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l SOLDATl lNTONANO UNA MARClA lN TEDESCO
< (radio) Londra chiama ltalia, la voce di Londra!
Oh, Gesù!
CAMPANELLO
Vengo, vengo!
Gesù mio! CAMPANELLO
- L'ingegner Giorgio Manfredi? - Non c'è. - Dov'è?
Non lo sappiamo, non viene sempre a dormire a casa.
- Dove va? - Non lo so.
- Sa com'è, un giovanotto scapolo... - Qual è la sua camera?
Da quella parte.
PARLA lN TEDESCO
- Viene molta gente a trovarlo? - Una volta sì, ora non più.
Naturalmente.
- Quanti altri pensionanti avete? - Due. SQUlLLl DEL TELEFONO
- Dov'è il telefono? - ln fondo al corridoio.
Ferma, rispondo io.
- Pronto? - C'è Giorgio?
Sì, l'ingegner Manfredi.
Con chi parlo?
- Sono un amico dell'ingegnere. - Che amico? - Con chi parlo?
- Era una donna. Chi è? - Non lo so, mica l'ho vista.
(in tedesco) - Trovato qualcosa? - Niente, signore.
- Quella porta? - E' la terrazza. - Ah, la terrazza!
- Calma, mi raccomando. - Gesù!
- Chi abita là? - C'è l'ambasciata di Spagna.
La città verrà divisa in 14 zone.
ll piano Schroeder che abbiamo già applicato in varie città europee...
..permette il rallestramento di grandi masse di uomini...
..con l'impiego di minime forze. BUSSANO ALLA PORTA
(in tedesco) Ha telefonato il sergente Bauer, signore.
< Non hanno trovato la persona in questione. - Strano.
La padrona di casa e la domestica erano lì. Dobbiamo portarle qui?
No, non è necessario. Grazie.
Una notizia spiacevole?
- Una persona è mancata all'appuntamento. - Una persona importante?
Spero.
Conoscete?
No, chi sono?
Lui si fa chiamare ingegnere Manfredi.
C'è stato segnalato questo nome.
Pare sia uno dei capi della giunta militare...
..del comitato di liberazione nazionale. - Sono convinto si tratti proprio di lui.
Come lo avete pescato?
L'ho incontrato qui su questo tavolo.
Tutte le sere io faccio una passeggiata per le vie di Roma...
..senza uscire dal mio ufficio.
Amo molto questo genere di foto che coglie la gente di sorpresa.
Si fanno incontri molto interessanti.
Qualche tempo fa per esempio ho incontrato il signor Manfredi...
..e la sua piccola amica.
Mi sono detto: ''Quest'uomo l'ho già visto in qualche luogo.''
Guardate questo gruppo.
ll secondo a sinistra.
Ho ricevuto queste fotografie da Berlino.
< Credo di non sbagliare, vero?
E' lui! Sono la stessa persona. GRlDA
- Che noia! Scusate. - Prego.
- Cos'è tutto questo rumore? - Mi perdoni, Maggiore...
..ma stiamo interrogando il professore. - Va bene, ma non fatelo urlare.
- Quanto gridano questi italiani! - Già.
- Chi è la ragazza? - Marina Mari, un'attrice di riviste.
Ah, sì! La conosco.
- L'ho vista. Carina. - Sì, molto carina.
Piano, piano! Calma!
- Che succede? - Hanno assaltato il forno.
- E voi che fate? - Purtroppo sono in divisa.
VOCl CONClTATE
- lo sono impotente. - Lo so, ma con cento grammi al giorno!
Brutta carogna! Aveva anche i pasticcini.
- E diceva che non aveva farina. - Agostino, vai a prenderteli!
Non posso, sono sagrestano. Poi finisco all'inferno.
Allora i pasticcini te li mangerai in paradiso!
Lasciate stare!
Ma signora Pina, è una pazzia nel vostro stato!
- Non posso morire di fame! < Brigadiere, aiuto!
- Vai a morire ammazzata! - L'accompagno io.
- Eccoci arrivati. - Grazie. - Dovere.
- Volete che ve la porti fino a su? - No, per carità. - E' pesante!
Ecco, così pesa meno.
Veramente non dovrei, ma ho una fame arretrata!
Esisteranno davvero questi americani?
< Sembra di sì. < Già.
- Volete le uova a sedici? - Ma smettila!
Come vi permettete in mia presenza? Questa è borsa nera.
Brigadiere, lasciate perdere che è meglio.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Chi cercate? - Abita qui Francesco il tipografo?
- Sì, ma adesso non c'è. - Sa dove è andato?
- Sarà andato per i fatti suoi. - Scusi, lei chi è?
- A voi che ve ne frega? - Ho capito, lei è la signora Pina.
- E lei come lo sa? - Francesco mi parla sempre di lei.
- Lei è... - Un amico.
- L'avevo presa per un poliziotto. - Pensa un po'!
- Che desidera? - Dovrei entrare in casa di Francesco.
Le apro subito, prendo la chiave.
Mi scusi, non trovavo la chiave.
Si accomodi.
- Prego. - Grazie.
- E' tutto sporco e in disordine. - Lasci stare, non importa.
- Lei conosce don Pietro? - Certo. - Vorrei parlargli.
- Ci vado io. - No, lei no.
- Ci mando il ragazzino. - Sì, è meglio.
- Mi aspetti di là allora. - Grazie.
Marcello! Marcello!
< Marcello! - Che vuoi?
- Vieni giù un momento. - Non posso.
< Devi andare da don Pietro. - Ora ho da fare!
Vieni giù subito, ti ho detto!
Uffa!
Non devi stare da Romoletto, è pericoloso. Vai da don Pietro.
- Che devo dirgli? - Che deve venire qui subito.
Non perderti per strada.
- E' andato, don Pietro sarà qui fra poco. - Grazie.
- Stamattina abbiamo assaltato un forno. < Ah, sì?
- E' il secondo questa settimana. < Come vanno le donne?
< Qualcuna lo sa perché lo fa...
..ma la maggior parte arraffa più sfilatini che può.
Stamattina si sono fregate un paio di scarpe e una bilancia.
< (Lauretta) Chi si è fregato le mie calze?
Scusate tanto.
- Te le sarai fregate... Oh, ingegnere! < Buongiorno. - Come mai qui?
- E' venuto a cercare me? - Sì. - L'ho incontrato per le scale e...
- Me lo potevi dire subito! - Stavo per venire da te.
- Volevo chiederle un favore. - Vado a cambiarmi.
- No, va benissimo così. Ci scusi un momento. - Prego.
< Vede Marina, vero?
- Dopo pranzo a teatro. - Le dica che per qualche giorno non potrò vederla.
- Se mi sarà possibile, telefonerò. - Va bene... niente altro?
- No, niente altro. - Arrivederci, ingegnere.
- Abita con lei quella? - E' mia sorella. - Ah!
Si meraviglia, eh?
Chissà quante bugie gli avrà detto, che abita chissà dove!
Si vergogna di noi perché dice che fa l'artista...
..e noi siamo poveri operai.
- Ma io non mi cambierei con lei. - La capisco.
Non è cattiva, è stupida.
Lei come conosce Lauretta?
Scusi, sono indiscreta.
Lauretta è molto amica di una ragazza che conosco.
- Chi, Marina? - La conosce?
Da quando è nata.
La madre faceva la portiera a Via Tiburtina...
..dove mio padre aveva un negozio da stagnaro.
Lei e Lauretta sono cresciute insieme.
Mi raccomando, non dica a Marina di quello che gli ho detto.
- Non dubiti e poi non la vedrò più. - E perché?
E' una cosa che deve finire.
- Del resto è durata anche troppo. < La conosce da molto tempo?
Da quattro mesi, io ero appena arrivato a Roma.
Lei veniva a mangiare in una trattoria vicino a Piazza di Spagna.
Un giorno hanno dato l'allarme e tutti sono scappati.
Siamo rimasti soli. Lei rideva, non aveva paura.
- E si è innamorato. - Già... succede.
Succede.
Ma non è una donna per me.
Se l'avessi conosciuta prima quando era a Via Tiburtina...
Una donna può cambiare soprattutto quando è innamorata.
- Chi le dice che sia innamorata? - Perché non dovrebbe esserlo?
- Non le ho chiesto se vuole un caffè! - Non si disturbi.
Per carità, lo faccio subito. E' caffè per modo di dire!
FlSCHlO
VOCl CONClTATE
Non fate confusione!
FlSCHlO Non devi fare il gioco pesante!
Attento, don Pietro! RlSATE
VOCl CONClTATE
- E' un miracolo vederti all'oratorio. - Mi ha mandato mia madre.
- Ha fatto bene e farà bene anche a te. - Fatemi finire di parlare.
- Dovete venire subito a casa nostra per una cosa importante. - Cosa?
Non lo so, ma deve esserci qualcuno a casa di Francesco.
Va bene, andiamo.
FlSCHlO Gilberto!
Tu, levati.
Adesso verrà Agostino, tu dirigi il gioco.
Non fate i cattivi, eh?
- Tieni, para questo! - Vieni qua, non scappare.
- Perché non vieni più all'oratorio? - Non posso perdere tempo.
- Cosa stai dicendo? - Lei è un prete, non puoi capire.
Bisogna stringere un blocco compatto contro il nemico comune.
Chi ti dice queste cose?
- Romoletto. < Romoletto dice queste cose?
Mi raccomando, non lo dica a nessuno.
Ecco Purgatorio!
- Salve, don Pietro. - Che hai qua? - Ho fatto spesa.
- Avrai usato tutta la tessera! - Neanche un bollino!
- Come mai tanto pane? - Stamattina hanno voluto festeggiare...
- Cosa? - Non so che festa era.
Neanche il fornaio lo sapeva.
- Scusate, don Pietro, io vado. - Che festa sarà?
- Mhm... non capisco. - Speriamo che mia madre l'abbia saputo.
Ecco qua.
Non sarà buono, ma almeno è caldo.
- Lo beva subito. - Grazie.
Francesco mi ha detto che vi sposate.
Un matrimonio un po' in ritardo! Capirete, in queste condizioni...
Avevamo fissato la data da tanto tempo.
Poi per una ragione o per l'altra abbiamo sempre dovuto rimandare.
- Adesso è fissato. - Quando? - Domani.
- Allora dovrò farvi il regalo. - Per l'amor di Dio!
Questo è un matrimonio di guerra, don Pietro ci sposerà in poco tempo.
- Vi sposate in chiesa? - Sì anche se Francesco non voleva.
Gli ho detto: ''E' meglio se ci sposa don Pietro che è uno dei nostri...''
''..piuttosto che un fascista al governatorato''.
- ln un certo senso è giusto. - Sì, ma la verità è...
..che io ci credo a Dio.
- Lei cosa fa adesso? Lavora? - Lavoravo allo spolettificio Breda.
Ora però ci hanno cacciato.
l tedeschi si portano via tutto... CAMPANELLO
Deve essere don Pietro.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Scusate, io vado di là.
Grazie di essere venuto.
- Che stai facendo? - Chi c'è lì dentro?
Sbrigati, vai a prendere l'acqua.
Cammina!
FlSCHlA
- Ti devo parlare. - Entra.
Sono più di 500 sulle montagne sopra Tagliacozzo.
Una banda di ragazzi in gamba, non possiamo abbandonarli.
L'appuntamento è fissato alle 18 a Ponte Tiburtino, verrà uno di loro.
E' meglio che io non ci vada perché ormai sono stato segnalato...
..e poi il coprifuoco è stato spostato alle 17. - Già.
- Andrò io. - Ne ero sicuro.
- ll messaggio qual è? - Nessun messaggio.
Si tratta di una somma da parte della giunta militare.
- Ho chiesto troppo? - Per coloro che si sacrificano è anche poco.
- Come potrò riconoscerlo? - Si fermerà sul ponte...
..e fischierà ''Mattinata fiorentina''.
- Forse lei non la conosce. - Qual è? - Quella che fa...
FlSCHlETTA LA CANZONE
DON PlETRO FlSCHlETTA LA CANZONE
E' naturale, la cantano tutti!
- Buongiorno, reverendo. - Buongiorno.
Desidera?
Non avreste per caso un Sant'Antonio abate?
Spiacente, ne avevamo tempo fa ma va poco.
Avrei però un San Rocco.
- Grazie, non mi interessa. - Non le interessa San Rocco?
Si accomodi.
Venga a vedere.
- E' anche un bel lavoro. - Vediamo.
- Allora io vado. - Ricorda di passare da Chiurazzi.
- Va bene. - Glielo do per poco.
Dovrei parlare con Francesco.
Mi manda l'uomo dalle scarpe strette.
Attenda un momento.
< Si accomodi, reverendo.
- Dove? - Giù per questa scala.
Ah, è lei don Pietro. Ma cosa è successo?
Niente di grave, grazie al cielo, ma poteva succedere.
- Stanotte le SS sono state da Manfredi. - Lo so.
- Lui dov'è? - A casa tua. - Mia? - Sì.
Ci resterà per qualche giorno.
Mi ha consegnato questo biglietto.
Volevo mandarlo dai passionisti, sarebbe stato più sicuro.
Ma lui non vuole, dice che sarebbe tagliato fuori.
- Giusto! - Sì, ma dopo la segnalazione è più pericoloso lavorare per lui.
Lo so, reverendo, ma siamo in pochi e se tutti entrano in convento...
- Capisco. - Le presento il nostro direttore.
- Molto lieto di conoscerla. - Anch'io.
- Ho sentito molto parlare di lei. - Questo è male...
..per la mia modestia e per la mia salute.
Lei ha fatto e fa molto per tutti noi. La ringrazio.
E' mio dovere soccorrere chi ha bisogno di aiuto.
Si vuole accomodare?
Ecco, reverendo.
Manfredi mi aveva detto che si trattava di denaro.
Sono libri ma non c'è molto da leggere.
- Tutti così? - Sono mille pagine.
- Un milione? - Esatto.
MUSlCA
LA MUSlCA FlNlSCE - APPLAUSl
LA MUSlCA RlPRENDE
BUSSANO ALLA PORTA - Chi è? < Marina, sono io.
Ciao.
- lndovina chi ho visto stamattina? - Che vuoi che me ne importi?
- Manfredi è venuto da me. - Da te? Dove? - A casa mia.
Perché è venuto?
Mi ha pregato di avvertirti che per qualche giorno non potrà farsi vedere.
- Ti telefonerà. - Non ti ha detto altro?
- No. - Ma come!
- Non ti ha spiegato? - No, io non gli ho domandato altro.
Ero in vestaglia e con i bigodini.
Non ti cambi? Fra poco tocca a te.
- Come sapeva dove abitavi? - Già... come lo sapeva?
- Gliel'avrai detto tu. - Non gliel'ho mai detto.
< Cosa vuoi che ti dica?
lo non gliel'ho detto, non ci tengo a far sapere alla gente dove abito.
ln quella casa non ci posso più stare.
Se non ti dispiace, verrei ad abitare da te...
..finché non trovo un'altra camera. - Sì, vieni quando vuoi.
- Te l'ho detto tante volte! - Sei un tesoro.
- Cosa cerchi? - Una sigaretta.
- Te la do io. - Va bene.
Grazie.
- Quando è venuto? - Chi? - Giorgio.
Stamattina presto.
BUSSANO ALLA PORTA < Signorina Marina, tocca a lei.
Sei innamorata di lui o no?
- Sì, è simpatico ma... - Fammi la cortesia di non occupartene.
Per me figurati, contenta tu!
- Ti senti male? - No, non è niente.
Marina, di nuovo?
- Lo sai che ti fa male. - Sciocchezze!
Ci sono tante cose che ci fanno male eppure le facciamo lo stesso.
BUSSANO ALLA PORTA Vengo! Vengo!
Buonasera, come stai?
Bene e lei? Com'è bella stasera!
- Lei è sempre così chic! < Allora io me ne vado.
Cerca di sbrigarti sennò lo senti il direttore!
- Mi scusi, devo andare. - Sì, cara.
- Trovata? - Mhm.
Oh, che amore!
Non c'è più orario. Va e viene, esce, torna...
Proprio quando sarebbe meglio non mettere il naso fuori dalla finestra.
- Lui è sempre in giro. - Avrà le sue buone ragioni.
< Speriamo siano buone. - Agostino, mi meraviglio di voi.
< Credete che non sappia che tutta quella buriana al forno...
..l'avete montata voi?
- lo? - Sì, credete sia scemo?
lo vedo tutto, capisco tutto.
Se continuate a fare i fanatici, passerete qualche guaio.
- Speriamo di no. - Speriamo!
- Mhm... - Zuppa di cavoli.
Si sente!
Che ore sono? Alle 17 c'è il coprifuoco.
- Sono le 16.30. - Me ne devo andare.
- Volete lasciare qualche ambasciata? - Volevo parlare con don Pietro.
Lo vedrò domani mattina. PORTA CHE Sl APRE
Eccolo finalmente!
- Buonasera, don Pietro. - Buonasera Pina.
Buonasera.
Ti ho detto tante volte che non devi cucinare sulla stufa.
- Mhm... e poi i cavoli! - Posso cucinare qualcos'altro.
- Non rispondere. - O accendiamo la stufa o la cucina.
Continua, continua...
Sempre libri! Non abbiamo i soldi per comprare da mangiare...
..ma compra i libri! - Devo portarli al parroco di San Lorenzo.
Vuole uscire un'altra volta? Tra 20 minuti c'è il coprifuoco.
- l medici e i sacerdoti possono circolare. - Anche le levatrici.
- Bè? - L'ho letto sul manifesto...
..però al buio è facile prendersi una schioppettata.
Don Pietro, ero venuta per confessarmi.
Come si fa? lo devo uscire. Domattina magari.
Vengo con voi allora, facciamo un pezzo di strada insieme.
- Volentieri. - Date a me, lo porto io.
- No! - Ma su, un prete col pacco! Non fatemi ridere.
- E poi mica mi pesa! - Ma... - Andiamo o faremo tardi.
Venite con me. Arrivederci, Agostino.
- State tranquillo. - Se la guerra non finisce presto, io divento scemo.
- Lei è il parroco? - Sì.
- Don Pietro Pellegrini? - Già.
Desidererei parlarle.
- Si accomodi. - Allora io vado, eh?
Ecco il pacco.
Che vorrà quello lì?
Allora sarebbe meglio che....
- Aspettatemi là. - Sì, va bene.
Si accomodi.
Vai di là un momento.
Prego.
Mi dica.
Da parte di don Saverio De Risi.
Non mi deve credere un vigliacco.
Non ne posso più.
Non deve abbattersi così, cercherò di aiutarla.
- Da dove viene? - Da Cassino.
Un inferno!
Che voleva quello?
- Lasciate! Ma chi è? - Uno... voleva un'informazione.
- Quando vedo quelli lì... - Ssh!
E' tanto che non mi confesso, ho quasi vergogna.
- No... - Mi lasci dire, don Pietro.
Sento che ho vissuto male, ho fatto tante cose che non dovevo fare.
Credete non mi vergogni di andare all'altare in queste condizioni?
Ma voi non potete capirmi.
Sono cose che uno fa senza pensarci...
..senza avere l'impressione di fare del male.
Ero tanto innamorata e lui è tanto buono e tanto bravo.
Tante volte ho pensato che poteva trovare una meglio di me.
Una ragazza più giovane e non una vedova con un figlio...
..e senza un soldo.
Ho dovuto vendere tutto per campare e tirare avanti.
La vita diventa sempre peggio.
Chi ce le farà dimenticare tutte queste sofferenze...
..queste ansie, queste paure?
Ma Cristo non ci vede.
Tanti mi fanno questa domanda.
Cristo non ci vede?
Ma siamo sicuri di non averlo meritato questo flagello?
Siamo sicuri di aver sempre vissuto secondo le leggi di Dio?
Nessuno pensa di cambiare vita...
..poi quando i nodi arrivano al pettine tutti si disperano...
..e si domandano: ''ll Signore non ci vede?''
''Non ha pietà di noi il Signore?''
ll Signore avrà pietà di noi...
..ma abbiamo tanto da farci perdonare.
Per questo bisogna pregare e perdonare molto.
Avete ragione, don Pietro.
Ma come si fa quando uno vede quelli là?
- Ti viene voglia di dargli una borsata in faccia. - Sì.
Cosa mi fate dire? Datemi il pacco o farò tardi.
Buonasera, signora Pina.
QUALCUNO FlSCHlETTA ''MATTlNATA FlORENTlNA''
Era venuta a raccomandarsi.
l tedeschi avevano portato il fidanzato a Via Tasso.
Le ho detto: ''Stia tranquilla, ci penso io.''
Aveva un paio di cosce!
Alt! Mani in alto!
Ho il permesso.
Tipografo.
- Tipografo, eh? - Guardi il documento.
- Va bene, a casa e svelto. - Grazie.
ROMBO Dl MOTORE
- Arrivederci, capitano. E grazie! - (in tedesco) Buonanotte.
Oh, Francesco, mi hai fatto paura!
Ho fatto tardi ma mi hanno voluta accompagnare a casa per forza.
ln fondo non c'è niente di male.
- Ciao, Francesco. - Ciao.
- Ti è andata bene, eh? - Per stavolta sì.
- La padrona di casa è stata bravissima. - Sai che sono tornati stamattina?
- Hanno buttato per aria tutta casa. - Hanno perso tempo, non c'era niente.
- Mi ha detto don Pietro che ti ha aperto Pina. - Sì.
- Come ti sembra? - Fai bene a sposarla.
Al principio mi aveva preso per un poliziotto.
- Mi ha trattato malissimo. - Lo immagino.
- Don Pietro ha conosciuto Gino. - Ah, sì? Mi fa piacere.
- Cosa ha detto lui del mio affare? - E' preoccupato.
- Oggi dovevi incontrarti col vecchio. - Quando è arrivato? - leri sera...
..ma non devi vederlo.
Gino ha detto che devi rompere ogni rapporto col centro per un po'.
Ha ragione ma dopo mesi di lavoro dover restare bloccato...
Non capisco come mi abbiano trovato.
- Bisognerebbe scoprire cosa sanno sul mio conto. - Ci proveremo.
E' difficile avere informazioni da Via Tasso.
Speriamo che don Pietro abbia trovato l'amico di Tagliacozzo.
Speriamo di sì.
Ti ho portato il giornale.
E' venuto bene, no?
- Quante copie? - Dodicimila.
RUMORE lNDlSTlNTO Questa è Pina.
Ciao, come va?
- Sono in pensiero per Marcello. - Che ha fatto? - E' sparito.
- Come? - L'ho cercato per tutto il palazzo, non c'è.
- Sarà da Romoletto. - Non è nemmeno lì.
Sono spariti anche Otello e il figlio della siciliana.
- Dove saranno andati? - La mia paura è che siano usciti.
A quest'ora? Con il coprifuoco? ESPLOSlONE
Bravi, sono fiero di voi!
Sbrighiamoci, ragazzi.
Aspettiamo Otello.
- Buonanotte. - Ciao.
CAMPANELLO
< Ah, sei vivo? Ora ti ammazzo io!
Se avessi un padre così, gliela farei vedere io!
CAMPANELLO Buonanotte.
Brutto mascalzone!
- Sarebbe meglio entrare uno alla volta. - Hai ragione.
< Ah, siete qui, brutte canaglie!
- Sono tornati! < Mascalzoni! - Adesso vi concio per le feste!
Mi avete fatto morire di crepacuore.
Vado un momento di là sennò succede un macello.
- Guarda come si sono ridotti! - Dove siete stati? - Da Romoletto.
- Non c'era nessuno su! - Stavamo giù. - Giù dove?
- Che glielo chiedete a fare? - Venite qui! - Li ammazzo io!
- Siete dei delinquenti! - Filate a letto voi due.
- Stai buona, Pina. - Non se ne può più!
Ma sono ragazzini, no?
Volete smetterla? Non si può avere un attimo di pace in questa casa.
- Lavoro tutto il giorno io. - Bel genere di lavoro!
Che avete detto? Parlate chiaro!
- Torna a letto che è meglio. - Non posso parlare a casa mia?
Questa è casa mia e se vuoi parlare, fallo in camera tua.
- Noi paghiamo anche la cucina. - Smettila.
- Sono stanca di vivere in questo serraglio! - Allora vattene!
- E' possibile che dovete sempre litigare? - Ora faccio le valigie!
Se quella non se ne va, un giorno o l'altro...
Sarà cotto?
Madonna mia, si sarà bruciato! Tutta colpa di quella scellerata!
Vieni qui.
E' una sorpresa.
La signora Elide sta preparando un dolcetto per le nozze di domani.
- Non litigherete mica all'ultimo momento, vero? - No.
- Stia tranquillo. - Dobbiamo farci una mangiata!
- Beato lui che non ha altri pensieri. - Andiamocene a letto.
Mi spegnete la luce?
Li abbiamo fregati bene quelli.
- A me non mi portate mai. - Che c'entra? Sei una donna.
- Le donne non possono compiere atti eroici? < Certo che possono...
..ma Romoletto dice che le donne sono sempre guai.
- Non dormi tu? - Mettiamoci sotto.
lL BAMBlNO PlANGE
Ssh!
Dormire.
Non dormi?
Non ho sonno.
- Dove siete stati con Romoletto? - Non posso dirtelo.
- Nemmeno a me? - No, è un segreto.
Allora hai ragione.
Non devi dirlo a nessuno.
Buonanotte.
Senti...
Che c'è?
E' vero che da domani devo chiamarti papà?
- Se vuoi. - Sì, ti voglio tanto bene.
- Che hai? - Ho litigato con mia sorella.
- Ancora? - Vuole andare via.
Dice che non verrà neanche al matrimonio.
- Sono cose che si dicono. - No, fa sul serio.
- Sta preparando le valigie. - Domattina cambierà idea.
- Quanto sono stanca! - Su!
- Quanto sono stanca! - Piangi, vieni un po' di là.
- Lì c'è lui, non mi va. - Che importa? E' un amico.
Lo so, ma è da tanto tempo che voglio parlare da sola con te.
- Va bene. - Vieni.
Mettiamoci qua come quando ci siamo parlati per la prima volta.
Eri venuta a bussare alla porta con una faccia...
Stavi piantando un chiodo nel muro e mi avevi buttato giù lo specchio.
Non si è rotto però.
''Chi si crede di essere lei, il re dell'universo, eh?''
Quanto mi eri antipatico!
Abitavi qui da due mesi e non mi salutavi mai.
Sono passati due anni. Com'è lontano quel tempo!
E com'è diverso.
- Eppure c'era già la guerra. - Già.
Tutti si illudevano che sarebbe finita presto...
..e che l'avremmo vista soltanto al cinematografo.
- E invece... - Ma quando finirà?
Ci sono dei momenti che non ne posso più.
Quest'inverno sembra che non debba finire mai.
Finirà, Pina...
..e tornerà la primavera.
E sarà più bella delle altre perché saremo liberi.
Bisogna crederlo, bisogna volerlo.
lo queste cose le so, le sento... ma non so spiegartele.
Lui saprebbe farlo.
Lui è un uomo istruito che ha viaggiato tanto.
Sa parlare bene lui, ma io credo che sia così...
..che non dobbiamo aver paura né oggi né in avvenire...
..perché siamo nel giusto, capisci? - Sì, Francesco.
Noi lottiamo per una cosa che deve venire...
..che non può non venire.
Forse la strada sarà un po' lunga e difficile...
..ma arriveremo e vedremo un mondo migliore.
Soprattutto lo vedranno i nostri figli, Marcello e... lui.
Per questo non devi aver paura.
Qualunque cosa succeda.
- Vero? - Sì, Francesco.
Ma io non ho paura.
Mai.
SQUlLLl DEL TELEFONO
Pronto? Ah, è la signorina!
Non si è visto.
Non ha nemmeno telefonato? Non ha mandato nessuno?
Mi dica la verità, lei sa qualche cosa?
- Lei sa dov'è? - Non lo so, signorina.
Se lo sapessi, glielo direi.
Speriamo di no. Buonanotte.
E' proprio scema quella!
Telefona per fare domande, finiremo tutti in Via Tasso.
BUSSANO ALLA PORTA
(in tedesco) Avanti.
- ll capo della polizia, signore. - Fatelo entrare.
Caro amico, giunge a proposito.
C'è qualcosa di molto interessante.
ll nostro Manfredi è stato visto questa mattina al rione Prenestino.
- Prego. - Grazie. - E poco fa...
..un ordigno è stato fatto esplodere contro un vagone di benzina...
..allo scalo ferroviario della zona.
Scusate, ma le mie notizie sono più sensazionali delle vostre.
Ho passato il pomeriggio al casellario centrale...
..e anch'io ho fatto un incontro molto interessante. - Formidabile!
''Ferraris Luigi, nato a Torino il 3 ottobre 1906.''
''Arrestato a Bologna il 4 febbraio 1928.''
''Condannato a 12 anni per cospirazione...''
''..evaso e segnalato a Parigi e a Marsiglia.''
Luigi Ferraris!
- Mi avete battuto. - Non me lo sarei mai permesso.
ll più resta ancora da fare.
- Pizzicarlo! - Non dubitate.
- Non mi sfuggirà. - Volete che me ne occupi io?
No, vi proibisco.
Non è per sfiducia nei vostri sistemi ma preferisco fare da me.
Scusate.
MUSlCA Dl PlANOFORTE
lngrid.
VOCl NON UDlBlLl
- Buonasera, come state? - Cara signora.
- Grazie per i fiori e per il caffè. - Corrompete i miei funzionari...
..ma siete perdonato.
- Ha fatto una scoperta interessantissima. - Davvero?
(in tedesco) Fantastico!
Ora basta con le parole.
- Bisogna agire immediatamente. - Già... lascia fare a me.
- Buongiorno. - Buongiorno, ragazzi.
- Sia lodato Gesù Cristo. - Sempre sia lodato.
- Bè? - Sia lodato Gesù Cristo.
Sempre sia lodato però tu sei sempre l'ultimo a lodarlo.
FlSCHlETTA
BUSSANO ALLA PORTA - Chi è? < Sono il brigadiere.
Buongiorno, brigadiere. Un momento, mi sto vestendo.
Allora andiamo ad ossequiare la vostra futura sposa.
Francesco! Francesco!
Francesco, i tedeschi stanno circondando la casa.
VOCl CONClTATE
Circondano la casa. Vai dentro!
(in tedesco) Andate su e fate scendere tutti.
Voi andate da quella parte e fate lo stesso.
Voi tre andate di là e fate scendere tutta la gente.
E voi da quella parte fate lo stesso.
(in tedesco) Sia rigida con questi inquilini.
- (in tedesco) Che stai facendo? - Dite a me? - Vieni qui.
- Cosa volete? - Sono qui per servizio, ora devo andare via.
Sono brigadiere. TRADUCE lN TEDESCO
PARLA lN TEDESCO Dovete restare qui.
Marcello! Marcello!
- Che c'è? - l tedeschi! l fascisti!
- Dove? - A casa nostra!
- Andiamo, ragazzi! - Fermi, aspettate un momento.
- Ma ci sono i tedeschi! - Andrò io a vedere che succede.
- Ma noi dobbiamo andare. - Ho detto di restare qui.
Nella soffitta di Romoletto ci sono le bombe.
VOCl CONClTATE
- Presto, sparpagliatevi! - l tedeschi sono nel cortile.
Francesco è andato da Duilio.
Non preoccupatevi, la casa è grande. Non dite niente a Pina.
Vada, stia tranquillo.
- Che fate voi qui? - Prendo la mia roba.
Fuori, la vostra roba non ve la tocca nessuno.
- Ci siamo noi. - Che stupida, non ci avevo pensato.
Via, via!
- Dov'è Francesco? - Tranquilla, è al sicuro.
Guarda questi vigliacchi, portano giù anche i malati!
ll nonno non è voluto scendere, cosa gli faranno?
Niente, non vi preoccupate. Andate di là, presto!
< (voce di donna) Figlio mio! Figlio mio!
Figlio mio! Figlio mio!
LA DONNA SlNGHlOZZA Ma cosa si deve vedere!
- Dov'era nascosto? - L'hanno portato via!
PARLA lN TEDESCO
- Dove sono gli uomini in questa casa? - Capito? Dove sono gli uomini?
- Non lo so, non faccio il portiere. - Alt!
PARLA lN TEDESCO Che vuole quello là?
- Dove andate? - C'è un malato che ha bisogno di conforto.
- E' il parroco. - Non c'è più nessuno.
- Abbiamo portato tutti a prendere un po' d'aria. - Non è possibile.
- E' un malato grave. lo devo salire. - Fermatevi!
Quel poverino vi ha chiamato tanto, a quest'ora sarà spirato.
Un momento, com'è questa storia? Hanno fatto scendere tutti.
Quello no, è un vecchietto paralitico. Andate, reverendo.
Che servizio! Una volta arrivavano come i pompieri.
RUMORl lNDlSTlNTl
FlSCHlO
Romoletto! Romoletto! Apri, sono io!
- C'è anche don Pietro! < Andate via!
- Apri, Romoletto! < Andate via o salterete in aria con me!
Apri!
- Cosa fai? - Ammazzo tutti.
Vuoi far massacrare tutti? Pazzo, dammi questa roba!
GRlDA Dl DONNA
Aiuto! Lasciatemi!
< Lasciatemi!
- A che piano abita questo moribondo? - Non so, al terzo, al quarto...
Vado a darci un'occhiata io.
Sono anche un po' dottore.
- Vi accompagno. - No, vado da solo. La tua faccia mi piace poco.
Qui non c'è nessuno, guardiamo al piano di sotto.
La porta! La porta!
Ma siete impazzito? Cosa fate qui? lo sto benone.
- lo sto benone, avete capito? - Sì, state calmo.
- Voglio campare cento anni! - Ma stanno arrivando!
- Chi è che arriva? - l tedeschi. - lo me ne frego dei tedeschi!
- lo gli faccio un... - Dammi...
Guardate di là.
DON PlETRO PREGA lN LATlNO
PARLA lN LATlNO
Andiamo.
Su, signor Biagio!
Sveglia!
Su, su!
Che padellata che gli hai dato!
LA DONNA SlNGHlOZZA Non è niente.
(in tedesco) Che begli occhi che hai!
Francesco! Francesco!
Pina! Pina!
Pina!
Francesco! Carogna!
Francesco!
Lasciatemi!
< Lasciatemi!
Francesco! Francesco!
< Francesco!
SPARl
Mamma!
FlSCHlO Eccoli! Pronti!
Attenti quando sono alla svolta.
Mirate agli autisti.
SPARl
- Flavio. - Che c'è?
- Abbiamo portato la carne. - E dove sta? - Ecco.
lo faccio l'oste, non faccio mica il macellaio.
- Siamo noi i macellai. - Sì, voi siete degli specialisti.
Oh, ingegnere! Buonasera!
Si accomodi pure.
- lngegnere, la signorina l'aspetta. - Andiamo.
Giorgio, finalmente!
Ti ho cercato dappertutto, speravo saresti venuto qui.
- Che ti è successo? - Niente, perché?
Cosa avrebbe dovuto succedere? Non ti capisco, scusa.
- Ma come! A casa tua... - Permetti? Un amico.
- Siedi, Francesco. - Piacere, Mari.
- Ci sono state le SS, vero? - Chi te lo ha detto? - ll portiere.
- Perché ti cercavano? - Forse perché sono un ufficiale.
- Adesso dove abiti? - Andremo da un amico.
- Perché non vieni da me? - A casa tua no. - Perché?
Non voglio darti noie e poi sono con lui.
E con questo? Può sistemarsi in salotto.
- Vedrà come starà bene. < Spaghetti per tutti?
- Ne parliamo dopo. - Le tessere, per favore.
- lo non ce l'ho. - Glielo do io un bollino.
Grazie.
- E per dopo? - Vai, ci penso io ai signori.
- Hanno arrestato Mezzetti. - Quando? - Stamattina alle 6.
- Me lo ha detto il pittore. - Dobbiamo andare via di qui...
..o ci beccheranno tutti. < Flavio! - Volevi andare lì a dormire?
Qui c'è qualcuno che ha parlato. SPARO
Povere bestie!
PREGANO lN LATlNO
PREGA lN LATlNO
A quest'ora c'è sempre una stazione americana...
..che trasmette jazz.
MUSlCA JAZZ
Ce lo facciamo un goccetto?
Mi hanno regalato questa bottiglia.
Ci scaldiamo un po'.
- Grazie. - Non si sente bene?
No, no.
Ma lei ha la febbre! Giorgio, senti come scotta!
- Le preparo subito il letto. - Non si disturbi.
Coraggio, Francesco.
Aiutami, Giorgio.
Vedrà, starà comodissimo.
Poi le darò un'aspirina.
Mi dà quella coperta?
Bisogna stare attenti, c'è tanta influenza in giro.
Con i tempi che corrono è l'unica che gira!
CAMPANELLO Chi può essere a quest'ora?
- Chi é? < Sono io, Marina.
Ah, sei tu.
Ciao, tesoro. Hai visto che sono venuta?
- Fritz non voleva lasciarmi andare ma io... - Sei ubriaca.
- Poco poco. - Allora fila a letto!
Chi c'è di là? C'è gente?
Oh, l'ingegnere!
- Vai a letto, Lauretta! - Non lo mangio mica.
Francesco, ma che fai? Pina ti ha cacciato di casa...
..la prima notte di nozze? - Accompagnala a letto.
LAURETTA RlDE
- Vieni, su. - Che musi! Che accoglienza!
Era meglio che rimanevo con Fritz. Appena vedo Pina glielo dico.
Mettiti a letto, Francesco. Vado a prenderti un'aspirina.
Ho litigato con mia sorella, non ci torno più in quella casa.
< Marina? - Vieni. - Non mi guardi, ingegnere.
< Volevo un'aspirina. - Guarda nel cassetto.
Ce ne deve essere un tubetto.
Ci mancava quella stupida!
- E adesso come si fa? Dove dormi? - Non preoccuparti.
- Mi sistemerò di là su una poltrona. - Starai scomodo, avrai freddo.
Che rabbia! SQUlLLl DEL TELEFONO
Pronto?
Ah, è lei! Buonasera.
Come stai, cara?
Aspettavo una tua telefonata.
Come mai, non sei sola? PARLA lN TEDESCO
L'hai visto?
E' lì?
Ah, la piccola Lauretta!
E' venuta ad abitare da me per qualche giorno.
< No.
< Sì, certo.
Va bene, ci sentiamo domattina.
Buonanotte.
- Come mai hai questa roba in borsetta? - Che cos'è?
Me l'aveva data il dentista quando avevo mal di denti.
- Ricordi? - No, non ricordo.
Ma sì, questo dente qui.
- Mi serviva per calmare il dolore. - Ce l'hai ancora il dolore?
No, è tanto tempo.
- Però ti porti dietro il calmante. - Volevo riportarlo al dentista.
Adesso tutto si spiega.
- Cosa fai? - Lo tengo io. Ci andiamo insieme dal dentista.
Ridammi quella roba!
- Tieni. - Potresti perderla.
E con quel che costa sarebbe un bell'affare.
Perché mi guardi così? Non crederai mica che...
lo non credo niente e tu sei libera di fare quello che vuoi.
Non ho nessun diritto su di te.
lo sono solo uno che è passato per un momento nella tua vita.
- Stavi per dire uno dei tanti. - Non l'ho detto.
Ma l'hai pensato però.
Sì, ho avuto degli amanti.
Con che cosa credi abbia comprato questi mobili...
..i miei vestiti, tutto?
La mia paga mi basta per le calze e le sigarette.
Mi sono arrangiata come fanno tutte.
- E' la vita. - La vita è come vogliamo che sia.
Parole! La vita è una cosa brutta, sporca.
lo conosco la miseria e mi fa paura.
Se non avessi fatto quello che ho fatto, oggi avrei sposato un tramviere...
..e creperei di fame.
lo, i miei figli e lui.
E tu credi che la felicità consista nell'avere una casa ai Parioli...
..dei bei vestiti, una cameriera, degli amanti ricchi?
Se tu mi avessi amata davvero, mi avresti cambiata...
..ma tu sei come gli altri, anzi peggio.
Almeno gli altri non mi fanno la predica.
Hai ragione, scusa.
Giorgio!
Tanto per cambiare avete litigato un'altra volta.
- Sei stata ad ascoltare, vero? Naturalmente! < Ho sentito!
< Si sente tutto in questa casa!
Domani andremo da don Pietro.
Si era offerto di nascondermi in un convento, ci andremo insieme.
< (Francesco) lo non potrei.
< Adesso bisogna che lavori più di prima.
Lei è morta.
Ti capisco...
..ma in questo momento sei esasperato e potresti commettere imprudenze.
La tua attività sarebbe più dannosa che utile.
Non aver paura di non arrivare in tempo.
La battaglia è lunga.
La nostra è appena cominciata.
Ho portato l'aspirina.
Grazie.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Buonanotte.
- Marina. - Che vuoi?
Forse ha ragione Manfredi.
- Siamo delle stupide. - Stai zitta!
Dormi.
- C'è un signore, dice che l'aspetta. - Sì, fallo passare.
Venga, si accomodi.
- Buongiorno, don Pietro. - Bravo, ti aspettavo.
Ho preparato la tua tessera.
Giovanni Episcopo.
Mi ha ringiovanito di due anni!
- Quello chi è? - L'austriaco, non te ne ha parlato Francesco?
- Sì, è vero. - Una brava persona.
- Questo è il signore che verrà con noi. - Piacere. - Piacere.
Ho parlato con il priore del convento.
- Ci aspetta. - E Francesco?
E' nel cortile con Marcello.
Bisogna far presto.
- Prego. - Prego.
Agostino, io farò un po' tardi.
- Quando la smette di mettersi nei pasticci? - Ssh!
Tu e il ragazzino cenate, poi andate a letto.
- Don Pietro. - Che c'è? - Ho bisogno di...
Ho capito.
- Ecco, ti basteranno. - Ma voi restate senza. - Ce l'ho.
Sì, me lo immagino.
Per un po' di tempo non ci vedremo...
..ma tornerò e staremo sempre insieme.
< Andiamo, Francesco. - Vengo.
Papà.
Forse avrai freddo. Me l'aveva data mamma.
Alt!
PARLANO lN TEDESCO
SQUlLLl DEL TELEFONO
Pronto?
PARLA lN TEDESCO
(in tedesco) Le informazioni erano esatte.
Molto bene.
Le informazioni erano esatte, brava.
Ti piace? Provala.
Su, cara.
Magnifica!
Guardati, Marina.
- Lo hanno arrestato? - Sì.
- Che cosa gli faranno? - Niente di male.
Abbiamo bisogno di certe informazioni.
Appena le avrà date, lo lasceremo libero.
- Se lui non volesse? - Sciocchezze!
Non ti preoccupare, parlerà.
- E se lui non parlasse? - Perché non dovrebbe parlare?
Già... perché?
- Lo ami? - lo?
lo non amo nessuno.
- Perchè sei così cattiva con me questa sera? - Lasciami andare.
No, tu resterai qui vicino a me.
Non voglio più, lasciami andare via!
Marina, perché?
Che cosa ho fatto?
Che cosa ho fatto?
PARLANO lN TEDESCO
Si è fatto male don Pietro?
No... gli occhiali.
Sono rotti.
Pazienza.
- Grazie. - E' stata tutta colpa mia.
- Devono avermi pedinato. - lo credo il contrario.
Deve essere molto tempo che mi spiano.
- Non dovevo farvi venire da me. - State zitti!
- Le mura sentono. - Sentano pure!
Per quello che abbiamo da dirci!
- Vero, don Pietro? - Certo, non abbiamo niente da dire.
GRlDA
Anche noi grideremo così!
Calmo.
(in tedesco) Questo è stato trovato nella casa del prete, signore.
E questi sono i documenti dei prigionieri. Tutti falsi, naturalmente.
- Ha cercato nelle varie stanze? - Sì, anche in sagrestia.
- Non è stata una mossa intelligente. - C'era solo il sagrestano...
..e un ragazzo.
Erano spaventati, sono sicuro che non parleranno.
Stia tranquillo, parleranno. Grazie.
- Non avete paura voi? - Sì, ho molta paura.
Ma mi sento anche tranquillo.
- E' strano, vero? Eppure... - Ti capisco.
Voi siete dei pazzi!
Voi avete certamente qualcosa da nascondere.
Delle vite umane dipendono dal vostro silenzio.
Credete di poter resistere alle loro torture?
Loro fanno diventare vigliacchi anche gli eroi!
Non siamo degli eroi però mai sapranno qualcosa.
(in tedesco) - Che ore sono? - Le 8.30, signore.
Questi uomini devono parlare prima che inizi il coprifuoco.
l rivoltosi non devono sapere del loro arresto.
Abbiamo dieci ore.
Don Pietro...
..io non so se resteremo ancora molto insieme...
..o se avremo occasione di rivederci ma io voglio ringraziarla...
..per tutto quello che ha fatto per me e per noi.
Bisogna che io le dica la verità: io non sono quello che crede.
- lo sono... - Sentite!
Vengono! Vi scongiuro, non mi tradite!
PARLA lN TEDESCO
BUSSANO ALLA PORTA
(in tedesco) Krammer, spenga la luce.
Avanti.
Prego.
- Come vi chiamate? - Giovanni Episcopo.
Già.
''Episcopo nato a Bari, commerciante.''
- Commerciante in che cosa? - Oli e vini.
Oli e vini!
Signor Episcopo...
..se io avessi del tempo da perdere mi divertirei a parlare con voi...
..del vostro commercio ma purtroppo ho poco tempo.
Vi farò perciò una proposta.
So tutto di voi, il vostro vero nome, la vostra attività politica.
ln quanto alla presente io so dai miei informatori...
..che voi siete uno dei capi della giunta militare...
..e del comitato di liberazione nazionale.
E siete in collegamento con il centro militare badogliano.
lo ho assoluto urgente bisogno di conoscere nei suoi dettagli...
..questa organizzazione e voi siete l'uomo più adatto per farmelo sapere.
Lei ha detto che sa chi sono e che conosce la mia attività.
Allora perché mi fa questa proposta?
Crede che io possa diventare oggi una spia?
lo so che in questo ufficio sono state fatte le stesse proposte...
..a dei badogliani.
So che hanno pagato con la vita la loro lealtà, il loro silenzio.
Spero di non essere da meno di loro.
Sono spiacente di veder rifiutare una proposta così ragionevole.
Ma vi dirò che me l'aspettavo.
Voi italiani di qualunque partito siate, siete malati di retorica.
Sono certo però che prima dell'alba ci metteremo d'accordo.
Una sigaretta?
Non sarà una sigaretta che vi farà parlare.
Si dicono tante cose strane sulla Gestapo.
PARLA lN TEDESCO
(in tedesco) Portate il prete.
PARLA lN TEDESCO
Siate calmo, figliolo.
Cercate di pregare.
Nella vostra abitazione abbiamo trovato questo materiale.
- Già. - ll vostro scopo evidente...
..è quello di recar danno al Reich e alle sue forze armate.
ll mio scopo non è questo.
Avete fornito dei documenti falsi e rifugio agli italiani...
..che preparano attentati contro i nostri soldati!
Avete dato asilo e aiuto persino ai disertori tedeschi!
Ho cercato di esercitare la carità.
Siete un traditore e dovete essere punito...
..secondo le leggi di guerra del Reich. - Sarà quello che Dio vorrà.
Allora ascoltatemi bene.
ll vostro amico Episcopo è a capo di un'organizzazione militare...
..della quale anche voi avete perfetta conoscenza.
Se voi parlerete o convincerete il vostro amico a fare altrettanto...
..non avrete compiuto che il vostro dovere di prete.
Vi spiego il perché.
Questi uomini che preparano attentati e sabotaggi...
..contro le forze armate germaniche...
..violano i diritti di una potenza occupante...
..garantiti dai trattati internazionali.
Sono perciò dei franchi tiratori che devono essere consegnati...
..alla giustizia, chiaro?
- Le sue parole mi hanno scosso. - Finalmente!
(in tedesco) Krammer, compili la sua dichiarazione.
- C'è però una difficoltà. - Quale?
lo personalmente non ho niente da dire perché non so nulla.
Quel poco che so l'ho preso in confessione.
E questi segreti devono morire con me.
- E' la nostra disciplina. - Non mi interessa!
Ma interessa a qualcuno che è al di sopra di lei e di me.
- Convincete il vostro amico a parlare. < Non sa nulla di quello che sospetta.
Vorreste farmi credere che non conoscete la sua vera attività...
..la sua vera identità?
lo so soltanto che è un uomo che aveva bisogno del mio aiuto.
Allora vi dirò io chi è quest'uomo!
E' un sovversivo, un senza Dio, un vostro nemico!
< lo sono un sacerdote cattolico.
Credo che chi combatte per la giustizia e la libertà...
..cammini nelle vie del Signore.
E le vie del Signore sono infinite.
Non vorrete farmi la predica.
Non ho questa intenzione.
lo non ho tempo da perdere.
Siete deciso a non parlare?
Non volete nemmeno tentare di convincere il vostro compagno?
Si tratta di risparmiargli delle sofferenze inimmaginabili.
Lo immagino meglio di quanto lei non creda.
Ma penso che sia inutile.
E poi se è l'uomo che dice lei, sarà difficile convincerlo a parlare.
Non vi preoccupate, parlerà.
- lo non credo, non parlerà. - Davvero?
Non parlerà.
lo pregherò per lui.
Non troverete molto credito presso il vostro Padre Eterno.
PORTA CHE Sl APRE
(in tedesco) Ci vorrà un po' di tempo.
- Chiamatemi appena ci sono delle novità. - Sì, signore.
BUSSANO Avanti.
- ll disertore si è impiccato, signore. - ldiota.
PREGA lN LATlNO
GRlDA
MUSlCA Dl PlANOFORTE
(in tedesco) - Chi vince? - Sempre lo stesso.
- Serata faticosa? - Non molto, ma interessante.
- Come mai? - Ho un uomo che deve parlare prima dell'alba...
..e un prete che sta pregando per lui.
< E se non parlasse? - Ridicolo!
< E se non parlasse? - Vorrebbe dire che un italiano vale quanto un tedesco.
Vorrebbe dire che non c'è differenza...
..tra il sangue di una razza schiava e quello di una razza padrona!
Che senso avrebbero i nostri sforzi?
25 anni fa comandavo plotoni di esecuzione in Francia.
Ero un giovane ufficiale allora...
..e credevo anche io in una ''razza padrona'' tedesca .
Ma i patrioti francesi scelsero di morire piuttosto che parlare.
Noi tedeschi ci rifiutiamo di capire che la gente vuole essere libera.
- Siete ubriaco! - Sì, lo sono.
Bevo ogni sera per dimenticare, ma non serve a nulla.
Non facciamo altro che uccidere.
Uccidere! Uccidere!
Abbiamo disseminato l'Europa di cadaveri...
..e da queste tombe si leva un incredibile odio.
Odio dappertutto!
L'odio ci sta consumando, siamo senza speranza.
- Basta! - Moriremo tutti.
Siamo senza speranza.
Smettetela!
- Senza speranza. - Dimenticate di essere un ufficiale tedesco!
- Ha parlato? - No, signore.
Non abbiamo mai avuto a che fare con uno come lui finora.
Che facciamo, signore?
- Allora? - lmpossibile, signore.
- Dobbiamo lasciargli riprendere un po' di forze - lmpossibile!
- E' troppo tardi. - Proviamo con i metodi psicologici, signore?
Sei pazzo? Deve parlare adesso.
La siringa.
Signor Ferraris, ho molta stima di voi...
..e apprezzo molto questa prova del vostro coraggio...
..del vostro spirito di sacrificio ma non è più possibile continuare.
Voi siete un comunista.
ll vostro partito ha concluso un patto di alleanza con le forze reazionarie.
< Voi ora marciate insieme contro di noi...
..ma domani quando Roma sarà occupata...
..o liberata come dite voi...
..saranno ancora vostri alleati questi alti ufficiali monarchici?
< lo vi offro di risolverlo questo problema.
< Datemi i nomi dei generali badogliani.
Mettetemi in condizione di arrestarli...
..e io garantisco l'immunità a voi e agli uomini del vostro partito.
Dunque, signor Ferraris?
GRlDA
(in tedesco) Come sta andando?
Te l'avevo detto che non sarebbe stato così facile.
GRlDA
(in tedesco) Hai una sigaretta?
ll prete presto!
Guarda, prete! Sei soddisfatto?
Questa è la tua carità cristiana, l'amore per tuo fratello in Cristo?
Hai preferito vederlo ridotto così piuttosto che parlare...
..ma non sperare di salvarti né di salvare i tuoi complici.
< Farai la fine dei traditori.
< Noi vi distruggeremo tutti fino all'ultimo.
Non hai parlato.
PREGA lN LATlNO
E' finita! E' finita!
Volevate uccidere la sua anima, avete ucciso solo il suo corpo.
< Maledetti!
Maledetti!
Sarete schiacciati nella polvere come dei vermi! Maledetti!
Mio Dio, che cosa ho detto?
Perdono, Dio mio!
Perdono.
PREGA lN LATlNO
GRlDA
(in tedesco) Fuori! Portatelo fuori!
Stupidi italiani!
Maledizione, abbiamo fallito! Quel dannato prete...
Te l'avevo detto, non sarebbe stato facile.
- Hai sempre ragione. - ll verbale, signore?
Ah sì, come causa di morte scrivi pure ''attacco cardiaco''.
- E la ragazza? - Decide la signora.
Lasciala stare per qualche giorno e poi..
- Ho bisogno di bere qualcosa di forte. - Signore, che nome devo scrivere?
- Manfredi o Ferraris? - Giovanni Episcopo.
Altrimenti creiamo un altro martire, ne hanno già troppi.
Un momento.
Potrebbe servire ancora.
La razza padrona...
- Che ora fate voi? - 8.14. - Esatto.
- Sono in ritardo. - Già, sono in ritardo.
- Una sigaretta? - Grazie.
Fiammifero?
Adunata!
Pronti voi!
Attenti!
- ll cappello, don Pietro. - Sì.
Grazie.
- Venga, coraggio. - Oh, non è difficile morire bene.
Difficile è vivere bene.
PREGANO lN LATlNO
FlSCHlO
FlSCHl
PARLA lN TEDESCO Dio, perdonami per loro.
SPARO
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