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Yoruba
Zulu
[musica]
Nella confusione
miliardi di persone.
>> Grazie.
>> Solo un'occasione quaggiù. Eccomi qua. M
>> Alba mi ha raccontato quello che le
hanno fatto.
È terribile.
>> Sì.
>> Beh, ne ha passate tante.
Tu sei sicura che non è un problema per
voi ospitarla per un po'?
>> No, no, ma ci mancherebbe proprio.
Andiamo un sacco di posto, poi.
>> Poi mi fa piacere [musica] aiutarla.
Anch'io. Ho passato un periodo
difficile.
>> Lo so.
>> Ne sono uscita, eh, quindi sta in buone
mani.
>> Lo so.
>> A dopo, prof.
A dopo,
>> prof. Eh, a un momento.
>> Ciao. Come no? Ciao.
>> Ciao tanto.
>> Volevo farle vedere il form che ho
compliato per l'università.
>> Ah, certo.
>> Ottimo.
Sì, anche questa parte qui.
>> Sì, perfetto.
>> Eccomi.
>> Ma hai un'ottima padronanza
dell'inglese? Eh sì, sono cresciuta in
America, sono bilingua.
>> Ah, ecco, si spiega l'arcano adesso. Ma
quindi con [musica] Anita in casa
parlate in inglese?
>> Quando non vogliamo farci capire da
Manuel. Sì, [risate]
>> brava, hai fatto un ottimo lavoro.
Allora, adesso invialo all'università e
aspettiamo.
>> Sì. Mh. Ci vediamo in classe.
>> A dopo.
>> Ciao.
Quando
passa pure da me, professor, scusami
anche le soluzioni.
>> Zeno, [musica] tu ti rendi conto che
ogni volta che Viola entra nel tuo campo
visivo cambi completamente espressione?
Ti sei dichiarato almeno? No, no, ma che
ha dichiarato?
>> Lei [musica] poi non mi pensa proprio.
Ah,
>> mi vede come una cosa
buffa.
Poi lei in testa c'ha un altro.
>> Ah, non non lo sapevo che le piacesse
qualcuno. [musica] È uno qui della
scuola.
>> Sì, cioè m No, non proprio la scuola
>> non sono fidanzati. Eh, però
ora è complicato da spiegare.
>> Certo, certo. Scusami, vabbè, io ci
vediamo dentro. [musica] Vecchio caffè
latte. A dopo.
>> A dopo.
>> Ah, regà, io ve lo dico, non ci vengo.
>> Dai, che fai? Non vieni?
>> No, vabbè dai, vengo.
>> Eccoti qua.
>> Buongiorno. Però
>> però scusi, una domanda, ma tra tutti i
posti che esistono, proprio in
un'abbazia dobbiamo andare?
Cioè, non potevamo andare in gita in un
posto normale, tipo che che ne so,
Napoli, Palermo, Berlino.
>> Allora, spiego, Lombardi ha pensato che
un po' di sana spiritualità potesse
farvi bene. Io all'inizio non ero
d'accordo come del resto voi, però poi
pensandoci, e mi stupisco a dirlo, sono
arrivato a pensare che per una volta
Lombardi abbia avuto una buona idea.
>> Eh, da ridere.
>> Zeno, cos'ai questa cosa della bazia? Ti
deprime?
No, ma non mi interessa, tanto non ci
vengo.
>> In che senso? [musica]
>> Eh, i miei hanno bisogno di me. Pratica,
proprio in quei giorni, dobbiamo
riorganizzare i fenili.
>> Beh, ma non è giusto. Non possono
trovare qualcun altro che li aiuti? Sì,
però qualcun altro vuol dire un operaio
agricolo che comunque devi pagare.
>> È sfruttamento. Medioevo.
>> Vabbè, ma tanto una scusa.
Il giorno della gita del carico di fieno
sarà già completo.
>> Beh, ragazzi, dai, entriamo in classe
che oggi vi faccio fare un esperimento.
Dai,
>> un altro professore. Sempre esperimento.
>> Sì, sì.
Ragazzi, oggi vorrei fare con voi un
esercizio di immaginazione. Allora,
immaginate di essere in un deserto
sconfinato, arido, brullo, no? Avanti.
>> Buongiorno. Scusi in ritardo.
>> Sì.
Allora, dicevo, immaginate di essere in
un deserto, siete stanchi, avete sete, a
un certo punto davanti a voi appare
un'oasi. Allora, quell'asi è vera o è
soltanto un miraggio?
Per Lopardi quel miraggio sono le
illusioni.
>> Prof, noi Leopardi già lo facciamo con
De Angelis italiano. Sì, lo so, ma
Leopardi
non è stato soltanto un irraggiungibile,
inarrivabile poeta, è stato anche un
filosofo e ha raccolto i suoi pensieri
in una sorta di enorme block notes di
4526
pagine che ha chiamato Zibaldone.
>> L'anima del blocc notes.
>> Sì, vai. Allora, per Leopardi le
illusioni sono come quel miraggio. Sono
loro che ci aiutano a continuare a
camminare [musica]
in quel deserto. Senza di esse ci
ritroveremo in uno spazio vuoto, nel
nulla. Ma inevitabilmente dopo le
illusioni arrivano le delusioni.
L'illusione più importante per Leopardi
è l'amore.
Per lui l'amore è un inganno, il più
meraviglioso di tutti gli inganni.
Proprio per questo motivo, quando un
amore finisce è il momento più terribile
che un essere umano possa vivere. Alla
fine dell'illusione di poter essere
amato dalla nobildonna Fannì, della
quale era follemente innamorato.
[musica]
>> E ti credo con quel nome.
>> Te do una pizza, la vedi sta pargoletta
mano? Te do una pizza?
>> No, no. Eh, allora dicevamo, Leopardi
parla
direttamente al suo cuore, gli parla
proprio e gli dice, vediamo se lo trova,
eccolo qua.
E gli dice,
"Or poserai per sempre, stanco mio coro,
perì l'inganno estremo che eterno io mi
credei."
>> E poi come prosegue?
Posa per sempre, assai palpitasti.
Non vale.
I moti tuoi, né di sospiri è degna la
terra.
Amaro è noia, la vita altro mai nulla.
E fango è il mondo.
>> Povero
>> mazza. Si era preso una bella botta. Eh
>> eh. Quelle sono botte che fanno male,
eh. Ma come faceva guardarsi così
[musica] tanto dentro e essere così
crudele anche con se stesso?
>> Eh, ci riusciva perché malgrado questo
suo aspetto inerme, fragile,
era il più coraggioso di tutti gli
uomini.
Ma perché fa così adesso
sto maledetto?
>> Che succede? Con chi ce l'hai?
>> No, niente, che mi sono sbagliata e
adesso non riesco più a tornare alla
pagina dove inserire le credenziali.
>> Eh, posso?
>> Oddio, sì, magari.
>> Allora, dovrebbe essere
>> No, ma ci sono andata qui.
>> Cioè, area personale, vedi? Esatto. Eh
sì, ma perché si incasina un po' tanto.
>> Grazie.
>> Stai attenta a quello che gli dici. È
vendicativo. [risate]
>> Senti, poi non abbiamo più parlato, però
volevo dirti che sono stato bene l'altra
sera. È stato molto bello per me.
>> Sì, è stato bello [musica] e
inaspettato. M
>> m beh, può essere bello anche se te lo
aspetti, cioè se lo organizzi tipo tipo
che ne so domani a cena.
Io non so se riesco a organizzarmi, c'ho
giornate veramente incasinate.
>> Capisco.
>> E
>> sì. Ok. E
>> ci vediamo. Ciao.
>> Ciao.
>> Grazie. Eh,
>> figurati.
>> Ah, Anita, Anita, scusa, ti stavo ti
stavo cercando.
>> E come come va con Alba? Ah, eh, molto
meglio. Eh, ha detto che vuole tornare
presto a lavorare in libreria
>> e questo è un buon segno.
>> Sì, direi di sì. E tra l'altro le ho
visto anche riprendere in mano i libri
che le avevi dato.
>> M senti, io stavo pensando magari di
passarla a trovare così con la scuda
dello studio magari cerco di capire come
vanno le cose.
>> Vai, le farà piacere.
>> Tu come? scapp che è tardi tanto.
>> Stai
>> ragazzi per la prossima volta almeno
leggete le tre pagine su Dam, va bene?
>> Ok. Pro
>> possiamo parlare? Vuoi fare l'offeso
ancora per molto?
>> Non faccio offeso, Simo, c'ho altri
cazzi. Tutto qua.
>> Senti, ho fatto una cazzata a vendere la
Vespa. Lo so, mi dispiace, però anche te
hai reagito un po'
>> un po'
>> eh un po' troppo, no?
Vabbè, facciamo che siamo pari, un a
uno.
Questo
>> no, è l'aiuto cuoco. Me l'ha chiusa
dentro una porta.
>> Mare.
>> Sì, sì.
>> Mi ha messo qualcosa che ci metti un po'
di ghiaccio.
>> Allora, avete fatto pace?
A quanto pare sì,
>> ma certo che abbiamo fatto pace, ti
pare?
>> Buono. Allora, [musica] io per stasera
vi propongo una serata molto [ __ ] in un
locale ancora più figo in cui
normalmente mettono musica, ma stasera
ci sono dei giovani attori che leggono
testi di autori famosi.
>> Che culo. Bellissimo. Bellissimo. Sì,
>> ci sono. Eh, però mi sa che Thomas non
può
>> perché
>> no ci sono.
>> Ma non c'è il turno ristorante, scusa?
Eh no, sì, il turno al ristorante. Che
sfiga, eh, per sti giovani attori.
>> Cazzo, non piangere.
>> Ti sei salvato.
>> Ciao belli.
>> Tu vieni? [musica]
>> Certo. Come perdersi teste autoriali,
sicuramente poi neozelandesi.
>> Quello che dico anch'io. Assolutamente.
Sì,
>> non vedo l'ora. Ok, mi sembra bene. Io
direi di rimanere su Nietzsche ecco,
cosa mi dici del concetto di volontà di
potenza?
Nietzsche credeva che la volontà di
potenza
>> che c'è scusa
>> che c'è?
>> No, non è facile come essere tutta un
tratto al liceo.
>> Eh, ma tu in classe eri brava in tutte
le materie. Facciamo, facciamo così,
prendiamolo questo come un allenamento.
Siamo io e te un allenamento,
tranquilli. [musica]
Eh, dai, non No,
>> va bene. Vai.
Nietzsche credeva che la volontà di
potenza fosse
la forza motrice delle azioni umane.
Ogni essere umano, infatti, cerca di ehm
affermarsi, cerca di superarsi e in
pratica è una lotta costante
per l'autorealizzazione. [musica] Un
impulso a elevare se stessi.
>> Esatto. E in fondo anche te ti stai
autorealizzando.
>> Io no, non credo. Piano piano, poco a
poco. Ci stai riuscendo. Perché no?
>> Perché?
Perché a me è il passato che mi tiene
giù.
è la morte di Gabriele
e io
ci convivo, ma non
sono mai stata capace di di trasformare
quel dolore, di renderlo qualcosa di di
positivo, di utile.
>> Vai, però no, questo succedeva fin
quando non hai deciso di cambiare, ora
l'hai fatto e quindi quel passato ormai
è lontano.
>> Sì. Vabbè, v a dire a quei due che sono
venuti a cercarmi.
>> Eh, e io ti volevo parlare proprio di
questo.
Allora, secondo me, l'ultimo passo che
tu dovresti fare per cancellare
definitivamente [musica] quel passato
e denunciarli.
>> Non posso.
>> È l'unica cosa che puoi fare se gli
arrestassero.
>> Ma cosa? Ma ma se non li arrestano
Dante, ma l'hai visto che cosa mi hanno
fatto? L'hai visto o no? Eh, io ho
paura, non denuncio proprio nessuno. Poi
va bene, sono una vigliacca. Lo sono, lo
sono. Ma non c
>> Aspetta, aspetta, non sei non Aspetta,
non sei una vigliacca. Sono io che ho
sbagliato a parlare di questa cosa. Non
lo faccio più. La chiudiamo qui e non ne
parliamo più.
Eh, anzi cambiamo filosofo, eh, facciamo
cant così ci rallegra ulteriormente la
giornata.
Scherzo, sto scherzando, dai.
>> Eh, no, no, no, nessuna referenza.
Il diploma non ce l'ho ancora, però lo
sto per prendere.
Eh sì, certo, certo, capisco. Però se
dovesse saltar fuori qualcosa, qualsiasi
cosa, me lo fa sapere, per favore?
Pronto? Pronto? Mi sente?
Ma [ __ ] anche tu.
Buongiorno.
Save. Le posso chiedere un'informazione?
Allora, sa la ragazza che abita qui
nella casa cantoniera abbandonata.
>> Beh,
>> eh, purtroppo è successo che due uomini
l'hanno aggredito. Allora mi chiedevo se
per caso lei sapesse qualcosa, se li
conoscesse.
>> Io vole sapere
>> io.
>> Chi sei tu? Un amico.
>> Amico, dammi retta, torn [musica] a casa
che quella gente che si rompie il cazzo,
da lì con i piedi davanti. È chiaro?
>> Sì, sì, è chiaro. È molto chiaro. Sì,
buona Buon lavoro. Arrivederci.
>> [musica]
[musica]
[musica]
[musica]
[musica]
>> Carino qui. Non ci sono mai venuto.
Assomiglia a un posto in cui andavo
sempre a Milano.
>> Sì,
>> sì. Soltanto che all'epoca ero da sola,
oggi va un po' meglio.
>> Onorato di essere il tuo accompagnatore.
>> Ci vuole così poco a farsi voler bene.
Una parola buona, detta quando conviene,
un po' di gentilezza, una carezza.
Un semplice sorriso che ci balena in
viso. Il cuore [musica] sempre aperto
verso ognuno che viene. Ci vuole così
poco a farsi voler bene.
>> In pratica ha elencato tutto ciò che io
non faccio.
>> Greta. Mhm.
Per carità,
io capisco tutto, sai?
>> La giovinezza, l'amore,
gli ormoni a mille. Ma in questi giorni
i ragazzi alle prove sono completamente
[musica] distratti.
>> Tipo chi?
>> Ma anche quelle due ragazze, Laura e
Luna, sempre con la testa tra le nuvole.
>> E tu cos'hai?
>> Niente, mamma.
Sei preoccupato per quella tua ex alunna
Alba, vero?
>> Sì. Vorrei poter fare qualcosa per lei
dopo tutto quello che ha passato, ma mi
sento
inutile.
>> Dado su,
non sei un supereroe.
>> Già.
>> E poi ricordati,
non si può sempre salvare il mondo.
Elettra. Mh.
>> Eh
>> no, dico il costume di elettra.
>> Elettra. Sì.
>> Posa.
>> Bellissimo.
>> Grazie [musica] Dado. Vedi che le cose
le sai fare?
>> Sì, potrei fare il salto di scena.
E così il buio come un'onda mi travolge.
Nel buio affondo scivolo perduta. Un
muto abisso diventa il mio cuore.
[applauso]
Tutto bene?
>> Sì.
>> M
>> sì.
>> Ciao raga.
>> Oh,
>> ma che posto di merda è? Questo qua è
tristissima. No,
>> ma scusa, tu non dovevi essere a lavoro
stasera?
>> Mandato una serata libera. Cioè, sapere
che venivamo qua, però mi offrivo io di
lavorare.
Ma come mai non state bevendo? Ci
vogliamo fare un gin tonic? Dai, gin
tonic.
>> Sì, andiamo.
>> Sì.
>> Ciao caro.
>> Ciao.
>> Posso chiederti tre gintonic, per
favore?
>> Subito.
>> Grazie.
>> Questi
>> cosa? Ma mandato in anticipo. Ma perché
tutte ste domande siano stasera? Non
chiedo che che sono un sacco di soldi
quelli.
>> Eh, ma questi qua che recitano sono
attori,
>> eh? No, sono non attori e chi vuole sale
sul palco e recita una poesia.
>> Cioè, chi vuole tipo posso andare
anch'io?
>> Sì, se c'è una poesia. Sì,
>> vado.
>> C'è una poesia?
>> Guarda che cazzo
>> che ne so. Dai, vai dopo.
[musica]
Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma il [musica] tramma con una mano e
con un dito calmo e sereno tiene
indietro l'autotreno.
>> Ma che è?
Questa è una poesia che abbiamo imparato
a memoria in quinto elementario.
[musica]
>> 100 motori scalpitanti,
li tiene a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano.
Chi è più paziente del visurbano?
>> Finita. Grazie.
>> Non lo so.
>> [musica]
>> Il visile urbano.
>> Grande memoria elementare veramente
bravo
>> il vicino urbano
>> com brindato
>> doppio doppio brindisi il visurbia
una carota
che dici tanto mi pensa o sono solo un
povero illuso?
La seconda che ho detto, vero?
Meno male che ci si che muove bene.
>> Vabbè, insomma, Sodomas t' ha preso in
giro.
>> Beh, sì, diciamo che la cosa della paga
anticipata è un po' strana.
>> Eh beh, a me mi sa tanto de stronzata,
non te la sarei bevuta.
>> No, chi se l'è bevuta? Ti dico, c'ho i
miei dubbi.
>> Ma io ce n'ho uno di dubbio. Siamo
sicuri che si parla solo d'amicizia con
questo? Sì,
>> sì, certo. Lo sai come sono fatto? Mi
preoccupo. C'ha il padre in galera, la
madre depressa, l'ho trovato a dormire
in un box.
>> Va bene. Sto Thomas c'ha una vita che
romanzo ci faranno il film, però non è
che mo te puoi trasformare nel nonno de
Fount l'eroy lì, eh?
>> Chi? Scusa?
>> Come chi è? Eh, il nonno del piccolo
Lord. Ma se fai tanto il sapientone ti
mancano i basi, però.
>> Vabbè, da dammi un consiglio perché non
so che fare. Lascia [musica] stare il
nonno. Io
>> Ma sì, ma che devi fa'? Parlaci e fatti
di che cazzo sta a combinare. Tanto
semplice.
>> Vabbè, ci ci parlerò.
Tu dove sei? Sono in un albergo tipo a
20 stelle, una suite presidenziale tutta
per me. Mio padre sta al piano di sopra.
Io dovrei studi', però sto tutto il
giorno in giro. Calcola che non c'hanno
i numeri civici, non c'hanno i nomi
delle vie, è tutto pieno di fiori,
stanno tutto il giorno a fa gli inchini
per salutarse. Appena parli normale ti
guardano pure male. È una città de
pazzi.
>> Però ti vedo [musica] meglio.
>> Eh, evidentemente magn sushi tutti i
giorni aiuta a digerire pene d'amore.
Che te devo di'?
>> Cambierò dieta. Senti, vado a dormire
che che è tardi. Che ore sono da
[musica] te? So quasi le 9.
>> Va bene. Buonanotte.
>> Ah, Simo. Mo fai un sorriso? [musica]
>> Sì. M
>> dai. Arrigato.
>> Ciao.
[musica]
>> Ciao. Ciao.
E
che succede con Thomas? Cosa sono questi
casini?
Eh,
>> Thomas,
>> professor, buongiorno.
>> Ciao. Senti, posso parlarti un secondo?
Allora, io capisco che la vita è dura.
>> È dura, è dura. Io sono di marmo. Eh,
>> sì. No, però voglio dire, venire a
scuola a lavorare contemporaneamente,
insomma, è complicato. Però Simone m'ha
detto che ieri sera siete [musica]
andati in un locale insieme e tu hai
pagato per tutti. Eh,
>> tutti questi soldi.
>> Ma che soldi? Ho offerto una cosa, una
bevuta, mica ho comprato un
>> Non è che tu ti stai mettendo [musica]
ne gua.
>> Ok.
No, perché Simone m'ha detto
>> Simone, Simone, professore, si deve fare
gli affari suoi. Io [musica] sto bene,
veramente.
Seno di 2 di alfa è uguale al seno di
alfa + alfa e applichiamo le famose
formule di duplicazione. Dici cosa cazzo
vai dire a tuo padre?
>> Eh,
>> che cazzo vai a dire a tuo padre?
>> Che ho detto? Niente.
>> Se hai un problema con me, vieni a
risolverlo con me. Chiaro, Simone?
>> Oh, guarda che può parlare con chi gli
pare.
>> Ma che cosa c'entri tu? C'è bisogno di
un avvocato Simone?
>> No, ma non ha neanche bisogno di
guardare sta faccia del cazzo tutto da
incazzato che hai ogni giorno. Simone è
gentile con te, perché lo tratti così?
>> Ma tu chi sei? Giovanna D'Arco, sei
pronto a difendere umilati offesi? Dai,
stai buon amicizia.
>> E basta. Ma perché dobbiamo sempre
finire a litigare? Me lo spiegate?
>> Perché io e te siamo come il sole e la
luna, ok? Voi potete giocare a farvi le
vostre pippette mentali tutti i giorni e
io devo sopravvivere giorno dopo giorno.
Cioè, bella differenza, no?
>> Ok, lascialo sbollire, guarda. Lasciali
sto spazio e adesso li passa. Oh, mi fai
un favore grande, grande. Tu
>> che cazzo vuoi?
>> Ti fai i cazzi tuoi.
>> No, basta. Tom, siete due bambini.
>> Ciao. Ciao.
>> Come va?
>> M
>> insomma,
>> vi vedo tutti gravati dal pessimismo
cosmico leopardiano, quindi direi di
riprendere da dove c'eravamo lasciati.
C'è qualcuno di voi che ha letto
qualcosa di Leopardi?
Voi Thomas, Simone, Greta, niente, no.
L'interrogato
morto non risponde.
>> Matteo,
>> professor, io non ho letto niente, eh.
Eh,
>> però ho riflettuto su sta cosa delle
illusioni e ho pensato perché non
crederci? Tipo io voglio fare l'attore,
no? Tutti dicono che è impossibile, però
io c spero, anche perché se non credevo
all'impossibile, uno come me una come
Laura non ci veniva insieme.
>> E daglielo un bacetto. No,
>> eh, non posso, c'è il professore poi mi
dai
dai, non tracemiamo sempre, dai. Allora,
>> professoressa.
Ah, oddio, scusa, non sono ancora
abituata a sentirmi chiamare così.
Prego.
>> Il caffè.
>> Ah, certo. Eh, sovra apprezziarmi.
>> Tutto bene? Mh. Mh.
>> Sì. Sembri un po' giù ultimamente. No,
>> perché no? Non mi sembra.
Luna, guarda che a ricreazione io non
sono la professoressa di inglese, sono
Anita, la mamma di Manuel.
Dai,
>> che c'è?
>> Niente,
>> Luna.
>> Cioè, eh c'è una cosa che angoscia una
mia amica
e quindi sto un po' male per questo.
>> Mi dispiace.
Che cosa l'angoscia?
ha iniziato a provare dei sentimenti per
la sua migliore amica e poi vabbè, si
sono anche baciate, solo che sia lei che
che la sua amica poi hanno fatto finta
di niente. [musica]
>> Hanno fatto finta di niente.
E come hanno fatto a far finta di
niente?
>> Non lo so. Non ne parlano. Forse hanno
paura di di rovinare l'amicizia, credo.
Non lo so.
>> Eh, ma è proprio non parlando che ci si
allontana.
>> Sì, però a volte è molto difficile
parlare.
>> Sì.
Però è l'unico modo per chiarirsi,
l'unico. Tu devi, cioè le tue amiche
[musica]
devono riuscire a parlare.
>> No, scusate, no, io voglio soltanto un
cappuccino. Possi, scusate.
>> Tristo. Il cappuccino, però,
>> ma niente affatto. Il vecchio
cappellante ha cresciuto intere
generazioni di italiani. Forse per me lo
farei uscire già col pane inzuppato
dentro. Pensa quanto siamo distanti.
>> Bono col pane inzuppato.
M
>> Ecco qua.
>> Me cos'è quella faccia? Niente, però
stavamo parlando, mi stava confidando
delle cose e sei arrivato tu e
interrotto.
>> Ah, dopo così poco tempo già si
confidano con te, dicono.
>> Sì, ma mi sembra una cosa bella, no?
>> Molto, molto. Certo, sono un po'
invidiosa perché stai, come dire,
insidiando il mio primato di professore
preferito.
>> O forse è il professore di fisica che
sta minacciando il tuo primato.
>> Sì, anche Sì, ci prova. Diciamo che ci
prova.
>> Beh, devi ammettere che piace molto ai
ragazzi.
>> Sì, sì.
Ad alcuni anche troppo.
>> A chi ti riferisci?
>> Ma tu non hai fatto caso a Viola?
>> Non no.
>> Viola è innamorata di Leona.
>> Eh, adesso dai, innamorata. Dante, ma
sarà infatuata come tutti del resto,
però comprensibile [musica] a bel tipo.
Leone, eh. Ah, dai.
>> Sì, forse sta andando un po' oltre, no?
Cioè, tu hai visto come come ne parla,
come lo guarda?
Ti ho fatto caso.
>> Mh. Magari tu ci puoi parlare, no? Con
Viola, dico sì. E io
>> farle capire che insomma che forse non è
il caso professore. No,
>> no, meglio di no. Io no.
>> Perché? [musica]
>> Ma no, perché perché non sono come te,
Dante. Eh, questi sono discorsi
delicati, sono argomenti.
Non mi sento proprio adatta io.
>> Ma tra te e leone
c'è qualcosa?
>> Ti ricordi quando t' ho chiesto della
preside?
Poi non ho voluto sapere niente. Ti
ricordi?
Ecco, adesso tu vuoi davvero saperlo?
No, no.
Bravo!
>> Buonasera.
>> Buonasera.
Buonasera,
>> io sono Dante Balester, il professore di
filosofia di Zeno. Piacere. Salve.
>> Piacere.
>> Cioè, scusate se mi presento così
all'improvviso, ma ho chiamato tante
volte, ma non rispondeva nessuno, quindi
eccomi qua.
>> Ah, è che c'abbiamo solo il telefono
fisso a casa e quindi quando siamo
all'aria aperta non lo sentiamo mai
sillare.
>> Certo. No, io volevo solo un attimo
parlarvi di Zeno.
>> Perché? C'è qualche problema a scuola?
No, no, Zeno, scuola va benissimo.
Volevo parlarvi un attimo della vita di
Zeno fuori dalla scuola,
>> cioè
>> eh, insomma, c'è una cosa a cui tengo
moltissimo.
>> Guardi che se per la cosa della gita ci
abbiamo pensato tanto. Eh,
>> sì, ma ci tiene tanto anche Zeno.
>> Ma anche Zeno ultimamente sembra un po'
confuso, quindi
>> Ma allora Zeno non è affatto confuso.
Zeno vuole semplicemente esplorare fuori
da qui. Questo è un posto bellissimo, lo
ammetto, mi faccio i complimenti, però
lui vuole vedere altro, esplorare fuori
da qui quello che non conosce e penso
che ne abbia il diritto. No.
>> Sì, ma professore, noi non è che
vogliamo tarpare le ali a Zeno, si
figuri. Cioè, siamo venuti a stare qui
proprio per il suo bene da quando è
nato, per farlo vivere in modo più
naturale possibile, per cercare poi di
tenerlo lontano dal sistema. No, ma io
non giudico assolutamente le vostre
scelte che rispetto però Zeno secondo me
in questo [musica] momento sta
dimostrando molto coraggio opporsi a
voi. No, perché se ci pensate bene per
lui il sistema eh siete voi.
>> Beh, tutte queste storie solo perché non
lo mandiamo in gita?
>> No, Zeno vuole venire in gita per essere
come tutti gli altri. La gita è quel
luogo dove i ragazzi si conoscono fuori
da scuola. Nelle gite, peraltro,
[musica] spesso succedono cose che no
che ci ricorderemo per tutta la vita.
Eh,
insomma, io in classe vedo vedo un
ragazzo che ha difficoltà a relazionarsi
con [musica] gli altri e questo perché?
Perché Zeno lui
si sente diverso.
>> Guardi che diverso è proprio come
volevamo che fosse. Seò sa esattamente
chi è. Io non voglio che se lo
dimentichi.
No,
>> no, certo che no.
>> Professore, che le dico? A me mi
dispiace che si sia si sia scomodato per
venire fino a qua.
>> Sì, no, dispiace anche a me. Vabbè,
>> arrivederci. Arrivederci.
>> Arrivederci.
>> Buona giornata. Buon lavoro.
>> Grazie.
Grazie di [musica] essere venuta.
Vuoi qualcosa da bere? Forse dovrei
avere anche un gelato.
>> No, no, grazie.
Siediti.
>> Senti, Lu, non mi piace che ci vidiamo.
>> No, neanche a me, infatti sto una merda.
Ci credi?
>> Certo che ci credo. Anch'io sto a merda.
Non voglio rovinare le cose tra te e
Matteo. Non mi va di mettermi in mezzo.
State così bene.
>> Anche noi stavamo bene prima.
>> Forse devo lasciarla porta. Provarci?
No, aspetta. Che [musica] dici? Non puoi
lasciare il laboratorio?
>> Che vuol dire? Dovremmo provarci.
>> Ho capito male.
>> No, non hai capito male.
Provare a fare cosa?
Questo
lui non so che cos'è questa cosa che
provo per te. Tu la sai?
No,
è importante saperlo.
>> Irene. Ciao.
>> Ciao Dante,
scusa. E no, ti volevo dire che [musica]
mi ha chiamato la madre di Zenolulli,
abbastanza incavolata.
>> Eh, posso immaginarlo.
>> Eh,
>> però il fatto che Zeno venga a scuola
con un disagio, io non lo trovo
secondario, ma lei non mi vuole
ascoltare.
>> E quindi che pensi di fare?
>> Eh, intanto non so, parlarne con te. Tu
sei a scuola?
>> Sì, sì, ma sto per uscire.
>> E dove vai in palestra?
>> No, la palestra da un po' la evito, sai?
Si fanno [musica] incontri poco
raccomandabili.
>> Già.
Allora, che faccio? Passo a scuola.
Vediamoci da un'altra parte.
>> E dove?
>> Dove vuoi. Dimmi un posto e io ti
raggiungo.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Scusa in ritardo. È intanto che aspetti.
>> No, 10 minuti. Il tempo di assaggiare un
pezzo di questa torta che peraltro ti
consiglio.
>> Mh. In effetti è un bell'aspetto.
>> Sì.
>> Buonasera. Buonasera.
>> Posso portarle qualcosa?
>> Sì, è un caffè dell'acqua liscia.
>> Arriva Sopie. Grazie.
>> Molto carino questo hotel.
Ci vieni spesso?
>> No,
>> no, ci venivo quando mi sono separato da
mia moglie e segnavo vicino a Napoli.
Allora lo usavo quando venivo a trovare
mio figlio, non [musica] abbastanza
spesso.
>> Invece tua figlia dov'è?
>> È con tua figlia.
>> Ah, vedi?
>> Sì. stanno studiando insieme in
biblioteca.
>> È bello studiare insieme in biblioteca.
>> È bello.
>> M
E
tu mi volevi parlare del tuo alunno? No,
>> di Zeno.
>> Di Zeno? Sì.
>> Non so, magari ti va di parlarne in
una camera qua sopra.
>> Sì, sì, mi va.
>> Ok.
Lo so.
>> [musica]
[musica]
>> Non abbiamo combinato niente in
biblioteca oggi.
>> Mh.
>> Ti sei accorto che sto parlando la sola
da 10 minuti?
>> Sì.
>> Ti gira ancora per stamattina?
>> Sì,
>> per Thomas.
>> Certo, per Thomas. Mamma mia, se la fai
lungo.
Se decidi di fidarti, devi fidarti al
100%.
>> Tu ti sei mai fidata di qualcuno al
100%?
>> Eh, stiamo parlando di te o di me?
>> Che c'entra?
>> C'entra perché non puoi mettere in
discussione ogni singola cosa che dice.
>> Io pensavo tu ce l'avessi con lui,
invece stai facendo il culo a me per
difendere lui.
>> No, io oggi sono scattata per delle cose
che ha detto, ma non ho mai avuto
qualcosa con Thomas nello specifico e ti
sto facendo il culo perché tu non prendi
una posizione,
o no?
Sì, hai ragione.
>> Certo, ho ragione.
E quindi?
>> E quindi andrò al ristorante, gli dirò
che mi fido al 100%.
>> Bravo.
>> Grazie. Ti voglio bene.
>> Sì, quando ti conviene.
>> No, è vero, ti voglio bene.
>> Ok.
Ti perdono
soltanto perché sei molto bello e quando
le ragazze mi vedono con te mi odiano.
>> Arba, ci sei?
>> Sì. Ciao, sono qui.
>> Ciao. Che fa? Un dolce.
>> Mh. Mm.
>> Oddio, che bello.
M
è buonissima.
>> M spero che abbiola piaccia al tirami
su. Eh, eh. No, mi sa che viola si
mangia un po' di frutta, perché questo
lo finisco io. [risate]
Mi fa piacere vederti sorridere. Mi sono
molto preoccupata quando Dante ti ha
portato qua.
>> Sì, lo so, mi dispiace, non volevo
spaventarvi.
>> Senti, ma
se ti faccio una domanda mi rispondi con
sincerità?
>> Certo.
>> Mentre ti medicavo tu hai parlato di
senso di colpa. A che ti riferivi?
>> Eh,
e parlavo di Gabriele.
Dante non t' ha detto niente?
>> No. Chi è Gabriele?
Eravamo compagni di classe al liceo m e
Leone e Gabrielle erano amici
inseparabili fin dalle alimentari,
invece io ero in un'altra scuola, sono
arrivata dopo.
E e poi dopo un po' io e Gabriele ci
siamo messi insieme.
>> M tutti studenti di Dante.
>> Sì. Mh.
>> Eh,
Gabriele era il migliore, eh, era
appassionato di filosofia e poi
ragionava su tutto, voleva sapere tutto.
Eh, era bellissimo.
E con Dante c'erano questi scambi
continui, la classe li stava a guardare
come se fossero a teatro.
Eh,
e poi e poi niente, Gabriel non c'è più.
È morto per un overdose pochi giorni
prima della maturità.
Così giovane?
>> Sì, la sua morte ha cambiato tutto. Da
lì in poi la mia vita è stata solo un
gran casino.
>> Certo,
mi sono sempre sentita in colpa. Ma
perché in colpa? Cioè, tu hai perso la
persona che amavi in una maniera
terribile.
>> Scusa, niente,
>> cazzo. No,
>> che c'è? Che c'è? Che succede?
>> Sono loro.
>> Cosa dicono? Che vogliono i soldi entro
stasera.
Sanno che sono qui.
Venite.
>> Oddio, è la foto di questa casa.
Oddio, scusami, mi dispiace.
>> No, stai tranquilla, tesoro. No, sta
tranquilla, sta tranquilla.
>> Che cosa facciamo?
>> Non lo so che facciamo adesso.
Chiamo Dante. Eh, chiamo Dante. Sì,
>> aspetta, stai calma. Eh,
>> oddio.
>> Beh, direi che a questo punto darci del
lei sarà abbastanza complicato.
>> Sì, molto complicato.
>> C Io non amo le citazioni, infatti anche
in classe non le uso mai, però c'era uno
molto bravo che diceva: "Per superare
una tentazione bisogna ricascarci".
>> Mh.
Dai su, Oscar Wild, usalo con le altre.
>> E ci ho provato.
>> Quindi ti senti liberato da ogni
tentazione?
No, no,
scusami, scusa.
Dai, rispondi.
No, Dante,
>> eh,
si sta facendo tardi.
>> Sì, c'è.
>> Senti, è vero che l'anno scorso tu e
Anita stavate insieme?
>> Sì, è vero. Sì. Mh. Adesso
>> adesso abbiamo scelto due strade
separate.
>> Beh, mi sa che di Zeno ne parleremo a
scuola.
>> Sì. Ciao
>> ciao
>> ciao
>> ciao.
>> Dante
>> Anita, ciao. Scusami, ho visto la
chiamata, ma avevo il telefono
silenziato. Dimmi pure. [musica] Hanno
cercato Alba, l'hanno minacciata e
dicono che deve pagare.
>> Sì, lo so, me l'ha detto, gli deve dare
€6000.
>> Sì, ma adesso sanno pure che abita qui,
Dante. Hanno mandato un messaggio con la
foto di questa casa.
>> Ma com'è possibile?
>> Eh, sì. Oddio, che faccio? Che facciamo?
>> Io ho provato a convincerla a
denunciarli, ma non niente, non lo vuole
fare. Allora, facciamo così, tu prova a
recuperare il numero da cui sono
arrivati i messaggi senza farti vedere
da Alba. Va bene, poi me lo mandi. Eh,
>> eh, ti pare facile? Ma perché? Che vuoi
fare?
>> E credo che l'unica cosa da fare adesso
sia pagare. Purtroppo hai questo.
>> Oddio, è rischioso però per te, Dante.
Eh,
>> lo so.
Dai, mandami quel numero e ci penso io.
[musica] Ok, stai tranquillo tu, eh.
>> Vabbè, ciao.
>> Cosa ti ha detto? Niente, non m'ha
risposto.
>> Anita. Io non voglio coinvolgere te, non
voglio coinvolgere Viola.
>> Viola, non sai niente, sta tranquilla.
Anzi, vai a vedere se sta studiando,
perché non vorrei avesse sentito
qualcosa.
>> Sì, va bene, vado.
>> Sta tranquilla, eh.
Super gli ostacoli [musica]
che mi hanno imposto.
La vita è più veloce di così.
Gli altri non sanno quanto cazzo ho
corso
per arrivare fino qui. Fino qui.
>> Va tutto bene. Mi spendo in un
appartamento che non mi appartiene. Non
devo pensare più a questi che parlano
che quando non sanno niente di me ti ho
corso tanto quanto come per arrivare
fino a te. Resto a vere giù al bar.
Scusa se pensando
>> è venuto qui il tuo professore di
filosofia per fare un'opera di
convincimento.
>> Cioè lui è venuto qui.
>> Dice che ti sei lamentato a scuola
perché non ti mandiamo in gita?
>> No, non è che mi sono lamentato.
>> A me sembra di non riconoscerti più.
Questa musica qua, per esempio, prima
non l'ascoltavi mai?
>> E ti piace?
No, i testi sono pietosi, la musica non
vale niente.
>> Ma allora perché l'ascolti?
>> Perché per capire come sono le cose. Uno
deve entrarci dentro, provarle,
ascoltarle.
>> Ma guarda che noi vogliamo
>> No, ma non mi fare la morale, non
partire da Adamo ed Eva. È una gita di
classe e tra l'altro è un'abbazia
benedettina.
>> Ma se vuoi visitare un'abbazia
benedettina puoi andarci quando ti pare,
ma da solo, non in gregge, come le
pecore.
>> I miei compagni non sono delle pecore,
sono persone che pensano ognuno con la
propria testa. C'è proprio proprio
questo ciò che ci accomuna. Guardo pure
il cielo è blu. No, non è più tedro. Tu
giorni tristi. Ti togli amico col vetro.
Ti prego, amore resisti. Non si torna
indietro. No, no, no. Non c'è più da
piangere.
Super gli hanno imposto.
La vita più veloce di così.
>> [musica]
>> Ciao, buonasera.
>> Prego. Quanti siete?
>> No, no, guarda, sto cercando il mio
amico Thomas, lavorà qua.
>> Eh, mi spiace. È stato licenziato
l'altro giorno.
>> Licenziato? Come licenziato? Eh sì, ha
imbruttito il principale, ha fatto un
macello e ieri come se non bastasse è
pure scomparso l'incasso di giornata,
però comunque se vuoi parlarci col
proprietario ti ci porto, nessun
problema.
>> No, no, a posto così. Grazie
>> a te. Ciao.
>> Salve.
Salve. Eh, noi ci siamo sentiti per
telefono poco fa.
E perché Alba non è venuta?
>> E perché è spaventata.
>> Ha portato i soldi?
>> Sì, certo. Ecco, ecco, eccoli qua. Però,
ecco, vorrei cercare di trovare con voi
un accordo, se [musica] possibile.
>> Un accordo? Ma che vuoi che ti spezziamo
le gambe?
>> Eh, ma se mi ammazzata poi i soldi chi
li dà? No,
>> ma tu che sei venuto a fare qui?
>> Io io vorrei sapere quanto vi deve Alba.
Nel senso, io lo so che una volta che vi
avrò dato questi €3000 voi non vi
accontenterete. Insomma, vorrei
stabilire che dopo questo incontro,
insomma, Alba possa stare tranquilla,
chiuderla qui, insomma. Capito?
>> Trantro noi prendiamo questa.
>> Sì,
ma Alba, a voi quanto vi deve? Perché
lei mi ha detto €6000.
>> Ah, 6000 era prima che sparisse. Adesso
sono 60.000.
>> Ma come 60.000? Lei non lavora. Io
faccio il professore. Come? Come?
>> Ma davvero fa il professore?
>> Sì, sì.
>> E che insegni? Filosofia.
>> Non c'ho mai capito un cazzo di
filosofia.
>> Eh, forse se tu ci avessi capito
qualcosa adesso non saresti qui.
>> Non ho capito se mi stai a pi per culo.
>> Ma ti pare che sono nella condizione di
[musica] di offenderti?
>> No, assolutamente.
>> Insomma, possiamo venirci un po'
incontro.
Eh
eh.
>> Vabbè, dai, voglio venirti incontro.
Per oggi torni a casa tutto intero,
ma fra un mese ti veniamo a cercare a te
[musica] e Alba.
È solo [musica]
una follia,
un salto nel vento,
un'ora [musica]
nello spazio, un punto nel tempo.
[musica]
È un giorno che va via, un appuntamento,
un battito [musica] perpetto
che dura un moment.
Wi
เ
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