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Concetta viva Torrioni, un piccolo paese di montagna in provincia di Palermo,
condividendo l 'abitazione di un modesto appartamento con Maria, sua compagna di
tutti. La sua vita è tristemente segnata da un 'atroce disgrazia accaduta nel
passato. Il padre Paolo, infatti, amante della vita facile e delle belle donne,
usava spesso tradire la moglie attraverso una morbosa relazione
una signora del paese.
Ora è arrivato il momento che devi scegliere.
La madre di Concetta, tanca di subire i continui tradimenti del marito, decise
di concedersi alle attenzioni di un giovane corteggiatore per ricambiare il
disonore subito.
Uno solo può te giuro che te lascio stare in Mendevaio.
Si bella, si stupenda.
I due vennero sorpresi da Paolo sul pianerottolo delle scale.
Il curioso litigio che ne conseguì.
Spinse la donna a compiere un atto estremo che segnerà definitivamente la
di Concetta.
Mamma!
La ragazza, cresciuta sola e rimasta orfana anche del padre, morto a seguito
una malattia, ripone la sua esistenza nel rapporto con il fidanzato Santino,
il quale dovrà sposarsi presto. Non hai prenduto questa macchina? Io non ho
capito, ti riesci a fare con una macchina come questa?
Ah, non ti preoccupare, è Maretta l 'amico, dai muoviti.
Il destino avverso, però, continua a riservarle delle brutte sorprese.
Durante un fermo di polizia, infatti, Concetta e Santino assistono all
di due poliziotti da parte di alcuni killer della temibile cosca di Sant
'Antonio e Cancelli.
Mi creda, ce lo giuro.
Tu ti puoi tarsi tua. Ma io ho la carta d 'identità.
Qui ci sono delle irregolarità. E che sono queste irregolarità? Nome e cognome
non si leggono bene e la foto è sbiadita.
Ma non è possibile.
Dovete seguirmi in caserma per un controllo.
I ragazzi, pur avendo visto in faccia gli assassini, preferiscono di non
con la polizia per paura di eventuali ritorsioni.
Le
conseguenze
non si fanno attendere.
Santino viene arrestato per falsa testimonianza e guida senza patente,
Concetta è sottoposta a continue minacce.
Il carcere di Torrione, nel quale è recluso Santino, è gestito da un
corrotto e senza scrupoli, che rende la vita difficile a tutti i detenuti,
costretti a subire ricatti ed umiliazioni di ogni tipo.
Tu come mogliere non ci devi nemmeno parlare, sonso di merda.
L 'avvocato di Santino lotta con i giudici per farlo uscire dalla prigione,
il magistrato competente sembra stranamente orientato verso un
della detenzione. Sono esatte.
Qualche giorno di galera in più non potrà fargli che bene.
Intanto nel carcere continuano i sopprusi e le violenze ai danni dei
non tutti riescono a sopravvivere alle terribili umiliazioni subite.
Terrorizzato dall 'inferno che lo circonda e da un profondo rimorso,
decide di rilasciare ai giudici l 'identikit degli assassini.
Certo, hai ragione, ma stai attento.
Le dichiarazioni compromettono seriamente la sua sicurezza e il
disperato, chiede aiuto a Concetta avvertendo che la sua vita è in serio
pericolo.
Concetta, per aiutarlo, è costretta a subire inaudibili violenze, sia da parte
di una guardia carceraria, collegata alle cosche mafiose, che dal viscido
direttore del carcere.
Perfino il parroco del paese, a cui la ragazza si rivolge per un aiuto,
approfitta di lei in torbide circostanze.
I killer, venuti a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate da Santino ai
giudici, decidono di vendicarsi uccidendogli la madre.
Santino, ancora all 'oscuro dell 'omicidio della madre, decide,
un amico di cella, di pulire nel sangue il disonore subito dalla sua ragazza.
Grazie a tutti.
Signorina Alcata, l 'ho convocata qui perché devo darle una brutta notizia. Di
che si tratta?
Ieri hanno ucciso la madre di Santino.
Che cosa?
E non è
finita qui.
Santino ha coltellato il direttore del carcere nella sala mensa.
È in fin di vita.
La situazione di quel ragazzo ci è complicata moltissimo.
Però sono riuscito a fargli ottenere un 'autorizzazione dal giudice per farlo
assistere ai funerali della madre.
Hai ragione. Con videnza e brutta finitura.
Santino, amore mio!
Hai visto che non farlo?
Cuccio!
Cuccio!
L 'omaggio non c 'è più.
Quando finirà?
Mariozzo, c 'è un amico
che ha nascito a carcere a Romagna e aveva un posto più concetto a Malano.
Forza la tua lontana orca.
Ti prego.
Non ti preoccupare, Santino.
La fede a te, Mario.
Spero che non ne lasciano fermi qua tutta la notte. Mi auguro di no.
Signore, scusate, un momento d 'attenzione, per piacere.
Vi vorrei pregare di avere un altro pochino di pazienza.
È successo un guasto grave, un motore, è una cosa che non si può reparare.
Abbiamo telefonato a Torrione e ne stanno mandando una vostra colma.
Si tratta solo di tre o quattro ore. No, ma che me.
E' così quando arrivo.
Ma tu, Mario, ci paghi? Ma che fai la vita per campare?
Faccio un meccanico, lo travaglio in un 'autoficina. Ah, bravo.
Buono sapere se che tu fai un meccanico.
Allora, se hai un problema con la mia macchina, posso venire a trovare.
Ma certo, perché no?
E tu, Giovanni, che tipo di travaglio fai?
Ah, vedi, non sono mai un signore disoccupato.
Tu stai bene, hai avuto un problema con la giustizia.
Ma a che serve parlare?
Senti, dimmi una cosa, mi fa solo una curiosità, ma puoi dire quanto guadagna
meccanico come te?
Ma, più o meno, un paro di milioni di mesi mi uso.
Mario mio, solo un milione di mesi!
Certo che una cifra come questa, Vito, non si può correre pendente.
E' un po' serio.
Che soldi preferisci?
Una bella picciola.
Una bella picciola, sì, hai detto.
E' bravo Paolozzo, che comportaggio è proprio buono.
Ecco, che c 'è solito solito. Ti ringrazio.
Ma stai a cura, tu non sai niente. No. E manco me la conosci. Non te l 'ho mai
incontrato.
E questa sera facete tutta l
'attenzione. Grazie.
Mi dispiace assai, ma mi hanno incaricato di dirvi che ci vanno ancora
ore. Per fortuna hanno trovato una casuzza che è vicino. L 'autista vi sta
aspettando per accompagnarvi.
Appena arriva l 'autopulman, vi veniamo a chiamare. D 'accordo?
Piano, senza pressa, c 'è tempo. E c 'è un telefono? E c 'è una casa.
Sì, ma cangiatela, st 'autobus, scazzate.
Scusate.
Prego, prego.
Vieni signoruzza, con tutte queste peggio si fa male, si casca.
Scusate.
E voi,
signorina, non ne siete diretta?
Stiamo andando a Milano. Ah, scusate.
Che cosa c 'è da fare fino a Milano?
Un calzatore ufficio dell 'Ambrate ha indetto un concorso per operaie, operaie
specializzate nella cucitura delle tomaie, lo capisce?
E io a suo tempo la domanda la feci e ora... e ora spero proprio che mi
prendano.
Ma come è il suo signore che ci fa compagnia?
Chiesto a me pace.
Perché io sono sotto a casa, vicino a me.
Così lo lasciamo dormire tranquillamente a sua pace.
Sì. Ehi, Mario.
Dormi. Vieni a mangiare il posto, per cortesia.
Per chi?
Per il Ducaterico.
Sono comodo a sé qua.
Una bella ragazza come te, una simpatica picciotta come te, non è facile
incontrarla. Ma provate a essere il tuo vino speciale, che viene dalle mie
campagne.
Provalo, provalo.
Dai, dai, non ti fermare, dai, ancora, ancora, che ti fa bene.
Grazie.
Che puttana una cazzegata, fin tiro a me.
Tanto una pigliata amici, eh?
Tieni, tieni.
Pigliato spaccio mio, ricordatelo per sempre.
Ehi,
allora spiegate Mario.
Oh, mi sento. Su, se te ne vede con me, dai.
Dai.
Meglio, è carino.
Allora, sogno o non sogno, amico? Ti voglio presentare Anita.
Molta bieta. Anita, ti presento Mario. Io sono Mario.
Anita è una bella picciotta di Siracusa.
Il suo padre fa un meccanico, come a te.
Ora, asciugia questo.
È un vino speciale.
È un vino buono tuo, eh? Certo, a me mi piace. Questo è concio fritto.
Tieni, tieni, bisogna stare allegri.
Sei una picciotta troppo bella.
Hai due occhi splendidi.
Ce ne sono poche femmine come la tua.
Non mi ho caduto e non mi ho fortunato.
Tu non sei d 'accordo?
Non mi vuoi abbandonare?
Non è possibile.
Nell 'altra stanza c 'è Memace.
Non ne vi rega. È uguali.
Uno solo, nico, nico.
No.
Che mi vuoi fare soffrire?
Avanti, uno solo.
Spacchietti. Spacchietti.
Spacchietti. Spacchietti.
Spacchietti.
Fammi aprire le gomme alle sucche.
Eccoci.
Maiali andano come un velluto.
Oh, che brava, ragazzi.
Oh, succa.
Succa, che cosa speciale.
Che coscia, ragazzi.
Betty.
Oh, no, no, no.
Rabele.
Rabele.
Ma non hai visto la porta aperta?
No, buona sei.
Usai un estammario?
Ah, un certo.
E c 'è una picciotta nell 'altra stanza.
Scusa per quanto tempo mi aspettare.
Beh, e che vuoi che ti dico?
Allora, dimmi, o ci vai tu o no?
O ci vai.
E chi fa?
Niente.
Sì, ti piace, lo so, ciò che ti piace.
Tutti buttano come a te, ci piace.
Toglio scarra da salvo.
Sì.
Basta, mamma, ce l 'aspetta. Ma non la parto forte.
Mi piace.
Stai a rovano.
Avicchiavelo.
S 'ha giunta, Rince, il profetuso posto in mia ida.
Bene, bene, Concettina, bene, ciao.
Ciao. Troppo più subito.
Però sono ruminuti, eh?
Lo sai, Santino mi ha parlato di queste notizie.
E me le spiegate, vuole tanto bene.
Puro io voglio bene.
E poi...
Mi manca tanto, sai?
E pensare che noi rincenomissi non vivemo a sposare.
Poi è successo questo casino che tu sai, e si è sfasciato tutto.
È proprio incredibile di come la vita si può cambiare in pochi momenti.
Ah, oramai non c 'è più a pensare, perché ora Santino è un uomo d 'onore.
essere orgogliosa, Reggio.
Orgogliosa?
Io l 'orgoglio non ce l 'ho più.
Ma io ho miliato in tutte le maniere per farlo nascere da carcere. E hai visto
Ido che cosa ha fatto?
Se ne ha fregato.
Completamente.
Concetta, tu l 'hai capito, Santino.
Ho detto che ero a carcere, ho avuto chi giù che se me le dava.
Ido non sapeva permettere di toccarti.
Ha peggio un po' fuittona.
Si chiunge a due ore di settimana e inizia l 'ospedale.
E invece questo poico ha visto essere muoito.
Ah, sì?
Ido se ne nasce con un 'ora o un mese.
E intanto io, io che mai ho rovinato in tutte le maniere possibili per far
rinascere la galera Santino, sono qua, che non lo posso vincere, perché Ido
rischia di restare in carcere per vent 'anni.
No, è meglio che non ci pensi queste cose.
Per ora, scolto passato e vado presente.
Troppo un vendese, ma c 'è te.
Sì, va bene, io non poco rimeno con ti amo vivo, però non è che mi convinci
tanto tu.
Guarda che io ti ho visto prima di andare all 'autobus con la ragazza.
Questo parte del vino.
Ma non ti rendi conto? Se magari si risvegliava, poteva succedere uno
Che schifo, chissà però te poteva risparmiare.
Sì, ma che ne sono femmine di città. Tu sei la mia compaesana, insomma, una
pezzotta seria.
Io ti rispetto.
E ti rispetto che stai ridotta l 'auge di chi tu sei la femmina dell 'amico mio
Santino.
A saluto di Santino.
Questo è un vino che fa vere e proprie miracole.
Che fai? Vivere in autentica, dai.
Questo è un vino che ti mette a fuoco e ti fa passare la malinconia.
Ora è bastato, vero? No, non puoi fermare.
Oh, ma che mi vuoi fare, embriacare? Che si crede?
È solo per fare un bendito alla salute dell 'amico Santino. Va bene, ma stai
mani a posto, però. D 'accordo, ti giuro.
Il tuo piaccionetto che hai.
Molto bello il capo.
Voglio tassare.
Fammelo tassare.
Mi fa muorere.
Soca. Soca, soca.
Bottana.
Solo caldo.
Fatte parlare.
Buttana.
Ecco, ecco. Va così.
Dava, dava.
Ti piace?
Ti piace?
Conciretta, conciretta
Quella qua non mi piace a me.
Ma cos 'è? Zucca, minchia.
È bello, eh?
Ti piace?
Zucca.
Zucca.
E ora, preparati a toccare il tuo specchio mio.
È meglio perché tu sei tutto inutile e sono piccantino. Te ne avevo capito.
Avevo capito.
Ma perché ci metteste tanto a venire qua?
Minchia, non ha perso tempo.
Bravo, bravo. Tu sei buono. Il vino che gioca fa miracole.
Ora ci penso io a questa gran picchia di boittone.
Svegliati, amore.
Ti ricordi di me? Di questa bella faccia? Della mattina?
Hai parlato troppo.
Amore, svegliati.
Mi riconosci ora, vero?
ti riporti così e ora sai che te ne fai poco a sapere di me ti aspetto qua a
vedere quando si muore poi te ne veremo un pezzo
L 'altro promette quello che fa a Confucius.
Possiamo rifugio.
Signorina Scala, per fortuna lei è fuori pericolo, ma si è tranquilla. Insieme
al commissario De Paoli provvederemo alla sua incolumità. La interroveremo
quando sarà meglio.
Le indagini intanto procedono, non si preoccupi. Ora pensi solo a guarire.
Signorina?
Signorina, devo darle una buona notizia.
Lei è stata fortunata.
Per questa volta le è andata bene.
Il proiettile nell 'addome l 'abbiamo estratto.
Presto sarà molto meglio e così potrà tornarsene a casa.
Tu pensi in mia età, ti avevo sparato in t 'aperta prima di rimanere in nenne.
Ora mi stai scattando la minchia, capito? Tu sai che sta una roba non si
accorizzante, e l 'unica cosa che potevamo fare era scappare. Ah sì?
Allora ti voglio giurare una cosa, con Cetta ero in tuo letto, ed era tutto
facile, ti avevo messo la pistola in tua bocca, e ti ravi.
Va bene, va bene, calmi. Io sogno tranquillo.
Ma ora tocca a me occuparmi di concetta.
Acquaito? Ora stai bene?
Sì, stai meglio, stai meglio. Non mi accontentare.
E poi mi vennero a trovare pure i miei figli.
E ieri? E ieri?
Signorina Alicata.
Signorina.
Buongiorno, come va?
Ecco sì.
Ho incontrato Santino in prigione. Mi ha incaricato di consegnarle questi.
È molto preoccupato per la sua salute, ma non gli concedono di uscire.
Così mi sono permesso di venire io a trovarla, per fargli piacere.
La ringrazio, avvocato.
Ho preso contatto col suo amico Mario.
Lui è addolorato per quanto è accaduto.
Gli ho consigliato...
di evitare di venire qui in ospedale a trovarla.
Ho visto anche quella sua amica che condivide con lei l 'appartamento.
Mi ha detto che appena può le telefonerà.
Ma perché non mi può venire a giocare?
Io ho bisogno, Rita.
Io la comprendo benissimo, ma lei deve capire che dobbiamo cercare di evitarlo.
È rischioso esporre altra gente.
Tenga presente che quelli sono dei criminali, hanno occhi e orecchi
Potrebbero tentare ritorzioni verso i suoi amici.
Eh sì.
Forse aveva ragione lei, avvocato.
Insomma, voi cos 'iete? E che cosa volete di me?
Non sapevo il mio nome, non aveva nessuna importanza.
Però su di voi una cosa la posso dire.
Sono un amico carissimo del direttore Rogajci.
E faccio che il direttore tu conosci troppo buono. Se mi sbaglio, correggimi.
E allora, che cosa volessimo dire?
Vedi, io ho bisogno di domandarti un favore importante.
E faccio che tu me lo puoi rifiutare.
Vuoi troppo bene a tuo figlio.
Ora lo dovete smettere.
Sono stanca dei ricatti, sono stufa. Ora vado alla prima caserma di carabinieri
che incontro e vi rinunzio a tutti.
Senti, se non vanno i carabinieri mi puoi fare scantare, eh?
Sconza, finiamo di babbiare.
Io ti ho detto che noi abbiamo bisogno di te e non ti puoi rifiutare.
E chi ha il cemento e non dura la tua famiglia potrà mai andare né nei
carabinieri e manco nella polizia, chiaro?
Ma io, che cos 'hai a fare?
Oh!
Hai visto quanto è facile?
Per parlare, comunque, non c 'è fretta. Avevo tempo.
E invece voglio approfittare di questa occasione perché non scegliete meglio.
Il dottore disse che a due giorni sarà dimessa. E potrà tornare a casa.
Domani mattina verrà a visitarla personalmente il professore Anselmi.
parlare direttamente con Ida.
Grazie. Lei è davvero molto gentile.
Faccio un mezzo Ida. Ora però devi cercare di riposare. Va bene.
Brava. Mi raccomando.
Signorina Legata, se ha bisogno di me, mi chiami pure.
Buonanotte. D 'accordo? Buonanotte.
Concettina mia, è difficile spiegarti tutto quello che provo in questo
Sento il mondo crollarmi addosso.
Nella mia vita ho commesso tanti sbagli, ma non avrei mai pensato che a pagare
le conseguenze potessero essere le persone a me più care.
Tu e la mia povera madre.
Ti vorrei dire tante cose, ma non ne ho la forza.
Spero solo che presto starei meglio e così ti potrò abbracciare di nuovo.
Sono sicuro che un giorno il destino ci unirà con la stessa forza con cui ci ha
separati. Ti amo tanto.
Tuo santino.
Ma sì, certo che esso è bravo, bravo. L 'unico problema ora ce l 'hai io.
Don Raffaele, tutto apposta.
Organizzai ogni cosa.
Domani sera, da Garusa, sarà a vostra disposizione.
Sei stato proprio bravo, Michele.
Bene. Questo è quello che ti ho promettuto.
Grazie Don Raffaele, grazie.
Butta. Ti piace, eh?
Hai bisogno che mi fai un reto a favore. E chi vuoi ora?
Sentimi bene. Tu torna a guardare Don Raffaele. Chiedo la camera numero 22.
Non ricordo.
C 'è venuto una serata particolare.
E così domani sera devi mettere la solita roba nella scena dei pazienti
27.
Ho capito.
Sì, ma dalla stanza numero 27.
C 'è chi ti ha abbandonato dalla polizia e tu, sai, un bello problema.
No, stai tranquillo.
Nessun problema.
Sarà trasferita al reparto chirurgia.
Tu pensa a preparare la cena per domani sera.
Avrai un regalo. D 'accordo.
Non c 'è niente da fare.
Buonasera.
Buonasera.
L 'accomodate, grazie.
Noi non li conoscemmo.
Perché ha domandato di faremi visita?
Veresse, signorina, noi non l 'avevamo mai inculciato, ma avevano tantissime
cose in comune. Sono venuta a trovarla perché mi sento particolarmente vicina
alla sua situazione.
E... quali sarebbero tutte queste cose che
abbiamo in comune?
Ci posso fare un nome solo, chiedo di direttore di carcere di Torrione.
Giovanotto, ti ho fatto convocare qua perché mi devi dare qualche spiegazione
sopra alcuni fatti che non mi sono troppo chiari.
Sogno a vostra completa disposizione, Don Salvatore, comandatemi.
Bravo.
E prima cosa ti devo dire che mi avete rotto i coglioni tutti quanti. Non c 'è
mai stata tanta polizia in un assupposto come ora. Avete fatto troppo bordello.
Tu pensi che alcuna pistola, sparanno, si possono cancellare o risolvere tutti
problemi?
E invece mi avete messo a me e a tutta la mia famiglia in una situazione tale
che noi non possiamo più operare tranquillamente.
L 'avevamo fatto, Don Salvatore, perché la gente va a capire che in questo paese
si va a tenere la bocca chiusa. Chi gioca deve capire la gente in questo
di paesi.
Non lo decidi tu, lo decido io, è chiaro?
Tu parla troppo, Caruso.
E poi ho saputo che avete incontrato uno dei Marotta. Chi ve l 'ha data questa
autorizzazione? Non sono aiutato a risolvere il problema della ragazza, Don
Salvatore.
Il problema della ragazza? Ma quale problema?
Cosa avete risolto? La ragazza è viva e sta per nascere all 'ospitale e ora
siete tutti a mezza merda. Volete sparare e non lo sapete neanche fare.
Risolvete il vostro problema.
È un consiglio da Don Salvatore.
Giovanni! Oh, che c 'è?
Rapa, sta porta è nesce un momento.
Stai a dire una cosa.
Ah, se non scazza minchia.
Sai chi doveva dire questo pezziccio? Non so.
C 'è da signora che te va cercando.
Ma che spaccio vuoi?
C 'è chi già che vuole attia?
Chi ci deve dire?
Buono, allora... Va bene, stai venendo.
Buonasera, signora. Buonasera.
Dove attende?
Allora, com 'è lì il corso ospedale?
È andato tutto bene.
Hai operato qui già appena mensura.
E com 'è la situazione?
C 'è sempre un poliziotto davanti alla porta.
E se mi ricordo buono, ci sono un 'alcice femmina ricoverata in questa
qui. Un numero l 'hai senza?
27.
Secondo piano.
E ora che come volevi ti ho fatto piacere, mi lascio tranquilla.
Foste brava, sai, davvero brava.
Ma questo affare ha un suo bello favore.
Ma aiutare a finire la cosa che ha cominciato prima che arrivassi tu.
Che succede? Non si preoccupi signorina, la portiamo a un semplice controllo al
reparto chirurgia.
Avanti.
Ah, un amico Luca.
Che notizie mi ha portato il nostro progetto. Siamo tranquilli, nella camera
stanno tutte dormendo come tante angiolette, ci mi susunivano da un
piatto da ragazza, invece 20 gocce di Pentax.
Bravo, bravo Luca, si può sempre stare sicuro con te, ora ti aspetta una
sorpresa, ogni promessa è un debito, tu isolato non perdi un sticchio in
infermeria, ma devi stare attento, non te la devi fottere, ha un problema all
'utero. Ma...
Io che faccio? Io tagliare basta.
Che vuoi mio?
Puoi funzionare la fantasia.
Ora spogliate.
Piano piano.
Senza premura.
E così.
Se ogni volta che metta. E così.
Isotagon.
Così. Che cosce favolosa che hai.
Mi stai facendo sbogliare?
Ah, sì.
Su, Luca. Luca, vieni.
Ecco, la porta deve te camminciare.
Luca.
Che bel tussiccio, cavolo, che hai.
Zucca, zucca.
Ecco sì, ecco sì, zucca.
Che bella minna.
Non ci sta capendo più niente.
Ti piace?
No, avete il bottone, muovete. Ti piace, vero? Ti piace?
Su, cammella tutta.
Su, cammella tutta.
Brava.
Ma poco cagato sborro.
Peglia, peglia.
Senti. Sì? Ce l 'hai una sigaretta?
Non penso che le sigarette le facciano bene.
Ti prego, è tanto che non fumo.
Io gliela posso dare.
Speriamo che non venga nessuno.
Senti. Dica.
Tu sai perché mi hanno portato qua?
Io qui sono solo di piantone.
Mi pare di aver sentito che dovrebbe fare dei controlli. E poi in questo
ospedale non si capisce proprio niente.
Sembra una specie di manicomio.
Già.
Ebbè, davvero?
Grazie.
Su, che buona piccioletta, eh?
Brava, brava, mi pare.
Brava.
Brava.
Brava.
Brava. Brava. Brava.
Brava. Brava. Brava. Brava. Brava. Brava. Brava.
Brava.
Brava.
Grazie.
Se mi piace senza pila, te che stecchiozzo che io mi pare chiedo di una
piccioletta.
Io come so che, vedono come so che, sta buttando, che mica
buttare.
Ci viene, si.
Ma che è la testa di Emma?
Si che ti ce l 'ho da uca.
Forse la dovete.
Che c 'è,
signorina? Non sta bene?
Le chiamo un medico?
No, non ne ho bisogno del dottore.
Le fa male la ferita?
Ecco, mi sento tanto sola.
Sto male dentro.
Ho bisogno di qualcuno.
Non faccia così.
Tra pochi giorni se ne andrà da questo ospedale. Si rimetterà presto. E se ne
potrà tornare a casa sua.
No.
No.
Sento che tutto sta per finire.
Don Raffaele, che facete qua?
E te venne subito!
Così Così
Così
Ecco sì, ecco sì.
Sulga, sulga. Che peccato che non trovo i sufrutti.
Senti, puttana, dimmi una nuvuta da vicenda che sto andando a sto letto. Per
Dio, dimmi un 'estate, sbrigati!
Che è stato?
Mi ha perso uno sparo.
Non si spaventi, signorina.
Non sarà nulla di grave.
Ma tu che pensi che sta succedendo?
Non lo so.
Perchè un sparo?
Pezzo di menta, facci!
Abbasso me, sacanante con me, lo sai? Ma non fate sciocche! Guarda come ora sta
a voltare! No!
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