All language subtitles for Le.Indagini.Di.Lolita.Lobosco.3x02.Se.Vuoi.Morir.iTALiAN.DSNP.WEBRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

- Loli', guarda che belle triglie. - Chi le prende? Sono quelle di Natale!

[pescivendolo] Lo giuro, le ho prese ora.

Stai zitto o ti arresto per frode alimentare.

[Lolita] Il motivo per cui vale la pena di vivere lo trovo in tutto quello

che mi piace da morire

come la luce di Bari che si riflette sul mare,

l'aria salmastra che mi fa sentire viva

e tutte le facce della mia infanzia

che mi ricordano quanto è bello stare qua,

ma anche quanto è doloroso

perché a volte i ricordi sono troppi

e non mi lasciano respirare.

[battito di ali]

[scatto del caricatore]

Ieri mattina intorno alle nove, tornava a casa dopo aver fatto la spesa.

Gli hanno sparato dal palazzo di fronte con un fucile di precisione.

- Da un appartamento? - Sì, dal terzo piano e c'è mancato poco.

Non soltanto per lui.

Passava una gita scolastica quando il killer ha sparato.

Mhm.

- Come lo hanno individuato? - Non si sa.

Comunque lo abbiamo già trasferito, abbiamo fatto tutte le procedure.

Gli abbiamo anche cambiato il nome.

- Deve essere stata una talpa. - È probabile.

Quelli della Protezione Testimoni si sono attivati subito.

Il tribunale ha spostato di un mese la testimonianza.

Meglio.

- Vuole parlare con te. - Quando?

- Ora. - È qua?

Ha detto che se non parlava con te,

non avrebbe più testimoniato.

Io non nulla da dirgli.

- Non voglio cedere ai suoi ricatti. - Lo so.

Infatti è un ordine, non un'opzione.

Devi parlarci, Lolita. Veniamo a capo di questa storia

e chiudiamo i conti con gli assassini di tuo padre.

Ovviamente questo non è mai accaduto.

Ovviamente.

Che vuoi?

Allora?

Sì, scusa, io…

Da mesi ricevo minacce da sconosciuti. Perciò ti cercavo.

- Ti troveranno un posto più sicuro. - Non c'è un posto più sicuro.

Vogliono uccidermi per impedirmi di testimoniare.

Il problema è che se non ci riescono, proveranno a piegarmi colpendo chi amo.

Tu non ami.

Non sai neanche che cosa vuol dire questa parola,

quindi non corro alcun rischio.

Che posso fare per dimostrarti che sei l'unica persona che amo al mondo?

Niente.

Abbi cura di te.

Tutto a posto?

Sì, a posto. È tutto suo.

Hai visto?

Quando non vuoi andare a dormire la sera, la mattina sei uno zombie.

- Latte… - "Latte…"

Andiamo a prendere il latte a questo bimbo.

Dai, forza.

- Come si dice? - Grazie.

Bevi, dai.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Oggi abbiamo un matrimonio e non mi sono ricordato?

- Ci siamo svegliati simpatici? - No, era per dire.

Se tu così, per sbaglio,

lanciassi un occhio al calendario, capiresti che alle 9 ho la riunione.

Sì, con il direttore del personale. Tu non mi lasci dire le cose.

Vabbè, ho scritto tutto qua.

Per prima cosa bisogna portare i piumoni in lavanderia.

- Devono metterli sottovuoto. - Come la melanzana?

Amore, è importante il sottovuoto.

Poi devi telefonare al pediatra per i vaccini

e accompagnare Federico in piscina, però soprattutto riprenderlo.

- Non fai come l'ultima volta, vero? - Confermo.

Vabbè, per una volta che è successo, mi state crocifiggendo.

Eh, poi c'è da fare la spesa, quello è scontato…

Ah, se proprio vuoi vincere il premio marito dell'anno,

passi l'anticalcare sul soffione della doccia perché non più passa l'acqua.

Confermo, sembra il deserto del Sahara.

- [ridono] - Sì, ma per fare tutte queste cose,

devo prendere una settimana di aspettativa.

- Io lo faccio soltanto in un giorno! - Che c'entra?

Tu sei donna, sei multitasking,

- come il polpo. - [Porzia] Eh, Antonio?

- Uomo e donna sono uguali. - Sì.

Multitasking si impara con l'allenamento. Capito? Non si nasce.

Tu muoviti, dobbiamo andare.

- Antonio, facci sognare! - Sì.

- Ma niente caffè? - È nel microonde.

Facci volare, papà!

Il caffè nel microonde. Che paura!

- Buongiorno. - Ci siamo "acchittati", eh?

Scommetto che è per una certa compagna di scuola.

Beh… diciamo di sì. Diciamo di sì.

No, ma… il rockabilly ti sta bene. Ti dona.

- Rocca che? - Eh… Come "rocca che?"

Roccasecca! Rockabilly, no?

Il gel, il ciuffo, la banana.

Rockabilly sembra più il nome di un dinosauro.

Ah, dinosauro!

Bobby Solo? "Una lacrima sul viso"?

No, sinceramente no.

[Alessio] Dov'è la tazza?

Ale! Neanche Little Tony?

No, sinceramente no.

Mah!

Ma… Stai bene, però. Sei bello a papà.

Grazie, pa'.

- [Lello] Quello a destra mi piace. - [Caterina] Mhm…

Anche il secondo a sinistra è interessante.

No, è troppo acceso.

Infatti ho detto "interessante", però è troppo acceso, troppo…

Il tortora che avevamo scelto non andava bene?

- Mi fa tristezza. - Ah, però diffondeva bene la luce.

- Dai, quale scegliamo? - Non lo so.

- A me piacciono tutti. - Come fanno a piacerti tutti?

Vabbè, ci penso mentre vado in questura e ti chiamo? Facciamo così?

È che mi sono un po' perso nelle 50 sfumature di verde.

Che poi… Se fossero state di grigio…

No, per dire…

Se facciamo un lato azzurro e l'altro rosa?

Bravo, così gli facciamo subito capire che sono diversi.

Perché, non sono diversi? Uno è femmina e l'altro…

- Non doveva venire tua sorella? - È andata a un seminario di yoga.

Ah, come non detto.

Amo', scusa, si è fatto tardi, tardi.

Vai, vai! Però pensaci, per cortesia.

Ci penso! Però se ne scegli uno,

- io sono con te, sempre. - Sempre.

- Ti amo! - Sì.

- Marie'. - Oh!

Che faccia che hai! Tutto a posto?

Stai comoda? Un caffè?

Magari, sì.

Esposito!

Esposito!

- Eccolo! - Che è successo?

Buongiorno, dottoressa Carrozza e…

Niente, ho avuto solo un po' di problemi cromatici in famiglia,

ma penso di risolvere con un verde sabbia.

Il verde è salvia. Verde salvia.

- Salvia. - Due caffè.

Subito.

- Che fai qua? - Niente, dovevo prendere dei documenti.

C'è un traffico di stupefacenti che mi impegna molto.

Vedo.

Poi volevo dirti che stasera hai un impegno.

- Con chi? - Con me.

No, non mi porti in uno dei tuoi appuntamento al buio.

No, no, stasera andiamo a una festa in maschera a Villa Mari.

- Non posso. - Sì, puoi.

- No, no, no. - Alfredo Mari e il marito Salvatore

sono i re del jet set barese.

Fanno feste che neanche a Hollywood e vogliono conoscerti.

Che m'importa?

Se c'è una possibilità di trovare un maschio di classe A, è stasera.

Ancora con il maschio di classe A o classe B?

I maschi sono tutti uguali. Sono un disastro, specialmente dopo i 40.

O hanno una collezione di disagi psichici oppure hanno una tiella di figli.

Sì, vabbè, questo lo sappiamo, ma bisogna provarci sempre.

- Arrendersi mai! - Stai in forma.

- Abbastanza. - Comunque no, poi non ho il costume.

Secondo te ti lasciavo questa scusa a disposizione?

- [Lolita] Sei tremenda. - [Marietta] Guarda qua!

Marie', dove vai?

Oh, mamma mia…

Ecco qua, guarda che gioiellino!

- Mhm? - Perché non vai con tuo marito?

- No, deve guardare i bambini. - Vai con Nicola mio.

Sì, ora vado a una festa con l'amante! No, no, no.

Questa serata è tutta nostra.

A me con questo addosso non mi avrai mai!

Espo', è vero che ogni tanto ci vuole una pausa per rigenerarsi?

- [Lolita] Sì, come no. - [Lello] Sì.

- Che c'è… No, grazie. - [Lolita] L'hai ordinato tu.

Ora non mi va. Che c'è di meglio di una festa in maschera

per salutare l'inizio della stagione del teatro dell'opera di Bari?

- [Lolita] Eh! - [Antonio] Eh, infatti.

Va in scena il "Don Giovanni" di Mozart.

Ah, mi mancava Wikipedia man!

"Madamina, il catalogo è questo." Atto primo, scena quinta.

♪ In Italia seicento e quaranta ♪

♪ In Alemagna duecento e trentuna ♪

♪ Cento in Francia, ♪ ♪ In Turchia novantuna ♪

♪ Ma… ♪

♪ Ma in Ispagna son già mille e tre ♪

Mille e tre, eh?

- Bravo, Antonio! - Modestamente.

- Tu vorresti rinunciare a tutto questo? - No!

Io senza di te non ci vado.

- Va bene, ti accompagno. - Ah!

Però te lo dico, eh? Io a mezzanotte voglio stare a casa.

[canta in milanese] ♪ E io la donna bionda non la voglio ♪

♪ E io la donna bionda non la voglio ♪

♪ Tutti gli uomini ♪ ♪ Le fanno la ronda e io la donna bionda ♪

♪ Tutti gli uomini ♪ ♪ Le fanno la ronda e io la donna bionda ♪

♪ Non la voglio, no ♪ ♪ Arrivederci, dottoressa. ♪

Arrivederci, Scivi'.

- Tutto a posto? - Sì, perché?

- Non lo so, avete come una nebbia. - La nebbia?

Tu hai la crisi d'identità da quando fai questo repertorio.

Non c'è pericolo. Ho sette generazioni di baresità nelle vene.

Se trovi la fidanzata milanese, che fai?

Bah, non lo escludo, però sa come si dice.

- "Moglie e buoi…" - Dei paesi tuoi.

Meno male! Sentivo già odore di cozze allo zafferano.

♪ E io la donna riccia non la voglio ♪

[Lolita] Non parte la macchina, dammi una bottarella dietro!

♪ E io la donna riccia non la voglio ♪

[Scivittaro] Oh, oh!

♪ Donna riccia Fa i capricci e io la donna riccia ♪

- ♪ Io la donna riccia… ♪ - [Lolita] Vai, vai!

♪ Donna riccia fa i capricci. ♪

[Lolita] Grazie!

♪ E io la donna grande non la voglio ♪

- Documento, prego. - Documento.

Questa no!

Ehm… Scusate, ma…

Devo allontanarmi un attimo.

Ma… Hai la carta d'identità scaduta?

No, l'ho controllata stamattina. È valida fino all'anno prossimo.

Forse abbiamo portato troppe valige. Ti ho detto che il cappotto non serviva.

- Mio cugino me l'ha detto. - Cosa?

- Là c'è il clima continentale. - In che senso?

- Scusi, signore. Dovrebbe seguirmi. - Che succede?

Un semplice controllo. Non si preoccupi.

Perché proprio lui?

Superiore, io ho un caciocavallo in valigia.

È per mio cugino, ma se è vietato, lo lascio.

- Lo lascia. - Prego, mi segua.

E ora?

- E ora? - No, no.

Prendi un caffè. Un secondo, Nunzia.

[Nunzia] E ora?

[hostess] A lei, signora.

Prego.

Mi scusi.

[Lolita] Domenico.

Lolita!

Che fai qua?

Stavo andando in questura e ho deciso di passare a salutarti.

- Che combini? - Sto finendo di sistemarla.

- Bravo. - Poi la porto a Peschici.

Bravo. Sei diventato proprio bravo.

Angelo mi ha insegnato tutto ciò che dovevo sapere.

- Infatti mi manca. - Sicuramente tu manchi a lui.

- Tu sai dov'è? - No.

- Se lo sapessi, non lo diresti, giusto? - Giusto.

Beh…

Se ti capita… digli che qua manca a tutti.

Non mi capita, ma va bene.

Bravo.

[dialogo non udibile]

[Lolita] Che macchinoni!

Se non fossi conciata così, sarei venuta con la Bianchina.

[Marietta] Quale Bianchina? Stasera qua c'è la "creme de la creme".

- [Lolita] Quale creme? - Non fare la Mazza di Scopa.

- [Lolita] Mmm.. - Che la festa cominci!

[canta un'aria lirica]

Benvenuti! Scegliete le vostre maschere.

- Grazie. - Buonasera.

[Alfredo] Marietta, finalmente!

Alfredo carissimo! È meraviglioso.

- Guarda chi ho portato. - Dottoressa Lobosco.

Siamo contenti che sia venuta.

Piacere, Salvatore. È bello averla qui.

Molto lieta. Grazie per l'invito.

Che bei costumi, che bella casa!

- Quella maschera è meravigliosa. - Un regalo di Alfredo.

L'ho fatta fare da un artigiano veneziano a mano.

Solo pezzi unici, come noi.

Adesso scegliete la vostra maschera. Tra poco inizia il ballo.

Dovremo avere tutti il volto coperto.

Sarà fatto!

L'ultima volta che ho messo una maschera stavano per ammazzarmi.

Vabbè, è acqua passata, ora divertiamoci!

Ben detto!

[Lolita] Con tutta la frenesia che hai, chissà che serata mi aspetta!

[dialoghi non udibili]

- [Marietta] È bellissimo. - Solo tu potevi costringermi a venire.

[canta un'aria lirica]

- Beviamo una cosa? - Sì, beviamo.

- [in veneziano] Buonasera, signore! - Che spavento!

Professore, mi ha fatto prendere un colpo.

- No, stasera non sono in servizio. - Eh.

- A mio marito piace fare questi scherzi. - È un burlone.

È un burlone.

Signora Introna, le presento la dottoressa Carrozza.

- Piacere. - Piacere. Carrozza Maria Concetta.

Certo, quinta E, terza fila, banco centrale.

Mia moglie ha una memoria da guinness dei primati.

- Eh! - La professoressa Candeloro?

Mamma mia, che mi ha fatto passare con gli integrali!

Come mai ogni volta che incontriamo un tuo ex allievo,

dice sempre la stessa frase?

Eri brava, ma un po' vivace.

Ricordo la gita di fine anno scolastico.

28 maggio 1998. Eravamo a Valencia, Hotel Continental

e tu cercasti di scappare dalla finestra per incontrare un cameriere

- appena conosciuto al ristorante. - Paco Ribeira!

Un vero poeta. Declamava Neruda mentre serviva la paella.

- Un bono. - Immagino la scena.

- Comunque io sono molto cambiata. - Molto.

Sono sposata, ho due figli e sono innamorata di mio marito

come il primo giorno. Lolita lo sa.

Sì, uguale uguale.

- Che si aprano le danze! - [musica di minuetto]

Mia cara, è il nostro momento.

- Finalmente balliamo! - Signore, con permesso.

- Prego. - Grazie.

Hai capito la Candeloro?

- Anche lei è bella vivace. - E poi diceva a me.

- Dice a me? - Fai la timida?

- Tu resti da sola. - Ma vai.

Vabbè, allora grazie, ballo!

Tutta sola senza neanche una coppa di champagne.

- Leon. - Ah!

Tenente colonnello Leon de Masarat, per servirla.

Scusi se non stata precisa con i gradi.

In realtà non ci capisco niente. Non ho neanche fatto il servizio militare.

Ah, ecco.

- Che ci fai qui? - Alfredo è un collezionista.

È uno dei miei migliori clienti. Ci conosciamo da anni.

- Mhm. - Sono contento di vederti.

- Così contento che non mi hai chiamata. - Non ho il tuo numero.

Se avessi voluto, lo avresti trovato. Volere è potere.

Non la penso così.

Poi ho visto la faccia che hai fatto quando ho detto che ho tre figlie.

- Che faccia ho fatto? - Una faccia particolare.

- Non l'ho fatta. - L'hai fatta.

- No. - Per dirla tutta,

speravo che facessi tu il primo passo.

Balliamo?

Agli ordini.

Sei un tipo di poche parole.

Va benissimo in certe circostanze, però almeno il nome…

Ah…

Va bene.

Festa mascherata, identità segreta.

Mi piace. Eccitante.

[canta un'aria lirica]

Mi hai salvata, cominciavo ad avere mal di piedi.

- Che fatica… e che caldo! - Sì.

- Grazie. - Grazie, Salvatore.

- A che brindiamo? - Brindiamo alle mie caviglie

che mi supportano e mi sopportano ogni giorno.

Allora alle tue caviglie e al qui e ora.

Al qui ora.

Spero che siate qui per una pausa e non perché vi annoiate.

Quale noia! Questa non è una festa, è un manicomio!

Non mi sono mai divertita così in vita mia!

È divertente.

Tu non sei riuscito a portarmi Beatrice Cavalli.

Peccato, volevo mostrarle la mia collezione.

Ha detto che sarebbe venuta, ma gli artisti sono inaffidabili.

Ma dove mi porti, eh?

Guarda che sono una donna sposata, eh?

- Perché tieni fuori la street art? - La street art?

- Ma come può assurgere a… - Signor Alfredo!

- Che succede? - Venite!

- Che è successo? - Una disgrazia! Venite!

- Una disgrazia? - Permesso!

[rumore di passi]

[Lolita] Marie', stai qui? Vieni, sbrigati!

- Che succede? - [Lolita] Vieni!

Scusami, devo andare.

- Mi dica quello che è successo. - Io non so niente.

Io ero sceso solo per a prendere il vino e ho trovato così il signor Salvatore.

- Che ha fatto? - Io mi sono chinato,

l'ho scosso, non rispondeva e sono venuto a chiamarvi.

- [Marietta] Ha avuto un malore? - No, un proiettile.

- Questo è un omicidio bello e buono. - Omicidio…

Il foro è piccolo. È stata usata una pistola di piccolo calibro.

Una 6,5 o addirittura 6 millimetri.

- È stato un rapinatore. - In che senso?

- C'è la cassaforte. - [Marietta] Che conteneva?

Gioielli di famiglia, pietre preziose

che abbiamo comprato in Afghanistan, in Australia, in Sudafrica, in Cina.

- Le collezionavamo durante i viaggi. - [Lolita] Nessun segno di effrazione.

[Marietta] L'assassino conosceva la combinazione.

- Signor Alfredo! - Alfredo!

- È un collasso. Chiamate un'ambulanza! - [Lolita] Ci penso io. Tutti via!

- Gli invitati sono 150. - Mhm.

Bisogna sentirli tutti. Oddio, uno ha un alibi di ferro.

Sentiamo anche le persone di servizio.

L'assassino conosceva la combinazione della cassaforte.

Potrebbe essere un dipendente.

Oppure un invitato che ha pagato un basista.

Controlliamo tutte le telecamere.

Vediamo qualcuno si è introdotto per venire a rubare.

Qualcuno che è entrato ladro ed è uscito assassino.

[vibrazione del cellulare]

- Carmela… - Loli, finalmente!

Da ieri ti chiamo! Dov'eri finita?

A una festa, poi non devo darti conto di quello che faccio. Che succede?

È successo di tutto! Hanno arrestato Trifone.

- In che senso? - [Carmela] Nell'unico, Loli.

[Carmela] I tuoi colleghi lo hanno portato nel posto di villeggiatura

dove ogni tanto spariva papà.

- Oh, Signore! Che ha fatto? - Non lo so, tu lo sai? Non lo sappiamo.

Non… non… Stiamo aspettando la chiamata dell'avvocato d'ufficio.

- Mamma? - Mamma? Mamma!

Cambiamo argomento che ho la pressione bassa.

- Tienila tranquilla. - È una parola, Loli!

Fammi attaccare, chiamo una persona che può aiutarci.

Chiudi. Ciao, ciao, ciao!

Sono il vicequestore Lobosco, posso parlare con l'avvocato Malaspina?

Dottoressa, non mi piace la faccia che fate. C'è qualche problema?

No… nulla di grave.

Dobbiamo tenere d'occhio la pressione perché… è un po' alta.

Così scongiuriamo il rischio di gestosi.

- Gestosi? - È una cosa brutta?

Può esserlo, ma al momento è solo una precauzione.

Siamo quasi al termine.

Caterina non deve essere sottoposta a stress di alcun tipo.

Io le dico sempre di stare tranquilla, di non affaticarsi.

- Non mi ascolta. - Adesso deve farlo,

- per il bene dei suoi figli e per il suo. - Eh.

- Grazie, dottoressa. - Si figuri.

Sì, mamma, tutto bene. Oggi ho fatto gli ultimi esami e…

Devo stare un po' di tempo a riposo, almeno fino al parto.

Volevo chiederti se per caso…

Ti va di venirmi a dare una mano in casa.

Sì.

Sì, certo.

Certo, la ristrutturazione della casa al mare non è uno scherzo.

No, figurati, immagino.

No, no, stai tranquilla, adesso noi… troviamo il modo.

Ci organizziamo… Ci organizziamo da soli, non preoccuparti.

Va bene… Va bene, mamma, ci sentiamo.

Ciao, ciao.

- Che dice? - La ristrutturazione della casa al mare.

Vabbè, perfetto! La troviamo pronta per quando andiamo con i bambini, no?

Prima facciamoli nascere.

Era per dire.

Senti, ma pensavo… Perché non chiediamo a mia madre?

- No, chiediamo sempre tutto a lei. - Lei non aspetta altro, figurati.

- Lo farebbe? - Lo farebbe?

La chiamo subito.

[squilli di cellulare]

- Pronto? - Ma'!

- Pronto? - Ahò!

- Ahò! Sono dietro. - Ah… Buongiorno.

- Che fai qua? - Sapevo che lei aveva la visita oggi.

Non voglio intrufolarmi nelle cose vostre, fare il prezzemolino in ogni minestra.

Il prezzemolino no, però adesso abbiamo bisogno di una mano.

- Io devo stare a riposo. - Riposo assoluto.

Hai visto che avevo il "sumo"? Non c'è problema.

Io che ci sto a fare qua? Tu riposi e io prendo subito servizio.

- Che ti ho detto? - Meh, andiamo!

- Buongiorno, Anto'. - Ciao, Loli'.

[Antonio] C'erano delle impronte sulla cassaforte.

- [Lolita] Ci sono riscontri? - [Antonio] Erano parziali,

cancellate grossolanamente forse per la fretta,

comunque inutilizzabili.

Anto'…

Solo nei film si risolvono i casi con le impronte digitali.

Con tutti questi ospiti e il personale di servizio

- è come cercare un ago in un pagliaio. - [Antonio] Infatti.

[Lolita] Buonasera.

- [infermiera] Buonasera. - [Lolita] Mi dispiace disturbarla, ma…

Più siamo tempestivi nel nostro lavoro, più siamo efficaci.

Le prime 48 ore dopo un omicidio sono decisive.

Voi state facendo il vostro lavoro, ci mancherebbe.

Mi dispiace accogliervi così, ma devo riposare.

Del resto ormai c'è poco da fare.

Mi preparo all'eterno riposo.

È come se in tutti questi anni, tra me e la malattia ci fosse stato

un patto di non belligeranza e ha funzionato, eh?

Almeno fino a quest'ultima recidiva.

Quando ho capito di non farcela più, ho organizzato questo ballo

per festeggiare la vita fino alla fine con le persone che amo.

Povero Salvatore!

Nemmeno nei miei incubi peggiori avrei mai pensato

di potermene andare dopo di lui.

Mi dispiace, immagino che non sia facile.

Non lo è.

Io posso solo dirle che noi faremo di tutto

per assicurare alla giustizia l'assassino di Salvatore.

- Grazie. - Noi stiamo seguendo la pista del furto.

Sarebbe utile sapere qualcosa di più sulla cassaforte.

Per esempio… perché avevate deciso di tenerla in cantina.

Casa nostra è sempre stata un porto di mare.

Abbiamo pensato di metterla nella parte meno frequentata della casa,

solo da noi e dal personale di servizio.

Lei non ha dei sospetti?

No, no, nessuno era a conoscenza della combinazione.

Invece del cameriere,

il ragazzo che ha trovato il corpo, sa dirmi qualcosa?

Lui? No, lui è persona fidata, assolutamente.

Poi non sa nulla della cassaforte.

Va bene, la ringrazio per il momento.

Arrivederci.

[Lolita] Mari non c'è stato di aiuto. Gli ospiti che dicono?

Procediamo con gli interrogatori,

ma erano tutti presi dal ballo in stile Luigi XIV.

Nessuno ha visto né sentito niente. Qua non caviamo un ragno dal buco.

- Dobbiamo allargare lo sguardo. - Sì, ma dove?

Non riusciamo a uscire dalla cantina.

Proviamo a ricostruire la tempistica dell'omicidio.

Salvatore è passato da me intorno all'una.

Il cameriere ha dato l'allarme all'una e 45.

È stato assassinato in quel lasso di tempo.

- Su questo non ci piove. Aspetta. - [squilli di cellulare]

- Espo', capiti a fagiolo! - [Lello] In che senso?

Devi dirmi qualcosa delle telecamere di videosorveglianza di Villa Mari.

Eh, ci sto lavorando,

però qualche mese fa hanno aumentato le telecamere

e ci sono ore e ore di video.

Per caso gioca la Bari oggi?

Ehm… Dovrebbe, sì…

L'anticipo delle 18,30, però il collegamento è alle 18.

Se vuoi vedere la Bari,

- sbrigati a trovare l'assassino! - [squilli di cellulare]

È il paese dei campanelli oggi? Sì?

Sono io.

Come?

- Vengo subito. - Che è quella faccia?

- Figlio uno ha fatto un altro casino. - Ah, che casino?

Non lo so, ma dalla voce della preside mi sa che è bello grosso.

Tre punti al labbro ed è un miracolo che i genitori non l'abbiano denunciato.

[Antonio] Io ho la morte nel cuore, veramente.

Non so proprio che dire.

Non era mai successo che mio figlio picchiasse qualcuno.

Non so che dire, ma certe cose nella mia scuola

- non sono assolutamente ammesse! - Assolutamente.

Per questo la sospensione di tre giorni è inevitabile.

Speriamo che serva a farlo riflettere sul suo comportamento.

Va bene. Cammina, vai!

Glielo garantisco io. Arrivederci.

Arrivederci.

[campanella]

Ho un figlio teppista. Mio figlio è un teppista.

Adesso dimmi come ti è venuto in mente di prendere a pugni quel ragazzo

e non provare a dirmi fesserie

perché io sento lontano chilometri l'odore della menzogna.

Ti ricordi che lavoro faccio, no? Avanti, parla.

- Enzo Rubino. - Chi è Enzo Rubino?

Uno di quinta E, quello con il motore.

Alessio, te lo chiedo con gentilezza. Non farmi saltare i nervi!

I miei amici l'hanno vista con lui, nell'ora di Educazione Fisica.

Sono andati dietro i campi di pallavolo e mi hanno preso in giro.

- Chi hanno visto? - Valentina.

Non ci ho visto più, ho dato un pugno al primo che ho trovato.

Tu prendi a cazzotti le persone per una battuta cretina?

Che hai in testa, la marmellata?

Non lo so…

Quando lo saprà tua madre, senti. Io stavolta glielo dico.

Non credere che dopo la storia dell'aereo ti copro un'altra volta.

Io sono tuo padre, non tuo fratello.

- Va bene? - Dai, papà, per favore.

Se mamma lo scopre, mi chiude in casa finché non divento maggiorenne.

- Se ti va bene. - Chiederò scusa.

Farò tutto quello che devo, ma io devo vedere Valentina.

Quando diventerai un uomo adulto e responsabile, la vedrai.

E… È che non posso pensare di non stare al banco con lei.

Che cosa?

Al banco?

- È la mia compagna di banco. - Valentina è la tua compagna di banco?

Allora questa è una malattia ereditaria.

Dottoressa, forse abbiamo qualcosa.

Questo frame viene da una delle telecamere di sorveglianza del locale caldaie.

È una nuova, aggiunta il mese scorso.

Bravo, Lello. Adesso dobbiamo cercare questo monaco.

L'ignoto ritratto nel frame

potrebbe essere Santo Massari fu Vito Antonio, di anni 35

identificato da Adelmo Pironti, fu Gaspare

di professione capo giardiniere a Villa Mari.

Il Pironti, interrogato in merito, riferisce

che Santo Massari lavorava nella villa fino a tre mesi fa,

poi licenziato da Mari, dopo una brutta lite,

perché accusato di avere rubato un decespugliatore.

Quindi la telecamera del locale caldaia

è stata messa dopo il licenziamento di Massari, giusto?

- Giusto. - Quindi abbiamo un sospetto.

Eh, sì. Quindi se abbiamo un sospetto, dottore'…

- Va bene, te lo sei meritato. - Grazie, dottore'.

Avvisa i ragazzi di convocare Santo Massari.

- Subito. - Senti?

- Sì. - Forza Bari.

- Sempre, dottore'. - Oh!

Ehi! Ah, scusate.

Perché dovevo partecipare alla festa?

Ero stato licenziato senza una giusta causa.

- È proprio sicuro di quello che dice? - Sicuro? Sicurissimo.

Secondo me, si sta sbagliando con qualche altra festa.

Senta…

Se c'è un momento buono, che sia uno,

per dire la verità, è questo.

Ecco.

- [Lolita] Allora? - [Massari] E va bene.

Mi sono imbucato per sbugiardare Mari davanti ai suoi amici.

Dovevano sapere dell'ingiustizia che avevo subito.

Con l'occasione ha pensato di prendere i preziosi come risarcimento.

- Non sono un ladro. - Però il marito di Mari l'ha vista…

- E lei lo ha ucciso. - Non sono nemmeno un assassino.

Quando Salvatore mi ha detto della malattia di Alfredo, mi sono vergognato.

Non ce l'ho fatta ad affrontarlo e sono andato via.

Noi dovremmo credere a questa botta di empatia? Senza una testimonianza?

Ha capito che c'è un movente grande come una casa contro di lei?

Non sono stato io!

Calmo!

- A che ora è andato via da casa Mari? - Non ricordo.

Ma in giardino una persona mi ha chiesto se gli lasciavo il posto dell'auto.

E dicci, chi sarebbe questa persona?

- Aveva la macchina scura. - Come tre quarti del parcheggio.

Ve lo ripeto, a tutti e due.

Non sono stato io, va bene?

Questo lo stabilirà il tribunale, per il momento lei sta qui con noi

e non se ne va presto, chiaro?

Poi una cosa.

L'educazione, sempre.

Educazione!

"L'uccello piscia il letto e il culo ha le mazzate."

Portatelo via.

- Cammina, forza. - Ho capito.

- Andiamo. - Devi stare zitto!

- [Lolita] Ciao, ma'. - Ciao.

Questo banchetto per trenta persone è solo per noi?

- Quando ho i pensieri, devo cucinare. - Dobbiamo cucinare.

Ho parlato con l'avvocato Malaspina. Domani incontra Trifone.

Lui gli spiega bene e vedrai che si mette subito in moto.

- Eh, speriamo bene. - [Lolita] Non preoccuparti.

Trifone è una brava persona. Di sicuro è un errore.

- [sfrigolio dell'olio] - Abbassa la fiamma, così le fai flambé.

Non le sta friggendo, le sta torturando!

Oh, per piacere! Quando cucino, non voglio sentire niente.

Poi se Trifone ha combinato qualcosa, non voglio vederlo più.

Esagerata.

Dottore! Scusi il disturbo.

- [Nunzia] Scusi il disordine. - Scusi il disordine.

- Ciao, Leon. - [Leon] Ciao.

- Che fai qui? - Scusa, se non fosse stato urgente,

- non ti avrei disturbata. - Figurati, dimmi.

Stasera stavo guardando il telegiornale

e ho visto dell'arresto di quell'uomo per l'assassinio di Salvatore.

- Santo Massari, il giardiniere. - Non è stato lui.

- Ci sono parecchi indizi a suo carico. - Lo so, ma ha un alibi di ferro.

- Sarebbe? - Lo hai di fronte.

Quando sono arrivato alla villa, una macchina usciva dal parcheggio.

Ho chiesto se mi lasciava il posto.

Era lui, la stessa persona del telegiornale.

- Tu lo hai visto allontanarsi? - L'ho visto andare via.

Ah…

- Scusa, devo andare in questura. - Certo.

- Ho un debito con te. Ciao! - Non mancherà tempo.

- Il dottore che voleva? - Niente. Io vado.

- Tutte queste melanzane chi le mangia? - Conservale, vengo a prenderle domani.

- [Nunzia] Stasera che mangi? - Ciao.

Però è troppo sciupata, eh?

Sì, è sciupata. Come sono?

Non male. Quando sei nervosa, cucini meglio.

- Beh, poi sono dell'orto di Trifone. - L'orto di Trifone è un'altra cosa.

Cretina.

Spatafora, riconosce qui le persone che organizzarono e posero in essere

l'omicidio di Nicola Lobosco detto Petresine?

- Sì, le riconosco. - Può indicarle alla Corte?

Sono loro.

Chiedo che sia messo a verbale che il teste ha identificato gli imputati

come responsabili dell'omicidio. Grazie.

È in grado di identificarli personalmente?

- Sì. - Proceda pure.

Rocco Carminio,

Nicola Lo Bue,

Davide Quadro.

[spari]

[vibrazione del cellulare]

Pronto?

[Antonio] Loli'… devo darti una brutta notizia.

Mamma mia, Anto', che nottataccia! Dimmi.

[Antonio] Loli', il cantiere di Angelo è andato a fuoco.

Come è andato a fuoco? Ci sono feriti? Domenico come sta?

[Antonio] No, il cantiere era vuoto. Non ci sono feriti, stai tranquilla.

Meno male. Va bene, sto arrivando.

[voci non udibili]

L'incendio è stato domato, a breve vi darò le notizie.

Crediamo che l'incendio sia divampato intorno alle tre di stanotte.

- Immagino che sia doloso. - Non abbiamo elementi per dirlo.

- Ah. - Ora scusatemi.

Dobbiamo mettere in sicurezza l'area.

- Prego, prego. - Grazie.

- Che dici, Anto'? - Eh, che dico?

Con il fuoco non si scherza, Loli', soprattutto in un posto enorme

pieno di potenziali inneschi.

Io sono sicura che questa cosa c'entra con il fatto

che Angelo è diventato collaboratore di giustizia.

È stato minacciato, vogliono che ritratti.

- Scusa, che ne sai tu? - Lo so.

Ho capito, vi state sentendo ancora.

Loli', è una situazione delicata. Io mi ero raccomandato.

Le regole, le regole prima di tutto.

Ma tu vuoi farmi morire dalla preoccupazione?

Ti sembro una che vuole farti morire dalle preoccupazioni?

Che c'entra? Io mi preoccupo di te a prescindere.

- Chi stai chiamando? - Domenico.

[segreteria] Ciao, sono fuori per lavoro. Ti chiamo quando torno.

- Allora? - È fuori, c'era la segreteria.

È andato a Peschici a portare una barca. Mi sono ricordata.

Meno male, va'.

- Allora ci hai preso gusto. - [Marietta] Quasi quasi cambio lavoro.

Tu invece?

Eh, io ho avuto un risveglio difficile.

- Hai sentito del cantiere di Angelo? - L'ho sentito alla radio mentre venivo.

- Parlano di cortocircuito. - Così pare.

- Perché, hai qualche altro sospetto? - No, figurati.

E quello?

- No, ho un… Ho un lavoro per te. - Ah, sì?

Mi sono fatta dare dal fotografo della festa l'hard disk con tutte le foto.

Ecco la fregatura. E quindi?

Devi aiutarmi a trovare una persona.

Parliamo dell'uomo misterioso con cui ti sei imboscata alla festa?

- Bravissima! Sei sempre sul pezzo. - No, è che tu sei monotematica.

- Non sappiamo che faccia ha. - Perciò mi sono fatta dare le foto.

- Magari in qualcuna è senza maschera. - Sai di quante foto parliamo?

Per questo sono qua, anzi chiama gli altri.

Sì, metto a disposizione tutta la questura

nel bel mezzo di un caso per il tuo uomo misterioso?

- Dai, un aiutino, Loli'. - No!

Nella caffettiera mettete polvere da sparo?

- Vi piace, dottore'? - Diceva che è una schifezza.

Pure io che chiedo…

Comunque questo cavaliere ha un bel personale.

[Marietta] Vero, eh?

- Spalle da nuoto. - Sì, è anche alto.

- Però direi più pallavolo. - Anche pallacanestro.

"Altezza, mezza bellezza", come si diceva ai miei tempi.

I tuoi tempi erano anche i miei!

Intanto non toglie mai la maschera.

Torna indietro. Qua.

- Che succede? - Ingrandisci.

[Lolita] Di più.

Vedete il polsino? È diverso.

[Lello] Sì, è macchiato di rosso.

Però non era macchiato di rosso.

Vedi?

[Lello] Com'è possibile? Da vivo è macchiato e da morto no.

Tranne se i don Giovanni…

Non sono due, due vestiti da don Giovanni.

Come fa l'altro don Giovanni ad avere il vestito uguale a quello della vittima?

È strano.

[Lele] Non lo so. Che orrore! Certi scempi andrebbero denunciati.

[Lolita] Mi pare di capire che questo costume non l'ha fatto lei.

- [Lele] Piuttosto mi amputerei le mani. - [Lolita] Eh!

[Lele] Guardi come cade male la giacca, la forma, il volume.

[Lele] Non parliamo della camicia! La trama, lo spessore.

[Lele] Se quella è seta, io cambio mestiere.

Eppure i due vestiti si somigliano molto,

come se qualcuno avesse voluto farne uno identico.

Impossibile, i miei pezzi sono unici. Non mostro in giro i modelli.

Non so, magari qualcuno è venuto qui.

Ha visto il vestito in lavorazione su un manichino, non lo so.

Anche un bozzetto.

Sono venuti tre amici di Alfredo a noleggiare gli abiti per questa festa.

Hanno girato parecchio tra i modelli.

- Ah, sa dirci i nomi? - No, ma posso controllare sulle fatture.

- Lei fa le fatture? - Sempre, è la legge.

Bravo.

- Hai visto? - Strano.

Ha una pena residua da scontare di 23 giorni di reclusione

- per un vecchio reato di contrabbando. - Trifo', ti risulta?

Se è scritto sui documenti, vuol dire che le cose stanno davvero così.

Non ero uno stinco di santo, si sa.

Di sicuro è qualcosa che si è perso nei passaggi burocratici.

Non si preoccupi, spiegherò tutto al magistrato di sorveglianza

che sicuramente terrà conto delle circostanze eccezionali.

Lei è finito in uno di quei mille cavilli procedurali della giustizia,

ma la faremo uscire presto, stia tranquillo.

- Trifo', non sei contento? - Eh?

- Perché hai quel muso? - Non è per me qua, no!

È per Nunzia, chissà che ha pensato!

Non è venuta a trovarmi, Loli', eh.

- Mamma sull'argomento è particolare. - Eh…

Poi si calma, le passa, non preoccuparti.

- Eh? - Sì.

Speriamo bene.

Siamo passati dalla melanzana ripiena all'armadio ripieno?

Ho cucinato tutto quello che ho trovato. Finito tutto.

- Quindi? - Niente, sono ancora nervosa.

Non ti sembra di esagerare? È un malinteso, ora Trifone torna a casa.

Ho già sentito queste parole, indovina da chi.

Non è che siccome papà aveva la "capa fresca", ce l'ha pure Trifone.

Ogni volta diceva che era innocente e chissà come mai non gli credevano.

Entrava e usciva, entrava e usciva

ed era sempre la solita persecuzione contro il povero Nicola Lobosco.

Proprio tu mi dici che devo fidarmi di uno che dice "sono innocente"?

[Lolita] Dimmelo di nuovo, la prima volta non mi hai convinta tanto.

[Petresine] Tesoro, stavolta sono innocente.

Ti giuro, non so perché mi hanno chiamato in questura.

Forse gli manchi troppo. Stai più con loro che con noi.

[Nunzia] Portagli rispetto.

Ha detto che con quel trasporto di sigarette non c'entra!

- Non preoccuparti per me, sto a posto. - Io non mi preoccupo per te, pa'.

Tu sei quello che sei, un delinquente. Io mi preoccupo per me.

Con quale biglietto da visita entro in Polizia?

Con un papà finito in galera tre volte in cinque anni?

Anche se ora sei innocente, sei colpevole per non avermi fatto fare una vita onesta.

Ma', tu hai ragione…

Però, tu sai quanto sono rigida, mi sono resa conto che sbagliavo.

I delinquenti non sono tutti uguali.

Non è tutto bianco o tutto nero. Ogni caso è a sé.

Forse hai ragione,

ma io non ce la faccio a rivivere certi momenti.

Allora ero giovane, avevo due figlie da crescere,

ma ora sono stanca. Voglio godermi un po' di tranquillità.

Chiedo troppo?

Non chiedi troppo.

- Rimango a dormire con te stasera? - Me lo chiedi pure?

Non l'ho mai vista così arrabbiata.

Forse l'ultima volta era ai tempi dell'ultimo arresto di papà.

Povero Trifone! Speriamo che si convince.

- Mannaggia a lei e a quanto è capa tosta! - Lo so.

[squilli di cellulare]

- Chi è? - Chi?

- Il telefono. - Sconosciuto.

Pronto?

- Hai visto che ho trovato il tuo numero? - [Lolita] Non avevo dubbi, basta volerlo.

È venuto il momento di saldare il mio debito?

Che intuito! Come sei messa domani sera?

Bene. Tu? Devi sistemare le bambine?

No, la grande si sistema da sola, le piccole sono a cena da amici.

- Mhm… - [Leon] Quindi sono tutto tuo.

- Devo preoccuparmi? - Perché?

Non succederà nulla che non desideri.

Mhm. Va bene, ci vediamo domani sera.

- Buonanotte, Lolita. - [Lolita] Buonanotte, Leon.

- Oh! - Eh?

Vai a ceni con quel bono da paura?

Faccio quello che posso. La guerra è guerra.

Mi devi un favore, Loli.

[Lolita] Dicono che le persone si dividono in due categorie,

quelli che vedono il bicchiere mezzo pieno e quelli che lo vedono mezzo vuoto.

[Lolita] Io non so a che categoria appartengo,

ma ho capito che il bicchiere che ho incontrato mi piace molto.

- Allora noi andiamo! - [Porzia] A stasera!

E ora? A scuola mi hanno sospeso, a casa non posso stare.

Adesso ti porto da Scivittaro

che ha messo a disposizione casa sua.

Tu stai buono buono lì,

poi quando è l'orario che a scuola suona la campanella,

tu vieni a casa, perfetto.

- Devo stare tutto il giorno a casa? - Ale,

pensati agli arresti domiciliari.

Che vuoi fare?

- Eccoli. - Oh! State ancora qua?

No, lo stavo spronando a imparare le poesie a memoria.

- Oggi nessuno impara… - Quella che mi dicevi…

- "Tanto gentile e tanto onesta pare… - La donna mia quando…"

- Quand'ella… - Quand'ella altrui saluta."

Eh… Poeta? Sei andato in lavanderia a lasciare i piumoni?

- Certo, sono andato. - Hai detto di metterli sottovuoto?

Mado'! Lo avevo sulla punta della lingua.

"Sotto, sotto…" Mancava "vuoto".

Non fare come tuo padre da grande.

- Mamma, è tardi, a scuola. - Forza!

- Sì, comunque ripasso in lavanderia e… - E vai!

- Andate prima voi. - Andiamo! Madonna mia!

Oh, è tosta tua madre, eh?

Andiamo.

Loli', ho notizie delle persone che hanno noleggiato i costumi

- da Lele Valente. - Sentiamo.

- Stavolta lo hai detto. - Che ho detto?

Ti amo.

- Ho detto "sentiamo". - No, hai detto "senti, ti amo", a me.

- Lavati le orecchie. - Vabbè, sarà.

Il primo è Luca Erminio che dichiara

che la sera della festa ha avuto un attacco di depressione

ed è rimasto a casa con la moglie e la figlia.

- L'altro è Riccardo Nacilleraci. - Mhm.

Lui è andato alla festa

ed è stato tutto il tempo con un gruppo di amici suoi.

- Questi hanno confermato? - Sì, tutti e sei.

Bene, ma tu avevi detto che erano tre.

Ci sto arrivando.

Il terzo è Cosimo Gallo. Questo…

Dichiara che è andato via prima di mezzanotte.

- Convochiamolo subito. - Va bene.

Ho sentito "ti amo", comunque.

- [Lello] Dottoressa? - Sì.

Controllavo i movimenti bancari della vittima e ho notato una cosa strana.

- Ho pensato di dirvela subito. - Che hai notato?

Ci sono diversi bonifici a favore dell'azienda Modelleria Serio.

Trattano oggetti artigianali di lusso.

Mhm. A quanto ammontano questi versamenti?

- Dodicimila euro. - È una bella cifra.

- Sì. - Vabbè, andiamo a parlarci subito.

- È carino. - Scusate l'attesa.

Questa azienda è a conduzione familiare. Teniamo noi la contabilità

e a volte si fa un po' di confusione.

- Non si preoccupi, faccia con calma. - Grazie.

Anto', il mondo sta veramente cambiando, fanno tutti la ricevuta.

Io non ne sarei così sicuro.

- Vedi come sei? - Come sono?

Un pregamorto. Dammi cinque minuti di felicità!

Meh…

- Eccola! - Ah, bene.

A che si riferisce questa fattura?

È la cover di uno smartphone

con incisione a sbalzo e incastonatura di diamantini su fondo oro.

- Arte povera. - [schiocco di lingua]

- Una battuta. - Ah.

- [Lolita] Questa è la firma di Salvatore? - Non lo ha ritirato lui.

- Chi è stato? - Non ricordo.

Dovrei controllare sul registro, ma chissà dove l'ho messo!

"CG", "CG", "CG"…

È Cosimo Gallo.

Le suona questo nome? Cosimo Gallo.

Lui! Brava. Non dimentico mai i nomi.

- Grazie. - Arrivederci.

Arrivederci.

- [Caterina] Ispira… - [Santa] Mhm.

Espira lentamente.

- Aum! - Mentre butti fuori l'aria, fai l'omm…

- Aum… - Adesso fai il vuoto attorno a te.

Deve risuonare come in una stanza deserta.

- Come nella chiesa di San Nicola. - Sì, diciamo di sì.

Aum…

- Proviamo insieme. - Sì.

- Ammm… - Aum…

Aum…

- Aaah! - Aaah!

- No, Santa! - No, Santa…

- Santa, sto male! - Come "sto male"?

- Chiamiamo l'ambulanza? - No, dobbiamo andare subito!

- Come ci andiamo? - Mi accompagni tu.

- Con che cosa? - Le chiavi della macchina sono in borsa!

- Devo guidare io? - Sì!

- Io non guido dall'89. - Non preoccuparti.

- È come andare in bicicletta. Ahia! - Madonna Gesù!

Auuum!

Io e Salvatore avevamo una relazione.

La cover era un regalo per il nostro primo anniversario.

[Lolita] Alfredo Mari, il marito, non sapeva nulla della relazione?

Avevamo deciso di trasferirci in una delle sue proprietà, una volta…

Una volta che Alfredo Mari fosse morto.

Così potevate coronare il vostro sogno d'amore, no?

Questo le aveva detto Salvatore, poi forse ha cambiato idea

e lei ha deciso di ucciderlo

- e prendere i preziosi come risarcimento. - Non è andata così.

- [Lolita] Com'è andata? - Io e Salvatore ci amavamo davvero.

Volevamo passare tutta la vita insieme,

ma lui non aveva il coraggio di lasciare Alfredo.

Era molto legato a lui, nonostante non lo amasse più.

Considerando il suo stato, abbiamo deciso di aspettare.

Ci sembrava giusto.

Mhm…

Però Salvatore gli ha mentito e questo non è giusto.

- Voleva solo proteggerlo. - Non si protegge nessuno dalla verità.

La verità prima o poi viene fuori.

So che sembra tutto contro di me, ma non sono stato io.

Non c'ero quando Salvatore è stato ucciso!

Sono andato prima di mezzanotte a casa.

Può provarlo?

[suoneria di cellulare]

Scusate, è Caterina.

[sottovoce] Pronto?

- [colpi di clacson] - Lello… ci siamo! È il momento!

Non mancano due settimane?

Lo so, ma non l'ho deciso io, lo hanno deciso loro!

Dove sei? Stai andando in ospedale in ambulanza?

Sono in macchina, con tua madre!

- Sta guidando lei? - Dovevo guidare io o i gemelli?

Quella ha investito Grisù il giorno in cui ha preso la patente.

- Chi è Grisù? - Che c'entra Grisù! Madonna!

Era uno Yorkshire bellissimo. Povera bestia.

Comunque tu dille di andare a 40 Km orari e di mettere le quattro frecce.

- Io sto arrivando. - Sbrigati, ti prego!

Lello, muoviti! Madonna…

- Mado', come… - Vai, Santa, vai!

[Santa] Sto andando! Sto andando!

[Santa] Madonna!

- [Santa] Piano piano… - [Caterina] Aaah…

- [Lello si schiarisce la voce] - Scusate.

- Espo', tutto a posto? - Sì, dottore'.

Bisogna avvertire la Stradale, sta guidando mia madre.

Devo andare.

Dicevamo?

- [Antonio] Hai capito che ha combinato? - [Lolita] Un bel guaio.

- [Lolita] Che ha detto Porzia? - Porzia? No, Porzia non lo sa.

- Non lo hai detto a Porzia? - No.

- So che può sembrare un'imprudenza… - Eh!

Lei sta passando un momento complicato.

L'adattamento al lavoro, è molto tesa, ha mille cose a cui pensare.

Poi, anche se la violenza non ha giustificazioni…

- No, non le ha. - Io che ho detto?

Però Alessio lo ha fatto per amore

della sua compagna di banco.

Che dici?

Se tu avessi picchiano uno per me a scuola, io mi sarei proprio incazzata!

- Infatti io non ho mai picchiato nessuno. - Eh!

Che dire? Mi ha fatto tenerezza.

Senti, Anto', io sento odore di guai.

- [Lolita] Ora te l'ho detto! - [Antonio] Me l'hai detto.

[Antonio] Vabbè, ho capito. Cambiamo argomento.

Eh.

- Mi dici che hai in mente? - Ho avuto un'intuizione.

- Un'intuizione? - Sì.

È dato sapere di che intuizione si tratta

o faccio prima a portare libagioni all'oracolo di Delfi?

Lasciami fare. Se ho ragione, abbiamo risolto il caso.

Io ho pensato e ripensato alla dinamica dell'omicidio.

La cassaforte aperta, la cantina, i gioielli,

ma qualcosa non mi tornava.

- Sai che cosa, Alfredo? - No.

Perché fare un furto durante una festa con 150 persone

quando puoi farlo in ogni altro momento?

Una festa in maschera è un ottimo modo per introdursi in una casa

e agire indisturbati senza essere notati.

Sì, è vero,

però la confusione è anche un ottimo modo per nascondere qualcos'altro.

Per esempio un piano architettato nei minimi dettagli.

- Mi permetti di avanzare un'ipotesi? - Prego.

Ipotizziamo che tu abbia scoperto che tuo marito Salvatore

ti tradisse con un altro che si chiama Cosimo Gallo.

[Lolita] Ipotizziamo che i due volevano andare a vivere insieme

e godersi la tua eredità dopo la tua morte.

[Lolita] Ovviamente questa cosa ti ha provocato rabbia, delusione

tale da decidere di ucciderlo.

Ma ti serviva un alibi e hai organizzato la festa in maschera.

[Lolita] Sei andato dal tuo sarto, Lele Valente

e hai fatto confezionare per te il costume da commendatore

e per Salvatore quello da don Giovanni.

Poi da un altro laboratorio

fai confezionare il doppione dell'abito di Salvatore.

[Lolita] Durante la festa ci avete ricevuto insieme.

[voce non udibile]

[Lolita] Poi approfitti della confusione della festa

e con una scusa porti Salvatore giù in cantina

e lì gli spari.

[Lolita] Poi apri la cassaforte, prendi i gioielli

e insceni il furto.

[Lolita] Vai in camera tua. Ti cambi di abito.

[Lolita] Togli quello da commendatore e metti quello da don Giovanni.

[Lolita] Cali la maschera e torni nel salone.

[Lolita] Ti fai vedere da tutti.

[Lolita] Loro credevano di avere visto Salvatore.

Invece Salvatore era già morto.

[Lolita] Poi sei corso in camera e ti sei ricambiato.

[Lolita] Hai messo i tuoi panni da commendatore.

[Lolita] Sei tornato alla festa e guarda caso vieni proprio da me

a fare due chiacchiere. Io sono l'alibi perfetto.

Quanti assassini possono vantare di avere come alibi un poliziotto?

La tua ipotesi è molto intrigante, Lolita,

ma immagino che tu non possa provare una parola di quello che hai detto.

Immagini bene, però potremmo uscire dalla retorica dell'indagine, no?

- E come? - Potresti confessare.

Perché dovrei?

Per non portarti nella tomba questo rimpianto.

Ah…

"Pentiti, cangia vita, questo è il momento."

Sai che cosa risponde don Giovanni a questa richiesta?

"Io no che non mi pento, vanne lontan da me."

Complimenti, un plauso all'erudizione del collega.

Tu hai una fantasia molto generosa, Lolita,

ma non penso che possa esserti utile nel tuo lavoro.

Adesso vi prego di lasciarmi solo. Sono molto malato e devo riposare.

Sai, Alfredo?

Tu sai tutto dell'opera, ma sai poco di me.

Non è mia abitudine lasciare un crimine impunito, specie un delitto.

Io troverò le prove.

Non sarà difficile trovare chi ha fatto il doppione del costume di Salvatore.

Penso che ci rivedremo molto presto.

"Di sasso ha il core o cor non ha."

Mai parole furono più appropriate.

Tu sei sicura di riuscire a trovare l'autore dell'abito contraffatto?

No, non ne sono per niente sicura.

Lolita.

Ogni volta che dici di non essere sicura di riuscire a fare qualcosa,

puntualmente ti sei smentita. Sai che significa?

- Che significa? - Sei la peggior nemica di te stessa,

però sei talmente piena di talento che alla fine riesci in tutto o quasi.

Sai tu che dovresti fare? I tutorial di autostima.

Ora ci penso. Come li chiamiamo?

- Che ne so? - Che ne dici…

"Sei troppo forte, parola di Antonio".

Mado'! E che cosa, Anto'!

- No, eh? - No.

[sparo]

La pistola, Loli'.

È la stessa con cui ha ammazzato Salvatore.

Si è chiuso il cerchio.

Inghiottito dalle sue colpe, come don Giovanni.

"Restati, barbaro, nel lezzo immondo,

esempio orribile di iniquità."

- Gesù, Giuseppe, Maria, che devo sentire! - Io che devo sentire!

I turisti vengono da Helsinki e gli facciamo mangiare un'imitazione?

- Capiscono assai, quelli! - Oh! È la terza guerra mondiale?

- Peggio. - Vuole fare la tiella con le zucchine!

Mia nonna e mia madre le mettevano e anch'io le metto.

- Viene buonissima! - Tua nonna era straniera!

- Era di Napoli. - Appunto!

[Carmela] È impazzita, non puoi neanche toccarla.

Al telefono non vuole rispondere più. Trifone ha chiamato almeno 17 volte oggi.

- [squilli di cellulare] - Niente.

- Diciotto. - Trifo'.

Loli'!

Sei tu!

Scusa, puoi passarmi tua madre?

Sì, un attimo.

- Mamma, Trifone vuole parlare con te. - Non voglio parlare!

- Non vuole parlare. - Non si risolvono così i problemi.

Non voglio problemi, perciò non gli parlo.

Non gli parla!

Trifo'… No, è impegnatissima.

[Lolita] Stasera hanno un gruppo di Helsinki.

- Sta facendo la tiella, è complicata. - Certo, se non la sa fare!

- Sssh! - Senti, Loli'.

Io non me la sento di telefonare a Nunzia,

però per piacere, cerca di far ragionare tua madre.

Sì, sì, ma non preoccuparti, stai sereno.

Qui risolviamo! Si sistema tutto, non preoccuparti.

- Ci vorrebbe la scomunica! - Chiamiamo l'esorcista, per due zucchine!

- Ok, qua è tutto pronto. - Anche io ci sono.

Mado', non si respira! A quanto stanno le "contratture"?

- Ho dimenticato di contare. - Non serve contare.

Mi fanno il cesareo. La dottoressa lo ha appena detto.

È vero, il cesareo è meglio in caso di parto gemellare, è più sicuro.

- Quindi la respirazione non serve. - [infermiera] Lei respiri, male non fa.

- Scusi. - No, ci mancherebbe!

L'anestesia ha fatto effetto, sì?

- [Lello] Sicuro che non sentirà niente? - La signora non sentirà nulla.

- Lei non lo so. - In che senso?

- Niente, la dottoressa scherza. - Ah…

- Lei respiri. - Sì.

- Sta respirando? - Sì.

[dottoressa] Eccoci. Procediamo con l'intervento.

- [Lello] Sei pronta, amore? - Io sì, tu?

Sì, stai tranquilla, ci sono io. Stai tranquilla.

Madonna mia… Su "Domani genitori" non parlavano della sudorazione.

Sto sudando parecchio, eppure qui non fa caldo, giusto?

- Giusto. Vedrai che ora ti passa. - Giusto.

[dottoressa] Bisturi.

Come bisturi? Non mi sento tanto bene…

Ho tipo un… giramento…

Lello!

Non era pronto.

[pianto di neonato]

Eccolo!

[Marietta] Hai deciso cosa ti metti?

Ancora no? Sbrigati!

Beate te, Loli'. Io sto come un'anima in pena.

Ho dato persino buca a Nicola mio.

Sì, mi ha aspettato due ore in albergo.

Non lo so, è che… ho paura che non troverò mai il mio cavaliere.

No, è troppo difficile. Abbiamo provato e non ci sono riuscita.

Sì, vabbè, tu dici che… Scusa un attimo, eh?

Scusa un attimo. Ti devo richiamare, Loli'.

Giova', senta! Ha visto un uomo che…

- Però… Dica. - Vabbè, lasciamo stare!

È gravissimo quello che hai fatto.

Non si picchia un compagno e la prossima volta lo dici a me.

- Non a tuo padre! - Eccomi a casa!

[Antonio] Eccomi.

- Che è successo? Chi è morto? - Dimmelo tu, dai!

Io sono tornata a casa prima e indovina chi ho trovato sul divano

bello, a giocare ai videogiochi in pieno orario scolastico!

Pa', da Scivittaro è pieno di gatti. Io sono allergico.

[sottovoce] Zitto, non dire una parola. Poi parliamo, io e te.

- E… Posso spiegarti tutto. - Io non lo so, non lo so!

Non so come hai fatto a nascondermi una cosa così grave!

Ma tu… che razza di genitori pensi che siamo?

No, Porzia, io l'ho fatto per non disturbarti.

Tu ultimamente hai tante cose da fare.

- Aspe', non disturbarmi? - Sì.

Come ragioni? Mio figlio aggredisce un compagno di scuola

tu non mi dici niente e fai di testa tua senza consultarti con me!

Ho capito

e… ho sbagliato.

Ti chiedo scusa. È che mi ha fatto tenerezza.

Si è innamorato della compagna di banco e allora…

Antonio, il problema non è quello che è successo.

Il problema è che tu mi hai esclusa da una decisione

che dovevamo prendere insieme!

Insieme? Io non ti vedo mai.

Ah, quindi è questo il problema.

Anto', io lavoro!

Devi mettertelo in testa! Non faccio più la casalinga.

- Infatti la faccio io. - Che cosa?

Sì! La mattina esco da questa casa,

vado alla lavanderia per i piumoni sottovuoto,

accompagno quello sciagurato da Scivittaro, poi vado in ufficio,

sto lavorando a un caso che mi sta togliendo l'anima

torno a casa dopo dieci, dodici ore

e io non voglio sentirmi sotto processo perché un adolescente ha fatto la cazzata

di innamorarsi della sua compagna di banco, no!

E statevi bene!

E no!

[Lolita] Posso sapere dove stiamo andando?

Ancora? È una sorpresa, te l'ho detto.

- Non mi piacciono le sorprese. - No?

- No. - Perché?

- Mi agitano. - Sì?

Sì.

Scommettiamo che stavolta ti faccio cambiare idea?

Dici?

Siamo arrivati.

Prego.

[Leon] Benvenuta nella chiesetta di San Martino.

Attenzione, il pavimento è sconnesso.

È rimasta chiusa per sessant'anni

e oggi riaperta… Aspetta.

Eccezionalmente per te.

[voci non udibili]

[Leon] Avevi ragione, è proprio bello qua.

- [Lolita] Sì, è un posto magico. - [Leon] Ci vieni spesso?

[Lolita] Ci vengo quando devo sgomberare la testa e di solito vengo da sola.

Perché hai deciso di trasferirti a Bari?

È successo dopo la morte di mia moglie.

Ho pensato che era meglio cambiare aria per le bambine e anche per me.

- Ha funzionato? - Sì.

Oddio, c'è voluto un po', ma direi di sì.

Questa è una città strana, difficile da capire,

però quando ti accoglie, lo fa con grande entusiasmo

che raramente ho trovato altrove.

- [Lolita] La galleria come è nata? - La galleria…

Non lo so più nemmeno io. Ho sempre sognato di aprirne una mia.

Ho cercato un posto, l'ho trovato e l'ho aperta.

- Che posto, poi! - Sì.

Però la vita è strana.

C'è voluto un grande dolore per farmi fare un passo così importante.

- E tu? - Io?

- Mhm. - Io sono nata qua.

- E? - E poi sono scappata.

- Ah! - Poi sono tornata, mi mancava troppo.

E…

Relazioni, uomini…

Ho avuto storie molto complicate.

Poi le ultime due… sono state anche molto dolorose.

Una l'ho chiusa perché la distanza non aiutava.

L'altra è stata una storia…

Che aveva un passato troppo ingombrante.

- La verità sai qual è? - Mhm?

È che sono un casino.

Nessuno può capirti meglio di me.

- Ah, sì? Perché? - Sono un casino anch'io, un casino vero.

[Lolita] Bene.

Senti…

Ma se noi provassimo a…

Sommare questi due casini, che succederebbe?

- Una tragedia? - Penso proprio di sì.

Però possiamo provarci.

- Sì? - Sì.

Ciao.

Ciao.

Il fatto è che Alessio… aveva paura che tu lo punissi.

Certo che lo punisco. Anto', noi siamo i genitori.

Dobbiamo insegnargli la responsabilità, però dobbiamo farlo insieme.

Hai capito? Loro imparano da quello che facciamo.

Sì, ho capito.

- Posso entrare? - No!

- Come no? - No.

- Perché no? - Perché?

Perché hai insegnato ai nostri figli che si scappa dai problemi

- urlando, sbattendo la porta! - Sì, ma…

E quando è passata la rabbia, si torna a casa come se niente fosse

e senza la minima idea di come affrontare questo problema.

- Beh, allora? - Allora?

Allora prendi le tue cose e mi lasci sola.

Ti voglio fuori da questa casa, subito!

[notifica]

[Leon] Aspetta un momento.

[Anna] Ciao, papà. Martina ha 37 e mezzo e ha mal di pancia. Ti vuole a casa.

Arrivo subito.

- Niente, mi dispiace. - Figurati.

- [Leon] È stato bello. - Bellissimo.

- [Leon] Ci vediamo presto. - Assolutamente sì.

- [Leon] Oddio! - Anto'!

- Sì, Loli'… - Che fai qua?

Lolita…

No, è che… È tutto sold out Bari.

Gli hotel sono pieni per la Fiera del Levante.

- Da quanto stai qui fuori? - Ho bussato, ma è che…

- Forse dormivate. - Dormivamo.

- Lui è Leon, un mio amico. - Molto lieto.

- Piacere. - Lui è Antonio Forte, il mio collega.

- [Antonio] Sì. - Ah! Beh…

- Io… vado. È meglio. - Ciao.

- Non fare domande. - Prendo la valigia.

- Che è successo? - Un cataclisma.

Un terremoto di nono grado della scala Mercalli, uno tsunami, una bufera.

- Vabbè, hai reso l'idea. Con Porzia? - Esatto, avevi ragione.

Grazie, Loli', tu per me sei un porto sicuro e…

- Da domani trovo un'altra sistemazione. - Non dirlo nemmeno!

- Dai, vieni. - Grazie.

[notifica]

"Raggiungimi al cantiere."

[Lolita] Che fai qui?

Sono il proprietario, devo essere presente al sopralluogo del magistrato.

Da quando il magistrato indaga a quest'ora?

Ho ricevuto questo.

[vocale Domenico] Angelo, mi dispiace metterti in un guaio.

- È Domenico. - [vocale Domenico] Ho provato a scappare,

ma non ci sono riuscito. Io sto bene,

ma per favore, fai quello che ti dicono, sennò faccio la fine di Salvo il cantante.

[uomo] Hai capito, Angeli'? Non fare scherzi

e niente sbirri se ci tieni al ragazzo. Qui la pistola è già carica.

Dove vai?

[Lolita] Sono un'idiota! La barca non si è mossa da qua.

Gli avranno fatto registrare la segreteria per guadagnare tempo.

Lo hanno rapito per non farmi testimoniare.

Lui è scappato, qualcuno ha sparato e ha preso qualcosa di infiammabile.

- Così è partito l'incendio. - Mhm. Io te l'ho detto.

Avrebbero colpito me o chi mi sta più a cuore.

Ho paura che succeda qualcosa a Domenico.

Non succederà. Non lo permetterò.

[Lolita] Ci sono momenti nella vita in cui tutto si ferma

e non conta più niente.

[Lolita] Eventi che cambiano le tue priorità

che toccano qualcosa che hai a cuore, qualcosa di importante

e tu non puoi fare niente per impedirlo.

[Lolita] Ti senti piccolo come una formica, impotente,

ma tu sai che devi fare qualcosa.

[Lolita] Non sai cosa, ma sai che lo farai.

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