [Trifone] Carmela!

- [Trifone] Posso parlare con Nunzia? - Aspetta un momento… Te la passo.

- Trifo', come stai? Qui è tutto pieno. - Vuol dire che l'agriturismo va bene.

- Sono contento. - Infatti, non ho proprio tempo.

Ci metto poco, Nunzia. Volevo spiegarti un po' meglio

la mia situazione con la giustizia.

Sì, capisco, però è arrivato un gruppo e devo fare il "checin".

- Allora ti richiamo. - [Nunzia] Sì, è meglio.

- [Trifone] Dimmi tu quando. - Ora non posso, devo andare. Ciao.

Nunzia?

Pronto? Nu…

È cascata la linea.

Falsa. Ora dici anche le bugie. Tu poi!

Carme', per piacere! Non giudicarmi.

- [Davide] Era Trifone? - [Luciano] Chiamava dalla Francia?

Sì, vi saluta.

- Dovevi andare anche tu a Parigi. - [Davide] Se hai paura dell'aereo,

andavi in macchina. Ha detto quando torna?

- [Luciano] Quando viene a trovarci? - Quante domande! È un interrogatorio?

Andate a giocare di là e portate anche mamma.

- [Davide] Quando torna, lo invitiamo, eh? - [Carmela] Certo che lo invitiamo!

Certo! Andiamo, lasciamo la nonna a riflettere.

[Nunzia] Andate.

- [campanella] - Eccoli!

È sempre un'emozione aspettare i figli.

Dove sta? Federico a papà!

Eccolo!

Papà!

L'abbraccio più bello del mondo!

- La gioia di papà! - Ci manchi, papà.

Anche voi mi mancate, tanto.

Dai a me la cartella.

Tu che hai le antennine,

volevo chiederti… La mamma è ancora arrabbiata con me?

Ieri ha buttato i tuoi calendari dei poliziotti.

Ah.

Ha buttato pure quello di Fanny Ardant e Brigitte Bardot?

Sì.

Allora è ancora molto arrabbiata.

Andiamo.

Ma lei vi parla di me oppure no?

Con noi no, però ho sentito che ne parlava con Andrea.

Diceva che finalmente sei andato a dormire da Lolita Lobosco

il sogno della tua vita, così eri felice.

Andrea quando è venuto a casa?

E… ieri sera, ha cenato con noi.

Ha portato una torta buonissima al cioccolato e meringa.

Sì, ma restiamo sui fatti, concentrati.

A cena parlavano di me, ma dopo cena lui è andato via?

A che ora è andato via? Oppure ha bevuto un cordiale con mamma?

- Hanno visto un film sul divano? - No.

Ma… ha dormito a casa nostra?

No, papà, tranquillo. Non so a che ora, ma se n'è andato.

- Però… - Che cosa?

- Ha lasciato la torta. - Ci mancherebbe!

Portava via la torta già aperta? E dai!

Non è costume… a papà.

Papà, comunque non ha messo le tue ciabatte.

Cammina, cammina.

Come farò senza la mia Suni?

Dottoressa, alla mia età perdere prima il marito e adesso lei…

Mi dispiace, non voglio forzarla a parlare, ma…

Ho bisogno di più elementi per capire perché Suni ha fatto questo gesto.

Dottoressa, capiamoci subito.

Io parlo con lei solo se mi capisce davvero.

Mia figlia Suni non si è suicidata.

- Come fa a dirlo con questa certezza? - Suni è mia figlia, dottoressa.

Io la conosco.

Lei è…

Lei era studiosa.

Era intraprendente, una ne pensava, mille ne faceva.

È mancato suo padre, ha lasciato gli studi di Lettere

e ha preso in mano l'azienda.

Amava il suo lavoro.

Voleva riservare una parte della masseria alle scuole, metterci gli animali

- e coltivare tutto sano, come si dice? - Biologico.

- Biologico. - Sì.

Sulla sfera privata che può dirmi? Aveva qualche relazione?

Finalmente si era liberata di uno che non era degno di lei.

Mi spieghi meglio. In che senso non lo era?

Fausto Calò, il suo ex fidanzato.

- Era un violento. - Ah.

All'inizio Suni ha accettato, ma adesso aveva proprio chiuso.

La ringrazio molto.

Se avremo ancora bisogno, la ricontatteremo.

Lei se ha bisogno, mi chiami.

Si faccia forza.

[Marietta] Sulla Digioia ho fatto come mi hai chiesto.

[Marietta] Ho detto a Massimi di fare l'autopsia

anche se lui dice che non c'è niente di sospetto nella morte della donna.

- Grazie, ti voglio bene. - Sì, ma tu spiegami che c'è di strano.

Io ho fatto il sopralluogo dopo di te e sembrava tutto chiaro.

No, no, la mia è solo una sensazione. Io non ho niente di concreto in mano,

Però il medico legale non mi convince. È troppo inesperto, troppo saccente.

È anche troppo giovane. Insomma, non è Introna.

Poi ho parlato con la madre.

Ha detto che lei era in gamba sul lavoro

e aveva chiuso una relazione tossica da poco.

Sì, ma io faccio il Pubblico ministero. Devo attenermi alle carte, ai fatti.

Sì, hai ragione. Infatti ho detto che è una sensazione.

Vabbè, facciamo così. Mentre aspettiamo l'esito dell'autopsia,

tu cerca una prova per dimostrare che si tratta di un omicidio.

Ah… Sei troppo figa.

- Dici? - Sì.

Stasera dovrei vedere Nicola mio.

- Non ti va? - Non lo so, Loli'.

Penso sempre al cavaliere misterioso.

Mhm… Che è rimasto misterioso.

Sì, assolutamente, è sparito, ma non riesco a levarmelo dalla testa

soprattutto dopo che mi ha lasciato la maschera in ufficio.

Ti conosco, questa cosa ti fa impazzire!

- Tu lo sai, il mistero mi intriga. - Eh!

Poi non lo so, questo cavaliere… sa muovere le mie leve.

- Per un bacetto? - Non so, mi ha aperto tutti i chakra.

- Ora i chakra! - Invece tu con Leon?

Ci rincorriamo da cinque giorni, ma non riusciamo a vederci.

Poi ho Domenico nella testa in questo momento.

Lui ha molte attività pomeridiane con le figlie.

- A me sembra un casino, eh? - Loli', devi abituarti.

È un padre di famiglia.

Comunque secondo me, qualche chakra te l'ha aperto pure lui.

- Dici? - A sensazione, eh?

Speriamo.

Spostiamo il tavolino e liberiamo lo spazio davanti al divano.

- A che ti serve? - Prendiamo questa.

È la brandina che stava in questura?

Sì, l'ho presa oggi. Le lombari mi stanno ammazzando.

- Ma scusa, non è più comodo il divano? - Loli', non preoccuparti.

La sera la monto e la mattina la smonto. Non ti do fastidio.

- Va bene. - Non è come il vogatore di quello là.

- Va bene. - Tiriamola fuori.

- Ollallà! Acchiappa! - Io non sono brava.

Ecco qua. Allora, tu lo metti là.

- Ho convocato lo zio di Suni. - Eh…

È fuori città per un paio di giorni.

Va bene, lo convochiamo appena rientra.

Tieni.

- Sai che mi ricorda questa situazione? - Che cosa?

Il nostro viaggio a Venezia, la gita scolastica del liceo,

quando stavamo tutti ammucchiati.

Ricordi quando volevi fare la foto sul vaporetto?

Sì, ricordo. Andai a finire nel Canal Grande con…

- Possiamo dimenticare certe cose? - No, voglio ricordarle perché sono belle.

Sono emerso che sembravo il mostro della laguna.

Ti ricordi? Avevo i capelli.

Poi non volevi fare l'antitetanica. Hai fatto impazzire la professoressa.

- Vogliamo cancellare qualche ricordo? - No! Non voglio.

Va bene.

Che tipo!

Hai sentito Porzia?

- Ehm… sì. - Bene, no?

Molto bene, mi ha bloccato il numero.

- Come bloccato? - Dice che io le mando troppi messaggi

e quando se la sente, mi sblocca.

Dai, Anto', devi avere pazienza.

Probabilmente è molto stanca.

Allora, sai, tra l'università, la casa, i figli…

È un po' appesantita.

Sono equilibri che dovete ritrovare.

Sì, Lolita, io sono stato un marito esemplare.

Lo so. So che tu sei un marito esemplare.

- [squilli di cellulare] - Scusa.

- Ciao. - [Leon] Sei a casa?

- [Leon] Che dici se passo da te? - No, no, no.

Forse è meglio se ci vediamo fuori.

- Ehm… Ci vediamo alla rotonda? - [Leon] D'accordo, ci vediamo lì.

Va bene. A dopo, ciao.

Chi era?

Leon.

- Mmm… che tempismo! - Mhm.

Fallo venire, me ne vado io.

- No, poi tu gli fai il terzo grado. - Va bene, allora rimango.

Antonio Forte, che vuoi? Io ho una vita!

- [Lolita] Guarda questo! - Stavo scherzando!

Vediamo questa brandina.

È comoda, dai.

- Ciao. - Ciao.

- [Leon] Come stai? - Bene. Tu?

- Bene. Facciamo due passi? - Sì.

- [notifica] - Ecco qua. Scusa.

[Lucia] Papà, quando torni?

No, papà torna più tardi, d'accordo? Ciao.

- Devi andare? - No, eh!

Volevo dirti una cosa importante.

- Faccio una festa a casa mia. - Sì.

Presento Theo Schuster, un nuovo artista che seguo.

Volevo invitare anche te, può essere l'occasione giusta.

Per cosa?

Per presentarti le mie figlie.

Ah!

Quindi? Vieni?

Sì. Sì, vengo.

- Vieni davvero? - Sì.

[Leon] Grazie.

- Pensavo ti avessero rubato il telefono. - Lo so, scusa.

Quando chiamavi, ero indaffarato, però poi ti ho richiamato.

- Sì ed ero indaffarata io. - Appunto, è andata così.

- Ci facciamo una pizza? - Sì.

Facciamoci una pizza.

["Avorio e Veleno" di Enrico Acciani]

♪ Finirei per sporcarmi Annegando i problemi che nego ♪

♪ Parlarti ♪

♪ E altre cose un po' così ♪

♪ Errori giganti ♪

♪ Richiedono pagine vuote, Avorio e veleno ♪

[vibrazione di cellulare]

- [Angelo] Oh, Lolita. - [Lolita] Angelo.

- [Lolita] Senti, sto pensando una cosa. - Dimmi.

[Lolita] Ricordi il varo della Nuova Onda al cantiere?

Sì.

[Lolita] Chi aveva chiamato il gruppo musicale, Domenico?

- Sì, erano amici suoi. - Ah, da dove venivano?

- [Angelo] Da Brindisi. - Come si chiamavano?

- [Angelo] I Flao. - Ah.

[Lolita] Tra loro c'è uno che si chiama Salvo?

Non mi ricordo, ma pensi a Salvo il cantante della telefonata?

Non lo so.

Non lo so, penso a tutto e penso a niente.

[Lolita] Dovrei rintracciarlo.

Sì.

Va bene, grazie.

Dottoressa? Buongiorno. È arrivato Calò.

- Silente dov'è? - Sala interrogatori, la sta aspettando.

Dopo dovete cercare un gruppo musicale, i Flao.

Certo, dottore'.

Io ero innamorato di Suni.

Capisce, dottore'?

La sua morte mi sta…

Mi sta distruggendo.

Noi sappiamo che lei la picchiava.

Beh… no.

Insomma ho perso il controllo, ma…

- È capitato solo… un paio di volte. - Solo un paio di volte.

- Quindi la picchiava. - Non l'ho proprio picchiata.

- Ah, no? - No, qualche schiaffo.

Per lei uno schiaffo è una carezza data con energia.

Uno schiaffo è uno schiaffo, quindi la picchiava.

Senta, dottore'.

- Io volevo sposarla… - [Lolita] Mhm.

Però lei…

Mi aveva mollato per un altro.

- [Lolita] Per chi? - Non lo so.

Non ha voluto dirmelo.

- Vabbè, io… Posso andare. - No, dove va? Si metta seduto.

Decido io quando se ne va. Chiaro?

Un nuovo fidanzato.

Sì, cercalo perché voglio parlarci.

Ricevuto. Vado a cercare l'ago nel pagliaio.

È la tua specialità. Io vado da Trifone.

Dottoressa Lobosco?

- Sì. Ci conosciamo? - No, piacere.

Sono Umberto Digioia, lo zio di Suni.

Ah, certo. Condoglianze.

Grazie, dottoressa.

Siamo… davvero distrutti.

Immagino.

Non la credevo in città. Mi avevano detto che era fuori.

Sì, infatti, ma appena ho saputo, ho anticipato il rientro

e… eccomi qui, a disposizione.

Noi stiamo cercando di capire che periodo stesse passando sua nipote

- per fare un gesto così. - Guardi, io…

Se posso aiutarvi, molto volentieri.

Facciamo una passeggiata?

Sì, certo.

[Umberto] Quando è morto mio fratello,

io ho suggerito a Suni di vendere perché… parliamoci chiaramente,

non è facile gestire un'azienda agricola senza la dovuta esperienza.

Ma lei era convinta

che bisognava convertirla a produzione biologica.

In un anno ha cambiato tutto.

Sementi, metodi di coltivazione, fornitori…

La formazione della mano d'opera, tutto.

- Com'è andata? - Bene.

La passata di Nonna Stella si era posizionata bene sul mercato bio.

Sì, però restava il problema

che bisognava restituire i soldi alle banche.

- Era preoccupata. - Altro che preoccupata!

Mia nipote non dormiva più, si sentiva sempre sotto pressione.

Dottoressa, io come potevo immaginare una cosa del genere?

Forse avrei dovuto starle più vicino! Non mi do pace.

- Mi scusi. - Venga.

Jacaranda sta benissimo.

È un po' sottopeso, ma per i gemelli è normalissimo.

- Vabbè, la facciamo mangiare noi. - Giovanni Umberto?

Volevo parlarvi di questo.

Vostro figlio soffre di brachicardia neonatale.

Il suo cuoricino batte più lento di quanto dovrebbe.

- Ma è… grave? - Capita spesso nei neonati,

ma noi vorremmo trattenerlo per capire se è una situazione transitoria oppure…

- Oppure? - Il sintomo di una patologia.

Perciò lo teniamo in osservazione in Terapia Sub Intensiva.

Non viene a casa con noi?

No, amore. Per ora… no.

Loli'.

- Mi dai un bacio? - No.

- [Nunzia] Non vieni a salutarlo? - No, qua è brutto.

- Tanto fra poco esco. - Finché non ci ritorni.

Loli'?

Lolita? Loli'!

Oh, Trifo'.

Ho parlato con l'avvocato Malaspina, ha risolto la questione.

Devi avere ancora pazienza. Un po' di giorni, poi esci.

Ma… si è capito il motivo?

L'inghippo burocratico.

- È una buona notizia? - Certo che è buona.

No, è che… Io sto pensando che…

Che c'è?

Nunzia non vuole più parlarmi, Loli'.

Mi dispiace.

Mamma ha sofferto tanto con papà.

Mi dispiace che le colpe di mio padre ricadono su di te.

Io che posso fare? Dimmelo tu e io giuro che lo faccio.

Non lo so, Trifo', però ti aiuterò.

Sei un brav'uomo. Hai avuto coraggio a cambiare vita.

Non è da tutti, ma mamma…

Quella si fissa. È come me, capito? Si fissa.

Lo so, ma a me piace anche per quello.

Però anch'io sono…

Sono una discreta "capa tosta", volendo.

- Infatti siete una bella coppia. - Diciamo.

La vedo stasera, eh?

- Le parlo e speriamo in Dio! - Eh.

[insieme] E pure nella Madonna.

È tutto chiarito. È stato solo un cavillo burocratico.

- [Carmela] Trifone non ha colpa. - Che fai ora che esce?

- Non lo vedo proprio. - Nessun perdono!

- Nessuno. - Perché? È solo un malinteso.

- Sì, ma chissà che altro ha fatto! - Gli uomini sono tutti uguali.

A mio marito non piacevano le donne giovani e guarda com'è finita.

- Infatti. - Oh, piano.

Non facciamo il processo alle intenzioni.

Trifone è una brava persona! Non farebbe mai del male a mamma.

Dovrebbe buttarsi alle tue ginocchia e chiederti perdono?

- Dai! - Sì!

- Come minimo deve chiedermi perdono! - [Andreina] Brava!

Perdono per che cosa?

Mamma, vuoi il perdono come Caterina Caselli?

- ♪ Perdono… ♪ - [insieme] ♪ Perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

[canticchiano]

[suona "Perdono" di Caterina Caselli]

[insieme] ♪ Diceva le cose che dici tu ♪

♪ Aveva gli stessi occhi che hai tu ♪

♪ Mi avevi abbandonata ♪

♪ E io mi son trovata ♪

♪ A un tratto già abbracciata a lui ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

[suona "Perdono" di Caterina Caselli]

♪ Io soffro più ancora di te ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Il male l'ho fatto più a me ♪

♪ A volte piangendo non vedi più ♪

♪ Da come ha sorriso sembravi tu ♪

♪ Di notte è molto strano ♪

♪ Ma il fuoco di un cerino ♪

♪ Ti sembra il sole che non hai ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Il male l'ho fatto più a me ♪

♪ Di notte è molto strano ♪

♪ Ma il fuoco di un cerino ♪

♪ Ti sembra il sole che non hai ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Il male l'ho fatto più a me ♪

♪ Perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Il male l'ho fatto più a me ♪

♪ A volte piangendo non vedi più ♪

♪ Da come ha sorriso sembravi tu ♪

♪ Di notte è molto strano ♪

♪ Ma il fuoco di un cerino ♪

♪ Ti sembra il sole che non hai ♪

♪ Perdono, perdono, perdono ♪

♪ Io soffro più ancora di te ♪

Sì, io sono molto contento. Tu sei contenta?

- Sì, sono in ottime mani. - Abbiamo venduto parecchio.

- [campanello] - Scusate un momento.

Prego.

- Lolita, vieni. - Ciao.

È bello vederti.

- Come stai? - Bene.

- Sei nervosa? - No. Dovrei?

No, è che io sono un po' nervoso e… Vieni, ti presento le mie figlie.

- Ho portato un vino. - Non dovevi.

Lucia? Martina? Venite qua.

Vi presento una mia amica, Lolita. Loro sono le mie due figlie. Come si dice?

- [insieme] Ciao. - Ciao.

- Sapete che mestiere fa? - Beh… La stilista.

- Magari! - Sembra, però non fa la stilista.

Con quei tacchi può fare solo la stilista.

Io con questi tacchi faccio la poliziotta.

Una poliziotta con i tacchi? È bellissimo!

Vero?

- Voi che volete fare da grandi? - Boh, non lo so.

- La veterinaria. - Ti piacciono gli animali?

- Tantissimo! - Non apriamo questo capitolo

perché mi stanno chiedendo un cane. Quindi chiudiamolo.

- La meravigliosa donna Florio! - Buonasera, Beatrice.

Che piacere rivedere i tuoi occhi scintillanti!

- Grazie. - Bimbe, lei è un'opera d'arte vivente.

- Scherza. - Non vi sembra dipinta

dalle mani di un dio particolarmente ispirato?

Lei mi imbarazza sempre quando ci vediamo.

- Dove metto le mie cose? - Dai a me.

- No, ci penso io. Stai con i tuoi ospiti. - Va bene, di qua c'è un divanetto.

- Grazie. - Lascia tutto lì.

- Stai cercando qualcosa? - No.

[Leon] Lolita?

Anna, hai già conosciuto Lolita?

Lolita? Ah, la poliziotta.

- Sì, ci siamo appena conosciute. - Bene.

Tesoro, manca il vino. Dobbiamo brindare.

Hai ragione, abbiamo venduto quasi tutto. Sei diventata ricca.

- Beh, anche tu. - Sì, un po' anch'io. Scusate.

Metti a posto quei soldi.

Mettili a posto.

Per favore. Non lo dico a tuo padre.

Ci mancava anche lo sbirro in casa.

Tu non hai detto niente a Leon?

No.

Doveva essere la prova generale per l'entrata in famiglia.

Capisco, non è il modo migliore di fare la conoscenza di un adolescente.

Esatto. Ora quella mi odia.

- È incazzata con il mondo intero. - Ci credo.

Non dirlo a me!

Mio figlio Alessio prende a pugni il suo compagno di classe

perché è innamorato della sua compagna di banco.

Capisci?

- [squilli di cellulare] - Scusa.

- Silente, dimmi. - Allora…

- Ho fatto la ricerca sul gruppo musicale. - [Lolita] E?

I Flao si sono sciolti sei mesi fa.

Pare che ci fosse un cantante che si chiamasse Salvatore.

- Ah! Dove lo troviamo? - [Silente] Il problema è proprio questo.

[Silente] Fa il cameriere in un ristorante a Londra.

Vabbè, organizzami una video chiamata il prima possibile.

Comandi, dottoressa.

Perché non ci ho pensato io?

- Posso sapere dove mi stai portando? - Certo.

Dall'ultimo compagno di Suni Digioia.

Si chiama Kenan Ba Molepo. È uno dei suoi braccianti.

Mhm.

[Antonio] Ecco, siamo arrivati.

[Lolita] È un bel posto.

[Antonio] Erano vecchi casolari che cadevano a pezzi.

Suni ha ristrutturato tutto e li ha destinati ai suoi dipendenti.

Tu come fai ad avere tutte queste informazioni?

- Ho le mie fonti. - Mmm…

- [Lolita] Buongiorno. - [bambino] Buongiorno.

Suni ha fatto un bel lavoro.

Buongiorno.

Sono il vicequestore Lobosco. Volevo parlare con Kenan Ba.

Non c'è, però c'è sua sorella Abeba.

- È di là, vi accompagno? - Sì.

È quella signora.

[Abeba] È vero, Kenan e Suni si frequentavano.

Due giorni fa, verso le sette di sera, lui è andato da lei con il motorino

- e non l'ho più visto. - Quindi non sa dov'è.

Kenan Ba fa molti lavori durante il fine settimana.

Traslochi, viaggi in camion…

Cose così, per aiutare la famiglia.

Ma perché lo state cercando?

- È successo qualcosa? - No! Non si preoccupi.

Stiamo solo raccogliendo informazioni sulla morte di Suni Digioia.

Noi volevamo molto bene alla signora.

Lei ci ha salvati.

Ci ha portati via da quel ghetto vicino a Foggia

dove raccoglievamo pomodori per pochi soldi.

Ci picchiavano, ci costringevano a lavorare senza sosta.

La signora Suni rispettava le persone e la legge.

È stata minacciata per averci aiutati ad avere una vita decente.

- Ha subito solo minacce? - No.

Un mese fa le hanno bruciato il trattore e avvelenato il suo cane.

Avete un'idea su chi può essere stato?

Vedete oltre quei muri?

È tutto di Alberto Frolla, oltre cento ettari.

È il più grande produttore e venditore di frutta e verdura di Bari.

Lui odiava la signora più di tutti.

Diceva che aveva fatto salire il costo del lavoro.

Frolla ci chiamava così, "il costo del lavoro".

[Lolita] Per arrivare da Suni deve essere passato per forza da qui.

[Lolita] C'è sempre una telecamera quando meno te lo aspetti.

Vediamo se c'è il passaggio del motorino di Kenan Ba.

Va bene. La Digioia aveva molti nemici.

Quando vuoi cambiare le cose, te li fai per forza.

L'avrà ammazzata uno di questi nemici.

No, Loli', un conto sono le intimidazioni,

altra cosa è l'omicidio.

La tua è un'ipotesi investigativa. Va bene?

Non abbiamo le prove che ci dicono che è omicidio. Va bene?

Noi non dobbiamo sempre seguire il tuo intuito, perché…

Che cosa?

Diciamo… che non è propriamente scientifico.

Ah, non è scientifico?

[squilli di cellulare]

Dimmi, Calopresti.

Ho capito. È un suicidio.

Vabbè, passa il fascicolo a Introna che sarà tornato dalle vacanze.

- Visto? - Cosa?

- È un suicidio. - Io non sono sicura, Anto'!

Lello, perché non smette? Io le ho dato il latte.

A me lo dici? Ho fatto di tutto.

L'ho cambiata, le ho cantato la canzone, le ho grattato la pancia.

- [Caterina] Non è che sta male anche lei? - Come sta male?

- Vuoi che la porto in ospedale? - [Santa] Ehi, ehi!

Spostati. Quale ospedale!

No, vieni da nonna, vieni.

Bella bimba, bella.

- Ecco. - Come hai fatto?

I bambini, quando piangono… No, no, no.

Quando piangono, vogliono essere cambiati

o hanno fame o vogliono fare la nanna.

- Io ho fatto tutto. - Lei vuole fare la nanna.

Le ho cantato anche una canzone, "Un granello di sabbia".

Non ripeterla, sennò piange.

Devi cantarle la ninna nanna, quella che io cantavo a te.

Lui era tremendo. Voleva stare sempre con le persone.

- Ero socievole. - Me la insegni?

Come no!

♪ Ninna na ♪

♪ Nenni', nananuuu ♪

♪ Ninna na… Nenni', nananuuu ♪

- [Santa canta] ♪ E questo figlio mio ♪ - [Caterina canta] ♪ E questo figlio mio ♪

- [Santa canta] ♪ Non vuole dormire ♪ - [Caterina canta] ♪ Non vuole dormire ♪

Oh, da piccolino dovevi dormire, non ora.

- A volte penso che non ce la farò mai. - Ce la farai, ce la farai.

Voi siete stanchi, dovete andare a riposare.

Voi andate a riposare, sto io con Samarcanda.

- Jacaranda. - Ormai la bambina mi capisce.

- Ha ragione. - Andate a riposare.

- Noi andiamo in camera. - A dormire, però.

♪ Ninna na ♪

♪ Nenni', nananuuu. ♪

Quanto sei bella.

- [Lolita] Buongiorno, professore! - Buongiorno.

Com'è andato il torneo?

Primo classificato e questo è il premio.

Congratulazioni. Che mi dice del referto del suo collega?

Ho letto con attenzione ed è compatibile con un suicidio.

Lo so,

però ho un'idea che non mi molla, che mi gira nella testa.

- Quale? - Se Suni fosse stata aggredita,

avesse perso conoscenza e l'aggressore ne avesse approfittato

- per impiccarla e inscenare un suicidio? - Professore, ci pensa da due giorni.

- Cosa ti fa avere dei dubbi sul suicidio? - Niente in particolare.

Non ho nulla di concreto, è un'intuizione, però se tu mi dici

che dall'analisi del corpo è impossibile stabilire se ho torto o ragione,

- smetto di indagare. - È uno scenario fantasioso.

- Ma è possibile? - Sarebbe un'ipotesi percorribile,

- ma servono le prove. - Eh, quelle le cerchiamo, no?

- Sì. Cerchiamo le prove. - Le prove.

Vedi che quando io mi fisso, c'è sempre un motivo?

No, no. Introna ha detto che si fida del tuo istinto,

ma dobbiamo trovare le prove. Non ha detto che tu hai ragione.

Ho capito, ma anche tu potresti fidarti del mio istinto, no?

- Lavoriamo insieme da tanti anni. - [Leon] Vai!

[Leon] Alzala per tua sorella! Alzala!

[voci non udibili]

[Antonio] Vai a salutarli.

- No. - Perché?

Non voglio essere invadente.

- Potrebbero spaventarsi. - Chi, loro o tu?

"Lancillotto."

"Leggimi."

Il cavaliere è tornato.

Quindi sei andato a Londra per lavorare.

[dal computer] Sì, mio zio gestisce un ristorante e mi ha chiesto una mano.

Non sei partito perché hai avuto problemi con qualcuno?

- [dal computer] In che senso? - Non so. Pressioni, minacce.

No, ma perché me lo chiede?

Salvo, non posso darti i dettagli. Sono nel mezzo di un'indagine.

- Salvo? Nessuno mi chiama così. - Non ti chiami Salvo?

No, io sono orgoglioso di portare il nome di mio nonno Salvatore.

Non voglio diminutivi.

- Ho capito. Grazie per la disponibilità. - Si figuri, grazie a lei.

Buonasera.

[Antonio] Non è andata, è così?

Non è lui.

Una birretta, va'.

[musica dallo stereo]

[squilli di cellulare]

- Leon. - [Leon] Ciao.

- Dove sei? - [Leon] Sono a casa con Martina e Lucia.

- È Lolita. - Ciao, Lolita!

- Ciao! - Ti salutano.

Ora anche loro vogliono fare le poliziotte con i tacchi a spillo.

Digli che stare tutto il giorno sul tacco è faticoso.

Lucia, per favore, scendi dal tavolo? Si rompe.

Si può abbassare un po' lo stereo? Papà non sente nulla.

- [Leon] Sei stata bene ieri? - Sì, sono stata molto bene.

Anna come si è comportata? Di solito è un po' scorbutica.

No, no, è stata carina.

Mhm.

- Senti, ci vediamo in settimana? - Non sono messa bene.

Ultimamente con il caso di Domenico devo stare concentrata.

Vabbè, mi chiami tu quando ti liberi.

- Sì, ti chiamo io. - Va bene.

- Ciao. - Ciao, buona serata.

La birretta.

Patatine.

Sssh…

[Jacaranda piange]

[Jacaranda piange] No, no, no…

[Antonio] "Sarei venuto anch'io.

[Antonio] Se cambi idea e vuoi compagnia, svegliami."

[voci indistinte]

- Buongiorno, sto cercando Alberto Frolla. - Sì, sì.

Eccolo là. Alberto!

- Albeh! - Ehi!

- Vogliono te. - Me?

- Sì. - Sta dormendo. Vengo io!

- Grazie. - Arrivederci.

- Buongiorno. - Buongiorno. Si accomodi.

Sono Sonia Luongo. Faccio acquisti per i supermercati Simpa.

- Frolla Alberto. - Piacere.

Che cosa le interessava?

Scusi la sorpresa, ma… non si vedono tante donne qua.

- Non è proprio un lavoro da donne. - Eh.

Ho sentito che un'imprenditrice si è suicidata per lo stress.

- Suni Digioia. - Sì, Digioia.

- Per fortuna si è tolta dai piedi. - Ah, sì?

Stava facendo un casino con i braccianti. Li viziava.

Quelli che lavorano da me e da altri hanno iniziato a fare i difficili,

a mettere condizioni, loro!

- Assurdo. - Eh.

In passato a una così avrebbero fatto un avvertimento,

come minimo bruciato un trattore.

- Fatto. - Ah, fatto?

- Lo hanno fatto, però. - Ah.

Purtroppo non sono stato io.

Ah, che guaio!

Sto così da due mesi. Ancora non si aggiusta.

Ma come vede, sto sempre sul pezzo. Ora parliamo di affari.

A noi servono 200 chili di zucchine e 100 di patate.

- Pronti. Che problema c'è? - Il problema è il prezzo.

Non vi preoccupate, ci accordiamo.

- Tutto a posto? - A posto.

Oh, che fai qua?

Guardavo un po' di ortaggi, verdure…

- Com'è andata? - Bene.

Ho comprato 200 chili di zucchine e 100 chili di patate.

A parte la spesuccia, hai combinato qualcosa?

Non è stato lui, ha una gamba rotta, ma potrebbe essere il mandante.

Teniamolo d'occhio. A te com'è andata?

- Ho buone notizie. - Sì?

A Foggia hanno smantellato il ghetto di cui parlava Abeba.

- Ah! - Hanno portato via Ciro Correale,

detto Zappazappa, il caporale del ghetto.

- Zappazappa avrebbe un buon movente. - Certo, gli ha portato via i braccianti.

- È in stato di fermo? - Sissignora, è in stato di fermo

- in attesa di essere interrogato dal Pm. - Molto bene. Sai che facciamo oggi?

Andiamo a Foggia.

[dottoressa] Non è peggiorato, ma neanche migliorato. È stabile.

[dottoressa] A questo punto possiamo solo aspettare.

- Devo preoccuparmi, dottoressa? - Come dico sempre ai neo genitori,

non preoccupatevi per i vostri figli, ma occupatevene.

[Lello] Io che posso fare qua?

Gli faccia compagnia.

Mi scusi, devo andare.

Ehi, Gio'. Sono… papà.

Ci siamo visti… l'altro giorno.

Senti…

Dobbiamo riprenderci il prima possibile, eh?

A casa mamma ti aspetta.

La tua sorellina devi vedere come piange!

Sente la tua mancanza, non è abituata a stare senza di te.

Poi c'è nonna, non vede l'ora di fare i biberon per due.

Vogliamo deluderle?

Abbiamo un sacco di cose da fare insieme.

Dobbiamo andare al mare, imparare a nuotare e…

No, prima impariamo a nuotare e poi andiamo… al mare che…

È meglio.

Oh! Poi c'è la Bari.

La settimana prossima c'è il derby con il Foggia, dobbiamo fare il tifo.

Poi devi imparare un sacco di cose. Devi imparare la matematica…

a leggere, a scrivere.

Vabbè, non tutto insieme, no.

Piano piano, quando…

Quando cresci.

Vabbè, tu…

Fai…

Io sto qua. Va bene?

Ohi, Gio'…

Ehi…

Papà ti aspetta qua.

- Come legge bene! Che leggi? - "Il conte di Montecristo"

che è stato imprigionato per errore e per vendetta.

- Ci ricorda qualcosa. Eh, ma'? - Prendi il pane.

- Nonna, ho pensato una cosa. - Che cosa?

Oggi arriva Trifone. Andiamo all'aeroporto a prenderlo?

No. Tu vai in piscina e io e la nonna andiamo a prendere Trifone all'aeroporto.

No! L'aeroporto non mi piace.

Sai quante volte aspettavo tuo padre al deposito bagagli?

- Le posate! - Boh!

[Pm] Il signor Correale è a sua disposizione.

- [Lolita] Grazie. - Scusi, dottoressa, mi faccia capire.

- È un interrogatorio formale? - No.

È una richiesta di informazioni dal suo assistito.

Ah.

È tutto regolare, puoi…

Mi riservo di non rispondere.

- Lei conosceva Suni Digioia? - Certo.

Stava facendo un casino in tutte le aziende della zona.

Ci ha portato via venti braccianti con la storia del lavoro in regola.

Fomentava la mano d'opera dicendo che avevano i diritti.

- Qualcuno se ne voleva liberare? - Non si è suicidata?

Stiamo ancora indagando. Vero, dottor Forte?

Sì.

Dottoressa, io il giorno della disgrazia guardavo il Foggia in televisione.

- Era solo? - Sì, perché?

- Così, era un'informazione. - Ah.

[Lolita] Vabbè, potete andare, grazie.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Ecco qua… - Bravo.

- Voilà! - È anche del Foggia.

Mi sanguinano le orecchie.

Ecco qua.

Buongiorno.

- Buongiorno. Carmela? - Sì.

- La sorella della dottoressa Lobosco. - Sì, Silente.

- No, Scivittaro. - Il cantante!

L'ho sentita cantare "Il carrozzone", Lei è bravissimo.

- È il mio cavallo di battaglia. - Canta anche per il pubblico?

Eccome, ogni anno mi esibisco alla Sagra delle Castagne a Ruvo.

Non è che verrebbe a cantare al nostro agriturismo?

- Diamoci del tu. - Certo.

- Pinuccio. - Carmela.

- Dico… verresti a cantare per noi? - Con gioia.

- È stato un piacere. - Tutto mio.

- Ciao. - Ciao.

Trifo'!

Carme'…

- Grazie per essere qui. - Che grazie, Trifo'!

- Ma Nunzia non… Non è venuta. - No.

Dai, andiamo.

- Che hai? - Niente, tutto bene.

Bah, in tutto il viaggio non hai detto una parola.

Certe volte mi va in lockdown una rotella del cervello

e penso, penso…

Che pensi?

Di solito il giovedì cucino io a casa.

Faccio la crudaiola con la ricetta di mia madre.

Il piccolo la chiama "il capolavoro della nonna".

A me piace assai la crudaiola, lo sai?

- Veramente? - Sì.

Perché non la cucini per me stasera? Così non perdi la mano.

- [notifica] - Va bene, dai.

- Che c'è, Loli'? - Devo andare.

- Dove vai? - Poi ti dico.

Dov'è Domenico?

Loli', ciao. È qui.

- Qui dove? - Dentro quella fabbrica, Loli'.

Il messaggio era in codice. Con "cantante" voleva dirci che lo tengono lì.

- Che vuol dire? - Rifletti.

Chi è il cantante più famoso d'Italia che si chiama Domenico?

Domenico Modugno.

Quella è l'indicazione per noi.

Perché ha detto "Salvo"?

"LOV.S.A." è un anagramma.

Questa è una vecchia fabbrica di vinili, ci lavorava mio zio e Domenico lo sa.

È lì, sono sicuro.

- Bravo. - Grazie. Mi hai fatto un complimento.

- Andiamo. - No, no. Devo chiamare i rinforzi.

- [Lolita] Avete trovato qualcosa? - La maglietta, questa era la sua.

Non abbiamo fatto in tempo.

Hanno capito che ci aveva informati e lo hanno portato via.

Abbiamo cercato ovunque, ma non c'è nessuno.

Vi aspettiamo lì.

Loli'.

- Se lo avessero già ammazzato? - Non ti azzardare a dirlo, chiaro?

- Dico che non si farebbero scrupoli… - Stai zitto!

Io posso ritrattare.

Posso provare a salvarlo, ma devi dirmelo tu.

Vado a processo, depongo

e faccio arrestare gli assassini di Petresine o ritratto tutto

e provo a salvare Domenico, ma devi dirmi tu che vuoi.

- Dimmi che vuoi e io lo faccio. - Da te non voglio niente.

Io da te non voglio niente.

Tu hai portato solo dolore nella mia vita!

Maledico il giorno che sei tornato!

[singhiozzi]

[Antonio fischietta]

- [Porzia] Prendiamo la frutta? - [Andrea] Sì, frutta e verdura.

- [Porzia] È sano. - [Andrea] Sì.

- Ciao, Anto'. - Porzia…

- Ciao, Antonio. - Vedo che fate la spesa insieme.

Sì, in ufficio facciamo a turno per il pranzo.

È una buona abitudine. Quindi fate i pranzetti insieme.

- Beh… - Io, Andrea e altre sei persone.

Te lo dico perché sei mio marito e a differenza tua, non ho segreti con te.

- Ah… Tu invece? - Non toccare.

Sei in piena psicosi da casalinga.

Per favore, metti a posto.

Sono calcolati al millimetro. Ordinaria amministrazione.

Ricambio l'ospitalità di Lolita aiutandola nelle faccende domestiche.

- Quindi aiuti Lolita. - Sì, l'aiuto.

Ringraziala da parte mia perché non so quanto sarà lunga questa permanenza.

- Come non lo sai? - Come le bugie

che hanno le gambe corte e il naso lungo.

- Ciao, Antonio. Buona continuazione. - Ciao.

- Ciao. - Non mi…

Trifone, hai dormito qua?

Mhm, nel retrobottega sul bancale dei carciofi. È l'unico lungo.

Perché non mi hai chiamato?

Loli', le cose vanno male.

Io sono triste, triste assai.

Lo so, Trifo'. Ho provato a parlare con mamma,

ma si è proprio stranita, non mi ascolta.

Figurati a me!

Nunzia mi guarda e vede un contrabbandiere, ma io…

Sono trent'anni che ho smesso, Loli', che non tocco neanche una sigaretta.

Volevo dirle questo, ecco.

- "Sono innocente, Nunzia." - No, non dirle questo.

Perché?

Lo diceva mio padre prima dei processi. "Nunzia, sono innocente."

Ah…

Dai, stai su!

Vedrai, tutto si sistema.

Ciao, Trifo'.

Trifo'…

Mi è venuta un'idea. Ora ti organizzo io!

- Ecco i faldoni del caso Alessandrino. - Grazie, Carla.

- Scusi! - No, non preoccuparti. Vai.

Venerdì è oggi!

Oh, ma…

Sulla corda usata per l'impiccagione c'erano solo le impronte di Suni.

- Quindi Zappazappa è fuori dai giochi. - Magari ha usato i guanti, che ne sai?

- Loli', è un suicidio. - Mi manca il caffè di Esposito.

- Ma ti ha sempre fatto schifo. - Però mi sveglia.

Caffè?

- Esposito! Che fai qua? - I giorni di congedo sono finiti.

- Già? - Sì.

- Il bambino? - Stazionario.

- Potevi prendere dei giorni in più. - No!

Devo finire di visionare i video, le telecamere… No.

La verità è che… almeno mi distraggo e non ci penso.

Andrà tutto bene.

- Com'è? - Eh, è… È meglio.

- È meglio. - Vabbè, apprezzo lo sforzo.

- Dottoressa. - Sì?

- C'è stato un nuovo suicidio. - Dove?

Un ragazzo si è buttato dal tetto dell'ex edificio dell'Aeronautica.

- Nome? - Ehm… Sì.

Kenan Ba Molepo.

[Antonio] Sembra proprio che si sia buttato da lì.

- O è stato spinto da lì. - Loli', lasciatelo dire,

tu vedi omicidi dappertutto. Magari lui ha ucciso Suni.

[Antonio] Poi si è buttato di sotto perché non ha retto al senso di colpa.

O ha visto qualcosa che non doveva vedere.

- Che cosa? - L'omicidio di Suni.

- Sì, ma perché non è venuto da noi. - Perché, Anto'!

Perché è un bracciante di colore, c'era un morto e ha avuto paura.

[colpi di clacson]

Venanzio. Che fate qua?

- Nunzia, possiamo parlarti un momento? - Cinque minuti.

[Venanzio] La nostra organizzazione di trasporto sigarette…

- Si chiama contrabbando. - È questione di definizioni.

Comunque io posso certificare

che il suddetto Trifone risulta dimissionario

fin dal lontano 1985. Ho finito.

Complimenti. Esposizione chiara, breve, potente!

Grazie.

Pensi che io credo a uno che è stato più dentro che fuori?

Lì ho studiato. Mi sono laureato in Giurisprudenza.

Mi manca l'esame di Stato, ma lo sto preparando.

Anche se alcuni errori di gioventù

potrebbero precludermi la carriera forense.

Scusate, ho da fare. Non ho tempo per il varietà.

Lolita aveva previsto questa reazione.

- [Malaspina] Buongiorno. - Buongiorno.

- È un piacere vederla. Spero stia bene. - Sì, grazie.

Le do la documentazione, così può seguire. Questi sono i risultati delle mie ricerche

al casellario giudiziario sul signor Trifone.

Come può leggere, non risultano processi né altre pendenze.

Lei chi è?

Avvocato Malaspina del Foro di Bari. Studio legale Malaspina e Uva,

vicepresidente dell'Ordine degli avvocati Regione Puglia e rappresentante legale

- del signor Trifone. - Ah!

Il mio assistito presenterà domanda per ottenere la riabilitazione penale

in virtù dell'inappuntabile comportamento tenuto negli ultimi 30 anni.

Sono fiduciosa che presto otterrà che la sua fedina penale torni immacolata.

Amen.

[Lello] Ecco che arriva.

[Lello] Vedete?

Kenan Ba prende l'uscita dalla tangenziale

che porta direttamente a casa della Digioia alle 17,45.

Chiarissimo.

Scusa, ma a che ora ripassa poi?

No, non ripassa, dottore'.

- Com'è possibile? - Che ha fatto, si è volatilizzato?

Non so che dirvi, abbiamo guardato e riguardato le immagini,

ma di Kenan Ba e dello scooter non c'è traccia.

Per uscire dalla proprietà della Digioia, c'è qualche altro accesso?

- Mi pare che ci sia una mulattiera. - Ah.

- [Antonio] Scusa. - Eh.

[Antonio] Secondo te…

perché Kenan Ba ha preso questa strada invece della tangenziale?

[Antonio] Guidare uno scooter qui non è facile, con i muli, poi.

[Lolita] Secondo me scappava.

- Dici? - Sì, scappava dall'assassino di Suni.

Quello lo ha cercato e quando lo ha trovato, lo ha ucciso.

Oh, sei fissata.

E questo?

[Antonio] Attenta, ti pungi.

- Che cos'è? - Il pezzo di una macchina.

Appunto, che ci fa in campagna il pezzo di una macchina?

Potrebbe essere la macchina dell'inseguitore, no?

Forse hai ragione.

Potrebbe essersi staccato dalla macchina che inseguiva Kenan Ba.

- La macchina dell'assassino. - Oh, finalmente!

Chiamiamo le cose con la giusta definizione, "assassino".

No, è un'ipotesi.

Tu devi starmi a sentire.

Finalmente.

[uomo] Finalmente.

- È vero che somigli a Lancillotto. - Me lo dicono in tanti.

Ginevra, posso offrirti da bere?

- Certo, beviamo. - Non aspettavo altro.

La stessa cosa che ha preso lui.

[Lolita] Non c'è nessuno.

[Lolita] C'è qualcuno?

- Come mai non c'è nessuno. Gioca la Bari? - No.

- È un'ecatombe. - Dove stanno tutti?

[qualcuno canta] [Lolita] Sento cantare, Anto'.

[Antonio] Arriva dal terrazzo.

[Scivittaro canta in dialetto barese]

- Sssh… - Che succede qua?

- Oh, Caterina. - Ciao.

- Quanto sono belli. - [Caterina] Lo hanno dimesso a sorpresa.

Mi ha detto che voleva salutare il papà.

- Hai fatto bene. - Grazie del regalo.

- Hai avuto un bellissimo pensiero. - Figurati!

Ero in ufficio a mandare le mail e li vedo arrivare tutti e tre…

Non potevo crederci, stavo per svenire.

- [Lolita] Immagino. Mamma mia! - [Antonio] Sono bellissimi.

- Che fai con una griglia in mano? - Dobbiamo capire che modello è.

Che ci vuole? Dammi qua.

Allora, questo…

È di una berlina grigio metallizzata. Sicuramente una marca tedesca.

- Stava in mezzo a una mulattiera. - È saltata a causa del fondo stradale.

È un modello basso, non è adatto a quel tipo di terreno.

Ho capito di chi è. Vieni con me. Espo', devi fare una ricerca.

- Subito. - Ciao, Cateri'.È finita la ricreazione!

- [Antonio] Ciao, Caterina. - Arrivo.

- Oh, vuoi rubarmi il lavoro? - Eh!

- A voi. - [Marietta] Grazie.

- Sei splendida. - Tu sembri un miraggio.

- Non sei tu! - Chi?

- Il cavaliere della festa. - Quale festa?

- Scusi, questo è suo? - No, era qui da quando sono entrato.

"Se tu vedi, è perché non la vedi.

Se più non vedi, è perché la vedi."

Allora?

È un altro indizio.

Arrivederci.

- Niente. - Niente.

Vabbè, andiamo.

[rombo di motore]

- Buongiorno. Si ricorda di me? - Certo.

Volevo parlarle di Suni. Può accostare un attimo?

- Sì. - Grazie.

[Lolita] Vai, Anto'!

[Lolita] Silente, l'auto del sospettato ha imboccato Strada Pantaleo.

- Strada Pantaleo. - [Silente] Ricevuto.

[Silente] Faccio convergere i colleghi.

- [Lolita] Dimmi, Espo'. - [Lello] Ho fatto ciò che avete chiesto.

[Lello] Dalle immagini si vede uscire dalla tangenziale il veicolo alle 17,15

- in direzione masseria di Suni. - Non torna indietro, giusto?

- [Lello] Giusto. - [Lolita] Grazie, Lello.

[colpi di clacson]

[sirena]

Ho fatto degli investimenti sbagliati in cripto valute.

Quando il mercato è crollato, mi sono trovato scoperto,

così ho pensato di prendere dei soldi dal conto dell'azienda.

Per me era facile, ero l'amministratore.

Ho cominciato sottraendo piccole somme e poi…

Poi ci ha preso gusto.

Solo che Suni se n'è accorta, mentre il padre non se n'era mai accorto.

Sì.

Quando Suni è subentrata in azienda,

ha voluto controllare tutto.

[Marietta] Ne avrete discusso.

Certo.

Era amareggiata, delusa.

Diceva che da me non se lo sarebbe mai aspettato e…

- Se… - Se non avesse restituito il denaro,

l'avrebbe denunciata, è così?

Infatti.

Quel pomeriggio io sono andata da lei per cercare di farla ragionare.

Suni, io prima o poi avrei detto a tuo padre questa storia dei soldi.

Ero sicuro di farcela, ma quando sono arrivato lì,

lei mi si è rivoltata contro.

Ha cominciato a dire che avevo tradito la memoria del padre

e tutto quello in cui credeva. Urlava che ero un viscido bastardo.

Come ti permetti?

Come si fa a farsi offendere così da… una ragazzina?

È una cosa che…

Suni!

[Umberto] Quando ho visto che… aveva perso conoscenza,

ne ho approfittato e… l'ho impiccata.

Credevo che sarebbe stato preso per un suicidio.

[Marietta] La scritta sulla porta?

[Umberto] L'ho fatta con il rossetto che stava nella sua borsa.

Camus era lo scrittore preferito di mia nipote e…

Era per rendere tutto più credibile.

[Antonio] E…

Di Kenan Ba che ci dice?

Ho dovuto farlo. Quello mi aveva visto.

Certo, immaginiamo.

Ora però ci dice come l'ha fatto.

- Non voglio venire! - Dai!

- Vieni qua. - [Anna] Lasciatemi stare.

- [Lolita] Ahò! Che state facendo? - Signo', la portiamo a casa.

Ah, non mi sembra che lei sia d'accordo.

- Ma vedi questa! - Che cazzo vuoi?

Voglio portarvi in questura. Favorite i documenti, subito!

- Agente… - Agente "a soreta"! Dai!

Io ho una bella memoria, ricordo il nome di tutti quelli come voi.

Per stasera vi è andata bene, ma rigate dritto! Su, via!

Andiamo.

- Lasciami. - Ti aiuto.

Lasciami.

- Senta, ci porta un altro caffè doppio? - Sì.

Quindi il pigiama party?

Così gli ho detto, sennò non mi faceva andare.

Hai mentito a tuo padre per andare in discoteca?

- Ci vanno le mie amiche. - Tutte mentono ai genitori?

Qualche volta.

- Lo dirai a papà? - No.

Grazie.

Perché glielo dirai tu.

D'altronde che mi aspettavo?

Senti, Anna, non è una cosa contro di te,

ma non posso non accompagnarti a casa.

Prego.

Grazie.

Dai, bevilo.

Questo ti farà sentire meglio.

Un altro po', dai.

Grazie. Davvero, non so come ringraziarti.

Poteva finire male, molto male.

Ti rendi conto? Mhm?

Mi hai mentito e non è la prima volta.

Perciò non vai a Milano dal tuo fidanzato.

- Aspetto da un mese! - Non mi interessa!

Perché non ci si può fidare di te!

Brava! Ora ti danno una promozione?

- [Leon] Che c'entra! - Un aumento?

- Magari ti fanno una statua. - [Leon] Anna!

- Fanculo. - [Leon] Come? Anna, vieni qua!

[Leon] Non ti permettere!

Scusa, io non so più quello che devo fare.

No, non preoccuparti, va tutto bene. Adesso devo andare.

- Ti accompagno. - No, stai. Conosco la strada. Ciao.

[squilli di cellulare]

Pronto?

- Ciao, Lolita. - [Lolita] Signor questore.

- La giustizia non dorme mai. - Avevo promesso

- che ti avrei tenuta aggiornata. - Ha novità su Domenico?

- [Jacovella] Su di te. - Su di me?

Il Pm non ha gradito l'irruzione alla fabbrica di dischi.

[Lolita] Immagino.

[Jacovella] Ha delegato un altro per il rapimento di Domenico.

Vabbè, possiamo collaborare, no?

- [Jacovella] No, tu non collaborerai. - Ma come?

Sei troppo coinvolta emotivamente, è pericoloso.

Sta dicendo che io non posso occuparmi di salvare la vita a un ragazzino?

Te lo sto ordinando.

- Lei lo sa, io vado avanti da sola. - [Jacovella] Te lo sconsiglio.

Se lo fai, avvio un procedimento disciplinare.

- Perché mi parla così? - Tra una settimana testimonia Angelo.

Stiamo per mettere le mani su una grossa organizzazione criminale

e io non ti consentirò di rovinare tutto.

[Lolita] Poi a un certo punto nella vita arriva la paura.

[Lolita] Succede, anche se sei una poliziotta, anche se sei adulta.

[Lolita] Ti trovi ferma su un marciapiede e non sai da che parte andare.

[Lolita] Non riesci a fare altro che rimanere immobile,

sperando che passi.

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