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Sottotitoli: Francesco Fabris
- Sono stanco.
- Io non credo che un film sia un atto
puramente creativo, non credo che un film sia
un atto egomaniacale, non credo sia un atto
di natura sessuale, non credo sia un atto
di ego, non credo sia un atto
di hybris, credo che un film sia
un atto di distruzione.
Un'autodistruzione positiva. Io sono autodistruttivo
con il film che stiamo facendo ora.
Penso che ci sia una grande possibilità
che questa sia la fine,
non solo per il Cinema, ma anche per me.
Questa è la fine della produzione cinematografica,
questa è la fine dell'esposizione di immagini
a 24 frames al secondo, della celluloide
che abbiamo comprato e che abbiamo impresso, di tutto ciò
che abbiamo lasciato alla fine del girato.
Abbiamo inquadrato l'erba, il vento,
il sole, abbiamo ripreso tutto. La gente guarderà
tutto questo e penserà che ero fuori controllo,
che non sapevo cosa stessi facendo,
che ero perso nelle mie visioni, e che non stavo
comunicando niente. Ma se qualcuno riuscirà
a cogliere la mia reale dedizione nel filmare qui,
troveranno qualcosa di più
spirituale e mistico di tutto ciò
che questo mezzo abbia mai concepito.
Volevo arrivare qui e creare un film
nello stesso modo in cui un pittore crea un dipinto,
volevo stratificarlo, modificarlo, e aggiungere e rimuovere particolari,
tagliare ed incollare, finchè il materiale
concluso mi dicesse lui stesso
che era completo. Perchè, se sto girando
l'ultimo film, se sto dando vita all'ultima
espressione di pensiero creativo
che sarà mai inserita in un film, non voglio avere fretta,
non voglio dire al film quando deve essere finito,
voglio che sia il film stesso a dirmi quando è concluso,
e voglio starmene nella mia stanza,
circondato dalle bobine di pellicola, dal momento
che editeremo
questo film in analogico, senza digitale,
non ci sono computer, non c'è finzione qui,
e voglio starmene lì, circondato da quel materiale,
e voglio che sia lui a dirmi
che è finita. La civiltà, l'umanità,
le profezie Maya, ci hanno portato al 2012,
e nel 2012 sarà impresso l'ultimo rullino di pellicola,
e sarà esposto e realizzato,
e non ci sarà nient'altro, non ci sarà futuro.
Abbiamo raggiunto la vetta,
ed ora è solamente uno scendere dall'apice della montagna,
ed al fondo ci sarà
un'altra apocalisse, ci sarà
un altro ultimo film. Questo è il mio ultimo film,
questo è l'ultimo di tutti i film, questo è l'ultimo film del Cinema.
Non voglio pensare
a cosa accadrà dopo, voglio morire,
voglio che muoia chiunque è coinvolto
in questo film, voglio lasciare dietro di noi un alone di mistero,
le pergamene, che sono immagini esposte,
le rune, che sono le sceneggiature, le immagini, la musica,
e per decenni, per secoli,
la gente guarderà ciò che ho fatto,
abbiamo creato qualcosa che perdurerà.
Vedranno qualcosa che è un mistero,
qualcosa che valga la pena di ripercorrere
e su cui arrovellarsi, un documento
di una civiltà estinta.
- Sto riprendendo. Queste qui contano come rovine?
- Cosa? - Tutte queste
strutture. - No, certo che no, questa è
una recinzione, per separare la terra
- delle persone. - Fatta quando? - Non lo so,
negli anni '60. Vuoi mettere questo nel tuo film?
- Forse. Non pensi che possiamo ottenere
- qualcosa qui? - Mah, io te lo sconsiglio.
- Come mai? - Ma perchè, perchè vuoi questa
- cosa nel tuo film? - Perchè è
interessante, perchè è
un'area interessante, c'è una grande recinzione
tutto intorno, che qualcuno ha costruito
ad un certo punto, c'e spazzatura ovunque,
ci sono galline, ci sono cactus,
ci sono lime e limoni,
cosa c'è di non interessante?
- C'è una recinzione e c'è della spazzatura, chiunque
lascia la sua spazzatura qui, non è gente
ecolgista, anche se parla la lingua Maya.
- Anche se è la vostra stessa terra,
gettate semplicemente qui la spazzatura? - Sì.
- Questa gente che lascia la sua spazzatura
sulla sua stessa terra,
avrà mai pensato al suo contributo
per l'apocalisse?
- Hai della spazzatura e non hai
un cestino, è tutto qui. E' una merda, amico.
- Sì, è una merda. Ciò che di questo
è interessante è che la gente vive in questo modo.
- Sì, non so, forse è interessante.
Per me non molto, comunque, ti sconsiglio di metterlo
nel film. - Ma la gente semplicemente butta qui
- le sue vecchie TV? - Cosa? - La gente semplicemente
butta qui le sue vecchie TV?
- Se sono TV che non usano più, sì.
- C'è una borsina appesa ad un albero,
- piena di spazzatura. - Sì, perchè qualcuno
l'ha messa lì, che ne so.
No dai, dobbiamo andare alle vere rovine, amico.
Stiamo solo perdendo tempo qui, amico.
Andiamo a vedere le rovine, i turisti, amico,
sono molto meglio di questo.
I turisti sanno sempre dove andare,
puoi esplorare qui intorno, ma troverai solo
schifezze, dal momento che ci sono milioni
di turisti che sanno dove sono
i posti migliori. Andiamo lì,
seguiamo i giapponesi.
Tutto qui.
- Possiamo andare nel posto in cui
incomincia il cratere, perchè c'è
come un piccolo, come dire, tutto intorno qui
è pianeggiante, ma c'è come una montagna lì,
e gli scienziati dicono che
è il luogo dove la superficie
- di un asteroide colpì la terra. - Dicono che,
quando la meteora si schiantò, si innalzarono
così tanta sabbia e polvere da coprire
il mondo.
- Mi piace questo posto anche perchè
i miei genitori fecero un viaggio qui, quando iniziarono
a frequentarsi,
vennero qui ad iniziare tutto, ed io ho anche
una loro fotografia,
innamorati, mi piace quella fotografia.
- Questi edifici e queste strutture
sono state create... Non credo che le abbia costruite la gente,
non si sono mai approcciati al tempo
come un concetto lineare, credo che
considerassero il tempo come un concetto circolare,
che girava in tondo e si richiudeva
sul suo principio, e credo che l'idea
dell'origine del tempo o della sua fine
non esistesse per loro. Voglio servirmi
di questi luoghi per fare un film sulla fine del mondo,
sull'apocalisse, per illustrare il concetto
che forse il tempo è ciclico,
forse il tempo è una linea retta, e che forse
ha una fine. E se tu vieni qui,
e presenti questa vicenda in questi,
in questi luoghi ed in queste rovine,
come dire, queste rovine sono una prova che
il tempo giunge ad una fine, la civiltà giunge
ad una fine, chiunque è mortale, ma tutto ciò che
costruisci rimarrà qui dopo di te, per mostrarsi
alla gente quaggiù che ci aiuta
con il film, alla gente che ne
farà gli extra, alla gente che viene qui
e ci dà una mano, a parcheggiare le macchine e portarci
- il cibo, per mostrarsi a loro. - Vuoi che la gente
reciti nel tuo film, la gente del posto?
- Naturalmente. Voglio dire, non troveremo nulla
di più autentico di queste stesse rovine,
perchè dovremmo avere qualcosa di meno autentico
dei diretti discendenti della gente
che le ha costruite?
- Di cosa parlerà il film, cosa succede nel film?
- Beh, credo che riguarderà un luogo
non dissimile da questo, ma noi cambieremo
le loro vite per sempre, cambieremo
la loro percezione di cosa significhi
fare un film,
mostreremo loro l'idea della fine del mondo.
E io credo che, se metti tutto questo nel film,
e lo giri in luoghi come questo,
e coinvolgi le persone giuste,
probabilmente se mostri ad altra gente
questi luoghi quaggiù, luoghi che
mai nessuno ha cambiato, cioè, questo posto
è stato cambiato quando tutto questo è stato costruito,
ma, da allora, non credo sia mai più stato cambiato,
e credo che, non so se mai
riusciremo a farcela, ma credo che possiamo
fare un film riguardo a questo, che dimostri
cosa possa accadere ad una cultura
come questa,
in un antico e magnifico luogo, legato alla
storia e legato al tempo,
cosa potrebbe accedere dicendo che questa è la fine.
Tutto questo è stato costruito
migliaia di anni fa per essere il set di un film.
Che significato ha, che legame ha
con la gente qui, che legame ha
- con il significato della Storia? - Sì.
- Non so, magari dopo che avremo finito le persone prenderanno
le loro telecamere,
ed i loro copioni,
e capiranno che hanno vissuto
nelle vicinanze delle migliori ambientazioni,
delle più realistiche strutture
che si possano mai imprimere su celluloide,
ed allora penseranno: "Perchè non stiamo
facendo film qui? Conosciamo questo luogo
più degli americani, lo conosciamo meglio di tutti,
- dovremmo costruirci le nostre storie. - Figo.
- E' un bel posto per i bambini? - Sì.
- Ovviamente, dico. - Sì, è bello, ma la settimana scorsa
una bambina è morta a Teotihuacan, cadendo dalla scalinata.
- Questa cultura fu un mix tra quella Yucateca e quella Cattolica.
- Quando hanno posto qui questa croce, e perchè? - Non ne ho idea. Vengono qui in pellegrinaggio ogni Agosto.
Ogni volta, in Agosto, vengono qui a vedere il re.
Sì, questa era la dimora del re, ed il villaggio si sviluppava intorno a lui.
- Durante l'epoca pre-ispanica. - Sì, sì.
Venivano qui, e laggiù ci doveva essere una vergine.
Certo, lì in quel piccolo tempio.
- Cosa sta dicendo?
- Lo spazio esiste perchè è dentro un atomo.
- Ha detto che
la croce è come il tempo,
lo spazio, e la materia.
- E' quello che dovrebbe essere anche il film,
dovrebbe collocarsi proprio su questo. Quando siamo
saliti qui, abbiamo detto che la croce sembrava
fuori posto, e se vuoi progettare
un film qui, potrebbe sembrare fuori posto
rispetto alla tecnologia, ma c'è qualcosa,
quando lo guardi, che ha senso.
- Lui sta facendo un film qui.
- Allora, noi siamo tutti atomi.
Molecole, amminoacidi, proteine.
L'atomo spinge via la cellula.
E la cellula è indipendente e forma il corpo, che è un burattino.
- Perchè è un burattino? - Perchè è un bio-computer.
- Ha detto che il corpo è come un burattino, composto di cellule.
- Il sistema nervoso, che è lungo 72 chilmetri, è gestito attraverso la mente.
La mente è connessa al cosmo, ma noi non ci crediamo.
- Ma allora perchè siamo burattini?
- Perchè tu sei limitato ad una mentalità terrestre.
- Perchè tu hai una ragione ed una logica. E quello non dovrebbe esistere, devi distinguere.
Chi sei tu veramente? Tu sei energia, un campo quantico.
E' per questo che sono venuto.
Il campo elettromagnetico della terra si allineerà il 21 dicembre con un altro più ampio, più diffuso.
Non di dodici meridiani, ma più grande.
Allora la tua mente sarà più lucida.
- Ma il mondo non finirà, giusto? No. Finirà il mondo della sottomissione, il mondo della schiavitù.
- Ci spero davvero. - Sì, tu sei schiavo del denaro. Devi lavorare per guadagnarlo.
- Non hai caldo?
- Sì, ho caldo. - Spostiamoci laggiù.
Lì c'è fresco.
- I nostri corpi non sono più gli stessi ormai. - No, da quando...
Dio mi ha permesso di fare tutta questa strada per venire qui a vedere queste rovine.
- Loro erano qui prima.
Quelli che sono arrivati qui, i primi abitanti.
E da qui si sono espansi.
Taglia.
C'è un tizio, in questa città, chiamata
Chupaderos, e Chupaderos è il luogo
a Durango dove John Wayne ha girato
quasi tutti i suoi film in Messico, quelli che
ha fatto qui in Messico, e questo tizio assomiglia
moltissimo a John Wayne. La gente ha iniziato
a chiamarlo Juan, che è l'equivalente di John.
E ad un certo punto il tizio si iniziò a preoccupare,
perchè lui era il suo stunt-man, lo stunt-man
di John Wayne, e quando John Wayne se ne andò
dal Messico, questo tizio si trovò senza lavoro.
Allora John Wayne gli disse qualcosa come: "Dai,
bada tu alla mia casa quando non sono qui",
allra questo tizio, Juan, iniziò,
come dire, a prendere in qualche modo la vita
di John Wayne, visto che viveva nella sua casa,
gli somigliava di aspetto, ed era un tipo davvero
strano, ma è morto due anni fa,
all'improvviso.
- Quando ero un bambino, i miei genitori mi portavano
in questo luogo, era semplicemente
maestoso e vastissimo, non potevo
nemmeno immaginare come fosse poter vivere in un posto così,
cioè sai, è la grandezza delle cose
quando sei piccolo così, non riesci nemmeno
a concepirla, è davvero stimolante, e ciò
fece una grande impressione su di me, e credo che questo
sia parte del perchè io abbia deciso di fare
film in luoghi che sembrano così straordinari,
perchè quella sensazione, per me,
era la miglior cosa avessi mai provato.
- Questo posto... So che questa grande chiesa,
in quella direzione, venne costruita dai Francescani,
e che questa fu una delle prime città
in cui arrivarono i Francescani, ed è per questo
che vollero costruire questa grande, grande
chiesa, per fondare la loro prima città.
Hanno evangelizzato tutta la regione,
ed è molto particolare,
questa città, perchè ci sono questi grandi
palazzi e questa piramide, è molto
strano, non so, ma si vede che
non è restaurata bene, semplicemente hanno
messo l'una dentro l'altra, ed è uno stile
piuttosto strano. Mi piace, mi piace, amico.
- E' strano, vero?
- Sì, direi di sì. - Questo museo contiene
i reperti più importanti dei 400
anni di splendore della cultura Maya.
- Conservano piccoli cimeli che non sono
in molti musei? Ci sono qui?
- Esattamente, è questa l'idea del museo,
di riunire tutti i reperti di questo
periodo straordinario.
- Cos'è questo? - Questo è un oggetto
di scienza, è come un calendario, un calendario
per l'interiorità delle persone.
Sono come
allegorie delle personalità
delle persone, credo. E questo risale
ad un periodo molto vicino alla colonizzazione spagnola,
perchè si vede questa commistione di concetti,
di ideologie, frutto anche di imposizione,
è un bel reperto.
- Credi che tutto quello che facciamo oggi,
tutti i film che facciamo, ogni tipo di arte
che facciamo ora, durerà così tanto?
- Sì, forse. - Anche io lo penso. Sembra impossibile.
- Sembra impossibile? Cosa? Non è poi così tanto tempo,
sono meno di 1000 anni. - Desidero così tanto
di fare un film che possa
sopravvivere così, ma non so
se sia possibile, voglio credere che
sia possibile, voglio separare la mia vita
dalla mia arte, voglio essere in grado di creare
tutto questo e di lasciarmelo alle spalle, e di non
continuare a vivere in esso, voglio che il film viva
senza di me, ma non credo
di essere in grado di separare ciò che faccio
da chi sono. Mi sento come se, tutto questo
è stato creato da delle persone, cioè, erano
mercanti, erano schiavi,
hanno creato questo, ed allora questo era
- il loro lavoro. - E' un duro lavoro, è stata
un'espressione di... - Credo sia questo il motivo per cui
è sopravvissuto così tanto, sono spaventato di questo
perchè non è come lavoro io, non è così che
vengono fatti i film. Allora nulla avrà
lo stesso significato, è davvero dura
guardare qualcosa come questo e capire
se contiene l'anima del suo creatore,
sebbene io pensi che il film che
che voglio fare, i film che ho fatto,
spero che si percepisca che
contengno una parte di me,
e non so come equilibrare
il fare quello che voglio fare
e dar vita a cose che siano abbastanza separate
da me da poter sopravvivere da sole
in un museo tra mille anni.
Nel senso, oggi puoi comprare un orecchino di 2$
alla bigiotteria, e sono fatti per questo.
Ora noi li stiamo guardando al museo,
e pensiamo siano bellissimi, ma a quel tempo
erano probabilmente plastica. La plastica oggi è solo ciarpame usa e getta.
- Ora è più difficile creare
cose che possano durare nel tempo,
perchè la spazzatura dura per sempre,
ma la memoria è molto fragile.
- Hai mai guardato una donna fare il bagno,
intendo quando lei non pensa necessariamente
che ci sia qualcuno a guardarla,
come attraverso il buco della serratura.
Mi sento come se quella sia la sua
essenza, perchè è un momento intimo,
ed è un momento raro, ed è un modo strano
di esprimere te stesso, ma credo che
se riesci a cogliere ciò che si prova
nel vedere qualcuno nel momento più intimo,
quando è il più indifeso possibile,
hai bisogno di qualcuno, la prima cosa
che riprenderei sarebbe la vasca, le bolle, il sapone, la spugna.
Alex, lei è Iazua, è una mia amica che vorrebbe conoscerti.
- Stanno facedo... Lui sta facendo un film,
- ed io lo aiuto. - Davvero? - Sì. Hai mai
recitato prima d'ora?
- No, perchè? - Perchè sono venuto qui per girare un film,
- e ti ci vedo al suo interno. - Beh,
sono piuttosto abituata a stare davanti alla telecamera,
dal momento che sono una giornalista.
- Oh, bene. - Sì, una giornalista molto brava. - Sto girando
un documentario su uno chef, magari lo conosci,
si chiama René Redzepi,
è venuto in Messico per organizzare l'ultima cena
prima della fine del mondo.
- Io sono venuto in Messico per girare
l'ultimo film prima della fine del mondo. Davanti alla
telecamera per entrambi gli eventi,
- ti sentirai probabilmente a tuo agio. - Sì,
se hai intenzione di filmare qualcosa.
- Amico? Cosa ci fai qui? - Che cazzo è successo?
- Non sono un cazzo di criminale! - Cosa ci fai qui?
- Me lo devi dire tu! - Io non so cosa stessi facendo,
- perchè ti hanno preso?
- Ero in giro, cercavo delle location,
stavo facendo fotografie e parlando con delle persone,
e cercavo di ottenere un permesso,
e facevo domande riguardo all'attrezzatura,
e preparavo il nostro lavoro, e venti minuti dopo mi trovo...
- Che cazzo ridi?
- Questa fottuta situazione è ridicola, amico! - No, non lo è, cazzo!
- Ok, vado a chiedere cosa dobbiamo fare
per farti uscire da qui, avremo bisogno di un po' di denaro, e...
- Stiamo cercando di parlare con il superiore, ma il superiore non è qui.
- Allora chi c'è qui? - Le guardie. - Puoi andare a chiedere a loro?
- Sì, ma le guardie non possono fare niente.
- Abbiamo bisogno di un superiore, non delle guardie.
- E dov'è lui? - Lasciamelo scoprire, cazzo!
- Lo hai chiesto? - "Dov'è il superiore..." - E' una domanda molto semplice!
- Sì, è solo una domanda, ma è tutto un processo complicato, amico,
- dobbiamo andare passo dopo passo. - Ok, qual è il primo passo?
- Per cominciare... siediti qui e rilassati un po'...
- Ok, ma fagli sapere dove ti possono rintracciare, là fuori.
- Per favore, rilassati. - Fanculo, "Rilassati"! - Rilassati, amico!
- Cosa credi, che sia bello essere qui?
- Mi piacerebbe andarmene da qui, per favore.
- Sai,
questo, per me,
questo è così umiliante ed imbarazzante per tutte queste persone.
Lo è davvero, e non so proprio dirti perchè, ma quando
li guardo, non provo che pietà e tristezza,
per tutto quello che hanno deciso di immaginare,
è importante per loro, questa gente cresciuta
probabilmente in America, in scuole
private e station-wagons, loro arrivano qui e
si mettono costumi idioti,
e ballano, e fingono di avere
un rapporto spirituale con questa terra,
ma, come dire, il senso della Storia è così
distante, ed il significato dell'interpretazione
personale sta prendendo il sopravvento in loro.
- E pensi di poter mettere questo
nel tuo film? - No, questo è l'opposto
di ciò di cui il film parla.
Non voglio che questi bianchi americani
con le treccine arrivino e ballino nel nostro film,
non li voglio! Non li voglio
nemmeno vicini al film, voglio che vedano il film
e si sentano imbarazzati per aver disonorato
questa cultura venendo qui e fingendo
di avere una qualche relazione con essa.
Cammino in mezzo a questa ressa di gente,
vestita con i loro stupidi abiti bianchi,
dalla testa ai piedi, cappello nero, occhiali scuri,
capelli scuri. Mi sento come il diavolo.
Perchè io non ho nemmeno un briciolo
della felicità, della pace e
dell'energia con cui questi dicono
di essere in contatto.
Sembro una figura di pura malvagità, per questa gente.
Lo percepisco quando mi avvicino a loro,
sento che, più mi avvicino, capto
sempre più odio, sempre più rabbia.
E' così odioso. Mi fa vergognare dell'America.
Voglio dire, potrei mettermi laggiù,
fare buffe pose, e potrei anche
fare strani rumori, ma mi ci vedresti?
No, no, dai. Ma quello è sotto acidi, o qualcosa del genere.
Non so cosa stiano facendo. Oh, guarda questo.
Incredibile.
- I Messicani non sono cresciuti avendo sotto mano
le biblioteche ed Internet, dove questa
gente ha imparato tutto questo.
Discovery Channel, cose sui Maya. E' molto
strano, amico, questo è a metà tra un circo...
E' un carnevale, amico, guarda. E' una merda.
- Se questo è dove siamo arrivati, come società,
allora penso che la fine sia persino tardiva.
Non sto scherzando, penso davvero
che, se questo è dove è arrivata la gente,
ad una fine del genere in un'epoca come questa,
allora l'apocalisse sarebbe dovuta
giungere molto tempo fa, perchè questo deve essere
spazzato via, e dobbiamo resettare tutto questo,
e dobbiamo ripartire dal punto
in cui la gente possa veramente trovarsi davanti
ad una terra vuota e costruire questo.
Cioè, siamo arrivati al punto in cui la gente viene
alle rovine in costume e si comporta come clown,
non possiamo nemmeno immaginarci cosa
voglia dire guardare un prato vuoto
e costruire questo dal nulla.
Cioè, vogliamo venire qui e
ballare, e cantare, la gente non si può nemmeno
immaginare lo sforzo, e la lungimiranza
ed il tempo, l'energia, e lo sforzo
richiesti per creare qualcosa come questo,
che durerà per sempre.
Voglio mettere la gente nel film, voglio
mettere costumi nel film, sai,
costumi, cappelli da cowboy, gente a cavallo,
hai capito, non voglio che sia
solo un documentario, voglio che sia
coinvolta una sensazione di recitazione,
un senso di travestimento, ma questo,
questo non è ciò che ho
- in mente a riguardo. - Oh, merda, amico.
Andrà oltre la recinzione.
- "Immaginazione"? Ma tu credi sia vero?
- No, non credo a una parola. Queste notizie... - Sono tutte storielle, giusto?
- Tutte favole riguardo ai Maya!
- Cosa hanno fatto?
- Porca miseria, che è quello? - Quella è la fine del mondo.
- Ma, accidenti, sembra davvero violenta! - Sono due città del posto.
- Veramente? - Veramente.
- Io non credo ad una parola riguardo la fine del mondo.
- Io nemmeno. Ad ogni modo, non è avvenuta!
- Non è finito niente.
- Bene, allora... - Allora, stai camminando quaggiù,
e non guardare assolutamente a destra,
guarda solo a sinistra, non guardare
nemmeno davanti. Allora, partendo da lì
fino a qui, guardando a sinistra,
dirigendoti laggiù.
- Nella settimana che conduce al termine del conto alla rovescia,
emozionanti festeggiamenti stanno avendo luogo in tutto lo Yucatan,
il vero cuore della cultura Maya.
A Merida, uno street festival pieno di canzoni e danze tradizionali
attrae migliaia di visitatori da ogni parte del Messico e dall'estero,
che possono anche fare una fotografia con un vero discendente Maya!
L'highlight della settimana è la cena che sta per essere preparata per la sera del 21 Dicembre,
al convento di Sant'Antonio di Padova, ad Izamal,
dove i più grandi chef del mondo si sono raccolti da ogni parte del pianeta
per preparare una "cena per la fine del mondo".
I preparativi sono condotti secondo i più elevati standard della cucina mondiale,
mentre frutti Maya ed altri ingredienti sono amalgamati con la cucina messicana contemporanea
per creare un banchetto come mai nessun altro.
La star dello show è il "migliore chef del mondo", René Redzepi,
fondatore dell'innovativo ristorante "Noma", situato a Copenhagen, in Danimarca.
Redzepi ed il "Noma" sono conosciuti in tutto il mondo per la propria cucina sperimentale,
che ridefinisce la cucina nordica con un'attenzione particolare ai prodotti locali scandinavi, erbe e radici,
la maggior parte dei quali sono raccolti e coltivati dagli chef stessi nei boschi.
Guardate questi piatti meravigliosi!
Deliziosi!
Che presentazione straordinaria!
Attenzione, quel gamberetto sta per scappare!
- Il modo in cui mi sono approcciato all'essere qui, a cucinare, fu...
Mi sono detto: "Immagina la popolazione Maya
e la sua cultura, sebbene quella cultura
sia estinta, ma immagina che sia
inviolata, che gli sia stato permesso di
sopravvivere fino ad ora. Come sarebbe stato
un ristorante, come sarebbe stato
il sapore del cibo, penso che sia molto interessante.
Io vorrei mangiare
a quel ristorante. Un'intuizione deriva
da qualcosa, e l'intuizione arriva anche dal fatto che
hai una conoscenza di base. Questa passione
necessita sempre di derivare da una specifica
ricerca e curiostà, in cui in qualche modo
apprendi tutte queste cose, quindi io sono basato
molto sulla spontaneità e sull'intuizione,
ma c'è anche una grande parte, in questo,
- in cui leggi, e ti documenti. - Una specie di curiosità. - Sì.
- Puzza proprio come la merda.
Questo è quasi fottutamente erotico, amico.
Vorrei ringraziare il cast e la troup
per tutta questa bellissima, dannata, collaborazione,
mi sono divertito facendo questo film, e so
che è stato difficile in questa maledetta, difficile
location. Dio vi benedica tutti quanti,
ci vediamo ad Hollywood.
- Tutto questo ha senso, cioè, io sono venuto
in questa cultura, e sono curioso riguardo ad essa,
perchè tu sei la mia guida, e voglio sapere
tutto riguardo ad essa, voglio sapere tutto su questa terra,
- sulla gente, le rovine, l'oro... - Sì, certo, ha senso.
- Non ha molto senso in qualche parte, perchè stai facendo
non so bene cosa.
Sono qui per fare un film riguardo
la fine del mondo, sto facendo un film riguardo
l'apocalisse, sto coinvolgendo questa cultura,
sto coinvolgendo la tua cultura,
- sto coinvolgendo... - Okay, okay, la conversazione
ha senso, in qualche modo,
ma questa conversazione
mette insieme un sacco di cose
che non hanno senso, per me.
Questo intero film per me non ha alcun senso.
- Riguardo a... Sei la guida, cioè,
tu fai la guida, io faccio il filmmaker,
che cos'è che non ha senso? - Che cos'è che non ha senso?
Tutto, questo non è il bar,
il bar in cui abbiamo scritto l''intera storia
del tuo film, non so, se vuoi
veramente fare un film,
vai dal presidente, o dal governatore
dello Yucatan, parli con gente che ha
importanza, non vai solo a guardarti
in giro con qualche tizio che non sa
nulla riguardo a questa terra,
a questa cultura, nel tuo furgone merdoso... Non so, amico,
per me è difficile che abbia senso
tutto questo. - Ma lo stiamo facendo, adesso, siamo
quaggiù, siamo entrambi, cioè, io non sto
davvero facendo un film qui, tu non sei
davvero una guida, sei un attore, io sono un attore...
- Esattamente, sì.
- Beh... Credo che io pensassi che tu
fossi più in sintonia con questo, perchè io ti sto
come seguendo, perchè nemmeno io
ci capisco qualcosa del film.
- No, non seguire me, io non so proprio nulla su questo.
- Credo che ti stessi considerando come la mia guida,
Perchè anche io sono completamente, disperatamente
frustrato riguardo a tutto ciò che stai dicendo,
ma siccome tu sei messicano
e siamo in Messico, quando tu... Veramente quando noi
stavamo filmando, mi hai portato
in giro, mi hai aiutato ad ordinare il cibo,
credo che io stessi pensando di
seguire la tua guida in questo film,
non il film che il mio personaggio sta facendo,
e non il film che parla del mio personaggio che fa un film,
- ma il film che è... - Ma riguardo
a quel film, non il tuo film, quel film, credi che abbia senso?
- Beh, non quando la metti in questi termini,
- non ce l'ha. - Non ce l'ha per niente, amico,
- io non so perchè sono qui. - Io non so perchè
sono qui, non so perchè anche tu
sia qui. Beh, tu non vivi molto lontano
da qui, io non sono mai stato in questo
paese prima. Lontano migliaia di chilometri, tu sei venuto qui in bus.
- Ma tu conosci i tizi che stanno
- facendo il film, sono tuoi amici? - Sì.
Ma questo non significa
che io ci capisca qualcosa in più di te.
- Credevo di sì, perchè tu vedi molti film,
io non guardo mai film,
- è difficile. - Ma tu sei stato
in più film rispetto a me, io non sono stato in nessun film.
- Sì, ma in film con un copione, o magari senza un copione
ma con un programma, o qualcosa in cui tu possa
farti un'idea di cosa devi fare,
di cosa hai già fatto... Non so che cosa
stiamo facendo e nemmeno mi interessa ora.
- Siamo seduti in una cazzo di palude, davanti ad un
fuoco che ci brucia tutti gli occhi.
Un famoso regista americano, mentre girava il suo ultimo film nello Yucatan,
si trovò a fronteggiare molte sciagure, culminate con l'uccisione di un membro della crew,
in un incidente alle rovine di Xcambo.
I Maya decisero di sacrificarlo agli dei, ma invocando Santo Genesio di Roma,
il filmmaker potè tornare in vita, e continuò ad editare il suo capolavoro.
- Se pensi a cosa la gente
ritenga essere le motivazioni dietro
alla maggior parte dei film,
potrebbe essere qualcosa come
l'intrattenimento, l'informazione... Quello che vorrei
che la gente vedesse guardando
quello che abbiamo creato,
è il completo annullamento di tutto ciò che
ti saresti mai aspettato sedendoti
a guardare un film. Qui c'è da compiere
una rivoluzione, che non è sulle strade,
o sul campo di battaglia,
ma è nel cinema, e quando questa rivoluzione inizierà,
gli occhi della gente si apriranno,
nessun manifesto, nessun'opera letteraria
può creare in loro
quello che realizzeranno quando
presenteremo loro questo film,
essenzialmente un'illuminazione sulla disonestà.
Cosa mi accadrà
se questo film non sarà riconosciuto come l'ultimo?
A me non accadrà nulla, perchè
stavo dormendo su un materasso mentre editavo
questo ultimo film, e dormirò ancora
su un materasso, ho amici...
Ma sarà riconosciuto, sarà anche molto
di più dell'ultimo film, voglio dire,
non è niente di più de
"L'orgoglio degli Amberson", che era il
secondo film di Orson Welles, e come "Quarto potere"
fu il suo primo film e non incassò molto,
"L'orgoglio degli Amberson" non incassò quanto
quel film avrebbe potuto, e se il pubblico
non riesce ad accettarlo, passerà molto,
molto, molto tempo prima di poterci sognare
un tale pubblico, in quel momento penso
di poter diventare Orson Welles, povera canaglia.
A volte durante l'editing vedi
il take one, e dopo vedi il take two,
e dopo vedi il take three,
e poi vedi il take four.
Nel film completo, allora, mostreremo a tutti
quelli che guardano cosa significhi il processo
di fare un film, che cosa sia il processo
di fare un film. Non è perfetto,
non fai giusto la prima volta,
non fai giusto la seconda volta,
o la quarta o l'ottava volta, e se
mostriamo ogni passaggio di questo nella nostra versione finale,
allora non solo il film sarà
un significativo monumento all'estinta
storia dei film, ma sarà anche
istruttivo, mostrerà alla gente
cosa significhi veramente girare
un film, cosa significhi tagliare il girato
ed auspicabilmente, se riusciamo a fare ciò che voglio fare,
mostrerà alla gente cosa significhi
non tagliare il girato, usare tutti e quattro i take
della caduta di uno stunt, usare ognuna di queste
riprese che hai ottenuto, per far vedere a tutti
quelli che guardano che sono tutte ugualmente
belle, che sono tutte ugualmente importanti,
non c'è un meglio, non c'è un peggio.
Vorrei che le vedeste tutte quante, le ho girate tutte io,
questo è il fare film, questo è il fare editing,
e non mi interessa
se è impreciso, e voglio che il prodotto finito
rifletta questa mancanza di precisione.
Cioè, l'editing è come percorrere una strada
dove non sai, una volta arrivato
ad un incrocio, se girerai a destra
o a sinistra. E quello che voglio fare qui è,
io voglio girare a destra e a sinistra, e voglio
che il pubblico veda che puoi girare
in entrambe le direzioni, e voglio che vedano destra
e sinistra allo stesso tempo.
Sai, ho oppositori che non capiranno
mai questo film, e sono
pronti a denigrare quello che abbiamo fatto qui
come una farsa o un disastro. Per loro,
l'unico modo di affrontare questo film
è di sminuire i nostri sforzi e metterli
sotto una cattiva luce ma, come dire, questo è il motivo
per cui sono arrivato a sentirmi profondamente solo
tra i miei colleghi contemporanei,
sento come se
quello che cercano di rappresentare
con il loro lavoro sia piuttosto mediocre,
e che le loro ambizioni giacciano solo dentro lo schermo,
per quanto quello che noi stiamo cercando di fare qui sia
portare tutto fuori dallo schermo,
fuori dal cinema, nel cuore della gente
e nelle loro menti. Io per primo sento che
non ci potrebbe essere commiato più adatto verso
la più bella, la più sacra forma
di espressione che sia mai esistita,
del film che ho creato ora.
Ci troviamo sulla cima di un monumento,
di una tomba, di una battaglia, e questo film
dice no, questo film non si adagerà
e non morirà, il Cinema non si adagerà
e non morirà, esso combatterà,
sparerà il suo ultimo colpo
sul viso del suo aggressore, ed è quello che
sto facendo con questo film, io rimango a testa alta,
io resisto con forza, e sto sparando
quell'ultimo proiettile, l'ultimo colpo
in canna, io resisto faccia a faccia con un esercito
che non potrò mai sconfiggere,
con un nemico, con una incombente
forza maligna e violenta, e resisto con forza
e sparo quell'ultimo proiettile,
è la speranza che un proiettile possa
cambiare il mondo,
che un film possa cambiare il mondo, un film,
che un punto solo possa valere come punteggiatura
per tutto quello che c'è stato prima
e come colpo a salve d'apertura per quello che ci sarà dopo,
e se abbiamo creato questo, e se
il pubblico vede tutto questo, e se
l'uomo medio, la donna, il bambino,
va al cinema, all'università,
al film club, e vede tutto questo, questo film
vivrà sempre come un mistero,
come un enigma, e come un indecifrabile
documento di un'epoca che
non esiste più,
e se riusciamo a fare questo, allra abbiamo vinto
la guerra con un solo proietile. La guerra è stata vinta
con un singolo colpo d'arma da fuoco.
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