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Vi ringrazio per la cortesia che mi avete fatto.
Questa donna è stata la peggiore delusione della mia vita.
Ora sistemo la questione e poi andiamo avanti.
Ho un esercito di soldati pronti a fare l'inferno.
Vedete, Donna Annalì...
se continuassimo questa guerra appresso a voi,
avremmo sottovalutato di nuovo Gennaro Savastano.
Noi questo errore non possiamo più farlo.
Che volete dire, Don Ruggero?
Vuol dire che questa volta il jolly in mano lo abbiamo noi.
Questo è il messaggio di pace che mandiamo a Gennaro Savastano.
Non sapete quanto vi costerà questa pace.
Questa pace non ha prezzo, Donna Annalì.
Ora dovrei mettermi paura di te?
Puoi arrivare dove vuoi,
ma resterai sempre una povera orfanella
che ha bisogno di qualcuno che la comanda.
Prima Don Pietro, poi Scianel,
ora è Gennarino Savastano.
Ma ricordati queste parole:
per me sei stata più di una sorella.
Per un uomo sarai solo una povera donna
buona per farsi una scopata.
Non te lo scordare.
Il vostro Lello era solo uno scemo
e Marinella era ancora più scema di lui,
perché non aveva la testa per fregarlo.
Sapete chi ha messo in testa a Don Pietro di ucciderlo?
Chi ha convinto quella povera disgraziata di Marinella?
Io.
Non è vero.
Io, Donna Annalì.
Da quando vi sistemavo il vestito con gli spilli,
vi volevo mangiare la faccia!
Me lo avete insegnato voi.
Le iene...
vi ricordate?
Lo Stregone vuole la pace.
- Bene. - Ma quale bene?
Ora dobbiamo ucciderli tutti:
lo Stregone, i fratelli Capaccio... li devo vedere morti!
E dobbiamo fare presto.
Ero convinto di averlo ucciso, Pietro Savastano.
Mi pare che ce l'ho di nuovo davanti agli occhi.
Non hai fatto tutto questo per riprenderti la tua famiglia,
l'hai fatto perché vuoi diventare più grande di tuo padre
e se vinci questa guerra sarà così.
Nessuno di Secondigliano si è mai preso il Centro di Napoli.
Nessuno.
Solo io e te, Ciro, e siamo a tanto così.
Però tu continui a parlare solo di me,
mentre io ho sempre parlato di noi.
Ma tu non devi pensare a me.
Devi pensare a te,
alla tua famiglia, ad Azzurra.
Io non ho neanche il coraggio di andare su una tomba.
Tratta con i Confederati,
accetta questa pace.
Stanno in ginocchio, non possono dirti no.
Stammi a sentire.
Se fai così,
tu vinci.
Ma senza sangue.
Gennaro.
L'unico Pietro Savastano che devi avere in testa
è quel bambino che ti aspetta a casa.
Amore!
Che c'è?
Quando si sono presi Pietro, io stavo per impazzire.
- Lo so. - No, non lo sai.
Quando mi portavano nel luogo dello scambio,
lo sai che cosa pensavo?
Che se ce la facciamo,
se restiamo vivi, ce ne dobbiamo andare.
Ti devi fermare.
Hai capito, Gennaro? Ti devi fermare.
Se non lo fai ora,
ti lascio da solo.
Buongiorno, Don Ruggero.
Oggi per conto di chi venite?
Mi manda la mia coscienza.
La coscienza è fatica da preti
e sulla vostra faccia questa fatica non la vedo.
Voi invece una coscienza ce l'avete,
sapete bene che il bene e il male sono nelle nostre mani.
Io e Gennaro vogliamo mettere le cose a posto.
Sistemare le cose è quello che voglio anch'io.
- Ciao, Ciro. - Ciao, ragazzi.
Vi tolgono di mezzo i Capaccio.
Forcella torna ad avere un solo padrone: voi.
Tratti la pace a mio nome e non mi dici niente?
Forcella è quello che hai sempre voluto.
È sempre stato questo l'accordo, o no?
E Gennaro da questo accordo cosa ha avuto?
Ciro...
Io e te siamo fratelli.
Abbiamo buttato il sangue insieme.
La domanda di Valerio vuole una risposta,
perché a me Forcella non basta più.
Per mia sorella,
per quello che è successo e per quello che abbiamo fatto noi,
lo Stregone e i Capaccio dobbiamo metterli con la testa nel cesso.
Che vuoi fare? Vuoi ucciderli tutti?
Voglio quello che è giusto.
Quello che è giusto...
Che cosa è giusto?
Voglio tutto quello che era dello Sciarmant.
Quello che era dello Sciarmant ce lo dividiamo noi e voi.
Con lo Stregone e con Gennaro ci parlo io.
Ci parliamo insieme.
A posto così.
Ciro...
Io e te siamo sempre fratelli.
Te ne sei accorto pure tu, l'ho visto.
Ha detto "noi e voi".
Ciro oggi ha detto chiaramente che sta con Gennaro prima che con noi.
Ma io non sono geloso.
Lo so che Genny e Ciro sono amici.
E poi un alleato di un fratello per me è un fratello.
E questo è un modo di essere fratello?
Se non gli chiedevamo niente che succedeva?
Tutto quello che era dello Sciarmant
se lo teneva Gennaro Savastano.
E se è così, domani che farà?
Si prenderà tutto quello che è nostro.
Oggi siamo alleati
e questa alleanza ci dà forza.
Ma domani, se succede qualcosa,
io a Gennaro lo taglio a pezzi.
Io penso che questo domani è già arrivato.
Sono solo pensieri, Valerio.
Hai visto? Hanno fatto gol!
È arrivato zio Ciro, andiamo a salutarlo?
Andiamo.
- Hai visto? - Pietro!
Hai visto com'è bello? Che c'è?
Si fa oggi.
- Vuoi dare un bacetto? - Com'è bello!
Guarda che ti faccio fare! Uno, due, tre!
Quanto sei bello!
Devono farlo anche i Capaccio,
ognuno deve mettere un parente stretto a garanzia.
Questa cosa ci fa stare tutti più tranquilli.
- Io però ho paura. - Non ti succederà niente.
Loro vogliono questa pace più di noi.
Non ho paura di quello che devo fare,
ho paura che dopo questa cosa non saremo più quelli di prima.
Infatti non saremo più quelli di prima, saremo molto meglio.
Sei resuscitato?
No, sono un cazzo di fantasma, sali.
- Devo salire su questo coso? - Così torni ragazzino.
Lo sai portare?
Vieni, ti faccio volare.
Cosa succederà all'incontro di oggi?
Succede che per colpa vostra ci mettiamo le scimmiette in casa.
L'accordo che vogliono fare non esiste.
Lo Stregone lo sa
e questa sceneggiata è il prezzo per uscire da questa guerra.
Ma il prezzo che dobbiamo pagare noi qual è?
Che domani Gennaro si va a prendere
tutto quello che voleva solo per lui.
Le zone dello Sciarmant.
E poi, nella sua testa, tutto il resto.
Ora ti dico cosa facciamo.
Per il momento io e mio fratello abbiamo abbassato la cresta,
come avete fatto voi.
Però abbiamo ancora un'altra carta.
Te la vuoi giocare?
Dove stavi? Quelli stanno aspettando.
Ti devo dire una cosa.
Qualcosa che mi fa cambiare idea?
Cominciamo?
Ci siamo riuniti per stringerci la mano
e io la voglio stringere a tutti.
Ma devo dire una cosa a voi personalmente.
Avete fatto un grande bordello, ragazzi.
Le "stese", gli spari...
i morti.
Se voi continuate così, nella malavita,
non arrivate neanche a settembre.
Nessuno campa così, se non è obbligato.
Dobbiamo andare avanti per tutti i morti
che stiamo piangendo.
Forcella deve essere solo dei Villa.
Nessuno ci deve più mettere le mani.
Mentre il business e le zone dello Sciarmant
se le dividono in parti uguali Villa e Savastano.
In cambio, Gennaro Savastano si impegna a venderci la coca
a prezzo bloccato e uguale per tutti.
E ognuno di noi si impegna a venderla a prezzi concordati.
Non ci sarà concorrenza tra noi.
Né altro sangue.
Il rispetto che ognuno di noi esige e merita
lo deve a ognuno di quelli che sono qui oggi.
Noi non siamo alleati,
questo no.
Ma apparteniamo tutti allo stesso Sistema.
Ed è in nome di questo Sistema che ci rispettiamo,
sopra qualsiasi cosa.
Avete sentito il vecchio?
Ci voleva insegnare com'è la malavita.
A noi, che la malavita l'abbiamo rivoltata!
L'importante è che li abbiamo messi tutti faccia a terra.
Ma ora dobbiamo festeggiare,
dobbiamo fare una cosa esagerata.
Se permettete, ci penso io.
Va bene.
Vi faccio vedere questa città come non l'avete mai vista.
- Tutto a posto? - Sì, tranquillo.
Come è andata a finire?
I ragazzi di Forcella?
Ora siamo nelle mani del signorino Valerio.
Bene.
È andato tutto bene.
Come sto?
Veramente devi andare?
Si offenderebbero.
Loro questa pace non la volevano.
Non puoi mandare qualcuno e dire che non puoi andare?
Azzù, questa pace è preziosa.
Delicata e preziosa.
Allora non fare tardi.
Buonasera, Don Ruggero.
Mi dispiace avervi disturbato a quest'ora.
Sono mortificato, ma dobbiamo dirvi una cosa importante.
Che devi dirmi?
È successo un fatto troppo grave.
Che è successo?
Hanno ucciso lo Stregone a casa sua.
Ragazzi!
Ragazzi, buonasera.
Falli scendere.
Ragazzi, venite con noi.
Alla salute!
Ciao, Ciro.
- Ragazzi... - Ciro.
Tutto a posto?
Ragazzi! Benvenuti!
Venite.
Vi devo far vedere una cosa.
Il simbolo della fratellanza.
Vuol dire che siamo fratelli e non possiamo mai tradirci.
- Volete bere qualcosa? - Sì.
Valerio?
Perché questa faccia?
Non sei contento di com'è andata?
Dovete scusarlo.
Il fatto che mi sono seduto con chi ha ucciso mia sorella
lo fa impazzire.
Non gli è piaciuto proprio.
Lui le persone che vogliono fare i furbi le detesta.
Lui dice che magari con questa pace ci volevi fottere.
- Ma che cazzo dici? - Non è una questione tua, Ciro.
Fai sul serio?
Hai scelto l'alleato sbagliato.
- Ma quale cazzo di alleato? - Lo Stregone.
Ma a quest'ora i fratelli Capaccio lo hanno già ucciso.
Sono stati quei due scemi a metterti questo veleno in testa.
Non sono stati loro, tu sei stato troppo avido.
Ma che pensavi, Gennaro?
Che fatti fuori noi e i Capaccio, lo Stregone te lo mangiavi intero,
e così tutta Napoli era tua, vero?
Avido?
Se ti volevo fottere, già ti avevo fottuto, stronzo!
Mi hai sempre fatto schifo.
Ti ho sopportato solo per lui.
Io e te siamo fratelli, vero, Ciro?
Io e te non siamo fratelli, Enzo.
Noi siamo due razze diverse.
Io non ho mai avuto nessuno nella vita,
voi siete un'altra cosa, voi siete figli di re,
perciò dovete stare insieme.
Smettila.
Non hai capito un cazzo e non te l'ho fatto capire.
Sono stato io.
Lo Stregone doveva uccidere i Capaccio
e io dovevo pensare a voi.
Non è vero,
lo dici per proteggere lui.
Siete tali e quali,
pensate che i sentimenti contano più degli interessi.
Chi è cresciuto da solo come me lo sa bene:
davanti agli interessi, i sentimenti non contano un cazzo.
Smettila.
Com'è bella Napoli vista da qua, eh?
È vero?
L'ho sempre sognata.
L'ho sempre voluta tutta per me, questa città.
Non volevo dividerla con nessuno.
Solo io me la meritavo, per tutto quello che ho perso.
E avrei fatto qualsiasi cosa per prendermela.
Carmela l'ho uccisa io.
Ciro...
Stai zitto.
Tu ti saresti fermato,
io avevo bisogno che tu correvi.
È così, Ciro?
Spara.
Allora devi farlo tu.
Questo non posso farlo.
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