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:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
Se tradurre ti appassiona e diverte, vieni a tradurre con noi.
[SRT project] www.phoenix.forumgalaxy.com
SRT project ha tradotto per voi
Caffe' Cinese
Sei il peggior portiere che abbia mai visto in vita mia!
Non ti voglio piu' qui a lavorare.
Togliti l'uniforme.
Non sai nemmeno come si indossi un'uniforme!
Mi e' stato riferito che, ieri sera, gli hai fatto passare l'appetito
per la mia New York cream cheesecake.
In realta' i ristoranti francesi di prima classe, non hanno cheesecake.
Cambiati i vestiti e vattene via!
- Dovro' avere i miei soldi. - Soldi per cosa?
Io non pago per fare vacanza.
Mi devi dei soldi, perche' ho lavorato la scorsa notte fino alle 4:00 e...
Fuori di qui! Chiamero' la polizia!
Chiamo il 911. Fanno molto in fretta per le aziende.
- Non puoi non pagarmi. - Torna da dove sei venuto,
a Greenwich Village.
Non hai la classe per essere un portiere dei quartieri alti!
E scrivi delle cose in quel tuo libro.
Che diavolo ci scrivi tutto il tempo?
Traduzione: VinnieMetaller88, Kat Von G, donnamp3, Mandarina, ribinin [SRT project]
Revisione: Ulquiorra [SRT project]
- Spero non borbotterai con me. - Joanna.
Ti amo.
Ti amo anch'io.
- Perche' non rispondi al telefono? - Non sto rispondendo al telefono?
Va bene. Vengo su.
La nostra creatura della notte.
Artista lagnoso
Perche' tremi?
- Io cosa? - Tremi. Stai tremando.
Perche' stai tremando?
Non sto tremando.
Facevi tremare anche il telefono, quando mi hai chiamato.
Be', ho molto di cui tremare.
Hai i miei soldi?
- I tuoi soldi? - Mi devi un sacco di soldi!
Di cui sei ancora ossessionato.
- Da quanto tempo me li devi? - Ho sentito i tuoi denti stridere
- al telefono. - Me li devi dal 28 Maggio.
Pensi sia giusto?
Devi a qualcuno come me tutti quei soldi, che non ha un centesimo?
Che ruba e stride i denti al telefono, perche' tu gli devi dei quattrini?
Pensi sia dignitoso? Sei un cane. Dovere a uno come me, dei soldi.
Mi devi dei soldi, quando la' fuori fa freddo,
quando mi sveglio in giro congelato, perche' non ho soldi?
- Posso offrirti una tazza di caffe'? - No, non lo voglio il caffe'!
Voglio cio' che mi e' dovuto. Non voglio camminare vestito di stracci.
Voglio qualcosa di caldo e dignitoso.
Harry, non stai tremando perche' io ti devo quei soldi.
- No? Perche' sto tremando? - Perche' sei fuori controllo.
Non sono fuori... Non farlo Jake, non farlo.
Tu cambi il soggetto, poi attacchi, poi mi sventri psicologicamente.
- Ti sventro psicologicamente? - Non fare cosi', Jake!
- Harry, non sei agitato per i soldi. - Certo che sono agitato per quello.
Sei sempre agitato e incazzato, e pensi che ti dia il diritto di essere
sempre isterico. Penso sia noioso.
Pensi sia noioso, sentirmi stridere i denti al telefono?
Si', lo penso, Harry. Chiunque ha problemi con i propri denti.
Non e' un talento.
- Perche' si soffoca qui dentro? - Non si soffoca affatto, qui dentro.
Lo e'! E' compatto, e' denso qui dentro.
Allora apri la finestra.
Devo aprire la finestra.
Tutto il tuo equipaggiamento, non l'avresti avuto, senza i miei soldi.
Questo e' vero al 10 percento.
E' da pazzi, il modo in cui ti rinchiudi qua dentro.
Siamo al quarto piano. Spero non salterai di sotto.
Se saltassi, dovrei preoccuparmi per l'altezza?
- Ok, cosa serve per aprire la finestra? - Piu' delle buone intenzioni.
E' inchiodata.
Perche' diavolo mi dici di aprire la finestra, se e' inchiodata?
- Harry, sei isterico. - Non sono isterico.
Sono indignato.
E ti interessa solo relativamente dei soldi.
Quello che ti interessa, e' se ho letto o no il tuo prezioso nuovo libro.
Questo non e' quello... che mi interessa.
Bene, perche' non l'ho letto.
Ti ho dato il libro un mese fa, Jake. Piu' di un mese fa.
E dove sei stato tutto il tempo? Stavo iniziando a preoccuparmi.
- Perche' non l'hai letto? - Tanto non ti interessa.
- Perche' non l'hai letto? - Senti, torniamo ai soldi.
- Perche' non hai letto il libro? - Perche' leggere ogni nuova fatica
di Harry Levine, non e' l'unica cosa che faccio nella vita.
Me lo riprendo.
- Dov'e'? - Non lo so, sotto qualcosa.
Senti, lo trovero' e lo leggero', ora rilassati.
- Non prendermi per il culo, Jake. - Non ti prendo per il culo.
- Non incasinarmi il cervello! - Non ti incasino il cervello!
- Non ti lascio incasinarmi il cervello. - Non lo farei mai!
Le cose si sono un po' agitate da queste parti.
Agitate? In che senso agitate?
- Agitate, agitate. - Che intendi con agitate?
- Hai avuto delle sessioni? - Ci sono state delle attivita', si'.
- Hai avuto delle sessioni. - Insomma, siamo di nuovo in affari.
- Credo di si'. - Ma non ne sei sicuro.
- Sono sicuro. Si'. - Davvero?
- E' per questo che sei venuto? - Perche' sono venuto.
Sei venuto per i soldi, o sei venuto per il libro?
Sono venuto, si'.
Si', cosa?
Sono venuto per qualcosa. Io, io... che diavolo...
- Stai tremando di nuovo. - Non sto tremando.
- Ti tremano le ginocchia. - Ti tremano le gambe.
- Sono i tuoi nervi, tesoro. - Sono i miei nervi.
- Datti una calmata. - Sono calmo.
Allora, che sessioni hai avuto?
Va bene, va bene.
Tu vuoi sapere, se ho fatto su un po' di grana, giusto?
Ok.
Siediti, siediti.
Mettiamo questa cosa a tacere per sempre.
Ora, quanto sarebbe che ti dovrei esattamente?
Il 28 Maggio, dalla mia carta MasterCharge
ti ho prestato 500 testoni
per quell'equipaggiamento, giusto?
- Se lo dici tu. - Lo vuoi negare?
Rilassati, non sto negando nulla.
Tu dici che te li devo, te li devo. Su, va avanti. Continua.
Ok.
Hai pagato Luglio.
Rilassati.
Sara' un discorso finanziario molto complicato, mi pare.
Ok.
Hai pagato Luglio.
- Vuoi del caffe'? - No, no. Niente caffe'.
Hai pagato Luglio. Si'.
- No? No? Si'? - Si', prendero' del caffe'.
- Come lo prendi? - Con il latte.
Non ne ho.
- Non hai del latte? - No.
- Niente latte. - E allora cos'hai d'altro?
Non ho niente. Solo caffe' nero.
- Hai del te'? - Come lo prendi?
- Almeno ce l'hai? - Non credo, ma potrei.
- Dammi il caffe'. - Eccellente. Ok.
Va avanti a proposito dei soldi.
Ok, hai pagato Luglio, hai pagato Agosto, Settembre,
venti verdoni per volta, piu' l'interesse dell'1,5%...
sul bilancio dei non pagati.
Ora, per 5 mesi fino ad ora, che e' Febbraio, non hai pagato un centesimo.
Quindi mi devi 440 dollari...
piu' l'interesse di 5 mesi, che sarebbe
cinque volte 6 dollari e 60 centesimi.
Oppure 33 dollari.
Percio' mi devi, in totale
473 dollari, tutti insieme.
Sgancia.
Vorrei dare un'occhiata a queste cifre, se posso.
Quindi, chi ha fatto i pagamenti negli ultimi cinque mesi?
Io ho fatto i pagamenti.
- Questo non porta giu' l'interesse? - Si'.
- Allora com'e' che ti devo 33... - Dividiamo l'interesse a meta'.
- Avremmo bisogno di un computer. - Dimentica l'interesse, soprassediamo.
No, non sto soprassedendo in nessun modo.
Voglio darti esattamente cio' che ti devo.
Non di piu', ma di certo, non meno.
Sfortunatamente, non ho denaro.
Jake, vado in giro senza un centesimo.
- Non fare il drammatico. - Ho 1 dollaro e 50 a mio nome.
Ehi, ehi, sono arido come il deserto del Sahara.
Le ultime foglie, sono volate via. E' una citazione a O. Henry.
A volte parla come alcune persone scrivono.
Sto tipo per cui ho cominciato a lavorare ieri sera, posso parlarne?
- Certo. - Ha il piu' misero...
Chi?
Il mio nuovo datore di lavoro, dove faccio le foto al nightclub.
- L'uomo che ha la concessione. - Che tipo e'?
Si chiama Jacob Maneim.
E' molto, molto serio, ma completamente pazzo.
Credo che ti piacerebbe incontrarlo.
Qual e' il limite su quella carta di credito?
Il limite e' di 500 dollari.
Allora, sei proprio tirchio! Ne dovevi solo 340, quindi ne hai ancora 160.
Non pensi che sono al limite di nuovo?
- Hai detto di avere delle sedute. - Indagini.
Ma eri troppo occupato per leggere il mio manoscritto.
Non ero in vena di letture.
No? L'hai aperto?
No.
- Non ci credo. - Perche' non ci credi?
Perche' non e' da te. E se l'avessi aperto, l'avresti finito.
- Te la credi un po' troppo. - Non ci credo.
Non l'ho aperto. Non l'ho letto. Non ho i tuoi soldi. C'e' dell'altro?
- Hai dei tranquillanti? - Non uso i tranquillanti.
- Cos'e' successo ai tuoi? - Andati.
Stanotte.
Non li hai presi tutti insieme, vero?
Se l'avessi fatto, sarei qui a chiederne ancora?
- Hai mai pensato di farlo? - No.
- Ci hai mai pensato? - No.
- Dai, tutti ci pensano. - Tutti lo pensano...
- Ogni tanto. - Non sono un suicida.
- E allora i tuoi tranquillanti? - Stavo aprendo la fiala,
mi sono tremate di scatto le mani, e mi e' caduta tutta nel tombino.
- Allora torna dal tuo dottore. - E' il mio dentista. Io smandibolo.
Dice che un giorno mi svegliero' con la bocca piena di polvere bianca.
Gli devo troppi soldi. Devo recuperare un po'... un po' di grana.
Un minuto.
Cosa ci fai qui stasera? Non dovresti lavorare giovedi', venerdi' e sabato sera?
- Mi ha licenziato. - Quando?
- Stasera. Maurice, si'. - Morris ti ha licenziato?
- Non fai cio' che fai un portiere! - "Fa".
- Fa cosa? - "Fa", non "fai".
Fa non fai cosa?
Fa non fai cosa non fai?
Tu non fai
niente!
Devi fare l'inchino, devi strisciare.
"Buonasera, signore". "Desidera un taxi, signore?".
"La prego, signore, mi faccia l'onore di camminarmi sulla faccia".
"Bonsoir, madame. Bonsoir monsieur".
Questo e' un portiere!
Francese del cazzo.
- Cos'hai fatto? - Niente.
Ha detto che non ero servile abbastanza.
Non avvilivo me stesso, in maniera consona ad un portiere di un lussuoso
ristorante francese. Voleva mi inchinassi e strisciassi di piu'.
- Non ha detto cosi'. - Ha detto proprio cosi'.
- Te lo stai inventando. - Non me lo invento, ha detto cosi'.
Arriva un punto nella vita, dove uno non si deve inchinare e strisciare piu', no?
Non lo so. Arriva il punto dove uno dice: "Non mi lamentero' piu'"?
Chi si lamenta? Dov'eri ieri notte? Ti ho chiamato fino alle 2 del mattino.
Non ho sentito niente, tranne il solito sferragliare nella mia testa.
- Eri a un appuntamento. - Un appuntamento?
Gia', eri fuori con una donna a spendere i miei soldi.
Guarda, se facessi una cosa come parlare ad una donna,
scoppierebbe a ridere e scapperebbe via, o scapperebbe via ridendo.
- Grazie. Ho chiamato fino alle 2. - Non rispondevo al telefono.
Perche' no?
Per il tuo stesso motivo. Niente soldi.
Come facevi a sapere che ti chiamavo per soldi?
Per che cosa chiama sempre la gente? Sicuramente non per offrirne.
E comunque, ero troppo depresso, e non rispondevo al telefono perche'...
perche' non chiama mai nessuno!
Non perseguitarmi. Sono gia' un colabrodo rattoppato.
- Sono un uomo morente. - E io... cosa sono?
- Cos'e', una gara tra uomini morenti? - Sono davvero un colabrodo rattoppato.
Guarda. Guarda questo cappotto.
Scadente, inutile. Lo odio.
E' vecchio! Riesco ancora a vedere il cappotto distinto che era un tempo.
Distinto? E' uno straccio. Non e' mai stato un cappotto distinto.
Persino all'inizio era un cappotto senza sostanza.
- Odio questo cazzo di cappotto. - Tiralo su.
- Lo odio. Odio questo cappotto! - Tiralo su!
Tira su quel cappotto! Non lo voglio sul mio pavimento. L'ho lavato oggi.
Ovvio che le donne scappano da te.
Buttavi roba per terra cosi', quando tu e Joanna stavate insieme?
- Che differenza vuoi che faccia? - Fermati! Ooh!
Si', una volta ogni tanto. Una scarpa.
Devi averlo terrorizzato quel povero angelo.
- Perche' non ho una giacca decente? - Smetti di lamentarti. E' bella.
Devo mettere questo
dannato maglione sotto solo per stare al caldo.
E' un bellissimo indumento. E' un maglione messicano.
- Ha un migliaio di anni. - Be' allora...
- ha valore, e' pre-colombiano. - E' assolutamente antiquato.
Anche tu.
Vado alla farmacia di Bigelow, per pesarmi, e mi vergogno di toglierlo.
Non capisco neanche quanto sto perdendo.
Non so di cosa ti lamenti.
Hai una carta di credito, un maglione messicano, hai tutto quanto.
- Vivo come un vagabondo. - Vivi come un'artista.
Cazzeggi in giro, scrivi qualche riga, chiacchieri in qualche locale.
Direi che le cose ti vadano piuttosto bene.
Stamattina mi rado, noto questa cosa sotto l'occhio sinistro.
- Che tipo di cosa? Non vedo niente. - Sai, tipo una borsa.
Una cosa?
- Borsa. - Una cosa?
Una occhiaia sotto all'occhio, ok?
Ero spaventato. Non sapevo come liberarmene.
Dovevi chiamare la Societa' dei Marsupiali.
Invece ho fatto il bucato.
Cos'e' successo alla borsa?
Era andata via, pensai.
Sono andato al supermercato. Grande e grossa
sacca, sacca da lavanderia, sacca di tela.
- Lei ha pensato... lei - Chi ha pensato?
ha pensato... la cassiera del supermercato.
- Ha detto... - Non prendiamo le lattine fino alle 10.
Io ho detto...
Questa e' la mia biancheria. Voglio comprare del sapone.
E lei:
Non ritiriamo lattine fino alle 10 in punto.
Non sono lattine.
E'... e' la mia biancheria.
Voglio comprare il sapone.
- Non scambiamo barattoli fino alle 10.00. - Non sono barattoli.
Ho avuto questo scontro.
Io guardo lei.
Lei guarda me.
Mi fissava proprio.
Pensai, 'Sta guardano la borsa.
Cosi' ho sentito la mia faccia.
Se n'era andata, ma lei mi fissava ancora.
Jake, questo episodio mi inquieta.
Sono rimasto seduto per un'ora intera...
Al parco giochi di Abingdon Square... mi sentivo la faccia, congelavo.
Ero certo di essere sfigurato, in qualche modo.
Infatti, pensavo che la gente mi guardasse.
Comunque, questa donna... Vado li' da anni. Mi conosce.
Sono quello che dice 'grazie' a tutti quelli a cui dovrei dirlo.
Questa mattina, non mi ha riconosciuto.
Pensava fossi un collezionista di barattoli di Washington Street.
Poi, di pomeriggio, mentre andavo a Chinatown...
Cosa?
- Lascia perdere. - No. Cosa?
Non sapevo se avessi abbastanza soldi da comprarmi un Gai-mai bao.
- Un cosa? - Ehi, giovanotto. Un Gai-mai bao?
- Vuoi dividere un Gai-mai bao? - Certo.
- Un Gai-mai bao. - Certo.
- Ci ho messo lo zucchero? - Non lo so.
Va be', mi spiace. Cosa stavi dicendo?
E' che lui e'... e' davvero giu', tipo depresso...
Gai-mai bao! Niente piu' Har Gau? Niente Shumai? O NoJuk oggi?
- No, no. - Non hai fame oggi?
- Non oggi. - Ahh.
E' arrabbiato.
Dunque, si sente come?
Ha una severa opinione su tutto quello che legge,
e sa essere molto negativo, caustico...
come un critico.
Vuoi incontrarlo?
No.
E' una focaccina al cocco con burro di arachidi.
Come diavolo hai fatto ad ottenere una carta di credito?
Non lo so. Vivi abbastanza.
Non l'hai mai richiesta, e poi appare come per magia.
Davvero non hai i soldi?
Ho un barattolo pieno di spiccioli.
- Gli amici li scovavano sempre. - Tieni.
Le mie monete sono le tue monete.
Impressionante, Jake.
Un mese prima che mia madre morisse, mi disse, 'Harry, hai 43 anni'.
'Ne avrai 50 prima che te ne accorga. Metti dei penny da parte'.
Sarai proprio come tuo padre'. E' grandioso, Jake.
Be', chi lo sa? Magari farai della grana con il tuo nuovo libro.
- Credi sia possibile? - Be', non so. Sono qui per questo.
- Voglio la tuo opinione. - Non mettermi fretta.
Come diceva Tolstoy, 'Tutto arriva a colui che sa aspettare'.
Andava bene per il generale di Tolstoy. Aveva solo tempo.
- Uh-oh. Whoo! - Che hanno le tue gambe?
Tensione muscolare.
Ho avuto un spasmo stanotte, mi sono quasi messo ad urlare.
- Hmm. - Non so che faro' se non trovo dei soldi.
Non capisci.
Cosa non capisco?
Che ho 42 anni e non ho niente...
e non ho mai avuto niente...
ed ogni volta che mi sveglio, penso
'Saro' proprio quello che diceva mio fratello di mio padre'.
- Cosa diceva? - 'Solo un lungo registro di fallimenti'.
E' uno stupido.
Mio fratello. Oddio. Che fannullone del cazzo.
- Ti prego, non cominciare con tuo fratello. - Perche' non dovrei?
Tutti gli auguri di malattie cardiache e ictus,
servono solo a supportare il suo vile gusto per l'arte e l'estetica.
Nemmeno dieci cent per nutrire il mio talento. Non che li volessi.
- E' solo un pensiero. - Dimenticalo, ok? Lo farai?
- Cos'hai qui? - Ehi, non andare la'.
- Sto solo... Jake. - Non c'e' nulla, la'. Ti prego.
Ti prego, resta fuori. Lo farai, Harry?
Fino a che morirono, i miei erano orgogliosi che fossi scrittore.
Se ne vantavano con chiunque ascoltasse.
Tranne mio fratello, che era in pena per me. Perche'? Perche' non sono un vincente.
- Lascia perdere! - Lui non mi lascia stare.
Arriva e piange.
Lacrime vere.
Viene nella mia stanza, e dice
'Quando penso al modo in cui vivi'
'senza una casa, senza arredamento'
'sto sveglio tutta notte a piangere pensando che tornerai'
'in questa buia, solitaria stanza senza mobili'.
Non sapevo di non avere mobili finche' non me l'ha detto lui.
Pensi che fara' saltar fuori qualche sedia o altro.
Forse non puo' far saltar fuori una sedia o altro.
Forse ha una sedia o altro in gola. Forse e' al verde anche lui.
E' un chirurgo cardiaco.
Ha dato il cuore alla scienza.
Perche' non lasci quel poveretto in pace? Dunque ha qualche soldo.
E non legge il New York Review of Books.
Che idea notevole...
quella che i parenti debbano essere sensibili all'estetica.
E supportare economicamente. Ancora piu' notevole.
Faceva lo stesso con mio padre, e il vecchio era una specie di artista.
Per favore, non parlare di cose che non sai.
- Perche' non finisci il caffe' e vai? - Non voglio andare a casa.
'Non voglio andare a casa'.
Non hai un supporto da qualche parte?
Che vuol dire?
Lo sento in continuazione.
'Supporto'. Non capisco. Che cosa vuol dire?
Non hai qualcuno a cui puoi rompere le palle
perche' i tuoi amici non vogliono che rompi le loro?
- Quali amici? - Hai letto il Times oggi?
Solo i fumetti.
Armand Gottlieb ha vinto il National Book Award.
Non sono riuscito a finirlo.
Ehi, non farlo! Vuoi farci esplodere?
Perche' non metti alcune di quelle foto nelle buste?
Armand Gottlieb possiede la compagnia che da' il premio.
Cosa significa?
Gottlieb e' un vero e proprio truffatore.
Ruba le storie a Balzac, le trame a Conrad...
qualcosa a Thomas Wolfe e qualcosa di polivalente da Dreiser.
Vince tutto, ma tutto cio' che vince e' rubato.
Chi lo sa?
Io lo so.
Che vuoi fare? Star seduto qui tutta la notte? Non puoi.
Sono distrutto.
Sono stufo di essere stufo.
Che significa quando non riesci ad addormentarti?
Seria depressione.
- Quando ti svegli sempre? - Seria ansia.
Qualche rimedio?
La morte.
- Qualcosa di meno esotico, prego. - Non mi sembra esotico.
- Prendiamo del caffe'. - Perche', Harry?
Perche' siamo giovani, questo e' il Village, siamo felici, innamorati.
Lo siamo, Jake?
Facciamo un giro fino a Chinatown?
Chinatown? No, decisamente no.
- Perche' no? - Perche' e' l'1.30 del mattino.
Perche' e' Febbraio. Perche' fuori si gela.
Perche' non mi piace Chinatown. Perche' non abbiamo soldi.
E' piacevole. E' una bella passeggiata.
Dai. Prenderemo del caffe' con latte. Possiamo permettercelo.
Non ti serve del caffe', cinese o che altro. Dammi la tazza.
- Guardati. - Il peggior caffe' mai preso.
Stai tremando. Barcolli. Devi essere bastonato, non spronato.
- Il caffe' cinese mi da' pace. - Ti prego.
Ci ho preso una tazza di caffe' java una volta.
Ha fatto di tutto fuorche' farmi stare bene.
Il mio stomaco e' stato sottosopra per giorni.
Sarai stato in periferia. In che via eri?
Via? Cosa? Non so. Chinatown... acido.
Dovevi essere in periferia.
Non avevo una mappa. Solo che avrei potuto buttarlo nello scarico.
Ecco. Se il caffe' era acido non eri a Chinatown.
Eri sicuramente in periferia.
Un paio di cinesi erano in sala. Era gestito da greci.
- Lo sai per certo? - Si'.
Come?
I cinesi curano il loro stomaco e quello che mangiano.
Quando si parla di caffe', e' il piu' fresco.
- Oh, ho capito. Macinano i semi. - Questo e' pretenzioso.
Usano solo i migliori chicchi.
Ed e' preparato fresco, soltanto in vasi di selce.
In vetro, mai tazza.
Sai qual e' il tocco finale?
Salsa di soia.
Panna.
Panna vera. In certi posti, non tutti, e' meta'.
E' il limite a cui arrivano.
In molti posti? Panna. Te ne danno un quarto. Non ne vale la pena?
No, per me i cinesi non sono intrattenitori d'evasione.
Sono fissi in negozi sudaticci,
e tetra poverta'.
Dovrebbero essere depressi. Mi deprime che non lo siano.
Hanno speranza. Mi ispirano. Li ammiro, davvero.
Non e' vero. Ti senti superiore, vero?
- Non importa quanto sei al verde. - Non ha senso.
- Mi piace il loro spirito. - Ti prego.
Hai un incarto per quei penny?
C'e' una borsa di plastica da qualche parte.
No, non voglio andare in giro con una borsa piena di penny.
Chi ti vedra'? E' l'1.30 del mattino.
Io mi vedro'. Gli altri sono... e' New York all'1.30.
Non voglio una borsa!
Mi sa che devi andartene, Harry.
- Perche'? Perche' questa fretta? - Sta arrivando una cliente. Una seduta.
- A quest'ora? - E' un po' in ritardo.
- A che ora doveva arrivare? - Alle 18.00.
- Sono quasi le 2.00. - E' un'attrice.
Lavora nel Jersey come ballerina mentre perfeziona la sua isteria teatrale.
La stai aspettando dalle 18.00?
- Giusto. - Facendo cosa?
- Leggendo. - Leggendo.
Pensavo non fossi in vena di leggere.
Uno non deve essere in vena per le lettere di Tolstoy.
Tolstoy mette in vena ogni uomo civilizzato.
Ti innervosisco?
Hai quella capacita', si'.
- Ho incontrato due tuoi amici. - Lo trovo piuttosto difficile.
I due Irvings. I tuoi capi del club, ricordi?
Mi hanno chiesto come te la cavavi con la fotografia teatrale.
Voglio che riapra la licenza.
Senti, a chiunque ti chieda come sto, di' meravigliosamente bene...
Adoro la fotografia teatrale...
e non saro' mai piu' interessato a quella dei nightclub.
Perche' no? Almeno avresti un posto dove stare, gente da vedere, a parte me.
Ho soggiornato nell'inferno dei nightclub per 30 anni.
Sarebbe un cazzo di fotografo quello?
Mia nonna faceva foto migliori con una Brownie!
Sono finalmente risorto.
Conosci Sarah, la danzatrice del ventre?
Ha detto agli Irvings che e' venuta qui per farsi fotografare
e tu hai brontolato per tutta la sessione.
Perche' mi stava uccidendo.
- Smettila di brontolare. - Smettila di ruttare.
Sto pagando. Posso ruttare.
Ho mangiato troppo falafel la notte scorsa.
E ora ne pago le conseguenze.
Basta cosi'. Rimettiti i tuoi stracci. Sessione finita.
Cavolo, ne ho la pancia piena di te.
Ha detto che ha squillato il telefono, hai risposto...
Casa della morte.
Perche' mi stava uccidendo!
Jake...
quand'e' stata l'ultima volta che hai avuto un cliente?
Cioe', qualcuno che e' venuto davvero
a parte Sarah.
Due mesi fa.
E da quando hai lasciato il club 6 mesi fa per la fotografia teatrale...
quanti clienti hai messo assieme?
Quattro.
- Ti piacciono queste persone di spettacolo? - Le aborro.
Pensavo ti piacessero.
- Le aborro. - Davvero?
Al peggio, i padroni dei night sono solo ubriachi e sboccanti,
ma attori e attrici...
Magnifici!
Mi spezzi il cuore con la tua tragedia elisabettiana!
In realta' vedo la tomba aperta.
Ora fammi sentire.. Parlami, Amleto. Parla!
Essere...
o...
non essere.
Bravo, nobile principe! Bravo!
Ora il pugnale. Tiralo su verso il cuore. Cosi'.
Ora premi in profondita'.
Piu' a fondo! Piu' a fondo!
A volte sogno di poter usare lo scalpello,
scivolare sotto quei loro dentoni e farli saltare uno ad uno.
Come fanno ad avere questo entusiasmo sfrenato per la miseria?
Caspita, tesoro. Non sei nemmeno un po' nervoso?
- Faccio solo le maschere. - Solo le maschere?
Cosa sarebbe la tragedia greca senza le maschere?
E' nervosissima. E' tutta un fremito. Solo che lo nasconde bene.
Sei migliorata, sono sicuro che saranno meravigliose.
Voglio solo essere utile all'opera.
Tesoro, sei sull'orlo di una svolta artistica. Lo sento.
Dicevo a Jake...
Non vendere la pelle dell'orso prima di averla venduta.
Jake, perche' usavano queste maschere?
Erano un aiuto visuale e contenevano anche una specie di scatola sonora
cosi' che oltre 10,000 spettatori potessero sentire e vedere.
Questo teatro tiene circa...
- 30 persone, penso. - 30.
- Allora, di cosa tratta lo spettacolo? - Pretesa.
Si tratta di dare un'occasione ad artisti come Joanna.
- Calmo, testa calda. Sappiamo che la ami. - Si', be'.
- Il tuo ragazzo stava per picchiarmi. - Shh.
Voi, cittadini di Cadmus!
Parla di casa, mentre dalla prua della nave...
guarda gli eventi...
e guida il timone!
- Perche' urla? - Silenzio tesoro. Adoro le tue maschere.
Grande principe di Cadmus, sono un messaggero...
che porta notizie dell'esercito al fronte.
Io stesso ho visto le cose di cui parlo.
Oh Zeus e Terra e dei che siete a guardia della citta'...
la maledizione di mio padre, potente spirito maligno...
Mi spacca i timpani. Tutta colpa del rock and roll.
- Le tue maschere sono bellissime. - Sono incredibili. Incredibili.
Il coro delle donne di Tebe deve essere ascoltato.
- Non da me. - Il mio dolore e' grande e pieno di paura...
pertanto, grido forte.
L'esercito ha lasciato il campo, e i suoi...
- Anche io. - Vogliono solo essere veri.
Lo so. Adoro la tua maschera. E' fantastica, veramente.
E' andato a fare foto ai costumi dopo lo show.
Ammirate il fiume impetuoso, una ondata di cavalli spettrali.
- Vado all'Acropolis, il ristorante dietro l'angolo.
O miseria!
Forse li apprezzeresti se ne venissero di piu'.
Si', naturalmente.
Ho bisogno di pubblicita' piu' grandi. Devo aumentare i prezzi.
Jake, penso che prima tu debba imparare qualcosa sulla fotografia teatrale.
Ehi, non mancarmi di rispetto. Questa e' l'America.
- Tu sei quello che dici di essere. - Be'...
Eh, non dirmi "be'". Tu sei quello che dici di essere.
Dovresti impararlo anche tu perche' sei partito col piede sbagliato.
Davvero? Come?
Pensi che uno scrittore debba solo scrivere, e questa e' una stupida ingenuita'.
La principale attivita' di uno scrittore e' la promozione.
No. Guarda Norman Mailer.
Bighelloni a Chinatown. Chi ti vedra' li'? Nemmeno i cinesi.
- Mi piace cosi'. - Metti le mani su qualche soldo.
- Soldi. - Promuoviti, il resto verra' da se'.
E intendo veri soldi, non quegli spiccioli che ti devo.
Vedi, non puoi dormire a Boemia e fare il pendolare con il mondo reale.
Non funziona in questo modo, Harry. Non guardami con quello sguardo assente.
Ci sono soldi veri per te la' fuori. Vorrei poter dire lo stesso.
- Veramente? - Si', un mucchio di soldi ti fissano.
Hai visto il tuo amore perduto ultimamente?
No. Perche'?
Cosa si e' portata con se' Joanna quando ti ha lasciato?
Joanna... va bene. Almeno tieni le chiavi.
Niente.
- Non voglio le chiavi. - Aspetta. Starai nei paraggi.
- Nel caso ti chiamo. - Joanna, prendi le chiavi.
- Ne avrai bisogno. - Come mi saranno utili?
Incontrerai un altro tesoro.
- No. - Joanna. Jo...
Colpa. E' corsa via col senso di colpa...
che potrebbe essere un vantaggio.
Cosa suggerisci? Rubacchiamo soldi da Joanna?
Be', dovresti fare un tentativo ignobile.
- Tu ce la fai? - Naturalmente.
- Naturalmente? - Harry siedi su piano morale troppo alto.
Ci vado a malapena d'accordo.
Be', perche' non strizzi soldi da Mavis?
Adori farmi notare quanto e' carica. Perche' non li estorci a lei?
Mavis e' squisitamente ricca, si'.
Sfortunatamente non conosce il concetto della parola "colpa".
E' perche' l'hai mollata tu.
- Altri hanno senso di colpa, Harry. - Davvero?
Lei non ne prende spunto, devo istigarlo io.
Dirle che e' colpevole di continuo.
- Di cosa? - Che importa? Non importa.
Quello che conta e' che non ci sia una vera ricompensa.
E devo andarci a letto per un lurido centone.
Ti da' un centone per andare a letto con lei?
Me lo sono trovato in tasca mentre tornavo a casa,
insieme a del cioccolato al caramello.
Ma non sono soldi facili, te lo assicuro.
E piu' di quello sono dovuto tornare a casa.
- Jake, vuoi il divorzio? - No.
- Vuoi tornare a casa? - No.
Mi ami ancora?
Non capisco cosa intendi con queste domande.
Quanto ha ereditato?
Non fare il ficcanaso. Parecchio.
- Ma non ci tornerai insieme per averli. - Wow, sei cosi' simpatico?
Perche'? Perche' e' un compromesso?
Be', e' un compromesso che non sono disposto a fare.
Non che io sia contro il compromesso in se', ma...
Sono contrario al compromesso in se'.
Una volta cominciato, inevitabilmente ti trasformi in flemma.
Dove l'hai sentita?
Cosa?
Questa espressione 'flemma'. L'hai sentita da me.
L'ho sentita?
Quando?
Un paio di anni fa. E' qualcosa che dicevo un paio di anni fa.
- L'hai rubata da me. - Ho rubato la tua espressione 'flemma'.
- Direttamente dalla mia bocca. - La rivuoi?
- Si' esatto. La rivoglio. - L'ho usata.
Ma non avevi il diritto di usarla.
Non e' di pubblico dominio.
Le mie parole sono mie, per sempre!
Non sono disponibili alla manipolazione casuale...
e alla diffusione pacchiana!
In altre parole, non ci sono i saldi per le mie parole!
Non piu'!
Sei un po' alterato, Maneim.
Non usero' piu' questa parola.
Guarda, eh, non so come dirtelo...
senza sembrare eccessivamente offensivo
che non sono incline ad essere...
ma, eh...
Credo che dovrei dirti senza mezzi termini cosa penso della tuo nuovo lavoro.
Certo. Perche' no?
- Non mi soddisfa. - Ma non l'hai letto.
Ho dato tutti i tuoi libri a Jake.
Li ha confrontati con i primi due libri di Nathanael West.
Non ha approfondito, ma...
vorrebbe che tu leggessi un paio di storie brevi che ha scritto quando era ragazzo.
Credo che sia arrivato il momento che tu provi qualcosa di diverso.
- Suggerimenti? - Riguardo a cosa?
- Sul libro. - Sul nuovo libro non ho suggerimenti.
Allora perche' dici 'prova qualcosa di diverso'?
Intendo quello che ho detto.
- Intendi di provare un altro libro? - Intendo prova qualcos'altro.
- Provare cosa? - Harry, sono quasi le due del mattino.
Non pago l'affitto da tre mesi.
Il padrone di casa e' in agguato con sasso e fionda.
- Non posso averti qui a litigare. - Non incasinarmi la testa!
- Cosa prendi? - Un espresso doppio.
Wow! Non eri tu quello coraggioso? Prendo un caffe' americano.
Non abbiamo caffe' americano. Questo e' il Caffe' Dante.
Oh, questo e' il caffe' Dante.
Avete qualcosa di simile al caffe' americano?
- Panna montata? - Montata?
No, lievemente disciplinata va bene.
Arriva.
Non e' uno dei tuoi posti preferiti.
No, io adoro solo i fast food greci.
Ma la tua signora dice che ti piace.
Mi piace il dipinto.
Dante vede per la prima volta Beatrice.
Ma se noti bene ha gli occhi su tutte e due le dame.
Guarda solo da quella parte.
- Si', le guarda tutte e due. - No, non per me.
Hai frequentato il City College di New York?
No college. No.
- Oh, sono veramente nervoso ora. - No. Davvero?
Harry, mi sono piaciuti i tuoi primi due libri, lo sai.
Voglio dire, erano acuti, freddi, pazzi nel modo giusto.
E accurati. Sei un lavoratore quindi ti meriti una pausa.
Ma semplicemente non posso darti dritte su questo qui.
E' un casino. Tutta la cosa va in pezzi.
Non si affronta assolutamente.
Perche'?
Perche'?
- Joanna dice che lavori giorno e notte. - Non sono uno facile.
Perche' non essere un po' piu' Trollope?
- Anthony Trollope? - Si'.
Trollope scrisse piu' parole nella sua vita
che tutti gli altri scrittori inglesi messi insieme.
Era una routine costante.
Dalle 7:00 alle 11:00 tutte le mattine lavorava senza sosta.
Tutto il resto del giorno, se la spassava.
Mi sono piaciute molto le due storie che hai dato a Joanna.
Oh, semplice autobiografia.
No, davvero, la narrazione era fantastica.
La mia narrazione e' sempre fantastica. Solo che non ce n'e' abbastanza.
Questo e' il motivo per cui faccio foto indigeste in nightclub sgraziati.
Cos'altro hai scritto?
Niente.
Niente?
Hai scritto queste due storie quando eri giovane... un ragazzo, giusto?
Si', ho avuto una specie di blocco da allora.
Harry...
tira fuori la cannonata.
- Te lo dico come amico. - Cosa?
La cannonata, il dardo avvelenato.
Si vede conficcato da un miglio di distanza.
E' per questo che non puoi scrivere e pensare.
Non so di che diavolo stai parlando.
La tua amante... te l'ha ficcato e ora ti si e' bloccato addosso. Liberati.
Perche' hai mentito riguardo l'aver letto il libro?
E tu, eri minimamente in forma quando sei venuto qui per risolvere tutto?
- Quando l'hai letto? - L'ho letto, l'ho letto. Importa quando?
Non so. Forse.
Forse no.
Potresti dirmi qualcosa? Parlami onestamente.
E' pieno zeppo di caos. Spande malattia.
Questo e' utile.
Quindi non e' successo nulla di piu' con questi due libri?
La scorsa settimana ero allo Strand (ndt: libreria di NY).
Sai, nove miglia di libri.
La piu' grande collezione di libri fuori catalogo?
Non mi conoscevano. Volevano sapere se Harry Levine era un autore vivente.
- Ascolta, ti dispiace se sono schietto? - No.
Penso che il tuo lavoro dovrebbe essere un po' piu' personale.
E' veramente il tipo di scrittore che sei, sai.
Dopo tutto e' quello che ha reso famosi Fitzgerald e Thomas Wolfe
E certamente ha dato a Hemingway il suo fascino.
Non il suo triste e vagamente dilettantesco scimmiottare alla Gertrude Steirs.
E alla fine e' quello che ha rovesciato la situazione per Nathanael West...
e senza dubbio Henry Miller.
Scrivo in prima persona.
E' una scelta stilistica.
Ti dispiace se divento un po' invadente?
Harry, la risposta all'amore e' l'amore.
- Tira fuori la cannonata. - Non ce l'ho una cannonata.
- Hai mai incontrato una donna? - Qualche sventola al giorno.
- Non vedo le prove. - Incontro le donne, Jake.
- Non ci sono prove. - Be', le incontro.
Di solito dicono cose che mi ammosciano.
Tipo che non hanno mai sentito parlare di Theodore Dreiser?
No. Di solito qualche stupidaggine riguardo a quanto sia piccola casa mia.
- Di cui Joanna non si e' mai preoccupata. - No, lei la adorava.
Sei cosi' noioso.
Non sono noioso. Io sono scorbutico.
Be' smettila. Penso che questo posto sia strepitoso.
Sai... non e' piccolo e' intimo.
- Posso fare cose meravigliose qui. - Tipo cosa?
- Dipingerlo. - Si'.
- Si', dipingere il soffitto. - E' un inizio.
Posso dipingere il pavimento.
- Il pavimento? - Di giallo.
Di giallo?
Si', come i Van Gogh che ti piacciono tanto.
Lo adorava. Diceva sempre, "abbiamo una vita meravigliosa".
Abbiamo una vita meravigliosa.
Dopo tutto, per lei era una casa di passaggio.
Per te e' un ripostiglio dove sei rinchiuso.
La nostra piccola caverna.
La nostra prigione fuori dal mondo, tu e io, soli.
Novita' dalla corte, giusto? Chi e' dentro, chi e' fuori.
Come diceva in Re Lear...
quando lui parla con Cordelia, sua figlia?
Come due creature in una gabbia dorata che parlano di come sia il mondo...
e cose del genere.
Com'era la storia? E' un libro di cucina.
- Sto invecchiando. - Povero piccolo.
La maggior parte degli uomini della mia eta' sta avendo il primo attacco cardiaco.
Stanno cominciando a limitarsi.
Non preoccuparti delle malattie cardiache. Non hai mai mangiato abbastanza bene.
Ad Harry piace la crema di formaggio e i sandwiches di ravanello con pane bianco.
E' questa citta', questa misera metropoli che sembri adorare.
- Mi nutre. - Si nutre di te.
Di tutti noi, e defeca gli scarti...
che non fertilizzano niente.
- Ma ci sono bei posti. - Davvero? Dove?
Hai un'idea di quello che puoi fare con tre dollari a settimana...
- in certi posti dell'America centrale? - No.
Puoi comprare una vergine dodicenne garantita...
che cucinera' per te, pulira' per te, ti onorera'...
soddisfera' tutti i tuoi bisogni erotici.
Si', ci sono ancora posti civilizzati a questo mondo.
- Ho sentito "America Centrale"? - No.
E' andato laggiu' due anni fa, ha resistito due giorni.
Il caldo era insopportabile e quella che chiamano cucina, deplorevole.
- Oh, oh, oh! Vedi quella casa? - Si'.
Quella e' la casa in cui si presume...
Booth abbia pianificato l'assassinio di Lincoln.
Misericordia.
- Ho dolori. - Veramente?
Dolori terribili.
Dove?
Lascia perdere.
No, dimmelo per favore. Dove?
Davvero vuoi saperlo?
Sono seduto su una sedia e potrei giurare che c'e' un chiodo...
una punta infuocata mi si attacca alle chiappe.
Come se qualcuno avesse preso una punta incandescente...
e messa sulla sedia affinche' io mi ci sedessi.
Come uno sparo ficcato su.
Come uno sparo.
E' stato come uno sparo conficcato.
E' stato come uno sparo ficcato su.
Non e' il cuore.
O sono fuori per strada, camminando.
Le mie gambe cominciano a farmi male dietro, proprio dietro le ginocchia.
come una morsa che mi attanaglia.
Non riesco a camminare. Se potessi permettermelo andrei da un dottore.
Ma so che non e' niente. Pensi che non sia niente?
Pensi che sia qualcosa? Che pensi? Onestamente.
Ti offendi della mia onesta'?
- No. - Alcuni si offendono.
Di solito non mi offendo.
- Il tuo primo libro era su tuo padre? - Mio zio veramente.
Un incidente nella sua vita.
- E il secondo tuo fratello maggiore. - No, un mio amico veramente.
Un amico molto vicino.
E il prossimo?
Sto pensando a questa cosa politica che ho nella testa.
Cosa politica? Scrivi una lettera al Times piuttosto.
Poi siediti e scrivi le tue memorie in terza persona, su te stesso...
e su tutti quelli che ami e odi.
E non lesinare veleno.
Questo e' quello che farei se fossi te che, per fortuna tua, non sono.
Joanna mi ha detto che hai fatto delle belle fotografie a persona anziane.
- Molto anziane. - Ebrei squattrinati. Esistono sai.
L'avevo sentito.
Quindi voi due vi sposate?
Non so. Forse
- Mi servira' un posto piu' grande. - Perche'? Dice sia divertente.
Tesoro?
Tesoro?
Pensi potresti...
dare...
forse... meno di due martellate
ogni quindici secondi?
Penso tu sia in seri guai.
E principalmente non di natura fisica.
Sono un po' teso
per i soldi.
Sei teso a causa dei soldi?
Si', a causa dei soldi.
Ma non a causa dei nove milioni di tazze di caffe',
del tuo essere donnaiolo,
le crisi d'ansia, l'incurabile depressione,
il digrigno dei denti mentre dormi,
e le incredibili e assolutamente debilitanti sudate?
Hai descritto te stesso, Jake.
Ma sto bene, tu non ti sei ripreso da quando Joanna se n'e' andata.
- Io sto benissimo. - Non stai per nulla "benissimo".
Ti sei comportato da completo psicotico.
Ho seriamente considerato l'idea di farti internare.
- Ero ferito. - Non cercare scuse.
Quante volte ti ho trovato nel parco di Sheridan Square a piangere?
Una.
E quante volte sei piombato nella mia camera oscura al locale alle due di notte
- con il viso solcato di lacrime? - Una.
- Due. - Due di troppo.
E non era giusto.
C'e' un limite riguardo a quanto gli amici dovrebbero aiutarsi.
Ma non tu non guardi oltre i tuoi soli interessi.
C'e' una vena di crudelta', in te.
Probabilmente per questo Joanna t'ha lasciato.
- Hai quel tavolo per cinque? - E' appena uscito dall'essiccatrice.
Dammi una mano.
Vuoi...
- Vuoi bere qualcosa, dopo? - E il tuo ragazzo?
Dov'e'?
Non lo so.
- A casa, penso. - Sicura non gli importi se usciamo?
Forse dovrebbe...
vivere da solo. Continuo a pensarci. Tu che pensi?
Be', cio' risolverebbe i tuoi problemi, ma non i suoi.
Che intendi?
Aveva un bravo agente.
Gli chiese un paio di libri.
Si prese un buon anticipo.
Qualcuno glieli stampo'.
E' successo, ma...
non credo succedera' di nuovo.
Sto dicendo che...
non sara' mai piu' felice.
Il che ci riporta a te.
- Perche'? - Perche'? Lo sai il perche'.
Il sorriso, ho notato, e' la tua arma prediletta.
E penso che nessuno abbia il diritto di portartelo via.
Non sono mai stato crudele di proposito.
Mi arrabbiavo, si'.
Perche' vivere senza soldi al Greenwich Village a 42 anni
non lo consideravo romantico ed eccitante.
Un inverno si mise un cappotto cosi' pesante che erano tre parti.
Lo amava. A me non piaceva.
La Boheme era solo un'altra opera
al Lincoln Center che non potevo vedere.
Ehi, dai, aspetta! Non volevo dire nulla di brutto!
- Lo so. No. - Sono una brutta persona?
Solo perche' ti ho fatto arrabbiare non significa io sia cattiva.
- Infatti. - Ma sono sempre in bilico.
Ho paura a parlare perche' non so mai quando esploderai.
Vieni qua.
Lo sai, Joanna...
Dirmi che quando F. Scott Fitzgerald mori'
aveva venduto solo 40 copie del suo libro
e oggi il solo Gatsby ne vende 300.000 all'anno, non mi fa sentire meglio.
Volevo solo dirti che il tempo sistema le cose, e ho solo...
usato...
usato l'esempio sbagliato per dire cio' che intendevo.
Perche' indossi quel cappotto?
Cioe', perche' insisti a indossare quel cappotto?
- Non possiamo permettercelo. - Scommetto che posso cucire meglio.
Si', be', il punto e' che prima era infelice e ora non piu'.
Sta con un idiota.
Il punto e' che voi due non stavate bene insieme,
e ora con lui sta bene. Idiota oppure no.
Immagino perche' lo ama.
Non puoi saperlo.
- Sta con lui. - Non sai se lo ama.
- Sta con lui. - Non e' stato onesto con lei.
Suvvia, smetti di fare l'ingenuo.
La voleva, lascia perdere.
Le ha fatto credere di essere povero perche' sapeva...
che lei si sarebbe intenerita.
Gia', cosi' si e' trasferita da lui e ha scoperto che aveva qualche soldo.
- Milioni. - Non aveva i milioni.
Ne aveva centinaia di migliaia. Azioni nascoste, appartamenti.
L'avevo avvertita. Ma lei lo considerava un perdente romantico.
Non lo era. Fingeva. Era un vincente.
Con soldi e attico.
E quindi? E lei e' rimasta con lui. Che stupida!
Poteva starsene chiusa qua dentro con te che le urlavi sempre contro.
Non ho nulla! E non ho mai avuto niente!
- Non ero sempre arrabbiato con lei. - Lo eri abbastanza spesso.
Ciao, tesoro.
E' stata una serata molto impegnata.
Matricole universitarie, ragazze con le noccioline nei capelli...
Jake dice che ha iniziato una nuova storia.
L'hai svergognato.
Cercavo delle note scritte su una lettera, ma...
non l'ho trovata.
Mi piace come metti in bella mostra i miei quadri.
Era tutto messo alla rinfusa, qui e' stretto...
Gia'.
Posso fare delle scatole. Penso sia una buona idea.
Posso trasferirmi.
C'e' un residence sulla undicesima per ragazze madri, ballerine,
cose del genere. E potrei venire semplicemente a trovarti.
Perche' abbiamo le lenzuola sulle finestre?
Perche', tesoro, le tue vecchie tende cadevano a pezzi.
Quindi le hai tolte e hai messo le lenzuola?
Perche' dobbiamo avere lenzuola alle finestre?
Capisci cosa...
mi fa?
Avere le lenzuola alle finestre?
Gli altri hanno le tapparelle, o le tende.
Io ho le lenzuola!
Riesci a capire come mi fa sentire?
Non sono uno di quei figli di papa' del Westchester
che pensa che vivere da squattrinati al Greenwich Village sia fico!
No, sono un adulto.
- Non capisco. - Non capisci mai.
Non ci avevo pensato.
Domani posso andare a comprare delle tapparelle per cinque dollari.
- Non capisci. - Si'.
- No. - Davvero. Capisco.
Non credo.
Non ero sempre arrabbiato. Dannazione, non trattarmi cosi' riguardo Joanna.
Ti tratto cosi' per Mavis?
- Te lo rinfaccio? E potrei. - Non potresti.
- Non voglio. - Non puoi, perche' ho il controllo.
- Di chi? - Di me stesso.
Pensi che mi farei fare da Mavis cio' che Joanna ha fatto a te?
Solo una settimana fa aveva preparato una delle sue cene infernali al curry.
L'ho tenuta seduta a quella sedia per quattro ore.
L'ho coperta di insulti cosi' pesanti ed incessanti
che alla fine se n'e' andata verso la porta su quattro zampe.
E non ho mai ripetuto una parola.
E se lo meritava, lo sai?
Era lei che iniziava queste sessioni di 'diciamoci la verita'.
Ma ho chiuso, amico.
Le ho dato quello che si meritava.
L'ho colpita inesorabilmente con:
Colpevole!
Colpevole!
Colpevole!
Colpevole!
Di che?
Mi ha rovinato la vita.
Ti ha rovinato la vita?
Pensi che avrei fatto il fotografo nei nightclub tutti questi anni
se non avessi dovuto farlo per lei?
Sarei stato uno scrittore.
- Cioe', lo sono. Ma sarei stato... - Uno scrittore professionista?
Si', esatto.
Il problema e' che anche se avessi i soldi necessari
non c'e' nessun posto dove andare, no?
- Be'... - Dai, guarda in faccia la realta'.
In ogni posto che vai, ci sei gia' stato.
Ogni porta a cui bussi e' una da cui sei appena uscito.
E' tutto lo stesso, vecchio casino.
- Be'... - E poi: che razza di vita e'?
Cioe', cos'e', dopotutto? Ti agiti in giro,
strisci, ti affanni un po' e poi un giorno ti svegli morto. Se sei fortunato.
- Be'... - Allora qual e' il senso?
Intendo che un senso non c'e'.
E se non c'e' un senso, e davvero non c'e', allora il senso qual e'?
- Be'... - La vedi questa casa?
Hart Crane viveva in quella casa.
Poco prima di suicidarsi.
Jake...
sei il piu' brillante... Sei di certo la persona piu' colta che conosco.
Non sei uno scrittore. Mi dispiace dirlo.
Mi... Mi fa male dirtelo.
Sei un fotografo. E sei superbo, quando vuoi esserlo.
Ma due racconti di sei pagine non fanno di te uno scrittore.
- Due racconti pubblicati. - A 19 anni. Poi piu' nulla.
Perche' quella mi ha succhiato la vita. Mi ha dissanguato.
Portandomi in giro per il mondo. Trasferendoci, trasferendoci sempre.
Feste interminabili. Navi, treni, aerei...
Cio' mi rende incapace di muovermi, ora.
Artisticamente o fisicamente.
E lo amavi. Il modo in cui tu e Mavis vivevate.
Mi hai parlato abbastanza delle macchine, degli appartamenti,
i vestiti fatti su misura, i viaggi ovunque...
Ok, bene, li hai avuti, te li sei goduti...
meraviglioso.
Ma ora questo assurdo pensiero che saresti potuto essere uno scrittore...
Jake, mai. Non saresti mai potuto essere uno scrittore.
Avresti vissuto come ho vissuto io per essere uno scrittore, Jake?
Oh, ci siamo. Ecco.
- Devi pensarci. - La parola magica, segreta, nascosta.
Dilla e tutto cambiera'. (Cit. di Groucho Marx)
- Vuoi dire che non avrei sofferto? - Non intendevo quello.
Si', intendevi esattamente quello.
Intendi che non avrei mai messo il tuo distintivo.
Il distintivo del bohemien morto di fame al Greenwich Village.
- Gia'. - E comunque e' fuori moda da 40 anni
e rimane solamente l'eroe principale di una commedia tragicomica minore.
Jake, vuoi scrivere?
Li' c'e' una macchina da scrivere.
Accendila.
Ecco di cosa parliamo.
E' semplice.
E se finalmente tagliassi la testa al toro
e ti dicessi esattamente cosa penso del tuo nuovo libro?
Si'...
Cosa?
Penso sia un allarme.
L'allarme che sei malato, sconfitto e pronto a cadere oltre il baratro.
Ed e' il perche', in quanto tuo amico, ti consiglio
di abbandonare il gioco. Arrenderti e trovartene un altro finche' puoi.
Perche' non potrai mai... Mai fare nulla in questo mercato.
Mi stai davvero dicendo che non ho talento?
No, ti sto dicendo qualcosa di peggio.
Non hai soldi, e non hai avuto soldi per cosi' tanto
che ti ha seriamente corrotto la mente.
Ti ha ridotto in polvere l'anima.
Che e' il motivo per cui la donna che amavi ti ha buttato cosi' giu'.
Questo libro che hai scritto e' la prova inconfutabile.
Non sono contento a dirti queste cose.
Guarda... Guardati i lacci.
- Ce li ho. - Si', ma guardali.
Molli, inutili, disastrosi, disperati
e vergognosamente ridotti male.
Ho legato insieme i pezzi rotti perche'...
Perche' sarebbe stato un dramma comprarne di nuovi.
Perche' non vuoi affrontare che anche un nuovo paio di lacci
significa spendere soldi.
Stai dicendo che sembro un barbone.
Chi ha detto che sembri un barbone?
Oggi pomeriggio, a Chinatown...
- sono stato messo al muro da cinque - Mani al muro!
agenti in borghese
e poi trascinato al distretto
come un criminale di Times Square
perche' e' venuto fuori...
che somiglio a un pazzoide
che ha ucciso cinque persone nel Queens.
Mi hanno fatto vedere la foto.
"Mi somiglia", ho detto.
"Somiglia?" mi ha risposto il poliziotto.
E' praticamente un subumano e tu sei il suo gemello.
Jake,
questo tizio e' la persona piu' cattiva e triste
su cui abbia mai messo gli occhi e mi somigliava.
Quando me ne sono andato ho cominciato a guardarmi negli specchi.
Anche quelli che non sapevo esistessero.
Sono venuto a casa, ho iniziato a guardarmi in ogni specchio.
Ma gli specchi... mentono. Non e' vero?
Chi sembra se stesso in uno specchio?
Le foto, quelle non mentono.
- Ti dicono tutto. - Era cio' che pensavo.
Cosi' sono andato in citta', in una di quelle sale-gioco
dove tutto cosa un dollaro e mezzo.
Sono entrato in una macchinetta per le foto
dove sistemi lo sgabello, aspetti il flash e rimani stordito.
Mi sono fatto delle foto per ore.
Sistemandomi i capelli in diversi modi
per vedere cosa cambiava.
Le persone presenti pensavano fossi un idiota.
Il che ti dice qualcosa, considerando il posto dove mi trovavo...
Mi rimaneva un altro dollaro e mezzo, non potevo andare a casa.
Cosi' sono andato nei quartieri alti.
Continuando ad andare, giusto?
Con queste bruttissime strisce di foto che mi ero scattato
che mi uscivano dalle tasche.
Sei stato ultimamente nei quartieri alti, Jake? Li hai visti?
- Cos'e' successo? - Gli anni '80. Ecco cosa.
Centinaia e centinaia di questi...
bar alla moda
e ristoranti al buio
riempiti allo stremo di questi giovani con gli occhi brillanti
che si danno alla bella vita, ridendo, sentendosi bellissimi,
mangiando insalata...
e guardando me che guardavo dentro
come fossi qualcosa strisciata
fuori da una lattina mezza aperta.
Cosi' sono tornato in periferia
pensando che camminare mi avrebbe calmato.
Sono tornato a casa tremando.
Jake, tremavo.
Tutto il mio corpo tremava
cosi' tanto che ho dovuto stendermi.
Poi mi sono alzato, sono andato a lavoro e mi hanno licenziato.
Per non essersi inchinato abbastanza.
Voglio dire, che diavolo sono, una scimmia?
Ma questo tipo...
nella foto della polizia...
Voglio dire, ha davvero un aspetto subumano.
Qualsiasi cosa significhi.
Dovrei essere il suo gemello.
Pensi si possa creare una cosa del genere?
Voglio dire...
Cosa mi sta succedendo, Jake?
Ti sta succedendo, che avrai 50 anni prima che te ne accorga...
e lo sai.
Non avrai un soldo, e lo sai.
Sarai proprio come ha detto la mamma... proprio come papa'...
e lo sai!
E questo e' quello che si vede sulla tua faccia.
- Di quanti soldi hai bisogno? - Di piu'!
La verita' e' che stai invecchiando.
Sono gia' vecchio.
Fra 10 anni sarai molto piu' vecchio e io saro' gia' morto da 5 anni.
Non so.
Molti artisti importanti ce la fanno, solo quando sono avanti con gli anni.
Si', europei.
E un americano... Nonna Moses.
Avrei dovuto andare al college, prendere un diploma.
Almeno puoi insegnare qualcosa, anche se non sai niente.
Ho sempre pensato ad avere qualcosa su cui poter contare...
mostra una mancanza di ossessioni.
Senti, forse non e' troppo tardi per cambiare, provare qualcos'altro.
Prova la pubblicita'.
Odio la pubblicita'.
Un mucchio di stronzi alla moda in tenuta da corsa...
che diffondono malattie e demenzialita'.
- Qualcuno deve farlo. - Non io!
Inoltre, l'ho fatto. Ho provato ad inserirmi. Non me l'hanno permesso.
Per loro sono troppo vecchio.
E quegli sceneggiati del pomeriggio? Ci sono limiti d'eta' per quelli?
Serve una profonda superficialita' per queste. Ci vogliono anni per averla.
E Hollywood? Li ci sono molti prodigi coi capelli grigi.
Hollywood? Non si puo' essere vecchi li', a meno che non sei stato giovane.
- Inoltre, non ho un curriculum. - Nessun curriculum?
Hai pubblicato due romanzi, anche se non si riesce a trovarli...
un po' di storie, un paio di collaborazioni.
E hai lavorato in 29 ristoranti.
Quello che avrei voluto fare davvero, e' scrivere quello che ho nel cuore.
Che idea inappropriata...
specialmente alla tua eta'.
Se scrivere quello che hai nel cuore significa scriverne per niente...
Cosa vorresti essere fra 10 anni, Harry? Uno di quei
lavapiatti del Greenwich Village brillantemente autodidatta?
Un qualche pescatore di perle di Bleecker Street con le mani
nell'acqua bollente... mentre blateri di Shaw e Proust?
E' possibile, sai.
E' la fuori, che incombe in lontananza.
Prova qualcos'altro! Qualsiasi cosa!
Pensi che non si possano fare soldi col mio libro, vero?
L'intero panorama e' sterile e banale...
e' un insieme di personaggi, em...
una collezione monumentale di noia insopportabile.
Penso siano vivaci.
Forse gli originali. Le riproduzioni sono slavate e noiose.
Non i... Ma non i due personaggi principali.
No, hai ragione. Mi sbaglio.
Le tue due invenzioni principali non sono noiose.
Comunque sono, artisticamente anche piu' difettosi degli altri.
- Come? - Perche' sono assurdi, irreali...
e profondamente contro natura.
Fammi vedere. Fammi un esempio dove nel libro...
c'e' qualcosa di incredibile o come hai detto... contro natura.
Il personaggio di Abraham Singer, per esempio.
Manca realta' in ogni esempio.
E' un personaggio profondamente unico, ma e' un personaggio vero.
E' bizzarro e pretenzioso e imperdonabilmente infantile.
Voglio dire, questo dovrebbe essere un uomo di 50 anni?
Come? Come nessun cinquantenne abbia mai incontrato.
- Ha un certo... - E il suo amico!
Quel cretino del sig. Morris Frankel!
Dovrebbe essere un uomo di 44 anni?
Parla e si comporta come un ritardato di 44-mesi.
Onestamente credi che una parte qualsiasi di questo libro vada bene?
- Si', penso che vada bene. - Be', non credo.
I due personaggi per i quali tu avresti preso spunto da noi...
sono dei buffoni cosi' straordinariamente ridicoli!
Be', semplicemente non la vedo cosi', Jake.
Singer, il mio personaggio, non c'e' fine alla sua presunzione verbale.
Oh, dammi il libro, Jake.
Lui fa una prosa pomposa e affannosa.
- Rivorrei il mio libro. - Cosa ti fa credere di passarla liscia?
- Funziona. Funziona. - Cosa ti fa...
No, non funziona!
Questo tipo e' una tale... scoreggia pomposa, lamentosa
infinitamente boriosa e postprandiale!
Sono cosi'?
Chi lo sa? Forse lo sono. Non lo so.
E quest'altro imbecille... il tuo personaggio.
Che ingenuo. Cosi' smorfioso e sdolcinato.
"Sedevamo al bar...
"parlando di arte e letteratura...
"di Henry Miller e Anais Nin a Parigi.
"Iniziammo a tenerci le mani...
"e dalle sue dita, attraverso la crema al formaggio
potei sentire la sua temperatura salire."
Cos'e' questo? E' arte? E' sesso?
E' una ricetta kosher, una visita a domicilio?
Non hai alcuna vergogna?
Sai, pensavo davvero, Jake...
che saresti stato, em...
Cosa?
Toccato dalla presenza di noi due.
Divertito, persino
contento.
Mi hai creato come un pomposo falso borioso...
pallone gonfiato, completo fallimento
e tu pensavi che sarei rimasto colpito, divertito, contento?
Be', non la vedo cosi', cosi' forse, em...
Non la vedi cosi' perche' cio' richiederebbe un po' di empatia.
- Dici che non ho empatia? - Sei un ipocondriaco patologico.
Il che significa che sei completamente e profondamente egocentrico.
Non sono patologico.
Probabilmente sei senza paragone nella Enciclopedia di Psicologia Anormale.
- Non e' vero. - Non e' vero?
Cosa mi dici di quando mi ha quasi fatto impazzire per un mese...
ed eri preoccupato che saresti morto, perche' tuo padre aveva la pressione alta.
Uscisti e portasti quella ridicola macchina per la pressione...
misurasti la pressione tutta la notte finche' non fu normale.
Poi venisti il giorno dopo con ematomi su tutto il braccio
credendo che fosse tipo di cancrena rossa.
- Mio padre soffriva di pressione alta. - A 82 anni!
E- E-E il cancro alle nocche?
- Il cancro alle nocche? - Eh.
Abbiamo trascorso tutto il weekend cercando uno specialista di nocche...
un "nocchista"?
Oh, oh, oh, e il cancro del palmo della mano?
- Continuava a crescere. - Era un callo!
Cristo Santo, se avessi un decimo della tua resistenza fisica...
avrei superato ogni ostacolo per diventare un vero grande romanziere.
- Che alibi. - Alibi? Ali...
Tolstoy, a 80 anni, poteva correre un miglio a piena forza.
- E' proprio li' nelle lettere. - Be'...
Non c'e' arte senza forza.
Non c'e' niente che non va nella tua salute, Jake.
Sto morendo in piedi.
Sto marcendo nelle calze antiscivolo.
E tu, tu... sei perfetto. Sei perfetto.
Cammini per strada trascinandoti come un losco figuro perseguitato...
uscito da un mondo degli inferi dostoyevskiano.
Ma e' tutta una falsa posa romantica.
Empatia? Tuo fratello, quando leggera' il libro, non ti parlera' piu'.
E non te ne frega niente.
- Gli passera'. - E a me?
Supponiamo che ti dica che non ti rivolgero' piu' la parola.
Non riesco ad immaginarlo.
Non hai mai pensato che potevo sentirmi... calugnato, danneggiato
tradito?
Jake, sapevi fin dall'inizio che il libro parlava della nostra vita.
Me lo chiedevi sempre...
- Allora, come viene il libro? - Che libro e', tesoro?
Oh, sta' scrivendo una cosa romantica per noi due.
Scusa, amore. Non capisco.
E' un piccolo racconto scherzoso di un paio di matti del Greenwich Village.
Basato su voi due?
Be', cosi' sostiene lui, ma non ha catturato il vero me.
Questo dovrebbe essere uno dei tuoi sforzi piu' umoristici?
Em, be', em, forse. Lo spero.
Io ci sono.
Sono un aspirante artista che vive col suo ragazzo, un aspirante scrittore.
Davvero? L'hai visto?
- Lo visto mentre lo scriveva. - E io?
- Ci sono anch'io? - Em...
Si puo' fare.
- Oh, voglio esserci. Per favore! - Ok.
Harry, come mi ritrarresti?
Be', come vorresti essere ritratta, Mav?
Come la tua ancora.
Em, descrivila come la mia palla al piede.
Ma non ho mai sognato... Voglio dire...
Cosa?
Le cose che hai detto, cose che hai citato...
cose che non avevi ne l'autorita', ne il diritto di citare...
Tipo?
Fatti personali riguardo mia madre e mio padre...
quel miserabile appartamento nel Bronx...
le malattie che ho avuto da bambino e il segno che mi hanno lasciato...
Tutto quel passaggio riguardo mia madre che urla agonizzante...
di come, notte dopo notte, mio padre l'aveva violentata...
l'intero increscioso vergognoso incidente di quando lei getto' i miei libri fuori dalla finestra.
I miei libri.
Di come dovetti lasciare la scuola a 15 anni, la scuola che adoravo...
per andare a lavorare in quella camera oscura al Copa...
guadagnando piu' soldi la settimana del mio vecchio.
Cose che ti ho detto nel... passato...
in... in privato.
Voglio dire, come fai a ricordarti queste cose cosi' nei particolari?
Ho un talento per questo.
Hai un talento.
Hai talento per fare lo stenografo del tribunale.
Hai rubato la mia vita!
Come ho fatto a rubarti la vi... Come si puo' fare? Non capisco.
Non lo so. Come fai? Come, hai una microspia?
E' accesa ora? Leggero' tutto quello che ho detto nella tua prossima bozza?
Come posso aver rubato cio' che e' successo veramente?
Ipocrita moralista! Potrei torcerti quel cazzo di collo!
Getteresti chiunque in pasto ai cani per guadagnare un po' di soldi.
No. No, no. C'erano due motivi.
Il primo era un guadagno veloce. Il secondo era di punire tutti...
Cos'e' tutta questa storia del "guadagno"? Di cosa stai parlando?
Nessuno ha letto sto dannato libro tranne te.
Non sappiamo se qualcuno lo pubblichera', giusto?
Quando uno scrittore evasivo tira fuori questa merda salace...
- qualcuno si affretta a stamparla. - Salace. Come fa ad essere salace?
Hai sesso al Greenwich Village e violenza...
relazioni familiari intime, devastanti...
E... e dell'altro sesso e violenza al Greenwich Village.
- E? - E niente. Sai quello che hai scritto.
Stai dicendo che pensi di poter far soldi con questo libro?
Be', c'e' sempre questa possibilita'.
- Quanto? - Otto miliardi di dollari.
Cosa sono io, l'oracolo di Delfi?
Allora sostieni che pensi che potrei aver scritto un libro popolare qui?
Be', e' volgare, non e' vero?
Cosi' naturalmente c'e' la possibilita' di diventare famosi.
Perche' dovrei darmi alla pubblicita'...
per non diventare lavapiatti al Greenwich Village,
o pescatore di perle a Bleecker Street?
Perche'?
- Vorrei che ritirassi il libro. - Oh, queste sono solo chiacchiere.
Ritirarmi da cosa? Da chi?
Dalla discussione.
Non e' una discussione.
- Be', lo sara'. - Lo spero proprio.
Ma non credi che i due soldi che ci ricaverai...
compenseranno il dolore che causera' se verra' pubblicato?
Dolore?
Vado in giro con un dollaro e cinquanta in tasca, Jake.
- No, ci sono altre preoccupazioni. - Per altre persone, certo.
Senti, tutto quello che dico e', aspetta ancora un po' a fare successo.
Ma vado in giro con un dollaro e cinquanta!
L'hai fatto per tanto tempo. puoi farlo ancora per un po'.
Durante l'ultima, cos'e', ora e mezza...
non hai fatto che dirmi, se ho sentito bene...
di lasciare tutto e cercare di far soldi.
- Ma non cosi'. - Non come?
Non... in modo cinico!
Oh. Dovrei buttarmi nella pubblicita'.
Jake, mi lasci davvero senza parole.
Voglio dire, credi con tutto il cuore che c'e' solo un modo per fare soldi.
- Oh? Oh? Che modo e'? - Qualsiasi.
- No. no. Non condivido - Perche'? Per i principi?
- Precisamente. - Ma non hai dei principi? Dove sono?
Quando hai iniziato a leggere il libro, sapevi che avrei potuto utilizzarlo.
E cos'hai fatto?
- Hai cercato di dissuadermi. - A causa dei danni che causi.
- Oh, sei un gran bugiardo, Jake! - Un bu...
Non avrei mai creduto questo di te, che sei un tale bugiardo!
Pensavo che eri assurdo, pensavo che eri negativo,
eccessivamente critico a volte...
ma credevo che tutto quello che dicevi avesse importanza e fosse vero.
Ma hai mentito, Jake. Hai mentito.
Hai mentito stasera.
Hai mentito riguardo alle possibilita' del mio libro.
Hai mentito dicendo che l'avevi letto.
Hai mentito anche su cio' che ne pensi.
Assolutamente no! No, no, no.
A parte qualsiasi altra cosa... qualsiasi ... e' un libro schifoso!
E' la cosa migliore che io abbia mai scritto.
No. Fa schifo.
Potrebbe essere la cosa migliore che abbia mai scritto, Jake.
Ma non e' buono!
- Cosa ci guadagni? - Guadagno?
- Non illuderti. Non ci guadagno niente. - Oh, no?
Voglio dire, e' solo... che- che offende la mia sensibilita'.
E' un lavoro scadente, questo e' quanto.
- Mi piace. - Certo, ti piace. Pensi di guadagnarci.
No. Mi piace il libro.
Mi piace quello di cui tratta. Mi piacciono i suoi personaggi.
Voglio bene anche alle persone che non amo, ma non come a quelle che amo.
E pensi di guadagnarci!
Tu pensi che ci guadagnero'!
E' un tuo problema che io possa gu... Mi piacerebbe farci i soldi.
Spero di guadagnarci. Sarei contento di farlo. Non avevo intenzione di...
E che differenza farebbe, comunque, se lo facessi?
Significherebbe che intendevi deliberatamente
guadagnare dal dolore di altre persone!
Provalo.
Dici qualcosa del genere... provalo.
- Non devo provare niente. - No, devi provarlo.
La vedi questa? Questa e' una pellicola.
Questo e' negativo. Lo posso far diventare positivo.
Prova positiva. Prova.
E' un gioco con le parole? Sono un sofista? Me ne frega qualcosa?
No! Ecco, provalo tu.
Ma se potessi provarlo, Jake... E' proprio quello che sto dicendo.
Se lo potessi provare.
Provare cosa?
Che ho scritto questo libro con lo scopo malefico del profitto.
Se potessi provarlo, e provarlo con un'argomentazione che posso credere...
Non tutta questa fuffa... qualcosa di concreto.
Si'? Allora?
Allora prenderei questo manoscritto e lo brucerei.
Lo brucerei.
E camminerei sopra le ceneri.
Ma devi rispettare la tua parte. Devi convi... Cosa stai facendo?
Sto cercando di tenere mani e occhi occupati...
perche' quello che rimane del mio cervello sa che non c'e' niente da ascoltare.
Ok, non ho scritto questo libro...
con l'intento maligno di trarne profitto...
e non ho scritto il libro per fare soldi.
Ma ti dico questo, se c'e' qualcosa di buono... qualsiasi cosa...
Faro' qualsiasi cosa posso per spingerlo...
promuoverlo, farlo uscire...
perche' non posso vivere cosi', Jake, neanche un giorno in piu'...
neanche un momento in piu' di quello che devo.
Non posso, Jake!
- Come vorresti vivere, in una parola? - In una parola?
Come vorrei vivere, in una parola? Spazio.
Voglio spazio.
Lo sai che ci sono notti
in cui faccio e disfo il divano letto una mezza dozzina di volte?
Esco e rientro una dozzina di volte a notte. E' la camera.
- Tutto e' una camera. - Oh, no. No, Jake.
Tu non capisci. Non e' piu' una camera per me.
Per me e' diventata oppressiva.
Non posso sistemarla.
Non posso carteggiarla. Non posso ridipingerla.
Semplicemente non posso piu' viverci.
Meta' della gente del mondo ucciderebbe per la tua stanza.
- Qualsiasi camera. - Lo so, Jake.
Li vedo... li vedo tutti i giorni per strada.
- Non hanno niente a che vedere con me - Perche' ti definisci un "artista"?
Vuoi sapere dove sono stato le scorse quattro settimane? Te lo dico.
Sono stato con una ragazza.
La prima ragazza dopo Joanna.
Una ragazza d'oro dall'ovest dorato. Ora se n'e' andata.
Le bambole sono veloci.
Non e' una bambola.
E' una persona interessante. L'ho incontrata in biblioteca.
Cosa, cercava delle referenze?
Mi ha detto che era a New York in un'ultima disperata ricerca di fibre.
- Non ha usato proprio quelle parole. - Ha detto qualcosa del genere.
E' stata con me nella mia camera per quasi cinque settimane...
e poi un giorno ha detto, "Senti, tesoro,
penso tu sia grande in molti modi...
Ma quanta fibra puo' contenere lo stomaco di una persona?"
Mi ha detto che ero destinato ad essere povero per il resto della vita.
E' stata una malattia neurotica.
Ha detto che avrei sempre vissuto cosi'... in una camera senza sole...
perche' ci ero abituato.
Mi ha detto che ero carino sotto un lenzuolo...
ma tutte le volte che mi vedeva vestito...
un enorme ostacolo si poneva fra di noi...
che nessuna frenesia sessuale da parte sua...
poteva compensare la mia mancanza di stile nel vestire.
Ha detto che la prima volta che mi aveva visto entrare in biblioteca...
aveva pensato che ero un barbone che cercava riparo.
Ha detto, "Harry, come potrai essere uno scrittore di successo senza abiti?
Harry, come puoi vincere senza abiti?"
Ha detto, "Harry, non credo che vincerai,"
questa ragazza di Los Angeles.
L'ultima cosa che mi ha detto prima di andarsene...
Mi ha preso gentilmente la mano, mi ha guardato negli occhi
- teneramente e ha detto, "Harry..." - Harry, ti amo.
Ti amo davvero.
Fai soldi.
Ma non importa quello che ha o non ha detto.
- Ma lei... - L'unica cosa importante...
Ha detto quello che stai dicendo da un'ora e mezzo. Ecco cosa ha detto.
Si', ma lei e' un falso quanto me, giusto?
No! Ha ragione, Jake.
Guardami.
Non sono un diciottenne con la cartina del Greenwich Village in mano...
e un pacco da sei preservativi nel portafoglio...
che raccoglie spiccioli per una Pepsi e una pizza.
Guardami!
Sono un uomo di mezz'eta'.
Voglio dire, supponiamo che mi ammali. Ammalato seriamente.
Dove vado? In un ospedale pubblico?
Intasato fino a soffocarti.
Muori a causa del ritardo prima ancora che riescano a curarti male.
Devo pensare a cose tipo... Ho una certa eta'!
Devo piantarla d'illudermi, corteggiando la mia...
Hai ragione, m'illudo, Jake.
Questo e' quello che ho di cinese.
Suono il vecchio gong in giro a Chinatown...
mentre il mondo scorre via...
M'illudo, in qualche modo sono dell'idea...
che nessuno laggiu' mi giudichera' per i miei soldi...
la verita' e' che,
ogni volta che vado in uno di quegli alberghi in Mott Street...
e' proprio il costo del bere che conta.
E' solo per questo che vengo giudicato!
Perche' non potevo spremere una sola goccia di quel succo marrone scuro...
dai miei esotici compagni orientali...
se non ho spiccioli.
Joanna... stessa cosa.
Ha vissuto con me per sei anni e mezzo...
ma quando camminava, saliva su.
Vive in un attico. Non e' colpa sua.
E' una brava ragazza. Inoltre, e' l'amore della mia vita.
Ma non mi ha lasciato per un altro seminterrato!
Chiamalo il gioco della volpe e dell'uva Jake, e molto di cio' e'...
ma ti dico questo... Recupero il mio tempo...
e molto di questo e' il mio tempo migliore.
Ancora non ho cinque dollari del cazzo in mano!
E a meno che, in qualche modo...
riesco a cambiare lo scenario...
sembra che sia destinato ad uscire di qui senza un soldo.
Proprio come mamma e papa'.
Perche' ho il sarcasmo dentro, ragazzo.
Non e' una novita'.
No, no, non intendo quello che dici tu.
Non in senso romantico.
Parlo di quello con cui sei nato. Sai cosa intendo.
O dovresti saperlo. Quello dentro qua.
Nel profondo.
Quello che continua a ripeterti
sempre e continuamente...
che non importa quello che fai, quanto ci proverai e quanto ci impiegherai...
che niente di buono
potra' mai o succedera' o dovra' mai succedere per te.
E a meno che faccio qualcosa...
per dissolverlo...
questa cosa, questo sarcasmo...
per buttarlo via...
e a meno che non lo faccia ora, mentre sono in grado...
mi distruggera', Jake!
Mi uccidera'.
Uccidera' qualsiasi cosa buona intorno a me, Jake.
Lo so.
E l'unica cosa che ho, che forse puo' fare la differenza...
Ce l'ho proprio qui.
E tu vuoi portarmela via?
Perche'?
Perche' sei sconvolto.
Perche' sei arrabbiato. Perche' forse sei un po' geloso.
Non sono altro che banalita' sentimentali.
Banalita'?
- Si'. - Cosa vuoi dire con banalita'?
- Hai rubato la mia vita. - Ti ho rubato la vita?
E nessuna razionalizzazione esagerata puo' cambiare questo fatto.
Non ti ho rubato la vita, Jake.
Lo solo usata in qualcosa di creativo.
Non dovevo fare io un primo tentativo?
Credevo che e' quello che avessi fatto per 50 anni!
Jake,
tutto questo non e' perche' ce l'ho fatta?
Voglio dire, sono davvero riuscito...
a scrivere questo libro?
E se e' per questo, Jake, e credo che lo sia...
allora capisco.
Mi dispiace.
Posso comprenderti.
Ma semplicemente non ci posso fare niente.
Non ho intenzione di cambiare una parola o di ritirarlo.
Come potrei fare una cosa simile, se significa danneggiare il libro?
Tu lo faresti?
Lo faresti?
Non ho mai pensato di farti un torto, Jake...
o di farti del male, di usarti, mai.
Voglio dire, e' un dato di fatto.
Solo...
Non so come dire le cose in modo giusto con te, Jake. Non so come fare.
Vattene di qui.
- Ok. - Dico sul serio, Harry. Vattene.
- Ma non ho finito. - Si' invece.
Completamente finito. Fuori.
Sappiamo entrambi che non accadra' niente con questo libro.
Non farai un centesimo, Jake.
- Lo penso davvero, Harry. - Voglio che te ne vai.
Ma se accadesse il miracolo e qualcosa...
qualsiasi cosa dovesse accadere...
non pensi che mi prenderei cura di te?
Che lo dividerei con te? Lo metterei per iscritto.
Ora vuoi pagarmi?
- Non e' un pagamento. - No, e' una bustarella.
- No, non lo e', Jake. Di cosa parli? - No, su. Dai!
- Fuori di qua! - E' per quello che consideri
- il tuo materiale. - Non voglio i tuoi soldi!
Non voglio i tuoi soldi schifosi! Vattene!
- Perche' ora sono schifosi? - Vattene!
Spero che non diventerai violento, Jake.
Em, prendo il mio manoscritto.
Vuoi il tuo manoscritto?
Ecco! Ecco il tuo manoscritto! Avanti! Prendilo!
Molto gentile.
Non disturbarti a raccogliere la tua immondizia. Me ne occupo io.
La troverai nel bidone della spazzatura domani.
- Ne ho un'altra copia. - Sei un cane.
No, no, neanche, perche' il cane e' il migliore amico dell'uomo.
Sei il peggior nemico del tuo migliore amico.
Migliore amico, Jake?
Jake, non credo che siamo mai stati amici.
Sei stato mio amico stasera?
Nel cuore non hai che i soldi.
Tutto nel quartiere e' in vendita.
- Solo la merce. - Chi ti ha detto che hai le merce?
- Chi credi? - Non hai merce.
Hai solo il bottino.
Quello che e'.
Almeno non tremo piu'.
Come va, Levine?
Non devi rispondere. So come stai. Stai terribilmente.
Dai. Siediti, chiama una cameriera e parliamone.
- Come sapevi che ero io? - Oh, ti riconoscerei fra un milione.
Davvero?
E' come guardare nel mio specchio rotto.
Hai la disperazione stampata su tutto il tuo grugno da New York.
- Ciao, ragazzo. - Ciao, Barney.
- E' bello vederti, amico. - Anche per me.
Che ne dici di bere qualcosa? Caffe'? Una soda?
Ah, una soda andrebbe bene.
Che bel messaggio mi hai mandato. Mi ha lusingato molto.
Oh. Quelle poesie erano belle, Barney.
Mi ha lusingato che tu me le abbia mandate. Dovrebbero essere pubblicate.
L'Atlantic pubblica quella su mio padre.
Oh. E' una poesia bellissima.
- Ci ho lavorati sei mesi. - Si vede.
E qualche stupida agenzia sconosciuta...
vuole ripubblicare il mio libro di poesie sul mare.
Quelle poesie non sarebbero mai dovute finire fuori stampa.
Barney, c'e' lavoro qui in giro?
Cercano sempre camerieri che non vogliono fare soldi.
Intendo per me.
Oh. Be'...
C'e' qualcosa che ho sentito ieri sera.
- Davvero? - Ma non so se lo vorresti.
P- Perche'? Facchino?
- Non proprio. - Lavapiatti?
- E' tutto quello che c'e' ora. - Posso averlo?
Certo che puoi. Ma...
- Ma cosa? - Lavapiatti?
Hai due copertine di libri sulla parete del disonore.
- E' cosi' che lo chiami? - Si'.
- Ci sono anche io. - Be', allora sono in buona compagnia.
Ah.
Allora, con chi devo parlare per questo?
Vieni alle 4:00 e chiedi di Lester.
- Oh, va bene. - Se lo vuoi.
Lo voglio.
Allora, em...
quanto ti devo?
Cento bigliettoni.
E' stato bello rivederti, amico.
Ehi, aspetta un attimo. Aspetta.
Senti, non e' divertente. Credevo fosse divertente, ma non lo e'.
Forse ci ridero' su dopo, ma ora non posso neanche sorridere...
perche' finirei col viso gelato.
- Il mio viso non gela. Dai. Andiamo. - Dai. Torniamo indietro.
Tornare indietro? Siamo a meta' strada per Brooklyn!
- E cosa succede quando ci arriviamo? - Ci giriamo e torniamo indietro.
- No, prendiamo un taxi per tornare. - Oh, cos'e'...
Se Thomas Wolfe puo' farlo, lo posso fare io, lo puoi fare tu.
- La domanda e', perche' dovrei farlo? - Perche'?
Perche' superi il tuo blocco e riesci a scrivere ancora.
Sapevi che Thomas Wolfe...
camminava avanti e indietro su questo stesso ponte, notte dopo...
e poi finalmente, una notte da lui sgorgo' un fiume di parole...
e scrisse, em, Del Tempo e del Fiume.
Senti: "Una pietra, una foglia..."
"una porta non trovata."
"Di una pietra, una foglia..."
"e tutte le facce dimenticate."
Bella. Ma e' da "Guarda verso casa, Angelo."
Che differenza fa? E' sempre Wolfe!
Caffe' Cinese
Traduzione: VinnieMetaller88, Kat Von G, donnamp3, Mandarina, ribinin [SRT project]
Revisione: Ulquiorra [SRT project]
Se tradurre vi appassiona e diverte, venite a tradurre con noi.
[SRT project] www.phoenix.forumgalaxy.com
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