All language subtitles for Onorrevole Angelina

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Original subtitles

Pasquale: leri ti ho dato altre 200 lire.

Angelina: Ma anche ieri abbiamo mangiato, no?

-Pasquale: Che giorno è, oggi? -ll 1 4. Hai voglia, a correre!

Pasquale: Chiederò un anticipo, ma non me lo daranno subito.

Angelina: Ho ancora 60 lire, più la pasta con la tessera.

Angelina: Mi farò prestare un po' d'olio da Cesira.

Angelina: Speriamo che Antonio mi paghi i calzoni che gli ho fatto.

Sono 2 mesi che deve pagarti.

Ma perché ci hanno fatti in modo che dobbiamo mangiare ogni giorno?

lo vorrei sapere perché bisogna pagare per mangiare.

-La vita bisogna guadagnarsela. -Ma non basta.

-Pasquale, devi darti da fare.

Ai ragazzini non importa nulla di tutte queste storie.

-Almeno viviamo onestamente. -Qui non si vive proprio.

-Qui '' moriamo'' onestamente. ( SUONA LA SVEGLlA)

(PlANTO DEL NEONATO ) -Aspettavamo lei, per svegliarci.

Angelina: Comincia la festa...

Angelina: Stai buono, tesoro.

Angelina: Adriana! Libero! Alzatevi, che è tardi!

-Angelina: Farai tardi al lavoro.

-Angelina: No! Sbrigati! Muoviti!

Angelina: Devo prendere la pasta ed è meglio arrivare per primi.

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Che fanno?

Sono giornalisti!

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

-ln quanti abitate qui dentro? -ln 1 1 .

-E tuo marito? -Fa lo spazzino.

Mio marito è disoccupato. Sono 3 mesi che non lavora.

Abbiamo 4 figli. Scrivetelo sul giornale.

(VOClARE lNDlSTlNTO ) -Sì, avete ragione. Giacomozzi!

C'è una sola latrina, nella parte vecchia della borgata. lndecente!

-Si potesse, almeno, scioperare! -Non ci sono nemmeno le porte.

Carmela: Dovevano fare le case con tutti i comodi. Eccole. Le vedete?

-No, non sono mica per noi.

Dovevano fare una Cooperativa, ma non se ne è saputo più niente.

Ora fanno le case per i ''signori'' . Noi dobbiamo stare qui,

D'inverno, quando piove, si gira con la barchetta.

-Scrivetelo sul giornale. (BRUSlO lNDlSTlNTO )

Angelina: Soffia... Più forte.

C'è chi conserva ancora un ricordo di pulizia. Giacomozzi!

Fai una foto.

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Angelina: Vai dentro...

-Che maniere!

< Ha fatto bene! Non siamo qui a giocare!

-Era solo una fotografia... -Crede che lei non lo sappia?

Non c'è niente da fotografare. Non siamo divi del cinema.

Siamo dei disgraziati! lnvece di venire con queste macchinette,

venite con i soldi! Così noi ci ripuliamo e vi risparmiate le gite!

-Dico bene? -Andiamocene.

Pasquale: Credi che vengano qui a divertirsi, quei giornalisti?

Pasquale: Quelli vanno in giro per provvedere, per interessarsi...

Angelina: Vengono per impicciarsi.

Angelina: Mettono una bella foto sui giornali con sopra scritto:

'' Ecco Angelina. Guardate quant'è bella e quant'è disgraziata!

l figli sono pieni di croste e pidocchi, sono 7 in famiglia,

dormono in due stanze, non hanno una lira...

... e, a merenda, si mangiano le unghie dei piedi.''

Angelina: Che piacere, ti fanno! Ti senti proprio sollevata, dopo!

Angelina: Almeno servisse a qualche cosa!

Angelina: Tanto siamo condannati alla miseria per tutta la vita!

Angelina: Tu, sbrigati. E tu non lo perdi mai il vizio di mangiare?

Angelina: Non lo perdi, eh? Lascia stare il pane.

Angelina: Vai a prendere la pasta. Ecco la tessera.

Angelina: Copriti, che fa freddo e sbrigati o farai tardi a scuola!

Pasquale: Mi farai fare tardi! Devi solo smacchiare la giacca!

-Angelina: Sbrigati. -Papà, chi arresti, oggi?

Pasquale: Te lo racconterò stasera. Addesso vai.

Pasquale: E tu non ti alzi?

-ll garage apre nel pomeriggio. -Pasquale: Alzati lo stesso.

-Libero: Ma non ho niente da fare! -Pasquale: Fatti una passeggiata.

Pasquale: Non voglio che tu stia a letto mentre io vado al lavoro.

Libero: Mi fai passare il sonno! Non si sta mai tranquilli, qui!

-Libero: Fammi riposare un po'! -Pasquale: E il garage?

Libero: Ci vado più tardi.

-Angelina: Alzati, Libero.

Libero: E' colpa mia se il garage apre più tardi e lui va al lavoro?

-Pasquale: Fallo alzare o lo meno. -Angelina: Alzati, dai.

Libero: Vorrei sapere che gli frega se dormo un po' di più.

-Non parlare così a tua madre! -Angelina: Lascialo perdere.

Angelina: Prima me li fai fare e poi li vuoi ammazzare...

-Pasquale: Meglio che me ne vada. -Papà, aspetta. Vengo anch'io.

Angelina: Torna presto, altrimenti trovi la pasta scotta.

-Va bene. -Libero: Finalmente si può dormire.

-Libero: Che c'è? -Un giorno riceverai un sacco...

di sberle, se non ti alzi alle 8!

Angelina: E impara a rispettare quel pover'uomo di tuo padre!

(PlANTO DEL NEONATO )

Angelina: Bello di mamma! Vieni...

Adriana: Mamma! Non danno la pasta!

-Angelina: Come sarebbe? -Non c'è, non è arrivata!

-Angelina: Perché non è arrivata? -Adriana: Che ne so?

Carmela: leri, Benedetto ha detto che sarebbe arrivata oggi.

Adriana: lnvece non c'è.

Angelina: l giornali dicono che la distribuzione c'è da tre giorni.

Angelina: Libero, alzati! Portami la giacca e lo scialle!

Benedetto fa come gli pare.

Bravo, il signor Benedetto!

Angelina: Dammi le tessere... Andiamo a vedere che succede.

Cesira: Vengo anch'io, Angelina. '' Ha da veni' Baffone'' !

Avanti, tesoro, spicciati...

Angelina: Benedetto, perché non volete darci la pasta?

-Benedetto: Perché non c'è. -Angelina: Ma l'hanno data ovunque.

-Mia cognata l'ha avuta ieri. -Benedetto: E io la do domani.

-Angelina: Allora ce l'avete... -Benedetto: Sì, ce l'ho.

Angelina: Se ce l'avete, perché non volete darcela?

Perché ieri pioveva e l'hanno lasciata giù al magazzino.

Oggi vado a ritirarla e domani ve la prendete.

Ma io ho 5 figli.

Non posso mica dire loro che quando piove non si mangia.

Benedetto: Se avete 5 figli, raccontatelo a vostro marito.

Siate buono, andate a prendere la pasta. Noi vi aspettiamo qui.

Come no! Lascio il negozio incustodito per servire voi.

- 7 00 lire, signora. Un litro. -Per la '' borsa nera'' avete tempo.

Qui dentro il padrone sono io e faccio come mi pare!

Con le 60 lire che mi ha lasciato mio marito, che cosa potete darmi?

-Un etto di bruscolini. -Angelina: Ah, sì?

E io, per pranzo, do un etto di bruscolini a 5 ragazzini?!

-Benedetto: Sono affari vostri. -No, sono affari anche vostri.

Pure voi avete figli, ma mio marito non fa la '' borsa nera'' , per vivere.

Mio marito campa con lo stipendio.

-Andate a prendere la pasta!

-Ci andate eccome! -No e non vi darò proprio niente!

(LE DONNE Sl LAMENTANO )

Angelina: Cosa darò ai miei figli, se voi non mi date la pasta?

-Faccio i giochi di prestigio? -Sì, brava, fate quelli!

-Angelina: Disgraziato! -Benedetto: Qui finisce male, eh?

Angelina: Male? Male, per chi? Male per voi!

Angelina: Sempre la stessa storia: '' Domani! Domani!'' . lntanto lui...

-ingrassa e noi moriamo di fame! -Benedetto: Avete parlato troppo!

Angelina: Ti metto le mani addosso! Disgraziato!

-Angelina: Non finisce qui! (VOClARE lNDlSTlNTO )

Angelina: Più fanno i prepotenti e più si abbuffano!

Angelina: lo voglio la pasta! Dovesse scoppiare un'altra guerra!

(VOClARE lNDlSTlNTO ) -Angelina: Vi faccio vedere io!

-Angelina: Andiamo, ragazze! -Cos'è questo chiasso?

Angelina: Siamo venute a prendere la pasta! Sappiamo che è arrivata!

-Ce l'ha detto Benedetto! -Fuori o chiamo le guardie!

-Angelina: Non ci importa! (LE DONNE URLANO )

-Adriana, vieni! Danno la pasta! (LE DONNE URLANO )

(VOClARE lNDlSTlNTO )

Pronto? Pronto! Signor Benedetto!

-Qui succede un macello! -Benedetto: Chiama le guardie!

-Che è successo, Benedetto? -Benedetto: Niente, niente!

Benedetto: Fai la guardia al mio negozio, tu!

-Anch'io devo prendere la pasta! (VOClARE lNDlSTlNTO )

-Benedetto: Vi faccio arrestare! -Angelina: Devono arrestare voi,

-che fate la '' borsa nera'' ! -La polizia! Scappiamo!

< Benedetto: Mi hanno rovinato! Hanno portato via tutto!

Benedetto: Bisogna arrestarle tutte quante, Maresciallo!

Benedetto: Voglio essere protetto e voglio recuperare tutto quanto!

-Maresciallo: E chi devo arrestare? -La signora Angelina, per esempio.

Benedetto: E' stata lei a istigare le altre donne!

Benedetto: Lei non sa quanti danni mi hanno fatto.

Benedetto: Mi hanno rotto il bancone, sfasciato i vetri,

mi hanno portato via due quintali di pasta bianca...

-Tre quintali?

Due quintali di farina '' 00'' e un quintale di pane bianco.

Come mai avevate tutta questa roba?

Benedetto: Tutta questa roba... ln fondo, sa, è tutto relativo...

Benedetto: Come valore intrinseco non era mica un granché, giusto?

-Già, effettivamente... -Ma è meglio sporgere denuncia.

Benedetto: Lasci stare... chissà che fame avevano, quelle donne.

-Benedetto: E poi, ho da fare...

Sarà bene che vi fermiate qui e ripetiate tutta la lista...

-... della roba che vi manca. -Benedetto: Ah, io... devo...?

Sì, voi. Vi chiamate...?

Benedetto Zampignoni... fu Oreste.

(LE DONNE RlDONO ) -Libero: Che foto grande!

-Libero: Ora farai del cinema! -Angelina (RlDE ): Ma smettila!

Carmela: La prossima volta, però, dovete mettervi il vestito buono!

>-Roberto: ( URLA) Angelina!! -Angelina: Vengo!

>-Roberto: Angelina! -Angelina: Che succede?

>-So che questo è dovuto a voi! -Angelina: Mi avevi spaventata!

-Roberto: Bevete un goccetto! -Angelina: Grazie! Alla salute!

C'è gente che vi vuole mettere a capo di una Commissione!

-Angelina: Non farmi perdere tempo! -(RlDE ) Vabbé, vi saluto!

Angelina: Sono diventati matti! Mi vogliono a capo di una Commissione!

Non ci sarebbe niente di strano! Voi '' baccagliate'' proprio bene!

-E' un piacere starvi a sentire! -Angelina: Ma se non strillo mai!

Angelina: Siete voi che strillate che è una bellezza, Carmela!

-Voi ci mettete il sentimento! -Dovreste farlo più spesso!

l giornali chiacchierano tanto, ma non ci hanno mai aiutati!

Quante lotte si potrebbero fare! Per la luce, per l'acqua,

Carmela: Beviamo acqua che puzza di farmacia,

perché quei quattro disgraziati non vengono a sistemare i tubi?

-Angelina: Mi si scuoce la pasta. -E i cessi dove li mettiamo?

-Fanno proprio schifo! -Libero: L'autobus si ferma a 2...

chilometri da qui, come avessimo i soldi da buttare per le risolature.

-Siamo poveri e se ne approfittano. -Quante lotte si dovrebbero fare!

Angelina, che cosa ne diresti se facessimo un'altra '' baccagliata'' ?

-Angelina: Non è ancora detto! -Che profumo!

-Angelina: Datemi i piatti!

Libero: Papà, oggi abbiamo la pasta bianca con il sugo!

Angelina: Pasquale! Siediti e mangia la pasta, dai!

-Carmela: L'avrà già saputo? -Angelina: L'ha saputo?

Angelina: Ma che ci posso fare? Ho i ragazzini! Dammi il piatto!

Angelina: Attento, che cola! Dammi anche l'altro piatto!

-Angelina: Proprio non la vuoi? -Pasquale ( ARRABBlATO ): No!

Carmela: Chi se ne frega, mangiamola noi!

(VOClARE lNDlSTlNTO )

-Angelina: Dovete mandarci l'acqua. -Bisogna riempire il modulo.

Angelina: Sono tre mesi che stiamo senz'acqua! Al diavolo il modulo!

( URLA lNDlSTlNTE )

Angelina: Ce l'abbiamo fatta, eh? (TUTTE RlDONO )

-Autista: Spostatevi! Via! -Angelina: Mettetevi a sedere!

Pronto? Pronto, Deposito?

-Peppino: Mamma, comprami la barca! -Angelina: Sì.

Peppino: Voglio anche il vestito da palombaro! Me lo copmpri?

Angelina: Peppino, piantala, che sei peggio dell'alluvione.

(lL NEONATO PlANGE )

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Angelina: Metteteli lì. Grazie. Sedetevi.

Tieni. Stai attento.

Angelina, si ammaleranno! Che cosa facciamo?

Cesira: Perché, a noi fa bene? E' questa la ''cura delle acque'' ?

l nostri figli non possono stare così! Che dite, Angelina?

Roberto: Bisogna provvedere. Ogni anno è la stessa storia.

Cesira: Vorrei che vivesse qui, il nostro padrone di casa.

Roberto: lnvece di fare un argine, lui fa costruire i palazzi.

finiti, altrimenti vedrebbe!

Fuori non sembrano finiti, ma dentro le case sono quasi pronte.

-Cesira: Angelina, ho un'idea. -Angelina: E ce l'avete solo voi?

Angelina: Tieni. Aspettatemi qui, che la mamma ha da fare.

Che cosa dite? Telefonano da Pietralata, Maresciallo.

Maresciallo: Pronto?... Come?!... ''Stanno occupando'' , cosa?!

-Provvedo subito! Chiama gli altri!

( SUONO DELLA SlRENA DELLA POLlZlA)

(VOClARE lNDlSTlNTO )

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Questo è occupato! E' mio!

(VOClARE lNDlSTlNTO )

( SUONO DELLA SlRENA DELLA POLlZlA)

( URLA lNDlSTlNTE )

( URLA lNDlSTlNTE )

-Benedetto: E' tutta colpa sua! -Angelina: Che cosa volete, voi?

-Sapevo che sareste finita male! -Poliziotto: Venite ad aiutarmi!

< Brigadiere, dove andate? Venite qua! Muovetevi!

< Angelina: Disgraziato! Mascalzone! ( URLA lNDlSTlNTE )

( URLA lNDlSTlNTE ) -Carmela: Metti giù le mani!

Non ho fatto niente, io!

-Angelina: E non mi spingere!

Carmela: Dobbiamo dormire in mezzo alla strada con i nostri figli!

Visto che roba? Sta arrestando sua moglie!

-Vorrei essere al vostro posto! -Peppino: Mamma, mi porti con te?

Cesira: Ha da veni', Baffone!

Commendatore, che devo fare?

-Sono al Commissariato. -Callisto: Non si muova di lì.

Callisto: Quante volte devo dirlo! Verrò io o vi manderò qualcuno!

Non tirerò fuori una lira finché non avrò lo stabile ultimato.

Lo voglio tra 2 mesi e per ogni giorno di ritardo c'è la penale!

Callisto: Quando lo stabile sarà liberato farò quello che devo fare!

Tu non te ne liberi più, se non intervieni. ln 1 1 mesi di cause...

... non sono riuscito a liberare il casaletto dagli sfollati.

La verità è che tu non vuoi complicazioni. Hai paura.

-Callisto: Paura di cosa? -Non fare l'ingenuo.

Nel '3 7, quando, a chi costruiva le case popolari, lo Stato dava...

... ben 4.000 lire di contributo, lui fece due affari.

lncassò il contributo e utilizzò quel terreno, che non vale nulla...

... perché ogni inverno si allaga, per costruirvi delle catapecchie.

Ecco le conseguenze dell'affare che facesti allora.

E li paghi tu, mio caro. lo non c'entro.

Fra 2 mesi devi consegnarci lo stabile, pronto e sgombro.

-Regolati come ti pare. -Callisto: Ci si può accordare...

No. Questo è il contratto ed io non aggiungo e non tolgo niente.

E' inutile continuare una discussione spiacevole.

Mi spiace, Callisto, ma anche io mi trovo nell'impossibilità di...

Filippo: Papà, è semplice. Se fai riparare le case della zona...

allagata, rendendole abitabili, perché devono esserci difficoltà,

finita l'alluvione, ad ottenere che la gente sgomberi lo stabile?

Callisto: E buttare via altri soldi per quelle ''tane'' infruttuose?

Filippo: ln passato, hanno reso abbastanza. Basta sistemarle.

-Quei disgraziati devono vivere. -Callisto: Tu sei giovane, Filippo.

Callisto: Con questi criteri non farai mai dei buoni affari.

Prendi la macchina e vai al Commissariato con il Ragioniere.

-Senti cosa si può fare e chiamami. -Filippo: Va bene, papà.

-Carmela: Commissario, ascoltatemi! (TUTTl URLANO )

Pasquale: Voi! (VERSO ) Voi...

-Angelina: lo? -Pasquale: Sì, tu.

-Che vuoi? -Documenti.

-Sei diventato matto? -Dammi nome e cognome.

Ma guardatelo! Si diverte a giocare al ''Vice Brigadiere'' !

Maresciallo: Volete farvi qualche anno per ''oltraggio all'autorità'' ?

-Carmela: Ma quello è il marito! -Pasquale: Sì, lei è mia moglie.

-Pasquale: Maresciallo Ricciardi. -Maresciallo: Piacere.

Angelina: Piacere.

-Arriva! (lRONlCA) Quant'è bello! -Non si vergogna a farsi vedere?

-Annetta: Ma chi è? -ll padrone di casa.

Annetta: Ah, sì? Aspettatemi qui.

Annetta: Per favore, sia buono. Faccia liberare mia madre.

-Filippo: lo? -Annetta: Sì, lei.

Annetta: Si chiama Angelina. Non ha fatto niente di male.

-Deve allattare il bambino. -Filippo: Ma io cosa c'entro?

-Annetta: Lei è il signor Garrone? -Filippo: Sì.

Allora la faccia uscire. Se è lei a dirlo, loro la lasciano andare.

Filippo: Ma se l'hanno arrestata, una ragione dev'esserci, no?

-Annetta: Sì, la ragione c'è. -Filippo: Visto? Mi lasci andare.

La ragione è che lei pensa agli affari suoi e se ne frega di noi!

Annetta: Lo sapevo! Lei è proprio uno strozzino, come dice mia madre!

-E' tutta colpa sua! -Ha istigato le altre!

-Angelina: Ma se lei non c'era! -Maresciallo, deve intervenire!

(VOClARE lNDlSTlNTO ) -Silenzio!!

Non vi basta lasciarci coi buchi sui tetti? Dormiamo con l'ombrello!

Non vi basta di aver fatto costruire quelle catapecchie...

in un pantano inutilizzabile, per usare un terreno che non serve?

Solo dopo il 2 5 Luglio i giornali hanno parlato dello scandalo!

Ora volete farci morire affogati?

Abbiamo dei lavori in corso, abbiamo delle date di consegna!

Ma quali consegne? Hanno da fare gli affari loro, Maresciallo!

Costruiscono dei palazzi nuovi invece di riparare le nostre case!

-Dovete arrivare ad un accordo. -Mi spiace, io non posso decidere.

-Vado a prendere istruzioni. -Carmela: Sì, andate a istruirvi!

-Anche voi cercate di conciliare! -Angelina: Che dobbiamo conciliare?

Ci invitate a casa vostra? O facciamo ammalare i nostri figli?

Sì, hanno arrestato i responsabili. Come?... Non vuole denunciarli?!

Veramente non capisco.

No, non ci sono giornalisti.

Va bene, come comanda lei.

-Angelina: Non ce la faccio più. -Cesira: Che peccato, Angelina!

Avevate le camere più belle, con le mattonelle celesti e il bagno.

-Cesira: Ecco, siete arrivati. -A mio marito non piacevano.

-Angelina: Disposizioni superiori. -Gliele darei io, le disposizioni!

Angelina: A casa mia, siamo più '' inquadrati'' di una volta.

Angelina: Ci manca solo il '' passo romano'' ! Ciao e grazie. Andiamo.

Luigi: E' tutto pronto, Angelina! Qui dormirete come Papi!

Luigi: Domani vi sistemerò di là. C'è un angolo libero.

Potete mettere i mobili che volete, come se foste a casa vostra!

-Angelina: Grazie, troppo disturbo. -Luigi: Venite. Accomodatevi.

-Peppino: Non era bello, l'altro? -Angelina: Sì, era bello,

-ma a tuo padre non piaceva. -Pasquale: Aizzi i figli contro?

Angelino: No, non aizzo nessuno. Questa è la voce dell'innocenza.

Luigi: Non vi arrabbiate, Angelina! Dormite tranquilli!

Pasquale: lo non posso abitare in una casa occupata con violenza.

Pasquale: lo sono Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza!

Angelina: Lo so, sono 1 5 anni che me lo ripeti!

Quando ci siamo sposati, sembrava che dovessero farti Generale.

-Non parlare così davanti ai figli! -Angelina: E' meglio che sentano,

così le ragazzine non faranno le fesserie che ho fatto io!

Pasquale: Ma la sentite? Si può vivere con una donna così?

Pasquale: Ma perché non mi sono affogato, invece di sposarti?

Pasquale: Tu non aiuti un uomo, tu lo uccidi lentamente!

-Mi fate dormire, per favore? -Pasquale: Stai zitto.

-Papà, mi compri una barca? -Sì, domani.

-Anche il vestito da palombaro? -Sì, ma adesso dormi.

lo ammazzo piano piano, eh?

-Sì. Tu distruggi, annienti. -Bene.

-Che c'è?

No, dimmelo subito, altrimenti non si dorme più. Ti conosco.

-E' la carrozza... -Domani ci sistemeremo meglio.

E' la prima volta che mi trovo su una carrozza, dopo sposati.

-Allora, non volevi affogarti. -Dovevo diventare Generale.

-Ti è andata male. -E' andata male anche a te.

Non è vero, perché... in fondo ci vogliamo bene,

-solo che litighiamo sempre. -Per forza, mi fai venire i nervi.

Se me ne fai un'altra così, non sarò più nemmeno Brigadiere.

Non lo dico per me, ma per voi.

Sono fatta così. Se mi accorgo che qualcosa non va,

non posso fare a meno di urlare. Hai dovuto persino arrestarmi.

-Mi sembrava di morire. -E a me no?

Non pensiamoci più. Dormiamo.

E' meglio, sì. E' meglio dormire.

< Roberto: non avete mai pensato di mettervi in politica?

-Angelina: Non sono mica scema! -Fate male! Se andate avanti così,

diventate più famosa di De Gasperi! Voi dovete entrare nel Partito!

-Angelina: Ma che Partito è? -Roberto: Leggete questo opuscolo.

-Angelina: Quello che Partito è?

Luigi: Sono Repubblicano storico, ma anche Anarchico di Centro.

-Roberto: Che c'entra? -Luigi: Dico così per dire!

-Angelina: Ma cosa vuol dire? -Luigi: Cosa vuol dire?!

Anarchico vuol dire Anarchico! E di Centro! Cos'è il Centro?

-E' il Centro! Più chiaro di così! -Buonasera, signora Angelina.

-Angelina: Buonasera. -Angelina, per favore,

-potete cucirmi questi calzoni? -Angelina: Sì, se non avete fretta,

-perché sono piena di lavoro. -Visto che lusso, i capitalisti?

-Ordinano le braghe dall'America! -Però date La precedenza a me, eh?

Lui viene con secondi fini. E' un monarchico liberale democristiano

-e qualunquista. Ed è reazionario! -La smetta con le provocazioni.

Angelina, visto che ho l'occasione vorrei parlarle di una cosa.

-Roberto: Che vi dicevo? -La sezione femminile del nostro...

... Partito si sta organizzando per la distribuzione dei soccorsi...

-... ai sinistrati della borgata. -Ci volete dare il contentino, eh?

Questo fa parte dei vostri soliti sistemi denigratori.

-Questa è la verità sacrosanta! -lo non parlo con quelli come voi!

ll nostro programma si può dire in due parole: lavoro e pane!

Vi sprecate assai a far sgobbare la gente come bestie...

e far mangiare loro solo del pane. Questi non sono programmi!

-Roberto: Perché voi, invece... -Vogliamo dar loro la pasta...

e dei polli arrosto! Vi va bene? Non vogliamo... lasci, signora...

Non vogliamo farli diventare tanti poveri miserabili, come volete voi.

Noi vogliamo farli diventare tutti capitalisti! Capito?

Pane, lavoro, vino e prosciutto di montagna!

-Mi prudono le mani, Angelina. -Ma l'avete sentito?

Questi sono i loro programmi: Prepotenza e violenza.

-Ripetilo e ti spacco la faccia! -Spartaco: Eccomi qua!

Spartaco: Finitela di litigare! Angelina, ecco la stoffa.

Stavo leggendo un articolo che sembrava descrivesse voi.

Spartaco: State a sentire... E poi ce l'hanno tutti con noi.

''Questi signori mestieranti, fetenti, politicanti da strapazzo,

non fanno che vomitare fregnacce.

E' ora che prendano tutti un treno per l'estero.

E' l'ora di tirare la catena, perché ci hanno rotto i...

-Angelina: Ci sono i ragazzini!

-Angelina: Fate arrossire anche me. -Luigi: Fanno arrossire tutti!

Luigi: E' una vergogna che questi Partiti nascano come funghi...

... senza una tradizione solida, classica, centenaria!

-Spartaco: Ammuffita, sorpassata! -Luigi: Sorpassata?! Lo ripeta!

Nell'uomo, le idee nascono dalle necessità, dalle circostanze.

Angelina: Fatele nascere fuori, le idee, perché io, qui, ho da fare.

Come volete. Ne riparleremo quando verrò per l'ultima prova.

-Angelina: No, non m'interessa. -Spartaco: Vi ''deve'' interessare.

Voi vi farete strada. Se volete, potete prendervi i voti...

... di tutti i disgraziati che stanno intorno a Roma!

-Angelina: E con questo?

Non mi stupirei se un giorno o l'altro dovessimo chiamarvi...

-... Onorevole Angelina! -''Onorevole Angelina'' , io?

Angelina: Non fatemi ridere! Arrivederci a tutti! Statemi bene!

-Buonasera. -Arrivederci.

E' scemo, quello. ''Onorevole Angelina'' ...

-Mamma, che vuol dire ''Onorevole'' ? -Peppino, non cominciare...

... con gli indovinelli, che tua madre è nervosa, oggi.

-Luigi: Hai mangiato? -Pasquale: Macché, scherzi?

-Luigi: Ma sono le due! -Qui non si mangia più, non lo sai?

-Luigi: E perché? -Ci sono cose più importanti.

-Pasquale: Ascolta... (BRUSlO lNDlSTlNTO )

> Se ci riescono in tanti, ci riusciremo anche noi!

> Dobbiamo prepararci, dobbiamo studiare un programma!

>-E noi non ne abbiamo uno? >-Certo che ce l'abbiamo! Eccome!

Pasquale: Qui facciamo un'indigestione di chiacchiere!

Luigi: La politica è importante.

Pasquale: Non dico di no, ma qui non si mangia più.

< Pasquale, hai visto mia moglie?

Pasquale: Non lo so, sono tante... Sarà lì dentro.

-Ho una fame incredibile. -Pasquale: A chi lo dici!

Non ho fatto nemmeno colazione! Bisognava consegnare i calzoni...

... a mezza Roma. Quando mi sono svegliato non c'era più nessuno.

-Cesira! Cesira! -Che succede, qua dentro?

Brigadiere, dite qualcosa a vostra moglie! lo mi sono stancato!

Pasquale: E come faccio a parlarle? Proverò a scriverle!

Cesira, sei impazzita! E' da stamane che non mangio!

Cesira: Non vedi che ho da fare? lo vado da mia cognata e...

-la porto qui. Ci vediamo stasera. -Così non mangio neanche stasera!

-Adriana: Che cosa?

Pasquale: Da mangiare! Tra mezz'ora devo tornare in servizio.

-Di' a tua madre che devo mangiare. -non può, sta fondando un Partito.

(VOClARE lNDlSTlNTO ) -C'è il padrone di casa!

-E' venuto a riprendersi le case? (BRUSlO lNDlSTlNTO )

Tesoro, vai dentro, che io devo ricevere il signore.

-Callisto: E' questa? -Benedetto: Sì, è lei.

Angelina: Sì, sono io che vi ho fatto occupare i fabbricati.

-Callisto: Ma, signora... -Angelina: E' uno schifo...

... che veniate qui a protestare perché 4 disgraziate come noi...

non avevano un posto per dormire. Potete andarvene, grazie.

Callisto: Passavo di qua e ho sentito il bisogno di conoscervi,

-di venirvi a trovare. -Angelina: Ma guarda un po'...

Mi rendo conto delle necessità che vi hanno obbligata a sistemare...

i sinistrati nei fabbricati e ne ho dato prova. Chiedetelo a loro.

Callisto: l problemi della borgata mi stanno profondamente a cuore.

Ne discuteremo insieme, se vorrete. Dobbiamo scambiarci delle idee.

se non ci sono contatti diretti.

-Disturbo? -Sì. Desidera qualcosa?

-No. -E allora cosa fa, qua?

-Niente. Guardo. -Questo non è un posto per lei.

Perché? Si scoprono un sacco di cose interessanti.

Sarà soddisfatto di vedere come campano i disgraziati come noi.

-''Soddisfatto'' non proprio. -Mi lasci in pace. Ho da fare.

Ogni volta che ci vediamo deve trattarmi male. Perché?

-Per niente. -Le dirò io il perché.

Angelina: Siamo finiti qui, vedete? Qui siamo in otto, più le carrozze

e i cavalli. Questa è una stalla, un'abitazione e un laboratorio.

-Perché non siete nei fabbricati? -Angelina: Ragioni di famiglia.

Callisto: Vedremo di sistemarvi. Non c'è più posto, laggiù?

-Nemmeno un metro quadrato. -Callisto: Casa vostra è grande,

-Benedetto. Vi avanzano 3 stanze. -non mi avanzano mica tanto...

Callisto: Ma se mi avete chiesto l'autorizzazione a sub-affittare!

Callisto: lnvece di avere degli sconosciuti, è meglio la signora!

Benedetto: Sì, ma lei ha 5 figli e mia moglie è malata di nervi...

Angelina: E' che noi non andiamo tanto d'accordo, vero, Benedetto?

-Callisto: Come sarebbe a dire? -No, è per quell'incidente...

Callisto: Oh, ma quella è una sciocchezza!

Callisto: Lei è una donna che sa il fatto suo, Angelina!

-Mi ha fatto piacere conoscerla. -Angelina: Piacere?!...

Callisto: Sì. Filippo! Spero che ci rivedremo presto.

Callisto: Benedetto, restate qui a mettervi d'accordo. Arrivederci.

Angelina: Arrivederci.

(RUMORE DELL'AUTO )

Angelina: Chi l'avrebbe detto che avremmo dovuto metterci d'accordo?

(TUTTE RlDONO )

< 32 7 voti Borgata Palestina, 7 08 voti Borgata Tormarancio.

-Cesira: Sono 32 1 !

Carmela: 1 1 , 1 8, 23, 3 1 ... Scrivo 1 , col riporto di 3...

Carmela: 9 voti... Scrivo 8 col riporto di 4!

Cesira: 85.636 voti! Mamma mia!

-Angelina: Quanti ne servono? -Cesira: 30.000, ma anche meno.

Carmela: Angelina, qua vi facciamo Onorevole 3 volte!

Carmela: Altro che dare retta a quelli degli altri Partiti!

Cesira: Quello che abbiamo ottenuto l'abbiamo fatto con le nostre mani!

-Pare vogliano darti pane e lavoro! -Cesira: Sì, sotto le elezioni!

-Cesira: Così, poi, voti per loro! -Carmela: Meglio agire da sole.

Carmela: ll nostro Partito è come gli altri! Almeno proviamoci, no?

-Carmela: Diteci di sì! (VOClARE lNDlSTlNTO )

-Fatevi coraggio! -Decidete, Angelina! Avanti!

-Angelina: Va bene. -Tutte: Brava, Angelina!

-Ma un Onorevole cosa fa? -Carmela: Come, ''che fa'' ?

Carmela: Credi che voglia dire fare la lavandaia, come te?

-Uno è Onorevole e basta! -Cesira: Però '' baccaglia'' !

Carmela: Esatto. '' Baccaglia'' per noi personalmente.

Carmela: Tu devi dire una cosa, ma non puoi, allora la dice lei.

Carmela: Va alla Camera, discute con gli altri Onorevoli...

... e tu, poi, ne senti i benefici. Non è così?

Carmela: Angelina, vi invidio. Ce n'è uno, lì, così antipatico...

Angelina: Però bisogna saperle dire, le cose.

-Carmela: Vi manca la lingua? -Angelina: No, non è questo.

Angelina: ll nostro Partito dovrebbe avere un programma.

Carmela: Lo facciamo subito! Che ci vuole?

Dev'essere una cosa equa, giusta. Non dobbiamo fare...

-le fesserie che fanno gli altri. (BRUSlO Dl APPROVAZlONE )

(BALBETTA) Sì, ma... Mi sa che io non so fare l'Onorevole.

(BRUSlO lNDlSTlNTO ) (lL NEONATO PlANGE )

Pasquale: Stai zitto, per favore! Libero! Giuseppe! Adriana!

(lL NEONATO STRlLLA) -Pasquale: ''Che ve possino...'' !

< Pasquale: Dai, fai il bravo!

(lL NEONATO STRlLLA) -Vieni... Non piangere, tesoro.

Pasquale: Così, bravo...

La mamma dice di non strillare, perché ha i nervi scossi!

Sai dov'è mia moglie?

La mamma dice che fra 8 minuti toccherà a lei...

... e non vuole nessuno in cucina.

Sai quanto sale ci vuole per la pasta?

Sì, lo so, ma la mamma non vuole che parliamo con voi.

< Pasquale: E chi se ne importa, di te e di tua madre!

(lL NEONATO PlANGE )

( ADRlANA CANTlCCHlA)

-Non si saluta più, qui? -Ciao! Non ti avevo visto.

-La mamma non viene? -Non può. La fanno Onorevole.

(RUMORE DEl PlATTl CHE CADONO ) -Papà, ma cosa fai?

Pasquale: Mi diverto, non vedi? Dov'è Annetta?

La mamma dice di non rompere nulla o andrà al Commissariato Alloggi.

(lL NEONATO FA LA PERNACCHlA) -(PlANGE ) Mammina! Mammina!

-Pasquale: Chi gliel'ha insegnato? -Adriana: L'avrà imparato da solo.

Pasquale: Ah, sì? Dov'è Annetta?

Adriana: Ha da fare. Sono arrivate le altre medicine per la borgata.

Pasquale: Puoi andare.

(BAClO Dl PASQUALE )

-Filippo: Oggi non ci vediamo? -Annetta: No, non posso.

-Filippo: Perché non puoi? -Annetta: Devo lavorare.

-Filippo: Dopo, quando esci? -Temo che mamma se ne accorga.

Filippo: Anche se se ne accorge, non c'è niente di male, no?

Annetta: Forse qualcosa di male c'è: ti diverti alle mie spalle.

Filippo: Vorrei proprio sapere chi te l'ha messo in testa.

Di solito succede così quando uno come te esce con una come me.

Filippo: Stavolta non è così.

Di solito uno come me prende l'auto di suo padre e se ne va a spasso.

Filippo: lnvece mi piace lavorare! (FlLlPPO RlDE )

A uno come me dovrebbe far paura tua madre, invece mi è simpatica!

Filippo: Di solito, uno come me non esce con te a passeggiare...

... perché vuole dirti un sacco di cose, ma, poi, non ci riesce.

-Filippo: Ciao. -Peppino: Che le diceva?

-Libero: Non ti impicciare. -Mi porti a fare un giro?

Libero: E levati!

-Torno alle sette per la ricevuta.

-Annetta: Di chi è? -Me l'ha prestata Spartaco.

Peppino: Non è vero, l'ha comprata! Ho visto che gli ha dato i soldi.

-Libero: Ma stai zitto! -Annetta: Chi ti ha dato i soldi?

Libero: Non l'ho comprata, gli ho dato un anticipo.

Libero: Qui dobbiamo metterci tutto d'accordo.

Libero: O parliamo tutti, o non parla nessuno.

Libero: Anche tu devi stare zitto, o non ti porto più in moto, ok?

-Peppino: Papà ci chiama! -Libero: Gli fa bene alla voce.

Cesira: Punto primo, dobbiamo mangiare tutti quanti e bene!

Punto secondo: si dovrebbe dormire più da Cristiani.

Punto terzo: divorzio. Punto quarto...

Adriana: Devi firmare la ricevuta per i medicinali e papà vorrebbe...

-Angelina: Sì, so cosa vuole. -Quando sarete alla Camera dovrete

fare una legge per proibire agli uomini di parlare dalle 1 2 alle 1 4.

Cesira: E dalle 1 4 alle 1 2 del giorno dopo parliamo solo noi!

Angelina: lnvece di parlare, è ora di pensare ai fatti nostri, no?

Angelina: La prima cosa da fare è sgombrare i fabbricati.

-Cesira: Vi va di scherzare?! -Angelina: Dico sul serio.

-La date vinta a quella carogna? -Angelina: E' un uomo perbene.

Ci ha dato altre medicine. Quelle dell'altra volta non bastavano.

Nei fabbricati ci stiamo e ci resteremo!

Non parlate così, o faremo le prepotenti proprio come gli altri.

Bisogna fare le cose giuste. leri, dal signor Callisto ho visto tutto.

Carmela: Angelina, non vi farete mica incantare?

Non mi sono mica rammollita!

L'alluvione è finita e i lavori devono pur continuare, no?

Se continuiamo così, Callisto va in fallimento.

-Carmela: Peggio per lui. -Angelina: Ma se fallisce...

-chi darà lavoro agli operai? -E se non ci ridà i fabbricati?

Angelina: Ce li ridarà. Me lo metterà per iscritto.

Dirà che non si oppone a farci rientrare.

Angelina: Altrimenti a cosa servirebbe '' baccagliare'' ?

-Carmela: Chi sposta gli uomini? -Che ci vuole a convincerli?

-Cesira: Lo dite voi! -Angelina: Allora, scioperiamo!

-Carmela: ln che senso? -Angelina: ln tutti i sensi.

Li mandiamo in giro coi bottoni staccati e senza mangiare!

Se io faccio sciopero, mio marito non resisterà.

Comandaci tu, Angelina, perché io non mi fido dei capitalisti.

Angelina: lo capisco al volo le persone. Callisto è un brav'uomo.

E' uno che lavora, come noi. Se dovessi sbagliarmi,

-mi prendo tutte le responsabilità. >-Pasquale: Angelina! Angelina!

Pasquale: E' pronto.

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

-Sbrigati, devo sistemare la casa! -Non è mica colpa mia!

-Andiamo, che è tardi! -Si stava così bene, là...

Angelina: Non trovo le scarpe! Si può sapere dove sono?

-Non lo so. Mi allacci? -Angelina: Adesso non posso!

-Angelina: Eccone una! E l'altra? -Adriana: Ci giocava Giuseppe.

-Angelina: Come sarebbe?

Angelina: Di' a tua madre di finirla! Domani ce ne andiamo!

Angelina: E tu, alzati! Sempre con il giornale in mano!

-Esco con una scarpa sola?! -Cesira: Finalmente l'ho trovata.

-Carmela: Provate questa, Angelina!

-Angelina: Ma che ora è? -Carmela: Saranno le nove.

Angelina: Ma dobbiamo mangiare! Vai a vedere che combina tuo padre.

Carmelina: Vi abbiamo portato anche un cappello! E' di Assunta!

Carmela: L'ha preso di nascosto da suo marito! Provatevelo!

-Angelina: No, il cappello no... -Dai, provatelo!

-Angelina: Come mi sta? (RlDE ) (TUTTE LE DONNE RlDONO )

-Carmela: Fateci fare bella figura! -Mangiate dal signor Callisto?

Cesira: No, c'è un ricevimento. Ci sono personalità importanti!

Cesira: Bevono il caffè e dicutono. Quelli mangiano di nascosto.

Stasera, farete l'ingresso in società! Diventerete importante!

Carmela: Farete carriera! Vi manca solo di parlare alla radio!

(TUTTE RlDONO )

Tenete. Questa era di mia madre. E' d'oro! Me la ridarete domani.

Angelina: Grazie, Cesira.

Angelina: Vi ringrazio di tutte queste attenzioni,

ma io preferisco andarci così, senza tanta eleganza.

Angelina: Quando uno è pulito, può andare ovunque, non credete?

-Carmela: ll cappelo vi stava bene! (VOClARE lNDlSTlNTO )

Angelina (RlDE ): No, no... Date retta a me!

Fate come volete, ma attenta a non farvi incantare. Fatevi dire quando

-... si ritorna ai fabbricati. -Angelina: Non temere.

Angelina: Vi pare che gente come quella, con ville, saloni e auto,

prenda in giro dei disgraziati come noi?

Carmela: lo ve lo dico perché mio marito è furioso.

-Cesira: Digli di cambiare. -Carmela: E' una parola...

-Ce l'hai fatta, eh? Arrivederci! (BRUSlO lNDlSTlNTO )

-Vi lasciamo mangiare in pace! -Angelina: Arrivederci a tutte!

-Carmela: Ci vediamo domani. -Sì, vi farò avvisare da Giuseppe.

Carmela: Dimenticavo gli occhiali. almeno questi dovete accettarli.

-Angelina: Occhiali...? -Abbiamo fatto una colletta.

Se dovete leggere qualcosa, da Callisto, con questi vedete meglio.

Angelina: Sì, questi li accetto. Siete proprio brave. Grazie.

-Angelina: Grazie tante. -Cesira: L'abbiamo scritto...

-... sui muri: ''Sei tutte noi'' ! -Carmela: Riguardatevi l'opuscolo,

-perché ci sono dei termini... -Angelina: Fidatevi di me!

-Mi raccomando, Angelina! -Tranquille, ci penso io!

Angelina: Mamma mia, che giornata! E non è ancora finita!

Angelina: Muoviti, che siamo in ritardo.

Angelina: Dammene poca.

Angelina: Cos'è questa ''colla'' ?

-Angelina: Ma è pasta, questa? -Pasquale: Non sono un cuoco, io.

Angelina: Non fare le ripicche come i bambini! Basta stare attenti!

-Pasquale ( URLA): Basta! -Angelina: Che hai?

Pasquale: lo sono Vice Brigadiere! Sono stufo di fare questa vita!

Pasquale: Va a finire che mi faranno dare le dimissioni!

Libero: Figurati! E la mamma, che deve diventare Onorevole?

-Tu stai zitto.

Dovrei occuparmi dei tuoi affari, con i problemi che ho in testa...

-e quello che devo fare stasera? -Ah, già, la politica. Mi fai...

-ridere con queste pagliacciate! -Ah, sono pagliacciate?

-E quanto eri tu a fare politica? -lo non ho mai fatto politica!

Che impunito, che sei! Smemorato! Non ti ricordi?

Ricordi quando facevi la campagna demografica a spese mie?

Bisognava arrivare assolutamente ad avere nove figli! Nove!

Se non c'era il 2 5 Luglio io ero ancora lì a fabbricare bambini!

ln quei tempi, se non avevi tanti figli non potevi andare avanti.

Non avevi il guadagno anticipato, né il premio della natalità!

-Ma finiscila!

>-Pasquale: Smettila, Angelina! >-Angelina: Sei un guastafeste!

>-Levati queste idee dalla testa! >-Angelina: No! Non la smetto!

> Angelina: Dovresti essere felice che tua moglie faccia carriera!

-Pasquale: Ti prendo a sberle! -Angelina: Ma che vuoi fare?...

A te piacerebbe vedermi sempre vestita come una disgraziata, eh?

-Pasquale: Non mi provocare! -Angelina: Non mi toccare!

Angelina: Ti conosco. Non solo saresti capace di arrestarmi,

ma anche di mandare sulla sedia elettrica tutti i ragazzini!

-Brava, Angelina, fatevi sentire! -Basta con le prepotenze!

-Ora, anche noi abbiamo il voto! -Pasquale: Basta!

Angelina: Avete visto? Vuole trascinarmi in piazza!

Angelina: Soltanto per il gusto di farmi passare male la serata!

Dov'è il cinturone?

-Papà! -Angelina: Oddio, che vuoi fare?

-Angelina: Che vuoi fare, Pasquale? -Libero: Calmati, papà!

-Peppino: Ha da veni', Baffone! (BRUSlO lNDlSTlNTO )

Cesira: Dovete finirla di trattare male quella poveretta!

-Carmela: Le vogliamo tutte bene. -E' ora di finirla.

-Pasquale: Ma lasciatemi perdere. -No, devi piantarla.

(FlLlPPO SUONA lL CLACSON)

Annetta: Un momento! Arriviamo! Siamo pronte!

-Filippo: Va bene!

Luigi: Buonasera, Pasquale. C'è qualche novità?

Pasquale: Novità... E' tutta una novità...

-Luigi: Ancora? -Angelina: Buonasera! Saluta...

Angelina: Cambiate il piccolo, che se l'è fatta sotto! Andiamo.

Angelina: Cammina, dai... Grazie.

-Divertitevi! -Arrivederci!

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Pasquale: Non servo più a niente. Prima o poi me ne vado da casa.

-Luigi: Non sono cose da dire! -Pasquale: Chissà...

Pasquale: Una volta, dopo aver lavorato tutto il santo giorno,

dopo aver subito tante umiliazioni,

quando tornavo a casa mi aspettavano con certi occhi...

Pasquale: '' Papà, che hai portato da mangiare?''

Pasquale: Mi sentivo importante.

Pasquale: Mi dava un senso di responsabilità.

Pasquale: Ma adesso... non mi aspetta più nessuno.

Pasquale: Con lei non vado più d'accordo.

Pasquale: Si è montata la testa. Le hanno montato la testa.

Non conto più niente, a casa mia. l ragazzini non mi ascoltano più.

Vedono solo la mamma... e hanno ragione. Ha le scritte sui muri!

E fra pantaloni, ricevimenti, giornali e Partiti...

Se ad un poveraccio togli la stima dei ragazzini, che cosa gli resta?

Pasquale: Ci sono così poche cose, nella vita.

-Filippo: Un momento solo. -Maggiordomo: Prego, signora.

-Maggiordomo: ll suo soprabito. -Angelina: Lo tengo. Levalo tu.

Angelina: Prima, a casa, non avevi quegli orecchini, o mi sbaglio?

-Annetta: Me li ha prestati Dina. -Angelina: Chi?

-Annetta: Dina, al negozio! -Angelina: Toglili, per favore.

Angelina: A casa non li metti mai e li metti qui?! Sei impazzita?!

-Filippo: Vogliamo andare? -Angelina: Sì. Levati quella roba.

-Callisto: Finalmente siete venuta! -Angelina: Buonasera!

Scusi il ritardo, ma in famiglia ci sono state delle discussioni!

-Callisto: Sempre la politica? -Angelina: Politica lnterna!

-Callisto: Cara, lei è Angelina! -Ho sentito molto parlare di lei!

-Filippo: Lei è Annetta, mamma. -Carina...!

-Complimenti, che bella figliola! -Annetta: Grazie!

''Grazie'' , di che? Oh, che belli! Giacomo!

-Filippo: Andiamo nel salone. -Callisto: Dovremo parlare insieme.

Angelina: Non mi iscriverò a nessun Partito, mi basta già il mio!

-Magari mi iscrivo io al suo! -Questa è una bella idea!

-Ci vediamo dopo, signora. -Angelina: Certamente. Prego.

-Buonasera! -Ciao! Grazie di essere venuti.

-Cara mia! -Callisto: Ciao!

Dunque abbiamo una serata proletaria. Caviale? Vodka?

Callisto: Bisogna aggiornarci, se non vogliamo essere fuori moda!

-Ma com'è questa Angelina? -Così così.

ll guaio è che ha una figlia e Filippo le ronza intorno.

-Ma no! -Che mondo!...

Beata te, che non hai figli!

Sono felice di conoscere Angelina. Le hai già parlato?

Callisto: Non ancora, ma, intanto, posso darti una buona notizia.

Callisto: Oggi hanno sgombrato i fabbricati.

-Callisto: Alle 9 erano deserti. -Accidenti! Come hai fatto?

-Callisto: Segreto professionale! -Non sei un uomo, sei un demonio!

-Ma accendi un cero alla Madonna! -Callisto: Già fatto! (RlDE )

(FlLlPPO E ANNETTA RlDONO )

Buonasera...

-Filippo: Buonasera, signora. Ciao. -Ciao.

-Che aria romantica...! -Sei sparito dalla circolazione.

-Gatta ci cova, eh? -Filippo: Sto lavorando molto.

Questi papà! Grazie.

-Filippo: Andiamo. -Annetta: Scusi.

-Scusate un momento. -Angelina. Prego. Che bravo!

-Angelina: Lei è un Onorevole? -Sì. La stupisce?

-Angelina: No, per niente. (TUTTl RlDONO )

-Angelina: Anche lei? -Anche io sono Onorevole.

-Angelina: E lei? -No, non ancora.

Angelina: Qui, dove ti giri vedi solo Onorevoli! (TUTTl RlDONO )

Angelina: Cosa si prova ad essere Onorevoli?

-Veramente, non saprei dire. -Vorrei conoscere il suo programma

-politico. Sarà interessante! -Angelina: ll mio?

Appena sarà pronto ve lo spedirò, così lo imparerete a memoria!

(TUTTl RlDONO )

-Filippo: Ti diverti? -Annetta: Sì.

Filippo: Allora cos'è che non va? Non ti piace la serata?

Annetta: Ci voleva questa serata per farmi capire che non va.

-Filippo: Cos'è che non va? -Annetta: Tutto.

Mia madre ed io in mezzo a questa gente, vestite in questo modo...

-Annetta: Mi sento così ridicola. -Filippo: Sono io che mi vergogno

di avere amici che giudicano una persona da come si veste.

Filippo: Tra di loro non ce n'è una buona e brava quanto te.

Filippo: Credi che non l'abbia notato? Devi essere allegra!

Filippo: Sono felice di vedere mio padre gentile con voi due.

Filippo: Sono certo che anche lui abbia capito molte cose.

Callisto: Cosa pensa di questi ''sporchi capitalisti'' ?

-Angelina: Posso dire la verità? -Callisto: Dica, dica!

-Angelina: Sono... ''carichi'' ! (ENTRAMBl RlDONO )

Angelina: Lei mi è simpatico, ma all'inizio non la sopportavo!

Callisto: Bisogna conoscersi. così i malintesi scompaiono!

Callisto: Venga di là con me. Devo dirle una cosa importante.

-Angelina: A me?! -Callisto: Sì, venga.

-Angelina: Non vorrà mica sedurmi? -Callisto: E chi lo sa?

Callisto: ln un certo senso! Si sarà accorta d'essermi simpatica!

E' una donna pratica, intelligente, che parla quando deve parlare...

... e sa stare zitta quando deve tacere. Si accomodi, prego.

-Callisto: Non è così, forse? -Angelina: Non dico di no.

Angelina: ln un certo senso, sì.

Callisto: Visto che fra gente in gamba bisogna sapersi aiutare,

io ho pensato di farle un piccolo presente.

-Angelina: A me? -Callisto: No, al suo Partito.

Per venirle incontro nel caso si trovasse in difficoltà.

-Angelina: E' un milione... -Per delle difficoltà modeste.

Callisto: Ma sono sempre pronto ad aumentarlo.

-Angelina: Ma che ci devo fare? -Callisto: Quello che vuole.

Callisto: L'ho intestato a suo nome proprio per questa ragione.

Callisto: Sa, a volte chissà come la prendono le sue compagne...

-Angelina: Cosa devono prendere? -La cosa può destare disappunto,

ora che si erano abituate ai fabbricati nuovi.

Vuole dire che quella gente non tornerà più ai fabbricati?

Cara signora, da domani io non sarò più il proprietario.

l miei impegni non avranno più alcun valore.

-Angelina: Brutto disgraziato... -Callisto: Ora che le prende?

Angelina: Non le è servito a nulla essere stato uno come noi, vero?

Quando uno fa i soldi, la pensa in un altro modo!

-Callisto, che succede? -Angelina: Che succede?!

Mi spiace di non sapermi spiegare, perché vorrei dirvi lo schifo...

... che provo ora nel trovarmi in mezzo a tutta questa gente!

-Annetta: Mamma, siamo a casa loro! -Angelina: Ma quale ''casa loro'' ?

Ci hanno fatto l'elemosina! L'elemosina di un caffè!

Angelina: Hai capito che favore ci hanno fatto?

L'elemosina della loro cortesia! Tutti quanti! Eccoli! Guardali!

Sono specializzati in elemosine! Ma noi non possiamo accettare!

Angelina: Stavolta non la spunta, perché rioccuperò i fabbricati,

dovessi andare da sola contro tutta la polizia di Roma!

Angelina: Non piangere!

Dovrei piangere io, per essere capitata in mezzo a questa gente!

-Vai a prendere il soprabito! -Filippo!

-Che gente! Che vergogna! -Certo non le manca la lingua.

-Filippo: Annetta! -Filippo, dove vai?

-Filippo: Ma mamma... -Torna dentro!

Callisto: Pronto? Commissariato? Parla il Commendator Garrone.

Sono il proprietario dei fabbricati in costruzione a Pietralata.

Callisto: Sì, proprio quelli. Commissario, ci risiamo!

Callisto: La signora Angelina, che lei conosce bene,

è uscita da qui un attimo fa minacciando di incitare...

... gli abitanti della borgata a rioccupare i fabbricati!

Callisto: Non ero d'accordo con lei su certe condizioni.

Callisto: Non proprio questo, ma qualcosa di simile.

Callisto: Grazie, Commissario. E' molto gentile... Ecco fatto!

Callisto: Vedrete che stavolta Angelina si calmerà.

-Filippo: Che vuoi dire? -Callisto: Quello che ho detto.

Callisto: Le passeranno una volta per tutte le idee rivoluzionarie!

Callisto: State tranquillo, il contratto non corre rischi.

Callisto: La polizia farà piantonare i fabbricati

e Angelina ci penserà due volte! Se si mette contro la polizia...

-si romperà le ossa sul serio! -Credi di comportarti bene, papà?

Callisto: Che ti prende?

(VOClARE lNDlSTlNTO )

Angelina: Ma che succede?

Angelina: Ma che succede qua?

Cesira: Angelina, stasera non è aria! Parliamoci chiaro!

-Angelina: Ma perché? -Cesira: Ci prendete per sceme?

Venite da casa sua e non sapete che la polizia piantona i fabbricati?

-Mio marito mi ha anche picchiata! -Angelina: Li ha fatti occupare?!

Carmela: Non fate la commedia! Se volevate accasare vostra figlia...

col ''signorino'' , non c'era bisogno di coinvolgere la povera gente!

-Angelina: Col ''signorino'' ?! -Volete dirci che non sapete nulla?

Cesira: Abbiamo visto tutte vostra figlia con il figlio di Callisto!

Carmela: Andavano a ballare dove lavora il figlio dello sceriffo!

Carmela: Lì, l'aranciata costa 500 lire!

-Angelina: Che storia è questa? -Ora pagherete voi l'aranciata!

Carmela: E magari sperate anche che la sposi, vero? (RlDE )

(RUMORE Dl UNA MOTO ) -Carmela: Ecco l'altro!

(VOClARE lNDlSTlNTO ) -Libero: Mamma, sei già tornata?

-Libero: Ma che succede?

... che non ti faccio più credito!

Spartaco: Mi riprendo la moto, finché non paghi le altre rate!

-Spartaco: Forza! Scendi! -Angelina: Non era di un tuo amico?

Spartaco: Un amico?! Ah, già, perché voi non sapevate dove...

... andavano a finire le medicine! Domandatelo a vostro figlio!

-Angelina: Spiegatemelo voi! -Spartaco: Spiegare?! ll guaio è...

che l'ho saputo stasera, altrimenti non gli avrei dato la motocicletta!

Spartaco: lo non mi presto a questi giochi!

Spartaco: Fatemi passare!

Carmela: Ora sapete perché le medicine non bastavano mai, eh?

-Avete sistemato la famiglia, eh?

(VOClARE lNDlSTlNTO )

Ora non parlate più, eh?

Cosa dovrebbe dire? Lei ha sistemato i figli!

E poi, in casa di quel cornuto di Fornaio non manca niente.

Siamo noi ad essere rimasti nelle fogne!

Ora ci farai i pantaloni gratis! Ce li siamo meritati!

Altro che Onorevole! Onorevole al Ministero delle Fregature!

-Annetta: Mamma!... -Con te faccio i conti dopo.

Angelina: Vieni qua, tu.

Angelina: Vieni qua.

-Angelina: Che hai fatto? -Annetta (PlANGE ): Mamma!

Angelina: Che hai fatto?... Che hai fatto?

-Dove vai, spia?

-Casa tua è dall'altra parte! -Ma dove va, quella?

-Ai fabbricati! Fa la spiritosa! -E piantala, Angelina!

< E aveva il coraggio di dire che faceva gli affari nostri!

< Angelina, siete peggio di quel cornuto del signor Callisto!

-Carmela: Attenta, hanno i mitra!

Cesira: Lscia perdere, tanto non ti viene dietro nessuno!

Non ti basta quello che ci hai combinato? lmpunita! Fanatica!

Tanto hai fatto gli affari tuoi!

(VOClARE lNDlSTlNTO )

-Libero: Ferma, mamma! Che fai? -Annetta: Torna indietro, mamma!

( URLA lNDlSTlNTE )

Fermatevi! Non venite avanti!

Tornate a casa! Non fateci commettere delle fesserie!

-No!... (RUMORE DEGLl SPARl)

(LE DONNE URLANO ) -Carmela: Angelina! Angelina!

Pasquale: Torna indietro, Angelina! Pensa ai ragazzini!

-No!

< Pasquale ( URLA): Torna indietro!

-Pasquale ( URLA): Sei impazzita?! -Angelina: Lasciami stare!

Pasquale ( URLA): Non puoi guidare la gente contro la Forza Pubblica!

-Pasquale: Torna a casa! -Angelina: Non mi importa di nulla!

-Non vi lascio fare queste cose!! -Pasquale: Calmati! Calmati!

( ANGELlNA PlANGE )

Ma che belle azioni, che fai!

Hai il giornale e non lo fai leggere alle tue amiche!

E che te ne fai? E' sempre quello di tre settimane fa.

Non puoi farti portare dei giornali illustrati? Di cinema o fumetti?

Anche nell'altro carcere non potevi avere un giornale decente.

Sei la Sindachessa di Pietralata? Hai fatto carriera, eh?

Piantala di scocciare la gente! Vattene! Ma dimmi un po'...

Non hai saputo nulla?

Chissà quanto tempo mi terranno qua dentro...

Non possono darti più di 3 anni. Mi sono informata.

-Angelina: Tre anni... -Non te la prendere.

-Vedrai che passano presto. -Angelina: Non me la prendo.

Magari fosse per sempre, così non combino più guai.

-Mi dispiace solo per i ragazzini. -Ormai...

Eh, già... ormai...

Dovevo pensarci prima.

Si dovrebbe sempre pensare prima.

Ho rovinato anche mio marito.

La famiglia è una gran cosa. Si dovrebbe tenere da conto.

-Anche voi siete sposata? -ln un certo senso, sì.

Ho ammazzato mio marito.

(lL NEONATO PlANGE )

E se gli fosse successo qualcosa? Non è possibile che...

per una sciocchezza come quella se ne sia andato di casa.

-Sono 1 5 giorni, ormai. -Non gli è successo niente, vedrai.

Non mi dici mai come stanno le cose, neanche fossi stupida.

-Maggiordomo: C'è il ragioniere. -Callisto: Fallo passare.

Maggiordomo: Si accomodi.

-Permesso? -Callisto: Com'è andata?

lnsomma... abbiamo parlato per un'ora.

Certo, lui riconosce di aver esagerato un po', ma dice...

-... che non dovete preoccuparvi. -Callisto: ma Che cosa fa?

Lavora come disegnatore dall'architetto Boggiani.

Dice che non gli manca niente.

Voglio vedere come farà ad andare a sciare a Cortina, quest'inverno!

-Callisto: Prego, si accomodi. -Grazie mille. Vede, signora...

non credo che gli interessi andare a Cortina.

Mi scusi, Commendatore, ma quel ragazzo è proprio di famiglia.

-Se si mette in testa una cosa... -Callisto: Che si è messo in testa?

Qui sotto c'è quella streghetta che manovra.

Se vuole sposare quella ragazzetta da quattro soldi, faccia pure!

-Farà in tempo a separarsene! -Anch'io ci capisco poco...

Prima dice che non vuole darvi un dolore perché vi vuole bene,

poi dice di non poter assistere indifferente a delle porcherie,

mi scusi Commendatore,

come quella di mandare in galera una madre di 5 figli...

colpevole di aver voluto impedire la riuscita di un brutto affare.

Dice che vi scriverà e vi verrà a trovare, ma vuole lavorare da solo.

-Più di così non potevo fare. -Callisto: Grazie, ragioniere.

lo sono molto affezionato a Filippo e anche a voi.

-Callisto: Ci vediamo in ufficio. -Va bene, Commendatore.

-Buongiorno, signora. -Buongiorno.

-Suora: Chi è Angela Bianchi? -Sono io. C'è qualche visita?

Suora: No, non è giorno di visite. Prendi la tua roba e vieni con me.

-Angelina: Cosa mi fanno, ora? -Ti trasferiscono per il processo.

Suora: Andiamo.

Coraggio, stai tranquilla.

< Arrivederci e auguri! Speriamo che non sia niente!

Angelina: Arrivederci.

Venite avanti.

E' pervenuto l'ordine di scarcerazione, per voi.

-Angelina: Come? -Siete libera.

ll Commendator Garrone ha ritirato la denuncia.

Angelina: E' sicuro? No, perché...

... è la seconda volta che lui mi fa liberare dopo avermi denunciata.

Vorrei sapere se ci ha preso gusto a farmi andare avanti e indietro.

Almeno la prossima volta mi regolo.

Pare sia stato un malinteso. Ora siete libera veramente.

Grazie tante. Arrivederci.

-Annetta: Mamma! -Libero: Mamma!

-Carmela: Angelina! -Angelina...

Angelina: Siete venute per rispedirmi in prigione?

-Cesira: Siete la nostra Angelina! -Angelina: Adesso me lo dite?

Carmela: Vi aspettano tutti ai fabbricati. Venite.

-Angelina: Ai fabbricati? -Quando Callisto vi ha denunciata,

suo figlio se n'è andato via di casa per protesta.

-Carmela: Venite con noi. -Cesira: Siamo state cattive.

Cesira: Mentre voi andavate in galera, noi vi trattavamo male!

Cesira: Forza, andiamo.

(TUTTl URLANO )

-Ma cosa succede? -Corri! Vieni giù!

-Ma dove andate tutti? -Ai fabbricati! Ci danno la casa!

-Ma vi va di scherzare? -Tra un mese si potrà entrare!

Peppino, vieni giù! Di' a tuo padre di venire ai fabbricati!

-Ma quanto si paga? -Quasi come qui.

(VOClARE lNDlSTlNTO )

( URLA lNDlSTlNTE ) ( APPLAUSl)

Angelina: Ma che succede?

Carmela: Venite, che c'è Roberto che vi sta aspettando!

Carmela: E' nella baracca! Vi vuole parlare!

Carmela: Stanno facendo le firme per assegnare gli appartamenti!

Carmela: Ce l'avete fatta! Brava!

Roberto: Quanto sono contento! Vedete le feste che vi fanno?

Roberto: Avrete l'appartamento con le mattonelle verdi! ll più bello!

Roberto: E' al primo piano.

-Angelina: Pasquale... -Roberto: Volete arrestarla ancora?

Pasquale: No. Gli Onorevoli godono dell'lmmunità Parlamentare.

Angelina: Ma che dici?

Pasquale: Stavolta diventerai davvero un'Onorevole.

-Sei venuto a dirmi questo? -Pasquale: No.

Pasquale: Sono venuto qui per caso.

-Sei una donna in gamba. -Angelina: Cosa ti prende?

-Pasquale: Niente. Già che c'ero... -Carmela: Angelina, venite qua!

Angelina: Un momento e arrivo! Pasquale, ne riparliamo dopo.

Pasquale: Sì, dopo. Arrivederci, Onorevole.

Angelina: Non scherzare, ti prego.

-Angelina: Aspettami qui, va bene? -Carmela: Angelina, vieni!

-Pasquale: Va bene. -Angelina: Vengo!

(BRUSlO lNDlSTlNTO )

Roberto: Firmate qui, Angelina.

Angelina: Dove vai?

Angelina: Pasquale!

Cesira: Angelina, ma che fate? Vi siete innamorate un'altra volta?

-Angelina: Perché? -Lo guardate come una ragazzina...

Luigi: Pasquale, non vieni a sentire i discorsi di tua moglie?

-Pasquale: Deve fare un discorso? -Luigi: Certo che deve farlo!

Pasquale: Devo andare in caserma...

-... e mi ci fermo pure. -Luigi: Sul serio?

Pasquale: Ho deciso. Ora, lei è a posto.

Pasquale: Mi farò trasferire.

Pasquale: Passerò lo stipendio ai ragazzini. Tu mi capisci, no?

Luigi: Sì, ho capito.

Pasquale: Non me la sento di rifare la vita che facevo prima.

Pasquale: Diglielo e falle capire che non posso più sacrificarmi.

Luigi: Tranquillo, glielo dico io.

-Pasquale: Ciao. Sei un amico. -Luigi: Arrivederci.

Roberto: L'appartamento è vostro!

-Carmela: Dovete darvi da fare! -Cesira: Ci sono le elezioni!

-Carmela: Fateci un discorso! -Lo aspettano tutti!

Angelina: Non so fare i discorsi. Avete visto Pasquale?

-Luigi: Vengo apposta per questo. -Angelina: Ma dov'è?

Luigi: E' un discorso lungo.

-Carmela: Non fateci penare! -Gli avevo detto di stare qui!

-Carmela: Dite almeno una cosa! (LA FOLLA APPLAUDE E URLA)

Angelina: Non so fare i discorsi!

(LA FOLLA APPLAUDE E URLA)

Peppino: Forza, mamma! Ci siamo anche noi!

Libero: Ma quale '' mamma'' ! Forza Onorevole!

E' una parola... Non so che dire.

Devo dirvi solo una cosa: credo che non sarò mai Onorevole!

( URLA Dl PROTESTA DELLA FOLLA)

-Lo diventerai grazie a noi! -86.000 voti!

Non sono capace.

Mentre stavo dentro mi sono venute in mente tante idee.

ll Governo dovrebbe far fare alla gente la galera obbligatoria,

come il servizio militare. Già...

Un po' perché tutti quanti ci meritiamo almeno un annetto,

e un po' perché, li dentro, ti si rischiarano le idee.

Mi sono accorta di essere solamente una come voi,

< che cerca di mettere insieme il pranzo con la cena,

< che combatte con le finestre senza vetri e con l'umidità.

< Angelina: E anche se, come dite voi, è merito mio...

che non sognavamo d'avere,

ho capito che questo non è il sistema per fare l'Onorevole.

Per quello che mi riguarda, poi, mi sono accorta...

... che per fare la politica la famiglia andava per aria.

lo ci tengo, ai miei figli. Voglio tirarli su come mi pare.

Poi, anche senza essere Onorevole, ho da fare tanta politica a casa.

Tra il marito, i guai e i figli...

Facciamo certe discussioni che alla Camera se le sognano.

Sono sicura che non rimpiangerete

se lascio il posto a qualcuno più bravo, più preparato di me.

E che possa aiutarvi davvero.

< Angelina: Qualcuno che, con più calma, non si lascerà fregare.

Perciò vi dico addio.

Vi saluto. Però, quando mi chiamerete per '' baccagliare'' ,

sarò sempre pronta perché questa è l'unica cosa che mi viene naturale.

ll nostro Partito non si scioglierà ma non andrà neanche alla Camera.

Resterà fra di noi, '' baccaglieremo'' in famiglia...

... così saremo tutti Onorevoli.

-Ma Onorevoli sul serio. (LA FOLLA APPLAUDE E URLA)

Pasquale: Aiutatemi, Maresciallo. Dovete appoggiare la mia domanda.

Pasquale: Voi lo sapete. Vi ho raccontato tutto.

< Angelina: Ma dov'è? Che fa? Che cosa fai, qui?

-Angelina: Cos'è questa storia? -Non te l'ha detto, Luigi?

Angelina: Sì, me l'ha detto. Per questo sono qui.

Angelina: Non fare lo scemo! Mi scusi tanto, Maresciallo.

Prego, prego...

Pasquale: Perché piangi? Dovresti essere contenta.

Pasquale: Ti vogliono tutti bene. Tra poco sarai Onorevole.

Angelina: Ma quale Onorevole! Non capisci proprio niente.

Angelina: Ho fatto un bel discorso e mi sono dimissionata.

-Pasquale: Ti sei dimissionata? -Voglio essere soltanto Angelina.

-Libero: Ha fatto una fesseria! -Non parlare così a tua madre!

-Libero: Tu stai zitto! ( SCHlAFFO )

Ragazzino, tu ti eri scordato di portare rispetto a tuo padre, eh?

L'avevamo dimenticato tutti, ma ora dobbiamo ricordarlo!

-Angelina: Non ho ragione? -Per quanto mi riguarda...

Angelina: Ho ragione eccome! Allora, ci siamo capiti?

-Angelina: Siete tutti avvertiti! -Pasquale: Angelina...

Angelina: Meglio che taci, perché queste cose me le sbrigo da me.

Angelina: Arrivederci, Maresciallo. Scusi tanto. Ci vediamo presto.

Angelina: Dammi qua, che tu lo fai sempre piangere!

Angelina: Andiamo! Arrivederci, Maresciallo.

-Pasquale: Dove andiamo? -Angelina: Dove vuoi andare?

-Hai i soldi per il cinematografo? -Pasquale: No.

Angelina: Allora andiamo a casa.

-Pasquale: Dormi? -Angelina: Magari...

-Pasquale: Perché non dormi? -Prima voglio fare i conti.

-Pasquale: Li farai domani. -Non riuscirei a dormire.

Pasquale: Brava, così, quando li hai fatti, non dormi più sul serio.

Angelina: E tu perché non dormi?

-Pasquale: Penso. -Angelina: A cosa pensi?

Pasquale: Si stava rovinando tutto quanto, eppure ci vogliamo bene.

Angelina: Non dormi per questo?

Angelina: Ora è passata. Vedrai che tutto funzionerà benissimo.

Libero metterà giudizio e fra un mese avremo le mattonelle celesti.

Pasquale: Non riesco a capire.

-Due persone si amano, eppure... -Angelina: Non fare il ragazzino!

Angelina: Ci sono cose più serie, per esempio il latte per domani.

Angelina: Senza la tessera non te lo danno.

Potrei chiedere un anticipo, ma ci vorranno un paio di giorni.

-Pasquale: Come fai? -Angelina: Non ti preoccupare...

Angelina: Penserò io, al lattaio.

Domani vado da quel disgraziato e faccio una bella '' baccagliata'' !

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