All language subtitles for [Italian (auto-generated)] Un professore Stagione 3 Episodi 7 [DownSub.com]

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Original subtitles

Nella confusione

miliardi di persone,

solo un'occasione quaggiù.

>> Ciao.

>> Ciao. Buongiorno.

>> C'ho una fame stamattina. Ciao, io vado.

Ciao.

>> Ma non mangi niente?

>> No, faccio colazione coi miei compagni.

>> Ok, ci vediamo al pullman.

>> A dopo.

>> Divertiti. Grazie.

>> Ciao.

>> Buongiorno. Prof.

>> Ci vediamo là.

>> Sì, sì.

>> E poi ricordati che oggi arriva l'ordine

della narrativa spagnola, però

controllalo perché l'ultima volta.

>> Ciao ciao.

>> Ciao.

>> Ciao. Buongiorno.

>> Ciao Alba.

>> Hanno fatto dei casini, capito?

Eccoci qua.

>> Ehm, vogliamo dire ad Alba.

>> Ah, sì, sì. Allora, Alba, senza che ti

che ti preoccupi, insomma, io ieri sono

andato a parlare con quei tizi che ti

chiedono soldi.

>> Ma perché?

>> Aspetta, aspetta, non è andata bene,

sono riuscito a prendere tempo e ora

abbiamo 30 giorni per restituirli.

>> Eh, va bene, grazie. Ma ma io dove li

trovo €6000 in 30 giorni?

>> Beh, poi

ci pensiamo, no?

>> Sì. in qualche modo facciamo

>> assolutamente. Vabbè, noi adesso

dobbiamo andare, eh, perché

>> Sì, anch'io vado, devo andare in

libreria.

>> Ok,

>> allora ciao.

>> Sta tranquilla.

>> Sì, va bene. Eh, grazie.

>> Prego.

>> Ciao.

>> Grazie.

>> Va bene, andiamo.

>> Ma che sei venuto in moto?

>> Sì, sono venuto in moto.

>> E com'è? Sei tornato giovane?

>> No, non sono tornato giovane, sono

giovane.

>> Eh, certo. Beccchio, solo io qua.

>> No, neanche tu. L'altro giorno, mentre

arrivavi a scuola, ho visto due studenti

che ti guardavano il sedere.

Sì, è vero.

>> Ma senti che stai a di a Dante e ti

guardavo nel sedere come del resto sto

facendo io adesso.

>> Ah, venita.

>> È una cosa naturale.

>> No, senti, invece

>> un attimo se metter la giacca. Sono

contenta che questa questa cosa di Alba

si stia risolvendo.

>> Ecco. Eh, allora, in realtà non ho detto

tutto. Ecco.

>> Certo.

>> Eh, insomma, quei due, che non so

neanche come definire adesso hanno

alzato il prezzo e vogliono €60.000. 000

>> €60.000

>> Sì.

>> Ma tanti come facciamo?

>> Come facciamo? Io ho deciso che appena

torniamo dalla gita vado a Pantera e

risolviamo questa cosa.

>> Sì, bravo. Parla con lui. Infatti te

l'ho detto, eh. Eh,

>> mannaggia. Ma guarda tu.

>> Dimmi quando ci sei.

>> M

>> Ci sei?

>> Sì.

>> Abbracciami,

abbracciami bene. Senti

>> sì. Dante,

>> grazie. Ah, ora sento il battito del tuo

cuore. Ma

>> che se briagode oggi. Danno

uno sconto pazzesco.

>> Ma che ti sei portato? Un clarinetto, un

classnico?

>> No, no, oggi no. Oggi ho portato un

telescopio, fare un po' di osservazione

astronomica con i ragazzi.

>> Che bello.

>> È una buona idea.

>> Sì, certo.

>> Oh, guarda qua.

>> L'hai visto?

>> Sì.

>> Vabbè, io vado. Eh,

>> no, li ho finiti.

>> Dai, uno.

>> No,

me lo dici che c'hai? Fighissimo.

>> Mi hai neanche salutato? Ti ho fotto

qualcosa?

>> Guarda, è meglio se non parlo.

>> No, Simone, adesso parli, dai.

>> Senti, io sono buono e gentile, ma se

c'è una categoria che non sopporto sono

i bugiardi. È chiaro?

>> Perché lo dici a me?

>> Perché lo dico a te. Sono venuto a

cercarti ieri sera al ristorante. Volevo

chiarirmi con te. Indovina un po' non

c'eri?

>> Perché stavo male. Ma glielo gliel'ho

detto, sono andato via.

>> Cazzata. T'hanno licenziato.

>> Come licenziato?

Sì, regà, mi hanno licenziato. Allora,

cosa devo fare i manifesti? Ve l'avrei

detto con calma, ve l'avrei detto.

>> E ci avresti detto anche che hai rubato

i soldi alla cassa?

>> Chi te l'ha detta sta cosa?

>> I camerieri.

>> Ma che cazzata! Secondo te io mi metto a

rubare i soldi?

>> Mi spiace, non ti credo. Guarda,

>> comunque grazie per avermi tenuto il

posto.

>> Figurati. Mia!

>> Ah, un regalo per te.

>> Un regalo?

>> Sì. M

>> Cos'è?

>> Eh, aspetta. Tieni.

>> Ti piace?

>> E sì, è bellissimo. Perché?

>> Perché a casa ne ho altri tre. Perché

sei l'unico ragazzo del mondo

occidentale che non ha un cellulare.

E perché te lo meriti?

>> Ti ho già aggiunto al gruppo di classe,

così hai numeri tutti.

>> Eh, lo vuoi o no?

>> No, certo che lo voglio e non so come

ringraziarti. E non lo fare

pure te? Ma che cazza c'ha? Ma siamo

andati scuola?

>> Mi spiace moltissimo per quello che sta

vivendo Alba.

>> Sì, sì.

>> Ha fortuna che insomma che sta con te da

sola.

>> Cavete bisogno di qualcosa? Dimmi pure,

eh.

>> No, no, grazie. C'è già Dante che che mi

dà una mano.

>> Capisco.

Cioè non neanche capisca proprio, eh,

nel senso che tu mi hai detto che lui

non fa più parte della tua vita, però

invece mi sembra che ci sia sempre.

>> Certo che c'è. Certo.

>> Ci siamo soltanto detti che è meglio

stare lontani, però non vogliamo

perderci. Ok. Siete amici, diciamo.

>> Io ho chiesto al profici

>> amanti?

>> Non siamo neanche amanti.

>> Mh. Allora, facciamo così. Siete un po'

più che amici, un po' meno che amanti.

>> Allora, siamo

molto più che amici, eh, ma molto meno

che amanti.

>> Ok. No,

>> che pensi?

>> M

>> che pensi?

>> Ah, cosa starà facendo Manula adesso?

>> Ah, sicuramente danni.

>> Sicuramente sì.

>> Ti manca?

>> Sì, abbastanza.

Poi è un periodo un po' strano, quindi

mi farebbe bene parlare con lui. M

>> manca anche a me quello scemo. Ah, però

è tranquillo che torna presto perché

tanto con mio padre non va d'accordo.

Cioè, sono troppo diversi,

>> dici?

>> Sì.

>> Allora, lo aspettiamo.

Senti, torno dietro che mi dà un po'.

Ok,

>> prof.

>> Sì.

>> Mi serve un consiglio.

>> Sì, dimmi.

>> Io ho paura che Laura si sia stufa di

me.

>> E tu come lo sai? Avete parlato?

>> No, perché ho paura di quello che

potrebbe dirmi,

>> cioè perché io mi sono sentito sempre un

miracolato a sta con una come lei.

>> Ma guarda che le persone si trovano nei

modi più disparati. proprio bello. Il

bello dell'amore, capito? Ognuno si

piace come gli va, no? Come gli pare.

>> No, no, no, no. Certo, però non lo so.

Ma secondo lei c'avrà un altro?

>> E che ne so io? Eh, non so. Vai lì,

glielo chiedi. Tranquillo, una cosa

tranquilla. Normal.

>> Va bene.

>> Ragazzi, scusate un momento di

attenzione. Allora, io avrei un

programma per stasera. Direi che

potremmo andare lì vicino all'abbazia,

portare i sacchi a pelo, una chitarra e

il mio telescopio e metterci a guardare

il cielo. M che ve ne pare? Ah, bello.

Anita, che dici?

>> Idea pazzesca. Che bello,

>> bello, no? Bello. Ci sta, ci sta. Ma

però questo c'ha avuto proprio una bella

idea.

Ragazzi, venite, venite, venite tutti

qua. Venite, venite, venite. Ci siamo

tutti. Allora ragazzi, molti di voi

giustamente si saranno chiesti perché

siamo venuti qui all'inizio, non vi

nascondo che me lo sono chiesto anch'io,

però poi dopo lunga riflessione sono

arrivato alla conclusione che questo sia

il posto giusto, perché perché questa sì

è una gita, è vero, ma questo è

soprattutto un passo verso quel viaggio

più lungo che è la vostra maturità e nei

prossimi mesi scoprirete quant'è

importante stare insieme, collaborare ed

è lo stesso pensiero che fece nel VI

secolo Benedetto, Ma Benedetto San

Benedetto.

>> Sì, però non era ancora santo. Era un

ragazzo come voi, peraltro come voi di

Roma, e non sopportava il caos, la

violenza, la corruzione. Lui cercava

semplicemente un posto dove trovare una

risposta alle sue domande e dopo un

lungo giro vagare, cercando questo

posto, arrivò qui e fondò questa abbazia

che in realtà era un luogo dove alcuni

si incontravano per per lavorare

insieme, per pregare sicuramente e per

studiare esattamente come una classe.

>> Io non so se riuscrei a vivere in un

posto del genere, ma manco io. Mi viene

l'ansia.

>> E chi lo dici?

>> Prof. È da una vita che sto in un luogo

di pace.

Benvenuti.

Io sono padre Astolfo,

>> Dante Balestra, professore di filosofia.

>> Molto lieto.

>> Sono Anita Ferro. Molto piacere.

>> Salve.

>> Leone Rocc, insegnante di fisica.

>> Salve. Siamo molto felici di potervi

ospitare nella nostra comunità. Prego,

seguiteci.

>> Grazie. Ci siamo. Vai, vai.

Quella è la statua di San Benedetto

morente sorretto dai suoi discepoli.

È una grande ispirazione per tutti noi.

Ah, qui si ce n'è molto presto alle 7:00

in punto.

Vi invito a rispettare gli orari.

>> Sì, sì. Non c'è nessun problema. Noi,

anzi, pensavamo di fare un'escursione

nel bosco qui vicino per aspettare la

notte e vedere le stelle. Ah, bello!

Avrete bisogno delle torce elettriche

perché qui è facile perdersi col buio.

Ah, sì, certo.

>> Prima però vi invito a visitare la

chiesa con le spoglie del santo e quelle

di sua sorella santa scolastica. Venite.

>> Andiamo, ragazzi.

>> Chissà quanti segreti nascondono queste

mura.

>> Beh, è intrigante, no?

Questo è il chiostro bramantesco

e quella è una statua del santo

miracolosamente scampata ai

bombardamenti dell'abbazia durante la

seconda guerra mondiale. Il chiostro è

chiamato bramantesco, poiché di

ispirazione che leone quando parla con

me

>> è diverso da come parla con le altre

ragazze

potete ammirare quella

>> cosa intendi e che si comporta in

maniera differente. Si vede che c'è

sintonia

era stata inviata a Roma per completare

>> Non farti idee strane.

>> So che dirà che è un adulto, che è un

professore, però anche lui potrebbe

provare qualcosa per me. No,

>> perché tu che cosa provi? Io sono pazza

di lui.

>> Ma non consideri che c'ha il doppio

degli anni tuoi?

>> Lo so che pensi che sia solo una cosa

nella mia testa.

>> No, non dico questo.

>> Però beh, mettiti anche nei miei panni.

Cioè alla mia età comunque lo troveresti

affascinante. Bellissimo.

>> Sì, è affascinante.

>> La prima risposta quella che durato

tutta la vita.

Bene, ora devo andare. Ci rivediamo più

tardi, ma se passate dal refettorio vi

daremo i panini da portare stasera nel

bosco. A più tardi.

>> Grazie padre.

>> Grazie.

Allora, come mi ricordava padre Astolfo,

San Benedetto prima di scrivere la

regola benedettina, che ha guidato i

monaci per molti secoli, decise di

andare a vivere in una grotta per 3 anni

in totale isolamento e l'unico conforto

che aveva era una buonanima che

dall'atto gli calava del cibo con una

fune. Pensate

>> 3 anni, ma come ha fatto?

>> Eh, c'è riuscito perché lui era in cerca

di una visione, no? e chiuso in quella

grotta in meditazione ebbe l'idea di un

nuovo tipo di comunità.

>> Quindi ha fatto progetti sociali in una

grotta.

>> Eh sì, praticamente sì. Lui ebbe l'idea

di trovare un equilibrio tra il singolo

e il gruppo, una serie di norme e di

regole che ci aiutano a vivere e

lavorare insieme. E da questa idea

nacque una sorta di rete di monasteri

che però non è una rete come quella che

immaginate voi oggi, no? Esattamente il

contrario. Cioè secondo me nei social,

questo è un mio parere, eh rischiate poi

alla fine di trovarvi ancora più soli,

no? Era il contrario. C'è un luogo dei

luoghi dove i monaci potessero

incontrarsi, lavorare sicuramente

pregare insieme, insomma una comunità. È

chiaro che se oggi qualcuno vi

proponesse di andare a vivere isolati

per 3 anni in una grotta, voi già

immagino le risposte che gli dareste.

Non le voglio sapere perché siamo in un

luogo sacro e questa cosa è meglio non

farla, però potrebbe anche allo stesso

tempo aiutarvi

a pensare quotidianamente a un piccolo

gesto che ognuno di noi potrebbe fare

per aiutare la comunità, per aiutare gli

altri. Ed è una cosa, secondo me,

veramente molto importante e bellissima.

Vabbè, adesso andiamo a prendere

possesso delle nostre camere. Sarete tre

per stanza. Mi raccomando, ricordatevi

la sacralità di questo luogo. Non ci

facciamo riconoscere come direbbe

Lombardi. Eh, dai, andiamo. Vai. Thomas,

tocca la vita, eh.

>> Ok, ragazzi, ci siamo. Avete preso tutto

quello che vi serve, zainetti, acqua,

insomma, tutto quello che vi serve. Va

bene, io vado a recuperare Anita e ci

vediamo là. A dopo. Ok. A doc.

Sei pronta? Andiamo.

>> No,

>> cioè

>> non mi sento bene. Mi sa che resto in

camera.

>> Ok. C'ha le febbre.

>> Non lo so che c'ho. Però meglio se mi

riposo, sai?

>> M certo. Leone rimarrà un po' deluso.

>> Leone?

>> No, anche io.

>> Perché adesso è una gara. Chi è più

deluso.

>> Vabbè dai, vuoi che resto qui con te?

>> Ma no, figurati. Poi ragazzi sono più

contenti se vuoi anche te.

>> Ma non penso proprio questa sera la

stara assoluta è il narratore delle

stelle col binocolo. No,

>> ancora.

No,

>> vabbè, vado a rinfrescarmi le idee nel

bosco e poi ti faccio sapere.

>> Bravo, rinfrescati le idee, però bene,

eh, mi raccomando.

>> Ma lo sapevi tu che dicono che quando

piove col sole volpi si sposano? Ma da

non è vero. Ma no,

stai ancora pensando a quello che ha

detto Simone?

>> Sto pensando che ha ragione lui. Io

incasino tutte le cose e basta.

>> Hai fatto una cazzata.

Tutti facciamo cazzate.

Guarda me. Sono un disastro. Non è vero,

sai tante cose,

non un disastro.

>> Posso chiederti perché hai detto di

essere al ristorante se non era vero?

>> Perché mi scocciava dirvi che mi hanno

licenziato tutto qua, però ho trovato un

altro lavoro. Quindi

>> quale?

>> Vado a pulire le vetrine dei negozi

dalle 5:00 alle 7:

>> a scuola.

>> Prima di scuola vado.

>> Ma che sei mat? Come fai? Arrivi cotto?

>> Greta devo farlo, mi serve.

>> Visto?

Sei più forte di quello che credi.

Sei una bella persona.

>> Mi commuovi. Eh

>> no, però grazie davvero.

Fi sempre sentire meno perso.

>> Capirai.

Siamo tutti un po' persi.

>> Ragazzi, vi dispiace se ci fermiamo

qualche minuto per rifiatare? Eh, solo

qualche minuto. Vai.

>> Sì. Ok, prof.

>> Ok. Sediamoci là che c'è un po' d'ombo.

Io so già stanca.

Oh, dai, ci mettiamo al sole. Abbiamo

già mirato un sacco.

No, mi son spato l'acqua.

>> Ciao,

>> come stai? Simone,

>> beh, bene. Tu dove sei?

>> Sono un posto assurdo, si chiama Rioan,

una specie di Loganda. Ci ha mandato mio

padre perché dice che qua conosco il

vero Giappone. Calcola ci sta un futon

che è il materasso loro buttato per

terra, poi non ce sta una lampada, non

ci sta manco una sedia dove mette i

vestiti, non ci sta niente.

>> Eh, è un po' come il monastio dove ci

hanno portato a noi. Ci hanno

incarcerato. Colpa di Lombardi.

>> M E non vi siete ribellati?

>> Ma che ribellati? E poi mi sembra che

neanche tu ti ribella tuo padre. Stai

iniziando a ascoltare gli adulti.

>> No, questo no, mai.

>> Ascolto solo me stesso, lo sai?

>> Comunque te piuttosto c'hai una faccia.

Che ti è successo, Simò?

Ho litigato con Thomas.

>> Daje.

>> Ma non è colpa mia, io cerco di

aiutarlo. Lui mi fa incazzare.

>> Ma perché? Che stronzata ha fatto

stavolta?

>> Hai presente il ristorante dove

lavorava? L'hanno licenziato e lui per

vendicarsi ha rubato i soldi e non me

l'ha detto. Ma che te frega a te di

quello che fa lui? Lascialo fa'.

>> Ho capito, ma così lui si rovina, si

mette nei guai.

>> Ma sti cazzi. Ma scusa, mo te vuoi

trasformare in Roberpier, lo vuoi che

gliottinare perché non è come dici te,

non te va bene. Poi se mo fattelo di',

però prima poi rubano tutti. Non è sta

gravità. Eh, veramente io mai

>> tu no perché sei il santo. Mo te fanno

veramente santo. Sei un apostolo. Sei.

>> Senti, non mi prendere per il culo. Eh,

>> ma non è che prendo per culo, però non

mi va di giudicare. A parte che so

troppo lontano per farlo, poi non mi

piace. Scusa, lascialo fa'. Se vuole

rovinare, scelta sua.

>> Sì, ma non capisco perché fa così.

>> Ma perché magari nella sua natura, in

Giappone, ci sta sto detto antico che

praticamente dice che ognuno nasce a

modo suo. Quindi se tu nasci Scorpione

per forza per natura devi pungere.

Capito?

>> Ma che Giappone? Quello è esopo. Esopo.

Non non ho il Giappone. Dai.

>> Oltre che santo pure professore.

>> Sì.

>> Mo devo annare' che c'ho una che mi sta

a faare la corte.

>> Ah, sì. Com'è la corte giapponese?

>> Molto particolare. Vuoi dettagli?

>> No, no, no, grazie. No, no, no, ho detto

no. Per favore, a posto così. Grazie.

>> Vabbè, state bene, Simò. Ciao, a presto.

La mela.

>> Mamma, ciao, come stai? Dimmi tutto.

>> Ah, niente, un saluto così. Volevo

sapere se tutto andava bene,

però

>> Dado.

>> Mamma, stai stai tranquilla, dai.

Sicuramente non è nulla di grave. No, ma

non è rotto, devi stare calma, però.

>> Ma Dado, ma che stai dicendo?

>> Tu riesci a chiamare un'ambulanza?

>> Ma quale ambulanza? Ma scusa, Dado.

>> Vabbè, allora la chiamo. Anzi, sai che

faccio? Chiamo il portiere e gli dico

intanto di venire su da te. Quale

portiere? Quale portiere?

>> Però mi devi promettere di stare un po'

tranquilla adesso. Va bene.

>> Ma sei ubriaco?

>> Penso a tutto io. Ciao. Ciao mamma. Ciao

>> Dado. Ma E io non so che succede,

>> eh. Che succede? Succede che mia madre è

da sola in casa e pare si sia rotta un

fe. Muore questo. Eh,

>> io mi dispiace.

E bisogna fare qualcosa.

>> Eh. E che puoi fare? No, io però devo

andare giù col Ti dispiace. Tu magari

rimani con i ragazziolutamente

>> eh una cosa magari. Ecco, se tu potessi

evitare di dirlo a Simone che è molto

affezionato a una nonna e non vorrei

rovinarli questa bellissima giornata con

voi.

>> Certo. Non dico nulla assolutamente, ma

se dovessero chiedermi

>> e se chiedono eh eh digli che sono

tornato giù al convento a parlare con i

frati di cose pratiche. Scusami.

>> Va bene, va bene. No, non ci

mancherebbe. Scherzo. Fai con calma.

>> Prof.

>> Sì.

>> Possiamo farli una domanda? Eh sì,

arrivo.

>> Ma quando inizia?

23 mesi fa.

>> Eccomi qua ragazzi, che volevate sapere?

>> Ci chiedevamo, ma un telescopio così

professionale quanto quanto

>> perché sei così duro con Thomas? Domanda

in realtà è

>> solo un piccolo furto.

>> Per un piccolo furto se ti beccano

finisci in galera.

>> Ho capito, però ha bisogno di soldi.

Dovresti capirlo.

>> No, non mi va di capire. Sono già stato

con persone da capire, fanno solo

casini, quindi non mi va.

>> A me a me pare che tu invece stai

alzando un muro e che hai paura di

qualcosa. Dovresti forse capire de cosa

hai paura? No.

>> Senti, io non ho paura e tu credi sempre

di sapere tutto, ma la situazione tra me

e Thomas non l'hai capita per niente, mi

sa.

>> Prof, ma questo posto è distante da dove

siamo ora?

>> No, secondo me avremmo anche

>> Eh, sì, infatti. Beh, sì, facciamo tra 5

minuti, lasciamogli riposare ancora un

poco. Tanto l'importante

>> che vi siete detti?

Niente,

>> guarda cosa ho portato io.

>> Bevi pure. Ce le hai proprio tutte tu.

>> Perché tu non bevi?

>> Sì, ogni tanto quando mi capita.

C'era un periodo in cui bevevo tutte le

sere, ma un periodo di cazzate che

adesso è passato.

A te però ti facevo bravo ragazzo.

>> No, vabbè, ma io l'ho portata per

scaldarci.

Posso chiederti che hai provato quando

hai rubato?

Rabbia, tanta rabbia.

Quello voleva tenersi i soldi e io avevo

lavorato per quei soldi al cazzo che

glieli lasciavo.

Cioè alla fine se ci pensi non è nemmeno

un furo.

Allora ragazzi, ci siamo rifocillati

abbastanza, eh. Vogliamo riprendere il

cammino?

>> Ok, siamo quasi arrivati.

>> Secondo voi quanto manca

>> ho bisogno di una mano?

>> No, grazie.

อ

Sì.

>> Ciao. Dormivi?

>> No, ma non sei andato con gli altri?

>> No, sì, sono andato, però poi, insomma,

mi mi

piaceva lasciarti da sola.

>> Ma quanto sei bello

>> anche tu?

>> Che c'è? Com'è?

No, niente che prima viola

>> che tra l'altro si è definitivamente

innamorata di Leone e insomma appunto mi

diceva quanto fosse

bello e affascinante dal

>> punto di vista.

>> Ma allora io mi chiedo, ma se Leone è

affascinante e allora Dante che cos'è?

>> Ma è quello che mi chiedo sempre io.

Sono irresistibile,

no?

>> Sì, giorni interni. Cioè,

>> cioè che un giorno sei resistibile e

l'altro sei insopportabile.

>> Sì, sì, come te.

>> Però queste secondo me non sono cose che

si possono dire a parole.

>> No,

>> no.

>> E come si dicono?

>> Ecco, tutto il resto.

>> Oh, Dante, è un luogo sa.

>> È luogo

>> che c'è

>> una passeggiata.

>> Una passeggiata.

>> Sì, sì.

Stai pensando a Manuel?

>> Sì,

che quella casa senza di lui

boh, mi imbarazza. Cioè, non ha senso

che io stia lì se non c'è lui. Per

carità, Viola è una ragazza splendida, è

molto sensibile.

Ma io sono abituata al caos, cioè se c'è

Manuel c'è caos. In effetti il mondo

senza Immanuel sarebbe molto più triste,

no?

>> Sicuramente più ordinato.

>> Ah, sicuramente.

Però poi noi che ci facciamo con

l'ordine? Vogli, nelle cose che contano

veramente nella vita, nell'amore,

l'ordine non serve, no?

Eh,

come stai?

>> Sto bene.

>> Meglio.

>> Sì, sì, sto meglio. Era solo un momento.

Poi qui è così bello.

>> Ah, andando su che è più bello.

>> Sì. Cioè,

vabbè, senti, io devo andare che ho

lasciato leone da solo. Ma dai, vi anche

te sali su tante.

>> Dante, scusami, non mi va. Voglio stare

un po' in stanza.

Che c'è? Ti dispiace?

>> Eh beh, tu che dici? M'hai mandato in

bianco?

>> Eh, lo so, ma tu sei una brutta persona.

Eh, sì, perché con te prima o poi

finiscono tutte

>> tutte?

>> Tutte,

>> tutte.

>> Lo so io,

>> eh.

tutte.

Io penso che osservare l'universo

ci faccia sentire

meno sole. In qualche modo c'era la

grande astrofisica Margherita H che

diceva che noi siamo fatti della stessa

materia di cui sono fatte le stelle.

tutto eh da dall'idrogeno all'uranio,

tutto viene da lì, ma tutto intendo

l'azoto presente nel nostro DNA, il

calcio dei nostri denti, il ferro nel

sangue, tutto viene da lì. Quindi questo

mi fa pensare che non c'è separazione

tra noi e il resto, tra noi e la natura,

le piante, gli animali, le stelle, i

pianeti, no. Siamo un unicum. Il nostro

corpo fondamentalmente è fatto di

materia celeste che abbiamo preso in

prestito dal cosmo e che un giorno in un

modo o nell'altro dovremmo restituire.

>> La senti tutta questa grandezza?

>> Non lo so. Io sento un grande caldo.

Questo sì, sarà sto gin di merda.

>> Ecco, direi che adesso a gruppi da tre

possiamo avvicinarci al telescopio. Chi

vuole?

Io 1 2

Immagino voi sappiate, cioè spero voi

sappiate che i tre pianeti principali,

Marte, Giove e Venere, sono

tendenzialmente visibili a occhio nudo.

Noi invece stasera andremo a osservare

un pianeta che non si lascia guardare

molto facilmente ed è Saturno. Prego.

Saturno, i suoi anelli che sono uno

spettacolo incredibile, uno dei più

belli ai quali si possa assistere

all'interno del nostro sistema solare. E

di che cosa sono fatti gli anelli di

Saturno?

>> Eh beh, sono fatti di ghiaccio,

frammenti di rocce, probabilmente si

sono creati dopo che una Luna è

collassata sotto la gravità del del

pianeta.

>> Guardando gli anelli di Saturno

assistiamo a una danza cosmica tra la

gravità e la forza centrifuga.

>> Chi è stato il primo a vedere Saturno?

Galileo, solo che aveva un telescopio un

po' meno performante di questo, quindi

vedeva delle forme un po' strane, no?

Lui pensava di vedere un oggetto con le

orecchie, così lo descriveva.

>> E da quanto tempo esistono gli anelli?

>> Relativamente da poco. Qualche centinaio

di milioni di anni.

>> Pazzesco.

100 milioni di anni.

Ed è un tempo breve rispetto alla storia

dell'universo

e ancora più brevi sono le nostre

esistenze. Abbiamo soltanto un battito

di ciglia per assistere a tutto questo

splendore. Vedi bene?

>> Sì.

>> E che dici?

>> Che è un incanto.

>> Prof, ma non dovevamo fare il falò?

Cioè, l'uno si è portata pure la

chitarra.

>> E certo che la facciamo, ma la lezione è

praticamente finita. Adesso a turno

andrete a guardare al telescopio. Nel

frattempo qualche volontario andrà a

prendere della legna per il falò, tipo

te.

>> Eh, te pareva.

>> Vai, vai. A posto.

>> Che fate voi? Non venite con me.

>> Andiamo.

>> Dammi una mano.

>> Thomas, tu vuoi dargli una mano?

Sì.

Mi sa che ce l'ha con noi. Eh,

>> mi sa che ce l'ha con te.

>> Perché non mi accompagni?

>> Sei scemo? Sono ubriaca.

>> Dai, smettila. Vieni con me.

>> Non vi perdete.

>> No,

mi sa che qua non c'è niente?

No,

ragazze,

ma io prima ho visto che vi baciavate.

È un sogno?

>> No, come no?

>> Cioè, sì,

>> ci siamo baciate?

Sì, ci siamo baciate

>> e e che vuol dire?

>> Niente, che vuol dire?

>> Cioè, dico, voi normalmente vi baciate.

>> Scusa, te lo dovevo dire prima, è che

è da un po' che ogni tanto capita, però

è perché ci vogliamo bene.

>> Però voglio bene anche a te.

>> Anch'io voglio bene anche a te.

>> Sì, però tu mica mi baci. Non ti bacio

perché non non

lo so.

Posso

se ti va? Sì,

sì, mi va.

A te va

>> cosa?

Non lo so. Bey, non lo so. A volte

vorrei dirtelo. Non ti basta. Basta una

vita normale. A me basta. Basta che mi

vieni a salvare. Non lo so bey, non lo

so. A volte vorrei dirtelo. Non ti basta

a me basta che mi viene a sgliare. Non

lo soy.

Non lo soy.

>> Pazzesco quanto sembrava vicino,

vero?

>> Sì.

Scusate, dov'è?

>> No, volevo chiedere

per mettere a poco.

>> Pronto?

>> Ah, buonasera. Sono sono il papà di

Zeno.

>> Ho trovato il numero sulla sua agenda.

Sei Simone?

>> Sì, sono sono io.

>> So che Zeno è lì da te state studiando.

Io non voglio disturbarvi, ma abbiamo un

piccolo problema a casa. Puoi passarmi,

Zeno?

>> Eh, al momento Zeno è in bagno, se vuole

la faccio richiamare quando esce.

>> Grazie. Digli che è importante, però. Eh

sì, spero spero niente di grave.

>> No, no, è che magari distrattamente si

ha portato via le chiavi del lucchetto

del cancello e noi praticamente siamo

rimasti chiusi dentro.

>> Ah ah ah. Cavoli,

sì. E voi non avete un'altra chiave?

>> Sì, è che non riesco a trovarla. Magari

Zeno sa dov'è oppure altrimenti è

costretto a tornare a casa e tra stasera

e domani mattina.

>> Va bene, allora la faccio richiamare

appena esce.

>> Sì, sì, grazie. Buonanotte.

>> Buonanotte. Arrivederci.

Zeno, puoi puoi venire un attimo per

>> Sì.

>> Dimmi.

>> Mi dici cosa stai combinando? Appena

chiamato tuo padre pensa che sei a casa

mia.

>> Ma perché t' ha chiamato?

>> Perché ti sei portato via le chiavi del

cancello. Sono chiusi dentro casa.

>> Le chiave?

>> Vabbè, hanno le chiavi di scorta.

>> No, non lo so, zaino, non escono di

casa. Il cancello è chiuso. Te c'hai le

chiavi, devi richiamarli e tornare a

casa ad aprire. A casa?

E come ci torna a casa?

>> Zeno, che ne so io? Scusami, ma ma

perché gli hai detto a tuo padre che

stai a casa mia?

>> Perché

perché loro non sanno che sono qua.

>> Come?

>> Vabbè, tranquillo, ora li li chiamo e

sistemo tutto. Bene. Ti serve una mano?

>> No, no, davvero. Grazie.

>> Posso?

Penso che sono distrutto.

Oh, guarda che bella.

Ma ci vogliamo fermare un attimo qua

dentro?

>> Sì.

Ti fastidio.

>> Sai cosa? Non capivo quando ero piccola.

Hai presente Pollicino che lasciava le

briciole per tornare a casa?

>> Sì.

>> Il bello dei boschi è perdersi.

Però se nel bosco incontri il lupo

cattivo è un casino.

Non tutti i lupi sono cattivi.

Ci sono anche i lupi buoni,

>> dici? Eh

>> m

>> mi inizia a stare più simpatica, credo.

Ah, ti giuro, mi piace.

Non ti credo.

>> Dico davvero.

>> Allora significa che sei o molto dolce o

molto ubriaco.

Anche a te c'era la testa.

Colpa tua però.

>> Mia

>> questo che c'hai qua che

>> che fai?

Non credo.

Il nostro sistema solare funziona più o

meno come gli anelli di Saturno, da

tutti i pianeti che si regono in

equilibrio tra forza centrico e forza di

gravità.

Questo

dai zeno, lasciatemi stare, non voglio

nessuno. Vai, per favore.

>> E se si è perso bisogna cercarlo.

Lo dico il prof.

>> Eh sì.

>> Eh, prof.

>> Sì.

>> C'è un problema. Non non troviamo più

Zeno. È entrato nel bosco e non è più

tornato.

>> Che significa non trovate più Zeno?

>> Sì, mi sa che ha fatto un mezzo casino.

Non ha detto i suoi genitori che veniva

in gita con noi.

>> Ma è gravissima questa cosa.

>> Ciao ragazzi. Ciao.

>> Ciao

>> Dante,

>> come va? Eh, non bene. Simone mi diceva

che non riescono a trovare Zeno.

>> Come hanno riuscito a trovare Zeno? In

che senso?

>> Sì, è andato nel bosco e non è più

tornato. Mi hanno chiamato i suoi

genitori, pensano che sia a casa nostra

a studiare.

>> Non ha detto genitori che era qui in

gitt.

>> Ma scusa, ma avete provato almeno a

chiamarlo?

>> Sì, sì, non risponde. Vabbè, lo lo

chiamo io, dai.

>> Guarda quanto tempo andato via?

>> Non lo so. Sarà cos'è? Una mezz'ora?

>> Eh, sì,

>> so di più.

Niente.

Ma scusa, tu dov'eri?

>> Io ero qui con i ragazzi che stavamo

facendo osservazione.

>> Eh, ma dovevi essere un po' più vigile,

forse. No,

>> beh, hanno 18 anni e si spera siano

responsabili da questo punto di vista.

Ti facevo più esperto,

>> Dante, scusami, eh, da te non lo accetto

questo. Quindi smettiamola di fare

polemica e cerchiamo il ragazzo.

>> Sì, vabbè. Allora, io provo a chiamare

il convento. I frati conoscono il bosco,

potranno darci una mano. Voi, ragazzi,

magari da qui provate a chiamarlo. Non

sarà andato lontano. No, provate a

chiamarlo.

>> Tienilo, dai.

>> Va bene. Ma and vi allontanate, state

sempre almeno in due.

>> Tranquillo, prof. Zero

>> zenamo

un attimo qui, aspettiamo che arrivino

>> cazzo

>> non lo so. Dobbiamo andare

via.

>> Ma che facciamo? Zeno è da solo al buio.

Andiamo a cercarlo o no?

>> No, aspettiamo che arrivino i frati. Ci

dranno una mano. Stai tranquillo.

>> Eccoli.

>> Eccoci. Padre, scusi il disagio.

>> Benedetto ragazzo, sappiamo almeno in

che direzione si è allontanato.

>> Guardi, più o meno da quella parte là,

ma non ci ho fatto caso.

>> Purtroppo ci sono diversi sentieri,

potrebbe essere ovunque. La cosa

migliore, secondo me, è dividerci in

gruppi, un gruppo con me e un gruppo con

padre Gesualdo.

>> Bene, io vado con padre Gesualdo, mi

porto via loro e la li tu resta con

Viola.

>> Giusto, giusto.

>> Padre Massimo, le resti con le ragazze,

per favore?

>> E voi venite con me da questa parte? Gli

altri con me, padre a stolfo, dai.

E voi dove eravate?

>> Eh, siamo andati a prendere della legna.

Ma cos'è che è successo?

>> Eh, glielo spieghi tu?

>> Eh, sì. Zen è scomparso. Lo stiamo

andando a cerca. Eh, eh, vengo con voi.

Dai, andiamo.

>> Io rimango qua, non me la sento.

Zeno,

>> zeno,

>> zenu,

>> zeno,

>> zeno,

>> zeno.

Zano,

>> zano, zano,

>> zano,

>> zano.

>> Attenzione che qui si scivola. Eh

>> sì. Attenzione qua.

>> Leno,

>> Leno.

>> Sì. Mi mi stai richiamando il Papa di

Zeno?

>> Passamelo, ci parlo io. Tieni questo.

Vè.

Pronto?

>> Pronto, Simone?

>> M No, non sono Simone, sono il padre.

Sono Dante Balestra, è professore di

filosofia.

>> Senta professore, sono due ore che

faccio questo numero e io so che Zeno

sta lì da lei. Ecco, io avrei bisogno di

>> Senta, le devo dire una cosa. Allora,

Zeno, sì, è vero, è con noi, ma non è a

casa nostra, è venuto con noi alla gita

di classe. Ecco, questa è la cosa.

>> Nita, ma quale gita, scusi? Ma sta

scherzando? Ma perché non ci avete detto

niente a noi?

>> Eh, evidentemente Zeno non ha voluto

dirvelo, credo.

>> Zeno non è tipo che fa queste cose. Per

favore, me lo passi?

>> E non posso.

>> Ma che significa che non può?

>> Non posso perché Zeno si è allontanato

dal gruppo. Adesso con l'aiuto dei frati

lo stiamo cercando e faremo di tutto per

per trovarlo. Ecco,

>> lo state cercando. Ma lei sta

scherzando? Mi dici da dove mi sta

parlando?

Siamo nel bosco di Montecassino.

>> Zeno non è tipo che si perde nel bosco.

Per favore, la smetta di dirmi

sciocchezze. Mi dice che cosa sta

succedendo?

>> Senta, io le prometto che faremo di

tutto per trovarlo, ma adesso la devo

lasciare perché dobbiamo continuare alla

ricerca. Mi scusi, eh, mi scusi.

>> Pronto?

Pronto?

Eh, allora il padre dice che è

impossibile che Zeno si sia perso perché

conosce benissimo luoghi come questi,

c'è cresciuto, quindi secondo me l'unica

possibilità è che Zeno proprio non

voglia farsi trovare. Questo è.

>> Continuiamo dai da questa parte. Zeno,

Zeno,

>> Zeno.

Zeno,

>> Zeno,

>> ragà, eccolo lì, eccolo lì. Zeno,

>> Zeno,

>> Zeno.

Ehi, Zeno,

ti cerchiamo da tanto, ma che è

successo? Come stai?

Non lo so. Io

ero così contento di me fungida, però

poi quando mi hanno chiamato io mi sono

sentito

perso.

>> Simone,

>> va tutto bene.

>> Mi dai il telefono che ha il genitore?

>> Sì,

>> guarda l'ultimo numero.

>> Ok.

Padre, grazie mille. Grazie di nulla.

>> Grazie, padre.

>> Oh, hai fatto preoccupare, Zan.

Pare che si risolve tutto.

>> Sì, sì. Dam ci

>> hai fatto prendere una gran paura, lo

sai? Sì.

>> Eh, mi dispiace.

Ragazzi, padre,

>> sono felice che stanotte tutto si sia

risolto bene.

>> Sì, diciamo, diciamo di sì.

>> Mi dispiace solo abbiate anticipato il

rientro a Roma, ma capisco le vostre

ragioni. L'importante è che abbiate

ritrovato il vostro monachello fuggito,

proprio come Benedetto ritrovò il suo.

>> Quale monachello, padre?

>> Un monachello che un giorno decise di

fare l'eremita. M

>> salì in alto sulla montagna e si nutriva

solo di bacche e solitudine.

>> E chi lo convista a tornare giù?

Benedetto, proprio come avete fatto voi

col ragazzo stanotte, facendogli sentire

tutto il vostro affetto e rivelandogli

di fatto il segreto della regola

benedettina.

>> Quale segreto?

>> Che vivere con gli altri non limita la

libertà, ma l'arricchisce.

>> Ragazzi, l'avete capita questa lezione

di filosofia, come possiamo definirla?

Di vita che padre Astolfo vi ha vi ha

sottolto così bene? L'avete capita? Sì,

sì,

>> eh,

>> sì, certo. Capito?

Fate, grazie di tutto.

>> Grazie a voi. Grazie.

>> Ciao.

>> Arrivederci. Grazie.

>> Ciao ragazzi. Sono un'occasione quaggiù.

Grazie.

>> Tra l'azzurro e il buco nell'ozono

raggiollen un po' le io cono.

E poi così

tu sei qui. Natale un qualsiasi lunedì.

Udini

che toglie le catene al mondo in fondo.

Uninganno non è.

È solo una follia,

un salto nel vento,

un'ora nello spazio, un punto nel tempo

è un giorno che va via, un appuntamento,

un battito perfetto

che dura un momento.

W

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