All language subtitles for The Life Of Leonardo Da Vinci.Renato Castellani.1971.DVDRip 01 -ITA

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Original subtitles

La prima notizia documentata su Leonardo

� una dichiarazione del nonno Antonio, notaio, al catasto di Firenze.

Leonardo vi figura in et� di cinque anni, tra le bocche da mantenere.

Ma nel 1936 uno studioso tedesco, il M�ller, scopr� un appunto scritto dal nonno stesso

che riguarda addirittura la nascita e il battesimo di Leonardo

avvenuto in Vinci, una cittadina toscana a circa 20 km da Firenze.

Scrisse Antonio da Vinci nell'ultima pagina di un libro di atti notarili: "1452..."

[ANTONIO: Nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo

add� 15 aprile in sabato a ore 3 di notte.]

[Ebbe nome Lionardo.]

[Ebbe nome Lionardo.]

[Battezzollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci,

in presenza di Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto,

monna Lisa di Domenico di Brettone, monna Antonia di Giuliano...]

Al battesimo assistono numerose persone, ognuna specificatamente indicata.

Ma non la madre. Di lei sappiamo solo che era di Vinci

e che si chiamava Caterina, null'altro.

Chi era questa Caterina?

E perch� ser Piero non l'ha sposata,

pur riconoscendo, anzi accogliendo in casa sua il figlio che lei gli ha dato?

Allora, il primo impedimento a un'unione era di ordine sociale

per cui alcuni ritengono che Caterina fosse una contadina di Vinci

di troppo umili condizioni per ser Piero.

Comunque, questa misteriosa Caterina

� la prima zona d'ombra, forse la pi� grave, nell'esistenza di Leonardo.

(VAGITl)

(MUSICA MALINCONICA)

Pochi mesi dopo, ser Piero sposa Albiera degli Amadori,

una ragazza non ancora sedicenne.

Come dicevamo, la famiglia da Vinci, che prende il nome dal luogo di origine,

� una delle principali del paese. � una famiglia ricca.

Il piccolo Leonardo fu quasi certamente allevato in casa.

Bellino, lui! � sempre buono, non piange mai.

Tanto pi� che il matrimonio di Albiera e ser Piero fu sterile.

Albiera non ebbe figli.

Taluni hanno arguito che la matrigna non fosse aspra nei riguardi di Leonardo.

Ma come pu� una ragazza tanto giovane e che non riesce ad avere un figlio proprio

voler bene al figlio illegittimo del marito?

Ser Piero � un uomo carnale che si sposer� ben quattro volte.

Un uomo a modo suo vivo e simpatico, ma dagli interessi essenzialmente materiali.

Toscanaccio furbo, notaio come il padre Antonio, ser Piero � avido di denaro.

Il Vasari, nella sua Vita, racconta un episodio, molto significativo.

Sono trascorsi alcuni anni, Leonardo � alle prime armi nella pittura,

ma � gi� pieno di talento.

Un giorno, un contadino di Vinci - scrive nella sua Vita il Vasari...

- 'Giorno ser Piero. [- VASARl: Essendo ser Piero alla villa, fu cercato da un contadino,

che da un fico tagliato nel suo podere aveva fatto una rotella di legno

perch� Lionardo vi dipingesse suso qualche cosa.]

Quello che pare a voi.

- Me ne occupo io, vai, vai.

Vieni qua, senti.

Vorresti dipingere una cosa a idea tua?

[VASARl: Port� dunque Lionardo alla sua stanza lucertole, grilli, nottole,

e altre strane spezie di simili animali, da cui ricav� un animalaccio molto orribile,

che dipinse su quella rotella di legno con amore infinito.]

Questo primo dipinto � andato perduto, per questo non lo mostriamo,

ma doveva essere cos� bello che ser Piero, dice Vasari...

[VASARl: Comperata tacitamente da un merciaio un'altra rotella

con un cuore trafitto da uno strale, la don� al villano, che gliene rest� sempre grato.]

In seguito ser Piero, senza dire nulla al figliolo...

[VASARl: Vend� in segreto a dei mercanti di Fiorenza

quella che Lionardo aveva dipinto per 100 ducati.]

Da questo e da altri episodi capiamo il carattere di ser Piero,

che, di origine paesana, ha le sane virt� ma anche i difetti dei contadini.

Avido di denaro, sornione. Goloso.

E sensuale.

Di questo padre, cos� sensuale e invadente,

si pu� dire che Leonardo rappresent� punto per punto l'opposto.

Fino al 1456, cio� fino a quando Leonardo ha quasi cinque anni,

ser Piero seguita ad abitare in Vinci, ma i suoi affari...

Di' a quelli della Cancelleria di rimandare le carte una buona volta!

- E gli affari del padre, che lo chiamano a Firenze... - ANTONIO: Non scordare i bolli!

E te non ti strusciare per terra, te l'ho detto mille volte. I pantaloni si consumano!

Non ricrescono, non sono mica di pelle!

I suoi affari non gli lasciano tempo per dedicarsi al bambino.

Mamma!

- Ah! Ti ho acchiappato! - Aiuto!

II solo a occuparsene fu il fratello di Piero, Francesco, che non � ben visto in casa.

� un giovanottone sui 18-20 anni,

non ha ambizioni, non sar� notaio, non vuole studiare sui libri.

Nonno Antonio scrive di lui con disprezzo: "Sta in villa e non fa nulla".

Ma Leonardo gli fu sempre legato

ed ebbe per lui l'indulgenza che si ha per un fratello maggiore un po'inetto.

Forse � proprio questo Francesco che "sta in villa e non fa nulla"

a insegnare al piccolo Leonardo l'utilit� del non far nulla.

Oh, mira! Guarda, ora ti insegno, cos� tu impari.

Quest'erba qui � buona e questa � cattiva.

Questa qui fa bene agli occhi e questa fa parecchio bene per il mal di pancia.

Questa � malva e ti fa fare pip�!

Gli occhi servono per guardare e guardare serve per vedere.

E vedere serve per capire e capire � utile per sapere.

E sapere... Serve a se stessi!

� morta?

Eh, s�, poverina! � stecchita.

Ma tu guarda quanto � bella!

- Sai che si fa? Sta' a vedere: L'apriamo, cos� si vede com'� fatta dentro. - Va bene.

Forse cos� nasce l'ansia che � stata sempre in Leonardo di conoscere,

di vedere come le cose sono fatte dentro, portata a volte fino alla crudelt�.

Caterina, la madre, abitava anche lei in Vinci.

E vedeva crescere quel bambino che le avevano portato via.

(SCHIAMAZzl)

Me Io dici chi sei?

Oh, Leonardo! Vai sempre in giro come un vagabondo!

Eccolo qua! Addio! Hai visto come cresce, eh?

- Questi libri li portiamo a Firenze? - Li vuoi lasciare qui, grullo? Eh!

Verso il 1456, ser Piero decide di trasferirsi con tutta la famiglia

- lui e la sua seconda moglie - a Firenze, lasciando Leonardo a Vinci.

Poich� nel frattempo � morta Albiera, ser Piero si � sposato con un'altra donna.

- Francesca di ser Lanfredini,

� questa la seconda matrigna che tocca in sorte al piccolo Leonardo.

Leonardo rimarr� solo con lo zio Francesco, quello che "sta in villa e non fa nulla".

- Tieni, figliolo. - Il vino della staffa! - Non arriveremo a Firenze prima di sera!

- Salute! - Un bel bicchierotto! - Tieni.

Spicciatevi con quelle casse!

- Leonardo, Leonardo! T'ho detto di non strusciarti! - Mamma, datemene un altro.

- Leonardo, ne vuoi? Ah-ah! - E dammi!

Leonardo, ora che vado a Firenze, sta buono e non combinare guai.

Tieni! Leonardo, non ti strusciare!

Non ti strusciare! I pantaloni non sono di pelle come il sedere! Non ricrescono, quelli!

- Capito? Andiamo, che si fa tardi. Via. - Sta' buono, eh?

- Dai, Francesca! - Come Albiera, nemmeno Francesca dar� figli a ser Piero,

ma entrambi sono giovani, il loro matrimonio � recente

e pi� che la speranza, ne hanno la certezza.

Firenze, una grande citt�.

Ser Piero che � stato nominato, o sta per essere nominato, notaio della signoria.

Vinci, l'angusta cittadina di provincia, abbandonata per sempre.

- � una partenza gioiosa. - Mettiti comoda, perch� la strada � lunga.

Eh, vedrete com'� diversa Firenze...

Buon viaggio!

(MUSICA INCALzANTE)

(ANTONIO: Non ti strusciare! I pantaloni non sono di pelle! Si consumano, quelli!)

(MUSICA GIOIOSA)

(RIDE)

A quegli anni trascorsi in libert�, Leonardo dovr� lo straordinario vigore del suo corpo

e l'appassionato amore per la natura.

La natura, grande rifugio di chi si sente, o vuole sentirsi, solo.

(RINTOCCHI DI CAMPANE)

[LEONARDO: Siccome la pietra gettata nell'acqua si fa centro e causa di vari circuli,

cos� il suono fatto nell'aria circularmente si spande.]

(RINTOCCO DI CAMPANA)

che ti cerco. Leonardo!

- Torna a casa.

Il tuo babbo � venuto a pigliarti. Ti porta a Firenze con lui.

Oh, Caterina!

Lo porto a Firenze.

cresca pi� come una bestiola selvatica.

Dille addio.

Intanto Caterina ha sposato Accattabriga del Vacca.

La cui esistenza rimane misteriosa quanto quella di lei.

- Padre, ma chi � quella donna? - � la Caterina, la moglie del Vacca.

S�, Io so. Ma intendevo dire chi �?

Chi troppo chiede nulla riceve, chi troppo domanda Io si manda in Olanda, non Io sai?

- Ecco, laggi� c'� Firenze. - Com'� grande!

Firenze a quei tempi era una piccola citt�,

governata da una famiglia di banchieri saggi e intelligenti: I Medici.

Firenze � allegra, faziosa, pettegola.

� una piccola citt� di 60 mila abitanti,

ma il suo fremito e la sua forza economica la rendono maestra del mondo.

I Medici prestano oro ai re d'Europa.

Gli artisti fiorentini portano un'arte nuova in tutta Italia.

Quest'arte nuova � l'arte del Rinascimento.

A Firenze, l'anno che vi giunge Leonardo,

vivono e operano i pi� grandi talenti che resero celebre quel secolo d'oro.

Subito Leonardo fu mandato a scuola di lettere e di musica.

E in poco tempo, scrive il Vasari...

[VASARl: Fece tanto acquisto

che muovendo ben spesso dubbi e difficolt� al maestro che gli insegnava,

ben spesso Io confondeva.]

e che non � conveniente!

E ci� che non � conveniente, non � da fare.

Ascuola sar� bravo quanto vuoi, anche pi� dei maestri.

Mettiamo pure che Io fai studiare,

che credi che diventi, un notaio come te o me? Lo sai che non pu� esserlo.

� un bastardo, e chi � bastardo notaio della repubblica non ci diventa.

- Ma ci sono delle volt... Tu mi dirai che ci sono figlioli bastardi di re

che governano citt�, province e castelli, ma questo non vuol dire nulla!

Forse tu sei un re?! Chiunque si farebbe vanto, tanto per dire,

d'essere figliolo bastardo del re di Francia.

Sta' tranquillo che il primo a gloriarsene sarebbe il marito:

"La mia moglie � stata onorata dal re!"

Ma per chi non � re, si dice: "La mia moglie mi ha fatto becco!"

- Metto in tavola? - S�, s�. Dov'ero rimasto con questa dichiarazione per le tasse?

"Francesco, che sta in villa e non fa nulla". Va a caccia di grilli, lui!

sposa di Accattabriga - di anni 9. Illegittimo!"

Devo apporlo che � illegittimo nella pratica!

dov'�?" Tutta la discussione � nata qui!

Illegittimo!

Sei bocche a carico! Ne tenessero conto...

sui libri il latino non serve a nulla!

a bottega, a imparare un'arte. Ce n'� tante...

Tasse... tasse... tasse...

- Aiutami a rifare i letti. Francesca. - Devi sbrigarti nelle faccende.

- Il sole si leva da sinistra e l'orologio...

- Che dici? - Che il sole si leva da sinistra e l'orologio muove le sfere da sinistra.

forma parte da sinistra. - La sai troppo lunga.

- Vieni con me! Sono disegni, non ho fatto nulla di male!

Mai sentito un ragazzo parlare tanto!

Ho deciso: Se ti vuole, ti metto a bottega da mastro Verrocchio. Se ti vuole...

- Andrea Verrocchio? Verrocchio. Sono venuto a parlarle.

Buongiorno, notaio Piero. Venite.

gli deste un'occhiata.

(RUMORI DI ARNESI VARl)

La bottega di un maestro del '400 � diversa dallo studio di un pittore moderno.

� prima di tutto un'officina.

L'artista del Rinascimento � pittore, orefice, fabbro, artigiano. Il suo prodotto � vivo.

S�, � un prodotto vivo perch� corrisponde sempre a una necessit� quotidiana.

Come questa grande palla rivestita di rame

che sar� posta sulla cupola di Santa Maria del Fiore.

Leonardo se ne ricorder� molti anni dopo, scrivendo:

"Ricordati delle saldature con cui si sald� la palla di Santa Maria del Fiore.

Di rame improntato in sasso come i triangoli d'essa palla".

E qui si fanno poi quadri e statue di santi, perch� il popolo vi preghi inginocchiato.

ritratti per ricordare una persona cara,

vasellami per le mense dei ricchi e dei meno ricchi.

Arredi sacri per le chiese.

Pietro Perugino,

quasi sicuramente il Botticelli,

e Lorenzo di Credi, allora giovanissimo, lavorano gi� nella bottega del Verrocchio.

- Niente male, son del vostro figliolo? - Gi�!

- Lo prendo s�! Dov'� 'sto giovanotto?

- Come l'avete capito?

a vitto e alloggio ci penso io.

- Quando cominciamo? - Subito!

- Subito? - S�!

- Lorenzo. Lorenzo! un grembiale a 'sto giovanotto.

- D'ora in avanti vivrai qui. - E a casa? - Questa sar� la tua casa.

- E ricordate, sono 3 lire al mese!

Senti? Tieni.

- Come ti chiami?

sulla cupola di Santa Maria del Fiore.

Tieni, Lorenzo.

- Grazie. Che ci sar� stasera?

Leonardo inizi� il suo apprendistato vivendo sotto il tetto del Verrocchio,

poich� gli allievi a quei tempi facevano vita comune con il maestro,

non disdegnando a volte i lavori pi� umili.

Trascorsero cos� alcuni anni, quattro o cinque anni.

...e passo passo, sono arrivato gi�.

- Vedi... - Via, alla svelta!

La tradizione vuole che il Verrocchio abbia preso Leonardo a modello per il suo David.

Quel volto intelligente ne ricorda un altro che si trova spesso nei disegni di Leonardo

e anche in una delle sue prime pitture, dove si dice che abbia ritratto se stesso.

Presto Leonardo si rivel� il pi� dotato fra tutti gli allievi della bottega.

Solo a Leonardo il Verrocchio permette di mettere mano a uno degli angeli

sulla pala d'altare che gli � stata commissionata: "ll battesimo di Ges�".

- Il Perugino ha attaccato con le lavandaie!

E l'Isabella dov'�? Non � venuta oggi?

Quanto sei bella!

- Grullo!

Dai, vieni qua, non andare via! Ho una camicia da darti da lavare, sai?

- Ti pago! - Vieni qua! - Lisetta � la pi� bella.

- � pastosa, quella! Guarda quella!

- Senti, oh! alla gonna, che se ne vedono delle belle!

- Levati, mi nascondi il paesaggio!

Leonardo, lavori sempre? Non mangi?

Ci vediamo stasera in via delle Vergini!

Che fai, mi butti il sapone?

Ma non tu che sei vecchia!

pi� bello dell'angelo di maestro Verrocchio?

Ma che fate l�, mascalzoni fannulloni!

Anche te, Botticelli, vai a lavorare!

il castigamatti! - Via! Via!

Aspetta!

Cos� � meglio, eh? Molto meglio...

Centomila volte meglio.

Vai, vai!

II bischero ha ragione. Vai su! Lavora, lavora!

Basta che io manchi un minuto...

"Questa fu cagione che Verrocchio mai pi� volle toccare colori,

sdegnando che un fanciullo ne sapesse pi� di lui".

Non solo quadri o statue si fanno nella bottega del Verrocchio.

I Medici, come tutti i signori intelligenti, distraggono il popolo con feste e tornei.

E la bottega del Verrocchio lavora per loro.

con questi stendardi, avanti!

- Vai in fondo a destra. - Botticelli, dove sei?

- Fa' portare via anche questi. - Subito. Giovanni, anche questi insieme agli altri!

Quell'anno 1471, Galeazzo Maria Sforza, signore di Milano,

viene a rendere visita a Giuliano e Lorenzo de'Medici, signori di Firenze.

Il corteo! C'� il corteo! Venite, presto!

Venite, passa il corteo! Venite.

� un atto di alleanza politica fra due famiglie governanti,

poich� in quasi ogni citt� d'ltalia, finita l'era dei comuni,

regna un signore come un piccolo sovrano.

Leonardo, il duca Sforza di Milano va dal Magnifico Lorenzo, guarda!

(MUSICA DI PARATA CON RULLI DI TAMBURO)

Dietro ha 90 carri di stoffe preziose.

- � quello il duca Sforza? - No, � gi� passato.

Quello non � nessuno. � un fratello del duca.

� cos� nero di pelle che Io chiamano Ludovico il Moro!

(MUSICA DI PARATA CON RULLI DI TAMBURO)

Questo fastoso corteo marcia verso la propria morte.

In due anni, due attentati a Milano e Firenze scoppiano contro gli Sforza e i Medici.

A Milano, Galeazzo Maria Sforza viene ucciso e quel "nessuno" che lo seguiva,

Ludovico il Moro, assumer� il potere.

A Firenze, Giuliano de'Medici muore pugnalato.

Suo fratello, Lorenzo il Magnifico, riesce a sfuggire.

La sua vendetta sar� pronta e spietata.

(RINTOCCHI DI CAMPANE)

(URLA DISPERATE)

No!

No! Lasciatemi! No!

(LA FOLLA RUMOREGGIA)

� il 28 dicembre 1479.

Bernardo de Baroncelli, che ha preso parte alla congiura dei Pazzi

ed � stato uno degli uccisori di Giuliano de'Medici,

� stato rintracciato dalla polizia di Lorenzo in Turchia.

Ed � stato trascinato a Firenze per essere impiccato pubblicamente.

- S�.

(VOCIARE DELLA FOLLA)

Che scrivi?

Berrettino di tan�, farsetto di raso nero, giubba turchina foderata di coda di volpe...

� ancora vestito da turco, che strano vestito.

� proprio vero che la mano sinistra � la mano del diavolo!

Sconcertato, perplesso, il suo amico Lorenzo se n'� andato, l'ha lasciato solo.

"Se sarai solo, sarai tutto tuo. Se sarai accompagnato da un compagno,

sarai solo mezzo tuo", scriver� un giorno con amaro orgoglio Leonardo.

Non � facile associare il delicato pittore dell'angelo a questo gelido annotatore.

Molto pi� facile, se pensiamo che Leonardo ha un'insaziabile sete di sapere, di vedere.

Come quella del ragazzo che apre la pancia alla lucertola, a volte la curiosit� � crudele.

Per questo Leonardo ci appare spesso come un personaggio sconcertante.

Valga per tutte un esempio, un episodio che lo stesso Leonardo ci ha tramandato

e che si legge in uno dei codici di anatomia.

� un episodio accaduto molti anni dopo.

Pi� di vent'anni dopo.

Il mistero della macchina umana,

complessa macchina fatta di muscoli, ossa, sangue, ha sempre appassionato Leonardo.

Cos�, per studiare dal vero i cadaveri,

egli frequenta assiduo l'ospedale di Santa Maria Nuova in Firenze.

- Quanti anni avete? - (flebile) Tanti!

E di che siete ammalato?

- Di vecchiaia.

"E questo vecchio", scrive Leonardo, "di poche ore dinnanzi la sua morte,

mi disse che lui passava i cento anni,

e che non si sentiva alcun mancamento nella persona altro che debolezza.

E cos�, standosi a sedere sopra il letto, senz'altro movimento o alcun accidente,

dolcemente pass� di questa vita".

Cos� scrive con blanda malinconia Leonardo.

Poi con lo stesso tono e senza transizione continua:

"Ed io ne feci subito notomia", cio� ne tagliai il cadavere,

"per vedere la causa di s� dolce morire".

Un senso di raccapriccio ci invade all'idea di Leonardo che notomizza,

cio� fa a pezzi con il coltello per vedere di cosa � morto questo vecchio

con il quale, nemmeno un'ora fa, ha cos� affabilmente parlato.

"L'altra notomia che feci", scrive Leonardo, "fu quella di un putto di due anni".

Antonio? Oh, Antonio! Ssh...

Il putto che Leonardo osserva e disegna � suo fratello Antonio.

Ser Piero ha avuto un figlio dalla terza terribile moglie, Margherita di Francesco,

poich� ser Piero, ormai avanti negli anni, si � risposato per la terza volta.

(ANTONIO CONTINUAA PIANGERE)

- Oh via! - Ser Piero! - E sta' cheta!

riuscissi a fare un figliolo cos� bello? Eh?

- Che stai disegnando? - Guardate. - No, versa, versa.

La Madonna, il bambino e il gatto? Metti anche me, faccio san Giuseppe!

Guardali un po'! Per divertirsi gli fanno pigliare freddo!

la stanza � calda...

- Ser Piero, dico a voi! - Eh?

- No, ho sentito. Vengo, vengo.

Bah?

(MIAGOLII INFEROCITl) Al diavolo anche il gatto!

che ci fa sempre per casa questo bastardo?

darvi un figlio vero, si poteva anche capire,

ma ora fate torto al figliolo vostro! Non Io capite, voi che siete tanto letterato?!

Della "Madonna del gatto" tanto vagheggiata, forse mai realizzata,

rimangono oggi solo pochi schizzi.

E in Leonardo rimane un amaro disprezzo per la ciarliera grettezza della matrigna.

Ser Piero continuer� a essere schiavo della sua gola e della sua lussuria.

Dopo Margherita avr� una quarta moglie, Lucrezia Cortegiani, che gli dar� altri figlioli.

Alla morte di ser Piero, il bambino del gatto e gli altri fratellastri nati in seguito,

coalizzati, contenderanno a Leonardo l'eredit� che gli sarebbe toccata,

asserendo che egli � illegittimo.

In uno dei suoi quaderni, molti anni dopo, Leonardo scrive seccamente:

"Add� 9 luglio 1504,

in mercoled� a ore 7, mor� Piero da Vinci, notaio, mio padre.

A ore 7. Era d'et� d'anni 80.

Lasci� dieci figlioli maschi e due femmine".

Nessun commento. Nient'altro.

Gli ultimi legami con la famiglia si sono cos� spezzati.

"Salvatico � colui che si salva", scriver� in una delle sue pagine.

Questo disegno � datato "di Santa Maria della Neve, add� 2 agosto 1473".

Leonardo � solo.

Non � solo, la natura � il suo grande rifugio.

La natura, le cose che lo circondano,

si offrono alla sua indagine con il loro volto misterioso.

Le foglie si alternano nei rami secondo leggi simmetriche precise. Perch�?

Nei frutti, nei semi, � il germe della nuova pianta. Proprio di quella, non di un'altra.

Perch�? Perch�?

E perch�? Perch�?

Ma, bench� solo, non rifugge la compagnia degli uomini.

Nella villa di Careggi, Lorenzo il Magnifico riunisce filosofi, letterati, artisti di Firenze:

Marsilio Ficino, Angelo Puliziano... Fervono studi e discussioni.

Si scavano statue antiche, si cercano scritti di autori greci e latini

che per tutto il lungo Medioevo sono rimasti sepolti nelle biblioteche dei monasteri.

Leonardo, come sappiamo, non ha avuto modo di compiere i suoi studi.

Egli cerca come pu� di riguadagnare il tempo perduto e imparare da solo,

e faticosamente, il latino.

Ma in queste riunioni, come in tutte le radunanze di filosofi e letterati, si discute.

La mente pratica di Leonardo reagisce con malcelata insofferenza

alle troppo sottili e sterili discussioni sulla natura e sull'essenza dell'anima.

Mah, io credo che invece di definire cosa sia l'anima, che non si pu� vedere,

molto meglio � studiare ci� che si pu� conoscere con l'esperienza,

poich� solo questa non falla. E dove non si pu� applicare una scienza matematiche,

non si pu� avere vera certezza.

Sono per Leonardo anni di intensissimo lavoro e di studi a non finire.

Ogni cosa lo attrae, su ogni cosa ferma il pensiero.

Eppure, malgrado tanti studi, sono questi gli anni pi� fecondi di Leonardo pittore.

La "Madonna del Garofano".

La "Madonna Benois".

La "Madonna Litta", entrambe a Leningrado.

Il ritratto detto di Ginevra Benci, e le due "Annunciazioni":

Quella del Louvre e quella degli Uffizi.

Anche nei fiamminghi si trova spesso un simile studio minuzioso della natura.

Leonardo ha visto il trittico Portinari di van der Goes,

portato proprio in quegli anni in Firenze.

Ma Leonardo ha molto poco in comune con loro.

� sempre uno scienziato che analizza ogni dettaglio per poter meglio capire l'insieme.

Non � mai un minuzioso che ricopia.

I fiori del polittico di van der Goes, pur bellissimi, restano un elemento decorativo.

Il giglio di Leonardo fa parte della narrazione,

� immerso nell'atmosfera del quadro.

Questi sono i paesaggi di Leonardo.

E questo � il paesaggio di van der Goes.

Scrive il Vasari...

[VASARl: Era in quell'ingegno tanta grazia di Dio

che ogni giorno faceva modelli e disegni che il suo cervello mai restava di ghiribizzare.

E fra questi modelli ve n'era uno con cui egli diceva di alzare il tempio di San Giovanni

per mettervi sotto delle scale.

I suoi ragionamenti erano cos� convincenti che tutti rimanevano convinti.]

Che vuole sollevare san Giovanni!

sotto! - Per me gli ha dato di volta il cervello!

Come sempre, l'ammirazione tiene dietro l'invidia, la maldicenza.

Una lettera anonima, I'8 aprile 1476,

sporge gravissima denuncia contro un gruppo di fiorentini, fra cui Leonardo,

al magistrato degli Uffiziali di notte che vigilano sopra i buoni costumi.

La denuncia in questione implica:

Bartolomeo di Pasquino, orafo in Vacchereccia,

Leonardo di ser Piero da Vinci, sta con Andrea del Verrocchio...

Scusate... Un momento, scusate.

L'accusa � anonima, e come tutte le accuse anonime � vile.

Molto probabilmente � falsa, ma � grave, gravissima.

Se confermata, prevede addirittura una morte infamante sul rogo.

(riverente) Prego, se vi degnate...

Prego, sedete.

- Ecco, vorrei dirvi due parole a proposito del... - Certo.

L'alta considerazione che abbiamo per ser Piero

- ci consiglierebbe di soprassedere... - Certo, ma bisognerebbe almeno...

- Procedete.

Baccino farsettaio, sta in Orto San Michele.

Leonardo Tornabuoni...

- � un Tornabuoni, voi avete sentito, vero? - Tornabuoni?

Non penso che la cosa farebbe piacere al Magnifico...

Questo Tornabuoni gli � cugino per via di donne, al Magnifico Lorenzo...

Io penso sia meglio mettere tutto a tacere, per ora. Poi, in seguito, privatamente,

- � meglio sospendere.

- � meglio!

Si sospenda in attesa di accertamenti!

PIERO: Grazie, grazie.

- Si sospende in attesa di accertamenti! - E intanto si stendano delle relazioni!

Accertamenti, relazioni, incartamenti: Tutto viene seppellito negli archivi.

E questa accusa, su cui non si indaga per non dispiacere a Lorenzo il Magnifico,

questa accusa che rimane a met�, mormorata da una voce anonima,

sepolta dall'ipocrisia di tremebondi archivisti, brucia ancora di pi� in Leonardo.

(MUSICA INCALzANTE)

(GRIDA DI RAPACl)

Potere come gli uccelli volare via, fuggire. Libero, lontano.

[LEONARDO: L'uccello si leva in alto, per forza dell'aria che Io sostiene.]

Forse da questo stato d'animo nascono in Leonardo le prime intuizioni del volo.

[LEONARDO: L'uccello � uno strumento che agisce per forza matematica,

perch� tanta forza fa l'ala contro l'aria quanto l'aria contro l'ala.]

Dev'essere quindi in potere dell'uomo il riprodurre quelle condizioni

che permettono il volo degli uccelli.

Ma c'� un altro modo per sottrarsi alla volgare curiosit� degli uomini:

Mostrar loro solo ci� che vogliamo e solo quando abbia raggiunto una perfezione tale

che l'ammirazione faccia tacere persino l'invidia.

Nascondere quindi le tappe preparatorie verso le quali l'opera si va raffigurando.

Nasconderle nel segreto degli appunti, scritti con un'indecifrabile scrittura rovescia

che solo gli iniziati possono leggere in uno specchio.

E studiare, studiare, studiare!

Studiare ogni dettaglio, poich� ogni cosa � composta da tante piccole parti

che bisogna conoscere una ad una.

Questo studio minuzioso spesso finisce per disperdere la forza creativa di Leonardo.

Infatti, a partire da questi anni, le opere di Leonardo si fanno sempre pi� rare.

E i libri dove sono appuntati gli studi per i suoi quadri crescono.

Intanto, l'opera attende.

Attende a volte per anni e anni, incompiuta. E spesso, incompiuta rimane.

In questo non finire, in questo continuo porsi nuovi traguardi di conoscenza,

c'� come un'oscura volont� di rimandare il momento

in cui l'opera perfetta potr� essere mostrata.

Poich� questo � indubbiamente nell'inconscio di Leonardo:

Mostrare poco, pochissimo di s�, e solo ci� che � perfetto.

Il resto, come le sue figure,

dissimularlo in un'ombra calda, complice, protettiva.

(RINTOCCHI DI CAMPANA)

Per i frati di San Donato a Scopeto,

Leonardo dipinge una "Adorazione dei Magi",

che ormai, fra studi e ripensamenti, porta avanti da pi� di un anno.

Il contratto, di cui ancora esiste copia, � stato steso con cavillosit� da ser Piero

e prevede condizioni vantaggiose per il pittore.

Per questo l'impazienza dei frati e del priore si fa ogni giorno pi� vivace.

Leonardo mio, son mesi e mesi! Codesta "Adorazione dei Magi" non la finisci mai!

- La perfezione che io voglio... - La perfezione non � di questa Terra,

- sii umile. - Lo sono, penso sempre di non aver mai studiato abbastanza.

- Te hai avuto 4 lire e 10 soldi in giugno, gli � vero? - S�.

- Te hai avuto 28 fiorini in luglio, gli � vero? - S�. - Poi grano, vino...

Meno dotato di te,

ma che ci metta il quadro sull'altare!

A volte, nei giorni di maggiore scontentezza tornava all'officina del Verrocchio,

per riascoltare la voce dura e sicura del maestro,

per ritrovare il calore umano dei vecchi compagni di bottega.

Ma il tempo passava, i compagni non erano pi� quelli.

Al loro posto c'erano nuovi allievi che lo consideravano ormai un anziano.

La bottega � sempre in movimento, eh?

- Eh, s�!

sta parlando con loro.

Leonardo! Era un pezzo che non ti facevi pi� vedere!

- Che hai?

- Scontentezza. - Di che?

- Di me. Chi sono?

un lavoro importante.

VERROCCHIO: Qui gli allievi dipingono e lavorano. Si fermano sei o sette anni,

secondo chi � pi� o meno bravo o affezionato,

come Lorenzo, che � ancora con me.

Leonardo ormai � troppo bravo per la mia bottega.

La mia bottega � tutta qua. C'� spazio e qui faremo il modello in creta, poi in gesso.

- La fusione invece si far� a Venezia.

- La statua che ha fatto Donatello... - In Padova. - Per il Gattamelata.

- � alta pi� di 7 braccia. - E mezzo! - Fino al ciuffo del cavallo.

- 9 braccia alla testa del Gattamelata. - Ma il testamento di Bartolomeo Colleoni...

- 100 mila ducati lasciati a Venezia. - Gli condiziona una gran statua a cavallo.

- Quindi per il modello ci vuole spazio! - Il modello si far� qui.

anche per una statua alta 10 braccia.

- Ci si bagner�! - Prima faranno sul cortile

- una copertura di legni e di tela. - Per lavorare al coperto nel caso che piova.

- E per il contratto?

- A regola d'arte... - Degna di Venezia, e sapr� ricompensarvi.

pi� grande del Gattamelata di Donatello!

- Il lavoro di un anno per tutta la bottega! - Lorenzo!

- Chi erano quelli? - Gente importante

che porta molto lavoro e molti quattrini!

- Dove andate?! Oggi � festa!

Giovanni, compra pane, salame, uova e una schiacciata. Va' anche te!

Lorenzo, porta via 'sto quadro. - S�, maestro.

presto non vuol dire sciupare nulla, eh!

(VOCI INDISTINTE E RISATE)

Forza, sbrigati, presto! Su!

con la carta, che costa!

vicino a me!

(VOCI INDISTINTE E RISATE)

Leonardo! Oh, Leonardo, dove sei? Via, mettiti a sedere!

- Ma s�, siedi con noi! - Anche tu sei della bottega!

- TUTTl: Siediti!

Certo che quei cosi erano molto buffi!

- Ma sar� alto abbastanza? - 10 braccia! - Con la loro statua di messier Donatello...

- Il cortile sar� spazioso? - E se piove?

Ci si bagner�! L'importante � che paghino! Domani con il contratto li concio io!

Certo che � un grosso impiccio...

Dai, passami il vino!

- Carta, carta! - TUTTl: Carta! Carta!

- Levati!

Anche di Leonardo abbiamo numerosi studi di cavalli.

Cavalli impennati, cavalli inferociti. Musi, garretti, muscoli.

Egli pensa di utilizzarli nella sua "Adorazione dei Magi", ma al solito

non si accontenta di studiare la forma, cogliere con un tratto geniale il movimento.

Egli vuole studiare il perch� di quella forma, conoscere il perch� di quel movimento.

E inizia interminabili studi di anatomia.

I suoi disegni potrebbero formare un trattato sull'anatomia del cavallo.

E intanto, il quadro che sta dipingendo per i frati di San Donato

rimane sempre allo stesso punto.

- Buongiorno, maestro.

- Leonardo, te ne vai? - Si pu� vedere?

Adagio con quelle funi, adagio! E quella scala non appoggiatela al cavallo!

Vieni gi�! E voi non camminate sul modello, che gli � di gesso!

Intanto il cavallo del monumento a Colleoni,

cui il Verrocchio ha certo dedicato meno studi preparatori e anatomici,

� stato modellato. � finito, � splendido.

� stato perfino formato in gesso

e ora viene smontato per essere spedito insieme con le forme a Venezia.

porta l'elenco dei pezzi!

Lorenzo!

Hai visto?

Io stiamo smontando.

forme?

- Dai, cala!

Bello, vero? Un lavoro grandioso. Pensa a quando sar� in bronzo!

Lo si spedisce subito per terra fino a Piacenza e poi con i barconi lungo il Po.

per vederlo, prima di coprirlo con le forme.

C'� passata mezza Firenze! Peccato che tu non l'abbia visto.

- Anch'io sono venuto a vederlo.

- Settimana scorsa, era sera e in cortile non c'era nessuno.

Parlavi del viaggio col maestro.

- Ti porta con s�? fusione a Venezia. Sar� un grande lavoro!

- A uno a uno partite tutti. Tu, il Perugino... - Perugino e Botticelli ormai sono a Roma!

Lavorano nella Cappella Sistina.

- Te ti sbrighi con codeste casse!

Piano! Ecco, bene.

Togliete le funi!

col maestro?

[LEONARDO: L'acqua che tocchi dei fiumi

� l'ultima di quella che and� e la prima di quella che viene.]

[Cos� il tempo presente.]

Cos� scriveva un giorno Leonardo nel Codice Trivulzio.

Il tempo fugge, l'attimo non si pu� fermare, minuto per minuto l'oggi diventa ieri.

Leonardo ha ormai trent'anni e forse quegli ultimi anni in Firenze non sono stati felici.

In questi anni fra il 1478 e il 1481 che cosa � accaduto in realt� a Leonardo?

Nel Codice Atlantico vi sono parole misteriose:

"Quand'io feci domineddio putto voi mi metteste in prigione,

ma s'io lo fo grande, voi mi farete peggio". Leonardo � stato in prigione?

I disegni di come evadere da una prigione potrebbero farcelo credere.

Ma perch�?

Nella prima edizione della Vita c'� una frase che il Vasari tolse nelle seguenti edizioni.

"Faceva nell'animo un concetto s� eretico, ch'ei non si accostava alla religione,

stimando per aventura assai pi� l'esser filosofico che cristiano".

Di quegli anni cos� poco si conosce,

che si � favoleggiato persino di un suo viaggio in Oriente.

Sono stati anni intensi di studio, che hanno spinto la sua curiosit� in ogni campo.

Ma il bilancio di questi dieci anni che cos'�?

Molti studi preparatori, molti disegni,

l"'Annunciazione" degli Uffizi,

forse le due Madonne che si trovano all'Ermitage di Leningrado,

� qualche opera minore che poi � andata perduta.

Questo � tutto.

(MUSICA MALINCONICA)

Altre due tavole ha per le mani e vi lavora da pi� di due anni.

L"'Adorazione dei Magi" che abbiamo visto e questo San Gerolamo.

Entrambe rimarranno incompiute.

Perch�?

Questa non vuol essere storia e nemmeno leggenda, � pura congettura.

Ma sono congetture intese a capire che cosa, di volta in volta, ha mosso Leonardo,

a tentare di scoprire che cosa egli nasconde nell'anima.

Leonardo non si manifesta mai, o quasi mai, apertamente.

Fra noi e lui, fra lui e le sue stesse opere, avvertiamo quasi sempre qualcosa

che in un primo momento ci impedisce di comprenderlo appieno.

Leonardo vuole essere conquistato.

A volte con fatica, spesso con pazienza, sempre con amore.

� un personaggio schivo, ritroso, difficile.

Forse nella civilissima, ma in fondo angusta e provinciale Firenze, si sente soffocare.

Questa perfetta, minuscola citt� dove tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti,

dove tutto � oggetto di discussioni, esami, pettegolezzi,

gli � divenuta insopportabile.

Del processo che non si � tenuto per non dispiacere al Magnifico,

forse pi� nessuno parla, ma molti, troppi, sorridono.

Comunque un'altra aria, un'altra citt� meno arida gioveranno alla sua scontentezza.

Di proposito egli sceglie Milano.

Milano, dove una corte fastosa, forse rozza come un nuovo ricco ma viva,

domina una citt� meno raffinata di Firenze, ma pi� operosa.

Ludovico il Moro cerca ingegni che diano lustro alla sua signoria

e Leonardo decide di partire.

[LEONARDO: Molti fiori ritratti di naturale, una faccia ricciuta, certi San Girolami,

una testa di duca, molti disegni di gruppi, certi strumenti per navigli,

certi strumenti d'acqua, una testa di putta con trezie...]

Cos� Leonardo si guarda bene dal dirci per quale ragione parta,

ma ci lascia un dettagliato elenco del suo bagaglio.

Il Vasari ci d� un'altra versione di questa partenza. Vera? Non vera?

"Nel medesimo anno 1494 fu invitato a Milano,

perch� suonasse davanti al Duca, che si dilettava del suono della lira".

Primo errore del Vasari: Leonardo lascia Firenze ben dodici anni prima, nel 1482.

Continua il Vasari:

"Leonardo port� uno strumento fabbricato di sue mani,

d'argento, a forma di teschio di cavallo, cosa bizzarra e nuova.

E a Milano super� tutti i musici convenuti a suonare,

perch� egli era il miglior improvvisatore di rime del suo tempo".

Che Leonardo fosse ottimo musicista e ottimo cantore non v'� dubbio,

ma che si recasse a Milano per cantare ci lascia perplessi.

Infatti, prima di andare a Milano, scrive una lettera, che ancor oggi rimane,

a Ludovico il Moro, offrendogli i suoi servigi: Di architetto, scrittore, scultore,

ma non certo di musicista.

Comunque, vero oppure no questo episodio,

Leonardo lascia Firenze insieme a due compagni.

Uno di essi � Atalante Migliorotti, un musicista.

E l'avere accanto un musicista � l'unico argomento a favore della tesi del Vasari.

L'altro � Tommaso Masini, detto Zoroastro,

operaio abilissimo di cui Leonardo si � molto servito e ancor pi� si servir�

per i suoi modelli e i suoi apparecchi di meccanica.

Zoroastro avr� una parte importante nella costruzione delle macchine per volare.

� un giorno di primavera dell'anno 1482.

Leonardo volge le spalle a Firenze, Milano lo attende.

Milano ricca, viva, operosa.

Posta all'incrocio delle strade che uniscono l'Europa all'ltalia,

in una dolce, molle pianura tutta solcata di canali e di acque.

#Muovesi l'amante per la cosa amata#

#Se la cosa amata � vile#

#L'amante si fa vile#

#Quando l'amante � giunto all'amato#

#L� si riposa#

#Quando il peso � posato#

#L� si posa#

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