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Hai tutte le ragioni del mondo, ma faresti
un errore a non partire.
Mamma, per favore, l'ho trovata a letto
con un'altra donna.
Dovevamo sposarci e vivere tutta la vita insieme,
non ci posso pensare.
Ti capisco, però tu non stavi per attraversare
l'oceano per andare a sposarti, no?
Ma perché uno degli ospedali più prestigiosi degli
Stati Uniti vuole te?
Mi han soltanto offerto una specializzazione, non esageriamo.
Sì, Delia, però in cardiologia, non in economia
domestica.
Forse tu non ti rendi conto di essere
una persona speciale, ma io sì.
Tu pensi davvero che valga la pena di
buttare via tutto questo solo perché Alberto ha
cambiato idea?
Solo?
Sì, Delia, solo.
Lo so.
Sarebbe stato più bello se lui fosse venuto
con te, ma tu non hai bisogno di
nessuno.
Per essere il grande medico che sarai.
Sono tua madre, fidati di me.
Dottoressa, buongiorno.
Buongiorno.
Sono venuta a dare il cambio.
Grazie.
Com'è andata la notte?
Così, così.
Stasi hanno aperto la cappella?
Sono già tutti lì.
Tu non vieni?
Sono più utile qui.
Grazie.
Dottore?
Sì?
Mi dispiace moltissimo.
Se dovessi servirle a qualsiasi cosa, non avevo
le bambine che sto qui.
Grazie.
Grazie.
Dottore Mosca?
Sì?
Mi dispiace, ma dobbiamo chiudere.
D'accordo.
Occupatene tu, io porto fuori le bambine.
Andiamo bambine.
Ci resta papà.
Ma fate cosa?
Dovrebbe esserci lui al suo posto.
Dammi cosa stai dicendo.
Sì, sembra un tipo arrabbiato.
Ma se voleva che Mosca non operasse dal
masso.
Non poteva manomettere i freni prima dell'intervento.
Perché avrebbe dovuto farlo dopo?
Per ritorzione.
Lo minaccia, Mosca se ne frega.
E allora gliela fa pagare.
Quindi è stato questo Soleri.
Non abbiamo prove.
Ma in questa fase non voglio escludere nulla.
Sì?
Per lei, aspettore.
Grazie.
A quanto pare Soleri non è l'unica
ad avercela con Mosca.
Cerchi bene il dottore Enrico Mosca.
Ruba soldi all'ospedale.
Come ti senti?
Mi tira un po' ma sto bene.
Beh, comunque il tracciato è ottimo.
L'intervallo PQ si è normalizzato.
Quindi direi che puoi stare tranquilla.
Mario?
Quando posso vederlo?
Hai appena avuto un intervento molto importante.
Io per adesso eviterei le emozioni forti.
Quindi non potrò mai più essere felice.
Non sto dicendo questo solo ti chiedo un
pochino di pazienza.
Un abbraccio forte da parte mia.
Lo faccio tutti i giorni.
Delia.
Ciao.
Ciao.
Come stai?
La verità?
Non lo so.
Cos'è?
Il nome di tua madre.
A quanto pare vive ancora in Piemonte.
A Torino.
Come?
I vantaggi devi avere un distintivo.
Ora devo andare, il dottore Mosca mi sta
aspettando.
Non so veramente come ringraziarti.
Ma volevo darti la possibilità di scegliere tutto
qua.
Non sempre ce l'abbiamo.
Grazie.
È importantissimo per me.
Dottor Ferraris.
Dottor Ferraris.
Abbiamo un problema col letto 10.
Il paziente che ha operato l'altro giorno
sta male.
Cosa succede?
Come si sente?
Il cuore mi sta uscendo dal petto.
Gira tutto.
Chiamilo Brunello.
Subito.
Era nella posta.
Senza nittente.
Un bugiardo o un altro dei suoi ammiratori?
Purtroppo è tutto vero.
Quando sono diventato primario ho dedicato un'ala
del reparto ai pazienti paganti.
Una miniera d'oro.
Solo una parte dei proventi andavano nelle casse
dell'ospedale.
E l'altra sul suo conto, certo.
E chi poteva saperlo oltre lei?
Non ne ho idea.
Dottore, mi guardi.
Non sappiamo chi ha scritto questo biglietto.
Ma potrebbe essere la stessa persona che ha
scritto quei messaggi minatori.
La persona che ha ucciso sua moglie.
Sicuro di non sapere chi sia?
Le ho detto che non ne ho idea.
Va bene.
Come vuole.
In ogni caso sarò costretto ad informare la
magistratura di questa nostra conversazione.
Certo.
Bene.
Arrivederci.
Buongiorno.
Salve.
Scusami se stamattina non sono venuta.
Dalla testa a me la larga.
Dico per il tuo bene, credimi.
È in fibrillazione ventricolare.
Com'è possibile?
Non lo so.
Davvero non lo so.
Mentre l'operavo ho sentito una specie di
coagula ma poi alla fine non c'era
niente.
Anche la radiografia post-operatoria.
Va bene, non capisco, non capisco.
Aspetta.
Scopriamo, aiutami.
Arteria femorale.
Guarda.
Ma com'è possibile che nessuno si sia
accorto di niente?
Il paziente non si è mai lamentato di
nulla, dottore.
No, forse nessuno l'ha mai sentito.
Calmati, calmati.
Non è colpa di nessuno, è diabetico.
Per i diabetici può essere normale avere neuropatia.
Probabilmente non hanno nemmeno sentito il dolore alla
gamba.
Portiamolo in radiologia.
Vado.
Grazie.
Eccolo.
Qua.
È un'ostruzione importante.
È bello grande.
Se non lo rimuovo la gamba rischia di
andare in cancrena.
Mi serve altro?
No, grazie.
Spiego.
Dottor Ferrari se mi cercava?
Il paziente va portato in sala per un
'embolectomia.
Prepara il catetere di Fogarty.
Certamente.
Ti chiamo dopo tanti anni.
Grazie.
No, no, non si preoccupi.
Al paziente ci penso io.
Oggi non si è fermata mai.
Oh.
Ho detto qualcosa di male?
No, no, anzi è che...
Non sono abituata che qualcuno si preoccupi per
me, quindi...
Non so chi ha frequentato fino adesso.
Un bifolco?
Sì, probabilmente la parola giusta.
Avrei dovuto guardare meglio.
Grazie.
Ma quando Luisa si è sentita male non
ho capito più niente.
Grazie.
Smetti di cercare i colpevoli e concentrati soltanto
sull'operazione.
Salve.
Buongiorno, ispettore.
Vorrei sapere dov'è la dottoressa Brunello.
Beh, non è che all'ispettore è venuta
in mente di fare il medico.
Guarda, leggo.
Se no non mi si spiega che è
sempre qui.
Adesso sono io ad avere bisogno del tuo
aiuto.
Hai un minuto?
Certo.
In privato?
Niente.
Vorrei farti qualche domanda su Mosca.
Va bene.
Dottoressa, scusi, queste qui sono per lei.
Grazie.
Prego, arrivederci.
Arrivederci.
Quindi vuoi sapere la mia opinione su Mosca?
La tua è quella che gira nel reparto.
Beh, coincidono abbastanza.
Allora, professionalmente è un ottimo chirurgo.
Umanamente è un po' un disastro.
Per questo tutti rimpiangono Cesare.
Anche tu?
Sì, certo, anch'io.
E lui?
Anche il professor Colvara?
La nostalgia del suo reparto?
Sì.
Dopo sua figlia è la cosa a cui
tiene di più.
Perché mi fai queste domande?
Non posso dirtelo.
Umami sei stato di grande aiuto.
Bene.
Hai già provato a chiamarla?
No.
Non ho trovato il coraggio ancora.
Mi fa una tale impressione vedere Ferruccio in
questo stato.
È così abbattuto.
Avevo quasi voglia di abbracciarlo.
Quasi.
Tu, invece, perché non sei venuta in chiesa
stamattina?
Ero bloccata da Anna.
Senti, da quando sei tornata non abbiamo mai
avuto modo di parlare, ecco.
Però magari ti farebbe bene spogarti con qualcuno.
Non ne ho bisogno, grazie.
L'hai trovato il catetere?
Ma che, non è nemmeno qui.
E mi è sperita anche una tronchesi.
Dottore, il catetere non c'è.
In che senso non c'è?
Si è rotto la settimana scorsa e il
suor Firenze l'ha ordinato ma non è
ancora arrivato e io ho chiamato l'azienda
ma non sarà qui prima di dopodomani.
Dopodomani?
Due giorni?
Tra due giorni quel ragazzo sarà senza una
gamba.
Permesso?
Quindi questo è il famoso ecosonografo.
Piacerebbe anche a me avere un macchinario del
genere, sa?
Ma per leggere dentro le persone?
Potreste prendervi una macchina della verità.
Pare che funzionino.
Analizzano gli stessi dati, frequenza cardiaca, pressione, ritmo.
Avremmo davvero bisogno di un capo come lei
in quest'ora, sa?
Davvero.
Illuminato, all'avanguardia, pieno di idee.
Le manca molto il suo lavoro da primario,
vero?
Certo che mi manca.
Ma c'è un tempo per tutto.
Beh, potrebbe riprenderselo se il dottor Mosca le
lasciasse il posto.
Che cosa voleva domandarmi?
Dov'era la sera dell'incidente di Elvira
Mosca?
Ho passato tutta la notte in ospedale.
C'è qualcuno che può testimoniarlo?
Non lo so.
Io ho lavorato qui nel mio ufficio da
solo.
Non ho incontrato nessuno.
Non so se qualcuno mi abbia visto.
Mi stai accusando di qualcosa?
No, assolutamente.
Stavo soltanto cercando di capire.
Forse non è stato un incidente.
Buon lavoro, professore.
Grazie.
Cesare, scusa, per caso tra le due cose
hai un catetere di Fogarty?
No, non ce l'ho.
Perché?
Ho un paziente con una trombosi alla orta
femorale e rischia di perdere l'arto.
E quello dell'ospedale è rotto.
Beh, se non puoi rimuovere il coagulo, devi
procedere con la dis...
Lo so, lo so.
L'alternativa è la dissezione della orta, solo
che è diabetico e quindi è molto rischioso.
Certo, se non ci sono altre soluzioni.
Dunque, per il portotipo Fogarty ha utilizzato un
guanto in lattice e un catetere uretrale del
filo da pesca.
Quindi possiamo farcelo da soli?
Non ho il filo da pesca.
Ah, quello ci penso io.
Beh, allora mi occupo del guanto e del
catetere.
Ciao.
Stavo cercando la mia cassetta, non hai preso
la cassetta?
Sì, è sul mobile, la so.
Eccola.
La prima buona notizia della giornata.
Non volevo disturbarti, scusami.
No, è...
è il suo nome.
Il nome di mia madre.
Come l'hai avuto?
Marcello, l'ispettore.
Tu non devi essere in salo operatorio.
Sì, abbiamo rimandato l'intervento per un problema
tecnico, ma lo stiamo risolvendo.
Comunque non ti preoccupare, hai già fatto molto
per me.
Fossi in te, andrei a conoscerla.
Non riesco nemmeno a telefonarle.
Per telefono è tutto più difficile.
Come va la mano?
Meglio.
Hai visto Helmut?
Adesso.
Deve aiutarmi in corsia.
Non voglio sapere se ci sei uscita ieri
sera.
Il camice è ancora appeso.
Magari deve ancora arrivare.
Pure come gli pare.
So che dovevo andare al pensionato per studenti
per chiedere se c'è un posto in
più per dormire.
Scusa che te lo tocca.
Come fai a fidarti di quello che ti
dice?
In fondo non sai niente della sua vita.
Ma di che parli?
Niente, scusa.
Ispettore.
Salve.
Buongiorno.
Stavo aspettando il dottor Corvara.
Meritentemente impegnato.
Devo lasciar detto qualcosa?
No, no, grazie.
Buon lavoro.
A lei.
A te per caso hai visto una tronchesi
da qualche parte?
Ero sicura che l'avrei trovata in questo
set e invece niente.
Eh no, che ne so, sei tu la
reginetta della ferramenta.
Però è che non c'è bisogno che
cerchi di fare lo spiritoso ad ogni costo.
Si vede che sei triste.
Vai, qua ci penso io.
Sei carina?
No, nel senso...
Nei modi, sei carina nei modi.
Non ci sto provando, giuro.
Non l'avevo pensato.
Certo che ormai hai capito che tanto io
sono l'ultimo su cui investire.
Comunque vorrei farti sapere che sto cercando un
modo per essere carino con te.
Bene.
Suono un po' come una minaccia.
Eh sì?
Pensa che è una promessa.
Ciao.
Non è stato un incidente.
Ma chi te l'ha detto?
L'ispettore che si occupa del caso.
È venuto qua, ma ha sommerso di domande.
Voleva sapere se mi manchasse il mio ruolo
da primario.
Dove fosse la sera dell'incidente.
Non so, a un certo punto ho pensato
anche che sospettasse di meno.
Ma...
Tanto non hai niente da temere, no?
No.
Ma secondo lui avrei un movente.
Ma poi quella sera ero qui.
Ed è l'ultimo posto in cui il
biere è stato visto a vivere.
Che poi non mi hai mai detto come
mai quella sera sei rimasto qui.
Per cortesia.
Beatrice, non ti cementere anche tu.
Torno al lavoro.
Papà.
Non torniamo a casa insieme?
No, devo aiutare Alberto.
Di nuovo?
Dimentichi in fretta?
No, ma qua dentro siamo medici.
E certi problemi personali mancano fuori.
Salve.
Salve.
Dovrebbe valere anche per te.
Ciao, non ti ho visto per niente oggi.
Mi hanno chiesto una mano in infermeria e
sono rimasta lì tutto il giorno.
Eh, lo so.
Mi sono informato, sai?
Tu sai quasi tutto di me, io invece
di te non so niente.
Quando vuoi chiedimi pure.
Sai dove trovarmi?
Hai tagliato il guato più corto?
Sì, ho fatto anche il nodo al contrario.
Vediamo se tiene.
Sembra asciutto.
Bene, allora forse ce l'abbiamo fatta.
Tu però provala un altro po', così domani
in sala ti senti più tranquillo.
Se la gamba è ridotta in quelle condizioni
è tutto colpo mio.
Un errore prima o poi capita a tutti.
Sì, ma alcuni sono imperdonabili.
Già, io me ne vado.
Senti, puoi dirmi cosa ci faceva qui il
poliziotto?
Mi ha fatto un sacco di domande sulla
sera in cui è morta la moglie di
Mosca.
Pare non sia stato un incidente.
Non ti ho sentito rientrare stanotte.
Scusa, ho dovuto ricostruire da zero uno strumento
che mi serve questa mattina per un intervento.
Anzi, devo correre.
Ti ricordi di non prendere impegni per domani,
vero?
Davvero ti sei dimenticato?
Ma ti pare che posso dimenticarmi e ci
dobbiamo sposare?
Non possiamo saltare tutte queste pratiche noiose e
sposarci subito.
No, purtroppo credo che non si possa fare.
Io non vedo l'ora di diventare tua
moglie.
Ma una moglie felice, però.
Ho scoperto una cosa sulla morte di Elvira.
Ciao Martina, buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno.
Come è andata la notte?
Non benissimo.
Il battito è sceso almeno due volte.
Mi dai il cambio?
Certo, vado pure a riposarsi.
Magari fosse solo lei il problema.
Grazie.
Ciao.
Buongiorno.
Scusa il ritardo, mi preparo subito.
Fai con comodo, tanto oggi non vieni in
sala.
Eh?
Anzi, a dire la tutta non dovresti essere
qui.
In che senso?
Quando pensavi di dircelo che non sei laureato.
Guarda che lavoravo già in sala operatoria e
mi mancava solo la tesi.
Ma non sei un medico, o sbaglio?
Eh?
Il paziente è già in sala.
Vado subito, dottore.
Scusate.
Non mi sento bene.
Che cos'ha?
Non lo so, prendo il cateter.
L'aiuto, dottore?
Grazie.
Ma dove è finito?
Sposto più indietro?
Gli alibi sono in grazia.
Ah, eccolo.
Eccolo finalmente.
Cateter è pronto, dottore.
Hai visto Corvara?
Prima.
Era nel suo studio.
E oggi non viene in sala?
Avrebbe dovuto.
Lasciamo perdere.
Lo faccio da solo.
Io inserisco, tu controlla lo schermo.
Ancora un po', dottore.
Ci siamo.
È sull'embolo.
Che succede?
Si gonfia.
Vedo che non si gonfia.
No.
Buongiorno a tutti.
So il motivo di questa convocazione.
Prima di tutto desidero informarvi che ho già
deciso di rassegnare le mie dimissioni.
Ah, no.
Non se la caverà così facilmente, dottore.
Non dopo tutto quello che ha rubato a
questo ospedale.
Lei è licenziato con effetto immediato.
E le consiglio anche di trovarsi un buon
avvocato perché di sicuro le faremo causa.
E ora, se non c'è altro, direi
che la seduta è sciolta.
Quante volte ho detto a Elvira di starti
lontana, ma tu hai saputo sedurla e hai
approfittato di lei, del suo cognome, della sua
posizione.
E adesso Elvira è morta al posto tuo.
Mi hai tolto mio figlio, ammaledetto.
E ora io ti rovino.
Alla sua nipote non ci pensa.
Troverò sicuramente modo di toglierti anche loro.
Non ti resterà nulla, Enrico.
Nulla.
Rubati del sashimi a go.
Fammi riprovare.
No, basta, ce l'ho già provato tre
volte.
Senti, se non rimuovo questo trombo perderà la
gamba.
Perderà molto di più se non ti sbrigli.
Mi aiuto io.
Se lo tieni in posizione mi dici come
fare e risistemo il filo io.
Provato.
Fai passare oltre il cuoco.
Siamo oltre.
Bravo.
Inizia a gonfiare.
Ora si è gonfiato.
Vai, rimuovi.
Battito regolare.
Ottimo.
È fatta.
Ottimo lavoro, possiamo ritirare.
Bravo.
Sì, sì, me lo ricordo benissimo.
Il professore Corvara mi portò un rullino di
foto da sviluppare.
Aveva una gran fretta.
E cosa ritraevano queste foto?
Se non sbaglio, macchinari medici.
E basta?
Sì, codici macchinari.
Erano foto di lavoro, immagino.
Ricorda qualcos'altro?
Se il professore...
Non so, ha detto qualcosa di strano.
No, no, ricordo solo che aveva una gran
fretta.
Mi chiamava tutti i giorni per sapere quando
erano pronte.
Ma poi alla fine non è neanche venuto
lui a prenderle.
E chi è venuto a ritirare le foto?
Un altro dottore delle molinette.
Anche lui un cliente, però non mi ricordo
il nome adesso.
Molto alto, distinto, con gli occhiali.
Era lui per caso?
Sì, sì, proprio lui.
Ti trovo bene, sai?
Mi prendi in giro?
Hai ripreso anche un po' di colore.
Sì?
Ero proprio uno straccio allora?
Sì.
Però mi piacevi anche come straccio.
Non la faccia ridere troppo, se no si
altera il tracciato.
Certo, tolgo il disturbo.
Ma lei non disturba mai l'ingegnere.
Anzi, qui le siamo tutti grati.
Che hai fatto di bello?
Beh, quello del pacemaker.
È stato l'ingegnere a costruirlo.
Lo hai inventato tu?
No, ho inventato...
No, è un'invenzione degli americani, l'ho
migliorato, sì.
L'idea è stata di Alberto.
Alberto?
Sì.
Eh, basta così per oggi.
Continuerete domani, eh?
D'accordo.
La dottoressa Brunetto c'è?
Sì, da Anna, come sempre.
Bene, allora io torno a trovarti presto, eh?
Ingegnere, prego.
Ciao.
Ciao.
Fausto mi ha detto che non stavi bene,
volevo sapere se ti servisse qualcosa.
Ti ha detto solo questo?
Non fa niente, tanto preferisco dirtelo io.
Virginia, non sono un medico.
Cosa?
Ho lasciato Berlino subito prima di laurearmi.
Avevo dato tutti gli esami e stavo per
discutere la tesi, ma ho avuto un'occasione
per scappare alla presa al volo.
Io ci ho messo la faccia per te,
tu non hai neanche avuto il coraggio di
dirmi la verità.
Lo so che avrei dovuto farlo, ma sai
quante volte ci ho provato?
Ma era tutto così perfetto e...
Virginia, avevo...
avevo paura di perderti.
Certo, molto meglio usarmi.
No, non l'ho mai pensato, nemmeno per
un secondo.
E io come faccio a crederti adesso?
Virginia...
Quando mi hai detto che stai vivendo qui
pensavo scherzassi.
No.
Abbiamo iniziato la terapia farmacologica e deve essere
sorvegliata continuamente, di giorno e coperta, ma di
notte.
E funziona?
Più o meno.
Per questo non posso lasciarla da sola.
Certo, non puoi andare avanti così.
E a fondo basterebbe collegare questo cosa a
un allarme?
Sarebbe bellissimo.
Sarebbe ancora più bello riuscire a stabilizzare l
'epatito.
Ma in fondo hanno la stessa identica cosa.
Chi?
Anna e Luisa, hanno la stessa identica cosa.
Ho avuto un'idea per Anna.
Ne ho già parlato con Riccardo e lui
dice che possiamo provare.
Provare a fare cosa?
Voglio utilizzare il pacemaker anche per Anna.
Signor, cosa ne può sapere un ingegnere di
una bambina cardiopatica?
Infatti lui mi ha dato soltanto un parere
tecnico sulla possibilità di adattare il circuito.
Ma anche forse quando pensi che possa durare
un pacemaker esterno attaccato a una bambina con
quelle braccine che si muovono continuamente dieci secondi,
venti...
Non pensavo di metterlo esterno.
Mi stai chiedendo di impiantare un pacemaker in
un neonato?
Sì.
Hai idea delle dimensioni del generatore?
È grande come tutto il toraccio di Anna.
Lo so, infatti Riccardo mi parlava della possibilità
di miniaturizzarlo.
Delia, lo sai anche tu che non si
può fare.
Però possiamo provare.
No, non impianterò nessun pacemaker in nessun neonato.
Scusatemi, il dottor Mosca ha convocato tutto il
personale.
Adesso.
Fantastico.
Ho sempre sognato di diventare il primario di
questo reparto.
Tutta la mia vita ho lavorato per raggiungere
questo obiettivo.
Convinto fosse l'unica cosa che desideravo veramente.
Quando mi sono finalmente seduto su quella poltrona
ho pensato anche che sarei stato un grande
primario.
Il migliore.
Mi sbagliavo.
Non è andata così.
No.
La morte di mia moglie mi ha aiutato
a capire molte cose.
Ora so di aver sbagliato tutto.
Ho commesso molti errori.
E non soltanto nei confronti della mia famiglia,
ma anche verso il lavoro che amo.
E verso voi.
Voi tutti.
Per questo devo lasciare l'ospedale.
Vi ringrazio davvero per il tempo che mi
avete dedicato.
Ora tornate al vostro lavoro.
Ha vinto il professore.
La poltrona è di nuovo sua.
Enrico.
Enrico, aspetta un attimo.
Scusa, io non ho capito.
Che sono tutte queste stronzate che hai detto?
Errori?
Quali errori?
Ferruccio, mi dispiace ma...
non sono l'uomo che pensi.
Professore, buongiorno.
Ispettore, buongiorno.
Mi dica, un po' di fretta.
Sì.
Sa cosa penso?
Che lei abbia cercato di ricattare il dottor
Mosca per riprendersi la sua poltrona.
E quando Mosca ha trovato il modo di
dismescare il ricatto lei si è sentita di
nuovo all'angolo.
Ora quello che devo capire è...
sarebbe stato pronto ad uccidere per ottenere quello
che voleva?
Quando l'avrà scoperto ve lo faccio sapere.
Quando sta così sembra non avere niente, vero?
Povera piccola.
Per fortuna ha il suo angolo custode.
Tanto non posso fare molto per lei.
Ci sei, sei sempre qui.
Ti sembra poco?
Non basta.
Sarebbe bello salvare tutti quelli a cui vogliamo
bene.
Ma a volte possiamo solo restare lì accanto
e restare a guardare.
Pregando che non gli accada niente di brutto.
Ci si sente impotenti, lo so.
Ma Anna non può scegliere se salvarsi o
meno.
Tu invece sì.
Ma forse non lo vuoi.
C'è
un po' di caffè?
Mi dispiace vederti così.
So quanto tu e Mosca siete legati.
Meno male che ci stai, che stai sempre
tutto.
So anche di cosa avresti bisogno adesso.
E dimmelo, va.
Avresti bisogno di staccare, di pensare ad altro.
Perché noi andiamo al cinema?
Ho visto al corso di Anna un bel
film, però non mi ricordo il titolo.
No, ti ringrazio.
Sei gentile, ma non me la sento.
Che offro io?
Quando ti ricapita?
Hai detto che non me la sento.
Va bene, va bene.
Aspetta un attimo.
Però effettivamente Braccetto Cutto che offre qualcosa non
succede a 57, mi pare.
E appunto, non approfitterei, no?
Guarda, mai convinto.
Allora ci vediamo stasera?
Sì.
Ma non ho finito il caffè?
No, no, no, che poi mi agito.
L'ho fatto io.
E appunto.
Mi è piaciuto.
Proprio a me con lo zucchero.
Beh, allora io andrei a casa.
Va bene, Rinaldi.
Ci vediamo domani.
Arrivederci.
Dottor Bonomo.
Salve, sofferenza.
Rinaldi?
Che fai?
Che faccio?
Stavo andando a cambiarmi e poi vado a
casa.
No, perché stavo pensando che oggi è stata
veramente una giornata terribile.
Ci avrei bisogno di far due chiacchiere.
Sarebbe una specie d'invito?
Sì, però non un invito...
Delia, Delia, aspetta.
Senti, mi dispiace se prima ti ho risposto
così.
Non ti preoccupare.
È che sono stanco, poi ho mille pensieri.
Però vorrei farti una domanda.
Davvero sei rimasta qui solo per Anna?
Non chiedermelo, per favore.
E invece sì.
Non puoi evitare tua madre per il resto
della tua vita.
Hai capito?
E fino a quando non darai un volto
a questo nome, non ne verrai mai fuori.
Dottor Foschini.
Serenella.
Che sorpresa vederla qui.
Anche per me.
Non ci crederà, ma sto aspettando mio cugino.
Anch'io avevo una...
Ma per caso le ha detto che le
lasciava il biglietto in cassa e di aspettarlo
dentro?
Esatto, volevo offrerle io, ma ha insistito tanto
e allora...
La prima promessa che mantiene.
Prego.
Niente, ma Ferruccio non arriverà.
E come fa ad esserne così certa?
Si fede, è così.
Io vado a casa, ci vediamo domani.
Visto che siamo qui, vediamoci il film.
Pare che sia bellissimo.
Per favore, si può sedere?
Sì, certo.
Prego.
Quattro anni fa, il cinema italiano dettava l
'Italia e creava anche un gusto e una
storia.
Ho da fare.
Simone, sei sordo?
Ho detto ho da fare.
Sì, lo so, scusi Ispettore, ma ho una
cosa importante riguarda il caso Rebellis.
La signora Dattilo vuole parlarne.
Chi è la signora Dattilo?
Non la conosco.
La faccio entrare?
Sì, vado a entrare.
Prego, si accomodi.
Grazie.
Salve.
Buonasera.
Buonasera.
Prego, si accomodi.
Grazie.
Come posso aiutarla?
Sono la moglie dell'ex direttore sanitario delle
Molinette, Carlo Dattilo.
Forse ne avrà sentito parlare.
Sì, adesso che me lo dice, ho letto
qualcosa su di lui.
In archivio.
Abbiamo molti articoli che parlano di suo marito.
Immagino.
Ed è per questo motivo che le chiedo
la massima riservatezza su ciò che sto per
dirle.
Non so se posso prometterglielo.
Secondo me può, visto che si tratta di
questioni privati tra me e il professor Corvara.
Cosa gli hai detto?
Che quella notte non era in ospedale, ma
a casa con me.
Ma stai scherzando?
Ma non è possibile.
A costo di far scoppiare un nuovo scandalo.
Ma quale scandalo?
Ma Dio mio.
L'ispettore sa benissimo che una donna sposata
con un cognome come il mio non può
essere tirata in ballo senza prove certe a
tuo carico.
Ma io non avevo bisogno di nessun alibi.
Perché non ho fatto niente.
Lo so.
Non arrabbiarti.
L'ho fatto solo per te.
E da quando sei tornato che aspetti questo
momento?
Non potevo rischiare che qualcuno si mettesse di
nuovo tra te e quella poltrona.
Cesare, fatti avanti.
Chiedi quello che ti meriti.
Non è facile.
Niente lo è.
Sappiamo bene che le improvvise dimissioni dal dottor
Mosca hanno lasciato il reparto senza una guida.
E so anche che per una soluzione condivisa
sulla sua successione servirebbe tempo.
I pazienti, però, pol tempo, non ce l
'hanno.
Ed è per questo che mi candido a
quella poltrona.
Nessuno meglio di me conosce quel reparto.
L'ho creato, l'ho diretto per tanti
anni e posso continuare a farlo.
Lei è molto generoso, professore.
Ma, come sa, oltre a essere un incarico
prestigioso, il ruolo di primario è molto impegnativo.
Anche dal punto di vista fisico, intendo.
E, francamente, considerando le sue condizioni, non mi
sembra una decisione molto saggia da parte sua?
Posso farle una domanda?
Come mai non si è preoccupato quando con
i miei soldi ho comprato l'ecosonografo e
poi le ho regalato le molinette?
Passando notti e notti in ospedale per istruire
il personale e non mi sembra che si
sia neanche preoccupato quando io e Ferraris abbiamo
impiantato il primo pacemaker italiano?
Prendo la strada a dozzine per richieste da
ogni parte d'Italia e non mi dica
che non lo sapeva perché siamo finiti su
tutti i giornali.
Bene, a questo punto passerei ai voti.
Cosa ne dite?
Sei pronta?
Sì.
È solo che non riesco a smettere di
pensare a quello che mi hai detto di
Elvira.
Se è stata uccisa forse dovrei parlare con
la polizia e dire qualcosa di Agatha, no?
Forse sì.
Sì, forse sì.
Guarda, se vuoi farlo adesso e toglierti il
pensiero noi siamo anche largamente in anticipo.
Allora prendo i documenti e andiamo?
Sì.
Ho lasciato il portafoglio in ospedale.
Ti accompagno in commissariato e passo un secondo
dalle molinette.
Va bene?
Quindi mi stava dicendo se ho capito bene
che circa una settimana fa la signora Mosca
ha tentato di mettere sotto un'infermiera delle
molinette.
E come ha detto che si chiama?
Agatha, ma non so il cognome.
E mi sa dire perché?
Elvira era convinta che fosse l'amante di
suo marito.
E lo è?
Non lo so.
Lei però era...
Era pazza di gelosia.
Se non le dispiace adesso dovrei andare a
un appuntamento in comune con il mio futuro
marito.
Il dottor Ferraris, lo conosce?
Certo, certo.
Lo ho ben presente.
Vada, vada pure.
Mi ringrazio ancora.
Grazie.
Ciao.
Ciao.
Dove stai andando?
Sto andando a conoscere mia madre.
Se vuoi ho anche un po' merito tuo.
Ti accompagno a qualcuno?
No.
Se vuoi posticipare, insomma, posso accompagnarti io un
altro giorno.
Voglio andare oggi, ho paura che se ci
ripenso poi non ci vado più.
Io oggi non posso.
Non ti preoccupare, c'è tanto da fare
qui.
In realtà raggiungo Carini in comune.
Dobbiamo firmare le carte del matrimonio.
Ah.
Vi sposate?
Sì.
Non lo sapevo.
Sono contenta per voi.
Mi scusi.
Scusi.
Sa dove abita la signora Lidia Colombo?
Là, al numero tre.
Grazie.
Arrivo.
Sì?
Sì.
Allora si può sapere che vuole?
Ha una faccia.
Non si sente bene?
No, non...
Posso chiederle un bicchiere d'acqua, per favore?
Sì, certo, entri.
Vuole sedersi?
No, grazie.
Vado a prendere l'acqua.
Eh, sembra di averla già vista da qualche
parte.
Cos'è il lavoro in televisione, per caso?
No, sono un medico.
Io i medici non li sopporto.
Sono sempre lì a dirti quello che non
puoi fare.
Mi scusi.
Alberto.
Visti tutti i documenti, i richiedenti mi hanno
così dichiarato di essere allo stato libero e
che nessun impedimento osta al loro matrimonio.
Potete firmare qui.
Grazie.
E tanti auguri.
A quando le nozze?
Oh, manca un mese esatto.
Vediamo allora.
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