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Original subtitles

- Ciao, ragazzi. - Ciao, Vocabolario.

Ragazzi...

Vieni a vedere la fabbrica dello zucchero.

Noi la tagliamo bene, solo un quarto è immondizia.

Sempre meno di quella che ci mettono gli altri.

Qualcuno ci mette pure il veleno per i topi, noi siamo puristi.

- Solo fenacetina. - Il prodotto è buono, Enzo.

Lo dice anche il mercato.

- Avete sentito? - Ci siamo fatti un culo così!

Qua abbiamo finito, andiamo che ho fame.

E quando mai non pensi a mangiare?

Enzo, che c'è?

Ronni, ce ne dobbiamo andare.

- Bell'ebbuono, andiamo. - Non vi fermate.

- Carmela, come state? - Noi bene.

- La videocamera era accesa? - Sì, i nastri se li sono presi.

- Chi è stato? Lo avete visto? - No, aveva il cappuccio alzato.

I poliziotti credono che si tratti solo di un avvertimento,

che la bomba carta non fa male.

Però se non facciamo qualcosa, la prossima volta sarà diverso.

Tu che gli hai detto?

Che se fanno il mestiere loro come faccio io ogni sera

non ci sarà una prossima volta.

Ci vediamo dopo.

Con questa bomba, i Confederati ci hanno messo la faccia,

ora sono pieni di veleno.

Ma se pensano di metterci paura, non hanno capito un cazzo.

Secondo me non ci dobbiamo fermare.

Gli dobbiamo andare addosso il prima possibile.

Ha ragione, gli dobbiamo sparare e toglierli di mezzo.

Dobbiamo fare noi la prima mossa, chi è è, non ce ne fotte proprio.

L'importante è che appartiene a loro.

Dimmi.

Ho saputo.

Ti devo parlare immediatamente.

Dove?

Ci vediamo al deposito.

Va bene.

Noi siamo fratelli tuoi, Enzo.

Siamo pronti.

Andiamocene.

Che ha detto?

Niente.

Ma io lo conosco bene,

è pieno di rabbia in corpo.

Allora questa bomba può essere una cosa buona per noi.

Sei proprio sicuro?

Se vanno dritti come un treno contro i Confederati,

possono fare parecchi danni.

Sempre se il treno non si sfracella

e i Confederati restano sempre al posto loro.

A Enzo l'ho fatto diventare un soldato,

ma ora deve diventare un capo.

Deve capire che deve pensare, prima di sparare.

Solo così possiamo vincere, Gennà.

A vent'anni è più facile sparare che pensare.

Lo so bene.

Per questo ci devo parlare.

Solo io.

Sai perché i Confederati hanno messo la bomba?

Pensano che non siamo niente, ma non hanno capito un cazzo.

Invece devono continuare a pensare così.

Dobbiamo stare sotto,

quando siamo pronti usciamo fuori e gli facciamo saltare la testa.

Stai dicendo che non devo fare niente?

Devi fare quello che dico io quando te lo dico io.

Innanzitutto metti le cose a posto con i tuoi ragazzi.

Che vuoi dire?

Il fatto che comandano tutti non va bene.

Chi vuole vincere la guerra deve comandare da solo.

E quello sei tu.

Però ti devo fare una domanda.

Dimmi.

Tu che ci guadagni?

Il 20, come sempre.

Sì, va bene, questo è il conto della spesa.

Se le cose vanno bene io mi prendo Forcella e tu?

Che succede?

Succede che faccio bene l'unica cosa che so fare.

Non c'è niente che può farmi fare pace con i miei fantasmi.

Ci dobbiamo preparare.

Li distruggiamo, Enzo.

Sì, li distruggiamo...

Ma non possiamo andare avanti a testa bassa.

Ma che vuoi dire?

Ho un piano.

Prima di tutto dobbiamo indebolire i Confederati,

se mi venite dietro gli tagliamo le gambe a quegli infami.

Poi possiamo camminare per il nostro quartiere a testa alta.

La premessa è buona,

ma c'è il fatto che non decidiamo più tutti insieme.

Ora sei tu che comandi, o sbaglio?

Stiamo andando dentro una tempesta.

Sulla barca c'è un solo capitano.

Questo valeva per chi c'era prima di noi, per mio padre,

che è morto per andare dietro a queste cose.

Noi la pensiamo in un altro modo.

Non ci facciamo comandare da nessuno.

Se vogliamo vincere la guerra, le cose devono cambiare.

E se cambiano, noi la vinciamo. Avete la mia parola.

Così tu saresti Enzo Sangue Blu?

Sì.

Ce l'hai quel nome per me?

Da parte di Gennaro.

Questo è il contatto, ci abbiamo già parlato noi.

Aspetta solo che lo chiami.

Però gli devi dare qualcosa.

Questo non è un problema.

Non so ancora come ti chiami.

Patrizia.

È stato un piacere, Patrì.

Non ti preoccupare, me la vedo io.

Va bene.

Allora?

Il ragazzo è venuto.

Bene.

Senti, c'è un'altra cosa:

di' a Scianel che con tutti i soldi che ha da parte compri armi.

Gennà, stai scherzando?

Che devo fare, la devo ipnotizzare?

Non ti viene dietro in questa guerra.

Allora le devi fare capire che o sta con me o sta contro di me.

E se fosse così? Io che devo fare?

Tu sarai quella che le porta il conto.

Non è cosa, hai capito? O ti devo ficcare di testa dentro?

E ora vattene, vai!

Ho fatto una stronzata a mettere a sistema questi quattro scemi.

Lo so, lavorano bene, non rompono il cazzo,

ma è una questione di creanza.

Ma posso seppellire una persona in una bara foderata di raso rosso?

È questione di rispetto.

Ma che c'è, Patrì?

La guerra che Genny voleva fare con quelli del Centro...

non era uno scherzo.

È vera e comincia ora.

E tu che pensi?

Ci chiamavano scimmiette?

È il momento di fargli capire

che queste scimmiette in gabbia non ce le mette nessuno.

Si devono lavare la bocca prima di parlare con voi, Donna Annalì.

Brava, Patrì.

Entrate.

Questo è il regalo per te.

Pronto, Cocò?

Catenella, come stai?

Non c'è male, tu?

Si tira avanti. Senti, ho un bell'affare per le mani.

Roba buona, di classe.

A Miriam tua può piacere assai.

E il prezzo è ottimo.

Se la merce è buona e il prezzo conveniente, non mi tiro indietro.

Allora ci vediamo da mia zia fra mezz'ora?

Per gli affari e per gli amici sono sempre disponibile,

ma mezz'ora è troppo poco,

non mi dai il tempo di sentire che dice Miriam.

Ma questi vogliono i soldi subito.

Anche per questo il prezzo è buono.

Va bene, arrivo.

Vuol dire che a Miriam le faccio una sorpresa.

Bravo.

Sta arrivando, Enzo.

Stai fermo! Stai zitto!

Lasciatemi!

Alzati!

Ci hai rotto il cazzo, devi stare fermo, hai capito? Basta!

Pezzo di merda.

Sappiamo che compri le armi per i clan confederati.

Vogliamo sapere dove le tieni nascoste.

Ma che state facendo?

Siete una massa di cagnolini contro i mastini napoletani.

Quelli vi sbranano, vi fanno a pezzi!

Come una lavatrice rotta: con un paio di colpi si riprende.

Non siamo noi i cagnolini, il cagnolino sei tu.

Tu hai il padrone.

Uccidetemi.

Uccidetemi, ma non posso dirvelo.

- Ronni, tutto a posto? - Tutto a posto.

Guarda chi c'è.

Qui c'è Miriam, la figlia di quella merda.

Sai che non somiglia al padre? È molto più carina.

Poi c'è il bambino, dolcissimo.

Ora te lo faccio vedere.

Vedi il bambino con la bicicletta?

Quella è la mamma.

Mi dispiacerebbe farle del male.

Tu che dici?

Hai visto? Pure i cagnolini fanno male.

Per piacere...

La mia famiglia non c'entra niente.

Se c'entra o no me lo devi dire tu.

Allora? Che devo dire all'amico mio?

Che devo dire all'amico mio?

I depositi sono tre.

L'albergo notturno vicino alla stazione,

il cimitero di Chiaiano

e la fabbrica di bandiere in via Marina.

Bravo.

Hai fatto la cosa giusta.

Andiamocene.

Sappiamo dove stanno le armi.

Bene.

Possiamo iniziare a mordere.

Andiamo dritto addosso a quella merda di Arenella?

Arenella è un figlio di puttana,

uno che ha il sangue freddo.

Dobbiamo andare addosso a Crezi.

È uno scemo, uno che si accende subito.

E i Capaccio non hanno gli uomini per controllare tutta la loro zona.

Andiamo a colpire dove non possono reagire subito.

Così gli facciamo male davvero.

Ma per dare morsi ci servono i denti,

e noi non ne abbiamo abbastanza.

Per quello potete stare tranquilli.

Ho un regalo per voi.

Hai fatto la scelta giusta, Sangue Blu.

Non c'era un'altra scelta.

Sei sicuro di saper usare questi giocattoli?

Non vi preoccupate, vi portiamo un sacco di clienti.

Speriamo che non stiamo dando i giocattoli in mano ai bambini.

Sai perché Ciro lo chiamano "l'immortale"?

Perché in tre guerre nessuno è stato capace di ucciderlo.

Perché aveva 21 giorni quando ci fu il terremoto che uccise i suoi.

In un palazzo di 30 persone, lui fu l'unico a restare vivo.

Se tu pensi di essere il terremoto che lo uccide,

prima devi vedertela con me.

Io sono figlio di un re come te,

ma come Ciro sono stato cresciuto come un orfano.

Siamo figli di fantasma perché di mio padre

e degli uomini della famiglia

i Confederati non ci hanno fatto trovare nemmeno i corpi.

È solo vendetta che cerchi?

Voglio quello che ci hanno preso e che mi spetta di diritto:

voglio Forcella.

E Forcella avrai.

Ma se dopo la tua fame si fa più grossa,

ti strappo il cuore dal petto.

Per quanto mi riguarda, tu sei responsabile per lui,

perché lui ha scelto te.

Tutto quello che gli succede, deve succedere anche a te, capito?

Sbrighiamoci.

Alza.

Anche questo.

Prendete.

Il diavolo nell'acqua santa!

È arrivato Babbo Natale!

Sapete quello che dovete fare.

- Hai mai avuto un'arma? - No.

Prendi questa.

E voi chi cazzo siete?

Quelli che ti permettono di vivere.

Andatevene, questo non è un vostro piatto.

Allora non hai capito.

Ora tu fai il cane da pecore e noi siamo il pastore.

Ci vediamo.

Ragazzi, finiamo.

Va bene, ciao.

I ragazzi con le barbe a cazzo hanno preso il parcheggio e il bar.

Gli dobbiamo far abbassare la cresta.

- No, devono proprio morire. - Aspetta.

Devo aspettare che si prendono tutto il quartiere?

E se avessero una strategia?

Che vuoi dire?

Ma perché non ragioni mai?

Ce lo hanno fatto sotto agli occhi.

O sono scemi veramente,

o ci vogliono portare come un cane al guinzaglio.

Ma noi non siamo cani, Elia,

e abbiamo la forza per cancellarli dalla faccia della terra.

Andate a prendere le armi, ci vediamo tra un'ora.

Forza!

- Dove cazzo stanno? - Ancora non li vedo.

Stiamo qua da due ore.

Eccoli.

Dove cazzo sta?

Aspetta...

Dov'è andato?

Vai!

Chiudi!

Li abbiamo ammazzati!

Bell'ebbuono! Veloce!

Sbrigati!

Vai!

Non vi muovete.

Qua non c'è nessuno.

Sono morti?

Che cazzo vi parlate? Andiamo!

Prendi, sbrigati.

Vi siete bloccati? Andiamo!

Dammi.

Hanno preso le armi e hanno ammazzato tutti.

Dobbiamo chiamare lo Slavo, ci servono altre armi.

E ci serve altra gente, O' Sciarmant ci deve aiutare.

È pure interesse suo,

prima o poi questi vanno a rompere il cazzo anche a lui.

Facciamo sapere che ci sono 5.000 euro per chi viene con noi.

Dobbiamo fare un esercito, gli tagliamo il cazzo

e glielo mettiamo in bocca.

Per metterlo in bocca a questi non basta un esercito.

Hai visto che è successo?

Eravamo di più, avevamo più armi e siamo finiti così.

Che dobbiamo fare, secondo te?

Facciamogli credere che hanno vinto loro,

che sono i più forti,

che ci stiamo cagando sotto

e che non rispondiamo.

Poi facciamo passare qualche oretta,

così loro si rilassano

e poi li mandiamo a chiedere perdono al padreterno.

Mi dici che succede? Enzo dov'è?

Non ti preoccupare, Enzo sa quello che fa.

- Tutto a posto? - Tutto tranquillo, anche troppo.

Ora noi che facciamo?

Ce ne andiamo a casa, ma prima lasciamo un segno.

Non ti preoccupare, me la vedo io.

Era Maria, ha visto movimenti strani nel quartiere.

Che facciamo?

Vai a vedere tu, Valerio.

Volevi incontrarmi?

Ho saputo cosa stanno facendo i tuoi ragazzi.

- E che pensi? - Che sei bravo tu.

Mi hai fatto entrare in questo business e sto lavorando molto.

Se vieni con me, questo è solo l'inizio.

- Però mi serve un altro sforzo. - Che ti serve?

Il 30 9200ei tuoi guadagni.

Mi servono per vincere questa guerra.

Guarda che ti faccio ritornare il triplo.

Vedi questa bara, Gennaro?

È bella, vero? L'ho conservata per me.

Ma devo entrarci quando sarò molto vecchia.

E così sarà, intanto ci siamo fatti dare del voi dai santi in paradiso.

Che vuoi dire?

Ti piacerebbe la piazza dei Capaccio?

Quando finisce la guerra, diventa tua.

Così mettiamo una bella statua in piazza Garibaldi.

Sai come si dice?

La peggiore zoccola

è quella che ti attacca le piattole e poi ti fotte un'altra volta.

Come fai tu.

Chiedo scusa, mi sono perso. Come si arriva a via Foria?

Non ci rompere il cazzo, torna al Vomero.

Scusate.

Che cazzo hai fatto? Dovevi solo controllare.

Ce ne dobbiamo andare! Vai!

Metti questa.

Sbrigati.

Sbrigati.

Hai fatto?

Dobbiamo separarci.

Torna a casa.

- Tutto a posto? - Tutto a posto.

- Vai a dormire. - Stai bene.

Amore...

- Stai bene? - Sto qua, che vuoi?

Maria mi ha detto chi è il tuo nuovo amico di Secondigliano.

Dove vai?

Guardami!

Il tuo amico stanotte era con te?

- Stava con te? - No.

E perché?

Ci ha dato solo le armi e la roba.

Intanto è grazie a lui che ora quelle merde hanno paura.

Ho capito:

lui fa la coreografia e tu balli,

così se qualcosa va storto, la folla sta ai piedi del tuo letto.

Non è andata così.

E se vinciamo questa guerra che succede?

Si fa pagare la coreografia o si compra tutto il teatro?

Lui per me è un fratello.

E quello che ho detto a tutti lo dico anche a te:

o stai con me o stai contro di me.

Ho saputo dell'esame.

Valerio, tu puoi fare quello che vuoi,

ma prendersi una laurea è la base.

Che dobbiamo fare?

Avverti le famiglie, poi domani ci pensiamo.

Questi sono il diavolo.

Che cazzo ridi, Ferdinando?

Ci hanno sfondati! Vuoi fare ridere pure me?

Quello ride!

Sono forti, però.

Ora due sono le cose:

o li togliamo dalla faccia della terra o ce li prendiamo in casa.

In entrambi i casi ci divertiremo tanto.

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