All language subtitles for La Storia del Frank e della Nina I

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin Download
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

[cigolii]

[uomo dalla radio] Un saluto a tutti i nostri amici…

[gracchiare di corvi]

[uomo dalla radio] …sono previsti temporali in serata…

[uomo] Dai, dai! Veloci.

Di qua.

[passi su scale metalliche]

[musica dagli auricolari]

[uomo] Qui, qui dentro.

[colpo]

Ok, andiamo.

Qua.

Questi sono i cavi,

anche sotto, però principalmente il perimetro.

[clangore metallico]

[musica dalla radio]

[esclamazione di sorpresa]

[uomo 2] Vieni

[parla in rumeno]

C'è un cavo.

[musica in crescendo]

[colpi sul metallo]

[Frank] Elvis!

Elvis!

La luce!

[grida incomprensibili]

Vai, veloce.

- Dov'è il Conte? - [uomo 3] Non lo so.

[risata della bambina]

Conte!

[Frank] Conte!

Conte!

Conte, andiamo.

Stanno accendendo tutto. Dobbiamo andare, veloce.

Veloce.

Ok, ce l'ho, vai!

[Frank] Vai, vai, portalo via.

Prendi, prendi la mano.

Prendi la mano. Prendi!

- Che cazzo… - Duce!

[Gollum] Lo chiamavamo il Conte, perché era un gran signore.

Ma questa non è la sua storia.

Questa è la storia del Frank e della Nina.

[suona "Una canzone intelligente" di Cochi e Renato]

[brusio]

[Gollum] Io non parlo.

- Non parlo e basta. - [zio] Carlo!

Non è che non mi vengano in mente le parole…

Quelli vanno in discarica.

[in dialetto] Muoviti.

È che quando mi vengono, si inceppano nelle epiglottide,

rimangono lì e se provo a sputarle fuori lo stesso,

esce il suono, brutto e scuro, come il gorgoglio del lavandino.

E spavento la gente.

Allora quello che ho da dire lo dico così, amplificato dal muro.

Che poi non è che scrivo le cose che scrivono tutti,

tipo, "Noemi ti amo".

Perché, a parte che io una Noemi da amare non ce l'ho,

se ce l'avessi, lo scriverei solo a lei che la amo.

Io ho tante cose da dire.

Tipo tutte le parole che trovo sparse in giro.

Per esempio, qui ci trovo cose pazzesche.

Tipo questa qui.

Mi chiamo Carlo. E mi chiamano Gollum.

Come quello del film.

Quello brutto.

Perché anch'io sono brutto.

Come quello del film.

[professore] Esistono diversi tipi di memoria

e la loro realizzazione tipica…

Un genio.

[campanella]

Io sono il Frank, tu sei un poeta.

Cazzo dice?

Non è mica mia. Non sono mica io il genio.

Era nella pagina e non c'era scritto il nome.

Altrimenti l'avrei messo.

[suono gutturale]

Eccolo il suono.

Quello che di solito tutti ridono.

- E invece lui mi fa. - Frammenti?

Eh?

Solo un genio poteva scrivere Pasquale Cacchio

sul muro di questa scuola di merda.

Sei nella merda, secchione.

[esclamazioni di sorpresa]

Il Frank vendeva i compiti fuori dalla mia scuola.

Ti scriveva i temi o i compiti di matematica,

Quelli difficili che nessuno capisce.

Che cazzo credi di fare?

[suoni gutturali]

Gollum!

[risate]

Quella merda di Scarpelli voleva picchiare il Frank

perché gli aveva fatto il compito troppo bene.

E la prof. aveva capito che non era il suo.

[professore] Che cos'è che succede qui?

Varadei!

Stavolta ti ho visto!

Torna qui!

Ti faccio sospendere a vita!

Varadei!

[suona "Una canzone intelligente" di Cochi e Renato]

Da allora non ci siamo più divisi. Dove va il Frank, vado io.

Il Frank ha smesso di esistere che saranno due anni.

Me l'ha detto lui,

perché, per uno che non esiste, parla parecchio.

Quando esisteva faceva il liceo.

Ma adesso che ha smesso va all'università.

Non è mica iscritto, non è nemmeno diplomato.

È che lo conoscono tutti. E lo fanno entrare.

- [Frank] Grazie. - [receptionist] Ciao Frank!

Perché come fai a dirgli di no al Frank?

Il Frank mi ha detto che una volta mi ci porta anche a me all'università.

Io dico che lì per me non c'è niente.

I libri li studiano, mica li buttano.

Lui dice che c'è un sacco di roba, basta sapere dove trovarla.

Per esempio dice che lì ci sono tutti,

Poeti, scienziati, scrittori, storici. E perfino politici e generali.

Tutti lì dentro nel cestino della carta straccia.

[docente] Quando parliamo di archeologia industriale,

nell'area milanese,

dobbiamo tenere presente che è sull'asse nord della città

che si trovano le grandi cattedrali dell'epoca industriale italiana.

Il Frank va tutti i giorni lì al Politecnico e impara parecchio.

Non importa la materia. Lui impara di tutto.

Il Frank aveva dei genitori, credo.

Ce li hanno tutti.

Ma secondo me i suoi son morti.

Ad ogni modo lui di loro non parla mai.

Il nonno, invece, è andato che saranno due anni. A Ferragosto.

[Gollum e Frank] Che morire a Milano a Ferragosto fa schifo.

Tutto vuoto. Restano solo poveri e zanzare.

Io non ci credo che non li hanno beccati

ad andare in giro con un morto.

E lui mi dice che tanto per cominciare era notte.

E poi mi dice che sa di certi tunnel segreti.

Che puoi girare tutta la città.

Insomma lui quel Ferragosto lì parte a QT8 e arriva a Monte Stella.

C'è un gran cielo quella sera.

Un cielo che lo vedi di rado. Di quelli con i colori del nord.

Si fa due ore buone di lavoro.

La terra lì è più dura, sotto ci sono le macerie della guerra.

È stanco, il Frank.

Con tutto quello che è successo.

[fuochi d'artificio]

Ti salutano nonno.

Dice lui. Ma son quelli di Ferragosto.

[Frank] Cinesi. Un grande popolo, altro che storie.

Si sveglia che è quasi chiaro.

Ancora tutto impiastricciato dalla notte.

Lì per terra come un pirla.

E gli prende un colpo.

Un pioppo.

Cresciuto in una notte. Così.

Venti metri di albero grosso e forte.

E fiero. E verde.

E il Frank capisce tutto.

Devo smettere di esistere.

Cioè, mica morire. No.

Solo diventare trasparente.

Nessuno deve sapere che il nonno è morto.

Nessuno deve sapere che lui è vivo.

Almeno fino a quando non compie 18 anni.

Altrimenti i dottori se lo portano via.

Da allora lui mette via i soldi.

E quando fa 18 anni…

Mi prendo il Comandante, una locomotiva e giro il mondo.

Che è pieno di cose e io le voglio vedere tutte.

Chi è il comandante non è chiaro.

Dice che un giorno lo saprò. E infatti dopo l'ho saputo.

Ha inciso una data e una Stella.

Per ricordarsi che un giorno lui esisteva.

E poi ha smesso.

Io mi fido del Frank.

Anche quando racconta le sue storie.

Perché, come dice il Frank…

In fondo, "la realtà è solo un punto di vista",

Jerzy Kosinski.

Ci si trova in cattedrale.

Al pomeriggio.

Perché al Frank non lo puoi chiamare.

Lui mica ha il telefono.

Arriva e basta!

A volte non viene per un giorno o due.

Ma poi torna.

Sempre.

Lui ha questa cosa, che ti fa vedere la vita…

Che fa schifo la vita cazzo!

Te la fa vedere diversa.

Te la fa vedere a colori.

Un po' come la Nina.

Si è trasferita nel palazzo di fronte che non era ancora primavera,

una domenica.

Mia madre, la domenica, cucina la pasta con le sarde,

il piatto preferito di mio papà.

Mio padre sono quattro anni che sta sempre in casa,

prima per il virus, poi per la faccenda degli esuberi

che dopo 20 anni non può lavorare più.

Appena si alza mette la TV a palla.

[musica dalla TV ad alto volume]

Papà ci sente poco.

Papà, la spegni questa cazzo di televisione?

[mamma] Il padre non sente il figlio non parla,

tutto io che devo fare.

La nonna Libertà dice che da giovane era bellissima

e aveva anche fatto un provino per gli americani.

[in dialetto] Lo so! Te la sbatto in testa la padella.

Mia madre lavora in amministrazione alle Minuterie Metalliche Zappi.

Da quando papà è a casa fa anche la contabilità per i Bernasconi,

che hanno la sala da biliardo Prestige qua a Sesto.

Martino! Non devi chiudere.

Questo qua è Martino.

Rompe il cazzo. Ma farà grandi cose questo qui.

Va tenuto da conto. Le sue prime parole sono state:

mamma, papà e la formazione del Milan.

La diceva un po' meccanica perché, visto che non parlo,

la facevo ripetere all'assistente vocale del telefono.

Però la diceva tutta.

Mia sorella Gaetana, si fa chiamare Nur, è sposata con Amon.

Lei guida ambulanze e fa folk wrestling competitivo.

E lui quando non si licenzia si occupa di sicurezza.

Si sono incontrati in un ring e a forza di darsele si sono innamorati.

Ma gli affitti qua son cari e quindi stanno da noi.

Mia madre, la domenica, cucina pasta con le sarde.

Che poi tu vuoi fare colazione.

E sarde defunte giacciono a bagno nel lavandino.

[pianto di bambino]

[cantilena della ragazza]

[ragazza] Scusa.

Hai una sigaretta?

Grazie, tienilo un attimo.

Non voglio fumargli addosso.

Grazie mille.

[pianto disperato del bambino]

Si chiama Maria.

Canta, canta e cammina.

Canta, canta e cammina che si calma.

Funziona anche se canti di merda.

[versi di Gollum]

Senti, mettiti qua.

Qua, qua.

Fermati.

Hai una bella faccia.

Vuoi vedere?

Guarda.

Interessante, eh?

[Duce] Nina!

Mio marito, è uno stronzo. Ci vediamo, grazie.

La Nina,

è una che quando arriva il mondo respira.

Guarda! Guarda lì.

La Nina è una che quando la salutiamo e ce ne andiamo,

il Frank cammina all'indietro per guardarla.

[scatto di fotocamera]

Te l'ho già detto, non la puoi portare qua.

Non la devi proprio portare.

Se ci beccano io perdo…

La Nina fotografa il mondo.

E poi le immagini se le tiene per sé.

Non le mette mica sui social.

Perché sono solo sue.

Perché dentro le immagini c'è il mondo.

Quello suo.

Quello segreto.

Libero.

Quello che decide lei.

Nina? Sì ma torno subito, quando?

E poi, a un certo punto,

nel mondo segreto della Nina,

ci sono finito anche io.

Là, andiamo là.

Azione.

[pianoforte in sottofondo]

Stop.

La Nina ed io siamo diventati amici.

[notifica di messaggio]

Ciao, puoi tenere Maria, non so a chi lasciarla.

La mia vicina non c'è e devo andare a lavorare.

[Nina] Grazie.

L'ultima volta che l'ho portata hanno minacciato di cacciarmi.

Lei fa le pulizie dove la chiamano.

Non ho la terza media, neanche potrei lavorare.

Perché è minorenne.

Dice che ce ne ha 18, ma ne aveva 16 quando l'ho conosciuta io.

Di qua.

Speriamo che copra.

Sì, dai.

Che ne dici?

Sai chi me lo ha fatto?

- Il Duce. - Suo marito è il Duce.

Uno stronzo.

Cioè, si fa chiamare così.

Sai perché?

Perché gli ho detto che voglio studiare.

Perché penso che almeno la terza media la devi avere.

Non lo so… Trovi un lavoro decente.

Guadagni bei soldi e non devi rendere conto di nessuno.

Mettiti di nuovo con la luce così.

Esatto. Guardami.

Sai che mi dice?

[Nina] "Che cazzo devi studiare a fare?

E io che mi faccio il culo per te facendomi il mazzo per i vecchi?"

I vecchi sono quelli che gestiscono i traffici ai container.

Il Duce è un "gaggio".

Cioè non rom.

Le aveva detto che era di Milano e che aveva la casa.

Lei pensava che la portava via e le faceva fare una vita decente.

Le avevano detto che si fa così, ti sposi e ci pensa lui.

Tutte stronzate.

Allora il Duce beve, gioca e va con le altre donne.

Ma lei non può uscire

se non per andare al lavoro, portare giù la bambina,

o fare la spesa, o pulire.

Perché la Nina è roba sua. Così dice.

Come se non fosse una persona.

Come se lui potesse decidere tutto.

La verità è che il Duce ha paura. Perché non può decidere tutto.

Perché la Nina è una persona. E nasce libera come tutti.

E il gusto di quella libertà, resta dentro.

E non importano le botte e la paura.

Non conta niente.

E a lei questo gusto più glielo portano via più diventa forte.

[pianoforte in sottofondo]

[Maria] Mamma.

[vociare indistinto]

[Nina] Sei stata brava?

[donna in sinti]

Tutto a posto Gollum.

[Nina in sinti]

Gollum, hai degli spicci?

Dammi gli spicci. Dai!

Sei seria?

Non dirlo a nessuno.

Se lo scoprono, non mi fanno più lavorare.

Perché i rom stanno sul cazzo a tutti.

Andiamo, dai.

Ma poi, arriva il Frank.

[campanello del tram]

Al Frank gli procuravo i clienti.

Dov'è? Dov'è?

Pretis? Mamma mia! Gollum, hai visto questa roba?

È pazzesca, è magnifica! È tua?

[Frank] Ma ti rendi conto? È pazzesco!

- Vieni giù. - Vecchio ferro. Tutto vero.

- [Pretis] Ci sono i miei! - Eh?

Il Pretis è il figlio dei proprietari del deposito dei rottami,

davanti ai vecchi.

Storia, il tema. Questa è roba seria, ti piacerà.

Grande, cazzo.

Se mi bocciano anche quest'anno mio padre mi manda a fare il militare.

Certi si riconoscono d'istinto.

Non ti conviene, bro.

Di là ci sono gli zingari, brutta gente.

La conosci?

Ecco, si è innamorato.

Il vento morbido della Nina lo investe

e il Frank…

Si è innamorato.

Glielo porti?

È normale.

Chi è che non si innamora della Nina?

Solo io non posso.

Perché lei è la Nina.

E io sono Gollum. Neanche parlo.

Certo, come cuore è bruttissimo. Ma proprio bruttissimo.

Cazzo Frank, ma non si fa così!

Ma possibile! Non ci sai fare per un cazzo, non ci sai fare!

Tutto a posto?

Era tanto che la tenevo lì.

Era per la Nina, ma come faccio a dargliela io alla Nina.

Invece lui sì,

il Frank sì.

Un altro fa più male.

È un gran poeta questo qui.

Dice cose bellissime.

Vorrei sapere come si chiama, ma al Frank non glielo ha mai chiesto.

La prima riga ha un pezzo cancellato.

Per l'umidità, la cantina dove l'ho trovata si era allagata.

Poi fa così,

[voci non udibili]

Ma come?

Io me l'ero fatto tante volte il trip di lei che leggeva la pagina.

Dipendeva dalle volte, ma di base, io le davo la pagina…

E lei me la sono immaginata tante volte, a ridere o a piangere.

No, forse un po' troppo.

Cioè pure a baciarmi.

Ma anche a rifiutarmi.

E invece eccola lì, con la pagina in mano e la faccia assurda.

Te l'ha data quello lì?

Digli che gli devo parlare.

Sarà passato un giorno o due. Il Frank sembra elettrico.

Si è messo anche una specie di colonia. Una roba da vecchi.

Guarda, vedi?

Tutto questo porta a una stazione.

Cioè la stazione è come un essere vivente,

ha cuore e un sistema,

come quello delle vene che portano sangue agli organi.

Però è fatta di elettricità. Se la conosci bene, la…

Mi sono informata.

Allora, io ho fatto la prima, però poi mi sono sposata. Uno casino.

Sono stata bocciata due volte e ho fatto 16 anni.

Quindi, insomma, dovrei fare tre anni in uno.

Facciamo cinque euro a lezione e 15 euro se passo l'esame, ok?

E iniziamo.

Il problema con il fatto dell'esame era che, col Duce di mezzo,

lei doveva studiare di nascosto.

Adesso vengo.

E frequentare la Nina di nascosto era roba pericolosa.

Dove vai?

A Cernusco, pagano bene, ti ricordi?

Lascio la Maria dalla vicina, così non ti svegli.

Fai piano che devo dormire, stronza.

Vai, vai, vai!

Buongiorno.

[Nina] Ok.

- Ok. Fai una prova. - Ah, sì.

- Parla. - Eh?

- Parla, parla. - Eh, ehm…

- Cosa… - Va bene, va bene.

Va bene.

Queste sono le materie per l'esame.

Ce ne è una che senti più difficile.

Matematica.

Quella che ti piace di più?

Storia e inglese.

Anche se non l'ho mai imparato, però ho una pronuncia bellissima.

- Sì? - Sì, sì.

Bene.

Fammi sentire.

Ah.

Dimmi qualcosa.

- Che ti devo dire? - Quello che vuoi.

- Sai qualcosa a memoria? - Memoria?

- Sì. - Sì? Bene, fammi sentire.

[canta simulando l'inglese]

[Nina] Dua Lipa.

La cantante Dua Lipa, la conoscete?

Il fatto è che la matematica, la geometria, servono

a progettare il 'invisibile.

Tutti i matematici rivoluzionali sono dei tipi decisamente particolari.

Per esempio, János Bolyai che ha inventato la quarta dimensione,

si dice, che nella sua vita, abbia duellato con 13 ufficiali

e nel frattempo, cioè tra un duello e l'altro,

lui suonava il violino.

Suonava il violino, che era l'unico pezzo d'arredamento di casa sua.

Forse perché il suo spazio era pieno di infinite parallele,

di roba invisibile.

Loro più studiano, più si imparano l'un l'altra.

E sono come in una bolla colorata di parole, spiegazioni e racconti.

E pensieri.

Io allora mi metto a scrivere.

Per esempio chiediamoci, se Dio è onnipotente,

cioè può tutto.

Può peccare?

Ma sei sicuro che questo sia nel programma d'esame?

Beh…

No, ma era un dibattito in voga dal XIII, XIV secolo.

- È importante. - Ecco, bradisismi. Che sono?

Bradisismi, la Pangea, la deriva dei continenti.

Passano i giorni, le ore, le pagine, le materie

e la vernice contro i muri.

[Frank] Carlo Magno era disperato.

Perché tutti i suoi nipoti,

Orlando, Rinaldo, la mitica guerriera Bradamante,

si erano innamorati.

E quindi se n'erano andati, non combattevano più.

E lui rischiava di perdere Parigi.

Allora che fa? Decide di chiamare il suo capo.

Se lui era l'imperatore,

- chi era il capo dell'imperatore? - Dio.

[dal cellulare] E gli dice: "Caro Dio, se me lo dici Tu,

io qua a Parigi ci muoio.

Che sia fatta la Tua volontà ci mancherebbe. Ma lo dico per Te.

Cioè, se noi perdiamo Parigi,

con Allah, il Tuo collega, che figura ci facciamo?"

La fantasia è il posto dove ci piove dentro.

E chi lo dice? Calvino.

E a lui chi gliel'ha detto? Dante Alighieri.

Che significa?

Significa che puoi immaginare cose che non abbiamo mai visto.

Significa che sto perdendo il treno!

[Frank] Gli avversari hanno un solo punto debole.

Il loro super campione Rodomonte, si è innamorato.

E la guerra non può niente contro l'amore.

Ma tu sei sicuro

- che Ariosto diceva così? - Sì.

Uno pensa il Medioevo, periodo buio, la Chiesa…

È proprio nel Medioevo in realtà che nascono le università. In Europa.

Anzi, a Bologna, per essere precisi.

E sono indipendenti dalla Chiesa.

Scrivo di tutto.

Formule, problemi.

Il bugiardino della medicina per la tosse della Maria.

[Nina] Nel 1848 si ribellano i popoli di mezza Europa.

- [Frank] E cosa vogliono? - [Nina] La Costituzione.

- [Frank] Perché? - [Nina] Perché il re,

senza la Costituzione faceva come gli pare.

I francesi lo eliminano direttamente e creano la Repubblica.

- [Frank] E qui a Milano? - [Nina] Vogliono la libertà.

E in cinque giorni cacciano quelli dell'Impero Austroungarico,

Radetzki si ritira, c'è pure la piazza, Carlo Alberto dichiara guerra all'impero.

E vengono volontari da tutta Italia, solo che lui non li arruola.

- Perché? - Perché al re il popolo armato fa paura.

Perché volano gli aerei?

Questa la so.

Grazie a Daniel Bernoulli che nel 1738 scopre come funzionano i fluidi.

Esatto, perché la matematica

è il linguaggio per comprendere l'universo ed è fatta di relazioni.

[Frank dal cellulare] Una pioniera dell'arte femminista è Yakoi Kusama.

Cosa faceva Yakoi Kusama? Ha riempito il mondo di pois.

[Duce] Oh!

Che cazzo fai?

[Nina] Guardo TikTok.

[Duce] Ah, brava.

[Frank] …Il mondo di pois.

Il Frank racconta bene.

E col muro e il colore io combatto il sapore delle loro mani che si sfiorano.

Delle loro labbra che si vorrebbero conoscere.

Dei pensieri che vorrei che fossi io.

Che fossi io.

Ma invece no.

- Non se ne fa niente. - Nina.

Nina, aspetta.

Per fare l'esame, bisogna fare la domanda. Roba di burocrazia.

Io da mia madre non ci vado. Non ci penso proprio.

Ti capisco, ma serve solo una firma. Una cosa di cinque minuti.

- Non te ne accorgi neanche. - Ma tu che ne sai?

Che cazzo ne sai?

Io la odio la burocrazia.

Insomma è un casino fare sta terza media.

Non per me. Io l'ho fatta due volte e mi hanno bocciato una volta sola,

altrimenti i miei chi li sentiva.

Con il fatto che non parlo è tutto per iscritto. Meglio.

Andare a scuola mi ha sempre fatto schifo.

Le elementari ancora ancora. Ma la vera merda arriva dopo.

Diventano tutti più grossi e più stronzi.

…non capisco.

La Maria non l'ho neanche registrata.

È nata in casa.

Metti che gli assistenti sociali controllano.

Metti che me la portano via.

Tu parli, parli, Frank. Ma tu non pensi.

Lo firmo io il foglio. Lo faccio io il tutore.

Ho 18 anni, Dio buono.

Gollum, non c'è una soluzione.

[Frank] Invece c'è.

Un tutore. Basta un tutore.

Una persona maggiorenne che fa le veci del genitore

e che firmi al suo posto. Così non c'è bisogno di andare…

Gollum, che cazzo…

Faccio come cazzo mi pare io. O no?

[urla dalla televisione]

Certi gesti non ti lasciano più.

Te la conservi nelle mani, la memoria.

Di quando eri uomo e fiero.

[musica di archi in crescendo]

L'ultima parta a destra.

[schiarisce la voce]

[colpo di tosse]

È sua la firma?

Sì.

Non parla, fa le veci del genitore che è impossibilitato a firmare.

Perché è in ospedale.

In ospedale.

Bravissima.

Ha detto preciso quello che ha detto il Frank.

Documento.

È inutile che fai con la faccia.

Ho 18 anni, tipa del provveditorato, mica mi freghi.

Chi la prepara?

Un insegnante privato.

Privato.

Allora ci vuole la dichiarazione del genitore o del tutore

che si assume la responsabilità di preparare la candidata.

E la delega del genitore o chi ne fa le veci

con copie di tutti i documenti.

Si mette male.

Immagino non sia lei il tutore, giusto?

Perché? Sta stronza. Perché non posso essere io il tutore?

Come scusi? Perché?

Perché il tutore lo nomina il tribunale dei minori

e ci vuole la copia dell'atto.

Qui non vedo neanche il tuo indirizzo.

Dove abiti?

Va bene, grazie. Andiamo e torniamo con i documenti. Vieni.

Com'è andata?

Com'è andata?

- Una chiavica. - Cosa?

- Male, male. - Come male? Perché?

- Mancavano i documenti. - Ok, possiamo risolvere.

- Quali documenti? - Lascia stare.

- Gollum, fammi una sigaretta. - Quali documenti mancavano?

Basta, non se ne parla, è troppo rischioso.

Ok, hai ragione. Possiamo risolvere, parliamone.

È finita. E non mi seguite!

[TV] Fra tutte le stirpi di super uomini…

[Gollum] Saranno passati due o tre giorni senza il Frank, senza la Nina.

[TV] Le cui radici si affondano nella notte dei tempi.

[Gollum] Senza senso.

[TV] Il loro nobile scopo fu sempre quello di salvare i deboli dagli oppressori.

[campanello]

[mamma] Chi è? Chi?

No, non c'è nessun Franco.

Il Frank?

Ma il Frank non viene mai a casa.

Mai.

Dice che altrimenti non è più invisibile.

Tipo che se i miei lo vedono, lui esiste.

Sì, scende subito.

Se i grandi in genere lo vedono,

poi, lui esiste.

Andiamo.

Il Duce è appena uscito, lei c'è, quindi possiamo andare.

[Gollum] Ah!

Se non vuoi venire, non venire.

Non ce la fa a stare senza la Nina.

E non importa se è passato solo un giorno o solo un'ora.

Non ce la fa mica più.

[campanello]

Siete impazziti?

State bene?

Dico, avete perso la testa?

- Bisogna che parliamo. - No, bisogna che venne andate.

- A breve torna il Duce e siamo morti. - Ok, andiamo e tu vieni con noi.

- E dove? Sentiamo. - Da tua madre a chiedere la firma.

Questa è un'ideona.

- Adesso fuori. - Senti,

ci vado io e tu aspetti, va bene?

- Non c'è problema, non devi avere paura. - Infatti sei tu che devi avere paura.

No, ma io non ce n'ho. Cioè, di qualcosa ho paura,

ma non di tua madre e neanche di tuo marito.

Guardala lei.

Poi magari neanche lo passo, questo esame di merda.

Si vede che le e mancato.

Sei bravissima, non dire così. Nina, guardami.

Tu sei la persona più…

brillante.

Sei la persona più brillante che io ho mai incontrato.

Ma poi Maria è venuta la tosse.

Non possiamo andare in cattedrale, fa freddo.

Qui è elettrico.

Tutto troppo elettrico.

[Nina] Ti odio.

Scommetto che tua madre come mi vede è pazza di me, invece.

Non vuole vedere me, figurati se vuole incontrare te.

E io…

[Nina] Non la vedo dal parto.

Io devo cercare il mio muro. Fuori.

Oh, merda.

E te chi cazzo sei?

- Duce, stai calmo, c'è la bambina. - Sono calmissimo, allora?

Le prendo dal Duce. Ma almeno non muoio. Il Frank invece sì.

Levati ritardato, sto parlando con lui.

E lui sarebbe meglio che scappi. Veloce.

E invece cosa fa?

Proprio te cercavo.

Mi chiamo Frank.

So come farti fare un sacco di soldi.

Se mi devi vendere cazzate sei morto.

E te?

Bambolina del papà.

Perché fai entrare tipi in casa quando non ci sono? Stronzetta!

Le abbiamo detto che cercavamo te.

- Allora che cazzo vuoi? - Cosa voglio?

E lui pensa, prende tempo

e poi dice…

Lavorare con te.

La cazzata del millennio.

[risata del Duce]

[Duce] Vai a prendermi una birra.

Sto a sentire.

Ti faccio vedere.

[Frank] Io conosco tutti i posti.

So dove possiamo trovare rame a palate e a basso rischio.

- [Gollum] Gli parla di… - …Archeologia industriale.

Gli spara un sacco di numeri.

Alla fine del 1700. Agli albori della rivoluzione industriale…

E altra roba incomprensibile.

Era punteggiato da piccole industrie tessili.

Però, le grandi cattedrali industriali stavano a Milano nell'asse nord.

E sono abbandonate.

Finito quel monte di parole che dura un botto.

Capito?

La faccia del Duce sembra una piadina. Non ci hai capito un cazzo.

Il rame. È pieno di rame.

Poi finalmente…

Ci arriva.

E decide che non si fida.

E come lo so che non sono cazzate?

Ed eccoci qui.

Elvis.

Il Conte.

Il Duce, che dallo sforzo di concentrazione è paralizzato.

Io che muoio di freddo.

Haloud che chiamiamo rumeno, anche se non sembra.

E il Lollo.

Dai, dai, dai!

Sei una gran faccia di culo.

Se ti ritrovo di nuovo in casa mia senza il mio permesso,

sei una faccia di culo morto.

E bravo faccia di culo!

Da allora il Frank è diventato il braccio destro del Duce.

[Nina] "Siccome immobile, Dato il mortal sospiro…"

E la Nina è incazzata nera.

[Nina] "…Orba di tanto spiro,

Così percossa, attonita La terra al nunzio sta,

Muta, pensando all'ultima ora Dell'uom fatale;

Né sa quando una simile Orma di piè mortale.

La sua cruenta polvere A calpestar verrà."

Lei voleva uscirne grazie al Frank.

E invece quello ci si è infilato con tutte le scarpe

nella fogna di suo marito.

[Frank] Di qua.

[borbottio]

Ah! "…Al subito sparir di tanto raggio."

Per quello io vado con lui. Perché voglio tenerlo d'occhio.

Magro com'è non ci vuole niente a farlo a pezzi.

La so. Quindi vaffanculo Frank!

Stronzo, vaffanculo. La so.

Ora vedi, ci penso io.

Oh! Muoversi. Dai, dai!

Poi lo so che la Nina è più tranquilla, se vado anch'io.

Cucciola, si è addormentata?

Non gli parla più. Niente da fare.

Non ne vuole più sapere.

Lei fa finta che lui per davvero non esista.

Le scappa solo uno sguardo.

Ogni tanto.

Ma poca roba.

Che non ci fai niente.

[Frank] Ok, qui è buono. Come vi ho detto, giù bene,

Se troviamo un tombino ditelo che lo scoperchiamo.

Così. Ok?

L'ho visto fare in un film.

Bellissimo.

La Chimera, l'hai visto?

Bello. Bello, bello.

Loro però erano un po' diversi, tipo archeologia cimiteriale.

Però il concetto è quello.

Cioè prendere il passato, un po' come facciamo noi, no?

Scoperchiarlo e renderlo usufruibile per per il futuro.

È un riciclo. Un po' come tutte le cose.

È tutto un cerchio.

Cioè rubare. Non è proprio rubare.

È ridare vita alle cose.

Hai trovato qualcosa?

Lo senti?

Il cerchio che si chiude.

Straparla. Poveretto.

Il compiuto diventa possibilità.

Non ce la fa stare senza la Nina.

Non ce la fa mica più.

E alla fine, come aveva detto il Frank,

gli ha fatto fare un sacco di soldi,

e il Duce è contento come una mucca svizzera.

E dalla gioia si è bevuto il mondo coi vecchi,

solo che loro reggono, lui invece no.

E quando beve, il Duce diventa più violento.

E il Frank la vuole proteggere, la Nina.

Vi porto a troie.

E gli è venuta un'idea del cazzo.

- [Frank] Dai che ti portiamo a casa. - Come a casa? Dobbiamo andare a puttane.

Che c'è la fidanzatina è gelosa.

È taciturna e gelosa.

Oh, sarete mica culattoni?

Dai, Duce, dammi un bacino.

Dai, perché no? Dammi un bacino.

Oh, ma che cazzo fai? Io ti ammazzo.

- Dammi un bacino. - Bastardo ricchione maledetto!

- Dammi un bacino. - Sfigati, in macchina!

In macchina!

Oh, dentro!

[campanello]

[colpi alla porta]

[campanello e colpi alla porta]

Amore!

Stai zitto, svegli la bambina!

- Vieni qua! - La bambina!

Vieni qua.

Quando fai la stronza mi arrapi.

Eh?

E togli queste cazzo di mani!

Venite qua, venite qua.

Io e i miei amici non abbiamo scopato stasera.

Mi casa es tu casa.

Puttana zingara di merda.

[pianto della bambina]

[Frank] Lo sai cosa mi fa strano?

Incredibile.

Cioè, tu non bevi Royal 75?

Che cazzo dici?

Dico che uno come te non può non conoscere Royal 75.

Dico che uno come te dovrebbe bere solo quello.

È chiaro che lo conosco.

Scommetto che non ce la fai adesso a fartene uno.

Sei troppo cotto.

Scommetto che ti ammazzo, stronzo.

Anzi, prima me ne faccio sei e poi ti ammazzo.

- Ok, scendiamo. - Andiamo.

Scommetto la paga di stasera che non finisci neanche il primo.

Dai, vieni. Vieni!

Come stai?

[Duce] Col cazzo che non ce la faccio!

È vivo.

Dorme del sonno sordo e senza scampo dei tossici e dei disperati.

Quello va levato dalle palle per sempre.

Allora ci mancava un sacco a marzo.

Ma adesso manca poco.

E il Frank pensa tanto che si consuma.

Non l'ho mai visto così.

Lo odia il Duce.

Lo odia così tanto che lo farebbe inghiottire dal pavimento.

Ma non può. E sta pensando.

[voci non udibili]

Tutto quello che può fare lo scarta.

Perché sa che non funziona. E ci va di mezzo la Nina.

Il cervello gli va talmente veloce che tra poco esplode.

[voci non udibili]

E io sono finito sul camion da solo. Insieme agli altri.

In questa notte del cazzo.

[cigolii]

La notte che il Conte, con tutti i suoi denti bianchi,

ha sorriso all'elettricità

e si è inchinato alla luce.

La notte che quando torniamo indietro,

bagnati e sporchi, sul camion mancano in due.

Lascia il bambino ci penso io.

[tuoni]

[urla e versi]

La notte che l'ho lasciato lì il Frank.

Insieme al Conte.

Il Conte e il Frank.

Perché, se la prendeva quella mano il Conte,

l'elettricità si mangiava anche il Frank.

E allora lui non lo lascia lì.

Non può.

Invece io l'ho lasciato lì.

E adesso?

Il Frank torna sempre.

[uomo] È successo un casino…

Che se parlassi glielo direi alla Nina.

Ci manca poco.

Ci manca poco, adesso torna.

[vociare indistinto]

E se l'hanno preso?

E se non ce l'ha fatta?

E se non torna?

Cosa le dico io alla Nina? E se non torna? Cosa le dico?

Cosa le dico io alla Nina? Come glielo dico? Cosa le dico?

Cosa le dico? Come glielo dico?

Cosa le dico?

Come glielo dico?

[Nina] Oh!

Vieni qua.

[vociare indistinto]

Ha già saputo tutto.

Dov'è?

Vivo?

[Frank dal cellulare] Bloody Mary

è la figlia della prima moglie di Enrico VIII, Caterina d'Aragona.

- Caterina d'Aragona. - Caterina d'Aragona

è la nonna della grande Elisabetta I d'Inghilterra,

una figura pazzesca, era sorella di Maria la Sanguinaria, cioè Bloody Mary.

[gracchiare di corvi]

[cane abbaia]

[versi gutturali]

[grida]

[versi]

Era morto?

Eh?

Ma chi, il Conte?

Ma va! No!

Ha saltato solo all'ultimo e ha fregato tutti.

L'ho visto con questi occhi.

Un po' di scossa l'ha presa, però l'ha presa così bene…

Gli ho detto: "Conte",

e lui si volta, mi strizza l'occhio, mi fa l'inchino…

E poi schizza via.

E poi non l'ho visto più, però ha fregato tutti,

ha fregato anche me che ero lì, Dio buono.

Oggi non piove più.

[risate e urla]

Il Frank non si sa mai da dove arriva.

E neanche dove sta quando non c'è.

Però, poi, torna sempre.

Perché qui c'è la Nina.

Solo il giorno che la Nina lo segue, lui poi non torna più.

Dice che quel giorno mi porta anche a me.

Perché siamo il combo.

Il combo. Non un combo.

Noi siamo il combo definitivo.

La combinazione magica che apre tutte le serrature.

Quello della vittoria. L'unico. Il migliore.

Siamo noi e nessun altro.

Siamo una famiglia.

È così che dice il Frank.

Che se parlassi sarebbe più facile.

Ciao, Comandante.

Ma buongiorno. Come state?

Come va signorina?

Buongiorno.

Prego.

Mettila là.

Mettila qua.

[Frank] Vieni.

Eccoci.

Il Comandante faceva il carabiniere. Ma uno di quelli che fanno le indagini.

Una specie di investigatore.

Un genio.

Allora quando ha capito che non si ricordava più niente,

lui ha lasciato gli indizi.

Tipo un monte di indizi.

Tipo che piena tutta la casa. Guarda. Guarda.

- Caffè? - [Maria] Mamma.

[Nina] C'è un cornetto per me?

[Maria] Mamma.

Eccoci.

Grazie.

[Maria] Mamma.

- Gli stai simpatico. - [Comandante] Eh, sì.

Non sempre mi riconosce ma gli sono simpatico anch'io.

Eh si è vero.

- [ragazzo] Vaffanculo, brutta stronza! - Eh, no!

Non si trattano così le signore.

No.

- [Nina] No. - [Comandante] No. Non si trattano così.

[Nina] Vero? No.

Ha ragione signorina. Non si fa così con le signore.

- Bravo. - Vedo che ho la sua comprensione.

[Nina] Dai, mettine un altro po'.

Il Comandante è.

È e basta.

Non ha bisogno di ricordi.

Lui è il presente e basta.

E lo capisco che il Frank se lo vuole portare dietro.

Con i suoi baffi e tutto.

Perché lui è un mago.

E qui si riscrive la memoria.

E allora qui il Conte è vivo. E noi…

- [Nina] Gollum, anche tu. - Noi siamo al sicuro.

Deve farsi. Vieni facciamone una anche con te. Vieni.

[Nina] È venuta un po' mossa.

Quando escono fuori da quella specie di latte,

le facce e le figure sono proprio belle.

Sono morbide.

[versi di Maria]

Sono bellissimi.

[musica dal giradischi]

Signorina, permette questo ballo?

- Io? - Sì.

Andiamo.

Il comandante balla da Dio. Niente da dire.

Vecchio stile. Ma gran classe.

[Nina] Vuoi venire anche tu a ballare?

- Vieni. - [Comandante] Vieni!

Posa questa.

Andiamo. Provaci!

Signorina, lei balla benissimo.

Complimenti! Lei è qui dentro!

Qu…

C…

Que…

Ques…

[chiavi nella toppa]

[donna] Ciao, Comandante.

Ti ho portato delle cose oggi,

- perché domani non riesco. - [Frank] Andiamo, andiamo.

Papà?

- Tutto bene? - Ma che piacere vederla.

Francesco!

Amore.

Il Frank ha spiegato che il tempo e lo spazio si intrecciano.

E fanno un tessuto, come stoffa.

E che i buchi neri sono come quelli delle trame nei maglioni.

Ci passi dentro e sei da un'altra parte.

E fanno le onde sul tessuto.

E lì il tempo si deforma.

Mi sa che in quel momento

noi ci stavamo surfando su quelle onde dello spazio tempo.

Una manciata di secondi possono diventare un sacco di tempo.

È cambiato tutto.

Il Frank e le sue storie, i suoi misteri.

Mi sono passati davanti tutti all'indietro.

Ogni dettaglio mi sembrava importante.

Le foto, i quadri, i messaggini.

Francesco,

ti prego, si risolve tutto, Francesco, per favore.

Gli somiglia. Gli somiglia un botto.

E fa una faccia stupita.

[donna] Ti sei sciupato.

Francesco, per favore.

Papà, lasciami, per favore, siediti. Francesco! Francesco!

Francesco!

Francesco!

Francesco!

La donna resta indietro.

E noi corriamo dietro al Frank, che esiste e si chiama Francesco.

E che sua mamma non è morta per niente e suo nonno faceva il comandante.

Che c'è?

Mi devi dire qualcosa?

Cosa mi vuoi dire, eh? Mi devi dire qualcosa?

Parlami. Dimmi.

[Nina] Frank, smettila!

Allora? Che c'è, non ci riesci? Non ce la fai?

Aspetto. Che mi devi dire? Gollum.

Gollum.

Fanculo!

Fanculo!

Merda!

Merda!

Fanculo!

Fanculo!

Fanculo!

Fanculo!

- Fanculo! - Fanculo!

- Vaffanculo! - Vaffanculo!

Fanculo!

- Fanculo! - Fanculo!

Ok, ecco a lei.

[uomo] Grazie.

- Oh, salutami il Comandante. - Grazie, Luisa.

Nina, parlami.

E che ti devo dire?

Non so neanche chi sei.

Mi sono fatta fregare di nuovo da uno che non so chi è.

Ok. Andiamo.

Quello è mio padre.

Ha due figli con una donna che si chiama Cosetta.

L'ha tradita con mia madre

perché l'aveva messa incinta che erano all'università.

Lui che voleva diventare un grande avvocato è stato diseredato.

La vita gli è andata a puttane. Non sa neanche che è colpa sua.

Quello è mio padre.

Di lavoro fa il donatore di sperma.

Quattrocentoquindici figli nel mondo e di loro non sa niente.

Là. Quello è mio padre.

Mia madre non me lo voleva dire che sono figlio di un prete.

Mi ha detto che era morto.

E quando l'ho scoperto mi sono incazzato talmente tanto che lei si è spaventata.

Hanno chiamato gli psichiatri,

mi hanno riempito di farmaci finché non sono scappato via.

C'è un film dove due hanno una storia ma di lui non si sa niente.

E alla fine quando lui si innamora e le racconta chi è,

lei lo lascia.

- Pensi che io sia come quella del film? - No, Nina. Tutto l'opposto.

Penso che non ti cambierebbe niente sapere da dove vengo.

Perché quello che sono, me lo porto addosso. Che lo voglia o no.

Penso che a un certo punto la tua famiglia te la scegli tu.

La storia la scriviamo noi. Lo scriviamo noi il futuro.

Questo penso, Nina.

[vociare indistinto]

[Frank] Non so dove vado Gollum.

Magari al Politecnico.

Oh!

Fanculo.

Bisogna che ti eserciti a dire anche qualcos'altro.

Tipo, se è arrivata tua mamma cosa le dici?

Fanculo.

"Mi scusi per il Duomo?"

Fanculo.

Ok. Arriva la tipa che ti piace.

[Duce] Non ho fatto niente. Non ho fatto un cazzo di niente.

Io non c'entro un cazzo.

[voci sovrapposte]

[Nina] La polizia.

Dimmi che non sei stato tu.

- Frank, quello è mio marito. - Tecnicamente non è tuo marito.

Eri troppo giovane quando vi siete sposati.

- Ma la Maria è sua! - No, la Maria è tua!

È figlia tua e di chi decidi tu. Magari di uno che ti sta vicino

e che ti vuole bene e che le vuole bene.

E che fa tutto quello che può per farvi stare tranquille.

- Staremo meglio senza lui. - Non capisci un cazzo, Frank!

Non sai un cazzo.

Lo mettono fuori. Lo mettono fuori subito.

E ti ammazza come un cane.

Adesso che c'è la polizia di mezzo,

quanto tempo pensi ci vorrà prima che si prendano mia figlia?

Perché non decido niente io. Lo decidono i giudici!

E se decidono che me la devono portare via,

me la portano via! Non capisci che me la portano via!

Dei Vecchi hai detto qualcosa?

Perché altrimenti siamo tutti fregati. Non so se mi spiego.

Nina non ho detto niente. Non sanno neanche di te e della Maria.

Nina, io tra due giorni faccio 18 anni.

E ce ne andiamo. Ce ne andiamo tutti, sul treno. Siamo liberi.

Nina.

Nina.

[donna dal citofono] Chi è?

Mamma.

[parla in sinti]

Dunque è lì che abitano i suoi.

E io che pensavo al campo.

Quello che ti fanno vedere in televisione.

Che diciamocelo, se pensi ai rom pensi al campo.

Ai ladri, a quelli che chiedono le elemosina nella metro.

Allo spaccio no, perché i rom non spacciano.

Ma non pensi a una casa qualsiasi, in un posto qualsiasi,

in una città qualsiasi come tutti.

[parlano in sinti]

[Nina] Puoi ascoltarmi, per favore?

[parla in sinti]

[madre] Sei tu?

Che c'entra?

- Tu hai fatto questo casino! - [Nina] Non c'entra?

No, signora, sono io.

Sto preparando sua figlia per l'esame di terza media,

E il Duce era ha un problema.

- Quindi… - E cosa hai pensato?

Di andare a lavorare con lui e poi andarlo a denunciare?

- Volevo solo aiutare. - Se vuoi aiutare, costituisciti.

E mia figlia poi è libera di prendersi la terza media.

Gli serve il dottore, la scuola. Deve esistere questa bambina.

Ma la Maria esiste già!

Anche senza documenti. E non glieli farò.

Perché altrimenti la portano in un istituto come è successo a me.

A te ti hanno portato via perché io non potevo mantenerti.

- [Nina] Andiamo. - [madre] Ma dove vai che non è sicuro?

Dove vai?

[parla in sinti]

Non andare!

[parla sinti]

Ci vuole un po' ad arrivare in cima a Monte Stella.

Io non ci sono mai venuto qui.

Di preciso non lo so come è fatto un pioppo.

E mi ci sono volute quasi tre ore e stavo per rinunciare

ma poi l'ho visto.

"Per ricordarsi che un giorno lui esisteva e poi ha smesso."

[musica dalle cuffie]

Questa volta il piano ce l'ho io. Facile facile.

[nonna] Un roditore dalla coda voluminosa.

[mamma] La zoccola!

E funziona sicuro. Me lo vedo tutto chiaro e lucido.

[nonna] Scoiattolo.

Scoiattolo.

Si va prima dalla mamma di Frank.

Le si spiega che la Nina e il Frank stanno insieme

e finché lui non fa 18 anni e trova lavoro stanno dal Comandante.

Tanto la casa è grandissima. Lui è contento sicuro.

Oh, tutta quella ti prendi?

[mamma] Lascialo stare.

Poi si registra la Maria come figlia del Frank,

così nessuno gliela porta via.

- Si è preso tutta la torta! - Dove vai con la torta della mamma?

Fanculo.

[sospiro di sorpresa]

[vociare dalla TV]

Ha parlato?

Amore di mamma hai parlato.

Ha parlato! Amore, ripeti!

Poi, la Nina fa l'esame e prende la terza media.

Perfetto. Sono un genio.

Non vedo l'ora di dirglielo.

[campanello]

[donna] Tu sei Gollum?

È arrivato Duce.

E Nina ha lasciato qualcosa per te.

Guarda chi c'è.

[citofono]

[Comandante] Oh, buongiorno.

Buongiorno. Come stai?

Cioè, la Nina è staccata.

Il Frank non ha il telefono.

E va bene, stiamo dal Comandante,

ma metti che arriva la madre del Francesco.

Non so se mi spiego.

Già mi ha detto culo che non mi ha aperto lei,

che sto giro il grido lo facevo io.

No, io a casa mia con la Maria non ci vado.

Perché mia madre, già me la vedo,

"Sono una nonna giovane, già adesso è capitata questa fortuna."

E poi la Maria è un fascio di nervi.

Sembra tornata quella di una volta, quella che mi menava sotto i portici.

[versi di Gollum]

Secondo me deve andare in bagno.

Oh, cazzo.

Prego, prego, prego.

[pianto di Maria]

[video dal cellulare] Per cambiare un pannolino,

inizia appoggiando il bambino su un fasciatoio.

Se non è a terra,

è importante tenere una mano sul bambino qualunque cosa accada.

Ti servono: un fasciatoio, salviette umidificate,

detergente intimo specifico per neonati, asciugamano,

pasta protettiva, abbigliamento di ricambio.

Pannolini della taglia adatta al bambino. Pasta lenitiva, talco…

[Comandante] Come va?

Si sente bene?

Non deve preoccuparsi di me.

Anche a me è capitato di piangere.

Guardi che bello. Lo vede, che bello.

Questa è una…

Locomotiva.

Ha visto che bello? Le piace?

[Frank dal telefono] Gollum, non c'è tempo,

prendi il Comandante,

appuntamento in stazione alle 18.00.

Tutto qua.

Tutto quello che mi hanno lasciato è sto vocale del cazzo.

Almeno son vivi.

Son vivi, però io devo convincere il Comandante a venire con noi.

Che poi neanche io lo so dove cazzo stiamo andando,

perché il Frank mica me l'ha detto.

Ah, stazione!

Ma stazione, certo.

Aspetta.

Carabiniere il cazzo!

Pier Giorgio Molteni era ferroviere.

Era capo stazione.

[fuga di archi]

Ciao, Comandante.

Ciao, Gollum.

Ok.

Dammi la borsa. Andiamo.

Adesso andiamo a prendere la Nina.

[brusio]

Il Duce, è tornato il Duce e si è arrabbiato.

Pirla.

Hanno chiamato la polizia ed è scappato.

La Nina ha lasciato la Maria dalla vicina e io sono finito in ospedale.

Però poi siamo scappati dal pronto soccorso,

prima di fare la denuncia.

È troppo rischioso.

Andiamo.

Guarda, mia madre si è scatenata.

Ha tappezzato la città con le nostre facce.

Pensava fossi all'estero e si era rassegnata,

poi ci ha beccati in casa e adesso è inesorabile.

Dobbiamo partire subito. Te la senti?

Andiamo a Matera, la città del Comandante. Poi a sud.

Ha mangiato? L'hai cambiata?

Sì, tutto a posto?

Andiamo.

Per la Maria.

Voglio che la riconosci tu.

Se ci prende è meglio così.

Bella divisa, nonno.

[Frank] Adesso dobbiamo solo prendere il treno. Andiamo.

Ok, state qui. Vado a vedere il binario.

Diciannove.

E poi, è successo di nuovo.

[fischi del Comandate]

Ciao, Comandante.

Ci vediamo a Matera.

Ehi! Sono qui!

- [mamma di Frank] Francesco! - Sono qui!

[Frank] Scusate, permesso. Sono qui!

[Frank] Torno a casa!

[grida di Frank]

Vai, vai! Portala via! Vai!

[pianto di Maria]

[Maria] Mamma…

[pianti di Maria]

Non piangere, Maria. Non piangere.

- [mamma di Frank] Francesco! - [Frank] Ferma!

Andrà tutto bene, ma non piangere, che non ti devono prendere loro.

[mamma di Frank] Francesco!

Ti capisco, ma non gridare.

- Papà. - Buongiorno, come va?

Tutto bene?

Papà, dammi il fischietto.

No.

- Papà, dammi il fischietto. - No, grazie.

Non piangere, Maria, che tra poco il freddo è passato.

La mamma e il Frank adesso tornano.

Si sa, il Frank torna sempre.

Nel frattempo a te ti riconosco io.

Faccio tutti i documenti.

Così finché torna la Nina posso firmare io.

E avrò un lavoro.

Scrivo sui muri di tutta la città.

Tipo… artista.

Di quelli che li chiamano anche da fuori.

Si guadagna bene. L'ho visto su Instagram.

Poi prendo una casa grande che ci stiamo tutti.

E prendo anche il diploma

che altrimenti non vai da nessuna parte, dice la Nina.

E il Duce dopo la galera se ne va.

Perché a cacasotto com'è denuncia i Vecchi.

E poi quelli non sono per niente contenti.

Allora lui si spaventa, scappa e non torna più.

Poi bisogna che impariamo a parlare.

Tu sei più brava sicuro. Per forza. Hai preso da tua mamma.

Tutti muti adesso.

Muti che dorme.

Anche i treni.

Muti come me.

[fischietto in lontananza]

Ha visto che bello? Le piace?

È una locomotiva.

Francesco!

Vaffanculo!

Trentadue.

Se ero cinque centimetri più alta ad Hollywood stavo.

Gollum!

Ti assomiglia, eh?

"Il bene di un libro

sta nell'essere letto.

Un libro è fatto di segni.

Segni

che parlano di altri segni.

I quali a loro volta parlano delle cose.

Senza un occhio che lo legga,

un libro reca segni

che non producono concetti.

E quindi è muto."

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.