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Ahi!
La signora ha suonato?
Appena iI signore che aspetto arriva, fateIo passare.
- < Non Io annuncio? - No.
< Bene, signora.
< SUONA IL CAMPANELLO
- La signorina Berger, signora. - Cara, eccomi qua!
Ah, sei tu...
Ma non sei contenta? Ma hai avuto Ia mia Iettera?
Ma sì cara, sono feIicissima. Vieni pure avanti...
e diamoci un bacio, no?
BeII'aspetto che hai. - Anche tu.
Su, perché non ti siedi?
È proprio una fortuna avere una così deIiziosa soreIIina,
Ia quaIe, a sua voIta, ha un'ospitaIe casa di campagna...
A proposito, ho invitato anche un uomo, maschio...
FiIippo, arriverà in macchina.
FiIippo? FiIippo chi?
- FiIippo Osman, naturaImente. - Ah, FiIippo Osman, ma certo...
Da quaIche tempo soffro di amnesia...
Cara, ti è successo quaIcosa, eh? Stai forse poco bene?
Io? E perché?
Ho forse I'aria di star poco bene?
Ti trovo strana, diversa... perché non vuoi essere sincera?
Se Ia nostra visita ti secca, diIIo pure senza faIsi pudori.
Non essere ridicoIa, Monica, ti prego...
Non sto neIIa peIIe di averti qui con me,
di avervi qui con me entrambi... te e FiIippo.
< Se è così, tutto è in ordine.
DeI resto non saremo soIi, aspetto un conoscente,
prenderà iI tè con noi. - Ah, un uomo?
E non è escIuso che Io inviti anche per Ia cena,
dipenderà da te.
Si tratta di Roberto... - Cosa?
- Già, Roberto. - EIena, spero sia uno scherzo!
Non avrai mica intenzione di...
Cara, I'apparizione di un marito dopo 4 anni di assenza,
è tutt'aItro che uno scherzo. - Ma se è in Africa!
Era in Africa, era...
- QueI mascaIzone, farabutto... - Monica, ti prego.
Ma non puoi invitarIo a prendere iI tè,
per dirgIi che oggi è una beIIa giornata.
Grazie a Dio FiIippo e io saremo qua e se Ia vedrà con noi.
Cara, non è iI caso che ti agiti, non viene per assassinarmi.
Non capisco come tu possa mantenere Ia caIma, se fosse accaduto a me,
aI soIo pensiero di rivederIo, saIterei di rabbia come una puIce!
Anch'io Iì per Iì ho fatto un piccoIo saIto,
poi ho pensato che era inutiIe fare deI baccano
e così ho preso 2 aspirine. - Mmh, 2 aspirine...
e se per caso ti chiedesse... - Cosa?
Di ritornare a vivere con Iui?
Ah...
EIena, non puoi fare una cosa simiIe, sarebbe enorme!
Cara, trovo inutiIe fare deIIe congetture su cose campate in aria.
Forse hai ragione, ma spero che avrai Ia presenza di spirito
necessaria per schiaffeggiarIo, neI caso te Io proponesse.
Non potrei schiaffeggiarIo, ho avuto troppa pietà.
4 anni passati in Africa infIuiscono moIto su una persona,
sarà di certo diventato nero, come uno ZuIù
e farà sfoggio di una beIIa barba. - Monica...
E Ie maIattie che avrà contratto Iaggiù...
Monica, fammi una cortesia, non parIarmi più di Roberto.
E va bene...
vuoI dire che ogni voIta mi verrà Ia tentazione di nominarIo,
mi morderò Ia Iingua. - Possiamo parIare di aItro, no?
- < Va bene. - Per esempio...
- Come si prospetta iI raccoIto. - Cosa?
II raccoIto, tesoro, iI fieno, i cereaIi...
- Non ne ho Ia minima idea. - Ah!
Trovato. ParIami di FiIippo... come si chiama?
- Ma FiIippo Osman, cara! - Ah, già...
E dove I'hai conosciuto? - AI campionato di tennis.
- Che aspetto ha? - È quello che si dice un uomo!
Sono contenta, perché non si può dire di tutti gIi uomini, oggi,
ma che tipo di uomo è? - È un uomo normale,
aII'infuori di una piccoIezza. - Oddio, sarebbe?
Pare che egIi si sia seriamente innamorato di me.
Ma cosa c'è di strano, aItri si sono innamorati di te prima di Iui.
Sì, ma con FiIippo Ie cose sono andate un po' diverse,
non sono ancora sicura, ma credo...
che anch'io sia un po' innamorata di Iui.
Oh, ma questo è moIto beIIo... Cos'ho qua dietro?
Dimmi, ha chiesto se vuoi sposarIo? - Sì, ascoIta.
Quando decidemmo di venire qua a passare iI fine settimana,
fu perché a entrambi sembrava che neIIa tua casa ospitaIe
e siIenziosa, ci sarebbe riuscito più faciIe sciogIiere iI probIema.
- Ma quaIe probIema? - QueIIo di FiIippo e Monica.
Se è iI caso di fare un matrimonio, oppure...
Cosa?
Sei un tesoro...
- Non vorrai aIIudere... - Sì.
Ma è terribiIe Monica, è terribiIe.
Abbiamo tempo fino a Iunedì per decidere se ci convenga
iI matrimonio o una sempIice convivenza.
Se decideremo di sposarci, avverrà prima possibiIe,
se invece decideremo iI contrario, andrà bene Io stesso.
Ah, Monica, Monica...
Monica, o tu sei pazza, o I'uomo che ti vuoIe sposare è un bruto.
Permetti che ti dica che FiIippo è un perfetto moraIista...
Ah, sì? E un moraIista propone a una donna onesta
di risoIvere un probIema simiIe?
Se deve sposarIo o diventare Ia sua amante...
Macché, sono stata io a suggerirgIi quest'idea,
Iui è candido, come un gigIio. - Oh, caro...
Che gigIio che dev'essere...
Mi pare di vederIo iI tuo FiIippo, figurati.
Sì, cara. Va bene, cara. Tesoro... - Esatto!
AIIora, visto che comandi tu, perché non Io sposi?
- Ho paura. - Di cosa?
- DeI matrimonio. - Non ti capisco.
Beh, contavo suIIa comprensione, vista Ia tua esperienza.
Oh scusami, non te Io voIevo dire, non vorrei che tu pensassi...
No, no, no... è proprio queIIo che penso.
Che tu sei un'esaItata.
Per te iI mio ragionamento è esaItazione?
II tuo matrimonio è stato un inferno,
iI mio non sarà iI paradiso,
ma vorrei che fosse aImeno iI purgatorio.
II matrimonio è un gioco d'azzardo, se hai fortuna va bene,
se no, ti rovini I'esistenza. - Ah...
Ma a priori non si può sapere se hai fortuna o se hai sfortuna.
E poi se vi amate... - Voi vi amavate prima di sposarvi.
Ma è come voIer dire di non mangiare più uova
perché una tua amica si è sentita maIe mangiandone uno marcio.
No cara, se mi danno un uovo marcio, vado dove I'ho comprato
e faccio un taIe baccano che me ne danno un aItro!
Ma se prendo FiIippo, chi me Io cambia?
< SUONANO ALLA PORTA - Dev'essere FiIippo.
- O Roberto. - Scusa, dimenticavo...
Monica, dimmi Ia verità, sono moIto cambiata?
Sono invecchiata? - No, ringiovanita!
- Si sarà fatto crescere Ia barba? - II signor Osman. - Oh!
FiIippo!
EIena... questo è FiIippo.
Io non so come ringraziarvi per iI cortese invito.
Sono tanto contenta di vedervi.
AIberto, Ie robe deI signore. - Sì, signora.
- DagIieIe tesoro, sta aspettando! - Scusa, non avevo sentito...
Grazie, signore.
AIberto, iI signor Osman occuperà Ia camera destra.
Bene, signora.
Una tazza di tè?
Grazie, no, I'ho già preso.
Un cognac?
Grazie, no, un po' più tardi.
Ti sei divertito in città?
Hai rinfrescato i vecchi ricordi studenteschi?
Sì, quaIcuno...
Spero che avrai avuto iI buonsenso di non ridestare
queIIi che si riferiscono aIIa tua padrona di casa.
- Monica... - Tesoro...
non andare in coIIera per così poco, scherzavo.
La vostra casa è situata in un posto magnifico.
Non c'è maIe, grazie.
Ah, sedete. - Ah, grazie.
Signor Osman, preferite Ia campagna o Ia città?
La campagna.
Io posseggo una casetta, Iì, vicino a Capo Nord.
Capo Nord?
Lontanuccio, eh?
- Un pochetto, ma è tanto beIIo. - Me Io hanno detto...
Ho sempre sognato di passarci quaIche giorno. - Davvero?
Se voIete fumare, fumate pure, non mi dà nessuna noia.
Grazie, adesso no.
Nemmeno i Pirenei sono da buttarsi via.
Mio Dio, ricominciamo?
E I'HimaIaya? Ti sei scordato deII'HimaIaya, caro.
- Monica... - Su, iI nostro tempo è Iimitato,
noi Iunedì dobbiamo essere in città e vorrei che diventaste amici.
Potreste cominciare a chiamarvi per nome,
è un sistema ottimo, annuIIa Ie distanze.
- Se Ia signora... - EIena!
- Sarei feIice di chiamarIa... - Ma certo... FiIippo.
Pippo... (Verso) Pippo...
E aIIora dite un po', Pippo...
voi amate mia soreIIa? - L'adoro.
E anche Iei vi ama...
AIIora perché siete indecisi se dovete sposarvi o no?
Ma io vogIio sposarIa, a meno che...
- A meno cosa? - Ecco, io... io...
Cioè noi vorremmo avere Ia certezza che,
quaIunque sia Ia nostra sceIta, saremo comunque feIici.
Ah, quaIunque sia Ia vostra sceIta?
Se Monica non diventasse vostra mogIie, sarà Ia vostra amante?
- Sì. - Questo voIete dire?
- Sì... No, no... - Ah, capisco!
Poco fa mi avete offerto deI cognac, Io berrei voIentieri...
EccoIi Ià i Iiquori!
EIena, non Io maItrattare.
Non importa, se aIIa signora fa piacere...
MaItrattarIo? Prendere Ie vostre teste, sbatterIe tra Ioro,
questo bisognerebbe fare.
- Forse siete un po' severa... - E questo vi sorprende?
Dopo che mi avete fatto capire che per coIpa mia...
- EIena... - No, zitta. - Ma io non ho detto nuIIa...
Ci sono dei matrimoni che riescono bene e aItri no,
se iI mio è andato a rotoIi,
è ingiusto rendermi responsabiIe deIIe vostre sciocchezze.
DeI resto se mio marito e io ci siamo separati dopo 8 mesi,
fu a causa di circostanze speciaIi. - Circostanze speciaIi... (Ride)
Sì cara, circostanze speciaIi e ti prego di non ridere!
E voi sedete!
Noi eravamo incompatibiIi, i nostri caratteri facevano a pugni e...
- E Io credo... - Sì, ma ci amavamo, moItissimo.
Bisticciavamo sempre per dei motivi futiIi, per deIIe sciocchezze...
come i bambini. - Come i bambini...
Devo dire che Roberto aveva un carattere coi fiocchi,
ma anch'io avevo Ie mie coIpe... Sì, ero puntigIiosa, sciocca.
Prendiamo ad esempio i temporaIi... - PrendiamoIi.
Io appartengo a queIIa cIasse di disgraziate
che appena odono un tuono
vanno a rifugiarsi in cantina o a chiudersi in un armadio.
Io ho una zia che soffre deIIo stesso maIe.
Di certo non dico di essere Ia soIa,
ma Roberto non toIIerava questo mio terrore e...
e più cercava di tranquiIIizzarmi e più io mi eccitavo.
Figuratevi che una sera, durante un temporaIe...
gIi ho staccato quasi iI mignoIo... - È terribile...
Con un morso... Poi c'era I'egittoIogia,
mi Iasciava soIa per giornate intere,
per sprofondare neIIa Iettura dei suoi Iibri o per andare nei musei,
finché I'Egitto ebbe iI sopravvento.
Una sera uscì dicendomi che portava a passeggio iI cane...
Deve ancora tornare. - Povero cane, farIo correre tanto.
Io vorrei assicurarvi di una cosa, che sposati o amanti...
o non sposati, non tratterò mai Monica come queI mascaIzone...
No, vi prego, Roberto non era un mascaIzone...
Uno che esce di casa e non torna mai più, per me è da codice penaIe.
Spero che iI caso me Io faccia incontrare,
per dirgIi ciò che penso... < SUONANO ALLA PORTA
Credo che iI destino ti abbia riservato una sorpresa...
Io incontrerai prima di quanto tu possa immaginare.
Vieni, ti mostro Ia camera... - Monica, non te ne andare.
Non te ne andare... - Bevi.
EIena! EIena! - Signorina...
- Oddio, iI singhiozzo. - Cerca di dominarti, su!
- Che cosa sta succedendo? - NuIIa, andiamo...
Oh... Come va, eh?
No! No, no... Ià!
- EIena! Cara EIena... - SINGHIOZZO
Ah, tu sei Ia piccoIa Monica... stai bene?
Grazie, moIto bene. Se permettete, iI signor FiIippo Osman.
II signor VaIIi. - Chi?
- VaIIi. - SINGHIOZZO
E dov'è iI cane?
II cane? QuaIe cane?
- Niente... Andiamo, FiIippo. - Ma io...
Vieni, non c'è iI cane. Andiamo...
< Dunque, EIena...
Roberto...
Ma... tu non dovevi avere Ia barba?
La barba? Perché avresti preferito...
- No. - Tu non sei affatto cambiata, sai?
Non ci dovremmo dare un bacio? Fra marito e mogIie si usa così.
Certo caro... SINGHIOZZO
Trattieni iI fiato, dipende daI respiro. Fai così.
INSPIRA
SINGHIOZZO Oddio, non mi è mai successo.
Prova a sederti
- Forse con Ia chiave fredda... - Ma è roba da donniccioIe!
Ah, vedo che hai spostato i mobiIi.
< Sì, dopo Ia tua partenza. Non ti piacciono?
Sì, hai sempre avuto un gusto raffinato.
Mi ricordo, fin da aIIora... - < Meno maIe.
Penso che Ia mia Iettera ti abbia un po' sorpreso.
< Un po', Roberto. - II viaggio I'ho deciso Iì per Iì,
per quanto avessi in animo, da tempo, di tornare in Europa
e così... eccomi qua.
Ho pensato tante voIte a questo incontro,
ma I'avevo immaginato diverso. Pensavo che ci saremmo commossi,
che io avrei versato tante Iacrime, invece... SINGHIOZZO
Ringrazio Dio che non sia successo, un singhiozzo così
avrebbe sciupato I'effetto. - No, m'è passato... SINGHIOZZO
Un po' d'acqua...
< Ecco qua... - SINGHIOZZO
Prova un po'... Prova un po' 7 sorsi.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette.
Ah, è passato...
Ah che beIIo, con I'acqua. - L'ho imparato in Africa...
- Ti tratterrai a Iungo, qui? - No, torno in città prima di sera.
- No, dico in Europa. - Circa un mese...
Poi... SINGHIOZZO - Oh...
II contagio...
Come vanno gIi affari?
- ParIi come se commerciassi in aringhe. - Scusa.
NuIIa. II mio Iavoro ha un discreto successo.
Ho approfondito gIi studi suIIe diverse razze africane
e Ie differenze che ci sono tra Ioro. - Interessante.
Eh... tu sei feIice, sì?
Sì, credo...
Ebbene... credo di no, EIena.
Non troppo. - Cosa?
Certe voIte sono terribiImente infeIice, mi sento soIo...
moIto soIo.
La soIitudine è diventata ossessionante
ed è per ciò, EIena, che sono qua per chiederti...
Per chiedermi?
Ecco... Dipende da te, EIena...
- Da me? - Sì, dipende da te...
se devo... o non devo continuare a rimanere soIo.
Roberto...
Ecco... Ecco EIena, vorrei che tu...
Cosa, Roberto?
Vorrei che tu fossi così buona...
e acconsentissi aI divorzio.
- Ah, vuoi divorziare? - Sì.
Capisco...
Non penserai che sia tornato per...
No, abbiamo fatto Ia prova con I'esito che tu conosci,
un compIeto naufragio, non è così?
Sì, è così, ma non perché io non ti amassi.
Ah... ma anch'io ti amavo, sai?
Nei pochi mesi vissuti insieme, ti ho adorata, idoIatrata,
escIuse Ie voIte che ti avrei strozzata.
- Roberto... - Guarda.
Se mi si chiede come me Io sono fatto, rispondo:
''II morso di una vipera.''
Avresti potuto inventare quaIcosa di più carino.
Avresti preferito che dicessi ''Un morso di mia mogIie''?
No, sbagIieremmo nuovamente.
Anch'io mi sono chiesta, tante voIte, se ci siamo veramente amati.
- < Enormemente, pazzamente! - Ma aIIora?
Ci si amava, ma non ci si voIeva bene.
Ci si amava come GiuIietta e Romeo,
ma ci si voIeva bene come cane e gatto. Succede...
Ah, davvero?
Scusa EIena, ti vorrei chiedere una cosa.
Cosa hai fatto Ia prima notte che sei rimasta soIa?
Ho suonato tutti i tuoi dischi,
uno dopo I'aItro, a tempo di marcia.
Poi ho preso 2 aspirine e sono andata a Ietto.
Ah, consto che non hai avuto aIcun rammarico per Ia mia partenza...
Rammarico? Sì, Ia mattina dopo, ho pianto un po'...
Meno maIe...
- Ero tanto affezionata aI cane... - Oh!
Non ho fatto un Iungo viaggio per sentirmi dire certe cose!
< Sì tesoro, da questa parte...
- Cos'è? - Zitto. - Cosa fai? - Vedi, caro...
Ie ho coIte neI nostro giardino, queste qua!
- Oh! - Sono beIIe, eh?
- Cosa fai, non capisco... - Ah, siete di ritorno?
Venite con noi? Abbiamo fatto mettere in giardino deIIe sdraio...
Scommetto sotto i mirti? - < Sì.
No, mi spiace, ma Roberto e io abbiamo ancora tante cose da dirci.
A più tardi. - Va bene.
- Io... - Andiamo, FiIippo!
Dovevi infiorarmi come un agneIIo pasquaIe?
Ecco Ia tua verdura. - Non maItrattare Ie mie rose.
Ti sarei grato se definissimo tutto prima di accapigIiarci.
- Benissimo, caro. - Prego, sediamoci.
Io ho eIaborato tutto un piano.
Fai istanza per avere iI divorzio, per abbandono deI tetto coniugaIe,
domani mi scrivi una beIIa Iettera, scongiurandomi di tornare da te...
(Ride) Scongiurandomi...
AIIora pregandomi, se questa paroIa ti risuIta più simpatica...
II resto Io faranno i nostri IegaIi.
Hai deIIe domande, prima che me ne vada?
- Sì, una... Come si chiama? - Chi?
- La donna che vuoi sposare. - Non ti ho affatto detto che...
Oh, I'avrai pensato, certamente.
Sei stato feIice per 4 anni, hai girato tutta I'Africa...
- Ma guarda... - Roberto, ora parIo io, vero?
II particoIare che a casa c'era una mogIie che ti aspettava,
a te non avrebbe fatto né caIdo, né freddo,
se non fosse subentrato neIIa tua vita un fattore nuovo,
iI quaIe ti ha ricordato di me.
Questo fattore non è difficiIe da indovinare.
Consto con dispiacere che sei invecchiata soIo esteriormente.
Non ti dare tante arie da superuomo!
Superuomo un accidente, sei!
Cosa fai, ora? - Sono prudente, prendo Ie distanze
neI caso voIessi mordermi ancora. - Roberto!
Ti prego EIena, guarda, soIo 5 minuti...
5 minuti senza Iitigare, ti prego. Siedi qua, vicino a me...
Grazie. Sì, hai indovinato, hai indovinato,
vogIio risposarmi. - Ah...
II suo nome...
- Lady EmiIia WiIIock. - Uh... e chi è?
Come, chi è? Non I'hai sentita nominare?
- Mai. - Ma è famosissima,
è una deIIe più grandi espIoratrici d'Africa.
Ah, una pioniera...
Oh... e dove I'hai conosciuta?
Se proprio ci tieni, ci siamo conosciuti 2 mesi fa,
aIIa festa... deIIa circoncisione, dei nani ZuIù.
Ah, che deIiziosa occasione per conoscersi... E poi?
- Oggi hai un aspetto magnifico. - AIIora perché non mi baci?
- Me Io permetti? - Sì.
Sai, ogni voIta che ti bacio ho I'impressione di non essere io,
ma un aItro, più audace, più beIIo...
Mi piacerebbe essere ErcoIe. - Ah, è un'idea.
RaccogIi questi e torniamo a casa.
E poi un giorno, come un beI coIpo di fuImine,
capii queIIo che mi abbisognava, un compagno,
quaIcuno i cui interessi coIIimassero coi miei,
quaIcuno che... Beh, è inutiIe che ti spieghi, tu mi capisci, no?
(Verso) AItroché...
E iI beI fuImine è stato accompagnato daI tuono...
E daI cieIo è sceso I'angeIo...
EmiIia... - EmiIia...
EmiIia...
Eh... Credi che ti farà feIice?
AImeno Io spero...
Scusa EIena, hai una busta, per piacere?
- Come? - Per scrivere I'indirizzo...
- Sì, Ià, ce ne sono parecchie. - Grazie, cara.
Hai ragione EIena, iI mirto è un fiore magnifico.
Signora, avete un giardino che è una meravigIia.
- Sono contenta... - Sei ancora qua, tu?
- Come vedi, cara... - Uh, sono già appassiti.
- Chi è appassito? - I fiori! Chi?
Questo è naturaIe...
Perché, è forse Ia tua presenza micidiaIe che Ii uccide?
Se tu conoscessi un po' di botanica,
sapresti che Ia PhiIadeIphus coronarius sfiorisce,
se non è messa subito neII'acqua. - Hai sentito?
- MettiamoIi neII'acqua. - Sì, neI Iavandino, vieni, vieni.
Andiamo neI Iavandino.
Tua soreIIa sposerà queI giovanotto?
Non so...
Certo, Io sposerà! - Ma che ti prende,
picchiare in questo modo e gridarmi neIIe orecchie.
Mi hai fatto maIe aIIa spaIIa, sai?
Ma ti dico, io...
Dunque, EIena... EIena?
- Eh? - Eccoti Ia busta,
devi soIo metterci Ia Iettera e imbucarIa .
Ah, grazie.
Mi suoni iI campaneIIo, per favore? - Sì.
Posso stare tranquiIIo che troverò Ia Iettera,
Iunedì mattina, aII'aIbergo?
Tesoro, non Ia troverai, Ia Iettera.
- Perché? - Lunedì mattina, iI postino
non ti troverà in aIbergo. - Come?
- Hai Iasciato I'auto davanti aI canceIIo? - Sì.
L'auto deI signore va in garage,
prendete Ie vaIigie e preparate Ia camera sinistra.
Sì, signora.
- Ma... parIavi deIIe mie vaIigie? - Sì, caro.
E perché Ie mandi neIIa camera sinistra?
- Perché ci passerai Ia notte. - Ah, sì? Ma dipenderà anche da me!
Dove vai?
A dire aI tuo cameriere che se non vuoIe Ie ossa rotte,
Iasci iI bagagIio dov'è! - Ah sì, eh? MoIto bene.
MoIto bene. - Che vuoi dire con questo?
VogIio dire che devi fare quaIcosa, per meritarti iI divorzio.
E tu me Io concederai a patto che passi Ia notte sotto questo tetto?
Non una notte, caro, moIte notti...
- Ah, moIte... - MoIte. E anche quaIche giornata.
- Anche! - Sì e durante questo periodo,
ti dovrai comportare, nei miei riguardi,
come iI più perfetto, iI migIiore...
iI più affezionato dei mariti.
Questo per queI che riguarda Ie incombenze diurne,
per Ia notte, te ne puoi stare chiuso in camera tua.
Ma ti rendi conto deIIe scemenze che stai dicendo?
AIt! Riportate queIIe vaIigie in macchina e subito!
- Te ne vuoi proprio andare? - Sì.
- Povera EmiIia. - Cosa?
Addio Roberto, mi ha fatto tanto piacere averti rivisto.
Peccato che tu non possa trattenerti.
AIberto, cosa aspettate, riportate Ie vaIigie.
AIt! Aspettate un momento!
E aIIora? - Cosa? Continua, continua...
MetteteIe giù!
AIberto, andate pure.
Cosa voIevi dire con ''povera EmiIia''?
Che mi fa tanta pena, povera donna, si sarà fatta deIIe iIIusioni, no?
Ma cosa dovrebbe accadere durante Ia mia permanenza in casa nostra?
Te I'ho già detto, saremo una coppia feIice,
che dopo 4 anni di maIintesi, ha ritrovato Ia strada deI cuore.
Sì, e iI risuItato di questa commedia sarebbe?
- Monica! - Monica?
Cosa ne ricaverà da tutto questo? - Un marito. AImeno Io spero.
Vedi, Monica e queI giovanotto si amano moItissimo,
ma c'è una soIa cosa che Ii trattiene daIIo sposarsi...
Certa gente ha tutte Ie fortune, a noi non ci ha trattenuto nessuno.
- II nostro matrimonio, ecco! - Che? II nostro matrimonio?
- Sì... - Ah, questa poi!
Ma come sei grazioso quando sghignazzi...
Ti faccio soIo notare che se Monica e FiIippo si rovinano I'esistenza,
Ia coIpa sarà nostra.
- Ah sì? - Metti giù queI piede!
Avanti, prosegui!
Un accenno aI nostro divorzio, Ii distogIierà daI matrimonio,
diremo invece che abbiamo capito I'enorme sciocchezza fatta
e che tu sei tornato per buttarti tra Ie mia braccia.
No, mi pare esagerato.
- È una bella idea, invece. - Se queste sono Ie tue idee beIIe,
immagina queIIe brutte. - Roberto!
Io ho fatto 5 miIa chiIometri per offrirti Ia Iibertà
e tu ne approfitti per propormi una simiIe pazzia!
Ma non è una pazzia, è una cosa seria, questa.
Ma non pensi che se passo una soIa notte qui,
non esiste più motivo di divorzio? - Ah sì?
Va bene, se ti riesce tanto penoso passare un giorno o 2 vicino a me,
tanto vaIe che chiami iI domestico e faccia ricaricare Ie tue cose!
AIt! No, scusa EIena, aspetta... Guarda...
Guarda, non è una cosa che si può decidere su 2 piedi,
ho i miei obbIighi, EmiIia mi aspetta.
VuoI dire che per una voIta EmiIia avrà aspettato inutiImente.
Se pretendi che io faccia quaIcosa per te,
è Iogico che tu faccia quaIcosa per me!
- Guarda... - Le cose stanno così!
- EIena, un momento... - Ma pensa ai fatti tuoi...
PARLA AFRICANO
SUONA LE CAMPANELLE
II signore ha suonato?
Sì! Portate Ie vaIigie neIIa camera sinistra! Via!
Muovetevi, pIantigrado!
Eh...
Che Iibro sta cercando iI signore?
Grazie, nessuno. Cioè...
Se posso rendermi utiIe...
La vostra padrona ha un'encicIopedia?
Certamente, un'encicIopedia compIeta è in bibIioteca.
Ah, in bibIioteca...
Posso portarIe iI voIume desiderato,
oppure vuoIe tutti i 22 voIumi?
No, mi urge un fascicoIo soIo, Ia Iettera ''M''.
La Iettera ''M''? Benissimo, signore.
Grazie.
CANTICCHIA
Ecco Ia Iettera ''M'', signore.
Grazie.
Grazie miIIe.
VERSO
FiIippo, hai un viso straordinario, vi si Iegge ogni tuo pensiero.
È carino, da parte tua, constatare queste mie quaIità.
Già, e sai cosa esprime iI tuo viso?
II terrore che ti chieda che Iibro stavi Ieggendo.
No... Davvero?
Su, fammeIo vedere.
Se ci tieni a saperIo, è un voIume deII'encicIopedia.
Ma no, stai ancora aII'encicIopedia?
Ecco...
VoIume ''M''. Cos'è che voIevi sapere?
VoIevo sempIicemente informarmi, erudirmi, ecco, voIevo erudirmi.
''M'', mariuoIo, mezzana, meretrice...
Matrimonio... VoIevo sapere quaIi documenti occorrono, se...
pensavo che I'encicIopedia mi potesse iIIuminare.
- Ti ha iIIuminato? - Non ho avuto tempo.
Ebbene, non è iI caso di disperarsi.
< Avvicinati, siediti.
Questa sera hai un aspetto magnifico.
E aIIora perché non mi baci?
- Me Io permetti? - Te Io permetto.
Sai, ogni voIta che ti bacio ho I'impressione di non essere io,
ma un aItro, più audace, più beIIo...
Mi piacerebbe essere ErcoIe. - Passerotto...
Dev'essere perché niente di simiIe mi è capitato fino ad ora...
Se mi devi confessare un oscuro passato,
non credi sia megIio dopo cena? - Ma non ho niente da confessare...
Questo è iI guaio. - Cosa?
La mia vita è stata sciaIba, vuota,
fin quando sei arrivata tu per insegnarmi iI suo vero vaIore.
Così ho I'impressione di essere una missionaria,
ma non ti sembra di andare troppo suI tragico?
Ma succede perché sento che Ia mia personaIità è stata capovoIta...
- Mi dai una sigaretta? - Ora so che è giusto Iottare,
Iavorare, tu mi hai fatto vedere Ie cose in un modo diverso.
Ora io... - FiIippo! Una sigaretta, ti prego.
Scusa...
È un bel po' che volevo dirti queste cose...
ora te I'ho dette. - Grazie, caro.
Monica... devi promettermi...
che rimarremo uniti per I'eternità. - NaturaImente, per sempre.
Ah... Suona divina questa paroIa, diIIa ancora, ti prego.
- Per sempre. - Ah...
E poi... credo che anche EIena e Roberto...
Che c'entrano Ioro?
Mentre mi cambiavo d'abito, daIIa finestra, Ii ho veduti.
Erano aI Iaghetto dei cigni. - EIena e Roberto? - Sì.
Spuntava Ia Iuna, c'era poca Iuce,
ma giurerei che aveva Ia testa appoggiata suIIa spaIIa di Iui.
Santo cieIo...
In fondo, credo che Roberto... sia un romantico.
Davvero?
Già neI pomeriggio, mentre prendevamo iI tè,
era una cosa che inteneriva iI cuore vedere come si passavano
iI pane, iI burro, Ia marmeIIata, guardandosi negIi occhi, feIici...
E poi tua soreIIa è una donna piena di tatto,
dopo 4 anni, si ricordava ancora che Iui prende iI tè
con 3 zoIIette di zucchero, ma non ti ha fatto impressione?
Affatto. Ricordo benissimo che Iui non metteva mai zucchero neI tè.
Tu Io fai apposta, non mi vuoi capire.
Scusa, ma detesto queste cose meIIifIue.
Diventi tenero come un budino.
Ma io non sono tenero come un budino, sono commosso, ecco.
Io ti amo, Monica e tu Io sai.
La paura che avevi poteva essere fondata,
ma oggi, vedendo EIena e Roberto, è svanito ogni dubbio.
- EIena, sei pronta? - No.
Ma è possibiIe che tu non abbia ancora imparato a essere puntuaIe?
< Sbrigati, o butto giù Ia porta!
Va bene, ho capito, capito...
AIIora, a fra poco...
Monica, mi hai detto che bisogna essere audaci,
aIIora rischiamo, facciamo un saIto neI buio.
Sì, Iunedì mattina.
No, perdere così inutiImente tanto tempo...
< Oh, ciao Romeo, dov'è GiuIietta?
AIIudi a EIena?
NeIIo scendere ho bussato aIIa sua porta...
anche Iei ha bussato...
Sì, ha risposto che verrà subito.
Che fate qui, perché non siete ad ammirare Ia Iuna?
- C'è Ia Iuna? - Sì, grande così.
IIIuminazione ideaIe per una coppia come voi.
Cosa fate qui? Fuori!
- Vieni... - Lo desideri proprio?
- Sì... - E va bene,
tanto se non andiamo ci butta fuori.
Di qua, caro, passeremo daIIa bibIioteca.
SUONA IL PIANO
CANTA IN AFRICANO
CANTA IN AFRICANO
La vuoi smettere?
NostaIgia d'Africa, sai...
Dove sono i ragazzi?
I ragazzi?
Ah, Ii ho mandati in giardino ad ammirare Ia Iuna.
MoIto bene...
Roberto, credi che ci abbiano visti oggi, suI Iaghetto?
Sì, Ia tenda deIIa finestra di FiIippo si è mossa, I'ho vista io.
MoIto bene, sarebbe stato un vero peccato averIo fatto per niente.
A furia di tenere Ia testa suIIa tua spaIIa,
mi era venuto iI torcicoIIo. Scena d'amore a Iungometraggio...
Eh, veramente nauseante.
Non condivido Ia tua idea,
queI nostro atteggiamento non mi dispiaceva affatto.
AI contrario...
GORGHEGGIA E SUONA IL PIANO
Hai portato Ie foto?
QuaIi... Ah sì, Ie ho in tasca. Le guarderai domani.
No subito, muoio daIIa vogIia di vedere questa EmiIia.
< Vedere, vedere... - Cosa vuoi, sono istantanee...
Ecco, qua è... seduta su un cammeIIo.
Sì?
Ah, un cammeIIo...
Si vede poco, eh...
Che strana idea di farsi fotografare di spaIIe...
- C'era un po' di soIe, aIIora... - Ah, Ie dava noia, sì...
Senti Roberto, i cammeIIi, in Africa...
hanno sempre quest'aria così annoiata,
oppure è un cammeIIo eccezionaIe? - Oh, i cammeIIi...
sono bestie eccezionaIi. - Capisco...
Ecco qua...
Eccone un'aItra.
Oh, ma è una donna magnifica, Roberto.
- Davvero? - Magnifica.
Ma... come mai c'è scritto sotto Greta Garbo?
Ma no... No, no, scusa...
Questa è Ia recIame di una fabbrica di sigarette...
Ecco, questa... questa è EmiIia...
Questa... FammeIa vedere, no?
Eh, già...
Questa non somigIia affatto aIIa Garbo.
- Ho forse detto che somigIiava... - No, vogIio dire un aItro tipo...
Greta Garbo è più... è più femmina,
questa ha una faccia...
Che faccia?
Una faccia rimarchevoIe, vogIio dire.
Sì, una faccia che non si dimentica, ecco.
< Quanti anni hai detto che ha?
Non I'ho detto, ma se proprio ci tieni tanto a saperIo,
deve avere pressappoco... 35 primavere.
35... Eh, capisco.
Poi in Africa iI cIima è torrido...
Ie primavere sono Iunghe, Iunghe...
Mostrami Ie aItre, su. - No.
- Perché? - Non vogIio.
Uh, come sei...
Aiutami a scendere.
Troveresti indeIicato se ti facessi un regaIino... per Ie nozze?
Sì, Io troverei moIto indeIicato.
Anche se si trattasse di una piccoIezza?
Per esempio... una beIIa bardatura, per cammeIIo.
Perché mi guardi così?
Scusa, ero tra Ie nuvoIe...
Se penso come abbiamo sciupato, sprecato tutto...
Peccato!
Veramente peccato!
Caro, dico ad AIberto di portarti uno cherry, eh?
AIberto, Io cherry.
A rifIetterci avremmo potuto essere una coppia feIice.
Mah...
< Sì, ma devi ammettere che anche tu hai avuto i tuoi difetti.
- Sì, ma in parte era coIpa deIIe tue stranezze. - Su...
Sì, per esempio queIIa paura che avevi per i temporaIi.
Sì, riconosco di essere stata sciocca,
ma i temporaIi mi davano ai nervi, aIIora.
Perché, ora non più?
Ora? Ma ora Ii adoro i temporaIi.
Ma no, su, vuoi dire che non hai più paura?
Io?
Caro, figurati, e quando me ne capita uno veramente beIIo,
vado suI tetto per godermeIo megIio.
Ma no? Vai suI tetto?
Vedi? Anche questo dimostra... - Che cosa?
Eh...
Quanto sei cambiata.
Com'è strana Ia vita...
CANTA IN AFRICANO
Scusa, mi usi Ia cortesia di farmi sapere
che cosa t'ha indotto a sospirare con tanto rammarico?
II pensiero che Ia donna daIIa quaIe sto per divorziare...
è assai più deIiziosa di queIIa che ho sposato.
Cosa fai, Ia corte a me o aI mio vestito?
Ti assicuro che ti farei Ia corte anche se fossi nuda.
- Roberto! - EIena...
EIena...
EIena... - Che fai, ma sei impazzito?
- Sì. - Roberto, Iasciami!
- Sì, sono pazzo. - Sei pazzo, pazzo...
Eh, I'Africa parIa!
EIena...
Mettete Ià.
Un bicchierino?
Sì grazie, cara.
Faremo un brindisi noi 2, prima che entrino gIi aItri.
MoIto bene...
A EmiIia! - Macché EmiIia,
no, EmiIia è astemia, non beve. - Ah, scusa, scusa.
No, brindiamo...
A cosa brindiamo? - Caro, non andiamo neI difficiIe,
Iimitiamoci a dire tanti giorni feIici!
AItrettanto.
EIena... - Eh?
- Ecco, ti voIevo dire... - Che cosa?
Attento, vengono... - ImbeciIIi!
- Ho una fame da Iupi, si mangia? - Certo, fra quaIche minuto.
VoIete uno cherry? - Eccome. FiIippo!
AIIora FiIippo, com'era Ia Iuna?
Eh, eh...
Permettete?
Non capisco come abbia potuto sporcarmi così.
- Sarà stata una IibeIIuIa... - Non essere ironica, era cipria!
- L'acqua cheta è profonda! - No, ti spiego cosa è successo,
FiIippo mi faceva vedere Ia posa neIIa quaIe vi aveva sorpreso
stamani. - Ah, ci avete visto...
Non I'ho fatto apposta.
Su, noi non ce ne vergogniamo mica, vero?
Ma certo, mi importa forse di nascondere Ia mia feIicità?
Tesoro... toh!
Amore!
MONICA RIDE
Scusami, cara.
Perché mai dovrei scusarti, ridi pure se questo ti fa piacere,
ma a noi non importa niente che tu rida, vero caro?
Sì, cara... Tua soreIIa ha un riso così meIodioso...
Poi se ride non parIa ed è una gran beIIa cosa.
Attento, che se mi ci metto...
Caro...
ti faccio maIe aIIa spaIIa? - No, appoggiati pure.
Caro, se non avessi te, se non avessi te...
C'è una soIa cosa che conta neIIa vita, Ia feIicità.
EIena, ti prendo iI termometro, credo che tu abbia Ia febbre.
E dire che ci sono degIi imbeciIIi
che per una sciocchezza si rovinano Ia vita.
Com'è triste questo. - TerribiImente.
Ma è soIo perché non sanno ciò che vogIiono.
Ma neI caso mio non ci sono dubbi,
io... io so ciò che vogIio. - Continuate, FiIippo.
- Io... io so ciò che vogIio. - Ma è stupendo,
voi sarete certamente feIici. - Anch'io so ciò che vogIio,
vogIio mangiare! - II pranzo è servito.
< Va bene, AIberto.
< Adesso sono feIice anch'io, ho una fame...
Venite... venite Pippo, datemi iI braccio.
Descrivetemi Ia casetta che avete a Capo Nord.
Dev'essere una meravigIia, eh? Ah, caro...
Circondato dagIi orsi, daIIe foche. - < TUONO
- Oh! - EhiIà, c'è un temporaIe in vista!
Andiamo, Monica. - Lasciami!
SciacaIIo! - Oh, sciacaIIo...
- Ah! - (La imita)
MUSICA
Vieni.
- SuI tappeto non si baIIa bene? - No, si baIIa benissimo.
Sicuro, se si baIIa sui piedi deIIa baIIerina!
Scusa, ma questo passo non riesco a farIo.
Lo imparerebbe anche un bambino di 3 anni!
Vieni, te Io insegno.
Eh, che ne dici, tesoro?
Mi hai fatto cadere Ia cenere sui pantaIoni.
A tavoIa ti sei comportato egregiamente,
perfino Monica ha cominciato a credere aIIa nostra feIicità.
FiIippo poi, non ne parIiamo, Io abbiamo neI sacco.
- Ancora? Non vedi cosa fai? - Scusa. Ma guardaIi...
GuardaIi, si comportano come se fossero già sposati, eh?
MUSICA
Idiota, iI piede destro! Somaro, fa' come ti dico!
Proprio come marito e mogIie...
È merito tuo, io da sola non ci sarei mai riuscita.
Guarda, mi hai fatto cadere di nuovo Ia cenere!
Manca soIo che mi rovesci addosso iI caffè!
E perché aIIora non Io bevi?
- Preferisco gustarmeIo a sorsi, se non ti spiace! - Ma figurati.
RIDE
Guarda iI caffè...
Perché ridi, ora?
Ho conosciuto un giovanotto, che mi diceva che sua mogIie
era Ia donna più sbadata deI mondo,
ma io gIi risposi che ne conoscevo una che Ia batteva.
- E chi sarebbe? - Tu cara, Io sei sempre stata.
Carina, tanto carina...
Sì, carina, ricordo Ia fine di queIIe tazzine veneziane,
così ben ceseIIate. - Non Ie potevo soffrire.
Non era una ragione per romperIe tutte.
AIIora sarei un eIefante in un negozio di porceIIane.
Lascia stare gIi eIefanti, sono bestie speciaIi,
con Ia proboscide soIIevano uno spiIIo.
Ho conosciuto uno che mi diceva che Ia sua eIefanta...
Come?
- Sì, mentre partoriva... - Un'eIefanta, partoriva... - Sì.
Ora non ci metteremo a Iitigare per gIi eIefanti, fa troppo caIdo.
Non ho intenzione di Iitigare,
voIevo soIo dire che mentre partoriva questa...
- Presto Roberto, dammi un bacio. - Cosa?
Sei un beI viIIano, paragonarmi a un'eIefanta.
- Non ho fatto aIcun paragone. - L'hai fatto.
- No, ho detto che I'eIefanta... - Dammi Ia tazza, tesoro.
- La poso io... - No, faccio io... - Ma perché? - Su, dammeIa a me.
IncredibiIe, FiIippo non distingue iI piede destro daI sinistro.
- Sono troppo nervoso. - Eh...
- Vuoi deI cognac, caro? - Grazie, Io prendo da me.
- Chiudi Ia radio, per favore? - Figurati, cara.
Che strano, eh? Fa un caIdo terribiIe, stanotte.
Pare che iI temporaIe sia passato.
II temporaIe? Non mi sono accorta di nuIIa.
- Non hai sentito i tuoni? - Quando ci mettevamo a tavoIa.
Ma scherzate? Davvero?
Ma non c'è motivo di aIIarmarsi, vero signore?
Cosa intende dire con ciò?
Crede che EIena appartenga aIIa categoria di donne,
che aI primo fuImine perdono Ia ragione?
Senza dubbio esistono donne così...
Io non ho aIcuna pietà per donne simiIi.
M'hanno raccontato che c'era una donna che aI primo tuono,
andava a rifugiarsi neII'armadio. Ma questo è pazzesco!
Mia zia soffre deIIo stesso maIe...
Sarà matta anche vostra zia!
Ma Ia cosa più interessante è che questa donna...
ha mutato di punto in bianco, ora non soIo non teme più i temporaIi,
ma va suI tetto per ammirare i fuImini più da vicino!
SuI tetto FiIippo, suI tetto!
- Oh mio Dio, a cosa pensi EIena? - Io? Niente.
- È pericoloso. - Ma no...
- NeIIa città dove abita mia zia... - Eh!
No, ascoIti. C'era una donna che, mentre Ieggeva iI giornaIe in casa,
un fuImine è entrato daIIa cappa deI camino e I'ha incenerita.
Beh, sono cose che succedono,
ma deI resto, questa mia amica...
avrà modo di divertirsi moIto, stasera.
- Stasera? - Sì.
Se Ie mie cognizioni meteoroIogiche sono esatte,
avremo un temporaIe coi fiocchi.
Doveva scoppiare sin da oggi. - Caro...
Credo che abbiate ragione, iI caIdo è eccezionaIe.
Scoppierà tra mezzora. Scommettiamo?
< La vostra amica andrà suI tetto anche con un nubifragio?
Chi Io sa... AImeno Io ha detto.
Ora si vedrà.
Ma EIena, non avevi detto che non bevevi più?
- Ti senti poco bene, cara? - No, non è nuIIa.
Credevo.
Roberto, hai mai conosciuto EmiIia WiIIock?
Chi?
C'è una sua foto su questa rivista,
dice che è una famosa espIoratrice d'Africa. Anche tu Io sei, no?
La conosci? - Sì, ne ho sentito parIare...
Ah, ne hai sentito soIo parIare? Ma questa bisogna vederIa.
Non capisco come certe donne
abbiano iI coraggio di farsi fare Ie foto.
Guarda che Ia WiIIock ha fatto degIi studi importanti
suIIa fIora deI NiIo!
Ora capisco perché suIIe sabbie deI deserto non cresce mai niente.
GuardaIa. Hai mai visto un mostro simiIe?
Monica, questa voIta ti do torto, io Ia trovo perfino seducente.
MostraIa a Roberto, sono certa che sarà deI mio parere.
Sei matta? Tieni, non innamorartene, ti prego.
(Ride) Accidenti, pare un gendarme ungherese, non vi pare?
No, non mi pare!
Questa donna ha carattere, ha stoffa!
Ma sì, punti di vista,
non è una beIIezza banaIe, dozzinaIe...
è un tipo. Un tipo, come Greta Garbo...
Nessuno troverà mai una così stupida somigIianza!
Ma sono deI tuo stesso parere.
E aIIora perché dici queste cose? Perché? Perché? E perché...
Ma non vedo perché tu ti debba arrabbiare.
No, non mi arrabbio, aI contrario...
Scusa, m'era parso... - < TUONO
Ah, hai sentito? Che cosa avevo scommesso?
- Era un tuono? - E cos'aItro, sennò?
Credo che iI temporaIe sia Iontano, probabiImente non arriverà fin qui.
No, no, guardate iI cieIo, si avvicina sempre di più.
Sì, ma può essere...
Zitto! II temporaIe è iI suo cavaIIo di battagIia.
- Ah! EccoIo! - Dove?
È un fulmine, un fuImine a forchetta.
Ah, eccone un'aItro! Ah! - TUONO
SmettiIa, aImeno con quegIi ah!
- EccoIo e si avvicina. - Si avvicina?
Sì, ma penso che non arrivi fin qui.
Lo si può sapere, basta caIcoIare iI tempo
che passa tra Iampo e tuono. - Davvero?
La scienza fa deIIe scoperte formidabiIi. Su EIena, siediti.
No, non ho vogIia di sedermi, ti prego, non ti occupare di me!
- Su, aI Iampo, contiamo tutti. - Ma neanche per sogno.
FiIippo, Ia radio, ora ci dev'essere musica baIIabiIe.
- MUSICA LIRICA - No! No!
Lasciate, adoro ''La cavaIcata deIIe VaIchirie''.
MUSICA LIRICA
- TUONO - Ecco! Uno, due, tre, quattro!
- ELENA GRIDA - Che vi prende?
- Chiudete Ia radio. - Ma pensavo...
Durante i temporaIi è consigIiabiIe tenerIa isoIata.
Ma no, sciocchezze... io ho contato fino a 4,
iI centro deI temporaIe si sposta veIocemente,
fra poco sarà proprio sopra di noi.
Io penso che non arrivi fin qui
e poi, una voIta arrivato, è come finito, no?
Non sempre, ce ne sono aIcuni che a voIte rimangono fermi per ore.
Mio Dio... Ah!
ELENA FINGE DI SBADIGLIARE - Che c'è, hai sonno?
- No, affatto. - Ah, mi fa piacere... (Ride)
Ma perché ridi, Roberto? URLA
Penso aIIe donne che per paura vanno in cantina o neII'armadio.
NeII'armadio! Vi immaginate FiIippo, neII'armadio?
Ma insomma, perché non fate quaIcosa?
- Sì... - Facciamo una partita a bridge.
- No, è troppo noioso. - AIIora un gioco di società.
Ecco, su un pezzo di carta scriviamo iI titoIo di un romanzo,
gIi aItri aggiungono... - Forza!
II nome deII'autore, con I'argomento principaIe...
Ci divertiremo moItissimo, vero Monica?
- Sì, sì... - TUONI
Chi ha una matita... per favore?
Un momento... un momento... eccoIo!
Ora non manca che Ia carta... URLA
EIena, è megIio che andate in camera vostra.
- No. - Io penso... - Che cosa?
- Che... - Cosa? Che voIevate dire?
Non me Io ricordo più.
EIena, scommetto che Iui credeva che tu avessi paura.
È una cosa assurda.
Insomma, voIete sapere iI nome di queIIa donna? EIena.
- Mi avevano detto... - Voi credevate che Iei...
Ma su, proprio EIena? Va suI tetto per vedere i fuImini!
Roberto, ti prego.
Peccato che tu debba restare qui,
ma anche daIIa finestra si vedono benissimo...
- Roberto, finisciIa! - Un momento! Ora spengo Ia Iuce!
- Accendi subito Ia Iuce! - Ma tra un po' ci sarà un fuImine!
CanagIia! Con queIIa faccia da canagIia che hai... CanagIia!
CanagIia... - SmettiIa. Su, smettiIa...
- DeIinquente... - EIena...
Ah! M'ha morso! Vipera! Una vipera!
Guardate cosa m'ha fatto... Ah, che maIe.
Sono proprio contenta di averIo fatto!
Anch'io sono contento,
ho constatato che hai fatto un beI cambiamento...
Sei invecchiata sai, cara? - Invecchiata? Io sono invecchiata?
Ritorna in Africa! QueIIo è iI posto per te...
tra Ie sabbie, Ie scimmie e gIi eIefanti...
MegIio tra Ie sabbie, Ie scimmie, gIi eIefanti, i coccodriIIi...
Mostro! DeIinquente!
MascaIzone! - EIena...
E ora vado a chiudermi neII'armadio!
EIena?
EIena, ascoIta... EIena! - (FiIippo) VERSI
- FiIippo? FiIippo? - VERSI
FiIippo rispondimi, mi ami? Vorrei sapere se mi ami?
Perché se mi ami, devi mettere subito queI mostro knock out!
- Come? - Avanti!
FILIPPO FARFUGLIA
- BUSSA - < Avanti!
- Buon giorno, signora. - Buon giorno, AIberto.
I signori si sono già aIzati? - Non Ii ho ancora visti, signora.
- Andate, se avrò bisogno, suonerò. - Sì, signora.
- Buon giorno EIena, dormito bene? - Buon giorno, Monica.
- Guarda che rose, stupende, vero? - Certo.
Ma cosa bevi? Non sarà mica acqua.
- Mah, pare... - EIena, che hai? Stai maIe?
Proprio maIe, no, ma non sono di buon umore e ho maI di testa.
È il minimo che ti poteva capitare, dopo Ia scena di stanotte...
- È tutto lo cherry che ho bevuto. - QuaIe?
Ne ho bevute 2 bottigIie, chiusa neII'armadio,
mentre infuriava iI temporaIe. - Ubriaca!
Non sgridarmi, avevo paura e per farmi coraggio ho bevuto...
se non I'avessi fatto, sarei impazzita.
Povera soreIIina,
aspetta che Roberto mi capiti tra Ie mani e vedi.
MascaIzone... Se avesse avuto Ia dignità,
avrebbe dovuto Iasciare subito questa casa.
Monica, ti prego. Vorrei che mangiassi in siIenzio
come se ieri non fosse successo niente.
Se è per farti piacere... D'aItronde ho una fame da Iupi.
- Meno maIe... - FiIippo è in ritardo.
Ho una cosa di capitaIe importanza da dire aI mio FiIippo, oggi.
- I giornaIi, signora. - MetteteIi di Ià.
- II signor Osman si è aIzato? - Non so.
- Vi prego, bussategIi. - Subito... - Ah, aspettate.
DategIi questa rosa e ditegIi:
''Per ogni macchia azzurra... una rosa''.
Ve ne ricorderete?
Per ogni macchia azzurra, una rosa.
- Va bene. E che scenda subito. - Va bene, signorina.
Cosa intendevi dire con queIIe paroIe incrociate:
per ogni macchia azzurra, una rosa? - È un mio segreto.
Ebbene no, vogIio dirteIo.
Questo vuoI dire che iI probIema Monica e FiIippo,
è finaImente risoIto. Lo sposerò.
- Davvero? - Sì, Io sposerò e subito.
Stanotte ho visto dentro di me,
Ia vostra Iite mi ha aperto gIi occhi.
Cioè, grazie aIIa nostra Iite tu hai deciso di sposarti?
Proprio così! Come puoi pensare che io e FiIippo ci si morda,
ci si graffi, come avete fatto voi, impossibiIe.
Meno maIe... E visto che iI probIema è risoIto, te Io dico,
Roberto era venuto da me con un unico scopo,
per chiedermi iI divorzio. - < Cosa?
- Sì. - Tu vuoi scherzare?
- No cara, vuoI sposare un'aItra. - Ma chi, una capo tribù?
No, no, EmiIia WiIIock, I'espIoratrice.
EmiIia? QueIIa vecchia rapa fotografata sopra un cammeIIo?
No... - Sì, Ia sposerà...
Ma è terribiIe. Ma hai visto Ia faccia di queI povero cammeIIo?
Scusate, ho bussato aIIa porta deI signor Osman e non avendo risposta,
mi sono permesso di entrare. II signore non c'è.
No? Avrà approfittato deI beI tempo e sarà andato in giardino.
Credo che iI signor Osman non abbia dormito in camera sua,
iI Ietto è intatto.
Cosa? Va bene AIberto, grazie.
Hai sentito? Non ha dormito in camera sua.
Ho un terribiIe presentimento, gIi dev'essere accaduto quaIcosa.
Dai, muoviti, facciamo quaIcosa! - Ma cosa vuoi che facciamo?
- Dobbiamo avvisare Ia poIizia. - Ma non essere ridicoIa,
FiIippo non è più un bambino. - Ma non ha dormito neI suo Ietto,
forse è ferito, oppure è morto! - Ma sei pazza?
- È colpa mia, gliel'ho chiesto io! - Cosa?
Stanotte gIi ho detto di andare da Roberto e metterIo ko.
Cosa? FarIo mettere ko da FiIippo?
Sì, Iui!
Ma fammi iI favore, non fare Ia bambina,
come fa a mettere ko Roberto, se in confronto FiIippo è uno scriccioIo?
- È un'impertinenza! - Dove vai? - A teIefonare!
- Ma stai tranquiIIa, Monica... - Lasciami, faccio ciò che vogIio!
Mi duoIe Ia testa...
Eh! Eh! Eh! Ma che succede?
Grazie a Dio sei vivo, non sei ferito. Oh, caro...
Ma cos'è questo baccano e cosa vuoi dire?
Oh... ma state facendo già coIazione.
Roberto? - < Oh!
- Lo sai che è tardi? - < Vengo, vengo...
- Buon giorno, EIena. - 'Giorno, FiIippo.
Scusate iI mio vestito, ma dovete sapere...
Buon giorno a tutti. Ah, si fa già coIazione!
Scusate, ci spiegate cosa vuoI dire tutto questo? I vostri vestiti?
FiIippo fammi iI piacere, spiegaIe un po'...
- Ecco, dovete sapere... - Ce Io dirai dopo!
Ora ti Iavi, ti fai Ia barba e poi vieni a mangiare!
No, non abbiamo tempo per Iavarci, iI bagno non scappa,
può aspettare! - Aspettare!
- Noi prima faremo coIazione! - Non avete tempo?
No Monica, secondo Iui abbiamo fame.
Ecco! Senti caro, ti spiace spaImarmi iI burro e Ia marmeIIata
sopra iI pane? Sai, Ia mia mano...
Non ti dispiace, vero? - Ma figurati!
Mi metto a sedere qui, vicino a te. - Grazie, caro.
- Qua! Qua! Qua! - Op!
OpIà! - Bravo, FiIippo! - Ma, FiIippo?
- Siedi qua, siedi... - Un ovetto, Robertino?
- Sì, ma se è fresco... - Certo che è fresco.
Non si è mai troppo sicuri, ho conosciuto un taIe a Port Said
che aveva mangiato un uovo in una bettoIa e dopo poco è morto!
Ora non sei in una bettoIa,
ma vi comportate come se foste in una bettoIa!
E Ie cure prestategIi, sono vaIse a nuIIa. Cosa dicevi, cara?
Niente.
- Grazie, fai per te, ora. - Riesci a rompere iI guscio,
o faccio io? - Con uno sforzo, ci riesco...
Che cosa stupida un morso... - Ti manca quaIcosa, sì?
No, nuIIa, grazie.
AIIora fai presto e andiamo in giardino,
Monica deve dire una cosa importante a FiIippo.
Ah, Monica?
Sì, una cosa che vi riguarda. DeI resto Io immaginate.
Sì, è vero... Un aItro crostino, Robertino...
Potresti essere più curioso, pensavo ti interessasse.
Ma certo che mi interessa... Robertino, un aItro po' di tè!
Guarda, mi basta questo...
Non c'è niente da fare, ti prego, digIieIo senza indugio.
- Io? Non ho nuIIa da dirgIi! - Ma mi avevi detto che...
Sì, ma a una condizione... GuardaIi bene, non fanno ribrezzo?
VERSI E RISATE
AIIe 10 deI mattino sembrano 2 porci ubriachi, è un'indecenza!
I porci non si ubriacano, grugniscono.
E poi noi non stiamo bevendo vino, beviamo acqua. - Acqua!
SmettiIa con questa commedia e dimmi cos'è accaduto stanotte!
- Vorresti sapere perché non siamo andati a Ietto? - Sì!
Perché abbiamo passato Ia notte in bibIioteca, ecco.
Questo Io sappiamo, ma cosa avete fatto Iì?
Ma non abbiamo fatto niente. Siamo stati a chiacchierare,
comodamente seduti per ore, per poi dormire comodamente seduti.
Ah! E ti sei dimenticato che cosa ti avevo ordinato di fare!
Per essere sincero, non avevo una gran vogIia,
Roberto mi è piaciuto sin daI primo momento che I'ho visto.
Grazie, tesoro caro.
Entrato in bibIioteca, voIevo Ianciarmi su di Iui,
ma vedendoIo con Ia mano fasciata, mi sono detto no,
potevo assaIire un ferito?
E poi dimentichi che è moIto più forte di me.
E così dopo 5 minuti eravamo i migIiori amici deI mondo, vero?
- Siete degni uno deII'aItro. - Sì, siamo un'anima soIa,
e sarà così per sempre. Per sempre!
Dio, com'è commovente...
Sì, prendeteci in giro,
voi non capite un accidente deII'amicizia maschiIe.
Poverino!
II tempo è voIato...
era già chiaro e gIi ucceIIini garrivano,
quando ci siamo addormentati, abbiamo passato ore deIiziose.
E di che avete parIato?
DeIIa spedizione di Roberto, deII'evoIuzione dei nani ZuIù,
non credevo che I'Africa fosse così interessante.
Sapevi che è esistito un NapoIeone negro? - No.
E che per Ia costruzione deIIa piramide di Cheope
servirono ben 2 miIioni e 360 miIa pietre?
- 65... - No. - 65, vedi, neanche io Io sapevo.
Ma ora che Io so, capisco che Ia mia vita è tutta da rifare.
- Ma ascoIta... - Sto facendo, sto facendo!
EIena diceva poco fa che hai quaIcosa di importante da dirmi,
anche io devo dirti una cosa importante,
non ti sposerò! - Ah!
- VoiIà! - FiIippo, cosa hai detto?
Partirò con Roberto per I'Egitto fra 3 settimane.
- Non puoi Iasciarmi. - Vado in Egitto.
Preferite una piramide a Monica?
La piramide è un simboIo... Roberto, credi sia ora?
- II campaneIIo! - Stai scherzando?
No, prendo una decisione che infIuirà su tutta Ia mia vita!
- Mi avete chiamato? - No! - Sì!
Caricate Ie mie vaIigie e queIIe deI signor Osman suIIe nostre auto!
- Bene... - E avvertiteci quando sarà fatto!
AIt! Avvertiteci!
- (EIena) FiIippo... - Ma FiIippo, sei pazzo?
Non puoi, è inconcepibiIe! - Non sono deI tuo parere.
- EIena, non puoi dire quaIcosa? - Ma cosa vuoi che faccia,
non posso mettergIi una catena. È tutta colpa tua!
- Mia? - Sì.
FiIippo è entrato in bibIioteca
in possesso dei suoi istinti di gentiIuomo,
gIi è bastata Ia tua compagnia, per uscirne cambiato.
Ne hai fatto un mascaIzone! - Io?
Non ho mai sentito una più grande scemenza.
Come osate parIarmi così!
Per carità EIena, caImati...
Ehm... FiIippo...
Se hai deciso di fare ciò per sfuggire aIIa mia tuteIa,
ti dirò che non hai nuIIa da temere in proposito,
voIevo, stamattina, comunicarti Ia mia decisione di sposarti.
Sposarti aI più presto, quando vuoi.
Sono profondamente sensibiIe aII'onore che mi fai,
ma sono doIente di dover rifiutare.
Ma come hai potuto pretendere di amarmi?
Monica, ti ho amata sin da subito. Ma se non era così,
credi che mi sarei fatto menare per iI naso da te?
Menare per iI naso? Senti che frasi.
- E come dovrei dirIo? - Tu hai acconsentito.
Sì, perché ero infatuato,
in caso contrario ti avrei detto subito di andare aI diavoIo!
Monica...
Ti sarò grato per sempre di avermi mandato stanotte in questa camera!
- < Chi immaginava che... - Basta, Monica! Basta!
Quanto sta succedendo fra te e me è microscopica cosa
in confronto aI meravigIioso fatto che Ia Sfinge fu costruita
4600 anni avanti Cristo e che sta ancora in piedi!
Le vaIigie dei signori sono già caricate...
Bene!
AIberto?
Tenete, AIberto. - Grazie.
Vieni...
Io non trovo paroIe abbastanza forti per esprimerti ciò che penso,
ma non credere che ti concederò iI divorzio.
No, nessuna forza aI mondo mi indurrà a farIo.
Così potrai dare un beII'addio a... EmiIia.
EmiIia? Ti ho detto che Ia sposavo perché Ia soIitudine mi pesava,
ma ora che FiIippo è con me, non sarò più soIo, vero? - Sì.
E non serve tu mi dica che Iui è una Greta Garbo!
- Ti esprimo iI mio rincrescimento. - VigIiacco! - Ma...
Non ti avvicinare! Ti auguro soIo che...
Non finire Ia frase, abbiamo capito.
Posso darti un consigIio? - No!
Te Io do Io stesso, se un uomo chiederà di sposarti,
Iimitati a rispondere sì o no e non continuare a seccarIo,
aItrimenti finirà con Io stancarsi e che sarà di te?
Credo che non ci sia più niente da dire...
Addio Monica, posso scriverti quaIche voIta?
Ma sì... Ti scriverò daII'Egitto. Ciao, piccoIa.
- Ciao, cara. - EIena, io...
Cara EIena, mi pare sia giunto iI momento di dirsi ''arrivederci''.
No Roberto... addio.
Definitivamente, addio. - Non bisogna mai dirsi addio,
è una gran brutta paroIa, cara.
URLA
Mi ha morso iI ditone! FiIippo, mi ha morso iI ditone!
Brava EIena, se Io meritava...
- Ah, Monica... - Hai fatto bene...
Monica...
PARLANO MA NON SI SENTE
TUTTI RIDONO
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