All language subtitles for Noi.Del.Rione.Sanita.1x06.Episodio.6.ITA.RAI.WEB-DLRip.x264-UBi

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Original subtitles

È normale odiare il proprio padre?

Quello che provi non è odio.

È solo che ancora non è arredato la stanza a buia sporca.

Ma che vuol dire?

Arreda due stanze per i tuoi genitori.

Una pulita e luminosa e l 'altra a buia sporca.

E quando le due stanze saranno pronte, loro verranno ad abitarle.

È un antico detto arabo.

Noi da bambini vediamo i nostri genitori come eroi.

E quindi arrediamo la stanza più bella per accoglierli.

Ma poi ci deludono perché sono umani.

Ed è proprio allora che bisogna imparare ad accettarli così come sono.

Anche se i nostri sogni non sono come i loro.

Sai, mio padre non voleva che diventassi prete.

Non sai quanto abbiamo discusso.

Perché io pretendeva che facessi l 'imprenditore come lui.

Non mi capiva.

E non capivo lui.

E così ho imparato ad accoglierlo.

E lui ha accolto me.

Tu invece?

Che cosa vuoi fare da grande?

Ci ho pensato in questi mesi. Io voglio scrivere.

Cinema, teatro, racconti.

Però voglio scrivere della mia vita, non di quella di mio padre.

Quindi lei pensa che se io accetto tutti i suoi difetti, allora lui accetterà

che io veda Mimmo?

E chi può saperlo?

Tuo padre è solo convinto di fare il tuo bene.

E vedrai che con Mimmo le cose si aggiusteranno.

Mimmo non è venuto.

Buongiorno. A lui ci penso io.

Allora, siete pronti?

No, Don Giuse sta arrivando Ciccilla, aspettiamolo.

Aspettiamo.

Guardate bene.

Qua c 'è tutta la roba degli scippi, non è più di nessuno e si può pure

prendere. Ah sì?

Questa è la normativa qua.

Ma perché mi ha malparito?

Se l 'ha occupato quello mo' torna, sicuro.

E come fai a saperlo?

I suoi occhi, Caterina, non li ho mai visti così innamorati.

Oh Gesù.

No, no, no, no, no, no, no, no, qua ci dobbiamo muovere e ce ne dobbiamo andare

perché qua sta piena di bestie, capi?

Castrino, non è bellissimo?

Eh sì, sarà pure bellissimo, ma qua vedo. Ma voi non l 'avete sentito questa

bussa? Ma dove vengono i turisti qua?

Ristruttureremo tutto.

Sì, con quali soldi? Vabbè, a quelli poi ci pensiamo.

Tanto che mettiamo il nostro lavoro.

Che è successo? Non mi andiamo a vedere.

Bisogna coinvolgere quante più persone possibile.

Faremo una...

Cooperativa. E che è una cooperativa?

Si tratta non solo di lavorare insieme, ma soprattutto di vedere i guadagni.

Come se tutti fossero soci in affari. Ma pure io?

Pure tu, Cici.

Sì.

Ci serve solo il nome.

Oh, è vero il nome.

E che nome?

Io dico... I diamanti della sanità. No, stiamo pensando a me. La Tanchina ha una

bella idea.

Gli smafariati. Il più bello e il più simpatico, no?

Ma chi è questo?

Mafagliati? È un tipo di pasta?

Eh, ho detto le mafalde.

No, no, no, vado io. Ci chiameremo il maestrate.

Perché sarete come il vento che soffia qua sopra e porta aria nuova, aria

pulita. Che qua alla sanità ce n 'è bisogno.

Ma sanno che è strada, ma è una vista creatura, e quando è

lunga male, mi parla calore.

Uè mamma, dove sei?

Sotto l 'acqua canso un po'.

Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno, ucazza.

Dov 'è la roba che ci doveva consegnare quella sciacquetta della tua amica?

Non è una sciacquetta. Ah no?

Oh, e dici dove l 'hai messa?

L 'ho messa dove mi avete detto voi.

Al negozio di Colangelo, no? Ah, e loro l 'hanno cercata e non l 'hanno trovata.

Che so dove è andata, più cieca e sorridente.

Forse, forse non l 'hanno cercata bene.

O magari la polizia avrà fatto una perquisizione. No.

Non c 'è zecca a polizia.

Massimo è un uomo fottere.

E non ci pensi.

L 'angelo ha sentito.

Ha detto che non abbiamo cercato bene.

Poi ha giocato da così.

Ci stavo prima io.

Eh, signore, oggi non è così. Eh, vabbè, ma... Signore, vai a farlo uccidere. Ma

cosa fa?

Buongiorno, Maria.

Come vi posso servire? La mia roba.

Voglio la mia roba. Subito.

Non so a cosa vi riferite.

Ah? Ah?

Oh?

Oh? E mo?

Ti sta tornando la memoria, mo?

Ah? Non buttare, non buttare!

Mimmo, c 'è qualche problema?

No, no, Don Giuseppe, tutto a posto.

Non l 'ho mai guardato.

Ma che tengava già sporco.

No.

È che mi piace guardare persone in faccia.

Ma così mi ricordo.

E se dovesse accadere qualcosa ragazzi, so chi cercare.

Mi dici che voleva?

Ma niente, Don Giuseppe.

Quello da quando papà è in carcere, ogni tanto viene a marcare il territorio,

ma... Tutto a posto.

Allegata come? Perché non sei venuto?

Che altro posso fare in questa situazione?

Lo vedete come sto combinato?

Però abbiamo bisogno di te là sotto.

Stiamo facendo un sacco di cose belle.

Mi raccomando.

grazie a tutti E'

l

'amore, l 'amore, l

'amore

Ma ti metti paura?

Bella.

Tengo paura di metterla all 'altezza.

Facciamo una cosa, entri con me così ti passa l 'ansia e ti faccio vedere pure

dove sta. Sei proprio di fronte al corridoio mio.

Così poi non scappi.

Vedi il padre, del figlio e dello spirito santo.

Amen.

Buonasera, scusate, scusate il disturbo è che...

Avrei bisogno di parlarti.

Ah, certo.

Andiamo a buttare la spazzatura. Andiamo a buttare la spazzatura. Tanto per la

cena c 'è tempo. No, io non... Apri, vieni pure tu. Scusate.

Dai, spiegati.

Sono venuta per parlarti di Matilde.

Scusa, so che stai avvicinando.

Figurati, Matilde viene prima di qualsiasi cosa.

Sono preoccupata, perché sta diventando apatica.

Ha paura di tutto. Io non so che devo fare per lei.

È normale, dopo tutto quello che ha passato.

È una bambina forte, dalle tempo.

E danno anche a te.

Sì.

Hai ragione, non è facile, ma è così.

Io ti volevo ringraziare perché... Cioè, non so come avrei fatto senza di te.

Mi sei stato vicino quando avevo bisogno e nessuno l 'aveva mai fatto per me.

Oh, che bella.

Certo è un po' triste che certe stelle finiscano così.

Sì, ma hanno avuto una vita bella.

Hanno attraversato il cielo.

Ti lascio mangiare.

Ciao.

Ho espresso il desiderio.

Non ci ricordate?

perché sto dolore quando tutto sembrava di me

non ho più paura perché tu stai qua e noi

l 'acqua copò la notte coi orla la nostra

paura e noi l 'acqua fu la

notte coi orla

Buongiorno. Buongiorno.

Su Celestino, io ieri a cena ho fatto il bravo, stamattina i cornetti no?

Accontentati di quello che sta.

Quanta roba da mangiare, il nostro Lello tra un po' avrà l 'imbarazzo della

scelta.

Ho parlato con un paio di commercianti dell 'idea di trasformare le catacombe

un grande mercato coperto.

Forse ci escono pure un paio di ristoranti.

La cosa piace.

Quindi è fatta?

Se alla cura non lo vengono a sapere direi di sì.

Beve il suo caffè.

Grazie.

Come procede lì?

Questa qua è sporchissima.

Cicci, dammi la doccia.

Dammi la doccia.

Ragazzi, non avete idea che cosa ho trovato. Vieni da vedere.

Oddio!

Bellissimo.

Per me non era qui la talpa.

Non si sa mai.

Meglio verificare.

Oh, che paura.

Scusate, mi sono fatto prendere dal ritmo.

Balli benino, lo sai?

Senza offesa mi chiamano l 'eminem della sanità.

Addirittura? E questo ci conforta.

Ho pensato che questa cosa di portare i turisti nelle catacombe non era una

buona idea.

È molto meglio se lassù ci facciamo una bella discoteca.

Sai quanti soldi potremmo fare?

Una discoteca?

Giù alle catacombe? È un 'idea.

Don Giuseppe, è successo una cosa alle catacombe, dovete correre.

È incredibile.

Agli occhi di Anna.

Secondo me ce ne sono tantissimi altri, Don Giuse.

Dobbiamo continuare a cercare.

No, io non voglio che correte questi rischi. Qui bisogna fermare tutto.

Ci vogliono tecnici, restauratori e un sacco di soldi.

No, Don Giuse, non esiste proprio.

Cioè, questa è una cosa che abbiamo scoperto noi, una cosa nostra.

Dobbiamo continuare a cercare.

No, Anna, non è una cosa nostra. È una cosa di tutti.

E noi dobbiamo lavorare per questo.

Poi Mimmo, ci devo parlare un momento.

I soldi per apparare questo guaio non li tengo.

Lo so.

Mi ha sorpreso, niente.

Come quando ero un creatore.

Certo.

Ma tu, Paolo, me la posso togliere?

Te la puoi togliere.

Io e te avevamo un conto in sospeso, mi sbaglio.

Ora possiamo parlare senza che nessuno si metta a mezzo. Maglio, e a dove va?

Quei conti si pagano?

No, no, no, io infatti vi ripago. Vi do un tanto al mese e... No.

Per quello che hai fatto non si risolve in questo modo.

Come si usa?

E ora lo spiego a Marta.

L 'unico modo è che... mi dà una mano con il giro dei negozi.

Con il pizzo.

Non lo so, puoi mavermi affezione.

Ti faccio estinguere pure i debiti che tiene tuo padre.

Perché io la voglio bene a gente lorione.

E loro me ne vogliono a me.

Ma non può nascere senza una guida.

È il primo di un padre.

Ha un padre vero, però.

Noi non avremo casa a te e già a papà.

Che meraviglia.

E pensi che cosa si scoprirebbe se si scavasse ancora?

Enzo, siamo fortunati. Già solo se riusciamo a completare la messa in

Sì, ma quanto servirebbe?

Almeno 100 .000 euro.

100 .000 euro? Io ho calcolato il ribasso, è solo per iniziare gli scavi.

Ma ci sarà pure qualcuno interessato a investire o no?

Le catacombe sono della diocesi. I primi dovrebbero essere loro.

Perché non ci parlate?

La vedo difficile.

Sì, ma qui stiamo parlando di un patrimonio di duemila anni fa.

Li ascolteranno.

Dice? Dico che vale la pena provarci.

Mi pare che me l 'avete insegnato voi.

Don Giusei, ora devo staccare.

Però se la curia non paga, l 'unica cosa è trovare qualche sponsor che chiuda l

'affare.

Comunque, ci manchi qua giù.

Anche voi mi mancate tantissimo.

Giuseppe, che c 'è? Ha chiamato Don Bastiano.

Il vescovo vi vuole vedere.

Siamo venuti a sapere che volete aprire un supermercato e un ristorante all

'interno delle catacombe.

Chi ve l 'ha detto?

Don Giuseppe, rispondete alla domanda.

È vero?

No, forse ho usato una metafora e sono stato frainteso.

Ecco, me lo auguro.

Però sicuramente un patrimonio come questo va messo a disposizione della

Napoli non è una città facile.

Napoli è una città complessa, difficile.

Non possiamo pensare alle opere d 'arte.

Di che cifre stiamo parlando?

Per cominciare, almeno 100 .000 euro.

100 .000 euro?

E come pensate di procurarveli? Pensavo al fondo della curia, per i beni

artistici.

Voi sapete quanto costa mantenere D 'Uomo di Napoli?

Già sarà un miracolo se riusciremo a stare aperti fino al giorno di San

Don Giuseppe, mi dispiace.

A qua i fondi sono finiti.

Buongiorno, Don Giuseppe.

Come state?

Su Napoli soffia un maestrale che porta gioia.

Avete ricevuto la busta?

Quale busta?

Mi dispiace, ma le notizie sulle vostre prodette alla sanità sono arrivate all

'interno del collegio della diocese.

Questi prelati sono gente un po' rigida.

Ma voi non vi sedete mai?

Il meno possibile.

E ancora non ho capito che cosa dobbiamo fare di crescita.

Non ti preoccupare, farò parlare a me.

Se qualcuno prova ad alzare la testa, allora ti intervino.

Mimmo!

Ciao.

Come stai?

Bene.

Hai saputo dell 'affresco di Cerula?

No, che affresco?

Quello che ha trovato Anna nelle catacombe. Lo devi vedere, sembra un

Magari dopo me lo tengo da fare.

Si può sapere che hai?

Niente, te l 'ho detto, tengo da fare.

È ancora per la storia di mio padre, vero?

È da quando siamo tornati dal viaggio che sei strano.

Sei venuto fino a Pompei a dirmi ti amo. Non si può, non si può cadere.

Ma perché no?

È meglio se la finiamo qua, ma può?

Tu sei una brava ragazza.

Vabbè, a me questo fatto non piaceva.

Però ho capito che non ti amo.

Fai una cosa, non mi cercare più.

Ordine di trasferimento entro 30 giorni a partire dalla data odierna.

Scusi, mi faccia capire, fra un mese la cacciano dalla sanità.

Esattamente. I soldi non ce ne danno.

Pure. Le cavallette no.

È comunque il vescovo della storia del supermercato.

Era stato informato.

Il supermercato?

Sì. Ma allora... È Lello.

Lo dovevo immaginare.

Comunque, Don Giuseppe, un mese è un 'eternità per trovare i soldi e evitare

trasferimento. Non molliamo.

Ricordiamoci che il signore ha fatto il mondo in sette giorni.

E che fa? Si siede proprio ora.

Lo sai che tuo fratello si è fidanzato e se n 'è andato da Napoli?

Però non ti preoccupare se sei sistemato a lavorare in una gelateria a Bologna.

È molto bella, si chiama Simona.

Guarda.

Ci ho portato questa.

Io ho trovato un lavoro, faccio lo stesso, ai convegni.

Si tratta di industriali che promuovono il territorio per sottrarlo alla

criminalità.

Questa città non cambierà mai.

Finché le persone non perdono quello che hanno di più caro, non cambierà.

Ti sbagli.

Cambierà.

Stanno sicuri.

Spiegami meglio questa storia degli imprenditori.

Grazie. Vedete, quando ha chiuso l 'acciaieria, la città sembrava al comè.

Sembrava non ci fossero alternative per le tante persone che hanno vissuto per

la fabbrica.

Ma finalmente, dopo tanti anni di silenzio, il Comune ha aderito al

progetto di alcuni imprenditori, alcuni visionari, che hanno deciso di

riqualificare l 'area.

Don Giuseppe, che fate qua? Devi aiutarmi.

Devo parlarci. Don Giuseppe, ma io faccio lo stesso, che devo... Siamo qui

qui... Don Giuseppe.

Posso?

Prego.

Le conoscete le catacombe di San Gennaro?

Non potete conoscerle.

Praticamente non erano più mappate.

Si trovano vicino all 'ospedale di San Gennaro.

E quello credo che lo conosciate tutti, no?

Bene, io e i miei ragazzi ci siamo messi in testa che bisogna restaurarle,

perché sono uno dei più grandi patrimoni della città.

Basta farsi due conti per capire che moltiplicatore di soldi potrebbe essere

'operazione del genere.

Sarebbe la primavera per un quartiere difficile come la sanità.

Però servono investimenti. Voi questo fate, no?

Date vita nuova alle cose vecchie, giusto?

Scusatemi, veramente, scusatemi.

È fatto così.

È il prete del mio quartiere, non si ferma davanti a niente. È una specie di

visionario, si dice così, no?

Io dico più un pazzo, però... Cioè, un pazzo fino a un certo punto, perché

restaurare le catacombe per dare un futuro al quartiere, ai ragazzi del

quartiere, come... come il mio sante.

È convinto che con il turismo si può combattere la delinquenza.

E quindi vuole portare i turisti nella sanità.

Cioè, può sembrare... Oddio!

C 'è un medico in sala.

Chiamate mia mamma.

C 'ha fatto.

Stanno arrivando.

Oddio!

Oddio! Senti!

Ma che cosa? Io ho i sedolini nuovi di pelle.

Mi fa male, non ce la faccio, non ce la faccio.

Ho paura. E tu puoi, tu puoi. Che giornata, non è passata mia moglie.

Che devo fare? Che devo fare?

Respirare.

Guarda lì che ho paura.

Sì, fra poco.

Buonasera. Che giornata fantastica.

Sono stata in ospedale.

Il piccolo santo è bellissimo.

Quasi quasi prima gli occhietti, sa?

E Stella?

Sta bene.

Era mortificata.

Mortificata di cosa?

Beh, per la confusione che ha creato il convegno.

Sto cercando tra concorsi e bandi, ma niente.

L 'unico che potrebbe interessarci scade tra due anni.

Vabbè, oggi non ci pensiamo. Che è nato santo.

Infatti, oggi no.

Ci pensiamo domani.

Don Giuseppe, che è successo?

Qualcosa di grave?

Eri l 'unico a sapere del supermercato.

E nemmeno qualche ora dopo sono stato convocato in curia.

Come te lo spieghi?

Don Giuseppe, io non volevo.

Te lo giuro, non volevo, ma non te ne posso dire. Che significa?

Significa, Don Giuseppe, prima era tutto più semplice.

Il vecchio parroco mi diceva sistema le banche, ordina le stanze.

Ora c 'è il teatro e le catacombe.

Voi vi siete messi pure contro i camorristi.

Don Giuseppe, io ho paura.

Paura?

Sì, ho paura.

Di essere uno di quei vecchi che non servono più a niente.

Si sa che a fine fanno quelli come a me, no?

È venuto Don Bastiano e mi ha detto che a voi prima o poi vi avrebbero cacciato.

Io dovevo scegliere se seguire lui o seguire voi.

Ma non è vero che non servite a niente.

Senza te, Gasprini, il sacchino non sarebbe la stessa cosa.

Però, se ti tengo con me, da questo momento in poi... Io non pianto più, Don

Giuseppe. Mannacire, ve lo giuro su Dio, Don Giuseppe. Grazie, grazie, Don

Giuseppe. No,

veramente, Don Giuseppe.

Basta, basta.

Grazie, Don Giuseppe. Un 'ultima cortesia, ve la posso chiedere? Abbiate

pazienza. Dimmi.

Il meccanismo della campana.

Lo volete fare aggiustare, vi prego, io non ce la faccio e chiudo, non ci sei,

sovvienti.

Grazie. A lavoro.

Oh, hai visto quando ne dannevi?

Come un danno.

Oh, Mimmo, oh.

Questo c 'è, oh, parla, dici.

Oh, e lasciami.

Massimo. Anna.

Oggi non è proprio il momento, per favore.

Certo.

Non tieni nessun incarico da darmi oggi, non è vero?

Sono stata io scema ad illudermi.

Per te le persone si comprano e si usano come ti pare e piace, eh? Però non mi

pare che ti hanno fatto schifo questi qua.

Io te li dovevo dare in faccia.

Ma almeno li ho stati per mio fratello.

Per non farlo diventare uno come te.

Allora che mi devi dire?

Il lavoro d 'oggi lo faccio tutto io, Maria.

Per favore.

A me non lo possiamo lasciare in pace.

Amorevole ragazzo.

Cioè, se faccio da solo faccio pure prima, no?

A voi che vi cambia?

Non hai capito.

Evidentemente tu non hai capito.

Mimmo deve essere un esempio per tutti.

Se no chiunque la mattina si alza e non voce bene a Mariano.

Chiaro!

L 'amico tuo ne tiene tanta di merda da spalare se vuole apparare il danno. E

una volta che l 'ha apparato, ci sono gli interessi. A te fai capire anche

a me se vuoi che non va.

Vattene. Faccio finta che non ho sentito, che non mi chieste niente.

Ma è l 'ultima volta.

Vattene.

Io, quando

avevo la tua età, avevo un sogno.

Quale sogno?

Quella di poter indossare la giacca di mio padre senza far figure in merda.

Modeno Poggi.

Buongiorno, Don Giuseppe.

Vi devo parlare.

Io non volevo, ma era l 'unico modo per salvarci entrambi, Don Giuseppe.

Solo che poi quando ho visto Mimmo allontanare Caterina per proteggerla, io

ce l 'ho fatta più.

Forse è tutto colpa mia.

Di chi hai la colpa, ma non ci interessa.

Don Giuseppe, Mimmo è un bravo ragazzo.

Non è come me.

Io ho l 'anima a marcia.

Non è vero.

Invece sì.

E l 'anima recitar, Don Giuse, è la stessa di mio padre.

Tuo padre ha pagato un prezzo troppo alto.

Ci ha parlato perché voleva proteggerti e tirarti fuori da una vita come la sua.

Infatti ho visto che bella fine ha fatto.

Io non cambierò mai, Don Giuse.

Non è mai tardi per cambiare.

Guarda che bella giornata di sole.

Quando ci siamo conosciuti pioveva, faceva freddo.

E mo invece sono uscito per i rondini.

Tutto può cambiare.

Eppure tu sei cambiato, se no non stavi qua.

Giuseppe, l 'unica cosa che ora devo fare è quella di salvare Mimmo.

Aiutate.

Voi siete come un padre per me.

io non ho detto che sarei vero morta tutta nelle tue mani

solo tu puoi salvarlo e solo tu puoi salvare la sanità io

cosa dovrei fare?

collabora col magistrato chiunque abbia le prove contro Mariano o tace perché ha

paura o perché è stato pagato voi lo sapete quello che mi state chiedendo?

Di mettermi da solo contro il clan che comanda da sempre la sanità.

Non te lo sto chiedendo io, ma tuo figlio.

E comunque non sei solo.

Abbiamo un intero quartiere dalla nostra parte.

Il cuore della gente è con noi.

E quando sarà pure la testa, nessuno ci farà più paura.

Ti voglio bene papà.

Quando devi andare alle catacombe oggi?

Non ci vado più.

Che è successo?

Non voglio più stare in questo quartiere.

Perché? Perché non ci sto più bene.

Voglio andare via.

Dottore, ci ho pensato.

Voglio denunciare Mariano Santella. Le dirò tutto quello che so.

Sono contento.

Soprattutto per lei, Carmina.

Come vede, esiste il modo di liberarsi da certi cappi.

Voglio anche che lo capisca mio figlio.

È per lui che lo faccio.

Questi sono i vostri, Mario.

E secondo voi questi battano?

Io più di questo non so riuscirà.

Più di questo...

Qualsiasi mucco se il loro rione era capace di portarmi.

Si vede che tutti e due non avete capito bene come si convincono le persone.

Massimo, non fa male.

A così si convincono.

A così.

Ma lo sai che faccio?

Ti vado a cantare io. Mimmo, no, state zitto.

E che dici?

Tutto, tutto quello che so. State zitto, Mimmo. Sì, tutto quello che so, dico.

No, Mazzimo, lascialo parlare. Fallo parlare, che hai una bella voce.

Avete finito di fare?

Le cose sono cambiate, stanno cambiando e manca di risciacquo.

Per favore.

Calabria di Verdi!

Il tango è qui, non si fermerà.

A voi vi frotterà la nostalgia.

E allora rimpiangerete il tempo in cui accomandare quella sanità.

Ero io.

A te non mi accuso, a te.

Mi volete arrestare?

Arrestare? Ciao.

È di tuo padre il merito.

Che ha avuto il coraggio di denunciare.

Papà.

Ma veramente l 'ha fatto?

È lo stesso coraggio che ha avuto tuo padre.

Che ha salvato tutta quella gente.

Grazie, Don Giuseppe.

Tesoro, la mamma mi ha raccontato tutto.

Sarai contento ora?

Per niente.

Caterina, vedere che ci soffri non mi dà alcuna soddisfazione.

Io ci tengo a Mimmo.

Posso?

Altrimenti non ti avrebbe lasciato.

Lui ti ha voluto proteggere.

Ed era quello che volevo fare anche io.

Ma ho sbagliato.

Non posso impedirti da Marco.

Se è veramente quello che desideri.

Dici davvero?

Sì.

E c 'è anche un 'altra cosa.

Ho fatto rilasciare il padre di Mimmo.

Ha voluto collaborare e in fondo era una vittima come tanti altri.

Ti voglio bene papà.

Si può sapere che vuoi.

Mi vuoi dare un 'altra lezione?

Volevo sapere come stavi.

Ho saputo che hanno arrestato Mariano.

Come devo stare secondo te?

Libero.

Perlomeno ti dovresti sentire libero.

Come mi sono sentita io quando hanno arrestato mia madre.

Che all 'inizio era arrabbiata con mio padre.

Però poi un giorno mi sono sentita libera.

Eppure tu ti dovresti sentire libero, Massimo.

Libero e con niente in mano.

Anzi, con il rimorso di averti messa pure in mezzo.

E questo sfregio è un faccio.

Io non vedo nessuno sfregio.

Nessuna cicatrice.

Vado a te.

No.

Io sto qua con te.

Finché questo sfregio che tieni dentro non lo cancelliamo.

E come si fa?

Si vive.

Hai sbagliato ma puoi rimediare.

E ci sono io qua con te, ci sono gli altri, ci siamo tutti quanti.

Ormai a me mi schifano tutti quanti.

Dovresti farlo pure tu.

Massimo, io ti voglio bene.

E anche tutti gli altri.

Da sempre.

Dovevo citare un sacco di cose da fare.

Tu non lo sai quello che stiamo organizzando con Don Giuseppe.

Finalmente qua cambierà tutto.

Ci sta un futuro, ma ci sta veramente, però.

Se te lo dico io che non ci ho mai creduto.

Io ti non ti lascio in pace, scordatelo.

Don Giuseppe, che è successo?

Niente.

Oggi è San Gennaro e il tempo è scaduto.

Ah, sì.

Dicono che il sangue ancora non si è sciolto.

È pure cattivo segno.

Figuriamoci io che speranze ho.

Certo, voi napoletani siete pazzeschi. Pretendevi tutto da questo santo. Don

Giuseppe.

Come mi pare, io credo che non può uscire da San Gennaro.

Sta buona, sta buona.

Siete sicuri? Sì, sì, sì.

Sorcele, ma perché io che pretendo? C 'è una piccola spinta, un piccolo aiuto.

Cioè, ora che sappiamo come dare un futuro a questi ragazzi, siamo bloccati

dalla mancanza di soldi. Ma i soldi li pretende da San Gennaro? No, per carità,

io gli impegni ce li ho messi. È una mano, no? Potrebbe metterla pure lui,

che è il santo padrone di questa città. Ma è certo.

Ma l 'Iban della parrocchia, lei gliel 'ha dato? Che magari c 'è quello

Don Giuseppe.

Giuseppe, scusate. Ah, e no, io vado.

Arrivederci. Arrivederci, Suor Celeste.

Ciao. Ciao.

Ti volevo dire che ho parlato con una mia amica che vive a Catania.

È disposta a ospitare me e Matilde.

E può aiutarmi pure a trovare un lavoro.

Che vuoi dire?

Che... che devo andare via.

Io non posso più stare qua, Giuseppe.

Matilde ha paura che Sergio prima o poi lo rilasciano e ha ragione. Quello qua

torna. Ma tuo marito ha il divieto di avvicinamento.

Ha il divieto di avvicinamento?

Sì, beh.

Quante donne hanno fatto una brutta fine con i mariti che avevano lo stesso

divieto.

Io devo pensare...

Alla sicurezza di Matilde. Capisci? La devo proteggere. Lei non vuole più

uscire. Poi ha smesso di suonare. Insomma, io non voglio che perda anche

cosa.

Quindi andrai via?

Io devo.

Però... Però?

Ti ricordi la stella cadente?

E magari... Magari prima o poi il desiderio che ho espresso si realizza.

Il desiderio si è già realizzato, pure se partirai, perché

resterai sempre nel mio cuore.

L 'unica cosa che posso dirti è che ci mancherete molto.

Anzi, che mi mancherai molto.

Mi dispiace se ti ho dato preoccupazione.

Tu sei stato causa di amore e di dolore. Questo io non lo posso negare.

Ma tu non... Tu non sarai mai una preoccupazione.

Mai.

Hai il dolore che ci fa sentire vivino.

Giuseppe, salve.

Dovete venire con me.

Dove andiamo? Mi stanno aspettando da almeno mezz 'ora. Una è giovane,

di questi quarti qua, se non mi sbaglio. L 'altro invece deve essere il suo

principale, uno...

Tutto alto, perfetto, italiano.

Dicone che sono imprenditore, va a capire. Quello qua ha la sanità, ognuno

quello che vuole lui.

Buongiorno padre.

Buongiorno.

Che cosa possiamo fare per voi?

No, in realtà noi siamo qui perché vorremmo fare noi qualcosa per voi.

Si spieghi di meglio.

Qualche giorno fa a quel convegno, vi ricordate?

Insomma, il vostro discorso è stato illuminante padre.

Vedete, io voglio solo un mondo dove due compagni di banco.

Come me e Pasquale, non abbiamo più destini così diversi. Ah, lei è l 'amico

Pasquale, il figlio di Concetti, sono io.

Ti capisci? Eh, ora ci capisci chi è.

Quando abbiamo sentito che parlavate di un progetto, madonna, che meraviglia.

Bellissimo.

Seguitemi. Sì.

Insomma, un progetto per valorizzare il patrimonio artistico della sanità.

Eh, ho fatto di tutto per convincerla a vedere con i suoi occhi.

Questo non è un progetto, ma un sogno.

Di là c 'è l 'affresco di Eicella, che risale al V secolo d .C.

Buongiorno. Salve. Salve, buongiorno. Salve.

Eh? Te l 'avevo detto.

Noi ci siamo.

Don Giuseppe! Don Giuseppe!

Don Giuseppe! Eh, dimmi. Il campo è cesso.

San Gennaro ha fatto milan.

Spero un miracolo, Don Giuseppe, perché tra 30 giorni non deve rifare le

valigie, ne abbiamo tanto da fare.

Presidente, da domani avranno inizi i lavori di estauro.

Questo sarà l 'ingresso da Capodimonte.

Da qua a Inbuto, tramite le catacombe di San Gennaro, scendiamo nel quartiere

Sanità. Solo noi, presidente, ma anche i turisti. Però prima di dare il via al

cantiere, mi concede l 'onore di farvi vedere chi c 'è dietro questo progetto?

un progetto bellissimo, che coinvolge soprattutto tanti giovani. Eccoli.

Bravi! Bravi!

Enzo!

Enzo!

Alla fine ha deciso di ritornare.

Vogliamo ripartire da qui.

Insieme.

Anche la sanità ripartirà da qui.

sei tu, Romeo?

Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome.

Devo continuare ad ascoltare o rispondere a ciò che dice?

In fondo che cos 'è un nome?

Quella che noi chiamiamo Rosa.

Anche con un altro nome terrebbe lo stesso profumo.

E allora anche tu, Romeo, cambialo il nome tuo.

E in cambio prendi me.

Giulietta!

Scendi!

Appena ti ho vista.

Il nome mio era già cambiato.

Chiamami Amore e lo prenderò come un battesimo nuovo.

Nessuno ha mai fatto questo per me.

Perché nessuno l 'ama quanto l 'amo io.

Amore, amore dimmi che sei vivo, dimmi che sei mio, che sei mio e non preda

della morte.

Amore mio, è certo che sono vivo.

Sì, avete capito bene.

alla fine Romeo e Giulietta non muoiono veramente e nemmeno Mercuzio visto che è

qua che vi parla perché volete sapere la verità qual è?

la

verità

è che noi abbiamo solo voglia di vivere vivere e basta

Grazie.

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