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Che ci fai lì?
Se ti vede Ludovico succede un finimondo.
Vieni giù, un minuto.
Non posso, c'è anche mio padre.
Inventate qualcosa, vieni giù.
Dira, non ti pare.
Devo andare, scusa, ci vediamo domani allo solito
posto, va bene?
Ehi Rico!
Envira, quando sarò più orgo tuo padre preferirà
me a nulla facente con tre cognomi come
Ludovico.
Sei solo invidioso.
È vero, ma l'invidio è un motore
potente, ti fa fare tutto.
Pensavo che quello fosse l'amore.
E' tornato
mio marito.
No signora, no.
E questa dovrebbe essere l'ultima, ora dovete
sistemare gli allacci entro settimana.
I tempi sono quelli, non possiamo consegnare prima.
Va bene vi darò altri soldi, basta che
accelerate, non posso più aspettare.
Niente, è andato in corto anche questo.
Ti giuro, pensavo fosse più facile trovare una
soluzione per sigillarlo a tenuta stagna.
Sono solo pochi giorni che ci lavoriamo, ci
vuole tempo.
Inizio a pensare che non riusciremo mai a
fare meglio degli americani.
No, invece sì.
Chiaro che stiamo sbagliando qualcosa, ma che io
non capisco se il problema è la saldatura
o il materiale.
Tu pensi che il problema sia l'involucro
di Moplin?
Può darsi.
Io vado prima che arrivi tuo padre.
Sì.
Io pensavo che nel tempo libero leggessi le
viste tecniche, ma non c'è niente di
male, tranquillo.
Lo so che non c'è niente di
male perché lei è mia moglie, è bella
no?
Mi aveva promesso che avrei bisogno di ballare
una volta nato nostro figlio, invece il richiamo
del palcoscenico è più forte.
Ma tornerà no?
Non lo so, almeno tua sorella è esagerata
per eccesso d'amore, lei invece.
Io vado.
Sì.
Tesoro, adesso posa quello, finisci di bere il
latte che andiamo a scuola, vai.
Ciao.
Ciao, pensavo andassi direttamente all'ospedale.
Ciao zio.
Avevo voglia di vedervi.
Zio guarda me l'hai regalato caro, è
il mio diandra.
È bellissimo.
Vabbè adesso vai a prendere la cartella che
ti porto a scuola.
Davvero?
Sì davvero.
E tu?
Hai fatto dormire un po' la mamma questa
notte?
Un pochino sì.
Tu invece sei stanchissimo, hai fatto tutte le
notti questa settimana?
Non ho alternative.
Cistiferia infiammata senza calcoli, cioè con le cistite
all'itiasica.
Ma tu non vai in reparto stamattina?
Sì sì tra poco vado.
Meglio, perché se no Alfieri poi se la
prende con me.
Sai, ogni tanto mi chiedo come mai sei
così gentile con me.
Non lo so, però se ci pensi facciamo
tanto gli impegnati, occupiamo le università, manifestiamo contro
il Vietnam, però non facciamo mai niente di
concreto.
Quindi sono una specie di caso umano per
te?
No, però è vero che hai bisogno di
aiuto no?
Sì assolutamente, il problema è che non so
come ringraziarti.
Potresti fare come l'altra volta.
Era la nolla di fianza di mia madre,
tanto io non mi sposerò mai.
E tu cosa ci fai qui?
Voglio essere visitato.
Sei sano come un pesce, si vede occhio
nudo.
E qui che si sbaglia dottoressa, perché vedere
l'ultima settimana ho avuto complino e fitte
qui, qui e anche qui.
Ha presente quando qualcuno viene seduto e poi
abbandonato?
Nessuno ti ha abbandonato.
Non ci vediamo dalla sera del cinema e
non mi rispondi neanche più il telefono.
Credevo che il film ti fosse piaciuto.
Non lo so, non ci conosciamo, ma ti
assicuro che non sono il tipo che gioca
con le persone.
Ti hanno fatto parecchio uguale, vero?
Anche io non ho fatto.
Molto.
Sono sicuro che sei stata costretta.
Nemmeno tu sei il tipo che gioca con
le persone.
Dai, esci di nuovo con me.
Ti giuro che non ti faccio più guidare
alla mia spalla.
È arrivata, buongiorno.
Quando può mi raggiungo in corsia, per favore?
Arriva subito.
Devo andare.
Ciao.
Che cosa suoni?
Il violino.
Sto studiando per il concorso.
Potrei diventare il più giovane primo violino del
Teatro Olegio.
Te lo auguro davvero.
Buongiorno.
Buongiorno.
Che cosa abbiamo?
Pressione alta e cefalia costante.
Sono sempre stanco.
Prima non lo ero mai.
Posso chiederti di vederti in piedi?
Un attimo, grazie.
Puoi residerti, grazie.
Quant'è la pressione?
150-90.
Pressione degli arti inferiori 160-95.
Stendilo sulla cartellina, grazie.
Qualunque cosa abbia sistemato, per favore.
Devo tornare a suonare il prima possibile?
È un futuro primo violino.
E l'orchestra è piena di avvoltoi che
non vedono l'ora di fregarmi il posto.
Faremo del nostro meglio.
Gli facciamo una ortografia.
Va bene.
Ma il dottor Ferrari se l'ha già
visto?
Non è ancora arrivato, da quando c'è
il piccolo fa tardi.
Certo, grazie.
Bezzani, puoi portarla in radiologia per una ortografia?
Certo.
Grazie.
Cos'ha?
Se fosse arrivata prima lo sapresti.
C'è da cambiare di cateteri al letto
11.
Ma io non cambio cateteri.
Devi imparare a fare tutto.
Fate insegnare ad una infermia.
Scusa, devi fare un'ortografia, lo puoi accompagnare
tu?
Va bene, grazie.
Che stai facendo?
Mi sono preso un colpo, volevo parlare con
Mosca.
Lo sai che non è ancora arrivato.
Ti ho visto che parlavi con quello del
sindacato.
E allora?
Non posso anche più parlare con un amico.
Bino, ti ha dato qualcosa?
Cos'hai in tosca?
Fammi vedere.
Ma sei impazzito?
Stai calma, non ti agitare.
Vogliono soltanto spaventarlo perché ha deciso di operare
quel bastardo di Dalmasso, un altro di questi
personaggi che si arricchiscono licenziando gli altri.
Cosa stai dicendo, Bino?
Ti rendi conto che ha una pazzia?
Ti vuoi rovinare la vita per una cosa
così?
Tant'è già rovinata ed è stato lui.
Bino, senti, ascoltami.
Sei una brava persona, sei capace, metti un
attimo a ritrovarti un lavoro.
Ma si può sapere che vuoi?
Ma che ti importa di me?
Importa perché ti voglio bene, sei un mio
amico.
Buongiorno.
Buongiorno.
Se ti aspetti un grazie ti sbagli di
grosso.
Ecco, vai, faccio scopo.
Abbiamo gli ori, sette belli, carte, abbiamo vinto
tutto.
Scusate, vi ho chiesto la cortesia di abbassare
un po' la voce.
Ho la testa che mi scoppia.
Poverina, la disturbiamo.
Eppure dovrebbe esserci abituata.
Dove stava prima?
Non urlano tutte?
Se non abbassi la voce, giuro che trovo
il modo di chiudertela, quella boccaccia.
Hai capito?
E anche voi.
Ma che c'è?
Si sente male?
Dottore, si sente male?
Non c'è
niente da guardare, tornate a letto.
Hai battiti velocissimi, te l'ho detto, dovevi
restare sdraiata.
Scusa, scusa lo farò.
Come sta Mario?
Bene, non vedo pochissimo, faccio l'aria impossibile.
Troppo lavoro, eh?
Però oggi era felice.
Carine gli ha regalato uno scorpione di non
so quanti anni fa, imprigionato nel Lambert, bello.
Che orrore, un po' come sua madre.
Come che orrore?
Quello scorpione gli piace tantissimo.
Ehi, guardami bene, anche sua madre gli piace
tantissimo.
Scusate il disturbo, la dottoressa Brunello la sta
cercando, dottore.
Può rimanere un attimo qui, lei?
Sì, certo, identico.
Scusa, ho fatto tardissimo questa mattina.
Tranquillo.
Carlo non vi fa dormire?
No, a me non c'entra niente.
Sono rimasto da Riccardo tutta la notte.
Ah, e come va?
Non bene.
Lui dice che ce la faremo, ma in
realtà i nostri pacemaker continuano ad andare in
corto.
O forse dovrei rinunciare all'idea di usare
quegli americani.
Cesare dice che ne impiantano migliaia, non vedo
perché.
Proprio a Luisa dovrebbe capitare quello fallato.
Bene, avete appena cominciato.
Datti un po' di tempo.
Ma è una situazione al limite e ogni
giorno la vedo peggio.
Non riesci neanche più a stare in piedi
per ogni cosi svenuta tra le braccia.
Lo so che è pericoloso aspettare, però per
fortuna è qui, è vicina.
La controlliamo 24 ore su 24.
Continuate a provare, ce la farete.
Grazie.
Sei l'unica che riesce a tranquillizzarmi un
po'.
Io ho bisogno di te per un paziente.
Non c'è dubbio, è una coartazione aortica.
Sì, lo penso anch'io.
L'ho capito appena l'ho visto in
piedi.
Ha l'abito stipico, il tronco sviluppato, le
gambe più corte.
Quindi direi che non abbiamo bisogno della conferma
dell'ecosonografo.
Direi di no.
Diagnosi impeccabile, l'esame radiologico è chiaro, non
c'è molto da dire.
Quindi l'operi?
Il problema è che non ha la classica
forma a clessidra, è più lungo, servirebbe un
innesto, ma è molto rischioso.
Se non l'operi il rischio è grosso.
Emorragia cerebrale, aneurisma.
Tu cosa mi consigli?
Sei tu il capochirurgo?
È molto giovane.
Vent'anni.
Non vede l'ora di guarire, ma ha
paura che gli rubino il posto in orchestra.
Scusate, dottor Ferraris la vogliono in abitorio, invece
per lei e dottoressa c'è l'ispettore
Giraudo al telefono.
Ah, e gli dica che lo richiamo.
Grazie.
Via va.
Senti, è un po' che volevo dirtelo.
Sono davvero colpita da Virginia.
È diventata bravissima.
Ho dovuto fare un corso accelerato.
Tu lo sai che a te sarebbe bastato
alzare il telefono e sarai corsa a Parigi.
Con Alberto?
Ah no, lui aspettava un figlio.
Sono proprio curioso di vedere cosa ne pensa
Ferraris.
Sei qui per espiantare organi, non per fare
quello che ti pare.
Ma è quello che stavo facendo.
Volevo soltanto fare una prova prima di esportare
un polmone.
Come mai hai isolato la mammaria a quell
'altezza?
Stavo simulando l'intervento fieschi battezzati.
Serve a...
So benissimo a cosa serve.
Mi stupisce che lo sappia tu.
Non credevo che a Berlino Est fosse così
semplice recuperare riviste scientifiche straniere.
Non lo è.
Ma avevo un professore che viaggiava molto con
un permesso speciale e ogni volta che rientrava
se ne riportava indietro qualcuna.
Io sapevo dove le nascondeva.
Tu conosci questa tecnica?
No.
È semplice, basta legare le arterie e mammaria
ad una determinata altezza e aumenta la circolazione
del mio cardio.
Fu inventato da fieschi negli anni trenta.
Interessante.
Geniale è la parola giusta come tutte le
cose semplici.
Ma non mi avete detto il motivo per
cui mi avete fatto venire qui.
Abbiamo già risolto il dottore, anzi scusi se
l'abbiamo disturbato.
Alfieri vieni con me.
Sì.
No scusi mi faccia capire.
Allora lei questa mattina mi ha detto saran
pronte questa sera.
Invece adesso mi dice che saran pronte domani
mattina.
Com'è possibile?
Ma cosa, cosa?
Io vorrei allora soltanto sapere quanto ci vuole
per stampare un rullino.
Disturbo.
Va bene, che sia domani mattina però.
La saluto.
Andavo anch'io da quel fotografo.
Comodo ma troppo lento.
Non è così?
Sì, cosa voleva dirmi?
Parlare d'affari.
L'ecosonografo inizia a dare riscontri incoraggianti.
Così pare.
Bene, se continuiamo ad avere questi riscontri positivi
voglio mettere il servizio a pagamento.
Prego.
È un'indagine fuori dei canoni standard, perché
regalarla?
Perché quella macchina non è costata un soldo
le molinette, l'ho donata io.
Posso sempre decidere di farne a meno.
Il consiglio non approverebbe.
Anche se la macchina dovesse sbagliare, commettere qualche
errore, sbagliano gli umani.
Immaginiamoci le macchine.
Professore ci pensi?
L'ospedale ha bisogno di soldi.
Cosa leggi?
Tu hai mai sentito parlare di spasmi affettivi?
No, perché?
Niente.
Tu come mai ancora qui?
Sono venuto a prendermi questi.
Ci sono un paio di articoli sugli ultimi
ritrovati infatti ai materiali chirurgici.
Magari trovo qualcosa di utile per il pacemaker.
Tu cosa faresti col biorinista?
Ma guarda, io ormai ho paura a fare
le diagnosi, figurati se mi lancio le indicazioni
chirurgiche.
Senti Delia, basta con questa storia, ci fidiamo
tutti di te, l'hai sentito oggi Cesare,
diagnosi impeccabile.
Vabbè, secondo me devi operare.
Lo pensavo anch'io, ma ora che me
l'hai detto ne sono certo.
Senti, tu e l'ispettore vi sentite spesso?
No.
Ma perché era qui oggi se non mi
sbaglio?
Scusa, faccio delle domande che non hanno senso.
In effetti no.
Vabbè io vado, a domani.
Non riesco a crederci che sia quasi pronta.
Sarà la clinica più richiesta di Turino, vedrà.
Anzi, le dico una cosa, hanno già cominciato
ad invidiarla.
Invidiarla in che senso?
Ma no, niente, magari non è importante.
Lasci decidere a me.
Ecco, c'è un signore che bazzica spesso
da queste parti, fa domande, finge di essere
interessato.
Credo abbia fatto anche qualche foto.
E com'è fatto questo signore?
Non prenda la chiamata dottoressa.
No, dica all'ispettore che sono già uscita.
Non è l'ispettore, è la signora Maria
dall'orfanotrofio.
Pronto?
Poi è rimasta senza fiato, ha girato gli
occhi, sembrava svenuta.
Mi sa che ha ragione lei dottoressa, non
sono spasmi affettivi.
Posso usare un telefono?
Ma ma perché, vuole chiamare l'ambulanza?
No, voglio consultare un collega.
Ah, certo.
No, mi scusi è troppo tardi, andiamo direttamente
all'ospedale.
Prendo la borsa e l'accompagno.
Grazie.
Che ore sono?
Ma è presto.
Cosa ci fa Anna qui?
È svenuta, da ipnea.
L'ho monitorata tutta la notte, non è
più successo, però l'ho sentito.
Era un soffio, si studia storico.
Buongiorno dottore, ci sono diverse telefonate per lei
e poi il dottor Ferraris ha chiesto notizie
sul contratto di Becker.
Di chi?
Helmut Becker, il ragazzo tedesco.
Ma dottore, le telefonate?
Ho concesso che il tedesco facesse un po'
di pratica qui da noi, ma il patto
era senza contratto.
Ti ho chiesto solo rimborso spese, non di
metterlo in organico.
Non riesco a darle i nostri tirocinanti, perché
dovrei farlo con un tedesco?
Perché ha un talento.
Anna, la sua unica colpa è quella di
essere nato dall'altra parte della cortina di
ferro, tu non lo conosci, ma se solo
potessi fidarti di me.
Con le mani sulle salme, sono tutti dei
fenomeni.
Diamogli una possibilità, cioè lo porti in sala
con me.
Te lo scordi?
Non farai esperimenti con i miei pazienti?
Vi faccio solo preparare il paziente, supervisionato da
me e dal ceneri.
Tu dovrai stare solo nella cupola e poi
decidi.
Quel neonato è...
Sì, è Anna, è la figlia della paziente
che morta qui.
Che ci fa di nuovo qui?
Non sta bene, avevo ragione.
Mi hanno chiamato stanotte dall'orfanotrofio.
Dovresti fidarti di noi ogni tanto.
D'accordo.
Se questo Becker fa qualche casino io non
ne sapevo niente.
Chiaro, no?
Grazie.
La notte è complicata, eh?
Sì, non mi sono fermata un attimo.
Tu attacchi adesso?
Eh, già.
L'ho bevuto tutto io.
Un altro motivo per avercela con me?
No, in realtà non ce l'ho con
te.
Anzi, dovrei ringraziarti.
Non ne vale la pena rovinarsi la vita
per uno come Mosca.
Troverò un altro lavoro.
Sono contenta che alla fine mi hai ascoltato.
Beh, su questo sì.
Ma c'è un'altra cosa che proprio
non posso fare.
Non posso essere tuo amico.
Tranquilla, tranquilla, aspetterò un buono buono in un
angolino.
E chissà, magari prima o poi anche tu
ti innamorerai di me.
Allora me vado a cambiare.
Buongiorno.
Buongiorno.
Allora, sono pronte le mie foto?
Veramente sono state ritirate?
Come ritirate?
Da chi?
Da una persona che ha mandato lei.
L'ha presa lei.
Non so di cosa sta parlando.
Faccia finta di non capire.
Le dico che non so di cosa sta
parlando e la prossima volta che entra nel
mio ufficio le invito a bussare.
Io so cosa sta facendo e lo dimostrerò
anche senza quelle foto.
Buongiorno, dottore, mi stava cercando?
Sì, ho bisogno di una mano per una
ortografia.
Tutto quello che vuole, dottore.
Sarenella, un po' meno.
Lo dico per lei.
Dovrebbe cambiare un po' atteggiamento o vuole rischiare
di soffrire ancora?
Di cosa sta parlando?
E che non si può essere sempre sempre
così disponibili con tutti, perché non tutti sono
come me.
C'è gente che se ne approfitta, capisce?
Ha parlato con Ferruccio?
Sì, ma non è come pensa.
Sarenella, Sarenella.
Ferruccio?
Sì?
Oh!
Questa è per la prossima volta che decidi
di mettere in piazza gli affari nostri.
Ma parli di mio cugino?
Perché?
A chi altro lo hai detto?
Ma io non l'ho detta a nessuno.
Ma come facevano a dirlo a lui?
A mio cugino?
Mentivi come hai sempre fatto.
Io non ho mai detto una bugia in
vita mia.
Casomai ometto la verità.
Oh, ma guarda che non eri così violenta
quando l'ho conosciuta.
Anche questa è colpa tua.
Buongiorno.
Sempre colpa mia.
Sono arrivata in orario ma mi hanno detto
di portare questo al laboratorio.
Arrivo subito però.
Non volevo rimproverarti, anzi ti volevo chiedere scusa
per ieri, ero nervoso.
Me ne sono accorta, ma se pensavi di
farmi un dispetto hai fallito, perché sono già
diventata la regina dei cateteri.
In realtà sto così perché un po' di
giorni che cerco di parlarti di una cosa.
Ecco dov'eri.
Mi cercavo dottore.
Sì, devi far vedere a Helmut il protocollo
della sala operatoria.
Oggi ci darò una mano con il clinista.
In un intervento vero?
Sì, perché?
Sono molto contenta, te lo meriti.
Grazie.
Visto che ci sei, lo accompagni alla sua
rana così si prepara?
Certo.
Grazie.
Tu invece devi andare in obitorio e prendere
almeno 4 centimetri di aorto.
Sì, certo dottore, vado subito.
Ultima cosa, vieni.
Oggi il paziente lo prepara lui.
Non penso sia il caso.
Lo controlli tu, no?
Va bene.
Karen, non rispondevi al telefono, mi sono preoccupata.
Posso entrare?
Vieni.
Non fare così, vedrai che si sistemerà tutto.
Alfira, dallo a casa con la bambina e
io ho 3 ore di autonomia.
Adesso tu ti metti qualcosa addosso e io
ti porto dove vuoi.
Va bene?
Grazie.
Posso disturbarti un attimo?
Non è il momento migliore.
Va bene, torno.
Devo parlare a una cosa per Anna.
Chi è Anna?
Una bambina, non ha nemmeno un mese.
La madre non c'è più.
È la figlia di quella donna morta dopo
un intervento al cuore?
Sì.
Credevo fosse un orfanotrofio.
Sì, fino a ieri, poi mi hanno richiamato
perché non sta bene.
Non mi potrebbe essere utile l'ecosonografo.
Vabbè, sai dove trovarmi?
Portamela subito, la vedo adesso.
Grazie.
Pinza.
Perché tutte queste pinze?
Per bloccare i vasi in sicurezza.
Ancora pinza?
Ma io non ho ancora avuto il piacere
di conoscere il nostro nuovo aiuto.
Pinza, mi chiamo Helmut Becker.
È la sua prima volta in sala operatoria?
In Italia.
A Berlino dove ho studiato ci sono già
stato.
E allora willkommen.
Parla tedesco?
Ma giusto qualche parola me la insegnò Birgit,
una grossa paziente che anestetizzai durante il tiroginio.
Pinza, per favore?
Questo è l'ultimo, dottore.
Ma io non ho finito, non ce ne
sono altre.
Senti non mi convince questa cosa che stai
facendo, va bene?
Togli tutto.
C'è sicuro che funziona?
Sì ma questa non è un'esercitazione, c
'è un paziente vero qui sotto.
Io lo so benissimo però se tu continui
a distrarmi Fausto sarà colpa tua se qualcosa
va storto.
Boni che la guerra è finita.
Apri un nuovo portaferri, mi servono dei coche.
Comunque hai ragione, non si tratta di una
cardiopatia semplice, guarda.
Tra la valvola mitralica e la tricuspida c
'è un vuoto, vedi?
Sì, che significa?
Difficile dirlo.
Comunque non credo sia qualcosa che è ereditato
dalla madre, potrebbe essere qualcosa di congenito, non
so, un truncus arteriosus, anche se è più
frequente nei maschi che nelle femmine.
La verità è che ci vorrebbe un cateterismo.
Allora facciamolo.
Su una neonata?
Non l'ho mai fatto.
Posso chiederti almeno di pensarci prima di escluderlo
del tutto?
Va bene.
Cosa succede qui?
Io gliel'ho detto, ma dici che per
bloccare i vasi in sicurezza?
Invece di legarli li ho clampati con una
metatorsone, così evitiamo emorragie e una volta risolta
la coartazione la tensione sull'arterio dovrebbe essere
ridotta.
Così sarà più semplice legarli.
Dove l'hai imparato?
Ci ho ragionato e l'ho fatto.
Mosca sei visto?
No.
Un po' di musica per favore.
Non hai le prove che si veda con
l'infermiera, l'hai seguito, hai frugato dappertutto.
Ma io me lo sento, io lo leggo
negli occhi.
Elvira, è difficile da accettare, lo capisco, ma
amante o non amante?
Il vostro matrimonio è finito, perché non lo
lasci andare?
Non ce la faccio.
Piano piano.
Adesso mettiamo in moto la macchina, andiamo in
centro, ci compriamo un bel vestito magari.
Che ne dici?
Ti prego parliamo ancora un po'.
Non possiamo andare in un bar, è un
'ora che siamo ferme qui.
Non so neanche dove siamo.
Per favore solo un pochino.
Terminato, pronti per l'innesto.
Come mai è così corta?
È 4 centimetri, come il mio aveva chiesto.
Ho detto almeno 4 centimetri, ma anche avessi
detto 4 centimetri dovevi comunque prenderla più lunga.
Mi dispiace dottore, vado subito a prenderne un
'altra.
No, no, non è una buona idea, dobbiamo
sbrigarci qui.
Per favore faccio velocissimo.
Ma fossi anche Spidi Gonzales, ti servono almeno
20 minuti e ti assicuro che non ce
l'abbiamo.
Useremo l'arteria su clave a sinistra, la
congiungiamo con l'orta discendente.
La tecnica di clavé?
Perché, hai in mente altro?
No, ma Vincenzo vuole diventare un grande pilonista,
non mi diano tutti per il suo talento.
È più importante sopravvivere che realizzare un sogno.
Mi preferirei morire.
Senti, non so che cosa ti stia succedendo
ma non va bene.
Prendi il suo posto.
Avete sentito cosa ho detto?
Prendi il suo posto.
Bisturi.
Sono contenta di averti aiutata, è sempre bello
parlare.
Adesso però devo andare a casa, fra poco
Carlo deve mangiare.
Elvira, va tutto bene?
Elvira, Elvira, che cosa stai facendo?
Venga signora.
Ottio, stai
bene?
Tu no.
Dottore, mi scusi, sono il direttore dell'orchestra
in cui suona Vincenzo.
I genitori si sono allontanati un attimo e
come sta Vincenzo?
Il ragazzo è salvo.
Purtroppo la funzionalità del braccio è compromessa.
Sì, ecco, in sala abbiamo dovuto utilizzare una
tecnica che riduce l'afflusso di sangue all
'arto, quindi non potrà più muoverlo come prima.
Che peccato, quel ragazzo era un prodigio.
Capisco, però mi credane, per le condizioni in
cui era è già un grande risultato.
Grazie.
Mi scusi, Helmut?
Sì?
Volevo congratularmi per oggi, sei stato eccellente.
Grazie, grazie per avermi dato la possibilità di
dimostrarglielo.
Bravo.
Sì, avanti.
Mi cercava?
Sì, venga.
Vorrei fare alcuni cambiamenti nei turni delle infermiere
di questa settimana.
Mi dispiace, ma con così poco preavviso non
è possibile.
Ma se lo dico io, credo di sì.
Non credo, dottore.
La gestione del personale è molto delicata.
Io e il professor Corvara ci abbiamo messo
anni per trovare il metodo giusto.
Metodo che naturalmente va aggiornato, considerato il fatto
che, come lei sa, il professore non è
più il primario qui.
E si vede.
Prego.
Lasciamo stare, dottore.
Lei ha bisogno di me e io non
posso fare a meno di questo reparto.
Non mi costringa a dire delle cose delle
quali potremmo pentirci.
Lei si getterebbe nel fuoco per il professore,
vero?
Ho fatto anche di peggio, se per questo
persino rubato.
Rubato?
Che cosa avrebbe rubato?
Ma niente, dicevo così.
Cerco di sistemare i turni come vuole lei.
Grazie.
Suor Filomeno, suor Bernini, suor Carmelo, suor Fiorenza,
Marilena Della Corte.
Ci ho cercato ovunque.
Perché non sei venuto, Baker?
Ho utilizzato una tecnica fantastica per preparare il
paziente.
Non è il momento, svedese.
Lo voglio in squadra.
Allora prenditelo, ma rimborso spese.
Dottor Mosca, c'è sua moglie al telefono.
Dica che la richiamo.
Scusi se insisto, dice di aver avuto un
incidente.
Prego.
Allora, mi spieghi cosa è successo?
Ho fatto una cosa terribile.
Dove andiamo a festeggiare?
Dobbiamo brindare alla tua prima sala per attore
italiana.
Siccome è merito mio, me lo devi.
Mi dispiace, ma non posso.
È che al pensionato dei studenti mi chiudono
fuori se faccio tardi.
Ti do un passaggio?
Preferisco fare due passi.
Però grazie, di tutto.
A domani.
Ah, Fausto, volevo dirti che mi dispiace, ma
devi pensare che gli avete salvato la vita.
Ferrari sicuramente.
Io gliel'ho solo rovinata.
Dopo anni di studi non potrà più suonare.
L'orchestra lo sostituirà con qualcuno che magari
neanche se lo merita.
Con chissà chi.
Tu non puoi capire come ci si sente
quando qualcuno ti ruba il posto.
Helmut non ti ha rubato proprio niente.
Brava, difendilo pure.
Su, Letizia.
Scusi, la dottoressa Brunello ancora in ambulatore?
Eh sì, dottore.
Scusi.
Alberto, forse ho il materiale che fa per
noi.
Ah, fantastico.
Una resina che di solito usiamo per i
fanalini delle auto, però io ho fatto una
miscela diversa e ho fatto un paio di
prove e sembra perfetta per il nostro pacemaker.
Ho anche preparato un stampo, se vuoi stasera
la proviamo.
Alberto, dico, ho fatto uno stampo.
Ci vediamo dopo in fabbrica?
Sì, vado un attimo a casa.
Poi ci vediamo in fabbrica.
Va dopo.
Grazie.
Mi dispiace, ma l'orario delle visite è
terminato.
Soprattutto per i malati immaginari.
Giusto in tempo per portarti fuori, allora.
Ho pensato questa volta ad un approccio più
classico, ecco.
E se mi direi di no, domani tornerò
con altri fiori.
Quindi se accetto smetterai di portarmeli.
Mettimi alla prova.
Ciao.
Ciao.
Che ci fai qui?
Delle cose di lavoro con tuo fratello.
Posso sedermi un attimo?
Se sei stanca passo domani.
No, mi fa piacere.
Però chiudi la tenda, per favore.
Sì.
Pieno di impiccioni questo posto.
Così è meglio, grazie.
Siediti.
Ho bisogno di un consiglio.
Tu sai che ho una bambina?
No, non lo sapevo.
Sì, si chiama Ada e non riesco a
farla smettere di piangere.
Sei sicuro che vuoi chiederlo proprio a me?
Sei una mamma anche tu, no?
Sì, ma...
Lo so che cosa intendi.
Tuo figlio è più grande.
È per questo che te lo chiedo, perché
sei una madre esperta.
Mia moglie è in turni da settimane.
Non riesco nemmeno a darci al telefono e...
Lasciamo aperta.
Tu come facevi?
Scusami.
Che c'è?
Che è successo?
Carlo sta bene?
Sì, lui sì.
Sono io che mi sono spaventata molto.
Cos'è successo?
Prima mi devi promettere una cosa.
Che cosa?
A noi non succederà mai di diventare pazzi
di gelosia, vero?
Cosa stai dicendo?
No.
Ehi, a noi no.
Sei tranquilla.
No, a noi no.
Ti ballo così male?
No.
No, scusami.
No, no, scusami.
Davvero, davvero.
Non avrei dovuto insistere.
Il mio matrimonio è finito per colpa di
un'altra persona.
Una persona che non riesco a dimenticare.
Il dottor Ferraris.
E lui?
Lui ti ha dimenticato?
Non ha importanza, lui è adesso una famiglia.
Quindi non ce l'aveva quando voi...
Era fidanzato.
Ma Karen, la sua ragazza non c'era
mai, quindi non sembrava una cosa seria.
E poi è rimasta incinta.
E speri che lasci tutto per te?
Assolutamente no.
E poi lui non è il tipo che
scappa, ha delle responsabilità.
Nemmeno io.
E ti va di continuare a volare?
Io non ho fretta.
Non avrei la nemmeno tu.
No,
no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no I never will forget
the day she walked into my life She
said don't worry baby it's gonna be alright
She said I got a little money if
you want that too
No,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no,
no,
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