All language subtitles for La Calle de la Amargura 2015 Arturo Ripstein - Patricia Reyes Spíndola, Nora Velázquez, Silvia Pasquel, Alejandro Suárez SpaItast

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Original subtitles

Cazzo, non ti avevo visto.

Non ti avevo proprio visto.

Giuro che avevi già la maschera addosso.

Certo che sei proprio fissato e paranoico, cazzo.

Di' alla Morte di pagarti.

Sono andata ieri a riscuotere ma ha fatto finta di niente.

Non me la svegliare, che poi non mi fa dormire.

Oggi devi combattere?

Certo, è mercoledì.

Fai attenzione!

Sai che la tua maschera le fa paura.

È meglio che ci si abitui da piccola.

E che ne può sapere che è una maschera?

Senti, stanotte quando torni

svegliami e ti racconto.

Mi hanno sgridata all’asilo perché ancora le do la tetta.

Sempre a pensare male!

Stanotte mi racconti. Vado, sennò faccio tardi.

Oggi combattete?

Forza ragazzi, inginocchiatevi qui.

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Che la Divina Provvidenza possa darvi casa, vestiti, cibo e salute,

possa la Santa Madre del Cielo darvi la benedetta Vittoria.

Andate.

Fra poco vi mando vostro padre.

È che ieri notte abbiamo fatto davvero le ore piccole.

Belli ubriachi.

Rispetta i tuoi genitori, ragazzino,

o l’Onnipotente brucerà la tua bocca.

Sì, mamma, ma dovreste bere di meno.

In teoria papà è il nostro manager, e tutte queste cose.

Ti si seccherà la lingua se continui a parlare così

del padre che Dio ti ha dato!

Specialmente oggi

che devi combattere

porta male.

Mi avete portato i soldi?

Ti dico, è inutile chiederle i guanti del costume,

ieri sera sono andati a ubriacarsi.

Mettiti gli altri, quelli di pelle. Quelli della palestra.

Si, così, La Morte mi ammazza. Lo sai come è fatto.

Non farti trattare così.

Sarò pure la spalla di AK- 47

ma ci rispettiamo.

Non starà lì a rompere per il costume.

Per me non è così. Non sono nato per subire.

Fai qualcosa, arrabbiati. Tu e io siamo nati per essere uguali.

Gemelli, spiccicati.

Ma se continui a farti mettere sotto,

sarà che forse ti piace. Fai come me.

Sarà quello che ti pare, ma La Morte ha ragione.

Fare la spalla è una cosa seria.

Non si scherza su queste cose. L’uniforme è l’uniforme.

Adela,

ti sei dimenticata?

Ma ci mancherebbe, madrina, ti stavo cercando.

No, Adela.

È inutile che tu faccia la furba con Márgara

con tutti i ragazzi che difendono me e i miei interessi.

Posso avere il mio posto stanotte, il solito?

Oh, Adela, tesoro,

non sai che mi serve per una ragazza giovane?

E l’esperienza non conta?

Devo essere sincera? No.

Non mi dovevi dare i soldi?

Fra poco, figlia mia: stanotte abbiamo fatto le ore piccole.

Se sapevi che stamattina dovevo pagare il telefono.

Perché hai fatto tardi?

Ma sei proprio...

Lei batte tutta la notte. così tu puoi pagare il telefono,

cogliona!

Ma'.

Di' a quel signore che non deve parlare con me.

Gli dà fastidio il fatto che mi compri il telefono.

Sappi che sua figlia sono io.

E se c’è qualcuno a cui debba qualcosa, sono io,

non certo tu, ciccione mantenuto!

Arrivo.

Ti ho detto che ho fatto tardi.

Eravamo rimaste così.

Non litigare con lui.

Non vedi che è mio marito?

E con questo? Dovrei stare zitta?

È quello che mi hai sempre detto da quando ero piccola:

“Devi sopportarlo, è mio marito.”

Questo o gli altri.

Lo mantieni, e lui ti ripaga scopandosi le tue amiche.

E tu zitta e accetti tutto.

Non ci dà neanche soldi.

I soldi non sono tutto.

Un giorno lo capirai.

E ti danno uno scontrino per il telefono?

Non metterti nei guai.

Sì, certo, uno scontrino.

Come no!

Non lo sai dove li ha presi?

Ci sei o ci fai?

E non lo posso pagare a rate?

E insomma, piccoletto?

Tuo padre dorme anche oggi?

Arriva.

Lo abbiamo visto oggi.

Il tuo vecchio è un ubriacone.

Ecco perché siete venuti fuori in miniatura.

In miniatura?

Ti faccio vedere io.

Non ci ricascare.

Alla Morte piace farti incazzare.

I nani si sono arrabbiati.

Sì, mi hai fatto incazzare.

Non stuzzicare Piccola Morte. Le spalle sono parte di noi.

Non è vero, piccolo AK?

Puoi scommetterci. Io e AK- 47 andiamo un sacco d’accordo.

Anche voi dovreste.

Sennò vi faranno il culo.

Nessuno ci ha mai fatto il culo.

Anche quando litighiamo.

Tranquillo fratello, respira. Vuole solo farti innervosire.

Beh, c’è riuscito.

Siamo le loro spalle.

Dobbiamo essere buone spalle.

Uno di questi giorni me ne vado.

Te ne vai? Col cazzo!

Io e te insieme.

E quando non saremo insieme, che succederà?

Quando ci metteranno l’uno contro l’altro?

Non dirlo neanche.

Se qualche imprenditore ti sente, gli piacerà l’idea.

Fratello contro fratello.

Un combattimento fra gemelli, all’ultimo sangue.

Sono proprio morbosi!

Sei proprio cretina.

Fai finta di stare dormendo.

Ma non mi freghi.

Fai la furba con me e una di queste notti

ti annaffio di benzina per riscaldarmi all’alba.

Io la sento la puzza di imbroglio.

La sento da lontano un miglio.

È passata.

Non ti affannare.

E non sbuffare, non mi fai dormire.

Jeza!

Jezabel!

Dimenticavo i tuoi soldi, sto uscendo.

Sbrigati.

Tirati su, così posso metterti le scarpe.

Collabora!

Come credi che faccio da sola a rimediare da mangiare?

Mi hai insegnato tu.

Che solo le vecchie sono buone per chiedere l’elemosina.

Forza, aiutami.

Sarai pure vecchia e tutta ossa, ma quanto pesi!

Ecco che arrivano i ragazzini per aiutarci.

Se la sta portando di nuovo a mendicare?

Non vede come sta?

Non ha un po’ di pietà?

Questo è abuso di anziano.

Io la denuncio, poi vedremo.

Si? E a chi mi denuncia?

Alla commissione per i Diritti Umani.

Loro proteggono i cittadini anziani

e gli dirò che ci sono di mezzo anche dei minori.

Nessuno li obbliga a venire.

Vengono perché vogliono, e per i soldi.

Non siamo persone libere?

È lavoro minorile, è un reato previsto dal codice penale.

E la vecchia la tiene legata come un maiale.

È la sua cintura di sicurezza, così non cade.

Gli dirò che la tiene col culo di fuori, senza pannolone.

A quelli dei Diritti Umani e al Pubblico Ministero.

E glieli compri lei, i pannoloni!

Ma lo sa quanto costano?

- E dove li trovo i soldi? - Lavori.

Io lavoro.

Lavori in qualcosa che sia ancora redditizio.

Io guadagno.

E non ha il pannolone perché così prende aria.

E perché così non si irrita.

Vai!

Davvero ti vuole denunciare a quelli dei Diritti Umani?

Per cosa?

Dimmi, perché?

Le do da mangiare, la vesto, la copro, la coccolo.

Mi prendo cura di lei e lei mi deve aiutare.

Ma lei non capisce niente.

Capisce che lo faccio per entrambe.

Vero, nonna?

Figurati se si fa problemi a mendicare.

Se è lei che mi ha insegnato a farlo.

A disegnarmi ferite finte.

A piagnucolare.

Tutti i trucchi del mestiere.

Sistemale la cintura di sicurezza, non voglio che cada per strada.

Metti bene il salvadanaio.

E se questi dei Diritti Umani ci scoprono,

scoprono che ci stai portando sulla cattiva strada?

Gli dici che vi sto Insegnando un mestiere.

Grazie.

I miei vestiti!

Con i miei vestiti, cazzo!

Con i miei vestiti, Maximino?

Col cazzo che te ne vai così!

Se tocchi la merce, poi la paghi.

Hai fatto la cazzata, adesso ti arrangi.

Sei matta, a picchiarlo. Matta!

Non lo dico io, lo sanno tutti.

Sei matta da rinchiudere, matta da legare.

E io mi chiamo Max, non Maximino, hai capito?

I miei vestiti, stronzo! Con i miei vestiti, stronzo!

Con i vestiti che ci danno da mangiare.

Perché a quanto pare ci so fare ad aprire le gambe

per farti vivere bene a te, e invece niente!

La mia migliore gonna, coglione!

E non ti sta neanche bene.

Me l’hai rovinata tutta!

Beh? Avete pagato il biglietto?

I miei vestiti, coglione irresponsabile!

Ma ti faccio vedere io!

Che ti dicevo?

Matta da legare!

Ti ci vuole la camicia di forza.

Sono i miei vestiti da mago, stronza!

Perché, i miei vestiti non sono da lavoro?

Con che cosa mi guadagno i soldi per i tuoi vizi?

Con questa gonna...

Frocio! Checca!

Credi di avermi in pugno per due spicci del cazzo?

Beh, sai che c’è?

Che adesso me ne vado.

E sai perché me ne vado?

Per dimenticare la tua fica nauseabonda

con cui mi obblighi a sfruculiarti.

In questo paese non si dice “sfruculiare”.

Io lo dico.

Sfruculiare, sfruculiare, sfruculiare... hai capito?

E con te ho chiuso!

Che venga un altro coglione a sopportare te e le tue scene.

Non con i miei vestiti! Non con i miei vestiti!

Lasciami!

Lasciami!

Me lo dicevano tutti.

Un po’ “strano” tuo marito.

E io mi facevo il culo.

Come una deficiente.

Ho sopportato tutte le donne che ti sei fatto

e adesso mi porti un frocio.

No.

Questo no.

Questo proprio no.

Davvero sono io il problema?

Insomma, non sto messa poi così male.

Non sarò più come prima,

ma ai clienti, gli faccio il servizio completo.

Se ne vanno contenti, soddisfatti.

A quelli gli va bene chiunque.

La cosa che veramente non va bene, Maximino,

è che ti metti pure i miei vestiti da lavoro.

E basta, non chiamarmi Maximino.

Sono Max.

E quanto ai tuoi vestiti,

te ne porterò altri.

Con quali soldi?

Mi toccherà darti la tua paghetta

così mi puoi comprare i vestiti?

I tuoi abiti da mago, portali in tintoria, o dal sarto.

Pago io.

Da quanto tempo, Max?

Che lo vuoi sapere a fare?

Stavolta è troppo, Max,

con i miei vestiti poi.

Sinceramente questo rende più di una lunga notte

in strada senza clienti.

E poi con la puzza di piscio che emani, chi si avvicina

a vedere se siamo state noi a derubarlo?

Vado a cercare qualcosa da mangiare per tutte e due.

Ricorda...

fai la brava.

Non fare la furba con me.

Uno ha bisogno di un aiutante e una vecchia serve a poco.

Un aiutante?

La mia vecchia, hai presente?

Lei era perfetta quando ci siamo messe insieme.

Professionale, seria.

Ormai è ridotta a un sacco d’ossa.

Per la strada non va più bene, che te lo dico a fare.

E non mi dire che tu ancora fai soldi con le marchette.

Scusa.

Gli anni d’oro, per noi, ormai sono passati.

Ma so come arrangiarmi.

Vedo le nuove e dico:

Passeranno gli anni anche per voi.

Sapessi che situazioni ho per le mani.

Oggi sono andata a lavorare.

Sai che ogni tanto elemosino

adesso che ho pochi clienti,

e una vicina impicciona viene e mi parla

di denunce, Diritti Umani e roba del genere.

Le santarelle si credono migliori e ci fanno i sermoni.

Sono le peggiori!

Tu basta che mi fai sapere e le faccio vedere io,

le insegnerò io a farsi i cazzi suoi.

Buona vecchia Dora!

Andiamoci a bere una cosa

e a odiare tutto e tutti.

Ah, Dora mia, mi sei mancata.

Gli anni passano, ma l’affetto rimane.

Allora, amica?

Ci diamo una riscaldata ai polmoni?

Io passo.

Sai, è che sono una signorina di provincia.

Beh, proprio da bere non ho niente,

solo alcool da sfregare.

Come ci siamo conosciute?

Tu sei fortunata, non devi prenderti cura di nessuno.

Beh, questa povera stracciona.

Ah, sai perché?

Perché che?

Perché ci vogliamo bene.

Per le gocce.

Tutte le volte che abbiamo lavorato insieme con le gocce.

Sì, è vero.

Dando ai clienti le loro gocce e togliendogli i soldi.

Però eravamo proprio sceme.

Lavoravamo per una stronza che si teneva i nostri soldi.

Ci rispettiamo

per tutto il sudore di tutto il lavoro fatto insieme.

Senti, e davvero gli affari ti stanno andando male?

Io continuo.

È il lavoro che ha lasciato me.

Zitta, non tentare il diavolo.

Grazie a Dio questo mestiere è come la scabbia,

non ti lascerà mai.

Neanche perché mi sono fatta questo.

Come ce li hanno le puttanelle giovani.

Non è servito a niente.

La cazzo di Márgara mi ha detto:

Sei arrugginita.

Qualsiasi cosa ti metti.

Márgara non ha compassione.

Col fatto che è più uomo che donna,

non era fatta per la strada ed è diventata pappona.

Sempre circondata da un sacco di froci.

Chiaro che poi finisce con il sentirsi chissà chi.

E tu com’è che oggi ce l’hai con i froci?

Per quello che ti ho detto.

E perché non sono mai stati nostri clienti.

Ho alcune cose da fare,

altrimenti sarei rimasta volentieri a chiacchierare.

Ti ricordi di quando abbiamo fatto addormentare il ciccione

e ti è rimasta incastrata la mano?

E quando si è svegliato, quante ce ne ha date!

Guarda.

Vedi? È rotto.

E adesso, tutte queste preoccupazioni.

Tutta questa angoscia.

E quello stronzo di Max con i miei vestiti.

Con i tuoi vestiti, i tuoi vestiti, con i tuoi vestiti.

Sì, lo so che te l’ho già detto,

però non è proprio giusto!

Che vita la tua.

Senza nessun legame.

Dai, ci vediamo, è tardi.

Dora si sbaglia.

Io mi prendo cura di te.

E poi mi dicono che non ho nessuno di cui prendermi cura.

Scusi.

L’amministratore ha saputo della scenata di stamattina.

E a lei che gliene importa?

E a parte questo, se vuole le posso raccontare

che sua figlia fa entrare un ragazzo, vicino alle cisterne.

Così almeno può prendere precauzioni.

Poi quando rimane incinta non dica che non lo sapeva.

Avrò anche il marito frocio e la figlia puttana,

ma sono l’inquilina

e ti tocca sopportarmi!

Tutti che mi succhiano il sangue.

Tutti!

È meglio se te ne vai, te l’ho detto.

Mi hai detto che il mercoledì potevo, che c’è meno clientela.

Posso mettermi al mio posto?

È sempre stato il mio.

Lo è stato, ma non lo è più.

Come è possibile?

È facile da capire.

E se non lo capisci, lo capirai.

E io che faccio?

La calzetta.

Forza piccoli, venite, venite da mamma!

Le festa dopo l’incontro è già tutta pronta.

Le hai detto cosa vogliamo?

Ma certo! A parte che già ci conosce.

Appunto, già ci ha fatto il servizio altre volte.

Dai, solo una volta ha sbagliato.

Ha sbagliato di brutto, però.

Due nane, ti pare che ci manda due nane?

Ma io dico.

Nane! Io e te siamo Lillipuziani.

I nani vanno bene per il circo.

Io e te siamo carne da ring.

Nana sarà sua madre!

Dai, smettila di incazzarti.

Mi sono rotto. Mi hanno rotto tutti le palle.

La mia santa madre, mio padre,

sono normali. I miei figli, i tuoi.

È ora che lo sappiano: sono piccoletto,

per questo ho poca pazienza.

E questa marca scrausa quanto costa?

Questa che va via al primo lavaggio.

C’è scritto.

Questo è il prezzo della tintura per i capelli, bianchi o no.

Qualunque sia la marca.

Ma qui dice che dura solo tre settimane.

Alla lunga non conviene.

Come potrebbe?

I prezzi non li faccio io.

Al supermercato ha tutt’altro prezzo.

E vada al supermercato, allora.

Hai il Neurocalm?

Per questo farmaco

ci vuole la ricetta.

E allora tieniti anche la tintura per i capelli.

Ci dovesse volere la ricetta anche per quella.

Dio, Signore misericordioso,

schiaccia i nemici dei miei ragazzi,

che Satana cada su di loro e che la loro forza soccomba.

Santo, Santo, Santo,

Dio degli eserciti, amen.

Quando finisce, non cercate di andarvene.

E quando mai.

L’assegno me lo date a me prima di andarvi a divertire.

E domani tornando a casa,

dite alle vostre donne di venire a prendere i soldi del gas.

Senti mamma:

La Morte dice che il mio costume non si può vedere.

Dice che è di pessima stoffa...

e che insomma fa schifo.

Lo ha fatto la stessa sarta che ha fatto il suo, diglielo.

E la stoffa?

La stoffa...

Della stoffa si è occupato vostro padre.

Lo conoscete, no?

Non vi ha dato buca ieri

che dovevate incontrare il nuovo second?

Lo sapete come è fatto.

Uno di questi giorni

comincerò a occuparmi io di tutto.

Come ti viene in mente? Tu, nello spogliatoio?

Ci prenderanno tutti in giro.

Metti in riga papà, mamma.

Noi il lavoro lo prendiamo sul serio.

Vostro padre è un ubriacone.

Dio ha voluto così.

E non stare a lamentarti

che poi a forza di lamentarti perdi pure.

Senti mamma...

stasera usciamo.

Vi darò adesso quel piccolo bonus.

Dopo il combattimento andiamo tutti di fretta.

Meglio adesso.

Così nessuno si accorge che avete i soldi.

Fate attenzione.

Sapete che oggigiorno i ring sono pieni di imbroglioni.

E noi mica siamo handicappati.

No, handicappati no...

coglioni!

Forza, al lavoro.

E i mantelli nuovi, quando?

Quando sarete ricchi

e ci potremo permettere il broccato.

Forza, andate.

Io vi raggiungo dopo insieme a vostro padre.

Non è giusto. La moglie della Morte spende e spande

e lui mica la rimprovera.

Però poi quando vi dovete dividere i soldi,

a te, ti dà le briciole!

Sei proprio un fesso!

È ora che cominci a difendere noi, che siamo la tua famiglia.

Invece di sbavare dietro a tuo fratello, a sua moglie

e ai figli di quel tappetto del cazzo di tuo fratello,

perché è più basso di te, vi ho visti e ci ho fatto caso.

Vedrai!

Che uomo! Sei bravo a picchiare tua moglie!

Togliti la maschera,

vediamo se hai il coraggio di mostrarmi la faccia!

Frocio di merda!

Ti attizza solo tuo fratello!

Un nano con un nano!

Sei proprio una cretina!

Vuoi che vada a combattere con l’umore a terra

sentendosi un nano?

Cos’è che ti dà da mangiare?

Ti dà fastidio il fatto che ami suo fratello?

Che adori sua madre?

Ciò che unisce i miei ragazzi è qualcosa di più forte di te.

Sono uniti dal sangue e dal destino.

Stessa data di nascita, stesso sangue, stessa lotta.

Stesso tutto.

Niente e nessuno li separerà.

Fattene una ragione, e stai calma.

Lasciali in pace.

Oggi devono lavorare perché tu possa mangiare.

I soldi non sono per me, sono per tua nipote.

Mammoni!

Frocetti!

Nani, vi piaccia o no. Nani!

Se mi ci sono sposata è solo perché non sono schizzinosa.

Se mi aveste dato retta.

Ma figuriamoci se date retta a vostra madre.

Quando uno lavora nello spettacolo, non c’è famiglia.

E se vi va di scopare, va bene, scopate, ma finisce lì.

Ma non mi avete chiesto neanche il permesso,

neanche la cazzo di benedizione, mi avete chiesto.

E tu che ti guardi?

Anche tu vuoi intrometterti fra me e i miei figli?

Io aspetto fuori.

Mettetevelo bene in testa.

Qualsiasi cosa succeda,

voi due, come nella mia pancia,

sempre insieme!

Chiunque cerchi di separarvi.

Ti hanno dato tutti i soldi?

Don Ramiro mi dà il resto dopo.

Dipendendo da come andrà.

Adela, Adelita.

Dammi due secondi.

Devo togliermi un peso.

Io e Maximino siamo ancora arrabbiati.

Vieni con me.

Quaggiù è pieno di gente che non si fa gli affari suoi.

Davvero? Per la professione?

No, non è per quello.

Semplicemente perché gli piace rompere il cazzo.

Non è frocio. È stato solo oggi.

Una volta non conta.

Non mi guardare così, come se fossi idiota.

Dovresti essere contenta di stare con un invertito.

Così almeno in casa non lo devi fare,

oltre a poter servire meglio la clientela.

Non è la stessa cosa.

Vorrei essere come loro.

Guardare la TV, parlare della giornata, fare una vita normale.

Come fa la gente del vicinato.

Come tutti gli altri.

Dio te ne liberi!

Sono un mucchio di stronzi.

Te l’ho detto poco fa e hai fatto finta di niente.

Non hai cambiato i guanti.

Se devi essere la mia spalla, devi essere sempre pronto.

Se io dico guanti,

sono i tuoi guantini.

Se dico mantello, è il tuo mantellino.

E così via.

Se non mi segui e stai sempre a rispondere,

dovrai cambiare personaggio.

Te l’ho detto, la prossima volta.

Che è questa faccia, amico?

AK, dì a tuo fratello di darsi una calmata.

Dai, forza.

Togli ‘sto muso.

Questa Piccola Morte ha un caratteraccio.

Gli ho detto come dovevano essere i guanti

e se li è fatti fare con questo.

Preparatevi.

Una copia non è l’originale.

Arriviamo, mamma li sta facendo.

Le mamme dovrebbero restare in casa.

Cos’è questa storia che verrà a darvi la benedizione sul ring?

Dite alla vostra vecchia

che i problemi della famiglia si risolvono in casa.

A casa vostra, scannatevi pure.

Uno si crea una reputazione

e poi arriva questa versione di me in miniatura

e manda tutto a puttane.

Dai, basta, fratello!

Usciamo, va.

Hai fatto una cazzata, amico.

Come vuoi che combattano dopo che li hai sputtanati così

davanti a tutti?

Sono così sicuri di sé, gli stronzi.

Sanno di fare tenerezza alla gente.

Così fanno come cazzo gli pare e alla fine gli va sempre bene.

Sarà che si fidano della loro fortuna.

Prendi.

Non ti preoccupare, non c’è problema.

Quindi?

Quindi?

Niente...

dico...

niente.

Adela.

Lo dicevo io.

Con un piccolo aiuto diventi una ragazzina.

Come mai hai la faccia così felice?

Ho fatto pace col mio Max.

Gli hai perdonato la sua frocità?

Quella non è una cosa che uno debba perdonare.

Io mi ero incazzata per la storia dei vestiti.

Ma anche le peggiori incazzature finiscono.

Hai trovato la vecchia ricetta?

Vediamo se sono arrivate con il carico di oggi.

Delle gocce per gli occhi costano così tanto?

Figlia mia, non ne hai uguali ma più economiche?

Sono aumentate un sacco. Non è giusto.

Dammi il resto, non bastano.

Non sono proprio uguali, ma eccole qua.

Le prendiamo.

Per non sbagliarci, non si sa mai.

E non siamo nelle condizioni di buttare i soldi.

Dai, metti a posto queste benedette gocce.

Che non è il caso di fare casino e attirare l’attenzione.

Mica siamo principianti.

L’abbiamo fatto mille volte e tutto a posto.

Lo faccio per te. Che vitaccia!

A forza di stressarci, si è rovinato il trucco.

- Andiamoci ad aggiustare. - Perché?

Per non farli ammosciare.

Così è tutta un’altra cosa.

Vedi? Mica stai messa così male

Ti ci voleva solo un aiutino.

Senti chi parla.

Almeno io si vede che sono una donna.

Insomma, la carne non mi manca.

Tutte e due facciamo pena.

Né tu né io ci possiamo fare niente.

Bella.

Sei spiccicata a Dolores del Río.

Max, mio marito, dice che il mio problema è che non ho ossa.

Tu sì che hai uno scheletro come si deve.

Mah, guarda...

il fatto che tuo marito sia frocio, ha i suoi lati positivi.

Non avevamo detto che non lo era?

Una volta sola non conta.

Poi se vuoi fare finta di non vedere.

Non ci ho mai visto e continuo a non vedere.

Meglio cieca che zitella.

Dici?

Di'.

Davvero dici che ricordo Dolores del Río?

Guarda qua: zigomo alto.

Te l’ho detto, sono piccoletti ma sono delle star!

Vedi? Stanno sul poster.

Ci imbuchiamo negli spogliatoi e li aspettiamo lì?

Così ci ripariamo dal freddo.

Signore e signori, per l’incontro clou di oggi

salgono sul ring AK47 e La Morte.

Con le loro spalle: la Piccola Morte e il Piccolo AK.

Ed ecco Terremoto con Terremotino

e Geppetto con Pinocchio.

Quanto ce l’avranno grande?

Tu che dici? Se ce l’hanno piccolo, meglio.

Come se ti entra dentro una mosca

e via. Neanche lo senti.

Loro pagano l’hotel.

Beh certo, mica noi.

Il solito?

Quello lo hanno chiuso. Ce n’è uno all’angolo.

Non li fanno lavorare se non stanno alle regole.

E che si mettono a scegliere i clienti?

Ma se questo quartiere sta messo sempre peggio.

Sono abbastanza nervosa.

Manco fosse la prima volta.

Dovresti essere contenta, altro che nervosa.

Da quanto è che non te ne tocca uno decente?

Con un lavoro.

Pulito.

Che profuma di colonia Sanborns?

Colonia Sanborns...

neanche me la ricordavo.

Sai perché sono nervosa?

Dico, e se facciamo colpo e si affezionano

e ci passano una paghetta?

Belle le tue fantasticherie.

Ce ne stanno mettendo, di tempo.

Non è che c’è un’uscita sul retro?

Te l’ho detto.

Andiamo, ragazze.

Chi paga? Loro o voi?

Loro, tu che dici?

Si paga in anticipo.

Grazie.

E i soldi nostri?

Qualsiasi cosa, la chiamiamo noi.

Ma voi state sempre così? Con maschera e tutto?

Dico, per guardarvi in faccia.

Senza offesa, alla fine ognuno è fatto a modo suo.

Per prima cosa diamo un po’ di sapore alla notte.

Sennò porta male.

Ci spogliamo subito?

O fra un po’?

Balla per noi.

Si, piccola, balla per noi.

No, no, no. Con la luce.

Con la luce.

Bene, balla bene!

Ecco, così, bene!

Dipingiti le labbra, che sembri uno zombie.

E porta da bere ai ragazzi.

Bene, diteci voi...

Alla salute!

Neanche per bere vi togliete le maschere?

Fa impressione.

Sembrate que pupazzetti che vendevano al mercato

quando ero bambina.

No, non ce le togliamo.

È una questione professionale.

Occhio non vede...

ma il cuore sì.

Fate come vi pare.

Siete uguali.

Non è per farmi gli affari vostri,

ma lo fate sempre così, in due?

Sono affari loro... Te lo dicevo.

Non capisci, proprio non vuoi capirla.

Io non ho detto che capisco, per questo chiedo.

Va bene, andiamo al sodo bello.

Salute!

È che sono presi male per il combattimento.

Macchè presi male.

Sappiate che abbiamo vinto.

Te lo dicevo, avrebbero dovuto vedere l’incontro.

Cosi avremmo potuto chiacchierare con loro.

Si, l’abbiamo visto, lo giuro.

E se l’avete vista, che avete cantato?

Figurati se uno si ricorda tutto quello che sente nella vita.

Bugiardona!

Dai frate’, non rompere.

Ora i nanetti sono arrabbiati

perché la nanetta gli hanno toccato.

Diventan grandi, diventan piccini,

fanno la ruota come i tacchini.

Ora i nanetti sono arrabbiati

perché la nanetta gli hanno toccato.

Diventan grandi, diventan piccini,

fanno la ruota come i tacchini.

Ora i nanetti sono arrabbiati

perché la nanetta gli hanno toccato.

Diventan grandi, diventan piccini,

fanno la ruota come i tacchini.

Ora i nanetti sono arrabbiati

perché la nanetta gli hanno toccato.

Diventan grandi, diventan piccini,

fanno la ruota come i tacchini.

È che mi manca l’aria.

I piccoletti si sono sfogati.

È tutto quello che hanno.

E meno male che hanno vinto!

Piccoletti e coglioni.

Ma simpatici.

In fin dei conti,

ci hanno trattato come due signore.

Siamo due signore, scema.

A me mi inquietano,

Non so se perché sono piccoletti o gemelli.

Ma mi inquietano.

Non li svegliare!

Impicciona...

Loro, noi, ciascuno è fatto a modo suo.

A loro piace farlo insieme e mascherati.

È la loro vita.

Ma guardali!

Sembrano degli angioletti, con la maschera e tutto.

Lasciala accesa, se non vuoi che si accorgano e ci becchino.

Sbrigati, prima che si sveglino.

Le gocce ti adddormentano solo per un po’.

Non è un’anestesia.

Mi hanno fatto pena.

Ma chi se ne frega, andiamo!

Dai, cosa ti costa?

Una sveltina e via, dai.

E poi non ti rompo più le palle.

E la storia dell’altro giorno?

Era l’altro giorno.

E ora è un altro giorno.

Mi hai preso per i capelli davanti a tutti.

E il mio onore?

E, peggio ancora, il tuo?

E che cazzo mi frega del mio onore?

Non stai tornando dal lavoro?

E allora accontentati.

E mettiti a dormire.

Credi che degli sconosciuti che non ho neanche visto in faccia

per me, siano come te?

Una scopata è una scopata.

Datti una calmata.

Chiudi gli occhi,

È tutto a posto.

Se con me non ce la fai e il tuo affare non funziona,

allora pensa a lui.

A chi?

Al ragazzino, quello dell’altro giorno.

Non cominciare.

Se vuoi ti presto i miei vestiti.

Te lo giuro. Tutti.

No, poi si rovinano, ti si allentano tutti.

Ma sì, mica glielo ha detto il dottore.

Così terribile è stato?

Senta, senta, abbiamo bisogno di più vigilanza.

Questa storia non finisce più.

Qui tutte le notti c’è casino.

Prima o poi doveva finire così.

Ubriachi, grida, puttane...

Senta, ma è vero che sono i lottatori nani?

Venga da questa parte, qui dentro.

Voglio farle alcune domande.

Non si innervosisca,

mi dica solo quello che sa e quello che non sa.

Mah, io solo so solo che questo è un hotel a ore.

E questo a noi vicini non fa per niente piacere.

E poi con tutto il casino che sta per arrivare.

Quale casino sta per arrivare?

Ma davvero lei non sa chi sono?

Allora è vero quello che si dice in giro?

Smettila di toccare le cose.

Poi viene la scientifica e se la prendono con me.

Pronto?

Cosa?

Cosa?

Come? Come?

Come?

Ci hanno ucciso i bambini.

I miei figli!

Dove ha passato la notte?

Dov’è mio figlio?

E che ne so io del perché non è arrivato?

Sono i suoi figli, lei li conosce da prima.

Dimmi che è qui!

Che non è vero.

Che non è successo quello che si dice in giro.

I miei figli no!

I miei figli no!

Perché devo andare in giro a chiedere.

In questa vita, per prima cosa, ti insegnano a farti i fatti tuoi.

Si signora, capisco.

Ma anche lei deve tenere d’occhio la sua clientela.

Ne è responsabile.

Ma quando mai?

Che ne sapevo che questi nani avrebbero attirato i giornalisti?

Ah, allora lei si è resa conto che erano di statura ridotta?

E allora sicuramente ha dato un’occhiata anche alle battone.

Le ho già detto che erano delle donne di strada.

Io non gli ho visto la faccia.

Loro portavano una maschera.

E se gliel’avessi vista, sarebbe stato uguale.

Io non me ne intendo di lotta.

Né di boxe, né di niente del genere.

Che Dio mi liberi da queste stronzate.

Le donne le conosceva?

Erano clienti sue?

Usavano il suo albergo?

Le ho appena detto che erano delle puttane

e l’Hotel Laredo è un hotel decoroso.

Sì, certo, il Laredo!

Dove sono i miei ragazzini?

Vengo a prendere i miei figli,

le mie creature, i miei ragazzini.

Mi dica che non è successo niente, che sono tutte balle.

Signora, signora, chi sta cercando?

Mi giuri che non è vero! Che è uno scherzo,

uno scherzo per spezzare il cuore in due.

Calma, vediamo un po’, comiciamo dall’inizio

Chi sono i suoi figli?

La Piccola AK e la Piccola Morte, i lottatori-spalla

di AK-47 e La Morte.

Non dire i loro nomi!

È come chiamare il destino e dirgli

"Dai, vieni a prenderteli!"

E sennò come ti può capire?

Voi siete veramente i genitori?

Lei, signora, è sua madre?

Si, proprio io, e suo padre è lui.

Normale come me.

Ma i miei gemellini sono nati piccolini.

A cosa attribuisce i loro gusti speciali?

Che gusti speciali, che cosa sta dicendo?

Erano buoni figli, buoni mariti.

Tutti e due avevano figli normali, sani,

di buona statura i loro figli, tutti alti.

Cosa gli hanno fatto?

Signora, lei vada con suo marito, tranquilla,

mentre noi facciamo le nostre indagini.

Mi dispiace davvero. Le faccio le mie condoglianze.

Che me ne faccio delle sue condoglianze?

Voglio giustizia!

Giustizia per le mie creature!

La pretendo!

Tranquilla un cazzo!

Signora, vada a casa sua. La chiamo io.

Allora?

Ultima ora. Insolito delitto nei dintorni dell’arena della lotta libera.

Due prostitute anziane della zona hanno addormentato

i famosi lottatori-spalla con delle gocce per gli occhi.

L’insicurezza della zona allontana i clienti dal commercio regolare.

Gli identikit vocali verranno resi noti presto.

Ehi, come si chiama il poliziotto che va sempre al bar?

Non lo so, ce ne vanno tanti.

Torno subito.

La polizia si dichiara ottimista circa la loro localizzazione.

Entrambe le donne appartengono alla terza età.

In un paio di giorni sarà finito tutto, vedrai.

In questa cazzo di città, nessuno scandalo dura più di un weekend.

Ma non è per quello che hanno fatto, non essere scemo,

è per le gocce.

Ecco, la tele dice che è il metodo che usano le puttane

della nostra zona.

Tutta la città è piena di puttane ladre.

No, ma queste sono quelle delle gocce.

Dicono che è una mafia.

Che addormentano i clienti con gocce per gli occhi nel drink.

Cinque, sei gocce, non una di più.

Aspetta, aspetta!

Ho capito.

Ho capito tutto.

Hanno usato dosi normali con i nanetti.

Per questo li hanno uccisi, le stupide.

Come si dice, hanno esagerato.

Cretine!

Certo...

ma questo cambia tutto.

Non volevano ucciderli, erano solo cretine.

Quindi non c’è un complotto,

non è mafia, niente complici.

E allora tutto si sistema.

Se arrivano i giornalisti, è questo che dobbiamo dire.

Gli metto un rosario, così li accompagnerà in cielo.

Ce n’è solo uno.

Sono stati loro a chiederlo.

Vestiti uguali,

come sempre.

Con i loro costumi da lottatori.

Tutto filo d’oro.

Fammi una foto.

Fammi una foto con loro, dai.

Perché lo fai?

Li hai visti lottare?

O avevi una storia con uno di loro?

O che altro?

Perché erano piccoletti.

Il mondo della lotta è ancora costernato per la morte dei lottatori gemelli.

In questo mondo, questi lottatori lillipuziani,

conosciuti come la Piccola Morte e Piccolo AK,

erano le spalle, o mascotte, dei famosi maestri della lotta,

la Morte e AK47.

La polizia ha rivelato che il video dell’hotel

consente di realizzare un ritratto a voce delle prostitute

che erano con i due gemelli.

Secondo fonti accreditate, malgrado la loro qualità

i video hanno permesso di Identificare le due prostitute.

Non ti ho mai presentato il mio angioletto?

Tocca!

Non ti vergognare.

Non morde.

Non l’ha mai toccato nessuno.

Ci credi?

Ehi!

Non avevamo detto che era meglio non vederci?

Sono in TV, alla radio, da tutte le parti.

Fai conto che abbiamo pistato due merde grandi.

- Merde piccole. - Fai poco la spiritosa,

ormai ci hanno prese.

Non voglio che mi torturino.

Sarà quel che sarà.

Juanes, andiamo. Ormai sono nostre.

Márgara!

Sai cosa si dice.

Stai buona, collabora.

Tu conosci tutte le troie della zona.

Se le conosco? Certo!

Ma queste non lavorano più per me.

Mi vuoi dire dove le trovo?

O vuoi farti pregare?

Ti giuro che io non c’entro niente.

O forse credi che le lasci fare certe stronzate?

Vedi, Márgara?

Alla fine collabori sempre.

Juanes.

Andiamo a prenderle.

Ma'.

Dei poliziotti che stanno perquisendo la stanza.

Certo che ci ho fatto caso.

Si, se ne sono andati.

Ne hai fatta un’altra delle tue e poi sgridi me.

Certo che me ne vado, non sono mica scema.

Adesso chiamo mia nonna e prendo il primo autobus.

Mandami i soldi.

Vecchia deficiente,

Ti metti nei casini, e non sai neanche venirne fuori.

Ed io?

Io che faccio?

No, Adela, insieme fino alla fine.

Se scappo io, tu scappi con me, ci mancherebbe!

- E perché? - Come perché?

Non hai sentito quello che ha detto Jeza?

Sono già venuti a cercarmi e poi verranno a cercare te,

se prendono me, prendono te.

Anche se me ne sono andata da casa.

Non ho mai fatto la spia.

Se non lo sapevi.

E questa non sarà la prima volta che mi mettono dentro.

Si, adesso fai la dura.

Ma al primo shock elettrico gli racconterai tutto.

Ti sei fregata e m’hai fregato.

- E allora non me lo dire. - Cosa?

Basta che non mi dici dove te ne vai.

Arrivano, mi riempiono di botte e finisce lì.

E sai perché? Perché non ho niente da dirgli.

E se gli racconti delle bugie?

Sì, così poi mi va peggio.

Non sarai mica matta.

Tu scappi, io gli racconto questa conversazione.

E tutti in pace.

Sono vecchia per darmi alla macchia.

Guarda...

Dopo un po’ di tempo in carcere, si dimenticano di te.

E te la passi alla grande.

Mangi, hai un tetto...

coperte...

da paura.

Sì certo, che fico.

Non so perché mi sono messa con una deficiente.

Adelita non fare cazzate, andiamocene.

Non voglio lasciarti.

Ho già lasciato mio marito, ed ora Jeza

E per alcuni anni, sarà meglio non cercarla neanche.

Perché dovrei metterla nei casini?

Ma io non sono nata per stare sola.

Vieni con me e insieme ce la faremo.

Ma sì...

Infine...

Io e te abbiamo sempre frequentato Via dell’Amarezza.

Adela, non è il momento di fare scena.

Andiamocene.

Mi dispiace lasciarla così, come un mobile.

Sicuramente qualcuno salirà e la troverà.

Inoltre, sei già in televisione, su tutti i giornali.

Verranno a cercarti.

Sai come gli piace il casino.

La carità cristiana è quello che ti manca.

E a te il cervello... Andiamocene!

Si sa, il morto va alla fossa e il vivo si diverte.

Conosci Salina Cruz?

Non conosco nessuno che sia stato là.

Quindi penso che faccia proprio al caso nostro.

Ti sono rimaste delle gocce?

Che cazzo dici?

Dovrei lasciare la mia vecchia morire qui sola come un cane?

No, io queste bastardate non le faccio.

Figuriamoci alla mia vecchia.

Come potevo lasciarti così.

Vecchia mia.

Addio...

me ne devo andare.

Vuoi fare la furba,

ma avevi ancora le gocce come una cogliona.

Erano molto care.

Sono queste.

Solo perché erano nani.

Se fossero stati normali,

non sarebbe importato niente a nessuno.

La prossima volta, manco morta vado con un deforme.

Se non ti fossi messa a fare la scena di salutare la vecchia.

Ma hai sempre avuto una rotella fuori posto.

Si lo so, prima o poi ci avrebbero preso.

È che ho molta paura.

Dora!

Sia gentile.

Mi lasci salutarla.

Chissà quando ci rivedremo.

Lei è la mia famiglia.

L’unica cosa che ho.

Cosa volevi?

Volevo solo dirle di non disperare.

Che è il destino.

Che tutto passa.

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