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Certo che questa è proprio bella, quasi quasi,
la prendo io.
Non ci provare.
Come mi è venuto in mente di regalare
una camicia solitura a mio padre?
Poi è veramente difficile con i regali.
E io come sono?
Cos'hai fatto amore per Natale?
Non te lo dico.
Aspetti domani in mezzanotte.
No dai, ho bisogno di idee.
Davvero.
Io il tuo ancora non l'ho fatto.
Certo.
Ah sì, eh?
Chiudi gli occhi.
Chiudi.
Chiudi.
Regalo di Natale anticipato.
Sei il mio babbo Natale.
Quindi se io sono il tuo babbo Natale,
fino a prova contraria, tu sei la mia
befana.
Vieni qua mia befana.
Ma da dove viene questo cappello?
L'ho trovato nello scatolone delle cose di
Natale.
Ma me l'ha regalato un'amica tanto
tempo fa, ti sta anche bene.
Guarda, se ti piace te lo cedo volentieri.
Grazie, però ora ho venuto a chiederti un
'altra cosa.
Facciamo il presepe insieme?
E dai, accontentalo, è quasi Natale.
Andiamo, andiamo, andiamo.
Ho chiamato in carcere, Greppi è fuori con
un permesso di ventiquattro ore.
Quindi non escludo che possa avere preso lui
la bambina.
Greppi sarebbe il padre?
All'alba credo che non abbia avuto problemi
ad entrare, del resto non c'era nessuno
con la bambina, giusto?
Non ce n'era bisogno, avevamo introdotto un
sistema di monitoraggio cardiaco meccanico.
No, avrei dovuto esserci io.
Ma delle sciocchezze.
Ha ragione, tu non c'entri nulla.
Comunque i miei li stanno cercando e tra
un po' li raggiungo.
Bene, ci tengono formati.
Certo, certo.
La vedrai, la troveremo.
Grazie.
Arrivederci.
Arrivederci.
È molto premuroso con te.
Senti, so che può sembrare strano sentirselo dire
così all'improvviso, dopo tutto quello che è
successo.
Ma io vorrei veramente che tu fossi felice.
Ci sto provando.
Se fossi la persona giusta sarebbe facilissimo.
Dammi cura di te.
Ciao.
Ciao.
Sono passata per farti un saluto, ti ho
portato del ciambellone che ho fatto io per
la colazione.
Grazie, sei molto cara.
Accomodati qui.
Grazie.
Ma stai partendo?
No, devo lasciare questa casa.
Come?
Mio suocero mi butta fuori.
Mi toglierà anche le bambine.
Cosa stai dicendo?
Non può farlo?
Purtroppo sì.
E ho buone probabilità di riuscirci.
Ora poi che non ho più il lavoro.
Enrico, mi dispiace tanto.
Con tutto quello che stai passando.
Hai ragione, non ci voleva.
Però tu non ti devi preoccupare.
Io qualcosa mi inventerò per difendermi.
È importante che tu mi stia vicino.
Ma certo.
Ma com'era vita?
Ma chi è stato?
Non ne ho idea, povera creatura.
Forse il padre.
Il padre?
Ma non era orfana?
Anche io sapevo così.
Invece pare che fosse in prigione.
Che questa mattina vi ha chiesto un permesso
e che...
Oddio, ma Saranella lo sa sta cosa?
Anche lei sarà tutta affezionata a quella bambina.
Speriamo che per quando arriva l'abbiano già
ritrovato.
Così si risparmia un bello spavento.
Oggi attacca più tardi.
Perché?
Perché ha chiesto un paio d'ore di
permesso.
Forse voleva riposare un po'.
Grazie per non aver detto niente ad Alberto
di ieri sera.
Lo so che non è quell'uomo il
problema tra te e Alberto.
Cosa intendi?
Davvero devo dirtelo io?
Ho chiamato in ospedale per avvisare che avrei
fatto tardi.
Ho parlato con Delia.
Hanno rappito Anna, la bambina che teneva a
un mio reparto.
Delia era sconvolta e io onestamente solo preoccupato.
Come si fa?
Ciao.
Ciao, mia figlia.
Cosa?
Che cosa?
Senti, prendilo tu un attimo.
Io provo a fare una telefonata.
Magari riesco a fare qualcosa anche da qua.
Sì.
Scusate.
Ferruccio.
Ciao.
Sono i tizi che mi hanno detto della
bambina.
È un bel casino, sì.
Chi può essere stato?
Non lo so, stiamo cercando di capirlo.
Comunque, non ti preoccupare.
Scusami.
Ti devo parlare, ho bisogno del tuo aiuto.
Che altro è successo?
C'è il suocero di Enrico e vuole
togliergli le figlie.
Punta sul fatto che ormai non ha più
un lavoro.
Secondo te veramente non può più fare il
medico?
Non lo so.
Però se la situazione è questa è chiaro
che sarà difficile tornare indietro.
Sì, ma ci deve essere un modo.
Dobbiamo fare qualcosa per aiutarlo.
C'è solo una persona in grado di
fare qualcosa.
Faccio un tentativo.
Avanti!
Professore è chiusa, sono Bonomo.
Ti ha due minuti per me?
Sì, un momento, arrivo.
Buongiorno.
Buongiorno, scusi, ha disturbo?
No, prego.
Non mi dica però che ha cattive notizie,
che oggi non siamo partiti bene.
Professore Bonomo soltanto ottime notizie.
Allora.
Mosca è stato scarcerato e completamente assolto dall
'accusa di omicidio.
Lo sa, no?
Sì.
E quindi?
Che voleva dirmi?
Professore, lei l'ha già capito perché è
un uomo intelligente.
Mosca è un ottimo chirurgo.
Perché non lo riprendiamo in servizio?
Se Mosca è stato allontanato da questo ospedale
non è per un'accusa infondata, ma per
un reato aclarato.
Che abbia rubato soldi a questo reparto è
un fatto.
Ma che Mosca abbia sbagliato è evidente a
tutti.
Lo sappiamo noi e l'ha capito bene
pure lui, mi creda.
Tuttavia io credo che si meriti una seconda
possibilità.
Rimane un eccellente medico, forse il migliore che
abbiamo qua dentro.
Ovviamente dopo Ferraris.
Lo so bene.
E allora, professore, lo dico pure per l
'ospedale.
Non ce lo lasciamo scappare.
Trovi il modo di farlo rientrare.
Il Consiglio non approverebbe mai.
Aizzati da De Bellis farebbero la guerra anche
a me, mi dispiace, ma non è possibile.
Professore, io non perdo la speranza.
Lei è il professor Corvara.
Lei può questo ed altro.
Buona giornata.
Buongiorno.
Arrivi a giusto proposito.
Perché?
Che stavate facendo?
Tramavamo alle tue spalle, è ovvio.
Esatto.
Pensavamo di importi due giorni di riposo almeno
a Capodanno.
Tua figlia mi ha invitato nella vostra casa
clavier.
Ah.
È il minimo che potessi fare, visto che
ti sopporta tutti i giorni.
Ti sembra il modo di parlare a tuo
padre?
Dai, che dici, ci andiamo?
Ne parliamo in un altro momento, adesso non
è il caso.
Cosa succede?
Ci sono brutte notizie su quella bambina?
No, per fortuna no, ma è un altro
problema.
Vabbè, non ho capito, vi lascio soli.
Intanto mi aspettano in corsia.
Ciao.
Mosca.
Come faccio a riprenderlo?
Eccomi, Dalia.
Fammi dell'analisi.
Dottoressa, mi sto facendo preoccupare.
Qualcosa non va?
No, no, scusi.
Il decorso post-operatorio sta procedendo, il cuore
non presenta aritmie e i valori del sangue
siano nella norma.
Grazie.
Significa che può stare tranquillo.
Dalia.
Stai così per quella bambina?
Sì.
No, scusa, non credevo le fossi così affezionata.
Anche io ho un cuore, l'avresti mai
detto?
Dalia, ho saputo di Anna.
Mi ha telefonato Alberto, è ancora bloccato a
casa, ma era molto preoccupato.
Beh, non avrei dovuto dirglielo.
Ma no, perché invece se dovesse succedere qualcosa
siamo tutti pronti.
Questo è il pacemaker...
è il pacemaker per Anna.
Mi ha detto di consegnarlo al dottore Alfieri,
lui sa cosa fa.
Posso portarglielo io?
Grazie, mi fai un favore.
Grazie.
Era...
Era dispiaciutissimo di non essere qui con te.
Funziona alla perfezione.
Certo che è davvero piccolissimo.
Sarà comunque un'impresa a attaccare gli elettrodi
al cuore perché non possiamo aprire il torace.
Come farete?
Così.
Prima faremo un foro nel collo della bimba
per arrivare alla vena cefalica e attaccheremo il
cavo a un sondino e tramite il sondino
arriveremo al cuore.
La parte del cavo che resta fuori dal
collo la porteremo fino alla zona epocondriaca tramite
una traccia sottocutanea e qui la collegheremo al
pacemaker inserendolo in un taschino sottocutaneo, poi ricuciamo.
È geniale.
Si è scappata via ieri appena ti ho
detto di Helmut.
Sei andata da lui, vero?
È che lascia Torino e anche l'Italia.
Parte oggi.
E tu che farai?
Pensi di raggiungerlo?
O starete insieme a distanza per un momento?
Guarda che non ci siamo rimessi insieme ammesso
che lo siamo mai stati.
Solo che sapevo che sarebbe stata l'ultima
volta che l'avrei rivisto e quindi sono
andata a salutarlo.
Però era più un addio che un nuovo
inizio.
Allora...
Che?
Dimmi una cosa se mi fossi lasciata con
Rosa prima del tuo ritorno a Torino saresti
comunque stata con Helmut?
Ma che cavolo di domanda...
Che senso ha parlarne adesso?
Hai ragione, hai ragione.
Te lo chiedo in un altro modo.
Ora che non c'è più Rosa e
neanche Helmut che siamo solo io e te
c'è la speranza?
Possiamo non correre troppo per favore?
Che sta succedendo tutto molto velocemente.
Oh sì?
Andremo pianissimo, te lo prometto.
Ora però torno al lavoro.
Quindi non ci sono novità?
No, purtroppo no.
Ma volevo ringraziarti di avermi mandato Riccardo.
Mi sono sentita meno sola.
Non lo sei, Dalia.
Che?
Ma sei con Carlo, giustamente.
Scusami, non avrei potuto immaginarlo.
Non ti preoccupare.
Ho tutto il tempo che vuoi.
No, davvero.
Goditi tuo figlio.
Se ha delle novità ti avviso.
Ciao.
Neanche con nostro figlio in braccio riesci a
non pensare a lei.
È una bambina cardiopatica fuori dall'ospedale.
Non sto parlando di Anna.
Senti, io sto cercando di far del mio
meglio.
È in ospedale?
Tanto comunque con la testa sei lì.
Spero che riuscirete a ritrovare questa bambina, che
tu potrai operarla, che potrà stare meglio, così
forse anche noi avremo una vita migliore di
quella che abbiamo fatto fino ad ora.
Cesare, dove vai?
A riportare Mosca in ospedale.
Avrà anche rubato, ma il Saloperatorio fa ancora
la differenza e non posso non tenerne conto.
Sì, alcune situazioni invece ce le impongono.
Becker mi ha mentito su una cosa molto
importante e ho dovuto mandarlo via per forza.
Non è sempre contento?
Per niente.
Rinunciare a qualcuno non è sempre la scelta
giusta, anche quando sembra l'unica percorribile.
Se non è con il padre, con chi
è?
E dov'è?
E se avesse avuto una crisi?
E se non avessero saputo soccorrerla?
Tranquilla, riusciremo a trovarla.
Oddio!
Sei già qui?
Avevo capito che saresti arrivato più tardi.
Non riuscivo più a stare a casa.
Ci sono novità?
Abbiamo trovato Greppi, ma lui non c'entra
nulla.
E quindi cosa pensate di fare?
Della mi stava dicendo che c'erano una
serie di coppie pronte all'adozione.
Sentirà l'olfanotrofio.
Puoi chiamarli da qui, se vuoi.
Vorrei andare di persona.
Allora ti accompagno all'uscita.
Grazie.
Arrivederci.
Ma magari sta dormendo, no?
Serenella lo fa delle volte, quando arriva...
Sì, quando attacca più tardi.
Ah, l'ha vista uscire stamattina.
All'alba addirittura.
Va bene, va bene, grazie mille.
Arrivederci, sì.
Arrivederci.
Laura?
Sì?
Serenella è arrivata?
No, non ancora.
Perché?
Ma così, ho chiamato a casa e mi
hanno detto che è già uscita da un
po', e non è ancora arrivata.
Avrà avuto un impegno fuori, io non so
che dire.
Ieri sera mi ha solo detto che questa
mattina avrebbe tardato un po'.
Sì, aveva l'aria un po' provata.
Pensavo volesse riposare.
In che senso, provata?
Sembrava preoccupata, come se fosse successo qualcosa.
Le ho chiesto, ma non mi ha voluto
dire niente.
È scappata via.
Io continuo il giro.
Andrea?
Eh?
Andrè?
Che c'è?
Senti, io credo che Serenella stia facendo una
cazzata e che credo che sia in parte
anche colpa mia.
Senti, se sei venuto a fare il solito
cupido della situazione ti ringrazio, ma non è
il caso.
In che senso, scusa?
Di che stai parlando?
Di Anna, no, della ragazzina ricoperata.
Beh?
Lo sai che è stata rapita, no?
Certo che lo so.
E io credo che sia stata Serenella.
Ma che dici?
Perché mai avrebbe dovuto?
Perché, non so, forse era sconvolta per l
'operazione perché io ieri le ho parlato e
le ho detto che rischia e lei era
sconvolta perché si è molto affezionata a sta
bambina.
Beh, in effetti anche quando ha parlato con
me era molto turbata e quindi?
Lo vedi?
E beh?
E allora devi cercare.
Io?
Ma non ci penso affatto.
Serenella mi ha detto molto chiaramente che non
prova nulla per me e mai lo proverà.
Ah.
Visto che ancora è innamorata di te.
Ti ha detto proprio lei così?
No, questo lo dico io a te.
Allora dobbiamo cercarla subito, no?
Mi dai una mano comunque?
Sì, ti do una mano, sì.
Che facciamo?
Che facciamo?
Dividiamoci.
Io vado nella zona in cui abita e
a te se magari viene in mente qualcosa
che significa qualcosa per lei, insomma...
Sì, però sbrighiamoci perché quella è matta, eh?
Sbrighiamoci.
È venuto a godersi lo spettacolo delle mie
disgrazie?
No, guardi, non ho tempo da perdere.
Volevo farle una proposta.
Ah, dai mi fai entrare.
Sono breve.
Vorrei che tornassi a lavorare con noi.
Sta scherzando?
Certo non potrà farlo da primario né da
capochirurgo.
Dovrebbe farlo da chirurgo semplice e dovrà devolvere
metà del suo stipendio al reparto fino a
che non avrà ripagato tutto quello che ha
sottratto.
Avevo ragione, lei vuole vedermi umiliato, professore.
Sono le uniche condizioni che posso far passare
al Consiglio.
Le uniche che renderebbero la sua riassunzione inattaccabile.
Non credo di farcela.
Dopo tutto quello che è successo mi vergognerei
troppo.
Lei crede che sia stato semplice per me
quando sono tornato?
Io sono rientrato da tecnico di radiologia e
anche da medico e non avevo nessuno dalla
mia parte, lei invece è me.
Tendiamoci, Mosca, io le ho fatte la guerra
perché lei è stato un pessimo primario e
non potevo permettere che distruggesse il mio reparto.
Ma so quanto vale come chirurgo e sono
pronto a difenderla contro chiunque.
Perciò se decide di accettare, per me può
ricominciare da oggi stesso.
Cos'è successo?
Andava come un ratto, ho perso il controllo
e mi è venuto dentro.
Facci fare a me, sono un medico.
È morto?
Come sta?
Mi ha battuto la testa.
Sì, le aiuto io.
No, faccio da solo, lei intanto chiami un
'ambulanza.
Mio marito l'ha già chiamata, sta arrivando.
Aspetta, lei...
Aiuto!
Lei, dottore, si sente bene?
Sì.
Cos'è successo?
Mi è venuto addosso io.
Ero qui.
Ero qui.
Ero qui.
È permesso, dottor Ferraris?
Baker, mi avevano detto che eri partito.
Sono venuto a salutarla.
A darle questo.
Non avevo i soldi per farle un vero
regalo, ma questo libretto comunque è la cosa
più preziosa che ho.
Ci ho appuntato tutti gli interventi più difficili
che ho visto in Germania.
Magari può tornare utile.
Non c'era bisogno di farmi un regalo.
Invece sì.
Devo ringraziarla per tutto quello che ha fatto
per me.
Lei mi ha dato una possibilità senza neanche
sapere chi fossi e ho imparato tantissimo da
lei.
Tienilo tu.
Non servirà più a te.
Addio, dottor Ferraris.
Baker.
Accomoda, ti dobbiamo parlare.
Sì.
Sì, sì, sì.
Oh no.
Oh, scusa.
Sì, sì, sì.
È freddino, eh.
Oh.
Facciamo un pozzetto.
Ma che mal di sogno.
Ma che mal di sogno.
E io lo sapevo.
Dovevo capirlo prima che era venuta qua.
Intanto non strillare, che la spaventi.
Ma è successo un casino all'ospedale, ma
ti rendi conto?
Perché, chiare sono io.
Io volevo soltanto portarla fuori un momento.
Ma tu sei impazzita.
Ma puoi portare via una bambina dall'ospedale?
Lo capisci che ha allarmato tutti?
La Brunella è arrabbiatissima, ha chiamato già pure
l'amico suo poliziotto.
Mi dispiace, io non volevo fare niente di
male.
Volevo soltanto portarla qui un attimo, farle avere
un momento di serenità prima di...
Va bene, va bene.
Scusami, scusami, scusami.
È colpa mia.
Sono stato troppo aggressivo.
Dai, che andrà tutto bene.
Dicevi la stessa cosa di nostro figlio.
E poi non è andato tutto bene.
Tesoro, torniamo all'ospedale.
Non mi hai mai chiamato, tesoro?
Mai, mai, mai, mai, mai.
Mai?
Ma l'ho fatto male.
Sono tanto arrabbiato, vero?
Sono molto arrabbiato.
Ti è calmato?
Abbia ancora un po' di pazienza, signora.
Quasi finito, eh?
Quanto ne vuoi, figliola?
Tanto io con l'anestesia non sento niente.
Certo che sei diventata proprio brava, eh?
Ho avuto un maestro molto paziente.
Vengo a controllarla più tardi.
Ti facevo già un viaggio per la Francia.
Ferraris mi ha proposto di restare.
Certo, non come medico, ma come tirocinante.
Dovrò iscrivermi all'Università di Torino.
Quindi diventeremo colleghi.
Anche se ovviamente spero di riuscire a farmi
riconoscere gli esami che ho dato in Germania.
Mi mancherebbe solo la tesi.
Virginia, senti.
So di averti mentito, ma ieri quando sei
venuta a salutarmi ho pensato che forse possiamo
recuperare.
Che magari puoi perdonarmi.
Helmut, io...
Guarda che non devi decirlo adesso, eh.
C'è tutto il tempo.
Ma...
Rinaldi!
Allora l'ha presa lei?
Qui eravamo tutti preoccupati, Serenella.
Mi dovete perdonare, veramente.
Io volevo soltanto portarla a fare una passeggiata
e ho perso la condizione del tempo, scusate.
Portali la bambina.
Bisogna avvertire subito la Brunel.
Non serve, sono qua.
Anna.
Piccolina, come stai?
Portami alla sua stanza e chiami immediatamente Ferrari.
Sì, subito.
Grazie.
Ma come ti è venuto in mente di
fare una cosa del genere?
Tu lo sai come sta e che cosa
rischia.
Mi dispiace, dottoressa, non volevo fare niente di
male.
No, tu sei pazza, perché solo una pazza
farebbe una cosa del genere.
Brunel, però adesso possiamo calmarci un po' perché
Serenella ha fatto un grave errore, però è
andato tutto bene, la bambina sta bene, non
è successo niente.
Rilassiamoci.
Dottore, faccia qualcosa, non respira.
Dai, Anna.
Che succede?
Come sta?
Adesso bene, si è appena ripresa, ha avuto
un arresto.
Ancora?
Sì.
Dobbiamo operarla, Daniela, non c'è più tempo.
No, no, no, non siamo pronti.
Mi devi ascoltare.
Quanti massaggi cardiaci l'hai fatto da quando
è nata?
Quante altre volte pensi di poterla salvare?
Non voglio ascoltarti.
Non può vivere con un medico accanto.
E se non riesce a mettere le pacemaker?
Dobbiamo provarci.
Non abbiamo scelto.
Lo dobbiamo anche a sua madre.
Cosa hai pensato per l'anestesia?
Usiamo questo.
Guarda.
Con della garza imbevuta di etere.
E basta?
No, facciamo una pre-anestesia con del barbiturico
in supposta, mettiamo una flebu sotto cutanei per
tenerla idratata e pensavo di mantenere l'anestesia
con il ciclopropano.
Speriamo non sia troppo.
E ti basta sterilizzare quei ferri la terza
volta?
Basta.
Ho bisogno che sia tutta una anestesia.
Non è tutto perfetto, è colpa mia se
sta così.
Ma non dire scemenze, si sarebbe sentita male
lo stesso.
Buonoma ha ragione.
Certo, quella passeggiata potevi risparmiartela, ma non è
quella la causa.
Io non ce la faccio.
Dottor Ferrares?
Sì?
C'è il professor Corvara a telefono per
lei.
No, gli dica che non è questo il
momento, ve lo richiamo.
Mi ha detto che è urgente e vuole
parlare solo con lei.
Tu, nel frattempo, profitta di questo momento per
trovare il coraggio.
Per favore.
Inizia a preparare tutto, quando torno operiamo.
Blanda.
Non possiamo rischiare che non si svegli.
Va bene.
Qui?
Sì.
Ciao Cesare, dimmi.
Ho un'emergenza.
Prepara la sala operatoria, sarà un intervento complicato.
Io adesso non posso, devo operare Anna.
L'abbiamo ritrovata, ma la sua condizione è
peggiorata.
Ha avuto un arresto, per fortuna.
L'ho salvata in tempo, ma devo impiantargli
il pacemaker.
Sono già tutti in sala che mi aspettano.
Chi è che sta male?
Ma...
Un tipo che ho soccorso per strada.
Non ti preoccupare.
Risolverò in un altro modo.
Tu opera la bambina.
E mi raccomando, salvala.
Non so se ci riesco.
Se c'è uno che può farlo, sei
tu.
Alberto.
Bene.
Non ho rinunciato a lei per vederla col
primo che capita.
Hai capito?
Ciao Alberto.
Stai andando via?
Sì.
Stiamo per operare quella bambina.
Sto portando il pacemaker in sala.
Lo so, ma...
È un intervento storico qui alle Molinette, non
puoi perdertelo.
Suor Fiorenza, scusi, hai visto il professor Corvara?
Dovrebbe essere già rientrato, ma non lo trovo.
Ha telefonato poco fa da fuori, cercava il
dottor Ferraris per un'urgenza.
Che tipo di urgenza?
Non lo so, non ha specificato.
Invece è venuto il dottor Mosca e anche
lui cercava il professore.
Gli ho detto di aspettare nel suo studio.
Vado a parlarci io.
So perché è qui.
Grazie.
Allora avevo visto bene, sei qui.
Ciao.
Stamattina non mi hai detto che saresti passato.
Perché non...
Non lo sapevo.
Ho ricevuto un'offerta di lavoro da Corvara
e...
Io sono deciso ad accettarla.
Ma e tu?
Che diavolo ci fai qui?
E con lei per giunta?
Scusate.
Come osi ripresentarti in questo ospedale dopo tutto
quello che hai combinato?
Il dottore ha appuntamento con me e con
il professor Corvara.
Buongiorno.
Ah, e per cosa?
Beh, suppongo per accettare la nostra proposta di
rientrare al reparto.
Sono qui proprio per quello.
Il professor non è ancora tornato.
Non mi ha lasciato istruzioni.
Anzi, ne abbiamo concordata insieme.
Non pensateci neanche un secondo.
Questo uomo non tornerà a fare il medico
nel mio ospedale.
Non è suo, avvocato.
Lei rappresenta solo uno dei voti in consiglio.
E gli altri sono favorevoli, li ho già
sentiti tutti.
Questo accordo è troppo vantaggioso per rifiutarlo.
Recuperiamo un chirurgo di eccellenza e allo stesso
tempo risaniamo le case del reparto.
Mi dispiace, può solo rassegnarsi.
Sono davvero felice di rivederla qui.
Bentornato, dottor Musca.
Grazie.
Vedi se gli impulsi attrecchiscono?
Io intanto preparo una traccia sottocutanea.
Funziona.
Pistola.
Sondino.
Ora aggancia il cavo all'estremità del sondino.
Ora se riesco a ritrascinarlo giù è fatto.
Arresta solo la parte facile.
Non ci credo al cavo sia staccato.
Non voglio risfilare il cavo, ero quasi arrivato.
Provo a recuperarlo.
Pinza.
Mi serve una pinza più piccola.
Non ci riesco.
La bambina sta per svegliarsi.
Ferraris mi ha chiesto una dose blanda.
Lo so.
Che faccio?
Ripeto la dose?
Rischiamo di ammazzarla così.
Ce l'ho.
Ce l'ho, ce l'ho, ce l
'ho.
Battito regolare.
Lo sapevo.
Lo sapevo che ce l'avresti fatto.
Ce l'abbiamo fatto.
Grazie.
Grazie per aver insistito.
Grazie a te.
Marcello.
Marcello, aspetta.
Ma come fai a non capirlo?
Si sta approfittando di te.
Vorrei tenerti legata a lui per sempre.
No, è colpa mia.
Dovresti prendertela con me.
Io ho provato a dimenticarmelo.
Mi sono sforzata con tutta me stessa.
Soprattutto da quando ci sei tu.
Ma è inutile.
Non ci riesco, io sono...
Io sono innamorata di lui.
E la sarò per sempre.
Mi dispiace.
Ciao.
Senti, è...
è normale che ancora non sia svegliato, vero?
In realtà, no.
Oddio, non vorrei aver sbagliato la dose dell
'anestetico.
Vado a chiamare qualcuno?
Tu, vieni qua.
Sto scherzando.
Che scherzo cretino è?
Non è vero.
Non è vero.
Però...
adesso che...
che hai il pacemaker e se dovesse passare
la notte e andare tutto bene, ecco...
potremmo avere una vita normale, no?
Normale, normale, no.
Comunque dovrà subire degli interventi, quantomeno per cambiare
le batterie del generatore.
Anche se magari inventeranno batterie che dureranno di
più.
Speriamo.
Comunque, anche se non farà una vita normale
come tutti gli altri bambini...
noi ce ne potremmo comunque occupare insieme, no?
Noi?
Eh sì, noi.
È evidente che tu sei molto legata a
questa bambina.
Beh, mica lo puoi fare senza un marito.
Ferruccio, cosa stai dicendo?
Che cosa sto dicendo?
Ti sto promuovendo la possibilità di portare questa
bambina al parco tutti i giorni senza doverla
rubare dall'ospedale, così questa pure avrà bisogno
di un padre.
Senti, io non capisco.
Sì, però sei un po' di goccio, eh.
Ti sto chiedendo di sposarmi.
No, su, reagisci.
Allora, intanto sei un cafone anche quando fai
le proposte di matrimonio.
E poi, come ho detto anche a tuo
cugino, non ci si sposa per queste cose,
ci si sposa per amore.
No, perché tu non mi ami.
Perché tu mi ami?
Sì, ti amo.
Ti sto chiedendo di sposarmi, no?
Se gentilmente puoi rispondermi di sì, perché io
qua mi sento tutto emozionato e non sono
abituato a questa roba.
Sì?
Sì.
Sì!
Bella, cosa stai facendo?
Mi dispiace, mamma, non ce la faccio più.
Non posso più restare.
Ma fammi capire, cosa è successo?
Anna è stata male?
No, anzi.
Il peggio sembrerebbe passato, ma la maggior ragione
non ha più senso per me rimanere qui.
Ma allora il problema è Alberto.
Sì, certo.
Certo che Alberto.
Finché continuerò a vederlo davanti a me tutti
i giorni non riuscirò mai a dimenticarlo.
Non riuscirò mai a rifarmi una vita.
Sì, ma così all'improvviso, ma poi per
dove?
Prendo il primo volo per Londra e poi
cerco una coincidenza per l'America.
Non sarebbe meglio aspettare?
No, ho aspettato abbastanza.
Voglio partire oggi.
Semmai perché non vieni con me in America?
No, io resto qui dove c'è tuo
padre.
Ma è giusto che tu vada, tesoro.
Tu hai il diritto di essere felice, sai?
Sì.
Ho saputo che è andato tutto bene.
Avete trovato la bambina e l'avete operata?
Sì, è andato tutto bene.
Volevo chiamarti poi.
Non l'hai fatto?
Sai perché?
Perché non sono io il tuo primo pensiero.
È vero, Carlo.
Ma io non voglio che stia con me
solo perché abbiamo un figlio insieme.
Guardami.
Guardami negli occhi.
Voglio che mi dici la verità e che
sei sincero.
Io e te potremmo mai essere felici?
Felici come una coppia che si ama, non
come una famiglia.
Sapete benissimo come stavano le cose.
Credimi, ho provato a cambiarle.
Dio solo sa quanto ci ho provato.
Ogni notte negli ultimi mesi mi sono addormentato
pregando perché questa scintilla si accendesse e ogni
mattina mi svegliavo non sapevo che non era
cambiato niente.
Ora purtroppo ne sono sicuro non potrà mai
succedere.
Amo il nostro figlio più di ogni altra
cosa al mondo.
Ma non amimi me.
Mi dispiace.
Ma questo non mi basta più.
È il proprio Sor Calvara.
Cosa è successo?
Parli, Sor Fiorenza, così mi fa preoccupare.
L'hanno trovato in macchina, era svenuto.
Oddio.
Non sanno da quanto tempo era così.
Hanno chiamato l'ambulanza, lo stanno portando qui.
Buonasera signora, sono Alberto, può dire a Delia
di scendere?
Guardi che Delia non c'è, è partita.
In che senso è partita?
Per dove?
Quando?
So soltanto che è andata all'aeroporto, vuole
prendere un volo per Londra.
Grazie.
Buon viaggio.
Buon viaggio signorina Brunello.
Grazie.
Delia!
Signorina, deve imbarcarsi, aspetta non solo lei.
Delia!
Delia!
Eh no, mi scusi, cosa fa?
Delia, Delia, scusa.
Delia, Delia, Delia, Delia, ti prego non parti.
No, non puoi chiedermelo.
Ma resta qui con me.
Per sempre.
Non tu.
Che dici?
Non è caro, non è caro, che fai?
Non lo so, ma te lo trovo per
tenere tutto insieme.
Io ti amo Delia, non voglio e non
posso più perderti.
Non più.
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