All language subtitles for Noose for a Lady (Wolf Rilla, 1953) NF.WEB-DL.AAC2.0.H.264-WELP.ita

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Original subtitles

DAL ROMANZO DI GERALD VERNER

TUTTI I PERSONAGGI E GLI EVENTI IN QUESTO FILM SONO FITTIZI.

OGNI SOMIGLIANZA CON EVENTI O PERSONE, VIVE O MORTE, È CASUALE.

"È MEGLIO CHE SCAPPINO 100 PERSONE,

PIUTTOSTO CHE UN INNOCENTE SIA IMPICCATO."

Margaret Elizabeth Hallam,

la giuria la dichiara colpevole

dell'omicidio per avvelenamento di suo marito, John Hallam.

Concordo pienamente con tale verdetto.

In base alle prove, presentate a questa corte,

questo è l'unico verdetto possibile.

Non mi resta

che emettere la sentenza prescritta dalla legge.

Secondo tale sentenza,

sarà trasferita da questo luogo in una prigione

e da lì al luogo dell'esecuzione.

Sarà appesa per il collo fino a che morte non sopraggiunga.

Che il Signore abbia pietà della sua anima. Amen.

HALLAM, RICORSO RIGETTATO

IL GIUDICE DECIDE CHE LA GIURIA NON È STATA SVIATA

C'è una visita per lei.

- Chi? - La sua figliastra.

- Come stai, Jill? - Margaret.

Grazie per essere venuta.

Ti hanno... detto del ricorso?

Sì. Ieri notte.

Ho parlato con l'avvocato.

- Ha... - Sì?

Capisco.

Non c'è nulla da fare.

Invece no. Ci dev'essere.

Grazie per la tua fiducia in me.

Non potrei chiedere di più da mia figlia, figuriamoci dalla mia figliastra.

Non mi arrenderò. Avremo tralasciato qualcosa.

Ho esaminato la situazione più volte.

Non posso biasimare la giuria e il giudice.

- Le prove sono schiaccianti. - Sì, ma...

Tuo padre è morto per un'overdose di barbital in un bicchiere di latte.

L'ho portato io nel suo studio prima di andare a letto.

Sul bicchiere c'erano solo le nostre impronte.

Ma sappiamo che sei innocente.

Non dormo la notte, rimango sveglia a pensare,

nel tentativo di trovare qualcosa che ci è sfuggito.

Ma non c'è nulla.

Nulla.

Cosa faceva quando l'hai lasciato?

Leggeva.

Quei suoi strani libri.

Era un uomo bizzarro.

Era un uomo crudele.

Amava vedere le persone soffrire.

Avrebbe apprezzato una situazione del genere.

Dovevi odiarlo.

No, io...

ero dispiaciuta per lui.

Il colpevole doveva sicuramente odiarlo.

Sicuramente odiava me.

Continuo a chiedermi: "Chi potrebbe essere stato?"

Non devi arrenderti.

Cerco di non farlo, ma...

non è facile qui dentro.

Prometto di dimostrare la tua innocenza.

Credi di poterci riuscire?

- Ne sei davvero sicura? - È una promessa.

Non hai molto tempo.

Solo sette giorni.

Non si preoccupi, sig.ra Barratt.

- Vado io. - Va bene, sig.na Jill.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Devi essere Jill. - Sì.

Sono Simon.

Non dirmi che non sai chi sono. Simon Gale.

Il cugino di Maggie.

Certo. Margaret parlava spesso di te.

Pensavo fossi in Uganda.

No, sono tornato ieri e sono venuto subito a Wickham Green.

Volevo fare una sorpresa a Maggie.

- È qui? - Non hai saputo?

Che succede? È ammalata?

Entra pure. Ti spiegherò tutto.

È assurdo!

Conosco Maggie da quando eravamo bambini.

Se avessero litigato

e l'avesse colpito con qualcosa, ci crederei.

È sempre stata irascibile.

Ma avvelenamento? Implicherebbe una certa premeditazione a sangue freddo.

No, non l'avrebbe mai fatto.

Pensi sia colpevole?

Ovviamente no. Ma le prove.

Lascia perdere le prove!

Allora, hai detto che Maggie prendeva

delle compresse di barbital per dormire. Dove le teneva?

- In un cassetto nella sua stanza. - Oh.

Era chiuso, la chiave era nella sua borsa.

- Vedi... - Che prove hanno

che le compresse nel bicchiere

fossero di Margaret?

Aveva appena comprato un flacone da 50.

Quando la polizia ha controllato, ce n'erano solo tre.

Qualcuno le avrà prese.

Chi c'era in casa?

Solo Margaret, mio padre e i domestici.

Se solo non fossi andata a Londra quel giorno.

Se solo fossi stata qui.

Hmm.

Diciamo che qualcuno sia venuto qui quella notte.

È entrato dal giardino, inosservato.

Ho analizzato qualsiasi eventualità, se solo sapessi.

È per questo che ci vuole una mente fresca.

Dobbiamo controllare

le deposizioni accuratamente.

Non ti dispiace se mi metto a indagare, Jill?

Se mi dispiace?

Simon, questa situazione è un incubo.

Bene. Un quarto alle 12. A che ora è il prossimo treno per Londra?

- Alle 12:20. - Bene, lo prenderò.

Tornerò stanotte. Tardi, ma tornerò.

Come pensi di procedere?

Beh, in Uganda,

un commissario distrettuale

dev'essere sia ispettore che giudice.

Dobbiamo saper risolvere di tutto,

da furti di bestiame a omicidi rituali.

Non preoccuparti. Ne verremo a capo.

Oh, sig.ra Barratt.

Sì, signorina?

Il sig. Gale tornerà tardi. Ha preparato i panini?

Sì, signorina.

Il sig. Gale starà qui a lungo?

Non lo so.

Alcuni giorni, immagino. Perché?

Ero solo curiosa.

Abbiamo fatto tutto il possibile. Tutto.

Temo di non poter attendere...

Scotland Yard non commette errori, sig. Gale.

Non di certo con gli omicidi.

Sei giorni, Simon. Tutto qui.

Sei giorni.

Avrei dovuto sapere che la risposta non era a Londra.

Cosa vuoi dire?

L'assassino è qui a Wickham Green.

Ha ucciso tuo padre

e ha incastrato Maggie molto abilmente.

Pensa di essersela cavata.

E cosa succede quando arrivo io ad alzare un polverone?

Si spaventerà sicuramente, è umano dopotutto.

Se solo riuscissimo a trovarlo

prima che...

Lo troveremo.

Un uomo spaventato non aspetta immobile.

Diventa nervoso

e l'incertezza inizia a consumarlo.

Sente il bisogno di agire in qualche modo per salvarsi.

E quando lo farà...

lo prenderemo.

Così.

La stanza del sig. Gale è pronta.

Se non serve altro, andrò a dormire.

Grazie, sig.ra Barratt. Buonanotte.

Oh, sig.ra Barratt.

- Sa perché sono qui. - La sig.na Jill me l'ha detto.

Lei cosa ne pensa? La sig.ra Hallam è colpevole?

La mia opinione non è importante, signore.

In altre parole, crede sia colpevole, eh?

Il sig. Hallam non avrebbe dovuto risposarsi.

Rispetto sua cugina, signore,

ma ha portato solo guai.

Voleva bene alla madre di Jill?

Le volevo bene.

Le volevo molto bene.

Hmm.

Jill, da quanto è morta tua madre?

Tredici anni.

Ero ancora a scuola.

- Di cosa è morta? - È stato un incidente.

Si era sporta da una delle finestre di sopra per potare una rampicante.

Ha perso l'equilibrio ed è caduta.

Un incidente, eh?

Supponiamo che la sig.ra Barratt pensi che sia stato tuo padre a ucciderla.

Non voleva Maggie qui, perciò ha preso due piccioni con una dose di veleno.

Ed è l'unica persona che conosciamo che ha accesso al latte e al whisky.

Non ha senso, Simon.

Può darsi, ma potrebbe essere andata così.

Comunque, iniziamo con le ipotesi.

Chi erano gli amici di tuo padre?

Mio padre non aveva amici.

Allora, chi erano i suoi conoscenti?

Beh, il maggiore Fergusson

e la sig.na Ginch lo visitavano, e il sig. Upcott.

E la sig.ra Langdon-Humphries e sua nipote, Vanessa Lane.

- Altri? - Solo questi.

Vorrei incontrarli al più presto.

È possibile?

Domani è domenica

e andranno in chiesa di mattina.

Potrei chiedergli di passare per un bicchiere di sherry al ritorno.

Ottimo.

Sig.ra Langdon-Humphries, Vanessa,

voglio presentarvi Simon Gale.

- Piacere. - Molto lieto.

Gale? Credo di aver già sentito questo nome.

Maggie mi avrà nominato.

- Maggie? - Si riferisce a Margaret. Sono cugini.

Davvero?

Interessante.

- Buongiorno, sig.ra Barratt. - Buongiorno.

Non serve che mi annunci, entro da solo.

Va bene, signore.

- Come state? - Ah, è arrivato.

È una bella giornata, vero?

Come sta, sig.ra Langdon-Humphries?

Sig.na Hallam, grazie per l'invito.

Conosce Simon Gale? Simon, lui è Robert Upcott.

- Come sta? - È un piacere.

Il sig. Gale è il cugino di Margaret.

Oh, davvero? Povera sig.ra Hallam. È un vero peccato.

Ma non sapevo che lei avesse...

Oh, ma certo, ora ricordo. Lei è il costruttore di imperi.

Malesia, giusto?

- Ehm, Uganda. - Uganda!

Per caso ha portato qui esempi di arte primitiva,

- sculture in legno e così via? - No.

Che peccato. Mi interessano molto.

Il sig. Upcott colleziona oggetti.

Sig.na Lane, così mi fa sembrare una cornacchia.

A dire il vero,

ho una piccola collezione, oggetti di porcellana per lo più.

Potrei mostrargliela un giorno.

- Mi piacerebbe vederla. - Davvero?

Dice davvero?

Splendido.

Può venire all'ora del tè, anche voi.

Di solito non esco di casa la domenica pomeriggio.

Starà a Wickham Green a lungo, sig. Gale?

Dipende da quanto tempo impiegherò per scoprire chi...

ha ucciso John Hallam.

Oh.

Pensavo che la colpevole fosse stata trovata.

Vi convincerò che è innocente.

Davvero? Ne è sicuro?

Buongiorno a tutti.

Mi scuso per il ritardo. Il prete è gentile ma parla troppo.

Lo so.

Sig.na Ginch, posso presentarle Simon Gale?

- Piacere. - Molto lieto.

Non l'ho vista in chiesa?

È possibile.

Mi chiedevo chi fosse.

- Non vedo molti stranieri. - Le porto un bicchiere di sherry.

Non ci crederà, sig.na Ginch.

Il sig. Gale è il cugino della povera Margaret,

è venuto fin qui dalle terre oscure dell'Africa per provare la sua innocenza.

Davvero? Ma...

Ho sentito che...

A quanto pare ci sono nuove prove.

Emozionante.

Mi dica di che si tratta.

Temo sia un segreto.

Oh, che peccato. Grazie, mia cara.

Ovviamente, io...

So che molte persone odiavano il povero sig. Hallam.

Parli per lei, sig.na Ginch.

Non parlo di me.

Non odio nessuno. Non è caritatevole.

Ma alcune persone lo odiavano.

Chi?

Il maggiore Fergusson, per esempio.

Il dott. Evershed e...

il sig. Upcott non lo apprezzava molto, vero, sig. Upcott?

Sig.na Ginch, la sua è un'affermazione insensata.

Siamo sempre stati amici.

- Avrà nuovi amici ora. - Non ha diritto di dire...

- Beva, sig. Upcott. - Grazie.

- Il punto è che non perdo... - Sig. Gale, ci parli dell'Uganda.

Beh, è molto grande e molto calda.

Ci sono tanti leoni, immagino?

Sì, molti leoni.

Io avrei paura. Ne sono sicuro.

Non sono così male.

Uccidono solo per mangiare.

Una sigaretta, sig. Upcott?

Menomale che è tutto finito.

Hai scoperto nulla?

Non ne sono sicuro. Upcott mi incuriosisce.

Parlami di lui.

Non c'è molto da dire. È... Beh, hai visto com'è.

Vive da solo in un cottage dietro la chiesa.

Uno scapolo, senza dubbio.

In realtà, no. Aveva una moglie,

ma è scappata con un altro uomo.

Nessuno ha scoperto di chi si trattasse, nemmeno il sig. Upcott.

Chiunque fosse, sarà stato un miglioramento.

- Tra quanto pranziamo? - Circa un'ora. Un altro sherry?

In realtà, lo sherry non fa per me. Gradirei una birra.

Andiamo a berla in paese.

Va bene.

Personalmente, sono convinto di una cosa.

Può negarlo quanto vuole, ma è evidente.

- Di cosa parli? - La sig.na Ginch odiava tuo padre.

È sempre sembrato anche a me.

Anche Upcott. Non lo poteva vedere.

Credo che molte persone lo disprezzassero.

Perché?

Era un uomo difficile, per niente amichevole.

Potresti essere un po' più precisa?

- Era solito... - Te l'ho già detto.

Non puoi bere qui. Ora vattene.

Pago come gli altri.

Non mi interessa.

Non servo i detenuti.

Sono finito nei guai solo per bracconaggio...

Non è così e lo sai bene.

Non voglio ladri qui dentro.

Non c'è giustizia, ecco.

Uno come me non può fare nulla. E altri uccidono e la fanno franca.

Vattene prima che ti faccia uscire io. Fuori!

Bene, non vorrei stare in questo dannato pub neanche morto.

- Mi scuso, signore. - Chi era?

Si chiama Jonas Rigg.

Un poco di buono. Vive in una baracca vicino al bosco.

L'hanno arrestato per aver rubato una bici alla fattoria Lat.

Fattoria Lat. Dov'è?

La sig.na Hallam lo sa bene.

Oltre la strada, dopo Easton Knoll. Non dimenticherò mai quella sera.

Era il mio compleanno, il 22 giugno.

Jill?

Un doppio whisky, grazie.

- Certo, signore. - Chi è quello?

Ti presento.

Salve, maggiore.

Salve, sig.na Hallam.

Vorrei presentarle Simon Gale. Simon, lui è il maggiore Fergusson.

- Come sta, signore? - È un piacere.

È lei che vuole scoprire chi ha ucciso John Hallam.

Quindi si sa già in giro.

Le notizie volano a Wickham Green.

Ho incontrato la sig.na Ginch.

Oh, capisco.

Con tutto il rispetto per lei,

quando lo trova, lo ringrazi per il suo servizio pubblico.

- Cosa beve? - Sono a posto, grazie.

Io e Jill stavamo per andarcene.

Magari un'altra volta, allora.

Così mi parlerà delle indagini.

Sì, certo. Jill, quanto è lontano il bosco da qui?

Circa 15 minuti. Perché?

Mi piacerebbe fare una chiacchierata con Jonas Rigg.

L'hai sentito prima?

- Sì, ma... - Torneremo per pranzo.

Ci scusa, maggiore?

- Certamente. - Arrivederci.

- Questo è il posto? - È questo.

Non è un granché.

Non so cosa vuoi chiedergli.

Oh, vedrai.

Rigg, è in casa?

- Cosa volete? - Solo parlare.

Un paio di domande.

- Sei uno sbirro? - No.

Allora risparmia il fiato perché non so nulla.

Andatevene. Non disturbate un uomo a casa sua.

Forse questi le faranno cambiare idea.

Cosa vuoi sapere?

Era a Easton Knoll la notte della morte di John Hallam.

Chi l'ha detto?

Il 22 giugno, la notte che ha rubato la bici.

Non ho rubato nulla.

Sono stato incastrato. E non ero a Easton Knoll.

Se pensate di accusarmi...

Non vogliamo accusarla, sig. Rigg.

Vogliamo sapere se ha visto qualcuno vicino alla casa quella notte?

Ho detto che non ero lì.

Sig. Rigg, sarà ben ricompensato.

Non so nulla. Andatevene.

- Senta... - Andatevene!

Va bene.

Andiamo, Jill.

Maledetti ficcanaso.

Credo stia cercando di prendere la decisione giusta.

Sa qualcosa, è evidente.

Pensa che rimanere in silenzio sia più fruttuoso

che parlare con noi.

- Pensi voglia ricattare qualcuno? - Mm-hmm.

Credi abbia visto qualcuno?

Ne sono sicuro.

L'assassino.

Se solo avessimo più tempo.

Non manca molto, vero?

Non me la potevo permettere,

ma non ho resistito.

Piuttosto unica, vero?

Incantevole, come tutti gli altri oggetti.

Grazie per il complimento.

È davvero un brav'uomo.

Ha le sue qualità.

Dev'essere la sig.na Lane. Scusatemi.

Già. È un peccato, vero?

Cosa?

Che non possa parlare.

Potrebbe dirci molte cose.

Entri pure, cara.

- Temevo di non arrivare. - Non si preoccupi.

- Salve. - Ciao, Vanessa.

- Il mio ritardo, sig. Gale, è colpa sua. - Come mai?

Mi hanno fermata più volte per strada.

Tutto il paese parla di lei

- e del motivo per cui è qui. - Bene.

Merito della sig.na Ginch. È davvero insopportabile.

Beviamo del tè, va bene?

- Latte, sig.na Hallam? - Sì.

Come vanno le indagini, sig. Gale?

O non può dirlo?

No, vanno molto bene. Abbiamo scoperto un dato importante.

Davvero? Emozionate. Ovvero?

Pare che il padre di Jill abbia ricevuto una visita quella notte.

Certamente. Le prove del processo parlano chiaro.

Questo non è stato discusso al processo.

Allora come lo sa?

Qualcuno ha visto una persona uscire dalla casa.

Sig. Upcott, il tè.

Oh cielo, guardate cosa ho fatto. Che imbranato.

Il sig. Gale non è sceso, sig.ra Barratt?

No, l'ho sentito nel bagno.

Stava cantando.

Oh?

- Salve, sig.ra Barratt. - Salve.

Che bella mattina.

Hmm.

A proposito. Volevo chiederle una cosa.

È passato qui qualcuno il giorno prima dell'omicidio?

- Perché? - Perché vorrei saperlo.

La sig.ra Langdon-Humphries e la nipote sono venute a trovare la padrona alle 11.

Era in giardino. Le ho fatte sedere nel salotto.

Per caso la sig.ra Hallam aveva la sua borsa con lei?

Non ricordo con precisione.

È passato qualcun altro?

Il sig. Upcott, nel pomeriggio.

Cercava il sig. Hallam, ma lui non voleva vederlo.

E la sig.ra Hallam?

Stava facendo una passeggiata.

Aveva litigato con il sig. Hallam.

A che ora è tornata?

Alle sei, prima dell'arrivo della sig.na Ginch.

La sig.na Ginch? È venuto qui tutto il paese quel giorno.

Cosa voleva?

Voleva delle cose che la padrona le aveva promesso,

per la vendita di beneficienza.

La signora è salita a prenderle.

E l'ospite è rimasta da sola in salotto?

Dove altro sarebbe rimasta?

- È tutto, signore? - Oh.

Sì. Va bene così, grazie.

La colazione è pronta nel salotto.

Buongiorno.

Cosa stavi facendo?

Beh...

Ah, la colazione.

Non te la meriti dopo aver dormito fino adesso.

Ma ho letto e pensato molto la scorsa notte.

Ho fatto progressi. Siamo sulla buona strada.

- Che tipo di progressi? - Non posso dirtelo.

Mi sembri un po' troppo spensierato.

Continuo a pensare alla povera Margaret, nella sua cella,

mentre i giorni passano.

Sono spensierato

perché vedo la luce.

La vedi?

Il tè col sig. Upcott è stato illuminante.

La sig.ra Langdon-Humphries, Vanessa, il sig. Upcott, la sig.na Ginch,

tutti loro avrebbero potuto prendere la chiave dalla borsa

e prendere le compresse.

E le letture notturne di tuo padre.

La storia dell'Inquisizione,

- La psicologia della paura. - Sì.

Lo so. Era un uomo del genere, temo.

Adorava far del male alle persone. Non fisicamente, ma...

diceva cosa orribili.

A volte poteva essere gentile, quando voleva.

Povera Jill. Dev'essere stata dura per te.

Dopo tutto questo, meriti qualcuno che ti aiuti

a goderti la vita.

- Dici? - Resisti ancora qualche giorno.

Grazie per l'aiuto. Non so cosa avrei fatto da sola.

Bene. Ora devo lavorare.

Che programmi hai per oggi?

Farò quello che fa un ispettore che si rispetti.

Anzi, ascoltami. Incontriamoci al pub più tardi.

- Va bene? - Va bene.

Mm.

POLIZIA DI CONTEA

Farò il possibile, signore. Tutto il possibile.

Ho sempre rispettato la sig.ra Hallam. Sono felice di aiutare.

Grazie.

Ho cinque nomi qui con me. Ehm, la sig.ra Langdon-Humphries,

Vanessa Lane, la sig.ra Barratt, Robert Upcott e la sig.na Ginch.

Secondo lei, uno di loro sarebbe in grado di uccidere?

- Mi sta prendendo in giro? - No, assolutamente.

Se dovesse scegliere un nome tra questi, per quanto improbabile,

quale sceglierebbe?

Beh, non voglio diffamarla, ma sceglierei la sig.na Ginch.

- Perché, sergente? - È una persona un po' strana.

Frustrata, direi. Una malalingua. E a volte racconta delle belle bugie.

Il dott. Evershed l'ha persino minacciata per qualcosa che ha detto.

- Ovvero? - Qualcosa riguardo a una paziente.

Il dottore è qui solo da qualche anno. È giovane e piuttosto affascinante.

Ma sa come parla la gente.

Non hanno chiamato lui la notte della morte di Hallam?

Sì, e mi ha avvisato che c'era qualcosa di sospetto.

Sì.

Nient'altro, signore?

Solo un'altra cosa.

Secondo lei, Jonas Rigg sarebbe capace di ricattare qualcuno?

Beh, scommetterei mezza corona

che sarebbe in grado di tagliare la gola di sua nonna.

Sì, è quello che pensavo.

Grazie mille per l'aiuto, sergente.

- Si figuri, signore. - Grazie.

Sa perché sono a Wickham Green, dottore, perciò sarò franco.

Vorrei capire chi fosse John Hallam.

Sembra che tutti lo odiassero qui,

lei incluso. Aveva un motivo per odiarlo?

Serve un motivo per odiare o amare qualcuno, sig. Gale?

Non necessariamente.

Ma mi chiedevo soltanto se...

In realtà, per me Hallam era un soggetto molto interessante.

Ormai avrà capito che era un caso patologico.

Godeva delle disgrazie altrui.

Me ne sono reso conto.

Gli uomini come lui non sono mai davvero felici.

Non si può fare a meno di commiserarli.

Ma lei non lo commiserava.

È una domanda o un'affermazione?

No, che dire...

È solo che non sembrava essere molto apprezzato da queste parti.

- Beh, dottore, lei è un uomo occupato... - Va bene.

- Torni a trovarmi se le serve aiuto. - Grazie. Lo farò.

Oh, salve.

Salve, sig. Upcott. Che piacere rivederla.

Sì, concordo.

Nulla di grave, spero?

Cosa vuole dire?

Mi riferivo alla sua salute.

Oh, la mia salute.

Siamo tutti un po' delicati ultimamente, no?

Lo crede davvero?

Sì. Beh...

Come sta, Upcott? Si sente meglio?

No, non mi sento molto bene.

Oh, mi dispiace.

Mi spiace disturbarla ancora,

ma ho bisogno di altre compresse di barbital.

Non riesco a dormire senza.

- Ne ha prese molte ultimamente. - Lo so. Devo aver perso il flacone.

Cerchi di essere più attento, sig. Upcott.

Nelle mani sbagliate, possono essere pericolose.

- Ecco la prescrizione. - Grazie mille, dottore.

Prometto di fare attenzione.

Il sig. Gale rimarrà qui a lungo?

Non so. Finché non sarà tutto finito, almeno.

Le è di grande conforto, vero?

Sì, lo è.

Ciao, Jill.

Guarda chi ho trovato.

- A me non interessa. - Ciao, Vanessa.

Bevi che te ne offro un altro. Oste, sa cosa fare.

Sì, sig. Gale.

Hai delle novità, Simon?

Ti dirò una cosa. Il sig. Upcott soffre di insonnia.

Cosa...

È appena andato a prendersi delle compresse.

Non sono sorpresa.

È colpa dei nervi.

Non è più lo stesso da quando la moglie è scappata.

Pover'uomo.

Non avrebbe dovuto sposarsi.

Beh, parli del diavolo.

Sembra quasi che la stia inseguendo, vero? Spero non mi stia paragonando al diavolo.

No, mi fa piacere rivederla.

- Le offro da bere. - In realtà, io...

Volevo chiederle una cosa l'altro giorno.

È andato da Hallam il giorno prima della sua morte?

È un bravo ispettore.

Spero di non essere uno dei suoi sospettati.

Ovviamente no.

Quindi è andato?

Se sono andato da lui?

Sì, ovviamente.

Vede,

ho saputo che aveva un'antica teiera di porcellana, un esemplare unico,

e volevo aggiungerla alla mia collezione.

- Voleva venderla? - Non mi ha neanche parlato.

Mi ha mandato a dire che non voleva essere disturbato.

Sì, capisco.

Andiamo a bere con le signore?

È molto gentile da parte sua. Grazie, ma in realtà...

Ero venuto per delle sigarette.

E sembra che siano finite.

Sono sicuro di poterle trovare in fondo alla strada.

Bene, bene.

È davvero un uomo strano.

A proposito, c'è una teiera antica a Easton Knoll?

Di che parli?

Pare sia rara e di porcellana.

Parla della teiera nell'angoliera dello studio.

Oh, quella? Sì, ne abbiamo una.

Dev'essere divertente fare l'ispettore.

Divertente, sig.na Lane?

Non è divertente per Maggie.

Mi dispiace.

Sono stata stupida. Non volevo...

Mi chiedevo se fosse umana.

Un modo drastico per scoprirlo.

Beh, anche la situazione è drastica.

Quella donna m'incuriosisce.

Davvero?

Simon, come faceva a sapere della teiera?

- Deve averla vista. - Ma come?

Che io sappia, non è mai stata nello studio di mio padre.

Forse dovrei andare a parlare di nuovo con Upcott.

Cosa potrebbe dirti?

- Non lo so, ma... - Psst.

Vuoi ancora delle informazioni?

Sì.

Vieni da me alle 20:30. Potrei aver qualcosa da dirti.

Ho detto "potrei", chiaro?

E portati 50 sterline. È il mio prezzo.

Pagherò se l'informazione sarà utile.

Sarà utile, non preoccuparti.

E acqua in bocca, capo. Non dirlo a nessuno.

Ricorda, 20:30.

Rigg?

È qui?

Perché non risponde?

Dev'essere qui. Le luci sono accese.

Rigg!

Non entrare, Jill.

Che succede? È morto?

Salve. C'è nessuno?

Oh, siete voi.

Scusate il disturbo. Passavo di qui per una passeggiata serale.

Meglio andare alla polizia, maggiore Fergusson.

Temo che Rigg sia morto.

- Avvelenamento. - Di che tipo?

- Farmaci ipnotici. - Barbital?

Può darsi. Ci sono segni di cianosi.

Lo saprò per certo dopo l'autopsia.

La porti via, sergente, per le analisi.

L'ha usata per avvelenarsi?

- Immagino. - Se si tratta di barbital,

è lo stesso modo in cui il padre di Jill è stato ucciso.

Latte e whisky in un caso, birra nell'altro.

- Forse si è suicidato. - No. Non credo.

Rigg sapeva che sarei venuto qui con 50 sterline per avere un'informazione.

Perché avrebbe dovuto uccidersi?

- Che informazione? - Sull'omicidio di Hallam.

Pensa che l'abbiano ucciso per zittirlo?

Sì, ed è stato l'assassino di John Hallam.

Proverebbe l'innocenza di Margaret, vero?

Temo di no.

Se Rigg è stato ucciso con lo stesso farmaco nello stesso modo...

Potrebbe essere una coincidenza.

O un assassino che copia un altro.

- Lo fanno. - Hmm.

Comunque, Rigg è stato ucciso per un motivo specifico.

Il ministero...

Il ministero vorrà prove più evidenti.

- Entri pure, sig.na Lane. - Vanessa, cosa fai qui?

Rigg mi ha lasciato un messaggio.

Cos'è successo?

Perché siete qui?

- Le ha lasciato un messaggio? - Sì.

Diceva che mia zia era in pericolo.

- E di venire qui stasera. - Posso vederlo?

Temo di non averlo con me. Devo averlo smarrito da qualche parte.

Potete dirmi cos'è successo?

Sì, Vanessa.

Crediamo che Rigg sia stato ucciso.

Oh no.

No!

Non credi alla sua storia, vero, Simon?

- Forse è vera. - Allora dov'è il messaggio?

- Forse l'ha perso davvero. - Forse.

Va bene. Perché è andata lì?

Per controllare che fosse morto.

Oh, sciocchezze.

Non diresti così se si trattasse di qualcun altro.

Non è vero.

Invece sì. Quella persona sarebbe già il tuo sospettato numero uno.

Dimmi. Come faceva a sapere della teiera?

Che mi dici del maggiore Fergusson?

Non ti sembra strano che fosse lì la scorsa notte?

Non dimenticare che sapeva che saremmo andati a trovare Rigg.

Mi scusi, sig.na Jill.

Il maggiore Fergusson è qui. Vuole vedere il sig. Gale.

Cosa pensi?

- Lascialo a me. - Certo.

Gli dica di entrare.

- Aspetterò di là. - Vai.

- Perdoni la mia intrusione, Gale. - Si figuri.

Ammetto che, come tutti,

ero convinto che Hallam fosse stato ucciso dalla moglie.

Dopo quello che è successo a Rigg, non sono più così sicuro.

Si accomodi.

Lei sta indagando su questa faccenda e le servirà tutto l'aiuto possibile.

Mi sento in dovere di dirle che tipo di uomo era Hallam.

Per questo sono qui.

Mi guardi, sig. Gale.

Non direbbe mai che io sia...

un assassino, vero?

- Un attimo, maggiore. - No, non mi fraintenda.

Non ho ucciso solo un paio di uomini.

Ne ho uccisi 200,

a sangue freddo.

A sangue freddo, sig. Gale.

Tenga, beva.

Grazie.

È stato durante la guerra. I dettagli non sono importanti.

La cosa importante è una sola...

Ho dato un ordine sbagliato.

Tutte quelle vite, è stato terribile.

Tutti commettono errori.

Non ci sono scuse. Nessuna.

Vuole sapere cosa c'entra con Hallam?

Posso immaginare. Lui ne era a conoscenza.

Sì. E aveva minacciato di dirlo a tutti.

- L'ha ricattata? - No. Voleva solo divertirsi.

L'avrà fatto anche con altri?

Ne sono sicuro.

Una volta mi ha detto:

"Non ha idea di quante persone qui abbiano segreti."

- Ha nominato qualcuno? - No.

Se avesse rivelato un segreto, non si sarebbe più divertito.

Mi sono confidato con lei, Gale.

- Non lo dica a nessuno. - Certamente.

Apprezzo la sua franchezza.

Mi è stato di grande aiuto.

Era proprio barbital, 120 grani,

e tracce evidenti sul fondo.

- Impronte? - Solo quelle di Rigg.

Allora è stato un omicidio.

Qualcuno ha pulito la bottiglia prima che Rigg la usasse.

Sennò ci sarebbero le impronte del venditore.

Esatto, signore.

Beh, devo andare a parlare con il sig. Upcott.

E poi alla sig.na Lane. Può venire.

Grazie. Lo farò.

Sì, sergente, prendo il barbital da anni.

Sono sempre stato una vittima dell'insonnia.

È l'unico male che mi affligge.

Ha acquisito un flacone di compresse ieri, se non sbaglio.

- Sì, non si sbaglia. - Posso vederlo?

Sergente, non starà insinuando...

- Sicuramente non sospetta che... - È solo un controllo.

Molto bene.

È nella mia stanza.

Vado a prenderlo, se volete scusarmi.

- Salute. - Salute.

La stessa birra di Rigg.

La bevono tutti qui. Nulla di insolito.

Immagino abbia ragione.

Quindi?

Non ha ancora una lingua. Che peccato.

- Di cosa parla? - Oh, nulla.

Ecco qua, sergente.

Duecentocinquanta compresse da mezzo grano.

Ne ho presa una ieri notte. Dovrebbero essere 249.

Può contarle se vuole.

Non è necessario.

Come vedete, non avrei potuto...

Non posso essere stato io, o mi sbaglio?

No. Ma visto che le prende da anni,

queste potrebbero essere vecchie.

Buon pomeriggio, signore.

Speravo avesse trovato il messaggio, sig.na Lane.

Mi dispiace, temo di averlo perso.

L'ha visto, sig.ra Langdon-Humphries?

No. Non ne sapevo nulla.

Vanessa avrebbe dovuto ignorarlo.

- Ma diceva che eri in pericolo. - Sciocchezze.

Il messaggio è stato spedito a mano.

Sì, senza dubbio.

Era nella cassetta postale.

Senza francobollo.

Sa che non può essere stato Rigg a mandarglielo, vero?

Cosa vuole dire?

Rigg non sapeva leggere o scrivere.

- Ne è sicuro? - L'ho verificato stamattina, signore.

Ma...

Deve averlo scritto Rigg.

Era firmato con il suo nome.

È ancora convinta che ci fosse un messaggio?

- Insinua che mia nipote stia mentendo? - Il messaggio c'era.

C'era scritto l'orario in cui andare da Rigg?

- Sì. Dopo le 20:30. - Ecco qua.

Il mittente sapeva che Rigg sarebbe morto prima di allora

e che io e Jill saremmo stati lì.

Con Hallam, ha incastrato Maggie.

Ora sta cercando di fare lo stesso con Vanessa.

Sì. Suppongo sia possibile.

Beh, è chiaro come il sole.

A meno che...

Vanessa, sei sicura di averci detto tutto ciò che era scritto nel messaggio?

Sì.

Non c'era, per caso,

un riferimento a qualche segreto di tua zia?

Un segreto di cui John Hallam era al corrente?

- Io... - Sig. Gale, non le sembra...

Non voglio curiosare, ma dobbiamo scoprire la verità.

So com'era fatto Hallam. Adorava far soffrire la gente.

E osa insinuare...

Insinuo che sapeva qualcosa su di lei

- che lei temeva fosse resa pubblica. - Ridicolo!

Vanessa, per il bene di tutti, di' la verità. Ho ragione, vero?

Non è vero?

Basta. Andate via!

Odio fare questo, ma devi dire la verità.

Tra tre giorni, Margaret sarà impiccata.

Sta esagerando, sig. Gale.

Devo chiedere a entrambi di andarvene.

Ci sono delle vite a rischio.

- Vanessa, coraggio. - Lasciatemi in pace!

Non lo farò finché non dirai la verità. Hallam sapeva qualcosa su di voi.

- Non è vero. - Di che si tratta?

Guardami, Vanessa.

Cosa sapeva su di voi?

- Non lo so. - Cosa sapeva?

Lui...

Va bene.

Vanessa.

Ecco la lettera.

Allora l'hai ritrovata.

Non l'ho mai smarrita.

Non volevo che qualcun altro la leggesse.

Ora sa tutto, sig. Gale.

Sì.

Ora so tutto.

No. Non piangere.

L'avrebbero scoperto prima o poi.

Cosa dirà la gente?

Cosa importa che dirà la gente?

Non dobbiamo vergognarci.

Mi spiace che sia andata così.

Eravamo così giovani e innamorati.

Ma non potevamo sposarci.

Sembra tutto un sogno così strano ora,

quando lo spedirono nelle colonie

e poi quando nacque Vanessa.

Successivamente, venni a sapere che era morto per una febbre.

Poi sposai Charles.

Due anni dopo, morì in un incidente di caccia.

Io mi ricongiunsi con Vanessa e finsi che fosse mia nipote.

E continuo a fingere da allora.

- Hallam lo sapeva, ovviamente. - Sì.

Una sera ci invitò per dirci che lo sapeva.

Dove vi invitò? Nel suo studio?

- Sì. - Oh.

Per questo sapeva della teiera.

Sì.

Sig.ra Langdon-Humphries,

prometto che quello che ha detto non uscirà da qui.

- Può fidarsi di me. - Ormai non importa più.

Perché non posso dire a tutti che Vanessa è mia figlia?

Sono fiera che lo sia.

Vi renderete conto che abbiamo tralasciato un dettaglio importante.

Hallam non era l'unico a saperlo.

Anche il mittente di questa lettera lo sapeva.

E sappiamo che non era Rigg.

Quindi, di chi si tratta?

Si sistemi, Hallam, e venga con me.

- C'è una visita per lei. - Chi?

Simon.

Che bello vederti.

Ciao, Maggie. Era ora che venissi a trovarti.

Hai un bell'aspetto.

Mantenga la distanza di sicurezza dalla detenuta.

Beh, non ho lime o seghetti o altre armi letali con me,

se ciò la preoccupa.

- Le regole si rispettano. - Lo so.

Hai novità, Simon?

Ti tireremo fuori di qui.

C'è una possibilità?

Non è una possibilità. È una certezza.

- Non scherzi? - No, certo che no.

Ascolta, Maggie.

Non abbiamo molto tempo,

dobbiamo fare in fretta.

- Pronto? - Pronto. È la sig.na Hallam?

- Sì. - Sono il dott. Evershed.

Potrei parlare con il sig. Gale?

Mi dispiace, non è qui. È andato a Londra stamattina.

Sarà di ritorno stasera?

Sì, sul treno delle 20:20.

Vorrei incontrarlo al più presto.

Può dirgli di passare nel mio studio alle...

nove?

Sì, alle nove.

Certamente. Glielo dirò.

- Grazie mille. Arrivederci. - Arrivederci.

Beh, questo è tutto.

E credo che, mentre stava curiosando in giro,

il tuo povero marito

abbia scoperto qualcosa di molto serio, di illegale.

Per questo l'hanno ucciso. Per zittirlo.

E il colpevole avrebbe ucciso Rigg per lo stesso motivo?

- Sì. - Ma chi è?

Non lo so ancora.

O forse sì? Maggie, ho un'idea.

Mi è appena venuta in mente. Non ho basi o prove, ma...

potrei aver ragione.

Ne sono convinto!

Chi è, Simon? Chi è?

È solo un presentimento

e potrei sbagliarmi, ma se...

Mi dispiace. Il tempo è scaduto.

Oh.

Beh, se ho ragione, tra due giorni,

starai bevendo cocktail nel salotto di Easton Knoll.

Che bello sapere che sta gestendo bene la situazione.

Dev'essere molto tesa.

Simon, andrà tutto bene, vero?

Sì, andrà tutto bene.

Ne sei davvero sicuro?

Ne sono sicuro.

- Salute. - Salute.

Oh, dimenticavo.

Il dott. Evershed vorrebbe parlarti nel suo studio alle nove.

Ha detto il motivo?

No, ha solo detto che era urgente.

Sarà meglio che io vada subito.

Non preoccuparti, Jill. Tornerò.

- Questa è una mia paziente, Agnes Potter. - Oh.

Agnes, lui è il sig. Gale.

- È un piacere. - Buonasera, Agnes.

- Si accomodi. - Grazie.

- Agnes era molto malata. - Ora sto bene, signore.

Una notte, tre mesi fa, è andata a un ballo ad Harchester.

Dopodiché, è dovuta tornare a casa a piedi.

Quella notte pioveva a dirotto.

E di conseguenza, Agnes si è presa una polmonite.

Dopo essersi ripresa, è andata a Bournemouth per rimettersi.

È tornata a casa ieri sera

ed è venuta da me stamattina per un controllo.

Ho dato un'occhiata alla sua storia clinica.

La notte del ballo era il 22 giugno.

- La notte della morte di Hallam. - Esatto.

Però, forse non sa che la strada per Harchester passa da Easton Knoll.

Oh? Continui.

Agnes le dirà il resto della storia.

Era molto tardi, signore, quasi le due di notte,

e considerata l'acqua e il resto, sapevo che avrei litigato con mia madre.

Comunque, mentre mi stavo affrettando,

qualcuno è arrivato sulla strada davanti a me dal cancello di Easton Knoll.

- E ha visto chi era? - Oh, sì, chiaramente.

La luna splendeva tra le nuvole.

Continui, lo ha riconosciuto?

Certo, signore. Era il sig. Upcott.

Upcott, eh?

- Ne è sicura? - È pronta a giurarlo.

Avevo la vaga sensazione che fosse stato lui.

Dovrò andare a parlargli.

- Lasci fare a me. - Ma...

Lei rappresenta la legge, io no.

Potrebbe parlare più volentieri con me.

E se si confessasse con lei ma negasse tutto con me?

Non succederà, se il mio piano funziona.

Ascolti. Questa è la mia idea.

- Penserà che sono pazzo. - Per niente.

Sicuramente non crede a questa fandonia, vero?

Ci credo.

Ma non c'è un briciolo di verità. Le do la mia parola.

Ascolti, Upcott.

Era lì quella notte e lo sappiamo entrambi.

Non ero lì.

Hallam sapeva qualcosa, vero?

- No. - Un suo atroce segreto,

perciò è andato a ucciderlo.

Non l'ho fatto. Lo giuro!

Risparmi i giuramenti per la polizia.

Non vorrà chiamare la polizia?

Certamente.

Non lo faccia, la prego.

Quindi era a Easton Knoll quella notte?

Sì.

Va bene.

Continui.

Hallam mi aveva invitato.

Dovevo arrivare all'1:30.

Sono entrato nello studio dalla porta-finestra.

Ha detto che l'avrebbe lasciata aperta.

Quando sono arrivato, era seduto su una sedia...

morto.

Si aspetta che le creda?

- È la verità. - Come sa che era morto?

L'ho toccato.

Pensavo stesse dormendo.

È stato terribile.

Non so spiegare cos'ho provato.

Ed è tornato a casa senza dire nulla a nessuno.

Pensavo fosse la scelta giusta.

Non ha pensato che avrebbe potuto aiutare Maggie.

Ma ero convinto che l'avesse ucciso lei.

Non capisce? Deve ascoltarmi.

L'ho trovato morto con un bicchiere vuoto sul tavolo.

Pensavo fosse stata lei.

Non aveva senso dire che ero stato lì.

Ascolti, Upcott. Se lo ficchi bene in testa.

Margaret non è colpevole.

Scoprirò chi è stato, a costo di capovolgere l'intero paese.

Perché l'ha invitata quella notte?

Di cosa voleva parlarle?

Nulla di importante.

La teiera, ecco.

Voleva vendere la teiera.

Nel bel mezzo della notte?

- È strano, lo so. - È impossibile.

Sta mentendo, Upcott.

Forse riguardava sua moglie?

Mia moglie? Ovviamente no!

Sua moglie è scappata, vero?

- Sì. - Con un uomo sconosciuto

e non ne ha più saputo nulla.

- Sì? - Ne è sicuro?

Sicuro?

Ho capito. Ecco cosa sapeva Hallam.

- Non la seguo. - Invece sì.

Non c'è nessun altro uomo, vero?

Non ha mai lasciato questa casa.

- Cos'è successo a sua moglie? - Mi lasci in pace.

- Ha avvelenato anche lei? - No!

- Come l'ha uccisa? - Non l'ho fatto!

Come ha ucciso sua moglie?

È stato un incidente. Lo giuro.

Stavamo litigando,

l'ho spinta e ha battuto la testa contro lo spigolo del tavolo.

È così che è successo. Deve credermi.

La gente avrebbe pensato che io l'avessi uccisa.

Ero sopraffatto dalla paura e dall'ansia. Non sapevo cosa stavo facendo.

Quindi...

ho nascosto il corpo e ho detto a tutti

che era scappata.

Dove l'ha nascosto?

L'ho seppellito in giardino.

E Hallam l'aveva scoperto.

Non era sicuro. Lo sospettava.

Voleva far partire delle indagini.

E l'ha ucciso per tappargli la bocca.

No, si sbaglia.

Deve ascoltarmi, per favore.

Sono senza parole.

Sarà meglio portarlo di sopra e chiamare il dott. Evershed.

- Buonasera, sig.ra Hallam. - Buonasera.

Ho...

portato altri libri.

Non ho ancora letto gli altri.

Dovrebbe.

L'aiuterebbero a distrarsi.

Nulla potrebbe distrarmi in questo momento.

Prenda una sigaretta.

Grazie.

C'è qualche novità?

No.

- Forse arriveranno presto. - Presto?

- Sarà troppo tardi. - No, c'è ancora tempo.

Tre giorni e mezzo,

ottantacinque ore.

Presto conterò anche i minuti.

Ci vorrà un miracolo.

Chesterton diceva

che la cosa più incredibile dei miracoli è che possono accadere.

Spero avesse ragione.

Lo spero davvero.

Cosa diamine starà facendo?

- È passata mezz'ora. - Non mi preoccuperei.

- Ce l'ha fatta. Congratulazioni. - Sì, vorrei essere sicuro come lei.

- Cosa intende? - Entrambi abbiamo sentito Upcott.

Ma non abbiamo prove.

Non possiamo rinviare l'esecuzione.

Ci penso io, signore.

Gli farò firmare una dichiarazione non appena si riprenderà.

Come sta, dottore?

- Non è cosciente. - È stata un'emorragia celebrale?

Sì.

Quando potrà parlare di nuovo?

- Forse mai più. - Ma deve parlare.

Ne va della vita della sig.ra Hallam.

Farò del mio meglio, non posso fare promesse.

Parla il dott. Evershed. Mi passi l'ospedale.

Vado io.

Salve. Sono il dott. Evershed. Sono a casa del sig. Upcott.

Mi ascolti, è urgente.

Ho bisogno di un letto e di un'ambulanza.

Va bene. Dieci minuti.

Buonasera, dottore. Buonasera, sig. Gale. Dov'è il sig. Upcott?

- Temo che non potrà vederlo. - Perché no?

È successo qualcosa. Dev'essere così.

Ditemi. È stato arrestato?

Cosa glielo fa credere?

Beh, lei è qui.

E ho parlato con la madre di Agnes Potter poco fa...

Quindi ha deciso di curiosare?

Curiosare? Come si permette, dottore.

Stavo passando di qui. Ho visto le luci accese e sono entrata.

È normale mostrare interesse.

Tutto il paese è ansioso di sapere...

Può dire a tutto il paese

che il sig. Upcott ha avuto un malore e sta male.

Questo succoso pettegolezzo dovrebbe bastarle per oggi, sig.na Ginch.

Come osa parlarmi in questo modo!

- Non ha diritto... - Sig.na Ginch,

le interesserà sapere che, prima di venire qui,

lavoravo in una città di nome Wimborne.

- Wimborne? - Sì, non lo sapeva?

Io... No... Io...

Non so di cosa stia parlando.

Non sono qui per farmi insultare,

perciò non vedo il motivo di rimanere.

Buonanotte.

L'ha spaventata per bene.

Cos'è successo a Wimborne?

Non so se dovrei dirlo.

Se riguarda la sig.na Ginch, direi che dovrebbe.

Una notte, mentre ero là, ricevetti una chiamata urgente.

Una donna aveva provato a suicidarsi.

Era povera, affamata, e come se non bastasse,

affetta da tubercolosi.

La portai in ospedale,

dove morì circa un mese dopo.

Si chiamava Ginch.

- Erano parenti? - Sì, era la sorella minore.

È una storia vecchia come il mondo.

I genitori erano severi, perciò lei iniziò a ribellarsi.

Ebbe un bambino che morì alla nascita.

I genitori e la sorella la cacciarono.

Finì per strada e rimase senza nulla.

Prima di morire, scrisse alla sorella.

Fui io a inviare la lettera, per raccomandata.

Non ricevette una risposta.

Non sapevo nemmeno che avesse una sorella.

Nessuno lo sa qui intorno.

Cosa direbbero il prete e le altre donne?

- Mi domando. - Cosa si domanda, signore?

Mi domando se Hallam lo sapesse.

Pronto?

Buongiorno, sergente.

Sì, è qui. Glielo passo.

Simon, è per te. È il sergente Frost.

Oh.

Salve, Frost.

Oh, bene.

Sì. Mi può comunicare il programma?

Splendido.

Ci sono novità su Upcott?

Oh.

Cosa dice Evershed?

Capisco.

E come va con il gruppo di scavatori?

Sì, suppongo di sì.

Grazie per la chiamata.

Buone notizie?

Più o meno.

Il questore ha accettato di chiamare il ministero

per richiedere una sospensione della pena, in attesa delle indagini.

Meraviglioso!

- Non ci conterei, Jill. - Ma devono sospenderla.

Non è così sicuro.

Una richiesta simile rinvierebbe l'esecuzione.

Il ministero ha bisogno di prove solide per accettarla.

E, ammettiamolo, le nostre prove sono piuttosto fragili.

Ma con la dichiarazione di Upcott...

È questo il problema.

Upcott non è ancora cosciente.

E non c'è il corpo della moglie.

Oh.

- Jill. - Sì?

- Supponiamo che Maggie non ce la faccia. - Non dirlo.

Supponiamolo e basta. Diventerai ricca. Lo sai?

- Devo ammettere che non ci avevo pensato. - Cosa farai?

- Rimarrai qui? - No, io...

non ce la farei mai.

Venderò la casa o la chiuderò e andrò a stare a Londra.

Dovresti sposarti.

Io spero di sposarmi.

Dipende cosa ne penserà di un bungalow in Uganda.

Oh.

Possa sapere di chi parli?

Te lo dirò dopo tutto questo. Adesso andrò all'ufficio di Frost.

Ci vediamo dopo.

Sì, signore. Sono qui.

Che novità ci sono?

Sì, ovviamente.

Sì, faremo del nostro meglio.

Certamente, signore.

Va bene. Arrivederci, signore.

Niente da fare.

- Il ministero non farà nulla? - No.

Non considererà un rinvio senza una dichiarazione di Upcott.

Immaginavo.

Se solo riuscissimo a trovare il corpo.

Forse non è nel giardino.

Potrebbe averlo portato lontano da qui.

Dobbiamo sperare per il meglio.

Hmm.

Evershed sarà all'ospedale?

- Sì, signore. - Andiamo da lui.

Meglio di stare qui a girarci i pollici.

OSPEDALE DI WICKHAM GREEN

Altro che Chesterton.

Questo miracolo non accadrà.

Non deve arrendersi.

- Simon era così sicuro. - C'è ancora tempo.

Tempo.

Mancano 21 ore.

Sig.ra Hallam.

Non voglio morire.

Non voglio morire.

Pensa che verrà?

Ascolti.

E se Evershed fosse coinvolto? Se non volesse che Upcott parli?

E se stesse volutamente provando a...

Beh? Sta meglio?

- Riesce a parlare? - Mi dispiace, io...

Ho fatto il possibile.

Vuole dire che non è ancora cosciente?

Voglio dire che è... morto.

Morto? Se non trovano il corpo, significa che abbiamo fallito.

Non proprio.

Ma hai detto che il ministero non farà nulla.

La dichiarazione di Upcott ci avrebbe dato del tempo.

Avrebbe rinviato la pena di Maggie,

ma non l'avrebbe liberata.

- Se avesse ammesso l'omicidio di papà... - Non l'avrebbe ammesso.

Perché non è stato lui.

Credi a quello che ti ha detto.

Ci credo perché so che è vero.

Ma...

Come fai a saperlo?

Jill, voglio che mi aiuti.

Organizza un altro ricevimento. Berremo del tè, alle 16:30.

Farò il possibile per aiutarti.

A che servirà?

È un azzardo, ma dobbiamo provare.

Chi dovrei invitare?

Ho già parlato con Frost

che porterà il sovrintendente Shelford di Scotland Yard.

Oltre a loro, vorrei Vanessa e sua madre, Evershed,

Fergusson, la sig.na Ginch, e...

sì, anche la sig.ra Barratt.

Lei è sempre qui.

Dopo che ha servito il tè, la voglio qui nella stanza.

- Simon. - Sì?

E se il tuo piano non funzionasse?

Se non funzionerà,

Maggie sarà impiccata.

Grazie per essere venuto, sovrintendente.

Sono un uomo occupato, sig. Gale.

- Spero non sia una perdita di tempo. - Non credo.

Oh, Simon.

Sono passate le 16:30. La sig. Barratt vorrebbe servire il tè.

Aspettiamo la sig.na Ginch.

Bene, sig.na Jill.

Potrebbe restare qui dopo aver servito il tè?

La sig.na Jill mi ha detto ma...

Vorrei parlare dell'omicida

del sig. Hallam e gradirei che fosse presente.

- Sa chi è stato? - Sì.

Mi scusi. Sarà la sig.na Ginch.

- Sei agitato, Simon? - No.

- Credi che funzionerà? - Deve funzionare.

E se ti stessi sbagliando?

Non mi sbaglio.

La sig.na Ginch.

- Grazie per essere venuta. - Non me lo sarei mai perso.

Ne sono sicuro.

- Può servire il tè, sig.ra Barratt. - Sì, sig.na Jill.

Mi scuso per il ritardo.

Ho incontrato il prete e mi ha raccontato della gita della madre.

Non finiva più di parlare.

Ora è qui. Si accomodi pure.

Oh. Grazie.

Caspita, siamo un bel gruppetto, vero?

A che ora parte il treno, Frost?

Alle 17:58, signore.

Spero che non rimarremo a lungo.

Ho fatto molta strada per del tè.

Sono sicuro che non si pentirà di essere venuto.

La sig.na Jill servirà il tè.

Molto bene, signore.

- Sergente Frost. - Sì, signore?

Chiuderò la porta...

...a chiave.

- E voglio che la tenga lei. - Sì, signore.

Che idea è mai questa?

Sig. Gale, è necessaria questa sceneggiata?

Dimenticavo di avere una visita, non posso restare.

Temo che dovrà restare, sig.na Ginch.

In realtà, vale per tutti.

Nessuno se ne andrà finché non avremo risolto questa faccenda.

Vedete, la persona che ha ucciso Hallam

e Rigg è qui, in questa stanza.

Oh cielo.

Si sieda, sig.na Ginch. Le porto una tazza di tè.

Buona idea, Jill. Beviamoci del tè.

Per prima cosa, parliamo di Hallam.

Molti di voi avevano un movente per ucciderlo.

Conosceva i vostri segreti,

e dev'essere stato un sollievo per voi quando è morto.

Dovevo diffidare di un motivo così ovvio, ma non l'ho fatto.

Quello è stato il mio primo errore.

- La puoi passare a Simon? - Sì, certo.

Il vero movente è molto più semplice.

Oh, grazie.

- Oh, non ne hai una. Tieni. - No, grazie.

Prendila.

Beh, se insisti.

- Ora, bevi. - Ma...

Bevi, ho detto.

- Va bene. - No.

Non bere.

Per l'amor del cielo, Simon!

Ho cambiato idea.

Jill, bevilo tu.

- Non lo farò. - Oh, perché no?

Perché è ridicolo. Ti stai comportando come un lunatico.

Molto bene.

Dottore, può esaminare questo tè?

Credo si tratti di cianuro.

Sergente Frost.

- Sì? - Controlli le tasche della sig.na Lane.

Va bene.

Cosa succede?

Le spiace, signorina?

No. Certo che no.

Cos'è quella?

Non lo so.

Può dirmi cos'ha in mano?

Non l'ho mai vista.

Sta mentendo.

L'ho vista mettere qualcosa nel tè quando l'ha dato a Simon.

- Non è vero. - Invece sì. Ti ho vista.

Perché non mi hai avvisato, allora?

Beh, io...

Sei tu che non volevi bere, sai.

- Ma Simon... - Ho detto che l'omicida era qui dentro.

Sei tu, Jill.

Se è uno scherzo, Simon, è di pessimo gusto.

Non sto scherzando.

Hai ucciso tuo padre e hai dato la colpa a Maggie.

Impossibile. Ero a Londra.

Ah.

Eri a Londra quel giorno, ma sei tornata.

Prima hai rubato il barbital dal cassetto di tua madre.

Sei entrata nello studio e hai spiegato il motivo del tuo ritorno,

e hai avvelenato il bicchiere di tuo padre.

- Perché avrei dovuto? - Li odiavi entrambi.

C'è tanto odio dentro di te, vero, Jill?

In più, volevi i soldi di tuo padre.

E potevi averli soltanto liberandoti di entrambi.

Bugie. Tutte bugie!

Sì, hai scelto il momento giusto.

Avevano litigato quel giorno,

lui aveva minacciato di escluderla dal testamento.

Avrebbe dato a Maggie un movente.

Perfetto per far cadere i sospetti su di lei.

Ma il tuo piano è andato in fumo.

Rigg ti ha vista.

In quel momento, Rigg non ci fece troppo caso.

Solo dopo esser uscito di prigione

ha scoperto che dovevi essere a Londra quella notte.

E Rigg era pronto a vendere questa informazione.

Perciò, Rigg doveva morire.

È ridicolo!

A parte me,

eri l'unica a sapere che Rigg aveva informazioni da vendere.

Hai avvelenato la birra e mandato la lettera a Vanessa per incolparla.

Tutto quadra.

Sei tu che lo fai quadrare. Hai frainteso!

All'inizio eri sicura di te, vero?

Poi ti sei spaventata,

perché pensavi fossi vicino alla verità.

Quindi, per proteggerti, hai provato ad avvelenarmi.

E hai messo quella compressa nella tasca di Vanessa per incastrarla.

La stessa tecnica.

Ma questa volta, ero un passo avanti a te.

Non ero sicuro che l'avresti fatto.

Stavo aspettando

e sei caduta dritta nella trappola.

- Lasciatemi! - Oh!

Lasciatemi!

È davvero strano.

Nonostante i ricordi e tutto quello che è successo,

amo questo posto.

Rimarrai qui?

Sì, credo di sì.

Vanessa, lascia che ti riempia il bicchiere.

Grazie.

Simon aveva ragione. Aveva detto che dopo due giorni,

sarei stata in questo salotto a bermi dei cocktail.

E tu, Simon?

- Io? - Quali sono i tuoi piani?

Tornerò in Uganda, immagino.

Dipende.

Grazie.

Simon, so che è tutto finito e non voglio insistere, ma...

- c'è una cosa che mi confonde. - Ovvero?

Perché Jill voleva dare la colpa a me?

Ero una preda facile...

o aveva un motivo speciale?

Aveva un motivo molto speciale.

Lei pensava di essere innamorata di me

e credeva che io lo fossi di te.

Perché lo credeva?

Gliel'ho detto io.

Faceva parte del tuo piano?

Sì.

Sei stato bravo a sembrare così convincente.

La verità è sempre convincente.

L'Uganda non è un brutto posto, sai?

Sembra meravigliosa.

FINE

Sottotitoli: Oliver Cozzio

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