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Questo film, sul cinema che si fa oggi in Brasile,
è stato prodotto originariamente dalla televisione tedesca, canale 2.
La sua versione brasiliana, con testo di Mauricio Gomes Leite
e narrazione di Paulo José,
è patrocinata dalla Cineteca del Museo d'Arte Moderna di Rio de Janeiro.
La produzione di "Improvisiert und zielbewusst",
che noi abbiamo intitolato "Cinema novo",
è stata coordinata da K.M. Eckstein,
un cineasta della televisione tedesca che da alcuni anni lavora in Brasile.
Il regista Joaquim Pedro de Andrade
non sarà visto qui, accanto agli amici e ai colleghi del Cinema Novo.
Si trovava dietro la cinepresa.
Attenzione!
Motore!
Azione!
Le origini del Cinema Novo sono legate a un nome,
Nelson Pereira dos Santos, e a un grido di battaglia:
"Una cinepresa in mano, un'idea in testa".
Per girare il suo nuovo film, "Il giustiziere",
Nelson affrontò per primo un'avventura e una sfida.
Al di fuori degli schemi industriali, contro gli studios,
girò "Rio 40 gradi" nelle strade, nell'esatto istante in cui succedevano le cose.
Nacque per il Brasile un nuovo cinema.
Per aprire la strada, Nelson ottenne il denaro
contro tutti i calcoli delle probabilità
e inventò una nuova arte di sopravvivenza.
Adesso, 12 anni dopo,
Nelson è autore di film, tra cui "Vidas secas" occupa il punto più alto.
"Una cinepresa in mano, un'idea in testa".
Dopo Nelson, arrivò un gruppo di giovani.
Abbiamo selezionato, per questo reportage, cinque registi che in quel momento
stavano preparando, realizzando o finalizzando un film a Rio de Janeiro.
Essi saranno visti in situazioni e in attività che caratterizzano lo stile,
la ricerca e la battaglia del Cinema Novo.
Carlos Diegues: "La grande città".
Glauber Rocha: "Terra in trance".
Domingos Oliveira: "Tutte le donne del mondo".
Arnaldo Jabor: "Opinione pubblica".
Leon Hirszman: "Ragazza di Ipanema".
...come trattavano e vedevano la ragazza,
un giornale sullo schermo, diretto, una specie di orazione.
Prima l'idea. Poi la sceneggiatura.
Così nasce un film.
Dall'incontro di un poeta, Vinicius de Moraes,
e di un cineasta, Leon Hirszman,
è nato per la macchina da presa "Ragazza di Ipanema".
Prima dell'inizio delle riprese, venti amici si unirono
e diedero fiducia a "Tutte le donne" di Domingo,
contribuendo con 500 nuovi cruzeiro ciascuno.
Questo episodio non è stato recitato.
Tutto accade spontaneamente. Per la prima volta...
un banchiere di Rio scopre che un pappagallo può anche essere fotogenico.
- Ha portato tutto? - Tutto.
Le carte per le firme... i documenti che Joel mi ha dato...
Soltanto la cifra è in bianco. Joel ha detto che...
Be', come le ho già detto...
io sono molto interessato al suo business.
Ma questa è la prima volta che la banca entra nell'industria del cinema,
e questa è la prima volta che veniamo filmati dalla troupe di Joaquim.
E' la situazione più strana che io abbia mai affrontato per chiedere soldi.
Dunque, il problema è questo:
io ho fatto il possibile per darle quello che ha chiesto,
ma al momento non è possibile. Voglio dire...
posso dargliene una parte.
Lei quanto può darmi?
Più o meno la metà. Circa 5.
Ora se in seguito, in una fase più critica, gliene servissero di più,
ne riparleremo.
Lei torni qui quando ha quasi terminato le riprese, ok?
Questo è sufficiente per quello che diceva di aver bisogno per l'arsenale, giusto?
In effetti me ne servono di più,
perché, per risolvere il mio problema, ne ho davvero bisogno di 10.
Però 5 aiuteranno molto.
E io le mostrerò il film terminato, lei lo vedrà e le piacerà.
E ora lo leggerò per apportarvi dei cambiamenti.
Io penso che il film sia una produzione di gruppo.
Nei giorni precedenti l'inizio delle riprese,
Glauber Rocha riunisce i principali attori di Terra in Trance
per la prima lettura del copione.
Diaz riuscirà a sconfiggere i suoi nemici.
Tre volte è stato cacciato dal Senato, tre volte è risorto di nuovo.
Ma neppure Cristo può spiegarlo, se non con la propria vita.
Così io risposi ai miei nemici che Cristo diede la sua vita per il popolo
quando gli sfruttatori del popolo volevano che accettasse
lo sfruttamento del proprio popolo.
Paulo non ti sposerà e perciò avrai un tipo di vita completamente differente.
Cioè, il tuo piano sarà basato su...
Tu volevi costruire la tua vita sposandoti con lui.
Perciò devi trasmettere una grande frustrazione, dell'apprensione.
E voglio che lui si metta in politica.
Sì, un politico ti ha sposato, dandoti sicurezza e tutto questo, capisci?
E ora, allo stesso tempo, lui è una specie di comunista
e inizia a scrivere politicizzato, poesie e altro,
e inizia ad aprire la propria mente.
E' il momento in cui comincia ad aprire la mente e a capire
che deve liberarsi dal tizio, capito?
Lui capisce che non può più prendere quella strada.
Per Glauber, il cinema moderno è caratterizzato
dall'improvvisazione nel momento delle riprese.
Tuttavia, egli realizza in anticipo
un lavoro di preparazione meticoloso e disciplinato.
In due anni, 700 pagine di sceneggiatura.
Adesso, con 43 attori e uno stato maggiore di 9 persone,
cinque settimane di riprese,
centomila nuovi cruzeiro di costi di produzione,
nasce un nuovo paese: Eldorado. Nasce "Terra in trance".
Il teatro municipale di Rio si trasforma nel palazzo di un senatore.
E quando senti che Dib ha dato il primo,
tu lasci Dib e fai un passo e mezzo indietro.
Dopo tu lo guardi e poi lui guarda te.
Lo lasci lì e vai su Jardel.
E Jardel, quando c'è spazio tu vieni qui.
Jardel, tu ti volti a questo modo soltanto quando lui inizia a dire la battuta "amico".
Ma quando Dib va da quella parte...
No, no. Quando lui si siede e dice "un amico"...
Quando lui inizia a muovere la mano, tu continui a guardarlo.
E' più facile terminarla qui.
Sì, puoi arrivare a "tutto", poi fai una pausa mentre dici "tutto", va bene?
Rendi questo "tutto" più corto, va bene?
Una cosa del genere... "tutto"...
e poi arriva un altro "tutto" soggettivo, un altro...
Ok? E andando ancora più avanti, come se...
Lascialo così ché va benissimo.
Nel Cinema Novo, un distributore è anche produttore
e lavora come direttore della fotografia.
Luiz Carlos Barreto misura la luce nell'Eldorado.
Prima di girare, una prova.
Qualcuno conosce la fede?
Tu per chi lavori? Per chi?
Cosa vuoi? Denaro?
Perfetto.
Non comprendi la fede?
Ora la macchina da presa registra il conflitto
tra il poeta Paulo Martins e il senatore Porfirio Diaz.
Il nostro popolo non vale nulla!
Il popolo è cieco e vendicativo!
Se danno gli occhi al popolo, cosa farà il popolo?
Distruggerà me... e te!
Non capisci? Dov'è la tua coscienza?
No! Nemmeno se mi dai tutto l'oro del mondo!
Una certa tenerezza, favorita da lunghe discussioni,
accompagna i giovani cineasti ai laboratori della Lider.
In molti sono stati in questo piccolo spazio della sala di proiezione,
per vedere i primi risultati dei propri film.
Dopo, allegria o tristezza, non importa.
C'è ancora molto lavoro da fare.
Oggi, Domingos de Oliveira scopre le immagini del suo primo film.
Una copia di lavoro di "Tutte le donne del mondo" viene proiettata.
Per la prima volta, nuovi attori si riconoscono sullo schermo.
Il Cinema Novo in un momento di relax.
Brasile, Rio, un bar a Botafogo.
Dopo il laboratorio, una birra nel bar accanto.
Un luogo allo stesso tempo centro di informazioni,
una scusa per conversare, un luogo dove discutere.
Prima e dopo il lavoro, un nuovo tipo di amicizia.
Il cinema "qui e adesso" non è solamente una professione,
ma uno stile di vita.
E c'è sempre una domanda: "Dov'è David Neves?"
Nella casa dell'architetto Sergio Bernardes, padre del cineasta,
una festa organizzata per la televisione tedesca.
Per un Cinema Novo, musica nuova. Il poeta Vinicius de Moraes.
Maria Bethania (cantautrice brasiliana)
Dov'è la pausa, Vinas? Ricordi la pausa d'amore?
La pausa d'amore.
I giovani cineasti brasiliani appartengono in gran maggioranza alla classe media.
Come quasi tutti coloro che producono e consumano la cultura brasiliana.
A Rio, nonostante le difficoltà,
vivono di quello che riescono a guadagnare facendo film.
Il metodo è fare i debiti e pagare i debiti.
Pochissimi hanno un proprio capitale.
La sicurezza non esiste.
Gustavo Dahl, in una casa recentemente restaurata
dall'architetto e cineasta Mario Carneiro,
prepara la sceneggiatura del suo primo lungometraggio.
Nelle mani di un amico, una cinepresa aiuta sempre.
Domingos Oliveira ha ottenuto dalla banca i soldi necessari per continuare il suo film.
Ora, Paulo José e alcune di queste belle donne del mondo lavorano al doppiaggio.
Tentano di far coincidere le loro voci...
- Buongiorno. - Buongiorno.
Barbara?
- Buongiorno. - Buongiorno. - Barbara?
- E' al piano di sopra. - E' nella sauna.
E' al piano di sopra.
- Avete ancora un posto? - Sì.
- Che gioco è? - "Tutti".
- Che gioco è? - "Tutti".
Siediti.
Avete ancora un posto?
- Sì. - Per te c'è sempre posto.
Lascia il silenzio. Lascia il silenzio col rumore.
Non sapevo che avrei giocato a "Tutti" con le mie cugine.
Oh, non so cosa scegliere! Passo! Vai!
Arnaldo Jabor inizia il montaggio di "Opinione pubblica".
Ha filmato per più di 5 ore,
per concentrare tutto il materiale in appena 75 minuti.
Lei è invalida ed è svenuta perché è qui da ieri.
Io penso e anche lei pensa che resterà, guardi quanto è credente...
Nella moviola il film è passato innumerevoli volte.
Le immagini vanno avanti e indietro.
Scene intere sono tagliate.
Questo tavolo di montaggio è stato donato dall'UNESCO.
Su di esso, i registi lavorano giorno e notte in tre turni.
Sono già stati montati qui 28 film del nuovo cinema brasiliano.
La grande notte.
Tutta la speranza e l'angoscia di Carlos Diegues,
il regista di "La grande città",
è concentrata su una platea variegata ed esigente
che include critici, spettatori comuni,
colleghi del Cinema Novo e la troupe del film che viene proiettato.
Il rischio e la paura, stavolta, sono coperti dall'applauso.
Le due del pomeriggio di lunedì.
Carlos Diegues, a Cinelandia,
comincia il giro dei cinema che proiettano "La grande città".
Accanto a lui, il produttore Zelito Viana, "Dottor Fantastico".
Di sala in sala, con la luce del suo film che è proiettato sullo schermo,
il giovane regista brasiliano conta il numero di spettatori che è riuscito ad attrarre.
Un cinema nuovo, davanti al suo popolo.
Il contatto, anche aggressivo,
è ricercato in film che tentano di scoprire la realtà brasiliana,
per parlare a un pubblico che s'è formato negli anni con un cinema convenzionale.
Segnato dal suo tempo,
il giovane cinema brasiliano è necessariamente polemico.
La lotta è appena iniziata.
In un paese come il nostro, tutto deve essere ancora fatto.
Tra di noi, un tormento morale e sociale rimane e aumenta.
In un paese di conflitti, "vivere" significa "agire"; e quindi "fare cinema".
Traduzione: Jago71 younditalia.wordpress.com
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