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Al termine del XXI secolo, la pace regnava infine sulla Terra, e le nazioni
collaboravano per esplorare e colonizzare mondi lontani dello spazio cosmico.
Purtroppo non eravamo soli.
Una razza aliena, i Drac, rivendicava diritti di occupazione
su alcuni dei sistemi stellari più ricchi della galassia.
Ma non se ne sarebbero impadroniti senza incontrare resistenza.
Lo spazio era il nuovo campo di battaglia.
Per molti di noi, la Terra divenne un caro ricordo, ad anni luce di distanza.
La nostra casa era ormai una fortezza nello spazio.
Come in ogni guerra, c'erano lunghi periodi in cui non si poteva fare altro che aspettare.
E poi...
Tutti ai posti di combattimento. Pronti al lancio. Questa non è un'esercitazione.
Tutti ai posti di combattimento. Pronti al lancio. Questa non è un'esercitazione.
Capitano, qui Eco due. Quattro caccia nemici alla mia destra.
Ricevuto, Eco due. 90 gradi a destra, attacca.
Eco sei a capitano. Battono in ritirata.
Ricevuto, Eco sei. Procedi. Hai due unità di rinforzo.
Eliminiamoli e torniamocene a casa. Ho un appuntamento con la Murcheson.
- L'infermiera? - Questa volta si arrende, garantito.
Non è la stessa Murcheson che chiamavamo Palla di Lardo?
E dai, ha perso 10 kg.
- Beccato. - Complimenti.
- Già. - Altri sei a destra.
- Capitano, mi riceve? - Credevano non li avessimo visti.
- lo non li ho visti. Voi li avete visti? - Li vedo ora.
- Allora? - Dietro di noi.
Non darmi di stomaco, Joey.
Nemico in avvicinamento.
- Dov'è, Will? - Dannazione, ce l'hai...
- Oh, Cristo. - Bastardo.
- Quante unità ci restano? - 65, ma siamo in surriscaldamento.
- Che diavolo sta facendo Will? - Di' le preghiere, rospaccio.
Merda!
Motore surriscaldato.
Distruggilo e andiamocene. Quello è Fyrine IV, territorio inesplorato.
Ok, Joey.
- Impatto con l'atmosfera imminente. - Giù le visiere.
L'ho perso. Cosa vedi sul radar?
- Willy, andiamocene o bruceremo. - Dannazione. Dov'è?
Si è catapultato. Quel bastardo è fuori.
Forza, Joey. Ci lanciamo anche noi.
Oh, merda. Alza il muso.
Andiamo. Alza il muso.
Ci siamo.
Alzati. Alzati. Così.
Forza, Joey.
Forza.
- Tutto ok, Will? - Sì, sto bene.
Quando vedi la Murcheson,
non chiamarla più Palla di Lardo.
- Quel soprannome la ferisce. - Ok, Joey.
E non lasciare che gli altri la chiamino così.
Mi piaceva.
Te lo prometto, Joey. Adesso sta' fermo. Sta' tranquillo.
- Will? - Cosa?
Sono tanto stanco.
Ehi, Joey.
Mi dispiace, Joey.
Mi dispiace.
Vedevo dove si era schiantato il caccia drac.
La capsula eiettabile doveva essere nei paraggi.
Speravo solo che non fosse morto, non ancora.
È strano, non avevo mai visto un Drac.
Sapevo che non avevano nulla di umano.
Non erano né maschi né femmine,
i due sessi erano fusi in uno squamoso corpo da rettile.
Brucia, maledetto. Brucia.
Ti sei fregato, rospaccio.
Ehi, Drac. Ho fame.
Fame. Capisci? Ho fame.
La capisci la mia lingua, rospo?
Cosa?
Fottiti.
Ti chiami Jerry Shigan. E allora?
Cosa? Vuoi sapere come mi chiamo?
Willis E. Davidge.
Che ne dici di darmi del cibo?
Del cibo? Dammi del cibo.
Cibo.
Vuoi scherzare.
Ehi, Drac. Sveglia, Drac. Sveglia.
Slegami.
Aiuto. Slegami.
Aiuto.
Già, ben detto.
No.
Senti, Drac. Potevo ucciderti senza problema. Mi devi un favore.
Come hai detto che ti chiami? Il tuo nome? ll tuo nome?
Jeriba Shigan.
Bene.
Bene. Adesso ascolta.
Ascolta. Ascolta.
Qui cadono meteore.
- Tante meteore. Meteore, capisci? - Meteore?
Cadono zeerki. Tanti zeerki. Capito?
Qui siamo allo scoperto.
Se restiamo qui, noi... moriamo. Moriamo.
Moriamo.
Già. Dobbiamo prendere tutte quelle... quelle...
buone cosine da mangiare da lì dentro.
Già, niisay.
Naesay. Naesay. Sì, naesay.
E dobbiamo nasconderci più in alto nella foresta, più su.
Almeno troveremo un riparo. Riparo? Capisci la parola "riparo"?
Esatto.
Mi fa piacere che tu sia d'accordo.
SÌ, sì.
La prossima volta, ti ficco il coltello nel buco del culo.
Sempre che tu ce l'abbia.
Ok, rospaccio.
Vuoi spararmi? Fallo. Sparami.
Andiamo, sparami. Dai, fallo. Sparami.
Perché, che viviamo o no, io non ti piaccio e tu non piaci a me.
Ma siamo bloccati qui, mi capisci? Tu mi gavey? Capisci?
Già, phtuga.
Vallo a dire a mia madre, ranocchione.
Guarda.
Noi dobbiamo...
Dobbiamo costruirci un rifugio. Di pietre.
Rifugio. Gavey? Rifugio?
Era un processo lento.
Per comunicare con il lucertolone, cercai di imparare alcune parole della sua rozza lingua.
Ehi, Drac.
Drac...
Lascia perdere.
Basta con le chiacchiere. Al lavoro.
Merda.
Ovviamente anche il Drac imparava qualche parola della mia lingua.
- Ecco qua. - Merda.
Merda? Cosa vuoi dire?
No solida.
"No solida". Te la faccio vedere io.
Non solida.
Il mio piede sinistro.
ll mio piede destro.
Questo è il mio piede sinistro.
Questo è il mio piede destro.
E questi sono i miei due piedi.
- Già, bravo. - Già, bravo.
Questa è la mia testa.
Quella è la tua brutta testa.
No, no.
Questa è la mia testa. Quella tu testa.
Tu brutta testa.
Quella è Davidge brutta testa.
Bene, basta così.
Continua così e ti arrangi da solo perché io non ti insegno più niente.
Scusa, Davidge.
Così va meglio.
Sai, mentre tu te la spassi e non muovi un dito,
io sto pensando a come migliorare la nostra situazione.
- Ok. - Conosci il detto:
chi la dura, la vince?
Davidge, tu impari questo da grande maestro Drac, Shizumaat?
- No, da Topolino. - Chi?
È un grande maestro Irkmann?
Già.
In un certo senso.
Lascia perdere.
Che delizia.
Assaggia.
Non dimenticare che me li hai fatti scoprire tu.
Inoltre intendo variare il menù.
Presto noi tirati su da qui.
Una parte o altra parte.
Con la guerra in corso?
È più probabile che ce ne andiamo in pullman.
Umani.
Si arrende facile.
Shizumaat insegna a noi: "vita intelligente ha determinazione”.
Queste idiozie le tiri fuori dal libro che stai sempre lì a leggere?
Sono io quello determinato. Non sarei qui se non fosse per voi, seguaci di Schifo-mat.
- Shizumaat. - Comunque si chiami.
Questa guerra iniziata da voi. Dagli umani.
Sai una cosa, Jerry? Vaffanculo al tuo grande Shizumaat.
Irkmann, il tuo Topolino è un grande, stupido scemo.
Sì! Carne.
Ehi, maledetto. Fermo lì, maledetto.
Sporco figlio di puttana.
Merda.
Ehi, dannazione.
Vattene.
Tirami fuori di qui.
Dio.
Grazie.
Vai.
Oh. Dio.
Mi hai salvato la vita.
- Perché? - Forse ho bisogno di vedere un'altra faccia.
Anche brutta come la tua.
Allora pensi ancora che gli umani siano brutti?
Confronto ai Drac, molto brutti.
Ma quella cosa era ancora più brutta di te.
- Grazie. - Di niente.
Ci sono.
Neanche quel coso è riuscito a morderlo. Scommetto che è a prova di meteora.
Sono a prova di meteora.
- Cosa? - A prova di zeerki. A prova di zeerki.
Jerry, vecchio Drac,
- che faresti senza di me, eh? - Me ne starei a casa mia.
Accidenti.
Ehi, professore, che ne dici di darmi una mano?
Non ti stufi mai di leggere quel libro?
No.
E di cosa parla?
Di cose.
Oh, per amor del cielo.
Si chiama Ta/man.
Contiene le parole del nostro grande maestro, Shizumaat.
Suppongo che sia necessario capire il drac per leggerlo, giusto?
Non guasterebbe.
Allora insegnami la tua lingua.
Non fa per te, Davidge.
Gli umani non sono degni di Shizumaat?
- Non gli umani. Tu non ne sei degno. - Chi sei tu per giudicarmi?
Non ricordi quel che hai detto di Shizumaat?
Sì, ma forse hai dimenticato quel che tu hai detto di Topolino.
Ho sbagliato.
Non dicevo sul serio.
Neanch'io dicevo sul serio su Shizumaat.
Jerry, che stai...
Il libro passa all'allievo.
E io divento il maestro.
Non ne sono all'altezza, ma non c'è nessun altro qui.
Adesso leggi.
E i giorni passavano.
Mangiavamo, dormivamo.
A volta scrutavo l'orizzonte, sperando di vedere arrivare i soccorsi.
Nel frattempo studiavo la sua lingua e leggevo il Talman.
Traduci.
"Se ti insultano, tu non rispondere mai con un insulto."
"Anzi, offri il tuo amore al nemico, quell'amore potrebbe unirvi."
Lo dice anche il Talman umano.
Certo.
La verità è verità.
Ma ciò che ancora non sai è come noi Drac esprimiamo la verità.
Le parole di Shizumaat vanno cantate.
Andiamo.
Andiamo, Jerry. Svelto.
Forza.
Alzati, dannazione.
Cosa devo fare, portarti in braccio, scansafatiche?
- Mi dispiace, Davidge. - Viviamo come degli animali.
E tu sei diventato così grasso che ti muovi a malapena.
- Così non conquisterai mai l'universo. - Eravamo qui 1000 anni prima di voi.
Forse non lo sai, ma abbiamo annesso questo sistema stellare legalmente.
- Avete invaso questo sistema stellare. - Stronzate. Gli invasori siete voi.
No, noi siamo esploratori. Siamo fondatori di nuovi regni.
E noi cosa saremmo, faccia da Drac? Tipi casalinghi?
- Abbiamo il doppio delle vostre colonie. - Già. Vi propagate come una malattia.
- Cosa farete per risolvere il problema? - Lo vedi da te cosa facciamo, combattiamo.
E come combattete! Non sopravviveresti una settimana senza di me.
- Menti. Mi devi la vita. - Te la faccio vedere io.
Esci dal mio rifugio. Fuori. Fuori.
Vattene dal mio rifugio, figlio di puttana.
È il mio rifugio. L'ho costruito io, ok?
Figlio di puttana. Ti uccido, bastardo.
Ti uccido.
Qui stiamo diventando matti.
Dobbiamo andarcene da qui.
Credi davvero che qui non ci sia nessun altro?
Certo, ci siamo solo noi.
Non so.
Ho fatto di nuovo lo stesso sogno.
C'è una grossa astronave nel mio sogno.
Fa un rumore terribile e mi sveglio.
Ma continuo a sentire il rumore.
Era un sogno.
Non so.
Forse.
Quel che so è che, se restiamo qui, moriremo.
Prima o poi moriremo.
Se non ci uccide questo pianeta, saremo noi a ucciderci l'un l'altro.
Sicuro di non voler venire con me?
No, Davidge.
lo resto qui.
Non m'interessano i tuoi sogni.
Lo sai che tentar non nuoce.
Oh, andiamo, Jerry. Non essere cocciuto.
No, non sono cocciuto.
Se trovo aiuto, torno a prenderti.
E se non lo trovi?
Moriremo entrambi, suppongo.
Da soli.
Ci vediamo.
Ehi!
C'è qualcuno?
Campioni del suolo.
Sono dei campioni.
I rigattieri spaziali.
Il rumore che avevo sentito, era la nave dei rigattieri spaziali.
Erano umani. Ma più di nome che di fatto.
Minatori fuorilegge che saccheggiavano i pianeti in cerca di metalli preziosi.
Catturavano i Drac per farne degli schiavi, per questo li tolleravamo.
Speravo solo che non avessero trovato nulla.
Non sapevo che cosa dire a Jerry.
Credi che farà ancora più freddo di così?
Non so.
Lo scopriremo, suppongo.
Sono contento che sei tornato.
Ehi, Jerry, che c'è?
Non potevo seguirti.
La cosa più importante non è più la mia vita ormai.
Non sono grasso.
Non sono pigro.
Aspetto una nuova vita.
Una nuova vita?
Da dove?
Oh, mio Dio.
Oh, mio Dio. Vuoi dire che sei incinto?
Che avrai un bambino?
Un piccolo Drac?
Cosa?
Ma come...
Non guardare me.
Jerry, Jerry, non puoi farmi questo.
Per voi umani, il procreare implica una scelta.
Per i Drac, succede e basta.
Quando arriva il momento, succede.
Ecco perché non potevo seguirti.
Ora il mio bambino è tutto ciò che ho.
Allora, Davidge, dimmi.
Che cosa hai trovato?
Nulla.
Come dicevi tu, era solo un sogno.
Presto.
Jerry, attento.
Non ci vedo. Non ci vedo.
Di qui.
Aiutami.
Forza, Jerry. Resisti.
Parlami di Zammis.
Già. Che razza di nome è Zammis?
Ci sono cinque nomi nella stirpe di un Drac.
lo sono Shigan.
Prima di me c'era Gothig, e prima di Gothig c'era Haesni.
Andiamo. Continua a parlare.
Prima di Haesni c'era Ty.
E prima di Ty, c'era Zammis.
Là. Guarda.
Un giorno mi presenterò al Sacro Consiglio di Dracon con Zammis
e declamerò i nomi dei miei progenitori,
così Zammis entrerà a far parte della società dei Drac.
Ti va di mangiare qualcosa?
Non posso.
Forse dovremmo aprire un locale.
lo potrei fare disastri in cucina.
E tu potresti spaventare i clienti.
Davidge.
Ti insegnerò i nomi dei progenitori di Jeriba.
Prima o dopo colazione?
Quello che ti sto proponendo è un onore.
Scusa.
AI momento anche solo sopravvivere è un onore, vero?
Bene.
Imparerò i nomi dei tuoi progenitori.
Cominciamo con i tuoi genitori.
Chi erano?
Mio padre si chiama Carl.
Mia madre si chiama Dolores.
E le loro gesta?
Mio padre lavora per una ditta che produce computer.
E mia mamma faceva la cameriera.
- La cameriera? - Sì, prima di sposarsi.
E i loro genitori?
Quando ero bambino, andavamo a trovare il nonno.
Aveva una casa in campagna.
Credo che fosse un contadino.
E la nonna era una cuoca eccezionale.
Questi sono i tuoi progenitori.
Ecco dinanzi a voi Willis E. Davidge.
Pilota da caccia, figlio di Dolores,
che un tempo era cameriera,
e di Carl, costruttore di computer,
a sua volta nato dal nonno, forse contadino,
e dalla nonna, cuoca eccezionale.
Detto da te, sembra poca cosa.
È poca cosa.
Ma è un onore che tu me l'abbia rivelata.
La mia genealogia è molto ricca, Davidge.
Voglio insegnartela.
Accetta questo onore.
Sarà come scambiarci un dono.
Jerry recitò i nomi dei suoi avi, fino ai tempi della fondazione di Dracon,
170 generazioni addietro.
Per fare contento Jerry in quell'inverno sempre più rigido imparai tutti quei nomi.
Cos'hai?
È Zammis, sta arrivando.
Oh, Dio.
Dio...
- Che faccio? - Non so.
Qualcosa non va.
No. Andrà tutto bene. Le donne si innervosiscono sempre prima del travaglio.
lo non sono una donna.
Ma la gente incinta... le cose incinte
s'innervosiscono. Ci si innervosisce prima del travaglio.
Inoltre, se ti succedesse qualcosa, resterei solo.
Solo perché va un po' a rilento ultimamente, non vorrai che gestisca tutto da solo?
Tu sei solo.
Dentro di te, sei solo.
Per questo, negli umani,
i due sessi sono separati, sono due metà distinte.
Per la gioia di un breve istante di unione.
Non capisci un fico secco della razza umana.
Perché i Drac hanno una stirpe chilometrica, perché blateri una sfilza di nomi...
Stammi a sentire.
Devi essere un genitore per Zammis.
Non scherzare, Jerry.
Cosa facciamo adesso?
Devi prendere il mio posto.
Quando sarà il momento,
dovrai trovare il modo di riportare Zammis su Dracon.
Dovrai presentarti al Sacro Consiglio al fianco di Zammis
e recitare i nomi degli appartenenti alla sua stirpe.
Lo devi fare, Davidge.
Giurami che lo farai.
Sta' zitto.
Spingi. Fai quel che si fa in questi casi.
Devi portare Zammis su Dracon.
- Giura. - No.
Giuralo.
Giuralo.
Va bene.
Va bene. Lo giuro.
Lo giuro.
Ma non morire adesso.
Adesso devi aprirmi.
Qui.
In questo punto.
Non temere, amico mio.
- Non posso. - Dannazione, Irkmann.
Hai giurato.
È vero.
Hai gg... gg...
No.
Oh, ti prego.
Oddio, Jerry, e adesso che faccio, eh?
Mi hai insegnato tutto sul Talman e sulla stirpe di Jeriba.
Ma non mi hai detto come ci si prende cura dei piccoli Drac.
Addio, Jerry.
Bene.
OK, ci riproviamo?
Su, andiamo. Forza.
Forza. Zammis...
Zammis, andiamo.
Andiamo.
Che faccio? Vado al supermercato e ti compro gli omogeneizzati per Drac?
Non c'è altro, amico.
Guarda. Guarda me.
Andiamo.
Ok.
Prova così. Andiamo.
Su, prova a vedere se ti piace. Ti piace?
Bravo, piccolo. Sì.
Così. Così.
Adesso mastica. Ci siamo.
Ehi, piccola peste.
Era un mostriciattolo, suppongo,
ma non era certo più brutto dei bambini delle foto appese in mensa.
Certo, cresceva un po' più in fretta dei bambini umani.
Cresci a vista d'occhio, nemmeno mi dai il tempo di aggiustarti i vestiti.
Non allargare le dita.
Dita?
Già. Sì, queste. Le dita.
Kutta, dita.
Non uguale.
No, certo, non sono uguali.
Tu sei un Drac e io sono un umano.
Guarda.
Tu hai tre dita.
Una, due e tre.
lo ho cinque dita.
Uno, due, tre, quattro e cinque.
A Zammis viene quattro e cinque?
No.
Tu sei un Drac.
- E io sono un umano. - Umano?
Già.
lo sono un essere umano. Tu sei un Drac.
Vedi, sono un uomo perché i miei genitori appartenevano alla specie umana.
ll tuo genitore era un Drac.
Per questo tu sei un Drac.
Hai capito?
- Sono un Drac. - Già.
Già, fantastico.
Zio.
Zio, aspetta. Aspetta.
Zio , cos'era?
Un'astronave.
- Con dentro degli umani? - Non so.
- Lo scoprirò. - Zio, posso venire con te, per favore?
No. Resta qui finché non torno.
Perché hai paura? Zio, per favore.
No. Tu resti qui, nella grotta.
Ecco perché, quando passeggiamo o andiamo a caccia,
andiamo verso dove sorge il sole, capito?
Mai verso dove tramonta, è chiaro?
- Sì. - Perché se quegli uomini ci trovano,
noi non ci vedremo mai più.
Ma, zio, sono umani, come te.
Zitto e mangia.
Cercavo di non pensare ai rigattieri spaziali,
e di dedicarmi piuttosto a Zammis.
Era ora di pensare alla sua istruzione.
Zammis, questo gioco
- si chiama football. - Football.
Questi alberi formano la mia linea di difesa.
E quegli alberi laggiù sono la tua squadra.
Sono un po' più grandi dei giocatori veri, tipo gli Houston Oilers, e più lenti, ma non molto.
Chiaro?
Tu stai in quella metà del campo. Quella è la tua zona di fondo, ok? Vai.
Ci siamo.
Bene, allora, quando ti tiro la palla,
tu la prendi e cerchi di passarmi oltre, attraverso questi due tipi qui.
- Quella è la tua linea di meta. È chiaro? - No.
Be', fai come ti dico. Andrà tutto bene, d'accordo? Andrà bene. Pronto?
Ecco il calcio di inizio.
Raccoglila. Raccoglila. Adesso corri. Corri.
Adesso, corri, corri, corri. Dai. Forza. Su.
Guardate come schiva la difesa.
- Mi piace questo gioco. - Già, è un bellissimo gioco, vero?
Diciamo che di solito non ti mangi la palla. È una specie di premio.
E ho adattato le regole alla situazione. E rimpicciolito le squadre.
Zio, pensavo a quegli umani che hai visto.
Magari sono amici dei Drac.
Magari gli hanno chiesto di lavorare per loro.
Vorrei che fosse così.
Non ho mai visto un Drac.
Solo la mia faccia, riflessa nell'acqua.
Vorrei non essere un Drac.
- Vorrei avere la tua faccia. - Oh, Zammis.
- Vorrei avere cinque dita. - Oh, Zammis. Zammis.
Ascolta. Ascoltami.
Per essere un Drac, sei un bambino molto bello. Bellissimo.
- Sul serio? - Sul serio.
È che non hai mai visto nessuno della tua specie.
Un giorno tornerai a casa
e ti scorderai di questo orribile pianeta e di me.
Non mi dimenticherò mai di te, zio.
No, suppongo di no.
Nemmeno io mi dimenticherò di te.
Zio?
Comr'era il mio genitore?
Zammis, il tuo genitore era mio amico.
No.
Forza, muovetevi.
Tornate dentro. Al lavoro.
Ehi, Jonny, guarda qui.
Carino per essere un piccolo paria.
Guarda, guarda. Mi sembra un po' gracilino, però.
No, va benissimo.
Sano come un pesce. Un lavoratore nato.
Un birbantello pieno di energia.
Andiamo. Vediamo come corri.
Guarda che velocità.
Come credi che sia arrivato qui?
Vediamo un po'. Vediamo se papà è nei paraggi.
Viscido mostriciattolo.
Dannazione.
Il nostro paria ti ha fatto arrabbiare.
Tranquillo. Lo blocco io.
Mi hai rovinato la faccia, maledetto Drac.
Me la pagherai.
- Chi diavolo sei? - Lascialo.
Zammis, no.
Affidiamo il nostro fratello alla misericordia di Dio nostro Signore.
E il suo corpo allo spazio infinito.
Polvere eri e polvere ritornerai,
che tu riposi...
Cristo! Non l'avevano aggiustato?
Merda. Tanto chi sta a sentire?
Il prossimo.
Gavorki, George W. Agnostico.
Niente musica.
Addio.
Avanti il prossimo.
Dov'è la targhetta di identificazione?
- Quelli alla preparazione se ne fregano. - Da' un'occhiata dentro.
- Che strano tipo. - Perlomeno è tutto intero.
- Già. Ce n'è di gente fortunata. - Certo.
- No, niente targhetta. - Non identificato. Protestante.
- Aspetta. - Cosa?
Su, prendilo.
A tutte le postazioni. A tutte le postazioni, stand by.
Cristo.
Parla drac.
DISPERSO. PRESUNTO MORTO. RITROVATO SU FYRINE IV.
Tre anni.
Dove diavolo è stato?
Tipico di Will. Spunta quando meno te lo aspetti.
- Respiro affannoso. - Battito cardiaco: 120.
- Lettura dati. - Shock. Pressione in calo.
Se l'è vista proprio brutta.
ROBOT IN FUNZIONE
È stato ritrovato sul quarto pianeta del sistema Fyrine.
Dove forse lavorava per il nemico.
Sei pazzo?
Stiamo parlando di Will Davidge.
Non so dopo quanto tempo mi abbiano ritrovato.
Pensavano che fossi morto.
1 medici hanno avuto il tempo di rimettermi in sesto. Ora devo tornare indietro.
- Aspetta. - Ci torno, che voi mi aiutiate o no.
Assolutamente no. Mi dispiace.
Senti, abbiamo rischiato per te. Almeno per questo sei in debito con noi.
Non posso lasciarti andare, Will.
Lascia perdere. Lascia che vada, quello stupido.
Pilota, identificazione, prego.
Davidge, Willis E. Mi serve l'accesso per un paio d'ore.
Mr Davidge, lei non ha l'autorizzazione di volo. Sbarchi immediatamente.
Negativo, Charlie. lo vado.
Spenga i motori. Scenda di lì.
Giuro che parto comunque. Apri i portelloni, adesso.
Abbiamo un'emergenza.
lo decollo. Apri i portelloni.
Apri i portelloni.
Adesso.
Ehi. Che ci fate qui impalati?
Forza. Tornate al lavoro.
Schifosi fetenti.
Dove vi credete di essere?
In una casa di riposo?
Muoversi. Muoversi.
Che hai da guardare, verme? Figlio di puttana.
Tu sei lo zio.
SÌ, conosciamo il tuo Zammis.
Ha parlato solo con me poiché sono l'unico che conosce il linguaggio irkmann.
- Dov'è Zammis? - Da qualche parte sulla loro astronave.
Se è ancora vivo.
Che pessima mano. Rida' le carte.
- Sei tu, Daggett? - Sì.
- Qualcosa non va? - Abbiamo un problema.
- Che tipo di problema? - Questo tipo.
Svegliati.
Sono lo zio.
Oh, no. No, no, no...
Salve.
BTA, alleanza terrestre bilaterale.
Grazie per la soffiata.
Che ci fai qui, uomo BTA?
Lo vedi che sto perdendo la pazienza, vero?
Mi ricordo di te.
Hai ucciso mio fratello Jonny.
Credevo che fossi schiattato.
Svegliatelo, lo portiamo con noi.
Alzati, disgraziato. Non ti portiamo mica in braccio.
Merda.
Aspetta, stronzo. Sì.
Come sarà la minestra di mostriciattolo? Lo facciamo bollire per bene?
- Non farlo. Fermo. - Già.
Ehi, uomo BTA, dove sei?
Non voglio che ti perda lo spettacolo.
Dove sei, figlio di puttana?
Vieni fuori.
No. No, non farlo. Zammis.
No. Zammis.
No. No.
Aspetta, aspetta. Aspetta.
Ardi, fuoco, calderon gorgoglia. Forza, fratellino.
Oh, no. Oh, no.
È arrivato il momento degli addii.
Ehi, sono io. Svegliati.
Zammis, svegliati.
Svegliati. Sono lo zio.
Sono lo zio.
A Zammis viene quattro e cinque?
Zio, hai un aspetto terribile.
Davvero?
Sì, davvero.
Anche tu, rospetto.
Ti avevo detto che non mi sarei scordato di te.
Così Davidge riportò Zammis e i Drac sul loro pianeta.
Mantenne la sua promessa e recitò l'elenco degli antenati di Zammis
in presenza del Sacro Consiglio di Dracon.
E quando, a tempo debito,
Zammis condusse suo figlio dinanzi al Sacro Consiglio,
il nome di Willis Davidge venne aggiunto alla stirpe di Jeriba.
Sottotitoli Visiontext: Stefania Manetti
ITALIAN
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