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Milano, anno 1482. Lettera di Leonardo a Ludovico il Moro.
Vai avanti.
ponti leggerissimi e forti,
trasportabili facilmente per inseguire gli inimici o per fuggire".
(ride) � prudente: Prevede le due possibilit�.
- Proseguo? - Mmh? S�, s�, vai avanti.
"Altri ponti facili e comodi da mettere e levare,
e ho modo ardere e disfare quelli dello inimico.
- In assedio di una..." - Cosa? Ripeti.
"E ho modo ardere e disfare quelli dello inimico.
so toglier via l'acqua dai fossati
e fare infinite scale e altri strumenti pertinenti.
ogni rocca e fortezza
e ho ancora modo di costruire bombarde comodissime facili da portare.
Item far�...
Item far� carri armati sicuri e inattaccabili da entrare in tra le file degli inimici
e dietro a questi poteranno seguire le fanterie
(incredulo) Illese e senza alcun impedimento..."
Carri armati, inattaccabili...
Inattaccabili.
Gi�. Poi le fanterie, tra le file...
- S�, Eccellenza.
"Credo satisfare paragone di chiunque altro nella costruzione di edifici pubblici e privati
item posso lavorare in scultura di marmo o di bronzo et cos� in pittura,
- a paragone di ogni altro e sia chi vuole".
"E si poter� dare opera al cavallo di bronzo, gloria immortale ed eterno onore
della felice memoria del signore Vostro padre e dell'inclita casa Sforzesca".
< Vieni avanti.
(ride) Tu non sei quel musicista che mi ha mandato Lorenzo dei Medici da Firenze,
quello che suonava quello strano strumento, come una lira...
Sono io.
Nella tua lettera mi hai promesso un sacco di cose. Troppe...
Ho anche scritto: "Se alcune delle cose suddette sembrassero impossibili o infattibili,
mi offro a farne esperimento nel vostro parco".
� proprio vero che voi toscani siete tutta chiacchiera. U�, Cecilia.
- Mettetelo alla prova. - Domina Cecilia, non chiedo altro.
Eh, le donne: Pi� stan zitte, pi� � meglio. Vieni qui, va', tu e quella tua stellina l�.
- Cecilia Gallerani... - Come sta il cagnolino? Ha mangiato bene?
Cecilia Gallerani ha 16 anni. � la favorita di Ludovico il Moro
il quale, fidanzato con Beatrice d'Este, che a quest'epoca ha solo 6 anni,
in attesa che la sua futura sposa cresca, si distrae con Cecilia.
Cecilia � dolce, intelligente e, malgrado la sua et�, coltissima.
Scrive poesie, in italiano e in latino.
Fra lei e Leonardo nascer� una delicata amicizia.
Va', va': Le donne in casa e gli uomini a laur�.
Con la dolcezza delle donne lombarde,
fatte apposta per addolcire la positiva rozzezza dei loro uomini,
Cecilia tempera col suo sorriso la brutalit� delle risposte del Moro.
Ah, per quella lettera l�, vedremo. Intanto fatti un giretto per Milano:
Non sar� Firenze ma ci si chiacchiera di meno e ci si lavora di pi�. Vai.
Scrivi.
Alla Maest� cristianissima del re di Francia.
Ludovico il Moro � rozzo, abile e astuto.
Alla morte violenta del fratello Galeazzo Maria,
non ha pensato di succedergli nel ducato al posto del figlio di lui, Gian Galeazzo.
Anzi: Ha lasciato a Gian Galeazzo il titolo e gli onori di duca
ma a poco a poco l'ha privato di ogni potere.
Il giovane Gian Galeazzo abita nel fastoso palazzo ducale
mentre Ludovico in una residenza quasi modesta.
Ma dallo sgabello posto nel gabinetto del suo segretario,
domina tutto il ducato e regna in Milano.
Gli inizi di Leonardo a Milano non furono facili.
Forse pi� importante dell'incontro con il Moro � l'incontro con la Lombardia.
Milano � una citt� operosa, solcata di acque percorse da grandi barconi carichi di merci.
I navigli attraversano in ogni senso la citt�, vie di acqua per il commercio e l'industria.
Le acque danno vita ai mulini e ai telai: 60.000 operai tessili lavorano lana e seta.
(CRESCENDO DI MUSICA VIVACE)
L'acqua ha sempre affascinato Leonardo:
Inventore di macchine prodigiose con cui affrancarci dalla servit� del lavoro,
egli non possiede un'adeguata forza motrice per azionarle.
Il vapore, l'elettricit�, il motore a scoppio sono lontani.
Su quale forza pu� contare Leonardo? Principalmente sull'impeto dell'acqua.
[LEONARDO: L'acqua, al cui furore non vale alcun riparo umano.]
[L'acqua, l'elemento che non ha mai quiete.]
(MUSICA EVOCATIVA)
Proprio in quegli anni, in Lombardia si compie una grande opera:
Il raccordo del canale della Martesana con la cerchia interna dei navigli.
Oltre alla citt�, tutta la pianura � intersecata da canali
che, come vene, portano ovunque prosperit� e vita.
Una pianura inconfondibile, dolce e malinconica,
cos� diversa dalla geometrica precisione del paesaggio toscano.
Per capire Leonardo bisogna prima capire il paesaggio e la gente di Lombardia.
In Lombardia, Leonardo rimarr� vent'anni, i pi� operosi.
E se non potr� mai dimenticare di essere un toscano
con tutte le qualit� dei toscani - logica, violenza, razionalit�, acutezza -
d'ora in poi le addolcir� con qualcosa che impara solo in Lombardia:
La musica accorata e solenne propria di questa pianura.
(MUSICA EVOCATIVA)
Scorrere di acque, nebbia, lontananze sfumate nella foschia.
Leonardo ritrova le sfumate lontananze intuite nei suoi paesaggi giovanili.
Nel trattato sulla pittura che aveva in mente di scrivere, aveva notato...
[LEONARDO: Se dipingi delle figure in campagna, utilizza una nebbia interposta
cos� che i confini di ombre e luci non siano rigidi e precisi.]
La nebbia: La nebbia che addolcisce, che vela, che confonde.
E che ci difende.
Cos� come ci difende la sera dei lunghi crepuscoli lombardi.
[LEONARDO: Poni mente per le strade sul far della sera i volti d'uomini e donne,
quanta grazia e dolcezza si vede in loro.]
Anche la gente di Lombardia � diversa:
Le donne hanno una bellezza dolce e quasi assorta.
[LEONARDO: Grandissima grazia di ombre e di luci si vede sui visi di coloro
che siedono sulle soglie di quelle abitazioni che sono oscure.]
(MUSICA DOLCE)
sono due giorni che io vi cerco.
- Non vi ricordate di me? Sono de Predis, Ambrogio de Predis. - Ah, s�, certo.
La Confraternita della Concezione ha ordinato
un polittico per la chiesa di San Francesco Grande.
una Madonna. Pagano 800 lire imperiali.
per il pannello centrale, quello della Vergine.
La Vergine insieme con un angelo.
Un angelo che sorride...
Dopo un anno in Milano, forse inoperoso, forse di ristrettezze economiche,
questo � il primo lavoro commissionato a Leonardo.
Il contratto fu steso il 25 aprile 1483 e si trova ancora nell'archivio notarile di Milano.
Il quadro si trova al Louvre ed � "La Vergine delle rocce".
Il dipinto rappresenta qualcosa di nuovo nella pittura.
Leonardo, alla illusoria profondit� conferita dalla prospettiva,
aggiunge la profondit� dell'aria.
"Vi �" scrive nel suoTrattato della pittura...
[LEONARDO: Un'altra prospettiva, che io chiamo aerea.]
La grande impressione prodotta dal quadro spalanc� a Leonardo le porte della corte.
somiglia alla persona ritratta,
e favvi specchiare dentro la persona viva
e paragona la persona specchiata con la tua pittura.
(voci di donna)
Bellincioni � il poeta di corte di Ludovico il Moro:
Cattivo poeta, come voi stessi potete giudicare, ma amico di Leonardo.
Sopra il ritratto di madonna Cecilia che sta facendo maestro Leonardo.
"Di che t'adiri? A chi invidia hai, Natura?
Al Vinci che ha ritratto una tua stella;
Cecilia, s� bellissima oggi � quella
Che ai suoi begli occhi el sol par ombra oscura".
La fa che par che ascolti et non favella.
- Pensa: Quanto sar� pi� viva et bella..."
- Musetto, qui! - Bellincioni, il mio cane!
- Ah, questo Musetto! - "Ringraziar dunque Ludovico..."
Musetto!
(VOCIARE INDISTINTO E RISA DI DONNE)
e lavorando io sia in scultura che in pittura,
posso quale delle due arti sia maggiore.
Lo scultore procede per forza di braccia,
con gran sudore e la faccia impastata di polvere di marmo che sembra un fornaio,
mentre il pittore siede con grande agio dinanzi al suo quadro, ben vestito,
e muove il lievissimo pennello senza strepito di martello.
Anzi, a volte...
(MARCETTAALLEGRA)
(VOCI INDISTINTE DI DONNE)
- Ecco Musetto!
Bravo! Suona, scampanella e batte il tamburo.
Questo non me l'avevi scritto nella tua lettera.
che questo Leonardo l'� un campiun!
- Allora, come va questo ritratto?
Voglio proprio vedere.
Ma in mano perch� non ha il cagnolino?
- Un momento. Vai pure. - L'ermellino � simbolo di fedelt�.
La bellezza de "La Vergine delle rocce" ha aperto a Leonardo le porte della corte
ed egli, con l'assiduo puntiglio che mette in tutto, � divenuto un perfetto cortigiano.
Egli stesso scrive...
[LEONARDO: Se parli con un uomo di cui vuoi la benevolenza, cambia molti argomenti
e quando tu Io vedi che ascolta attento, senza sbadigliare,
sta' certo che ci� di cui tu parli � quella cosa di cui lui si diletta.]
cose interessanti.
Leonardo � inesauribile: Loda il Moro con bizzarre allegorie.
Ma... cos'�?
anche... - Un albero di more. Un moro!
che regge saldamente la vela del ducato!
- Gli indovinelli, gli indovinelli!
- Un indovinello disegnato.
- Da' qua.
- Ma cos'� 'sta roba? - Cos'�?
Un orologio: Ora. Una campana: Suono, sono. Una padella: Fritto.
- "Ora sono fritto". - Ora sono fritto... Ma va'
un indovinello?
- � anche lui per caso un indovinello, eh?! - � un monumento.
- Al padre vostro.
No, � troppo costoso. Con tutto quel bronzo si fanno almeno cento cannoni. Cento!
Indovinello. Qual � quella cosa che dagli uomini � molto desiderata
e quando la possiedono non sanno di possederla?
Che quando si possiede, non Io si sa.
Dormire! Quando non si ha, si cerca di averla,
quando invece si ha, non si sa di possederla. � dormire!
Ci sono alcuni cacciatori di animali
che, quanti pi� ne piglieranno, tanti meno ne avranno.
E cos� pi� ne avranno quanti meno ne piglieranno.
Che cos'�?
tanti meno ne avranno;
quanti meno ne avranno, tanti pi� ne piglieranno.
Pi� ne piglieranno, meno ne avranno...
meno ne avranno. Che cos'�?
- (sottovoce) Che cos'�?
quanti meno ne avranno. Che cos'�, eh?!
- (ride di gusto) Che cos'�, eh? Che cos'�? - Eccellenza, ce Io dica...
No, no, no. Che cos'�?
(VOCI INDISTINTE)
Lo sapete cos'�? I pidocchi.
(TUTTI RIDONO)
Non vi stupite: Allora i pidocchi erano molto diffusi, fra la povera gente come fra i signori
che vestivano d'oro e broccato, ma di rado si cambiavano la camicia
e usavano profumi costosissimi, ma molto poco il sapone.
Le corti, specie quella di Ludovico il Moro, erano a un tempo raffinatissime e selvagge.
E Ludovico, che diede feste che rimarranno nella storia,
rappresentazioni in cui Leonardo fu regista, scenografo, musicista,
non disdegnava i lazi pi� volgari.
(TUTTI RIDONO) Signori, vi prego...
(VOCI INDISTINTE E RISATE DI DONNE)
Questo episodio illumina una strana faccia del carattere di Leonardo.
Egli visse per anni fra i potenti, alla ricerca del loro favore.
Appariva, secondo tutti i contemporanei, eloquente, gaio, mondano, elegantissimo.
Per intrattenere la corte, preparava rebus, indovinelli
che ancora oggi noi possiamo leggere nel Codice Atlantico.
Eppure noi sentiamo che niente lo lega a questi fantocci.
Anni dopo, quando i francesi invaderanno il ducato cacciando Ludovico,
Leonardo, dopo quasi vent'anni accanto a lui, annota con gelida brevit�:
"Ll duca ha perso lo stato, la roba e la libert�, e nessuna opera si fin� per lui".
(MUSICA LUGUBRE)
Pi� vero, forse, questo Leonardo notturno.
Il cortigiano, che di giorno propone indovinelli alle signore,
di notte, solo, continua i suoi studi di anatomia.
[LEONARDO: Ho disfatto pi� di dieci corpi, sminuzzando la carne intorno alle vene
per metterle a nudo e poterle disegnare.]
[E per ottenere questi disegni non basta l'amore della ricerca:
Tu potresti essere impedito dallo stomaco, dalla ripugnanza, o dalla paura,
coll'abitare di notte in compagnia di morti squartati e scorticati, spaventosi a vedersi.]
[E se questo non t'impedisce, forse ti mancher� la sapienza del disegno.]
[Tutte queste cose, se io le ho possedute o no,
120 libri che io ho in animo di compiere Io dimostreranno.]
Perch� Leonardo ha iniziato questi studi di anatomia?
Da prima, per conoscere a fondo quei corpi che voleva disegnare e dipingere.
(CRESCENDO DI MUSICA INQUIETANTE)
Ma non si accontenta di copiare l'uomo vivo nei vari atteggiamenti:
Vuole conoscere il perch� di quegli atteggiamenti,
perch� il braccio assume una certa posizione e non un'altra.
Studia quindi i muscoli che muovono il braccio
e, non contento, le ossa che sorreggono quei muscoli.
Fin qui i suoi studi, anche se molto approfonditi, sono studi di pittore.
Ma poi la sete di tutto conoscere, di tutto indagare
lo appassiona alla meravigliosa macchina del corpo umano
non solo per dipingerla come ci appare dal di fuori, ma per conoscerla nel suo intimo,
nella sua complessa realt� di vene, di nervi, di organi.
Partito dal disegnare un braccio che si muove,
egli vorrebbe scoprire la ragione che ha fatto muovere il braccio.
Gli studi iniziati da pittore egli li continua cos� da scienziato
e li proseguir�, interrotti e ripresi, per tutta la vita.
Questo trattato di anatomia, che tanto avrebbe contribuito alla scienza del tempo,
non fu mai compiuto e non vide mai la luce:
Nuovi argomenti di studio distrassero Leonardo anche da questo progetto.
Argomenti, si badi bene, che prendevano sempre le mosse dalla sua arte di pittore.
Cos�, studiandosi di dar sempre maggiore rilievo alle proprie figure,
egli s'imbatt�, per esempio, nel problema della stereoscopia.
Perch� noi vediamo in rilievo?
Perch� i due occhi, il destro e il sinistro, ci danno ciascuno un'immagine diversa:
Una vista un po'pi� da destra, l'altra un po'pi� da sinistra.
La sovrapposizione delle due immagini, che abbracciano l'oggetto dai due lati,
ci da'la sensazione del suo volume.
Ma come vediamo?
Vediamo attraverso l'occhio. Leonardo incomincia a studiare l'occhio.
[LEONARDO: Io dico il vedere essere operato in tutti gli animali mediante la luce.]
Quella luce che arriva dentro l'occhio penetrando attraverso la pupilla.
[LEONARDO: La pupilla muta di grandezza secondo l'oscurit� o la luce che ha dinnanzi,
poich� la natura ripara l'occhio, offeso da troppa luce, col restringere la pupilla.]
[Fa la natura come colui che ha troppa luce nell'abitazione che serra mezza finestra.]
Pi� o meno luce, la pupilla � meno o pi� aperta.
Ma come si forma l'immagine nell'occhio? Per il principio della camera oscura.
[LEONARDO: Quando le immagini, tramite un foro, penetrano in una stanza oscura,
tu vedrai tali immagini sopra una carta bianca con le loro figure e colori.]
[E cos� fa dentro la pupilla.]
Leonardo � fra i primi a intuire che l'occhio � simile a una camera oscura.
Ma sar� davvero cos�? Come si forma l'immagine nell'occhio? Occorre studiarlo.
Ma l'occhio � molle come un acino d'uva e pieno di liquido, � difficilmente studiabile.
Leonardo si arrovella: Come studiare l'occhio senza sfrangerlo tagliandolo?
Egli inventa allora ci� che, parecchi secoli dopo, sar� il preparato anatomico.
[LEONARDO: Nella anatomia dell'occhio, per vederlo dentro senza versarne l'umore,
si debbe mettere l'occhio intero in un chiaro d'ovo e far bollire.]
[E sodo che l'�, tagliare l'ovo e l'occhio attraverso.]
Scopre cos� che l'organo della sensazione luminosa � la retina, formata da...
[LEONARDO: Da quel nervo che si parte dall'occhio e va al cerebro o cervello.]
La retina, che vede allorch� viene colpita dalla luce.
Ma che cos'� la luce?
Leonardo affronta anche il problema della luce e pone le basi della fotometria,
cio� della scienza che misura l'intensit� della luce, la quale si propaga per onde.
[LEONARDO: S� come la pietra gettata nell'acqua si fa centro e causa di vari circuli,
cos� il suono fatto nell'aria circularmente si spande
e cos� ogni corpo luminoso circularmente sparge
ed empie le circostanti parti delle sue immagini.]
Abbiamo assistito a una di quelle meravigliose avventure
che caratterizzano il genio di quest'uomo.
Da un problema pittorico, altri problemi, tutti concatenati, gli si sono presentati
e su tutti egli vuole indagare per risolverli.
Ma i problemi sono come gli anelli di una catena che non ha mai fine.
Anche quelTrattato della pittura tanto vagheggiato non verr� mai scritto.
Rimangono tante pagine disseminate qua e l� in abbozzi, appunti, capitoli, codici,
e tanto materiale di studio che con la pittura avr� un legame sempre pi� tenue.
Dai suoi studi di anatomia, rientrava all'alba nella sua abitazione deserta.
[CECILIA: II duca ha deciso di far fare il cavallo, ma ha fretta.]
"Ha deciso di far fare il cavallo, ma ha fretta". Ha fretta...
Cecilia, domina mia Cecilia...
(RIDE)
II cavallo: Il grande monumento a cavallo di Francesco Sforza, finalmente.
[LEONARDO: Ho in me provato essere di non poca utilit�, all'oscuro nel letto,
ripetere con la immaginazione le forme gi� studiate.]
[E questo � laudabile e utile a confermare le cose nella memoria.]
Un monumento in onore di Francesco Sforza, fondatore della casata,
era da sempre desiderio dei suoi successori.
15 anni prima, nel novembre 1473, il duca scriveva al suo ingegnere Bartolomeo Gadio
di trovare uno scultore che gettasse in bronzo il monumento.
Ma le misure ch'egli richiedeva, colossali, 7 metri di altezza,
mettevano paura a chiunque.
Matteo da Civate e i Mantegazza proponevano la lamiera di rame ribattuta,
ma gli Sforza volevano assolutamente che fosse tutto fuso in bronzo
e di questo cavallo cos� chiacchierato nessuno si assumeva l'impresa.
Per questo la lettera di Leonardo al Moro diceva solo:
"Far� il cavallo", quasi riferendosi a un fatto noto.
Finalmente, il Moro si � deciso e Leonardo non pone tempo di mezzo
poich� il Moro ha fretta.
Leonardo vuol comporre un cavallo perfetto, di una bellezza ideale.
Osserva e disegna ogni cavallo che incontra. Troviamo fra i suoi appunti...
[LEONARDO: Morello di messer Mariolo. Grosso, bel collo e assai bella la testa.]
[Ronzino bianco del falconiere: Belle cosce di dietro, sta in porta Comacina.]
[Cavallo grosso del signor Giulio.]
All'inizio, seguendo quella figura di cavallo impennato ricorrente nella sua opera,
egli immagina Francesco Sforza che colpisce un nemico caduto.
Ma poi, egli torna a una figura pi� tranquilla,
che ripete il Regisole di Pavia, oggi perduto.
Il Moro ha fretta, ma non esita a distrarre Leonardo con continue richieste di lavoro.
Soprattutto la costruzione del tiburio del Duomo di Milano.
E ancor di pi� la continua richiesta di apparecchiature e addobbi
per la pi� grande festa mai fatta,
una festa che verr� addirittura chiamata "la festa del Paradiso".
(RUMORE DI MACCHINARI E CIGOLIO DI INGRANAGGl)
(RUMORE DI MACCHINARI E CIGOLIO DI INGRANAGGl)
Attenti, adagio con l'argano. E sempre a tempo.
forte il cigolio! Lo sentiranno dalla sala!
(MUSICA GRANDIOSA)
L'� un mago... L'� proprio un mago!
La festa del Paradiso fu ordinata e voluta da Ludovico il Moro
per le nozze del duca Gian Galeazzo con lsabella d'Aragona, figlia del re di Napoli.
Rientra tutto nella politica del Moro
che, a quell'epoca, non manifesta ancora l'intenzione di impadronirsi del ducato.
Pi� adagio, a tempo con la musica!
Lsabella era giovanissima.
- Grazie. - Ringraziate Ludovico, Isabella.
(MUSICA CON CORI MAESTOSl)
Bene cos�!
Le candele delle stelle!
che si son spente!
a destra, che si son spente!
L'� proprio un mago.
(compiaciuto) L'� costata cara, ma � bella.
Pronti col fuoco!
Attenti, comincian le Grazie.
(MUSICAAGGRAzlATA)
S�, a tempo, cos�.
� tempo.
(CANTANO CON VOCI AGGRAzlATE)
Attenta.
Sul carro. Il vapore!
(MUSICA CUPA E SOLENNE)
Fuoco al velo!
(LA MUSICA SI FA GRANDIOSA)
Spegnete le torce. Spegnetele!
All'argano. Su, il carro!
(CORI SOLENNI ED EVOCATIVl)
II Sole!
(CORI SOLENNI E MAESTOSl)
Questo non me l'aspettavo nemmeno io.
Della festa del Paradiso, di cui tutti al tempo parlano con stupore e ammirazione,
ci � rimasto completo il libretto del Bellincioni.
Non ci sono rimasti i disegni di Leonardo,
per cui lo spettacolo a cui avete assistito � una nostra immaginaria ricostruzione.
Degli inevitabili arbitri vi chiediamo scusa.
Sala delle Asse, Castello Sforzesco. Estate del 1489.
Maestro Leonardo?
- Ve l'ho portata la lettera.
Era mio dovere di amico e di fiorentino informarvi di questa lettera.
� per il Magnifico di Firenze e io, come ambasciatore fiorentino, devo spedirgliela.
- Ma prima voglio leggervela. - Grazie.
"L'illustrissimo signor Ludovico m'incarica di scriverVi perch� gli mandiate da Firenze...
un maestro che sia capace di portare a termine
il cavallo in bronzo del monumento a Francesco Sforza suo padre.
Egli � persuaso che Leonardo da Vinci non sia capace di portarlo a termine
per il troppo tempo ch'egli v'impiega".
- Grazie, Alamanni. Marco!
- Marco, vieni gi� che sospendiamo. - Ma, i colori...
- No, non per oggi: Sospendiamo i lavori, ci riprendiamo i disegni. - Va bene...
(seccato) Milano... Milano non � la sola citt�
e gli Sforza non sono gli unici signori che ci siano in Italia!
Non � dipingendo alberi che posso mandare avanti i cavalli
(alza la voce) n� disegnando stracci e fantocci per le feste del Moro!
Comunque, � un capitolo chiuso. Parto!
Lascio Milano.
Su, venite. Andiamo via.
Cosa avvenne poi con il Moro non si sa,
ma Leonardo non attu� la sua minaccia e non lasci� Milano.
Qualche tempo dopo, egli scrisse:
"Add� 23 d'aprile cominciai questo libro e ricominciai a lavorare al cavallo".
Tutto sembrerebbe sistemato invece, per ordine di Ludovico,
egli ricomincia a sperperare tempo e ingegno in nuovi spettacoli di corte.
Stavolta sono le feste per le nozze dello stesso Ludovico con Beatrice d'Este.
Ah, nello studio di Leonardo c'� un nuovo allievo: Salay.
pelli farete i costumi per gli omini salvatici!
- Ah, i costumi di pelle. - Ragazzaccio...
A met� del torneo, far� irrompere inaspettato un gruppo di omini selvaggi, a cavallo...
- Selvaggi? ...vestiti come i barbari d'oriente: Pelli, oro, scudi gemmati, i quali...
- I quali? - Inattesi, perch� nessuno Io deve sapere...
verso le tribune per rapire le... Vai via!
- E vattene! che proveranno gran spavento.
- Aspettatemi qui.
Quanto lavoro per una festa che durer� solo poche ore.
Adesso. Sono passata a salutarvi.
Il Moro non pu� farci nulla: La moglie � moglie, e Beatrice sa essere moglie.
S'� pigliata uno schiaffo davanti a tutti, ma � la moglie, mentre io...
Non mi restava che scegliere tra il matrimonio o il convento.
Non ho la vocazione, ho scelto il matrimonio.
(mesta) II vecchio conte Bergamini, Io conoscete.
Feste, divertimenti, tornei...
Quanto genio vostro sprecato, maestro Leonardo.
(malinconica) E io, quanto tempo, quanto amore sprecato, quanto...
(commossa) Addio.
Ludovico il Moro sposa Beatrice d'Este e Cecilia Gallerani deve abbandonare Milano.
Cos� Cecilia, l'unica donna che ha forse ispirato un sentimento in Leonardo,
sparisce per sempre dalla vita di lui.
Ecco i costumi per i cavalieri del torneo.
Le nozze di Ludovico il Moro e di Beatrice d'Este, che ha ormai 16 anni,
avvengono il 17 gennaio 1491.
Per l'occasione, il conte di San Severino ordina in loro onore una splendida festa.
(SQUILLI DI TROMBA E VOCI INDISTINTE)
- La giostra...
- La giostra ordinata da San Severino...
La giostra � rimasta famosa.
Eleonora d'Este ne parla in una lettera al marito Ercole, duca di Ferrara.
"Le 18 ore, questi illustrissimi duchi et altri zentiluomini
e tutte le illustrissime figliole sue et mee
si partissimo di castello ed andassimo a vedere la giostra".
- MATTEO: Gli altri sono vestiti?
- Ecco. - (agitato) Son tutti pronti?
E te che aspetti?! Vatti a vestire nello stanzone!
- Cos�?
(SQUILLI DI TROMBA E VOCI CONCITATE)
Qui, quest'altro. La cintura.
Gi�.
Vai, vai.
Non lasciate in giro i cappelli. Anche tu sei a posto, vai.
Allora, Andrea, chiama quegli altri.
Oh, allora? Che tu fai con questi stivali? Tirali su!
Cosa ci vuole a sistemarli?! Andiamo, presto!
(BRUSIO INDISTINTO)
(seccato) Di chi � questo? Non lasciate la roba in giro!
E vestitevi, che i cavalli son pronti!
che poi galoppando ti casca.
E adesso, lasciamo la parola a Leonardo cos� come egli scrive nel Codice Atlantico.
[LEONARDO: Add� 26 gennaio.]
[Essendo io in casa di messer Galeazzo da San Severino a preparare la giostra,
e spogliandosi certi staffieri per provare alcune vesti d'omini selvaggi,
lacomo s'accost� al borsellino d'uno di loro che era in sul letto con altri panni
e tolse quei dinari che dentro vi trov�.]
Su, andate.
(MUSICA DI TROMBE E TAMBURl)
- Cosa vuoi?
- Non ho fatto niente! - E i denari dove sono?!
- Ahi! Non ho pigliato niente!
E i denari?!
Lascialo.
- (fermo) Restituisci quei denari. - Ma io non so niente. - Ah s�, eh...
Li avevo l� nel giubbotto, eccoli qua.
E bugiardo.
"Ladro, bugiardo, ostinato...
e ghiotto".
- S�, maestro.
- S�, maestro!
- E adesso che cosa fai? - Spolvero.
E Leonardo scrive...
"lacomo venne a stare con meco
il d� della Maddalena 1490,
d'et� d'anni 10".
- E adesso che cosa fai? - Finisco di spolverare.
"II secondo giorno che stava con me,
gli feci fare due camicie, un paro di calze e un giubbone.
E quando posi i danari a lato per pagare dette cose,
mi rub� detti danari dalla scarsella
n� fu mai possibile farglielo confessare.
Sono lire 4".
Con strana minuzia, Leonardo scrive cos�, come possiamo ancora oggi leggere.
di spolverare e metto l'olio ai lumi.
"Item, add� 7 settembre, rub�
un graffio di valuta di 22 soldi a Marco d'Oggiono".
Ma dove le avr� messe?
Erano qui nella cassa...
- ["E poi che detto Marco l'ebbe assai cercata..."]
["...la trov� nascosta nella cassa di detto lacomo:
Sono lire una, soldi di lira due".]
"Item, essendomi stata donata
da maestro Agostino da Pavia
una pelle turchesca per farmi un paio di stivaletti,
esso lacomo me la rub�".
- Salay, che cosa fai? - Io? - Dico che cosa mangi...
- Niente!
Vieni.
Anici, confetti di anici.
- Quella pelle turchesca a chi l'hai venduta? - Eh?
A un acconciatore di scarpe. Ma per quanto?
- Per... per niente! - Allora l'hai venduta? - S�... No!
Per niente non si vende e tu hai detto che l'hai venduta. Per quanto?
Per... per... per 20 soldi.
(stupito) 20 soldi di anici?!
20 soldi era una cifra enorme.
Pensate che un paio di scarpe costava allora 3 soldi.
"Spese per Salay nel primo anno.
Un mantello: Lire 2. 6 camicie: Lire 4.
< Vestito foderato: Lire 5.
24 paia di scarpe in un anno... Questo basta a definire il ragazzo.
Questo Giacomo � figlio di un contadino di Oreno e si chiama Giacomo Caprotti.
Leonardo lo ha soprannominato Salay,
nome di uno dei diavoli nel poema di Luigi Pulci II Morgante maggiore.
Questo diavolo, installatosi nella casa di Leonardo, compie malefatte su malefatte
e Leonardo, con ironica pazienza, le annota una dopo l'altra.
"Andati a cena con Andrea di Ferrara,
Salay cen� per due e fece male per quattro
imperoch� ruppe tre ampolle e vers� tutto il vino".
Cosa rappresenta Salay nella vita di Leonardo?
Forse un bisogno di affetto,
qualcuno che tenga il posto dei figli che non ha avuto, della famiglia che non ha.
Ma perch� proprio Salay, "ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto"?
"Salay milanese era vaghissimo di grazia e di bellezza", scrive il Vasari,
"e a lui Leonardo insegn� molte cose dell'arte".
Salay non impar� molto, ma Leonardo se lo tenne vicino poich� gli voleva bene
e lo esaminava con la freddezza di uno scienziato che studia una bestiola selvatica.
(SOSPIRA)
- Non posso!
- Oh...
Nel 1493, il modello di gesso del monumentale cavallo per Francesco Sforza
per le nozze di Bianca Maria Sforza viene esposto all'ammirazione di tutta Milano.
Noi non possiamo farvelo vedere perch� in realt� non sappiamo com'era.
Esistono soltanto alcuni disegni di Leonardo e nemmeno quelli definitivi.
C'� un modellino in cera di grande bellezza in una collezione privata di Firenze
studiato da Arturo Bovi, forse quello di cui parla il Vasari.
[VASARl: Venne anco smarrito un modello piccolo di cera, che era tenuto perfetto.]
Possiamo tuttavia farvi ascoltare le lodi in versi e in prosa dei contemporanei.
- Baldassarre Tacconi. - (a gran voce) "Lodovico fa fare per memoria del padre
- un gran colosso che Roma egregia mai vide pi� grosso". - Grazie.
Lancino Curzio.
"In corte vecchia ottava meraviglia Lionardo Vinci innalza..."
- Grazie. Grazie, grazie.
Ben pi� importante � la testimonianza di Giorgio Vasari.
"Quelli che videro il modello di terra, grande,
giudicano di non avere mai visto pi� bella cosa n� pi� superba".
Il cavallo era altro 7 metri dai piedi al ciuffetto della testa.
Per fonderlo in bronzo occorrevano 200.000 libbre di metallo.
(RUMORE DI MANTICE E DI MARTELLO) Su, avanti, sveglia!
Da adesso, le pagine di Leonardo sono piene di studi per la fusione del colosso.
Sangallo e il frate Luca Pacioli, matematico insigne, vengono a trovarlo nell'officina.
200.000 libbre?! Nessuno ha mai fatto una cosa simile.
Qui vedo crogiuoli mai costruiti da nessuno.
- Per meglio utilizzare la fiamma, ho studiato dei forni speciali. - E questi alambicchi?
Trascinato dai suoi studi, Leonardo ha inventato l'alambicco a camera doppia
che, come cento altre sue invenzioni, rester� ignorato nelle sue carte
e solo moltissimi anni dopo sar� reinventato.
- Non saranno i forni a farmi difetto, ma il bronzo.
(seccato) II Moro tutto il bronzo Io impiega in cannoni!
(RULLO DI TAMBURI E SPARI DI CANNONE)
Oggi Ludovico il Moro � finalmente duca di Milano.
Il nipote � morto, si dice avvelenato da lui,
ma pi� probabilmente per i vizi accumulati nella sua vita inetta.
Oggi finalmente Ludovico il Moro � duca
e da oggi l'angoscia e la paura siedono compagne indivisibili al suo fianco.
Fortificare... S�, s�, fortificare!
(a voce sempre pi� alta) Fortificare Vigevano, Novara, Pavia!
Fortificare...
Fortificare...
I francesi premono ai confini del ducato, le cui finanze sono esauste.
Il nuovo duca fortifica, terrorizzato all'idea
che gli venga strappato ci� che ha tanto penato per conquistare.
Il bronzo destinato al cavallo di Leonardo ha gi� preso la via di Ferrara
per essere trasformato in cannoni.
Dove sono 'sti cannoni? C'ho dato tutto il bronzo che voleva, anche quello gi� pronto.
Per il monumento, che Leonardo � diventato una bestia. E non aveva torto!
- Ma il duca... - Cosa vuole da me 'sto duca di Ferrara?
sono molto alte.
Eh-eh, s�, quattrini... Non Io capiscono che � meglio per loro se io mi difendo?
- I francesi sono qui ai confini del ducato.
- Leggi. e 30 bombarde grosse si installeranno
- S�, aspettino...
dice che pu� far tre cannoni in un getto solo.
Un getto solo?! Ma � mica possibile.
"Add� 16 luglio...
Caterina venne,
add� 16 luglio 1493".
Caterina...
Chi � questa Caterina di cui all'improvviso troviamo il nome in una pagina di Leonardo?
La madre?
Nell'appunto sulla morte del padre, Leonardo stranamente scrive:
"A ore 7 mor� mio padre, a ore 7" ripetendo due volte "a ore 7".
Anche adesso torna a ripetere:
"Add� 16 luglio Caterina venne, add� 16 luglio".
Che significa questo?
Un inconscio legame tra la notizia che riguardava il padre e ora riguarda la madre?
Ma era proprio la madre?
Dopo tanti anni di distacco, di abbandono, la donna � venuta a stare con lui?
L'umile donna di Vinci � venuta ad abitare proprio con il figlio famoso?
E perch�?
Forse � rimasta sola, in miseria.
Non � una serva, perch� Leonardo non usa la solita dicitura "venne a stare con meco"
oppure "venne a 4 ducati il mese".
Leonardo scrive semplicemente "venne".
(MUSICA DOLCE)
Per� egli non scrive "mia madre", scrive soltanto "Caterina".
- Caterina? - Ecco vedi?
Aspetta qui.
(brusco) Che fai tu qui? Via, via, spicciati!
(DIALOGHI NON UDIBILl)
Davanti a tutti, egli seguita a chiamarla Caterina.
- Miao! - Salay!
Ma come l'avr� chiamata nel segreto della sua stanza?
Leonardo nulla lascia trapelare di s�.
Chiude dietro di s� le porte per celare ogni sentimento con un pudore quasi morboso.
Altre due note riguardano Caterina, aprendo uno spiraglio nella vita di Leonardo
in apparenza cos� povera di affetti. La prima dice...
"29 gennaio 1494.
Caterina: Soldi 10,
soldi di lira 10.
Ma l'altra...
L'altra ci appare inattesa e imprevista, in uno dei fogli del codice detto Foster.
"Spese per la socterratura di Caterina".
[LEONARDO (mesto): Spese per la socterratura di Caterina.]
[Per libbre 3 di cera: Soldi 27.]
[Per Io catalecto: Soldi 8.]
[Portatura e positura di croce: Soldi 4.]
[Per la portatura del morto: Soldi 8.]
[Per quattro preti e quattro chierici: Soldi 20.]
[Campana, libro, spugna: Soldi 2.]
[Per i socterratori: Soldi 16.]
(CAMPANAA MORTO)
Perch�, fra tutte le parole - funerale, esequie, accompagnamento -
Leonardo scelse la pi� crudele e tremenda: "Socterratura"?
L'avvenimento pare chiudere per sempre i segreti rapporti intrattenuti con la Caterina
che sorrideva dalla soglia a lui bambino che passava per mano dello zio Francesco.
"Quella donna, zio, chi �?"
E, con la solita minuzia, annota le spese.
Le 3 libbre di cera servono per le torce,
poich� i funerali allora avvenivano sul far della sera.
Quell'ora, com'egli ha scritto che "tanta dolcezza e grazia e malinconia d�
ai volti degli uomini e delle donne per le strade".
Le spese per il catalecto ci rammentano che allora i morti si trasportavano scoperti.
Poi Leonardo nota il numero dei preti che hanno accompagnato Caterina:
"Quattro preti e quattro chierici", un funerale non fastoso ma nemmeno povero.
Quindi le spese per la campana che ha suonato tutto il tempo del trasporto.
Da ultimo, i "socterratori".
(MUSICA CUPA E MESTA)
Maestro Leonardo?
(CRESCENDO DI MUSICAACCORATA)
Nelle infinite pagine, fitte di innumerevoli note, dei libri di Leonardo
non verr� mai pi� nominata Caterina.
#Muovesi l'amante per la cosa amata#
#Se la cosa amata � vile#
#L'amante si fa vile#
#Quando l'amante � giunto all'amato#
#L� si riposa#
#Quando il peso � posato#
#L� si posa#
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