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Original subtitles

Pensate ancora che il mondo sia sconfinato?

Che quando c'è una guerra in un luogo,

questa non si ripercuota altrove?

E che potete resta me fuori, in pace,

ignorando tutto ciò che vedete?

Continuiamo a sonnecchiare,

come se la guerra che viene combattuta entro i nostri confini,

non fosse già al suo quinto anno.

Come se la Cecenia

fosse lontana dall'Europa

quanto la luna.

Forza, andiamo!

Anna Politkovskaja.

Voglio vedere i risultati degli esami.

- Non è la nostra normale procedura. - Lei non è una paziente normale.

Lei è un parente?

No, sono il suo capo.

I risultati dovrebbero esserci.

Lo so perché li ho stampati poco fa.

Crede che siano stati eliminati?

Non solo i risultati degli esami.

Non c'è nemmeno traccia del ricovero in ospedale.

Andrà tutto bene.

È una guerriera.

Vostra madre ce la farà.

- Cosa c'è? - Dobbiamo portarla via.

| suoi documenti sono spariti.

- Ne è sicuro? - Non abbiamo altra scelta!

Qui non è sicuro. Vogliono lasciarla morire.

Dove sei? Eh? Due minuti!

-Attenti! Fermi! - Sta bene?

- Muoviamoci. - Andiamo.

Fate piano.

-| sedili. - Fate piano. Piano!

- Forza! - Sbrighiamoci.

- Uno, due, tre. -Attenti alla testa.

Cosa stai facendo?

L'ospedale di Likhovskoj è a 12 ore da qui.

Se succede qualcosa, sapete cosa fare?

Andiamo.

- Andrà tutto bene, mamma. - ll segnale è debole, ma vi porterà li.

Sei paranoico!

Cazzo se lo sono!

Alexei.

Grazie.

- Grazie. - Ma certo.

Presto, in terapia intensiva.

- Fate in fretta! - Uno, due, tre, quattro.

Fate piano.

Attenti alla testa.

Papà, hanno fatto migliaia di test, ma ne sanno meno di prima.

Stupida donna!

Ve l'ho detto, non si può stuzzicare un orso senza aspettarsi che ti morda.

- Quindi è colpa della mamma? - No, è mia.

Avrei dovuto impedirle di andare in quel Paese di merda.

Io in pratica l'ho incoraggiata.

No, tesoro.

Ascolta, tua madre ha fatto di testa sua, tu l'hai soltanto amata.

Come lei ha amato te e tuo fratello.

D'accordo? Pensaci.

Tesoro? Stai bene?

- Vera? - Hai...

Hai detto "amato”, al passato?

Scusa, no, io intendevo dire...

Ti chiamo se ci sono delle novità.

Posso pregare?

Ciao. lo sono Anna.

Chi vuole delle matite?

Le può distribuire?

Grazie.

Cosa succede a chi non viene adottato?

Se non trovano una casa prima di arrivare a 18 anni, vengono trasferiti.

Quindi sono costretti ad andarsene in tempo per l'arruolamento.

- Non dico che il sistema è perfetto. - Il sistema non funziona affatto.

Ciao.

Io sono Anna.

Lei non parla.

Noi la chiamiamo Angela.

È come un angelo.

| soldati russi l'hanno trovata che vagava vicino a Groznyj,

poco dopo l'inizio dell'invasione.

L'hanno scambiata per una russa e l'hanno portata qui.

Sei cecena?

Mi scusi.

È bella la tua bambola, Angela.

Le è successo qualche cosa di brutto a Groznyj?

Angela!

- Chiamo il direttore! - No, non...

Va tutto bene, non la punisca.

È stata colpa mia.

Perché sono una ficcanaso.

Sasha, lo so.

Sto solo dicendo che potrei essere un po'...

Si, lo so che sei molto occupato. Anch'io sono occupata.

SÌ, siamo persone occupate. Ciao, Sasha.

- Buongiorno. - Buongiorno. Ciao.

- | documenti. - Grazie, Pavan.

Menomale.

Aspetta!

Nessuno accusa nessun altro di corruzione, chiaro?

I nostri giornalisti vogliono solo farle delle semplici domande.

Che tipo di domande?

Beh, per esempio:

perché due miliardi e mezzo di rubli stanziati per progetti edilizi pubblici

sono stati utilizzati per costruire ville nel sud della Spagna per dei ricconi?

Sai cosa mi fa incazzare?

- Tutto quanto? - Beh, a parte questo.

Che cosa, a parte tutto?

Le ostriche.

C'è un ristorante sulle Alpi frequentato da ricchi russi.

- Ho parlato col padrone. - Non era un servizio sugli orfani?

Ti rendi conto che ne hanno otto tipi nel menù?

- Di orfani? - Di ostriche!

Provenienti da tutte le parti del mondo.

Ma questo cosa c'entra con l'articolo?

Tagliano i finanziamenti per gli orfanotrofi.

| bambini hanno fame e a nessuno frega niente!

Soprattutto a quei nuovi ricchi che pensano solo a rimpinzarsi.

Mangiando crostacei esotici. SÌ, ho capito.

- Che hai fatto al naso? - Ma a te non fa incazzare?

Beh, sì, mi fa incazzare, ma cosa ci posso fare?

Non trovo il fascicolo Berezovsky.

Non ti devi arrabbiare per le cose che scrivi.

No. All'inizio mi arrabbio, ma poi scrivo comunque.

Dove diavolo ho messo quel fascicolo?

Dov'era?

Questa cos'è?

Toffee. Non ti piace?

Lo adoro! Ma non amo la cacca di ratto.

Allora dovresti lavorare per un giornale statale.

Ho sentito che lì il toffee è eccellente.

E anche lo stipendio dei giornalisti, ho sentito.

- Perché sei venuta? - Mi piace passare tempo con te.

Vuoi una proroga?

Due, tre giorni?

Uno.

- Grazie. - Spero che ne valga la pena.

E non sbattere la porta..

Motti critici definiscono il suo libro “palesemente nazionalista...

Lo dice in modo negativo.

Dico solo che l'URSS si è sciolta nel 1990

e da allora tutti hanno superato l'idea della "Grande Russia".

Se hanno abbandonato la terra conquistata con il sangue dei loro antenati,

sono dei deboli e dei traditori.

Questa è un'opinione, giusto?

Vi è piaciuto?

"La Grande Russia” del nostro ospite, il professor Vorobiev.

A domani, con un argomento diverso. Buonanotte.

- E stop! - Porca puttana! Grazie.

Dove l'hanno trovato?

- Sei stato magnifico! - Ah, sì?

Il tuo nuovo amico sembra particolarmente allegro.

Chi? Il nipote di Frankenstein?

Ha scritto in faccia "Polizia Segreta”.

Cosa temono? Non chiederò un cambio di regime in diretta TV!

Perché no?

Perché, mia cara,

quell'uomo ha appena preso il potere

e sarebbe scortese.

Allora tu definiscilo per quello che è:

un ex tirapiedi del KGB, ossessionato dal volersi riempire le tasche.

Che bell'idea!

Ricordo un tempo in cui non ci avresti pensato due volte.

Ricordo un tempo in cui tu sapevi schivare un pugno.

Allora, com'è andata la giornata passata

ad affrontare la fredda verità, mia cara?

Beh, nessuno sa cosa sia successo ai suoi genitori.

Sono morti, probabilmente.

- Lei non vuole parlare. - E tu non sei riuscita a farla cantare.

Uno a zero per gli orfani!

Non è divertente, Sasha.

Mi dispiace per lei. Ma io sono imparziale.

Provaci anche tu, ogni tanto. Ma non saresti più tu, giusto?

Vediamo.

- Ti ha dato un bel gancio! - SÌ, beh, Putin ha colpito prima lei.

E al di là del tuo incredibile incontro, come va il pezzo?

Beh, mi manca ancora un'intervista, dopodiché scriverò,

Dimitrij pubblicherà l'articolo e...

non succederà nulla.

Nel periodo in cui Putin era vicesindaco di San Pietroburgo,

incassava una commissione del 25%

su migliaia di contratti illegali per le spedizioni di cibo,

Mmotlto spesso insufficienti nel bel mezzo di una carestia.

Forse va cercato un collegamento con la mafia del posto.

Nestor, qualcosa di nuovo in Cecenia?

Stavo pensando che ogni tanto dovremmo dargli un po' di credito.

- Sono stati i ceceni a iniziare. - Si sono invasi da soli?

Ha sedato una rivolta.

Dopo 12 mesi, sta solo finendo il rastrellamento.

- Io la vedo come una storia di successo. - Direi più una fantasticheria.

Sappi che ho parlato con tre dei principali generali di Putin.

Generali?

Wow! E c'era anche sua madre lì insieme a voi?

Io ero lì di persona.

-A Groznyj? - Non era nella lista.

L'esercito ti impone dove andare. A che serve pagare uno per andare lì?

E se pubblicassimo i comunicati settimanali dell'esercito?

- Pensate al risparmio. - D'accordo.

Ignorali.

Dimitrij, io...

Ecco, io penso che il nostro approccio sulla Cecenia sia sbagliato.

- Ti ascolto. - Proviamo a variare punto di vista.

Perché al momento è quello dell'esercito russo.

E se invece fosse quello dei ceceni?

Io non mi riferisco ai ribelli.

Ci ho provato.

Ma i pochi civili che trovavo non mi parlavano perché sono russo.

Che cosa dovrei fare? Fingermi della Bolivia?

Com'è il tuo spagnolo?

Va bene, abbiamo finito. Grazie.

Anna ha ragione.

Riguardo a Nestor? È ingenuo, imparerà.

È inutile.

- Continua a ignorare i fatti. - Costa poco.

Se i lettori vogliono la propaganda, possono leggere Tass o accendere la TV.

Non è il nostro scopo.

- Sai chi sarebbe d'accordo? - Ancora...

La principale ragione per cui Gorbacév ha fondato questo giornale,

usando i soldi del suo Premio Nobel,

è perché ci fosse almeno una fonte onesta di notizie.

Lo so. Toglierò quella fotografia.

Non ci serve un corrispondente di guerra laggiù.

- Quelli ce li hanno tutti. - E cosa ci serve?

Scusa se i interrompo. Ho letto il pezzo sull'orfanotrofio.

Hai fatto un lavoro grandioso.

Grazie.

Ho parlato un pochino con Jurij.

E siamo d'accordo con te.

Non pensiamo che ci serva un corrispondente di guerra in Cecenia.

Ci serve un corrispondente della gente.

Ah, bene.

Qualcuno che sia sensibile, empatico,

ma che sia anche determinato

e che abbia voglia di confrontarsi con il potere facendo domande difficili.

Anche a costo di farli incazzare.

Ci vorrà una settimana al massimo. E comunque è il mio lavoro.

- Secondo me, è un'ottima idea. - Grazie.

E perché mai? Introdursi in una zona di guerra non mi sembra una buona idea.

- Forse Ilja non tollera i ceceni. - Chi ha parlato dei ceceni?

Siccome è donna, non sa difendersi?

- Pensi che a un proiettile importi? - lo parlerò alle persone.

Alcune delle quali sono devote ad Allah.

E scriverò su di loro.

E papà?

Lui è d'accordo?

Certo.

È la cosa più stupida che abbia mai sentito in vita mial

Sapevi che la guerra tra Russia e Cecenia

è il conflitto ancora in corso che dura da più tempo al mondo?

- Io no. - Porca puttana!

Io sono tuo marito, d'accordo? Sono il padre dei tuoi figli!

E ti amo.

E voglio che tu stia con me.

Perciò domani chiami Dimitrij e gli dici che hai cambiato idea.

Giusto?

Hai finito?

Io ci andrò, Sasha.

Cazzo!

Ascoltami.

Darai una copia del tuo passaporto e il tuo itinerario a me e a Dimitrij.

E non ti sposterai di un solo metro

dal punto in cui c'è scritto che dovrai andare, chiaro?

- SÌ, è chiaro. - Bene.

Non è Disneyland, cazzo!

La gente si ammazza, si spara, si fa saltare in aria!

Se ti metti in mezzo, sei morta anche tu!

- Ho capito. - No...

- Sasha, ascolta... - No! Niente "Sasha!"

Promettimi che farai attenzione.

Te lo prometto.

Farò molta attenzione!

Capitano Turgenev, mi piacerebbe molto scrivere un articolo sulla sua nuca,

ma sarebbe più utile se potessimo fermarci a parlare con la gente.

Certo, ma ci fermeremo a Kiri, non prima, d'accordo?

O forse non ci fermeremo affatto.

Anna, esci!

Sbrigati!

Andiamo! Sta' giù!

Prima volta in azione?

- Niente male, eh? - Che succede?

- Sta' giù! - Va bene! Ma smettila di gridare!

Sgomberate l'area!

- Bene. - Grazie.

In questo momento, la battaglia di Groznyj è ancora in corso.

Il comandante russo ha dichiarato che chiunque resterà in città,

sarà considerato un bersaglio legittimo per l'artiglieria e l'aviazione.

- Ancora? No, ti prego! - Potete ignorarlo, se volete.

Non è l'unica a essere stata in una zona di guerra.

- Papà. - Eravamo dietro il muro di una chiesa.

- Ci sparavano addosso. - Bastai

- Devono sentirla tutti, è un classico! - È la nona volta che la sento.

Gli spari della mitragliatrice, era come se stessero penetrando.

Poi smettono, uno salta fuori e urla: "Non sparare, amico! Siamo giornalisti!

Sono del New York Times."

E quello: "Odio le vostre parole crociate!"

- E rade tutto al suolo. - lo sarei morta di paura!

- Tu invece non ne avrai avuta affatto. - lo credo di essermi pisciato addosso!

- Sasha! - È vero!

Chi è l'essere più spaventoso che tu abbia mai incontrato?

- Chi lo sa? - Pezzo di merda.

Pensavo fosse maiale.

Sarete felici che non tomi in Cecenia.

Imbarazzante.

No.

Questo cos'è? Dobbiamo sbrigarci! Subito! Forzai

Avanti, gente! Andiamo avanti! Su, muovetevi!

Forza! Più in fretta!

In pratica, si sta svuotando l'intera città.

Si dirigono ai campi al confine.

Mi scusi.

Scusi, parlerebbe con me?

Dove state...

Sono una giornalista, vuole parla...

Perché nessuno vuole parlare con me?

Che sta succedendo?

L'esercito russo.

Cosa? Può spiegarmi cosa...

La prego...

lo voglio solo aiutare!

Voglio solo aiutare!

Sto solo...

Ma vaffanculo! Che cazzo!

- Pronto? - Dimitri,.

- Anna? - Dimit... Mi senti?

È... Oh, merdal!

Ehi.

Dimmi una cosa.

Un giornalista deve informare e non aiutare, no?

Quelli russi invece non fanno che vendere

la versione della verità che vuole il Cremlino.

- Questo vale solo per alcuni. - Non per tutti?

Il mio giornale crede che la gente meriti la verità, non le bugie.

- Le bugie ci soffocano. - La verità è più facile da accettare?

Tu parleresti con me?

Mi sono già fidato di un giornalista russo, non succederà più.

Oh, ma per favore!

- Politkovskaja, è ora di andare. - No, io non vengo.

- Che cosa ha detto? - Che resto qui.

C'è una cosuccia che si frappone tra lei e questi viscidi cani ceceni.

Le forze armate russe.

L'apprensione che avete per le mie sorti è toccante,

ma non vedo cani su questa strada, tanto meno viscidi.

Invece vedo gente disperata che fugge da Groznyj

e mi chiedo la ragione.

Faccia come vuole, ma è da sola.

Su, salite! Andiamo!

Vorrei bere qualcosa.

Senti, vorrei essere sicura che tutto questo non mi costi la vita.

Ma visto che non posso esserlo, devo assumermi il rischio.

Io sono Anna Politkovskaja, comunque.

Anzor.

Se vuoi davvero documentare la verità...

ti mostrerò cose difficili da vedere.

Ottimo!

Possiamo andare ora?

Sei entrata nel buco nero del mondo, Anna.

Da qui non trapela né la luce, né la verità.

Salve.

Come fanno a sopravvivere?

È una cosa...

Ciao! Il mio nome è Anna. Tu come ti chiami?

E lei chi sarebbe? Cosa ci fa qui?

È Anna Politkovskaja.

- Vuole raccontare... - Una russa?

SÌ, io sono russa. Sono una giornalista di Novaja Gazeta.

- Vi conosco bene, siete tutti bugiardi. - Lei è diversa.

Tu come ti chiami?

Fatima.

Vuoi parlare con me, Fatima?

Per favore.

Se li parlo, racconterai la mia storia?

Senza bugie?

Te lo prometto.

Grazie.

Vieni.

Ti va bene se ti registro?

- Grazie.

Lo metto qui.

Vakha mi amava.

Non aveva mai fatto del male a un altro essere umano.

Io riuscivo sempre a farlo ridere.

Era questo che amava di me.

II mio senso dell'umorismo.

In genere quelli divertenti vogliono essere gli uomini, ma...

a Vakha non importava.

Quando hanno trovato il suo corpo,

era crivellato di colpi.

Gli avevano tagliato le orecchie

per tenerle come trofei.

Te lo dico io chi è stato.

| russi.

“Quando questa gente scopre che sono una giornalista, si aggrappa a me

come se fossi una maga

e da me dipendesse qualcosa di essenziale.

Non stanno combattendo questa guerra per frenare una Repubblica ribelle.

Questa guerra è in corso per promuovere gli interessi di una sola persona.

Un presidente intenzionato a diventare il tipo di leader

che la Russia credeva di essersi lasciato alle spalle.

Un brutale autocrate, superbo e assetato di potere."

Cristo Santo!

Avevi detto che saresti stata dura.

È come lanciargli una bomba davanti casa.

- È a lui che stavo mirando. - Vuoi mandare all'aria tutto il progetto?

Beh, aggiungerò qualche parola su quanto sia un bravo padre

e quanto donino in beneficenza i suoi generali.

Il reparto ustionati dell'ospedale va però spostato al primo paragrafo.

Edulcora gli spargimenti di sangue, ma non cambiare una parola.

Ne pubblicheremo un brano a settimana.

Grazie.

Prima di Putin, lo sai come si sentivano i russi.

Ci ha fatto amare di nuovo il Paese.

Alcuni di noi l'hanno sempre amato.

Stiamo precipitando in un abisso sovietico.

Un vuoto informativo che segna la morte

per colpa della nostra ignoranza.

Se si sceglie di essere dei giornalisti in Russia,

bisogna accettarne i rischi.

Buon compleanno!

Scusami, non riesco a... Aspetta.

Oh. Ilja, scusa!

C'è pochissimo campo. Hai ricevuto il regalo che ti ho spedito?

-SÌ. - È un detto sufi.

È bellissimo, mamma.

Ma io non so che significa.

"Solamente con il cuore puoi toccare il cielo."

Cos'era quel rumore? Sono bombe?

Gli spari degli obici.

Il 120° vuole dare a Putin qualcosa di cui vantarsi prima delle elezioni.

Sembrano vicini.

Non lo so, saranno a cinque chilometri da qui.

Aspetta.

Ecco qui.

- Uscite dall'auto. - C'è qualche problema?

Scendete.

Ti richiamo.

No, mamma, aspetta!

- Può spiegarmi qual è il problema? - Sul Forza!

- Dove ci state portando? - Zitta, cazzo!

- Giornalista. - Sì, sono una giornalista.

E ho l'autorizzazione per stare qui. Per favore, legga.

Scusi, non tocchi...

Oddio!

Brutti bastardi!

- Devi scriverlo, potevano ucciderti. - Loro non sono nessuno.

Non aprirò gli occhi della gente dando loro in pasto delle nullità.

La prossima volta, non romperanno solo il registratore.

- Ehi. - Ciao.

- Ottimi ascolti, ieri sera. - Già.

-| migliori della serie. - Non possiamo crogiolarci.

Tua moglie si sta creando una reputazione niente male.

Beh, ha cresciuto i bambini mentre io mi creavo la mia, per cui...

Si, lo trovo giusto.

È un po' incauta, no?

Dice che è consapevole del pericolo che corre.

E tu invece?

Che può succedermi?

Lei che mi cava un occhio col pennello?

Buona trasmissione.

Scusa. Mi hanno bloccato al lavoro.

La sua è una missione. Non è facile per nessuno di noi.

No, certo, ma che faresti se scoprissi che lo scorso anno,

anziché correre per la Cecenia, lei era tra le braccia di un altro uomo?

Come ti sentiresti? Saresti d'accordo?

Non dovevano mandarla in un conflitto.

Lei è una portavoce della gente.

Ama le persone. È fatta così.

- Avete finito? - SÌ, grazie.

Oggi, nella sua rubrica, sai come lo ha chiamato?

Un gangster.

La mamma è così.

Bella, tenera, e con il tatto di un carro armato T-90.

La gente inizia a notare quanto lo odia.

Lei detesta ciò che sta facendo.

Odia la guerra.

Almeno quanto ama i ceceni.

Ehi, siamo qui per divertirci, ricordi?

Bevi!

Questo è tuo figlio?

Hai mai cercato di unirti ai ribelli?

Sai, Anna, un giorno mi sono svegliato e c'era la guerra.

Motti miei amici si sono uniti ai ribelli,

ma non odiavo i russi al punto da ucciderli, quindi...

Dicono che per far finire la guerra, bisogna vincerla.

Secondo me va finita e basta.

Non possiamo parlare di altro? Abbiamo un'ospite.

La guerra può aspettare. Non le ho offerto da bere.

- Venga, gli avevo detto di darle da bere. - Devo apparecchiare.

Questi sono Amina, Zarina, Amir e Khava. Prego.

Allora, stasera facciamo una bella cena di famiglia.

E beviamo.

Grazie. Sapete, ha un profumo squisito.

Vedrai, è una delizia.

Mia madre è la miglior cuoca della Cecenia.

- Ehi! Chi ti ha cresciuto, i lupi? Fermo! - Scusa, mamma.

Ciao!

Nataija!

L'ho raccolto, pulito e cucinato, tutto da sola.

- E io non ho fatto niente? - Tu non fai mai niente.

- L'ho raccolto io. Non so di che parli. - È una bugia.

Non ascoltarli, sono dei bugiardi.

Io vorrei fare un brindisi... ad Anna.

No.

Per aver dato al popolo ceceno luce e speranza.

E per aver mantenuto la promessa.

E vi prometto che continuerò a mantenerla.

-Ad Anna. -Ad Anna.

Vedi, mio cugino Anzor è il suo autista personale.

Sono diventati molto famosi.

Non ero già un bersaglio abbastanza grande?

È il momento del dolce, che ne dite?

Ha mai incontrato qualcuno di questi uomini?

No, mai.

Sono dei civili ceceni che sono scomparsi attorno al due gennaio.

Ho avuto dei contatti con la gente del posto

che afferma che alcuni membri della vostra unità militare

hanno arrestato questi uomini, i quali, nell'arco di alcuni giorni,

e sotto la sua stretta supervisione,

sono stati sottoposti a torture.

Conosce quest'uomo?

Salambek Turamov.

Stando alle nostri fonti, lei avrebbe torturato Salambek,

prima di trascinarlo brutalmente in una cella

negli uffici del distretto di Ottobre,

dove l'ha ucciso.

Nessun commento?

Lei mi sta accusando di omicidio?

Sono i suoi genitori a farlo.

Scriva questa dichiarazione.

"Io sono un ufficiale dell'esercito della Federazione Russa.

Non un assassino."

Ma scriva pure la sua storiella.

Tanto non la leggerà nessuno a parte qualche frocio progressista a Mosca.

È vero, non abbiamo il nuMmero di lettori degli altri giornali.

Ma c'è un solo numero che ha importanza per me.

Ed è il numero di pubblici ministeri necessari per formulare un'accusa

di omicidio di primo grado contro un ufficiale dell'esercito russo.

E quel numero è uno.

Direi che abbiamo finito, no?

Tu lo sai che potrei tagliarti la gola e farti morire dissanguata come un maiale?

La ringrazio per avermi dedicato del tempo, maggiore.

'Ora, se non le dispiace, c'è fuori il mio autista che mi aspetta.

- Buongiorno. - Buongiorno!

Cos'è successo alla mia scrivania? È...

È tutta ordinata.

È stata probabilmente la nuova stagista.

È il suo primo giorno, era una cronista inesperta di un giornale locale.

- Vorrebbe diventare una vera giornalista. - Beh, stia lontana dalla mia scrivania.

Adoro quando ti incazzi.

Vorrei che ti rivolgessi così al Consiglio di Sicurezza.

Grazie.

Io sono Anna.

- Lo so. - Cosa stai facendo in questo momento?

Sto preparando i caffè.

Non diventerai una giornalista facendo queste cose.

Voglio che mi aiuti a scrivere la nostra dichiarazione all'ONU.

Chiama Natalija, dille che lavori per me.

Voglio una lista di tutte le denunce contro le truppe russe in Cecenia

negli ultimi sei mesi.

Poi preparati a passare il resto del giorno a fare telefonate.

E... io prendo un tè.

Senza zucchero.

Io disapprovo Putin

perché lui disprezza il suo popolo.

Ci vede semplicemente come mezzi per raggiungere i suoi scopi.

Siamo solo dei mezzi per ottenere e mantenere il potere.

Crede di poter fare di noi tutto quello che ritiene opportuno.

"Perché noi non siamo nessuno.

Mentre lui che ha la possibilità di arrampicarsi fino in cima,

è lo Zar e il Dio del presente.

In Russia abbiamo già avuto dei leader con questo profilo,

che ci hanno portato solo massacri, grandi tragedie e la guetra civile."

Io non voglio questo.

Quindi non approvo questo tipico cekista sovietico."

Un membro della polizia segreta.

So che vuol dire "cekista”, ma chi non è russo non lo sa.

Beh, se avessi saputo che l'Associated Prese l'avrebbe citato,

l'avrei formulato diversamente.

...tipico cekista sovietico,

mentre sfila tronfio sul tappeto rosso della sala del trono del Cremlino,

come se gli appartenesse.

L'oro viene lucidato e risplende.

| servi sorridono con obbedienza.

Compagni, ex colleghi del KGB, ricevono da lui promozioni

ben al di là delle loro competenze e assumono un'aria dignitosa."

Cristo santo!

Beh, è esplosivo! Putin è un imperatore.

Qualcuno doveva dirlo.

Spero che qualcuno in una posizione di potere ora spenderà cinque minuti

per vedere dov'è la Cecenia sulla mappa.

Che c'è? Cosa guardi?

Niente.

Grazie.

-Mi scusi. Le dispiace? - No.

Lei è una scrittrice.

Tiro solo a indovinare.

Ha quello sguardo inquieto di chi ha una scadenza da rispettare.

Se io sapessi scrivere, scriverei di storia.

Degli antichi zar, Ivan, Pietro.

'Oggi puoi scrivere ciò che vuoi su di loro e non importa a nessuno, ma una volta...

E dovevi stare attento a cosa scrivevi sulla Chiesa.

Era tutto sullo Stoglav.

Lei sa che cos'è?

È un registro sui quesiti degli zar alla Chiesa e le loro risposte.

Ha sancito l'attuale Diritto Canonico.

E...

ciò che era permesso esprimere agli scrittori.

Questi sono squisiti.

Ora capisco perché viene qui ogni mattina.

Lei chi è?

Lei si deve fermare.

Fermare cosa? Le mie critiche allo Zar?

Vede, non fa alcuna differenza, per me.

Personalmente mi piace la sua rubrica. La leggo volentieri.

La sua passione, la sua apprensione per l'umanità,

l'affetto per il popolo ceceno che prova.

Sono tutte cose encomiabili.

Ma non cambiano la sua situazione.

E qual è la mia situazione esattamente?

È stato un vero piacere.

Buongiorno.

- Buongiorno. - Salve.

Ma dail

Gregor, ciao.

- SÌ, dammi un attimo. - Sasha.

- Che hanno fatto? - Sasha!

- Devo parlarti un momento. - Sono in ritardo.

Vieni con me, amico mio.

Purtroppo la cosa ci è completamente sfuggita di mano.

- Ehi. - Ciao.

- Che succede? - Niente.

Chi è quello?

Non è nessuno. Lascia stare.

Perché ti sta fissando?

Non lo so. Su, entriamo.

Ija.

Iija, lascia perdere, ti prego.

Ehi!

Ehi!

Dai, Ilja! Se n'è andato.

Guarda che disordine.

Sono tornata da una settimana, non ho avuto tempo.

Tu non c'entri, dovrebbe pulire lui.

Tuo padre sta vivendo un brutto momento.

- Detesta non lavorare. - Smettila di trovargli delle scuse.

No, Ilja.

Ehi.

- Va tutto bene. - No, non va affatto bene, invece.

Non va niente bene.

Né papà,

né quell'individuo che ti pedina per strada,

forse uno degli squilibrati dei tuoi articoli che vuole vendicarsi.

Senza contare che da due anni,

ogni mattina mi sveglio chiedendomi se qualcuno mi chiamerà

per dirmi che hanno trovato mia madre in un fosso.

E tutto questo è assolutamente sbagliato.

Sei qui.

Ciao.

Anna, bentornata.

Allora, rimani per cena?

No.

Oh, Ifja.

- Iljal - Perché è arrabbiato? Che gli hai detto?

Che cosa gli hai detto?

Sai, anche se mi piace lavorare tutto il santo giorno e poi fare la spesa,

e alla fine preparare la cena,

sarebbe carino Se lo facessi anche tu ogni tanto.

Sono occupato, sto facendo qualcosa.

- E cosa fai? - Registro le minacce di morte.

Perché?

Sasha..

Ha chiamato il tuo criminale di guerra preferito, te l'ho salvato.

Hai sentito?

Sei morta.

Ti taglierò le tette e poi le darò in pasto ai cani.

L'ultima volta era il tuo utero.

Qualcosa mi dice che il maggiore Lapin abbia dei seri complessi ma te mi.

- Nessuno ti chiede di farlo, Sasha. - Vanno registrati.

E comunque, cos'altro dovrei fare?

Hai scritto altre domande di lavoro?

Ho scritto moltissime lettere, ma nessuno mi risponde.

Lo faranno, è solo questione di tempo e succederà.

È esattamente come ai vecchi tempi. Non lo vedi?

È come se avessero scoperchiato la cripta di Stalin

e il tanfo aleggiasse nell'aria.

- Hai chiamato Vasilij? - Ti prego, no. Non...

Hanno tutti paura di lui.

È assurdo, non sono neanche io il bersaglio.

- Scusa.

- No, scusa, io... - No! Devo fare la cena.

Scusa.

Scusi, posso aiutarla?

Devo parlare con Anna. Anna Politkovskaja.

Un momento.

Mi scusi! Ehi!

Non può andare lì. Fermatelo!

- Che succede? - Un momento!

Deve prendere un appuntamento, non può entrare quando vuole.

- Lei sta... - Aspettate.

- Va tutto bene. - Lo conosci?

L'ho visto in giro.

Posso esserti utile?

Esercito?

Vice caporale.

Semenov Ivan, quinta armata, brigata fucilieri motorizzata.

Hai combattuto a Gudermes?

Avete subito gravi perdite.

Loro di più.

Ascolta, io sono sicura che vuoi dirmi qualcosa.

Ho visto che hai continuato a seguirmi.

Hanno mentito.

Dicevano che era per la spazzatura.

Ivan, vieni con me.

- Va tutto bene. - Annal

Lasciatelo. Dimitri, sto bene.

Davvero. Prego, di qua. Seguimi.

- Sicura? - SÌ, certo!

Siediti.

Ho scavato la trincea con alcuni compagni di squadra.

II sergente maggiore ha detto che ci avrebbero seppellito dei rifiuti.

Non avevo motivo per non credergli.

Il giono dopo si è presentato sul campo un gruppo di forze speciali.

Erano ceceni che all'inizio avevano combattuto contro i russi

e avevano cambiato fazione, non capivo perché fossero li.

Poi un grosso gruppo di non-combattenti fu scortato fuori dal campo,

marciando sul bordo della trincea,

quella scavata per seppellire la spazzatura.

Le forze speciali erano in attesa, conii fucili.

Abbiamo lasciato il campo una settimana dopo senza lasciare traccia.

Un intero campo.

Tu... credi di riuscire a disegnare una mappa?

Giura di non pubblicare il mio nome?

Se tu giuri che non stai mentendo.

Anna?

Sai, ce l'ho avuto sotto il naso tutto il tempo.

- Cosa? - Il campo al quale era assegnato Semenov.

Calcola che ci siano più di 200 corpi sepolti li.

E secondo lui, accade la stessa cosa in tutta la regione.

Se fosse confermato, capisci cosa significa?

Si.

- Tu non andrai laggiù. - Perché?

Devi incontrare il Consiglio di Sicurezza tra cinque giorni.

- Ma quello può aspettare. - Per l'amor di Dio, Anna!

Sei stata chiamata direttamente dalla delegazione britannica

per testimoniare alle Nazioni Unite.

Non è una specie di centro estetico

in cui puoi disdire e cambiare appuntamento quando vuoi!

Semenov è venuto da me perché sono l'unica persona di cui si fida.

No, lui si fida di questo giornale.

Tu lavori per il giornale, non è il giornale che lavora per te!

Senti, io ho capito, d'accordo?

La Cecenia è la tua creatura mentre questo giornale è la mia.

E non è una questione di soldi, potrei guadagnare il doppio ovunque.

Ma poi farei le stesse merda te degli altri.

Ed è per questa ragione che mi sono sentito molto gratificato

quando abbiamo ricevuto l'invito dall'ONU.

Ho visto la firma di Kofi Annan e ho pensato:

"Forse stiamo facendo qualcosa di giusto.' D'accordo?

E "noi" non significa "io e te".

Significa ogni singola persona

che ha attraversato quella porta e ci ha messo l'anima.

Va bene?

Ehi, ehi!

Sono venuta qui per fare un discorso su un'occupazione illegale

Sono venuta qui per fare un discorso su un'occupazione illegale

e i suoi effetti devastanti ai danni dei civili in Cecenia.

Ma nelle ultime 48 ore, ho ricevuto delle prove

che confermano sistematiche uccisioni di massa

su una scala che non avrei mai immaginato.

Su una scala che non avrei mai immaginato.

Il sito contiene i resti di più di 150 civili assassinati.

Molti sono stati trovati con le mani legate dietro la schiena col filo spinato.

E molti presentano segni di tortura.

E molti presentano segni di tortura.

Noi siamo convinti di trovare molte altre fosse comuni.

Ora il Cremlino sta facendo tutto il possibile per tenerlo segreto.

Vuole che tutto il mondo creda che la Russia stia combattendo i terroristi.

Vuole che tutto il mondo creda che la Russia stia combattendo i terroristi.

Mentre di fatto, il suo preciso obiettivo

è quello di mandare avanti una campagna di genocidio

contro la popolazione cecena.

Si, signore, l'ho vista.

Ho capito, signore.

SÌ, grazie.

La gente può pagare con la propria vita per dire ad alta voce quello in cui crede.

Il semplice fatto di parlare con me può mettere qualcuno in pericolo.

Lui dov'è?

Non è qui.

No! Non è in casa!

È a Regita!

Tornate indietro! Non è qui!

Tornate indietro! Non è qui!

Dove andate?

Oh, mio Dio, lasciatelo stare!

Non inseguitelo, lasciatelo stare, vi prego!

In ginocchio!

CARA ANNA, BENVENUTA A LONDRA! TI AUGURIAMO UN BEL SOGGIORNO.

- Tra poco inizia "Il Padrino". - Peccato! Purtroppo ce lo perderemo.

Possiamo sempre chiedere il servizio in camera, come ai vecchi tempi.

Possiamo sempre chiedere il servizio in camera, come ai vecchi tempi.

E quando mi chiederanno perché non sono andata a ritirare il mio premio,

risponderò: "C'era un vecchio film in TY e non volevo perdermelo.'

Non è un vecchio film! È "Il Padrino"!

Tu adori "Il Padrino".

Tu adori "Il Padrino”, io sto solo al tuo gioco!

Tu adori "Il Padrino”, io sto solo al tuo gioco!

Preparati adesso!

Ciao.

Anzor è stato arrestato.

Cosa?

Hanno preso mio figlio.

E dove lo hanno portato?

Cos'hai?

Che c'è?

Tutto bene?

Andiamo.

Non è più come un tempo.

Prima, per vincere un premio dovevi farti uccidere.

O almeno perdere le gambe, no?

Mettevano una foto in redazione sopra la macchina del caffè.

"Non ti scorderemo mai". E la gente chiedeva: "Chi è?"

E ora, l'ultimo premio della serata.

Il Global Award per il gionalismo in difesa dei diritti umani nasce

per riconoscere l'immensa importanza del giornalismo in tutto il mondo.

Quest'anno il premio va a...

Anna Politkovskaja!

Scusai

La guerra ha due facce. lo dico che ne ha tre.

La guerra ha due facce. lo dico che ne ha tre.

I civili innocenti sono intrappolati in quella che io posso descrivere

solo come una guerra medievale e brutale.

E io vorrei dedicare questo premio

a tutte quelle persone così straordinarie e piene di coraggio.

A tutte quelle persone così straordinarie e piene di coraggio.

Scusa se ti ho messa in imbarazzo. Ho bevuto un paio di bicchieri.

- Bravo, Sasha! Dai la colpa al vino. - Cristo santo, sei piaciuta a tutti.

Hanno amato il tuo discorso.

Basta essere arrabbiata.

- Non rimarrà la macchia, è acqua. - Non c'entra il vestito.

Ascolta!

Il problema sei tu e l'atteggiamento di autocommiserazione che hai assunto.

Ogni volta che provo ad aiutarti, ti arrabbi.

- Ti arrabbi per qualsiasi cosa faccia. - Che dici?

Ascolta, tu eri una celebrità.

Ti trattavano bene ovunque tu andassi, anche a casa nostra.

E poi, cosa impensabile, tua moglie un giorno è uscita dall'ombra.

E poi, cosa impensabile, tua moglie un giorno è uscita dall'ombra.

Credimi, sei così lontana dalla verità.

Ho ragione.

Si, tu hai sempre ragione su tutto, cazzo.

È vero, odio stare a casa senza fare niente.

È vero, odio stare a casa senza fare niente.

Detesto stare con le mani in mano senza fare nulla, per anni.

E secondo te di chi è la colpa?

- Non sarà mia, vero? - Ovvio.

Perché non è colpa mia.

Dai la colpa a me, come per ogni cosa?

Dai la colpa a me, come per ogni cosa?

E di chi cazzo sarebbe la colpa, sennò?

- No. -No, senti, mi dispiace.

Ascolta, Sasha. A me non importa più nulla.

- Le porto i bagagli? - SÌ, grazie.

Ho...

Ho parlato con Vasili, Imi lascerà dormire da lui per un po'.

Ho parlato con Vasili, Imi lascerà dormire da lui per un po'.

Gentile da parte sua.

Quanto starai qui?

Un altro paio di giorni, credo. C'è ancora gente che vuole parlarmi.

Ascolta.

Tu sei una scrittrice migliore di me.

So che per te non è facile dirlo.

Pronto?

Lo hanno picchiato.

Lo hanno picchiato.

E poi lo hanno lasciato morire come se fosse un rifiuto.

Oh, Maaret.

Mi hanno portato via tutto.

Mio fratello, mio marito, i miei figli.

La guerra fa questo, ti toglie tutto.

E non si ferma mai.

Due secoli di privazioni e ancora non gli basta.

Mi dispiace tanto.

Se doveste stufarvi di guardare questo lunghissimo dramma in costume

Se doveste stufarvi di guardare questo lunghissimo dramma in costume

in cui non succede letteralmente nulla, credo che facciano una partita di calcio.

No?

Va bene.

Nessuno sta documentando il terribile impatto della guerra.

Nessuno sta documentando il terribile impatto della guerra.

La tattica adottata dal Cremlino per sopprimere il cosiddetto "terrorismo”

è quella di generare automaticamente un'enorme ondata di violenza,

come non si era mai vista prima.

Come non si era mai vista prima.

Scendete da quel cazzo di palco! Svelti!

Tutti voi state per morire!

A meno che non facciate esattamente quello che diciamo.

Contattate i vostri cari.

Dite loro che siete ostaggi

del Battaglione di Ricognizione e Sabotaggio

di Vedeno!

Bene. Voi volete qualcosa?

- Sono a posto, grazie. - Ilja?

- Sono a posto, grazie. - Ilja?

Qui Nikolai Agapov, in diretta dal Teatro Dubrovka di Mosca,

che è stato messo sotto sequestro dai terroristi ceceni.

Oh, mio Dio!

Poco dopo le nove di stasera...

Abbassa il volume!

Si? Con chi parlo?

- Egorov. Della Federazione Russa. - Che cosa vuole?

Comunicarle le richieste dei terroristi.

- E sarebbe a dire? -Lei.

- Me? - Sì, per fare da mediatrice.

Secondo il loro capo, lei è l'unica russa di cui si fida tutto il popolo ceceno.

Dovrebbe venire al Teatro Dubrovka immediatamente.

Chieda di me e un mio uomo la porterà al centro di comando.

D'accordo.

Mamma?

Loro... vogliono che li aiuti con le trattative.

Al telefono, vero?

No.

Oh, mio Dio.

...una donna sui 40 anni assassinata in teatro.

È con questi che dovresti ragionare?

E dovresti andare lì a fare cosa? Dargli una cazzo di speranza?

Ilja, se c'è qualche cosa che posso fare per essere d'aiuto,

io la farò.

Certo. È quello che sento da una vita.

Gli innocenti e gli oppressi, e quanto hanno bisogno di tel

Ilja, ascolta!

Perché questo è il mondo!

E il mondo non finirà mai di fare vittime!

Non importa cosa fai tu o chiunque altro per cambiarlo, allora dimmi!

- Qual è il nostro ruolo? - Non è di te che stiamo parlando!

Certo, noi siamo sangue del tuo sangue.

Non contiamo come i miserabili e gli sfruttati!

Ifja, io...

Irjal

Tu non andrai. Non puoi.

Resterai qui.

- È una sua scelta. - lo non voglio che tu muoia!

Senti cosa dici.

Ti prego, stai attenta!

Ho inviato Marta e la cronaca locale. Avrei mandato te, ma sembri occupata.

Fammi un favore, non far incazzare nessuno, anche se so che ti è difficile.

Ci proverò.

Non troverai un taxi.

Un mio amico a Washington dice che è su tutti i TG.

Lo dice anche il mio contatto a Londra.

Niente male. Questa volta è uno scoop.

Perché lo stai facendo?

Non sei un genitore.

Forse un giorno avrai dei figli e allora in quel momento...

i tuoi figli guarderanno il mondo che gli hai lasciato e ti giudicheranno,

ma non per vedere se sei riuscito a rendere il mondo un posto migliore,

0 se non ci sei riuscito, ma...

ti giudicheranno per l'impegno che ci hai messo.

Non posso portarti oltre.

Ti lascio qui, ma non ti consegnerò a loro.

Vai, mamma.

Niente interruzioni.

Signore.

Grazie per essere venuta, Anna.

Non dovrà fare giornalismo o osservare.

Niente dichiarazioni pubbliche o interviste.

Tenga la bocca chiusa, niente opinioni finché la situazione non è risotta.

Dopodiché sarò libera di dire ciò che voglio?

- Tenente colonnello Egorov. - Questa è una sua decisione.

Il nome del loro capo è Movsar Barayev, un separatista ceceno molto affermato.

Stimiamo che ci siano altri 30 terroristi

e almeno 800 ostaggi.

All'interno ci sono ancora dei bambini, farli uscire dev'essere la priorità.

Abbiamo intercettato le telecamere a circuito chiuso del teatro

che coprono entrate e uscite,

quindi dovremmo poterla monitorare quasi tutto il tempo.

Ma se qualcosa dovesse andare storto, non potremmo fare molto.

- Metta il giubbotto antiproiettile. - Non serve.

Hanno già ucciso due ostaggi.

Sono dei selvaggi. Lei si fida dei selvaggi?

Se sono dei selvaggi, nessun giubbotto mi proteggerà, dico bene?

Siamo pronti?

Signora.

Sta entrando.

- Ed è sola. - Andrà tutto bene.

- Quanto serve ai tuoi uomini? - Due o tre ore.

È dentro, passo.

Dai l'ordine.

Signorsi.

C'è qualcuno?

C'è qualcuno?

Salve.

- Io sono Abu Bakr. - lo sono Anna.

È un onore incontrarti, Anna Politkovskaja.

Da noi scrivono canzoni su di te.

Dicono che sei la donna più coraggiosa della Russia.

Voglio vedere Barayev.

Certo.

Vieni con me.

Cosa cazzo è questa merda?

Siete scemi? Toglietelo!

Imbecilli del cazzo!

Di' ai tuoi lettori che non siamo jihadisti,

anche se vogliono farvelo credere.

È un piacere conoscerti.

Ci sono bambini sotto i 13 anni. Hai fatto un patto.

Devi liberai.

Bene.

Tutti i bambini al di sotto dei 13 anni Imi seguano in fila sulle scale, subito.

- È sua moglie? - SÌ, è diabetica.

Ecco.

- Prenda questo. - Grazie.

Bambini, venite.

Siamo al punto di non ritorno.

O la guerra si ferma adesso

o saltano in aria gli ostaggi.

Sarebbe questo il vostro messaggio?

Ascolta, io comprendo.

So che la situazione in Cecenia è intollerabile.

Io posso aiutarvi a negoziare.

Si devono fermare immediatamente tutti i controlli di sicurezza.

Se lui accetta,

anche i bambini più grandi potranno andare.

Chi ci dice che non riprendono le operazioni tra due giorni?

Se lasciate andare i bambini adesso,

è già un segnale, Abu Bakr.

E credimi, è molto importante.

Vuole parlare con te.

Grazie.

Vuole che annulliate immediatamente i controlli di sicurezza.

Prima liberi quelli dai 13 anni in su,

poi ordinerò un fermo a tutti i distretti, tranne Vedeno.

Ha detto che dovete liberare i bambini più grandi, prima.

Anna.

Fatima.

Ne abbiamo fatta di strada.

Strade diverse, però.

Tu hai scelto le parole, io ho scelto l'azione.

Questi uomini...

ti stanno usando.

Ti sbagli.

Sono bravi uomini che combattono per una causa più grande.

Se tuo marito fosse ancora vivo, combatterebbe con loro?

Uomini che si approfittano dei più deboli, non dando loro altra scetta

che uccidere degli innocenti, e in nome di cosa, la pace?

Copriti il viso, Fatima.

Vieni via con me, ora. Chiedi clemenza alla corte.

È l'unico modo che hai per uscire viva da qui.

Va bene.

Libereremo tutti i bambini.

E le donne?

Forse.

Ora devi andare.

E tu invece devi usare il dialogo.

Altrimenti come andrà a finire?

Quando la Cecenia sarà libera.

Solo allora finirà.

Addio.

Ma che... Cosa sta...

- Che cazzo succede? - Il Team Alfa irrompe.

Cristo, abbiamo la guerra in casa.

Cos'è stato?

Ma cosa...

- Lascia... - Si calmi.

- Lasciatemi andare! - Lasciatela andare.

Cosa diavolo avete fatto?

Mi avete usata!

Mi avete usata per guadagnare tempo!

Abbiamo entrambi un incarico.

Abbiamo salvato molti innocenti e messo a dormire dei ceceni.

Ottimo lavoro.

So che è stato il presidente ad avere l'idea, ma su questo non mi citi.

Siete pazzi!

Siete tutti dei pazzi fottuti!

Quindi lei accusa il presidente di omicidio?

II mese scorso ha ordinato di usare armi chimiche sui civili.

Sono morte 170 persone, perciò lei come lo chiamerebbe?

- Era un gas contenente oppioidi, giusto? - Fentanyl.

Un anestetico usato per addormentare le persone, non per ucciderle.

Scusi, lei le ha viste quelle persone?

Loro sono dei civili, non terroristi.

E non stanno dormendo.

Il Fentany! causa una depressione respiratoria.

Le vittime andavano poste su un fianco per tenere aperte le vie respiratorie,

invece sono state distese sulla schiena e questo ha causato loro l'asfissia.

Come vede, i soccorritori sono stati completamente colti alla sprovvista

dal numero di persone bisognose di cure.

Se invece fossero stati informati in anticipo...

- E perché non lo sono stati? - Segretezzal

La nostra squadra ha scoperto che l'operazione era riservata

e accessibile solo su base necessaria.

E questo...

Beh, questo includeva le persone

che potevano salvare delle vite!

E sul fatto che 30 terroristi

abbiano preso centinaia di ostaggi?

L'unico terrorista

del quale il popolo russo deve avere paura...

è il suo stesso presidente.

Questo devi vederlo!

Giunge ora una notizia dalla città di Beslan, nell'Ossezia settentrionale.

| separatisti ceceni sono entrati in una scuola prendendo molti ostaggi.

Questo terribile fatto ricorda l'episodio del Teatro Dubrovka,

in cui centinaia di persone rimasero intrappolate.

Oh, no.

Anna, questa non è la tua guerra.

- Venga. - Ascoltami, Dimitrij.

Qualcuno dovrà negoziare, io devo fare un tentativo.

Sbaglio o dovresti fare la giornalista?

È quello che faccio, e tu lo sai.

È per questo che ho bisogno di andare sul posto.

Stai attenta, però.

Il mio contatto ti incontrerà e ti porterà alla scuola.

Il governo dice che ci sono dai 200 ai 400 ostaggi,

ma il mio contatto in Ossezia dice che superano i 1.100,

di cui 700 bambini.

Buona fortuna.

Grazie.

Stai attenta!

Benvenuta a bordo.

Grazie.

- Tè o caffè, signora? - No, grazie.

- Tè o caffè, signora? - Tè, grazie.

Grazie.

Signorina...

Signorina!

Signorina...

Mamma!

Mamma, sei sveglia.

Bevi.

Ija.

Si è svegliata.

Ilja sta arrivando.

Vado a chiamare un'infermiera, d'accordo?

Cosa è successo?

Agli ostaggi?

Mamma...

Cos'è successo?

| ribelli...

hanno fatto esplodere una bomba nella palestra.

Questa è la versione del Cremlino.

Ci sono state vittime, mamma.

Quante?

Il numero continua ad aumentare.

Al momento dicono che ci sono più di 300 morti.

Compresi tutti i separatisti.

Quanti bambini?

- Mamma, adesso riposati. - Vera, quanti bambini sono morti?

La maggior parte.

Avevi ragione.

Quando l'hai definita guerriera.

Dio è grande.

Garry Kasparov era ospite in televisione ieri.

Ti ha definita “la coscienza della nazione”.

Garry Kasparov dovrebbe limitarsi a giocare a scacchi.

Buongiorno.

Date un'occhiata.

Anna! Anna! Anna! Anna!

Io non sono una santa.

Proprio no.

Chiedetelo alle madri di Beslan.

Non dirlo a loro.

Madre Russia.

Proprio no.

Grazie.

State indietro, per favore! Indietro!

Grazie. Mi scusi.

Attenzione! Piano!

- Stai bene? -SÌ.

- Torniamo a casa. - Va bene.

Una giornalista non dovrebbe mai essere "la storia".

Io non sono una politica.

Sono solo un altro volto tra la folla a Mosca,

a San Pietroburgo e in Cecenia.

Faccio il mio lavoro.

E non intendo assolutamente fermarmi.

- Ciao, come stai? - Bene!

- Che fai domani? - Domani?

Avevo in mente di venire al lavoro. Perché?

Pensavo di prendermi un giorno libero. Vuoi unirti a me?

Va bene.

D'accordo. A mezzogiorno.

Al chiosco della musica, Parco Druzhby.

Bene! Ci vediamo lì.

Ci vediamo.

Ciao.

I miei piedi si sono ingrossati.

Quando le hai indossate l'ultima volta?

Trent'anni fa.

Andavo al Gorky Park tutti i sabati pomeriggio a ballare il cha-cha.

Che c'è?

- Il cha-cha? - SÌ, il cha-

Ero un ballerino provetto! Chiedi a mia moglie.

Ho conosciuto Sasha a un "Thé Dansant".

Stai scherzando?

Continuava a calpestarmi i piedi.

Per sua fortuna, era davvero bellissimo.

Sai, sono contento.

Che usciamo insieme.

Non siamo mai usciti insieme.

Soltanto lavoro, lavoro, lavoro.

Voulez-vous danser?

Tutti gli altri giornali hanno un giornalista itinerante.

Perché noi no?

- Non possiamo permettercelo. - Non per il nostro commercialista.

Dice che abbiamo avuto il miglior trimestre di sempre, grazie a te.

Allora,

conosci qualcuno che sappia scrivere

e a cui non dispiaccia dormire in qualche letto di fortuna?

Che c'è, Dima?

Vuoi che smetta di calpestare i piedi alla gente?

Non vengono mai da me.

In tanti anni che faccio questo lavoro,

ho ricevuto molte minacce, ma neanche una volta...

sono arrivati a uccidere i miei giornalisti.

O i miei amici.

Anna, ti prego, non ti sto chiedendo di smettere,

ma solo di uscire dalla linea di fuoco.

E terrai la tua rubrica.

Però concentrati su altre cose.

Passa da omicidi e corruzione

ai bed & breakfast.

Ci penserò su.

D'accordo.

Ne l'ha invialo Natalia.

È un video di due uomini che uccidono dei civili ceceni.

Probabilmente su ordine dei leader regionali ceceni 0...

più probabilmente di Putin in persona.

Dovrai verificarlo.

Non capisco.

Dacci dentro.

Ma è una cosa tua.

E tu sei pronta.

- Pronto? - Egorov.

Salve.

Da quel che ho capito, vuole vedermi.

Si, ma in pubblico, voglio che ci sia molta gente.

Come desidera.

Domani alle undici, al museo d'arte.

D'accordo, allora ci vediamo lì.

Buon riposo.

Buonanotte...

Scusi il ritardo. C'era la fila.

Tè nero? Senza zucchero?

Ha appena sprecato una bevanda ottima e incontaminata.

E voi invece avete quasi sprecato un'ottima giornalista.

So che può sembrarle ipocrita, ma sono lieto che lei sia ancora viva.

Quindi non devo preoccuparmi che altri sicari mi prendano di mira?

Io non c'entro.

- E chi c'entra, allora? - Non posso risponderle.

Non può o non vuole?

Glielo chiedo

perché sono stata riassegnata alla sezione viaggi.

Quindi devo chiederle di parlare con una persona per conto mio.

- Posso riferire l'informazione. - A chi?

Io sono un quadro intermedio.

Queste decisioni sono...

Il mio mandato è circoscritto.

In altre parole, non ho via di scampo.

- Non faccio io le regole. -No, lei le segue e basta!

Posso chiederle una cosa?

Tra tutte le strade che poteva percorrere, perché ha scelto proprio questa?

- Potrei farle la stessa domanda. - lo ho scelto la strada in cui credevo.

Io no.

Lo sa, una volta qui C'era una baraccopoli.

Finché Ivan il Grande non cacciò i residenti e costruì un palazzo.

Non perché fosse crudele, ma perché aveva una visione.

Vide una grande città splendente sorgere da quel tugurio.

E assieme ad essa,

un potente impero

compreso tra due continenti.

Ed ora eccoci qua,

a distanza di 500 anni.

Una giornalista che implora per la sua vita

in un Paese governato da un delinquente glorificato,

che celebra l'apertura del suo primo Starbucks.

Io non mi aspetto che lei capisca.

Lei ha figli?

Perché vuole saperlo?

No, non ho figli.

Però è sposato?

Sono scapolo.

E semmai se lo chiedesse, i miei genitori sono morti. Vada al punto.

Quindi lei non ha nessuno.

Quindi a nessuno frega niente se vivo o muoio?

- Lei cosa?

Mi dispiace.

Sono in buoni rapporti col direttore.

E lui è in buoni rapporti con qualcuno che può aiutarla.

Farò una richiesta.

La ringrazio.

Arrivederci, Anna.

Guarda che carino!

Cos'hai trovato?

E tu?

Non gridare.

-Veral

Aspetta un bambino!

Sasha, è ovvio che io sarei felice se fosse un maschio,

ma non ti piacerebbe una nipotina?

- Lo sai che le femmine sono più. - Questo è vero, sono più dolci.

- Soprattutto da giovani. - Non ho dubbi.

- Io lo ero, lo so. - Lo sei ancora.

- Dio, siamo vecchi. - Già.

- Diventeremo nonni. - Lo so.

- Dovremmo parla me. - SÌ.

- Per farlo bene, capisci? - Certo.

- Vuoi che riattacchi? -No, ho solo fatto un sacco di spesa.

- Cappotti di pelliccia? - Nol

Ilja viene qui a cena stasera, con la sua nuova ragazza.

- Dail - Eh, già.

- Quindi prepari un banchetto? - Viene anche Vera.

- Ottimo. - Vuoi venire anche tu?

- A che ora? - Alle otto. a bene?

Perfetto. Ci sto.

- Porto il vino. - Sì.

- Bene, amore. -A dopo, allora.

- Ciao. - Ciao.

Molla la pistola.

- Mollala. - No!

Il giornalismo rende giustizia alla continua perdita di vite umane?

Il prezzo della verità conta qualcosa per la società?

No.

Non c'è niente che abbia importanza al di là della verità.

SOKRATIS GIOLIAS ASSASSINATO IN GRECIA NEL 2010

LOKMAN SLIM ASSASSINATO IN LIBANO NEL 2021

JOHN McNamara ASSASSINATO NEGLI USA NEL 2018

RAFAEL MORENO ASSASSINATO IN COLOMBIA NEL 2022

LI XIANG ASSASSINATO IN CINA NEL 2011

JAMAL KHASHOGGI ASSASSINATO IN TURCHIA NEL 2018

ALFONSO MARGARITO MARTINEZ ESQUIVEL ASSASSINATO IN MESSICO NEL 2022

MARIE COLVIN ASSASSINATA IN SIRIA NEL 2012

PETER R. DE VRIES ASSASSINATO IN OLANDA NEL 2021

ARSHAD SHARIF ASSASSINATO IN KENYA NEL 2022

YASER MURTAIA ASSASSINATO IN ISRAELE NEL 2018

EVANY JOSE METZIER ASSASSINATO IN BRASILE NEL 2015

JOBERT BERCASIO ASSASSINATO NELLE FILIPPINE NEL 2020

AVINASH JHA ASSASSINATO IN INDIA NEL 2021

DANIEL PEARL ASSASSINATO IN PAKISTAN NEL 2002

JEAN DOMINIQUE ASSASSINATO AD HAITI NEL 2000

DANILO LÒPEZ ASSASSINATO IN GUATEMALA NEL 2015

ANNA POLITKOVSKAJA ASSASSINATA IN RUSSIA NEL 2006

Sottotitoli: Laser $. Film s.r.I. - Roma

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