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5, 6.
Fermati.
Buongiorno, signor marchese.
Buongiorno.
Si � svegliato!
RUMORl lNDlSTlNTl
Signor marchese, vuole assaggiare delle primizie che hanno portato?
Si', ma le susine no perch� mi hanno fatto male allo stomaco.
Stavo a letto con la contessina Esmeralda e mi sono vergognato!
- Oggi cosa c'� di buono? - Mele, pesche, nespole.
- Dov'� mamma? - E' uscita ora dalla Messa.
- Buongiorno, signor marchese. - Salve.
- Queste pesche sono giallone? - Sono "spaccarelle". - Bone!
- Buongiorno, signor marchese. - Ben alzato!
- Rosi', prendi questa spaccarella. - Grazie.
- Rosina � diventata bona. - Si'.
Eccoli!
Tenete, gente. Prendete queste primizie!
- Tenete! - Grazie. - State buoni, ce n'� per tutti!
Tenete. Ecco!
Prendete! Sono tanti questi accattoni!
- Vengono tutte le mattine! Ma che vogliono? - Vogliono acchiappare!
- Davvero? - Se lei continua a dar loro frutta, non vanno via!
Dici, Riccio'?
Pero' c'� frutta e frutta!
- Anche questa � frutta. - Certo. - Guarda.
Prendete, gente. Prendete queste pigne!
- Le pigne in testa! - Scappiamo!
- Figlio di una mignotta! - Ti�! Riccio', sono andati via!
Questi straccioni prima vogliono la frutta e poi protestano.
- Una pignata in testa fa male! - Si'. - Buongiorno, Camilla.
Senti stamattina.
- Di che sa? - Di niente. - Non � possibile.
Allora perch� me lo domandi?
Riccio', senti I'alito di mia sorella.
- Di che sa? - Di niente. - Buongiorno. - Pompeo, dove vai?
- Pompeo! - Avete visto don Sabino? - Forse � in cappella.
- Devo confessarmi. - L'hai gi� fatto stamattina. - Roba nuova!
- A pi� tardi, Onofrio. - Camilla, non preoccuparti.
- Svegliati, Riccio'. - Sua sorella aveva un sorcio morto in bocca!
- Lei non sente niente? - Sento, ma non voglio darle soddisfazione.
- Benalzato, Onofrio. - Come va, Rambaldo?
- Posso chiederti un piacere? - Hai visto mamma? - E' in terrazzo.
- Solo tu puoi aiutarmi. - Che c'�?
I funzionari pontifici non romani
devono tornare nelle loro localit� d'origine. Devo tornare a Macerata!
- Con tutta la famiglia? - Si'. - Anche mia sorella?
La moglie deve seguire il marito. Ma lei ha problemi allo stomaco!
- Stamattina aveva una chiavica in bocca. - Ha I'alito un po' pesante.
- Una chiavica! Riccio', che aveva in bocca? - Un sorcio morto.
- Che ti serve? - Con le tue conoscenze francesi
potresti evitarci il trasferimento? - Certo, ci penso io!
- Davvero? - Si'. - Posso contarci? - Contaci, siete la mia famiglia!
- Stai tranquillo, vi sistemo io. - Grazie, Onofrio. - Prego!
Gli atti impuri sono dannosi al corpo e alla mente. Ma sei pentito?
- E' importante essere pentiti. - Mi pento, ma poi...
- Ogni mezz'ora ti confessi per lo stesso peccato! - Don Sabino!
Fategli un'assoluzione ogni tre "manovelle"!
- E' una buona idea! - Chi fa da s� fa per tre!
Avvicinati.
lnginocchiati.
Questa assoluzione vale per tre!
- ll nostro Aronne Piperno! - Eccellenza! - Come va il lavoro?
- Questo � I'ultimo pannello, poi ho finito. - Fai vedere.
- Ecco. - Bravo! - Grazie.
Lavori bene.
Che ritocco! Non si vede niente.
- Complimenti. Bravo, Piperno. - Grazie, � un onore servirla.
Se lei � contento, questo � il miglior compenso per il mio lavoro.
Grazie, Piperno, ma il lavoro � lavoro! Buongiorno, mamma.
Hai sentito che hanno fatto i francesi?
Vogliono far arrivare delle compagnie di teatro
in cui i personaggi femminili saranno interpretati da vere donne!
- Al posto dei castrati? - Si', sono una razza di miscredenti!
Onofrio, perch� non vieni mai alla Messa della mattina?
Voi andate alla Messa quando io dormo!
Pretendi che il Padreterno aspetti i tuoi comodi?
Esci tutte le notti con dei birbaccioni!
Mamma, se non dormissi, avrei qualcosa da fare?
La nostra Genuflessa lavora tutto il giorno! Ma che fai?
- ll corredo. - Allora hai conosciuto un uomo! - No.
Non ti sposerai mai se cuci sempre! ll corredo devi indossarlo.
Mettiti in mostra! Che hai qui? Metti queste.
Con queste ti sposi! Sono belle queste mutande. Guarda, mamma.
Dammele. Dammele!
Hanno molti fiocchi e sono trasparenti!
- Brava, Genuflessa! - Brava, Genuflessa.
Metti queste mutande da disonorata che fanno vedere i polpacci!
Adesso vai in camera tua.
Sporcacciona! E pensare che a vederla...
Non sembra, ma credo che sotto, sotto sia piena di roba!
Sor marchese, gi� c'� un ufficiale francese.
- Dice di essere il capitano... - E' il capitano Blanchard.
- Fallo aspettare. - Un ufficiale francese in casa nostra?
Mamma, stai buona. E' un bravo ragazzo.
Mi ha chiesto di assistere a una cerimonia del Santo Padre.
Devi essere impazzito. Ora frequenti anche i francesi?
Sono i nemici di Dio! Hanno tagliato la testa al re!
Vent'anni fa! Forse vedendo il Papa potrebbe riacquistare la fede.
Vado a cambiarmi, mamma. Ho fatto tardi.
Se faccio tardi, il Papa deve andare a piedi. Arrivederci, mamma.
> Sor marchese, affacciati!
Ancora!
Ricciotto, questi che cosa vogliono?
Sono quelli che hanno preso le pigne in testa.
Alcuni si sono fatti male e vogliono essere risarciti.
Non meritano niente. Ho sempre dato loro soldi e roba buona!
E' la prima volta che faccio uno scherzo!
Se vogliono i soldi, li avranno! Vai a prendere un po' di paoli.
Svelti, ho fatto tardi!
- Vai ad accendere il fuoco. - In questa stagione?
- Non intrometterti, accendi il fuoco! - Va bene.
Onofrio, questa volta ci siamo.
Ho trovato le testimonianze di altri due miracoli. Sono dieci!
Ora posso introdurre il processo di beatificazione di Quartina.
Zio, ti sei fissato con questa Quartina!
E' una nostra antenata, ma perch� dovrebbero farla santa?
Tutto quello che lei prediceva si avverava entro dodici ore!
- Cosa si avverava? - Leggi.
- Che c'�? - Ecco i soldi, sor marchese. - Portami un vassoio.
- Che ha fatto Quartina? - Un giorno una rosa la punse
mentre lei la coglieva per offrirla sull'altare.
Disse: "Tu non hai voluto offrirti alla Santa Vergine
e prima di notte morirai." - Allora?
- ll giorno dopo quella rosa era secca. - Le rose si seccano!
Un gatto la graffio' e lei disse:
"Che tu sia maledetto,
che tu possa morire prima che si corichi il sole."
Quello al tramonto, mentre mangiava una lisca di pesce, mori'.
Forse questa beata Quartina portava sfortuna!
Riccio', dammi il vassoio.
Ecco. Riccio', questa � pronta.
Sor marchese!
Brava gente, mi dispiace, non sapevo di farvi del male!
Vi ho portato i paoli. Vi risarcisco tutti. Tenete.
Li mortacci tua!
Quando si raffredderanno, li prenderanno!
Ora siamo pari. Andiamo dal Papa.
Viva la Chiesa!
Viva Pio Vll!
PREGANO lN LATlNO
Qui sotto deve esserci il marchese del Grillo!
- Scusate, non ho visto lo scalino. - "ll mondo � fatto a scale".
"Chi le scende e chi le sale!"
- Attento, ti faccio scendere quelle di Castel Sant'Angelo! - Si'!
Blanchard, guarda che spettacolo!
Alle tue spalle c'� il centro della cristianit�.
Guarda il "cupolone".
Che ne dici, Blanchard? Ti ha fatto impressione, vero?
- Che cosa? - ll Papa!
Non � uno spettacolo unico al mondo?
A me ha impressionato molto
vedere uomini che portano sulle spalle un altro uomo.
- Sembravano dei somari! - ll Papa non � un uomo,
ma � il rappresentante di Dio in terra! Vorresti farlo anche tu.
- No, non vorrei farlo! - Davvero?
Se Napoleone ti chiedesse di portarlo sulle spalle
tu non lo faresti?
Napoleone non chieder� mai n� a me n� a nessuno una cosa simile.
Se tu parli male di me e del Papa, io mi metto a ridere.
- Ma se io parlo male di te e del tuo Napoleone, ti incazzi. - lo?
Tu e tutti i francesi come te!
- Conosci bene Napoleone? - Si'. Non ti guarda mai negli occhi.
- E' vero che � piccolo cosi'? - Non scherzare!
Se Napoleone ti guarda, ti fa paura. Se ti dice una parola, ti infuoca.
- Parti per la carica come se andassi a fare I'amore! - L'ammazzano!
- Tu hai fatto molte cariche? - Pi� di 20. - Bene!
Le trombe che suonano la carica,
le sciabole che splendono al sole,
i cavalli che partono al galoppo!
PARLA lN FRANCESE
Dammi la frusta!
Dammela!
CANTANO L'lNNO FRANCESE
Con un inno come questo puoi anche andare a morire.
lnvece con il nostro inno
possiamo andare solo alla Madonna del Divino Amore!
Per avere un inno cosi'
prima bisogna tagliare la testa ai marchesi del Grillo come te.
Preferisco non cambiare inno! SPARO
Ma che fai? Sei matto?
- Non preoccuparti. Vieni con me. - A terra! Fuori le borse!
Scendi.
- Dentro! - Nella chiesa? - Si'.
- Cammina. - Si'.
Blanchard, non dire niente. Stai zitto.
> Signor marchese, sei tu? - Don Bastiano?
Si', signor marchese, sono io!
Vieni avanti! Ti sei spaventato, vero?
Hai sparato!
- Frequenti un FRANZOSE? - No, per me lui � un uomo, non � un francese.
- lo sono amico dell'uomo, non del francese. - Ho capito.
Come io lo sono di Napoleone!
Bisognerebbe ammazzarlo cento volte! Ha due coglioni cosi'.
Ha fatto tutto da solo, come me.
- Ero un povero prete e ora sono un capobanda! - Lui era parroco.
FRANZOSE, vedi quest'albero dietro alle mie spalle?
Per tua fortuna sei in compagnia del marchese,
altrimenti se ti avessi incontrato da solo, ti avrei sistemato!
Ti avrei messo in croce qua sopra
cosi' avresti imparato a rispettare Dio, la Madonna e i Santi.
Fatevi il nome del Padre, porca puttana!
- Fai il nome del Padre. - No.
Bastiano, racconta la tua storia.
- lo avevo due sorelle. - Una bella e una brutta.
- La racconti tu? - No, fallo tu.
lo avevo due sorelle, una era molto bella.
L'altra era davvero brutta,
pero' era fidanzata e doveva sposarsi.
Quella bella si fece mettere incinta da un barone.
Disonoro' la famiglia e il fidanzato della brutta non voleva pi� sposarla.
lo che cosa dovevo fare?
Ero prete, ma ero anche I'unico maschio della famiglia!
Ho passato una notte di dubbi, di inferno! Una cosa...
- Poi ho agito. - Ha ammazzato il cugino del barone.
- ll cugino? - Si', un parente. - Ho dovuto farlo.
ll barone, il colpevole, era andato a Napoli!
ll cugino aveva il suo stesso sangue!
Ho fatto tutto a fin di bene.
Ehi! Allora?
Blanchard, fai il segno della croce!
- Di' al Papa che deve darmi I'assoluzione! - Non puo'.
- Perch�? - Ha detto che un prete non deve ammazzare, ma perdonare.
ll prete deve perdonare e il Papa no!
Allora io mi perdono da solo.
Mi do io stesso I'assoluzione.
E' chiaro? Prete sono e prete rimango!
lo dico Messe, comunico, battezzo, consacro, confesso e sposo!
- Vuoi sposarti, marchese? - Adesso no, Bastiano.
Ma se decido di sposarmi, vengo da te. Ora dobbiamo andare via.
Vai, ma stai attento. In questa zona ci sono bande pericolose.
Non preoccuparti, ti proteggo io.
- Possiamo andare? - Si', vai, ti benedico.
- FRANZOSE, prendi i soldi. - Tienili.
Non li vuoi?
Certo che li vuole! Prendi la borsa, imbecille.
- Si', li vuole. - Bravo, FRANZOSE.
- Signor marchese, avete la merenda? - No, andiamo a casa mia.
Non preoccuparti. Dagli una forma di pecorino e un fiasco di vino.
- Li uso per la Messa. - Non disturbarti. - Voglio farlo!
Grazie per I'ospitalit�. Siete stati gentili, arrivederci.
Addio, signor marchese.
- Arrivederci, Bastiano. - Arrivederci, signor marchese.
Signor marchese, se vedi il Papa
digli che io se voglio, posso farmi anche vescovo! E' chiaro?
Si', � chiaro. Glielo dico al Papa, stai tranquillo.
- Ti saluto. - Addio, Bastiano.
SPARl
Senti, Blanchard.
Ma chi �?
E' Bastiano che ci sorveglia e ci protegge.
- Dagli altri briganti? - Qui i briganti fanno parte del paesaggio.
- Sono tue queste terre? - Qui � tutto mio. - Fino a dove?
Non lo so, fino al mare.
Eccoci! Siamo arrivati.
- E' stupendo! - Davvero?
A me rattrista, non vengo mai qui.
E' tutto rotto, diroccato, abbandonato.
E' bello proprio per questo. Molti pittori qui sarebbero felici.
Davvero? Fammeli conoscere.
- E' un luogo ideale per un incontro d'amore. - Lo so.
Ho rovinato le mura a furia di strofinare! Tiberio!
Tiberio!
Tiberio! Quando vengo, Tiberio non si fa mai trovare.
- Dov'� Tiberio? - E' morto, signor marchese. - Quando � morto?
- In primavera. - Poveraccio!
- Tiberio faceva parte del paesaggio. Tu chi sei? - Livio, ai suoi ordini.
- Livio, pensa alla carrozza. - Si', signor marchese.
C'� un cestello con il pecorino e un fiasco di vino.
Portaci anche del pane fresco. Andiamo.
Ecco il vecchio maniero. E' aperto, entra, Blanchard.
- Attento alla testa, qui cadono calcinacci. - Che bel salone!
E' tutto abbandonato, non la custodisce pi� nessuno.
E' rimasto tutto come quando c'era ancora il povero pap�.
- Vieni. - E' bello. - Ti faccio vedere il resto della casa.
- Vieni, Blanchard. Entra. - Perch� � ridotta cosi'?
Non viene mai nessuno, io non vengo mai qui.
- Pero' � bella, a me piace. - Stanotte puoi dormire qua.
- Vuoi passare la notte qui? - Accendiamo un bel fuoco
cuciniamo qualcosa alla brace e poi...
- Eccola li'! - Chi �?
So io chi �!
- Brutta! Svegliati! Non devi dormire qui! - Ti�!
Vai via, brutta strega!
Vai via!
Li mortacci tua! Se ti ritrovo qui, ti brucio.
- Vai via! - Ma che fai? Poverina!
E' una stregaccia, fa le fatture.
- Non � una strega! - Non credi alle streghe?
Quella � una strega.
PARLANO lN FRANCESE
- Ridi! Fai come vuoi! - Credi alle streghe come nel Medioevo!
Guarda qua.
- Le stanze sono tutte affrescate cosi'? - Si', tutte affrescate.
- Chi � I'autore? - Non lo so, forse un allievo di Vasari.
- Ma che fai? - Accendiamo il fuoco.
- Facciamo la bruschetta. Ti piace? - Con una poltrona del 500?
Se potessi, sfascerei tutto.
Vaffanculo al 500, al 600, al 700!
Voi francesi dite: "Merda a tutto il mondo."
Mio cognato � di Macerata.
E' nella lista dei funzionari che devono andare via da Roma
per ordine del tuo generale Mionly. - Tu vuoi farlo rimanere qui.
- Non preoccuparti, parlo io con il generale. - Al contrario!
lo voglio farlo partire. Fatelo partire subito!
- E' un dramma di famiglia? - E' una tragedia.
L'alito di mia sorella ammazza le mosche in volo.
Macerata sarebbe la distanza giusta per non sentirla pi�.
Anche noi nobili abbiamo i nostri problemi.
- Mio cognato � il conte Rambaldo Vitelli. - Conte Vitelli. Va bene.
Aiutami, Blanchard. Ti saro' riconoscente.
E' veramente un grosso piacere.
Tu sei francese e io un nobile romano
ma la gratitudine � uguale dappertutto
a Roma � come a Parigi.
lo ti ho conosciuto da poco, ma tu mi hai dimostrato simpatia.
Cerca di aiutarmi.
Se tu fossi nato al posto mio, avresti fatto la rivoluzione?
No, pero' almeno I'avrei combattuta.
Un uomo nella vita deve avere uno scopo, un ideale.
Tu mi sei simpatico, ma parli proprio come un FRANZOSO.
Non � facile nascere in una famiglia come la mia.
Qui a Roma ci sono il Papa, i cardinali il Santo Uffizio.
Quando ero ragazzino avevo delle idee.
Volevo fare lo scienziato, I'esploratore.
Ma non ne parlavo con nessuno!
Mio padre non mi diceva mai niente. Mi diceva solo: "Studia e prega".
Mia madre mi diceva solo di pregare!
Quando � morto mio padre, sono rimasto a vivere con mia madre.
Un precettore mi ha insegnato il catechismo.
Mi dava le bacchettate sul culo.
Avevo le chiappe rosse come un cocomero!
lo mi sfogavo a leggere. Avevo libri ovunque.
Anche qui. Guarda, ci sono molti libri.
Qui d'estate incontravo i compagni di gioco.
Facevamo a gara. Alcuni leggevano i classici, altri libri di avventura.
Poi la notte sognavamo.
E' rimasto tutto come allora, Don Chisciotte, Voltaire.
- Tu hai letto Voltaire? - Si', I'ho letto. Perch�?
Nella mia vita mi sono rotto i coglioni!
Pero' li ho rotti anche agli altri.
Ho sempre scherzato e continuo a farlo anche adesso.
La notte sono stanco e la mattina ricomincio.
Adesso faccio solo scherzi, ma a Roma che cosa si puo' fare?
Ci sono chiese, cupole, tetti, gatti, mendicanti.
Le streghe! > QUALCUNO CANTlCCHlA
Vieni a vedere.
Guarda quella laggi�. Brutta malefica!
Stregaccia, sozza e infame! Guarda, sta facendo il malocchio.
- Brutta vecchiaccia pelata! - E' una bambina! - No!
Se non mi dai i soldi, con una fattura ti faccio seccare i coglioni.
Aspetta, ora ti butto i soldi.
- Te la faccio fare io la fattura! - Fagliela fare.
Voglio vedere I'incantesimo con il diavolo che sbuca dal camino!
ll diavolo te lo faccio vedere io.
- Che fai? - Vedrai i salti che far�.
Le brucio le mani. Vieni a vedere.
Eccola!
- Brutta vecchiaccia sozza, tieni. - No, poverina! - Voglio bruciarla.
Vieni qua sotto. Prendila al volo.
Li mortacci sua! Tu non credevi alle streghe.
Attento, ti fa seccare davvero i coglioni! Facciamo gli scongiuri.
Accidenti!
- Birbaccione, vuoi barare? - Qui non ci sono bari.
Non ci sono bari? E questa carta che cos'�?
- lo non la vedo. - Ragazzino, chiama le guardie. - Lasciami!
- Voi vedete qualcosa? - A me non interessa!
Bravi.
- lo non mi intrometto! - Qui nessuno vede niente.
- lnvece la vedo io. - Tu chi sei?
I tuoi occhi vedono quello che non c'�!
- Fammi vedere se hai coraggio. - Eccolo qua.
Tu vieni con me!
Stai qua.
- Eccoli! - Le guardie! - Che succede? Che fate?
- Lascia il piede! - Bravo, Gaetano!
Mescita fuori orario, gioco d'azzardo e rissa.
Sono cazzi tuoi! In galera.
- Vi ho chiamato io! - ll mio fiuto mi ha portato qui.
- Voi che fate per terra? - Per lui si tratta di legittima difesa.
- Tu che fai con quel piede in mano? Di chi �? - Non lo vedi?
E' il corpo del reato. Questo ladrone stava barando con il piede.
- Gli passava la carta. - Bravo! Vai dentro con gli altri.
No, aspetta!
lo posso essere arrestato solo per ordine del cardinal vicario.
Sono il marchese Onofrio del Grillo, duca di Bracciano, guardia nobile
e cameriere segreto di sua Santit� Pio Vll. - Bei coglioni!
lo sono generale comandante della piazza di Roma,
ti metto dentro per resistenza alla ronda pontificia.
False generalit�, nobilt� abusiva. Sono cazzi tuoi! In galera.
- Che fai? - Noi che c'entriamo?
- lo stavo solo guardando! - Silenzio.
- Che succede qua? - Va tutto bene, signor commissario.
Per fortuna sono arrivato in tempo.
Gioco d'azzardo, rissa e false generalit�.
- Ecco questi galantuomini! - Bravi, bravi, bravi!
Signor marchese, lei che fa in mezzo a queste canaglie?
Cosa faccio? Ora sono cazzi tuoi!
- E' colpa di questo coglione! - Davvero?
Ma ti sei ubriacato? Hai arrestato il marchese del Grillo!
- Stava con questi ladroni! - Non distingui un nobile da un plebeo?
- Starai due mesi in galera, cosi' impari! - E' uno scemo.
- Gli avevo detto chi ero! - Allora starai in galera quattro mesi!
- Lo perdoni, Eccellenza. Tutti gli altri in galera. - Meno quello.
- E' il mio servitore, sta sempre con me. - Certo. - Andiamo, Riccio'.
Riccio', vai a vedere come vanno i lavori in via dei Banchi Vecchi.
lo ti raggiungo dopo. Ci vediamo all'alba.
Mi dispiace, ma io sono io e voi non siete un cazzo!
Ci prende per il culo!
Ferma qui, Ubaldo.
Contessa De Marchi, � stata una bellissima festa.
Mi dispiace, ma ora devo andare. Scusa se non ti accompagno a casa,
ma il dovere mi chiama! Ciao, Cecilia. - Dove vai?
Lo so io dove vado! Ciao, Cecilia.
Grazie per la bella serata.
- Beh? Avete finito? - Stanno finendo. Vedo se arriva.
E' tutto bagnato! Se ne accorge.
- leri c'era una bottega, il muro � fresco! - Non si deve vedere nulla.
ll padrone non deve notare nulla, altrimenti che scherzo facciamo?
Fai sparire I'insegna!
Sbrigatevi. Prendete la porta.
- Riccio'! - Fate presto. - Sbrigatevi.
- Fai partire il somaro! - Sta arrivando. - Sta arrivando!
Via!
Mettete il pisciatore.
Andate via!
Via!
Ma...
- Ma... - Che fai? Guardi? - Questa � la mia bottega!
No, � la mia bottega! Non guardare, sozzo! Ti faccio arrestare.
Ma questa � via dei Banchi Vecchi?
In via dei Banchi Vecchi non si puo' pisciare in pace?
Piscia dove ti pare, ma non addosso al mio negozio.
Ubriaco, qui c'� un vespasiano, non il tuo negozio.
- Ma � tutto bagnato! - Certo, ho pisciato!
Che � successo? Come � possibile?
leri sera c'era!
Stava diventando matto quando ha visto che non c'era pi� il negozio.
- Zitto, Riccio'. Sta scendendo qualcuno. Chi �? - La marchesina.
Se mia madre mi vede, mi porta a Messa!
- Perch�? Che ho fatto? - Hai sognato di fornicare. - lo?
Si', con mio figlio.
- Ma chi ve I'ha detto? - Lo so e basta. Vergogna!
Dammi il braccio.
Certi sogni li manda il diavolo!
Fatteli mandare senza mio figlio.
I sogni da mignotta li fai con un altro!
- Don Sabino, devo confessarmi. - Ti ho confessato ieri sera!
- Sono ricaduto nella tentazione. - Avevamo detto ogni tre!
- Gi� fatto. - Figlio mio!
La cosa importante � che tu sia pentito. In ginocchio. Ti assolvo.
Vai in chiesa con i tuoi.
Andiamo, Riccio'.
- Signor, marchese! - Aho!
Tieni, Riccio'.
Tieni.
- Buongiorno, zio. - Non vieni in chiesa? - Vi raggiungo dopo.
- Mi avete fatto male! - Chi �? E' nuova?
- Si', � Faustina. E' stata assunta ieri. - Licenziala. - Perch�?
- E' senza mutande! - ll marchese si � incazzato?
- Signor marchese. - Si'. - Prima di andare a dormire
mi sigla due conticini? - Quando mi sveglio!
- Sono improrogabili. - Vattela a pi� n'der culo!
- Dove stanno? - Qui sul tavolo.
I conti devi darmeli quando mi sveglio, non quando vado a dormire.
Ti�!
Ti�.
- Ti�! - No, questo � il calendario. - Paga anche questo!
- Non c'� altro, vero? - C'� Aronne Piperno, I'ebanista.
Ha finito il suo lavoro, sarebbe giusto pagarlo.
- Dici che sarebbe giusto? - Credo di si', signor marchese.
- Allora facciamo giustizia. - Si'. - Fallo venire.
Aronne Piperno.
Ora lo pago.
Ti�.
Aronne Piperno, vieni.
Vieni avanti!
- Riverisco, Eccellenza. - Aronne, tu lavori bene. - Grazie.
Bella la boiserie, bello I'armadio, belle le cassapanche.
- Bello tutto, bravo. Grazie, adesso puoi andare via. - Non ho capito.
- Ho detto che adesso puoi andare. - Ma io ho... - Che hai?
- ll conticino. - Dammelo.
Ecco.
- Ecco il conticino! - Perch� I'ha strappato?
- Che ci faccio? - I miei soldi?
- Non te li do. - Perch�? - Vuoi sapere la procedura?
- Si'. - lo i soldi non li "caccio" e tu non li "becchi"! - Ho capito!
- Vuole farmi uno scherzo. - Si', uno scherzo!
- Raccontano sempre i suoi scherzi. - Allora racconta pure questo!
Vuole un po' di sconto?
No, il marchese del Grillo paga o non paga. lo non ti pago.
- Buttalo fuori. - Qualcosa non va, Eccellenza? - Tutto, Aronne mio!
Contro I'armadio che hai costruito ho sbattuto un ginocchio!
- lo che c'entro? - E' una buona ragione? - Si', Eccellenza.
Poi tu sei giudeo. I tuoi antenati hanno fabbricato la croce...
..dove hanno inchiodato Ges� Cristo. Posso essere incazzato per questo?
- Ma certo! - Se credi di avere ragione, fammi causa. - Ho ragione.
Se i giudici lo dimostrano, io ti pago. Ora fammi andare a dormire.
- Ci ripensi, Eccellenza. - No. - Vengo domani. - No!
- lo ho famiglia! - Anch'io! - Che devo fare? - Devi andare via.
- Ubaldo, che ora �? - E' suonata la terza Messa. - Chiudete tutto.
Tutto al buio! Amministratore, chiama i miei avvocati.
Devono corrompere giudici, uditori, funzionari, testimoni.
- Le coster� di pi� che pagarlo! - Non intrometterti.
lo Aronne Piperno non voglio pagarlo.
Voglio vedere se le ragioni di un plebeo morto di fame
valgono pi� dei soprusi che puo' fare un marchese ricco e potente.
- Si', Eccellenza. Ai suoi ordini. - Bravo.
Adesso andate tutti via.
Sparite, non rompetemi i coglioni perch� voglio dormire.
Ecco.
Si � addormentato!
Piano!
< Fai piano con quella zappa!
< Zitto!
PARLA lN LATlNO
ll giorno 18 febbraio 1809
i periti hanno accertato che il lavoro in discussione
non � stato eseguito da Piperno Aronne a regola d'arte.
Un antico portale � stato rovinato e diminuito nel suo valore.
Aronne Piperno, di religione ebraica
per portare a termine quel lavoro � rimasto fuori dal ghetto
oltre la chiusura serale dei cancelli.
ll tribunale respinge le richieste di Piperno Aronne...
..nei confronti dell'eccellentissimo marchese Onofrio del Grillo
e lo condanna alle spese di questo giudizio.
Per il reato contro le disposizioni del coprifuoco
sar� esposto alla pubblica gogna. - Pure!
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
LE VOCl Sl SOVRAPPONGONO
RlNTOCCHl Dl CAMPANE
- Aho! Ma che � successo? - E' morto il Papa.
Madonna mia!
- Ma che succede? - Deve essere successa una cosa grave, Nina.
- E' straripato il Tevere? - Boh!
Aho! Aspetta! Ma � la guerra?
No, sono campane a morto!
- ll Papa! - Che � successo? - E' morto il Papa. - ll Papa?
Davvero?
Qualcuno ha dato un ordine!
Non � possibile che tutti i curati di Roma siamo diventati matti!
Forse � un'idea del generale Mionly.
Non penso che i francesi si prendano questa libert�.
Uno scampanio come questo si fa solo quando muore un Papa.
Questo ai francesi piacerebbe tanto.
Ecco, Santit�. Questi sono i parroci di San Francesco a Ripa,
Santa Maria e San Camillo. Sono i primi che abbiamo trovato.
- Perch� vi siete messi a suonare a morto? - Scusate, eminenza.
lo ho avuto incarico di celebrare, dietro pagamento
una Messa funebre solenne. - Anch'io. - Anch'io.
Non � possibile che tutte le chiese di Roma
abbiano ricevuto lo stesso incarico. C'� un intento provocatorio.
Chi vi ha dato questo incarico?
Un inviato del marchese del Grillo, Santit�.
Pensavo che si trattasse dell'anima di uno dei suoi congiunti.
- Mi hanno pagato bene, 5 paoli. - Anche a me. Noi non abbiamo colpa.
Ho capito. BUSSANO ALLA PORTA
- Sentiamo che hanno da dirci questi altri. - Eminenza... - Basta cosi'.
- Andate. - Questa volta il marchese del Grillo ha esagerato.
Siamo stanchi di lui e dei suoi scherzi inopportuni.
Soprattutto adesso che i francesi occupano la citt�.
Li ho definiti inopportuni perch� volevo intendere proprio questo.
ll marchese dovrebbe andare a meditare a Castel Sant'Angelo
per riflettere sul fatto che la vita non � solo una burla.
- E' bella la giovinezza! < Signor marchese! - Chi �?
- Avanti! - Signor marchese, venite. E' pronto. - Si'!
- Altrimenti si raffredda tutto. - Eccomi, sono pronto.
- Andiamo, Fausti'. E' tuo questo scialle? - Si'. - Posso metterlo?
- Si'. - Ho freddo. Eccomi, sora Anita!
- Venite, sor marchese, � tutto pronto. - Che hai cucinato di buono?
- Costolette d'abbacchio. - Buone! - Le ho tolte adesso dal fuoco.
- Proprio come piacciono a voi! - Butta qua, ho tanta fame.
- Senta, sono a scottadito. - Ahi!
Infatti mi sono scottato il dito, ma sono tutte bruciacchiate.
Certo, per colpa delle campane a morto. Mi rintronano da stamattina.
Non ce la faccio pi� e anche quella creatura � impaurita.
Ma perch� non parli? Sei arrabbiata con me?
E' arrabbiata perch� questo inverno siete venuto solo 3 o 4 volte.
Mia figlia � sempre triste perch� vi vuole bene.
Deve volermi bene, le ho "messo su" casa!
Lei dice che le avete dato una bella casa, ma non venite mai.
Siamo sempre sole e lei � triste per questo.
Tua madre dice tante bugie, almeno tu stai zitta, sei pi� onesta di lei.
- Sor marchese, gli sbirri del Papa vi stanno cercando! - Vengo.
- Madonna mia, il Papa! - Si', mi vuole e devo andare via.
- E queste costolette? - Tornero', cosi' Faustina sar� contenta.
- Ciao, Faustina. - Sor marche', tornate presto.
Mi inchino deferente agli ordini di Vostra Santit�
e sono pronto a passare, se necessario,
tutto il resto dei miei giorni dentro Castel Sant'Angelo a meditare.
Si'.
Ma vorrei sapere su che cosa devo meditare.
Sulla mancanza di opportunit� di fare uno scherzo simile in questo momento.
- Ma non � stato uno scherzo. - Che cosa?
Far suonare le campane come se fosse morto il Papa non � uno scherzo?
- lo sono morto? - No.
- Ma � morto qualcuno pi� importante della Santit� Vostra. - Chi sarebbe?
- E' morta la giustizia. - Non ricominciate con le vostre amenit�.
Santit�, io avevo fatto un torto a un povero falegname giudio.
Ma sono riuscito, corrompendo giudici, testimoni, guardie,
cardinali, abati, funzionari, periti, amministratori,
a far condannare quel poveraccio solo perch� lui � povero e giudio
e io, ricco e cristiano. Comunque mi inchino alla vostra volont�.
Sono disposto ad andare in galera
purch� in compagnia dei monsignori Ralla, Falchi e Bellarmino,
dei cardinali Fioravanti e Bucci,
del Principe Ardenghi, del duca Soffici, del conte Von Keiper
e dell'abate di Santa Maria alla Minerva... - Basta!
- Ce ne sono tanti. - Mi stai decimando tutto il Sacro Collegio
e buona parte della Guardia Nobile.
- Figliolo, la giustizia non � di questo mondo, ma dell'altro. - Lo so.
- Giustizia dell'altro mondo! - Proprio cosi', figliolo.
E poich�, purtroppo, noi siamo di questo mondo,
ti condanniamo ugualmente a 30 giorni di fortezza.
10 giorni, per aver mancato di rispetto alla persona del Pontefice
facendo credere che fosse morto, e facciamo i dovuti scongiuri.
Altri 10 giorni per esserti preso gioco della giustizia
- facendo condannare un povero innocente. - Ma io I'ho risarcito.
Gli ho pagato tre volte il suo credito e gli ho regalato un terreno.
Avrebbe dovuto vederlo, era felicissimo.
- Allora questi te li togliamo e ti diamo un solo giorno. - Grazie.
Uno per ogni cardinale, per ogni principe, per ogni funzionario
- da te indotto in corruzione. Quanti sono? - Chi? I corrotti?
- Si', quanti sono? - Una ventina. - Allora i conti tornano.
Sono sempre 30 giorni. Questo � il verdetto emesso dal Pontefice Pio Vll
in qualit� di capo del Governo Pontificio.
Come va con quel restauro?
- Facciamo del nostro meglio. - Continuate pure.
Ma come Papa e come Capo della Chiesa di Cristo misericordioso,
commuto i 30 giorni di fortezza in 30 Pater, Ave e Gloria
da dirsi 30 volte per 30 giorni consecutivi.
- Allora era meglio andare nella fortezza. - Ma tu devi promettere
- che smetterai di fare queste tue carnevalate. - Stia tranquillo.
Si', tranquillo!
Rambaldo, ho fatto tutto il possibile.
Ho fatto di tutto per farvi rimanere a Roma, ma non ci sono riuscito.
Ho parlato anche con personalit�, politici, ma inutilmente.
Comunque vai a Macerata che � un capoluogo pieno di vita.
- E poi hai Camilla, Pompeo... - Che tragedia! - Camilla mia!
- Guarda come sono gonfia. - Lo vedo. - Sono i dispiaceri.
- No, � la tua impressione. - Senti. - Camilla mia!
- Cambiare aria far� bene a tutti, vai. - Anche a noi.
- E tu che fai li', "impalato"? - Spero che ci faccia bene.
Camilla, questi sono imprevisti che accadono ai funzionari.
- Per te � facile dirlo! - Non vi avvilite.
- Capito? - Si'. - E dateci notizie. - Anche voi!
Ecco, basta, Riccio'.
- Giglio, vai! Fate buon viaggio. - Arrivederci!
- E divertitevi! - Arrivederci! - Tornate presto!
Mamma, Camilla ci ha lasciato.
- Che c'�? - Ci sono Faustina e la madre.
- Chi? - Faustina e la madre. - Sono venute qui? Sono matte?
- Le ho nascoste nel frantoio. - Ti hanno detto che cosa vogliono?
No, vogliono parlare con lei.
- Beh? Che c'�? Che cazzo siete venute a fare? - Che c'�?
- E' una cosa un po' delicata. Faustina, diglielo. - No.
Ve la siete presa quando era ancora una creatura e ora si vergogna.
- Che hai fatto? - Voi le avete fatto qualcosa. - Che ho fatto?
- Non fingete di non capire, � incinta. - Ah! E di chi?
- Sor marchese! - Di me? - Certo.
- Guardami negli occhi, sei incinta di me? - Si'.
Non esce mai, non conosce nessuno, non vede mai nessuno.
- Ha visto voi e voi I'avete... - Ma da quanto non vado a trovarla?
- Da pi� di due mesi. - E ha le mancanze da due mesi.
- Proprio due mesi, vero? - Si'. - Ma questo non si puo' stabilire...
RlNTOCCHl Dl OROLOGlO
Stai zitta.
- Che ore sono? - Le 18. - Allora perch� ha suonato tre volte?
Deve essere I'appello segreto del Papa, nessuno deve saperlo.
Convoca la Guardia Nobile d'urgenza, deve essere una cosa importante.
Parleremo in un altro momento di questo "coso" che deve nascere.
Ora ho cose pi� importanti da fare.
- Megera, non venite pi� qui. - Hai visto come ci tratta?
Dopo la soppressione degli Ordini religiosi,
lo scioglimento del Sacro Collegio
e infine, dopo I'infame decreto che usurpa il potere temporale dei Papi
e annette gli Stati Pontifici all'Impero di Francia,
il Papa ha deciso la pubblicazione della bolla di scomunica
nei confronti di Napoleone, di tutti i suoi sudditi invasori
- e di quanti collaborino alle loro infamie. - Giusto.
Santit�, non ci illudiamo, ci saranno rappresaglie,
forse anche contro la vostra sacra persona.
Lo sappiamo.
Amici carissimi e fedelissimi,
tra arresti, imprigionamenti ed esili siete davvero rimasti in pochi.
E a voi, pochi, inermi e forse anche inadeguati,
devo affidare, non la salvezza della mia persona, poco importante per me,
ma la dignit� e I'onore della Chiesa di Cristo che io rappresento.
Abbiamo deciso di istituire dei turni di guardia
e di sorveglianza ininterrotta del Quirinale.
Ognuno di voi, a turno, ne avr� il comando e la responsabilit�.
- Siete voi disposti? - (insieme) Si'!
Principe Marcello di Valmontone.
Sei pronto a difendere la Santa Romana Chiesa e il sommo Pontefice
- se necessario, fino all'estremo sacrificio? - Lo sono.
Duca Valerio Lanciani De Ninfa.
Sei pronto a difendere la Santa Romana Chiesa e il sommo Pontefice
- se necessario, fino all'estremo sacrificio? - Si', lo sono.
Principe Gaspare della Quercia.
Sei pronto a difendere la Santa Romana Chiesa e il sommo Pontefice
- se necessario, fino all'estremo sacrificio? - Si'.
Marchese Onofrio del Grillo.
Sei pronto...
Anche tu sei pronto a difendere la Santa Romana Chiesa e il Pontefice
- se necessario, fino all'estremo sacrificio? - Se � necessario!
- Gagliardo! - lo non mi fido di voi.
Facciamo misurare allo svizzero che � preciso.
Quando zompa la mia ranocchia, non c'� pi� speranza per nessuno.
- State buoni altrimenti la schiacciate. - Ma tu che fai qui?
- Sto controllando. - Ma non stai di guardia sulle mura?
Ho puntato tre paoli sulla ranocchia gialla.
- Devi controllare i francesi, non le ranocchie. - Ma quali francesi?
- Da una settimana non succede pi� niente. - Ma non bisogna distrarsi.
- Comunque domani finiamo il turno. - Sor marchese, tocca a lei.
- No, io zompo per ultimo. - Fate largo!
BUSSANO ALLA PORTA
- Svelto, bussano alla porta! - Si sta concentrando.
- Fatemi passare. - Questa ranocchia � zoppa, guarda come cammina.
- RlSATE - Guarda!
- Chi va l�? < Amici!
- Dimmi la parola d'ordine. < ll grillo del marchese sempre zompa.
Chi zompa allegramente, bene campa.
- Dov'� il marchese? - Sta facendo zompare le ranocchie.
Sor marchese!
Non deludermi, dopo ti bacio e ti faccio diventare una principessa.
- Signor marchese... - Ranocchietta mia... Che vuoi?
- A Via di Panico sta per zompare un'altra ranocchia. - Davvero?
Svizzero, pensaci tu, misura bene. "Achtung"!
- L'ho "beccata", sor marchese. - Faustina, vero?
- Con chi? - Con un moretto riccio, avr� 20 anni.
Ha zompato il muro di dietro e si � infilato in casa di Faustina.
- Si � infilato, eh? - Alla fine I'ho scoperto.
- Se li vuole smascherare, dobbiamo andare subito. - Come faccio?
Non posso lasciare la guarnigione, ci andremo un altro giorno.
No, quando lei finir� il turno, quello non ci andr� pi�.
- Accidenti! Tu che dici? - Chi si gratta la fronte ha le corna pronte.
Ma questo proverbio lo hai inventato adesso. Capoposto, vieni qua!
- La ranocchia gialla � prima. - Ma che cazzo stai dicendo?
lo devo assentarmi per mezz'ora, vai a prendere il mantello.
- Riccio', andiamo. - (RICCIOTTO) Dai, apri.
- Lo immaginavo. - Secondo me non � la prima volta. - Davvero?
- E' entrato troppo sicuro. - Tu sorveglia I'altra uscita.
Te possino ammazzatte!
- (ANlTA) Chi �? - Sono io, Onofrio del Grillo.
- Marchese, per quale motivo siete qui? - Posso? - Che improvvisata!
- Non vuoi farmi entrare? - Prego, � casa vostra. - Brava, lo sai.
- Perch� siete venuto a quest'ora? - Tutte le ore vanno bene per me.
Faustina dorme, ma voi non eravate di guardia al Quirinale?
Lo sapevi, eh? Ma io sono il comandante e decido io.
Ho messo di guardia un soldato e sono venuto da Faustina.
E' peccato mortale fare I'amore con una donna incinta.
Ma io ho la dispensa papale. Vai via, fammi entrare.
Eccola!
Faustina, guarda chi c'�. Ma perch� il letto � disfatto?
- Sei anche nuda. - Forse stanotte ha fatto un brutto sogno.
Davvero?
Forse ha sognato che stavo arrivando.
Che cos'�? Che cosa c'� qui?
- Che cos'� questo? - Non lo so.
- Sono calzoni da uomo, perch� sono qui? Di chi sono? - Non lo so!
- Di chi sono? - Sono di mio figlio, sta facendo il militare in Francia.
- lo li uso come stracci. - Ora ho capito.
E questo?
Che scarpone! Di chi �?
- E' mio. - Ora te lo faccio provare. - D'accordo, c'� un uomo.
- Finalmente confessi, chi �? - E' il mio uomo.
- Di chi? - E' mio! - No!
Perdonatemi se I'ho fatto venire qui, ma ho ancora il sangue nelle vene.
Tu avrai il sangue nelle vene, ma lui ha uno stomaco forte!
- Voglio vedere questo fenomeno. - No, Eccellenza!
Tu che c'entri? L'uomo � di tua madre.
Dove sta? Fatemelo vedere. Sono curioso di conoscerlo.
Allora hai ancora il sangue nelle vene.
Sono vedova da tanti anni ed ero stanca di stare sola.
- Sono curioso di vederlo. - Siate buono. - Vieni fuori, fatti vedere!
- Come si chiama? - Marcuccio.
Marcuccio, dove sei?
Sta qui, sor marchese.
Ah, sta qua.
Marcuccio!
Marcuccio, dove sei? Ti hanno messo nella tinozza? Vieni fuori.
Non aver paura, perch� ti nascondi?
Sei bello.
- Ha davvero un bel ragazzetto. - Non gli fate male, gli voglio bene.
- E' I'amore mio. - (ONOFRIO) Certo.
- E' bello vedere due esseri che si amano. - Baciami!
Marcuccio, tu saresti I'amante di questa vecchia?
- Si', ma non gli fate male. - Faustina!
- Ma tu sapevi di mamma e di Marcuccio? - Si'.
lo non riesco ancora a crederci, ma se � vero che � la tua amante,
- fammi vedere come fai I'amore. - Con chi? - Con la tua donna.
- Ma come faccio? - Lo domandi a me? Sono affari tuoi.
- Prima lo stavi facendo, andiamo. - Dove? - Nella vostra alcova.
Pero' non capisco, ti sei spogliato nella camera della figlia
e poi hai "scopato" in camera della madre.
Dai, spogliati!
Fai vedere queste bellezze nascoste.
- Marcuccio, com'� nato questo grande amore? - Mamma, no!
- Lo faccio per te, perch� lui non mi crede. - Mi fa schifo!
Ma che fai qua? Che cosa guardi? E' tua madre, devi rispettarla.
Che fai qua? Vai in camera tua, resto io qua.
Spogliati, sbrigati.
Non vedi come sta fremendo il tuo amore?
Ecco, guarda che roba!
Marcuccio, fammi vedere.
Fammi vedere questo grande amore.
Buttati! Fammi vedere come ci riesci.
Dammene 5.
BUSSANO ALLA PORTA
- Vai ad aprire, � il signor marchese. - Chi � arrivato terzo?
- (lNSlEME) lo! - Siete arrivati terzi in tre?
(lN FRANCESE) Arrendetevi! Svelti!
Arrendetevi!
Santit�, i francesi sono entrati nel palazzo, dal cortile, con le scale.
Chi � il comandante?
- Non c'�, "est sorti un moment". - Dov'� I'appartamento del Papa?
Eminenza, stanno venendo verso le sacre stanze.
Ma nessuno si � opposto? Nessuno ha fatto resistenza?
- Chi comandava la guardia? - ll marchese del Grillo.
Almeno non si saranno fatti male.
"Procedemus" in pace.
PARLANO lN FRANCESE
Santit�, ho un compito molto sgradevole e penoso,
ma avendo io giurato fedelt� e obbedienza al mio imperatore,
devo eseguire i suoi ordini.
In nome di Napoleone, devo intimarvi di rinunciare alla sovranit� di Roma
e degli Stati della Chiesa.
Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo.
Allora devo condurre Sua Santit� dal generale Mionly
che le indicher� il luogo della sua destinazione.
Basta, sor marchese, potete anche ammazzarmi, ma io non ce la faccio.
- Stavi quasi per riuscirci. - (FAUSTlNA) Apritemi!
Dicevate che era un grande amore e ora non vi amate pi�?
Non sono cose che si fanno davanti a tutti e con la spada al culo!
- (FAUSTlNA) Basta! - La senti? - (FAUSTlNA) Marcuccio � I'uomo mio!
Vieni.
Ci vogliamo bene da quando eravamo bambini.
E tu vai a vestirti!
La commedia che avete fatto � assurda.
Ora se volete, potete vendicarvi, Eccellenza.
Ma io mi sono gi� vendicato, mi sono divertito!
Faustina, dovevi dirmi: "Signor marchese, lei ha una certa et�".
"Sono venuta con lei perch� � ricco, forse anche simpatico."
"Ma io ho un ragazzo della mia stessa et� che mi ha messo incinta".
"Ora vogliamo sposarci, fatemi un po' di dote".
lnvece volevate far passare vostro figlio da bastardo
- e a me da coglione. - Ora non ce la fate pi� la dote?
La dote? lo mando in galera tutti e due!
Brutti imbroglioni! Siete anche sfacciati.
La dote...
Va bene, quando battezzate vostro figlio, chiamatemi. Saro' il compare.
- Grazie, Eccellenza. Lo chiameremo Onofrio. - Eccellenza.
- RlNTOCCHl Dl CAMPANE - Che sta succedendo?
Marchese!
- Che � successo? - Hanno rubato il Papa!
Madonna mia! Riccio', � vero?
- Si', I'hanno portato via i francesi. - (ONOFRIO) Vieni su!
Porca miseria, come faccio? lo ero di guardia! Per colpa vostra
- hanno rubato il Papa. - Nostra? - Certo, ora sono anche un traditore.
- Dagli un cazzotto. - Ma ci avevate perdonato. - E' per un'altra cosa.
- Dagli un cazzotto sul naso. - Marcuccio! - Sul naso?
- Ma che ha fatto? - Fatti vedere. Bravo, stai buono. - Aaahh!
Sor marchese, non gli fate male.
Un altro po'... Ecco.
- Stai buono. - Che ha fatto?
- Sembro ferito? - Certo.
Ora portatemi a casa.
Mamma, ho fatto il mio dovere, ho dato il sangue per il Santo Padre.
Oggi, 17 maggio 1809, noi, Napoleone imperatore dei francesi e re d'ltalia
prendiamo possesso degli Stati del Papa.
Diamo incarico alla consulta straordinaria
di provvedere al passaggio dei poteri dall'attuale governo pontificio
a quello imperiale di Francia.
- Allora � vero, sono proprio donne. - Fanno cantare le donne!
- Non sanno cantare meglio di noi. - Le femmine non sono voci bianche.
- Solo noi lo siamo. - GORGHEGGlO
- Ora glielo dimostreremo. - Prendiamo un palco.
MUSlCA D'ORCHESTRA
CANTA lN FRANCESE
Abbandona il vino, dalle onde del mare � nata una nuova dea.
PARLA lN FRANCESE
Ma voi francesi, con tutte queste novit�,
restauro dei monumenti, vere donne che recitano,
- credete di rendere un servizio a Roma? - Certo.
Roma sar� la seconda citt� dell'impero, una citt� moderna.
Cosi' la distruggerete, Roma ha il suo volto che le viene dai millenni,
- dai suoi re, dai suoi Papi... - Dai briganti, dalle sue pigrizie.
- Roma � bella cosi' com'�. - Voi siete pittori, letterati...
- Ma guardiamo un po' al passato. - Qui non ci sono veri artisti.
- Cosa? - Chi � il vero artista? - Vieni a vedere la mia mostra.
Ma se vi tolgono un po' di pecore con un acquedotto,
e un ragazzetto mezzo nudo con un ciufolo, siete finiti.
Poi vi arrabbiate con i francesi perch� vi tolgono I'ispirazione.
Ma la verit� � che non avete niente da dire.
CANTA lN FRANCESE
VOCl NON UDlBlLl
Guarda come girano le palle a quei castrati.
Uomo di merda!
Ma dove sono queste famose donne? lo vedo solo uomini.
Quel grassone, quello "zozzone" impiccato lass�... Tutto qui?
CANTANO lN FRANCESE
E' un castrato?
- Castrato? E' una donna e anche molto bella! - La vedo.
GRIDA Dl DlSAPPROVAZlONE
PARLA lN FRANCESE
De Guigny, andiamo in platea, voglio vederla da vicino.
- Torna al bordello! - Vai via!
Che schifo! Le si vedono le zinne!
CANTA lN FRANCESE
GORGHEGGlO
Vorrei invitarla a pranzo a casa mia, con te, naturalmente.
CANTANO lN FRANCESE
GORGHEGGl
Vai a casa!
L'importante � che tu sia pentito.
- Per chi sono questi piatti? - ll marchese verr� con due ospiti.
- Chi sono? - Ricciotto mi ha detto che sono due signori francesi.
Francesi?
Questa � Roma, cara Olimpia.
Ma non siamo tutti incivili come gli scalmanati che erano a teatro.
- De Guigny, � vero? - Certo.
Venite, accomodatevi.
Beh? Non c'� nessuno? Dov'� la famiglia?
La marchesa � stata servita nelle sue stanze perch� indisposta.
La signorina Genuflessa resta con lei per farle compagnia.
ll conte zio � andato al santuario del Divino Amore
con I'immagine della Vergine Quartina.
E per don Sabino questo � il suo giorno di digiuno.
- Ho capito. - Ho capito anch'io e ti assicuro che non importa.
Non c'� niente da capire, deve esserci un contrattempo, aspettate.
Mamma, chi vi consente di disertare un pranzo con i miei amici?
Dov'� finita la signorilit� della famiglia del Grillo?
- E' questo il modo di trattare gli ospiti? - I francesi sono invasori,
e tu dovresti saperlo meglio di tutti
perch� la notte in cui il nostro Papa fu rapito,
io ti vidi rientrare in fin di vita e coperto di sangue
per averlo pi� volte doverosamente difeso.
Ho fatto quello che ho potuto.
I del Grillo, proprio perch� signori,
non si mettono allo stesso tavolo con dei plebei.
Stai attento, quei miscredenti che tu consideri amici,
hanno azzardato alzare la mano sulla sacra persona del Pontefice.
- Percio' sono tutti scomunicati. - Mamma, il Medioevo � finito.
La Chiesa, il Papato e tutti noi siamo finiti.
I francesi che disprezzi hanno portato una ventata d'aria nuova.
Noi non abbiamo bisogno di aria nuova
e le finestre di questo palazzo resteranno chiuse
- finch� il Papa non sar� tornato. - Allora passerai la vita al buio.
ll futuro � nelle mani dei francesi e in quelle di Napoleone.
No, il nostro futuro � nelle mani del Signore,
e Napoleone, prima o poi, finir� con il culo per terra.
"Morto un Papa, se ne fa sempre un altro."
Lo so, ma io non ho un'altra francese quindi mi tengo questa.
Sbuccia la mela!
- Olimpia, dov'� De Guigny? - Vi ha visto a disagio e...
- Perch�? E' andato via? - Si'.
- Si � offeso? - Forse un po'.
E tu? Ti sei offesa?
Ormai io sono abituata ad essere maltrattata dai romani.
- Posso servire? - No, non mangiamo qui.
In questo palazzo si mangiano sempre le stesse cose.
Voglio portarti in un locale caratteristico, mangerai benissimo.
Ricciotto!
- Vieni. - Comandi, sor marchese. - Voglio fare un giro con Olimpia.
Vogliamo cambiarci, trova qualcosa che non sia appariscente.
Andiamo, stasera ti faccio divertire. Mangiate voi questa merda.
Grazie, signor marchese.
- Sette! - Sei!
- Cinque! - Otto!
- E' un gioco da bambini. - Da bambini? Guarda sotto il tavolo.
Sembra un gioco da bambini,
ma se si arrabbiano, si danno certe coltellate... Si ammazzano!
- Gasperino, fuori c'� tua moglie che ti sta cercando. - Ma che dici?
Mia moglie? Ma chi � Gasperino?
Mi ha chiamato Gasperino. Oh! Porta qua!
Belli!
- Che sono? - Rigatoni con la "pajata".
- Che cos'� la pajata? - E' meglio che io non te lo dica.
Prima mangiali e poi te lo dico.
E' un piatto tipico della cucina romana. Com'�?
- Dove sta? - Mamma!
- Ubriacone, vieni a casa. - Li mortacci tua!
- Non ti bastava? - Ma chi �? - Vai anche con le mignotte?
- Ma che cazzo vuoi? - Fa mangiare le mignotte e non sua figlia.
- Ma va a mori' ammazzata! Chi ti conosce? - Datemi un coltello!
- No, mamma! - Ma che vuoi da me? Chi � questa?
- Sei matta? Proprio nella mia bottega? - lo non la conosco!
Uno mangia in trattoria in compagnia di una signora e arriva la matta.
Questa � Roma.
Ma torno, chiamo mio fratello, mio padre e torno.
- Mangeranno vivi te e questa mignotta! - Manicomio!
- Hai sentito che canaglia? - Vai via anche tu, non voglio problemi.
Neanche io e vado via subito. Tieni.
- Olimpia, andiamo prima che ritorni la matta. - E questa? - E' merda.
- Vuoi dire che � cattiva? - No, � proprio merda di vitello.
Sono budella. Tu volevi sapere che cosa fosse! Ecco, � merda.
- Che significa "mignotta"? - Significa "putain".
- Ma quella donna mi ha detto "mignotta". - E tu non sei "putain"?
- Un po'. - Quella se n'� accorta subito.
- Che succede? - C'� un'esecuzione! - Dove? - A Riva Grande.
- Hai sentito? - Che ha detto? - Vuoi vedere un'esecuzione?
- Si', mamma mi parlava della rivoluzione. - Le piace.
- Lei andava sempre a vedere, ma io ero piccola. - Allora andiamo.
Avete anche voi la ghigliottina.
Questo � un regalo che ci avete portato voi dalla Francia.
Prima noi usavamo I'accetta.
- Che cosa orribile! E' barbaro! - Certo, � barbaro.
Questo � pi� moderno, il condannato sta pi� comodo l� sotto.
- Eccolo! - Figlio di mignotta, ora sono "cacchi" tuoi!
A morte!
Senti come batte.
Si'?
Sei emozionata?
- Anch'io. - Per lo spettacolo? - No, � un'emozione "di mano".
Toglietemi il cappuccio!
- ll prete matto! - Ridatemi il mio cappello.
Ma quello � don Bastiano. L'hanno "beccato".
Lo conosci? Chi �?
Un mio amico.
Per I'ultima volta, sei ancora in tempo, figlio.
Vai via!
ll condannato rifiuta i Sacramenti!
- E' un figlio di mignotta! - lo non rifiuto niente!
Mi do da solo i Sacramenti.
lo sono stato consacrato prete e prete rimango fino alla morte.
E voi, massa di pecoroni invigliacchiti,
sempre pronti a inginocchiarvi davanti ai potenti,
ora dovete chinarvi davanti a uno che non ha mai chinato la testa
se non davanti a questo qua.
lnginocchiatevi, forza!
E fatevi il segno della croce.
Ahooo!
E ricordate che anche nostro Signore Ges� Cristo � morto da infame,
sul patibolo che poi � diventato il simbolo della redenzione.
lnginocchiatevi! Tutti!
E "segnatevi". Forza!
E adesso anche io posso perdonare chi mi ha fatto del male.
"In primis", il Papa che si crede il padrone del cielo.
"In secundis", Napoleone che si crede il padrone della terra.
E per ultimo, il boia che si crede il padrone della morte.
Ma soprattutto, posso perdonare voi, figli miei,
che non siete padroni di un cazzo!
- Bravo! - GRIDA Dl APPROVAZlONE
- Abbasso i nobili! - Bravo!
E adesso, boia, mandami pure all'altro mondo,
dal quel Dio onnipotente che � il vero padrone del cielo e della terra,
al quale, al posto dell'altra guancia, io porgo tutta la testa!
Ti do io il segnale.
Ahooo! Ridatemi il cappello!
Deve cadere con la mia testa e non da solo.
ll cappello!
Sei pronto?
Vai!
GRIDA
- Ti�! - Ti�! - Ti�!
- Ma che cosa ho fatto? - Scusa.
Volevo insegnarti una delle usanze pi� antiche del popolo romano.
In occasioni come queste, i padri danno uno schiaffone ai figli
perch� ricordino qual � la fine di un brigante.
- E penso che lo ricorderai anche tu. - Forse. - No?
Andiamo via, andiamo a dimenticare.
- Che facevano qui gli antichi Romani? - Di tutto, siamo al Foro.
Affari, mercato, cultura, tribunale,
laggi� il Tempio delle vestali, e poi indovini, senatori, mignotte...
A proposito, dove ti piacerebbe fare I'amore?
Sull'Ara di Cesare, nel Tempio di Castore e Polluce,
- o sotto I'Arco di Costantino? - Castore e Polluce. - Allora...
Sta da questa parte se non lo hanno portato via.
RlNGHlO
Aspetta, chi sta ringhiando?
- Che cosa state facendo? - Stai buono. - Che volete?
- Aho! - Vuoi rubare le mie pecore?
Vai via!
Esagerato! Ha quattro pecore!
Olimpia! Olimpia! Ma dove � andata?
Questo burino mi ha rovinato la serata, vaffanculo!
- Olimpia, ti sei spaventata? - Si', molto. - Andiamo via da qui.
- Onofrio! - Eh? - Pipi'! - E' colpa della paura, falla dove vuoi.
Qui � tutto un vespasiano.
Fai con calma, Olimpia.
UN UOMO RUSSA
Onofrio, ma che fai?
(ONOFRIO) Sono qui, non avere paura.
- Onofrio! - (ONOFRIO) Olimpia, hai fatto? - Vieni qua!
- Che � successo? Un altro cane? - No.
- Chi � questo? - Sei tu. - Sono io?
- Sono io? - Si'. - No, non sono io, ma potrei anche essere io.
Sai chi �? E' Gasperino.
- La moglie lo cercava nell'osteria e mi ha scambiato per lui. - Ricordo.
E' ubriaco "fradicio"! Gasperino, se ti prende tua moglie...
Non vorrei essere al posto tuo quando tornerai a casa.
Ahooo!
Perch� ridi?
- Questo me lo porto a casa. - A casa? - Lasciami fare.
Riccio', vieni qua!
(RICCIOTTO) Deve essere un carbonaro, guardi che acqua sporca.
Giratelo, tiratelo su. Dai, forza!
- Piano, altrimenti si sveglia. - Non si sveglia, ha una sbornia...
- Le unghie non diventano pi� pulite di cosi'. - Vanno bene.
Neanche le mie sono eccezionali.
Ma il naso � rosso, sbiancalo.
Un po' di profumo... Forza, mettetelo sotto.
Ecco, ti�! Tutto profumato!
Quant'� bello! Sono io!
Mi dispiace non poter essere qui quando si sveglier�.
E quando lo vedr� mia madre...
- Ricciotto, domattina mi racconterai tutto. - Si'.
- Mi raccomando, non rovinare questo capolavoro. - Non si preoccupi.
- Vada tranquillo, lo trattero' come se fosse lei. - Con delicatezza!
Comunque se hai bisogno di me, sai dove trovarmi. Olimpia, andiamo.
Marchese, ti saluto!
GASPERlNO RUSSA
Si � svegliato!
< RUMORl Dl ATTREZZl DA LAVORO
- Buongiorno, signor marchese. - Buona giornata, Eccellenza.
Ha dormito bene, signor marchese?
Aho!
Ma cos'� questo posto?
- Ma dove sono? - Nel suo palazzo.
Nel mio palazzo? Ma che cazzo dici?
ll palazzo, signor marchese... lo sono Gasperino il carbonaro.
- Ma che c'�? - Vuole farci uno dei suoi scherzi? Li pensa la notte?
Ma che � successo stanotte? Lo scherzo me I'avete fatto voi.
Fatemi scendere. Ma dove cazzo sto?
Chi �? Sei un pupazzo?
Oh!
- E quello chi �? Sono io? - Signor marchese!
Sono tutto profumato!
Mamma mia bella, che � successo? Dove sono finito?
Perch� sono qui? Forse sto sognando?
Signor marchese, lo scherzo � bello quando dura poco, lo dice anche lei.
- Chi sei tu? - lo sono Ricciotto.
E loro sono Augusto, Ferdinando e Mariuccia al suo servizio da anni.
lo non vi conosco, li mortacci vostri! Ma che volete da me?
- Don Sabino! - Oh! Chi �? - Glielo dica lei chi �.
- Di chi parli? - Del signor marchese. - E' il signor marchese.
- Buongiorno, signor marchese. - Sei un prete? Li mortacci...
- E se fossi morto? - Ma signor marchese... - Ora basta!
Mi avete rotto i coglioni! Ora "meno" a tutti!
Don Sabino, chiami monsignor Terenzio! Voi aiutatemi!
Mortacci vostri! Che volete farmi? Che volete da me?
- Che gli fate? - Pensa di essere un carbonaro. - Sar� una burla.
- Se non si calma, dobbiamo chiamare quelli della Lungara. - No!
- Quelli con la camicia di forza. - No, ma che cazzo state dicendo?
lo non sono matto. Strillavo perch� volevo sapere che mi � successo!
- Pupazzo, un matto si calma cosi'? - Non saprei. - Dice "non saprei".
- Posso essere ubriaco, Eccellenza. - Ma sono tuo zio Terenzio.
- Sei mio zio? lo non ti ho mai visto. - Abbiamo sentito strillare.
- Chi �? - Don Sabino, prenda molta acqua benedetta. - Questa � "bona".
- Buongiorno, Onofrio. - Adesso sono Onofrio. - Che c'�? - lo non lo so.
- Anche tu sei una mia parente? - Ma che dici? - Non lo so!
Qui tutti mi chiamano marchese, il monsignore dice che � mio zio...
Tu sei bona, cerca di aiutarmi.
lo non capisco pi� niente.
lo ricordo che sono uscito dall'osteria per pisciare,
mi sono appoggiato a una colonna e mi sono svegliato qui dentro.
Ma che sto facendo qui? Chi mi ha portato qui?
- Tu non sei pazzo, sei posseduto. - Davvero? Sono posseduto?
Si'. Ti � entrata nel corpo I'anima senza pace di un carbonaro morto.
Smettete di dire che sono morto! lo mi gratto i coglioni!
E' anche un'anima piuttosto volgare.
Chi �?
- Ma chi � quello? - Chi vuole che sia? E lei, sor marchese!
Sono io?
Ammazza!
- Oddio! - Bisogna esorcizzare con I'aiuto della Beata Quartina.
PARLA lN LATlNO
Vieni fuori! Vieni fuori, anima persa! Vade retro!
Lascia in pace mio nipote, anima dannata!
Siamo pi� forti! Contro la Croce e la Beata Quartina non hai speranza!
Vade retro, anima del carbonaro! Lascia il corpo del marchese!
Vai via! Carbonaro, li mortacci tua, vuoi andare via?
Lascia il corpo del marchese, brutto carbonaro! Lascialo stare!
- No? - Sei andato via, carbonaro?
Sei tornato in purgatorio?
- Onofrio, come stai? Come ti senti? - Come mi sento?
- Sei tornato marchese? - Beh... Sono tornato marchese.
(in latino) Lode a Dio! Grazie, Beata Quartina.
Si, ma io voglio andare a casa mia da mia moglie e da mia figlia!
Scusi, ma un marchese non puo' uscire in camicia e a piedi.
- ll marchese non puo' uscire cosi'. - Gli faccio attaccare la carrozza.
- Quali cavalli vuole? - Quali cava...
- Dammene uno bianco e uno nero, come il vino! - Pronti!
Con il cavallo! Ciccione, dove vai? Aspetta!
In carrozza?
Olimpia, se non dovevi andare a Parigi,
ti portavo a mangiare in un'ottima trattoria.
Sai che non � possibile, mi aspettano in teatro.
Aho, a te piace mangiare.
L'avresti ricordato per tutta la vita.
- Ma quando partite? - Molto presto.
La tourn�e va male, le repliche vanno peggio della prima.
Facciamo questa riunione per decidere.
lo spero di partire subito, forse anche oggi.
Grazie!
Mi dici sempre...
"Sei magnifique, sympatique, vorrei vivere con te tutta la vie..."
- E poi mi lasci e parti? - Perch� non vieni con me?
- Dove? A teatro? - Ma no, a Parigi! - lo a Parigi?
Tu non sai cos'� Parigi. E' la vita, I'avvenire.
- Mi aiuti? - Certo, vieni qua.
ll marchese del Grillo � sprecato qui.
Olimpia, il marchese del Grillo � sprecato dappertutto.
< Sor marchese! - Eccolo!
Questo � Ricciotto, voglio sentire com'� andata.
- Riccio', com'� andata? - A sor marche', tutto da ridere!
- Vieni su a raccontarmelo. - No, c'� un altro intoppo!
Quello ha un dubbio! Vuole andare a vedere la sua bottega!
- Dove sta la bottega? - A Via delle Coppelle, 12.
Portatelo li' in carrozza fra mezz'ora!
Olimpia, fatti dare I'ultimo bacio.
Ma c'� ancora tempo. Perch� I'ultimo?
Ora ti faccio vedere perch�.
Perch�, perch�...
Mi devo sporcare.
Vai! Avanti!
Sor marchese, ecco la bottega.
Allora?
- Che c'�? - Ti sei incantato? - Ah, gi�. Scusa.
Lo vede il carbonaro con sua moglie e sua figlia, al posto suo?
Lo vedo, con mia moglie e mia figlia.
Allora? Se quello � il carbonaro, lei chi �? Eh?
- Chi sono? Sono il marchese? - Si', e allora?
E allora che? lo non capisco pi� un cazzo! Boh!
Andiamo al palazzo, se la va a pi� n'der culo il carbonaro!
- Ecco fatto. lo vado a farmi un goccetto. - Dove vai tu?
- Vado a farmi un goccetto. - Vieni qua. - Che c'�?
- Tu vai a portare il carbone al notaro. - Va bene, ci vado.
- Datemi questo carbone. - Dammi la schiena... Girati, ubriacone!
Si', ecco.
Avevo finito, poi mi dici di portare il carbone dal notaio...
lo porto il carbone.
Ammazza, quanto pesa!
- Ma dove vai? - Eh?
- Dove vado? - ll notaio sta di l�! - Lo so!
Me lo dici tu dov'� il notaio? Lo so, sta di l�.
Facevo il giro pi� largo. Bona, bona!
Povero Gasperino, per questo si ubriaca!
CAMPANELLA
Sor marchese. Aho, sor marchese!
- Chi �? Che � successo? - E' suonata la campanella del pranzo.
- Sua madre � molto adirata. - Mia madre?
Ma che dici? Mia madre � morta dieci anni fa.
- A sor marchese! - Ah, no! Tu dicevi la madre di quell'altro.
- Mia madre la marchesa. - Non facciamo aspettare sua madre.
- E' gi� di cattivissimo umore. - Pronti! Eccomi!
- Non spingere. Qual � mia madre? - Eccola l�. - E' quella? - Si'.
Ammazza!
Eccomi, mamma! E chi ti riconosceva?
Ammazza come sei rinseccolita, sei nera come un tizzo di carbone!
Cosa sono queste confidenze?
Ti stavo salutando, non ti stavo dando un calcio al culo.
- Onofrio! - Sieda. - Si'.
- Mi hanno riferito... - Mi togli la sedia? Mi fai un trabocchetto?
Con me � meglio che eviti questa buffonata del carbonaio.
Si', ero convinto di essere un carbonaro invece del marchese.
Forse ero ubriaco.
Che �? Un dolce?
(in latino) Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
No! Ammazza quanto � bono! Me lo dai? Mi piace.
Scarica gi�, butta gi�!
- Basta, riprendilo. - Queste manifestazioni plebee
sono uno strascico della possessione.
La Beata Quartina ha gi� fatto molto, ma serve ancora tempo.
Bono! Aspetta, che fai? Vai via?
Metti gi�! Lascia la brocca!
- Oddio, che � questa cacarella? - Salsa di tartufi. - Si'?
- Puzza di piedi. Mangiala tu! - Domani ripeteremo I'esorcismo.
E' ancora mezzo e mezzo, met� marchese e met� carbonaro.
RUTTO
Questo � del carbonaro.
- 50 paoli, Eccellenza. - Sono tutti miei?
Certo, Eccellenza.
Posso metterli dentro la sacca e usarli come voglio?
Lei � il padrone. E' la rendita della tenuta dei Parioli.
Purtroppo il grano quest'anno non � andato bene.
- Tieni tu i conti? - Sono il suo umilissimo amministratore.
Fammi vedere questi conti. Quanto spendiamo dentro questa casa?
Perch�? Non si fida di me?
Amministriamo la sua famiglia da generazioni.
- Prima mio nonno, poi mio padre e adesso io. - Ti offendi?
Ad esempio, quanto paghiamo il carbone?
- ll carbone... - Si', quanto lo paghiamo?
- Quanto possiamo pagarlo? - Quanto lo paghiamo?
- 7 paoli il quintale. - E la carbonella? - 4 paoli.
- Le fascine per accendere il fuoco? - 5 a dozzina.
- E la legna? - Quella viene dai nostri boschi, la vendiamo.
E quanto guadagniamo?
- 10 paoli a quintale. - Lo vedi che siamo coglioni?
Compriamo tutto a prezzo pi� alto
e vendiamo la legna a met� prezzo? Ho fatto bene a vedere i conti.
Se tu mi freghi su questo, mi freghi su tutto.
Percio' sei un ladro. Siete ladri tu, tuo padre e tuo nonno
e io vi licenzio tutti e tre.
Aspetta. Prima di andare via, dimmi una cosa.
Quel vinello che abbiamo bevuto a tavola lo facciamo noi?
Si', signore, viene dalla vigna del Mascherone.
Si'? Quanto ne abbiamo?
Molte botti di quello nuovo, pi� quello vecchio imbottigliato.
Dove sono tutte queste botti, oltre che a casa tua?
- Gi� in cantina. - Allora io vado in cantina e tu vai a fanculo.
Brutto ladro!
> RUMORE Dl PASSl
< GENUFLESSA CANTlCCHlA
Ma che vuoi scopa'?
CAMPANELLA
Genuflessa.
Genuflessa!
Si puo' sapere dov'eri?
- Perch� non rispondevi? - Avevo da fare.
- Ma come ti sei combinata? - Come voglio.
- Si risponde cosi'? - Non lo faccia mai pi�.
Lo dico ad Onofrio!
Ora comincia il rosario, ne riparleremo dopo. Dammi il braccio.
Naturalmente mio figlio � uscito anche stasera.
- No, se vuole lo chiamo subito. - Provaci, ma non verr�.
lnvece io credo che stasera verr�.
- Questa sua crisi animistica lo sta cambiando in meglio. - E' vero.
Rimane di pi� a casa e si interessa anche ai problemi dello spirito.
Ringraziamo la Beata Quartina.
RUTTO
Andiamo!
Ma che fai? Chiudi? Lasciami stare!
- Porca mignotta! Devo finire il Cesarese del '91. - Andiamo!
Ma chi sei? lo sono il padrone di tutte le botti!
lo licenzio anche te. Vaffanculo!
- Ma vaffanculo te, ubriacone! - Che fai? Spingi il marchese?
- Lasciami stare! - Cammina! - Ti mangio una mano! - Ahi!
lo sono il padrone di tutte le botti...
..e me le scolo alla faccia di tuo padre, di tuo nonno e dei ladracci
che bevono il vino mio. lo sono il marchese, sono il padrone di tutto.
Eccoli.
Che c'�? lo stavo in cantina.
Stavo tanto bene, mi stavo scolando un vinello del '91
quando mi ha chiamato e mi ha detto che c'era tutta la famiglia.
Che fate? Vi siete riuniti? State discutendo?
- Tenga. - Tenga... E' una collanina?
- Ma che fa? - Che fai? - Deve pregare. Preghi!
State pregando? Ma che c'� il morto?
(in latino) In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
PREGANO lN LATlNO
PARLA lN MODO lNCOMPRENSlBlLE
PARLA lN MODO lNCOMPRENSlBlLE
GASPERlNO RUSSA
Voi uscite tutti!
- E' ubriaco fradicio. - Onofrio!
Onofrio!
Ma sta male! Bisogna portarlo in camera sua.
In camera mia! La sua camera sta sopra la bottega del carbonaio
quando questo poveraccio non dorme nei fossi.
- Cosa credi di aver fatto? - Niente, uno schiribizzo.
Mi sono tolto una soddisfazione.
Ti ho dimostrato che hanno ragione i francesi, siamo tutti uguali.
(in francese) Uguaglianza.
Infatti avete tenuto a casa questo poveraccio del carbonaro...
..solo perch� io I'avevo vestito da marchese.
Mamma, se tu avessi partorito il carbonaro, sarebbe stato lo stesso.
Onofrio!
Tu lo preferivi, zio, ma forse lo preferivate tutti.
- Percio' tenetevi il carbonaro perch� io vado via. - Dove vai?
A Parigi. Mamma, un uomo come me � sprecato qui a Roma.
Ma tu non sai fare niente.
Tu non hai mai fatto niente in vita tua.
Non � poco. Queste qualit� a Parigi le apprezzano.
"Savoir faire" � un termine creato da chi non ha mai fatto niente.
(in francese) Questa � Parigi. Ti�, dici che non so fare niente.
Che c'�?
Che �? Chi sei?
Dove sto?
Brutta figlia di una mignotta! Li mortacci tua!
Mi hai svegliato, stavo tanto bene!
Stavo dentro un letto tutto d'oro, in un palazzo, servito e riverito.
- Ma che dici, ubriacone? - Brutta strega malefica!
Mi hai rotto I'incanto!
Stavo tanto bene! Mangiavo, bevevo e tutti i servi come te
si inchinavano davanti a me!
- Fammi I'inchino, brutta stregaccia. - Lasciami stare!
- Aaahh! - Lasciala, pap�! - No, voglio strozzarla!
E poi strozzo anche te, cosi' imparate a rompere i coglioni!
State zitti quando dorme il marchese!
lo sono il padrone di tutti e qui comando io!
Stiamo a casa? Questa � la mia bottega?
- Chi �? - Ti�! - Si', Mari'.
Aho!
Buongiorno, Gasperino! Ci vediamo stasera all'osteria!
Riche', ci vediamo all'osteria.
Mia cara Olimpia, mettete in pompa,
che 'sto grillaccio del marchese sempre zompa.
Zompa chi campa scherzosamente, allegramente.
CANTA lN FRANCESE
< Olimpia, prepara tutto! Eccomi!
Buondi', Eccellenza. Si accomodi.
E' passata una compagnia teatrale di francesi, uomini e donne?
Si', sono passati domenica. Una banda di matti e di mignotte!
- Sono loro. - Vai, Riccio'. E' la strada giusta.
Questo mi sembra un morto "fresco". Cammina! Andiamo via da qui.
- Se vuole farsi una pennicchella, sor marchese. - Grazie, Riccio'.
Anche la sdraio hai portato?
Hai portato tutto il palazzo?
- Mi sarei portato tutta Roma. - Si'?
Dobbiamo andare a Parigi, ma non siamo neanche in Toscana,
vuoi gi� ritornare a Roma?
- No, dicevo cosi'. - Si', pero' I'hai detto.
PARLANO lN FRANCESE
Che succede?
- Contadino, dove vanno quelli? - Vanno a casa.
- Ma non sono francesi? - Allora?
- Passano da un settimana, sono tanti. - Si'?
Allora? Che facciamo? Ci fermiamo qui?
- Ricciotto! - Dica, sor marchese!
- Che dico? Un cazzo! Ti fermi? - I cavalli non ce la fanno!
- Frusta! - Ma dov'� la Francia? - Che ti frega? Frusta!
Voi girate le ruote!
No, che �? Mortacci tua, Riccio'! Ma che stai facendo?
- I cavalli non ci sono pi�! - Porca miseria, Riccio'!
Ti sei rincoglionito! Dormi, russi, mi pisci in testa...
..ti fai scappare i cavalli... Li hai legati male. Ora che facciamo?
Quelli erano pi� stanchi di noi, non possono essere lontani!
Allora cerchiamoli! Tu vai di l� e io vado di qua!
- Buongiorno. - Salve. - Salve. - Avete visto due cavalli?
- Si', uno lo stiamo mangiando ora. - Ma che mangiate i cavalli cosi'?
- Alla brace. - Ho capito, ma non sono vostri!
- Signore, veniamo dalla Russia a piedi, abbiamo molta fame. - Si'?
- Ma chi siete? - Soldati. - Non siamo briganti.
- Soldati di Napoleone. - Napoleone ha perso la guerra. - Ti�!
- Siamo sicuri? - Si', ecco com'� ridotta la truppa di Napoleone.
- Napoleone � finito! - In Francia ci sono i russi. - Dove andate?
- A Frosinone. - A Roma. - A Foggia. - Ehi, fammi mangiare.
Con un cavallo possiamo andare a Parigi in groppa.
Da qui il cavallo non si muove, dobbiamo mangiarlo per strada.
- Certo, altrimenti come arriviamo a Roma? - Torniamo a Roma?
Vuoi andare in Francia da Luigi XVlll? E' meglio Pio Vll.
- Dammene un pezzo. - Ma � cavallo.
Va bene. Lo mangiano tutti, io sono il pi� fregnone? ll cavallo � mio.
CAMPANE
Viva il Papa!
Viva il Papa!
- Viva il Papa! - Viva Ges� e Maria!
- Viva la signora marchesa! - Viva il Papa!
Viva la signora marchesa!
- Viva la marchesa del Grillo! - Viva Ges� e Maria!
Silenzio! Ora tutti in cappella a rendere grazie a nostro Signore
perch� ci ha ridato il Papa nostro.
(in latino) In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
(insieme) Amen!
Canteremo un Te Deum.
BUSSANO AL PORTONE
Alt!
Cosa fate qui? Dove credete di essere?
Signor marchese Onofrio del Grillo, prego.
ll marchese non c'�, � fuori Roma.
Cosa volete? Cosa significa questa irruzione in casa mia?
- Mi dispiace, ho un ordine di arresto. - Per mio figlio?
Cosa hai detto? E' impossibile.
"Da ordine del cardinal vicario Sua Eminenza Albani
sia preso e condotto in castello il marchese Onofrio del Grillo
per rispondere dei delitti di abbandono di posto e tradimento
in complicit� con I'occupante corpo di spedizione francese."
- Ma che ha fatto Onofrio? - Lo so io. Ci ha insozzato tutti.
Ritirate i drappi e richiudete tutte le finestre.
- Buonasera a tutti! - Gasperi'! - Aho, Capoccia! - Siediti qui.
- No, vado con gli amici. Capoccia, ti hanno rilasciato? - Si'!
- Siediti. - Salta chi zompa! - Zompa anche tu!
Gasperi', sono proprio contento di rivederti.
- Oste, porta altro vino. - Alla salute, amico mio.
Gasperi', raccontaci qualcosa di quando eri marchese.
- Ma che me stai a pi� per culo? - Ma no! - Stai a pi� per culo.
No, Gigi ha la vigna a Velletri. Raccontalo a lui, non sa niente.
Ma che cazzo di Velletri? Ma di che vigna parlate?
Quello mio, della vigna del Mascherone, � vino buono.
- Quello non � vino, quello � un sogno. - E' un sogno!
- Raccontagli del palazzo. - ll palazzo...
Quello � una favola, non � un palazzo.
Digli dei cavalli, delle carrozze,
che la mattina ti svegliavano con la cioccolata. Roba da matti!
- Lo vedi che mi stavi a pi� per culo? - Ma no!
Mi state a pi� per culo, finch� si scherza si scherza!
- Ma no! - No, Gasperi'! - Siamo fra amici...
lo non sono matto, ti ho visto che stavi facendo cosi'.
- ll signor marchese del Grillo. - Vaffanculo pure te!
Stavolta I'ho riconosciuta subito, signor marchese.
- Parli con me? - Si', devo accompagnarvi dal cardinal vicario.
- A me? - Si', signor marchese.
Ripetilo. Chi sono io?
L'illustrissimo signor marchese del Grillo. E stavolta non mi sbaglio.
Avete sentito tutti?
- Ti�! Dov'� la carrozza? - Fuori! - Andiamo.
- Che c'�? - Gli elenchi dei contumaci e degli arrestati.
Vicino a ogni nome c'� una proposta di pena
- secondo i nostri criteri di clemenza. - Sentiamo.
- "Don Livio Cerretani, 3 mesi di fortezza." - 2 mesi.
"Monsignor Dario Casiraghi, un mese di clausura."
No, � vecchio, poverello!
"Donna Lucrezia Santobrandini e sua zia Gerundia, 2 mesi di clausura."
Benissimo! Con I'aggiunta del silenzio e della preghiera.
- "Marchese Onofrio del Grillo, un anno di confino." - Un anno?
- E' troppo? - Ma � poco! Serve una lezione molto pi� severa.
- Decidete voi, Santit�. - Condanniamolo a morte.
Ma � da Papa Sisto che non si condanna a morte un nobile.
- E poi � uno dei vostri figli prediletti. - Ma che figlio...
- Non farmi parlare, cardinale. - Fucilazione.
No, no, no!
Tagliamogli la testa. Voleva la giustizia? L'avr�!
Comunque lasciamo condannare un innocente.
Noi sappiamo che quello non paga per i misfatti di Onofrio,
- ma per i suoi. - Quali? - Quali?
Zitta tu! Ha fatto il padrone in casa nostra.
- Per me la morte � troppo poco. - E poi chi muore?
Un carbonaio in pi�, un carbonaio in meno...
In fondo possiamo considerare che ha il Paradiso assicurato.
Scusate, ma � utile? Onofrio risulter� morto, ma quando torna?
ll tempo cancella tutto, Camilla.
- Per prima cosa restare vivi e poi si vedr�. - Non fiato pi�.
- E' meglio. - Pensiamoci ancora, aspettiamo domani. - No.
lo voglio dormire tranquilla.
Facciamo come Nerone. Pronti?
Via!
Attracca qui.
- Padre, chi devono giustiziare? - ll marchese del Grillo.
- Chi? - Ha scherzato tanto, ora sono cazzi suoi! - Ma che dice?
Eccolo!
PREGANO lN LATlNO
E' Gasperino!
- Sor marchese, � I'ora. - Ecco il marchese.
lo sono Gasperino il carbonaro.
Ho una moglie, una figlia e voglio bene alla famiglia e al Papa.
Ma chi sei tu? Pulcinella?
Lasciami, vado da solo. lo spalo il carbone tutto il giorno
e la sera mi piace stare con gli amici a bere un goccetto.
Comincio con un goccetto e alla fine ne bevo una botte!
Come I'hanno preso? E perch�?
Aho! Quando sono ubriaco, non capisco pi� un cazzo!
Divento un pallone, mi alzo da terra e vado su, su...
Volo e vi vedo che camminate tutti come formiche.
E dal cielo vi piscio in testa a tutti.
- ll Papa non puo' farmi tagliare la testa. - La fa tagliare a quello.
- Signor marchese, � I'ora. - Stai buono, sto parlando con gli amici.
Da un po' di tempo sogno di essere diventato un marchese.
Tutti si inchinano...
Marchese di qua, marchese di l�...
Ha scherzato sempre nella vita e ora scherza anche nella morte.
Beato lui.
Dicono: "Bene, sei marchese."
- Si', ma mi avete arrestato! - Signor marchese, � I'ora.
E' I'ora di mandarlo a fanculo questo frate!
- Ma che ho fatto di male? No, non fa sul serio. - Ora vediamo.
Se gli fa tagliare la testa, faceva sul serio.
Mi hanno detto: "Signor marchese, qual � la sua ultima volont�?"
- "Qual � il suo desiderio?" - Me lo domandate?
Portatemi un secchio di vino cosi' mi ubriaco!
- E' vero che vogliono tagliarmi la capoccia? - (insieme) Si'!
Vogliono tagliare la testa del marchese del Grillo,
invece io sono Gasperino il carbonaro. Poi fate come volete!
- La testa che volete non � la mia. - E' I'ora. - Che cazzo ridete?
Siamo tutti in un sogno, anch'io sono un sogno.
- E' I'ora. - Ancora! Bene, � I'ora di andare a dormire.
Aho, boia! Dove sta?
Se mi addormento, svegliami. Voglio vedere come sto senza capoccia.
GASPERlNO RUSSA
- No, adesso basta! Aspe... - Fermi!
Sospendete I'esecuzione!
Te I'avevo detto, � uno scherzo!
Hai visto? Anche il Papa ora fa gli scherzi. Da prete.
"Sua Santit� Papa Pio Vll, nella sua magna clemenza,
concede la grazia al condannato, marchese Onofrio del Grillo,
e ne sospende I'esecuzione. Commuta la pena di morte
- in sei mesi di ritiro spirituale." - Viva il Papa!
- Bene! - Bravi!
Liberate il prigioniero e portatelo nel suo palazzo.
Evviva il Papa!
Buttiamolo l� davanti alla sua bottega!
Andiamo!
Ecco!
Aho! E' I'ora?
Dove sto?
Ma che �? Chi sei?
Ma questa � la bottega mia? Aho!
- Aho! Che mi hai svegliato? - Non ti azzardare!
Bella! Per fortuna mi hai svegliato!
Vieni qua! Dove sta? Vieni qua, figlia mia bella!
Fatevi baciare! Mi avete svegliato!
Stavo facendo un sogno... Come sto bene a casa mia!
Quanto � bello il carbonaro!
lo ero marchese, poi volevano tagliarmi la capoccia...
Un frate, un figlio di una mignotta, mi diceva: "E' I'ora!"
Santit�, perdonatemi.
Ti ho gi� perdonato, Onofrio.
Lo scherzo che ti ho fatto ti ha tolto la voglia di fare scherzi.
- Mai pi�, Santit�. - Hai avuto molta paura, vero? - Veramente no.
- La testa che stavano per tagliare non era mia. - Non eri tu? - No.
- E chi era? - Era un povero carbonaro uguale a me.
Ah! Ricominciamo?
- ll mondo � fatto a scale. - Mi farai rompere I'osso del collo.
"Morto un Papa, se ne fa sempre un altro."
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