All language subtitles for La ultima pelicula (Raya Martin, Mark Peranson, 2013).ITA

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Original subtitles

Sottotitoli: Francesco Fabris

- Sono stanco.

- Io non credo che un film sia un atto

puramente creativo, non credo che un film sia

un atto egomaniacale, non credo sia un atto

di natura sessuale, non credo sia un atto

di ego, non credo sia un atto

di hybris, credo che un film sia

un atto di distruzione.

Un'autodistruzione positiva. Io sono autodistruttivo

con il film che stiamo facendo ora.

Penso che ci sia una grande possibilità

che questa sia la fine,

non solo per il Cinema, ma anche per me.

Questa è la fine della produzione cinematografica,

questa è la fine dell'esposizione di immagini

a 24 frames al secondo, della celluloide

che abbiamo comprato e che abbiamo impresso, di tutto ciò

che abbiamo lasciato alla fine del girato.

Abbiamo inquadrato l'erba, il vento,

il sole, abbiamo ripreso tutto. La gente guarderà

tutto questo e penserà che ero fuori controllo,

che non sapevo cosa stessi facendo,

che ero perso nelle mie visioni, e che non stavo

comunicando niente. Ma se qualcuno riuscirà

a cogliere la mia reale dedizione nel filmare qui,

troveranno qualcosa di più

spirituale e mistico di tutto ciò

che questo mezzo abbia mai concepito.

Volevo arrivare qui e creare un film

nello stesso modo in cui un pittore crea un dipinto,

volevo stratificarlo, modificarlo, e aggiungere e rimuovere particolari,

tagliare ed incollare, finchè il materiale

concluso mi dicesse lui stesso

che era completo. Perchè, se sto girando

l'ultimo film, se sto dando vita all'ultima

espressione di pensiero creativo

che sarà mai inserita in un film, non voglio avere fretta,

non voglio dire al film quando deve essere finito,

voglio che sia il film stesso a dirmi quando è concluso,

e voglio starmene nella mia stanza,

circondato dalle bobine di pellicola, dal momento

che editeremo

questo film in analogico, senza digitale,

non ci sono computer, non c'è finzione qui,

e voglio starmene lì, circondato da quel materiale,

e voglio che sia lui a dirmi

che è finita. La civiltà, l'umanità,

le profezie Maya, ci hanno portato al 2012,

e nel 2012 sarà impresso l'ultimo rullino di pellicola,

e sarà esposto e realizzato,

e non ci sarà nient'altro, non ci sarà futuro.

Abbiamo raggiunto la vetta,

ed ora è solamente uno scendere dall'apice della montagna,

ed al fondo ci sarà

un'altra apocalisse, ci sarà

un altro ultimo film. Questo è il mio ultimo film,

questo è l'ultimo di tutti i film, questo è l'ultimo film del Cinema.

Non voglio pensare

a cosa accadrà dopo, voglio morire,

voglio che muoia chiunque è coinvolto

in questo film, voglio lasciare dietro di noi un alone di mistero,

le pergamene, che sono immagini esposte,

le rune, che sono le sceneggiature, le immagini, la musica,

e per decenni, per secoli,

la gente guarderà ciò che ho fatto,

abbiamo creato qualcosa che perdurerà.

Vedranno qualcosa che è un mistero,

qualcosa che valga la pena di ripercorrere

e su cui arrovellarsi, un documento

di una civiltà estinta.

- Sto riprendendo. Queste qui contano come rovine?

- Cosa? - Tutte queste

strutture. - No, certo che no, questa è

una recinzione, per separare la terra

- delle persone. - Fatta quando? - Non lo so,

negli anni '60. Vuoi mettere questo nel tuo film?

- Forse. Non pensi che possiamo ottenere

- qualcosa qui? - Mah, io te lo sconsiglio.

- Come mai? - Ma perchè, perchè vuoi questa

- cosa nel tuo film? - Perchè è

interessante, perchè è

un'area interessante, c'è una grande recinzione

tutto intorno, che qualcuno ha costruito

ad un certo punto, c'e spazzatura ovunque,

ci sono galline, ci sono cactus,

ci sono lime e limoni,

cosa c'è di non interessante?

- C'è una recinzione e c'è della spazzatura, chiunque

lascia la sua spazzatura qui, non è gente

ecolgista, anche se parla la lingua Maya.

- Anche se è la vostra stessa terra,

gettate semplicemente qui la spazzatura? - Sì.

- Questa gente che lascia la sua spazzatura

sulla sua stessa terra,

avrà mai pensato al suo contributo

per l'apocalisse?

- Hai della spazzatura e non hai

un cestino, è tutto qui. E' una merda, amico.

- Sì, è una merda. Ciò che di questo

è interessante è che la gente vive in questo modo.

- Sì, non so, forse è interessante.

Per me non molto, comunque, ti sconsiglio di metterlo

nel film. - Ma la gente semplicemente butta qui

- le sue vecchie TV? - Cosa? - La gente semplicemente

butta qui le sue vecchie TV?

- Se sono TV che non usano più, sì.

- C'è una borsina appesa ad un albero,

- piena di spazzatura. - Sì, perchè qualcuno

l'ha messa lì, che ne so.

No dai, dobbiamo andare alle vere rovine, amico.

Stiamo solo perdendo tempo qui, amico.

Andiamo a vedere le rovine, i turisti, amico,

sono molto meglio di questo.

I turisti sanno sempre dove andare,

puoi esplorare qui intorno, ma troverai solo

schifezze, dal momento che ci sono milioni

di turisti che sanno dove sono

i posti migliori. Andiamo lì,

seguiamo i giapponesi.

Tutto qui.

- Possiamo andare nel posto in cui

incomincia il cratere, perchè c'è

come un piccolo, come dire, tutto intorno qui

è pianeggiante, ma c'è come una montagna lì,

e gli scienziati dicono che

è il luogo dove la superficie

- di un asteroide colpì la terra. - Dicono che,

quando la meteora si schiantò, si innalzarono

così tanta sabbia e polvere da coprire

il mondo.

- Mi piace questo posto anche perchè

i miei genitori fecero un viaggio qui, quando iniziarono

a frequentarsi,

vennero qui ad iniziare tutto, ed io ho anche

una loro fotografia,

innamorati, mi piace quella fotografia.

- Questi edifici e queste strutture

sono state create... Non credo che le abbia costruite la gente,

non si sono mai approcciati al tempo

come un concetto lineare, credo che

considerassero il tempo come un concetto circolare,

che girava in tondo e si richiudeva

sul suo principio, e credo che l'idea

dell'origine del tempo o della sua fine

non esistesse per loro. Voglio servirmi

di questi luoghi per fare un film sulla fine del mondo,

sull'apocalisse, per illustrare il concetto

che forse il tempo è ciclico,

forse il tempo è una linea retta, e che forse

ha una fine. E se tu vieni qui,

e presenti questa vicenda in questi,

in questi luoghi ed in queste rovine,

come dire, queste rovine sono una prova che

il tempo giunge ad una fine, la civiltà giunge

ad una fine, chiunque è mortale, ma tutto ciò che

costruisci rimarrà qui dopo di te, per mostrarsi

alla gente quaggiù che ci aiuta

con il film, alla gente che ne

farà gli extra, alla gente che viene qui

e ci dà una mano, a parcheggiare le macchine e portarci

- il cibo, per mostrarsi a loro. - Vuoi che la gente

reciti nel tuo film, la gente del posto?

- Naturalmente. Voglio dire, non troveremo nulla

di più autentico di queste stesse rovine,

perchè dovremmo avere qualcosa di meno autentico

dei diretti discendenti della gente

che le ha costruite?

- Di cosa parlerà il film, cosa succede nel film?

- Beh, credo che riguarderà un luogo

non dissimile da questo, ma noi cambieremo

le loro vite per sempre, cambieremo

la loro percezione di cosa significhi

fare un film,

mostreremo loro l'idea della fine del mondo.

E io credo che, se metti tutto questo nel film,

e lo giri in luoghi come questo,

e coinvolgi le persone giuste,

probabilmente se mostri ad altra gente

questi luoghi quaggiù, luoghi che

mai nessuno ha cambiato, cioè, questo posto

è stato cambiato quando tutto questo è stato costruito,

ma, da allora, non credo sia mai più stato cambiato,

e credo che, non so se mai

riusciremo a farcela, ma credo che possiamo

fare un film riguardo a questo, che dimostri

cosa possa accadere ad una cultura

come questa,

in un antico e magnifico luogo, legato alla

storia e legato al tempo,

cosa potrebbe accedere dicendo che questa è la fine.

Tutto questo è stato costruito

migliaia di anni fa per essere il set di un film.

Che significato ha, che legame ha

con la gente qui, che legame ha

- con il significato della Storia? - Sì.

- Non so, magari dopo che avremo finito le persone prenderanno

le loro telecamere,

ed i loro copioni,

e capiranno che hanno vissuto

nelle vicinanze delle migliori ambientazioni,

delle più realistiche strutture

che si possano mai imprimere su celluloide,

ed allora penseranno: "Perchè non stiamo

facendo film qui? Conosciamo questo luogo

più degli americani, lo conosciamo meglio di tutti,

- dovremmo costruirci le nostre storie. - Figo.

- E' un bel posto per i bambini? - Sì.

- Ovviamente, dico. - Sì, è bello, ma la settimana scorsa

una bambina è morta a Teotihuacan, cadendo dalla scalinata.

- Questa cultura fu un mix tra quella Yucateca e quella Cattolica.

- Quando hanno posto qui questa croce, e perchè? - Non ne ho idea. Vengono qui in pellegrinaggio ogni Agosto.

Ogni volta, in Agosto, vengono qui a vedere il re.

Sì, questa era la dimora del re, ed il villaggio si sviluppava intorno a lui.

- Durante l'epoca pre-ispanica. - Sì, sì.

Venivano qui, e laggiù ci doveva essere una vergine.

Certo, lì in quel piccolo tempio.

- Cosa sta dicendo?

- Lo spazio esiste perchè è dentro un atomo.

- Ha detto che

la croce è come il tempo,

lo spazio, e la materia.

- E' quello che dovrebbe essere anche il film,

dovrebbe collocarsi proprio su questo. Quando siamo

saliti qui, abbiamo detto che la croce sembrava

fuori posto, e se vuoi progettare

un film qui, potrebbe sembrare fuori posto

rispetto alla tecnologia, ma c'è qualcosa,

quando lo guardi, che ha senso.

- Lui sta facendo un film qui.

- Allora, noi siamo tutti atomi.

Molecole, amminoacidi, proteine.

L'atomo spinge via la cellula.

E la cellula è indipendente e forma il corpo, che è un burattino.

- Perchè è un burattino? - Perchè è un bio-computer.

- Ha detto che il corpo è come un burattino, composto di cellule.

- Il sistema nervoso, che è lungo 72 chilmetri, è gestito attraverso la mente.

La mente è connessa al cosmo, ma noi non ci crediamo.

- Ma allora perchè siamo burattini?

- Perchè tu sei limitato ad una mentalità terrestre.

- Perchè tu hai una ragione ed una logica. E quello non dovrebbe esistere, devi distinguere.

Chi sei tu veramente? Tu sei energia, un campo quantico.

E' per questo che sono venuto.

Il campo elettromagnetico della terra si allineerà il 21 dicembre con un altro più ampio, più diffuso.

Non di dodici meridiani, ma più grande.

Allora la tua mente sarà più lucida.

- Ma il mondo non finirà, giusto? No. Finirà il mondo della sottomissione, il mondo della schiavitù.

- Ci spero davvero. - Sì, tu sei schiavo del denaro. Devi lavorare per guadagnarlo.

- Non hai caldo?

- Sì, ho caldo. - Spostiamoci laggiù.

Lì c'è fresco.

- I nostri corpi non sono più gli stessi ormai. - No, da quando...

Dio mi ha permesso di fare tutta questa strada per venire qui a vedere queste rovine.

- Loro erano qui prima.

Quelli che sono arrivati qui, i primi abitanti.

E da qui si sono espansi.

Taglia.

C'è un tizio, in questa città, chiamata

Chupaderos, e Chupaderos è il luogo

a Durango dove John Wayne ha girato

quasi tutti i suoi film in Messico, quelli che

ha fatto qui in Messico, e questo tizio assomiglia

moltissimo a John Wayne. La gente ha iniziato

a chiamarlo Juan, che è l'equivalente di John.

E ad un certo punto il tizio si iniziò a preoccupare,

perchè lui era il suo stunt-man, lo stunt-man

di John Wayne, e quando John Wayne se ne andò

dal Messico, questo tizio si trovò senza lavoro.

Allora John Wayne gli disse qualcosa come: "Dai,

bada tu alla mia casa quando non sono qui",

allra questo tizio, Juan, iniziò,

come dire, a prendere in qualche modo la vita

di John Wayne, visto che viveva nella sua casa,

gli somigliava di aspetto, ed era un tipo davvero

strano, ma è morto due anni fa,

all'improvviso.

- Quando ero un bambino, i miei genitori mi portavano

in questo luogo, era semplicemente

maestoso e vastissimo, non potevo

nemmeno immaginare come fosse poter vivere in un posto così,

cioè sai, è la grandezza delle cose

quando sei piccolo così, non riesci nemmeno

a concepirla, è davvero stimolante, e ciò

fece una grande impressione su di me, e credo che questo

sia parte del perchè io abbia deciso di fare

film in luoghi che sembrano così straordinari,

perchè quella sensazione, per me,

era la miglior cosa avessi mai provato.

- Questo posto... So che questa grande chiesa,

in quella direzione, venne costruita dai Francescani,

e che questa fu una delle prime città

in cui arrivarono i Francescani, ed è per questo

che vollero costruire questa grande, grande

chiesa, per fondare la loro prima città.

Hanno evangelizzato tutta la regione,

ed è molto particolare,

questa città, perchè ci sono questi grandi

palazzi e questa piramide, è molto

strano, non so, ma si vede che

non è restaurata bene, semplicemente hanno

messo l'una dentro l'altra, ed è uno stile

piuttosto strano. Mi piace, mi piace, amico.

- E' strano, vero?

- Sì, direi di sì. - Questo museo contiene

i reperti più importanti dei 400

anni di splendore della cultura Maya.

- Conservano piccoli cimeli che non sono

in molti musei? Ci sono qui?

- Esattamente, è questa l'idea del museo,

di riunire tutti i reperti di questo

periodo straordinario.

- Cos'è questo? - Questo è un oggetto

di scienza, è come un calendario, un calendario

per l'interiorità delle persone.

Sono come

allegorie delle personalità

delle persone, credo. E questo risale

ad un periodo molto vicino alla colonizzazione spagnola,

perchè si vede questa commistione di concetti,

di ideologie, frutto anche di imposizione,

è un bel reperto.

- Credi che tutto quello che facciamo oggi,

tutti i film che facciamo, ogni tipo di arte

che facciamo ora, durerà così tanto?

- Sì, forse. - Anche io lo penso. Sembra impossibile.

- Sembra impossibile? Cosa? Non è poi così tanto tempo,

sono meno di 1000 anni. - Desidero così tanto

di fare un film che possa

sopravvivere così, ma non so

se sia possibile, voglio credere che

sia possibile, voglio separare la mia vita

dalla mia arte, voglio essere in grado di creare

tutto questo e di lasciarmelo alle spalle, e di non

continuare a vivere in esso, voglio che il film viva

senza di me, ma non credo

di essere in grado di separare ciò che faccio

da chi sono. Mi sento come se, tutto questo

è stato creato da delle persone, cioè, erano

mercanti, erano schiavi,

hanno creato questo, ed allora questo era

- il loro lavoro. - E' un duro lavoro, è stata

un'espressione di... - Credo sia questo il motivo per cui

è sopravvissuto così tanto, sono spaventato di questo

perchè non è come lavoro io, non è così che

vengono fatti i film. Allora nulla avrà

lo stesso significato, è davvero dura

guardare qualcosa come questo e capire

se contiene l'anima del suo creatore,

sebbene io pensi che il film che

che voglio fare, i film che ho fatto,

spero che si percepisca che

contengno una parte di me,

e non so come equilibrare

il fare quello che voglio fare

e dar vita a cose che siano abbastanza separate

da me da poter sopravvivere da sole

in un museo tra mille anni.

Nel senso, oggi puoi comprare un orecchino di 2$

alla bigiotteria, e sono fatti per questo.

Ora noi li stiamo guardando al museo,

e pensiamo siano bellissimi, ma a quel tempo

erano probabilmente plastica. La plastica oggi è solo ciarpame usa e getta.

- Ora è più difficile creare

cose che possano durare nel tempo,

perchè la spazzatura dura per sempre,

ma la memoria è molto fragile.

- Hai mai guardato una donna fare il bagno,

intendo quando lei non pensa necessariamente

che ci sia qualcuno a guardarla,

come attraverso il buco della serratura.

Mi sento come se quella sia la sua

essenza, perchè è un momento intimo,

ed è un momento raro, ed è un modo strano

di esprimere te stesso, ma credo che

se riesci a cogliere ciò che si prova

nel vedere qualcuno nel momento più intimo,

quando è il più indifeso possibile,

hai bisogno di qualcuno, la prima cosa

che riprenderei sarebbe la vasca, le bolle, il sapone, la spugna.

Alex, lei è Iazua, è una mia amica che vorrebbe conoscerti.

- Stanno facedo... Lui sta facendo un film,

- ed io lo aiuto. - Davvero? - Sì. Hai mai

recitato prima d'ora?

- No, perchè? - Perchè sono venuto qui per girare un film,

- e ti ci vedo al suo interno. - Beh,

sono piuttosto abituata a stare davanti alla telecamera,

dal momento che sono una giornalista.

- Oh, bene. - Sì, una giornalista molto brava. - Sto girando

un documentario su uno chef, magari lo conosci,

si chiama René Redzepi,

è venuto in Messico per organizzare l'ultima cena

prima della fine del mondo.

- Io sono venuto in Messico per girare

l'ultimo film prima della fine del mondo. Davanti alla

telecamera per entrambi gli eventi,

- ti sentirai probabilmente a tuo agio. - Sì,

se hai intenzione di filmare qualcosa.

- Amico? Cosa ci fai qui? - Che cazzo è successo?

- Non sono un cazzo di criminale! - Cosa ci fai qui?

- Me lo devi dire tu! - Io non so cosa stessi facendo,

- perchè ti hanno preso?

- Ero in giro, cercavo delle location,

stavo facendo fotografie e parlando con delle persone,

e cercavo di ottenere un permesso,

e facevo domande riguardo all'attrezzatura,

e preparavo il nostro lavoro, e venti minuti dopo mi trovo...

- Che cazzo ridi?

- Questa fottuta situazione è ridicola, amico! - No, non lo è, cazzo!

- Ok, vado a chiedere cosa dobbiamo fare

per farti uscire da qui, avremo bisogno di un po' di denaro, e...

- Stiamo cercando di parlare con il superiore, ma il superiore non è qui.

- Allora chi c'è qui? - Le guardie. - Puoi andare a chiedere a loro?

- Sì, ma le guardie non possono fare niente.

- Abbiamo bisogno di un superiore, non delle guardie.

- E dov'è lui? - Lasciamelo scoprire, cazzo!

- Lo hai chiesto? - "Dov'è il superiore..." - E' una domanda molto semplice!

- Sì, è solo una domanda, ma è tutto un processo complicato, amico,

- dobbiamo andare passo dopo passo. - Ok, qual è il primo passo?

- Per cominciare... siediti qui e rilassati un po'...

- Ok, ma fagli sapere dove ti possono rintracciare, là fuori.

- Per favore, rilassati. - Fanculo, "Rilassati"! - Rilassati, amico!

- Cosa credi, che sia bello essere qui?

- Mi piacerebbe andarmene da qui, per favore.

- Sai,

questo, per me,

questo è così umiliante ed imbarazzante per tutte queste persone.

Lo è davvero, e non so proprio dirti perchè, ma quando

li guardo, non provo che pietà e tristezza,

per tutto quello che hanno deciso di immaginare,

è importante per loro, questa gente cresciuta

probabilmente in America, in scuole

private e station-wagons, loro arrivano qui e

si mettono costumi idioti,

e ballano, e fingono di avere

un rapporto spirituale con questa terra,

ma, come dire, il senso della Storia è così

distante, ed il significato dell'interpretazione

personale sta prendendo il sopravvento in loro.

- E pensi di poter mettere questo

nel tuo film? - No, questo è l'opposto

di ciò di cui il film parla.

Non voglio che questi bianchi americani

con le treccine arrivino e ballino nel nostro film,

non li voglio! Non li voglio

nemmeno vicini al film, voglio che vedano il film

e si sentano imbarazzati per aver disonorato

questa cultura venendo qui e fingendo

di avere una qualche relazione con essa.

Cammino in mezzo a questa ressa di gente,

vestita con i loro stupidi abiti bianchi,

dalla testa ai piedi, cappello nero, occhiali scuri,

capelli scuri. Mi sento come il diavolo.

Perchè io non ho nemmeno un briciolo

della felicità, della pace e

dell'energia con cui questi dicono

di essere in contatto.

Sembro una figura di pura malvagità, per questa gente.

Lo percepisco quando mi avvicino a loro,

sento che, più mi avvicino, capto

sempre più odio, sempre più rabbia.

E' così odioso. Mi fa vergognare dell'America.

Voglio dire, potrei mettermi laggiù,

fare buffe pose, e potrei anche

fare strani rumori, ma mi ci vedresti?

No, no, dai. Ma quello è sotto acidi, o qualcosa del genere.

Non so cosa stiano facendo. Oh, guarda questo.

Incredibile.

- I Messicani non sono cresciuti avendo sotto mano

le biblioteche ed Internet, dove questa

gente ha imparato tutto questo.

Discovery Channel, cose sui Maya. E' molto

strano, amico, questo è a metà tra un circo...

E' un carnevale, amico, guarda. E' una merda.

- Se questo è dove siamo arrivati, come società,

allora penso che la fine sia persino tardiva.

Non sto scherzando, penso davvero

che, se questo è dove è arrivata la gente,

ad una fine del genere in un'epoca come questa,

allora l'apocalisse sarebbe dovuta

giungere molto tempo fa, perchè questo deve essere

spazzato via, e dobbiamo resettare tutto questo,

e dobbiamo ripartire dal punto

in cui la gente possa veramente trovarsi davanti

ad una terra vuota e costruire questo.

Cioè, siamo arrivati al punto in cui la gente viene

alle rovine in costume e si comporta come clown,

non possiamo nemmeno immaginarci cosa

voglia dire guardare un prato vuoto

e costruire questo dal nulla.

Cioè, vogliamo venire qui e

ballare, e cantare, la gente non si può nemmeno

immaginare lo sforzo, e la lungimiranza

ed il tempo, l'energia, e lo sforzo

richiesti per creare qualcosa come questo,

che durerà per sempre.

Voglio mettere la gente nel film, voglio

mettere costumi nel film, sai,

costumi, cappelli da cowboy, gente a cavallo,

hai capito, non voglio che sia

solo un documentario, voglio che sia

coinvolta una sensazione di recitazione,

un senso di travestimento, ma questo,

questo non è ciò che ho

- in mente a riguardo. - Oh, merda, amico.

Andrà oltre la recinzione.

- "Immaginazione"? Ma tu credi sia vero?

- No, non credo a una parola. Queste notizie... - Sono tutte storielle, giusto?

- Tutte favole riguardo ai Maya!

- Cosa hanno fatto?

- Porca miseria, che è quello? - Quella è la fine del mondo.

- Ma, accidenti, sembra davvero violenta! - Sono due città del posto.

- Veramente? - Veramente.

- Io non credo ad una parola riguardo la fine del mondo.

- Io nemmeno. Ad ogni modo, non è avvenuta!

- Non è finito niente.

- Bene, allora... - Allora, stai camminando quaggiù,

e non guardare assolutamente a destra,

guarda solo a sinistra, non guardare

nemmeno davanti. Allora, partendo da lì

fino a qui, guardando a sinistra,

dirigendoti laggiù.

- Nella settimana che conduce al termine del conto alla rovescia,

emozionanti festeggiamenti stanno avendo luogo in tutto lo Yucatan,

il vero cuore della cultura Maya.

A Merida, uno street festival pieno di canzoni e danze tradizionali

attrae migliaia di visitatori da ogni parte del Messico e dall'estero,

che possono anche fare una fotografia con un vero discendente Maya!

L'highlight della settimana è la cena che sta per essere preparata per la sera del 21 Dicembre,

al convento di Sant'Antonio di Padova, ad Izamal,

dove i più grandi chef del mondo si sono raccolti da ogni parte del pianeta

per preparare una "cena per la fine del mondo".

I preparativi sono condotti secondo i più elevati standard della cucina mondiale,

mentre frutti Maya ed altri ingredienti sono amalgamati con la cucina messicana contemporanea

per creare un banchetto come mai nessun altro.

La star dello show è il "migliore chef del mondo", René Redzepi,

fondatore dell'innovativo ristorante "Noma", situato a Copenhagen, in Danimarca.

Redzepi ed il "Noma" sono conosciuti in tutto il mondo per la propria cucina sperimentale,

che ridefinisce la cucina nordica con un'attenzione particolare ai prodotti locali scandinavi, erbe e radici,

la maggior parte dei quali sono raccolti e coltivati dagli chef stessi nei boschi.

Guardate questi piatti meravigliosi!

Deliziosi!

Che presentazione straordinaria!

Attenzione, quel gamberetto sta per scappare!

- Il modo in cui mi sono approcciato all'essere qui, a cucinare, fu...

Mi sono detto: "Immagina la popolazione Maya

e la sua cultura, sebbene quella cultura

sia estinta, ma immagina che sia

inviolata, che gli sia stato permesso di

sopravvivere fino ad ora. Come sarebbe stato

un ristorante, come sarebbe stato

il sapore del cibo, penso che sia molto interessante.

Io vorrei mangiare

a quel ristorante. Un'intuizione deriva

da qualcosa, e l'intuizione arriva anche dal fatto che

hai una conoscenza di base. Questa passione

necessita sempre di derivare da una specifica

ricerca e curiostà, in cui in qualche modo

apprendi tutte queste cose, quindi io sono basato

molto sulla spontaneità e sull'intuizione,

ma c'è anche una grande parte, in questo,

- in cui leggi, e ti documenti. - Una specie di curiosità. - Sì.

- Puzza proprio come la merda.

Questo è quasi fottutamente erotico, amico.

Vorrei ringraziare il cast e la troup

per tutta questa bellissima, dannata, collaborazione,

mi sono divertito facendo questo film, e so

che è stato difficile in questa maledetta, difficile

location. Dio vi benedica tutti quanti,

ci vediamo ad Hollywood.

- Tutto questo ha senso, cioè, io sono venuto

in questa cultura, e sono curioso riguardo ad essa,

perchè tu sei la mia guida, e voglio sapere

tutto riguardo ad essa, voglio sapere tutto su questa terra,

- sulla gente, le rovine, l'oro... - Sì, certo, ha senso.

- Non ha molto senso in qualche parte, perchè stai facendo

non so bene cosa.

Sono qui per fare un film riguardo

la fine del mondo, sto facendo un film riguardo

l'apocalisse, sto coinvolgendo questa cultura,

sto coinvolgendo la tua cultura,

- sto coinvolgendo... - Okay, okay, la conversazione

ha senso, in qualche modo,

ma questa conversazione

mette insieme un sacco di cose

che non hanno senso, per me.

Questo intero film per me non ha alcun senso.

- Riguardo a... Sei la guida, cioè,

tu fai la guida, io faccio il filmmaker,

che cos'è che non ha senso? - Che cos'è che non ha senso?

Tutto, questo non è il bar,

il bar in cui abbiamo scritto l''intera storia

del tuo film, non so, se vuoi

veramente fare un film,

vai dal presidente, o dal governatore

dello Yucatan, parli con gente che ha

importanza, non vai solo a guardarti

in giro con qualche tizio che non sa

nulla riguardo a questa terra,

a questa cultura, nel tuo furgone merdoso... Non so, amico,

per me è difficile che abbia senso

tutto questo. - Ma lo stiamo facendo, adesso, siamo

quaggiù, siamo entrambi, cioè, io non sto

davvero facendo un film qui, tu non sei

davvero una guida, sei un attore, io sono un attore...

- Esattamente, sì.

- Beh... Credo che io pensassi che tu

fossi più in sintonia con questo, perchè io ti sto

come seguendo, perchè nemmeno io

ci capisco qualcosa del film.

- No, non seguire me, io non so proprio nulla su questo.

- Credo che ti stessi considerando come la mia guida,

Perchè anche io sono completamente, disperatamente

frustrato riguardo a tutto ciò che stai dicendo,

ma siccome tu sei messicano

e siamo in Messico, quando tu... Veramente quando noi

stavamo filmando, mi hai portato

in giro, mi hai aiutato ad ordinare il cibo,

credo che io stessi pensando di

seguire la tua guida in questo film,

non il film che il mio personaggio sta facendo,

e non il film che parla del mio personaggio che fa un film,

- ma il film che è... - Ma riguardo

a quel film, non il tuo film, quel film, credi che abbia senso?

- Beh, non quando la metti in questi termini,

- non ce l'ha. - Non ce l'ha per niente, amico,

- io non so perchè sono qui. - Io non so perchè

sono qui, non so perchè anche tu

sia qui. Beh, tu non vivi molto lontano

da qui, io non sono mai stato in questo

paese prima. Lontano migliaia di chilometri, tu sei venuto qui in bus.

- Ma tu conosci i tizi che stanno

- facendo il film, sono tuoi amici? - Sì.

Ma questo non significa

che io ci capisca qualcosa in più di te.

- Credevo di sì, perchè tu vedi molti film,

io non guardo mai film,

- è difficile. - Ma tu sei stato

in più film rispetto a me, io non sono stato in nessun film.

- Sì, ma in film con un copione, o magari senza un copione

ma con un programma, o qualcosa in cui tu possa

farti un'idea di cosa devi fare,

di cosa hai già fatto... Non so che cosa

stiamo facendo e nemmeno mi interessa ora.

- Siamo seduti in una cazzo di palude, davanti ad un

fuoco che ci brucia tutti gli occhi.

Un famoso regista americano, mentre girava il suo ultimo film nello Yucatan,

si trovò a fronteggiare molte sciagure, culminate con l'uccisione di un membro della crew,

in un incidente alle rovine di Xcambo.

I Maya decisero di sacrificarlo agli dei, ma invocando Santo Genesio di Roma,

il filmmaker potè tornare in vita, e continuò ad editare il suo capolavoro.

- Se pensi a cosa la gente

ritenga essere le motivazioni dietro

alla maggior parte dei film,

potrebbe essere qualcosa come

l'intrattenimento, l'informazione... Quello che vorrei

che la gente vedesse guardando

quello che abbiamo creato,

è il completo annullamento di tutto ciò che

ti saresti mai aspettato sedendoti

a guardare un film. Qui c'è da compiere

una rivoluzione, che non è sulle strade,

o sul campo di battaglia,

ma è nel cinema, e quando questa rivoluzione inizierà,

gli occhi della gente si apriranno,

nessun manifesto, nessun'opera letteraria

può creare in loro

quello che realizzeranno quando

presenteremo loro questo film,

essenzialmente un'illuminazione sulla disonestà.

Cosa mi accadrà

se questo film non sarà riconosciuto come l'ultimo?

A me non accadrà nulla, perchè

stavo dormendo su un materasso mentre editavo

questo ultimo film, e dormirò ancora

su un materasso, ho amici...

Ma sarà riconosciuto, sarà anche molto

di più dell'ultimo film, voglio dire,

non è niente di più de

"L'orgoglio degli Amberson", che era il

secondo film di Orson Welles, e come "Quarto potere"

fu il suo primo film e non incassò molto,

"L'orgoglio degli Amberson" non incassò quanto

quel film avrebbe potuto, e se il pubblico

non riesce ad accettarlo, passerà molto,

molto, molto tempo prima di poterci sognare

un tale pubblico, in quel momento penso

di poter diventare Orson Welles, povera canaglia.

A volte durante l'editing vedi

il take one, e dopo vedi il take two,

e dopo vedi il take three,

e poi vedi il take four.

Nel film completo, allora, mostreremo a tutti

quelli che guardano cosa significhi il processo

di fare un film, che cosa sia il processo

di fare un film. Non è perfetto,

non fai giusto la prima volta,

non fai giusto la seconda volta,

o la quarta o l'ottava volta, e se

mostriamo ogni passaggio di questo nella nostra versione finale,

allora non solo il film sarà

un significativo monumento all'estinta

storia dei film, ma sarà anche

istruttivo, mostrerà alla gente

cosa significhi veramente girare

un film, cosa significhi tagliare il girato

ed auspicabilmente, se riusciamo a fare ciò che voglio fare,

mostrerà alla gente cosa significhi

non tagliare il girato, usare tutti e quattro i take

della caduta di uno stunt, usare ognuna di queste

riprese che hai ottenuto, per far vedere a tutti

quelli che guardano che sono tutte ugualmente

belle, che sono tutte ugualmente importanti,

non c'è un meglio, non c'è un peggio.

Vorrei che le vedeste tutte quante, le ho girate tutte io,

questo è il fare film, questo è il fare editing,

e non mi interessa

se è impreciso, e voglio che il prodotto finito

rifletta questa mancanza di precisione.

Cioè, l'editing è come percorrere una strada

dove non sai, una volta arrivato

ad un incrocio, se girerai a destra

o a sinistra. E quello che voglio fare qui è,

io voglio girare a destra e a sinistra, e voglio

che il pubblico veda che puoi girare

in entrambe le direzioni, e voglio che vedano destra

e sinistra allo stesso tempo.

Sai, ho oppositori che non capiranno

mai questo film, e sono

pronti a denigrare quello che abbiamo fatto qui

come una farsa o un disastro. Per loro,

l'unico modo di affrontare questo film

è di sminuire i nostri sforzi e metterli

sotto una cattiva luce ma, come dire, questo è il motivo

per cui sono arrivato a sentirmi profondamente solo

tra i miei colleghi contemporanei,

sento come se

quello che cercano di rappresentare

con il loro lavoro sia piuttosto mediocre,

e che le loro ambizioni giacciano solo dentro lo schermo,

per quanto quello che noi stiamo cercando di fare qui sia

portare tutto fuori dallo schermo,

fuori dal cinema, nel cuore della gente

e nelle loro menti. Io per primo sento che

non ci potrebbe essere commiato più adatto verso

la più bella, la più sacra forma

di espressione che sia mai esistita,

del film che ho creato ora.

Ci troviamo sulla cima di un monumento,

di una tomba, di una battaglia, e questo film

dice no, questo film non si adagerà

e non morirà, il Cinema non si adagerà

e non morirà, esso combatterà,

sparerà il suo ultimo colpo

sul viso del suo aggressore, ed è quello che

sto facendo con questo film, io rimango a testa alta,

io resisto con forza, e sto sparando

quell'ultimo proiettile, l'ultimo colpo

in canna, io resisto faccia a faccia con un esercito

che non potrò mai sconfiggere,

con un nemico, con una incombente

forza maligna e violenta, e resisto con forza

e sparo quell'ultimo proiettile,

è la speranza che un proiettile possa

cambiare il mondo,

che un film possa cambiare il mondo, un film,

che un punto solo possa valere come punteggiatura

per tutto quello che c'è stato prima

e come colpo a salve d'apertura per quello che ci sarà dopo,

e se abbiamo creato questo, e se

il pubblico vede tutto questo, e se

l'uomo medio, la donna, il bambino,

va al cinema, all'università,

al film club, e vede tutto questo, questo film

vivrà sempre come un mistero,

come un enigma, e come un indecifrabile

documento di un'epoca che

non esiste più,

e se riusciamo a fare questo, allra abbiamo vinto

la guerra con un solo proietile. La guerra è stata vinta

con un singolo colpo d'arma da fuoco.

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