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Fa male? Il fascismo è dolore, Todaro.
State contento.
Una fiala di questa, quando i dolori diventano forti.
- Grazie. - Comandi.
State contento.
Minchione, pervertito, sifilitico.
L'unico dolore che conosce...
..è quello che gli fa provare la moglie.
Quando lo sculaccia la sera.
Salvatore.
La tua invalidità è una benedizione.
Anche tu con questa parola infame?
Mi piace invalido. Allora?
Pensionato.
Più morto che vivo.
Però vivo... è bellissimo.
Prigioniero mio e delle mie cure.
Ti porto a Montenero. In mezzo alla costa dove si vede il mare.
Coltiviamo la terra, teniamo gli animali.
Anche le api che fanno il miele buono.
Il bimbo è debole. Lì potrà crescere con l'aria pulita
lontano dalla guerra, e nessuno gli farà del male.
E noi avremo sempre da mangiare.
Perché il cibo ce lo coltiveremo con le nostre mani.
L'inverno ti faccio la minestra calda.
E la sera andremo sempre a dormire presto perché saremo stanchi.
Possiamo vivere bene, Salvatore.
Tranquilli.
Felici.
Rina vuole che accetti l'opzione minima.
La pensione da mutilato.
Cosa vedi?
(Legge in lingua omerica)
(Continua a leggere)
(Parla in lingua omerica)
(Musica di pianoforte)
< La felicità, Rinuccia mia, non la pretendo.
< È un fatto da appagati. Un sentimento compiuto.
< Uno stato... immobile.
(Donna canticchia)
< Questo vento, so dove soffia tutti questi ragazzi.
(Canticchia)
< Li soffia a morire.
# C'è nel mio cuore quando mi guardi tu #
# Un desiderio che non mi lascia più #
# Freme la vita mia vicino a te #
# Mi scordo il mondo e tu lo sai perché #
# Un'ora sola ti vorrei #
# lo che non so scordarti mai #
# Per dirti ancor nei baci miei #
# Che cosa sei per me #
# Un'ora sola ti vorrei #
# Per dirti quello che non sai #
# Ed in quest'ora donerei #
# La vita mia per te #
Assemblea!
Non si può mai sapere.
Non si può mai sapere.
Non si può mai sapere.
Qualche smidollato, sconsiderato pallone gonfiato...
..pensa che i sommergibilisti non combattano veramente.
- Minchiata! - (tutti) Grandissima minchiata!
Minchiata massima!
- Comandante. - Come ti chiami?
Elettricista Efisio Careddu, comandante. Comandi.
Tu resti a terra.
Come vedete, siamo gli ultimi a partire.
I tedeschi attaccano in branco, noi no. Noi siamo italiani.
E siamo soli.
Il re... con tutta la sua maestà non c'è.
Non c'è il Duce a condurvi. Ci sono io.
Non c'è neanche mammina.
C'è Marcon.
E chi si mette a piangere, lo butto in mare.
< Il mio Gigino è un cuciniere. E va a morire come una mamma.
< Va a morire mentre dà da mangiare ai suoi compagni.
< Ho ancora il suo succo addosso, ma non è una porcheria.
< Adesso... a lavarmelo via non ci ho proprio pensato.
Questo battello è ottimo.
Guardatelo. Toccatelo, ascoltatelo.
Nei momenti di sconforto, sarà lui a dirvi cosa fare.
La nostra trincea non si vede.
E il nemico è lontano, protetto da strati di acqua
e di acciaio, da migliaia di millimetri di artiglieria...
da una tecnologia letale che i nostri poeti
possono solo immaginare dietro alle loro scrivanie intarsiate.
Ma sta là...
da qualche parte, col cuore che gli pulsa...
esaltato dal coraggio della sua filosofia britannica
e pieno di paura.
Proprio come noi. Non fate finta di non avere paura.
Non schifate la paura.
- Amatela. Chiavatevela! - (tutti) Comandi!
Pronti a muovere.
< Gli sono corsa dietro da lontano.
< C'erano anche Nunzia e Angelina, ma non ci siamo salutate.
< Eravamo prese dai nostri pensieri,
che erano gli stessi di sicuro, ma erano i nostri,
e stavamo lì a pensarli, col vento che ci faceva volare i capelli.
Non si può mai sapere.
< I nostri pensieri accarezzavano questi ragazzi per l'ultima volta.
< Questi ragazzi che vanno a lottare, nervosi e col sangue che bolle.
< lo lo so che questi ragazzi qua,
con la pelle liscia e il sorriso incosciente,
si dovrebbero tuffare nel mare a pescare le perle.
< E invece si imbarcano per fare la guerra. So che non torneranno.
< Hanno mamme, sorelle, morose.
< Loro dovrebbero stare qui a guardarli sparire
dentro la pancia di questo pesce di ferro.
< Dovrebbero vederli ridere e scherzare per l'ultima volta.
< Ma loro qua non ci sono. Qua ci siamo solo noi.
< Ci sono anche le virtuose, che non si fanno toccare,
ma a quest'ora dormono già.
< E allora a noi tocca accompagnarli e piangere. Perché?
< Non bisogna essere indovini per sapere che non torneranno.
< E se torneranno, non torneranno la volta dopo.
< Oppure non torneranno la volta dopo ancora.
< Non serve essere indovini per sapere che alla fine della guerra,
quando si faranno i conti, scopriremo che i marinai di sommergibili
sono morti quasi tutti quanti.
< Allora ci copriremo la bocca con la mano.
< Quanto spreco di vita in quella bara.
- Agguato? - E secondo te ci davano...
..un sommergibile atlantico per andare in gita in laguna?
(in veneto) Arriviamo in zona, tutto quello che naviga...
se sopra coperta monta un cannone o una cerbottana, lo affondiamo.
(in veneto) Atlantico, preparati, cacati addosso!
Proprio me dovevi chiamare per questa missione?
Proprio te, sì.
lo e te alla guerra contro tutti.
Ho capito. lo e te alla guerra.
Ma per arrivare nell'Atlantico, bisogna passare Gibilterra.
Gibilterra è una brutta bestia.
Questo battello c'è già stato a Gibilterra.
A giugno, appena entrati in guerra. Col capitano Cristiano Masi.
Perché non è arrivato a BETASOM? Eh?
Perché è tornato indietro?
- È stato respinto. - Ecco.
Sì, ma è la nostra fortuna.
È stato respinto dalla flotta inglese, si è rifugiato a Ceuta.
E là, ha finto di avere un timone rotto.
Gli spagnoli lo hanno ospitato nove giorni e ha studiato gli inglesi.
Sarà.
Ma io ti dico che lo stretto di Gibilterra
è già un problema per via delle correnti...
senza bisogno degli inglesi che ti sparano addosso.
Ecco. Guarda qua.
Eh.
È stretto...
..ma lo spazio c'è.
- Eh? - No.
- No. - Siamo dei cretini?
- Non lo siamo. - Non sento, cazzo, siamo cretini?
- Non siamo... - Non sento! Siamo cretini?
- Non siamo dei cretini! - Oh! Marinai...
C'è una questione da dirimere qui.
Con Marcon ci stavamo chiedendo: "Siamo dei cretini
- o non siamo cretini?" - No, non siamo cretini!
- Non siamo dei cretini! - Non siamo dei cretini!
Allora! Ah!
# L'arte del marinaio è morire in mare #
# L'arte del marinaio è morire in mare #
- Oggi lepre di mare aglio e olio? - Scemo!
(Fischietta)
- (in napoletano) Che ascolti? - Eh?
- Che stai sentendo? - Tieni, ascolta.
(Dialogo indistinto dalle cuffie)
Oh, senti un po'. Radio Andorra.
Se ci sentisse il Duce.
Quello fa così, ma Radio Andorra piace pure a lui.
< E quindi, siccome l'arte del marinaio è morir in mar,
eccoci qua, sul sommergibile chiamato "Cappellini",
lungo 73 metri e largo sette,
armato con due cannoni da 100 e due mitragliere binate da 13 mm,
quattro tubi lanciasiluri da 533 a prora e 4 a poppa,
e una dotazione di 12 siluri da 533,
300 proiettili per cannone e 3.000 proiettili per mitragliere.
< Mi considerano il capitano più matto ed esaltato
della Regia Marina Italiana. Un asceta, un fachiro.
< Forse addirittura un indovino.
< lo so che sono caduto con l'idrovolante,
e ora ho una corazza di ferro e cordame.
< Lo spirito greco mi ha parlato tramite Betti, il sarto.
< Lui protegge e governa il mio destino.
< La mia vittoria è la battaglia.
Ah, cazzo, quella puttana di tua madre.
(Voci indistinte)
Oh, dai! Oh, oh! Dove cavolo vai, eh?
- Scemo, io sto prima. - Ma che "prima"?
Vai indietro, siamo in ordine alfabetico!
lo mi chiamo "Bicienzo", con la B.
- Sto subito dopo Alfredo. - Ma vai dietro!
- Quella maiala di tua madre! - Oh, vi volete calmare? Cazzo!
(in siciliano) Ragazzi! Si è rotta la doccia.
No!
Mi stai guardando il cazzo?
- Bono, sono figlio di Dio! - Vai a fare la doccina.
La finisci che mi rincoglionisci il cane?
Gigino. Conosci tutti i piatti di casa tua?
No, signore. Conosco tutte le ricette
di tutti i piatti di tutti i paesi di tutta I'ltalia.
Bene.
Arriverà un momento in cui non potrai cucinare cose buone.
Allora quando te lo ordino, tu i piatti li dirai...
sempre, continuamente, come una preghiera.
Sì, signore.
- Continua pure. - Comandi.
(Uomo parla in sardo in cuffia)
La modifica dell'ordine all'utilizzo dell'ora legale estiva
proseguirà anche oltre il 12 ottobre per il servizio comunicazioni.
< Ho un messaggio per il comandante Todaro. Siete lì? Passo.
Un messaggio per voi, comandante.
Sono qui, passo.
< È un messaggio personale, Comandante.
< Da parte di mio cugino, Careddu Efisio, che avete lasciato a La Spezia.
< Tre giorni dopo la partenza, è stato ricoverato in ospedale
e operato d'urgenza di peritonite. Se fosse partito, sarebbe morto.
< Careddu vorrebbe farvi pervenire la sua gratitudine
per aver capito che non stava bene, salvandogli la vita.
< Insieme alla sua, anche quella di tutta la sua famiglia...
compresa, con permesso, la mia.
- Grazie. - Comandante.
Comandante.
< I marò mi chiamano mago Bakù.
< Lo hanno anche disegnato sulla falsa torre.
< Non me la prendo, anzi, mi diverto. Però, io davvero vedo le cose.
< Vedo il nemico quando sta per arrivare...
e mi faccio trovare col cannone puntato.
< Un'altra cosa che vedo è che morirò in guerra.
< Ma nel sonno, da sveglio non mi avranno mai.
Numerose bombe di profondità da cacciatorpedinieri inglesi.
Abbiamo un passaggio di 20 metri e 70 metri di profondità.
Supera quota periscopio e scendi a 80. Cinque gradi a scendere.
- È un culo di gallina. - Dobbiamo farcele scoppiare sulla testa.
(Boato)
(Boato)
(Esplosioni)
- Ci hanno colpito? - No, è l'onda d'urto.
È esplosa sopra al battello. Ci spinge sul fondo, stabilizza.
Se scendiamo, ci restiamo.
Impianto elettrico danneggiato. L'anidride carbonica sta salendo.
- Barra a dritta. - Barra a dritta!
- Timoni a salire. - Timoni a salire!
- Timoni incastrati a scendere. - Macchine indietro mezza.
- Aria all'emersione. - Aria da espellere quasi finita.
Siamo sotto di 100 metri e passa.
- Acido solforico dalle batterie! - Maschere.
(Colpo metallico)
- Tampona! Tamponate! - Un cuscino. Isolate la falla.
(Voci indistinte)
Oltre 120 sotto.
Dobbiamo salire prima di implodere.
(Colpi di tosse)
< Rina carissima, a chi a casa si lamenta del burro scadente,
sei autorizzata ad ammaccagli un occhio perché merita un'esistenza scadente.
< Questi ragazzi hanno più terrore in corpo che sangue,
ma non si lamentano. Trasformano la debolezza in forza devastante.
< Tesi come sono nell'attesa di qualcosa...
potrebbero forare lo scafo di un cacciatorpediniere con un'unghia.
< Sono pronti. Ed inermi.
Fusibili sostituiti.
Aria alle casse, tutta quella rimasta.
- Timoni a salire. - Timoni a salire.
(Sfiato)
Si muove. Centodieci.
- Minniti, cosa abbiamo sopra? - Sembra libero.
Cento.
Cavi di ancoraggio per mine. Siamo incastrati.
- Non ci pensare neanche. - Prepara la garitta.
Non starci nemmeno a pensare. È roba mia.
Allaga la garitta.
- Cosa fa? Non riesce? - Riesce, riesce.
- Quota? - Venticinque metri.
Macchine avanti adagio.
Onore e memoria eterna...
..al marinaio motorista Vincenzo Stumpo.
Comandante, il cannone di poppa è fuori uso.
- Procedete alla riparazione! - Comandi!
Mulargia, l'aria pulita non ti piace?
L'aria pulita puzza.
Come si chiama questa tecnica per fumare?
"A fogu aintru."
- "Fogu intru?" - "Col fuoco dentro."
Così il nemico non ti vede quando fumi.
Metti la musica.
- Di' al cuoco di fare gli gnocchi! - Signorsì!
- Gnocchi. - Con la semola o con acqua e farina?
("Inno dei sommergibilisti" dal giradischi)
(Canticchia)
Le batterie sono riparate, niente più perdite di acido.
Sono saltati dei bulloni e i generatori non caricano.
- Quanto tempo? - Un'ora.
Non abbiamo un'ora, Stiepovich.
# Colpir e seppellir ogni nemico che si incontra sul cammino #
# È così che vive il marinar #
- Posti di combattimento! - Via, via! Muoversi, muoversi!
(Parlano indistintamente)
- Mulargia, stendilo! - Munizioni, Chierici, veloce!
- Pronto! Fuoco! - Prendi questo!
(Musica continua)
Tò! Tò, brutta testa di cazzo, tò!
Ti piace?
Vai, Mulargia!
lo non ho il potere di conferire una medaglia
al valoroso cannoniere Mulargia, ma...
..intendo in qualche modo decorarlo.
Da questo momento... potrà darmi del tu.
Potrà rivolgersi a me...
..dicendo "tu".
"Comandante."
- Oh, vedi? Bene. - Gnocchi!
(Esultano)
- Vai, Gigino! - Dove sono i piatti?
- Grande Gigino! - Andiamo.
- Tieni. - Grazie.
- Parmigiano c'è? - Quello che è rimasto.
- Mangia. - Passa, vai.
- Tieni. Tieni. - Passate i piatti.
- Piatti, ragazzi. - Prendi, dai.
I piatti. Grazie.
Passa. Manca... siamo a posto qua.
- Primo piatto. - Ci siamo.
- Vai. - Oh!
- Quanti ne hai fatti, Gigi'? - E allora... buon appetito!
- (ridono) - (insieme) Buon appetito!
C'è il cane da tartufo e il cane da gnocco.
(Ridono)
< Rina cara, forse il greco voleva dire
che non basta nascondersi per non essere visti.
< Da una settimana non accade niente.
< Di giorno navighiamo in immersione, di notte emergiamo...
molto lontani dallo scopo della missione
che si chiama Agguato. L'acqua potabile scarseggia.
- Le chiacchiere. < Gli gnocchi sono un sogno lontano.
Il pan di Spagna.
Gli amaretti.
Il marzapane.
Le lingue di gatto.
La torta mantovana. La torta ricciolina.
La torta dei sette vasetti.
La torta di noci, di riso, di ricotta.
La torta di zucca. Il casatiello e il tortano.
La torta caprese. La torta milanese.
E la torta di mandorle... e cioccolato.
I krapfen, lo strudel, i roccocò,
i biscotti in tutti i modi, la pastiera, la cassata siciliana,
la cassatina di Pozzuoli, la pinolata, la meringata.
< Questa è I'ltalia unita, Rina.
< Qui un livornese e un siciliano sono più che stranieri.
< Sono proprio abitanti di due pianeti diversi
e lontani, per lingua, cultura, temperamento.
< Eppure, è proprio il crogiuolo dove tutti i dialetti,
piccoli manufatti e grandi opere dell'ingegno,
ottuse credenze pagane, la rivoluzione egualitaria
del Cristianesimo e le vecchie reliquie si sono fusi.
< È il nostro tesoro. - Ehi, Poma?
Sì, sì.
Che fai, preghi?
- Sei parecchio religioso te? - Sì.
Eh, pure io.
Ti volevo fare vedere una cosa, vieni.
Guarda che crocifisso mi sono fatto. (ridendo) Ci puoi dare un bacino.
- Oh, ma che cazzo fai? - (insieme) Oh!
- Ma che sei scemo? - Sei un infame, Leandri.
Sei una merda.
Non si bestemmia il Signoruzzo, non ti permettere!
- Fermo! - Nulla si può permettere
in questo sommergibile!
Stavo scherzando.
- Non si fa! - Ha ragione.
Ma che ne so che è un fanatico? Anche te dille le cose, in italiano.
Dimmi "sono un bigotto fanatico", e io non te lo faccio vedere.
Calmo!
Ascoltami, tu ora questo coso lo butti, capito?
È d'argento. Calmatevi tutti.
- Dai, levatelo. Su, dai. - Oh.
- Me lo levo, ma non lo butto! - Dio mio! Dio, ci devi perdonare!
Che cazzate che stiamo facendo! Ci devi perdonare, ci devi...
Ahi, una mano mi sono spaccato.
< Proprio questo bordello, meraviglioso e putrido...
..è l'Italia.
< Rina carissima, sii fiera del nostro combattimento
e trasmetti questa fierezza a nostro figlio.
< E abbi pazienza se non posso recapitarti i miei messaggi.
< Accendiamo la radio solo in casi estremi.
< La schiena mi fa male, ma non tocco la morfina, anche se vorrei.
< Quanto lo vorrei.
< Pratico lo yoga quando sono triste perché penso con nostalgia
a Sottomarina, a don Voltolina,
che non mangia per far mangiare qualcuno che ha più fame di lui.
< Allora curo il male della lontananza con un male più forte.
< Chiamo Marcon e gli chiedo di parlarmi in dialetto.
< Il miele della lingua di casa mi culla.
< Non mi sento più lontano, ma esattamente lì.
Ore 11:00, comandante. Lo vedete?
Un mercantile di otto, diecimila tonnellate.
(Scroscio d'acqua)
- Bravo, Morandi. - È a luci spente.
Un cannone a prua.
- Ascolta. - Non si vede.
- Non si capisce che bandiera è. - No, comandante.
È una nave con un cannone.
Naviga a luci spente in zona di guerra. lo l'affondo.
- Immersione? - No. Posto di combattimento.
- Posto di combattimento! - Avanti tutta!
Dieci gradi di barra a sinistra!
- Motori alla massima potenza. - Motori alla massima potenza!
- Tira giù la breda! - Reggi prora!
Tira su la breda!
- Apri! - Sbloccatelo!
- Pronto? - È armato!
Tore, perché non andiamo giù e lo affondiamo con i siluri?
Queste supposte non trovano mai il culo, Vittorio. Stiamo su.
Poma ha la mano rotta, non può sparare.
(Esplosione)
- Abbassa il tiro, mille metri! - Forza!
- Fuoco! - Fuoco!
Più da vicino!
Poma! Ehi!
(Urla)
Poma!
Spostati!
- Forza! - Andiamo!
(Parlano indistintamente)
Due gradi sinistra! Forza, due gradi sinistra!
Un grado su!
Fuoco!
Mille metri! Tieni, mantieni, mantenere il tiro!
- Chiudo! - Armato!
- Vai, vai, vai! - Fuoco!
(Urla indistinte)
Comandante!
- Comandante! - Lascia a me, lascia a me!
Cannone nemico fuori uso!
(Gemiti di dolore)
- Chiama tre ragazzi, fallo portare giù. - No!
L'ho vista la gamba, comandante. Lasciatemi qua.
Voglio vedere il nemico che affonda.
(Gemiti di dolore)
Lesen, accostare su rotta 0-9-0 e lanciare siluro da 533.
Accostare su rotta 0-9-0 e lanciare siluro da 533.
Avevate ragione, comandante.
Questo battello... è ottimo.
È una macchina bella.
E questa... è una guerra fatta di macchine.
E la pace, sarà una pace fatta di macchine.
Un giorno le macchine penseranno anche. E ragioneranno.
Saranno meglio degli uomini.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei...
sette.
Bersaglio mancato, comandante! Tiro lungo!
- Faccio ripetere con alzo di 30 gradi? - No.
- Mulargia? Continua manovra d'accosto. - Sì?
- Manovra d'accosto. - Affondalo.
Comandi!
- Sono belgi, comandante. - Sì. E dovrebbero essere neutrali.
Lo farò presente.
(Esplosione)
Massima allerta per eventuali minacce aeree.
Due uomini in mare! Si avvicinano da sinistra, comandante!
(Sirena)
Altri tre verso prora!
(Urla)
Cosa facciamo, comandante?
(Gemiti di sofferenza)
Tore... i nazisti li lasciano in mare.
Cosa facciamo?
Li tiriamo su.
Mancini, butta la cima!
- Nucifero, la biscaggina! - Comandi.
Parlez vous français?
- Parlo italiano. - Identificatevi.
Terzo ufficiale Jacques Reclercq.
- E il mercantile come si chiamava? - Kabalo, bandiera belga.
- Neutrali nella guerra. - E perché avete sparato?
Parlate italiano anche voi?
(Parla in fiammingo)
Fiammingo.
Quante scialuppe avete messo in mare?
(Parla in fiammingo)
- (parla in fiammingo) - Due.
Sapete che non posso prendervi a bordo?
(Reclercq parla in fiammingo)
(Parla in fiammingo)
Date loro generi di conforto.
Portare acqua, viveri e coperte, muoversi!
Avete bussola e compasso?
(Parlano in fiammingo)
- Sì. - Vi sto lasciando acqua e viveri.
Siamo a 31 gradi e 80 nord, 31 e 30 ovest.
(Parla in fiammingo)
Dove volete arrivare?
(Parla in fiammingo)
Madera.
Mantenete questa rotta.
(Reclercq parla in fiammingo)
Rimetteteli sulla scialuppa.
Andiamo! Avanti!
(in fiammingo) Aiutatelo. Jacques!
Fatelo scendere.
Mollare!
Tutti i viveri devono venire da questa parte, da Marcel.
Per i sommergibilisti non ci sono lapidi dedicate,
o croci manufatte.
Al sommergibilista Danilo Stiepovich...
..tenente di vascello, italiano, morto da eroe...
..noi offriamo il nostro pianto interiore...
..e una croce di corallo.
Lo stesso corallo che amava pescare un altro eroe...
..il marinaio motorista Vincenzo Stumpo...
..corallaro di Torre del Greco...
..cui anche va il nostro saluto commosso.
Attenti!
(Fischia)
Tenente Reclercq, traducete per i vostri connazionali, per favore.
(Reclercq parla in fiammingo)
I naufraghi della seconda scialuppa sono stati salvati stanotte
da un piroscafo battente bandiera panamense.
(Reclercq parla in fiammingo)
Altre imbarcazioni in zona non ce ne sono!
(Reclercq parla in fiammingo)
Assicurate bene la scialuppa alle cime.
Vi traineremo in zona Santa Maria delle Azzorre.
(Reclercq parla in fiammingo)
- Tenete duro e tutto andrà bene! - (Reclercq parla in fiammingo)
Grazie.
(Urla)
(Urla indistinte)
(Colpi di tosse)
(Urla, versi)
(Fischio)
(Lamenti)
(Urla)
(Urla)
Ascoltatemi bene.
lo lo so, molti di voi non sono preparati a questo.
Va bene cannoneggiare in emersione...
..rischiare la vita contro il nemico,
ci siamo arruolati con quest'idea di sacrificio.
Ma esporci agli aerei in bella mostra
per salvare degli sconosciuti...
..che sotto la facciata della neutralità
trasportavano forse materiale bellico per gli inglesi...
..perché?
< Non si tratta solo di salvarli, si tratta di sacrificarci...
..e di spingerci al limite dell'umana sopportazione
per portarli a terra. Tenente Reclercq, traduca.
< Tutti devono essere coscienti.
< Ci troviamo a circa 300 miglia da Santa Maria delle Azzorre,
che è il porto sicuro più vicino
< per sbarcare i naufraghi. - (parla in fiammingo)
< Essendo in sovraccarico,
non potremo tenere una velocità superiore ai sei, sette nodi.
Quindi dovremo convivere in questa situazione per circa 48 ore.
lo voglio essere... molto chiaro.
Aver preso... a bordo i naufraghi del Kabalo
significa infrangere le regole che mi sono state date.
Di questo io sono consapevole e mi prendo tutta la responsabilità.
(Parla in fiammingo)
< Se al nostro ritorno le mie decisioni non verranno approvate,
non verranno apprezzate, che mi rimuovano dal comando.
Ma qui, ora la mia decisione è presa ed è irremovibile.
Noi... affondiamo il ferro nemico, senza pietà, senza paura.
Ma l'uomo lo salviamo.
(Parla in fiammingo)
< Se riesci a districarti tra tutti questi corpi, Gigino,
distribuisci del cognac a chi più ne ha bisogno.
Portalo al nerone, quello con la faccia bruciata. Vai, vai.
< I tre feriti resteranno nel quadrato ufficiali,
dove già sono sistemati. Tre di noi li assisteranno.
< lo dividerò la mia cabina con il comandante Vogel.
< Lo stesso farà il capitano Fraternale con il tenente Reclercq.
Alcuni potranno stare molto scomodi nella cala del nostromo.
Tre, ancora più scomodi, nella latrina.
Cinque in cucina, in piedi, per forza.
Ma... gli altri che restano...
..dovranno stare in torretta...
..perché non c'è altro posto.
Il luogo è atroce, si riempie d'acqua...
..anche navigando in superficie, ma non si può fare diversamente.
Con l'aiuto del comandante Vogel...
..saranno disposte rotazioni di tre ore
per distribuire equamente il sacrificio.
Sia chiaro a tutti che, in caso di attacco,
questo battello dovrà immergersi, a protezione dell'equipaggio.
Se si dovesse verificare ciò,
in torretta non ci sarà possibilità di salvezza.
Le parole con cui...
..desidero chiudere questa mia comunicazione non sono mie,
ma dell'imperatore giapponese Mutsuhito.
Le pronunciò all'inizio della guerra russo-giapponese del 1904.
"Che la vita continui normalmente.
Che ognuno faccia quel che deve."
È tutto.
I giapponesi vinsero facilmente quella guerra.
Forza! Avete sentito il comandante? Qualcosa da fare!
lo spero che non vi offendiate. E soprattutto che vi stiano.
Ho notato, quando siete salito, che non ne avevate.
- Grazie, ma non sono le vostre? - Ne ho altre.
- Grazie mille, comandante. - Prego.
Parlate altre lingue oltre l'italiano?
Portoghese, ehm... inglese, francese...
..latino e greco antico.
- Sigaretta? - No, grazie. Non fumo.
I vostri genitori devono essere fieri di voi.
Abbastanza.
- Non gli piace quello che faccio. - E a voi piace?
- Ormai sì. - Questo è quello che conta.
Sì, comandante.
Voi parlate altre lingue?
Il francese...
..e il tedesco per necessità.
Che cazzo fai? Bastardo!
Pezzo di merda, che stai facendo?
Cosa c'è, comandante?
(Urla distanti)
Non mi spaventano i cannoni.
Quando manca la corrente c'è da aver paura.
Alle armi, comandante! Alle armi!
(Lamenti)
- Hanno fatto guai seri? - Hanno strappato tutti i cavi.
Gli taglio la gola o li getto in mare?
- (in fiammingo) Fascista. - Cosa hai detto? "Fascista?"
lo sono un uomo di mare!
Ognuno di voi, italiani o belgi...
..darà uno schiaffo a queste vergogne di uomini...
..che hanno messo a rischio le nostre vite.
(Colpi di tosse)
Non li uccidiamo, né li buttiamo in mare. Li prendiamo a schiaffi.
Cominciate voi.
(Geme)
(parla in fiammingo) Due volte!
(Gemiti di dolore)
< Rina carissima...
..mi sono rammollito e ho avuto pietà.
< Dopo Stumpo e Stiepovich,
non avevo nessuna voglia di lasciare a mare altri corpi.
< Gli ho dato la punizione dei padri.
< Tanti schiaffi che, se sopravvivono,
al confronto la memoria del naufragio sarà dolce.
È giorno, Tore. Dobbiamo andar giù.
Se ci immergiamo, quelli in torretta affogano come topi.
E se non ci immergiamo, gli inglesi... ci affondano.
Laggiù. Sono inglesi.
(Esplosione)
Dobbiamo immergerci.
- Riduci a tre nodi. - Per l'amor di Dio, immergiamoci!
No, aspettiamo. Tieni rotta.
Dai a me.
Comandante Salvatore Todaro dal sommergibile Cappellini.
- Regia Marina Italiana.
(Esplosioni)
Non si può mai sapere.
Stiamo trasportando i 26 naufraghi del piroscafo Kabalo,
che abbiamo affondato tre giorni fa
in posizione 31 gradi e 80 nord, 31 e 36 ovest.
Chiedo via libera per poter sbarcare i naufraghi in porto sicuro.
(in inglese) Dice che non può immergersi
perché ci sono dei naufraghi nella falsa torre.
Chiede il cessate il fuoco e 12 ore
per far sbarcare i sopravvissuti al porto neutrale di Santa Maria,
per poi riprendere il mare.
Ci penso io, comandante.
- Cosa fai, Mulargia? - Vi capisco, voglio solo aiutare!
Li pungo bene, così possiamo vivere almeno noi.
- Potete vivere voi, che avete famiglia. - Mulargia!
Ti sei dimenticato? Ti ho decorato. Non mi devi dare del voi, ma del tu.
(in inglese) Cessate il fuoco.
< Rina carissima, oggi è un giorno fausto
perché c'è un eroismo barbaro...
..e ce n'è un altro davanti al quale l'anima si mette a piangere.
< Il marinaio che vince non è mai così grande
come quando si inchina davanti al marinaio vinto.
< Oggi, noi e i nostri nemici, insieme...
..ci siamo salvati.
Non li hai mai mangiati, eh? No.
È molto semplice, metti un po' di olio sulla padella a soffriggere.
- Aglio. Sì, ci metti capperi, olive... - Gigino?
- Non è rimasto quasi più nulla? - Poco, comandante.
Reclercq, cosa mangiate di buono in Belgio?
(Parla in fiammingo)
Le patatine fritte.
Di buono, cosa mangiate? Il piatto nazionale qual è?
Il nostro piatto nazionale sono le patatine fritte.
- Ma... fritte come? - Fritte.
Fritte. Nella padella.
- Hai sentito? - Sì, signore.
- Ne sai qualcosa? - No, signore, mai sentito.
- Sei sicuro? - Comandante...
Conosco le patate arrosto, al cartoccio, in umido, stufate, nella cenere,
alla lionese, al coppo, ma fritte, lo giuro su mamma, mai sentite.
(Ridono)
- Sono buone? - Buone? Sono fantastiche.
- E dove l'avete imparato? - Le abbiamo fatte noi. Inventate.
- Ti pare possibile? - Mi pare strano.
Cosa?
(Parla in fiammingo)
C'è rimasto un po' di strutto per... friggere?
- Sì, signore. - Fai vedere.
- Quello strutto è! - Faglielo vedere.
Sì. Raimondi...
(Parla in fiammingo)
- Questo è. - Abbiamo questo qui. Va bene?
(Parla in fiammingo)
(Parlano in fiammingo)
(Imita maiale, grugnisce)
Va bene. È grasso di maiale, noi le friggiamo in grasso di bove.
- Ah... scusate. - (parla in fiammingo)
- Ma va bene. - Va bene?
Allora adesso insegnerete al nostro cuoco
a fare le patate fritte alla maniera belga.
(Parlano in fiammingo, ridono)
Va bene, è facile. Vi faccio vedere. Mi date un coltello e una patata.
Ehi, Raimondi. Patata e coltello al signore.
- Prego. - Grazie.
(Reclercq parla in fiammingo)
(Parlano in fiammingo)
Ma questo non taglia.
Posso?
- Sì, taglia, taglia. Vai. - Grazie.
(Parlano in fiammingo)
Sta tagliando.
Sta tagliando.
Comandante, ma fino a qua... eh.
(Parlano in fiammingo)
Lui lo sa fare meglio.
(Vogel parla in fiammingo)
- Sta facendo vedere come taglia. - Sì.
(Parla in fiammingo)
- Fritte. - Fritte.
Ecco...
- Buone. - Le patate fritte.
- Ti sei superato. - Sono buone.
- Buonissime però. - Proprio buone.
- Come sono buone. - Buone.
- Bravo, Gigino. - Non me l'aspettavo.
- Bravo, Gigino. - (Gigino ride)
- Bravo. Bravo, bravo. - Ehi!
Raimondi.
Portale a quei poveracci nella torretta.
Gigi', ma ci suoni una canzone?
- Ajò! - Comandante.
- Voi permettete? - Prego.
Vai, Gigi'.
(Suona "O surdato 'nnamurato")
# Sii sicura di questo amore #
# Come io sono sicuro di te #
# Oh, vita #
# Oh, vita mia #
# Oh, cuore di questo cuore #
# Sei stato il primo amore #
# Il primo e l'ultimo sarai per me #
# Oh vita, oh vita mia #
# Oh cuore di questo cuore #
# Sei stato il primo amore #
# Il primo e l'ultimo sarai per me #
Bravo, Gigino!
(in coro) Gigino, Gigino, Gigino!
Bravo!
Bravo, Gigi'!
La chiamerò Marina.
lo non la vedrò.
E tu ti prenderai cura di lei.
- Voi avete figli, Reclercq? - No, non ho figli.
Fatene allora. Fatene tanti.
Non so come ringraziarvi.
- Un modo ci sarebbe. - Dite.
Cosa c'è scritto?
- Sapete da che testo proviene? - No.
- Potrebbe essere I'lliade. - Cosa dice?
È una genealogia, ce ne sono tante nelI'lliade.
Potrebbe tradurmela?
Dice: "Là viveva Sisifo, il più scaltro degli uomini.
Sisifo, figlio di Eolo, che ebbe come suo figlio Glauco,
che a sua volta generò Bellerofonte.
Perfetto, senza macchia."
- E basta? - E basta.
(Parla in fiammingo)
Trasportavamo aerei inglesi.
Certamente.
(Parla in fiammingo)
(Vogel parla in fiammingo)
Sapete che al vostro posto vi avrei lasciato in mare?
È la guerra.
(Parla in fiammingo)
(Parla in fiammingo)
Perché voi ci avete salvato?
Perché siamo italiani.
(Parla in fiammingo)
Ho quattro figli. Ditemi almeno il vostro nome,
così i bambini pregheranno per chi ha salvato il padre.
Ditegli di pregare per lo zio Salvatore.
(Reclercq parla in fiammingo)
Salvatore. Grazie.
< Siamo pronti a salpare, Rina carissima.
< lo sono di nuovo pronto a colpire e affondare
tutti i nemici che incontrerò sul mio cammino,
- e a ridiventare... - (parla indistintamente)
..invincibile...
..invulnerabile...
..quando salverò la loro vita.
Amen.
< Così si è sempre fatto in mare.
< E così sempre si farà.
< E coloro che non lo faranno... saranno maledetti.
(Suona "Un'ora sola ti vorrei")
< Il fegato alla veneziana, il baccalà mantecato...
..le sarde in saor, i bigoli con le acciughe...
..la granceola bollita, il brodetto, i risi e bisi,
l'anatra ripiena, la castradina, la polenta con le schie.
< Il brodo di verdure, di pollo, di gallina...
..di cappone, di carne...
..il lesso, il lesso rifatto alla francesina, il picchiapò...
..la trippa legata con le uova, il fegato alla militare...
..il castrato alla finanziera, le animelle alla bottiglia.
< La coratella, la zampa al burro, la lingua in salmì.
< Lo sformato di semolino, lo sformato di riso rigaglie...
..la teglia di riso, patate e cozze, il sartù di riso...
..i pomodori al riso, le arancine al riso, i supplì...
..la pasta imbottita, il polpettone, il polpettone di baccalà.
< Le uova sode alla cilentana, le uova farcite, il piccione ripieno.
< Timballo di piccione, fricassea di pollo.
< Il pollo al marsala, alla contadina...
..in salsa d'uovo, disossato...
..lo stracotto, il peposo, il paciugo, il fricandò...
..i sanguinacci, la polenta con le salsicce.
< La frittata di maccheroni, di scammaro...
..la frittata in tutti i modi.
< Il risotto ai ranocchi, con le cozze...
..il risotto alle telline, il risotto ai funghi, ai piselli...
..il risotto alla milanese, le tagliatelle al ragù di prosciutto.
< La pasta e fagioli, la pasta e ceci, la pasta e patate.
< Pasta e patate con la provola, la pasta all'amatriciana...
..la pasta alla gricia, la pasta aglio e olio...
< Le gallette, la pepata di cozze.
< Il cacciucco, la zuppa di pesce, la zuppa col brodo di muggine.
< La zuppa di pane e uovo, Regina, spagnola...
..ripiena, di lenticchie, di ranocchi, la zuppa di lumache.
< La zuppa di cardi, la zuppa di soffritto...
..il pancotto, la farinata, la pappa col pomodoro.
< La ribollita col cavolo nero, il minestrone in tutti i modi.
< Il cuscus all'israelita, la minestra di latte...
..la minestra di Mille Fanti, la minestra maritata...
..la minestra di cicoria e scarorella, di ricotta.
< La minestra di semolino, di pangrattato, la bagnacauda.
< Il rifreddo di vitello, il vitel tonnè...
..il cappone in vescica, le zucchine alla scapece, le zucchine ripiene.
< Le fave e cicoria, i friarielli, i fagiolini con la besciamella.
< I fagioli lessi, all'uccelletto.
< Cardoni al forno, cipolline in agrodolce, sedani ripieni.
< I carciofi a funghetto, i funghi al sugo.
< I funghi sott'olio, i funghi... in tutti i modi.
< Le patate in tutti i modi, gli spinaci, gli asparagi...
..i rapini, i broccoletti, le verze.
< L'insalata russa, il pesce col pangrattato...
..in umido, merluzzo alla palermitana.
< Palombo fritto, sogliole, le triglie col prosciutto...
..alla marinara. Le triglie in gratin.
< Le triglie alla livornese. Il tonno in tutti i modi.
< Le alici marinate, le alici fritte...
..le alici arriganate, le sarde ripiene.
< Il polpo e patate ad insalata, i polipetti alla Luciana.
< La murena alla caprese...
..l'anguilla in umido, l'anguilla in tutti i modi.
< Il capitone arrosto, la pezzogna all'acquapazza.
< Il mussillo di baccalà.
< Il coronello e stocco, lo stocco in bianco con le olive...
..il pesce finto. Il roastbeef all'inglese.
< Il manzo alla genovese. Pizzaiola di bufala all'ebolitana.
< Coniglio all'ischitana, rognone alla parigina.
< L'arista alla fiorentina, i fegatelli di maiale alla toscana.
< La pignatta di cavolo, gli scagliozzi.
< La pizza fritta, in tutti i modi, e le focacce in tutti i modi.
< Le ciambelle, le donzelle, le crescentine.
< Le castagnole, i babà al rum.
< Le sfogliatelle, gli struffoli, le zeppole, gli scauratielli.
< I bignè, i bignè di Sant'Antonio, i bignè di San Giuseppe.
< Le cartellate con il miele...
..le cartellate con il mosto, i krapfen, lo strudel.
< I roccocò, i biscotti in tutti i modi.
< La torta caprese, la torta milanese.
< La torta di mandorle e cioccolato, il Montebianco, i budini...
..in tutti i modi.
< Il pudding. I fichi freschi al forno...
..la crema montata. Il latte in piedi o alla portoghese...
..latte brulée, vino brulée, zuppa di visciole.
< La composta di visciole, di albicocche, di pere...
..di mele cotogne, la conserva di fichi secchi, le gelatine.
< La peperonata, la parmigiana di melanzane...
< Le melanzane in tutti i modi.
< Le frittelle di pane, di mele, le frittelle di riso, di polenta.
< Gli spaghetti con le vongole, con le cozze...
..coi naselli, con le acciughe,
..con le seppie, all'insalata, pappardelle con la lepre.
< Gli gnocchi di patate, di polenta, al semolino.
< Le zite alla sangiovanniello.
< I cavatelli col puleggio, i fusilli coi Veluozzi.
< Maccheroni al pomodoro, il pasticcio di maccheroni.
< I maccheroni stufati, al ragù, alla siciliana, alla bolognese...
..alla francese, i maccheroni in tutti i modi.
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